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Epilogo: Incontro dell'Oscurità

Parte 1

Il sole stava già tramontando, coperto dagli edifici a valle.


Kurumi Tokisaki era seduta sul bordo del tetto di un grande palazzo, e oscillava la
testa da una parte all'altra con pigrizia.
Dietro di lei, c'erano molti umani. No ––– per essere precisi, gli umani di quel
palazzo erano tutti in stato d'incoscienza.
A causa della 'Città Divora-Tempo', a tutti gli umani all'interno dell'area coperta
dall'ombra di Kurumi veniva sottratto il tempo.
Le lancette dell'orologio nell'occhio sinistro di Kurumi si muovevano in senso
antiorario, producendo un ticchettio.
Questo era per ripristinare tutto il tempo che aveva inaspettatamente dovuto usare
qualche giorno fa.
Kurumi sospirò. L'ombra che copriva il palazzo si ritirò sotto i suoi piedi.
Normalmente avrebbe continuato ad assorbire fino a causare la morte di quegli
umani, ma tutti quei decessi avrebbero certamente attirato l'attenzione. Per Kurumi,
che non aveva ancora ricaricato il suo tempo, era di vitale importanza non farsi
trovare dall'AST e da quello spirito rosso.
“... Fu. Non è ancora abbastanza. Neanche un po'...”
Si stirò leggermente le braccia, alzando la mano destra mentre parlava.

“Zafkiel.”
Subito, dall'ombra di Kurumi emerse un orologio gigante. I numeri romani I, II e III,
che erano spariti, adesso erano stati ripristinati. Ma sotto al numero IV c'era ancora
del bianco per qualche motivo.
Kurumi alzò la mano in alto, prendendo la lancetta delle ore, una pistola dall'aria
antica.
Poi, parlò con voce delicata.
“––– Chet.”
Assieme alla voce di Kurumi, le lancette nel suo occhio si mossero velocemente in
senso orario. L'ombra del numero VIII venne risucchiata dalla canna della pistola.
Dopo aver puntato l'arma caricata con l'ombra contro la sua tempia, non esitò a
premere il grilletto.
All'istante, la testa di Kurumi venne scossa violentemente dall'impatto che la
attraversò, e il suo corpo si divise in due.
No, le parole per descrivere tutto ciò erano un po' diverse. Da Kurumi, apparve
un'altra Kurumi... è più appropriato dire così.
L'ottavo proiettile di Zafkiel, Chet, era un proiettile che le permetteva di produrre
cloni “del suo passato” semplicemente puntandolo contro sé stessa.
La durata dei cloni era pari al tempo consumato da Chet.
In altre parole, per poter produrre cloni duraturi, Kurumi doveva spendere moltissimo
tempo.
“Onestamente. Mantenere questa bambina viziata mi costa davvero tanto.”
Mentre si lamentava, sparò ancora una volta Chet contro la sua tempia. Dal suo corpo
apparve un'altra Kurumi, che venne risucchiata nell'ombra che avvolgeva il tetto.
I cloni uccisi da Mana Takamiya e dallo spirito di fuoco alcuni giorni prima sul tetto
della scuola superiore Raizen erano stati circa cinquecento.
Anche dentro l'ombra di Kurumi erano rimasti davvero pochi cloni ––– doveva
ripristinare completamente il suo tempo per preparare un esercito.
“La prossima volta... non mi tratterrò più con te, Shido-san.”
Le sue labbra si incurvarono in un sorriso, e ghignò. Poi ––––
“...?”
Kurumi si girò. Non c'era nessuno ––– nessun umano cosciente, anche se entiva una
presenza.
“Aaah, aaah, quindi sei tu.”
Kurumi alzò le sopracciglia e strinse gli occhi. Lì, c'era una figura che conosceva.
Ma, una “vera forma non definibile”... dirla così non era del tutto corretto. La verità è
che comprendere chiaramente la “sua” forma sarebbe estremamente difficile, come lo
è anche notare la sua esistenza.
“––– Com'è andata? Con lui.”
Si sentì una voce difficile da distinguere, non si poteva dire se fosse di un uomo o di
una donna, anche la tonalità non era definibile.
Dava una strana sensazione. Chiunque poteva capire cosa diceva, ma nessuno poteva
sentirla.
Ma questa non era certo la prima volta che si incontravano. Kurumi annuì senza
sorpresa.
“Nn. È stato fantastico. Ma non ci avrei mai creduto se non lo avessi visto con i miei
occhi.”
Esatto. Un mese fa, quando “quella cosa” era apparsa di fronte a lei per la prima
volta, le aveva detto qualcosa che non era riuscita a credere.
–––– L'esistenza di un umano con i poteri di tre spiriti sigillati al suo interno, o
qualcosa del genere.
Ma se fosse veramente esistito... Kurumi avrebbe fatto un grosso passo avanti verso il
raggiungimento del suo obiettivo. Senza nulla da perdere, provò ad avvicinarsi a lui e
rimase incredibilmente sorpresa. Senza dubbio, Kurumi percepì la presenza di un
forte potere spirituale all'interno del corpo di Shido.
“Ma... hai deciso di lasciarlo stare?”
“Fufu, e come potrei?”
Rise alle parole di “quella cosa”.
“––– Ma adesso, la priorità va al recupero del mio tempo. La mia attuale condizione
non è sufficiente per uccidere lo spirito del fuoco. ––– Ma no, non mi sono ancora
arresa.”
Mentre puntava Chet alla sua testa, continuò a parlare.
“Usare l'ultimo proiettile di Zafkiel ––– Yud Bet, per farlo ho bisogno della forza di
Shido-san. Io... lo divorerò. Non mi darò mai per vinta.”
Esatto. Lei voleva evitare quell'eterna sofferenza.
La pietà che aveva permesso a questo mondo di andare avanti e che aveva tormentato
il suo cuore fino ad ora.
La via che le avrebbe permesso di realizzare il suo desiderio, finalmente l'aveva
trovata.
In ognuno dei numeri di Zafkiel era contenuto un proiettile di energia spirituale.
Il loro potere veniva mostrato consumando il tempo di Kurumi ma ––– solo le
caratteristiche di Yud Aleph e Yud Bet, l'undicesimo e il dodicesimo erano differenti.
Il loro utilizzo le costava un ammontare di tempo pari a quello della durata vitale di
uno spirito.
Se li avesse usati, Kurumi sarebbe morta sul colpo.
Se per miracolo fosse sopravvissuta, non avrebbe avuto la forza per raggiungere il
suo obiettivo.
Ma con Shido, se fosse riuscita a consumare l'energia di tre spiriti, Kurumi sarebbe
stata in grado di usare Yud Bet e a sopravvivere.
“Yud Beth. Il suo potere è –––”
“––– Tornare indietro nel tempo. Per cosa vuoi usarlo?”
Davanti a “quella cosa” che sembrava averle letto nel pensiero, Kurumi la fissò e si
accigliò.
“Come fai a sapere anche questo? Non l'ho mai usato, ma soprattutto non ne ho mai
parlato con nessuno.”
“Quindi... perché?”
“Quella cosa” scherzò con lei. Kurumi sbuffò.
Sì, il potere di Yud Bet era tornare indietro nel tempo. Quell'essere guardò Kurumi
mentre alzava la pistola nella sua mano sinistra, mentre apriva leggermente la bocca.
Era un proiettile per tornare indietro nel tempo.
Dare tutti i dettagli a “quella cosa”, che aveva una forma non identificata, non le
avrebbe fatto guadagnare nulla. Ma, la sua bocca si mosse da sola. Forse perché
voleva dire ciò che non aveva mai detto a nessuno prima, a qualcuno che l'ascoltasse.
“Yud Bet. Voglio usarlo per tornare a trent'anni fa.”
“Trent'anni fa...? E perché?”
Chiese “quella cosa”. Kurumi mise un dito sul grilletto e continuò.
“Trent'anni fa, il primo spirito apparve in questo mondo. Il “primo spirito” ha dato
origine agli altri spiriti e io ––– voglio ucciderlo.”
“......”
“Quella cosa” non rispose. Kurumi continuò senza nascondere nulla.
“Cancellarlo da questo mondo, il fatto che “questo spirito sia apparso”. Fare in modo
che tutti gli spiriti di questo mondo “non esistano più”. –––– Questa è la mia pietà.”
Dopo un breve silenzio, “quella cosa” parlò.
“––– Tu... sei una persona estremamente buona.”
“....!”
Kurumi si accigliò, a disagio, puntò la sua pistola davanti a lei e sparò.
Ma prima che il proiettile avesse il tempo di colpire il bersaglio, “quella cosa” era già
sparita nelle tenebre.

Parte 2

“Reine-san, come sta Kotori?”


Reine, che era appena tornata sul ponte dall'infermeria, annuì.
“...Aaah, niente di cui preoccuparti. Si sveglierà presto.”
“Meno male...”
Shido tirò un sospiro di sollievo. Dopo quell'incidente, Kotori era stata velocemente
recuperata dalla 'Fraxinus', ma sembrava che ci fosse ancora qualcosa che non
andava.
“E poi, cos'è successo... a Origami?”
Shido sussurrò preoccupato. Alla fine, gli altri membri dell'AST erano arrivati per
prendere Origami e riportarla indietro.
“... Nn, beh, ha fatto un bel po' di confusione. Anche se non ci sono stati morti o
feriti, quasi sicuramente verrà congedata, e ho paura che non le permetteranno più du
usare un Realizer.”
“......”
Shido rimase senza parole. Ma, probabilmente non c'era altra scelta. Anche se aveva
avuto i suo motivi, aveva comunque rivelato un segreto di stato al pubblico, oltre ad
aver messo in pericolo la vita di molti civili. Anche se l'obiettivo principale dell'AST
sono gli spiriti, il suo è stato un atto imperdonabile.
Beh, pensarci adesso è inutile. Alla fine, poteva solo aspettare che la punizione di
Origami venisse stabilita.
Shido sospirò ancora e guardò Reine.
“Bene... ora devo andare anche io. Tohka e Yoshino avranno fame.”
Mentre parlava, indicò verso terra ––– casa Itsuka per la precisione.
Sì, quando Tohka e Yoshino erano corse in aiuto di Shido, si erano riprese i poteri
sigillati dentro di lui, ed erano poi state sottoposte a dei rapidi esami sulla 'Fraxinus',
e adesso erano a casa della famiglia Itsuka in attesa di istruzioni.
E si erano anche assicurate che Kotori stesse bene. Tra non poco sarebbe stata ora di
cena, quindi doveva tornare da loro.
“... Nn, sì. Sono anche preoccupate per Kotori, quindi vai a rassicurarle.”
Il tono di Reine non lasciava spazio a obiezioni e annuì lentamente.
“Sì. Per quanto riguarda Kotori, la lascio a te.”
“... Sì, me ne occupo io. ––– Ah, giusto, Shin.”
Mentre Shido stava per andarsene, la voce di Reine lo chiamò da dietro. Lei abbassò
profondamente la testa.
“... Scusami.”
“Eh...?”
Completamente incapace di comprendere questa strana situazione, Shido rispose con
voce incerta.
“Che, come, cos'è successo, Reine-san? Perché all'improvviso...”
“... A proposito dell'incidente di oggi, è successo tutto a causa di un mio errore di
giudizio. Ti ho fatto preoccupare senza motivo, e ti ho esposto al pericolo... scusami
davvero.”
“No, come avresti...”
Era diventato tutto così solenne che non riusciva a calmarsi. Shido si sentiva una
sensazione si sconforto addosso. Di quale errore di giudizio...
A questo pensiero, Shido fece un breve “ah”.
“Parli del fatto di far partecipare Tohka e Yoshino all'appuntamento? Beh... è stato
strano all'inizio, ma alla fine mi hanno aiutato molto...”
Quando Shido ebbe finito di parlare con un sorriso incerto, Riene alzò il viso e scosse
la testa.
“... Anche quello è vero. –––– Ma, l'errore di cui parlo, l'ho fatto molto prima.”
“Eh?”
Quelle parole inaspettate fecero sgranare gli occhi a Shido.
“Se non è quello... di cosa si tratta?”
Alla domanda sorpresa di Shido, Reine camminò lentamente verso la sua postazione,
premendo i tasti delle apparecchiature con la sua solita esperienza.
“A dirti la verità, l'appuntamento di oggi non avrebbe mai dovuto avere luogo. Due
giorni fa ––– baciando Kotori avresti potuto tranquillamente sigillare i suoi poteri...
ma, visto che Kotori aveva insistito per avere questo appuntamento, non sono riuscita
a dirle di no... davvero, mi dispiace.”
“Eh...? N-no, non ha senso. Dovevo prima alzare i suoi livelli d'affetto ––––”
Sì. Questo gli avevano detto Kotori e Reine. Per baciare gli spiriti e sigillare i loro
poteri, doveva prima alzare il loro affetto per lui fino a un certo punto.
In quel momento, lo schermo mostrò una strana immagine. Un'immagine che lui
aveva già visto. Quello era il grafico che mostrava il livello d'affetto di uno spirito in
ogni momento.
Ma, l'immagine non mostrava la solita linea.
No. Se ne rese subito conto. C'era una linea, ed era perfettamente dritta.
––– Una linea orizzontale, in cima al grafico.
“Questo è...”
“... L'affetto di Kotori per te, fin dall'inizio.”
Con queste parole, Reine girò la sedia verso Shido, indicando lo schermo.
“... Fin da quando abbiamo cominciato ad osservare Kotori due giorni fa, il suo
livello d'affetto non è mai cambiato. È stato al massimo fin dall'inizio... non è mai
cambiato.”
“Allora, questo... questo vuol dire...”
Reine annuì.
“... Non te l'aveva detto alla fine? Kotori... lei ama il suo fratellone più di chiunque
altro.”
“Oh...”
Shido era senza parole...
“Uu... Ugaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah!”
In quel momento, dopo aver ricevuto un violento calcio alle spalle, Shido cadde in
avanti. Così, il suo viso fu seppellito nel seno di Reine.
“... Nn?”
Guardando in basso, Riene parlò con voce sorpresa. Shido si sbrigò a rimettersi in
piedi.
“S-scusami...!”
“Nn, niente.”
Dopo essersi scusato con Reine, si girò. Kotori, con indosso la sua uniforme sopra
agli abiti da paziente, era lì in piedi con la faccia completamente rossa.
“Kotori!? Sei sveglia –––”
“Sì, è stupendo, adesso dimentica quello che hai visto! Dev'esserci qualcosa che non
va con le apparecchiature...”
“... Niente del genere. Il sistema funziona perfettamente.”
“Diece torte alla crema 'La Pucelle' edizione limitata!”
“... Scusa, Shin, c'è stato qualche errore di calcolo.”
All'urlo di Kotori, Reine cambiò subito opinione mentre guardava Shido.
“... Haah, davvero?”
L'aveva corrotta in maniera abbastanza ovvia. Shido si grattò la guancia e guardò
Kotori.
“A parte questo, stai bene? Non dovresti dormire ancora...?”
“Hmpf, non c'è tempo per riposare. Devo subito stilare un rapporto.”
“Il rapporto e cosa dl genere... puoi farli domani. Per oggi pensa a riposare.”
Kotori lo fissò mentre tirava fuori un lecca lecca dalla tasca e se lo metteva in bocca.
Poi alzò il bastoncino e continuò.
“Non è stato facile da ricordare. L'incidente di cinque anni fa che mi ha dato i poteri
da spirito. Quando domani ci sveglieremo, i nostri ricordi potrebbero già essere
spariti, quindi è meglio registrarlo da qualche parte che non sia il nostro cervello.”
“... Giusto.”
Shido si accigliò mentre stringeva i pugni.
Lo spirito misterioso che era apparso davanti a lui e a Kotori cinque anni fa. Forse era
quello che aveva ucciso i genitori di Origami.
Shido ricordava perfettamente la sua presenza, ma il suo aspetto era ancora avvolto
nell'ombra.
“Non ti sforzare troppo, Kotori.”
“Vedrò quello che posso fare.”
Kotori agitò una mano mentre camminava verso la postazione del Comandante.
Prendendo una piccola scheda SD dal punto di controllo, andò poi in direzione della
porta ––– e si fermò a metà strada.
“Nnh, Shido... quello che mi hai detto prima di sigillarmi i poteri... è vero?”
“Prima di sigillarti i poteri... che cosa ho detto?”
Shido cercò di ricordare, poi “aaah” batté le mani. Prima di sigillarle i poteri, Shido le
aveva detto... mi piaci più di chiunque altro, io ti amo.
Incapace di controllarsi, Shido annuì con la testa.
“Certo che è vero, io ti amo, Kotori.”
“...!?”
Le spalle di Kotori tremarono e, in uno stato che le rendeva impossibile calmarsi,
continuò ad aprire e a chiudere le dita.
“Eh, ah, quello, quello... io, io ––––”
“Come mia sorella minore!”
“––– Era questo che intendeviiiiiiiiiiiiiiii!”
Nel momento in cui Shido parlò, Kotori si girò con un movimento impossibile per
una che ha dormito fino ad ora, e tirò un calcio volante alla testa di Shido.
“Uguu...!?”
Shido fu calciato indietro nel seno di Reine.
“... Nn, ben svegliato.”
“S-scusami.”
Shido si sbrigò ad alzarsi e guardò velocemente verso Kotori, che si era girata e
andava verso la porta.
“Kotori!”
“Cosa?”
Abbastanza scontenta e senza neanche girarsi, Kotori parlò.
In un tono estremamente forte e arrogante.
In una maniera molto diversa... da quella piagnucolona di Kotori.
Shido si grattò la testa e sospirò, e mentre si avvicinava dietro di lei parlò.
“... Quei nastri, ti stanno davvero bene!”
Kotori si guardò dietro con un'espressione sorpresa. Poi lei e Shido si guardarono per
molto tempo ––––
“Nn, grazie, fratellone.”
Disse lei a bassa voce mentre camminava fuori dal ponte di comando.