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LA FORMAZIONE DEL MAR MEDITERRANEO

Il bacino del Mediterraneo è


compreso fra le terre emerse di
tre continenti; Europa, Asia ed Africa,
ha forma allungata in direzione est-
ovest e si estende dall'Europa
alla parte occidentale dell'Asia,
comprendendo la penisola
dell'Anatolia, con l'eccezione della
parte centrale con clima differente.

L'Europa costituisce il bordo settentrionale del bacino, con tre penisole: l'iberica, l'italiana e


la balcanica che si protendono nel bacino mediterraneo e posseggono clima
corrispondente. Queste tre penisole sono separate dall'Europa centrale da sistemi
montuosi come i Pirenei, che dividono la Spagna dalla Francia, le Alpi, che separano
l'Italia dall'Europa centrale, e i Monti Balcani, che separano la penisola balcanica dal clima
continentale formatisi nel corso dell'orogenesi alpina. Il bacino è delimitato
meridionalmente dalle coste settentrionali africane, tra queste la regione del Maghreb che
è separata dal deserto del Sahara dalla catena montuosa dell'Atlante.
Circa 45 milioni di anni fa (Eocene) l’Africa e l’India entrarono in collisione con l’Europa e
l’Asia, dando avvio alla formazione delle catene delle Alpi e dell’Himalaya tuttora in corso.
Già allora l’estensione dell’originale Tetide 1 era ridotta a poco più
dell’attuale Mediterraneo.
Nel lato occidentale i processi tettonici furono caratterizzati dall’apertura del canale di
Valencia, con la formazione del promontorio balearico, e dalla rotazione del blocco Sardo-
Corso, una volta attaccato alla costa provenzale. Queste fasi si svolsero dai 30 ai 13
milioni di anni fa.

1
L'Oceano Tetide era un braccio oceanico disposto in senso Est-Ovest che, nei tempi geologici compresi
tra il Permiano ed il Miocene separava l'Africa settentrionale dall'Europa e dall'Asia.
Alla fine del Miocene (6-7 milioni di anni fa) si verificò un importante episodio nella storia
geologica del nostro mare: a causa del continuo avanzamento dell’Africa contro l’Europa si
chiuse lo stretto di Gibilterra, che assicurava il collegamento con l’Oceano Atlantico, e
il Mediterraneo diventò in breve tempo un immenso lago salato. 
La chiusura del collegamento con l’Atlantico determinò la cosiddetta "Crisi di
salinità" del Messiniano durante la quale vi fu un profondo deficit idrologico, con la
conseguente deposizione di enormi quantitativi di "sali" come se si trattasse di una
immensa salina.
La crisi durò “appena” un milione di anni e, probabilmente a seguito di variazioni
eustatiche del livello marino, comprese vari inondamenti con acque Atlantiche e successivi
prosciugamenti del bacino. Si formarono così depositi di "evaporiti2" con enormi spessori
che ancora oggi si trovano sotto i sedimenti marini più recenti. Testimonianze emerse dei
depositi messiniani sono rappresentate ad esempio dagli affioramenti dalla famosa "vena
del gesso" che decorre lungo gli Appennini centro settentrionali.
Lo stretto di Gibilterra si riaprì definitivamente 5 milioni di anni fa permettendo il reingresso
delle fredde acque Atlantiche e delle relative forme di vita.

Attualmente, il Mar Mediterraneo, con la sua lunghezza massima di oltre 3800 km e la


larghezza massima di 1800 km, rappresenta circa l’1 per cento della superficie liquida
della Terra. Ha una profondità media di 1370 m ed una profondità massima di 5120 m a
sud della Grecia. I margini continentali sono estesi soltanto nel Mar Adriatico, nel Golfo
della Sirte e alla foce del Nilo, zone dove sono meglio rappresentate sia le risorse
biologiche sia quelle minerarie.

2
Le evaporiti sono sedimenti minerali formatisi dalla deposizione di sali minerali, naturalmente presenti
nelle acque