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CONCORRENZA IMPERFETTA E MONOPOLIO

Nel moderno sistema economico i mercati perfettamente concorrenziali rappresentano un ideale. I


principali tipi di concorrenza imperfetta sono:
- monopolio
- oligopolio
- concorrenza imperfetta
Sono situazioni di mercati in cui, con varia intensità l’impresa riesce a controllare i prezzi sul
mercato.
P P

Q Q
- In concorrenza perfetta la domanda è perfettamente elastica in quanto essa può vendere la
quantità desiderata al prezzo di mercato.
- Per un’impresa in concorrenza imperfetta la curva di domanda ha pendenza negativa, sicché
un aumento dei prezzi determina una diminuzione delle vendite.
- A meno che non si tratti di un monopolista perfetto, una diminuzione dei prezzi dei rivali
porta a uno spostamento della curva (da dd a d’d’).

Per quali motivi si generano mercati in concorrenza imperfetta? Le barriere si distinguono in:

1) Barriere economiche
- Economie di scala: nelle economie di scala i costi medi unitari decrescono. Le grandi
imprese, producendo in vasta scala, riescono a produrre a costi inferiori e applicare
prezzi più bassi.
- Costi d’ingresso: esistono delle barriere economiche in quanto in alcune industrie,
come nell’industria degli aerei, il prezzo è molto elevato.
- Pubblicità e differenziazione dei prodotti: Le imprese creano barriere all’ingresso per
ostacolare i potenziali rivali tramite la pubblicità e la differenziazione dei prodotti.

2) Barriere legali
- Restrizioni legali: I poteri pubblici talvolta limitano la concorrenza in alcune
industrie. Le restrizioni legali comprendono brevetti, restrizioni all’ingresso, dazi
doganali e contingenti d’importazione.

MONOPOLIO: E’ la forma estrema di concorrenza imperfetta, in cui un unico venditore ha il totale


controllo di un’industria poiché non esiste nessun’altra impresa capace di produrre un bene
sostitutivo.
 Un’impresa monopolista costituisce da sola un’intera industria.
 Il prodotto fornito non ha validi succedanei.
 Il monopolista è price maker.
MONOPOLIO NATURALE
Un settore è un monopolio naturale se una singola impresa può fornire il bene o il servizio
all’intero mercato a costi (medi) inferiori rispetto a quelli di due o più imprese.

RICAVO MARGINALE E MONOPOLIO

Quale sarà il prezzo e quale il livello di output che consentono al monopolista di massimizzare i
profitti? Per rispondere a questa domanda occorre analizzare il ricavo marginale.
Per calcolare il RT è sufficiente moltiplicare il prezzo per la quantità (Pxq).

Il ricavo marginale è l'incremento del ricavo totale derivante dalla vendita di unità aggiuntiva. Il
ricavo marginale può essere sia positivo sia negativo.

QUANTITA’ PREZZO (P=RU=RT/q) RICAVO TOTALE (Pxq) RM

 Si ipotizzi che al prezzo di 200 euro nessun consumatore sia disposto ad acquistare quel
prodotto.
 Per ogni riduzione del prezzo di 20 euro, la quantità aumenta di un’ unità. Per ottenere il
ricavo totale occorre moltiplicare Pxq.
 Inizialmente il ricavo totale aumenta all’aumentare dell’output.
 Il livello massimo di RT si raggiunge quando l’elasticità della domanda è uguale a 1, cioè
quando q=5, P=100, RT=500.
 Oltre quel punto, poiché la domanda è anelastica, il RT diminuisce.
Il ricavo marginale si calcola: sottrarre il RT ottenuto vendendo un’unità aggiuntiva di q dal ricavo
totale derivante dalla vendita dell’unità precedente ( se si passa da q=1 a q=2, il RM 320 euro-180
euro= 140 euro).
 Operando in concorrenza imperfetta occorre diminuire il prezzo per incrementare le vendite.
 Per questo motivo il ricavo marginale può essere negativo.
 Se il ricavo marginale è negativo significa che per vendere unità aggiuntive, l’impresa deve
diminuire il prezzo di un ammontare tale che i ricavi totali diminuiscono.
 Il RM è sempre minore del prezzo a causa del ricavo perso in seguito alla diminuzione del
prezzo.

Nella figura (b) la pendenza del ricavo totale (RT) corrisponde alla curva del ricavo marginale
(RM).

ELASTICITA’ E RICAVO MARGINALE

 Elastica: variazione%Q>variazione%P aumento di Q incremento RT RM>0


 Elasticità unitaria: variazione%Q=variazione%P aumento di Q RT invariato RM=0
 Anelastica: variazione%Q<variazione%P aumento di Q riduzione RT RM<0

MASSIMIZZAZIONE DEI PROFITTI


Il monopolista realizza il massimo profitto quando il ricavo marginale è uguale al costo marginale,
cioè quando l’ultima unità venduta apporta un ricavo aggiuntivo pari al costo aggiuntivo.

Equilibrio del monopolista

Il punto di massimo profitto si a quando il CM=RM, cioè quando la curva del costo marginale
interseca quella del ricavo marginale (punto di intersezione A).
Per individuare il prezzo che massimizza i profitti, occorre salire in senso verticale dal punto verso
la curva di domanda.

RELAZIONE TRA PREZZO, ELASTICITA’ E COSTO MARGINALE

Ricordando che il ricavo marginale rappresenta la variazione di ricavo totale in conseguenza di una
variazione unitaria della quantità venduta, occorre anche analizzare la variazione del ricavo in
funzione della variazione della quantità e del prezzo.
Situazione iniziale: RTA=pA*qA Situazione finale: RTB=pB*qB
Il ricavo marginale può essere considerato come: RM= ΔRT/ Δq (dunque il ricavo marginale si
può esprimere in funzione della quantità e del prezzo)
Ovvero come: RT= pA [1-1/ED] (la parentesi quadra è sicuramente minore di uno)
1. E=1  RM= pA*0
2. E>1  RM= pA*[>0]
3. E<1  RM= pA*[<0]
Dunque il ricavo marginale che massimizza il profitto è inferiore al prezzo di vendita.

CONCORRENZA PERFETTA E CONCORRENZA IMPERFETTA


La regola per cui la massimizzazione dei profitti avviene quando CM=RM può essere applicata
anche in concorrenza perfetta.

1) Per un’impresa in concorrenza perfetta il prezzo è uguale al ricavo unitario e al ricavo


marginale (P=RU=RM) in quanto la vendita di unità aggiuntive non implica mai una
diminuzione del prezzo.

2) Poiché in concorrenza perfetta il ricavo marginale è uguale al prezzo e che un’impresa può
vendere la quantità desiderata al prezzo di mercato, P=RM=CM

DISCRIMINAZIONE DEL PREZZO

Le imprese che detengono il potere di mercato possono aumentare i loro profitti attraverso la
discriminazione dei prezzi, cioè vendendo lo stesso prodotto a consumatori diversi a prezzi diversi.

 La discriminazione del prezzo è possibile quando il mercato può essere segmentato in


gruppi differenti.
 Ai consumatori con elasticità della domanda inferiore il monopolista applica prezzi più alti.
 Ai consumatori con elasticità della domanda maggiore il monopolista applica prezzi più
bassi.

COSTI ECONOMICI DEL MONOPOLIO


In monopolio le imprese riducono l’output e aumentano il prezzo, producendo quantità inferiori di
quelle che si produrrebbero in un’industria perfettamente concorrenziale. Il potere del monopolio
conduce all’inefficienza economica poiché il prezzo supera il costo marginale.

Se subentra il monopolio, in seguito all’imposizione di un dazio doganale, a un contingente


d’importazione oppure che l’ingresso a nuove imprese sia stato impedito, si verifica una perdita
dell’efficienza. L’inefficienza è misurata in termini di perdita secca. La perdita secca è la perdita
di efficienza economica dovuta ad un equilibrio in un mercato di un bene o un servizio che non è un
ottimo paretiano.

In concorrenza perfetta l’equilibrio sarebbe nel


punto E, cioè quando CM=P e l’industria
produrrebbe 6 unità al prezzo di 100. In questo
caso il benessere viene massimizzato.
In concorrenza monopolistica l'equilibrio del
mercato è associato a un'allocazione
inefficiente delle risorse. Per massimizzare il
profitto l'impresa riduce la quantità di
produzione ( output ) per innalzare il prezzo
di vendita del prodotto.
Il monopolista dunque produce 3 unità al prezzo
di 150 e l’equilibrio si ha nel punto B. In questo
caso l’utilità marginale della società è superiore
al costo marginale e si perde la rendita del
consumatore. Lo spreco economico è indicato
dall’area ABE.

STRATEGIE DI INTERVENTO
Gli Stati per affrontare la concorrenza imperfetta hanno adottato questi sei principali metodi:
1. Politiche antitrust  vietare alcuni comportamenti
2. Favorendo la concorrenza
3. Attraverso la regolamentazione  controllo di prezzi, prodotto…
4. Proprietà statale dei monopoli
5. Controllo dei prezzi
6. Utilizzo di imposte tassazione