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Capire la regola del concorso paritetico nello scontro fra

veicoli attraverso lo sci e pensando all’assicurazione: il


ritorno dell’ingegneria sociale

Nell’ipotesi dell’incidente fra due sciatori i comportamenti precauzionali di


entrambi gli sciatori
appaiono perfettamente interdipendenti. In questa tipologia di incidenti
sciatorii, peraltro, alla bilateralità della precauzione corrisponde quasi sempre
la bilateralità del danno, laddove in astratto è sempre possibile che il
verificarsi dell’incidente danneggi entrambi i soggetti coinvolti nello scontro.

La regola applicata alla fattispecie era tradizionalmente ispirata al paradigma


puro e semplice della colpa relazionale (2043 c.c. + 1227 c.c., primo comma),
con una regola di default che in caso di incertezza probatoria dipingeva a
carico del danneggiato dallo scontro un regime di responsabilità oggettiva per
il danno sofferto (che dunque finiva per essere sopportato in proprio).
Nella vigenza di una regola di responsabilità di tale fatta, la quota di
responsabilità oggettiva gravante
sullo sciatore per il danno da scontro infrasciatorio si risolve nell’incentivo a
gestire questa quota di danno acquistando una copertura assicurativa di tipo
“first party” (una polizza infortuni).
A questo incentivo se ne accoppia un altro, la regola di cui si discorre induce a
promuovere l’azione
risarcitoria solo dopo essersi ragionevolmente sincerati di avere nella propria
disponibilità probatoria
elementi atti a sostanziare l’altrui addebito di responsabilità.

Cambiano le cose:
Art. 19 della l.363/2003. Presunzione relativa di concorso paritetico di
responsabilità che impedisce il non liquet nell’ipotesi in cui il giudizio di
responsabilità avviato da uno dei protagonisti dello scontro si
concluda senza offrire al giudicante elementi probatori sufficienti a
giustificare in punto di motivazione un preciso assetto
dell’imputazione del danno (sia esso a carico esclusivo di una delle
parti, oppure ripartito percentualmente fra queste ultime secondo le
risultanze del caso).

Tale presunzione iuris tantum di concorso paritetico si rivela però assai poco
adatta a minimizzare il costo sociale degli incidenti infrasciatori, non essendo
stata collegata alla previsione di un obbligo di dotarsi di una copertura
assicurativa per i danni cagionati a terzi. In relazione allo sciatore che nel
frangente dello scontro ha effettivamente osservato un’attività precauzionale
ottimale, è esposto al rischio di vedersi allocare la metà del danno
complessivamente determinato dalla collisione, ove costui non riesca a
provare di aver tenuto un comportamento virtuoso, la presunzione di cui si
discorre si atteggia in modo non dissimile da una regola di
responsabilità oggettiva. In difetto di assicurazione third party obbligatoria
non è infatti possibile effettuare lo spreading del danno, eliminando l’incentivo
precauzionale espresso dalla regola di responsabilità all’operare di
meccanismi bonus/malus.
In difetto di assicurazione obbligatoria, dunque, la norma introdotta nel 2003
muta il segno degli
incentivi espressi dalla regola previgente, dirottandoli verso destinazioni non
prive di inconvenienti:
1) l’incentivo all’acquisto di una polizza first party si sposta verso la copertura
third party
per la r.c. sciatoria.
2) nel vigore della nuova regola, si affievolisce in modo non trascurabile
l’incentivo ad avviare l’azione risarcitoria solo dopo aver ottimizzato sul piano
probatorio le pretese da far valere nell’instaurando giudizio. Piuttosto, si fa
strada l’opportunità di valutare strategicamente e caso per caso se
promuovere l’azione anche in difetto di questa preventiva verifica probatoria,
ad esempio se l’entità dei danni subiti sia o no particolarmente differenziale
rispetto all’altro.

Ecco allora che la regola dipinta dall’art. 19 l. 363/2003 non solo non va nella
direzione di contenere il
numero e la gravità dei sinistri sciatorii, ma determina l’aumento del costo
sociale di questi ultimi.

In difetto di un generalizzato obbligo assicurativo posto in capo ai soggetti che


sono chiamati ad agire in precauzione rispetto al rischio di entrare in
collisione (ovvero: gli sciatori), la presunzione del concorso paritetico per il
caso di scontro equivale ad introdurre nel sistema una sacca di responsabilità
oggettiva legata ai livelli di attività dello sciatore, che grava su quest’ultimo
anche quando costui abbia nei fatti agito in precauzione in misura ottimale e
però non riesca – per l’opacità probatoria del giudizio – a dimostrarlo.
Ecco perché l’allocazione paritetica presuntiva del danno da scontro tende a
giustificarsi solo laddove
entrambe le parti potenzialmente interessate da questa allocazione siano
dotate di assicurazione, onde
distribuire attuarialmente il costo della responsabilità oggettiva sull’intera
classe dei potenziali danneggianti, che nella specie – poiché ciascun sciatore
assume il ruolo di vittima e di artefice del costo sociale dell’incidente
infrasciatorio - corrisponderebbe anche alla classe dei soggetti che deve
sostenere questo costo sociale.