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*
LHISTORI A

DI MILANO

VOLGARMENTE SCRITTA*

DALL'ECCELLENTISSIMO ORATORE

M- BERNARDINO CORIO
GENTIL'HVOMO MILANESE.

Nella quale non solamente si veggono l'origine, i fatti, & le fortune di essa
Città , nello spaiio di due mille cento anni > ma gli accidenti , & le
reuolutioni di quasi tutta l'Italia , & di molte Prouincie ,
& Regni del Mondo ancora.
C O "K LE VITE INSIEME DI T V T T 1 GLI
Imperatori , incominchndo da Giulio Cesare ,jino à Federico Barba-
roQa iscritte dal medesimo .
Di nuouo ristampata , & in molti luoghi , per quanro sMia potuto J riformata >
& nstaurau , con belle postile nel margine ; le quali fono di molta
vttlità,& di molto ornamento à questo libro .

A/

in p a d o a;

Nella Stamparla di Paolo Frambotco. 164$,


Con ticttty4e[ periosti
ALL'ILLVSTRISSIMO SÍSNOR MIO .

E PATRON COLENDISSIMO

IL SIG. MAESTRO DI CAM-PO

VERCELLÍNO

MARIA VISCONTE

MARCHESE DI SANT' ALLESSANDRO,


FEVDATARIO DI LAVAGNA, VAIANO.

On doue a T Historia del Corìo , ridonata


hora alla luce del &4ondo co l mezjío
délie mie Jiampe , tjfcrc da me ad ait ri
dedicata ,cbe à V. S. llluttriss. Quejìa
_ r abbraccia gran parte de gli çyjuuenU
[^gs menti del CMondo di piùfccoliyma par'
titamente contiene quei juccefsi , cbe fê*
ronopropri délia Citta di Milano ,e de ' Vifconti Trevcipi di
quella . Milano è Tatria di V. S. lUuJìrifí, e da'fodetti Prto-
cipi trabe origine la sua Casa . T>a Giouanni, detto , conforme
aìs'vso di quei tempij Giannolo , fgliuolo d* Vbcrto , che fh
fratellodi Mattco CMagno^ dijeende clla per diritta linea ,
consucéefsione continuata d' buetnini grandi , ecnn poffejfo non
mai interrotto di Fcudi , di Priuilegi , e d'altre Trerogatiuc , e
fra ejucjìe delnobìle Iufpadronato délia Prepofttutanel Duo-
mo ai Milano ,fonda ta da Gìouanni Pisconte, gia zArcmt-

1
fmo ii quelU Cittì . GìotUnní VattìHa ,*?adre di KS* Jl*
lujìrifs. Caualiere ornato di tutti quelle qualita, che sono ri-
chiefle * gran Perfonaggio per farst amare e riuerire , dopo
d' ejfercco'lpojseffodituttcle piu nobili scienze ,c co i maneg-
gio di publici importantìfsimì afsari , auanzatoft al grado di
Senatore , non attise in priuato ad altra ccfa maggiorm ente, che
a trasfittdcre i & inneftare ne suoi fgliuoli tutte quelle virtu
che bauca hereditate da* suoi maggiori . Ojseruau* l'ìndole
e'I genio di tfsi , e mtntre crefeeano gli andaua indriT^ando
conforme ali inclinatione di ciascunoine lafeiaua intantodi
farli ammaeHrare nelle letterc , ey* csercitarein tutti quelli
cscrcizjCauallerefchi , de' quali conl'ttà fi rtndeano capaci.
Monsgnor Vberto Maria > fratello di V. S. lllusrisuincamu
natoperla Jìrada de glibonori , e de' carie bi Ecclejtaftichi}beb-
h primitramente la Prcpojttura , fuo Juspadronato , nel Duo-
trio , e alcuni anni dopo l 'zsfreipretato , dign{ta fuprema in
quella Cbiesa . idndato pei a 2{oma , e mejjojt in *Trelatura ,
p* de primi a prouar gli effetti délia genercsttà dcl présente
Sotnmo Pontcfice , conejscr mandato al Gcutrno fìimatifsimo
di Ferma il quai carico 'vien da lui sejienuto con tanta inte-
grita y prudtnz* , e dejirezja , che ben douemo sperarne in brie-
ue gradi ajsai maggiori , ccnfcrmc alla grande^z* dè suoi
tner'tti . V. S. Illucïrijs. poi ,guernitass d'ogni m igliore lettcra»
tura >e mafimamenté di quelle scienze , che fi ricbleggono k
Guerrière nobile , e 'valoroso , nonswza il.fojscsso di più l ngue ,
nelsore déliasua giouentìt iapplico alsarmi jfi».z* pero mai
disgiungerle dalle lettere . Condottast dunque in Fiandra in
ftruigio , esotto le fortunate insegne del suo 2^è , etàui stporto

con
tm têHto'vahre in <varU imprefi teht ne riporto t nome di soU
dato j cr isperienta di Qapitam > torna ta alcuni anni dopo al
la Patria , e cominuando nello Hessoseruìgio, con hauere accrc-
^ * sciuti i soliti suoi guerrieri t gêneroft spiriri,fi impiegâta in
s varie cariche , le quali da lei ejercìtate con senno , t con intre-
pìdc^z* , lefeceroscala ben preflo k quella di Maflro diÇam-
po • T?efiinata poi alGotterno d'iurea , cbe cosa non fece V. S.
Illuflrifl- nel penetrare in ejuella Piazzjt , circondata di nu
mérosi esercito , da <valoroft Capitani condotto ì Super ati nondU
meno tutti i pericoli, <vi pcnetro , la diseft' sojlenne^ felice*
mente eglì assalti , e ïa^tdio , e con stngolare esemfìo di valo-
re conferuo al fito 2^' quella Piazja . Opéra di tanto peso ,
che , dopo d'hanernc meritati gli applausi, anche da nemìci
Jìessi y ne riporto dalla magnanimita del fuo 7^è il Adarchesa-
to di Santo zs4lesandro . Vmgo a <juci rifpetti , che hanno fer*
uito a me difprone per dedicare a {^.S. llluflrifs. quefìa Hijìo-
ria . Qttando io hcbbi l'hcnore in Padoua , nell'andata ftta a
Vènctiayc nelritorno ,di conofcerla e di riuerirla di présent* ,
con hauere anche bauuto vcntura diferuirla di molti libri cu-
rioji ed erudiii ,fcoprij in lei tanti lumi délia félicita del fuo
ingegno , délia bemgniia délia fítanatura,e délie altre sue no*
biïijsime (jualita , che,sì corne le reflai ali'hora intrìnfccamen-
te partUlif.imo fcruidore , coti poi fempre son vissuto con ant-
hiticso destdcrio difar pai se al Mondo qucfta mi a deuotissima
volonta , Cí^ flUÉfflft» fsrïi.itu. Non potendo io dunque per la,
nia debolczzJfàeìare ad effetto queslo giujlo mio dejtderio con
cosa del mio , ho pesa quejla occastone di dedicarle la présente
Hijìoria delCorto , da me rifiampata ,publicandolasono ilsu»
nome,
lime yftr dcàitarh inKtmfalesamintenìtsteff9 ,teper fami
maggiormente la ftrada allasua gratta :td bo ragkn df crede-
retche inciosaràda lei non solo scufato l'ardimento mio , ma
lodata anche e gradita l'intenthne . E contai fourcha a fs.
S* Jllítflriss. humìlmentc minchino , e bach le marti,

Padoua lit 5* c^gofio 1 6+6*

QiV.Sdlhflriss.

Humilifsimo Seruidort

PaoloFrambotto.
AlL'ItLVSTRlSS. ET REV. SIG. -

IL SIG. ASCANIO SFORZA VISCONTB


CARD. DEL T1TOLO DI S. VITO,
E DI SANTA CH1ESA VICECANCEL. MIO SIG. '

Itrcnandomi Excellentiis. Se Reu. Signor mio in Villa > Se hauendo à starui


pcr qualche tcu.po , pci la crudrlifiima pestilcnza ■ che alTho.-a molto af.
Cí'cua ladiudi MiLtco . l'auno dclla noiìra salute 148t. e dclla mia
età icnticinquc , imominciai a pcnsare in <hc modo 111 qucllucco (olicatro
if pou /îi csscicirare il mio débile iogegno,e tau 10 pi Ù , iicordandom'i cjucll*
auttoiità, chc serine M. Tullio in vus sua otatione , chAgli fempre grudi»
cò , e magnifica, e preilara opinione qiiella , chc M. Catrone baucua feriteo nel prineipio
dcllc suc ociginitcioc chc glihuomini grandi >& illuAri , non deueanodare tninor segni»
del suo valorecTendoncli'otio.di che, essi faceuanone' negocij, e nc'mancggi dellc (ose.
Eparendomi , cheinogui qualitâdegli studij humain , de çjuali sempre mi dilctcai , era-
r.o st.iti molli rari ,c segn.U.it. huomini > i quali con molta cteganzi > c somrria cloquenza»
indiiierserr.anierehaucuanoseritro.sieomefù Vergilione' suoi Dmini setitti , Cicérone
Principe dtll'eloquenza n.ll.i proQ Latina . Dante, e Francesco Pcuarca nelle rime Italia-
ne, e Giouinni Boccaccio miracoloso r.elle proie volgari , e molt'ahri chiaiiffìmt huo»'
mini indiuecierrtacerie , & varie manière , mi staua molto dubioa che io deuelfi riuòlgere
il mio débile tagegno , hajendoalla mente quel, che Cicetone medesimodice nel primo
de gli v flïci , che l'huomo non è nato solamcnte per se ítcslb > ma a beneficio délia p itria >
edegh amin . e pcr esser di eíTernpio con le buoneoperationi a posteri . Et conhdciato»
ehe agi, ottimi citraJini non si pot ua ragioneuolinente sar maggior bcnefîcio, che dar
1 jio vera cognitt'nne deU'biftori , pcr vu délia qnale cflíì non solamcnie pessano íaperele
coíë preclare Je'suoi anteeelTori , ma le magn'ficenze délia patria loro > mi proposi darmi
i n fuctocosid'età giouacc . co.ve ioera , a'io scriucic a pieno ( quel., chc per l'adietro il-
cun'altro nonhaiicuasatio ) la glotiosa edisicatienc di qursta samosa Citti di Milánò , il
progrefso dclla smgranlczzi . cg'i ccccfleitti fatti ,che da c (sa pcr dite mi'.la ccnc'armi,co-
fî ira i popoli dell Italia . corne frà grnti forestière , e lonranc , s'nanno & vcJuti, 8c vditi.
Et se per auentura pareise al vollto sonrahnmano intclletto cum'egli dec ragipneuolmente
parere . che lo ftilode'la mia historia con la sua balTczza , discordaTe dalialto soggettodi
tla.Ia fedeliàdi quantoragimio.nata dj vna accuratifllma diligcuza,sia quclla che nascon-
daqueliiiseito.cli'ioconniaggioi'eleganzanoiihosapiito ricoprire. naueudo cercaco
prima la vctiia di quanio ragiono > chc l'anima istefla dil .'historia che l'ornamento délie
parole , e la kggiadria del dire 5 prreieche io non ho mancato a quanto «.'è potuto inten-
dere , Se vedereda gli seritti , c dalle mtmorie Ji quclli hi-ornini edi quelle cose.chc suro»
no , e n.'cqtiero a quci tempi ; accioche inninna età gli huomini potefl'cro dubit.tte pet
fgn'altra oefasione délia mia sollccitadíne ,e délia mia sedelta ; le quai cosequando 5nal«-
cun tempo mi rechinogloria , tinte s'hauerannoa couosecre dalla magnanimira di Lodo-
Dico MariaSfoiza V.sconte Prencipe ll'ustriflimo efratellodi V. S. Reuerendiflima , dal
quale fend' io con honcsto premiocondottoa volgarmcnte scriuere questa historia , io ri-
conoscnognidigmtà, Se fgm honore , che da c (Ta me ne possa venire . Equantimqnel'in»
cost jnza dclla seriuna hal-bia , ( (i corne lì potrà tedere ) in ognl parte e ttibolato , e per»
coffb sua Ecccllcnza , non ho voluto io però , che giamai non mi son moffo per Io mouet
ít'icaiPljlisciar qucli'jnipresa , ih' ecli si honoiatamcme cçœrncssa rn'hauca j benche
r efìrema i\u ròuinahatbia altrcsi opptrfTì i & ispogliati noi suoi seruitorîdì quelle digni
té , Sc di quegli Ttili , che le nostre fatiche . & qualche nostro m erito mita uostra pauia ci
'•■ luucanoacqtiiftato . Co/i ccn la grariadi N. S. Dìohoposto fine à questo Jungovjaggio,
& come fi.dice, Tvltima iriano a questa Historia , perche sendomi sepugiuma daldcpor
questo carico , vn'alrro d i non poej faipartatig i , cl/c il pertliero di quell a pci sona à cui io
deueflì dédirai e , econsacrar questr miclunghe fa!Ìciie,niuuo più granjc.iiiiinopiú eccel-
lenie. & nióiio pilì degnodi V. V Iccll.ini è veoutonsl penficro, S: ìaòcredcrc quanto
ogn'alrra honorais q..alità di V S.Illiiitrtss. m'ha Cpunoil vcdetla in t.iura amicicia, Sc in
tanta familiarità col più Christiano , col più valoroso> Sc cil maggior Rè dcl Mou Jo , ch'c
la Sacranss. Macstà dell'inuicrifT. Rc di Franc: i . 5'aggiunse á questo il »cjer di quanto
splcnJorei'i.i à cjuesì.1 Historia . gl'ilIustriTarri,& "Jc segn.ilarc meinoriede'maggion di V.
S. Reoerefldisi.olirech'io rion deuea giamaí conta m mare la n.: rurale , 3c original la seimiù
imiei passaci hancosempre con somma riuerenza à gti licccllenriss. piogcnjtori di V. Fc«
celI.S: communcmeiuc agli altri chiatiíT. Prencipidi questa Città. Le presento adunque
seconde l'ríànzade gli antichi, chedelle loroprimicie saccaiio priroi Signori i loro Dei,
questa mia Historia > insicmecon Maic'nntonio inio figli'aolo, d. no à me vgualmcntc Ci-
io, ticordandomi che maggior cosa non fi può donar di se stesso che questo mio primojge-
BitoSi délia gloiia , & dell'honore , ch'è questo mio libro, il qualc sì conc Icriuedi M/r«
tiale riin. Minore quando cgti non partoiisca col valor suo vna gloiioía crernirà à V S. II- .
lustriss. io l'ho almeno sttitto à questo bel fìnc. Aceetti adunque con bliou'animo , Sc fa-
ajorisca V.5. Illustrisb Sc Reucreodisi. questo min douo,& quando le si* comodo.vrgga, Sc
leggala nouclla Historia délia sua Parriaf & scie part ffeche questa mia sosie prosoniionc
xidrizzandolc vn libro cofi mal polito, & cosi inélégante > la diadi uuto la colpa à questo,
iniosuifecraro cuorc.che dà al suo Signore quel luttoch'cgli puoldarc. & sappfa ch'io son
íicuro.ch'à questa mia Historia habbia adauuenirquello che au*icnne à Prometeo.il qua-
leliaucndo sabricata vnarozza figura di lutojaespose si à raggi dcl Sole , ch'ella riccuctre
l'anima,fic £ fece bella,& viua . loíun piùchcccrro.chegiunca che fia questa mia Historia
ncl suo cosperro . di rozza, incuira,& conradiua , ch'ella i ne diucu.l hggiadra , polira, Sz
chiaratì , chegli huoroini securarnenre la potranno vederc ; 8í quando V. S. IllustriiTistVa
non la biasimi, coíì )odare,rh'io conusecrò ogni mio honore daH'iminnrtali splcndorc dclla
fiona di Vostra Illust risiìma , & Rcuertndi ssinu Signer i a i alla qualc di nuouo rue , & le
«ose nie ) & «on ogni riuercnza oífcnsco , Sc dono.
AL MEDESIMO SIGNOR

CARDINAL SFORZA
DELLE LODI DEL L'HIST ORI A.

j O N per laudar me stesso, ikhe farebbe cosa brutra; mà per di


mostrare di ouata stima appresso ciascuno debba esser' l'histo
ria , diremo ( fi come dimostra Diodoro Siculo nel principio
delle sue histories che gli hiiomini merkamenre deono rende»
re moire gratic a gli scrittori , i quali con le loro fatiche hanno
J;iouato assai alla vjta de'mortah , principalmente mostrandoci
, w , elle cose passate quello, che si dee seguire,e quello, che si dee
fuggirei percioche i fatti pericolosi, e duri, non pertinenti a noi.i quali sicura
mente leggemo, per l'esperienza di moite cose, con varie fatiche, e pericoli, ci
fanno chiaramente vedere quello, che conuiene al viuer di ciascuno; ondo
Vlisse era tenuto sapientissimo fra tutti gli eccellenti mortali del suo tempo,
percioche egli spesse volte haueua esperimentato la fortuna , veduto Città di-
uersc, e costumi di molti . Mà lacognitione acquistata per lo leggere le cosc_>
prospere, & auuerse d'altrui, hà vna dottrina libera d'ogni pericolo . Oltra di
questo lo scrittore , quantunque gli huomini siano distanti di luogo , e di tem
po, riduce ogn'vno quasi nel cospetto del lettore . E veramente coloro , che_>
scriuonojùmrano la diuinaprouidenza,Ia quale abbracciato quanto e nel Cie
lo, e nella terra si vede sparso, per diuina gratia a ciaf uno comparte quello ,
che più le piace,e più si conuiene. Similmente quelli,che co'I iuo scriuere han
no ammaestraro l'vniuerso non altrimenti hanno scritto,che d'vna Città, tutto
queik>,che a loro è stato possibile, a commune beneficio . Bella cosa adunque
è per gli errori d'altrui correggere la vira propria e non cercar quello, che altri
hanno fatto, mà eleggere di seguitare il più vtile . I consigli de'vecchi . i quali
la lunga età hà fatto più prudenti,sono laudati da i giouani. mà tanto l'historia
antecede costoro , quanto più gli essempi delle cose comprende, sa lunghezza
del rempo, che l'età dell'Intorno, e per questo l'historia è da esser giudicata vti-
Jissima all' institution e della vita , & a più giouani , i quali il leggere le cose di-
uerse, fà vguali a'più antichi per prudenza , e non meno a'vecchi , a i quali il
molto tempo ha cócesso l'esperienza delle cose. E più,che l'historia fà gli huo-
mini priuati degni d'Imperio, e costrigne gl'Imperatori per cagione di gloria.»
a'fatti preclari. Fà i soldati più pronti per la laude, la qual resta dopò morte,ad
esponersi ne 1 soprastanti pericoli per lapatria,spauenta gli federati per la pau
ra della pena, e dell'infamia defuoi pessimi farti . Ht alcuni mossi per la lunga^
memoria delle Ietterete quali fono testimonio delle virtù,hanno edificato Cit
tà, & altri hanno fatto molte leggi vtih alla vita di ciascuno . Molti altri sono
stati muentoti di nuoue arti , e dottrine per l'vso delle genti . Mà da ciascuno
dee esser molto lodata Thi storia di ciascuna cosa, per mezo della quale s*appa-
Kcchia la felicità dell'huomo, cóciosia che il gouerno di tutte quelle cofe,che
fono virtuosamente trattate réde testimonio alle mal'operationi , e bepifici ad
ogni generatione d'huomini . E se quello, che fauolosamentc èscritéo gioua
molto a'morrali nel seruare fa pietà, e giustitia,quanto più è da pensate l'histo
ria esser testimonio della verità , e come madre della Filosofia rendere i nostri
costumi alla virtù ; Qiusi tutti i mortali per infermità di natura, viuono ociosi,
a e pi-
e pigri, de'quali 1' obliuione c vgualc alla morte Joro;perçiocheilsine d'amen-
due ne segue vgualmente . Ma i tatti virtuosi sono immortali, massimamewcj
quando ne segue il benificiodell'historia. Certamente degna cosa è patir Je
mortali fatiche per gloria immortale , si come di continuò voi hauete fatto
lustrissimo Signore. Si veggono molti huomini egregi j,c'hanno immitato l'ho-
nor de'Dei, 1 fatti, c l'opere virtuose, i quali per Fhistoria sono fatti immortali .
e certo l'altre memorie durano poco tempo per efler tutbate da diuerfi casi*
ma la virtù dell'histona distesa per l'vniuerso, gouerna il tempo, il quale ogn'-
altra cosa consuma.Okta di questo porge grandissimo aiuto aireloquenza,del-
Ja quii niun'altra cosa si troua più preclara, perche i Greci , e i Romani prece»
dono i Barbari, e i dotti gl'indotti, considerato che questa sola più eh'ogn'altra
cosa fa l'huomo eccellente . E si vede esser di tanto prezzo, quàto è stata la vir
tù dello scrittore. & veramente c da stimar l'hisloriografo degno di laude , per
hauer egli mostrato a molti il camino della vittù.Sono stati alcuni,c'hanno se
guito altra nonna, come i Poeti, i quali paiono più dilettare gli animi, che gio-
uaie. c le leggi* e statuti delle genti, punir più presto che ammaestrare , e cosi
inrcuuene dell'altre arti; ilche niente gioua alla felicità, che la vtilità di queste
è mista con varij danni » dimostrando alcune volte la bugia per la verità . Sola
l'iustona rappresentando vguali fatti con le parole abbraccia ogni vtilità, con
duce l'huomo all'honestà, confonde i viri inalza i virruosi,abbassa gli huomi
ni scelerari.& iniqui, grandemente gioua alla vita per gli e (l'empi delie cose , e
partorisce desi dei io di buon nome «per lo quale gli huomini si fanno degni di
molta memoria. E come veramente Illustrissimo & eccelso Monsignor mio os-
seruandissimo, il fonte dell'eloquenza M.T. Cicerone fcriue in quel di Orato
re alaude dell'historico dicendo j Clic l'In stori a è testimonio de* tempi , luce
della verità, vita de'morti, e Maestra dell'antichità, E cosi prudentissimamen
te dice l'honoratissimo Aristotile in lode dell'historia: Che gli huomini sareb-
bono fanciulli, se non fosse l'historia; che altro è l'esser putto , che il non saper
quelle cose,che sono state prima,che egli fosse; & il nostro Pcrrarca nel Soner-
to al Signor Pandolfo Malatesta, dimostra di quanto pregio sia l'historia , cosi
scriuendo .
Cr citte voi , che Cesare o Marcello , Pandolfo mio , quest'opere fon fruii
O Paolo , od Africanfofsin cosali , Al Ugo andar,ma il nostrostudio e quelli,
ter mende giamai , ne per martello} Che fà per Fama gli huomini immortali .
Nientedimeno,ancora che la cosa si stia cosi , molti non si curano di fama.. »
anzi solamente appetiscono la bteue felicità del secolo, e pnui di lume , han
no posto in bando la virtù , seguendo più Mida , Venere , e Bacco, che la bea
ta virtù , e la gloria , non accorgendosi che ogni vira è nulla , fuor che quella.»
che contempla Iddio , o lascia qualche fama dopò la morre. Ilche ottima
mente considerando Lodouico Maria Sforza Visconte Principe Illustrissimo
fratello di V. S. Illustrissima e Reuerendissima, poi che quanto hà proueduro
all'immortalità del suo perpetuo nome per mezo delle sue sopra fiumane virtù
della édification de'celeberrimi edifici), e grandissimi fatti, nà atteso a per
petuare la memoria di tutti i suoi chiarissimi antecessori, facendogli veder
nelle carre, accioche sian celebrati per l'vniuerso ; perche non riguardando
alla sua trista fortuna , posso con Virgilio due a gloria di sua Eccellenza, quel
lo ch'egli dice in honor di Cesare Augusto ,
Saluefumme ducum , qui cajfam lattine gentem
Restituii ttibi res antique, laudis , éf *rtis ,
Ingredior totos ausiti recludere fontet
frimui , r}f> historiai Ltfubret ordine pnlehro . - AH*.
ALL'ISTESSO SIGNOR.

C A I D I N A L E'
L'ORDINE DI QVESTA HISTORIA,
QVASI IN F.ORMA D'ARGOMENTO.
Criue M. Tullie in vnasua Fpistola a Luceie , Illustrissime , fy Re-
uerendisfimo Signere, che Califtenescrittort Grèce, separo dalla /li
tre sue historie le ceseTroicne , Ttmeo isatti di Pirre , e Pelibio Is
guerra Numantina . Ad imitarione di st egregif , fy valcrcfi hue-
mini, hò voluto anchor'io parthe in due volumi qucsta mta opéra,
cominciando dull historia di Milano, laquai' in jette partifidiui-
de. Principalmente dimostrando a quai tempo, fy in che modo Bel-
loueso Gallico edificajse iinclita , e ricta Città di Milano e perche
ella cofifi chiami, scriuende l'opinione di molti , il circutto dellzj
prime mura , doue irano poste l'antiche porte, e molti celttri edificif edificati per molti Im-
perattti, t Vatricij Romani ì cerne esta veniffe sotte varij gouerni . La venuta in Italia d»'
Getti, fAttila, di Tetila, e d'altregenti Barbare , e quante da tstiftt opérâto. Ilprogreste
di tutti i Ri Lengobardi, onde hebbero origine, e chifurone, donde deriuino glIllustristìmi
frineipi Visconti, e perche haueffero queste etgnome. Vmprese consolari, egloriofifatti de'
Milanest . t» calamites» distruttione di tanta Città per Federico Imperatore dette Barba-
resta, ne gli anni 1 1 6l.precedendo a pienofin'allafine dell'opéra con gli ordini de gli anni,
tnefi, e ghrniiil tutto hattendo dafedeli auttori.c da au tentichescritture . Appresto, corne
doppo cinaue anni fureno ristorate le mura di Milano sotto il gouerno de' Consoli ; dimo'
strando molti institut! , fy ordini fatti da quelli . Terche fi vede la nobiltà déliefamiglie»
/entiche nonsolo dt qutsta magnifiea Città , mà deW altrt d'Italia ancora , (y eccellentistt-
tni succeffifinal principio délie potcstànell'anno no". Sel/a seconda ta> te fifamentione
délie cost Pretorie, la venuta a Milano de'Turriani , (y ondesuccedeste , la loro erigint-i ,
le oecorrenze con molti Potentati Italiam, efore(lieri,il principte.e la routna d nieuni sta-
ti, la perdua di Gierusalemme, l'efpeditione de'Chrifttani contra gl' infedeli con moite al
trt tese di memorta fine che Matteo Visconte. cognominato Magnosìt da'Turriani e da suai
fautori cacciato, l'atne i $oi.Nella terza partefi vede in che modo Matteo fopradetto dop-
pt vn lange rsilio da Enrico VII. Imperatorefù rimestirin Milano, la partita de'Turrianit
(y isatti eccellenti di esse Matteo, i'- quah cff'endo indebolita la dign'tà Pretoriasatto Cm ■
piton» de! popolo da Arnolso Imperatorefù creeto Vìcario Impériale Doppo Matteofi veg-
geno ordinatamente, e fino allvìtimo tutti gli andamenti di Galeazzo primo, Marco, Ac
te, Luchttio Giouanm totennsstmo Arciuescouo di Milano,Stefano,Galeazzo secondo.Ber-
nabi, esuoifigliuoli guerre, astedij, fatti d arme , interdetti . pratiche , legutioni , tregue ,
diète, concioni, capitoti, paci , e confederationi con l'ontefici , Imperatort , Rè di Francia ,
Spagna, Napoli, Borgogna, ry Inghilterra, Vinitiani, Fiorentint, t Genouefi , Marches! di
Ftrrara, di Mantoua. e di Monserrât o, Conte di Sauoia, Prencipi di Padoa , e di Verona ,
ttfani, Bolegnefi.Senefi, e Lucchefii endcfi vede il valore d'ogni huomo virtuo/oseconda i
■moi tempiìfivede parimente ìá venuta de'Pontefici, Imperatori ,Rì ,e Signori . non fo/o à
Milano, mà ntWItalia . Cofi pgrtntelefra molti Imperatori, Rè, e Principi, e sopragli al-,
tri de gli Illustri/jimi îtgnori Viscontt,e tome Giouan Galeazzo terzofù a/zato alla digni-
tà de! Dueate di Milano da Vinciilao Imperatore, efattofignor dialtri litoght, onde fi leg~
gène leselennità, i couuttti, le gtcstre,e glispittacoli per quejfo glorioso Duca,fatti l anne
a í di
di nostr.%sainte 1 5 9 y. Nella quarta partefi leggene gl'inuittisfimifattì del dette Due*, U
morte, efanerait d'ejso , la succejfiene nel Ducat o di Gicuan Maria suo primogtnito, la dt-
uifiene con Filippo Maria, e Gabriello dellofiato paterne, la perdita déliasignjria Jaca-
Inmitk di quel tempo per le diuifioni, il trattatc , e la morte dt ejfo Duca . dietro al qualcj
succejfe Filippo Maria, atto Materno di V. S. Rtuerendijs. L'anno di Chrislo 1412. Si veg'
£onc appreffo glistrenui, fy vclorofifatti di Sforza Eccellentiffimo Capiiano, fy Auo di V.
S. Illnstriffim» fy in che modo Filippo Maria per forza d'arme ricuperò il tiranneggiat»
deminio, e grandijftmifatti di quelle,fino alVanno délia Chrtstiana redentiene 141 i.Nel-
la qutnta parte nonsolofi vede quanta dal magnanime Duca fk nell'ltalia valorofament»
operato, M*fi dimofirano le chiarijstme speditioni di quelfolgore di Marte, Francesco Sfor
x.a Signorsuo padre , e corne egli eftingueffe l'inclita libertk cominciata a Milano doppo la,
morte di Filippo, onde egli ottenne lafignoria di Milano , l'anno di Christo 1450. apunto .
Nellafesta partefi vede ton quanta virtk, modestia questofignore dominasse ,'l'imprese cb'
egli teatì contra il sapientifflmo Senato Venetiano, corne difendeffe Ferdinanào Rìdi Napo*
li, corne foccorrejfe Luigi Ri di Francia dalla ccuspiratione de sue 1 Baron i, con quai indu-
stria eglififacejfe Prencipe di Genoua, e corne doppo morendo Galeazzo Mariasuofigliuole
e Mtralijfìmofratello di K. S. Reuerendijsìmasuecedtjfe nel Ducato , fy in quai maniera lo
domino vndeci anni,e poi ejfendo cacciato di vita,Giouan Galeazzo,corne primo genitofos
se ordmato Ducasotto ilgouerno dt Bonasua mzdre , e con quai' arti Lodouico SJerza suo
zio, efratello di V. S. lllustrìffuna gouernaffe tanto Stajo, fino a!l'anno del figliuolo di Dio
1 49 1; Nellasettima, fy vltima parte,fi legge in che modo Carlo Ri Chrtstiani(ftmo a per*
suafione di Lodouico passo in Italia contra Alfonso R'e di Napoli, narrando sedelm ente, co
rne nacque lo fdegno trk questo Rì,e Lodouico,dipoi corne Gicuan Galeazzo Duc*sepradet-
to afflitto da vna lunga tnfirmitk , nel Castello dí Pauiase ne mort . Dimostraado l'effedi-
tione di Carlo, al quale finalmente Napoli fi rtndette , dando Alfonso luogo ail» forze del
Ri. Corne poi Lodouico d Orliens, con Lodouico Salluciano, persuadendofi lo fiato di Mila
no ,e per ragione hereditaria , con la intelligent,* di alcuni suotsauteri occupé tíouareu ,
perche fegtà cht'l liberalijfimo Re di Francia partendafi da Napoli con l'aiuto délia corontt
di Spagna rttornb quel Regno nella prima fede, e l'efferctto Francese giurtto m Forncuo dtl
jparmigiano con fegentt Venetiane, délie qttali Francesco Gonzaga er* Capita»o,fifece a-
trocifftmefatto d'arme, doppo il quai» Carlo, fy l'tsfercito ltaliano in aptrto campofimet
te a Nouara, doue, ejfendo in procesfo di gitrnifatto l accorde trà il Re , e Lodouico , Carlo
ritorno in Francia, e Masfimiliano Cefarefollet tato dallo sforzese a lunght giornatt pas-
sando in Italia, se u'and) a Pisa; fy ejfendo Carlo affalito da repentina morte , Lodouico d'
Orliens corne hereditariasuccedette in tâta dignitk,e lasciata la prima moglicsposì la vc
doua Regina.Si vede ancora in che modo dopo la morte di Giouan G*leazz.o,Lodouicù Sfor-
za.fhda Masfimilianosuo nepote ornât 0 délia dignitk Ducale. Corne dall'altra parte essin-
nofi il ntieuo Ri di Francia sotte certicapitoli consederato con Alesfandra Fontesce , t col
Senato Venetiano, contra il Duca ripiglio l'arme, onde facendofi a Lodouico colore rubelli,
ne'quali egli piùfifidaua co ifigliuolt, fy voi lllufirijf. ^Ascaniosuo dilettifimo fratello , «
gli altri dellafamiglia Sforzefca,fuggì tn Germania al nepote , doue veggendo ogni atuto
tarda alla sua salute,fi riuelse ail lm;eratort de'Turchi , quantunque per cagione dclltu
sua trtfia,fortuna, ognipenfiero asua Eccellenza riuscisst vano. £ perche Vhistoria fi* più
cepiofa, v'hò aggiunto vn Itiro di tutte le Vue de gli lmperatori,tl qualefk moite al prepo-
fito di questa historia . Esfendoficure quando il nostro Signer Dio mi concéda, vita , e pote-
rc , di consacrare aV.S lllustr. fy Rtuerendijs vn mio libro délie Vite de'Filofofi, Greci, f
Latini, de'Peeti, e délie Donnt Ulustri, diuiso in trt parti , lì corne appnrt ncgli argomenii
*'* mandati al mio Signore .

- -r
TA-
TAVOLA

DELLE COSE PIV NOTABILI

COMPRESE NELLA PRESENT'OPERA.

B agaro di ucmi r o sàno . car. i u A'berto Iniperatareamnuzzato da vu sua


. A dae tempo folse S. Marciuo. ? nepotc. 316
Alberto Scoto s'insignorisle di Piacenza.
3x8.
Accordo trà Milancsi , c Comaschi . 68 Alboinosi fà marito di Roscmonda. 17
Accordo tra Cremaschi, e l'Impcratore.88 Alboinoentra in Italia . 17
Accordo de Milancsi con quei delia Cre- Alboino entra in Milano. 17
denza . ijo A Iboino vndecimo Rc de Longobardi . 1 6
Accordo trà Federico Impcratorc> Sc il Alboino entra in Pauia. 17
* Prencipedi Barur. iíi Alboino primo Rède'Longobardiiu Italia*
Accordo trà Turriani ,tc il Ré Roberto di • 7-
Sicilia . 34Í Abbadiadi S. Lazaro. 131
Accordo trà il Soldano, e Christ uni. 114 Albrico da Bregnano sagace.eV astuto. 6f
Accordo trà AlciTandro Papa, & Alfonso Aldcranodi Q«adciomorto . 60
Rèdi Napoli. 910 Aldone , e Grausonc con Conipert congiu-
Accorta scnten7.adi Grimoaldo. »8 rarono contra Alahi . 34
AccortcMa di Mat'.eo Toscane 841 Allcgrczzade Milanefi andando Franccsco
Accusa d'aduírcrjo »e cora^giosa dífcs.1.14 5sorza a Milano. 787
Acq iu cteCciuca in Par ma suer di modo, Alemagna sollcuata contra la f. hic fa. 4x4
joí. Alcmatn ammazzati da Ftanccsi . 9Sì
Acqui cresciuta fuor di modo in Venctia . Aliprádodi Brescia Podestà di Milano. 17K
tft. Alsonsopriuatod'adottione si prépara con»
Adagiojldo naicc figíiuolo ad Aginulfo di tra la Rcgina Gioiianna. . 6|(
Teodolinda. 11 Alfonso Rè giudicato indegno dcll'adottio»
Adagioaldo vien'eletto Rc. 1» ne. *}j
Adamo , te fiua piansero cent' anni la mor Alsonsoasledia la Rcgina Giouanna nelU
te d'Abei . jj1 Roccadi Capaa. 617,
Adoncrauore. 37 Alfonso d'Aragona torna per ricuperarc il
Adriano quarto dette» Poncefice . t68 Reame di Napoli . 6$i
Agostino Adorno colhtuito Gouernarore Alfonso > e due Rè . con molti Prencipi ri-
diGenoua 111 nome dcl Daca . 879 mangonoprigionide Genouesi . 65 j
Aggera occupatada Vcnctiani. 876 Alfonso Aragouese si adopera per occupa re
Aicardo ferittore di q'iei tempi . 118 il Regnodi Napoli . fjf
Aistolso creato Rc de longobaidi fàgucr- Alfonso Rè procura di pigHare lettere di
raalIaCbicsa . a9 Franccsco Sforza . 67j
Aistolso volsc vecidere il Rè . 38 Alfonso per ïu Actjucdotto oecupò Napo»
Aistolso vinto da Pipino . j9 Ji. 677
Aistolso rinoua la ««erra contra il Papa. 3 9 Alfonso Rè , benche temesse di esser preso,
Aistolfo da porci saluatichi ammazzato.40 non volsc tornare à Napoli . 6So>
Alahi alTalta il palaggio di Pauia • J4 Alfonso gueireggia anni vndeci contra Na
Alahi và contra di Compctt. 3y poli. t>77
Alahi vinto , e mono. j? Alfonso d'Aragona m tiore . 799
A uni vengono in Iralia . 11 Alfonso Rè si sot tomette alla Chicsa.
Alberto Font ma Podestà di Milano . lft Alfonso d'Aragonaeccellëtc Capitano nel-
Albertu Brcsciano Podestà di Milano. 18j la militai disciplina. 890
Alfonso
TfiuoUdelVHistoria
Alfonso rottodal Malatesta. 8j4 lìJluoZio, chehaueua occupato l'Im.
Alfonso Rè di Njpoli parla auami al Pou- peno. .. 149
tesicc , St a i C ardinali . 911 Algimondo Rè de gli Vnni • If
Alfonso Kè manda l'armata à Genoua , per ^fluaopintone , eforiclapicjvera del no
sconciarc le cosedi Francia . 9x7 ir, e ,h Milano . z
Alfonso Rc di Napoli tinunciò il Regnoà yîiira opinione dcl principio di Milano. j
Ferdinando suo sigliuolo. 9)8 ^motaio Prigione di Tamberlano. j 60
Aleffandro pose il picdi su la gob à Federi ^mbasciariadi Guido Turriano à Macteo
co . Il8 Visconte con l'acuta risposta . j xy
Aleflandriapresá da Francesi. 98a ^fmbasciata del Duca Filippo à Franceko
./lelsandio approuaro Pontcfice. icy Sforza. 67%
rffleílandro Pontcsice cacciato da Manfre- AmbasciatadelSenato Venetiano à Fran-
do da Napoli. lll ccsco Srbtza • 7(8
jflcfTandro quinco succède à Gregorio pri- Ambasciariadc'Venetiani à Francesco Ssor*
'tucodel Papaco. <9f za . 770
.rflefsaudroda Imola eccelenre '.Giuriscon- .«ímbasciatori del Rè Alfonso d'^íragcfba
sulto, Si il Vigeuano Poetasamoso m..o- alla Regina Giouanna . 6xf
iono. 841 Ambasciacorii che accompagnorono l'est»
^Ieísandro frarello del Ssotzadiede Pcsiro quiedi Giouan Galeazzo. 564
al Patriarcad'yícquileia. 69 s Ambrogio Visconte sconsirro dalla Regina
Aleffandro sestoirearo Pontefice. 88Í Giouanna èmenato prigione à Napoli.
Aleffandro entra corne Bue nel Pontcfica. 4<8.
ro t e logouernò da Leone . 890 Ambrogio Vi (conte preíô » e morto da
Jflcssandro Papa astutameme procura d'im- Montanari di valle Canonica. 484
pedirelavcnuradiCarloin Italia. 911 Ambro siumeciesciiito oltra modo. 407
JAcflàndro Pontefice incoipatodal Rc Car meJeo antipapa si scríucua Papa Felice.
lo d'ester Marairo > 909 7SS-
Aleffandro Papa aíscdi.i Ostia . 911 Amigetto Tagentino Podestidi Milano.
aleffandro Papa risolutamente si mostra jo4.
inimico di Ftancia . 9*4 ./fmorcuole> & ciêmplarricordo d'vnfami*
Aleffandro Papa ragiona aperramente con- gliarcdi Pcrtcrrt . 17,
' trailRèdi Fiancia. 914 Amorò Donato snggendo i Capitani de Vc
Aleffandro Pontefice dispone di roninare i nctiani non puotesuggite . 7)4
Colonesi non u. riconcïliand* alla Chic- jínco Maj-tio . I.
sa. 9»í víiuire.i Quirino Capitano contra Cremo-
Aleffandro Papa chieíe da Carlo le couds na. 710
' tioni délia Pace . 9)7 Andrca Quirino abbandonò l'armata , & si
Aleffandro Papa non volíé coronare Rè ntíiòin Castello. 7*
Carlo del Rtgnodi Napoli . 9J9 yíndrealîo Rcdi Puglia si trouò uella sua
Aleffandro Papa di manda consiglîo àCar- Camcra sufiacato . 4)6
dinali per dlfendersi dal Ré Cai lo. 940 ■^ndriano Pontefice »iffe nel Papato tren-
Aleffmdro Papa temendodi Carlo íug!*,ì unouegi'ornì . i7j.
da Roma. 9 1 1 vínono terra pres.i da Francesi . 980
Aleffandro Papa icommiinica Carlo Rc li .ríniu sorelía del Duca , sposata ad Alfouso
Fiancia. 9(8 primo genito cVll'Estcnse 841
Aleffand .0 Pontefice , Venetiani, e il Rè di ^ngiberto /írciucscouo ípesé in fjr sare va
Francia fa nnò lega i rouina degli Ssor- altare ventiocto milla fiorini d'oro. 41
7eschi. 968 Annibalc Bentiuoglip libéra Bologna da
Almcrico prende ventî naui di Zafindino . Braccrsclii . 6 So
ifo >ugleria fii'J /ago Maggiore . 9
Aleffio siglinofodell' Impefatore di Costa, v/nL'k'.ii fîgfiiiola di BTiiabò maritata à
rinopoli chieseal Duccdi Vineg.:a,&;à Federico sigliuolo del Rè di Ciro. 488
Baronidi Francia per aiuro coutra AUs- ^utiochia prima detta Rcblata . las.
jtiT
TauoUdeW ffiflorì*.
Antonio Mêla Podest i di M ilano . 19 8 aCcj'.io Sfocza in habito secolarc peroenae.
Antonio Scaligero dimandaaiuco 3 Vinci f- à Vinegia. 8 Vj
lu ímperacore • Ji< Aíunia Sforza restituiiodal Ducaalla pri
«ísconio Scal.gero vccisc Bartolomco fno ma suadiguità. 8(4
siatcllo . foi yíscuno non bene preuide il fuo maie. 887
Antonio dalla Scala morì nel.'a Marca. r > 9 ^ffcanio Sfotziadornòdiliberalislînii doni
Antonio Fisilaga Podestàdi Milano. $ i 9 1 poueri di Milano . .96-*
/ímoniotto Adocao dicde Gcnoua al Rc M yíl'î'r m !o contra /írimperto in Italia. 37
Francia. j4t Aiït& dato al Ducadi Milano. Sìi
<íoconio ViseoDte fù strangolato ncl Castel wíiTcdiodi Beneuento .
di CaíTano . J91 ACoU presa dal Ouca di Calabria .
Antonio Bcotiuoglio presodal gouernator vístiitia di Rofemonda •
di Eugenio Papa fù mono. 6fi yfflutiadi yírnoifo .
Antonio Vimercato scrittore di quei tem- Astutiadi Grimoaldo.
pi. 600 Astutiadi M acteo Visconte pe: insignorirsi.
Antonio CÍ ncinello legacodel Rè recisoda diGcnoua. 364
gli yfcqu: I ìni . 869 Astutia di Lannono . 145
Antonio Marzano veciso ■ ibid. Astutia del Duca Francesco per fabricar'vna
Antonio Grimano prese Monopoli . 950 sortez/ a in Milano . 790
Antonio Landrianoammazzato da Simone Acerno fiume, hoggidetto Pescara . 03 +
Rigone. 98) Atroce facto d' armetrà Milanesi > e Paue»
^nselmo da Pusterla cceato ^rciuescouo di
Milano . f j Aucuto assedia il Papa in Monte Fiascone .
«rfnsclmo diPalcstra Podestàin Milano. 476.
3 10. Auenodi Mantoa Podestà in Milano. 164
^pparatonrlíacosonaciosledcl Rè Lodoai- Aufrit và contra Compert . J6
coiu Pangi. Aufrit preso>&acciecaro. ibid.
A quai Cittá Federico aslegna gouci lutori,. Aufrit occupò il Ouca di FotH • ibid.
loi. Auogadri>anticamente deeti auoeati 1 danuo
-írazo terra presa da France si . 999 Btescia à Venetiani • 641
Aik Monte oue si fermò l'Atcì di N oc • Atiguriopeífimo diede à Lodouico Sforza
'<} il cauallo, che gli caddè soteo rjuattro
^rborscllo che pro luce il balsamo. 13} volte. 9j8
Ardire di Luitpraudo . 5 8 Autari vlenecteato Rè de' Longobatdi. 19
^rdiie bestiale de Cremaschi. 4 f Ailtarí vasconofçiutoad iíposarela suacô-
jítdigo veciso . 1(8 sorteTeodelinda. xo
At\, ghetto Marcellino leuò séditions in Aiuarimuoredi veleno. ibid.
Milano. 163 Autorita concéda al Marchese di Mouser-
^timperc annegaco . 37 rato. tj6
yínperto Rè . 14 Azzo Visconte eletto Vicatîodi Milano.
^tipert prese Lodi . 37 408.
wíiaiatadcllalegasconficta da i Duchesclii Azzo Visconte fattoSignordi Brescia. 411
Í4<. Aïzo Visconte insignoricisi di Como. 414
yírm ita Venetiana presa da Gcnoiiesi. yizzo Visconte muore. 41 j
/frmata Je Venetiani pet Pò . <4I ^ízzo Visconte si marita . 41 f
/t.nata di ^Ifonso combatte potto Vene* Azzo rifece moin edificij in Milano. ibid.
re col ïuo d.iiiuo . 918 ^ízzo offerte ricchi doni al Tcmpio di San
^tmasora presa da i Christian i . 113 Gottardo , da lui fabricato . ibid.
Awíiume crcsciuco in Fioicnza oltre rao- Azzo Estense satto prigione . r 36
'da. 416 B
/ricaldo Rè . • M Babilooia. IJJ
Gratis fiume. 16) Babilonia Città . ibid,
Jíuoio Sforza creaco Cardinale . 86 6 Baiícto gtanTurco proícrscài Venetianj
v esset»
TamUdeìTHistoria,
tlscrcito a e nauiglij . 940 Retleem . tij
Baldcísar Pusterla Comissaiwdi Lodouico BelbeisCittà. 13 j
Sforza m or i in Genoua . 98 ) Belloncfo viene in /talia.' I
Baldoino Bresciano Podestà di Milano. 19j BaldeíTar Canedol». 691
Baldoino de gli Vgoni Fodestà di Milano . Béatrice moglic di Federico giunge all'aí-
183. fedio di Crema . 84.
Baldoino Leproso Iasciò il gouerno dcl Béatrice figliuola del Marchese di Ferrara.
RcamexGuido. III si m an ta à Galeazzo Visconte . 31*
Bal ioino ncpore costituito . Itt Bellisario œandato da Giustiniano Impe.
fiandicre de i Fioremini , di Eugenio , e de ratote , vienc à liberar l'Italia dalle ma n i
i Vcnetiani portate à Sforza . 6t 1 deiBarbari, 17
Bandieiooi dace nel conuico nella crcatione Béatrice moglic di Lodouico Sforza morl
dcl Duca Giouan Galeazzo . 539 diparto- 96*
Bando contra gli hcrericr. 1Î4 Belttarao Greco Bergamasco Podestà di
Ba:baroiT«coronatoImpcratore . 76 Milano. 141
■Earbaroísa bandilse leCircàconcia lui con> Benedefto dell'ordinede Predicatori crearo
giurate eccctto Lodi , e Ctemona. 1 1 3 Pontefice jcfù con vn fico auclenato .,
BaibaroíTa manda il figltuolo con larniata
contrai Vcnetiani . . 11S ^ínnibalc Bentiuoglio da cetti congiurati è
BaibaroíTa giunge in Terra Santa. 1)8 nmmazzato. 691
Battaglia Nauale. 57 Bcneucnto . e Manfredonîa Cirtà donata
Battaglia Nauale . 58 Regina Giouanna al Sforza. 619
Battaglia Nauale nel Lago cH Como. 6 3 Bcno Cozano Podestà ammazzato con »na
Batugliadata àCoruo, ediuerse machine. aceta . nj
67. Beno Gazaiw podestà di Milano; 11»
Battaglia nauale trai Milanesi , & 1 Pifanr • Bernardino Polcnra Podestà di Milano. 198
a8t. Bernardiuo Cotio auto: c délia présente hi
Battaglia generale data à Crema. 87 storia quando nacque . 80)
Battaglia nauale trà Genoiicít , & i Vcne Bernardiuo Cotio siì Camerierodi Giouan
tiani. 111 Galeazzo Dticadi Milano. 83 S
Battagli* nauale trà Genouest , & Vcnetiani Betnardino Corio mandato à confermare
auanti à Tito. 113 Eustachio nellesedc Ducale. 8jo
Battagliecimliin Genona . 363 Bernardino Corio aurore de! la presete ope-
Battaglia nauale tra lalcga, 8t iì Duca di ra sùvno de i Prouediiori à guardare le
Milano nella rjualc il Duca rimase vinto. portedi Mitano . 981
I4J. Bernardino Corio aurore délia présente ope
Battistino col fauôrc dcl Visconte sù crearo ra , speraua di scriucte i'eatrada dcl Rè
Duce di G 11011,1 . 844 di Fraocia in Milano . 9S7
Battistino Duce di Genoua fatto prigioue Bernabò sconfîttodal Marchese Ji Ferr.ir.i ,
da Paolo Ficgoíó . 866 ecollegaii. 464
Sattista CaneJolo ammazzato > e sttastîna- Bernabò cindcle contra ) suoi popoli. 4S6
toper Bologna . 691 Bernabò Visconte marira sua sigliuola à
Batbuti chc sorte eranodi soldati. 437 Procaccio figliuolo di Ladislao Jmpera-
Barca proaiocia . 134 tore. foo
BartolomcoManghino vincitor délia gio- Bernabò Visconre moridi vefeno. 309
stra. /«o Bcronice . doue c iì potto d'Egirto . 13 +
BartcJomcodi Bcrgimo pateitesi dal Sfor Bertolinodel Maino laceratodai cani del
za andò à Vcnetiani . 7tt Duca. fy\
Bartolomeo Colcone morendo lafeia here- Rtescia combattuta da Enrico . 3 41
de il Senato Vcneriano . 8 18 Brescia si rende ad Enrico . i<iid.
Bersamiro vecisoda Facntini, e Bentiuo- Brina all'vue perniciosa. 140
glioicstòprigione . 878 Bianca Maria sposatada Francesco Sforza .
Bngnagata huomo d'arme c preso . 9-4 67*-
Bianca
TauoladeW//lfiorìa^
Maria porrandosi da huomo virile, .Braccio serito à morte da vn 5/brzefco, fo
fikó Cr cm on a da gli nemici . 710 codopporaorl . ibid.
Bunca Maria moglie del Sforza partoil vn £rando Castiglione Cardinale procura di
/iglioolo 1 che fù nominato Galeazzç disttuggcie l'vssitio di S Xmbrogio. 6 70
Maria Sforza. 68/ Btizzo Viícontecrudcl tiráno in iodi. 439
Bunca Maria moglie di Franëesco Sforza j Bi .127.0 nemico di Sforza. 6 13
moi) con î. l'pc t co di veleno . 8 1 r 3iazzo lan Jò molto Sforza fuo nemico..
Biìuíì Maria mol to .eligiosa , e pïa. ibid 6»s. 1
B/jnca Maria scpolra à Milano nel Tetnpio Jkwxo minacciò al Pontefice di farli dire
jV.agpiore apprcíioà Franceseo Sforza centomeslèper vndenato. 619
suocacislïmo marito. ti6 Jttazzo si fa Signor di Prrugia . 6 14
Eiâca Maria spolata à nome di Maslîmi lia- Jtiazzo insignoritosi di R o»a fù chiamato
no Rède Rom.c cotonata Regina. 51 3 jtime vrbi» Romx defensor. ils
Bcluamo Grege Podcstàdi Milano. 149 Situe Apoftolico à Carlo Rè di Francis .
fiianca Maria Sforza cendotra à Mjflìmi Jrina insolita , che consumé tutto il Con*
liano suô marito. < ibid* tadodi Milano. 4i*
Bialimo di fcvzelino. : - ajo
Bissaca Ricardi Podcstl di Milano < 307 Cabrino Torseto Podestá di Milano . 178
Bocmondo piglia per moglie la torella del Cagione délia seditione trà M ilanesi. 11}
Rcdi ^ftmraia. 194 CairoCittl. 1*3
Bologna fi nbclia da Federico . 1 9s Calamitìdet Lodegîmi. jo
Boiogna ndotusotto il gouerno dejla pic-. Calamitàdi Piacenaa qualesft. 714
be- , **? Califto Patriarca prigione» 38
Bologna oatnntmente pconta aile sedicio- Cana Galilea. I*J
■ni • i 690 Canedoli te ifcntiuogli due sette in Solo.
Bolognesi giurano /èdeiràaJl'Imperatore . goa. 690
104. Cane costitoito Capitano délia lega GibcI-
Bo/ogacsi si dannoal Duca di M il 1 no. j6o lina . 3 69
Bomteào di Sala PodeAà di Milano. 108 Cane chiamato grande.poi che prese Mon>
Bonifaciononoeletto Pontefice . rti se lice . ibid.
Bonifacio Pontefice tracta la pace tri Fio- Cane.Scaligero sconficto da î Padoani . 3 7 f •
rencini , & il Vi sconte . j j I Cane Scaligero fatto Signor di Padoa. 404
Bonifacio canonizò S. Lodouico Rè di Frá- Cane Signorio vecisc Cane grande fuo ira-
cia. 310 tello . 458
Bonapace Podestà ìn Milano. 141 Cane Signorio dalla Scalamori. 488
Bonincôntro Morigia icrittore di quei Capitanide Yeneciani presi dal Sforza. 734
tempi. 3 8 r Capitolidella pace trà Milancsi , e Comas»
Borgtfi presero Maílìmiliano , che poi fù chi. 144
Ré de Romani. 817 Capitoli di Galeazzo per pacificarsi col Pa
Botgesi liberano Malíìmìliano di prigione ,. pa. 396
egli chiedonoperdono • . . 848 Capitoli délia pace trà la lega , & il Duca di
Aorgo si tende. Us -Milano. 548
SormiooccuparodagliSaizzeri. 871 Capitoli de rendersi Cremona ad A-l-lo Vi-
-ffonti di Rodoaldo , e Grimoaldo . aJ scoiue. 417
^onscioaramazzatoda Manregacio. 4JT Capitoli délia pace pet mill'anni trà Cre-
íorsoMarchcsedi Ferraramuoie. Sto monefi , Piacentini , iresciani, c M ila
Btefciasi rende al Duca di Milano. 579 nesi. 181
^rtfciani si soitopongono à Federico. 103 Capitoli tri Padoani > c Cane dalla Scala .
'rescia capode Galli Cenomani renne al
tatto in poter de Vnietiani • (41 Capitoli délia pace trà Carlo, & il Rc di
-fracceschi rotti da Franceseo Sforza* 688 Trenigio. ifs
ít.ccio sconrutoíugge. .« ÉJ7 Capitoli delta pace trà-Bernabò, & il lega*
Támhâdl ' Historial \*
loconlalega. 46s cluadi vngheria sùamrnazzato. fùtt
Capito.'i dclla pace tri l'Imperatore, c Ber- Carlo , c Lodouico imprigionano Lotario
nabò Visconte • 471 Rè di Francia lot Padre . 44 1
Capitoli délia pace ttá Mi lanesi, e Lodigia - Carlo, e Pipino, la seconda volta in Italia.
oi. • *79 r . ;.- .. •.. _
Capitoli delta pace trà il Signor di Pi fa , c l Catlo figliuolodi Catlo Rèdi Sicilia fau»
Duca di Milano . J48 prigione, epoiliberato. . ' ■ ' 18)
Capitoli di Valentina Visconte piopofti al Carlo íîgliuolo di Ber nabò piglia per mo-
Ducadi Milano. 6of glie la fighuola del Conte d' Armenia .
Capitoli délia paçe trà Venc tiani, e la lega. jOj.
«67. Carlo sratello del Rè di Francia con la mo-
Capitoli perla rtstícutionc d* Ostia da Fa- glieà Milano. )14
britio Colonnaal Papa . 91a Carlo Gonzaga tenta d'insignorirfì di Mi
Campodi Cesare • 1*9 lano . 747
Carasmini danneggìano il Contadodi Gic Carlo in Italia.' ■ •» ' 41
rwsalem . 1*1 Carlo Imperatoredi qualprogenie fù. 45 S
Carauaggio rouinato . 11 r Carlo Imperatore confermato dál Pontcfice
Caidcno aflediato . 91 inAuignone. 4)9
Cardinal)' che guerreggiauano contra Vrba- Carlo Imperatore coronato dclla corona di
no quinto Papa . 49 6 fer to in Milano . 45 1
Cardinali vogliono prouare, che Vrbano Carlo Imperatore in Italia : 47*
Pontcfice non fia cletto canomcamente. Catlo Imperatore piglia il dominio dí Pilât
49 «• ediLuca. 474
Carestia in Milano. 98 Carlo Imperatore si parti da Sierra con ver-
Carestia crudcliilima fii'I Padouano. 191 gogna , e senza bandiere iípiegate. 475
Carestia estrema in Monza. jfj Carlo Imperatore hebbe riguaido ail* I mpe-
Carestia, epcstilenzaisiTn'anno. aoi rio Romano . ibid*
Carestia esticma in Lombardia. j r i.& 477 Carlo Imperatore, raccolti moltidenari in
Carestia estrema in Italiajche pasiò in A\z- Italia,con biasimo ritornò in .Bocmia. ib.
magna , e poi in Vngheria . 487 Carlo Imperatore morl in J>rage di Boc
CareOia , epestilcnza crudele in Milano. mia . 497
589. Carlo manda jfmbaiciatoti à Tiberio. 4 l
Carmclitani frati cominciarono ad habita- Carlo Malaresta creato gouernatore di Mi-
tcinRoma. ftj JaftOi csii no m inato libéra tore di quel la
Carne humana pottata alla £eccaria in Are- patria. J9*
seia . S74 Carlo mend seco da Roma Zizimo sratello
Carroccio Milanesepreso dai Cremonesi. del gran Torco . 91?
Carlo primo hebbe priuilegio di eleggere il
Carlo col Pontcfice assediato in Castel Vi- Pontcfice . 44
' co . 40 Carlo perche stana in dubio se pocesle piglia
Carlo coronato Rè di Francia > c di -álema- re il Regno di Napoli. 495
gna. ibid. Carlo Rè di Francia procura di pacificariî
Carlo coníuIta,come securo debbe ritorna- con Malïïmiiiano Imperatore. il"
te in Francia . 940 Carlo Rè di Francia speratu di trasscrire
Carlo coronato in RomadeU'Imperio. 4 f 1 l'Impeiatore d'^ílemagna in Francia •
Carlo di jíngiò Rè di Sicilia costituito he- «97-
rede del Regno di Gierusalemme. 171 Catlo quarto creato Imperatore. 4)4
Catlo délia pace fatto Senator di Roma.4 99 Carlo Rè di Sicilia in Milano. «3 s.
Carlo délia pace piglia Napoli . 5 00 Catlo Rè di Francia quai ragioni aiTcgna di
Catlo dclla pace coronato Rè di Vngheria . muonergnerraàFerdinando. 89I
Î09. Carlo Rè di Francia répudié Margherita a.
Carlo dclla pace per opéra dclla Regina tm cliuola di Aíadìmiliano Imperatore. 897
- Catlo
Carso Rèdi.Francia giura l*pa« con Aras- «ail > Rè di Francia eflendosi straccato al
' - Imperatore.
simiiiano . l 8° j8
-» gioco della palla, mori .. i'?.*7
Cirio Ri di Francia attende à inacst igare 1' Carlo succede nel Regno di Francia . 38
imitaciooi de i Prcncipi d'Italia. ■ 94 Carlo volse per ostaggio Cesare Valentino
Carlo Rèdi Francia procura di (rane il Po ■ figliuolo di Papa Alessandro. 9JS
tefice nelle sue parti. >> Caia di Giuda Scarioc .
9°9 Casi 1 19
di Pilato, • IX»
Carlo Ré di Francia risponde al breue del
Ponte fi ce. 91 & Case rotte, nome preso dalla rouina de Tut-
Cirio Rè di Francia apparecchia l'efferato. riani. f3j
per l'cspedicione di Napoli. . 1 91S Caslono dalla Torre Arciucscouo di Mila
Carlo Ridi Francia non volse vedere l'Ora no, 3 iá
tore di Ferdinando. ibid. Ossono Arciucscouo di Milano bádiro. j j o
Carlo Re di Francia a'i suoi Capitani finge Cassono Arciucscouo scommunica Marteo
voler andare contra Torchi • 9'9 Vi sconte, & i suoi figliuoli . 5 $j
Carlo Redi Francia assegna le ragioni , per Caso sfortunati (lìmo in Milano, 9+
le quali volse pigliare il Reame di Napo - Castel di Maria . 131
li. ibid. Castel Ostino edificato , >8
Carlo Rèdi Francia ostinato all'impresa d* Castel di Dio , poscia detto Pellegrino, 1 f9
Italia. 916 Castello Imperiale edificato in Milano. I9J
Carlo Re di Francia giunse in Italia del mil Castel dell'Imperatore in Lodi rouinato da
le quattrocento nouanta quattro, jjf Milanesi • ai $
Carlo Rè di Francia volse in suo potere il Castello di Milano da Plebei armati circon
Castel di Fauia. ibid. dato. .. ■ ■ . S7i
Carlo Rè di Francia entrò in Napoli sopra Castel S. Angelo quasi al tutto rouinato, 4 9 s
ina mola coi speroni di legno. 938 Castigo sópra i ladri . 1)8
Cirio Rè di Francia in tredici giorni hebbe Castruccio Castracani Prencipe dì Lucca .
il Regno di Napoli eccetto alcune terre ,it. .
marinine. 9» 9 Castruccio fatto prigione da Herio. j r»
Carlo Redi Francia da Fiorentini salutato Castruccio sopra Castello Sergiano edificò
padre della patria. 9)7 vna Fortezza . j 79
Carlo Rè di Francia entrò in Roma del m il Castruccio costituito Signor di Lucca. 401
le quattrocento nouantacinquejOue si ac Castruccio muore . 4O4
cordò con il Pontefice» iòi J. Catanei onde deriuano. 104
Carlo Rè di Francia enrra in Siena » , 941 Caterina moglie di Giouan Galeazzo fù at-
Carlo Redi Francia perita di fuggire , ò di tosticata nel Castello di Monza . j S7
pacificarsi. 944 Galeazzo si maritàcon Reina figliuola ric
Carlo Re di Francia manda vn'Araldo per rede di Federico Rè di Sicilia. 49Í
chiedere pace ai Venciiani. 94s Cauallctte disertarono il Veronese, & altre
Carlo Rè di Francia manda vn'Araldo nell' Città vicine. 41 1
(Aerato Venetiano a dimandare la trie- CauallieridiSan Michele si chiamano fra
guaperrredl. 949 telli del Rè. 91 1
Cailo Rèdi Francia slaua da priuato solda Ceco Simonetta fatto prigione da Lodoui-
to nella squadra per non ester conosciuto, co Sforza. 847
ibid. Ceco Simoncta decapitato. 849
Carlo Re di Francia ordina di fuggirsi d'I Celestino quarto Papa. 191
talia. 9Í4 Celestino quinto creato Pontefice , jot
Carlo Re di Francia ritiratoli in Afti parlò Celestino rinoncia il Paparo à persuasion di
a i suoi Capirani . ibid. Benedetto Gaictauo, il qual sii creato
C:rlo rispose al Gonzaga ; ebe le signorie Pontefice. J°4
non fono perpetue . 9fj Cella,oue la Vergine Maria mori. I aj
Carlo Rè di Francia dimandala pace à Ve. Cella.ouc S. Girolamo fece penitenza . 1 jo
netiani.. . 9Í9 Cenacolojoue Christo con gli Discepoli , &
* a gli
TauohdsW Historial
gli lauòi piedi. 116 Colomba 110 Castcllo da Federico eJisicato,
Ccnto ciccadini Bolognefi creati da Fedçri- 406.
: eo Rettori dclla lcga. 176 Colonnaoue si dice che sù ligato Christo.
CessionedVna parredellllrnperio per Fia*. lis.
cesi,6c Vcncsiani à Bal Joui no Imperato- Colooesi oppreffi da gli Or fini . 867
• *e. 149 Coloniachecosá fia. . «9
Cesena cradelmente sjccheggiata dalle gé- Colonna ou'è 1' effigie di S. Pantalconc.i 14
ti délia Chiesa . 49° Corrado ImperatoreandòinSoria. 69
Cesena venduta à Vcnetiani. 809 Corne Ottonc c incotonato dcll'Imperio »
Cesare Duca di Valentinoijfigliualodi Pi Ijl.
pa Alessandro. 998 Comafchi rupperotn monte, s9
ChicCa di San Saluarore . nf Comafchi »ittortosi délia battaglia banale*
Chiesi di S. Giotianni Vangclisla . 116 «4- >
Chiesa dclla Gctsemani . ibid. Comafchi vittoriosî. 6t
ChiesadiS Anna. it8 Comafchi asíédiati . ibid»
Chiesa, oue Elia solea sar penitenza. 1 19 Comafchi aslaltoronol*lfola. • <|
Chiesa di S. Paola , e di S Eustochio. 1 3 1 Comafchi occupanoTIfola. ibid.
Childco qnaito Rè . K Comafchi sconfitti. 66
Childepetc auuelenato dalla moglie muore. Comafchi fabricorao moite Capanne. ou'e-
ti. raComo. 68
Chi prima condutíerolane in Milaoo. 116 Comafchi abbandonano la Qittà . ibid.
Christiani sconfitti dal Saladino . 1 {9 Corne fù scpolto Martino dalla Torte. 3 ij
Ciarpellonein ognicoíâ impcdiua i dife- Comericeuctte il nome suo Milano. t
gni del Piccinino. -f" 6t6 Cómissione di Lodouico Sforza ad Ambro-
Ciarpcllone perhauertratutocptralo Ssoc gio 1 & Martino» che oairassero al grao .
7.a tu jppìcc.ito . c 1 «90 Turco . 987
Cimbri vfanodi baciare la terra , douendo Comoasscdiata. *>7
entrarein battaglia". 94J Como n'edificata in modo di Gembaro. 68
Cittàd'Icalia datcsi spontaneamente à Gio. Corn o sù Colon ia de Romani. ibid.
. nanni Rè di Boemia. ai 1 Comospianata . ibid.
Cite utclla di Pauia edificata da Galeazzo Compagniadebattuti. Ut
Visconte. 4<J Compagnia délia eredenza nuona. J 10
Cittadella edificata in Milano. j)i Compagntadi Scalzi.e poucri che si battra.
Città
no ., cluoghi soggcttìal
u Ducato di M'j}8la- M »... i 1 416
Compagnia inltalia di Mafchije feminc
Curtio diede il Castel di Milaoo à Franecsi. scalzij ecoperti di lenztioli. f ft
987. Compert riceouto in Paiiia . Jf
Clémente terzoPapa. 1)8 Compert muore. «6
Clemcncedi Natbonacreato Pontefîce.ijS ConcerTioneà Pauefi di potet fare nella lo«
Clémence quinto Pontefice Rom. in quai ro Città vn studio. 461
modo ottenne il Papato . jij Concilioin Lione . .-■ t6t
Clémente quinto consermò la regola di San Concilio congregato dall'Arciuescouo di
Francesco . ibid. Milano. ' 189
Clémente Pontefiicdiedei beni de i Tem» Concilioin Milano per la cruciata . joo
platij àifratidi S. Giouanni Gietofoii. Concilioin costanza per leuare la scil'ma
micano. Jfr dclla Chiesa. £07
Clémente Pontefice riooea la sentenza data Conditione dcll'obligodc Milancsi. 19
da Entico contra Robcrto. a;) Conditioni délia pace tri Federico ,& Vc
Clodonerio vinto. 14 netiani. tig
Codito giuriiperito risponde à Lodouico Coniitioni dclla pace trà Milancsij e Fede
Sforza. 986 rico . 119
Colliflaarnmazzatonella pugoa . 948 C ê ditioni dclla pace trJ nobi li,c plcbei. \ 6J
COB-
TauoUdcWffistoriá.
Conditianidellapacetrail Duca filippo, Consegliodi Federico à Lodcgiani. ■ 89
eliíega. é?4 Congirg.tioneJei Gagliardi. 14g
Canirioni délia pace tri il Pontefice c Conseglio in Lodi . 96
Franccsco Sforza . 689 Coníegho de i nobili Milanesi didar Mil.t-
Conditioni dcll a pace trà lo Sforza , Si il noi Franccsco Sforza . 747
Duca di Milano . 701 Conseglio délia Icga, se si debbe rimuouer
Confederatione tri i Milanesi .ePaaefi. 76 guettai Vcnetiani . 8/7
Confederatione trà i Milanesi> e Bcrgamaí- Cons' gl 1 astuti di Lodouico Sfotza à Carlo
du. 134 Irnperatore. 904
Confederatione trà il Rè di Francia , e Ga- Consiglioin Pauia. S9
Icazzo Duca di Milano . 8x9 Couicucioni di F.nrico Settara . 188
Conservation : del matrimonio rrà Maflì- Costiriitio&edcl Concilio Milanese / 189
miliano Rè de i Romani > c Bianca Ma- Contadodi Tolofa conceflo dal Pontefice
tia Sforza. 910 al Rè di Fiancia. 1(4
Confcrmarionc di Maffimiliano Rè de Ro ConquaiíestefÙriceuUtQil Rc di Frar.cn
mani cicca U maritatsi con Bianca Maria in Milano. ij«
Sforza . 9 1 1 Cfiiieneiiolislìma motte di Garimbaldo. %6
Confirmation di Lodooico Sforza eirca il Conuentioni proposte per fare la pace tri
matitare Maria con Maíïïmiliano Rè di Maflîmiliano, & Carlo. 898
Romani. 91* Conuerfíone alla fcde di Christo di Slodo-
Confinidcl Aíilancse . • ■ H9 neo Rè di Francia • 11
Conflitto grande focto Crema . 8 + Conuiti pet Milano. 1)4
Conflittotrà Aíilinesi, ePederico ; 94 Conuitofatto da Franccsco Turtiano.
Conslitto uà MilaueG, e Saracini. 1 9J
Confl itto ttà Pauefl , e i nobili di Aíilano . Conuito solenne pet le sponsalitie di Via.
ioo. lante fïgliuola di Galeazzo . 470
Conflitto de MilaoeG contra i Pauesi , Sc i Conaito singolare fatto dafrà Pietro Cardi»
lodcgiani . Ht n ale S. Sistoa Leonota Match csa di Fer-
Conslitto ira Milanesi» e Federico. 108 rara. 814
Conflitto cinile in Nouara. i)f Corrado eletto Irnperatore fù ilprimoin-
Conflittotrà Uilanesi, e Cremoncíi. 115 coronato in Milano con la coronadi fer.
Couflitto trà Brufati, e Caualieri. 164 ro . 4<
Conflittotrà Milanesi,eSpaqnoli. 16; C orrado amm azzato . 141,
Conflitto ttà il Soldano , e Turriani . 178 CorradimfigHuolo diSafandino . 1jr
Conflitto rrà seditiosi in Bergamo. 306 Corradino contradicc al Betnese . 78
Conflitto di Cane Scaligero con Padoani . Corrado dt Brescia Podestàdi Milano. 1 r +
Cotradino Soldano muore. r/8
Conflitto del Pircininocon Bracceschi.668 Corrado , morto Antigrauo.rieapera il Re»
Conflitto trà lo Sforza, & ilPiccinino 68} gno d'Alemagna . tQ8
Conslitto di Franccsco Sfotza contra Brac- Corrado Rè d'Alemagna viene in Italia .
ceschi. 6S8 ijo.
Conflitto ctudcle ttà i Btacceschi , e gli Corradino con l'eiïercito in Ttalia . 149
Sfbrzeschí . 80» Corrado Laoinario podcftàin Milauo. z >o
Congiuta contraTlmperatore scoperta. 196 Corradino scommunicato . tfl
Congiura contta Lncchino Visconte. +16 Corradino rotto , epreso col Daca d'Au.
Congiura di mille Napolitain in fauote del stria. ibi4.
RèAloigi. 6*8 Corradino col Duca d' Austria decapitati .
Cougiuia de Prenfipi contra Filippo Du ibid.
ca dl Milano. 641 Corradino di Vimercato Milanese bebbe il
Congiura di recider Lodouico scoperta . precio délia giottra in Mantoua • 40a
866, Cotnello acciecato. )f
Congtcgationc délia motte • 117 Coruitievço'utisofrailcapo di Galcazz^
Du»
TaucUdíU*Historia.
traça dì Milano ,gli diederoSinistroau- Crudeità víàta da Milanesi 1 e Cremaschi i
gurio . 8jo 8j.
Coltantiadi Girolamo Olgiato ndla morte. Crudeità de i Saracini . il 4
S)6 836 Crudeità di Tomacoldo. 404
Cosiumidi LodotiicoSforza . 884 Crudel tà d' Vrbano quinto Pontefice con •
Cieaiiouc d' vn Flamincin Milano. 4 tra gli aderenti dei Vrsconte 4<
Ctcjiione di diticisi Duchi dellVralia. 18 O
Ctciiiorse de) dnodecimo con fol a to . 149 Damasco. ... : xjo
f. remagnola dà sospetto i Vcnetiani . 646 Damasco si da al Soldano » • j tf
Crerruschi , e Milanesi sconfitti . ■ 84 Damiata Città . .< ' 131
Cremafcht irapauriti pcnsauano di accoc» Damiata prefa. 161
datfi. " 87 Damiata a r fa . *II
Ctcmasihi mandano Oratori a Federico. Delta . 111
ibii. Danubio fi urne. 1)4
Cremaschi > Milanesi, e Breíciani > nscirono Dertona aísediata da Federico. 71
di Crcma > e l'ciTeicito di Federico entra Dertonefi rendonola Città a Barbarossa ib.-
- in Crema. 8 8 Dertona Città si riedifica. 74
Crerru assediata. 8) Dcsrrittiooedi Mesopotamia . m
Ci ema combattuta . S 6 DertonaCitcà ofFertadai cittadini ài Fran
Crema rouinata . I 50 cesi. 9S0
Crcma da Vencnani asscJiata. 754 Dcsiderio succède nel Reame ad Aistolfo .
Crema si dà à Vcnetiani . 769 40.
Crcmonesi non obedifconoà Federico . 81 Dcsiderio al tutto vinto fuggì àPauia. 41
Cremonesi roninanoi Tempij di Crema. 88 Desidcrio sconfirto. ibid.
Crcmonesi vengono in foccorso de Lodigia- Dcsiderio sconfittodal Pontefice. 41
ni r 91 Dcsiderio fuggì a Aíombarro • ibic*.
Crcmonesi sconfitti . 14 r Desiderie vittorioso . ibid.
Cremonesi sconfitti da Milanesi. 14e Dcsiderio con la moglie. & i sigliuoli si ren»
Cremona presa da Giacobo Caualcabò.e fac- de à Carlo, e fÙ con fi na to in vira in Lio-
cheggiata. J7| ne. 4f
Cremonesi disfecero il ponte d' Adda» 1 j+ Destruttionedi VderzoGistclJo. 31
Cremona fil prima ìribcllacsi dal Uuca di Determinatione contra gli Ambalciatori
Milano . i;6 Milanesi. 148;
Christiani surono prima chiamati in An- Determinatione dell' lllustrisfimo Senato
tiochia. itt Veneriano intorno lo flato di Francefco
ChiiíKani sconfitti da Turchi . ioj daCarrara. j8t
Croatia Cinà aísediata da Turchi. 914 Drhgcnzadcf Pontefice per il soccotso di
Croce bianca,chesi moueada Aquilone à Terra Santa. 164
. mezo dr. 1/9 Determinatione del Papa , edcU'Imperato.
Crescentio priuò dcl Fapaco Grcgorio qui» re per la disesa di Terra Santa . ibid.
to. 46 Diluuro grandi flìmo. 11g
Cruciata vniaersale conrra Saracini . joo Difcordia trà il Papa , e Dcsiderio . 40
Crudagiustìria sopra Filipponc Aluerto. & D.scordia trà Vittore Papa . Sc Alcsiândro
Gatcherone sno fratclioadulreri . jj8 medesimamenre creato Papa . 88
Crudel fatro d'arme . 5 f r Difcordia trà il Rè di Francia.c qocllo d*ln-
Cradcl Conflicto trà Milanesi, e Comaschi. ghiherra. 141
Si- Difcordia trà Milanesi , e Comaschi. i4 j
Crudel satro d'arme trà Comaschi, c Can- Difcordia tri Christian!*. 199
taariensi. ét Difcordia grande in Milano. xiz.
Crudel fatro d'arme in Corao. i}« Difcordia tra il Rè di Cipro> e i suoi solda ti.
Crudeità del medesimo. 17 16t.
Crudclti di Codante. 30 Difcordia grande in Pauia. 192
Diícor.
TéMoladeWHìjìorìa:\
Discordia ni il Ponresice.ei Cardinali. 49 f fliprando vcciJe Baùerio
Discosdí1 tra Caleazzo, & M . Visconce fia* fliprandocliiamato padre délia pàtria- 4s
tdh. 399 Eleitionc Ji Gregorio primo .- 19
Diícordia rrà l'A piano, e i Luchesi . 5 3 6 Elonrio aflvdia Milano . 18
Dr/cordiain Milano . 118 Jslotario visu mono, Floriûeo viene in Ita-
Difcor dia.trà GaleazzoSsorza.e Bianca sua Jia. ibid.
madre. 81; r.m bc r ra podestà di Milano . *}f
Desaittionc delPEgirto . 1 j 1 Enrico Barbauera creato Imperatore . 4s
Ditsida di Giouan Galcazzo Viíconte ad Enrico secondo muoic. jr>
Antonio dalla Scala. jio Enricotcrzoeletto Irnperarorc.turba la re
Dislnittionedi Breselto. 19 ligion Christian!. ibid.
D.píntura,neì!a ouaie si vcggono gii habiti £mico detto G'hibcllino è ternira con la
de'Longobardi. al moglie per Santo . 5)
Diuifione del Regno di Desiderio ttà il s 5- Enrico detto Ghibellino m aore . J4.
tcfice.c Carlo . 43 Enrico sconfittoda Ardaìoo. jf
Diuifione del Clero in Milano. 1 1 Enrico à preghi de' Mtlanesi» rà contra il
Diuifione delTImperio di Costancinopoli * Duca diSauoia. tff
uà Vcneti .eïranccsi. 149 Enrico coronato à Milano con la corona di
Dodeci naaide Venetiani prese dalle genti ferro. 119
del Duca di Ferrara . 8 5 j Entico eletto Imperatore entrò in Milano.
Dominij ttein Milano. 141 J'7
dolcino hcretico fù brnccíato ìVercelli. ) 1 6 Enrico accorda Boemondo.e Zennono.f 43
Donanor.i dell' Alpi Coctie alla Chieíà Enrico morl . ibid.
Romani. 37 Enrico da Vcrcelli Podcstì di Milano. xof
Donato preso àA Simoncta , & incarceraco Enrico di Mantoa Podestà di Milano . *rf
à Aíonza nel Forno . 840 Enrico Rè di Sardegna moù in Bologaa .
D'onde prima h auesse origine la casa Vis- 9.60.
conte. S Enrico Lucimborgo Imperatore entra îa
Dot» di Gregotîo à Teodelinda . 11 Lombardia. 133
DottiRdigiofîdiquellacti. )74 Enrico Rède Romani coronato in Monza
Doue erail Brogctto. 337 délia corona di ferro . 33s
Doue il Corio compose la maggior patte Enrico venne in Crcmona aU'elTercito. ) 4 1
délia présenté Historia . 451 Enrtco rouina le mun.t le porte di Crème»
Droh secondo Rèd'ítalia. 1 18 na, c fa raccheggiare le case de fuggici .
Donc si conuerti Maria Egittiaca 1 1$ ibid.
Dae parti in Piacenza . 135 Enrico Rc de Romani entra in Roma. 344,
Due Podestà in Milano. 19) Enrico coronato in Roma . ibid.
Dae Senari coftituiti in Milano . 8 j 8 Enrico Imperatore muore in Pisa. 3 j%
Signori Depuuti à gouctruie il Senato. ib. Enrico Imperatore prononcia Roberto Rè
di Siciliaper priuato di Reale autorità •
Election Ai. Griraoaldo alla gueria contra ! »*•
Longobardi . a j Enrico d' Aust ria in fauor del Pórffice. 38O
Edificationedi Milano seeondo Liuio. x Enrico d'Auflria ritornain Alemagoa. 389
Edification dclTcmpiodiS. Giouanui Bat. Encio di ìucimburgo eletto Imperatore
tistainMonza. tl 3 lé.
Idificationc délia miracolosa , & immor- Entio fatto prigione, morì in Bologna.t 1 x
tal Cirtìdi Vinegia. I& Enttada pompofa di Fiáccseo Sforza in Mi
idificationediS SaluatoreàPauia. 14 lano. 789
Edificarione di S. Gioumni in Pauia. ibid. Epigramma di Ermolao Babaro à Lodoui.
Edifie j touinati nello (lato di Milano per coSforza. ►•' 8S1
la copia de U'acque. 848 Epigramma di Girolamo Olgiato. 836
Eii c0 de Aítla ne fi contra Lodegiani . 7 6 Epttafio di Pagano . 100
Epi.
TauoUM'Historia.
£pitafio di Oto AtciiicsconodiAíiJano joj Eugcnio Papa,nato Galeazzo Maria Ssotza
Epiiafîo -délia moglie de] Corio , 41 t disse corne era nato vn aluo Lucifcro .
I- pit.tsi o di Giouanni Vifcontc . 4/0 6SJ.
£pi tasiod'vn figliuolodel Pctrarca • 471 Eufiatc. ixl
ipitafiodi Reina Scaligcta . . 504 ffhcnia Carestia. xjo
Lpitafio di Giouan Galeazzo Duca di Afila- fzzelino da Rom ano . 1 fI
.no. t68 EzzelirwdaRomano flageliode Christ ia-
Epi rafi o difrate Tietro Cardinale di S. Si- ni . IOI
sto. S16 Ezzeliuo fau tore de gli heretici • m
Epitafî posti sopra il íêpolcro del Simoneta. F
849. Farae.epestilcnzaaffliggeiSaracini. joe»
Bpitafio d'vn figliuolo di Lodouico Sforza. Fabriaoi congiurati vecidono 1 lot Signori »
961. elefamigliediquegli . 6c +
£1 cole da Este quai fenteoza diede tcà Pisa- Fanteric del Duca di Aíilano sconsi ttc . 54s
dì > e Fiorcnrini. 96! Facino creato gouernatot di Aíihno.
Ercole fcslcnse con Leonora sua moglicra Fatamia città per i serpenti abbandanau •
• qoantofù honorato in Aíilano. 811
Ercsiadi Ratari . x^ Fatro d'arme, 8c vittoria di Bclloueso. I
Etibcno iniientordel Caroccio . 47 Fatto d'arme trà Aíilanesi, e Comesi . $6
Etmrlinda lauda Tcodata à Compert Rè Fatto d'arme di Rotari . af
suo m aritos Compert innamorato di Teo Fatto d'arme trà Federico , e Aíilanesi co-
; data, la riota , e poila nuchiude in rn minciato . 97
iUotulìeno . 34 Fatto d'arme tri Mi lanesi, e Federico. 1 1 7
Erraolao Barbaro oracore de Venetiani à Fatto d'arme trà Àíilanesi, e le Città coefe-
Lodouico Sforza . 881 derate. 14a
Errore d'alcuni, i quali dicono. che la Ver- Fatto d'arme cradele trà Aíilancsi , e Bolo-
gine (lette sotto il braccio délia C-.oce gnesi . 1 84
verso Aquilonci peroche stettescontro Fatto d'arme trà Federico, e Aíilancsi J191
la faccia del figliuolo . 115 Fatto d'arme trà Carlo, e A/anfredo. 1)9
Efaia proféra. 133 Fatto d'arme crudeliílimo cquiparato al
Bsscntionide'Castellani di Orsenigo , e di fatto d'arme à.Cane. ) fy
Hetba . 9Ì Fatto d'arme trà Luchino , e Ludrisio. Vis»
Escquie di Béatrice moglie di lodouico conte. 411
Sforza. - '. 9<î Fatto d'arme crudele trà Visconti, e i solda-
Escquie di Giouan Galeazzo Duca di Mi- ti délia Chieía. J90
t lano. . ; ': $6 j fatro d'arme trà Carlo quarto /mperatore.
Esped i t ione al l'í cq u isto di Terra Santa. e Lodouico Bauaro . 4)4
Eíicrcitograndiffimo contra i TurrianiiC Fatto d'arme irà il Rèdi Francis > e quello
. Lodcgiani. 17 s d'ins-h'Itetra . i bìd.
Essercitodi Aíatteo Visconte contra Fran- Fatto d'arme trà Venetiani! e Genouesi.
ceíi. J7* 44V
EiTetcito délia Chicsa totto da A/ílanesi . Fattod'arme trà Tutchi, e Chrirfiani. 4/1
4". Fatto d'aime,il quai durò ttegiorni. j6o
líscmpiod amore , edi fede." x8 Fjtro d'arme trà Bolognesi , c Dnchcschi .
isior creato Duca di AJilano per seditionc . ibid.
toi* Fatco J'arme ttà il Rc Ladislao . c'1 Rè Lui-
Isiorda vnaspìngatdaammazzaio. 6ot
fugenio Papa sugge da Roma . 648 Fatto g'-„ , S99
d arme secondo trà Veneiiani.e Fraó-
Eugcnio Papa và á Ferrara per rkcucre 1' cesco Sforza. 73 a,
Imperarorede Greci . Fatto d'arme trà il Rc Alfonso, e Ssorza .
Eugcnio Papa manda ambaseiatore ad Al- ÍJt.
funso,clo fa leggitimo Rcdi Napoli . Fatto d'arme trà l'esscrcito délia Reina , e î
<79. con-
TÒHolSdeW mforifï
> eoo/Wcrati contra Brazzo. é}7*. Fe^cncopouòiniAlerftígnn icorpi 4e SàV
Farto d'Arme tri Alfonso ( e i Genonefi . i ti Gcruasio, & Procafio , Nabor ,& Fe.
ÍSÌ. ' ■ '' I Itcc. .tic' ::■ i-is* r. c . ji ».. . ibid.
futo d'arme tra il Duc» ai Milano > & Vc Federico , & Béatrice Coroaaci. ibid,
' neciani. • Federico ritorna in Italia . .)... : o.-.l&f.
Facto d'arme col Piccin i no , c Ga tamelata J Federico ri torna in Italia. < ■ 107
66}. '.'i-'l FedericO'piglía Anccoa. ibid.
Farto d'arme tri lo Ssorza , & Vcnctiani , ' Federico cor«na Béatrice dell'Imperio. il m
7x6. Federico fi parte deli'ícalia, ii|
htto d'arme trà Alfonso > & Robcrto . Federico animosamente và à combatterc .
I/V • - UT.
Farto d'arm,C crudde tra Tedcschi, Si F» n- Federico la qiiinra volta in Italia. 11S
• ^g.' : .i.: j -te'. . ,t Federico suggl da Mi lanesi . ' í' • ibiJ.
Fattod'atme tri VenètiahiV8c Francefi al Federico sece la pace trà Gcnouesi , & Pise.
Tarp: ' , ' _ •n:ï'1'1 • p}f ni / ••• J-'» l!J 11S
Feddissirriá'ârnoreiirileïza di SesoalcrbTiy Federico rinonqa rimperio i Cuo figlíuo*
Federico Irnperatore csandi i Lpdcgfáili ci(
\ cá ílribaoereilmcrcaro. • ' . Federico èonduiîe Aícssándro d Rom*, Se
Federico rifiutò i denari de i Milancsi . 7 J dépose Innocedtio . >>■ ■»•'• 118
Federicoiriiombardia, 7» Federico sc annegò nel fiume Sales. 158
Federico vittortolï de greci . Federico fcpolto in Tiro . ibid.'
FedericoaflkliarO dà Spaletinì Féderiíòifi gl itiolo d' £n r ico cletto R c d ' A «
Federico pigli» , e.distrugçç Spoleto flémagna. •
ibid. . "w\ Fedcr i co Rogerio coromto «<: di Sicilia. 1 48:
Federico torní ln lombardia » col Ri di Federico Rogerio eletro Irnperatore col fa-
Boemia. 78 uor d'Indoeeíniio . l
Federico rouira moite terre del Brefciaoo . Federico Iaipcnuore entra in Ctomona « «
'19-'
Federico piglîa Tre10 . ibid»; Federico corenato Irnperatore in Borna.' -
Federico afledía Milaneiív " ' 1 • 80 • ibid; !; ; ••'■'j '- • '»
Federico fà abbassareleTorti.se ifoflì di Federico non puote hauerc 1a Corona di fer-
Piaccnza . '' 8t ' ro in Milano .
Federico st gsudickrerjuai siano le ragioni Federico corona 10 in Roma _ Irnperatore .
Impériale in Zoœbardia. 81 ibid. '-'•■< ' »
Federico da il guasto intorno Milano . 8 1 Federico non puote hauere la Corona d i ser-
Fedct ico và contra M tUneíì . 8j roin Milano. 17J'
Federico rompe Milanesi . ibid, Federico ragun* l'essereito contra la Chie.
Federico Impcrâtorevienc ïn agîutoà Lo- (à.&fùscommunicato. ibid.
degiani , e Cremoneii , 9 j Federico secondo fa lega col Papa. 178'
Federico abbandonando il fatto d'arme fugL Federico secondo infermandofi non poiè
glinfiardelo, • • ibid. andare all'impresedt Terra Santa. 178^
Federico d» il guasto i M ilanesi •• 9J Federico pigliò la Corona dd Regno di
Federico combattendo fii'l ponte di Mila <îierusatem. i8j'
no fúferito.&glifiì mono íottoil C»« Federico torna (n Italia. 18). 18+
uallo. : 97 Federico aííolto dalla seommunica . lis
Federico seee ragliare le maoi à dncento Federico {a morire Enrico suo sigliuolo ,
huomini cjuaiido prese Rocca Cornaria. 191
Î7. Federico assedia Breseia. X 94
Federico fú* il primo che rouinasse Milano. Federico contra Milancft. 19s
loi. Federico costitul trè legati . too
Federico portô datte rouinc di Milano i cor* Federico Jcogeri© per quattro cagtoni fií
pîde'uçÀfagt, 101 depostodtli'lmpcno. - to}-
e F«-
TàioUdéW Historié
"Federico SecondoalTcdia il Papa m Sutii « Filioeno Ducadi Sanoia motl intìone. 8.jt
toi. Figliuoli di Bernabò Vi scoute . roy
Federico terzo Imperatore rauore. 910 FilippoRé di Francia , & Enrico Rè d'In.
Federico g iura d i rouina r Milano. 104 ghilterra si pacisicano insicme pet soc cor.
Federico deposto assedia Parma. z° 7 rere tetra Santa . 1j9
Federico deposto -fû afFocaco nel letto da Filippo lampogoano Arciuescouo di Aít-
Aíanfredosiio figliuolo baûardo. *l» lano. . ; -vif
Federico PoDZonc Podestà in Aíilano. ail Filippo eletto Imperatore mai non hebbe la
Federico terzo Imperatore renne à Vine* Corona . . ibid.
gia. 816 Filippo a sincllo Podestà di Milano . 1 il
Federico Gonzaga Aïarchcse di Aíantoua Filippo Visdomo, e Ricardo Fontana Pode
. muore .... n 867 stà di Milano . , > 11 +
Federico , e'1 Segretario imprigionati da* Filippo Turtiano Podestà di Milano . %\; •
Salemitani. 810 Filippo Tu m an o eletto SignordiComo.jbv
Federico Aragonese fû creato Rc di .Napo Filippo Rè di francia entra in Milano. 1 r i
li. 5Í4 Filippo Rc di Francia al Concilio in Lione.
FcJice vittoria de i Milanesi . 1 18 »6).
Ferdinaudo manda Oratorial Daca à doler Filippo Rè di Francia ammazzato da vn
si délia m orte del Padre ■ 8)9 Cinghiale. , )5S
Federico Rè di Spagna piglia il Regnodi Filippo Rè di francia piglia per moglie vna
. Granita. 86) sotella di Carlo Rè de Grcci. . ijo
Ferdinando máda Oratori à Xodouico Sfor Filippo Rè di Francia s'insignorisse délia
za . 184 Fiandra . 405
Ferd : nando manda i suoi Jegati al Pon tefi- Filippo creato Duca di Milano» si marita
ce. 909 con la moglie del Conte Facino Cane. ib.
Ferdinando Rè di Napoli muore . 918 Fili ppo d'Or ia prese Negroponte • c Cfato >
Ferdinando ttmendoli di perdere il Regno ch'era de Venetiani . 444
si ri tira nell" Isola di Prochica.- 1)8 Filippo Matia tetzo Duca di Milano . j j j
Ferdinando figliuolo d' Alfonso perdè la Filippo d' Atcelle lasciò appiccarc il sratcllo,
speranza di poterfi diseoder dal Rc di & il figliuolo per non render c il Castcllo»
Francîa. 418 618.
Ferdinando Rè di Napoli conduíTc l'esser- Filippo Matia Duca entra in Milano. 60 j
cito Franccse ad estrema famé . 1)8 Filippo Duca di Milano si pacifica col Rè
Ferdinando figliuolo d'AIsonso Rè di Na Alfonso. 641
poli amato da i popoli. ibid. Filippo Duca adotta pet figliuolo France sco
Ferdinando dimanda aiato al Rè di Spagna. Sforza* e gli da pet moglie Bianca Ma
il qualegli mandò Coosaluo Capirano ria sua rnica figïiuola . <4r
co n b noua gente • 9 fO Filippo Duca di Milano muoue guetta a
Ferdinando Rè di Napoli rotto da Francesi, Venetiani. 660
à faticaíì saluò . ibid. Filippo Ducadi Milano , 8c Eugenio Pon.
Ferdinando fièaintatoda suoi fautori.cn- tenec sauoriscono al Rè Alfonso contra
rròin .Milano. 951 Sforza . 67Í
Ferdinando Rèchiamato da i Napoli tan i . Filippo Duca di Milano fauorífce l'amba-
MI. scierie. €81
FerdinandoRè si détermina di Iasciare l'im- Filippo Duca di Milano ricorre pei aìuto al
presa di Napoli . 951 Conte Francesco Sforza . 699
Ferdinando ticuperato il Regno di Napoli Filippo Duca di Mil. natta contia il Sforza
moi i di maldi fluíTo. 9}) suogeneto. 696
Fcsta de i Milanesinclla Tcnuta délia Regi- Filippo Duca lisse , che mortolui vorrebbe
nadiSicilia. > , iji cherotrinaiTeognicosa. 704
Ferdulfo veciso dalle genti fchiaue . ) 7 Filippo libéra il Rè Alfonso , &.- al tr i ptigio»
Fcuaresi leuatesi contra il Marchcsc . ; 07 «i* ÓJ4
TMoUdcWjfifloriA*
Fïlìrro Argcn;nno scritiorc dell* biiìoría Za . 6 f4
Francele . tu da Catlo Rè mandata à Vi- Franccseo da Carrara «'insignorisse di Fer-
argia. < 9tj raia, c di Modcna . 5-4^
Fiorenza si dà à Franccseo Sforza . 74 1 Franccseo da Carrara s'msìgnorislc di V: -
Fiorenza dal Dnca di MìIjqo stceccamcnte rona . s 81.
assediata. $&o Fiancescoda Carrara con due figliuoli pic-
Fiorenza le u a ta à seditìoni . 90 8 cioli vi à Vincgia. jt%
Fiorentini scommunícaci.con maggior'ani- Franccseo Can ara ripiglia il Castel di Pa
mo guerrcggiano contra il Pôtcnce 491 tina . r*7
Fiorentini leuarono le bandictc del Rè di .Franceseo da Carrara disperato chiamaua il
Francia. : .r. jXJ Diauolo. |8t
Fiorentini in vano ricorrono per aiuto al Franccseo da Carrara fatto morire in- prigio
Rèdi Francia. ibid. ne, con due figliuoli,e mancò la famiglia
Fiorentini b ebbeto Pi sa à patti , c la chia- Carraresc j8|
tnauano il Monte délia paura . J 80 Franceseo Carrarcse concède Padoa à Gio-
Fiorennni guerteggiano contra Pifani ibid. uan Galcazzo. jt?
Florentins assegnano prouigionc à, Sforza . Ftanccsco Filclfo oratore,. ÍC poeta egregio.
589». t : 8oo.
Fiorentini solleuano asTn Prencipi d'italia Franccseo Filclfo oraroremuore. 8jo
contra Filippo Ducadi Milano . 640 Franceseo Seraficoqnando fù presa Dainia-
Fiorentini dimaodano soccoiso à Ycnetiani*. ra , si trouò in quei luoghi . 161
7ÌT- - Franceseo Marchefedi Ferrara fù amm.iz-
Fiorentini rinooano la guetta con Venetia- zatodacerti coogiurati . jji
ru. (61 Franceseo Marchefedi Mantoua fatto genc
Fiorcntiola si da à ïtanccsco ' foiza. 76 j r'al Capitani de Veneciani . 879
Fiorentini appresenrano le ch i aue ,délia lor franceseo Gonzaga lì confedera molti Pi S.
Cirtà à Galcazzo Ducadi Milano. 818 : cipi contra il Vifconte. . n?
Fiorennni auicinandosi il Rè Carlo m ur no Ftanccsco Gonzaga fcudataiio del Ducadi
pcusicro. ' 1 • »' ' ."' 9\T Misant*. , • 14»
Fiorentini cacciati da i Pilant con Par me Franceseo Gonzaga piglia per moglic Isa-
délia loc Città > 960 bellafiglinoIadelPEstcnse. 88»
Fsoiisio litornain Vngrieria. 18 Franceseo Gonzaga eletto da Veuetiani Ca»
Folco Sacerdote con lafiia predieationc > & pitano dell'ciTcrcirolpro. 941,
m iracoli , induise mol ti à pigtiare la Cto- Franccseo Gonzaga (i portò al Taro più da
ce per soccorso di Tetra Santa . 147 egttgio soldato , che da prudente Intpe-
Forma dclía Chicsa del Sepolcro. 114. rarore-. 947
Forma délia lega nomau secictas lombar- Franceseo Petrarca morîin Arqua. 487
Aìx. ;I7> Franccseo Picdnino mciuto prigìone à
Forma délia seornm unica contta M atteo Vi- Ciarpellone. 6 88
seonte . Franceseo Piccinino conoseiuto perfido ver
Forrebtaccio fi décapitai Francoccio 6 f 1 so lo Sforza . 717
Ipitebiaccio prrsecmor délia Chic-fa fù da Ftanccsco Sforza manda aiuto al Rc di Ft an
vn lòtdato Sforzesco antmazzatto . ibid. eta . 81 f
Fortnnadi Lamisio. Ie Franchino Ruscono s'iusignor isse di Como,
Fotrunata supa, misera ptigionia, & hono- 74-
rataliberationedi Grimoaldo. 11 Fr.mcesco Sforza diuiene-gt.uo al Duca di
Tugnano Seal igerc bastardo se i n signori sec Milano . • • , - . 6l&
di Verona. 447 Franceseo Sforza accettato per Capitan»
Ftagtiano prefo fù fatto tmpiccaie da Cane dell'csTercito in luogo di padre . 6j r
su: fr: f Ho . 448 Franceseo Sforza chiamato da Papa Marti-
Franceseo Barbarigo, e Paolo Ttono pro- no figliuolo delli Chiesa . 6j8
oeditoti nel Campo con Franccseo isor- Franccseo Sforza vá al foldo del Dtica di
c k Mi-
'Milano. 640 Francisco Ssorza non osserua la pace satr*
Francesco Ssorzi aceufato di tradimento al dà liioi oratori con Venetiani . 177$
Duca di Milano . 644 Trsncesco Ssorza rompe Giacobo Picciniao.
Fíaoceíco Ssorza spoík Biáca Aíaria figliuo-
i ladcl Dncadi fl/ilano. 647 ' Francesco
777' Ssorza
' i- riuchto
q uauto fosse : dalfa
Francesco Ssorza trémie in sofpetto di tradi- inilitia Italiana . 779
í'5 inciito . ibid. Francesco Ssorza. chiamatoda Afilanesi à pi
Fr.mecfco Sïbtízî sittó: Consaloniero délia glúrc la Signoria . - .1 787
<■ - Chiesa. . -548 Frauccsco Ssorza creato solenemente Dnca
Francisco Ssorza. voleua vincere con arnvc inMiluio. :i 1 "1 ; . ?8'9
' non con tradimento. 6j6 Francesco Ssorza acecttato per Ducain Mi-
Frartcesco Sfbrfca non volsc "prendere il Pâ- lano. ".-»m . • 78*
41 |>a , bcnche fosse suo ncmico. 657 Francesco Sfoiza di Côte diuenne Duca ib.
Francesco Ssorza rompe l'cssercito Duchcs- Francesco Ssotza fa lega col Rc di Francia .
- co. 667 809.
iFrancr-sco Ssorza asscdia Lucea . 6$ S Francesco Ssorza muoue guerraà Verretit-
■ Francesco Sfdiza accorda Fiorcntinî col LÁi «i . . 79*
a. 6(8 Francesco Ssorza quarto Duca di Milano
Tráneefco Ssorza fà Icga con Venetiani ,£ mot! da morte subitana. : ' ■ ' 813
"' Fiorentmi . ■ 6st Francesco Ssorza si descriuc in tbtre le sue
Francesco Ssotza giange in fauor de Vcne- • qualità. - 1 i....'. • ■ 814
tiárrf. • - 66Í Francesco Sanseuerino fù cagione di coro.
Fràncesco Ssorza ricupera Verona da i D11- nare Lodouico Ssorza . 982
chrscbi. 666 Francesco Tarriano PrícipedcllaPlebe.i49
francesco Ssorza fedele à Venetíanf. 6 fi 9 Francesco Valore ammázzato à suror di po.
Francesco Ssorza cletto dal Daca Filippé polo. 966
per arbiirodellapace . " 671 Frati mandati dal Pontefice à conuertiret
francesco Ssorza accetta il partlto del Dtrcà Tartari . io<
' Filippo . Ibid. Frati Predicatori cacciati di Parraa con mol
Francesco Ssorza si purga à Venetiani dell*» taloro vecisione i 178
' imputJto rradimenro . 67J Fra Pietroda Verona ammázzato da gli he
Francesco Ssorza ricupera leforze con I'aift retici . z 18
• 10 de Venctiani, & de Fiorcntinî. 6SJ Fraternità di S. Giacobo. 1 - 1S6
Francisco Ssorza contra Alfonso . fi8< Francesi nel primo empito sono piú che
Francesro Ssorza amaro da saoi nemíci.688 huomini. 709
Francesco Ssorza piglia Pergola Castcllo . Francesi rotti da gli Ssorzeschi • 804
691. francesi sconfltri da Tcdeichi . 878
francesco Ssorza crearo Conte dí Pauîa.708 francesi diuidonotràloro il Rcgno Napo-
Tráncesco Ssorza asscdia Piacenza . 711 litano > ceme segià l'hauessero acetuista-
Francisco Ssorza ordina di dare la batragliâ to . 894
à Piacenza . 7j6 francesi in Napolifinnei monasteri viola-
Francesco Ssorza disende le dónne dalla vio- rono le vergini. 939
lenz t délit lue genti. 718 francesi in Teía assediati patiscono di vetto-
Franccíro Ssorza rompe il Campo Vcn. 7 5 f naglia. ; 9Sì
FrancescoSforzamaniscst0.il suo essercico francesi peramordclloro Rè gridanano ò
la paCc fat ta di loi con Venetiani . 7J 8 i viuii òmorti . 945
Francesro Ssorza »à contra Milanefî. 7J9 freddoestremo. . - 189
Francesco Ssorza piglia Parma á parti, ys * freddograndissimoin tombardia. «70
Trancesco Ssorza lodato da Marcello Com- fregosi assaltanoGenoa. £40
nvssario Venefiano . 759 frutto del pentiraento. 101
Francesco Ssorza riiponde à gli Ambascia- suga di Perterit . %ê
tori Venetiani . k »... 77» fwga rniserabilc di Lodouico Sfojta. 9*7
func.
TauoîaddP Historia.
Funeraíedi Gicraan Galcazzodurò qu -.toi GaJciizzoStbiza h ligacOîí Vcuea iiii. --
dccihore ; yaS 818. • , .. . ì
Fuacochearsc più di mczala valiscll.i à Lo Galeazzo Sforza Iauda se'.inedeíiino . 8;o
di i & due Te m pi . 99 Galeazzo Sforza ferito dà congiurati. S j 1
furoredei MilaiWi pet mantenerel'vfficio Gakazzo Sforza da i congiurati ammazza-
di S. Ambrogx» . : 676 to 43 1
. - c - ■* Galeazzo Maria Sforza Duca di Mibuo íù
Gabriel Coodolmc-ro etcato Pontesice> & di peslìmcqualità. .- 837
nomiuato Eugcnio quarto . 64s Galeazzo Maria Sforza criidcle coutia m
Cabriei Maria Vende Pisa à Fiorcmini. j 80 Sacerdoce. ..... ibid-
Gabriel Maria fraccllo dcl Duca è creato go Galeazzo Sfotza fù vn' altro Ncrone. ib.
uemaiordel ftatodi Milano. 587 Galea; 7.0 Sforza auido di accumulai teíbro.
Gabriel Maria Viliontc decapítato in Ge- ibid.
noua . f 9$ Galeazzo Sforza splendidiflìmo . [ibid.
Cabnno Rettoredi Romacacciato da i no- Galeazzo Sforza si delcrtaua mo.'to d'vcccî-
bili fuggi dal Rè Lodouico . 43S lire ,Sí di Caccie . ibid.
Cabrino^Fondulodêcapitaro in Miláno. «39 Galeazzo Sforza molco diletauaC n cl pinge-
Galeazzo Viseonte perche bebbe questo no rc. ibid.
me. »7i Galeazzo Sforza dandosi a'i vitij > amaua
Galeazzo Visconre abbandona Milano. 317 titttauia i virtuoíì . ■ ibid.
<<jaleazzo V iscortte cootra la volontà di sno Galeazzo Sforza lctterato,& élégante net
padre mtiouc stditicme . 339 nel suo patlare . 838
Galeazzo Viseonte piglia Cremona . 3 79 Galeazzo Sforza flì veciso da 3 3 . ann i . 1
Galeazio Vìscoruc chiedepcrdoao à Mac ibid.
tco íuo padre . 383 Galeazzo San se icrino creato Capitarto del
Galeazzo Viseonte caeci'arodi Milano. 3 8 j Dncadi Milano. 87g
Galeazzo Vjsconte introábuo in Milano . Galeazzo Maria Sforza muore . 91s
ì%i. ■ ' • GaleottoPrcncipediFaenza da vn suo fa.
Galeazzo Viseonte fà fvtggir Raimondo tnigliare veciso . S7S
Cttdom , perche gli ottenga pace dal Garda non si diede à Fedetico .
Pontefice. 393 G.itda si rende aU'/mperatore . ibid.
Gaiearzo, Giouanni > Luchino, k Azzo Vi- Garimberto à rradimento dà Dcrno Castel»
scontepresi dal Bauaro Imperarore.401 loàMiJantsi. 6e
Galeazzo con due fratelli , & zzo fij> liuo* Gasparo cognominato Fracaffo vn nuouo
• Jo inipngionati nelle prigiorii da eíso Ga Achille. 8rz
leazzo sabricate . ibid. Gatarnelaca portatoà Padoa vi raorì . 66 f
Caleazzo Viseonte co'i íurclli,& il figliuo- Gaza Cirtà.
fo libérait diprigioue. 4O5 Ganasio SalimbencPodestà di Milano.
Galeazzo Viseonte mnorc . ibid. joí.
Galeazzo Viseonte maciti sua figliuola Vio Gcnoua aslediata dal Duca di Milano. Í31
knie à iionetto figliuolo del Rè d'Inghil Gerroua si dì à Cailo Rè di Francia. 799
terra. 4*8 GcnoueG çìurano fedeltà all'Imperaiote.
Galea Z7. o Vi seonte m ori iri Pauia 49j 103.
Ca/eazzo Visconie ferito da Betro'îno de* Geoou/_si, & Venetiani fi compromettono
Sisti. 47« iv Mattco Visconre. 310
Galeazzo Conte di virtù sconfitto dall' Au. GMioucsiassediaci permare , & per terra •
cut . 483 369.
Galeazzo S ignor di Mantoua fù veciso con Genouesi combartendonal maredi'Spagna
«nparsarore- j8ï con Venetiani furono rorri 444
Gareazzo Sforza creato Conte di Pauia.789 Genouefiportaronoda Parenzo à Gcnoua
Galeazzo Sforza nccuuto à modo di Duca il côrpo d; S. Marcino . 449
in Milano. ?I4 Genouesi rotti da Venetiani . 4?3
Ce-
TaucUde Istíifiori*.
Êrncntsi si ribcltànodl Viscortiv 4J> Gi cobo de Puzt publicamenre stran^ola^
Genourfi pieí'c CL i< £gia p; r forz i . . 49S jto in fiorcuza dicj. l'mima aldiauolo.-
Gcnouesi atTtdiaii'inChK ggu . 499 ■ 9*1 & § f, • :
Gcnouesi assediau niChioggia si tendor.o à Gian Maria í'ccondo Duca di Aiilano íposa
Venetiani , ib.d. Antonude'A/alateih . J9X
Genotitlì pigliano pci S'ignore il Duca di Ghibcllini scommunicati. {19
Milano. ; • éjr Giberio da Coreggio dona ad Enrico la co-
Genoucsi conginranoeontr* Filippo Duca ronadt F.dcnco Imperatorc. ~ 'J4.I
di Milano ,c si riduooiio in Iibcrtà 6s4 Gibccuna heresi . .1 .• ft
Gcnouesi si sforzano à' cacciai'i France-si dt GwglìcLua heretica sepoha per Santa . j u
G canna . 80 j ficcardo R ingone Podcstà-di Aíilano. aiy
G; noucsi non vogliono soctopoisi à' B.uba- Gicrusalcm presa. 161
rolsa . 7j, Giorgio dal Carrerco sauiamente pigiia
GciKtua prcfa< da Francesco Sfoi za 1 81 o Francesco Salinibcne . j 78
Gcnoiitd si ribeilanoal Visconte . 840 Giorgio Bcnzono Tirunnodi Crelnau 189
Gcnouesi sconfim da Nicolò Orsino il gior Giorgio da Lampognauo fa vn'orarione à i
no di Pasqua . 8 7 j- Afilauesi , contra FunceCcoSforza • 74}
Gcnouesi si sottornertono à LodouicoSsor- Giorgio Piato.Giureconfulto cclebcrrimo
za. 87* parla contra il Duca Francesco. 790
Gcnouesi m andano Ambasciatori à Milano, Gioscro historie»'. > 116
per conícrmaie i loiecapitoli col Duca . Gioltra solcnne in Vincgia. 879
ibid. Gioachitr Abbace famoso in pronosticarc .
Gcnoua per natura inchinata aile scdiiioni . ï4f-
9it. Giouanna giuuinena conforta Rè Carlo ,
Gcrardo da Scssio fegato Apofiolico in Ita- che stauaper perdere il Rcgoo. 6)9
li-i . :|Sr Giouanna dongclla si adoperaua virilmenec
Géra rdo da Scssio croates Arciuescouo di Mi contra gl'inglcsi . ibid.
, lano. visse rrenta giorni in tal dignità.ib. Giouanna dongella presa da gl'inglcsi. ibid.
Gerardo Aplano dà Pisaal Duca di A/iJano .. Ciouantiaabbiucciata per maga d-. gl'lnglo
5fo. si, ma ralsameme. ibid.
Giacobo Aialcoreggia Podcstàin Milano . Giouan X. tnsebio» m
Ciouanni d'ibclín Signor di Baruto cletto
Giacobo Roflo Podcflà in Aíiíano. 11 r tutoie al fànciullodel Rè Almcrieo. l$t
Giacobo Caualcabò fauo Sjgnordi Crnno. Gioiidiim Corne di Berne íc facto Signor di
na . jj8 Terra Santa. lya.
Giacobo BulTblario dcll'ordine de i predica» Gicuanni Be;ncse và a Tito pei incoronaisi.
tori .goticmaua Pauiacomc Tu.uino. Wr- \ ....
Ciouanni Pèdi Gîerusalémmç cede il Rc-
Giacobo dal Vermo cob poco Honore si ri- gno à Federico Inipetatoie 17^
tira. fiS: G onanni Auogardo Podefìàdi A/ilano.if 1
Giacobo Apîaoeo vecide Pierro Gambacor Gionauni xt. cletto l'ontesice. jj 8
tà , c si fàSignor di Pisa. yjj Giotiantn ix. Pontefice cauonizò S. Toroa-
Giacobo dal Vtrmo senteniia Francesco da sod'Aquino. ibid;
Carraraalli morte . j8& Gi> uatini Rèdi Bocmia viene in Ion bar-
Giacobo dal Verrao si condusse al solda de dia . , 41 t
Venetiani , e morlgucrrcggiando conrra Ciouanni Screr.o sirritror dicjuei rem pi 4 x f.
iTurchi jjvi Giouan m Viícome Piencipedi Gcuoiia ru
Giacobo Picciuino và contra il Pontefiee. sua vita. 446
798. Gionanni Vilconte Arciuescouo dr Aíilancv
Ciacobo Piccitìinoamrnazïaro- dal Rè Fer» muore.
dioandô ad islantia di flanccsco Ssoiza. Giouanni dall" Agnçlso Duca di sise, e di
f11. 476
Gio-
¥*H4*dtW Historia.
Giomnni Aocut tagliezza moite Republi' deliilìmo, si dcletraua di far stxacciare gtí
ched'ítalia. 488 huomini dacani . 59 f
Giouanni Boccaccio muore. 489 Giouanni Vignatonellaicabbia dou'era pri
Gioiuoni Reina si rende a Carlo. , joi gione s'vccife . 6ia
Giouanna Reitu di Puglia moi) prigione . Giouanni astretto à rinóci ire il Papato. 614
501. Gioumni Carocciolo m qu.il modo conlè-
Giouan Galeazzo fingcndo diuotioncpiglia gui lagraria dalla Reina Giouanna. 61 f
Bernabò. e due suoi figlmoli . f c 6 tGìouanna Reina di Napoli morendo. Jaíciò
Giouan Galeazzo marita Valentia sua figli- herede il fratdlodi iuigi. 6f$
oola à Lodoaico íratcllo di Carlo .R à di -Giouanni Andiea lampugnano «no de i
Ftancia. fit congiucatiamroazzato. 8}*
Gjoaan Gileazzo sìguerra à Veronesi . j 1 6 Gio. Galeazzo Ssorzagridico Duca di Aíila.
Giouan Galeazzo entra i n Verona. f 17 no- ., .( . i 83*
G.ouan Galeazzo diede principio ál Domo Giouanni Borromeo Contée laadato perle
di Alilano. ibid. suevirtii. 818
Gioie di V-ilenzaconscgnate à mol ce donne. Gio. Galeazzo Ssotza coronato Duca dá
Milano . 84»
Giouan Galeazzo manda l'essercito contra 'Giouanni Simonctta scrittore dell* Historia
Piorcntini . ' j1j Sforcesca. 8» a
Giouanni Acuto Capitano délia lega contra Gio. Galeazzo Duca di Milano creaco da
ilViscoote. jt> Genouefiper loro Du ce . S77
Giouan Galeazzo manda l'esscrcito] contra Giouanni Piccinino, e Gileazzo Corrcggia
Fiorentint . 1)1 ammazzati nella 2uffa . 948
Giouan Galeazzo coronato Duca di Mila. 'Giouanna d' Altauilla priftò al Rc Fer Ji-
no. 5J7 nandola giumenta con la quale si saluò
Giouan Galeazzo accettato da VincesJao 9f8.
Imperatore per figliuolo dcll'i mpetk) . Giouanna seconda succède à Ladislao | nel
JJ« Regnodi Napoli- Í07
Giouan Caleazzo piglia l'Insegne Ducali . Giouanna Retna si marita à Giacobo délia
Si» Aíarca„ <J>
Giouan Gáleazz o-creato Conte di Pauia da Giiatdo Brusato poterne Capo délia parte
Vinceslao Imperatore . J4t guelfa decaprtaco . 464
Giouan Gileazzo istitunoda Vhreeslao con. Girolamo Sauonaiola di singolar dottrina
ted'Angletia. 54) prédisse moite cose. che riuscirono 6
Giouan Galeazzo priuílegiato dal Pontefice G iiol.imo Sauonarola fù t* Au tore ddlo st a»
di poter iftituit Città . ibid. to popolate in Tioreoza . ibid,
Giooao Galeazzo manda J'cíleiciio contra Girolam o Sauonarola per auttoritù del Po»
Mantoua. ibid. te'fice fùabbruociato. ibid.
Gio. BalbianoCapitano di Terrtura. 444 Girolamo Ptenciped'Imola, * Fotfl vecise
Gío. Galeazzo tcuta d'nauer Pisa àcambio da congrurati . $7»
d'altre Città. J47 Giubileopublic.uo. 4)9
Gio. Balbiano, esuofratello decapitati in G i ubilco posto à Roma da Bonisacio Papa.
Bologna. 5Ji
C10. Benáuog'io si fà Signor di Bologna. Giudei ,& heretíci banditi . 1 71
Giudea copiosa di mêle , latte » sormento ,
Gio. Galeazzo primo Duca di Milans muo vino, Scoglio. **♦
re • Jél Giudei ebiedon© da1 miouo Pontefice , che
Gio. Saardo Signor di Scrgamo . 587 gli consciniala Ipr'Iegge. 88*
Giouan Maria Duca di Aíilano iàguerra il Giudicioseuero dcl Ducadi Aíilano $ 9s
Pontefice. j7i GiuHo Ccsare fi rfferissealla Reina Gionao-
Gio. Vignato Tiranno di lodi . 585» nadi vccideie il Rê Giacobo suo niarito»
Giouan Aima sccouJo Duca di Aíilano au- & Icifingeodou'tflii íoniaua anauÔ La
coi*
dofu ai mant© , êc fecén^o l'accoido csato Cneln in Bergamo eo i fratl heremìtani fart
Ciulio rçstò prigionc , & per commiilìo no vn trartato 1 & saccheggiarono .le ca.
ncdet Rèfiìdecapitato . " íii se de loro aemici c'baueaúoammazzadi
Giuliano de .Mediçi veciso. S4* J7Í- 1
Gioramento del Podestà . ' 1 «7Guclfì segnati di Croce bianea.
Ginramentodel Capionodi .Milano. 19Ì Guerra cra il Maestro de Tcmplarij , cl Si.
GiuramentodelPodcfià. ' 17Í gnofdiTiro. 17 j
Giuftogiudieio courra ivestarini. Goerra trà il Marchese di Monférrato , 8c
40 s
Cuerrade Mìlanefi. 19 Astegiani. tyf
GlioratorideU'Irpperatore eatranoin Mi Guelso Filodo Fodestádi Milano . j to
lano. Guerra gridata contra Maneo Visconte ,e
s 87
Cli ostaggi , e i prfgioni Milancfi,& Cre- rsooi, ■' L i . ■ Ì77
' maschi futono posti ananci di vpa machi Guerra traGenoucsi , Jc Venetúnî eomìn-
as. perche sosscro eîata per l'Isola di Tènedo . 1 49J1?
de nàcru
quella
tra le machine ici . rfa ripato
v'-'cofH
Jjr
Guerra trà lo Scaligcrp . & il Cattarese. J 10
Gocio da Gambara Peíestà di Milano, \AÌ Guerra trà i Mafaresta di VrbrBo . - ft+>
Goldeo quinto Rè • 16 Guerra trà H Rc d'Vnghciia , c i Turent.
Gloria di Mattéo Visconte. jéi f41.
Gouernatori costituiti in Lombardia da Fe gttclfi cacciati di genoua da'gibellini . î*9
derico . J 104 guerra rià giielfí , & ghibeWni .
Gran cens» sionc v.ì i Potentat! d'ïtalia . . guerra cominciata trà Alfouso Ri di Napp.
K , & lodouico Ssorza i'-'1 ' • • ' sl • fri*}
Gran crudeltìdi Forlirppopoli & gran ro- guidovltimoRcdigiçrusalcní . ijr
uina di eísi . 5 t guiJonePodeftàdi JWilano . "tif
Grande . te rara mortalità de Cot ri . 9 guido di Reggio Podcrtàdi .V/ilano. jti
Gran fatto d'arme di Autari concra Fran» guido Turriano muorc in Cremona . | f r
cesi • a o guido da Corrcggio traditodel Duca dt .Mi
Gran fatto d'arme di Cacano , & morte di lano. " f 46
Gisulfo. ai guido solo rimasc viuo délia famiglia de
Gran mertalirà d i Francesi . 19 Chiaueli. 6ij
Grandine groflìssirna caduta siVl Crémone» gngliemio Aíarckcsc di Afonserrato roiiítií
se con l'imagine délia Croce. 19I parte
tàv délie mura,e dcllo■ torri di Asti Cit. 7i
Grandlìie d'insolita grossezza sû quel di
Bergamo. 194 gulielnio di £ando Podestà di milano . I s4
Cran quantitidiCauallette în Lombardia . gulielmo Ruzelio Arciuescouo di milano .
466 18S.
Grauezzeche metteano i mìuistrí Impera- guljclmo marebesedi monferato • I ;s
toti in Lombardia. ic-<; gulielmo da Scipione Podestàdi milano.
Grecì t e Tartari ál Concilio in fione . 161
Gregorio qtiinro fecc la lege del coronar gl* gulielmino prêter di milano. tSS
' Imperatoti A lcm an i . 4g gulklmo di Verceili Podestà di milano. 1 6 1
Cregorloottauo Papa. Ij7 gulielmo Bfiiíonetrcrisponde àgli Oratov'
Gregorio X. Pontefice. 157 ri di mastìrailiano à Carlo Rè di Francia.
Gregoiio Pontefice ordina vn Concilio. 1 61 897. H
Crcgorio Pontcficein Milaro . tés Welia Rè di Giernsalcm . ij j
Gregorio I'apadetta la Mcffa r.iorï. jgj Henrico Imperatore torna in Italia. I4|*
Gregorio XI. creato Pontefice . 47S Henricocoronatodi Sicilia. 141
Grillo Capitanodi Francia giunge à Tolo- Henrico contra la Cfciefa . ibid.
maiia . 2,-,i Henrico succède nelRcgnodigieroià!í.»o«
Grimaldi cJCciati di Gemma. }6 « Heresiadisonesta. |lx
Guaginartiscono Podcílà In Mîfatto. jyj Hereticibauditi. t}f
Guarici.si si liberano dallos Signorc. f04 Hetrurta . 4
Ho-
Tauoladelï Historia.
Hontstistratagema dtllc figliuolc di Ro- II Duca di milano accarezza Alfoníô pri-
iniidau gione. f. í +
^^Jìaaitiìci deltenro ordine sasti esicnti dal- II Dacasilippodiuuouochiama lò Sfoiza
Jecommuni grauczzc . joj insuoaiuto. 70%
1 1 Duca di milano rotto dal Cremagnuola.
Ibietto Flisco men.ico prigionc à mil. 841 Í44.
Ibietto Flisco rocto da Costâcio Sfotza .8 r 1 II falso Ponresice morto in prfgione . j 3 r
Wdiosauori à Bxesciani, che la, Città non II gouernodi milano inmano dclla plèbe t
fupresa. 4Í4 749.
Ifigliuoli d'Albericoammazzati . ij t IllegatodelI'ArriueicoHOi el môme íècco
Isiglmolidi Ezzclino ammazzati crudel» impiccati per la gola in fiorenza . 841
mente présente suo frarello . ibid. II Afarchese di Axooferrato giura frdelta à
II Bastatdo da Borbono, el Prencipe di mi* wi r .
Axilancíì 187
lano prigioni di Franccsco goaz.iga . 948 il Marchcsedi Aíonferrato pn'gioncde gli
lì Caracciolo ingrato à Ssorza som m am en gli AleiTandríni , fi: motì prigione . 197
te l'odia . éj} II Aíarchcse di pirnasio superato da M lia
I Getadinimilanesileuatiinarme. 119 nt íì . i;-»
I Capitani, fie Pod délie parti deposti. 166 U Aíarchcse £stensc iouestito dal Papa di
II Cardinal di Sienaconseglia che si scom- Ferrara. 571.
munichiilRèdifrancia . 9 K II Marchesc di Pelcara i tradimenco am-
II Castel di milano è i\più forte che sia ia mazzaro. yri
piano nel mondo . 791 Il modo nel quai morl il Rè Lodouico. 1; r,
il Conrado di milano diuiso ta sei parti. 1 oj II modo d l'ncoronaregl'Impcratoriin Mi
U Crcmagnuola piglia Bergamo . 61 1 lano. 646
II Çiemagquola tu le Colone rosse decapi- II numero de solda ti . fie h uom ini d'arme ,
wto pet tiadirore ; 646 che dauano al Rè le terre del Règne».
II Cremagnuoia farto Capitano da Vcnecia- Gierosolimitano . itj.
nideUoroessercïto. 640 II Papa cita ia Turríno Federico seconde* .
II Cootado di milano da diuerse correrie 101. 101
moltftaro . j97 II P.ipa despose Corrado cklRegno d'Ale-
IlConred'Armenia prigione,* il suo es- magna . tor
krci to scoo si tro . jjo II Papachiedeaiuroà Francescoisorza.8oj
U Conte d'Armenja fienein Italia contra II Piccinino rotto da Francesco Ssorza .6 8 j
ilVisconte. jip II popolo Aíilancse diuiso in due parti .119
II Conte di S. Bonifacio col suo figliuolo Ill'òstettecoogelatodticmru.. ir8
preso da Cane dcllaScala. 9(7 II Pontefice raguna Pessercito contra Fede
II Conte Albrico pose nome di Attendolo rico. 18*
Ssorza. 510 U Pontefice manda l'essercito contra Ghi-
II Corpo di S. Bcnedetto , & Ja S. Scolafl ica bellini . i7f
trasferiti. 36 II Ponresice ostinato contra Aíatteo Viscon
II Corpo di 5. AgofiinocôJotto à Pauia jS te. 37*
II Corio vide i congiurati . che ítauaoo per U Pontefice víáogni studio per estinguere
tccidergaleazzo Duca. 831 lo statode Visccnti. 48)
l' Conte di S. Bonifacio fatto ptigion del II Ponte di Trezo prtso dà gli Duchcschi ,
Salingtarrra . 16; fit M. Aíoresino . S 64
lIDucad'Orliensmandatodal Rèdi fran- II Prencipe di S. Flora con» in ra-contu Oto
ciagouernatordi Renoua. jj8 Imperatore, 8c perciò sù decapitato .
II Duca d'Austria difende Padoani . 571 •JJ'
II Duca di .íorbone ad istanza de genouefi II Prencipe diPadoa natural nemico dc'Ve-
*iea in Italia . jx6 netîani . 49 f
II Coca d'Austria da suoi sconfi teo, fie mor. II Rè di Francîa giunse à Tolomaid*. k
(o. 507 eiliadi Pasqua. 143
& 4 U
Tattola dsll '\Hifloria2
'II Rè d'Àrmeniasi si tributarso al Soldano poitura da LoJouîco Ssor z a .94-1
per dapoeaggine de i Picncipi Christia- I nobili di Romacacciatidal popolo. 43 y
ni. 4») Ippoltta Sforza rhuore. 87Î
II Rèd'Vnghciia perso dásuoi Baroni. jjá .1 Prencipi Italianicongiuratî .contra il Vif-
II Rè Alfonso gitinsc à'Napdli . 6if conte. ft9
II Rè Lu'gid'Angiò giungc in Italia. ibid. Isabella figliuoladel Rè di Gierusalem fi
.11 Rcguo di Gierusaleui diuiso in Quattro marita à Federico Imperatore. 17*
Coutadi. 1*1 Isabella Impératrice partorl Coirado quar
Il Sforza promette al Duea Fili'ppo di foc- to . 1 81
cotrerlo. '701 Isabella sorellidi Carlo Rèdi Francia mari»
II Saladinolieual'assediodaTiro. i 37 tataáGiouan Galeazzo Visconte. 46a
U Saladmo fece touiuarc alquante. Toi n . Isabella moglie d i Giouan Galeazzo essem
138. pio di misera fortuna . 936
]i Soldano sconfitto da Tartari motldi slus- I soldati poco pensano alla salute dell'ani-
so 17 i ma . 6?7
II Soldano prese Castello S.ifer . .1+1 Italia tutta in tumulto . .£97
II Tempiodi S. Vitale in Rauenna . 14 Italia fioriua per virtù. e delitie. 881
11 Tcmpiodcl Signorc . .117 Italia > c tramontani Prencipi , attenti à ro»
.11 teforodi S.Giouanni Battista di Aíonza, uinare il Duca di Milano . 5 j4
chefù portatoin Auignone ,& ritornito Jn quai modo il Vignato hebbe il dominio
à Milano.- 4)1 di Lodi . 61 1
U Vefcouodi..Milano condotto prigione à L
Turrino. 8/1 Xa causa di edificire il Tempio di S. Pietro
'Impietà di Albòino . 17 in Cl mate . 40
.11 Vefïìllo de Aíilancsi preso . 91 la cagionc délia discordiatrà il Rè A'sír.
Impietà di Costante nclla Città di Roma 50 menia, & il Rè d'Antiochia . 148
In che modo i Visconii costrinsero il Papa Lauinia Città hora indiuina. 616
à dischiarare i Capitoli délia pace. 47; Ze Citta confédérale vanno áll'assedio di Lo
In che tempo fosse il glotioso Gicolaroo Ai. il!0
dotror délia Chieíà . ' 9 Za cruciatabandita contra Federico. .19;
In che tempo surgesse l'heresia Arriana. 10 Ladislao Rè di Napoli muore . .607
Ladislao Rè occupa Roma . 606
Incendio > e rouina di Padoa . 11 Ladislao assonto nel Rcame di Vngheria.
Infhienza di rogna . 1) 880.
Jlngannodi Ben Jocdar Soldano. ijo La famiglia d'F.zzdino estinta . tjt
Inglcfi ptesero la Francia da quella parte La stmiglia délia .S cala estinta . 5-17
insino à Parigi. 639 La famiglia vfttcndola per cognome Sforza.
Imperiode gli Ostrogot» nell'Itaha. 1 1 6}f.
Innocentio retzo Papa. 141 Za fìgliuola d'yígiulfojcol marito vien fatti
Innocentio eletto antipapa . 116 prigioni. l-.l
Innocentio quarto Papa . 191 la formnapareua setua di Catlo Rè di Fran
Innocentio pâdficâ Genoucsi , con Pisani . cia. 9Ì9
»47- Za gentedi Sforza inttata in Napoli sù ri-
Innocentio Pontcfice iscomtnunica , nss spinta. 618
Innocencío Poncefice morl in Perugia. 1 57 Za hercsia di Guglielma scoperta > e di An.
Innocentio sapa và in francia . 10 1 drea capo di quclla ■ ) IJ
Innocentio Pontefïce entra in Milano. 11 f Ziici non disptitino délia sede . 1 90
Innocentio quintocreato Papa. 16 f Za lega porge soccorso à Mantoa assediau .
Innocenrio settimo creato Papa. 58g , J4y-
Innocentio ottauo creato Papa . 869 Z'altafcliciti dè*rcgnipronostica lalorrosg
Jnnocentio Papamuorc . 88; gior rouina. 88}
.Iunqccnrio Cazafùinquisico.fin dalla.se- -Zam.bertinoBouareIlo Podestàdi Mil. ifi
.U-
TauoladeWj/ìftorïar.
tatnen»(íî Comaíjhi. 68 iì , ì anno rel quale il beato Agostlno vé-
LamisioRcdeglt Vnni . |j; nc alla Religione. 10
Lanstancoua Brcsçia Podestà di Milano. Lettera d'Abagaroà Christo. 1H
í7S. Zettera di Ghristo ad Abagaro. ibid.
hoftmco da Bc.gamo Podestà di Milano. . lettera di Otto Impeutote. ij%
1«4- Zettera di Federico.. 4oj
Zángníco Podestà di Milano. 17 j Zetteredi Carlo RèdiSicilia al Pontefìcc.
LaiHino capo délia, fa te ion e popolare in
Milano» 48 Zettera di Enrico Rc de Romani à Monza ..
I'- , lanosi mostra nemico as Duca di Mi
lano. J47-Zettcre di Gnalnerio Generale dí £nrico
la prima volta chesù gridata la serra Gibcl- alla Cittàdi Zombardia. 344
lina in Milano. 539 Zetteredi Roberto Rè di Sicilia à Pauesi .
ta Reina Giouanna innamoraca di Giouan ÌSO.
ni Carracciolo .. 6tj Zettera de Senesi al Re Giani. f ft,
la Reina Giouanna a stutamenre peruenne Zcttere di Galeazzo à molci Prencipi d'Ira-
all'efFcttode] suo amer; .. 61 6 lia. j 8j
Iarghczza deH'Egirto verso il mare. 1 } r. Zettera di Lodouico Irnperatoreà Milanc
larilí.i Ctrrà edificata. f9 si. i99
L'armatade ComaschifracaíTata . 6sZettera di Giouanni , & Azzo Visconte à
L'armata impériale fù totta , & Otto rima» Milancsi . 40s
se prigionev 11S Lettera di ventiquattro Gòuernatori al C ó-
L'armata del Ducadi Milano all'aflcdio di munedi Monza. ibid.
MiUno . 6}j Zettera di Zodouico Bauato al Commune
L'armata Duchesca rompe la Venetiana >. dr Monza.. 40$
646. Zettera di Galeazzo Visconte al Podestà di
l'armara Venerianancl ramodèlPò aria à Pauia, & altri del suostato. 461
Casa/e.. 71* Zetteredi Bernabò Visconte àisuoi popoli.
L'iffedio leiuco da Genona 171 jo4.
IaudidcIlasamigliaCoria. 189 Zettera di Giouan Galeazzo al Senato Fio»
laudi di Giouanni Visconte. 4 ji rentino. Ji.f
l'aucore s'è sernito in questa historia di Zettera d iCatctina à Giouan Galeazzo suo
Paolo Diacono 14 marito. Si 9
Lee Rè de Longobardi . 16Lettera di Gio. Galeazzo à Francesco da
ZeCirtà íôggettc à Milano procurano di Carrara . J18
ridursi in libcrtà. 70$ Zettera' del Bàuaro al Ducadi Milano. s 17
Zcgge di Gabriuo plebeo< Tribuno di Ro- Zettera del Duca di Milano all'I mperatore.
ma. 4ÍÍ ibid.
le genti di Ferdinando rotte da i Francesi . Zettera di Zodouico Sforza à Carlo Rè di
francia. 891
ZennonocoronatoRèdrArmcnia da £nri. Zettera d'Isabella ad Alsonso Rc di Napoli
co . 144. suopadte. 881
Le origini dì guclsi , e di gibellini. 4 3 Zettera di Zodouico Sforza à Carlo Rè dì
Zcone figliuolo di.Sforza ^íttendolo. J90 francia. 91 1
Leone fratc minore si elefle Arciuescono di Zcga socictas Zombardia rinouata in Ma»
Milano. 196 tona. 174
iwnardo V«niero legato Venetiano am maz Zcga contra lTraperatore. 188
uto dal Stampa in Milano . 786 Zegagiurarattà Comaschi, c Milanesi. 168
le parti de Milancsi si comprornettono.149 Zega jrà Otto Arciucscouo Milantse > & il
parti di Milano si comptomettono nei Rèdi francia. 181
fntiminori .. 11 y Zcga conrro Matteo Visconte . 308
Z'etànclla qualc ilglorioso Ambrogio fio- Zega fat ta à distrurrione Ai Milanesi. 3 1 f
d % Lega.
Tauola deW f/ìjìoria •
lega di molli Ptcncipi molto ucrnica al Vi« Zodi ii rende ad Enrieo .' 3 40
sconte . JJJ Zodidi Franeesco Sforza. 73s
Lega del Rc di Francia con Fiorentini con Lodouico Aurclicusesalutato Rè di Fran
tra il Viseonce. 541 cia . 9Ó7
lega trà il Duca di Milano > Vcnctiani , 8c Zodouico Bauaro manda soccotso à Gale iz-
Fiorentini . 841 zoVisconte. 391
Lega trá il Simonetta.e'l Rè di Fr.1ncia.845 Lodouico Bauaro in Milano . 40 1
irga tcj.il Papa Fcrdinando, & il Duca di Lodouico Bauaro scommunicatodal Ponte-
Milano i & Fiorentini . 848 fi.ee. 39I
Xegattài Prencipi d'Italia. 871 Lodouico Bauaro giunge à Verona . 400
legadcl Papa co'i Prencipi d'Italia pet di- Lodouico Bauaro coronato in Romalmpe-
fcndcrsi d.i Rè Carlo . 540 ratorecrea Nicolò quarto Antipapa. 4° t
X'imperatrice mogliedi Enríco muorc in Zodouico Bauaro cacciato di Roma . 40 3
Genoua, & è ícppha ncl chiostro de i fra- Lodcgiani mandano (occorso à Federico. 9]
liminori. 34) Zuogo 011c la Vcrgine habitò doppo l'ascc-
Xinone fatto ptigioneda Costante morì in derdi Christoin Cielo. itj
caiceie. 162, Lodouico Bauaro ìícoinrounicato dal Pon-
X*inucrno fauoreuole à Carlo Rèdi Francia tefiee. 4*7
fù corne tiepida està. 93 8 Lodouico creato Augusto , & coronato.44
Lionello fìgliuolo del Rè d'Inghilterra vie- Lodouico da Saluzzo debellato da Carlo
ne in Aiilauo à ípoíarc Violante figliuol* Sauoiese. 87s
di Galcazzo. 4Í9 Lodouico d'Angiò inílituito Duca di Cala-
Xoitpert Rè di Pauia . 36 bria. jot
Lui tpett prigione . 37 Lodouico d'A ngiò quando aspiraua ail' Im -
Liutprando creato Rè . ibid. periomori. 10f
Xuitprando contia Romani vincitorc . ) 9 Lodouico d'Angiò addottato ncl Rcgno di
Xuiipraudo muore . ibid. Napoli. 633
Luitpnndo edificòil Tcropio di S. Picno Lodouico di Bauiera eletto Rè de Romani.
in Pauia • ibid.
Xobcrto de i Roberti podestà ditailanoajj Lodouico inorK 44
Zodegiani auisaiono Federico ,Impctatore Lodouico và contra i Saracinl. 11!
dclleloromiserie . 70 Zodouico perduta la speranza dimantenersi
Zodegiani non ardiscono scruiisi délie lettc- i n stato manda via ifighuofi . 983
te di Federico . 71 Lodouico Rèdi Francia và all'aiuto di Ter
Xcdegiani suggono . ibid. ra Santa. ifj
Xodcgianimandaronoà Federico vnachia- Zodouico Rè di Francia • con duesuoi fia-
ue d'oro, in l'cgno di obedienza. ibid. telli giun»ein Cipro . HO
Lodcgiani abbandonano la loto Gttà > la- Lodouico Re di Francia và à Cesarea. 117
sciandoni la robba . 78 Lodouico Rèdi Francia edifica Sidone. no
Xodegiani virilmente si difesero da MiU 83 Lodouico si parte da Tolomaida . ail
Xodegiani fi raccomandano à Federico . 79 Zodouico Rè di Francia perduri i sentimen-
Lodegianis'accordaronocoule Città con- ri , ricttperòlafaniti . aot
federare . 1 1 1 Lod. Rè di Francia giunge à D.imiata. 1 » 1
Zodegiani rouiiunoà Cropcllo il ponre.91 Lodouico Rè d'Vngheria muore. J03
Xodegiani conchiudono di aintare Alessan- lodouico Rè di Francia ortenne dal Ponte»
droPonrefice. 114 íìcedilasciaie Iaprima,raoglie & pigtiaf
Lodcgiani ^giurano sedelrà a'i M il.inesi. 1 1 6 ne vn'alrra. 997. 998
Xodegiani ti mantengono nella fede Impé Zodouico Rèentratoin JlíiJano £à vifitaro
riale. 109 da Prencipi d'Italia . 990
Lodidai Milanerîcombatruro. 91 Zod. Sforza nuouo condwori di MÛ. 1 1 5
ioJi dej Cremagnola . <ii Zod. Sforza riputarol'arbitrio d'Italia. 890
Xioii il Ua à i Vcaetiani . 7Cj Zodouico fù dcslínatoi ckiaraar Fraiicesi
Tauola dcW Historia, .
în Iral/i da i potentat de gli I ;a'uiu. 99 1 rino peicUeeraatm itcalIa Francesc.9 -7
LodooicoSforzaacccseial fuoco che loui- Xodouico Sforza studiauadi condure i Tttt-
oòLisua fimiglia , & liucrsciò J'Iulia . chi in ltaha.
88/. Xodouico Sforza persuade al gtan Turco ■
Xodouico Sforza presc il Dominio di Miìt. chemoua guerraà Venetiani. 991
rc> tcnendo appreslo Giouan Galeazzo, L'císetcito délia Chicsa sotto Milauo. 191
corne hcrcdedeistado. ibid. X'clfercito délia Chic/à sconfirto da'Viscon»
Xodouico Sforza ottcnne l'inciero principa- «• 59*
rodiGenoua» 879 L'elTercito dcl Visconte alloggîa nel Sera»
LodomcoSfoizi aíTcgna il gouerno délie sue glio di Mantoua . 544.
íbrtezzcad huomini vili. 883 X'clfercito Imperiaicin parte sconfuto da i
Xodouico Sfoizamarita Bianca sua figiiuo* Capitani Ducfieschi . jf$
la nac.ir.ile à Galeazzo Sanfeuerino. tbid. X'eflercito Ducheseodebcllato da gli Suiz-
Xodouico Sfotza hauea condotto con grosso zeri. 884
Satario huomini dottirlìtni in fcienzc , & L'elTercito Ducale al tutto debclUto da gli
arti. 88 1 ccclesiastichi. 84;
Lodooico Sforza procnrad'hauer da MxfH- L'elTercito Ven. rotto da i Tedeschi • 87J
miliano ,i priuilegij d'esscr Duc* di Mi L'elTercito Venetiano feonfitto da i Germa»
lano . Sí)9 m. 87Í
Xodouico Sforza per accellerare la vemita Xoggia di Marino sopra la pia-zza de* mer»
del Rè in Itaiia, gli prcstò denari. 913 canti cjuando t'ù ediiìcata .
loJouico Sforza si troué ingannato de i L'Imperatore Xorico aílolto délia scom»
suoi dissegni . 9}7 inunica. $1
Xodouico Sforza cteato Ducadi Milano.916 L'Imperatore dà il guasto à Milano . 96
Xodouico Sforz* ormiodeJ Manto , & Be- X*Impcratore h quanti vsciuanodi Milano
leta Ducale di Milano . 940 fíceua ragliarle m.mi . 98
Lodoaico Sfotza supplica di effér raccoman- X'imperarore venne à Milauo, & fecero-
diwal Senato Venetiano > 94* utnare la Città. 101
Zodouico Sforza manda Paolo Vitello per L'Imperatore di Costantioopoli vienc à Ve-
Capicano de Fiorentini. 96s nctia. jjj
Xodouico suscita Stnzzeri contra AiaiTìmi- L'ordine Carmclitano fù confermato nel
iiano Rède Romaait' 998 Concilio lateranesc . i8S
Zodouico Sforza rifiutò le conditioni délia Xongobardi sonochiamatida Narseteal Re
pace proposte dal Rè di Francis . 99» gnodcll'.'tali» . iy
Xodouico Sforza incolpa, solamenre la for* Xotariofugge . 44
tunadcllafuarouina. 984 Lotatio fartofi monaco mon* ibid.
Xodouico Sforza disponeua di fuggirsi in Lotario Imperatore muote in Verona . /4
Germania. í)8t Lotario ïmperatore muore io Verona . 6 9
Zodooico Sforza conscçlia quci di Como Xuca Griinaldo Podestà di Milano. tot
cfcesidianoà Frinccfu 986 Xuca Gatalalîo PodestA di Milano . a 80
Zodouico Sfotza dice i Dìo à i suoi Senato- Xticche(î,« Fior.guerreggiaso rnsieme 5-4+
ridíMilano. 985 Luccheli danno le chiaui dellaCittâà Ga-
Loi. Sforza tutto antioso rirornô in Cast.ib- leazzo Ducadi Milauo . î 19
Xodouico partendosi di Aíilano vdì i popolt Xnchino Visc.Prencipe di Mis. muore. 4J 7
gridareil nomedi'Francia . idid. Xuchino Visconte edisicò la sortezza in Ber
lodouico Sforza accetrat* bcnignamcnte dà gamodcitalaCapella. 4)7
ComiCchi. ibid. Lugnria . 4
Xodouico Sforza consiglia t Comasclai die LuganoaiTcdiato da i Sutzzeri, S*4
nonfi diano i'i Venetiani . 98-6 Lungo asledio in Patiia . '7
Xidouico -Sforza lascia la Roccadi Como in Luogooue Erodefece TcciderGiacobo. 1 J.f
manode iCìctactini. rbid. Xnogo 011e fù posto il corpo dcl Red. i 14
Xodouico Ssoizatijicse GaleazzoSanscue- lucgooueS £lenatrouò LiOace. **/
iuo..
Tauola dcW Historia
/«logooue Chiiflo orando fù f.mo in an' Aíart.no Pontesice vìcne à Milano , Sc vî-fd'
gonia , e Cudó langue . 1x6 con íclciiiic pompa raccolto • 6 1 $•
Aioga oîiediruoraiiano i pastori à iqtiali tu MartinoPontesicc manda aiutoà Ssorza.
anh<í>ncia<a la natimtà di Cluisto . i j i 6)0.. V
ìupo tubba ,e spoglu 1" Isola, di Grado,c Aíaltello 011e Christo Jauò i piedi ài Disce-
gli oruamcntidtlia Chiesa d'Acjíuleia.3 r< poli. 116
MaiTìmiano Rède Romani hebbedue mo-
Machinarnirabilc cdisicata dal Maxchese.- gtic*. 46s
«7- , . Aíassimilianod' Austria creato Rc de Ro
Maestiato di duemesi in Milano^ j$V mani-. 870
JMalatcsta di Rimiuo Podcstà di Milano . Maífirailiano'Rè de Romani promette di
torre Bianca Ssorza . 901
M?'gb>iita figliuola di Maflìmigliano c Masllmiliano Rè de Romani'promcttc à Lo
landata pcr le s.ie vitcù'. 897 douico lo stato di Milano -. ìbid.
Malgherita restiruita- à gli ^ímbasciaiori Maílìmiliano Rè de Romani giunge al soc-
Cesaiei siquerela di Carlo già suo mari. corso di Piía .- 961
, ter. 898 MaíTìmiliano Rède Romani andò aVvisitata
Afanna piomna sopra qúeldi Pauia,di Der- iodouico Sforza . ' 987'
toiiai & diAlelsandria .- 936 MalTìmilianoastutamente procura di eíclu-
Manfrcdo Aíalaspina Podestà di Aftllno. dére Vènctianidi Pisa. 96J
11 9. Malìino dalla Scala ammazzato .■ 171,
A/anfrcdo Pcdestàdi Milano; 191" Mastino Scaligcro muore. 441-
Manfiedo Porcilio Podestà di Milano. 317 Mattco co'suoi da ntiouo iscoramunicato .
Manobarilc anncgato ncll' Ambro 1 76s 377- .
Aíaomeiani credono chc Giesù fia nato di Aíaitco de i Màggi Bresciano Podestà di Mi
Aíatia Vcrgine , piùchc proféra. 16V Uno;- jo)
Aíaumetto Re de Turchi occupa Dur.u-.70 , Matteo Visconte costituito Vicario geneta-
c sachcggia l'Albania . 81y lepertuttaLombardia. 305
Maomcno ímperatorde Turchi giunge có Aíatteo dal Pallio Podestà di Milano1. 316
l'arroata à Negroponte . 8j<5 Matteo Visconte costituito- procuratore di
Maometto Imperator de Turthi occupa l'~ fat la pace .- 334
Armcnia maiorc . 8ti' A/atteo Visconte s'insignorisscdiBergamo.
Aïaumetto Rè de Turchi piglia Casa di pô* PI".
to. " 8z8 Aíatteo, e suoi aderentt si pacifica co'íuoi
AíaornettoaíTedía Rodí . S 49- nemici . 334
Asaumetco Imperator de Turchi combatte Matteo Visconte sconsirto. 318
Rodi , mà in vano . 848 Matteo Visconte aggraua Milanesi , di da.
Aiaumetto Imperatorde Tarchi muorc in tij insoli ti'. 361
Bisinto.- 8;o- Matteo Visconte co i suoi sigliuoli publica-
Aïarchcseingcgnerolaiciando Cremasdii ,■ tiper herctici .. 3 67
fiiggealí'Imper.uorc. 86 Matteo Visconte si rittoua à duro partiio .
Aíarchianiper loro nawra istabili . 691 )Si.
A/arco Visconte rottod^l RèRobcito. ^ 7 1 Matteo Visconte muore . 381*
A/arco Visconte accusa Galeazzo à iodoui* Matteo secondo Visconte morl per sfrenata
co Bauaro Impcratorc. 401 lussuna .. 4J 1 '
Aíarco Visconte affocato. 410 A/atílda sauoriua il vero Pontesice .. $1
A/aria fìgliuol.idel Duca Filippo inaritata Aíatilda muore.
ad Ainidco Duca di Sauoia . 644 Mátildav
Aïaisigiio Signor di Padoa fù ammazzaro- Memoriadimolti beati Martin*. 6
nella propria, cornera da Giacobo Carra- Mcrcede ast'tgnata á chi andauano- pet il
re-lè. 4Jt. commune di Aíilano .- 1S0
Aíáru , eZazaro'. 131. AietodiaAíartire». 13 1
Aie.
TauoUdeWHistoria,.
Mcioe Monte . 134 milancsi proaiettonpiquantOipiace all'ínv
Milancli iii vn lungo facto d'arme son vin peratorce li giurano scdelrà . 99
'. o« 19 milancsi (1 rendono i discrettioneaJl'Impe-
MiUneS per asledio si rendono à patti. ibid. ra tore . ibid.
Milanesi vinti . .milancsi nund.mo Ainbasciatori per darfì
Milanesi piglianoi tradiniento il Castel lo .all'Impcratore . ib.
di paiiiagaDo . 6 1 milauetì.fatti vl'ciredi milano . iqt
ìiilancsi íi.ntirano in Mjlano. 6.4 milanesi , Crcnsoncsi, Bergamaschi , fire
Jtifcoefi sconficti . 66 feiani , Ferrarcsi , c mantouani , si con-
Milancsi vitcoiiosi.. ,64 fcderauoinsiemc contra Federico. 109
J/ilanesi occuparono Como . 6 g milauesi entrati in milano vi si sottisicano •
4/ilanesi combattono Vico . ibid. 109.'
ÌUilaneli fprezzarono. lc leccere di Federico . milancsi , e Bergamaschi vanno all'atTedip
7»- di Trczo. . * II I
milanesi mandarono à Federico vna coppa milano cinge |'93 6. brazza . 11 j
d'oro,con denari . ibid. milanesi nfannoimuri dclla loto ci ttà. 1 14
milanesi soccotrono Dettóna contra.Federi .milanesi vanno contta Fedetico. 117
co BatbarolTa. 7J milancsi giurano di aiutarc Federico., & £n>>
milanesi giurano fedeltà à Federico . .f% rico. 1 10
milancsi ccaduífcro Federico per luoghi de- milanesi , e Crcmonesi concendono per l'e-
serci . 7» disicationedi Crema. 141
milan. íi sconfi tti . 74 milanesi contra Bergaraasehi . .145-
milancli fanno guitare à Lodcgiani fcdclù milanesi citati à Roma. - \$6
<U eiunadeci anrti in SÙ . -77 milan:si accjuistano.il lor Carroccio . ibid".
milancli piglianol'hauete de Lodcgiani.78 milanesi interdetti. 1 rS
milancsi rouinanoXodi . . ■"}% milanesi mandano ainto al Pontefice . i8t
m ilaiiesi i Barbarossa refi stono . 79 milanesi fanno secte capitani contra l'Impe-
. milanefî pigliano accordo con Federico. Si racorc • 1 88
milJDcsiquaoto promettono à Federico.ib- milancsi giurano scdeltà ad inrico Rè de
tnilaaeíi ripigliano .Trczo à Sforza , c gli Romani . ' 9r
fpianano le mme . Si milanesi pigliano il Carroccio de Crcmone
milancsi vanno contra Lodcgiani. ibid. si . 1 9.6
mibncsi ribeliano di Federico . ibid. milanesi piantano la prima Colouna del Po
milanesi., e Cremafchi non riguardauano te dcITcsino. *i8
gli hostaggi loroconsanguinei. 8f milanesi danno il guasto à Zodi . i({
milanesi di nuoito alTalcano Lodi . 89 milano lastricato . ,l}6
milancsi abbandoiuto Lodi . tornano à mi milano sospeso da i'Sacramcnti. > 64
lano . .91.91 milanesi sconfi tti. í.í-7
milancsi , e Brefòani vengono à conrlitto nulancsi dannoantoritàa!I' Arciuefcouo di
cod l'/m peratore . 91 elcçgere jl Podcstà di milano . 19(8
milanesi di nouo molestano £odi • 90 milan.. libcratodalFcíTcrcito ■ jjt
milanesi aíTediano Lodi . 91 miracolo d'vn fancnillo, il cjnale i cani non
.milancsi non potendo pigliar Lodi si titira- vollcrostracciarc. J9f
10110. ibid. milancsi deteiminano di ridursi.in libcrtà .
milauesi ,-e i loro confederati combattono 704.
contra Federico. jx nnlaiusi chumano in loro ainto il Sforza.
milancsi leuano i'afledio da Carcheno • 70 j.
milanesi non si volcuano fidaredè Capitani.
n S»-
: ' :r\ aïTáltano , & rompeno Lodcgiani > 708.
c Crenoncfi . ibid. milancsi haueano in sospetto la potenza di
milan-si aísdiano Castiglione. 9S Francesco Sforza. 7i#
milancli fuggono.. ~ ?7 milancsi .fectetamente operauano -contea
;Frafl-
TauoU deHvfíiJloria .

frarcefeo Sforï-'loro Capitano . 7 J7 M orte del Marchese di Monserraio .


Miljno da Franccko Sfona strettamente .Morte d' Attila.
aiîcdiate». 7í' Morte di Grimoaldo . î*
Milanesi fupplicano à Veneti.ini cric non .Morte d'Aleflìo faiiciullo1.
vogliono Jâsciargli andare in man di Sfot Morte di Teodoberto . 14
Motredi Bellisario. iy
aa. . 7«4 16
iíilanisi gridauano Duca, & moro etfcndo- Morte di lamisio .
ni il Rcdi Frartcia . 9 ,o A/orte di Narsè . »l
Mil.ino ínterdetto . ìjy.ijy Morte di Rofemottda , 8i dclnoucllo mari-
Wilanoaisolte» dalla scommuníca. »ji ro.
Jlíiracolosaambasciatadi Pcrtetit. jt Morte di Alboino. *7
M iracoloso accidente . 17 Aíorredi Perideo. 19
Miiacoloso segno . 14 Morte di Aripetto» 14
Miracolo auennto flella Ckiesa di S. Maria Morte di Aione. ij
diBctIerm. ij° Morte di Routi , & succcslîone di RoJoaU
Mir.icofod'vno , chc non puote portar m do. «4
iltcsotodi S. Gio. Baitista. 398 Morte di ftodoaldo . ibiá.
JUiscrospettacolo nellapartita de lodcgia- Mortedi Gudualdo. 1J
Àfortîdi Agilulfo Rè . i}
ni. 78 Morte di Arichis Pucadi Beneuento. u
Misera dîfperatione de i popoli lcaliani. 1 1
JV/iscrabilcasode i Com.ischí . 68 Mortedi Arnefrít. J1
Miseranda rouinade i Milanesi . 101 Morte miserabile di Goíipert .
Miserab/Ie vecifione net facto d'arme al Ta- Morte di Aral do. Jf
ro. 949 Morte-di Baldoino leproso. Iil
Moite genti pagaua no Milanesi à guaidia Morte délia Sibilla Reina di Gietusalcm .
dellostato. í66 1J9-
.Moite ordination! dclbeaco jímbrogio. 10 Mortedi Ricardo Re d'Inghiíterra . 147
Monasteiio mirabile di ttecento Veigme . Morte di Gregorio ottauo Papa. 138
zoo. Morte d'Almerigo . ïjo
Moire qnalîra di Itichino . 4)8 Mortedi Giacomino Eslaltaîctta. 148
Monaíreriodi Betieem touimro da Sand* Mortedi Filippo U.-ripugnano-. Ij-I
ni. i;6 Mortedi Vberto Pirouaoo Ateiaeícouo dt
Monte Ca'uarro , otie f*û crocefisso Gicsiì Milano» ìjj
Clififto. 114 Morte di Gregorio Papa » 1 91
.Monte Fghene concelTbda Federico à Iode. Morte di Cclestino Papa . 191
giaui 7, Mortedi Gugliclmo Atciuescouo di Mila-
JWpiìzj preíâ , & crudelmente saccheggia- no. 19S
ta. }g7 Morte di Corrado Rè di G erusalem. xto
MorendoGaleazzo Dnta di Milano mnorc Morte di Innocentio Papa. m
lapaeed'Italia. 8)8 Morte di MartinoTurriano. »j6
Monalirà de lodegiani . 78 Mortedi Ezzelino. UO
MortalitàgrandiíTiraa in Parma di pcstilen Morte di Otro Arciueícotio. jof
za. 461 morte di Clémente Pontefice > Innocentio
Mortara preso da i Milanesi. 119 Scsto creato Pontefice. 44 6
■Morte di Droh . 18 morte di Reina dalla Scat.t. jo+
Aforredel medesìmo. 19 mortedi Vibano Seíto Papa . jri
Morte díl Saladino. 144 morte di Galeotro malaterta . 510
Mone di Alberto Patriarcadi Giernsalcm . mortedi Botìifacio nono Papa . 588
ïJ7« morte diNKoiòPicinino. 689
Morte del Rè Filippo. ijo mortedi Filippo maria cerzo Duca di rmla»
Moited-1 Rèd'Aragona. 184 no . 704
Morte dcl Conte Giousnni Botromto. 960 morte di Sigiímondo malatesta Prcncipe di
Ri-
Tamla deW Historié
Ktmffli. $16 Nicoiao Auu'papa motl In'prigione in Aoli
Jfonedi Francetco Piccinino . 77} gnonc. 409
lieneii Papa Paolo 8lO Nilo fiume • 1j,
Jtorte di Ssórza DucadfBarri. 84s Nicolò Piccinino vinto da Ssorza riraatc
Morte di JLodouico Gonzaga Marchese di prigione. 617
Mancoa. 84) Nicolò Piccinino4dipinto per tiaditore da
Morte di Piecro Maria Roslb • 8J J Fiorentini . 640
Motte di Costanzo Sfotza. 864 Nico lò Piccinino rompe Fiorentini . 6^ j
Motte Ji Papa Sisto . B69 Nicolò Triuigiano capitano dcll armata Ve-
'.ont di Gtilielmodi Monferrato • 8J9 netiana per Pò. <4y
Motte di luigi Teizago j Scgrctario di Lo~ Nicolò Picciu.più audace che prudente. 6 ; g
douico Sfoi za . 880 Nicolò Piccinino c comparato al Sfoiza nel*
Morte di Carlo Duca di Sauoia , & di Aíat- l'atte Aíilitare . 6 79
tia Rè de gli Vngheri . ibid. Nicolò Papa tratta la pace trà i prencipi d"
Hotte gloriosa di Kobctto Sanseuerino . ItaLa. 79 j
876- Nicolo Pontefice danuouo tratta la pace
âíoito luigi Rè di Francia , Carlo suo fi- trà i Prencipi di Italia . 797
gliuolo sjcccsTc ncl Rcame. 864 Nicolò Conte di Pittigliano passò à Vene<
Mo ttoacutb contra Bonifatio Gaietano f 04 tiani. 948
Mono contra Cremona . 34s Niuno in lombardia era sicuro , se non era
Mottoprudeutissimoad ogni Prencipe. 888 pouero . 948
Aíozzanega Castello rouiuaio àcompiaccn- Nome di Bella SeIuatmutato in-Mortara 4»
za de Frati ptedicatori % ajt Nomidegli heretici . 189
Nomide congiurati per recider Galeazzo
Nascimentodi Francisco Sforza. j/S Duca. 831
Nain . Non baíla hauer rinto à chi non fa rsare la
Napo]/ per rirtil di Sfotza torna in maoo vittoria. 73 i
alla Reina Giouanna . 6} 6 Nota» 610
Napoli da gli Aragonesi saccheggiato. 677 Nouelo Visconte muore in Vincgw,& fa vn
Napolirani lieuano scditioni . 9)8 pictoso testamento. ffO
Napol.tani mutando parerc , chiamauauo Nozze di Autari . 10
Fetdinando. 9)8 Numa . 1
Napolitani rotti di Sserza . 617 Numerodi gente di tari; prencipi contra
Napo Turriano eletto Prencipe di Btescia. Venctiani. 8 $6
Numero délie genti d'arme Venetiani. 8éo>
Napo Turriano perpetuo Rettoredel popo* Numero deile genti d'arme dcllalcga ibid.
JoÀíilanese. 149 Numero deH'clsercito Venetiano,óc Sfor-
Narrai! Là lungo la progenie di Federico • zesco all'assçdiodi Nauata . 9j8
O
Nauata ridotta per l'assedio à estrema famé Obizo ZíalaspinaPodestiinMilano. 19».
&miseria. 9(8 Obizo hebbe da Giouanni Ponteficci corpi
Nazatct. itj di S. Fino .& Gratiano. 4/
Ncgtoponte ptesodei Turthì. 817 Obizo PodestadiMilano. 161
Nclla battaglia tri Comcsi > Aíilanelî , & Obizoncda Este hebbe ildofflinio di Mo*
Isolini leslaiono meiti venti millahuo. dena. ì-9S
mini . 61 Odoardo Rè d'Inghiltcrra con la moglic
Ntmicitia trà FilippoRèdi Francia,& Pie- vieneàMilano. ìíi
troRcd'Aragona. 186 Oldrano Tresser» podestà di AíiIano,il qua
Ncrone Impcratotc, & Paolino suo vica. le cominciò à bruciare gli hetctici,St edi
no oemici di Chtisto . 6 ficòil palaggiodcl noouo Biolet'.o .188
Nicoiao quarto Pontcficc s.uto ptedicare la Odoardo serito da vn Saracino con vnaue*
emeiata. *9* lcnato coltello . »<•
e Oltta-
TàuokdeW ïsijïoriàj
Ò!tramontaniodianogli Iraluni. 6; + Cttau ano Sserza annegato nel finme Ad.
OnorioterzocreatoPontefice. 138 da. , ..: . Í4t
Onotio Papa confetmò l'ordine de* Frat'i Oio Arciuescouo entra in Milano. 17*
Ptediratori . ibid. Oto Imperatorcrinonò il ûucuu AíìIjuo .
Onotio Pomcsice Romano . z - - ..
Opinione di Sarbone , e di Plutareo . l Oto Impcratorc coronato in Rom.u ■ ibid.
Opinione di Piinio. i Oto Im neratorc muorc . 4<
Opinione di alcri intorno J'cdificacione di Oto vinse Volucce wlscper insegqa dçll*
Aíilano . x Vipera . 49
Opinione d'alcani intorno l'origine délia Oto Impetatoreentrò in Milano^ con quai
famiglia dc'Viicontì . 9 pompa. JJJ
Opère pie , lequah fece Bianca Maria Du. Oiosupcrato. 1)6
cheiTa di Aíilano . 8 1 j Oto Imperatoregiunto àRoma. ij4
Oratione di Pinamonte Vimercato . 108 Oto nonosseruail giuramentofatto al Pon
Oratione di Otto. i++ tefice . ibid.
Oratione vsaca dal Rè S. lodouico . i s s Oto Imperatore célébra vn consiho in Par*
Orationç di Aíattco Visconte pella dicta di ma. »JI
Sonçrno. 368 Oio quarto morì , IJ9
Oratione dell'Oratore Genoueíè . 364 Oto perche fù scommur.icato , non prêta
Oratione d'vu Cardinale a' M ilanesi. 381 mai ciboà uuola. ibid.
Oratione di S for/a al fuo essercito . 71 j pro Vifconre Arciuescouo in Aíilano. 13 j
Oidinedella coronatione d'Aleflandro sestô Ottonuno Impcrator de' Turchi quando
Ponreficç. 887 prescCostantiuopoli, 79;
Oratione di Carlo Rè di Francia à i Baroni Ottomano primo fîgljuolo di Maometto
del Regno , & circa i) ricuperate il Rea- occupa lostato patetno , 8/t
mediNapoli. 893 Oue Gindatradì il Maestro col bacio . 1»<
Oratione de gli Ambasciatori di Massimi- Ouc furono sepolti gli innocemi . 130
liano à Catlo Rè di Francia . 897 Oue fù. lapidato San Stcfano . 118
Oratione de gli Oratori Fiorentini al Rè di Oue è posto l'ombelico , c la cirçoncisione
Francia • yc7 del Creatore . ibid.
Oratione del Rè Carlo a'suoi baroni. 949 Oziao Capitanodei Milanesi , ammazu-
Oratione di A/clchiorc Triuigiano à i Pren- to. 1 88
cipi delfcíTercito . 94Í P
Oratori dc'M ilanesi à Carlo Rè di Sicilja f Padoa présidai Gonzaga à nome.de i Vene-
140. tiani. 38»
Ordinatione , & aatorità de' Conti , & de' Pace gridata tra' Milanesi 1 Lodegiani , &
- Visçonti. 8 Tui riani . a? <S
Ordiuationeche i CardinaJl portassero il ca* Pacedi S. Ambrogio . 114
pelroíso. 201 Pace di Manerinocbc fia PoJestà in Mil-u
Ordine circa le misure a 1 89 no . 1 64
Origine di moite Illustrissime samiglie. - 3 Paeegiuntà tra'Milanesi , & Paticsi . *if
Origi ne del coronare di ferro gli I mperato- Pace giutata tra'A/jLncú , & Lodegiani .
t" f . H 1 t7-
Ong ne delta samiglia Turriana . 1 97 Pace ordinata trà il Pontefice , 9c il Dura di
Origine de i Signori dalla Scala . 13r Aíilano. 379
Ornamenti délia Capclta portati 4a Valcn- Pace, ne guerra non si può nom inare in Aíi
tia in Francia. arj lano. J 9f
Ornamenti da caméra portati da Valeotia Pace perpétua trà íefattionidi Nonara, 33$
in Francia. ir^ Pace rouira ta tra' Milanesi , Turriani , 9ç
Oícuratione grandiflìma del Sole. 136 aderenti. 178
Oftaggi dariper coníeruationc délia pace . Pace tta'Milanesi , & Lodegiani • I47
Pace trà l'ImperatOK , & Milançsi . x6 r
Pace
TauoladeirWstori*:
îieetràlcparrilodegianî.- tií P^gano rompe i Pauesi ÍOO
Pace trj'nobili , te plcbei Aíilanesi ti8 Pagano Turriano Capirano dclla plèbe. i97
Paceira'Vfncrianii& il signordi TitOt 17J Palaggiod'Erode. 1*9
Pacerra'Milanesi,& Comaschi. 287 Pa!ag;io de i Visconti in Pauia il piii mira-
Pace tri i Milanesi , 8c Lodegiani . 30s bile dell'vniuerso . 466
Pace tra'Gcnouesi , & Veneriani . J 10 Pallcologo /œperatore di Costantinop oli
Pace tri'Turriani , 8c Viseontt . ; If muore. i|4
Pace cra'Venetiani, 8c Fcrrarcsi con vna ca- Pallauicioo volsc eiTet chiamato Signor di
pitolaciooe tri Ioro t 116 aVilano . 14s
Pace tri Bernabò Visconte,& Vgolino Preri Pandolfo Malatesta diede Bteseia al Duca
cipe di Wantoas <tr£ di Milano. 618.619
Paceui Benedetto Pontcficc,& Luchino Paolo Orlinodisfída Sforza à combatte* m
Visconte. 4*7 cteccato , 8e poi rirai ra . 604
Pace tti gti Scaligcrì , te Veneriani con al- Paolo Ponreficepriuò Giorgio délia dignt-
rriadeicmi. 49} tàdd Reamedi Bocrnia. 81 4
Pace cri Catlo Imperatore, e i signori Vif- Paolo Trauersario muore. 100
conti. 41 1 Paolo Vitello non Toise accettare la Signoría
Pace tra'Venetíam . te il Signer di Padoa . di Pise . 961
48J- Paolo Vitello non »olsc prender Pisa . ibid.
Pace rrà i Fiorentini, te il Visconte, e i col. Paolo Vitello décapita to da Fiorentini . 966
legati. jix ParlamentodeU'Imperatore. ioa
Pacerra'l Visconte,* i Genouciu jlï Parlamcnrodcir Orator Ccsareo alfururo
Pace rra' Veneriani , & Genoucíi . toi Duca. SJ7
Pace tri Giouan Galeazzo,* il Rèdï fian Parlamenro de gli Oratori Aíilanesi á Fran
ça, jìf cisco Sforza . 740
Pace rrá if Duca iì Milano , 8c Facino per ParlamentodeU'-Ambasciatoredi Rè Carlo.
tregiorni. 59 f
Pace tri Giouan Maria seconde Don dí Parlamenro dell'Oratore Turriano . t4t
Mi/ano -Sc il Conte Facino Cane, ryy Parlamento di Oto Arciucscouo • 169
Pacerra'l Ducadi Milano, & Veneriani, e Parlamento di Mattco Visconto ad Enrico
i eodfgari . <47 imperatore. jj»
Pace tri il Piccinino , te Franccsco Sforza . Parlamento di Cane Sealigcro al suo ester-
478. cito. J7*
Pace rrà i Veneriani , 8: Francisco Sforza . Parlamento di Franccsco Gatbagnato con.
7} S- rra Mattco Visconte* j 8»
Pace r r à i Venctiani , & il Duca France seo . Parlamento di *n Contestable in sauore di
79 ï. Galeazzo Visconte . 1 87
Pace , As parematotsiil Rc AJPonso > 8c il Parlamento di Roberro Sanscuerioo a'suoí
Dttca Franccsco . ibid. soldari. 871
Pace rrà Fcrdinando Ri di Napoli , Vene» Parlamento di Aseanio Sfbrw contra il Car
riaui , & Galciîîo Sforza. 81} dinale diStena. 917
Pace rra' Veneriani. & IMmperatorc Tur- Paramento del palaggio oue alloggiò la
cheseo. 844 A'arclirsana iconora . 81X
Pace rrà i Preneipi d'ttalia. 848 Parlamento di Francesco Gonzaga à i Pren
Face rra i Venetiani . & la Lega ch'era sta* eipi dcll'essercito. 94*
u contra dtJoroordinata . 8<7 Parlamento di Lodouíco Sforza Duca dî
ï»ce »oiiifrsale in I talia . <81 Milano à i Preneipi dcH'esterciro . 9} 6
Pacerra'l Dura di .Milan© , te Carlo Ri con Parlamenro di Lodouíco Aureliense à i pri«
«rrccortdirioni. 9J9 mari délie suc genti • 9/f
Pagat» benigno verso i Milanesi . 19} Parlamenro di lodouíco Sforza nel suo con»
Paganiuo dalla Terre va St tintor dí Koma . stglio. 98 1
fftfr Parlamento diZod. Sforza a'Comaschi.98 r
t % Par-
Tauola ddV j/ifloria l
Farina data in manodel Pontefice. 400 se II e se tn p 1 ù 1 uogh i d'7talia l 48 6
Parmegiaui posti in libertàda Arasmo Tri- Pestilenza graue 111 Milano . ato
ulcio . 7°í Pestileiiza grandissima in Toscana . 4.16
Parole di Frodiíéodi Christo . 1 J | Pestileïiza grandissima in Vinegia . 479
Patte dcl Presepio , oue stette Christo 1 jo Pestilenza grandissima in Lombardia. 554
Parte délia Colonna > alla qualc í ù battuto Pestilcnza íiibita neli'eísercito di Federico .
ilRedcntore. 114 II t.
Parte mal trauersa ttattadi dar Bologna al Pestilenza nelle gambe • Si nella bocca. 1 61
la Chiesa. 49<> Pestilenza terribilc oltra mare, & in Italia.
Partialità d'/mperiali , & Catolici . toi 4J<-
Pjrticolar priuilegio délia Città di Aíilano. Pesodell'argcntoin vafì, che portò Valen-
8. tia à marito in Francia . sis
Pasqtiale creato Papa . ioí Piacenza da gli Ssorzeschi combattra. 71 6
Paflaggio de'schiaui . í) Piacenza da gli Ssorzeschi prêta à sorzi , Sc
Pauia .Uscdiau . 41 saccheggiata. 7>7
Pauesi di nuouogiuranofedeltà a'Milanesi, Piacenza presa da i Guelfi . 3 8;
& couche Capitoli . 149 Piacentini assaltati da i pauesi con molta vc-
Pauesi giurano fede perpétua à i Atïlaqesi . cisione. 178
14S. Piacentini si danno all'Imperatorc . 10 j
Pauesi giurano sedeltà à i Mihaeû . 149 Piccinino astutamente pig'ia la Cittadella
Pauesi pagano diciotto milla fiorini a'Mi diVerona. 664
lanesi per hauerpace . 116 Piccinino disponeuano di tradire il Sforza .
Pauia si dá à Francesco Sforza. 607 719-
Pepoli corne perderono la íìgnoria di Bolo Piccinini con tradimento si partono dal
gna. 44° Sforza . 7S7
Perche si dicessero flamini . 4 Piccinino ripiglia il Biesciano à nome dcl
Perche queste genti si chiamaiTero longo- suo Duca . 670
bardi . 16 Piccinino rotto da gli Ssorzeschi . (47
Perosa si dà in potere di Giouan Galeazzo Piccinino rompe la pace fatta col Sforza .
Visconte. SS1 478.
Per quai cauû Padoa si ribellò dal visconte. Piccinino per vn'Aqucdotto prese Assisi .
$16. ibid.
Per quai cagiont gli Italiani accarezzaua- Piccinino và al soldo del Conte : 74 8
noi Rècstcrni. f} Piccinino vsa tradimento al Conte . 78$
Per quai cagione il Rè Alsonso venne con Pietro A zar io scrittore di quei tempi . 506
tra il Rè Luigi . 6tj Pietro Aragonese piglia Gaera . 6f4
Pcrtcritmuore. j3 Pietro Barbo Veuetiano Romano Pontesi-
Pertarit Rè edificòin Pauia la porta di San ce fù derto Paolo secondo . 81 1
Saluatore. 4jS Pietro Bembo ammazzatodi Artigliaiia .
Pcsehiera aslediata da Francesco Sforza , & 9J0.
prêta. 6á<> Pietro Candiano che leíse Tcologia in Pj.
Pestilenza crudelilfima in Milano. 871 uia . sù poi Pontefice . J70
Pestilcnza atroce in Italia . } s * Pietro da pusterlagouernator dc'A/il. 714
Pestilcnza de i vermi generati dalla poluere Pietro de gli Auuocati Podestì di Milano .
in Milano. 4; 117.
Pestilcnza estrema in Pauia. 36 Pietro d'Aragona prescil Regno di Sicilia .'
Pestilenza, & carestia nell' clsercîto Chri- X8I.
stiano. 2.14 Pietro del Vcrmómorl da Veleno. 869
Pestihnza estrema in Afilano . 794 Pietro dcMícdici fece prendere » Sc .dannare
Pistilenza fiera à Gcnoua. 3c in Vcnetia • Lorenzino nella testa ■ corne rebcllo dél
ia Republica . 908
Festrlerua grandissima. in Paima , che poi Pietro dc'Medici portò al Rè di Francia la
chia-
Tauoîa dcll'ffistoria:
chiaue J'alcune terre , & li diede il palTo. tore contra la Chicsà . Ij4
916. Porta Benjamin , oucro 5. Sccrano . 113
Pietro ii Candia Arciuescouodi Milano , il Porta d i S. Stcsarro. 118
cjujlsù poi Pontesice, nomir.ato Ales- Porta Spccioû, H7
undro. y 83 Porta yîurea. 1 17
Pietro fratello del Rè di Sicilia s'annegò. Portento strano. 10
ÌS7- Prencipi Alamanni , vengonoin'aiuto à Fe<
Pìeuo marrire eanonizato . 21 S derico . 95
Pietro Vento Podcstà di Milano . 1 88 Prencipi congiiirati contra il Rè' di Fran-
Pierro Venetiano Podestà di Misant). 19- cia. 8I1
Pietro Zeno Bailo in Tiro . a 6 1 Prencipi d'Italia stipeudiati da'Francesi .
Pino Vernazza podestà di Milano. j 18
Pio Romaoo Pontefke fù prima nominato Prencipi , che vennero a Milano i condo.
£ncaSihiio. 799 lrríìdclla mortedi Francesio Ssorza . Sc
Pio Papaordinò in -Mantoa vn parlamento allegraisidi tanta altezzadi Galeazzo.
per illituirelacruciara, 803 814.
Pio Pontesice da nuouo eíbrta i Prencipi Principio delta religionedi San Domcnico.
Cliristiani contra i Tnrchi . Sir
Pi fan i , & Genouesi , combattoao Tolom ai» Priuilcgiodi íodouico Imperatore ad Az»
da. n1 zoVisoonte. 4° 8
PiG assalnrada'Fiorentini . 540 Piefigio délia calamità di B cr nabò Vi scou
Pisani posti in líbotàdi Carlo. 9s 9 te . 5°7-
Pisani ricorrono à loJouico S foi za per aiu> Ptincipio délia rouinadello (lato Milancsc .
to contra Florentin i . 9 60 S4J.
Pisani rouinatono la Cittadella edisicata da9 Priuilcgiodi Maslimiliano Rc de Romani
Fiorentini in Pisa. ibid. concedente lo slato di Milano à Lodoui-
Pisani S rolsero dare in poter de*Venetiaui. coSsoiza. 919
jtfo. Priuilegi; Imperiali concessi al Viscontc .
Pifa na fatra da Ezechia . 118 Í38.
Piíani si accettarono Carlo Rè con gran se* Pretori costituiti per lediuisioni in la Citt.t
sta. 937 di Milano. 14?
Piscìna Probatíca , oue i fîglinoli di Neo la» Prcsa 1 St graue dannodi Milano . 14
oaoano le hostie . 128 Preia , & distnitricue di Cremona . it
Pompa [di Galeazzo Ssorza nell'audare à Presa di Manroa . ibid.-
Milano. - 818 Presa, & rouina di Vderzo . a)
PompadcIlaeoronationedelPapa. 8S8 Preía di Costantinopoli • 149
Pompa.Scordinetentuoà coronare Gio- Prisa di Zara. 149
uan Galeazzo Duc. di Aíilano • j 37 Presagio délia rouina de'Prencipi dì Mila*
Ponte da Eriseîlo rouinato . *o8 no . jo <
Ponte dianeficioinsolito sopra ilTeucre. Prtscnti fatti dal nuouo Duca à molti Si»
651. gnori. 4Í°
Ponte ediHcato à Bassano da Giouanni Ga pretori ereati per la congregatione de i ga-
leazzo, & rouinato dall'acqua. . f 5 9 gliardi. ijo
Ponte rabricaco à Valesio sopra il Mcnzo . promesse di Mattco Visconte à manteni-
s34- menro dcllap.vce. 33 f
Ponte sopra l'.icqua rouinato . 79 pronosticofaitoad Fzzelino. 119
Ponte sopra jfàdi fabricato invn solo Ar- piodigij délia sutura rouina délia casa Sfor-
co . 478 zesca. 961
Ponteaico preso per Ssorza , Sc arso crudcl. ptocesso de i congiurati ad veciJcre il Duca
mente. 796 di Milano. 83 1
Pomirolo rouinato . 9° progenie de Normanni. 110
Popoli , che giurarono Fedeltà ail' Impera- pionostico dtlle prigioni fcbricate da Ga«
lcazzo
TnHoUdtll'&storia
Galcazio. s 97 nette* Uvcritàdellaeofa. I»
Pronostico délia rouina del R è di Napuli .'
«07. K.uir r ncio Vgone Podcstà in Milano . 194
Frofctiadi Giercmiaadempujta . 1}( Rairrondo ricupera Antiochia. 16 1
Protesta di MaiTimili.no Rc de' Romani. Raimondo morj . ibid.
9ÎS- , , , K -limondo Catdono feonsitto da Aíarco V/.
Prospero Coíonna venne in aimo al Rc Fer- feonte. 584
dinando. 9 s * Raf.igninodì Valenza «'Franceiî. 980
Protettione di S. Giouanni Battista • 19 Rangimbert roppe l'cssercico di Afprand,&
Proui sione del grano . 1*7 di Rotan . ì6
Prudente rifpofta del SaootO Vcnetiano,à Rauennate fi danno a' Venetíani . 670
Carlo Rc di Francia . yoj Ratch ii, & Aistolfo conteodono del Regno.
Q_ »?
Quai íìano gl'infubri . s Ra:ihi$ fa'ro Monaco. ibid.
Qnat'eia Rciru dalla Scala moglie di Bcr- Ratpcrga cfottaua il maritoj à pigliarc altra
nabò. jof moglie. 17
Quai guidicio sece il Conte Albtigodi Sfor Rauenna sáccheggiara . J04,
za . joi Rcggio datosi ad Alberto Scalìgeto . 41 8
Q2?litì di Compert. } 6 Riggioseccbeggiato da i solda ti del Vif-
QMahiàdi Galeazzo Vilconte . 40$ conte . 479
QiMaliràdi Cane-dalla Scala . 407 Remigio deeapitato , 117
Qnaliràdi vízzoVisconte. 41 j Rcn.no Ri si patte da Castel nuouo dt Na-
Qualtidri Piccimnonel gtierreggiate 64? yoii . 477
Qiulitàdcl Ssoiza nel gueireggiare. ibiJ. Rícouatîcn délia rrirgua co i Saracini. 1 jo
Q^alitidi Gio. Galcazzo . jéi Rcpr.briche tebellate dalla Chiefá . 488
Qualitàdi Paolo Pontefice. $10 Restitutione» & motte délia lìgliuofa di
Qualicà di Carlo Rèdi Francia • 894 Agilnlfo. ii
Quâle fia l'Infubtia . 4 Restitutione di Perterir ncî Regno . 1j
Quando fù cominciaio il fondamento délie Ricardo Rè J'Inghiltcrra , Iposòla soteliá
mura di lodi verso Cremona. 91 del Rè di Nauata > 140
Quando cresce .& diferesce il Nilo. 1 }* RicarJo Rc d'Ingbilterra incolpato délia
Quando si fabricò il Broletto. I7S morte di Corradò. t't
Q_iando fiisondato il palaggio di Fctrara. Ricardo fatto prigione > & eondotto ad Eu-
rico Impetaiore. 14j
QuanJoíiJmciiamParmalagran campa- R icardo da Cotnubia giungea Toloroiida.
na fn tre Colonne . 474 I99.
Quando fii cominciata la guerta tra'f ici cn Ricardoda. Cotnubia cteato Imperatoter
uni ■ & Pisani. 4$t
Quando nacoue Sforza» 47/ Rifguarda gtancofadi P.io!o»zodrAtiraìnt.
Quando nacqtie il Corio autorc délia pré-
fente historia . 767 Ris; ostadel Sol lano k Federico, i8"r
Q'iatxio il Cofiocorninciòla présente hist» Rifpostadi E rince al Viscomc . }}|
• ria. 870 Risposta del Senato Milancsc à r Gcnoucli 1
Quei ehe fanoreggiauano- il Ponrefice ap« jír.
prelTo tl Rí gh rendonofofpctto Lodonr. Rispostadi PalTcfìooPrencipedl Mantou*
coSforza. 9 té nel la dr. ta A Souci no , .J<ff
QUi Paolo Diacono diee, volcndo moite Rispostadi Giouam» Visçontc Icgato dej
volte far morire Hal.ir- jj Pofltefiee 44t
Quattro regimenti in Miìano, 146 Risposta dr Antonio dalla ScalU i Giouan
Qniui il Corio dice Foill , ma Paolo Diaco Gafeazzo Vifconte. tij
no , dfll qualc egli puntalmente riceue Risposta del Conte ì gli Oiatori Milane/ï.
«juesta historia dice Fiiuli > ⣠cosi cetto 74C»
Ri.
Tauola dell 'Historia*
RAspcstj de i Preneípì Iralìani à Catlo Rc Ji Roinoaldo piglù Tjranto , & brindesi . j r
ffJRCÙ. 90 s Romolo. I
Rispostadei Ptoucditori Venctiani al Kc RollateCastelIoarse. ?j
diítancia. 9(4 Rosemonda fuggì con l'homicida di Alboi-
K/posti di Rè Gulo allVrrìbafciatore de' 110 à Rauenna . 1 7*
Nauaresi. 9J f R ou j , & fuga di Longino . 18
Kitidei Giorgiani . 165 Rotia dc'Gicci . fo
Ritoroad i Péccerit ncll'Italia . 17 ftotta de'Mljanesi . 19
Risposta exuda dell'Xuiperatore à i M ilanc (1 . Roua de'Romani datagli da Federico. 111
Royade i Fiorentini, & preía di Raimon-
Roberto Guifcardo creato Duca di Puglia > do. j,8
..Jcdi Calabria,& fù l'vltimo délia v ro« RotariRè. »j
. gcnie Normanua . « 10 Rotarj consinatoin Turino.. f7
Roberto Rc di Sicilia , entra con la moglie Rorati ammazzato, & parimente ejuacero
in Asti . »}l fuoi figliuoli . 38
Robcno Rèdi Sicilia fatto Sígnor di Geno Rubellapcrfuaflìoliedi GarimbilJo . 14
ua . ì 70 Rufino G'utcrío Podestà di Milano. 179
Romani dimandano vn Pontesicc Romano. Ruggiero Dimiano PodoAàdi Milano. x£g
S
Robetto Rèdi Sicilia piglia la giutiditione Safar Castello . iij
di Milano. . Sagacio fcrittoie diquei tempi, da vecchiez
Aobctto Bauaro entta in Icalia. 757 za perdè la vista. 44 j
Robeno Bauato lmpctatocc poco esperco Sala J iscsi da'Con tadi n i , 74
nellarmUtia . ibid. Salto dtj Signore . ii|
Roberto di Baiiiera clctto Im peratore j ;+ Saladino rompe Christiani, & piglia il Rc
Robcno Sauícuerino Podcíik ìii Aíilano . prígione. 1,6
39*' Saladino combatte Gierufalcm , la quai íi
Roberto Sanfeuerino creato Capitano de'- rende à lui. %ì6
Vcnctianj.- grt Saladino alsedia Tortofa . I J7
Roberto M alatesta , & Fcderico P 1 encipc d* Saladino lafciò 1 i- figliuoli . 1 46
Vrbinomonronoin vn gioroo. 850 Saladino sotnisce di tutte le cose ncceísarie
Kodoaido piglia per moglie Gundiperda . Tolomaida. 138
*4 Samaria. ^ lt|
flodolfo Ansborgoeletcolmperatore . i6i Santo Ambrogio vednto visibilmente àper»
Rodolso Imperatore ammazzato per tradi- CUOter con vna ícimiurra i netnici deila
menco d'Alberto Duca d'Au stria . a 07 pattia. 411
Roui ne ficre, & vectsioni tra'Guelíì Ghi- Santa Anna. J 17
bellini. 57$ S. Rassiano portato da lodi vecchîa C i : ri
Sodolfo Gonzaga , & Ranuccio ammazzati ncilanoua. ioj
nelfarco d'arme . 948 S. Bcrnabì primo Vcscouo di .Milano . %
Rooiaadi'Castel CatTìno , & del monastero S Domenico, !<>4
. diS. Bcnedetto. 11 S. Domenico canonizaro. 189
Rouuu di Rama dall'empierà dc'Gotti . 1 ! S. E'f'ia portòíl fieno del Presepio à fioma
A Jmi íi ribella dalla Renia Ciouanua . «08 in S. Maria maggiore . 119
fionum si pa cifïcano con Federico > Sl fan- San Francefco ptedicò auanti al Soldano.
no Paíquale Pontesicc. II i 161.
JUmam sconfitti • I » i. S. fianceseo volse entratc nel fuogo accio.
íom.inj roumarono GierusaJcm , & la fece che íi Soldano si facciTc Chrisiiano. ibid,
seminarc di sale . 1 17 S. Francefco hebbelt stimate . ibid,
íomani ebiedono »n Milancsc per Scnaror 5 Francefco riccuc le (limate . ihf
diRoma. jit S. Francefco moi 1 . 171
Roman© prefc da iodouico S sot w . 865 S. Frauccfco caponizato Buonacorso Podc»
stà
TauoUMWfioriét.-
stàdi Mikno. 184 Scpolcro di Chrisio • 1: 4
Santa Chiaracanonizata . m Scpolciodi Aaclu] fabricatoda Giacob 119
San Giotianni Bamfia apparue in visionc à Scpriesicacciati da Castcllo . 1S0
Galeazzo , niinaccuudolo ii touinaua Sergio l'oncefice accorda lotario co i fratel-
Monaa. 397 U. '4*
Santa Maria del Pafmo. 118 Se r: si no Aiinorita si contrapone al Sauona*
San sepolcro in Toscana sostenne dal terre- tola. 90 ó
moto vn grande incommodo . 444 Settimodccrctale contra gl' Imperatori d*
San Simconc Proseta . 1 17 Alemagna. 358
Saracim in Africj , & poi in Aqnirania . 3 8 Sentcntia di Galeazzo contra Aíarco stio
Saracini honorauo lc Chiesc ddla Vergmc sratello. 401
Maria. 1 30 Sentectiamirabile. 13 %
Saracini l'consitti da'longobardi . 40 Scntentia importante di Xorenzo Rodolíì .
Sarra Colonna incarectò Bonifacio , il cjua- &40.
Iciui rnoil jzo Sentenza di Alberto Pirouano Arciuescouo
ScelcratoconsigliodiGarimbaldo» díAíilano. j>l
Scifma nella Chiesa . Sentcnzadi Casiruccio. 404
Scisina nella Chiesa . 496 Scntcnza dcl Pontcfice à diperre dell'Im.
Scisma di tic Ponte íì ci nclla Ch iesa • 606 perio Federico Roggiero . 103
Scismain Milano. 1 17 Scntcnza pia di Aiartmo Turriano . 134
Sconsiaa de'Chiistiani , hauuta da i Saraci Sentcnzadi Vbertodi Vialca. 137
ni. 191 Setcde'Vitani , & Ruseoni. 1*8
Sciiili port.'.ti all'esequie diGiouan Galcaz- Sette porte in Aíilano . 3
10. 568 ietie Oormicnti. Ij
Sdcgnodi Narst . 13 Ssrenata eleteioue di Romilda • 11
CecoSalibene marita vna sua figliuola no- Sfortuuata morte di Fcdeie. 13
miuata Antonia à Ssorza. 397 Sfoiza, piglia Tartaglia , che si conduceua
Sctleratoeonsigl'o. »7 conBrazzo. 6)Q
Scihuominicletti â fare osleruar gli statuti Ssorza alpitaua àfarsi Capitano dcl Duca di
Milancsi «79 Milano. £34
Seditione crudeliílìma in Parma . 308 Ssorza vecise Bontetzo. 393
Seditionecrudain Fiorenza. 500 Ssorza manda alla Reina Giouanna leban-
Seditione in Como . 301 dierc , & il baftonc del Capitaniato.
Seditione in Milano . *J4 íi4«
íeditione prima in Bergamo. 30S Ssorza creato Consalonicro délia Chiesa.
Seditione tra'nobili > & plebei . 160
Seditione tra'Chriltiaai m Tiro. a 68 Ssorza amreazzail bandcrale del Rc Alson-
.Segni délia sutura morte di Ssorza Í34 so 1 & prese gli slendardi reaii . ,63 1
Segni hsciari Al lodouico Ssorza per sapere Sfoiza fece la sua diuisa . 31 1
corne stauail Caílello . 984 Sfoiza s'vniíce col RcZuigi. Jyj
Sent si coflituironoCarlo Imperatore à rin- Ssorza Capitano generale del Marchefc di
chiudersi nei palaggio . 47 s Fcrrara . 391,
Senesi si riduflero in lihertà . 578 Ssorza viene al soldo del Duca di Aíilano.
Sencsi porgono aiuto à i Piíàni . 5 88
Sc nesi si danno in poter del Duca di milano. Ssorza vàallostipcndio di Alberto Estense.
S jo. 310.
Srsoro. 113 Ssorza va al soldo di LadislaoRè. 604
Scno Diaconocon I'arme reali entra in bat- Sfotza 1 Si Brazzo si abbracciano infirme .
taglia. jj 6jl.
Scno Diaconoammazzato. , ibid. Ssorza annegato in Pefcara siume , non fi
Sentcntia di Cane circa milano. 4°i puotè trouareilsuo corpo. 633
Setb. iji Sfoiza Actendolo di dodici anni cominciò
an-
TâuoU delsfíístorU:
snctae allaguerra . joi Sindcì eletti per risormare (a pace I 117 .
Sfoiza hcbbc in vn giorno tre triste noue . Sion .Monte. X14
Si sofpetta che il Papa procaraffe la morte
Sserzaricrouato in Napoli da Pandoffo A!- di Federico, ijg
(opo . 608 Siflo primo Papa illustrò Romt con degni
Ssorza libéra to di prîgione . fil édifia"j . 819
Sserzaconfermato gran Contestable del re- S ito di Gicrtisalem • 1 1j
gnodi Napoli . ibid. Sitod'Antiochia. 112,
Sforza Padre del Conte Francefco mot) in Solleuamento grande in Milano . 1 f4
seruigio délia cala d'víngiò . 709 Solo il Nilo bagua l'Egitto . r » 4,
Ssetza imprigtonato à Beneuenta. 610 Soptamonte di Soragna Podestà di Milano- .
Sforza per cornilïïonc del Ri Giacobo heb- z 10.
be moki tratti di corda . ibid. Sozza anaritia di Rodoaldo . 1+
Sfbtza và al soldo délia Chiesi , & de' Pio- Soria tutra in man de'Saracini .
icntini. r 96 Spelonca , oue Christo nacque. n9
Ssorza creato gran Contestable délia Rcgi- Spelonca oue entrarono le tre Marie , • H
oa di Napoli. 609 Statuto sopra gli heretici . x84
otzefchirótti dal Alfonso. 67; S ta tu to di Federico sopra t notari . 104
Sforzeschi erano stimatt pi ù che huomini. Statuto de inobili . 49
Statuto contra i|bestemmiatori . IS9
Siccità grandi ffim a in Milano . 1 } 4 StatUti sopra l'vsodel vino .
Sicilia I libella dal Rè Carlo , con la morte Statuti contra gli heretici . 189
de i Francesi , che si rrouarono ncll' Iso Statuti di Gulielmo . lsi
la. tSt Statuti per l'entrare nella £ega . 176
Siena fi da à Carlo Imperatore • 474 Statuti del confilio Man toano . «77
Sigipraodo priuaro de gli occhi : 3 7 Statuti di Bonifacio Podestà di Milano.
Sigismondo Imperatore riene in .Tomba r- «09.
dia . (04 Statuti di Sopramonte • z1•
.Sigismondo Imperatore, & Filippo Maria Statuti de'Mflanesi . 1 !t
Doeadi Milano parlanoinsicme. ibid. Statuti délia congregatione délia credenza .
Sigismondo Imperatore si trouò al concilio toi.
1 diCoslanza. 6 14 Sratuti de* Lodcgianî . 101
Sigismondo Imperatore viene à Milano, & Statuti dc'Milanesi . Ho
piglia la corona di Ferro ■ 646 Statuti délia parte ambrogianâ. 114.
Sigismondo coronato in Rom a deU'Impe. Statuti de gli artefici di Milano . a. 19
r 10. 647 Statuti dc'Milanesi . 157
Sigismondo genero del Sforza cercana di cra Statuti de i Milanesi. 194
dirlo. 68a Statua diOldrado. 189
Sigismondo genero del Sforza tracta contra Stato del Duca di Milano in gran perkolo .
dilui. 690 J78.
Signori che si osferiscono aU'aequisto dî Stella rrinitaapparuta tn Italia. if*
Terra Santa . 1)8 Stefano Conte di San Polo è fatto prigione.
Signori , che accompagnarono l'esequie di 148.
G.o. Çalcazzo . J64 Stefano Pontefice chiede soccorso da Carlo
Signori che portarono il feretro di Gionan Kcdi Francia . 39
Caltazzo. J67 Strano accidente nella rouina de gli Schia-
Signori che portarono il Baldachino sopra uoni . Jt
il corpo Ji Giouaa Galcazzo . ibid. S truagema de' Milanesi. 9°
Siloe fonte. 114 Stratagemadi Robcrto Sanscucrino per sal.
Sioagoga, ouefùtradito Giesù Christo. narsi la vita. *4*
Stratagemadi Catlo. 41
tiodicato ordinato in Milano . j98 Strataeema di Cotrado . 1 )7
6 / Stra.
Tattola dcil 'f/tstorial
Stratagemadi Roberto Rcdi Puglia. 371 Jeltamuito di Giouan Galcazzo Duci di
Stiatagema diGalcazzo. 395 Aíilano f 61
Sií.it gcma di Mastino dclla Scalaà pgliar Terremoto grandi slìmo súqucldi Aiilauo.
* Btcscia. . 41 1 820.
StratJgcma d; Giouanni Viscontc pet non TeseodiS.VitalePodeftàin Milano. ibS
andare al Pooccfice. 441 T baldo Conte di Campagna clctto Capita-
Stratagcma di Sforza Attendulo. 388 no. 148
Strat.igcmadi Fiancesco Sfoiza . 681 Tibaldo singe d'ester morto. 34 *
Strat.'g;ma ridicolofa 16 Tibaldo crudelmente giulhtiato . 241
Succcuhonc , pazzia , & piiuatione di Ada- Timor grandiflïino in A/ilano pet lediscor*
gi .-aldo . 1} die dcl paesc . J77
Succ Lifo dclla guetta Gietofolima . 1 10 Tito abbandonata venue in maco de'nemici
,Suizzcri rotci , & crudelmente ammazzatt l'cnza baitaglia. 199
dagli Italiani. 814 Tiro assediata. 137
T Titani ondc sono deriuati . 131
Tambwlano Tattaro và contta Amotato Titolidi Gabfinotettot di Roma. 4} f
Rcde'Tutchi. s 60 Tôjomaida at(à da i Saracini . 199
Tabor Monte , oue si trassiguiò il Saluato- Tolomaida astediata dal Soldano .• X9t
te. II} Tolomaida alscdiata da due Rè. 140
Tadeo Pepolt VicariodclPonteficcin Bo- Tolomaida presa . Ibid.
logna. 417 Tolomaida presa da i Saracini . 19g
Taliano si libella da Ftancefco Sforza. 6(9 Tomasino Conte di Sauona venne ín aiuto
Taliano , Si Giacobo Gaietano , decapitarj a'Milauesi. 137
pet sospetto di tiadimcnto . 6 9 6 Tomasino Rampone PodeAà di Milano .
Tapino fi u me. i6j
Tarquinio , Z Tomaso Scbiauo Capitanode i Venetianj
Tattagha s'accorda çon Sforza. éi4 veciso per traditorc . 817
Tattaglia decapitaco in Anuersa . 630 Tertemoto hortibilc quasi per tutto 11 roon-
Ta 1 tat i dannegiano i Giorgiani . 16) do.
Tattari verso l'Vngheria. 188 Torniamenti solcnniinMlano. 46 s
Tartari aísaltano Turchia . 100 Torte d 1 £>auid. m
Tattari d.il SoJdanodi Babilonia vinti. 13* Torte neta. 79
TrbeCittà. Ij4 Totrcnte di Cison . it)
Tempesta inaudita fu'l Cremonese . 44 j Totrcsclo Sanuto setiue délia rouina di To
Tattati vinconoil Soldano . ;i4 lomaida. 199
Tempesta g'ande, & neue in Lotnbatdia il Tradimcnto doppiodi Aldticoda Bregna.
di di S. Marco . jjo no. 63
Ttodolindapiglia p« marito,& Rè Agi- Ttádi.mentoofdttocontta Turtiani . 31s
luis. ' XI TradinK nto sçoptrtoda Aasianco Mota. "
TempiodelSignore. 118
Tempio di Salomone . ibid. Ttatcato contta Padoani, 3 66
Jempio ou'etano )6r- ldoli> che dauano Tra vatij diíegni humani s'adcmpiscc non-
11 spolia. 1)] dimeno la d'uina vol^ntà. 88$
Tempio di S. Maria dalla Neue edisicato in "Tie ("roci apparutc Dcli'arta , Sc vn'huomo
Romapcrcomandamentodi Giouan Ga ctocisilso. If9
lcazzo. j6i Tre- Lune apparucro>con la croce ncl mezo,
Terremotograndislìmo. -, 104 rpoì tre Soli . 136
Terremoco . 111 Tr< uift íi rend? à Cane dalla'Scala. 407
Terremotog'andiílìmoa Milano. »68 Tttgn iiràil iîèdi Bocmia, &'quel di Pu
Tctrcmoto inaudito pet tut ta la Zombatdia. glia i con molti Prcncipid'Italia . ,41 f
.Ttcguattiil Soldan;> ,e i PclIcgr'Di. j 99
Tctrcmoto à MiUao . r Tregua ttà luchino , Sc Obizo Muches? dt
.fer-
Tauola deWHìflorìa* i.
ferrata . 4J4 Vcciaone etudcle in Genoiia trà Gtulfi , &
Trczodato a'Milanesi. m Ghibellini. JJ4
Trionfodi Claudio Marcello, 4 Vcnediço Bolognese Podestà di Milano .
ftisto successo de gHíblim ; S6
TuiloOstilio. i Vencdegio Podestà di Milano. 1Í4
ftimulco ciuilc in Como . ijí Vendett 1 di Aíone. 13
Tumiilcileuati in Milano. "7 Venem trouatiad Antonio d'ortona peraue
Tumulio ûnguiooso in Brefçia. Jl8 lenat Giouan Galcazzo . fig
Tumulro sanguinoíb in Cremona Venetia. 4
Turchemani che gente sono. to8. Vmctianiad vn tempo guerrcggiaiiano co-
Turchi Cotnbat'to'iiO Negroponte tra Federico Imperatore, & contra Mao-
Turchi con l'armatasmontanoin Italia & mettoprcncipede'turchi. 808
occupano Ocranto . 849 Venetiani alscgnano stipendio à Franccsco
Turriani rinti » 179 Sforza. 68s
Turriani capi dcï popolo • 219 Venetiani con lo Sforza determinanodi ve
Turriani rompono la pace . 171 nue à confluto. 944.
Turriani istituci fend it >nj da S.Ambrogio. Venetiani con Lodouico Sforza. aslediano
198. N nia ra . jjy
Turriani vinti da Oto Arciucfcouo . 171. Venetiani chiatnano Franccsco Sforza pec
tuttele Cittàd'Italia si sottomettono ì Fe Capitano. 661
derico . . 1 04 Venetiani, & il Duca di Milano fanno gr a 11
V partiti àSforza. 700
Val di Giosafat • on'èsepolco Esaia • 1 1 4 Venetiani , Sc Pifani ruppero l'armata de'
Vallarcflci ptefetto de' Galli oppreílo da gl' Genouesi* • *x8f'
" Iialiani. 948. Venetiani, 8c il Ducadt Milano vengono in
Vallenano sorto Brescia ferito rnliore. j 4* contrasto di cui doueflse clsere il porro di
Valetìano fratc/ío d'fnrico via. crudelcà à Zigorno. jái
Lodí: $40' Venetiani entrano con l'esseteito inGhiara
Varia somma di £upo ncl facto d'arme , & d'Adda : • 981
morte dieslo. 31 Venetiani fanno lega co i Fiorencini contra
Valcusori orrdederiuano . - 104 il Duca di Milano . 641
Vberto Beccaria Podestà di Milano . 181 Venetiani fanno lega coi MHanesi. 770
vbrro da rerzago creato Arciaescouo in Venetiani guerreggiano con Mastino dalla
Milano. ■ •■ t'44 scala . '410
Vberodi Pirboano Arcíuescouo di Milano Venetia , Marca , & Romandiola molesta-
(corumunicato nel concilio • 96 te da pestilcnza . s°J
Vberto di Vìalti Podestà di Milano. is6 Venetiani hebbero trenigi da cjuei dalla fca.
Vberto Pallauicino nernico dclla Santa la'. 414
Cbicsa . 131 Venetiani sconficti da i Gcnouefì. 499
Vberto Pallauicino heretico . ibid. Vïnetiani presero 1 1. galee à Nicolao Ma-"
Vbenino Pallauicino Podestà di Milano . gnecia. 444
Venetiani guerreggiano col Re d Vnghe-
Vbtito Phcentino Podestâ di Milano. ioj ' riu,& coo l' Imperatore 619
Vberto Pirouanodecto Arciuescouó . I ri Vínetiani mandanoil Marchesc di Minroa
Vberto Viscontecletto Podestâ di Milano. contra il Duca d i Milano. 6;8
'ìié.' Venetiani rompono i! DHca di Mijano. 66}
Vberto Soi lo Podestà di Milano . 187. Venetiani muouonoguerra al Duca di Mi
Vberto strito Podestâ di Milano. 188 lano. 697
Vberto Veneto pretor di Milano. m Venetiani con l'eíTercito passano fino à i
Vbetco Macaffiiola podestâ di Milano lOZ Botghidi Milano. 699
Vberto quirro crearo Pomefice . i!» Venetiani posero l'eflercito tte miglia lon-
Vcccjli veduti combattet ueU'una. I9Ì ta no da Milano • 70 1
■ ■* i Vc.
TáuoUdeW fftstoria
Venetianî rotri dallo Sforza rifauuo i'csser- netiam . 949
cito maggiote . . xt8 Vettore Papamotl. io<
Veneriani niaadarano soccorfo i Franccsco VgoRcdi Tripoli morl in Cipro." ico
t Sforza . . .. 74j Vgone Rè di Gierusalcm fa la tregua con
Vcnetiiiii si fanno intendere allo Sforza , Bendocdar Solda no . x6a
chcnongiierreggico'AíiUnesi. Vicaro terra de gli Aragonesi saccheggiata
Veneciani mandano l'essercito contra il Du coa ogni et u del ci • 67 s
cadi serran. 8j> Vicenza rouinatada Fcdctico. I9J.
Venuiani soli contra la legad'Italia guet» Vicospianato . *8
teggiano. S6f Vicenza si dà à Giouan Galeazzo Visconte .
Vcceuani oecupati contra il Turco non pre
it.inoaiuto al Rèdi Francia. 9x4 Vigeuano combatroto in fanno da gli Sfor-
Yen tiani mandano aiuto à Lodoiúco Sfor* zeschi. 761
i» • j4r Vigeuano si dà allo Sforza . ibid.
Venctianí haucrebbono haiiuto Carlo pri- Viiifïïrnotimor di Costantino ; x?
g one se Lodouico Sforza facea il suo de- Vinccslao Boemo deposto dell' I m per io pet
Ib.uo- »4f chc non procuraua di estinguerc la scis-
Vcneriaui sollecitano il Rè Lodouico à pi- manella Chiesa • j/4
gliaic lostaiodi Milano . 998 Vinccslao figliuolo di Carlo quarto clctto
Venuta di Teodorico Rè de gli Ostrogotti Imperatore • 49X
nellaltalia. 11 Vinccslao eletto Imperatore tenne il fret»
Venuta de gli Vnni in I talia. ibid. al cauallo di Gregorio Pontefice cami-
Vercelli Città presa per l'Imperarore . 34/ nando à pieJe : ibid.
Vcrccllesi si tendono á Mattco Viseontc • - Viseonti consermari Vicarìj di Milano. 4 jl
Visconte de' Viseonti Podcstà di Milano.
V.rtclli cruJelmente saccheggiato . 484
Yergognoúflima motte di Romi Jda . xj Viseonti mettono il catnpo à Genoua . 4Í 8
Verona accetca Guiielmo Scaligctoper Si- Vittoria Città presa di'Parmegiani . 108
gnore. j8l Vittoria di Alboino . 16
Vctona soggingata da nuouoda! Visconte , Vittoria de'Venetiaoi contra il Duca di Mi*
con molta vecisione de'cittadini. JI7 lano. é?8
Verona maltrattata confcrmòlo stato del Vittoria Città edisicata da Federico* iot
Visconte. ibid. Vittotiade'Comcnsi . éx
Verona , & Vicenza nom inate soreile . j 6 9 Vittoria dc'Milanefi à Vigeuano; 148
Verona saccheggiata da'Uucheschi . 664 Vittoria di Vuetaro . 11
Vérone si da Federico sconfitti . 76 Vittoria incerta del fatto d'arme tra'Fran-
Vercmcsi giurano in questa lega . 1,7; cesi , & Venetiani . 949
Veroucsi cacciati dal Viseome . y x 8 Vittoreapprouato Pontefice. ',89
Vcronesi coa honesti capitoji si danno a' Vc Vnalanciaveduuinariaapercaoter lator-
ortiani. 181 redi Santa Croce . 1)9
Vcroncfi si ribelianodal Visconte. jx6 Vn Ceruo fuggito net padigltone di Sforza
Veisi in fauor di Ssoiz » . jj6 diede selice augurio di vittoria. 616
Vcrsi à comendationc d'Alcslandro Ponte. Vu'EIcsante , & vna Tigre condotti à Mila
ficc. 889 no . 84 f
V*í> ai ini poûi da i loro nemici ne 1 fuoeo in Vn Fabrianotiolò. »na dongclh poi chc fà
piazza. p7 morta . t J4
Vcilìllo biancoconta Croce rossa. x8y V tbano Pontefice morl . 117
Vessillo mandatoda'fiorentini.Sc Bologne- Vtbano Pontefice diede il regno di Sicilu à
si. +i9 Carlo Conte di Proncnza . 1} 6
V-flìcio de gli otto instituito in Genoua . Vxbano quinto creato sommo Pontefice •
.480.
Vcslilli dt'Fianceí venati in rnano de' Vc- Vibaoo quinto Pontefice duramente assedi»
Pc-
TâuoUdelCHistoria.
Tengit. 476 tutti cbcstctnromro. ibid.
Vrbino quinto non porendo iasignoririï d' Vuetaro Duca dcl Friuli )i
íraJia ■ ntornò in Auignone . 477 Z
Vt5i«o quinto Ponteficc fù dipin to per Sá- Zangiacobo Triulcio lasciato îl Rc diKapo.
ro, perche guerrcggiaua contrai Viseon- ii , s'eraaccostatoal Ri di Ftancia . 941
ri. 47* Zangiacobo Triulcio maadato corne Realc
V rbano Papa prelo da Carlo Rc di Puglia . Goucrnatorein Asti* 968
Zangiacobo Triulcio seriue à i Dertonesi #
Vibaoo Poacefice tracta di priuar del dom i. ibid.
nio Bernabò , & Galeazzo Visconti. 467 Zizi mo frateUo del gran Turco morì in rai
Vrbano Pontcficc tiened' Auignonc à Ro ■ no del Rè di Francia . 9)9
main habito di Titanno . 474 Zauataracampana. t\S
Vsbano Pontcficc entrando in Roma , da Zauatario di Strada Podestà di Milano,ibid.

Jl Fine délia Tauola dcll'Historia ,


TAVOLA
DI TVTTE LE COSE NOTABILI
GOMPRESE NELLE VITE DE GLÌMP.
SCRITTE DA BERNARDINO CORIÒ.
r * Cah'utoringo Rède'Longobardi arse Angilino,& Agimundo morti ail" aífedió
j\. Padoa . 90 di «Milan©. 87
Adtiano succefle à traiano neU'Imperio 60 Antiochia presa da i Christian! ,
d m no per virtù trài buoni Imperatoti c Antonia madre di Claudio diccua ch'egli
comendato. 60 eravn mostro , non fini to dalla Natura •
Adtiano Impcracoredotatodi moite scicn- ii'
ze , & arti . ,.. <o Antonia rifutando Nerone per marito sù Ja
Adriano ricdificò Gierusalem, Si la chiamò quel lo fatta mot ire . )8
Elia. 60 Antonio innamoratosi di Cleopatra ripu-
Adnauo scce manirizarc A Brescia Giouira diòOttauia. il
& Faustmo. 60 Antonio vinto da Ottaniauo. it
Adtiano riseee Aleflândria. 60 Antonio Commodo succefle à M. Antonio
Adriano scceedificare il sepolcro di Pom- neU'Imperio . ' éi
peo. éo Antonio Comodo si diede alti lu (Tu ria . 61
Afticaniiiedisicatono Genoua Cuti. 104. Antonio Comodo strangolato , & tiputato
Agiulso ammazzato da'suoi . 77-78 nemico dell'humanageneratiooe. 61
Agiulso crcato Rè de'Gotti . 77 Antonio Pio succefle ncll'Imperio ad Adria
Agiulfoscce pace co i Romani à pteghi eli'
Galla Placida . í*" 78 Antonio Imperatore dimandato Pio, & pa-
Agostinodottor délia Chicsa qnatido motì. dre délia parria . 60
Antonio si poreua comparare à Numa Pom-
AhticoRède'Gorti motì appresso Cosen* piho. 60
za. . 77 Antonio Pio morl in Loria fiia Villa . 61
AlbaSiluio. ■ «*-, 1 ,X Antonio Basiano succefle ncll'Imperio à Se-
Alcuino filosofo fù samoso in Francia . 9 í? uero . 62,
Aleflandro . % .Antonio Caracallaaflbmigliato nei vitij à
Ali ssandro Imperatote fil au Jitore di Ori- "Domitiano. 61
genes. 63 Antonio Caracalla ammazzato da' Parthi .
Ambiorige eoiiscglia Romani maltiagia. 61.
mente che si lieuino con l'cflerciro. 7 Apollodoro filosofo diede irn íàuio precetto
A mingo mandato in eflìlio da Natsè, motì. à Teodosio Imperatote. 74.
8?. Arbogasto vecise se steflb . 7j
Amulio>& Numítorc. % Arcadio succefle nell' Imperio à Teodosio.
Anco Marti o . j 76.
A in n o di Olimpo hereticobatteggiando be« Arcadio Imperatore cacciò S. Giouanni Grt
stemmiaua laTrinità. 8j sostomo di Costa ntinopoli . 7Ó
Anastasio imperatote risiutò la dottrina Ca Arcadio succefle à Teodosio nell' Imperio .
tolica» 8/ 76.
Analtasio fulminaro dal cieío morî . 8 f A rdire, & poret di Cesate. - 4
Anastasio succefle nell'Iinpciio à Zenone . Arnolso succefle neU'Imperio à Carlo Gros.
8,. 1°« IOj
Anastasio Imperatore fi secc íàcerdotc . jtf Armenia occupata da'Patthi per dapocaggj»
nc
Tauola délie vite de gVltnperatori.
ne di tiberio i ±j icicugaiio lucecsseai Vgo neU'Imperio tf
Atscoiodi 5ena:orr diuentò heremita . 74 Italia. lot
Ascanió. x .Berengtriofû coronatolmperatore da Lart
jMTcletario indouino piedísse la moite di do l'ontefice . 10s
Domiciaho. j6 •Bcre-gano successe neU'Imperio in Italia .
itstiuenza miiabilcdi vnafanciulla sù quel 10} . ,
ditulesi. 99 Bozùo Romano samosoal tempo d'^ínasta»
Au\ u ico Rè de' Cotti disse , che l'Impcra- sio Iinperatote . jj>
tore era vn Dio in terra . 7) JJjgellino , che roui naual'Icalia , ammaz-
'./nlarico Rè de Gorti morl. 91 zato da Narsè . 8^
.lícalarico íuccesse à teodotico nel Regno de* C
Gotti. 88 Callisto Papa ordinò il digiunodei quattro
Attila Ri de gl'Vnni vecisc Blada suo fra- tcmpqri . 6»
telro . Capuagtiastata da'fiarbari . St
Atiùì fie morìdi flussb di sangue. 81 Carestia csttema in Giemsatem . ji
Attila Rèpresc > & arse /fcquilcgia. 80 Carlo Rè di Francia hebbe dal concilio di
Atula fie quai terre rouinò ín lc.iha . 80 poter'eleggere il Pontefice . 98
Attila Rè per quai causa obcdl al Pontefice Carlo Rc di Francia cteato Imperatore. 98
Romano . So Carlo Grosso successe à Catlo secoudo nelP*
Au : la vii>sc il Rè di Borgogna . 8I Iniperio. 99
A 110 lui .i amlli.no di Cesare . 14 Carlo Rc di Fraucia prese Desiderio Rè di
'-rfttoprudentiftimo di Oco . r 4} Pauia, Sc il inandò in Francia . 98
Auo valotoso , âc prudente di Gesare i- 14 Cailo Grosso succcíle nell* Impcrio à Car*
jlugutidelPiencipatodi tiberio . 17 lo. .101
ylugutio d'vn fanciullo, che prédisse l'Im- Carlo Grosso Imperatore soggiugò la ij.
peuoa Galba. voira Mi lano . 101
ViigustulJo Signor di Roma rinonciò spon- Carlo succefle neU'Imperio à Z.odouico.100
' taneamenteilprencipato. 8j Carlo.Imperacore aueleuato moiì in A/an-
./ure/10 ^Icssandro successe nell'/mperio.a ton a. 1 00
M. Antonio . 6f Carlo seconde successe á JLodpuico ncll'lm*
,/ureIiano successe neU'Imperio à Quinti- perio ■ loçt
lio. 6f Caro successe à Ptobo neU'Imperio . 64
/urelianofú il primo Jmperator che por Caro Imperatore ptese Sefanc, & tesiphon-
tasse coroaa in testa . 6f te Città . ,66
/tigustoriputatofclice , cttoiano mcglior Cassio credendo che £ruto fosse vinto , íi
íi tuttigl'Imperatori. $9 fecc vecidere . %1
B Cauallectedi mostruosa forma apparie in
J.:rrabà Lattcggiando disparue l'acqua del Francia. 109
. batteíîmo . 8f Ccsare fatto edilc. *
B-.Í1I10 , & Grcgorio al tempo di Valente Cesare qnestor di Spagnaí 4
sutnofamosi. 73 Cesare sottomette la Spigna . .4
£eda cícco fiì miracolosaménte illumi nato. Cesare si marna. y
. 91- . Cesare dà la figlinola à Pompeo . S
ìiìt prête simoso in înghiltetra al tempo Cesare disponc d'andar coutta Roma . I o
di Giusttniano Impetjtore. 9f Cesare comincia à trattar con l'aime d'oc.
Bílisario sotto color di pace sece morir Cû. cupat la Republica Romana. 10
taricb . 88 Celáre toise il cesoro dell'eirario di Roma'.
BclisarWpresril Rè dc'Van iali , & il man- 1 1.
dò à Giustinjano Imperatore • 8S Cesare occupáta la Republica ordinadiuçr-
Bíhsirio yicCó Napbli à fóiza'ví ïscVgtan samenre dal suo soliro. if
crudcltà • • 88 Cesare disponcu.idi tagliate l'istmo di Co-
Bcmuplcnza ìîcî^pòpôlo verso Ccsaret rintoi • 17
vCe-
Tauoîa délie vite degl'smperttcrl.
Ceíâre volcndo vendicar Ja moue di l'om Coiwdo ) . luccessc i iotatio nelslmperio
peo > corse à gran r iscd • .14 IIO.
Ccíirehebbei}. feritc. 19 Coldra Rè di Persia toise da Gierusalcm il
Ccsare tegnò anni j . 19 legno delfa Santa Croce , 91
Cesareaeousumatada Vespasiano. 48 Cosdra Rè di Persia si facca ckiamare Rè
eeíâreaReinadi Persia batteggiata da Co- de i Rè. 91
stancino Imperatorc. 91 Cornelia ,oggi Imola. 1}
Citillafigliuoladi Deciosotto Claudio Im> Costactinopoli assediato tre anni da'Sarad-
petatotc martirizata . 68 ni . 96
Çittà toninace da Attila Rè de gli Vnni . 80 Costantino Iasció tre figliuoli Jmperarori.
Claudio Drusoquai nationi soggiugó all'-
Impcrio Romano. *f CoRantino Imperatore ridusse alla fede
Claudio figliuolo di Drufo successe ncll'- Christianai giudei delta Spagna. 9»
ImperioàGalligola Jt Costantino successe ad Eraclio nell' Impc-
Claudio rtcusando di clíere Imperatorc beb rio. 91
bel'lmpcrio. )) Costantino } . Imperatore veci se Papa Afar-
Claudio fece moi ire i congiurati contra tino. 94
Calligola . } $ Costantino Imperatore assedía Beneoento.
Claudio Imperatorc dicea che i fònghi cra- 94-
nopastodegli Dei. JJ Costantino j. Imperatore porto via le rego-
Claudio auclenato da Agrippina morl . j J lt di métallo dal Tempio Panteon . 94
Claudio di che etàmorì. JJ Costantino j. Imperatorc ammazzato da i
Claudio quai sabriche fece in Roma . $4 suoiin vnbaguo. 94
Claudio arumazzò Messalina sua moglic Costantino sesto successe à 'Leone quarto
. perhauerc Agrippina. J4 nell'Imperio. 97
Claudio successe à Galicno ntU'Imperio 6 y Costantino quinto successe i £eone nell* Ira
Claudio Imperatorc {confisse joo. tnilla petìo. 97
Tcdeschi . *í Costantino quinto Imperatore persegnito i
Claudio Imperatore morl . 61 Christiani ,& si diede all'arremagica 97
Claudio imperatore fù annpuerato crà gli Costantio 7mperatore fece mangiare aile se-
Dei . 6s rei Ràdi Francia . & di Alemagna. 6?
Clodio vestito da semina haoea violato i si- Costantino Imperatorc morl in Atiione
grifici délia Dea fiona . 7 Villa. «9
Colonia prima detta Agrippina. jt Costantio successe à quattro Tiranni dell"»
Colomba miracolosaoiente (cefi sopra il ca« Impcrio. 69
po di Fabiano Pontcfice parlò. 6} Costantio Imperatore ammazzato i Solo-
Congiura di vcclder Ccsare , da quai cause nit. 69
hebbeprincipio. 17 Costantio prese Costantino , & Io secc mo>
Condlio celebrato in Rimini. vo rire . 78
Concilio fatro d gli heretici , chenegauano Costantio successe n:H'í mperio à Costanti
la diuinità di Christo Giesù , 96 no . 94
Concilio vniuersale. 94 Costantino Imperatore morl trà Cilicia > fle
Concilio celebrato contrai violatoii délie Cappadocia . 70
imagini. 9* Cremona rouinata da Ottauiano & Anto
Corcira , oggi Coifù. st nio, xi
Corrado 3 Imperatorc mot! . 9 j Christo nacquenel 4t.anno dcjrimpcrio
Corrado successe ad Enrico nell' Imper io . di Ottauiano . 'x +
106. Chriflianimartirizatisotto Galerio Impe
Corrado Imperatore minacciato da S. Am- ratorc . ég
brogioleuòlVisscdiodaMilano . 106 Christiani martirizati sotto Antonio Co
Corrado exeato Imperatorc in ^lemagna . rn od o . (l
101. Cioce apparau ne'restimenti dc'Gindei ji»
Gie«
Tauola délie vite de gt ImperAtari.
, Gierasalem . 71 kunuchi .
Ctonica di San Girolamo à che tempo fini- Domit. non volea che le donne infâme he-
sec. 7* rcditaiTcto . S6
D Domtc fù eccellente saettatore. S?
Eíínutio ncpote di Costantino fù morto Domit. riusel crudelislimo • 56
pccíso Aquilegia . 70 Domit. diede à mangiare â i cani vn padre
Decentio Ce suc s'appiccd preslb à Sauona . di sa m ig lia. j6
70. Domit bandl tutti i filososi . j6
Dccio Imperatorefù perfecutore de' Chri Domit. fi mostraua mansoetoqtiando víaua
st uni. 64 ctudeltà. j6
Dccio fuccesle à Filippo nell'Imperio . 64 Dottori délia ChieCt al tempo di Teodosio.
Decio Imperatot col suo figliuolo veciso . 76.
64. Duodecima rouina délia Città di Mil. fatta
Décima petfecutione de' Chtistiani doppo da Teodoberto . 87
Netooe. 67 Duc huomini in Candia appaxuero in fot-
Dcgna donna per saluai l'honcstì si gettô madiAíosc* 79
oelfiume. 80 E
Dcmoni , che stauano aile osse di Ncrone Edification di Cartagine. %
moleslauano i CittadinfRomani . 40 £dito di Galerio contra Chtistiani .' 68
Desidcrio fù i'vltimo Rè dê'Zongobardi.98 JEditto di Giuliano Imperatote cStra Chri
Dcscnucsi Galba pet lequalitàdcl cotpo . st iani . 71
40. Elderico fuccesle ad Agiulfo nel Regno de'
Descriuesi Cesàre délie suc qualitì • 10 Gottt. 7S
D.ockiuno non volsc tuornar'aU'Imperio. Elderico Rc ammazzato perche feruaua
67- pace. 78
Diodetiano fuccesle ncll'Impetio à Cato . ElioPertinace fuccesle ncirimperio à Co
66. in od o. 6l
Dioder/ano volse essere adotato. 67 Elio Pcrtiuace ammazzato da' Prctoriani .
Diodetiano rinonci ó l'Imperio à Massim ia- «I.
noErculeo. 67 Emiliano fuccesle à Gallo , & VoluCano
Diodetiano fi vecise col releno • 67 nell'Imperio. 64.
Diodetiano annoueratotta'Dei. .67 Emiliano Imperatote mot). 64.
Dduuio grandt/simo in Iiguriaj& ia Vc. Enea portò l'insegna in Italia dell'Aquila.i
netia. 89 Entico Batbanera fuccesle à Corrado nell'
Discordia sopta il celebtate la Pasqua te- Imperio. 107
gnandoSeuero . 61 Enrico Jïarbanera Imperatote vinse Olde-
Diseordia tta gl'ltaliani nell'eleggere Hm- rico Rè di Boemia. 107
petatore. 101 Enrico Batbaneta ordinò ehe non si créasse
Diuini honori datì al corpo di Cefare . 1 9 il Pontefice Romano senza suo' ordine .
Diaision délia Gai. Tr.uisal. y lût.
Diuisione trà Pompeo > & Ces. in quai mo Enrico terzo fuccesle rtell'JImperio ad Enri
do antienne . 9 co Batbanera v 108
Domitiano successe ncll'Impetio à Tito suo Enrico quarto Imperatore morl in Spira
, siarello. " jf Cirtà . 10»
Domitiano volse préoccupât rimperîo à fpitafio alla fepoltnradi Cefare. 19
Tito. S 5 fpìtasiodi Beda comiheiato da homo.dc
Dootit. ammazzato da'suoi crudelmcce . jj ' finitoda Angelo. 9S
Domit. fecc tapprcsentaic vnaguerra naua- Epitasi o di Pallas figliuolo di Euandro. j
le. S6 107.108.
Domit. sece tisat'il campidoglio . $6 EíTcmpiodi mutabil sortunain Pompeo. Í4
Dom. due volte ttiôïò di Gati>& di Daci. Jí Etio con astuto confcglio ptouide al lo stato
Domitiano comandò che non si faccíseio Sa
f.' v Sa;'
Tauola cteÏÏe Vite cfegr/mperatori.
Euticiano Ponteficeirurcirizzatosotto Au- fia 1 Cesari . 30
icliano Imperatore . 6/ G. Calligola fil crudele contra Tolomco fi -
F gliolodel Rè giuba. 30
Fabiano , & Comelio Pontesici mattiriz- Gaioa si diede aile Icjgï , & aile arti libérait.
zati sotto Decio Irapcratoce . 64 40 .
Farnecstreinain Roma , & in Liguria. 8g Galba Ji sinçolar bonti . che rifiutò l'Impe-
Fauno . i r o doppo la morte di Gaio . 40
Federico BatbaroíTa succède à Cortado nel- Galba succède à .Vérone ncll'Im perio . 40
l'Impcrio. ni Galbaammazzaco da'congiurati. 4»
Filippo Acabico succesle oell'Imp. a Gor- Galba f u seuctiflìmo nel senrentiare . 41
diano. íj Galba accettò d'esser goueruatorc del Sena-
Filipposù il primo Imp. Christiano . 64 to Romano . 41
flonaiio succelsc ncll'I inpcrio à Tacito. 66 Galba Imperatore fece morire i gouernato-
fondamenti mioui del Tempio di Gierus. ri délia Cirtidi Spagna. 41
roman J.il terremoco . 71 Galba notatod'auaritia. 41
Foca succelsc nell'lmp. à Mauritio . 91 Galba riuocò le liberalità di Nerone. 4 1
Foca concède à Bonifauo Papa che Pan te Gallia diuiíà in tre parti» 16
on folle Sagran a/ nome di Maria Vcrg. Galerio succesle à Diocleciano nel" Imperio
68.
Focino . Si Apollinare samosi herecici re- Galieuo succesle à Valeriano ncll'Imperio .
gnandu Valcnnniano Imperacore . 71 **'
Forma del digiuno Macometano . 91 Galieno con vn suo sratello morti a Milan o.
Fuoco acceío da vn Romano nel Tempio di 6j.
G ci 11 saisine. J4 Gallo , & Volufiano suo figliolo sncceiTera
Fugadi Cesare. 3 à Decio neirimperio. 64
Furio Scribonio suscité guerre Ciuili . J 4 Gallo , & Volufiano Imperatori ammaz-
G zati in vna seditione . 64
Gadara presà da Visconti. 46 Gensrrico Rè pigliò carraggíne . 7I
Gaio Calligola figliuolodi Germanico suc Genserico Rè de' Vandali perseguitaua i
cesle nell Imperio à Tiberio . ,19 Vescoui Christian). 78
Gaio Calligola di quai cose si diletraua. 19 Ghiaccia dt smi su ra ta grandezza pioaota
G Calligola andò per ammazzar Tiberio dal Ciclo in Francia . 99
Imperacore. 30 Giano I. Giano II. 1
G. Calligola vinse Artabano RèdeTanhi Giauia , & Zoto soggiugate da Vespasiano
30. ail* Imperio. 48]
G Calligola fece vn Ponre da Baie al Puteo. Gierufalemc a che tempo fú estima . 54
lano . jo Gierufaleme prefa da' Christiani . 1 09
G. Calligola volsc eslèr chiamato Pio . 30 Giouannidcl tempo visse 361 anno . 94
G. Calligola volse eslèrc adorato sorto no Gioachino dotto indouinosù fimoso a] te-
me di Gioue larule. 30 po di federico BatbaroíTa . 111
C. Calligola fingeuadi parlare con Gioue Gioscso Historico preso , & condorto a * es-
Capitoldo. . • jo pasiano . 47
G. Calligola si mescoló Carnalmente con Gioue hebbedalCieloperinsegna I'Aqui-
le sue sirclle . jI la . 1
G. Calligola facea venirc i Padri a redeie a Giouiniano Imperatore fece vergognosa
(traceur? i fighuoli, ji pace con Sapore Rè di Pcrsia . 71
G. Calligola Imperatore desideiana ogni Giouiniano succesle à GiulianoneU'Impe»
maie all'humana generatione. 31 rio 7«J
G. Calligola fecedecapitar Proculo per la Giudei abbandonando le mura si ritira nef|
sua belta . j1 Tempio. j»s
G Calligola vccisoda'congjurati- ji Giudei 1 1, milla morti in vna scaramuzza »
G. Calligola non rolca eflere annoucrato 47»
giudei
Tauola délie *v\te de gV Imfcrdtòri .
Glvidei fijggenJo di Gierulàlem inghiotti. glorloíò triont'o di Cesare . 16
uan o i denari . gotti gnaltarono con suo:o Roma . 77
Giostiniano Impcratore pet inganno da vn gotti lepelirono Alarico Ré nel fiume Bi-
Caualiero fù morto . 70 santio . 77
Giuiiaoo concède a'giudei che riedificaísc gotti lì paciíïcano con Onorio Imperatore .
il rempio di Gierusalem . 71 78-
Giuiiaoo successe nell'Imperio à Costantio . gotti diuisi in due parti sotto AUrico.&Fri-
70. gidaiico. ' 81
Giuiiaoo Imperacore morl nella guerra di grande £umauità di Tito • ff
Soria . 70 gordiano aperse il Tempjo di giano . 6 j
Giuliano perfcguitò Christiani . 71 gordiano perseguitò Christiani . 6j
Ciulio Cesare da'Caualierichiamato Augu gordiano sù morto da Filippo . $1
ste 70 gratiano toi se Tcodosio per coin pagno nel 1*
Giufliaiaoo succède à Giustino nell' Impc- Imperio. jf
rio. 86 gratiano successe nell' Imperio d'Occiden-
Giustiniano Impcratore sece i quattro libri te • fx
deU'Instituta. 89 gratiano successe à Valentiniano suo padre
Giustiniano sece edificare in Costantinopo. ncll'Im perio . 71
li vn Tempio à Giesù ch risto . 89 gratiano Imperatore erede alla predicatio»
Giustiniano Impcrator* mandò fielisan'o à nc de Sant'Ambrogìo . 7;
liberar l'ItaJia da'Goeti . 8 8 Gratiano Monaco quando compose il decre.
Giustiniano Impcratore mandò Pellisario in to. 109 1 10
Per fia contra i suoi nemici . 88 Gratiano Imperatore si deseriue per le sue
Giustiniano succède à Costantio nell' Impc- qualità . 74
rio. 9s Gratiano Imperatore Fauorendo gli Alema-
Giustiniano Jmperatore abbreutò le leggi ni sù morto da'Caualieri. 7)
Impcriali. 89 Gtegorio Papa sece parlare m iracolosam en
Giustiniano Minore Impcratore liberò X A- te la testa di Traiano . 59
frica da'Saracini . 9 ; Gtegorio Ponteficeordinò le Ietanie . 96
Giustiniano Impcratore mandò .Bellisario Guerra ciuile cominciata trà Cesare , te
con l'csscrcito in Aftica . 88 Fompeo. 10
Giustiniano successe nell'Impeiio à Costan H
tio. 9 f HereGa de gli Diasconi , & de gli Acefali
Giustiniano Imperatore sece morir Tibe- inEgitto. 8t
tio, & Leone in publico . 9 y Henri co successe ad ©to quarto ncll'Impe-
Giustiniano minoredi nuouo pigliò l'Im» rio . 10 6
perio. 9 s Henrico quarto successe ad Hentico terzo
Giustiniano perfcguitò gli heretici . 86 nell'Imperio. 108
Giustiniano Impcratore ciecò Galicînio Pa- Hentico tetzo successe ad Hentico Barba
triatca di Costantinopoli . 9s negta nell'Imperio 108
Giustino successe ad Anastasio Impcratore. Hcnrì co ter 20 Imperatore vintoda'Sassoni.
8*. 108.
Giustino Imperatore muorc . 86 Henrico terzo Imperatore f.itto ptigione
Giustino Minore successe nell'Imp. à Giu dalfigliuolo. 108
stiniano 89 Henrico terzo Imperatore morl in pi.nui ,
Gli stendardi di Furio Sctibonio son si po • ftlagrime. 108
terono moucre . 3* Henrico Birba negra Imperatore costrinse
Gli esserciti di Mesia , & d'Ongb«ia ribcl- tre Pontefici á renuntiare il Papato .108
lando giurarono sedeltà à Vcspasiano. 4s Henrico successe à FedericoVBarbarossa nel
Gotti spinti dalla famé supetatono Fesser» l'Imperio. m
citodi Valcnte Imperatore. 7} Heraclio successe a Foca nell'Imperio.' 91
gloriofà vi t tona di Tcod. 7 ; Heraclio Imperatore morl in Gieni salera
g x d'hi«
Tauola délie Vite elegl' ímperatorì.
d'hîdropisia . 91 Iuucnale poeta moil al tempo di Ttaianoi
Hcraclio Impetatore > vinto Cosdra Ri, ri- S9-
poctò la S. Ctoce in Cicruíàlem . 91 I Saracini furono cacciatì di Sicilia al tem
Hujminifaroosi in Italiaal tempo di Giu- po di Carlo seconda Impeiatote . 100
stiniano Imp. 8S L •
Hnomini samosi al tempo di Zodouico Pio la Chicsa cominciò hauer posseílìoni al
Imperatore. 99 tempo d' Alessandro Imperatore. 63
Humanité di Claudio . 34 Za Francia si conuettl alla fede di Christo al
Huo.n ìni fUmosi al tempo di Gratiano Im - tempo di Giustiniano Imperatote . 8<
peratore. 74-7Í Zalancia , con la qiule fù percossb Christo
1 nel cosl.uosù trouata in Gicrusalem.109
Idealdo Rc de'Vescigotti fù morro. 88 Z'animadi Traiano per preghidi Gregorio
Isidoro >& Gallo pet íântità samosi. 91 fù alfolta dalle pene Inscni.iii . 59
Ignacio Vcscouodato à mangiare aile be. Za piescntc historia fîn'á doue ê tolta da
stie . S9 Prospero scrittore . 78
11 capitoglio fù aríbil nono anno dell' Im- L'^quila perche è chiamata recel di Dio .
pcriodi Comodo. 61 69.
II cauallo di CeCue hauea i piedi à guisa d' L'Arciuescouo di MilanocreatoSignotedel
huomo . ao temporale . 104
II corpo di S. Tomaso fù traslatato in Edifia Za testa di S.Giouan £attista portatain Co-
Cittàdeli'India. éj stantinopoli . 74
H corpo di S. Paolino Veseouo trasferito in Latino. t
Sassbnra. 106 lege di Tcodosio Imperatore fauoreuole à
II corpo d'vn Gigante trouato in Roma • colpeuoli . j6
108.109. Lege di Maom e tto circa il punire i lad ti •
Ilduino eletto Duce da'Afilanesi . 8 $ 86 »!•
Ildetico lasci.ua l'hcrcsia patenta , seguitò Leggedi Aíaometto vie ta il beuer vino. 9)
lafede Christiana . 8? Zrge di Maometto circa al repudio. 93
Uderico riuocò i Vescoui , & fece rifarc le Lege santistìma di Cotrado imperatore •
Chiese de i Catolici . 86 ioí.
U Zigodi Cencsarper il sangue de'giudei Leone Papa venuto ad Attila , causò la sa
diuenue rolso. 47 inte di Roma . 80
11 sangue de' Giudei corso per le sttade di Leone Imperatore moi i in Costantinopoli •
Gietusalcm. jj 81. -»
II Sole apparue rosso corne langue. 103,104 Leone Greco successe neH'Impcrio à -Varti-
11 tempo d'Omero. % no. St
II tempo di Dauid Rè . 1 Zeone Impetatore fece atdere l'iraagine dî
U tempo di Gat . % Christo 1 & de i Santî • 97
lltrionfodi Tito supe rò tutti glialtri trion Zeone 3. successe à Tcodosio nell'lmp. 96
fi. í4 Zeone terzo Imperatore fece tuor via l'inia
Imaginata,& creduta disprratione di Ce- g ne di C hristo ,& cir'S.tnti. 97
Lte. 16 Zeone quarto Imperatore moridi febre. 97
Incredibile audacia di Cesare . 11 Zeone 1 cacciò Giustiniano , c tagliòilna-
Irène Imperatriceciecò Costantino 6. Im- so al figliuolo di qucllo . 9f
peiatore suo figliuolo . 97 Zeone quateo successe à Costantiuo j . nell'-
Irène Impératrice sececiccare i figliuoli di Imperio. 97
suo figliuolo ■ 97 Leone 3. Papa ciecato per miracolo di Dio
I Regni diuisi trà ]0ro tosto vanno à roui- fùilíuminato. 98
na. ji Leone quarto Imperatore diuenne furioso .
Ilêtie dormieuti si destatono al tempo di 97-
Teodosio» 79 Ze quattro Monarchie. a.
Ittlo . x Ze oise di San Nicolò furono pottate in
Tauola deiï Bìfimâl
'43 4 VcciUone crudele in Genoiia rrà Gnelfi , &
Ttezodato a'Milanesi. IH Ghibellini . jj+
Tnonfodi Claudio Marcello, 4 Venedico Bolognese Podestà di Milano .
Tristo successo de gl'lsolani ; jí
TaJlo Ostilio . I Venedcgio Podestà di Milano. 1Í4
Tuaiulco ciuile in Como . 1 J 6 Vendctti di Aíooe. ij
Tumultileuati in Milano. 117 Vencm trouati ad Antonio d'ortona per aue
Tufflulco sàngiiinoso in Brescìa , j1g iena r Giouan Galcazzo . f1 8
Toawlco sanguinosoin Cremona. 361 Venctia. 4
7urchemani che genre sono. 108. Venetiani ad vn tempo gnerreggíauano co-
Turcbi combattoi.o Negiopontc . 81S tra Federico Impcratore, 8c contra Mao-
Turchi con l'armata sraontano in Icalia , Sc metto prencipe de'turchi. 808
occupano Otrauto . 849 Venetiani assegnano stipendie à Francesco
Turriani vinti . t79 Sforza . 6Sf
Tuiriani cap i dcl popolo • 219. Venetiani con lo Sforza determinanodi ve-
Tutriani rompono la pace . 171 nire à conflitto. 944
Turriani istituti feudararij da S.Ambrogio. Venetiani con Lodoujco Sforza. astediano
198. Nauara. 9íy
Turriani vinti da Oto Arciuescouo . 171. Venetiani chiamano Francesco Sforza per
ruttele Città^'Italiasi sottomettonoà Fe Cap ira 11 o. 661
derico. . 104 Venetiani, & il Ducadi Milano fannogran
V partiri à Sforza. 700
Val di 'Gioíàfat > on'èsepolto Esaia • 1 14 Venetiani , & Pifani ruppero l'armata de'
VallareflTo ptefetto de* Galli opprelTo da gl' Gcnoueiì. • XtS
' Uahani. ç+S Vcneti .m, Se il Ducadi Milano vengono in
Vallerianosotro Breseia ferito rnuore. 341 coin ra fi o di cui doucstl- eflere il porro di
Valcriaoo frateilo d'£nrico vù crudeltà à Zigorno. $61
Lodi ; J4° Venetiani cntrano con l'efTcrcito inGhiara
Yan'a sorronadi £npo ncl fatto d'arme , & d'AJda .'■ : 981-
mou. di eílb . 3 1 Venetiani fannolega coi Fiorcncini contra
Valuasori ondederiuano . - 104 il Duca di Milano . 641
Vberto Bcccaria Podestà di Milano . 181 Venetiani fannolega coi Milanesi. 770
Vbrto da rerzago creato Arciuescouo in Venetiani guerreggiano con Mastino dalla
Milano. '•' :- 144 fcala. ' 410
Vberodi Pirbnáno Arciuescouo di Milano Venetia , Marca , 8c Romandiola molesta-
scommumeato nelconcilio. . 96 teda pcstilenza . joj
Vbcrtodi Vïalci Podestà di Milano. Ty6 Venetiani hebbero trenigi da cjuei dalla íca.
Vberto Pallauicino nemico délia Santa la'. 414
Chiesa . z} I Venetiani sconfitti da i Genouesi. 499
Vberto Pallauicino hererico . ibid. Venetiani presero 1 1. galee à Nicolao Ma-'-
Vbenino Pallauicino Podestà di Milano . gnecia. , , 444.
Venetiani guerreggiano col Re d Vnghe-
Vbnto Píicentîno Podestà... di Milano. ioj ' ria,& conl'Iniperatote 619
VbertoPirouanocief.ro Arciuescotió . lyi Venetiani mandano il Maithesc di Mantoa
Vberio Visconte clctto Podestà di Milano . contra il Ducadi Milano. 6/8
ìjcV Venetiani rompono il Duca di Milano. 66f :
Vberto Sor Jo Podcsta di Milano . 1 87 Venetiani muouonoguerra al Duca di Mi
Vberto striro Podestà di Milano. 188 lano. 697
Vberto Vencro pretor di Milano. 154 Venetiani con I'cssercito pasTano sino à i
Vberto MacasTuosa podestà di Milano. toi Borghi di Milano. 699
Vberto quarto creato Pomcficc . i J t Venetiani posero l'eflercito tre miglia Ion-
Vcçellt rcduti combattes ncll'aria. jyj tano da Milano • '70 a,
■* » Vc.
Tauola délie <vìu dcgVlmpetâtorl»
MafTïm iano successe neirimpcrio ad Ame- Morte di Teodosio. 7f
iio Alessandro . 6] Mottcdi Teodofîolmp» 79
Maslîmuno temendo l'ira di Dio , ri'uocò i Morte di Onorio . 7*
Christiani. 68 Morte di Martiano Imp. 8*
Matilda Conteslajfcce dccapitar suo marito. Mortedi Leone Imp. 81
109. Morte di Zeoone Imp. 84
Matilda Contesta lasciò Fcrrara alla Chiesa. Morte di Simaco > âc di Boetio. 86
109. Morte di Teodorico . 86
Maísimiano Imperatore con suo sigliuolo Moite di Tibetio Imp. 90
fu morto sotto Aqmlci.i . 6} Morte di Mauritio Imp. 9»
Mautitio Imperatore morto da'suoi . 90 Mortedi Giustinianolmp. 89
W auritio succède neU'Imperio à Tibetlo . Morte di Pclasgio Papa. 90
90. Morte di Giustino Imp. 89
Mauritio Imperatore rioíc gli Vnni chia- Mortedi Foca Imp. 91
niati Auari . 9 J Morte di Eradio Imp. 9*
Mesentio da'Romani sconsitto, & morto. Morte di Costantio Imp. 94
94- Motte di Costantino Imp. 94
Aíila 110 assediato da Teodoberto Rè . 86 Mortedi Nicesoro Imp. 98
Mirabile riuscimento di Enrico Barba ne. Motte di iodouico Imp. 91
gra. 107 Mortedi Carlo Imp. 100
Moite valoroseimpr esc per saccestione del Morte di Cailo grosso Imp. ior
tempo di Ce sare. 6 f Mortedi Lod. Pio Imp. ,99
Monferrato donde hcbbe ilnome. ioj Mortedi Arnolso Imp. lot
Molti fatti di Ces.ire . f S Motte di Lorario Imp. 100
Morte diSilla. 3 Morte di Oto 3. Imp. 10/
Morte diRcmo. j Morte di icône 4. 1 m p. 97
Motte di Giulio.- 9 Mon st ro mitabile in Spagtu nasct'uto d'vna
Mortedi Cefare. 19 donna. 109
Morte di Tolomeo. 14 Moti inginriosi posti alla statua di Nerone .
Morte di M. Antonio • 11
Morte di Cleopatra. 11 Motodi Cat. contra Pompeo,che brama-
Mortedi Tiberìo . 19 ua di comandare . 1}
.Morte di Claudio Imperatore. 31 N
Motte di Bruto. 11 Nell'etàdi Ottauiano sii molti huomini dot
Motte di Druse Pomp. )j ti. .14
Moi te ali'antiea vsanza in Ro ma quai' cra . Nerone successe à Claudio neU'Imperio.} f
Nerone nascendo co'piedi auaut>> diedctti-
Motte di Quintilio Imp. 6j stoAuguno. if
Moite di Vcspasiano. 49 Nerone non volse esser chiamato padre dél
Morte di Tacito . 66 ia patria . }6
Morte di Emiliano Imp. 64 Nerone da principio si mostrò pictoso. ;6
M ortedi Claudio. 6 f Nerone si dclsc d'hauer impararo lcttere»
Morte di floriano. 66 per non sottoscriuerla scnteuza d'vn dan
Morte di Corrado Imp. 107 nato . 36
Motte di Cato Imp. 66 Nerone si dilettaua di cantate in publico .
Motte di Enrico Baiba negra • 108
Morte diGiuliano. 71 Nerone si diede à rubbarie , & violare le se-
Morte di Ario heretico . 70 mine . 37
Motte di Aranarico Rè dc'Gotti. 73 Nerone fece castrare Sporo giouanetto , &
Morte di Giouiniano. 71 poi vestitolo dafenina > il toise per mo-
Morte di Arcadio. 77 glie. 37
Moite di Gratianolmp. 'u7j Nerone si fece spoûrc à Doriíbro . 37
Ne-
TauoU délie Vhe de gV Tmperatori.
Nerone rriettena a! fisco le facultà di colo Nurncro dc'Giudei vecisi ne gli spertacolt ci
ra, che doI nominauano nel suo testa - Tuo . j4
mento . yf Numero de' Giudei morti in Gieruíalern
Ncsj.i=sccemorir Britannico di veleno ij prr famé. jl
Ncroae sece morir lazuino, perche gli Numero <se" Giudei estinti neU'asscdio di
hauei portatonuouadisua madte. 37 Giemsatem . j+
Nerone volse vecidere la madre di veleno , O
& firla annegarc . 37 Odoacro pigliò Pam'a , & la roino. 83
Nerone fece morir Agrippina sua madre . Odoacro Rc quai ainsi hcbbcdalS. Scueru
il- no. g|
Nerone sece morir Octauia falsamente ac- OJoacio sconfiteco di Teodorìco. 84.
cusata di adu lterio . 3 8 Odoacro a.nmtzzaco crudclmence da Teo
Nerone ammazzò Pompes sua moglie d'vn dorìco contra la data scJe . 84
calzo. 3 8 Onde veniíTe il cognome de!Giulij . 3
Nerone sece morir Scneea < 3 8 Onorio tennel'Imperiod'Occidente. 76
Nerone consortaco da'suoi ad vecidersi 3 9 Onorio successe nell'Imperio ad Arcadio,77
Nerone colto seco vn boísolo di veleno , si Onorio su morco in Rom a . 78
titirò in vngiardino . 39 Origine d'Emico Barbanera* 107
Nerone non trouòchi'l volesse vecidere. j 9 Origine di Cesare . 3
Nerone spauentato si pensòd'andarsi à get- Oihogorti; cioè, Gotti Oriental) . 81
tare a'piedi di Galba . 3 9 Oit iéie porto facto in rndeci anni da joooo
Nerone sece mettet fuogo in più luoghi di huomini. a 34
Rom a. 38 Ottauiano Imperacore . 10
Nerone armò lemereteiceper condorle al Ottauiano Imperator cjaando naccjuc * 10
la guerra di Francia . 3 8 0 1 tau 13 no cognomiuato Turciano . 10
Netone si volse gettarnel Teuere. 3$» Ottauiano adottato per fîgliolo da Giulio
Nerone aiucaro da vno de* suoi , si vecise . Cesare. 11
Í9- Ottauiano d'anni T7. sùmandatodal Sena*
Nerone »dita la rebellarione de' Gouerna- to contra Mare'Antonio . xl
tori 1 si perde d'animo . 39 Ottauiano fece tagliate la testa à Bruto , Si
Netua succefle à Domitimonell'Impciio. porla sottol imagine di Cesare. 1 1 t»
,8. Ottauiano recoud liatosi con Marc' Antonio
Neroa Imperatore rraoeò Giouanni Vange- feceil Trionuiiato. 2*
' hsta dal bindo . j 8 Ottauiano edificò moite Cittàchiamatc Ce-
Nrrua moi 1, & Ltfciò doppo se ottima fama saree . *4
j8. Ottauiano si diede alla poesia . 14
Neue grandidìma al tempo d i lucio Impe- Ottauiano quai libri compose. &4
ratore. 1 1 1 Ottauiano sogi ugò gli Vngheri in Illiria 13
Niccsoro successe ad Irène oeil* imperio i Ottauiano fece rifare appresso Acioil Tem-
Leone» 98 piod'Apolìo. x%
Nino. ' » Ottauiano edificò Nicopoli , quandofi fece
Nomi dc'martiri ammazzati nella décima fine aile guerre Ciuiie . x+
persecuriooe. t>8 Ottau.fcceserrareilTempiodi Giano. il
Notabile sencenza di Traiino . $9 Ottauiano chiamatb Augusto t}
Nameriano Imperacore amoiazzato da vu Ottauiano sece oinar Roma di begli edifici.
suosuoeero. 66 14.
Numcro de'congiucaci d'vccider Cesare, Ottauiano superò Cantabri, 8í Asturi. 13
18. Ottauiano salutato Dittator peapetuo & pa-
Numero de gli Vnni mo:ti in » na battaglia. dtedella pattia . *J
Ottauiano annoucrato t ra i Des . *f
Numero de'Citudioi Romani regnando Ottauiano non volcua esset c hum.ito S igno
Otto. *3 re . »J
Otta-
Tauola délie *vìte de çt*Mperatorh
Otcauiino Augusto mm 1 .1 NoU . 1; nel seuerc. 40
Otto raenaua mol ta delitiosa vica • 4) Paolino Veícouo vendèse stesso per rifeuo-
OttochiamatodamoltiNeione. 4} dete vn prigtone . 81
Otto s" ammazzò se stesso. 4) Pcrdonauza humile di Teodoíïo Imperato
Otto sigliuolo di Lucio sucfcsse à Galba re . 76
nell'Impcrio . 41 Pcricoloso ardìr di Cesare . 14-
Ortodeliberasi d'TCcidersi pet vcrgogna 4) Pcrsecutioue de'Christiani sotto Diocletiauo
Otto Rèdisceseroda Carlo Magno . 101 Imperatore. 6^
Otto j. Impcrator perche fù chianiato Pal- Philippo Imperatore, & suo sigliuolo an-
Jida morte . 10; nouerati ira gli Oei . <|
Otto }. Imperatore morl . 10; Philippo Imperatore, & suo sigliuolo ara»
Otto 4. succcsse ad Otto J. nello lmpeno. mazzati da'Caualicri. 64
los ■ Philippo sigliuolo di íìlippo Imperatore
Otto 4. Imperatore fecetagliare a membre non ride mai. 64
àmembro Giouan Ponteficc. 10; Phoca Imperatore determinò che la Chics*
Otto 4. Imperatore chiamato Maraaiglia di Roma fosse capo dcllaltre. ?t
dcl Monco. 105 Phoca Imperatore crudclmcnteammazzato
Otto j. succcsse a,1 Otto ne nello Impcrio. diEraclio, . ji
xoj. Pico . *
Otto }. Imperatore soggiugò Zotario Sè di Pia sentenza di Getmano Vesçouo. St
francia . " 10j Pietà di Cssare nella vita de'Cittadini . 1 J
Otto f. trassci 1 le ossc di S. fiaitolomeo à Pietro Lombatdo quando compose il libro
Roma . ìo f délie sententie . . 111
Otto 4. succcsse nell'Impcrio ad Otto ter- Pietro Aíangiatore autore délia Historia
20. ioy Scolastica. ' Ifl
Otto 4. 1 rapetatore sece decapitarc Crescen- Pompeo non volea hauer'obligo à Ce(are.
tioTirauno. ioj
Otto 4 Imperatore fece atder la moglie, Pontefìci martirizzati sotto Claudio Impe
perche haucua accusato vn faliìmcute . ratore, <J
106 . Ponresici ammazzati sotto Claudio . 6r
Ottone Rc dc'Germam TÍnse Beringarîo Ponriano Pontefice maitirizzato da Gor»
Imperatore & moi) . 10 j diano Imperatote . éj
Ottone Rè remisse Leone Papa nel Ponte- Prigionia, & vendetta d i Cesare. . j
íieato, Si fiì coronato da lui Imperatore. Prigioni , 8c stendardi presi da Cesare > nella
1 10) . vittoria contra Pompeo. ij
Ottone Impec. si de serine per le sue qualità. Primi consoli . 14
I«4 - Probo successe à íloriano nello Impcrio*
Ottone Imperatore mot! in Vienne . 104 66.
P Probo imperatore ammazzato da'Caualieii.
Pace vniuersale al Tempo di Ottauiano. tj ' 66.
Paladio vcloci flìmo al correre . 79 Priuationedi Numitore i i
Pansa , & Ireio morti nel fatto d'arme con Prodigij apparsi délia morte di Galba Impc>
tra Marc' Anton io . XI ratore. , 41
Parole di Silla in Cesare . 3 Profetia adempiuta sopta iGiudei. " 4$
Parole di Ottauiano Augusto à Ziuia sua Prosetiadi Dauid verificata. 48
moglie morendo . tj Prosetia di Dauid adempiuta • 54
parole dcll'fuangelo adempiute sopra Gie- Prosetiadi Dauid. 51
rusalcm . ; I Ptcsctia di Giouanni Eremita à Teodosio ;
Parole d'vna Cornacchia dettein Capitolio 74 • .
auanti aila morte di Domitiano . 57 Progeniedi Carlo Magno estima . lot
Parole di Adriano a nanti alla sua morte. 60 Prouincie tolte al Romano Impcrio regná-
Pascjualc Ponieficc gettò l'ossc di Netonc do GaJieno . 6j
Pupia.
TauoU délie vite de Ttnpcratori.
Pupimp, Gordîano, 4c Albinoelctti pet Im- Quattu di Martiano.
fCHtOti. lot Qualiti dt Giusttno . g$
QualicádiZcnene. g+
Qoando si cominciaffeà porte ncglislen- Q uah tì di Aíauritio í 9\
dardi S. P. Q_ R. j Qualitì di Giustino . gf
Quando commeiò l'otdinc di S. Glouanni Qualiti diGiustiuiano. s»
m Gierusalem Qualiti di Tibet 10 . 90
Qu alita di Cal 1 igola . J » Qualitì di Foca . 91
Quahudi Claudio. )í Qualitì d' Etaciio. 9l
Qíulità di Wcrronc . 4° QualitìdiCostantio.' 94
Quahtl di Otto . 4} Qualitì diCostamino. S+
Qualitì di Galba. 4* Qualitì di Leone t. 9j
Qualiti diVcfp. *9 Qualitì d'Anaitasin . 9&
Qiulità di Vucllo. 46 Qualiti di Lodouico • 99
Qualitì di Tito . 5Í Qualitì di Catlo , 1 00
Qualitì di Domitiano « S7 Qualita di Lodouico Pio* 10
Qualitì di Ttaiano . 59 Qualitì di Lotario. 100
Qualitì dí Nenia . Jt Qualitì di Lodouico J . 10 r
Qualità di Mate Antonio Vero 6 1 Qualita di Filippo. 9S
Qualiti dVdriano. 60 Qualiti d« Carlo Grosso « 101
Qualitì d'Antonio. (o (i Qualitì di jfrnolfo . loi
Qualitì di Siluio Ginliano • 6 a Qualitì diCorrado, 107
Qualitàd' Antonio Coraodoi 61 Qualiti di Otto f. 16f
QuaVitìiAi M. jtutelio. 6* Qualiti di Entico Barbanera I 10S
Qualitì diAarel. Mtff. 6| Quel giorno , che Ottautano trionfò in P. o «
Qualitì d'Antonio fiasiano t 6a ma , corse vna fonte d'olto miracolosa-
Qualitì di Seoero . 6t mente. a}
Qualiti di Aíactino . 6 r Quelli ( che vecisero Ccsarc fecero mala
Qualiti di Quintil» . 6/ morte. i?
Qualiti di Tacito . 66 Quintilio Imperatore su morto ; 6j
Qualitì diGalieno, 6J Quincilio successc à Claudio ncll'Imp. 6j
Qjaii'tàdi f milianot 64
Qualiti di Dccio. 64 Radagaíb promise a'suoi Dei di osscrirg'i il
Qualitì di Valetiano . 64 Sarigue Romano. 76
Qualiti di Claudio. «J Radagaso preso , 8c menatoàRoma. 77
Qualiti di Auteliano. 6j Rea Silttia madre di Romo!o> & di Remo. 5
Qualita di Gallo « 5c Tolusiano Imperatori. Rollo Prencipc di Normandia batteggian»
64. dosi,fiichiamato Robetto. 101
Qualitì di PtobOf 66 Risouarda gran mitacolo, 10g
Qualitì diCato. 66 Rilposta di Ottàuiauo il Senaco . 15
Qualitì di Galctto. 6 S RìtornodiCesare. 4
Qualiti di Coftaorio* 70 Rocarello Rè de'Ftisoni per quai causa non
QÒalitìdiGiuliano. 71 vol sc eslere batteggiato . 9f
Qualnidi Giouiniano." 71 Rom a tmitastato . }
Quahtì dt Valentiano. 7a Rom a occupata da'Gotti. 77
Qylitàdi Gratiano. 76 Aomani ringtatiarono gli Del per la motte
Qualiti di icône 4- 97 di Tibet o. 19
Qualitì di Tcodolto. 7* Romani soggiugano tutrala Gittdea . 4$
Qualitì d'Areadio. 77 Romani apriuano le viscère a'Giudci per
Oudlitàdi Anastafio. 8f rrouarlil'inghiottitooro. ji
QuiliiìdiOnorio. 7> Romani ordinatono rito/nare al cul to de gît
Qualitì di Leone ■ la Dti. 76
h Ro*
Tauola délie Vite âegV Trhperatori*
Romofo x Sentcnciadi Domiciano contra glî accusa-
Romani caccúrono Z1KÍC04. Imp. Ji Ro- tori . jy
ma. 108 Sencenza gtustiífima Ji Galba • 40
Xotca di Suizzcri . 6 Seucenza nocabile di Trai.vio Impetatote ,
Rotta di Pompeo • ij 59'
S Sepokro d'Adtiano chiamato Castel Sant*
Sabino Suo s'offerse di essere il primo a sal- Angelo. 60
tatclemutadi Gietusálem . jx Sergio monaco amraacstrò MacomettoncI
Sangue piouuto in Brescia al tempo di Lo- sarcla sua legge. , 91
douico Imperatore. 100 Setuio Tullo • j
S, Ambrosio minaciò à Teodobeico , che Seuero successe à Giuliano neU'Impetio. 6»
sarebbe mangiato da'cani . 87 Siccita grandifilma in Francia . 109
S. Catarina marcirizz.ua socto Costantino Siluio Aucntino, chediede il nom: al Mon
Imperacore . 70 te Auenc. 1
S. Girolatno traslacd il Nuouo, & il Vec- Siluio Procas . %
chio testamento . 7; Siluio Postumio. x
S. Girolamo raorl l'rlcimo anno dell' Im- Siluio Enea • »v %
perio d'Onorio Impetatote . 78 Siluio Latino. x
5. Lorenzo Fil martitizzaco socto Galieno Siluio Agrippa. a
Impcratote. 6 f Siluio fgitto. x
S. Magao ^ítciuefcoao ia Milanoa Giu- Siluio Capis edisicacor di Capua • %
stiniano Imperatore . S6 Siluio Carpente. x
Santi martitizzati sotto Giuliano Impsta* Siluio Giuliano succeslfe neU'Impetio ad
tore 71 Elio pertinace. 62
Sapore Rè mentre che moncaua à cauallo Siluio Irapctatorc ammazzato da Scuero
metteua i piedi soptale spallc à raleiiano. Afro. 6x
64. Si può vedere per ranci accident! corne la
Saracini ptesero , & guastarono Cartagine . morte di Ccfare era giunta. 18
9S ' Sito valotosamente combaccendo fu reciso
Saracini occuparono Roma , & atsero [a da* Giudei . jx
Chiesadí Beneuento . aï zt Sico di Gierusalem . 50
Saracini edificarono in Gierusalem vn Tcm- Scilicone procuraua di sostituir nell' Impc-
pio in luogo di quello di Salomone . 94 rio vn suo figliuolo . 77
Saracini piglìarono la Spagna. 9 r Sparcageo Duca di Boemia si sece Christia-
Scrittori , dai quali il Corio prese la pré no. iox
sente Historia. 70 71 Spurina indouino aiFetma à Ccfare la sua
Sarmati > & Daci occuparono la Méfia . 17 morte. * 18
Saturna fi descriuedclla sua origine. 1 Scefano Rè d'Vngheria venne alla fede Gui-
Saturno fu il primo innentorc dell'agricol- stiana col suo regno . ioá
tura. 1 Scracageraa d'Attila Redeglirnni . 79
Scipione , 8c Labieno rotti da Ccfare in A. Studio di Cesare . }
frica 1 f Supetbasentenzadi Pompeo. II
Sciílna tra'Giudei , 8c Saraciui . y; T
S ci fin 1 di cre Poncefici . 105 104 Tacito Imperacote. ctudelmente ammaz
Segni , che ptediíTeto la morte di Ccfare . zato da'suoi. 66
|8. Tacito successe nell'Imp. ad Aureliano. 66
Segni apparuti alla rouina di Ncrone . j 4 Tarquinio Prisco . ]
Segni t che predistinala morte di Domi Tarquinio Superbo vltirno Rc . }
ciano • 57 Taurisco Rè de'Vandali fece chiudere lc
Segni délia morte di Otto. 4j Chicse in Africa . 8J
Scgn3 veristîmo veduco da Mattiano Imp. Taurisco Re baudl ducenco renti Vescoui
«1 . ici suo regno . 8$
Tedcs-
Táuoïa iellevhe de gVlmferatori
Tcdtschi non v olsero giurar sedcltà à Galba. Tirannica ícntcnza di Cesare . n
4i- Tiberino dal qual'il Teuere prese il nome a
Trodoberto Rc contra la data fede rccise Tiberio cVerone soggiugd alAomano Jm-
Aldaioo • 87 perioDalmatti&IJannoni. ij
Tcodoberto Rè di Francia entra có 1 00000. Tiberio Cesare dicese dalla gente Claudio .
soldati in Italia • 86 X6 .
Tcodoberto ammazz.no , ti denorato da' Tiberio Imperatore sigliastro d'Ottauiano ,
cani, corne c'hauea predetto S. Ambio- 76-
gio. 87 Tiberiohebbe d'Agrippina sua moglie Dru-
Tcodorico Rè de' Go t ti onde hebbe origine . so . & Germanico . 26
*J. Tiberio rifiucò Agrippina, Sc prese Giulia
Tcodorico prese Vcrona 84 figliuoIad'Augusto . 16
Tcodorico fauoreggia la setta Arriana . 8+ Tiberio alsolse Giulia sua moglie conden-
Tcodorico s'insignoil di tutta l'Italia . 8 + nata peradulterio . iô
Tcodorico prese la signons sopra Gotti. 83 Tiberio adottato da Ortauiano . 17
Tcodorico vinse Gratilla Rè de* Giepidi . 8+ Tiberio eletto Imperatore di Borna . 17
Teodosio mot i in Afilano. 7f Tiberio voile esserchiamato padre délia pa.
Teodosio sperando nella diuina JWisericor tria . t7
dia , vinse i Tartari . 7} Tiberio volseesserchiamato Signore. 17
Teodosio fece decapitare A/aflìmo Capita- Tiberio studioso di conseruar la pace . 17
no . 74 Tiberio in vna spelonca corse à pericolo dél
Teodosio si descriue per tutte le sue bnone ia vita . 17
qualitì . 7 S Tiberio sece morire Agrippina moglie di
Teodosio çetito di Lettere Greche , & JUti- Germanico , & Giulia sigliuola di Augu»
ne. 7f ilo. 18
Teodosio volendo enrrare in Cliiesa di Aíi- Tiberio rapaciíïïmo . 17
lano • gli sù rietaro da S. Ambrogio . 76 Tiberio fece morire Ncro , 8c Druse t 18
Teodosio begninonclperdonare . 76 Tiberio accusato dalla madre di acerbi cost u*
Teodosio per quai cagione sù cacciato di mi . 18
Cbie/â da S. Ambrogio. 76 Tiberio crudeliilimo contra i suoi figliuoli .
Teodosio tolto in manola Croce andò à cô- 18.
battere: 7S Tiberio ripuraua ogni picciola colpa crimi-
Teodosio Imperatore prohibì í matrimoni nale. 18
rra'cugiot . 3c sorelle . 7/ Tiberio per timoré délia vira fece incatena*
Teodosio imperatore simile àTraiano nel- re tutti i suoi propinqui . 19
le »irtiì 7r Tiberio perseguitaua gl'indouini • 19
Teodosio succède ad Areadìo nell'Imperio. Tiberio compose vn poema dclla morte di
7<- Cesare. 19
Teodosio Imperatore ilgiouane morl . 79 Tiberio deseriuesi per lcqualitàdcl corpo.
Teodosio successe ad Onorio nell'Imperio. 19-
78. Tibetio successe ueirimperio aGiuflino.
Teodosio Rc morl. 79 89 .
Teodosio catolico successe ad A nastasio nel Tiberio Imperatore elemosinario rrouògrá
l'Imperio . $6 copia di tesoro . 89
Tcndosio Imperatore feee reponerela Ima Tiberio trouò il tesoro nascosio di Narsè in
gine tolca via da Filippo. 96 vnaCisterna. 90
Tcodato fece ra or ire la madre di Atalarico Tiberio morendo intlitu) .Vauiitio herede
invnbagno. 88 . dell'Impcrio. 90
Tcmpij de gli Idoli roinati íbtto Teodosio Tiberio occupò l'Imperio è tenne Zeone in
Imperatore. 7J ptigionia . 9S
ïtmpiodi S. Maria del Popolo fabricato TitoZiuio compose 141. li.bri de i saiti di
doue iïi 1c osse di Ncrtone . 40 Rom.:. 14
h 1 Tit*
Tauola délie Vite de gV Imperatotu
Tito succeíTe à Vespasiano suo padre ncl. Tiauno moti in Isauiia Città.
l'f mpeno . 49 Traiano Crinitosuccesse à Nerua nell' Im-
Tito satio d'yccisione , rolea Gifgala a pacci perio . ;g
48 t Traiano crtnitoconccíîc digniffirni ptiuile-
Tito con pochi difarmato lî filuò da raolti giàAíilano. jZ
giudei . jo Traiano giunse aU'Imperiod'armcnia. j8
Tito faluandosi da gran pericoli , conobbe Traiano Imperatore vinsc, & vecise Farnu.
che Dio gli voleua dar G ict usalcm « 50 ccRè. ji
Tito aiTcdiò Gierusalem . $0 Traiano quanti paesi soggiugó . 58
Tito prese il secondo ciccoito di Gierusalem Tre Lune > St tre Soli apparucro al rempio
Sl • di Federico Birbarossa Imp. 111
Tito tibutato. da Giudei . JI Trionuiridiuiserotràlorolostato Rom. 11
Tito confoita 1 suoi soldati à pigliar Gieru TulloOstilio. }
salcm . S\ V
Tito combatte il tempiodi Gierusalem ma Valente fece vna legge , che ciascnno po-
in vano . Si teiïehaucrduemoglie. ji
Tito dispose di ardere il tempio di Gietuía- Valente succcísc à Valentiniano nell" Impe-
lem. Si rio d'Orienté . 71
Tito brimaua di conseruare il tempio di Valente Imperatore fece vm legge, che i
Gietusatem. Sl monachi auda sscro in cam po , 71
Tito prese parte dcl tempio di Gierusalem . Valente maiidò predicatoii Arriani à i Got-
ti. 7»
Tito promise a'Giudci perdono, se si ren« Valente superato da'Gotti fil arso in vna Ca-
deano. Si pana . 73
Tito vittorioso di Gierusalem consegul il Yalertano succeíTe nell' Impcrio ad Emilia-
nome Cesareo . J4 no . H
Tito p>xsc il tempio di Gierusalcm . j j Valetiano Imp. fece í'ottaua persecutione
Tito fece vendere infimto numero di Giu contra Christiani . 64
dei. J4 Valcnciuiano succeíTe nell'/mp. à Giouioia-
Tito perdono à Domitiano 1 che gli hauea no. 71
fatto tradimento . js Valentiniano per non Iatciar la fede di Chii
Tito si contenté dimorfre. jc Jto , tiftutò la milnia . ' 7*
Tito ereato Impcrator di Roma l Valentiniano Imperatore si descricte.71.7t
Tito peritiffimo nell'arte oratotia , & poe- Valentiniano morì di apoplesia . 71
sia. s4 Valentiniano Imp. fece morire V.tin Capt-
Tito morendo sù per opéra di Domitiano tano. 81
abb.indonatoda'mcdiei. s S Valetiano Imp. tinto da Sapore > Rè di Per-
Tito fú priuato d'honoré délia sepoltura da fia moti in feruitú . 64
Domitiano. jj Valentiniano Imp. fù mono in Roma da
Tito etitcò in Roma ttionsando de' Giudei . Trasillo . 81
Î4. Vegetio intitolò il libro de'Rè militari à Va-
Tola . » lentînian o Imperatore. 71
Tolomaida presa , 8c rouinata da Vespasia- VersiinbiafimodiOto. 41
uo . 47 Versi di Dante sopra Cost. 69
To'omaida, & Sofoïin piû nobili Città di Vescigotti ; cioc , gotti Occidentafi . 8*
Gaiilea. 46 Vespasiano affaita Magalesia Città de' giu
Toppi guastando le biade surono causa d'in dei . 47
tollerabilc cateflia in Italia . $1 Vespasiano & Tito surono i primi à saltar sù
Ton'la Rc de'Gotti disfece Fiorcnza ; 88 le mura di Giotapata . 47
Totilavccifo davn íegaco di Giustiniano Vespasiano hebbe di Fui nia Tito , 8c Domi
Imperatore. 89 tiano . 46
Totila Rc prese Rom 2» íj Vespasiano entiò in Roma trionsando . 46
TmoU délie 'vite de gVlmperatoru
Vcsp »i contra i giudei . 46 V'ieilo volte rifiutarl'Imperio.' 4j
Vcsp. figliuol di Perronio successc à Vitdlo Vitello al venite di Vespasiano si sece nas-
ncll'lmp. 49 condete . 4$
Vtsp.mccjue in Falacrtno Castello . 46 Vitello vilmente ttatiato da'satelliti dt Ve
Vcsp. tolsc permoglic Fuluia Domicilia. 4 6 spasiano. 46
Vcsp. fece m01 ire tutti i giouani difensori Vitello fù strassinato aile scale Genitorie.46
di Tolotnaida. 46 Vitel ocletto Signordegli Alemanni. 4}
Vcsp. dali'effci cito eletto Iraperatore . 49 Vitige Rè de'Gotti assedia Rom a . 88
Vcsp. chiamato da i Romani otnamcnto Vitige Rè gueneggiando contra Persiani
dëll'ímpeuo , & padte délia patria. 49 mot). 88
Yesp. volse che Koma fosse chiamata capo Vitige Rc de'Gotti ptefe Belisatio , e'I con
delMondo. 49 duise à Giustiniano Impetatore. 88
Vcsp. fù clcmen tissimo versoji Senatoti Ro Vittotia miracolosa de gl'Inglcsi àprieghi
mani. 49 di Ger m unico Vescouo . 81
Vcsp . fece r isarc il Tempio délia pace . 49 Vn'Aquila si fermò sopra la spalla désira di
Vgo Imp.mori in Rom a • 10) Claudio . j5
Vgosuccesle nell'Imperio d'I taîia . 101 Vn'Aquila compagnando Vitello à man drie
Vidimer Rd entratoin Italia , morì . 8} ta gli diede buono augntio . 44
Viteliano Pontcsiceordinò la eedesiastica Vna m nia pattori quando Galba si ribellò da
regola . 94 Nerone» 40
Vitello fi glíuolodi Publio successc ad Oto. Vna Potca partotl vn porccllo à sotma d*
44* huomo. 109
Vitello Imp.nella sua natiuità hebbe ttistì Vncorpomorto trouato con vna Ptofetia
ptonosticVii. 44 di Cnristo Giesú . 97
Vitello f ci biasmo chiamò Spin tria . 44 Vndeci mila Vergine martirizzate in Colo.
"Vitello contrafccc gli dooide i tempij . 44 gna. 8z.
Vitello vecife con vclcno Pcuroniano suo fi- Vngheti presero , 8c rouinarono con fetto ,
gLuo/o . 44 & fuoeo moite Cittàd'Iralía. iot
Vitello fa lutato dall'essercito Im p. 44 Vn mono in Britannia resuscitato , predi»
Vitello da'soldati chiamato Germanico. 44 catiale penedelPutgatorio. 9;
Vitello entrò in Rem.i con l'cssercito,coinc Vnspiritoin Afrganzaalla cui ptesenza le
si andassc i combattere. 4f case a deuauo . 100
Vitello volse esset creato Console petpetno. Z
AS- Zenone successc à Leone nell'lmperio. 81
Vitello gouerna la Rep. ad arbitrìo d'huo- Ze none 1 raperacoie velociflìmo al correte •
minitecchi. 4f *4-
Vitello cr n Jcl mente adoperaua il ferro , Sc. Zenone inueflìTeodorico délia Signotia d*
il rcleno. 4$ Italia • 8)
Vitello per pascete gli occhi sece vecidere Zenone Imp. moiì appresso Costantinopo-
vnoananti i suoi pirdi. 4S ii. 84
Vitello non voleaseco Astrologhi . 4Í

I L F 1 n e;
- J
I

I
LA PRIMA PARTE

DELLE HISTORIE DI MILANO

DI BERNARDINO CORIOi

Non Prima da alcuri altro Scritte , hora


leggiadramente riformate »

ï legge ih YitoJïuío , Illustre autore délie Romane histo-»


rie , ncí quinto libro délia prima Deca , che Ambigato
Re de'Celci , i quali sono la terza parce délia Galha_> >
doue è la Francia; volendo scaricaríï del grandissimo
popolo j il quale era di molco peso al suo Regno , chia-
mò à se due suoi nepoti nati délia soiella»- l'vno nomina-
ro Belloueso , & l' altro Singoueso , & drede loro gran-
dissimo eslercito , acciò che andassero ad acquistarsi
nuoue sedie . llperche tra loro gittatc le sorti , à Singo
ueso toccò il paesc délia Selua Ercinia tra'Gcrmani i à Belloueso la prouincia MUmfiyiù
dltalia. II camino del quale pigliando iníieme con Biturigi,Aruerni,Senoni, *• *•
Edui , Arbarri , Carnuti , & Aulerci popoli tra'Celti , peruenne aile radici de i
monti Taunni , lasommuà de'quali riguardando gli parue cosa grande ; pure
hauendogli alla fine paísati , ìlche per auanti niun'altro haueua tentato i ìnte-
se corne i MaíTïliefi péril mare Adriatico veniuano in Italia > fimilmente cer-
cando nuoue sedie . Onde deliberòil primo luogo che egli acquiltaslefortifì- vgutf„
care,&proccdendopiùoltraprimieramentealniicontrohebbe i Toschi, i ^^tltri^^t
quali presso il Ticino , nella battaglia fattaco i Galli in rutto rimasero vinti . Be'low-só*
Indi Belloueso hauendo paííato il fiuine , intese eflerui vna villa chiamata In- E4sicJtion*
subi id. Perche ricordandosi d'vn síinil nome c'hauea vn luogo tra EduiJ'heb- ^, MtUno st.
be per buono augurio , onde illustrandola di nuoui edifii.ij volse che fosse cit- con^0 i,HI0,
rà , & la chiamò MILÁNO. Plinio scriue al quintodecimo capitulo del tcrzo
libro, che Milano su edificato da gli Insubn. Ma io penso che egli intendesse o/w»*»* </»
del luogo primo , & non délia città. L'anno délia cui edificatione volendo io piim„t
descriuerc dirò prima , che S. Gieronimo . 6c S~>lino , pongono che Roma_.
fosse editicata per Romolo l'anno quattrocento trentauno , doppo la roina di
Troia; 2c mille ducento sessanta dalla natiuicà d'Abraam, il primo anna délia
settima olimpiade . Et auanti alla incarnatione del figliuolo di Dio anni fctte-
cento cinquantadue. Ora calculando il regnate di Romolo , il quale si vede R tnetuy
per Luno, & per Euscbio, che gli su d'anni trentasette. D' indi succtlle Numa N»»*» •
nel Regno quarantatre anni. Poi nel regno seguitò Tullo Ostilio anni trenra- Tul'° offjlìe,
due > dietro alqu.de venne anco Martio , Sc regnò vemiquattto anni . Et d jp- Anci> Mnruot
po nel Regno ascèse Tarquinio Prisco . Costui lì|moreggiò anni trentaotto .
Ma l' anno vigesimo piimo del sùo regnare,trouiamo che Belloueso passò in_,
Italia. per fìno al quai tempo li furonn dal principio délia città di Ruina anni Tarquinio Pri
IJ7.1 quali cauando de gli aniuícttecento cinquantadue» che surono délia-. f(0 lS7-
A edi-
2 Dell* I/iftorìe Milanese
edisicatione di Rema fino al parto della Vergine, vernano ad essere anni cisi-
i uccento nouantacinque auanti la predetta incarnatione . Et dalla cdificatio-
ne di Milano , à questi aggiungendoli anni i yoo. della nostra salute , sarebbe
Csi»:o*ed'xl in tutto anni lap^che -Milano da Bellouesofu edificato. Sono alcuni che non
tu intono i' seguitando la verità , vogliono che Brenno Duce de'Galli» passando in Italia.,
tdifitatim di edificasse Milano; conciosia che per ogni autentico scrirtore si vegga, che_»
M.lano. questi Galli di ducento anni aliami che Brenno passasse iriionti ,& 'occupasse
tutte le terre situate tra il fiume del Pò , Se l'Alpi , passarono . Questo Brenno
fu quello, che destrusse Roma al tempo' di Furio Camillo , nella vita del qua-
opivimedì le nel primo libro dell'altro volume ampiamente hauemo trattato - Strabone
imbonì , & vuole che Milano in prima fosse vn Castello , & molto habitato* Ma ne'fuoi
iifluttutbt. tempi figuardeuole chiamata Metropoli da gli Insubri. Ilche Plutarco nella
vita di Marcello, delquale in processo trattaremo^onfcrma con maggior lau
de di Milano , COSÌ dicendo . Per :d temput aduersum&allos infeliciter Aunicantem
^ .r ..ad ìlediolanm amplijfmam , quidem , fa pcpulofijjìmam Galli* ■vrbem. quayn Galli Me-
1 1t . ìropclim appellantes prò eastrenue prdiantes objìdiones tinumuenerant . Insubri da_»
"* "* ogni buono scrittore veggo esser dette tutte quelle terre , che si contenneno
intra La rio , ch'c il lago di Como , & Verbano , ch'è il maggiore , Ticino . Se
Adda fiumi , per i quali elfi 'si scaricano nel Pò . Quantunque Tolomeo ricor
di Nouara tra gli Insubri . Et in questo circuito glie vn luogo non ignobile det
to da Plinio Eupolis cioè Città buona , la qual manda il Lambirò . Si trouano
altri che vanamente contendono, che Milano sia posto in Liguria, conciosia
che Liguria non ecceda il Pò , & con tai fiumi termina Liguria . Questa nobil
Regione , parte perche l'Aria glie molto temperata , & parte ancora per laj
senilità del terreno abbonda di tutte le cose in tanta copia , che veramente la
Città di Milano , per l'abbondanza del popolo , non mancante delle 'proprie
forzasi può dire essere stata il capo di tutte le genti per la grassezza de i cam-
Íi.Sc propinquità dell'Alpi, delle quali venendone graiidilsimo numero d'
uomini , ancor ch'ella habbia patito graui roine, di continuo s'è nstorara, &
, . finalmente essendo slata distrutta, doppo la destruttione più potente è rifsor-
/r'Ì ra • nome dì questa inclita Città di Milano , vogliono alcuni che Catone
"f \i i "no'' ,n cil,e"° ^e Originibus , scrina (come vno pei nome Ojano ) prima che i To-
** '* scani discendessero in queste parti d'Italia con le colonie Oropice j Se facen
doli Principe de gli Insubri questa Città del suonome chiamasse Olano . Et in
processo di tempo vn Duce de i Toscani , nominato Medo atigumentandola,
Altra epìnio' ]a dimandasse Mediolano . Glie ancora antica fama ,<:he davna porca la-
*>' > &frr/< I* mita iui trouata pigliasse il nome, & però Dario à Milano prefetto de'sacerdo-
piu vera ti , sopra di ciò riferisce rai versi.
reme di Mi- Sus grandt tmpojuit nomen disi nSta potenti.
Lanigere pellis', iam pri >em Medtolano .
Tergeris in medio cui fuitus noCfepattbant ,
Claudiano ingenioso , inerudito poeta , vuole che Venete abbandonata-.
Cipro, per il mar Leone venisse à Genoua alle nozze d'Onorio , &dilìper l*
Appenneno scendesse ne i campi diquesta "Gallia citeriore, doue venendo al
la Città edificata da'Galli , fecondo Liuio, alquale io dò maggior fede, gli ha-
bitatoii si gloriauano hauere la pelle della porca, la quale à Milano diede il
suo nome . Onde per sodisfare alla curiosità de'dotti , ho voluto notar questi
suoi versi .
Jam Ligurum terris fpumantia pectore Triton
Afpulerat , lajfo/quefrttis extenderat irbis ,
Con-
Parte Prima i %
Continuesublime volant ad maenia Gnll'tí
Condi/a lanigeri.fuis ostentantia pellem
Peruenìt , adutntu Veneris fpiffata recedunt .
Nubila , rarescunt suris ajuilonibus h,mbres .,
Qiest' autoiità è stara tanta appresso rnostri Milanesi, che la effigie di si mo-
irruosa porca fino à i presenti giorni in vecchissima pietra sf vede marauiglio-
samentescolpita , nel seconda arco del pallagio délia RepubJica verso la tor-
re del nuouo Broletto ..
Ho letto appresso d'alcuni scrittori.i qualï vogsiono chequeíïa città pi^liasse AÏtra tpi»it>.
il principiò da vno Subres;, il quale dicono essere stato de 1 discendéti di Noè, ne del Princi.-
&qnello venendo di Spagna , & passato perla CelticaGallia, entrasse in Ita- piodi Milan*..
lia, doue tfa il fiume diAada,&Ticinoedifieasse vna villa,gJihabitatoii dél
ia quale quantunqnerfossero in piccioltonunieroyvolse, che- ftchiamasséra sir-
subri, l"anno 197a auanti l'incarnatione del figliuolo d'ella Vergme. Et vogfio-
no che doppo costui nel dominio succedesse vn suo figliuolo per nome Mar-
comedem -drieto à cui seguisse Moriens , dal quale dicono che naque Giulio
Insubro .. Et che nel tempo di questo in Crète nascesse Moisè . Et che poi m
processo d^anni, che Subriafudestrutta per vnRè Barbaro nominato Suali-
des . il quale dicono essere disceso da Ismael figliuolo d'Abraam . Et cosi ef-
fendodestnura lâ-terradegli lfïsubri .tengono poi. che vn Mesappo Greco
venendo dalPAsia , la reidificasle piu potente che prima, & volse che a perpé
tua mémo ria del suo nome si [dimandasse Mesappia,drizzandouiridolo di
Giano Brifronte , & molti magnifici edificij•. Hcnetutto volleno essere stato
doppo moite gnerre consumato , per vno chiamato Palladio nel tempo che
la potétissima cittàdi TroiadominataperLaomedonte padre di Priamo pri-
mieramenre fu diflrutta per Ercole , & Giasòne l'anno délia edincatione di
Subria 661. Et soggiungcno che questa terra in processo di poco tempo fu ri-
nouata per vn Re diCalabria, il quale vn nuouo nome gl'impose dimandan-
db/à Calabria . Referiscano ancora che nel termine di molti anni vn Re det-
to Pucentio , venendo dalle parti d'Aquyeia con grande essercito contra d'vnv
Giulio, il quale di Calabria, oggi Milano , tenea il principaro,& con quello
hauendo combattuto gran tempo , ssconueneronomraLforma.che tramuta-
reno il dominio con la Marca Tnuigiana , per modo che il nome di Calabria
fu cangiaro inquellò di Pucentia. Et seguitando scnueano.che d'indi vn'Al-
banico tolêdogh il nome.volle che si dicesse Albanica»Nella quale età voglio-
no ancora gliautori di queste cose , checastello Marte di présente habitato,!'
vna da Milano venticinque mila passi , & dal quale vna parte di questo duca-
to dal nome di taJ castello si dice Martesana , fosse per sua potenza molto fa-
moso,& dicono essere edificato per quattro nobilifsimi fratelli , & dall' vno>— . . ju
appareperantichisfimascritturaesservenutala samiglia de'Sorcsini, gli mÓit'etUt'ílris
gnati de i quali sono i Catanei di Sisto di Beuerate, Catanei di Origine. Da co- rmt ratJ J~
Soron'èdescendutoValerianoImperatore, & Santo Simpliciano. Dal se- 1 -
condo dicono esseruidiscesi gli Ulustrisíìmi.Marchesi Estensi. Dal terzo i Có-
ti Bonifacij . Et dal quarto 1 Fripenati Romani dellà cui samiglia fu San Gre-
gorio fouimo pontehee . In quei giorniancora ru potente castello Seuere , &
cosidurò molto tempo, si corne in processo. dimostraremo Finalmente gli,
autoridellè cose predette, voglionoche Bellouesoposto péril veroedificato-
re , venendò corne èscritto in.que ste. parti , diforti ,& nobili edificijry poiche
hebbe ornato questo luogo,.volse nel modo dimostrato che fosse Città,, la-»
«luale per esiertsituata «a U£ume.del Ticino , & Adda ,.la nominò Mediola-
A 1. rio<.
4 Dell* //istorie CM'danese
no , le cui ricchezze,& forze per questo si conoscono assai , che doppo il con
flitto della prima guerra punica , gl'insubri , cioè Milanesi si confederarono
con Virodomaro contra i Romani , i quali gli mandarono contra L. Valerio ,
col quale facendosi il satto d'arme tre nulla . Se cinquecento di loro furono
vecisi, & delle genti di Vircdamaro seicento . Nientedimeno il giorno segué-
te fu nnouata la battaglia . & tanto atroce , che dell'csseiciio di Virodomaro.
furono morti quatordeci. nulla ; perche ricuperandosi à Milano i vincitori, uó
essendo sicuri dimettergli l'assedio, ritornareno à Roma. Et Virodomaro de
liberando xirppo il rifar nuouo essercito , dimandò l'aiuto da Mano Re Tra
visino a' Galli Boiani , Teutonici , Australi , Carnuti , & Vngheri , i quali fi
nalmente venendo con valorose genti, Virodomaro frettolosamente andò in
olio ad Arezzo , giurando per Apollo , che mai non si leuaria il balteo , c' na
uta al collo, fin'a tanto che non fòsse nel Campidoglio, per la qual cosa i Ro
mani diedero questa impresa di guerra à Gneo Torquato , il quale , in proces
so di tempo doppo molte battaglie rimase vincitore . Virodomaro rihauutc_>
1 e forze centra de'Romani, per il Senato gli tu mandato allo'incontro Manlio
Torquaro , & Siluio Fiacco j i quali passato il l'ò , con Virodomaro combat
terono , appresso Cremona ..& rimasero vincitori con grande strage de gli
inimici , i quali doppo addimàndato aiuto a' Cartaginesi, i Romani con nuo
uo essercito contra il sopradetto vi mandarono i suoi collegati ; cioè , Claudio
Marcello , & Cornelio suo collega , i quali finalmente su la riua del predetto
fiume , presso Ciliegio co i Galli Cisalpini fecero il fatto d'arme. Marcello co
noscendo perle veste di purpura Virodomaro ,lo percosse con tanf animo ,
che l'vccise , & tutto I'essercito fu rotto & vinto , in modo che Marcello otté->
• a di ne Milano, & trionfò per la vittoria. Il Senato ordinò che questa città non_,
Trionfò ' fofse dmTMta, anzi si douesse fortificare, per la qual cosa, come scriue Dani e-
S ilo *e 5 a"oia f° edificato vn'Arco alla porrà detta Romana di grandislìmo artifi-
Mai cti 0' ciò , & sotto la prima volta di quello , Marcello gli fece scolpire la proprietà
di Milano in queste parole. Qui vult modico tempore viuere.Mediol/tnum inbabitct>
vii vires prò legibus obstruantur , <fy» tur» in offìbut homtnum describuntur . Come à di
re. I Cittadini di Milano hanno questa proprietà, che se tra loro hanno alcu
na discordia . sprezzata ogni !egge , tutte le controuersie con odio , & arme
di sfiniscono . Dice Canno vecchissimo aurore , che in quei tempi fu edificato
Cr*xùont d' vn castello nella riua del Ticino,il quale fu chiamato Vicus Veneris,in spatio
%n fl*minc tempo poi detto Vigleuano . In questo tempo ancora i Romani ornarono
in Mdaio. vn Flamme à MiIano,il quale hauesse à precedere à gli altri Flamini,in quanto
<jW*sin'in à Sacerdote , & gli sottoposero quattro Regioni d'Italia ; cioè , Insubri a, capo
Mri4 . della quale è la potentissima città di Milano , & anche vi si contiene, Pauia ,
Veneti». Lodi , & Como . Poi gli era Venetia., Liguria , & Hetruria . Nella V enetia , si
zip,u . comprende Bergamo .Brescia , Cremona . Verona » Mantoa ..& Modena . la
Liguria gilè Genoua , Dortona , Foro Fuluio , chiamato Valentino , Alba, Po-
.ihtmria. Pcia 5 ^e c'tta de'popoh detti Sratieli. La quarta lu Hetruna, questa souen-
- ' te ha mutato nome ; i Pelasgi di qui scacciarono i popoli anticamente detti
Vmbri .. Pelasgi furono scacciati da' Liei ,i quali daTirreno suo Rè si nomina
rono Tirreni . Dipoi perche tal gente si dauano a'sacrificij . furono chiama
ti Toscani , considerato che in lingua greca Ihijn , significa sacrificare . La_i
prima città d'Hetruna è Luni > la quale per il poi to fu nobile . Questi Flamini
in Roma primieramente furono o rdinati da Romolo , poi Numi gli consti-
ftrcht fi di tuì à ì sacrifici di molti Dei . Quegli haueano c-nto il capo con vn filo tfa lana,
tesero slami- & per questo si cbiamauano Flamini > quasi Fùarniai. Si tome scriue M.Var-
t*> rooci
Parte Primai S
rone nel libre délie cosediuine. Moitiidoli erano in Milano , à i qual> i Fla-
mimsecrirìcaua . Ondedoppo lauuento del Saluatore , fu designato il Vé-
scouo.chefu S. Barnabà , &c poi S. Ambrosio , glorioso patrone de'Milanesi, s.Bir»3íà
inprocesso di tempo hebbe sì gran dignité . D'indi péril Senaro Romano ftt P'""0 v sco-
owmandato vn'huomo Senatorio detto Gabino, ilquale à modo Romano fe- M*Unt*
ceedifkare molri ammirandt edifici >de i quali principalmente fcce far l'arc-
na,&da queila la piazza dell'Arengo hatolto il nome . Volse dapoi che si
facesse raa piazza , doue à modo Romano si faceano i giuochi compitali , &
questo luogo â'nostri giorni si chiama il Compido . Qiyui è il cempio dedica-
to à S. Paoìo , & gliè propinquo il lupanario . Sono alcuni che dicono , chî_j
questo luogo su dirtìandata Compito . Conciosia che per S. Ambrogio fosses
tompira la lite con gli An iani , ouero perche gli concorreano moite vie . Fe-
ce fàre ancora il Vindario , doue gli Senarori & Primati délia Citta si conue-
niano per récréation toio . Quiui gli erano diuersi arbori i quali dauano soa-
mllìmiodori,chepercorrottovocabolo,si chiama Verzaro. Sirnilmentç_j
fece fabricare à modo Romano il Teatro > doue si ritrouauano molti lstrioni ►
& recitatori d'iiistorie , & al présente gliè il teinpio dedicato à S. Vettoro ,
chiamato ad Theatrum . Fece edificare parimentc hippodromum circi , ch'
m vna piazza circondata di rileuate > & sorti mura . lui i giouani ad vsanza
Romana freffercitauano nelle armi íbpra de' poflenti caualli ► Et perciò il
chiamauano Hippodrome , percioche Hippos cauallo, & dromos circo, gre-
camente significano . Et in questo luogo di présente gliè il tcmpio di S. Ma
ria detta al circo . Fece fabricare ancora le Terme, cioè stuffe molto ingenio-
famente ornate , & separate quelle de'maschi , dalle femme , con tanta dili-
genza furono rattccheinprocesso di tempo erano dimandate le terme Impe-
ratone vsate da quelíi.Doppo volse che Milano si nominasse Roma seconda»
& íòpra délia, porta Romana pose inmarmo questi verfi à perpétua gloria di<
si incíita Città . I quali dapoi Galeazzo secondo fece scolpire vna tauola di
marmo fopra iJ ponre del Ticino à Pauia .
Pic htm» qui tranfis du>? p»rti limìna tangis
Roma scanda vale 5 Regm decus impérial» ..
Vrbs veneranda nimis plenijfìma rébus opimis :
Te metuunt gentes , tibi fie citint ctlla patentes j
ln bello Thebasy insensu vintis Athtnat- .
Et tjoeste cose furono sotto il Consolato del gran Pompeo . In questa raa^
gnanima città Cesare fu molto famigliare.in modo che quando venne ad Ari-
rmnecontralavolontidelSenatoneandòà Leuco, di questo contato suoi
legati , doue toise moite genti . Ilpeiche doppo la morte di Cesare Ottauia-
iio salito ch'egli fu aU'Ivnperio ncordeuole de benehcij fatti à Cesare per que-
staRepublica , l'hebbe in grandissima beniuolenza , doue inque'tempi ritro-
uandosi vno studio generale di filosotìa , Vergilio primieramente fu ornato di Studio in Mi*
toga filoibfaJe & Albucio Nouarese vi tenne scuola di Retorica.Agostino ab- .
bandonando Roma similmente gli mostrò Teorica , Sc arte Oratoria Hauea
Suestadehtiosa città sette porte, il sito délie quah doue fossero scriuerò in que Sette port» «»
a forma . La porta detta Vercellina era posta doue di présente appar f anti- mlan*%
ca torre del monasteno detto il Maggiore , era fabricata al nome di Gioue, &
doppo eísendogli edificato per Galeazzo Visconte memoraro vn nobililsimo-
Intel lo , fino al présente ha ritenuto il cognome di Gioue . Porta Comensaj
«ta posta dou'è al présente il tempio di S. Giouanni » detto aile quatrro faccie..
Impcrò ch'egli «a drizzatoa4horior diGiaiio,il quai diiuserauuo m quat-
tto.
6 Tell'Historie Milanese
no tempi . Porta Nuoua , era nella contrada dc'Bilij , al tempio di S. Donni
no alla mazza . Porta Orientale dedicata al Sole, era doue al presente è fa-
brkaco il celeberrimo Tempio in honor di S. Babiie. Porta Tonfa era doue
si vede il Tempio dedicato à S-Stefanc Questa da principio su detta Tonfa,
quantúque vogliono alcuni che doppo la destruttione di Milano perii Barba-
roslà, in vergogna di Leobida consanguinea di esso Imperatore, la quale dop
po la edificatione della Città venendo à Milano i cittadini à sua perpetua.,
ignominia fopra l'arco di tal porta facessero scolpire vna statua di marmo à
sua similitudine , che tenea nelle mani il rasoio , & le forbice ..atte à radere il
membro genitale Onde vogliono che per questo pigliasse il nomedi Tonfa ,
che non è vero, conciosia che auanti la destruttione cosi era nominata . Ben*
c vero che nella edificatione delle nuoue mura gli tosse posto la predetta fi
gura . Porta Romana era situata doue di presente c il Tempio dedicato à S.
Clemente propinquo al Viridano, oggi Verzaro . Porta Tieinense si ritro-
uaua doue a' nostri giorni è il Carobio d'essa porta .. D'indi nella édification^
delle nuoue mura ..ni fatta vna nuoua porta, la-, quale- ad honore di.S.Ambro-
gio , dai Milanesi sii nominata V Ambrogiana . Morto Ottauiano successe-»
IBtront Impe- nell'Imperio Tiberio , doppo Caligola , poi Nerone : questo pestìmo Impera
rmtore,et Pao tore cominciò perseguitare i Chriitiani . Et Paolino huomo pestifero per suo
lino Juo Vica- Vicario mando à Milano > acciò che facesse vecider tutti quei , che credeano
lto ntn.ici A: nel nome di Cristo . In questo tempo ad Anatalone Vefcouo in Milano , suc
Chnslo. cesse il Beato Gaio, il quale sopta la fonte , al presente vicina al tempio di S.
Eustorgio, battezzò molti Senatori , & Consoli Milanesi , & S. Sofia con trc_>
figliuole ; cioè , Speranza , Fede . & Carità . Similmente S. Vitale, & Valeria
sua conforte , con due figliuoli , S. Geruasio, & Protasio , insieme con Filippo
de gli Oldani . il quale nellaTede Episcopale mise Castriciano huomo santissi
mo, questo fu il primo Vefcouo , che in Milano ordinasse i chierici per i
Tempi che quasi di continuo cantassero ninni , & salmi , ad ftonor di Dio , &
poi il Beato Mona . nell'anno di Christo cento ottantasette , fu il primo che-»
Mtmorìa M diuidesse la Città in parocchie . In processo di tempo partendosi Paolino da
molti Be.ui Milano andòa Rauenna , & leco condusse S. Vitale , il quale fece martiriza-
re , & fu il primo , che per la fede patisse il martirio . Valeria fu martirizataj
à Milano , & patendo il martino .partorì due figlioli Diogeno „ & Aurelio .
Costei fu scpol ta doue aJ presente è vna Chiesa intitolata al.suo nome. Morto
Paolino in suo luogo fu ordinato Anohno , ilquale à Milano fece publicaméte
frustar Gaio, & mandollo in essilio. Fece decapitar S„ Nazaro , & Celso . Poi
véne il Conte Astacio,che diede ihmrtirio à Geruasio &Protasio,& molti al
tri huomini Santi. Morto Nerone, Filippo memorato , ch'era fuggito, ritornò
à Milano, insieme cou Gaio , al quale donò il suo horto, che poi fu sepoltura
de'Martiri. Qiuui fece drizzare vn Tempio dedicato à tutti i Santi, che poi fu
detto di San N abore, & Felice, hora San Francesco famosissimo Tempio quà-
to altro che à'nostn dì si vegga . Quiui Filippo rendendo l'anima al suo Crea
tore, fu sepolto, & hauuto per Santo . Di questo nobil Milanese nacquero due
figliuoli, vno de' quali hebbe nome Fausto i che fece edificare la Chiesa^
Fausta nella vigna al presente San.Vitale , patronato de gli. antecessori di mi
autore . L' altro fu Portio , & costuifece fabricare la Portiana a' nostri gior
ni San Martino al corpo » & doue Santo Ambrogio stantio in solitaria vita ,
nella persecutione , che facea Va lente Imperatore contra i Cristiani compo
se il suo diuino vfficio >■ ma questo costume il glorioso Santo traile di Grecia ,
& questo da i fideli di Dio, per l'viùueiso fu celebrato , prima che '1 R ornano,
fino ,
Tarte Prima. 7
íno al tempo d'Adriano Pontefice , & Carlo cognominato Magno . D'indi
Traiano non solamcnte venia spesso à Milano,ma gli fece fabneare vn dignis-
íîmo pallagio, quale íìno al présente ha ritenuto il nome. Maslìmiano natmo
da castel Seuere di questo Contado , vi fece edifìcare vn'amplissimo Tempio
per sacrificare ad Ercole cósedeci colonne, sopra délie quah gli fece poire al-
cuni idoli, benche quegli in processo di tempo furonobruciati , & poi su de-
dicatoin honordiS. Lorenzo. Diocletiano da' Milanesi si elesse per Rè, &
fa il primo , acciò pigliasse l'impresa contra de' Francesi , &Ongheri, che roi-
nauano Italia, & n'hebbe vutoria . Parimente appreíso Garda vinsei Tedcs-
cm, ilpercheegli à Milano trionfò. Similmente circa à questa Qttà vi furo~
nofabneate doppie mure con cento sorti Torri. Teodosio, Valeriano, Sc Lo-
douico Imperat* ri gli morirono. & doppo la morte di Tcodosioper l'autonrì
lafciata per lui, Milanefi crearono il Duca, il quale per voce prescriua à gli al-
tri , & gli depurarono il pallagio a San Protasio ad Robur , oggi in vocabolo
corrotto ,nommato doue fueslb pallagio . il corduse . cioè cuna Ducis. Ner-
ua Imperatore vi fece fabricare il Campidoglio , come capo de gli alm edifì-
cij. Quiui al présente è il tempo di í>. Saluatore,nome postogli per il diuo Bar-
uaba Vefcouo di Milano . Giuliano fratellodi Galloà Milano fu nominato
CesaTe . Scriue Erodiano , & Dione , che Giuliano Didio fu Milanefe , final-
mente tanto numero di fanti Pontefici . altri egregi , & singolariíÏÏmi huomi-
m in ogni qualità di virtù commémorât i nella sacra scrittura presto de gli ap-
prouati autori . & anche come dimostraremo procedendo auanti prodotto
dall'inclita Cirtà di Milano , i quali dt présente volendoli noi descriuer trop-
po sarebbe longo. Et verarrtente l'antichità di tanta Città, di continuo n'èdi-
ïnoírrata;& anche a'nostn giorni si conferma nella edificatione de'nuoui édi
fia , ritrouandosi nel cauare stupendistìme piètre di marmo intagliate , Porfi-
di , Serpentini , & alrre cose belle di non poca ammiratione, per la loro anti-
chità . Conchiudendo quante fosse le ricchezze , Sc maestà di sì magnanima
città, assai fi può comprendere per l'Epigramma d'Ausonio, il quale di ciò fa-
cendo mentione scriue in questa forma .
Et Mtdiolani Mira cmnis cepia rtritm ,
Innumen cithirj, Domus , fœcunda virer um
Ingénia , antiqui mores-, tum duplice muro
Amplifient» loci speeies , Populiqjvoluptas :
Cirais , & lnclufi môles enntat» T.beatri :
Templa , PitUtiH&fy Arces , opulensfy moneta :
Et Regio Berculei celebris sub honore lattacri :
Cunitaqj marmoreis ornâta Eeristila fignis :
Moeniafy m valli formam , circundttta lymbo :
Omnia qut magnis operum velut tmula formit
Excellunt ,w vinft* prtmit viciniaRomt,
Qui è d'auuertire , che da questo tempo i.isino all'anno délia sainte i joo. 6
là intorno si vede questa città di Milano molto varia,& indisciplmata ne i co-
ftumi , & nell'arre militare , la quai cosa si crede ester proceduro per I'ignobi-
lità de i popoli Barban habitatori di essa,per diffettode' buoni lmperatoii,che
poco tempo durauano , & per istabilità délia sciocca plèbe . Ma poi in pro-
cefiodi tempo eslendosi vestita di natura Iraliana seguirono i veri , & natura-
Ji costumi di tal'eccellente , & valorosa natione .
Erperche molti scritton sono stati différend nello scriuere in quai modo
gMustrissimi Prencipi Visconti hebbero il nome Vicecomitalc , per ligran- fawjfe'iri
dilsi-
8 î)eïï Historie Milanese
w h casa r/, dilsimi, & gloriosi fatti de' quali quasi m tutta ì'iintoria presente viene ad es-
/«« . sere illustrerai la qual cosa essendo desiderata da molti, n'è parso di non passar
sotto silentio di mostrar quello, che con gran diligenza intorno à ciò imiesti-
gando amiche. Se consumate scritture habbiamo ritrouato , le quai parendo
ci accollai (ì alla verità . L iremo che intorno all'anno del nascimento di Cri-
ito 84. Claudio Nerone hauendo cominciata la prima persecutione contra»,
del nome Fedele , mandò à Milano per suo Vicario Paolino linoni j crudele ,
estendo Vescouo Anatalone, il quale per 1 suoi santi meriti fu chiamato Diuo.
In quel tempo adunque si ritrouauano nell inclita città molti domimj tempo
rali. Ma l'Imperiale sopraftaua à tutti gli altri, come à Duchi, Marchesi.Con-
ti , Valiiasori . Catanei , Podestà , Consoli , Senatori , Castellani, Visconti, &
Baroni 1 Se ciascurt'altro vfficiale , come voleua priuaua d'ogni vffìcio , & di
gnità ; sostituendone de gli altri . sopra i malfattori hauea libera possanza di
?unirgli, & per il contrario gli huomhri degni potea nobilitare . Ancora per
interesse Cesareo hauea liberta d'imponer grauezze di denari , & ridurre t
Baroni. Essendo però vero Imperatore . Nella città di Milano , & anche per
tutta l'Italia fu il secondo dominio de' Duchi , come era Paolino sopradetto .
Et costui haneua ogni potestà Imperiale > ma delegato , & limitato nel regge
re , gouernare, punire. Se in tutte le Città, & castelli gli era lecito per suo aiu
to lo proporre persone idonee , le quali hauessero à reggere . & la sua autorità
poteua circoscnuerc grandire , & restringere , priuare chi voleua de gli vfficij,
Se sostituire de gli altri . Nondimeno il dominio de' Duchi immediate proce
ssi «w. deua dall'Imperatore, Se similmente gli altri particolari rettori erano ordinati
stilerò dell» nella loro dignità, mediante però il Duca . Ma alla città di Milano dall'Impe-
città di MiU- ri° per special gratia, Se priuilegio, gli era concesso di poter elegger due Con
te . soli, 1 quali niente si haUessero à riconoscer dal Duca, ma solamente dalla Ce
sarea Maestà . Uperchc poi si venne à sminuirsi la possanza de' Duchi , consi
derato che i cittadini Milanesi desterò due Consoli. i quali per la compagnia,
Grd:n ih e &vgliaata dell'vfficio si chiamauano Conti. 11 primo amministraua le facen-
&»u*o"tÀdi ^c Iru'!tan questo propriamente era chiamato Conte . l'altro procuraua il
t enti rt di c,lu'e> & era detto Visconte per esser collega del Conte,quale morendo,oue-
Visccnti, to essendo impedito per infirmità,od altra cosa le sue vice , cioè la sua medesi
ma potestà esserciraua nell'armi , & questa dignità si dana per vn'anno, Se an
co per minor tempo , acciò che quei per tanta autorità non diuenessero trop
po audaci .
AI Visconte adunque propriamente apparteneua potere amministrare ra
gione , doue luteruennia pena di sangue , sì come doppo alla Podestà . Ma_.
procedendo il tempo tramutandosi , fu ordinato la Confòlaria nel modo che
dimostreremo più oltra. Pur questo modo di reggere durò sino al tempo di
Santo Ambrogio nostro glorioso patrone , che furono intorno à trecento an
ni. Onde ogni dodecimesi mutandosi tali vfliciali ,veniuano ad esser fatti
quasi mumeiabili Conti, & Visconti di diuerse famiglie in molte Città, & luo
ghi, i quali finto l'anncpiu non erano Conti, nè Visconti , si come al presen
te veggiamo ne' Pretori . Dipoi ancora passato molto tempo rinouandosi il
costume antico. ftirOno creati molti Visconti,'chi dall'Imperatore, alcuna fia-J
ta da' Duchi , dall'Arciuestouo ,& anche perlaCommunirà , si come inter-
uenne l'anno della salute mille cento ottantaotto .che l'vndecima Confòlaria
per autorità della Républicain Milano elesse il Visconte. Per laquai cosa si,
viene chiaramente ad intendere che nel modo l'Arciuescouo consti. uiua il
Visconte , quale hauesse àminillrare la ragione nelle cause doue interueniua
pena
Parte Primai 9
pena di sangue . Cosi la Republsca à tale effetto faceua il Visconte . Onde-,
molti d'inuorio, Massimo, Serono, Garbagnato, Poliate , & altre terre prefe
ro il nome de' Visconti, per esser già quelli com"è detto , ornati di tal dignità .
E di questi essendoui molti huomini v.ilorosi »& di maggior nobiltà , Se pos
sanza vuo , che l'altro . ne fon > discesi alcuni . i quali per la loro egregia virtù
fono diuenuti grandi , & Prencipi Illustrissimi, sì come procedend j si dirà.Et
sopta gli altri che nella terra d'Inuorio nacque di Tibaldo Visconte il gran Opinione d al
Matteo, & di lui molti gloriosi Signori. Sono alcuni , specialmente quegli cuni intorno
i quali non hanno molta cognitione dell' antichità , che volse il Visconte di- Vorigine del-
scendeise da 1 Conti d'Angteria , i quali scriuono eiTere stati procreati dal- la famiglia
l'antico Enea, venendo in Italia doppo la roina di Troia , Scchevno An- de' visconti.
glo suo Abiatico, figliuolo di Ascanio sopra iliaco Maggiore edificasse An-
gleria . Alche Filippo Maria, & Lodouico Sforza Duchi Illustrissimi di
Milano , dando fede si hanno intitolato il nome d' Anglo . del cui soggiun
gono esser nato Lucio, poi Massimi mano, & Milone , del quale Aliona_>
primo. Di costui ampiamente trattiamo. Ma à questa origine io non dò fe
de alcuna > per non hauer trouatoin questo proposito alcuna fedele scrittu
ra, ilpetche non volendo io perder tempo intorno ad elsa Genealogia non si
estenderemo più ol tra. Vero è, che sul lago Maggiore fu fabricata Angle- Angleriastil
ria, & furono quei Conti . Ma l'edificatore appresso ad alcun buon'auttore Ugo Maggio-
non ho ritrouato . Questa terra , ouero città al modo d'alcuni , fu romata re .
da' Gotti , & poi sì come trouiamo in alcuni annali » essendo rinouata da_.
vno Statione , dal suo nome fu detta Stationa . Vennero questi Barbari in.»
Italia l'anno di Cristo quatttocento , à punto nel tempo di Onorio primo , Se
la occuparono nei modo che ho scritto nelle vite Cesaree. Quantunque^*
succintamente in questo nostro principio per ordine degli anni si faccia.»
mentione di quelle nouirà. le quali accadettero in quei tempi. Diremo adun
que enei Gotti hebbero diuersi nomi . Primieramente furono chiamati Got
ti di origine Sciti , e i loro seggi fermarono verso il Tanai . prossimo all'Eu
ropa , quantunque Trogo dica in Asia, & furono genti ferocissime , riferen
dosi nelle faccende , le quali Lucullo fece in Asia , furono vinti , & parimen
te da Caracalla Imperatore . Non molto doppoi Visigorti , 1 quali primai
haueano disfatte l'arme Romane si congiunsero con gli Ostrogotti , perche i
Gotti furono diuisi in due parti >• «ioè , Orientali , & Occidentali . Ónde roi- Gra-de,fo r*
narano Mesia > Se Tracia. Si troua che furono costoro trecento mila . Final- ra mortalità
mente hauendo occupato la Tracia. & Macedonia , Claudio secondo, gli decotti.
superò con la morte di ducento migliare di loro , Se duo mila nauilij sommer
se . llperche il Senato Romano gli drizzò vna statua in Campidoglio . Dop-
po Aureliano , vinse Canobio Rè de i Gotti alla riua del Danubio , sì che_»
nel suo trionfo addusse diece donne discese dalle Amazoni. D'indi gli Vnni
con gran mortalità in tutto scacciarono i Vescigotti oltra al Danubio , l'anno
da che Dio nacque $78. essendo Imperatore Valente gran persecutore del
nome chnstiano . E:. in questo medesimo tempo Gisilla Vescouo tròuò le let
tere Gottiche . Doppo quattro anni , nel tempo di Granano Imperatore , de- in che tempe
guarnente fiori San Girolamo Illirico pernatiOne ; fu lume , & sostegno del- soffi il glorio
la, chiesi d'Iddio , che poi abbandonata l'amplissima dignità in Bettelenu. so Girolamo
diuenne Monaco, dandosi alla vita austera. Similmente visse San Martino dottore dell*
Vescouo di Turoma , cioè Torsi a' nostri giorni , & trouo il glorioso corpo di chiesa.
SanStefano l'anno della nostra salute 397. Imperatore Valentiniano secon- A che tempe
do. Nel cui tempo Giustina Arriana fu molto perseguitata d'Ambrosio nostro foffe sjMarti-
B poten- no .
io Dell* Historie Milanefe
potentissimo patronc . Ilqualeda Roma péril Senato" Romano principal-
mente per Senatorc fu mandato à Milano , corne città fottoposta all'Impeno
l'anno del Saluatore 366. Di quattro parentele Remarie condusse seco , cioè
Graliì , Villani , Matregnani , & Muzzani ; délie quali famiglie in questa cit
tà ne sono discenduti molli huomini egregij. In proceslb di tempo, per h fan-
tìslìmi menti d'Ambrogio , Valentiniano Pannono , chesepolto giace à Bi-
linzona facendo vn sinodo di molti V escoui di Catacumeni fu elettoVescouo
délia citta l'anno di Cristo 37J. In tal dignitá perseuerando con somma reli-
gione condufle Giultina mogliera di Valentiniano à vira monacale nel luogo
Vetà ntïïtu nominato al Nemo , & qui di présente gliè vn nobilislìmo tempio dedicato al
quai û gìa- glorioso Ambrogio ,1'anno 587. sotto l'Impeno di Teodosio vecchio Ago-
riyso Ambro- "inofu battizato à Milano , & col glorioso Ambrosio compose quello digms-
giofiorìUan- simo Inno . TE DEVM LAVDAMVS. Questo diuotilsimo patronequan-
no nel quale to puote dali'inchta città cacciò la setta Arriana, la quale credeua cheil fi-.
UbeatoAgo- gliuolo fosse separato dalla sostanza d'Iddio padre . Già quest'cmpia heresia!
Jltno venno per atianti ïntorno à settanta anni nacque da vn Arrio sacerdote in Aleflan-
alla relitio- ^ria j f quale con si apparenti ragioni confirmaua il suo érrure che gl'Impe-
nc ratori l'haueano fattà per editto. & tanto mulciplicò, che la vera fede in ogni
in che temto parte haueacòntaminato. Questa diuisione fu la prima à Milano cioè Cato-
sttrgeíse I he- ^ Arriani, in modo che la città per questa peíhfera heresia riceuetEe_j
refm Arria- tanto danno quanto forsi hauesse hauuto ne i pasíati tempi . Dipoi Ambro-
na . gio misel'animo âdesaltarsopra tutte lechiesedi Lombardia la Milanese_>,
per modo che gli sottopose zo. Vescouati , cioc di Vercelle , Nouara , Lodi ,
Moite ordina Dertona , Asti , Turino , Agusta , Aique , óc Genoua-> & questi sedeano ne i
". 0 ., s /ea~ concihj alla destra
Lune , Iurea , Albamano s 8c all'altra
, Sauona quello
, Vintimilia , &diAtbenga
Brescia ,. Bergamo , Cremona,
Due chiesc per gli A-
0 m ogto, pQftoiifìHono fondate in Italia,la Romana, & Milanefe. Qnantunque Mar
co Euangelista ordinasse l'Aquileiefe , & per questo l'Arciuescouo di Milano
intetuenne à moite celebrationi d' vfficij,si corne ènellaelettione deli'Irape»
ratore insieme col Pontefice . Ordinò questo potétissimo Vescouo ? che nella
vigilia dell'auuento del fìgliuol délia Virgine, n tenneísero gh ordirai sacn.OU
tra à ciò ordinò àsimilitudine deÌ72. discepolidi Cristo, settantadue sacer
doti, i q1 ah donessero procedere mirriati, & indito portassero anelli col
bastone Episcopale , solo vno precedeua , & questo era nominato primicerio
de' saceiduci, il quale volse che nel maggiore tempio fosse lettore , questi era-
no nominati il cuore de' Vescoui . Poi fecondo i lette doni del Sptríto fanto
costituì fette sacerdoti Cardinak fecondo le quattordeci hore naturale de!
giorno fette Diaconi, & fette Sottodiaconi . Nel facro Palîagio ordinò mol
ti incolomi , de i quali alcuni sono nominati notari maggiori , & al tri rainori .
Costúui ancora molti sacerdoti lettori, & hostiarij , & tutti li benedì , & con-
cesseloroche potessero hauer moglie vergine , la quaJe morendo restafse-
ropoivedoui. Si corne chiaramente si leggenella prima di Timoteo, &C
che ciò fia vero , apertamente , si vede corne Enriberto di Antimiana Arci-
liescouo di Milano , del quale in procefso deir historia ampiamente rrattia-
mo,hebbeper mogliera vna nobil donna per nome Vscria , alla quaíedo-
nòilCenobio di San Dioniosio . Uperchefino al présente ghècontiguo vna
fruttifera vigna,la quale dalnomediqueIla,è chiamata la vigna d*Vséria.
Jttke tempo Mapoi in fuccesso di tempo , per Alefsandro terzo Pontefice fuordinato,
fofe vietato. cne a'cun íacerdote , ò chierico nori togliesse moglie, & questo ancora fu
«1 stutrdm approuato Per u íàcroconsistoro,foggiuj)gendo che i» perpétua ofseruafc

1
«'•■'■ Tarte Prima i M
serocastità. Pcr la quai cosa poi nell'anno mille sessantadue , Enrimbaldo .
Cortavolendo perseguitar i chierici maritati , da quelli su crudelmente mor- '< P'g"ar mt-
to » onde si corne senne Leone ne' suoi annali , essendo temito per martire_; t " '
dalla Republica fa con somma riuerentia fatto scpellire nel tempio dedica-
toaSan Dionisioinvna cassa circondata di lame di ferro. Nel numéro dei
predetti chierici ordinariper il diuo Ambrogio li furono alcuni Cardinali
ordinarij , & Decumani , ilperche si ha che nel primo scortinio del Sabba-
to Santo sono due Leuiti , oueramente Diaconi , con sci sacerdoti di numé
ro centenario . Nel secondo scortinio sono gli ordinarij con dodeci chen-
chi chiamatt obedientieri . Nelrerzo l'Arciuescouo mitraro corne superio-
re de' Vescoui , Sc Cardinali , 1' Archidiacono soprastaua à setre Diaconi .
Dice Datioche colui, il quale haueala dignità di Conte co i suoi familia-
ri obligato di andare nel giorno » il quale si célébra per 1' auuento del figliuo-
lo délia Vergine,la festadi Santo Stefano . diSan Giouanni Euangelista,
& délia resurrettione del Creatore alla processione auanti al Vescouo pre-
parandoli la via con le verghe in mano, & poi d a quello era ornato d'vn fla-
gello > & paro diguanti . Similmente ordinòchei Decumani dei quali si
famentione nel predetto vfficio del Sabbato Santo, stesserodue di loro
al lato destio intorno la Cresima , & due altri al sinistre . Oltra di questo
ordinòdieci Laici maritati nominati Vegioni, &c altre tante femine. le_>
aual douessero insieme osserire in nome di tutto'l popolo il pane » & il vino
el sacrificio , in representatione del costume antico , che era d' andare huo-
mo, & donna insieme ad osserire al sacrificio animali dell'vno, & l'altro
fesso , si corne fece Simeone , & Anna profetessa . Dipoi fece drizzare_>
fuora délia città di MiJano quattro horreuoli tempij , i quali dotò de i bé
ni deU'Arriana setta . Ilpiimo fudedicatoin honore di SaiiGeruaso, &
Proraso. Il secondo poi à gli Apostoli,san Nazaro . II terzo à tutti i Con-
fessori, oggisan Dionisio . II quarto dedicò alla Vergine Madre hora det-
to fin Simpliciano . Or ritornando al proposito dell'historia diciamo, che
doppo Gratiano , seguitò nell'Imperio Teodosia , 8c Arcadio ôc i Gotti
per la morte diAtanarico stetterolungo tempo scnzaRc. Ma poi essendo
da Arcadio priuari délie paghe,, elessero Alarico Balto di famiglia nobilissi-
matra'Gotti, ilquàlc congiungendosi con Radagasso Gotto con ducento
millar foldati cntrò in Tracia > Pannonia , Norico , cV Illirico , doue per la
preda arricchiti , vennero mltalia, & occuparono Roma l'anno délia sua
edisicatione mille cento scssanta quattro , non lasciando alcuna scrte di cru-
deltà, & di rubarie. si corne dimostriamo neltrattato d'Onorio Impera- Roln» di Re-
tore . D'indi gli Vgori cominciarono ad habitare Vngheria . Et nel medesi- ma Aall'em-
mo tempo i Franchi primieramente vsarono leggi , tra le quali fecero la Sa- pittà 4c Got
ha , cioc che gli huomini maritati sott'habito di religione essendo impcdi- ti .
ti d'implicatione secolare non solo potessero mancare délia promessa del
voto di caítità , ma gli fosse lecito ancora venir aile seconde nozze . Et al- conuersione
lora Clodoneo Rè di Francia per il beato Remigio monaco , ôc Vescouo di fejedi
Kauenna su battezato l'anno del figliuolo di Dio quattrocento trentaotto . crisio di cl*
Teodosio quinto Imperatore , Galla Placida Reginain Rauenna fece fa- 4me0 m i\
bncare ad honore dell' Euangelista vn'honorato tempio . Ne'medesimi gior- tranci».
ni i Milanesi di nuouo crearono il Duce , che si dimandaua Duca di Milano ,
& Brugaria , Conte di Seprio , & Marchese di Mai tesana , nientedimeno egli
nella signoria hauea poca autorisa, masolamentc i Consoli eletti dal popo-
lo,& altri vrriciali,& da quetla magnifica città veramente poi i Vcnetiani tol-
B i sero
la VeWtfistorieMilaneÇe.
sero origine nclla elertione de' loro Duci , & gouerno del loro Imperio. Poi
Non se thtj Vnni gente di Scithia sotto d'Attila figliuolo di Mundzeticeno figliuolo di
tecelUntego- Succat Rc di quei Barbari , che doppo la morte del padre vecise Bìeda suo
uerno fia fia- fratcllo . Onde solo restando in quella signoria TannO dclla sainte quattro-
to qtiesio, che cento sessantajvenne con infìnita gente per la Gcrraania in Iralia,& nello spa-
Venetiani tj0 d'vn'anno su di giauisîimo danno aDa città di Milano , di Paula , di Vin»
hMixno prt cenza , di Cremona » di Brescia ,.& Bergamo. Perla quai cosa i Veneti pri-
fo U Uro eter- ma Hencti , i quali partendoiï di Pafiagonia guerreggiarono Troia , con que-
»« . sti Antcnore venne in Italia , & iscacciati gli Éugani che habitauano il luogo
Yemitn degli Padcuano H.mutaronoin V. & fi chiamarono Veneti . Quesii adunque co
rn»» in Ua- nie fuggitun dalla Barbara crudeltà nelle paludi del mare Adriatico nel luo-
Ha, go detto Rialto teiritorio d' Altino dalsuo nome edificareno Veneiia»&
Xdisicatiene à Raucnna per prieglii di Giouanni suo Vescouo,Attiia hebbe riguardo.Dop-
dcllitmireeo po se n'andò à Roma à Leone Pontcfice , & final mente ritornato in PannoT
iosa.fr im- nia, & hauendo cekbrato lenozze dclla mogliera, riempiendosi dr troppo
tnorttt città vino la notte rimase soflôcato . Etl'anno delïa salute 470. Marciano secon-
di vinrgia . do eísendo Imperatore nel cui trattato ampiamente si scriue d'Attila , le_*
Morte di yit~ 1 1000. Vergini à Colonia patirono il martiiio ; la testa di San Giouanni Batti-
tila. stapersuariuelatione suntrouata. Capua fu destrutta da* Barbari , & Pro-
spero Aquitano in quei giorni su moltofamoso. Gontibalt Rè di Borgogna.»
mbbò tutta la Liguria fíno àNouarajd'indiàdueanni neU'ImperiodrLeo-
Alaniveitto- nc > Alani assalirono l'Italia , &poi ne'tempi diZenone Imperatore lanno
»«» 'italia' nascimento del figliuolo délia Vergine quattrocento ottantaotto> Teo-
Venùta'd'i ' dcûco Rè de gli Ostrogotti venne in Italia, doue mcontrandolo Odoarco
Teodoric eXe doppo cn'c' l'nebbc vinto nel fatto d'arme , in Rauenna restò aslediato , &
de tli Offre P'gliat°l° col figliuolo infieme lopriuò délia visa. Doppo caualcòà Tici-
tttti nellaS no> & acquistò l'Italia. la quale Odoacro hanea occupato per il tempo di
italia anni> doppo Teodonco i Gotti regnarono intornoà cento cinquanta_>
jm crìe du anni , nel cui tempo solamente cómetteuano cose libidinose , & crudeli,ma
sli ostrototti Pcr Cu^erc huomini distanti affai dilingua , & di costumi crudeli nella vitto-
wlltitali* "a disfecero moite città , & i cittadini priuati d' ogni sua sostantia erano
* cacciati > Sc mandati vagabondi . llpcrcne i popoli ibpportando il crudel
giogo , piangeuano la roma délie loro città , ogni soeranza d'áiuto eraman-
cata , & munconsiglio trouauano dilibertà . ICesari Constantinopolita-
ni, ne i quali haueano alquanto di speranza, tra loro guerreggiauano , &
. ... per ester appreslò moJestati da gli esterai »pui presto diiendeuanoilsuo, che_>
Miser» dtfpe- aiuta(jero qUello d'altrm , Adunque per non essergli akuno rimedio , ôc per
ratione de t e£ct jUDg0 tsmpo st tutto tiranneggiato da' Barbari, & dissatta l'Italia per
fopoit italia- rante rojnc vojto ia fonuna . Onde per gratia d'Iddio , i coníîgli humani
aiutarono le cose afflitte , per modo che Giuslmiano mosso perpietà verso
i suoi fautori. ò perla crudeltà del fatto pensò di Iiberar l' Italia. Con-
Xellisari» siderato ch'egli hauendo composte le cose d* Oriente , mandò nella Sici»
mandat» da jia Bellisario valoroso capitano con vn giosso essercito , & quiui allegramen-
Cwftmiano tc tu riCgUuto . In fine hauendo morto Strozza tiranno Joggiogòï'A..ncà>
imperatore, ^ d'mdi ritornò in Sicilia, & à lui rendendosi i Lucani. venne à Napoli,
nune m Ube- ja quai Città per lungo assedio acquistò. Allorai Gotti haueano creato per
erar l italto-, fuo j^^ Vettigite , Euomo di vile llirpe, ma strenuo , & perito ncll'artej
dalle mani délia guerra. Costni adbnque inteso corne Belliserio nauea acquistato Na-
dt i Marvari. poli, lasciò buona guáidia in Roma, lasciandcgli Indenco con cuattro nu 11a
î'ami . Se n'andò à Rauenna* & raguno i Qoiú ipmsi pet ritalu.Akum scauo:
110»
Parte Prima , " u
nOjchegiunseio al numero di cento mila. ht doppo intendendo corne i citta-
dini haucano tolto dentro la Città le genti Greche , venue a Roma , la quale
Bellisario con cinque mila fanti disendeua , cVilresto dell'eíì'erciro haueua.»
sprfo perJ'Hetruria. Queste cose facendosi , Datio memoraco m quei tempi ,
prefetto délia chiesa diiMjlano, con gran quantità di cittadini,caualcò da Bd-
híiúo ,& proniisegli la Città , se gli ìhandaua soccorso , sacendogli intende-
ic t che ancor gli era reítato tanta sacultà , che non solo da Milano potrebbe
scacciare iGotu,madi tutta la Gallia Cisalpina; s< ggiungendogli com'hauea-
nofm'aquel giorno ntardato l'impresa pernon haiierc álcun Legato Impé
riale , il quale nauessero à seguire. Datio co i nobili da Bellisario su con gran-
dissima humanicà riceuuto, & d'indi pigliato lictnza > promise soccoreigl»
quando fosse il tempo . Vettigite piu di giorno m giorno ltringea la città ; ma
poi ch'egli intese in tal modo i capitani di Bellisario haueano acquiltato Ri-
mitie, lasciò d'assediar Roma. Allora furono dati i soccorsi à i legatt Milanelî»
& délie genti di guerra su ordrnato capitano MundiU » con vn Milanese , peí
nome detto Fedele , altre volte Presetto nella corte Impériale. Costoro subi
to nauigarono à Gcnua , 6c d'indi sbarcati per l'Apennino giunscro al fuîmes
del Pò . il quale passarono , & eslendo giunti à Ticino, che nora è Pauia, heb»
bero i Gotti contra, i quali dentro le forrezze haueuano gran niimero di gen
te" < & moite cose pretiose , finalmcnte per lieue fatto d'arme i Gotti fiirono
costretti à rifuggire dentro la Città . Vedendo questo Mundila paísò il pon
te •,& Fedele voltandosi con alevine genti verso vn Tempio vicino , casco da Sfortuttat»
cauaUo ,& ne iimaíe morto , ilperche tal caso su di non poco dannoàquek morte di St*
V essercito nondimtno Mimdila in •pj.ocesso dipochi giorni dai Milanelî es- dtlt,
sendo introdotto nelJa Città , caualco à Como , Bergamo, Nouara , doue ha-
uendene scacciati i Gotti , tolsero il loro soccorso . Dall'altro canto Vettigite
mandò Vraia fighuolo di suo fratello tra gl'Insubri , acciò che ricouerasse le
città ribellate, & J'atro tenesse in fede . Doppo chiesero l'aiuto di Teodober-
toRèdiFrancia,ilquaI venne in Italia, si corne piu oltra si dimostrerà . In
qnesto mezo gli Eruli partendosi da Pauia , portaronu seco il corpo di S. Ber-
nabà , òc fecero molti prigioni.i quali furono dipoi riscoslì da Epifanio vesco-
uo di quclla Città . In questo tempo , che su l'anno del Saluatore 495. da Ge-
lasio 1. Pontefice , essendo Anastafio Ariano Imperatore , 6c Vescouo di Mi
lano il B. Teodoro , il quai successe à Datio Alione huomo eccellente , che si-
gnoreggiaua Angleria . con moite altre terre sopra il lago Maggiore , fu ho-
norato di digniíïîmi priuilegi , i quali anticamente fatti , habbiamo veduto,&
in quai modo egli su eletto Conte d'Italia , con autorisa di poter crear nota-
rij , & nuntij Imperiali . Et che legitimamente jpotesse separare il manto dal- r
la mogliera • Appresso , che lui , e i descendenti suoi potclsero pigliar la déci
ma da" sudditi, con obligo di dare al Papa,& a succesl jri suoi la terza parte,&
ogni tte anni la ventísima al Rè de' Romani , promettendo loro d'aiutarlo
contra qualunque suojKmko. Ancora gli fu cencesso la cura di qucíto Con-
tado .insieme con Tnuilio, Corte di Ro, 6c Legnano , doue i frutti senz'alcu-
n'ob.igo potesse scuotere . Appresso volse il Pcntefice che Gessate, Lissono >
Pozzuolo , Caíklletto, Vedano,Cantuno, et Varenna, fussero corte Rcale *
et gli diede autorità di potere scuotere le décime a Ripalta, Carauaggio, Far- .. i
ra, Colonia , Casirato > con la ValaíTìna» Banaglia , Carse, Viamonte , Intro-
bio, la Falina,Valcorre, Alpastri, Brianza, Morgino,Lauentina,Airino,Zulin-
go.Palanza.AcheriOjCasale, Eiusio,Brebia,Lucino, Varieíìo,Albe7ano,Apia-
no, Castel Seuere , Parabiago, Neruiano, Treno, Cerano, Bollate, Biuzano ,
B i Serono,
14 Dell* Historie Milanese
Serono, Marliano, Briuic, Mozate,similmcnte gli concefTe la metà délie coh»
dennationi. c i bcni di homicidiari . Così gli diode autorità ornare del gradq
délia Caualleria chiunque egli volesle, giurarido la fede alla Santa Chieia , et
airimperio,delche se n'haueire à celebrare publico stromento , et con obligo
di dire in ciascun giorno le hore canoniche cócedendogli indulgenza di qua...
ranta giorni per ciascuno . Diedegli potere appresso dleleggere il Ve-fcetio »
dando al Pontefìce libre cento terzoli per honoranza di esta uignità.parimen-
te vn Vescouo cinqiianra,vn'Abbate i\ et altiiSacerdoti libre 12.sol.12.Q11e-
sti priuilegi nell'anno 1 98. per Gregorio primo Papa,et Foca Imperatore furo-
no confermati al Rc Adaíoaldo del quasinproceslo ra^ionaremo . II Conte
Alione adunque hebbe tre figliuoli 1 cioc , Caluagno , Cofina. et Andrea. On
de Cáluagno doppo la morte de! padre> corne primogenito successe nello sta-
to , et generò vn figliuolo , che nominò Perideo , i grandi ífîiTií fatti del quale
vn poco pin auanti al luogo suo descriueremo » i posteri , et descendenti suoi
portarono lnngo tempo per inse«nadi Scacchi Roslî nella Scacchiera bian-
ca.et negra,la quale in proceflo di tempo hebbe i Catanei di Locamo, et Sf*n-
dra.L'anno adunque del Signore 40j.pur*eflendo Anastaíìo Imperatore, ha
uendo Teodorico finalmente vcciío , et intutto vinto Odoacro intieramen-
le ottenne l'Imperio d'Italia ; onde pose il suo seggio à Rauenna. Ho trouaro.
che iui à sua similitudine per aite magica sopra vna Cotonna fece fare vn Ca
nal di métallo , con vn Caualiero sopra^et nominollo Rèdel Sole . Questo it
magnanimo Carlo hauendo .corne dimostraremo , in tutto estinto il Reame
de* Longobardi, et soggiogata l'italiajvolendola portare questa statua in Fran-
cia, la tece condurre à Pauia, doue infcrhiandosi Carlo . fino a' presenti gior
ni gliè restata . Et detta poi per corrotto vocabolo Ruggiasole .L'anno di Cri-
sto yjj.essendo Giustino Seniore Imperatore , Giouanni Pontefice su morto
da Teodorico,Simmaco,et Boetio furono mandati in eilìlio , et d'indi à die-
& Tempio i'% ce anni nel tempo di Giustiniano à Rauenna per eflb su edificato il monaste-
s. vitale in rio di S. Vitale, nel cui tempo sotto l'altare eiace il glorioso corpo » Et il fìea-
to Gregorio costituendoíîalla regola di S. Benedetto , del proprio fece edifi-
carevn tempio diS. Nicolò ne' medesimi giorni in Gxecia, doue egli era_»
Vescouo assaichiaro. In questitempiancora Teodoberto figliuolo diClodo-
ueo Rè di Francia con grandestercitQ pjassò in Italia . L'anno di Cristo S7S-
sdsoccorso de' Gotri. Et dimandando a Milanesi la fede, gli funegata,.onde
gli pose l'asledio . Perche hauuto questi l'aiuto di Narsettc Eunuco diGiustr-
, niano , con grand'animo sidiffesero , ma in tine Theodoberto datialcuni ca-
pitolijfimulò leuar l'assedio,et poi nella quarta Vigijia essendo senza sospetto
ír*/ii,& g'* guardatala città, più cautamente che potè ritornò ì dietro. Incontro al tern
ie danio di pio di S. Andrea » almuro rotto cosi detto per quelia rottura fece roinare il
Md*no. muro , et con l'essercito entrato nella città , gli diede grauissimo danno , roi-
nando molti edificij , et poi fu coronato in Pauia. ifertal roina il Vescouo
Mu u 4i Tto. délia città con gli ordinarij del maggior tempio. andò ad habitare à Nosseta,e i
étitrtc, çittadini in diuerse cótrade. Ma alla fine Teodoberto essedo morto nel modo»
che Ambrogio nostro potentissimo padrone glihaueamiracotosamente pre-
ckdiutt vin dctto » et il suo corpo diuorato da* cani ..ciascuno fu reío alla propria patria .
w. Doppo questo Buoclino fuceflore didodoueo, venne parimente con moite
senti in Italia , la quale hauendo rubbata da Narsè , fu. vinto , et rotto ». et gli
ruli fimilmente scacciati .. Cassiodoro Seuatore abbandonando il secolo ,
sotro la regola di S. Benedetto si fece monaco . D'indi Bellisario », acciò che
d'Italia si estirpassero i Gcttti gli entrò , et quei Barbari per vn'anno. inriero
aise-
Parte Prima » 15
âttediarono Roma , onde Bellisano se n'andò à Vigílio Pontefice, et di H pas-
sò all'altro secolo , & Totila Rc de' Gotti prese Roma . Ilperche Narsè con- ■*fw*f ■* fif*
federandosi con molti Barbari , liberò l'Italia dal tjrinno . Ma eslendo l'Ira l'far">-
perarore per gli stimoli di Sofia Impératrice sdegnato contro à lui, mandò in_, dt
Jtalia Longino, dandoeli il suo Iuogo, il quale molto isdegnato passò à Napo- i
U, 8c d'indi mandò in Pannonia da Longobardi siioi ambasciatori fbllecitan- longobardi
doelich'cnrraíTefoneiriraIia,& dimostrando loro qtiantodi ncchezze, & jono tbìam*-
delicato viuere clla fosté abbondante » Poi ntornò a Roma , doue non molto " ** NarM-
doppoeglifini 1 suoi giorni . Et le ncchezze di quello furono portate à Co- u ** R'gno
stantinopoh . Ni. ntcdimcno i Longobardi già hauendo inteíò l'amenità d'I- tiel1' It*"*
ralia , s'atfrettauano di passare » Ma prima che piu oltra di loro fi serina, starà Morte dt N*t
bene che fi dica chi furono , 8c onde vennero » 11 Paesc di Settentnone per il stm
vento Aquilone c molto salubre alla conseruation de' corpi humani » Doue i
Tedeschi , i quali habitano tra il Reno termine al Tanai , & le paludi Meoti-
de, si diuidono in moite nationi. Questi vennero in Italia corne furono Got
ti. Vanòali» Alani » Qmbri , Eruli, Catti , Turilingi , & altre gendvscite da
quella parte Settcntnonale , doue hebbero al pnncipio > 8c poi furono nomi-
nati Longobardi ,sì corne in processo dimostraremo , Nel mare che confina
à i Tedeíthi gli è vn'Isola nominata Scandauia , la quale è molto grande . A .
dunque eslendo in esta moltiplicato il popolo in tal modo , che non haueano
che viucre, ekssero per forte , che la terzâ parte di quegli se n'vsciísero à cer-
carnuoue habitarioni. Questi adunque hauendo eletu per suoi Prencipi duc
fratelli , l'vno nominato luor , et Taltro Gior , mouendosi dalla propria patria
gmnseroaSoringailtrecentesimoannodinostrasalute. doue hauendo sog-
giogato i VamJaìi,vi dimorareno alcUn tempo, ma in fine per ester quella Rc-
çiune troppoarida,partendosi vennero in Mauringa Regione habitata da
nuomini rozzi > & agresti , & iui gli Scipiti dominatori temendo , gli conce-
dettero di poter paflare in esta Regione , doue nel procedere gli morirono i
due nommati Prencipi , con la madre detta Garnbara , per il consiglio délia
quale ogni cosa faceuano » Et per questo restando tal gente in vn sol popolo, .
nonpiusi dimandarono Vnni, ma Noueîli. Et il figlmolo di Gior nominato JJ "*
Algimondo nella Regione diGolanda chiamaranft loro Rè. Ondesopra^ J;ae2,y''*
quelli regnò jj. anni . Nello spatio de' quali andando vn giorno a spaslb , &
Volcndo abbeuerar il cauallo , à caso vide nella piscina sette fanciulli nasciu' i
in vn sol parto,chc dalla peslîma,& meretnec madre in quella erano stati g«r-
tati per sommcrgerli;di tanta cosa non poco marauigliato.porse loro vn'hasta, tortuna di
la qual'egli hauea in mano, & voltandogh, vn di quelli che ancora era viuo la tfm-sio .
prese con mano , onde il Rc trattolo il tece nctlrire, 8c in sua lingua dal nome Quando fof-
dclla piscina , volse che si chiamaste Lamisio. Costui doppo la sua morte per sert ritrou**
il primo suceise nello stato. Dipoi Algimondo arriuando ne' confini de'Bul- ti sette Dor-
gari, paslando trouò i Sette dornncntiinfino ad tempo di Decio Imperatore , mienti.
ik de i quali ampiamente trattiamo neH'hiltoria, & per lo slupendistìmo mi-
racolodel loro sonno, ru ordinato per tanta allegrezza dalla chiesa > che_>
dalla resurrettione di Crísto, fino aile Penucoste non si digiunasle» Final- tamifio Re
mente Algimondo co i nommati Bulgari m vno atrocislìmo satte d'arme su degliVnnU
mono. Onde Lamisio succcsle nel Reame de gli Vnni , & pnmieramentcv
hauendo dehberato l'impresa contra de' Vandali , 8c Bulgari , mandò à Boc-
caíîo Rc di quelli vn'Ambasciatore facendogli intendercefte di due cofe egli
facette l'\ na,ouero si facette suddito col pagaie del tributo al suo Regno.ò có
l arme si dilendefl'e».Quei popoli adimque con Boccasio intendendo l'amba»
B 4 sciata,
lé tciïfí&orte MiUnese
sciata , deliberarono piu presto voler morire nell'árme pcr la hbertà , ehe vi-
' ucre nelle scruitù . Ilperche si prepararono alla guerra. Appropinqiiandosi
adunque|ambi gli eflerciti ; i Vandali primamente mandarono all'Idolo di
battagha'nominato Goda , pcr intender il succeflb délia sutura pugna , il qua-
Stratattma 'e risposc in questo modo . Io à voi darò vittoria de gli Vnni , quando il So-
tiÀictlpf». ,e sara drieto all'Oriente. SJmitmente gli Vnni iranilaiv.no alla Dea Tera5cbe
* loro adorauano. Interrogandola di qucllo hauesseto à faie> rispose,sorcte che
tutte le voltre moglie si rïduchino i cap elìi inrurno al mémo , per modo che
paiaiic barbati , & poi nell'ora che'l Sole lì leueià nell'Oiiente con tutti i suoè
niarili vadino auanti la Dea Goda, in modo che tutn lc poffa vcdere .• II-
'• ' che facendo estì corne la Dea de' Vandali nguardò quei baibati, diíïe,che
sono tanti Langbard? alla quale la Dea Fera rispose Lanubard,& pcrò è-
rercb* arttte ragioneuole à clii bai dato il uome , gli concedi vittoria . Et cosi facendoíl
senti Schi*, ía battaglia tra" Vandali , & Vnnidi quelli fil ta vittoria »• ilperche furono
masser o Lan" ehiamati Langbard , nome posto loro dal Diauolo, «ime serine Tcodato hi-
iard. storiografo , dal quale qiiesto Iiabbiamo tolto . Era fama che Langbard 6a-
rono prima detti Vnni , ma poi per la longhezza délia barba non mai taglia-
ta, furono detti Laiigbard , pereiò che in sua lingua Lang signin*calunga_, ,
Morte éi La- & Bard barba . Etcolì poiLamisio habitò essa prouincia, &iui morì,aI
misio . quale Léo huomò strenuo per il teizo Rè de' Longobardi successe , & re-
LcoRìdeLS- gnò sefsanta anni prima che intrafsero nell'Italia . Doppo moite guerre_>
gob.mii. essendomorto per il quarto Rè , seguì Childeo suo sigliuolo . Et péril quin-
childeo 4. to Goldeo suo genito huomo bellicoso , il cualc passando con grosso esi-er-
Rè. cito nclla prouincia diRugilanda la mise in preda, &contuttoil suo po-
Goldea /. Rè polo l'habitò gran tempo . Queste cose faeendosi , Odoacro vemito di Pan-
«Jx, nonia nel modo dimostrato disopra con gli Eruli ,& Tiirgilingi > pofsedeiia
l ltalia. Morto adunque Goldfo , vnnominato Diafo figliuoío di Diasonis
ottenne il Regno. Fu costui huomo di gran valore, & doppo lui successe Ta-
to suo sigliuolo. II quale condusse i Longobardi ad espugnare la prouincia^
«li Fello , doue regnaua Rodolfo Rc de gli Eruli , il quale andandogli incon--
tro con le sue genti, rimase in tutto vinto, & finalmente morto. Onde i Lon-
fobardi per qucllapredarestaronoricchr. Tatato essendoà tradimento da
rvaco suo nepote morto nel Lombardo Regno segui il traditore . Ilperche
lldechis volendosi vendicare délia morte del padre.al Tiranno mosse guerra*
onde essendo vinto suggì tra' Gepiti , 8c Vvaco in pace poftedette il Regno
de' Longobardi , al quale íottopose con aspra battaglia le genti Sueue . Heb-*
be costui tre moglie, onde dall'vltima che su figliuola del Rède gli Eruli no-
minata SaJinga nacque Vatarit , il quale per nouo Rc doppo la morte del pa-
dre da.' Longobardi fu creato , & regnò sette anni , & indi per il deermo se-
Îuì Audoim , il quale hauendo vinti 1 Giepidi , condusse i Longobardi irt,
arinonia, & fu nel tempo che Giustino era Imperatore , ma lasciando la_/
'Alt ru tr V'ta 'n esia Proiunua Alboino per l'vndecimo Rè fu eletto . Costui essendo
Aè de Lan inultaCo da Narsè patritio , come s'è detto , con ogni suo hauere , mogliera ,
lolardi &» figliuoli , si condusse in Italia, ma prima nella Sthiauonia venne al fatt»
* * d'aime col Re de' Gepidi , nella quale morendo egh , il sigliuolo per vendicat
la morte del padre,venne contra Alboino . Dal quale essendo ancora esso
J/í*r'M >into;& preso,tu decapitato. Et nella cranea di esso, volgarmente detta crap-
MbDino.^ pa> ridotta in forma di ricca tazza, nelle feste celebrate , Alboino egli beuea ,
crudehadel & oltra di questo la figiiucla nominata Rcsimonda seco condusse prigiona.
vedijimQ . Finalme nte l'anuo délia Saluce j 88. il primo d'Aprile che si celebraua la Pas
qua
CmSTJrtè Prima. ''T if
cjax délia Resurrèttìòríe del figliuok) di Dio,efcendo Pílagio secondo.sommo ,
Ponteficc m Roma. & Ttberio Costantino fmperatore . Alboino con infinité »»•
genti perle parti di Venetia,intro in ícaiia>& tutte quelle cntà occupò,& d'in- tra ntlí
dilafciandoPadoua, & monte Scekse drizzò verso Trento . Gotti fi sortH •
fitjtonoà Raucnnajác ITraperatore difendeua Flaminia oggi Romagna. Mito»**r,
Pailati due anni , pêmonrìc inLiguria , la quale per lìno à i tempi tutta occu- tra '** MU*A
pò. Es poi entrò m Àlibno il rcrzo di Setrembre . Per la quai cola Onorato
Atciuescotio délia cirti íuggi à Genoua.Doppo giungendo a Paiùa per tre an-
ni gli mantennc l'assedio n cl quai tempo soggiogo E/n;lia, Alpiscocia prouin- m P*'"* -
cie", eccctto i luogiu maritinu, che in venin uioaû non potè ottcneie per Ge- •
nona citcà , di íìto fortilsima, la quale non solo fi. difendeua , ma tutra la ríuie-
ra gtiaidaua dalla crudeltà de' itaibari . onde Alboino ritornandoà Panisu Alboino en-
coii quante forze pote deliberò ottenerla . quiui era grandissimo numero di\ train Pauia*
Criíuani , i quali gia molto tempo per mezo délie sanre orationi del beato
Dalinatio monaco eranoridutti alla Grìstianarcligione . Alboino adunqiie_> ,,
culture dell'ldolatiia giurò se ad vn'aíïïgnato ternirne hon si rendeuano à lui ,
che tutti à hl di spada forebberoi vecifi Onde non rendendosi.la ottenne
perforza. Adunqueil vincitore ,perporta'vecc'hia entrando in Pauia, ilsuo tttrtuttefi
cauallo si fermò corne fosse stato di métallo , con gli speroni non potendolo.*ccidentex
sar muouere . Stupefatto di tanta cosa non sapéua , che sare , ma vna ciistia-
nislìma donna li disse, che douesse riuocnre il ginramento satto contra cristia*
ni. Uchefaceiidoeglijsenzadannod'akuno-pigliòil dominio di L'auia^doue Atboi-.o prì~
egli pose il seggio, & la.corte Rente. Et fti il primo Rè Longobardo in Italia , m0 m de'u»
&fuora d'itaÛa vndeesmos. D'indi Alboino hauendo fattele cosc predette g0b»rdi iru
£xi.it per moglií Rofemonda dì'egli haueacondottaserua, &c hauendo in_,, italta.
ombardia placato tutti i tumulti , con superbo apparato , volse trionfare ,& Alboinofi f*
se n'a ndò à Verona , doue sacendosi il conuito, alla moglie porse la testa del di Ko*
padre , ridotta in forma d'vna coupa d'oro.dicendo beui con tuo padre. Ilchey^^^ m •
esseguendo lei, commoffa flno aile viscère , nel suo core, contra al marito ini-
quisiimo odio mortale concepe . Ilperche ad vno ch'era stato farnígliare di j-^*,-^ ^
suo padre , & era délia famiglia di Alboino nominato Elmigisso , sopra di ciò jj^amtì
dimandò consigho, & aiuto per vendicarsi délia niorte del padre f perche cosi
configliata da Elmigisso) à Perendeo valoroso soldato , & veterano di suo pa
dre sotto giuramento manifesté il tutto. Ilche non volendo egli fare , pensò
Rofemonda in luogo d'vna sua Dongiella,della quale Perendeo era innamo- 4jr»*t* ài Ré
rato giacere seco . Onde hauendo questo pigliato da lei l'amoroso piacere , si fifondi»^
manisestò dicendo , sappi c hai stuprato la moghe de] Rc ,onde sarai veciso ».
ouero quello vcciderai , per la quai cota Perendeo s'oíserse à quello , che pri
ma hauea recusato ; & cosi diputato il giorno di eíeguire il crudel trattato,ar-
matoTascose sotro il letto Regale. Doue finalmcnte Alboino non potendosi' Mûrte ^
difendere, nmase veciso, & ambedue hauendo tolto ogni Régal tesoro ,' ^oino 7
per itfiume dell'Adice si ridussero à Raueana, cheancora non era sotto ■&afauntlu
J'Imperio de' Longobardi , anzi Longino corne Rè vi tenea il Scettro . Quiui *J con j.^
adunque dimorando Rofemonda , Çc l'vcciditor del marito, quantunque essa ^«
l'hauesse pigliato per suo fpofo ► d'vn bellissimo giouane s'acceíb , sì che di mnna J
niun' altra cosa , che di lui penfàua , discorrendo pure corne ella potesse veci-
dere il nouo marito . Onde vn giomo ambedui entrando nel bagno , gli por-
se vn calice có vn'auuelenatabeuanda.dalla quale essendo Perendeo cusubita *jtc>JÍMx>#
afflitto,pigliando vn pugnaleacostunse Roíùuondaà beuere ancor/essa.Onde *í=**!5»
■ * ■ ambe-
1 8 VelVHistorie Milanese
Morte diU»- ambcdue attoflîcati môTirono ,& essendo posti in vn'istcsso sepolcro ,hebbè-
Jtmcnda , ô" ro que sto epitafio . H I C iacct m tumba Rosimr ndit ncnrcfa mtï da . Kon rtdoUtsti
del noueilo olu ,qutiedolcrefilet . Doppo la morte d'Alboino di commun consenso, Droh
marlto, lu cletto per secondo Rc in Lombardia , Sc regnò non piu d' vn' anno , & sei
Dreb secondo mesi . Jmperòche da vno pernome dctto Giubenoiuo sanHghare , fù morto »
jti n'ilìm. per modo che per indno à diece anni fi stetre scnza Rè » Poi in ciascuna città
Morte di de'Longobardi si rinouò il rcggimento di Duce , corne fece Milano, doue i
Droh. Mìlauefi nelmcdodimostratopiu vokhtieii.che staresottoil giogç» Barbara,
<2rt*ttone di eleiïero Ptrideo huomo cgregio ricordato di sopra . Et cosi diuesïî Duchi si
diuerf.Vuchi ctearcno à Nouara , Vercelli , Turino , Como , Bergamo , Brescia, Verona_,>
mile città d' Vcneiia , Trcuigi > Mantoa , Cremcna » Lodi , Trento , Modena , Reggio >
luit*. Vicenza , Parma , Piacenza , Pauia > Ortona , Aique , & Brescelli su'l fiume del
Vò. Et queue RepublichedicontinUocrano moleste à i Romani. Esscndo
le cose m questo modo , Frontone Simoniaco, occupò la scde Episcopale del-

lagio, la Torre, Campanile di San Sisto, Intanto prospéra successo di Lon*


gino , Pauesi con grande allegrezza , ricorsero à lui , desiderando vendicarsi
dell inimicitia c'haueano con la Republica Milanese ; perche persuaso Lon«
gino da quei > si mosse contra questa città. llche intendendo Perideo coh-,
bellicosa gente gli andò contra . In modo che arrbedue gh esserciti venu» ai
le mani délia prima hora del giorno > fin' all'vltima , si mantenne crudelisiìmâ
battzglia,Ia quale per l'vccisione d'vndcci milla combatrenti di quelli di Lon*
. . . gino, essendoli contraria la batraglia, su costretto cedere aile forze del vin*
- j*»- citore.&settecentorcstarcnoprigioni. II prossimo giorno di nuouo fti TU
** * Loi,n>' «ouato iJ fatto d'arme , piu crudele , & auuerso che'l primo , onde l'inimico
co'Paucsi finalmente si ridujsc à Rauenna. II luogo doue fu commesso tanta_,
vccifione fin' al giorno d'oggi ha|rirenuto il nome diGampo Morto. Doppo
Mliisrìt *fi- questo , Longino chiese soccorso ad Elotario Rè d' Vngheria > il quale venen-
fididMilano. do in Italiacon quaranta milla persone, senz'altro intcruallo s'accostò à Mi
lano , & pose qui l'assedio , il quale già essendo roantenuto rre mesi , como
'Elotario vien furioso furtiuamente si pose aa assahr le mura . llche vedendo vn contadino >
ì»orto,Flori- di subito corse al luogo aísalito , doue senza molto contrasto con vn' accetta,
sio viene iru la quale à caso egli si trouò appreslb , vccise Elotario* llche inteso gl'inimici û
ltalia. leuarono , da'Milanesi seguiti con gran morralità. Florisiopotentissimo Pré-
cipe in Vngheria , per la fama di queste cose rh' erano accadute , ragunate le
genti , vcnne in ltalia , doue si congiunse con quelle di Elotario, & parimente
de'Fauesi » Indi si voltò verso Mantoua » Cremona , & à Piacenza , & prese_j
perforza Reggio, & Modena. Onde Perideo intendendo ll felice successo
di Flonseo , daiberò d'affrontailo , tlperche raccoltòl'essercito Milanese, an-
Tlorìjìorhar- dò primieramente contra Paliesi , per laquai cosa Floriseo hauendo satto vn_.
nanVnght- publico concilio , délibéré di ritcrnare in Vngheua, & cosi prestamente lo
n*. inaodò ad effctto . Per il quai successo , Perideo abbandonando i Pauesi,oc*
cupò Cremona, Mantoua, Brescia »& Bergamote ce tributare. d' indi espu-
gnò Vicenza , & Treuigi , & finalmente con ranta vittoria ntornò à Milano .
Gu*rr* de i Doppo drizzando Perideo Panimo contra I'Imperio,Giustmo Imperatore gli
M lenefi ton- roandò due Consoli contra cioè. L. Conielio, &;Fuluip Flacco. Questi pi-
cirstmo /»»- gliandovna legionc,& moka gente diToscanajOccuparonorìno allito del
perAtore. PÒ .
,! Part6 Prima. \9
Pò.per la quai cosa Perideo si congiunse con Sigibcrto Legato del Rc di Frá-
ciî,&congagIiardoeíTercitoaffrontòiducConsoli,poi elesle alcune genti
d'arme , con I e quali si misse in aguatto, & attaccandosi la pugna venne atro-
ciílîma , in tal maniera che Milanesi cominciarono à cedere . Ilche vedendo Rotta de'Mi-*
Perideo si scoperse , & rinouo pin aspro A fatto d'arme , doue Flacco, & Péri- lanefi .
áto restarono mortí con gran quanrità di Milanesi, il resto si mise in fuga. on- Merte di Pe~
de 1 Romani seguitandoh fino aile porte délia Città vi posero l'aísedio . Nien- ridec.
tedimeno il corpo di Perideo su neí tempio del diuo Ambrogio nel sepolcro
de'suoi sepellito • Chindeperto , & secondo alcuni Alcbindeberto signore_>
dellaFrancia,hauendointesoquantoinqueste parti era succeslò , deliberò
mandar soccorso à Milanesi . con l'aiuto de i quali doppo voleua tentare la_»
iìgnoria deirimperio Romano , & cosi posiente essercito egli mandò à Mila-
no,che Milanesi costrinsero i Romani à ritoinare à Piacenza, doue con moi
te genti vi giunsc Bobio Proconsole, il quale hàuendo vnita la gente. 3c fau-
ton de'Romani >arriuò à Lodi . Milanesi dall'alrrocanton'andarono à Me- ìí;/^
legnano , doue affrontandosi gli esserciti , sette giorni continui fu combattu- vn [mg0 fat_
to , & finalmente i'ottauo giorno i Milanesi fùrono coftrerti rifuggirsi à Mila- 10 d arme f0a
no . Laquai Città dieci mesi continui fu da i Romani assediara , onde furono vtntt
sforzatiàcapitolareinquestomodo. Che Milanesi si riconoscessero sudditi Milanesi ter
deU'Imperio Romano . Che fossero vbligari ogni tre anni vna fiata riceuere afediosiren-
nellaCittà F Imperatore . Che la gente del: Re douesse ntornarein Francia. donokpatti»
Et in questa torma per Jo spatio di sette anni da che Alboino giuníe m Italia_,, coudinoni *
Milano corne si vede da varij accidenti fu aflitto . Et l'anno cmquecento no- delloblìgo
nantacinque esiendo Imperatore Mauritio Cappadocia , Gregorio primo & Milanesi
Monaco di San Benedetto , & Cardinale di Santa Chiesa fu eletto Pontesice . Elettione di
Possedendo gran quanrità di Gotti Rauenna , à Roma in vn pozzo profondo grer»rio pri-
íòtto vn sigillo délia Croce >fu ritrouato vn grandissimo teforo . Et net Mo- mo%
nasterio di San Colombano in Bobio • fotto il dominio de* Malespini furono
congregati molti Monachi diSan Benedetto , ad honore del quale , in Aiqué»
del Monferrato fu edifìcato il Monastero di San Pietro » Et in Sueuia à San.»
Gallo Abbate discepolo di San Colombano , fu drizzato vn cenobio > che ha-
ueua quattrocento Monachi , i quali tutti eccetto vno furono Santt corne ré
cita ( Giacopo Aquinense ne i suoi Annali. ) Finalmente i Longobardi gia die- Autari vif
ci anni dimorati senza Rè > elessero à tanta dignità Autari , ma secondo alcu- m-, tttat* Km
ni Vtari fìgliuolo di Cleafone . et fu deposto il reggimento de' Duchi. Poi peï de'Loniolut-
inaggiore dignità il Rè appellarono Flauio . il cui pronome i Re Longobardi di*
doppo fclicemente usarono . Questi la meza parte delFintrata Régale distri-
buiuano a'soldati zcciò, che poi ne'sitoi bisogni foslero pronti » & era cosa
grande , che i popolt non erano punto grauati da'Longobardi » concio fosse
che per loro non era commessa alcuna violenza,niuna insidia , niuno ingiu-
staniente eraoppreíso,perfonanoner*spogliara,& niun fùrto,nè Iatroci-
nio si commetteua. Tutte le parti erano sicure,& ogni cosa si faceua íènza ti
moré. Elerto adunqueRe Autan, ChildepertoRcdi Francia li mofle guer-
ra,volendo i Longobardi scacciar d'Italia . Ma per mezo d* Ambasciatori »,
di doni , & di danarf » fu tra loro facta la pace; Doppo la quale Autari Fessera- msiruttion»
to suo mosie contra la città di Bressello » posta su l'argine del fiume di Pò » on- ^ Brehlh
de hauucone vittoria la distrusse , & DrotulfDuca di quella terra fuggì à Ra-
«enna , doue morì .. Per questo Mauritio Cesàre tetnendo, che te forze de*
Longobardi troppo non creseeísero »mandò. i suoi oratori à CMdeperc, ac-
ciàcà'egUva'aitiavolucoaduceítàgliesiercitiuiiItaha. lîche cíeguendosiL
TU)»-
io De11 f/ìsiorie ^mlanese
Longobardi ccn grafid'animo gh venne ail'incontrò perfarla giornâta . màL4
tra'Francesi , & Germani suscitandosi seditiune . senza guadagno ntornarono
al suo paese . D'indi Autan mandò Ambasciatori à Chudepert, dimandajndCH
h per moglieravoa sua figliuola, &mandolli molti dom.i quali accettando
Cranfmto d' eg!i la promesla. Ma venendo gli oratori Gottici d'Ispagna , parimente uchie-
trwìi di Au- sero ai Rè , il qualc intendendo quelle genti erano conuerse alla íede CatoU-s
tari coiura^ ca, ia negò ad Autari , &c olcre à ciò gli jncominciò à fat guerra, onde Autar
Trancrfi. ri aU'incctttro ordinò ilíuo essercito, &c con le genti Galiiche fece vn si crudel
íhtto d'arme , che di nemici su tanta mortalirà, quanta i»,altro tempo fi ricor»
classe . HairUta Autari vna tanta vittoria , mandò à Garùbald Rc de' Baioari}*
cbiedendoli per rr.ogliera Teodelinda sua figliuola , la quale essendo hetamê-
te da quel Rè promesla gli Oratori se ne titornarono à Pauia, & quanto s'era_»
rratcato referncnoaJ.Rè, il quale s'accese d'inîìnito defideriodi veder la_#
îpofa.. Peiche,tolto vn suo f'amigliare > d'aspetto graue , senza alcuna saputa *
ft drizzò al camino di Baioaxia , &c seconde svsanza andato al Rè , doppo la_»
débita salutatione , disse corne Autari suo Re J'hauea mandato in nome suo
à sposare la sua figliuola , la quale fece ventre., & veduta che l' hebbe , Autari
non cenosciuto disse , che per esser quella di bellezza singolare , meritamen-
te la richiedeuano per sua Reina , & che essendo contento la sposarehbono .
Autari va piacendo tal cosa al Rc fece portare il bere , il quale prima diede ail' Oratore
stonos.iutt cli piu età .& dipoi ad Autaii,non conoscendo che quello fosse il suo sposo»
tdïspcsiire la & p0j c'hebbe beuuto .toccatolela destra .labaciò. EraAutari di giouine^»
sua consorts eta > (je]j0 } élevante , & di graue aspetto cosi non molto doppo pighato licen-
Tcodtlinda . za 5 con ja compagnia di molti Daioarij s'auuiò verso d'Iralia,doue entrato.co-
si caualcando percosscvn'arboreconvn'accetta ch'eglihauea in mano,di-
cendo , cosi c soiito fare Autari . Ilche vedendo i Baioarij , quelJo conobbero
. essere Autari . l'oscia perla guerra, c'haueano Francesi con Ganbaldo, Teo-
<le!indaconvnsuosrateilodettoGunc!ualdo,fuggìinItalia . Perche inteso
Autari la sua venuta subitacon grande apparecchio gli andò incontra , & ce-
lebraiono lenozzeinCampo Sardosopra Veronaài quindici di Marzò.
di Au Qujui tra gjj aitri Longobardi venne Agilulfo Duca di Turino , & gian coûl»
tmri. fiijchenel celebrar le nozze si turbò si fattamente l'aria, che fra l'altre cose»
Torteto sir*- vn folgore arse vn campo di lino . Ilperche l'Aurispice c'hauea seco Agilulfo »
P* • disse . Questa giouine la quale hora na tolro il noítro Rc , infra pòco tempo
serà tua mogliera . la quai cosa vdendo Agilulrò li commando sotto pena del-
. la testa , ch'egli piu non dicesse tal cosa . Essendo poi Autari per guerra mo-
icsiato da Childipert , doppo moite facende mandò à Guntranno Zio di quel
Re , chiedendo pacificai fi , & mentre che i suoi Ambasciatori in Francia di-
Tnoratiano il quinto diSettembreilseíto anno delí.10 Regno , Autari su aue-
lenato , & sc ne morì. Ilperche subito i Longobardi mandarono di nuouo Le-
Bati à Cbildepert , auisandoli la morte del Joro Rè . Et dimandandoh pacc_^»
t quale ottenuta , si pai tirono , & Theodelinda piacendo a'Longobardi nel-
Ja reçia dignità su confermata , & fuiono contenu , che de i Princim Lcngo-
Autarì /ífi^ bardi , qiialunquc le piacesse toghefse per marito, facendolo Rc . Per la quai
tmredi vrl— co^a » 'a P'udcntitîìnia Reina coi suoi Baroni , hauuto, diligente coníiglio»
, Agilulfo , & secc ndo alcuni Agaliutonngo , Duca di Turino , & suo Cugino
' clesse per marito , & per Rc. Era costui huomo strenuo , & di gran piuden-
za . Alquale finalmente la Reina mandò che venisse à lei , & fino à Lunicllo
Íli andò incontra , & doppo alcune parole , hauendo beuuto seco, Agilulfo Ii
aciò la mono. Onde la Reina atroslita alquanto cominciò à ridere , & dire»
" che'l
'Farte Primai 2 1
che'l bacio douea farsi in bocca . Conchiusé adiinquc le nozze de! mese di Teoioìmieu
Maggio , essendo à Milano ridotci i Longobardi , Agilulfo fu cliiamatp Rè. Er tigUa in m*-
primad'ogn'altracosagliinuiòin Francia con dinan Agnello Vcscou:) di rifí , r* r>
Trcnro,per riscotere quei prigioni che Childcperto per l'adietro hauea piesi , AgiltJf»
fcce poi vccidere Minulfo Duca dell'lsola di S. Giuhano , per hauer'ejîli con-
dortoíFrancesinell'Italia.IlpercheGaidoIfo Principe diBergamo, sîfortifi-
cò . Fatta la pace vn'altra volta ribellandosi , ando aîl'líòla Comacina, doue-,
gionto Agilulfo lo scacciò,& il Tesoro chc iui haueano i Romani, condur
fece à Pauia, & Gaidulfo di nuouo toise in sua gratia, poi con gli Auari
fecclapace . In questi giorni Gregorio Pontefice mandò à Teodelinda vn li-
bro délia vita di tnolti lanti scritto da lui , per esser lei molto chinara alla fede
diChristo, & per cio la Reina fu di moka vtilita alla Chiesà di Dio . Concio x)ono diçyt*
fosse che le sostanze Ecclesiasttche da'Longobardi assai tiranneggiate , scco,,r;( ^ xeo-
remtuire,&ancheilRèmoûodai suoi preghi vi stettc con molro amorce delinda
nella fede Cattolica, onde moite posseflìoni concessero à i diuim tempij, & *
i Vefcoui , che prima erano fenza alcuna riuerenza fpreeiati, diuennero mol
to honorati . Doppo Essarco patritio Romano , venne aa Roma à Rauenna>
& à'Longobardi tenea occupato Sutri , Polimartio , Orto , Tuder , Ameria_> >
Perugia , & Luceolo . Ilche non volendo tolerare Agilulfo } vfcito di Ticino
con potente efsercito , caualcò à Perugia. Quj Maunsine Duca Longobardo,
iljquale s'era accostato à i Romani . per alcuni giorni afsediò » & finalmcnte_>
hauiitolo nelle forze sue j lo priuò délia vita , Doppo composto le cose ritor- . ...
nò à Pauia, perche Gregorio Pontefice mandò à Teodelinda oratori, acciò dePert
ch' eUa persuadesse al marito il confederarfi con la Santa Chiesà , ilche fucce- 1"f, tnM0,. .
dendo ne) giorno dedicato à San Protase , Gregorio nella celebratione della_> " mtl1***
messa , ordinò il pacem habete . In questo tempo Childepert Re di Francia di
erà di quarantacinque anni, dandoli Brunichildis sua mogliera il veneno, pas-
sò all'altra vita, & lasciato Teudeperto, & Theodorico suoi figliuoli, il gouer-
no de ifanciulli,& di Francia restò.tra mano délia Reina. Doppo Cacca- Roina di cal
no Re de gli Vnni, mandò à Milano ad Agilulfo per la pace, la quale con ef-fal c*fmot
fo , & con Teoderico fu fatta • In processo di giorni ancora leuandofi l' armi & dilMona-
Longobardi assaltarono Castel Casfino *onde non solamente la terra, ma an- st"° di s.£e*
cora il cenobio di San Benedetto in tutto rouinarono.Per la quai cosa i mona- neditto .
chi col codigo délia santissïma regola , fuggirono a Roma . Essendo Zottone La siglìuolaJ
Duca di Beneuento spento délia vita . Agilulfo successe nello stato . Dali* d' ArgiMft
altrocanto Smaraglio Gallicino patricio con l'efsercito assaltando Godescal- toi marito
co marito délia figliuola d'Agilulfo , lo condusse con la moglie da Parmaa_< vie fatti pri-
Rauenna prigione . In quefti medesimigiorni Theodelinda Reina, nella ter- gionì .
ra di Monza , da Milano dieci milla pafli distante , fece edilìcare vn famosis- Edifications-*
íïmo Tempio ch' oggidi si vede , & omatolo di molto Tesoro, il dedicò a San del tempio di
Giouáni Bactista . Similmente Theodorico Rè de'Gotti, per l'amenità del luo- SanGiouanni
50 vifecc edificare vn pallagio. Qujui Teodelinda vi fece dipmgere l'historia Battist» iiu
.ógobarda .|perla quai dipintura fi dimostraua, corne i Longobaidi dallapar- Mont* .
tedidictro il capo lo portauano raso , & dauanti -i capilli fino al fommo del Dipintura-,
capo diuisi , tingeuano fino al mento , 1c sue vestimenta erano di tela , & lar- nella quale]i
ghe si corne portauano gli Angli , Sc Saseoni , & sopra haueano vn manto tes- wdt gli ha-
suto di colori diuersi , le scarpc fino al poilice del piede portauano aperte , & bit* de' ton»
sopra legate con alcune correggiole . Doppo interuenne che Padouani con- gobardi .
trastandcloisoldati Longobardi, si ribellarono dal Rè, ilperche postoui {{Incmdio, fr
tuyco , la Cutà rcítò distiutta , & gli habitaiori per commandamento di Agi- fouina di Pa*
'"■ '"• lujfo átm»
22 Dell' f/iftorîe JMìlanefe
lulso andarono a Rauenna , al quale nella terra di Monza , di Teodelinda îrt
ral giorno nacque vn fìgliuolo che fuchiamaro Adaioaldo , & nelTempio
nasu figliuo- predetto del Sacro fonte fu leuato da Secondo Tientino scruo di Dio . Fra_»
UtiAgmuU certo tempo nacque tra' Longobardi. & Romani gran discordia, per la pie-
fo dt Tccde- fa jej|a tigituola. del Rè .per laquai cosa Agilulfo fece vn potéte essercito , col
Imda. quale vfcendo dalla Città di Milano , del mesc di Maggio andò ail' essedio di
Cremona. Vi venneancoragranquantitàdiSchiauimandatida Caccano .
Tresn.frdi- Fmalmente Cremonesi , non valendoglialcunaforza contra il gagliardo ne-
struttione di mico , da lui restarono oppressi à i vintiduoi d'Agosto . ilperche poi la città fi-
Cremon*. no a'fondamenti da i Longobardi fu destrutta. Similmente oppugnò Man-
toua. ondei Mantouani vedendosi gettar à terra i mûri délia Città otten-
jpresa di Ma- neto perdono . Agilulfo vittorioso vi entrò . a i tredici di Settembre , & i 'sol-
itua. datichev'eranodentro, fiirono inandati à Rauenna. Parimente i Longo
bardi occuparono Castro, dettò Vvlturina,&la guarda ch' era in Brisello ,
He/tittttiotitj ponendogli il fuoco . fuggì . Per cosi fclice successo de'Longobardi , fu resa_»
çr morte del- 'a figh'uola del Rè col marito . & flgliuoli con ogni sua cosa , ilperche poi fu
lafgúuola di f;ltta 'a Pace » & 'e* £'a Rauen"a ritornata a Parma , in pochi giorni mori .
Agilulfo . Nel medesimo tempo Teodeperto , & Teoderico fratelli . & il Re di Francia
sopradetti , Ieuarono Parme contra di Elorario suo barba. Et combattendo
nella campagna d'ambi gli esserciti vi morirono moite migliaia d' huomini .
La íeguenteìstate del mescdiLuglio Adaioaldo fìgliuolo di Agilulfo, à Mila-
Aàagioaldo no ncllippodromio in prescnza del padre . fu chiamato Rè de'Longobardi ;
vient elettô £t interuenendoui li Ámbasciatori di Teodepert Re di Francia, gli sposaro-
f** no la sua figliuola, per laquai cosa vi fu celebrata splendidiíîìma corte. Et
poi del mese di Nouembno , Agilulfo fece la pace per vn anno con Smara-
gJio patritio, connumerato da i Romani didodeci milla soldi,& dilì in To-
<• icana la citcà detta Balneus Régis » & Ciuità Vecchia , da'Longobárdi furonò
assaltate , & non molto doppo Agilulfo mandò à Foca Imperatore Stabhciano
suo cancelliero , il quale ntornaro co i legati deirimperarore eflendo dal Rè
carecciati con pretioíì doni fecero la pace per vn' anno; Intorno à questi
Cranfatto d' ^cmpi-il Re de gli Auarì in sua lingua dctto Caccano con grandissima molti-
*rme rf'c,,í:"tudine di Barbari venne insinoà i confini di Venetia, onde Gisulfo Duca-.
ctno&rnor- ^ porji f con tutti quei Longobardi che potè hauere , animosamente gli an-
n diCisulfo contra à granfretta,maraudacia sua non potendo resistere al bellicoso
eflercito, cIVegli con quasi mtti i suoi rimase estinto. Onde Romilda nio-
gliera di Gisulrò , con le mogli . & figliuoli di quelli ch* erano morti. si ricupe-
rò à Forli . Quiui hauea i figliuoli , cioè Taso , & Cacco in giouenile età, Ro-
doaldo , & Grimoaldo erano fanciulli . Ancora hauea quattro figliuole . Ap-
pa , & Gaila , Cc dell'altre due , il nome non si troua . Alcuni castelli propin-
qui erano fortificati da i Longobardi > nientedimeno gli Auaii paísando per
h confini di Forlì. rubarono, distruslero , & arseto il tutto. Fmalmente assediá-
do Giuliano si disposcro volerlo battere . Ilperche caualcando Caccano vn_.
$srei>at* tlet Giorno per spiaie da quai canto le mura crano pin debili, Romilda il vide di
tune di Ro- giouenile età, ilperche accédédosi dcli'amore di lui, li mádò à dire s'egh la vo-
mka . leua per moglic , che li darebbe la città. 11 Barbaro Rè conosciuta la maluagi a
iniquità di quella , le promise tutto , ilperche senza dimora li furono aperte le
porte . La città fu posta in preda , & fatti gli habitáti captiui.li posero il fuoco.
Taslbj&Caccomemoratià cauallo fuggirono , & per noniui lasciare Gri
moaldo in tenera erà, piu presto col proprio ferro deliberarono vcciderlo, che
tra'nemici lasciarlo in misera seruitù. Nientedimeno piangendo il fanciullo
diste
. Tarte Primai "* 2j
disse livolea íêguitarli . onde fu posto sopra vn nudo cauallo , Arsèguitò i fra- Fortunatafit
telli.quantunque da gli Auari fosle preso, & non molestato per ia íui picciola ga , miferi*..
fanciullezza.il fanciullo prcso, egli íi volse vccidere có U spada,onde V Auaro prigionia , fr
volédolo ritirare dal tenero braccio fu peteosso su'l capo,& cadde da cauallo, honorât» U.
Gnmoaldo fuggi,& seguitaco i seatelli,có infinita allegrezza í u riceuuto . Cac- bcmttoni di
ano poi diede Komildá cagione di ranro maie , à dodici Auari > i quali tutti crimoaldo .
in vnauotte libidinosamente.lei vergognarono , & la mattina poi in mezo vergognosih-
ddcampo , la fecc impalare , dicendo questo c il degno tuo inarito . Le figli- ma m„tt $
uole non seguendo la materna luslìiria,íì posera tta Te mamelle polit crudi.on- Romild*.
deper il caldo vn tal fetore rédeano. che gli Auari nó le poteano roccare, &
rosi la loro castità restò senza macchia. Ma eslendo vendute, da questi per di- Honesto stra~
uerse regioni , in proceíîb di tempo ritornarono allaJpatria,doue sccodo la sua tagem» dclìl
nobiltà turono maritate . Morro adunque Gisulrb,Tasso , 8c Cacco íucccfíc- jìg/jifoii /ft
ro nello stato , & signoreggiarono da Zella fin' à Meclaria , quantunque poi Romild*
daGregorio patritio foslero scacciati . Gudualdo ancora fratello di Theode-
linda , Duca d'Asta » non sapendosi l'autore, per U colpo d'vna saetta su mor- Morte j- G
to . Ec tìnalmentc Agilulso , il qual'ancora su detto Ago, doppo ch'cgli ìj.an- j f. '
ni liebbe regnato , fini l'vltimo giorno , 8c nel Regno Longobardo , successc^
il figliuolo AdaioaIdo.Sotto di costui la Chiesa su aslai dorara di possesïïoni,cV
hauendo regnato con la madre 10. anni , diuenne stolto . Perche su scacciato M°.r*c f' Aí*
dal Regno, da i Longobardi,essendo sostituito à tanta dignità Arialdo , ilqua- f* R'-
le n. anni hauendo regnato morì . Et nel Regno per commune consentuné- Succeffìone
to de'Lon^obardi , Rotari huomo strenuo , 8c saputo , figliuolo di Nandilgo , pazzia , A»
per generatione Arados , leguitò nel Reame l'anno 77. che i Longobardi en- priuatime di
trarono m Italia . Fu que Ito Rè molto dotato di forze corporali, 8c amator di Adagitaldo .
giustitia , níentedimeno non scguitaua la drirta fede di Dio , accostandosi alla
perrida Arriana , credeua che'l figliuolo fosse minor che'l padre . & Spirito Ar/){ .
Santo infeiiore al padre,& quasi m tutte k città de! suo Reame erano duoi 0 *
Vescoui , l'vno Catolico , 8c l'altro Arriano.Onde à Pauta d Vescouo Arriano
habiratia nella chiesa di S Eusebio . & l'alrro al Battisterio . Fece Rotari scri- Retar' **•
uer'alcune leggi Longobarde, & nominolle editto. Arichis Duca di Beneuen-
to mando à lui Aione suo figliuolo , al cui eflendoli dara vna certa portiontj , EreI'a * Ro'
cosi rimase priuo dell'intelletco , che mai pin non fu di sano consiglio . llper- /"r'*
che Arichis accostandosi al fine de'suoi giorni»& vedendo Aione corne insen-
sato , Rodoaldo , 8c Grimoaldo di natione Longobardi. non altrjmenti che-> Morte dtAn*
proprij figliuolilasciò heredi di quel Ducato. Cosi Arichis hauendo signoreg- Dmra
Eiacojo.aniHjpafsòall'altravitajnientedimancoiducpredetti, Io stato di ^eneuento.
Beneuento corne à vero ,& maggiore fratello , lasciarono ad Aione. Et già Bontàdt Ro-
hauendoamministrato vn'ahno , & 5. mesi pafl'arono gli schiaui con assai na- &
uilij,& non lunge dalla città di Siponto posero i suoi steccati intorno , à i qua- Grimo»ldo.
li fecero molce caue nascoste. onde Aione in afsentia di Rodoaldo , & Gri-
moaldovolendo assaltarequei,cascòinvnafossa,"&soprauenendo gli schia- **u*ggnà*
ui insieme con alcuni altri fu morto . Que lto poi che fù detro à Rodoaldo , /***•»« .
ragunateakuni genti.andò contra qucgli,& con tanto animo, gli assaltò, Morte dt A-
cherestarono vinti. Onde con moltavccisioneloro , sivendicò délia morte ,me-
d'Aione . Doppo Rotari occupò le città de'Romani , di Tofcana , Lunense , Vendetta di
& tutte quelle erano situate nella riuiera del mare , fino à i confini di Francia. Aione.
Ancora espugnò Vderzo città posta tra il Friuli , & Treurgio , & roinolla . Al r™s*>& roi'
fome Eirulio detto Scultenna, co i Rauennati, & Romani fece vn crudel fat- *Yderz*.
tod'aimCiChcónalinentciRornani voltando infuga ottQ >nilla ne fuion»
morti
24 Dall' ffistme Milanese
*££f*?m morti. In'quésto tempo venne vna tanta influenza di rogna . che i cadaueri
di Rotar*. non si poteano conoscere , per la gran copia di quella. D'indi a Beneuento
influent* 4* morto Rodoaldo , il quinto anno d;l suo dominare , nel Ducato successe Gri-
m** li r moaldo , & regnò vinticinque anni . ltachera prigiona , ma nobile , rolse per
mogliera >& generò vn figliuolo .Se due semine . Doppo venendo i Greci
*r " ' F k da"' Oracolo lU Santo Arcangelo nel monte Gargano, con bellicoso essercito
pone 4t gii cstinfe . Et Rotati poi che nel Longobardo regno fu stato 1 6. anni, &
* * ^uartro mesi , abbandonò la vita , & nel Regnò lasciò Rodoaldo suo figliuo
lo . Costui essendo il padre sepolto nella Chiesa di S. Giouan Battista , mosso
Sozza a**rì- fa aiiarma , vna notte aperse il sepolcro ,Sc portò via tutti gli ornamenti eh*
ita di Rodçal erano intorno al cadauere . Onde gli apparue il glorioso Battista , & minac-
^* ; dandolo disse , perche hai hauuto ardire toccar quel!' huomo > il quale quan-
Miracolofo tunque drittamente non credesse,s'era raccomandato à me . Ti comando che
segno. per alianti tu non ardisci entrare nella mia chiesa, & cosi poi volendo Rodo-
L autore s'è a|do entrare nell' oracolo, gli pareua che con le pugna fosse nbuttato. Dice_y
strutto in que pao|0 Longobardo . che sii m quei tempi, hauerlo veramente inteso da:vno , il
sia istoria ^» quale tal cosa miracolosa vide manifestamente. Serine questo Paolo , che il
Paolo Diacc- padre del proauo sub chiamato Leuchis,vcne co i Longobardi di Pannonia in
Italia, & fatto prigione appresso Folli, fuggì a gli Auari, & finalmente ritorna
to in Italia , tolse moglie , & generò Leucnin suo proauo . & di lui nacque A-
Rodoaìdo pi- ricliis padre di Vvanefrit padre del detto Paolo, da questi con diligenza io ho
gli* per mo- raccolto quello , di che hora faccio mentione de i Re Longobardi . Rodoal-
glie Guadi- do adunque confermato nel Regno paterno , tolse per mogliera Gundiperga
perd*. figliuola di Agilulf, ma secondo alcuni , detto Agaliut Tonngo , &diTeodo-
Mdificatione ]jnda Reina Ina mogliera . Questa Gundiperga ad imitatione di sua madre» la
di s. Giouan- quale hauea fatta rabricare in Monza il tempio di San Giouanni Battista ; ne-»
ni in tanta . fec£ a]tresj fabricar vn' altro in Pauia , in honor del medesimo, facendolo ric-
Accusa d' a- co , & nguardeuolc . E quiui il suo corpo giace . Fu questa Reina accusata.»
dulterio , & al marito d'adulterio, c'háuea cómesso con vn proprio senio chiamato Carel-
coraggiosiu j0 1 n qUa]e per difesa della castitàdella Reina , chiese al Re di combatter nu-
difesa. do con l'accusatore jilchc concedendoli, restò vincitore in conspetto del po-
Mortedi R»- polo ,& cosi poi Gundiperga fu ritornara nella prima sua dignità, Indi ha-
doaldo. ^ ucndo Rodoaldo stuprato la mogliera d'vn Longobardo , fu morto il quinto
^r.'?'rt0. Re' anno , et settimo giorno del suo regnare . Er drieto à lui successe Ariperto , fi-
jdiflcattone gjinoio di Gundoaldo , che fu germano della Reina Teodelinda. Questo Rè
di s.Salnato- rece edificar fuor della porrà Occidentale di Pauia , hora detta Marenca , F o-
re* Pauia. racolo di S.Saluatore, et quello ornò, et beneficò d'ornamenti , e ricche pos-
Horte dt A- sessioni . Doppo Ariperto hauendo regnato tra'Longobardinoue anni .passò
riporto. a piu felice viia , et nello stato lasciò due figliuoli di giouane età , cioè Godi-
perto, il quale pose il seggio à Pauia, et Perrarit à Milano. In processo di
giorni per maluagirà d'alcuni suoi familiari , tra i due fratelli nacque vn tanto
odio, che l'vno all'altro cercaua torre il dominio . Per questo adunque Godi-
pert mandò a Grimoaldo Duce di Beneuento , e strenuo nell' arte militare-, ,
Garimbaldo Duca di Turino , pregandolo ch'egli volesse venire in aiuto suo
con l'essercito contra del fratello , promettendogli di dargli vna sua germana
per mogliera . Ma Garimbaldo Ambasciatore del R è contra del signor suo ri-
eXulella per- uokò l'ingegno , persuase a Grimoaldo volere con ogni possanza assalire il
sufsione di Reame de i Longobardi , il quale per la discord a de i due fratelli facilmente
Garimbaldo. otrenerebbe . Dando orecchie Grimoaldo, ch'era huomo maturo, et d
EUttion di gran d'animo a tal consiglio , deliberò dar principio all'impresi . Onde per su,
elet-
Parti Primât " 2$
riettione , et consiglio de'maggiori del luogo , sostituí in sua vece il figliuolo
Romoaldo , et con gaghardo esserciro pigliò il camino verso Pauia , et per o- Elctt'{>ff «
gni citta , che caualcando trouaua , tutti quegli amici, che parea glr potessero Grimtwldo al
giouare alla occupatione del Kegno , accarezzaua . Dall'altro canto Transi- ^g*""* cS'
mondo Conte di Capua , a lande del quale Dracontio pocta elegantcmente_> tra LongcOar
icníse , et Topera del quale noi in caratteri Longobardi hauendo trouata , per ?
Giouan Criltoforo Dauerio , la cui famiglia giì per Federico primo a Milano
fil omata délia cittadinanza , è stata tradorta in literc latine . Onde per digni-
tà deli'elegante poeta , n'è parso metter questi suoi versi .

DE MENSIBVS.
IANVARIVS. M A IV S.
turpura iuridicts //ures largitur honores , Prata fer innumeros tu mat gèmata colores,
Et noua jastorS permutât nomma liiris . Phrtbut Ambrosijs cesses ftellutur odorus.
PEBRVAR1VS. I V S I V S.
Sol bitmisglacitssoluit iam uerlere nìues, Mefstbus armâtis Crifttflauantur Arista ,
Corttee turgidulo rutnpSt inpalmite gïmt, Rststicut expenfas,et fluítus nauta repofeit,
M A R T I V S. I V L 1 V S.
ìiartia iura mouetfignisfera beìla minatur Humilia dant fitcas messes domhilia lune,
Exiitet ut turmas,et trucetfalce nouellas. Tctanas exbaurit aquas.t/t Nilus innudet,
i A r R / L I S, AVGVSTVS.
Test Chao s txpulfum ridet primordi» mûdi, A triafo'is habet,fed nomen C farts adfert,
Tempora pensantur noCiis cum luce diei. Min» forna dabit , feras terit area fruges.
SEPTEMBER. NOVEMBER.
Aestuat Autumnuspttrtim -uariitilus nuis Pigra redux torpefiit btems, mitefeit tliua ,
Agrkolis fpondens mercedem uina laborii. Etfrumêta capit.qunf't- ore terra refudat.
O C T O B E R. DECEMBER.
Promitttr Agrtcolis ftltatibus ebrius imber Aìgida bruma niuàs}onerat iuga cels» prui»
Rufticitasq^decetgaudësplusfordidamn- nis. i
st». Etglaciale gelu nutritfub matrií9 agnos .

DE ORIGINE ROSARVM.
Dicitur aima Venus duMartis ttitat amores, Etfanât vêpres aftra imitâta rofa.
Etpedibus nstdis florea pra ta prâmie, Quidprodest cyprts Martemfugijse cruentit .
Sacrilega placidas irrepfìtfpina per herbas , Cum ttbiptmiceofan, uine planta madet?
Et tenero plantas uulnere mox lacérât . Sangut eis cytberea gentsfie crimtna punit
Tauditur inde cruor , uefiiturfpina ruboru Vtracem vtfpinam flan mta gemma tegatt
Qutftelus admist, munus odoris habet. Sic decuis doluiffe deamfie numen amorum
Sanguine citníla- rubent eroceus 'dumeta per Vindtcet vt blandis -vu nera munenbus.
agrot
Adunque Transimiindo volendosi vnire cò'Longobardi , con roolte copie
di gente d'arme venendo per Spoletoa& Toscana.ad Emilia si congiunsc seco,
& Gnmoaldo con assai moltitudine di solda» véne a Piacenza.*D'indi Garim-
baldolegato sopradetto sumandatoaGodiperto&'glisece intendere la sua
giunta>& dimandandogli il Rè doue si doueua allogpiarej Grimoaldo rispose,
elíendo venuto Garimbaldo in tuo aiuto , & per torre ancor tua sorella per
niogliera >è conuenientech'egli siaalbergatonel tuo palaggio.& ilche s)-
ptagiungendo Grimoaldo su esseguito ..D'indi Garimbaldo seminator fei*ccltrm r»?
G tra-
i€ DelVf/tstork tMìlanese
. .nadimentOjpcrsitaíeáGodipcrcch'egliscnzalacorázzasofto fevestinon
■ 7 ;j G<t" ^ c°nJllccsse à parlar con Grimoaido . Poi dall'altro canto andò lo scelerato
rimùalao . arteflce à Grimoaido, auisandogli corne Godipert ..sotto rima d i visìtarlo,
gli andaua armnto pcr vcciderlo iilperche l'altro giorno visitandosi insieme »
Grimoaido nell" abbracciar il Rè, lo senti armato , per la quai cosa fi pen-
Morte mise- sèche fosle vero quanto gli hauea auisato Gnrimbaldo , 8c tratto vn pugna-
rabilediGo- Je l'vccise , & poi assalendo concgnisua forza quelRegno,il sottopofo
disert. al suo Impeno. Hauea Godipert vn picciolo figliuolo detto Ragimpert.il
quale da alcuni fattori suoi hdelmente faceua nodrire,& quesio peresser
fimciullo Grimoaido non curò perscguitare. Essendo inteso queslo repenti-
tino successo délia morte di Godipert da Perterit suo fratello,il quale signo-
ug* Pcr- rCgg,aua ^ j,.ii]3no 3 con quanta velocità puote, fuggì a Caccano Re de gli A-
uan,& adretro fasciata Rodclinda sua conforte, convn picciolo figliuolo
chiamato Compert , daGrimoaldo in Benenento surono relegati . Passando
m queslo modo ie cose , Canmbaldo prouocatore di tnnta scelerità non otte-
ncndo il Ducato di Beneucnto , secondo la promessa fatragli* si ridusse à Tu-
rino .. Quini vn gicrno dedicato alla resurretione del figliuolo délia Vergine»
essendo entrato nella cbiesâ diS.Giouanni drizzandofi allafoce del battiste-
rio per lauarsi le mani , da vn picciorhucmo délia ir.aglia di Godipert , pcg-
çiato ad vn colonello del Tuburio , dalla spadache gli hauea sortole vesli».
lu cosi sieramente , & con tant'animo ferito sopra il collo , che Garimbaldo
CenueneuD- pcrdetre il capo , & la vita in vn colpo , & perciò corfi i famigliarïdel Duca ,
lissiwa mor- vcciseto il valoioso vendicatore dell'empia, & indegna morte del suo Signo-
te di Qarìm- xe . î>'cn vcglip cbe quello ruo glcricíb satto paffi senza débita lode,& per-
kaldo . petua lama délia tanta tua pietà , & fede veriò ìltuosignore. Anzi, se le_^
raie iaticbe possono qualche cosa.rnentre che saranno cbi si diletti dileg-
gere gioriosi fatti de' passati huomini , sarai perquestatua egrcgia , cV rara_.
se de non meno celebrato fra' morta!i di Filocrate, il quale dotiendo vc-
cidcre Caio Tiberio suo signore, con la medesima spada , prima ch'eglim.»
tutto cspifasse,trafisse il proprio petto. Nèmanco sarà illustre la tuasede,per-
ihe nelle mcmorie délie vecchie historie il tuo nome non si legga^ Impetò
che per qtiesta cagione non è stato cscuto il satto délia marauigliosa fede del
seruo di Panopicue , il quale intendendo che nella villa Reatina , doue il suò
patrcnc era siiggito , erano venute gente mandate dal suo nemico per am-
mazzarlo, mutati con lui i vestimenti, & postosi nel suo dito l'anello di Pano-
pione , queIJoperla porta di dietro mando di fuora .& esso entrato in came-
ra del padrone , per lui volse essere veciso . Nèancora persimile cagionesc-
no restati notiliísimi scrittori di cclebrare , & fare immortale la gloriosa fede
di quel Barbaro , il quaíe in Ispagna non potendo portare in pace , che da As-
diubale capitano de' Cartaginefi fosse stato ammazzato il sua signore , mai
nen puote spengere l'acceso sdegno che l'ardea. per la morte del suo signoie,
sino che mono Asdrubale , conmanifeslifsimo pericolo egli non vendicasse il
fangue diefso . Stà adunque di buon'animo , & piglia del tuo satto dolcis-
simo íollazzo.imperò che quantunqne il tuo nome per negligenza de gli scrit
tori fia ofcurato, nondimeno in ogniluogo , doue lafede de'seruitori ver-
fo i suoi signori, sarà lodata . L." essempio délia tua fede , & del tuo valorc—> >
sempie fia posto fralafama di quclla che colì bell'opre viuono iJiuûri. Ma
per ritornare al nostro proposito . Confermato Grimoaido nel Regno di Pa
llia, e&Ji non molto doppo preseper moglie vna sgliuoladi Arjpcrt,nepctc
di Godipert, il qiiaie hauea estinto, &l'essercito BeneuentaiiOjc'bauea mo-
ltrato.
feato di condurre in aîuto di Godipert,hauendo ciascuno rimunerato secon-
do il merro, rimandò à casa, & alcuni ritenne seco dandoli ricchisfime posses-
(ionr Doppo mandò Ambasciatori à Caccano Re de gli Auari in Scithia/a-
cendogh intendere che tenea Perrerit nel sno paese,non si ctedesse che la pa
ce ch'eeli feco , & con Longobardi hauuto hauea,douesse durar più . Ciò in-
teso il Rèîicerttiò Perterit, chc se n'andasse doue piu gli piaceíse. Onde_> t
gli nchiese di voler ritornare in Italiaà Grimoaldo, per laclemenza ch'e-
radilui predicata. E cosi alla fine giuntoà Lodi . Vnulfo suo fidatisfimo.
amico , andò primo à Grimoaldo , per fargli intender corne veniua à lui , &
se sopra la sua sedepoteuavenire» A costuidisse Grimoaldo c lie fidelmen- Ritemodi
te venisse > & cosi essendo gmnto alla prescnza dcl Rè fu riceuuto con gran- Perttrit ml*
d'humanità , & cordialissime carezze» Per la quai cosa disse Perterit . Io ti ttuli*.
Cjiio , ôc fin che la vita mi dureíà scmpre ti sarò seruo , per esser tu cristia-
nislìmo, &pio. E per non potere io viuere tra la bruttezza de' pagani , so
no venuto alla clemenza tua. Onde il Rè,sccondo il solito , giurando disse,
Per colui che m' ha fatto nafcere , dapoi che sotto la mia fede sei venuto , da
me non riceuerai alcun maie , anzi ordinarò che con dignità tu ti possi viue
re . E subito comandò > che fosse albergato in vnMionoreuol palaggio , ac-
tiò che essendo per la lunga via sianco ripofar potesse,&: comandò che quel
le cose , che ad honoratamente viuer bifognano non fi mancasse . Giunto
adunque Perterit al designaro palaggio , tutti i cirtadini Pauesi concorsero per
visitailo , la quai cosa di subito da vn'huomo iniquo , & di scelerata lingua, su
tifetita a\ Rè , aggiungendo che s'ei non facea tosto Perterit vccidere , resta- Seelersu cté
rebbe del Regno, & délia vita ptiuo, ricordandogli il concorfo di tutta la ci*»
tà alla períòna di quello . Vdendo ciò Grimoaldo > corne huomo credulo . &
scofdato délia promcssa fede , subito si propose di far morire rinnocento
Perterit , discotrendo com'egli il giorno dietro , per esser già l'hora tarda, po-
tesse ciò mandate ad eflefto , alla fine essendo sopragiunta la fera , lo mandò
apresenrare ,con diuetsi pretiofi vini, & varie viuande , acciòche irtebrian-
dosi, egli se ne dormisse s senz'hauerl'occhio alla salute délia sua vita. Ma
vn suo familiare già stato saiioritissimo di suo padre,essendo entrato in sospet-
to per alcuni segni . portando in taiiola le cose mandate dal Rè> si corne vo-
lesse salutar Perterit, pose il capo sotto essa, & fecretamente gli fece intende
re, che il Rè hauêa deliberato dargJi morte. Ciò inteso Perterit , subito comá-
dòal coppiere.che non li porgesse nellatazza altio che acqua, & à quei, che
haueano presentate lebenande Regali promise dibeuerleperamordel Rè
loro. Riferendo ciò i seruitori al suo signore egli heto risposc . I.'ebbro beue-
rì, & da mattina snargerà parte del vino mescolato col proprio sangue» Dipoi
Perterit sece palese ad Vnulfo il consiglio del Rc intotno alla sua morte > on-
d'egli subito mandò vn sanciullu a casa sua , che gli fosse portato vn lettofor-
nito, perche voleua dimorarc con Perterit. Nè stette molto che Grimoaldo
rnando alcuni de' suoi,che actortamente gnardassero la stanza di Perterit , si
ch'egli nó se ne suggisse, il quale poi c'hebbe cenato,partendosi tutti gli fami» jimtrtuoííj
liari fuoi, solo reftò con Vnulf>,& vn Camerieto suo sideIislìmo>&: aperse loto ^, tssemplare
l'animo súo:peiche dal cameriero su con ogni instaiiza,et amore consolato»et rjcorj0 £vn
conforraio al liiggii si có Vntilfb.et ch'egli qtianto tempo potesse terrebbe fer- fnmiíitare #
rata la caiìieia , fingendo ch'cgli ancora dormisse . Questo ricordo piacque perlerit
d'Vnulfo> et postogli sopra 1e spalle à Perterit certe pelle d'orso che gli arriua^
ua al capo,gli assettò sopra il suo letto con la coperta.D'indi corne s'egli fosse
vn rullico il cacciò fuor dclla camera,et con moite ingiune con vn baltone lo
C z ' corrun-
. !~ Ì8 Veïï FÌMotU Mihnefe
, cominciò à pércuotcfe, & vrtare , & tanto lo cacciaoá chè souénte cadeua à
tetra, perche essendo dimaridato Vnulfo da'custodi del Rè, che fosse quello ,
Vnulfo. rispose ch'era vn luo Ietto5il quale qucll'iniquo sesúo haueira acconcio appres-
so l'ebbro di Perrerit , ík che esso castigaua la sua pazzia , & ch'egli ccrto da
queir hora perciò piu non si partiiebbe dalla corte del Re . Questi credendo
il tutto lo lasciarono andare > nèaftricrtc'l fedel eameriero teíïò nel letto.
Tugtiìïtr- Quindi Vnulfo da vna parte del mmo délia ci ctà , verso il Ticino calò con_r
urit* Tna f01*^ Perterk , & alcuni altn compagni , ík tronato iui ccrti caualli nellaj
medesiraa nottc passò in Aste , & doue mol d Aioi amici corne rubelli di Gri-
moaldo si dimorauano » Dipoi quanto piu presto puore caualcò à Turirro , 8c
passatiicon6nid'IraIia,sicondusseinFrar>cia. Dall'altro canto pensandosi
Grimoaldo che Pcrterir corne ebrio nella caméra dormisse, impose à moite
genti che cueondasleroil pafaggio , acciò ch'egli non se ne potesse fuggire »
&indipercomandamento del Rè,alcuni messi batterono alla caméra di Per-
terit pensando ch'estb ancora npoiasse . II eameriero , che dentro era prega-
ua , che alquanto volessero aspetEare, lafeiandolo dormire » considerato che
grandemente era stanco péril lungo camino ch'egli hauea fatto . II Rè impa
tiente di piu dimorare, gsi mandò à dire che buttaftero l'vfcio délia camera,&
piu non permetteflèro che quell' ebrio dormiûe . Ilche esseguendo > & non
trouandosi Pcrterk,chiesero al eameriero che fosse di esso , il quai rispose che
Teàdtàrunti se n'era fuggito. Onde con grande impeto lo pigliarono ne i capilli,& batten-
verat* . dolo condussero al Rè » gridando Perterit c fuggito , & questo se ruo eon&pe-
uole délia fuga, èdegno di morte, Allora Grimoaldo comandò che lo lasciaf-
sero , & per ordine intendendo il tutto» à i circostanti dimandò ch'era da fate
di queirhuomo > il quale vna tanta sceleiaggine senza riguardo délia sua co-
rona hauea commefeo* allora ogn'vno rispose , che egli era di molti tormenci
'jLcmt* lin- degno 5 & in fine di morte ♦ Rispose ù Re »l'atto nobile che ha fatto nascere
renxM di Gri- queA"0 huomo , è mcriteuok di gran laade, per non hauer'egli riculato il mo-
vtaMt r're Per *a hberation del suo Signore, & di subito il pose nel numero de' suoi
' familiari, efortandolo che vna simil fede víàta à Perterit , volesse anco vsar
verso di lui , Si essendo sicuro d' eiser premiato . Doppo dimandò che fosse
à'Vnulfo, n&ose ch'egli era nella ehiesadiS. Miche Parcangelo, subito gli
mandò à dire , che fopia la sua fede venisse à lui . Onde venendo Vnulfo al
la sua presenza , il dimandò > corne fosse fuggito Perterit , egli per otdine gli
recito aponto il luccefso de 11a cosajilperche laudata tanta fede,cort moka cle-
menza,glifecerestiruirelesuefacultà, Sc gli fece molti doni appteÉso. Io>
processodigiorniilRc dimandò ad Vnulfo s'egli vonebbe esser con Perte
rit , giurando rispose Vnulfo »che egli bramaua prima morire in compagnia
xstmpìo *" Perterit , ene con vn'akro allegramente viuere . .Dipoi dimandò al Cama-
»erî,ó» dis* riero,tjual de* due prima far voleíse ,ò esser second Real palaggioj» ò men~
jt 0 ' dicare in eseilio cort Perterit > il quai corne hauea fatto Vnulfo rilpose . II Rè
con benignità toise le sue parole , & laudata la fede loro , comandò che qua-
lunque cosa del siro volesse Vnulfo gli fosse dato, & che potesse andare à Per-
terit. Liberò parimente il compagno, onde ambedue con gratiadiGrimoal-
Aftut'* »' do , se n'andarnno in Francia al sito diletto Perterit . Mentre le cosc passaro-
<3ràatAid9. no ^ qUestp modoJ'essercito Francese vscendo délia patria sua entrò in ítalia,
perche Grimoaldo co'Longobardi gli andò contra,& có tal astutia li vinse.Da-
frincipio simulò mggire il suo impet j,& lasciò ne'suoi steccati molti cariaggi
di vittuaglie, ma sopra tutto di pretiosi vini,doue giunti i Galli , iftimato che'I
Rè si fo&e fuggito^i fermarono , ôc quiui di uuoui, & deheati cibi empien do-
fi, vinti
?. Parte Prima. \ 29
fi, vinti dal vino,& dalla crapula, in vn profondislìmo sonn6 c*derono.Onde
nella quinta vigilia délia noire, assalendogli Grímoaldo , in cal modo li vinse >
cfaepochi furono quegli, che non foflseto tagliati à pezzi . II Iuogo doue si a'an mon»
comtse tanta mortalitá , fin'cçgidì sichiamail Riuo> non troppo lungoda li*À4i
Me. Ne'medesimi tetnpi Costantino Augusto chiamaropoi bramoso di "fi»
cacciardeU'ítaliai Longobardi, venneda Costanrinopoli in Acene. Qujn-
ci paslato il mare giunsc àTarcnto» & rítrouato vn folitario Eremita t&Lj
si dicea hauete spiritò profctico,& dimandò s'egli hauerebbe vittoria de*Lon- frttettitn^-
gobardi. 11 seruo di Dio presc termine vna notte , la mattina poi disse ad Au- a í# citum,-
gusto. Le genti Longobarde non possono esser vmte in alcun modo. Impe- niBtuist*
rò che vna certa Reina venuta di estema proumeia. ha edifìcato ne* confi-
tii de' Longobardi vna chiesa di S. Giouan Batrista , tl quai glorioso Santo » di
continuu appresso l'onnipotente Dio intercède per efli. Ma verrà tempo che
quel Tempio non sarà prezzato allora quella gente périra . Et cosi inter-
uenne ; imperò che furono proposti nel Tempio di Monza persone vili , vi-
tiose > & indegne di quel Iuogo , piu tosto per premi , che per meriti. Et Co-
stante corne dicemmo parti to da Tarento , giunsc à i con fini di Beneuento ,
ic írayiaoccupò quasi tutte Je cíctà de' L'ongobatdi . Luceria ricchiíïima_<
çittà di Puglia combat tendo roinò . Agerentia per esser posta in Iuogo forte
ottenere non puote.Pur'alla fine egli coïsuo v aloroso essercito si pose ad asse-
diate.c stringere Beneuento, &congrand'animo cominciò à batter quella ■AJseditdi a*
Città , quantunque ella da Romoaldo figliuolo di Grimoaldo di giouenil'età ******* •
fosse signoreggiata . Per questo successo , Sesoaldo nutritore del fanciullo, se
n'andò al paire , pregandolo ch'esso quanto piu pteíto fosse posfibile aiutas-
íe il rìgliuolo. Upcrche Grímoaldo potentissimo di genti, scnza traporui tem-
Fo cominciò ragunar le genti per foccorrer Beneuento . Fra questo mezzo
essercito Impériale , con ogm sorte di machine caldamente stnngeua la Cït-
ta,& quant'.i piu potea si opponeua à Grimoaldo . E benche l'Imperatore ha-
ueslegran moltitudine di gente gli auuersarí di minor numero, essendo gioua-
oi , & di virtù cgtegia, facendo la via t ra' nemici, gli dauano assai rot te, & già
auuicinandosi à poco àpoco Grimoaldo,mandòauanri il nutritor del figliuo viliflìm» tu '
lo, acciò ch'egli sapesse la sua venuta. Ma appreslatosi a i Greci.íu f'atto pri- more di c#-
gione , & condotto aU'imperatore , il quale dimandando se Grimoaldo veni- stuntint.
ua contra di lui,rispose ch'ei presto giungerebbe. Per la quai cosa spauentato
thiamò il suo consigliò , & consigliò in che modo egli potesse pacificarsi con
Romoaldo , per poterfene ritornar à Napoli , & gli ru rifposto ch'ei pighasse
perostaggio Gúa íi relia del Duca , & poi facesse la pace ; il quai consigliò
molto glipiacque • & ordinò che Sesoaldo fosse condotto aile mura di Bene-
uento,minacciandole se gli faceua intendere la venuta di GrimoaIdo.& com-
mettendogli che dicessc clie'l padre non potea venirc. Sesoaldo promise il
turto,& corne su aile mura chiese di voler veder Romoaldo, al quale tosto
ch'egli Ai giunto cosi disse. O' signot mio sei sicuro che tosto haurai in soccor-
lôiuo paareil quale questa notte appunto s'è riposato có l'esscrcito feontro al , .
lîtime Sangro • Ben t( priego che mia moglie , e i miei figlmoli , pierosamen- Fe*tlW,nA->
te u sieno à cuore , perciò che questa genre persida non mi lascierá piu viuer . Amoreuoyx-
É cosi poi percomandamento dcil' Imperatore gli su troncato il capote con *?
le machine, le quai eslì chiamauano petrerie , gettollo encro dalla città, il cor* **• , .
po del quale presentato al Duca,cssendo prima da esso caldamente lagrimaco, rJ'r
tkcuetie honorata sepoltura . Costante tçmendo la venuta di Grimoaldoda- m-*Vm* •
sejato 1 aise dio di Beneuento,ritornò à Napoh,riceuédo nel suo cífctcito prés- •
C 3 foFlu.
3a VcH'Historie MiUnest
soFiuentaaJfîuivicdiCallora,oggidetto la pugna di Micola ,dal Conte di
Capolia gramífimo danno.. Vn de' primi di Cost.mte detto Salmrrcgli richie-
ie vcnti rniHa soldati , promcttendo con efìídi venir aile mani con Romoal
do , & riportarne certa vittoiia: cosi con buona licenza di Costante, riceuute
le gentijli conduise ad vn iuogo detto Forano,& quiui fr accampò.VdCdo ciò
Grimoaldo , il quale già era giunto à Beneuento, deliberò andargli incontra .
Ma il fìgliuolo si leuò , & disse che ciò non era dibifogno, ma che esso gli des-
se parte délie sue genti , che fauoregghindolo Iddio , & restandone vincitorè
Jagloria verrebbe à sarsi maggiorc . Uc'he piacendo à Grimoaldo , gli diede
quelleslerciro e'hauea chieduto , & vnito che l'hcbbe col suo, contra Sabur-
ro drizzò il camino . Vrcinato à lui , prima che cominciasse il fatto d'arme .
comandò che da quattro canti íîûionaslerolerrombe , & poi con grande im-
Eeto assaltò L'inùnico > 8c essendosi lungo tempo con dubbiosa fortuna com-
artuto,vnLongobardo chiamato Amalongojpcrcosse vn certo Grcco,poscia
**** con ambe le mani leuandolò fuor délia sella se'l mise sopra il capo» ilche ve-
dendo gli altri Gra?ci , corne spanentati di tanta cosa , si misera in fuga » On
de ne segui l'vltima raina loro , & Romoaldo rcllò glorioíàmenre vmciíore .
Cosi Saburro , il quale hauea promesso all'Imperatore la vittoria , se ne ritor-
nò á lut con espressa vergogna > & Romoaldo trionfando de' nemici , ritornò
à Beneuento doue era il padre. Dall'altra parte veggendo Costante che I'inv-
preù. contro Longobardi riuscia vana , drizzò le sue genti , & la sua fierezza
JmpHtm di verso Romani: cosi partitosi da Napoli , auicinatosi à Roma » per sci miglia,
costante ntl- Vitaliano Ponteficc coIGero,& col popolo Romano gliandò incontro,
UetttààiR» ji quale giunto al tempio di S. Pictro , gli toise vn palio centesto d'oro, &: dí-
*M * morando in Roma dodeci giorni , la priuò di tutti gli anficbi ordini , & la-
sciò la città quasi spogliata cfogni bella cosa , & cosi sozzamente operò , che
il Tempio délia nostra Donna , detto Panteon , & già.fabricato in honor di
tutti gli Dci , Sc da molti Impcratorioraato , & arricchito , non solaracnte
spogliò di tutti isuoiornamcnti,.ma,glif'eceleuareletegoIe di métallo, délie
cru ..,
e t4 ut.,. tare
quaìi> egli eraiftornò
copertoa ,Napoli,
& quellepoicon
pertutto il resto à Costanrinopoli,
si drizzò alla fece por-
gjp0j terrestre camino città Re-
*.ojt*nte., gU ^ q. emrato In 5jc,i,a , vi dimorò la settima indittipne . Poi diede à Sira-
cusa, alla Calabría., alla Sicjlia , all'Asrica , &.alla Sardegna, cosi farte rai
ne , e tanti danni »' quanti mai per altro tempo hauessero hauuto , che le mo-
glicre si separauano da 1 mariti loro, cti sigliuoli abbádonauano i padri,e tan-
to si diede questo aile sceieraggini, che i popoli haueano hormai m odio la vi
ra propria ,i vasiSacri ,e tutti glLomamenti délie chiese per cornandamento
di questo, et perl'insedeleauaritia de* Greci, surono tutti.rapifi ,e cosi dimo-
rato in Sicilia dalla Settima indittione sino alla, duodecima . ma il crudele_>
riccuette in fine le pene délie sue iniquità percioche in Saragusa fu da'suoi
«el bagno vecifc-Tsl cil* Imperio succeíTe Mezentio isi corne nellc vite de gl'Im-
peratori habbiamo trattato . Giía , che corne dicemmo fu.data per ostaggio ..
giunta in Sicilia se ne mori : e Grimoaldo hauendo scacciari.i Greci, da'con-
Sni, etdalpaesedi Beneuento, deliberò ritornarscne àPauia,.età Trasi-
mondo , che già lungo tempo era stato Conte di. Capua ,. et nell'acquistarc il
Keguo l'hauea gagliardamente aiutato , gli diede per mogliera vn'altra sua-»
fghuola , sorella di Romoaldo , facendolo , doppo Atone,ricordito di sopra,
Duca di Spoleto, cosi.se ne ritornò á Pauia,e.t elsendo pounorto , si corne di
cemmo GrasuIfo.Agone successe in suo luogo nel Ducato del Friuli,dal nome
jdel quale sin'oggidi vna casa ncl Friuli sl dimanda la casa d'Agone. Doppo la
morte
fooitc di questo » successe Lupo,iI quale per vna strada anticameote fatta ne I
mare,entratoconlacauallenanelPIfoladiGrado, luogo non molto íonta- ^"P0 T^*o
no d'Aquileia, la rubbò>c ne porròseco tutti gli ornamenti délia Ciiiesa^ èrstogl* l'i
Catedrale d'Aquileia. A questo Lupo, Grimoalcb mentre ch'egli dimorò à Z4"'" f' Gr*-
Beneuento hauea raccomandato il suo pallagio di Pauia , il quale ereden- do>
doíî forse che'l Rèpiu non douesse ritoraarc, commise moire scelerirà, e M-
tirannicamente s'essercitò. Mavenendo chepoi fi ridasse in FnuH , ctima- etiesiu
ginandosi che le brutte sue attioni douessero sptacere à Grimoaldo, se gli fè *'-Aj*ihi* .
rubelloi perche non volendj Grimoaldo suscitaie discordie ciuili tra'Lon-
gobardi, mandò à'Caccano Rè de gli Auari sopradctto , che volesse venir con Quiui il co-
Fessetcito nel Friuli > contra di Lupo Duca di quel paese . Et cosi Caccano rio dice For.
giorno che su al luogo designato , fi pose con le sue genti in vn luogo detro U , ma ìw»
Flouio. Quiui Lupo per tregiorni combatte co' suoi Forlani contra ilnimi- diacono ,d*l
co. II primo dì .con la morte d'alcuni pochi de' suoi egli rimase vincitore . quale egli
llsecondo egli con Pistessa fortuna combattendo con poco danno de i suoi fmuudlmn-
diede graue roina al nemico . II terzo ancora ch'egli ne riceuesse molto dan- te riceut que-
no, vmse il nuineroso essercito del nemico. e ne portò ricca preda . Maal-y?* historia,
la fine il quarto giorno sopragiunse tanta moltitudine di Auari , et con tanto due Friuli,
impcto aflalirono Lupo, che restatone egli morto, Pessercito suo senza ca- & cosi certo
po iì mise in fuga , e parre di esso si saluò ne' vicini castelli . Gli Auari per rittrta U *r
tanta vittoria insuperbiti scorscro con rapina , et con incendio tutti quei con- rit» délia co-
fini . Qiiestacrudeltâ essendo già durata per alcuni giorni , soiacque molro/*.
à Grimoaldo « onde per suoi Legati gli fece intendere à Caccano ch'egli vdria fortu-
hotmai datante crucfeltà.e rapine nguardasse. A questinspose il Barba- tunadiLuf»
To .chenonera mai perLisciare il Friuu , fe Parme non glièlo facesse fare . nelfattod'ar
Perla quai cosa Grimoaldo stretto dal bisogno , ragunò P essercito , et essen-i me , ó> morte.
do preíenti gli ambasciatori di Caccano. vsò quest' astutia. egli liauendo po- diéffo .
co essercito . ma fattolo passar moite volte con diucrsi habiti vestito , mo-
strò à gli ambasciatori de gli Auari , ch'egli fosse nnmerosissìmo , i quali cre-
detterochei Longobardifossero magggiormolrítudine che non erano. On
de Grimoaldo loro disse , voi hauete veduto il mio grande essercito , il quale
senza folio verrà sopra Caccano , s'egli non abbandona il Friuli col suo terri-
forio. Laquai cola i Legatihauendo veduîa , et intesa , fecero tal relarionc
al suo Signorc, ch'egli fobito-con la siia gente ritornò in Scithia . Et essendo
morto Lupo corne ilicémo-, Arnefrit suo figliuolo tenrò di succéder al padre
nel Ducato di Friuli , ma temendole forze di Grimoaldo, fuggi aile genti
Schiaue in Carnunto , il quai luogo corrottamente si dice Rantano: cosi con
Pessercito Schiauone ne vernie per ottenere il Friuli. er già hauendone occu-
pato parte di esso giunse il.castel di Neumaso,non tronpo distante dalla Cit- ^»rte di Ar-
tà,e quiitíessendodaiForlaniassalito,restÒTnoTto. Perla morte del quale nefrtt.
Vvetaro nato nclla citrà di Vicenza,et huomo di soaui costumi, et atto a i go- Vuetaro Du-
uernijsuccçísenel Ducato. Costui di subrtosen'andò a Pauia da Grimoaldo. r* del Friuli.
Iíche intendendo gli Schiaui ragîinato vn buono essercito si disposero allal-
tare il Fruli ; cosi venendo accamparono non molto lonrano di Friuli , in vn
luogo detto Brossa.Ma pec voler tuuino,interuenne che Vveraro la sera auanti
eta ritoi nato da Pauia,& hauendo inteso la vernira di queíli, se n'andò có 1$.
de' suoi,per vederglijlche inresosi da gli Sclnauoni. ferse non lo credendo in-
cominciarono à burlarsene^: dire,che'I Patriarca col clero venta loroincon-
Iro.Ora essendo giunto il Duca al ponte del Natisone,doue s'erano accampati Strane aee;.
gli Schiaui , si cauò l'elmo del capo. de perche il Duca era caluo,t"u molto ben do»t* nelh-u
C 4 cono-
32 Dclf tíìstwU JMilanese
conofciuto>ía quaícosa diede táto rimoreà questi.cheincominciaronoà grî.
VttH* dcgtt darcjcgli è qui Vvetaro, cgli è qui Vvetaro,ehe ne nacqtic tanco ispauèntò nd
htbìítuom. cuor dxígn'vnojchc cominciarono,prima à pensarsi il suggirc,che il cóbattere.
Vìltoria di Ciò vedcndo il Duca con quei pochi ch'cgli hauea gli aslaltò con tanto ani-
Vutiaro . mo, chc soprauencndoghaiuto dalla terra, ne fcce vna tanta ftrage, cho
piu di cinque milla ne restarono morti , 6c con fatica alcuni pochi fiiggirono .
Vvetari Iaudatoper tanta vittoria , possedettc il Ducato de IFriiTli, doppo lui
successe Rodoaldo . Morto Lupo comc s'è detto . GrimoaTdo Re de' Longo-
bardi diede per moglie vna sua figliuola chiamata Teoderada à suo figliuolo
Romoaldo , il quai reggeua Beneuento, délia quale n'hcbbe tre figliuoli.-cioc,
Grimoaldo seconde Giíòlfo, & Arichis . Grimoaldo si volse vendicar contra
qúegli che gli erano sta ti contrarij quando egli andò à Beneuento , & fopra_r
tutto contra Forlimpopoli Città soggetta al pppolo Romano,i Cittadini délia
qnale à sènd paslare > cVspcflba'fuoi ambaîciatorihaueano fatte moite of-
tese . Cosi adunque nel tempo délia Qiiaresima per l'Afpi di Bardone , entra
Cran cru el- in Toscana, non 10 sapendo i Romani , & nel Sabbato Santo.nell'hora che fi
tà di Forlim sacea il battesimo , sproueduti gli aslaltò, ôc ne sece tanta roina, & tanti nVc-
cise , che eh Diaconi stessi , che teneuano i faiiciulli al battesimo fttrono vc-
roi»» di tjfd. dsi , & cou diltrusie quella Città, ch'ella poi lungo tempo ne reílò inhabitata.
Portaua molto odio Grimoaldo a' Romani , percioche essi raccolti Taflone,
Destruttione & Caccone sratdli , sotto la fede loro gli haueano satti morire in Vderzo ,
di Vderx.o. seiche distnisle à fatto quella Città» & il suotemtorio diuise àTriuigianr,
urlani,& Cenedesi. Inqttestitempt Alzecone Duca de i Vvlgari , non íi
sà per quai cagione era partito da' suoi.pacificamente entrò in Italia , & con
le sue genti se n'andòà Gnmoaldo, promettendogli diseiurrlo s'dto la-
scia habi tare nel suo Regno. II Rè htimanamente loraccoHè, drizzò
al fighuolo Romoaldo à Beneuento , comandandogh insieme ea* egli à que
sto Signore » & alla sua gente desse luogo ad habitare . Con gran piacere_-r
fu riceu wo , ôc datigh alcuni ampli , & grassi luoghi j cioè , Sepino , Bouiano,
Isernia , & alcune alíre Città co 1 territorijsaoi, i ouali insino a'Iora erano sta-
ti deserti. Quiui Alzecone mutata la dignità di Duca > su chiamato Gastal-
dio ■ In questo tempo hauendo Grimoaldo fatta buona pace > con Dengi-
perto allora Rè di Francis » Pertcrit non si tenendo sicuro, deliberò dj pas-
sarein Inghil terra al Rc de' Saison 1. Ora Grimoaldo hauendo si fattotuor
fangue dasbraccio , & volcndo tirar con vn'arco ad vna Colomba > la vena se
gli ruppe , perche essendo poi medicato • Ôc per quello che se ne disse > eísen-
do tu da' medid posto íbpra me dienie auelcnate » scnz a poteruene ritrouar ri
Morte di Gri medio, se ne morì . Questo Rè agginnse aile kggi , c'nauea già ordina te_*
mttld». Rorah, alcune cose necessane. Fudi corpo gaghardo, coraggioso, sopra
gliaItri,caIuo,& con gran barba, &nonmeno prudente diconsigíio, ôc
valoroib di corpo. U suo corpo fn sepoito nella chieía di S. Ambrogio,eh'egli
hauea fatto sabrkare in Pauia . Costui doppo la morte di Ariperr, per vn'an-
no , & tre mesi aslaltò il Reame de'Longobardi , & regnò none anni , lascian-
do successore nel Regno Garimbaldo mo figliuolo fanciulfetto » & nato dél
ia figliuola di Ariperto . Essendo Perte ri t adunque partito di Francia > entrò
in naue , & nanigaua ncll'isola di Britannia dal Rè di Sassoni, ma nauigando
Mìracohs.i alquan toper maie, vdi vna voce dalla hua > che dimandaua se Perterir era in
Mmíafiiata auella naue,soggiunse,fate ch'egli sappta ch'oggi fcno tre gioini che Grimoal-
dt ítmrit. o è vscito di vita.Inteso ciò Pertaritirettolosamente véne alla hua doue cer-
cando ù poitacoie di queí\a noueila,& non ritiouando alcuno, s'imaginò che
questo
Pam Prima. 33
qutfto non fosse huomo , ma vn messo del Pai adifo . Onde si pose in via per
venirsene alla sua patria . Cosi giunto ne'confini dell'ItaIia,trouògran molti
tudine di Longobardi , che lietamente con gli ornamenti Regij gli andatiano Reftit:ttionti
incontro , & cosi giungendo a Pauia , il terzo mese doppo la morre di Grimo- diserterà
aldo desiato il suo picciolo figliuolo lietamente su chiamato Rè . Era costui n lRegrio .
huomo pio , fidele , cattolico , piusto , & larghissimo nutritore de' poueri , il
quale subito mandò a Beneuento per la sua moglie Rodclinda , & il suo figli
uolo Comperi, & fermato nel Reame a quella parte della città verso il Tici
no, dou'egli era fuggiro,fece fabbricate vn monasterio, detto Monasterio No
no , in honor di Maria Vergine , & di S. Agata , congregatola moire vergini ,
l'ornò , & arricchì di spoglie , & di possessioni, & la Reina ne fece edificare^
vn'altro fuor della mura > & dedicollo alla Vergine Maria , che si chiama in.,
pertica . Questo luogo cosi era detto , perche iui già furono drizzate molte-»
pertiche, secondo il costume de'Longobardi. Imperò che qualunque di lo
ro si mon ua,i suoi padri, fratelli, òojtra parenti drizzauano soprala sepol
tura vn traue , ò pertica , & nella sommità glip oneuano vna colomba fattoi
di legname , & quella voltauano verso il luogo don' è sepolto il morto , et co
si si lapeua dou' egli fosse . Poi che Perreiit hebbe regnato sette anni si fece
compagno del Regno Compert suo figliuolo, et con stette in gran pace per
10 spatio di dieci anni . Onde pensando che da niuna parte la tranquillità del
suo Kegnopotess* esser sturbata.si leuòconrra diluì vn figliuolo dell'iniqui
tà» chiamato Alahi , il quale turbando il reposo de'Longobardi, fecegrat*-
de vecisiont de popola . Questo essendo nella Città di Trento, venne in_»
discordia col Conte de'Baiouarij , detto Grauone , signor di Bauzano» et d*
altri castelli , et hauutane la vittoria , sì fattamente se ne insuperbì , che si le
ti ò contra il suo Signore Re Perterit , et come rubello si fortificò nel castel di
Trento . Laquai coía inteso c'hebbe Peretrit , vi andò subito con l'efferato,
et vi pose il campo . Ma Alahi co i suoi assaltò alla sproueduta V efferato del
Rè, et lo vinsero s ond' egli fu costretto ruggire . Nientedimeno Compert o- S«*
però poi così, che Alahi già amaro dal padre ritornò nella gratia del Rè , il
quale volendo talhor fax morire alcuno , era pregato dal figliuolo che non lo V9'en(to "»««*-
facesse, promettendogli che nell'auenire colui sarebbe stato più fidele . Êttvo/tef*r
tanto fece,che'i padre,ancora che contra sua voglia', diede il Ducato di Bre- we"ri Mhaì
scia ad Alani , ricordandogli che l' accrescer fòrze all'inimico , [era lo scemare
11 potere di se stello , et che quella grandezza di Alahi , poteua vn giorno ri
tornargli m gran danno . Hauea la Città di Brescia di continuo grande^ >
et nobile moltitudine di Longobardi , per il qual' aiuto Perterit temea che_>
Alain non diuenisse più potente . In questi giorni il Rè nella inclita città di fert..-t.
Pauia , presso la Coree sua , fece edificare vna porta celebratissima , e di gran
magisterio , la qual volse che si chiamasse la porta del pallaggio . Et hauen- e"
dou detto Rè finalmente regnato die idotto anni, e parte col figliuolo passò
a miglior vira , e fu sepolto nel tempio di San Saluatore edificato da suo pa
dre. Compert hebbe per mogliera Ermelinda di generatione Sassona, la_»
quale vedendo vn giorno nel bagno Teodara procreata di nobilissimi Roma
ni , si ben complessionata , e per bellezza egregia , che qualunque rhauessc_»
veduta farebbe acceso in ardentissimo amore , et oltre alle singoiar bellezze
eh' erano in lei » hauea vna si bella capellatura, che paread'.oro, e quella-,
cécndo sciolta gli giógeua insino a'piedi. Ermelinda dunque laudò oltra mo
do le bellezze della giouane al Rè, il quale ben che fingesse nó curarsene5s'ac- SrmiiataJ
c<fe iu gran d'amore della fanciulla,^: senza dimora mostrò andare alla caccia l*ud*Teedf~
c,e]la
34 DeWHlfìmtMiUntse
ta* copert Seluadetta la Città, &menò sccola Reina. D' indi là flotte [tacìtamentdJ
Hcsuo marito venne à Pauia , & í'acendofî condurfc Teodata , nel secondo terrcno sparfe il
Compert in- suoíeme . E doppo entro la città, fece entrare in vn monasterio la bella gio-
namorxtt! M uanc; & fatta roonaca , mutandogli il nome (corne s'vsa) fu detta Teodato.
Teodata , /<u Doppo.Alahi partorendo l'iniquità > quale gran tempo hauea conceputa. aiu-
■violò , cV foi tanddlo non solamente Aldone , 8c Grausone cittadini Brcsciani , ma ancho
.1» rinchtude molti Longobardi , & dimenticato non solamente i gran benefici riceuuti dal
in -v» mona-Âc .ma.ancora il sagramente che gli hauea facto di hdeltà . 11 Regno suo . &
fierit . il pallagio , c'hauea in Pauia nimicamente assaltò » essendo Comperto assente-
AUht affaita il quale poi c'hébbe intesatal molelcisiimanoiiella , subito suggi ail' isola Co-
ií palagio ilt macina neUagoLario,scdecimillapassi lontana da Como, & qiriui si fortin-
Jfauïa . cò . per que íto tanto repentino succeíso tra i suoi fautori si leuô grande spa-
uento, & massìmamente ne i sacerdoti mol t o odiati da Alahi , Fu in qu c sto té-
po Vescouo di Pauia Damiano, huotno di santa vita , Sc molto instrutto delT
ai te libérale , & temendo lui , che Alahi non molestasse la sua chieù , ò eíso
Í>roprio, li mandò vn Toanteiuo Diacono , huomo reIigioso,& dotto , il qua-
e in suo nome gli desse la santabenedittione . Onde essendo detto ad Alahi ,
corne era vno siior del pallagio per parlargli , & darli la benedirtione , Alahi
corne quello il quale odiauale cose di Dio , nspose ; se lui ha monda la braca ,
cbuei'entia , altramente stia di fuori. Disse Toante nonciate ad Alahi ch' 10 ho
netta la braca, perciò che questa mattina me la mudai » onde ello à lui , non-,
ôico délia braca , ma di quello , c' ha dentro . Allora parlò il Diacono > solo
lddiodiquestopuòtroiurriprensione,ma lui niente . Onde Alahi subito il
sece venue à lui , & cou grand' impeto gli parlaua . Ilperche mise gran timo
ré à>gli altri sacerdoti, stimando loro in niun modo nonpoter soporrar la cru-
<je!ta del Tiranno quanto piu Alahi li raoleftaua, tanto piu loro deíìdera-
uaHo Comperto . Ma non lungotempo laBarbara senti, durò nel Longobar-
do Reame . Intetuenne che Alahi vn certo giorno sopra d'vna tauola nume-
rando certi denaci , ne cascò vno , quale il sanciullo di Aldono tolto da teria
lo rese. A'ahi credendo il ranciullo non douesscintendere disse, molti di que-
lti ne ha il tuo padre ,i quali dimani voglio da lui» II sanciullo venuta la sera
ritornò à casa*onde Aldone addimandandolo se'IRè hauea detto niente,rac-
contòjl tutto. Delche dolcndosene il padre , fece intendere lapcssima vòlon-
ta di Alahi al fratel Grausone . Perla-quai cosa subito con gli amici hebbero
diligente consiglio con quai modo potesse priuare il Rèdcl Regno, innâzi gli
facesse dispiacercalouno , & conchrusero andare ad Alahi ; alcuni dissero,
Ormai che tanto fai nella cicra, dapoi che tutti ipopok del Regno tuo tisono
sideli , <Sc quello ebriaco di Comperto cin tal modo estmto, che niuna forza_>
può hauerc contra di te . Esci hormai à<quaiche caccia, & ta venir teco i tuoi
giouani famigliari.& noi insicme con gli altri fautori guardaremo la città pro-
nsettendo in bneue tempo darti nelle raani il capo di Comperto. Aqueste
Aldone , & pjrc,ie credette il Rc, ik caualcò alla caccia, Dall'altro canto Aldone andò
Crausont.con jnfrettaà Comatina daCompert , & dapoi c'hébbe richiesto da lui perdono
compert te- jci pâssato*rrore , gjj fece intendere quaitfo s'era agirato con Alahi , poi gui-
î'*r*rono co- rarujlo feddtà tra loro , & statuirono il giomo , nel quale Comperto col suo
tra Alhai. astito doucsle entrare m Paina , doue tînalmente con grandissima all<^rezza_.
Compert rt- fH nccuuro. Etj cittadini prindpalmente, il Vescouo. il clero,* laplebe con
ì m ta- intìmte lagnme per allegrezza il visitarono . Di questa nouità Alahi fu aiusa-
to > et<he non solamente il capo di Compert , ma il corpo insieme per Aldo
ne , et Grausone , nel suo pallagio era stato addutto; ìlche Ydendo lui si perde
d'animo
'V'- Parti Primai $f
d'atrimo , Sc doppo moîfe minaccie fatte a i due sopradetti , per Piíffen** prcw
feilcamino, pei ntornarein Ausiriaj& moire Citià parte per amofíy díchi
perforza fi coniederarono . Vicentini gK apparecchiarono l'elTercito contra,
mjvmuseguitaronoil vesligio dell'altre , & il sirnitefecei Triuigiani. fotìt-
ueí volendo prestare aiuro a Compert contra di Alahi » intendcudolo subito
andòinsiretta al ponte di Liuenzadiítáteda Forlì quarantaotto milla paslî>&

Jompert, &posesiin cauipo


vnIuogodettoCororiate,iuimandòvnnuntio à Compert» pregandolo che l"rt%
nonmettesse ainbe gli esserciti intanto pericolcma si commeftesse il combat
tereaduello battagUa. A questo non consenreudo Alalu,vnsoldato di guet-
ra di nation Toscano íî proferi all'inuito . Onde disse Alahi , tu poi sapero»
che Compcrto , è audace , & di gran forza , rispose il Tosco, se questo non mi
concedi, 10 piu non sarò ne i tuoj semitij;& prorompendosi ad ira,fuggì aCú-
pert, natrandogli il tuttosllperchepoinelcampo di Coronate, conuenen-
dosi le squadre per douer combattere, Seno Pauesc Diacono , in la C hiesa di
5. Giouan Battjsta , temendosi cbe il Rc non entrasse nel fatto d'arme disses .
Signorc la nostra vira consiste nella tua salute . Irnperò se tu pericolaslì per di-
uersi supplia j ,. dal Tiranno íariamo lacerati . Vogliami adunquedarle tuc_> seno Diacono
mni, & io combatterò> s'to moro facilmente poi licuperarc la tua ragiooe, ik Con r armtS
s'acquisto vittorta , quai maggior laude si ti potrá dare » cflendo io tuo seruo . Ue»li [entra^
A questo patere consenti Compert , & datogli l'armi sije , & condotto net cá- ,„ h*tt*glia.
po > fu creduto essere il Rè, eV cominciata la peigna , Alahi finalmente priuò il seno Diaco-
Diacono di vita , credendo che fosse il Rc. IVia cauato che gli hebbe l elmo , „0 ammat^a
trouò hauer veciso vn chierico. Onde cominciò ad efèlamare, dicendo Ahi- tt^
me c'ho fatto niente per hauer morto vn sacerdote . Io faccio voto se vn'.altia
volta hauerò vittom» d'empire vn pozzo de'Ioro tefticoli . Et Compert vedé-
do i suoi,quali credeano bauerlo perduto , mostrandosi gli ptese a confortaie,
di nuouo appropinquandosile squadre per douer combattere, Compert man-
dò a dire ad Alahi. che non volesse mettei tante genti al pericolo délia batta-
g'ia ; anzi loro soli combattendo derinissero il tutto , i vinti sottoponendofì al
vincitore . Rispose Alahi non poterlo fare ; imperoche tra i ûioi vedea San.,
Michèle Arcangelo . al quale hauea giurato - llperche datoafle Trombe per Cruj i fat/e
ambedue gli eííeiciti su cómesso vn crudel fatto d'arme , nel quale finalmente ^arme
Alahi resto vinto , & morto . Compert conl'aiuto d'Iddio fu vincitore , con jj^fc 'vmn
gran roina , & vecisione de'nemici . Doppo essendoli trouato Alahi, gli fece > mtrt$m *
troncat il capo , le brazze , & le gambe i in modo che corne cosa disforinata_>
riniase il corpo . InquestabauagliaiForliuesistetteroneutrali,& dapoi che
la fu finita xitornarono al suo ^ DipoiCompertotece scpellire il Diacono so-
pradetto nella cruesa.di í>. Giouanm edifìcata per lui con molto honore. Et fi
nalmente con grande esaltarione , & trionfo » per tanta virtoria ritornò. a. Pa-
uia . Mentre che queste coíë si faceuano , Romoaldo Principe di Beneuento-
con porente esserdro ispugnò Taranto , & Brindisi iin modo che tutraque Ha gtmttihpi-
Regione íbggiogò al suo Imperio, & Teodcrata sua mogliera , alquanto: fuo- ìi/t T/lTent0t
ta dell a citta di Beneuento , fece fare vna chiesa ad honor diS. Pietro , & qui» ^ srindefì*
ui conllitui moite virgine , & ancille d'Iddio. Doppo Romoaldo hauendo iui
íìgnotreggiato sèdecLanm , passò all'altra vita , & diieto a lui seguito Griino-
aido fuo figluiolo , quale tre anni gouernò i popoli Sanniti ^cofini hebbe per
ooglicta, Vvigilioda sordla di Compert . Motto Grimoaldo, fu coftinutoj
Duca.
56 Dell Historie MiUnefc
Óuca di Beneuento , Gifolfo suo germano, péril tempo dil7. amu. TolfcJ
pet moglieia V v imperga, con la quale lu bbe Romoaldo. Cire a a quesli tein-
pi > concio fosse che il castel di Caflîno > nel quai giacea il beato corpo di San-,
11 eorpo di s. Benedetto > doppo molri anni per roina stette dishabitato , cV guasto « Onde_>
Xonedctto.cr u italienne, che molti Aureliesi délia regione di Frauda con umulatione ven-
dì sjscolastì- nero in Italia nel predetto luogo per far i notturni honori al detto corpo , 6c
t» tràsferiti. le sue osse , insieme con quelle di Santa Scolastica sua germana , trasportaro-
' no con pran riuercnra nella sua paiua ,& quiui in honor di tutti due , fece e>
ditkarcTue monastenj. Si afferma gli occhi suoi di continuo guardare il Cie-
10 > ouantunque l'altte membre foslero corne consumate , & conciofia cosa_>
.. che-Rodcaldo > sì corne habbiamo detto , fígnoreggiaffe Forli, Aufrit di Ca-
**!t ' cccu~ stel Reuitia , senza saputa del Rè , non essendoh Rodoaldo , assaltò quel Du-
V v f"'" cato . Iiperche il Duca fuggi in Austria , 6c d'indi montato ne'nauilij per Ra-
dt Ffrii . uenna, garnie a Pauia dal Rè Compert . Doppo Aufrit nun contento del Du-
^ cato di Futlì > ribellandosi da Compert , contra lui si mosse . Ma essendo pri-
Aufrit va co- gienato , dal Rè su condotto à Verona , 6c cauatoli gli occhi , fu mandato in_,
tra compert. efljîio. Onde poi Forli restò in gouerno al fratello di Rodoaldo , detto Ado ,
utnfrit prefi , vn'anno , & sette melî . In questi giornisuccesse vna tanta peste, che tutti i
& <"""*to. Pauesi , & quei de'circostanti luoghi. andauano per h monti Alpestri, & Vhcr-
fesiilenza t- Da nasCCUano nelle terre habitate > a guisa che suol fare ne i solitanj campi .
sirtw in P*~ Finalmente essendo scacciato si graue morbo , Compert col fratello detto
• Marpais essendo ad vna finestra in Pauia , ragionauano in che modo potesse-
ro priuar delta vira Aldone , & Grausone , 6c cosi ragionando venne vna tno*
sca, la quale Comperto volendola vçcidcre con Vn coltello , gli tagliò vn pie-
de. II perche poi Aldone , 6c Grausone non sapendo la volontà del Rè, anda-
rono a lui, 6c corne fùronoctppropinquati alla Chiesa di San Romano Marti"
re vicino al paliaggio Reaje ; eccoti che gli venne all'incótro vn senza vn pie-
<le > & se gli disse , che se andauano al Rè, sarebbero vecisi ; dalche impauriti
t t.gj'irt no nella detta Chiesa . Di questo eílendon e auisato il jRè , grandeme-
te riprcseil suo Secretario, penfandosi lui hauergli auisati i nspose che mai nó
11 era doppo il concilio partito délia presenza sua . Gndc il mandò da i sopra-
nominan fratelli , a saper per quai cagione erano fuggiti < dissero hauer inteso
ceme voleua t'arli ammazzare ; gli rimandò , dicendo se non gli faceuano in-
. tendereinche modohaueano hauuto l'auiso. non haurebbero la gratiasua.
Per laquai cosa intendendo il successo del tutto, s'imaginò Comperto , che la.
. moíca alla quale hauea tagliato il pje Jc,foíTe stato vn ipirito,il quale gli hauef
se nuelaro il suo secreto . Onde accettando Aldone , 6c Grausone nella ûiaj
oratia , di centinuo gli hebbe per fideli, 6c finalmente Comperto hauendo
K egnatodoppo il Padre 1 1. anni , lasciando la mortale spoglia , se ne morì .
Ccmptnmu» Nel campo Coronate , doue contra Alahi hebbe vittoria , fece fabricare vn_
r*. Teirpio col Mcnasterio dedicato a San Giorgio , detto di Coronate . Fu huo-
Qsalu* di tno élégante, di somma bontà , valoroíib , & gagliardo nelle battaglie. II per-
Compcrt. che cen immenso dolore , 6c h grime de'Longobardi, ncl tempio di S. Sajua-
íiiopert iQ. tore (il quale íuedifìcaro per l'auolo íuo ) honoreuolmenre fu sepolto. Dop-
diPAui* , po lui successe nel Regno Liutperto suo genito d'età gioucnile , il quale lasciò
'~Ran£itrJ/trt turore Asprando , huomo illustre , & di gran conilglio. Di li ad otto mefí Râ-
roppe 1 tjft ' gimberto Duca di Turino , figliuolo di Godipert , con bellicoso essercito ven-
tito di \djp- necortradi Asprando, & Rctari Duca diltergamo, onde ron pendogli ap-
tnd , fa di f«í7o ouara, as&altò poi il Reame. Ma per morte m procesio ai pochi gior-
R»t*ri . m -eikudo elìinto,Aripctio íuo figliuolo hnouò lu gu^rra,& commesse il fattQ
d'arme
A '» V£|r*f Prima í ■"1 37
d'arme preftó PamV, delche Asprando , & Rotari restardUo vintî . Linrperto
fanciullo restò prigione , Asprando fuggi ail isola Comacina , & Rotari h riti- tJmiptrt frU
ròaBergamo. Onde il víncicore seguendo l' Impresa prese Lodi,& doppo v
misse l'afsedio a Bevgamo la quai Cirtà non potendosi rcnìre , venne in lua_. AriP*rtprest
diuotione . Poi per graue ignominia à Rotari fattogli radere la barba , il con- »
ínò a Turino . Doppo drizzò l'ísscrcito a Comacina; ilperche Asprando fug- Ro,ltrf tB»fi-
gì a Chiaucnna , 6c di li a Teudiperto Dnca de' Baiouarij , doue stette noue_-> aat0 *• THr>-
annijl'lsola fu roinata ; nicntedimeno in processo di giorni , per li Comensi m'.
fu poi restituita . Essendo adunque confermato Ariperto nel Regno de" Lon- Sigiprand»
gobardi , Sigiprando fìgliuolo di Asprando priuò dclla vida , & tutti gli a.fàniPrilM""ic &li
líioi, volse che fossero afflitti con diuersi connenti . 11 minor figlutolo di A£
ptando , detto Liutprando , per la egregia bellezza, ch'era in lui, tenne in cu- ^"'^ f""'
stodia , & poi concesse al padre che potesee andar in Baiouaria ; doue per la re •
suavenuta ne fece grande allegrezza. La conforte di Asprando dcrta rthzomFcr'iutf0 vc"
derata , acciù non h potesse essaltare essere stata Reina, fccegli taglíare il na- c's° *»U'g*~
so , & l'orecchie , & cosi disformata di facciaIamandòalma:ito . In quelto " Sct}t*us ■
tempo morto Adone à Forli scguitò Ferdulfo Ligure , huomo lubnco , & ar- Cynell» ac-
rogante , il quale essendo morto dalle genti Schiaue , successe Cornello , al
qualeil Rèfece cauare gli occhi , 6c cosi acciecato visse . Doppo lui ascèse nel RMf*rX* efir
Ducato Peinmo , huomo vtile alla patria. Costui fu rigliuolo ai Billone, à Bel- tauas il ma~
luno ciuità , altri dicono Statione, aStationa ctuità , cioè Angleria . Hebbe_^ r*H P'S1'*-
vnanioglieradifacciarusticana,dettaRatperga»laciualeessortando il ma- r* ^tr* mt>~
nto ne tog\iesse vna di piu bellezza , non voise > però che amaua piu l'jhuma- ilie
nità , & pudicitia sua , che le bellezze corporali . Da costei Peinmo hebbe tre-
figuuoIi;cioè,Ratchis>Ratcait,&Aistolfo , & quantunque per la madre-»
fossero humilmente nati , nientedimeno per la glona » & virtù loro , furono in Gisais» Duc*
tal forma esialtati , che Aistolfo successe doppo Liutprando nel Regno Lon- di Seneuent»
gobardo , si corne in processo sarà dimostrato . In'questo tempo Gisolfo Du- prese Sora ,
ca di Beneuento , prese Sora , Irpino , & molti altri castelli de'Romani . E poi irpino , &
con l'essercito entrò in Campagua , 6c qui mosse graue incendio , & rapine , m»ltt »Uri ç*
con gran numero di prigioni , i quali finalmente da Giouanm Pontefke furo- stelli.
norilcossi. Ilperche Ariperto fece reltitutione all'Apostolica Sede del Patri- Donationi
monio, dellAlpi Gotriche , già gran tempo occupate alla Chiesa per i Longo- dell'Alpi Qot
bardi. Doppo le cose predette , Asprando essendo già stato esule in Baioua- tiche alleu
ria noue anni; il decimo essendo da quelle genti eletto Imperarore, venne_> chiesmRom*
in Italia,& contra Arimperto mosse la battaglia con grande vccisione deir,*».
vno,&deiralrroessercito,&selanottenon fosee soprauenuta , i Baiouari Asprando tS-
sarebbero stari vinti . Dipoi Arimpert non volendo dimorare ne gli steccati tra Arimper*
entrò in Pauia . Onde a i suoi mancò l'audacia d' hauer piu a fare co i nemici; to m u<d '
& conoscendo quanto tal cosa gli era stata molesta deliberò fuggire in Fran- Arimpert»
cia , 6c tolto il tesoro luo in vna naue entrò nel fiume del .Ticino . Ma quella annegat»,
pér il canco a iTocandosi, restò sommerso. Ilperche la mattina seguente ntro-
uandosi il corpo , con pompe funerali fu sepolto nel Tempio di S.Saluatore-».
Pigliaua molto piacete d'andar solo la notte , per intender ciòchesi dicesse
df lui , Regnò dodeci anni , & fu huomo pio , elemosinario, 6c amator di giu-
ilitia . Morto adunque Arimperto.i Longobardi chiamarono nel Regno A-»
sprando ;& regnò tre mesi , perciò che i Longobardi dubitandofi délia sua.»
tnorte, per essere in décrépira ,elessero Rèil rigliuolo Liutprando ; délia quai tiutprmui»
cosa Aíprando n'hebbe grandi sfimo piacere , per essersifatta viuendo ancor crentoBì*
lui. Confermato Liutprando nel Reamc, Rotari suoconsanguineo cercòd'
38 VeW J/ifiarie Milancfe.
•vcciderlo , & ncl suo nallagio ordinò vn splendidiffimo conuiuio al Rè , & iuì
hauea nascosti molti huomini annati í ikhe auisato a Liutprando , al suo pa-
Rotari nm- ìaggiofeccdimandarRotarij&volendoliroccarrorecchia contra il Rè is-
mazj.ato,fr sodrò la spada » ilche vedendo Subrotari regio satellite» tirandolo adietro lo
farirmv.iu s'en , & soprauenendo molti altrì su morto , & parimcnte quattro suoi figli-
quattrt suoi uo]i , ch'erano in diuersi luoghi , surono ammazzari . Fu Liutprando di gran*
fgliuoli . diílìma audacìa J in modo che se due armigeri haueslero trâttato d'vcciderlo >
jirdir* di mtendendolo , a quegli si conduceua solo in vna profondisfinia seluâ , & pi-
lnttpr*ndo. gljata l'anra verso di quegli .diceuaívoi hauetc pensato di ammazzarmi, di
présente venite all'opeia» Ma loro pentiti dalla congmra non ardiuano mo-
lestarlo . Moite altrc proue íaceua deU'animo suo. In questi giorni Petrcnas-
Castel C*flì- s° cittadino Bresciano, rìchiese a Gregorio Puntefice di poter' edificare il Ca-
7io édifieJo. stcI'° & Caslìno , doue era il corpo di S. Benedetto , & quiui habitanti molti
Monachiconcorseroaluisottooellasantislimaregola, in modo che poi vi
fece edificare vn celeberrimo monastero . il quale in proceflò di Papa Zaccâ-
iia fu moltoillustrato . Et Liutprando confermò la donatione del patrimo*
nio , délie Alpi Gottiche alla Chiesa Romana . Non molto dipoi toise per
C»rh sucée- mogliera Gimeruda rìgliuola di Teuperto Duca de'Baiouari , vna sola figliuo-
dentl Regno la hebbe cenefla. E Pipino Re di Francia morendo , Carlo suo figliuolo se-
di francia. guitò nel Reame . D'indi i Saracini d'Afnca entraronoin Ispagna, & doppo
Saracini iru áiece anni con le loro samiglic peruennero in Aquitania prouincia, dellaGal-
Africtu , cr lia. llperche Carlo si confédéré ad Eudone Principe délia memoraîa prouin*
poi in Aqui- cia , oc andando in fretta contra di loro » trecento settantacinque milla vi fu«
iema. rono morti, de iChristiani non piu che mille cinquecento. In proceflò di
11 corpo dis. tempo Liutprando intendendo qnegli bauer rouinata Sardegna co i luoghi
Agcstin» <on- duue erano le osse di S. Agostino , conuenendosi seco mediante gran somma
dotto à Pa- di danari con grandjíTîmo honore le fece trasportare a Pauia V anno di C hn*
ni». sto settecento ventisei . Nel medesimo tempo mise I'aísedio a Rauenna »
Ondei Rauennati mandarono Paolo Patricioper vecidere il Pontefice, ma
contradicendo i Longobardi , e i Tusci , il lor consiglio fu vano . D'indi Liut
prando con potente eslercito assaltò Emilia , Forli> Monte Vellio , Busseta_> ,
per insino a Bologna, & di qui riportò gran preda . Mentre si í'aceano le cose
predette , nacque gran discordia rra Pemmo Duce di Forlì , & il Patriarca d'
Aquileia , concio fosse cosa che Fidentio Vescouo di Castro lulese con voló-
tà de i Duci memorari la sedia del Vescouo hauesse statuito in Forli , & dop
po lui Amatore su subiogaro Vescouo . Fino a quel gioino il Patnarca per lc_»
ciisccrdie de i Romani , mi non hauea habita to, ilche assai spiacque a Calisto
Patriarca huomonobile.&graue.ccnsiderato che non gli pareua honesto
/•/» t c'ie' Vescouo habitasse tra il Duce , e i Longobardi, scaicciò Amatore, éV net
Canjtò Pa~ | hai itaticne sua costitiu la sede . Per la quai cosa Pemmo con molti Longo-
tnarca pn- j,arf|i ^ ^cc prigj0,ie , & j| condusse a Castel Putio , & solo con pane, & tribu-
Jaticniilsostciuaua. Perquclro Liutprando s'accese in grande ira, & cac-
cisndoPeiVimo.consiituiRarchissuo figliuolo nel Ducato di Frioli, a' prie-
ghi del quale snalmcnte Pemmo liio padre da Liutprando su reílitiuto coru
quei Lorjrc tardi che seco haueano hauuto il concilio. Poi il Rèordinò dop
po Ratchis douefse succedere Ratcat , & Aistolso nel Ducato , & quegli ha-
ue-ano aderito al padre, comandò che tbsseropresi . llperche Aistolso coru.
Aístolfo vcl- vn coltello volsc vecidere il Rc , ma da Rarchis essendo aiutato , & fopraue-
fe vicidtrc il ncndcgli molti con ie amii , diíendendosi Aillolso si ricuperò nellla chiesa di
Rè. Í3. Michèle; poi hauendcgli perdonato gli alrri láuton suoi nclle prigioni suro
no
: v, Tarte Primai 39
no tofmentari . Circa a questi rempi Carlo Rè di Fiancé destiné Piptro suo
figlinclo a Liutprando , quale secondo l'vsanza gli pigliasec il catiello , Stá'tn-
àí con mosti doni ritornò da suo padre ; il quale pet esscr i Saracini enrrati
ne i conrini délia Gallia, dimandò il soccorío di Liurprando. Ma pet esser 1 Liutprando
Barbári ritoroati adietto Liutprando mosse l'essercito contra i Romani , & su contra Roma-
vincitore . Nientedimeno Transamondo se gli ribellò ;onde il Rè con l'esser- ni vincitore^
cíto procedendogli all'incontro fuggi a Roma, & lasciò in suo luogo llderico.
Finaunente Gregorio suo nipote fece Duca di Beneuenro , & gli diede Gisel-
pergapermogliera . Composte le cose ritornò a Pauia»&: Transamondo par-
rito da Roma scacciò Ildenco di Spolero , poi con grande audacia ,vn' a!tra_.
volta su contta del Rè . il quale intendendo tal cosa con robusto essetcito ri
tornò a Spoleto j & scacciato Transamondo la seconda volta , creò Duce A-
gisprando suo nipote , & poi c'hebbe stabisito quello stato , venne à Pauia .
Questo gloriosiflìmoRc ad honor del fígliuolo délia Vergine edificò molto
Chíese. Tra le qualifuordi Pauia- fece edificare il Ternpio di San Pietroiru ,
Cicl'aureo , nel culmine délie Alpi Bardone il monasteno detto Borcetro , & jYy! *
parimente vn'altro nel lucgo di Cariade . sopra il fiume di Olona nel Conrado ' . »T '
diSeprio,&dfedeglitantibeni,chefosserobastanti péril redire suo d vitro, *'J ' u~'
& vestito di moite monache , & il sottopofe ad Anastasio Vescouo di Pauia , tro m
corne commendatario délia Chiesa Milanese.Similmente in molti altii luo-
ghi fece fabricar molti famosiíîìmi Tempij . Nel sua proprio palaggio fece fa-
re l'oracolo di S. Saluarore , & gli designò molti sacerdoti , quali nauessero à
celebrar gli vssici diuini» ilche niuno Rè suo antecessore haueafatto» &fi-
nalmente hauendo regnaro trenta vn'anno , & sette mefi , passò a piu fetice_j Liutprando
vira, & con pompa funerale su sepolto nel Tempio di S.Adríano marrire, que- muore^
sto Rèfti pinamatordell'orarione, che di guerra-Morto adunque Liutprando Ratcf,îs , fr
sueccise nel Regno Lógobardo Ratchis,& Aistolfo sopranominati. Questi co- jnj}0[f0 'con,
minciarono à cótéder del Regno:ma preualëdo Ratclus il tenne 4. anni.& nó Undono jel
seruata 1 a pace co i Romani,per venri anni cótiiiui fece guerra a Zaccarta Pô- Rt„n0 _
tefice; ma poipentitosi del suo errore , rinunciò il Regno al fratello , et d* m- ^tcb'is fatto
di con la mog iera , c tigliiioli andato à Roma , da Zaccaria su tonserato in_, ma„ac0t
monaco . Aistolfo msuperbito per tanta dignità, moise Tanne contra la Chie- Aistolfo crt*~
fa , onde hauendo occupato Spoleto ,1a sede fermo a Raucnna , et hauendo tg ^d ^ ion-
occupara gtan parte délia Flamiraa , si drizzò a Roma , in modo che Stefano g0iardi
Ponteficetucostretto a dimandare l'aiuro esterno» mastimamenre da Co- s,ierra
stantino Imperatore.il quale non potendo raffrenare la fuperbia del Rc, il ci3tefa _
Pontetìce se n'andò da Carlo in Francia , piëgandolo con grande instantia.. » gtefim* Ton-
che volesse aiutare la Chiesa dalle molestie del Tiranno . Per questo Carlo tí,tce cfafo
mandò Pipino íuo fighuolo con l'essercito in Itasia conrra d'Aistolíb , il quale roccorç0 ja
preCsoIppotegiafudebelIato . Onde ritirandosi a Pauia trattò 1' accordo.il C(trfo m m
quale finalmente hauendo luogo, diede a Pipino quaranta ostaggi. Et dop- pranc;a.
po ritornò in Francia, doue l'anno di Chnsto fettecento séssanta quartro su jiiMfo'vtn-
edifícata la citrà di Larissa , et per cómission di Rotomago. Episcopo Meten. M da ?ipm0,
gli fu trasposto il corpo di S. Nazaro; in testrmonio di ciò gliè stata trouata vna Larijfa cì„í
lama di piombo , con queste litrere . 5. N«ur/«i Mediclani faffus . Partiro poi e^Kcata,
d'Italia Pipino, AistolJro rinouò di nuouo la guerra al Pontesice , misse Passe- Ajílolfo rìno-
dïo à Roma, deuastò tutti icírcostanttluoghi, con maggior detrimento che un ja &uerrít,
non s'era fatto per neeento quarantaquattro anni auanti , dapoi che rimperio ecMr, ,/ j>^.
cominciò a deelinare , iui tolíe moite reliqure de Sajiti, le quali fece poitare_j "
aPamaj etcoliocollem. diuetíï Tempij;. Per questo la seconda volta Carlo/' *
con.
+0 Dali* Historie milanese
. con Pipino venne in Italia contra di Ai stolto . cunstringendolo à restituirò ,
Carlo, & Pi- quanto hauea occupato , & ristorare i Romani del sopportato danno. Doppo
p;no laseccn- aildò a Roma , & quiui con grandissimo honore sii coronato Re di Francia .
da -volta «*•_, & d'Alemagna, doue ritornò poi c'hebbe statuito il Senatore. In processo di
itnha . tempo , Aistolfo essendo andato , vn giorno alla caccia de' porci saluatici , da
Curio corona qUe|Ji fu morto l'ottauo anno del suo Imperio. Ilperche Desiderio già Prenci-
re Re di Fra- ' ^ Herruria ragunato Io essercito de' Longobardi da ogni canto assaltò il
d'Ale- Re;ilTie t onje seguitò dietro al padre . Al principio del suo regnare i Saraci-
map:a. „j mossero contra i Romani, per la quai cosa Carlo a' priegni d'Adriano ,
Aìstelfo da- j,er contra porsi à i Barbari passò in Italia , doue nel castel di Vico propinquo
/orr*yïí/*f«í.'- à. Rom.i, iniiemc col Pontefice rimase assediato. Laqnalcosa intendendo
ehi ammaz.- Desiderio , come Rè fidatissimo senza interuallo di tempo ragunato vn gran-
zato . dissimo essercito à lunghe giornate andò contra i SaracinijCh'erano di nume-
Uesidertosue ,0 trecento migliaia , & quantunque che i loro essercito fosse in tanta copia
cede nel Re*- di gente , nientedimeno non era gagliardo • considerato che tra quello non
rat ndAìstcl- s>era cfSeruato ordine alcuno di gucrraàn forma che cómettcndosi tra i Lon-
** ' - gobardi , &c quegli il fatto d'arme, più di settanta mila ne furono vccisi>& du-
Carlo ed Po- cento migliara ne restarono prigioni. Tra quellrfurono molti Rè , &, Prenci*
ttfice ejjedia- pj>c|lc mediante il battesimo,che riceuettero da Tomace Arciuescotio di Mi
ro ;» castcl jano j g, pictr0 Vcscouo di Pauia , dal clementissimo Rè furono liberati con
r,iflV licenza del Pontefice, & Carlo ài quali prima si consignarono. Di tanto be-
Saracmijco- neficio Adriano yerso del vincitore volendo esser grato, si fece portare il
fitti da'Longo iiracao destro di S. Pietro , & la lingua del B. Marcellino . che fu Pontefice ,
bardi . & scruiesi che la parlò . Tolse ancora della décollation di S. Paolo , le quali
preciose reliquie con immensa solennità donò à Desiderio , & lui con gran
ii causa di dissima diuoticne le ripose nel Tempio di San Pietro Cliuate , diocesi Mila-
edificare il ncsc . E cuiui sino à ì presenti giorni sono riposte . Questo Tempio Deside
rigli diS.xio fece edificareà similitudine della chiesa Pontificale in Roma. Etlaca-
Tetro in di- oj 0ne interuenne che andando vn dì Algifio suo figliuolo con assai comitiua.
mate. 6c gran numero di cani alla caccia de* porci,sù quel monte doue è edificato il
Tempio, à caso ferendo vn porco,disubiro per diuina volontà diuenne cieco,
laqnalcosa intendendo il padre il votò à san Pietro, ad honore del cui il fi
gliuolo essendogli ritornato il vedere , nel monte predetto fece edificare il
memorato Tempio , & quello dotò d'honoreuoh redditi, sì come ne' suoi pri
mieri si contienie ,& perii quali si vede ancorale indulgenze che Adriano
Pontefice gli concesse appresso le predette reliquie , le quali furono la terza
Î>arre di quelle che erano a Roma. Ottenne Desiderio ancora dal sommo
Presule , & da Cario che ciascuno I engobardo potesse andare con la spada
nuda in mano alianti il Papa, &c l'Imperatore. Si come sanno mentione ipri-
, uilcgi concessi sottoscritti perCessioda Fotana Romano Cancelliere Apo
stolico, & per Niellino da Pontile Notano di Carlo. Fu dal canto del Ponte
fice, dettato per Angelo Vrsino,& da quello dell'Imperio per Giacobo Cazu-
le l'anno di nostra Solute y%6. Dato a Roma al io. di Maggio. Desiderio
in Milano nella contrada della famiglia del Maigno , casa antica , & illustre ,
fece edificare il monastero di San Vicenzo, quantunque alcuni vogliono fos
se in porta Ticinese,doue al presente è la Chiesa di S. Sisto. Similmente à Bre
scia fece edificare quello di S Giuliana doue giace il suo glorioso corpo . In_j
Discordia^ processo di tempo nacque grandissima discorda tra il Papa , & Desiderio ,
tra-lPapaér jlperchc ciascuno di loro ragunati gli esserciti cominciarono la guerra; De-
Desideno . lideno andò fino à Spoleto , & quiui srontandosi ambiali eslerciri , stettero
alcuni
.'Tarte Primai 4.1.
alcuni giorni. Ma finalmente con leggicre scaramiiccìe azzufîando il saíto
d'arme in tal modo diuenne atroce, & ranto contrario à i Longobardi,che có
lucredibile occisione Desiderio restò fracassato : & non hauendo ardire di'fi»sij*ri*'fii-
fermarsi in alcun Iuogo.con quelle poche genti.essendo segnitato d.i i vincito- fi't0 dal l'on-
ri,fuggi à Pauia>doue ancora non vedendosi sicuto, con turro quello chc ha- "fice •
ueadi migliore, si ririrò ne i monti di Biianza ad vn luogo decco Mombarro .
Quiui talmente si fbrtificò , & sterce fantoche di solitano monte quasi dmen- De/ìder iof-tg
neopulcnta città. Indi con quanta solliatudine poteua fece gagliardiísimog»» Mombar-
esscrato , onde le genti ecclesialtiche hauendo occupato quad tutto l'impe- ro .
rio Lo'igobardo,deliberarono andare ancora ad ispognar Mombarro, Sc cosi
con gran dirhcultà peruenuri al monte,li miísero l'assedio. Finalmente vn gior
no dJibeiando dadi la battaglia.nel leuar del Sôlc, cominciarono satire il
Monte; ma Desiderio con grande animo assalrando li fu principiata la batta-
glia . onde per il montare ch'era difficile, ci: per li.raggi del Sole, che à i nemi-
ci dauano nella í"ronce,hebbe gloriosa vittona , Sc non solo poi rihebbc quan-
to hauea perso,ma anche toise al Pontesice Faenza, & Comaco , &fecelo tri-j Desiierìvvit
butariospriaollo ancora di Vrbino , & Senegalia . La quai cosa in termine dí toriofo .
giorni, Fapa Adriano nó potendo sopporure che la Romana Chiesa fosse sor-
toposta à i Lógobardi,doppo varij concilij détermine) dimandar aiuto à Car
los cosili mandò honoreuole legatione , ricordandoli corne la Chiesa Apo-
ûolicastauain granpertcolp . Ilperchecommemorandolii beneficij de i moi
antecessori, i quali già in ítalia contra que (ta natione valorosamente haueano
çombatuito,Cailo reducendosi à memoriaVimprese de' suoi passati , délibère»
pigUat laBontihcia protettione,considerato ancora che nó ignoraua la Chie-
sa-Romanafisscrcapo délia Chnstiana fede oltra di questo non poco si sde-
gnaua ,
fnoreggiare m Italia,quantunque dai suoi maggion fossero piu volte state de- CMrjt ma„j
ellate,&ptinnch'altranouità facessç,mandò ambasciatori à Desiderio,esor- <t„,i(,/-^*"í>r*
tandolq poner fine hottoai aile pretente , &presenti iniurie , Sc chc mettessc ^jujidtrit
giiìl'anne,rendendo al sommo Pontesice quanto gli hauea occupato,ilchc sa- * '
ccndosijlo scr.uerebbe à perpétua amicitia, Sc sealtramente, li dcnunciaua la
prosîìina indignatione, & guerra. Mentre che i Legati andarono à Desiderio,
Carlo non roanco se i nemici hauesse hauuti in Francia , mise le sue genti ad
ordine,acciò se Desiderio ricusaua.se n za dimora lo potesse assalire,& có som
ma letitia d'entrarc in Italia, spettaual'efito délia legatione-. Dall'altro cantç* ■ '.
Desiderio da gli oratori di Carlo hauédo inteso il tutto.molti giorni li tenne in
gtan speranza dellariconciliatione,et mentre ch'à lui dimorarono,il suo esser- <
dto mandò fin'àimontiTaurini.etlçcime di quei fòrnì dt valide genti, et • *' •
d'indi licentiò i Legati,i quali con quanta velocità poterono ritornando à Car-
lo.gli esposero il tutto délia guerra , et che non era altro rimedio , se non chc
l'arme ditendessero la ragione dell'arme. Ilpcrche Carlo fil acceso di gran-
d'ira; e tantopiu vedendo corne Desiderio gli hauea occupato i passi d'enr
star in Italia , e Chiaramonte conoscendo lui che Desiderio era di ranto ani
mo, e prudenza che à tutte quelle cose,che poteua intendere essere ordinatc ■
contra di esso, in tal modo gh prouedea,clie veruna humana forza no'l potea strttattm*
supetare, pensò con asturia volerlo vincere. Et cosi per csrerli dal nemico toi- ^ Cmr[0^
to il passojdimoílrò al tutto voler lasciar rimpresii, l'essercito c'hauea raguna-
toadunque licentiò,et similmente molti suoi Baroni.t ra'quali su Rolando , et
Oliuiero, et spartitamente si absentarono tutti i militi , la quai cosa Desiderio
hauendo intesa,panmente riuocò il suo essercito,parédogli ogm sospitione dí
D guer- "
4* DeW títHwìe Milanese
guerra ester mancate. In questo modo dimorando le cose, le genti Galliceà
poco à poco da' suoi capitani furono chiamate à diuersi luoghi vicini ajflta-
lia, & già Carlo cautamente hauendo proueduto di quanto era dibisogno per
la sutura impresa. I Francesi con tutta.quella velocità che poterono comincia-
curio in Ita- rono passar m Italia , & tutti ad vn tempo.Carlo venne per il monte Cenese,
, Rolando per il passo detto dell' Agnello , Se Oliuiero pei- quello de i Marche-
si di Sceua. Per questo insperato successo, Desiderio qiusi al tutto d'animo re
stò consternato,nientedimeno senza spano di tempo radunato ressercito,fin'à
Vercelli procedette contra il nemico , il quale essendo già peruenuto à Turi
no, più giorni vi stette per riposarsi , &anco per aspettare che l'altre genti
giungessero à lui. Finalmente essendosi giunti ambedue gli esserciti à Vercelli,
tu fatta vna crudelissima, Se sanguinosa battaglia, la quale doppo diuersa for
tuna per la egregia virtù de i soldati , essendosi lungo tempo mantenuta in_»
- , . , ^ tutto si riuolse contra à Desiderio,di modo che doppo molta vecisione de'suoi
jìejideriojco- ^ Sforzato cedere alle forze del vincitore più presto che potè si ricuperò à"SeI
uà bella . Quiui più che puote remettédo le genti d'arme con grande animo fi
sortirle ò,aspettando gli nemici, quali poi c'hebbero occupato quanto contie
ne il Pie de* monti , seguendo" la vittoria s'auicinarono à 1 Longobardi, & tra
loro si facea continue scaramuzze. Pure vn giorno interuenne circa all'apprir
del Sole . che nel campo di Desiderio venendo gran copia di vittualia , firro-:
no da alcune genti de'nemici di leue armatura assaltate; de.iche amiisati Lon-,
gobardi s'affrettarono al soccorso de' suoi . Similmente fecero i Francesi irt»
modo, che di picciolo principio , successe vn'acerbissimo, & crudel setto d'ar
me, nel quale ambe li Rè si ntrouarono , ciascun di loro facendo pruoua di
priuato soldato , Se valoroso capitano , onde Desiderio con gran mortalità
incalzando gli nemici si ritirarono a' suoi steccati , & come superiore fu pre
sto fine la pugna . Ma Carlo per il frequente , & gagliardissimo soccórso 'che
di continuo da ciascun canto li veniua,non impaurito del passato danno,dop-
podue giorni sfidò il nemico , quale per la passata vittoria ingagliardito ad
ordinate squadre venne alle mani . Onde lungo tempo essendosi combattu-
Desiderìo al t0 > Desiderio restò al tutto debellato , & vinto , & con quelli ch'erano scam-
tutto -vinto , pati daue manj de' Barbari fuggì à Pauia . Questo fatto d'arme fu sì mortale ,
fuggi h ta- & sanguinoso , che nel luogo ouefu fatto lasciò eterna fama t perciò che'l no-
me di Bella Selua fu tramutato in Mortara?& cosi addimandalì fino ad oggi.
di Bel- £)0ppo sì nobil vittoria Carlo volendo vfàre il beneficio di quella , se n'andò
,a Selua,mu- fjn a pauia , & quiui messo l'assedio , vi lasciò Rolando , & Oliuiero , & poi
iato m Mor- jyj con parte dell'essercito si trasferì nelle parti Traspadane, doue molte Cit-
tsr.g. tàvdendola fama della vittoria se gli diedero in suo potere. Et i figliuoli di
Carlo Magno suo fratello,quale per ìnstigarione della madre detta Berta, che
mal volontieri sopportaua l'altezza della cognata, & per consiglio di Adoa-
iì dignissimo Francese , già erano andati à Desiderio , trasruggirono à Carlo,
dal quale con grande immanità essendo riceuuto , poi à modo di figliuoli fu
rono trattati . D' indi andò à Roma per visitar il Pontefice » & quiui con_.
Pania affo- incredibile honore fu riceuuto. In processo di giorni ritornò all'assedio , &
di*ta. tutte le vie rinchiuse , per le quali da i vicini luoghi la Città poteua essere^»
fouuenuta di vettouag]ia>& cosi sci mesi la tenne assediata. Ma Desiderio
finalmente non sperando aiuto d'alcuna parte , & conoscendo che i Pauesi
SeSderh ton ^uaH Per 'a grandissima necessità delle vettouaglie , cominciauano à congiu-
ia morlie #V rare contra ™ lui, col memorato tentò l'accordo . Onde in tutto con la mo-
« faittioli fi SlieraJ e 1 figliuoli eccetto Aldigisio , che à Costantino s'era ritirato in Grecia,
& se
Tarte Prima 4 j.
&fccostituìneHe forze di Carlo. La Città fu salua, tanto délie robbe,quanto
délie persone , reseruate le massaritie del Rè , quale fu conrlnato à Lione. in_, rtH*e * Car'
custoclia di Gaufredo Vescouo di quella Città . In questo modo il Reame de '*» à"fi* c°»-
iLongobardi , che ducento setre aniii hauea durato » rimase estinto, l'anno di fin**°*n Li*z
Christo scttecento nonantacinque, & decim'ottauo del regnare di Desiderio. ** •
Cado dapoi che hcbbe vinto la Lombardia, cominciò à considerare con quai
modo lapotesse mantenere. perche non gu ignoraua quanto fosse implaca
ble lanaturale,& concinua inimicitia ch'era trá il nome Italiano,& Francese*
&volendoperforza d'arme signoreggiare,pensaua ben che maggior sareb-
belo stipendio militare , che quello potria cauare . poi temeua ancora ía re-
belhone de'popoli, i quali mofestámenre sopportano la superbia de* Francefi. lt*U*sepoU "
perche piu voire il loro fine è stato sanguinoso , in ral forma che Itaha s'c at- t$tr» de Wr»>
tribuira eseere stata di continuo la sepoltura de' Francefi . Pcr questa cagione cesi.
adunque Carlo deliberò , che le armi , & forze Iraliane sotto di lui conseruas-
sero Italia. Ilperche à i priman délie Cirrà diede il gouerno di quelle,& gli or-
nò di nobili priuilegi,& dignità, per modo che i suoi parenti , & faurori pote-
uanb fruire ,&,godere sotto il gouerno Francese; cosî per questo loro pnuato
commodo con ogni diligenza manteneuano , & fauoreggiauano la Signoria
de' Francefi . Carlo lasciò à Pauia in suo luogo i Conti di Lumello . alcun,
altri fece auoeati Regali , & certi altri veliferi , & costoro doppo furono
appellati Auogardi, & Confaloncri , i quali d'indi in quà sono stati fau-
ton délia fattione Guelfa ■ quatunque ancora in quei giorni non fosse susci-
lata parte Gibellina, ò Guelfa, il cui pestifère veneno suscitò doppo le diui-
sioni de'nobili, & plebei , che fia queirempi regnauano, & dapoi che_/ .
nacque la parte Impériale ,& Ecclesiastica , ítrà le quali si manteneuagran- ^'origine di
dissime guerre , & seditioni . Scriuono alcuni che si ritrouò per l'Imperio G**'lfi>èrdi
vn capjtano per nome Gemblic , & chidiceper Enrico Gibellino» & per la Oàbwmi.
Chiesa vn'altro derto Guelfo. Onde da quelli due nomisipresele due fat
tione . Ma fia corne si vogha, è nata vna tanra discordia tra i sciocchi mor-
tali» che oltra à i preteriti danni,& roine de gli stati , corne s'intenderà iru
procinto deH'historia présente , che remo à i nostri infelici giorni non sia l'vl-
tima disfattione d'Italia A non sò se mi dica délia religione Christiana. Carlo
si corne habbiamo dimostrato poi c'hebbe stabilito le cose di Lombardia , à
Pauia dajfrolci Legati,tanto de gli esterai quanto d'Italia fu visitato, allegran-
dosi delJa sua vittoria , D* mdi deliberò di tornar à Roma , ilperche dagran Diuìsionedel
comitiua egli fu accoiripagnáto , & finalmente con grandeiionore d'Adriano di De-
Papa ra ornaro d'amplisfimi priuilcgijnel modo che faiùpernoi dimostrato/W*»'*» «■*'/
nelle vite Cesaree. Doppo tra il Pontefice , & il magnanimo vincitore fu diui- fontefice , fr
so il Reame di Desiderio .onde allora quella patte d'Italia ch'c tra I'Alpi,cSí C*rl»,
l'Apennmo,i fiumi di Atese,Pò,& Reno,che scorre per il Bolognese,si chiamò
Lombardia. Rauehna primieramentç Flaminia , rolse il nome di Romagna .
Hebbe Carlo da lldegarda sua conforte dorina nobilissima , & disua natione,
Lodouico,& Pipino . onde morendo Catlo, Lodouieo successe neU'Imperio ,
eregnò anni i\. In questo tempo Aiigiberto daPusteruJa Arciuescouo di
Milano , fece fare vn'altare aureato , et di pretiose gemme ornato di valuta di ™Z,ytr**
28ooo.fiorinid'oro. llfabrofu chiamato Voluino ,dedicato à í>ant'Ambro- ^y^ft'***
gio , potentislìmo patrone de' Milanesi ; sotto i{ quale in vn profondo pozzo ^l'J?J* s*re
sostentato da quattfo catene i" '' '' IV r 'vn " "rP '
le fece ancora porcare da / '
tempio di S. Pietro Cliuate ,
44s DM1 historie Milanefi
ri di Contato s vno detto Fulco , c l'altro Pedone, fecero edisicarë ad honore
délia Vergine M&dreja Chieso detta Fulcorino , el'altra Pedbivçifin àino-
stri t'épi, e da vna fui ancilla'nominara S'ecreta,!a Sccrcra cosi detra.'Lodo'irìcó

gtonano 1 . ^
rio Rì lor Pa- quanrunque in breue perla morte l'abbandonasse. E doppo Carlo , e Lodoui»
dre. cb pigliarûno l'arme contra di Lotario,in mcMo che con la mogliera, et vn fi-
Lotarh fug- gliuolo detto Lodouico , il quale già per l'auolo suo era conítiruto herede d'I
re, talia, si ridusseà Viena , doue i fratellí segm'randolo con gli csserciti , tra loro
1 " fucómessavnabattagliatantosanguinolent'ajcheàfaiicaLotariopotí'fuggi-
Serei'o Ponte- rc con trenta caualli. Nientcdimeno Sergío Pontefice fecondo, intrometten-
■fice accorda., 4'0^ hebbe effetto l'accordo sotto qliesti càpitòli. Che buella parte Occiden-
Lotario è>i taie de! Regno la quale da Britannia, et Oceano si stende nn al fiume ds Mo-
•fratclli fa » ^°^se Carlo Calúo . Lodouico hauesse la Gcnnania sino al Reno; et o-
* ' gn'altra cosa passato il rìurr.e , che hauesse posseduto il padrc ; e Lotario 11 ti-
tolo dcH'Imperio di Roma , d'Italia , e parte délia Gallia, la quale si chlaittaj
Narbonese, e poi prouincia Romanasli giunsero ancora quclla parte che c tra

to creato Au- fa Sergio fu creato Auguste e coronáto dalla corona dell'Impci'io, ltáno del-
£ust°>& ctiro- la Salute S^jrinunciádo al priuiIcgio,il quale Carlo primo hauea ottenuto dá
nsto ; Adriano Papa di eleggere il Pontefice. In questo tempo i Saracmi con moire
Carlo primo cjade scorrendo 1* Itaha occuparono Roma, ma pér il potente braccio Impe-
hebbe priai- jjgic turta l' Italia'fu liberata . E poi Lodouico fece la sua vira à Roma,Paiua,
hgio di eleg eca Mj|ano et quiui morì l'anno di Christo S6í).lasciando memoria di ottirrio
gire tl Ponte- imperatore. Regnò anni n. quantunque álcuni vogliono 16. e fu scpolto nel
f.ce Lodouico pépio poi intitolato al diuo Ambrogio dalla destra mano presio all'altar mag-
9W . giore. Sí cemç ne consta per il fuo epitafio scolpito in \na Tauola di hurmo
• D P M
Hic tub.it iterni Ludouicus Ctsar honoris.
Eijiiifaratcuius nul!a Tbalia dtcus,
ttsm nc prima dits regno folios vacaret :
t ■ Hejperia genito sceftra reliquit autts .
Quzm fie pacifieo fie sorti peíiore rexit :
Vt puerum brettites vinceret , alta senem ,
Ingenium mirere ne fidem cultus vefacrorum.
Ambigio : virtutis an fietatis opus ,
' JJie vbi firma virium manda / r oduxer.it uas :.
Imperij nomen subditV Roma dédit ; >J;
Et Saracinorttm crebras perpejfasecuret :
Libérai» tranquillam vexit vt ante togdm ,
. i Casa'r" eratcotlo populusnon Ct/are digntu »
Çompofutrc breui stamina fata dies .
• i^unebbitum luges infelix Roma patronum :
' . ' Omne fimul Latittm : Gallia tot'adehinc . *' " "'
ì *• ■' Partite namviuUs meruit htc prtmia : gaudet.
Spiritus in calis; corporis ext.atbonos , "
imemorati,& ajtri Jmperatori np ci estenderemo troppe* cóciosia che al
luo-
v *Parfe Prttndl 4%
lttofo sno ampian*ente ne scriuiamo: Uperche ritornato al proposìto della_.
Írincipiata historia diremocosiíche Carlu hauendofminuito il Reame Lom-
ardo.nóperò pote disfarc la Régal progenie di Defiderio,cóciofia che di lili
restarono due tìgliuoli , V vno detro Berardo , & J'altro Aldigisio3& de] primo
nacquero sci figïiucli , cioè Otto , Bel lingario, Vgo.Falco, Facio , & Guido . .
Questi tutti ftirono fratelli di gran valore , ma pin che gli altri Guido , il quale
fuRuorno di grande animo , & bellicofo in modo , che cacciò i Saracmi d'í-
talia, Hebbe vn figliuolo chiamato Atono , Conte di Leuco, quale fu vno de
i quattto che reggeuano Italia. Sua mogliera su la Contesta Falenda , con la_»
Juale v enendo à morte su scpolto à Lumello . Lasciò vn figliuolo per nome
eJíingariosecondo jchefiiDuca diForli , & di costuinacque Vgone ,ch'e-
radeiPrcncipid'Itaha. Vgo generò Falco seconclo , & Falco Obizzo, qua
le si scriue eslere stato priuíìegiato di dignità Comitale , Sc domino Angle-
ria con rr.olte altre terre circostante . Fu costui gran Senescalco delNmpc-
ratore Otto primo , col quale , si corne trattaremo in processo , andò contra.»
de i Romani ; & hauendo Obizzo disfatto il poitico di San Paolo , tra poclu
giomi pentito del commesto errore, feceîfabricare vn dignissimo Monasteio obizzo helbt
ad Arona sopra il lito del lago Maggiore, & dotollo di grandissime en- dm Giouamti
trate . Et indi col mezo siio facendosi la pace tra l'Imperatore , e i Roma- x. Pontefice i
ni, da Giouannivndecimo allora Pontcfice » li surono ctonati i corpi di San corpi dis.Fi-
Fino , & Grauano , quali fece trasportare da Roma con sommo honore, & ri- nt , fr am~
uerenza ad Arona . Doppo Otto institui Obizzo Vicano generale délia guer- tUuu.
ra . Di costui nacque Eliprando, huomo valoroso, & di grande animo. quan-
to alcun'altro fosle in quei tempi . Nel medesimo tempo , secondo Arnolfo , Pennentiíl ji
che fu ArciuescouodiMilano,vennevnatantapestiIenza divermi generati vtrmi
dalla poluere , che fece vna si fatta mortalità , che quasi niun'habitatore si ri- rmi jaifa pg[
trouaua in Milano , nè alcima cosa vendibile hauea compratore . Ilperche-» uer( jn Mtj4.
£oi Otto Imperatore sopradetto , volendo rinouarc il dominio de i Duchi in V0
lilano , ne costitui Bomcio Scrosato , figliuolo d'vn Plebeo detto Benzona-
no . Hebbe Bonicio cinque figliuoli » cioè Landolfo , Riginaldo, Guizzardo • 0 . Jmt
Vbertino, & Benzono . Onde morendo il Pontefice,in tal forma operò Boni- . ImPer*~
cio appresso l'Imperatore, che Landolfo suo figliuolo fu fatto Arciuescouo, J
nientedimeno il clero col popolo non lo volse accettare. Per questo sdegna- ^uch% m Mt
tosi Boniciccon armata mano fece impeto contra de'Milanesi,i quali hauen- **
do superati.collocò il figliuolo nellasede Archiépiscopale . Questagraue m-
giuria non scordandosi i cittadini, interuenne che Bonicio vn giorno dormé- Bonicio *m-
do nel letto, fu veciso da vno detto Mantegacio ( à qtio Mantegacij ) suo fa- mazzato â*
miliare. Morto che fu Bonicio, il Ponteficesollecitò l'Imperatore che in suo Muntegacto.
luogo constituisse Riginaldo, il quale per il surore deH'arme ciuile s'era ritira-
toal castello di Carcheno , doue conuenendosi i memorati fratelli , Landolfo
Arciuesc. predetto costitui capirano Riginaldo délia plcbe di Vicino , Guiz
zardo di quella di Massalia, & Pirouano,Vbeitino di Malegnano,& diedeli in
feudo Guastalla oltre al fìume del Pò, 3c in tutto dall'Iniperatore fu cenfirma-
to con bolla d'ero. Benzono non volse acceuare nlcuna cosa.Doppo Otto sol*
lecitato dall'Arciuescouo venne in Italia douei Milanesi,non ostante che ha-
utssero prima voluto riceuere vn ccnrîitto al luogo di Carbonara.che accetta-
tare Ládolfo per suo Presulcanchc dehberarono aspettare l'aísedio alla città .
Alche l'Arciuescouo non vedendosi potente,cóuocò alcuni nobili.& promise- Gtt0 imptram
li vo/er seco diuidere le ragioni eccleíìastiche,se erano cótéti nceuerlo in Mi- Hn coronM9
lano.Cosi fermâdosi la pace,rimperatorc andò à Roma,& qmui su coronato. in Rw>M
D i Dop- r
4 6. VelïHistorie Milanefi
Doppo il Présuie entrato che fu in Milano conceíse a i cittadini le décime cô
illecita iniiefhtura, & li diedero la fede . Questi furono chiamati capitani dél
ia plèbe , doppo i Catanij . farci nemici délia patria habitauano ne i suoi son-
di . Finalmente Landolfo Arciuescouo pentico del comesso errore , per men-
da del suo fallo fece edificar il Tempio col Monastero di S.Celso , & diede-
h ricche possessioni . Et poi venuto à morte , fu sepoko sotto il limitare délia
porra des Tempio . Doppo a lui succefle nella dignità Archiépiscopale Arn ol-
fo di Arzago , & nell' Imperio doppo ad Otto grimo , seguirò il secondo figli-
uolo di Enrico di Sassonia,primo hriperatore Germano , coronato l'anno del-
lo auuento del figliuolo di Dio 965. D'indi seguitò il terzo genito del secondo,
nel tempo del quale Cresentio patntio Romano priuò del Papato Gregorio
quinto , subrogando il Pontefice Vescouodi Piaccnza intitolàto Giouannç^»
.XVII.. Ma Gregorio impetrando l'aiuto dell'lmperatore contra del pseudo
Crtseettoprt pontefjce t Qtto passò in IraJia , & priuò Giouanni délia dignità c' hauea , ra-
Hodel Pafa- centJoli cauar glioccht. Onde Gregorio poi che su restituito nel Pontesica-
to Grtgor. v. t0 } pCr non effet ]ngrato di ranto beneficio lo coronò per vero Imperatore...
E fece vna legge che tutri i Cesari fossero creati per l'autorita del Pontefice »
la quale è seruata fino a'nostri tempi , acciò che i figliuoli non succedeslero al-
Gregorie V. l'Impeiio corne cosa hereditaria , & cosi ancora surono costituiti sette elettort
fece taliçgtj Imperiali nel modo che io dico nelle vite Cesaree. Similmente Niceforo eí-
4el coronure sendo stato priuato deU'Imperio Costantinopolitano , remise , & già eísendo
gl' impernto- morra rimperatrice , mandò a lut Arnolfo Arciuescouo molto amato da eslb
riAUmani. con gran comitiua , acciò la figliuola di Nicoforo sposasle per sua mogliera_. ..
Adunque essendoficelebrate le nozze ,1'Imperatore fece mostraril suo teso-
ro ad Arnolfo ,il quale non volendolo sminuire » vi gittò dentro vn pretioso
anello che hauea in dito > & per reliquia toise vn serpente , il quale loro rife-
riuano essere diquel proprio métallo, del quale Mcisè fece il suo grande nel;
deserto > ponendoli sotto il verso .. Ltsi curanturserpenter» àumJieculimtm , corne:
£ legge ne i Numeri à cap. zi. E questo con licentiadi Nicolóro portòa Mi-
Jano l'anno diChristo nouecento nonantanouccV il messe sopra vna colonna.
scontro alIìCroce , nel Tenipio di S. Ambrogio , & quitti a' nosln giorni gliè
grandislìma deuotione , &ilscguente giorno doppo quello délia reiunertione
. del figliuolo délia Vergine , gli sono portati assai fanciulli. Poi moreudo Otto
" " 1e nozze non hebbero estètto , & Arnolfo abbandonando íìmilmente la vna,.
tort muort .. «n ]UOgQ sllQ fegUfto Enberto d lntimiano, Villa nó troppo distante à Cáturio
di questo Ducato » Suo padre fu cbiamato Girardo ,& la madre Brihenda ..
eorrado eht-. Mcrto cne fu Otto, per gli elettori deU'Imperio si elesse Corrado primo detto
te ImperAto- Gibellino 1 anno del Saluatore 1 16. Doppo passò in Italia, & giunto a Milano
re ,fu il pn- nel Xempio del Dmo patrone , per Enberto memorato Presule con sommo
trio tncorma- ilonùie fu j] pnnio ad ester coronaro délia corona di feuo .. Fra pochi gierni
t,o 1» Milano cauaic0 a Roma, doue da Giouanni Pontefice ventesimo fu coronaro di quel»
vn U eorona ja d«or0) poi ritornò a Milano, & in Roncalia conuocò vn gênerai concilio di
étferro^ molti Vei'coui , Arciuescoui, & Baroni . solo per stabilire il suo Imperio, & dac
le leggi per la tranquillisa d'Itaha. In questo concilio gli intrauenne Eusebio
Vescouo di Pauia. il quale portando la Croce dauanti all'lmperarore fu ripre—
so da Eritbertodi temericá. Da C orrado ottcnne poi di poter dare il Vesco
uo a' Lodigiani , & ornarlo dell'ancllo , & bastonc pastorale , la cui autorirà
solo apparteneua ail' Imperatore. Ilperche doppo Eriberto costitui Vescouo
di Lodi Ambrogio di Arluno Ordinario , oucro Cardinale in Milano , nel Té-
|io maggforcdi Maria Vergine .. Questo Vescouo su refutato per li Lodigia
Parte Prìmi.
nì .per la quai côsa di subito hauendo ragunato grande esserciro, à Lodi pose
l'assedio , il cui mediante , costrinse i Lodigiani ad accettar Ambrogio per
suo Vescouo , & sopra la porta délia Città nelle marri di Eriberto giurarono la
fede,ilperche vna tanta discordia nacque tra i Milanefi , & loro che furono
ïatti perpetui nemici . Per questo tanto su insuperbito Eriberto > che poi ha
uendo lui sottopost j Cremona, per hauer li Cremonefi contra Milanesi pre-
stato aiuto à Bercngario » & Vgo potenti Conti nella valle Melcuriola , ôc
dentrovi mise queidi Doueria siioi parenti . Soggiogata Cremona il Presule
richiese che a capitani , ôc Valuassori,il nome de' quali in processo diremo ,
giurassero fidelta, & omaggio.Per questo incitati da grand'ira,cercarono d'vc-
ciderlo , la quai cosa presentendo Eriberto , gli cacciò di Milano , & priuolli
d'ogni feudo . & dignità . Poi di nuouo mettendo aile porte capitani , ôc
quanto potè fi colligòcon Eliprando Visconte , huomo valoroso . Cacciati
adunqueipredctti di Milano, egli lì ritirarono à Lodi, &poi congiungen-
<losi con Sepriesi , & Martesani , con l'aiuto de' Lodigiani edificarono vn ca-
slello , il quale nominarono Motta , ôc non volendo chiamaríì popolari , nè
ancora potendo ester nobili , di diuerse famighe fi collegatono , ôc volsero es
sor chiamati délia Motta , per fìno al di d'oggi , Eriberto contra di costoro grfrtrlt > 4
mosse l'essercito , ôc fu inuentore del Caroccio , quale era vn carro con qtiat- uentert g*
tro rote , ôc sopra gli era fabicato vn Tribunale coperto di panno rosso ; nel Caroe'io
mezo di questo era postovn alto arbore ï il quale damolti nuominicon lt->
corde si tenea nella sommità sua » haueano vna croce d'oro , sotto délia qua-<
le al vento si spargea vn veslìllo bianco con la croce rossa : questo carro eraj
condotto da quatero para di buoi,quali erano coperti dalla banda destra ros
sa , & l'altra bunca : il maestro di taie artificio era vn'huomo astimato , & di
gran fama.eletto di commun consiglio délia Republica,insieme con vn sacer-
<k>ce , ii quale ogni giorno, auanti al Cartoccio celebraua la Messa col stipen-
dio di soldi cinque al giorno , & denari sette , gli erano otto Trombetti , ôc
altre tanti soldati medesimamente stipendiati. In questo modo adunque Eri
berto andando contro quelli délia Motta , cometteano sangainolente,& con*
tinuepugncinvna délie quali fumortoOlderico Veícouodi Asta. Final-
mente Enberto essendo incalzato da nemici mandò nobil Iegatione à Cor-
rado chiedendogli aiuto. llperche Tlmperatore entrato in Italia , si congiun*
se con Eriberto, ôc cacciò quelli délia Motta » PoiColrado hauendo inteso
la cagione di tanta discofdia , riuocò il priuilegio concesso ad Eriberto contra
Lodigiani , per la quai cosa il Presule Eliprando , & i Consoli Milanesi si fece
nimici , per modo che pigliando l'arme contra di lui , Ii fu forza ridursi à Pa-
úia , doue volendosi vendicare di tanta ingiuria , fece chiamar Eribetto insie>-
me col Vescouo di Piacenza Vercelle , & Cremona. Eriberto disptegiando il
precetto dell'Imperatore, L'Imperatore conuoeò quante genti mai pote , Ôc
venne contra di Milano, doue accostatosi aile mura, pensaua di assediarlo .
Del che accorgendosi Milanesi.vscirono contra di Teutonici,& quelli caccia-
rono con atroce battaglia. llperche Bauerio nominato Gigante nipote di Ot*
to lmperatore,giurò che mai non cessarebbe per insino che non hauesse spez-
zate le porte di Milano , ouero posto il ferro dell'hasta sua in quelle , & coíì di
côtinuo caualcando attorno le mure molestaua le porte délia città.Per la quai
cosa Eliprando s'accese ad ira grandissima, & lasciata la guardia d'vna porta >
fece impeto contra di Baueno.col quale venendoalle mani con vn pugnale_>
J'vccise^Sí trócatogli il capo,có somma Utitia ritoinò à suoi Milanesi,da i quali ««M» itaue-
poi fu chiamato padre délia patria . Per questo Corrado s'accese in tanto sde-
D 4 gno
^8 Dellx Historie Mthnese
, gnojcontra di Eliprando , che per publico editto priuò Eliprando,& suoi po»
Xiprando Qgnj pjjujlegjo , & dignità impériale , & fece pena délia lingua , che
chtamatopa- nQn ^ ^oueffeio p,u nominare Conti nè Visconti . Poi cumandò che i borgfaj
dre Aellapa- M,]ano fossero bruciati, ôc finalmente il giorno délie Pentecoste vclcndo Ja
messa nella Chiesa di S.Michele.da Bruno Aiciuescouo di Colcnia sacrifican*
dcvide S.Ambrogio patrone porentilîìmo délia Citta,con vna spada nuda in
rnano , ík in vista terribile minacciaua Corrado con l'essercito suo. Per la quai
Inrieo Sar- cosa leuato raffedio,ritornò à Pauia, & indi in Germania . Doue vencndo a
nera creato morte , Enrico secondo cognominato Barbancra gcnero di Corrado succède
Imperatore. nell'Imperio. Già ne i tempi predetti, Corrado anreceflbre di coltui,hauendo
condutto seco in Alemagna gran nurnero di Milanefi j prcsi per le guerre pas-
sate nel modo dimostrato.à i primatijdc i quah fece troncare il capo.ll perche
gh altri restarono corne priuati d"ogni salute, mentre vmea Corrado,si diede-
ro i predetti Milanesi ad osseruare le institutioni di santa vita,vestendosi d'ha-
bito conueniente à quella. E con proposito se in alcun rempolto potesscro
ritornare alla patria swa, di farfi in tutto osseruatori del culto diuino . Onde in
proceslò di tempo Enrico predetto deliberò dientrarein Italia, & à Milano
ornarfi délia Diadema Impérialejlche intendendo i Milanefi già prigioni5sup-
plicarono airimperatore in raodo,che da lui in tutto furono. hbetati . Onde^»
quelli finalmente peruenuti à Milano >e dal Pontefice eslendoli conceilì gli
. ordini sacri, si íecero frati conhabito bianco j chiainandosi humiliari , inse>-
40. Injitutr gno delJ'humile suaconuersione. Enrico procedente adunque in Italia à Mi -
tïrnu délit }3ano ^ da-£riberto predetto nel rempio di S. Ambrogio, e doppo à Roma da_.
Humti mtt m Benctietto Pontefice fa coronato , doppo la quai coronatione ritornò in Ger-
Milano . mania. In qnesti giorni à Milano continuauano le discordre, & si agítauano le
domeíhche sedirioni,con tanto impeto,& ira tra'plebei, & patritij, che niuna
quiète si vedea nalla città í in modo che la plèbe fece vn fréquente concilio »
Lan&ano ta & questa congregatione d'artefici dimandarono credenza. Doppo eleslero
po delu fat- per suo capo Lanzono da Corte , huomo strenuo, & audace, il quale tolta la.,
tione in Mi- protettione di quelli , con ogni forza che poteincominciò ad essere contrai
iaiio. nobiuinfieme convn Vasallo chiamato Alberico da Settare. Ilpalaggiodi
questi per il popolo li fu deputato all'opposito del Tempio di quaranta Marti-
ìi . Enberto di continuo procuraua V accordo , quantunque si affatkafle in-.
vano,imperò che Lanzono con tanto furore infeftaua i palazzi > & habitatio-
ne de'patritij3che quelli furono costretti abbandonare la città.Onde le case c5
fuogo romauano iilche vedendo Eriberto si ìiduísc à Monza, fcqutui come
neurraíe dimoraua. Vasalli, ôc Capitani con molti parregiani cacciati di fuo-
ri,fecero vnione con Martesani , & Sepriesi ; ìlpcrcne tre anni contwoi asie-
diarono Milano,& hauendoui fabneato fei grandjlsime bastie,mai non passa-
ua giorno senza battaglia sanguinosa; per la quai cofa la plèbe dentro la Città
dimoraua rinchiusa in grandiífimo bisogno di virtuaglia , corne disperati roi-
xauano tutti gli édifia de'nemici. Etsendolccoseinquesto lìato. Lanzono ,
& Alberico3andarono in fretta al Barba negra, esortandolo con gran prieghi ,
che volesle venir à dare aiuto all'afnitta Città. Onde eslò gli riíposc. Se nelle
sue mani il popolo infieme con essi giurauano fede , dandogli ûissidio , di tor-
re nella città di MiJano quattro milla de'íuoi Tedeschi > di mano di tanta_«
molestia li liberariaJlche hauendo Laiuuno,& il suo collega giurato, ritorna-
rono a Milanojdoue con somma letitia lurono riceuuti , & quanto haueano
operato ispe nendolo, da prima se n'hebbe gran piacere3ma poi à diuerse coft
riuoJgeodo ia même, su cóchiuíbse Teutoniá entrauano ín Milancche quá
•' Parte Prìmâì ? 49
to loro halleano fin'a'proprij figliuoli sariano inpreda.IIperche-mutato consi-
glio, co i nobili si trattò la pace , per la quale essî entrati in Milano, non scor-
dandolì délie passate ingiune sopportate per causa di Lanzone> in processo di
giomi neila terra nominata de i Morigij , il fecero morire vituperosamente.Ec
Enberto ritomato à Milano , essendo stato nella sede Arciuescouale ventisei
anni, passò all'altra vita nel monasterio di S. Dionisio , quale hauea fatto edi-
sicare . Si dice che doppo diece mesi , su ritrouato il suo corpo intiero » con_»
gli occlu aperti ; per la quai cosa di commun consenso, ilsepolcro su serra»
to,& sigillato . Doppo Enberto alla dignità Arciuescoualo, con gran conten-
rione ascèse Guidone da Vellatc , & indi i nobili cònuocato il concilio géné
rale , sopra il palaggio délia communità fecero due str.tuti. II primo fù , che statuto ie i
queliidaCorte,inperpetuonon poteilero habitar nejla città,nè contadodi nobili.
Milano . II secondo che ciascun nobile poteíle vcckiere vn plebeo, con, la pe-
nadihbresette ,& vnsoldo di rerzoli , di tal sorte chemoltieranovccisi . A'
questo miserando partito vedendosi l' afflitta pleJue , fecero suo capitano E-
rembaldo Cotta,quantunque fosse digente pa.'aitia.Costui condusse la secon
da volta in Milano Enrico sopradetto, & su 'ordinato che i sacerdoti nonha-
uelsero piu mogliera, la quai cosa per S. Aïnbrosic, gli cra stara concessa, nel
modo che habbiamo detto nel principio tJi questo . Ne i medesimi giorni su
edificatoin Milano il tempiodiS.MaÇeo,nominatoallabaccheta,perAuchi-
sredo. délia nobile,& antica famigUa da Fagnano,& per Anselmo da Balzamo
quello di S. Bartolomeo di fuora, & similmente quello di S.Uario.L'anno del«
la nostra salure 106 j. In questo tempo Eliprando Visconte abbandonò que
sta vira mortale . Onde Otto siio fighuolo per il primo esaltato, per le sue vir«
cù , tra tutti suoi coetanei successe ne i paterni honori, ilperche lui con graria
di ciascuno viuea. Adunque in processo Gottofredo Boiono Conte di Galiitia»
nel tépo cheBaisetto Re de'Turchi signoreggiaua, deliberò andar alTacqui-
sto di Terra Santa, & richiedendo aiuto a'Milanesi,à questa fantissima_»
impresa.glimandar.ono sette milla Ambrogiani , facendo capo di quegli,
Otto , huomo di gran cuore , & esperto nell arte militare . II Vessillo con la
-Croce rossa , assignarono ad vn detto Giouanni da Ro , il quale d'indi per il
portat del Vessillo» funommato dalla Croce, & suaprosapia fìno a'nostri
giorni dura . Andato adunque Gottofredo con l'essercito suo /il quai dice ^Atjjt^
Torsello Sanuto Venetiano , furona trecento milla perfone , per la via_. dtaquifto ^
d' Vngheria all'assedjo di Gierusalem , dalla quale vn ferocissimo Saraci- terfaSaat»
nochiamato Voluce Prencipe Traníiordano vscì di fuori armato, & per
cimiero hauea vna gran Viperaà Sette reuolutione con vno achi eratolta
la pelle inbocca,costui dimandò battagliasingolore . Onde Otto accet-
tando l'inuito combattette, & lo vinse . Ornandosi délie hostile spoglie , & Ottene vutfi
suoi posteri illustrando poi dell' acquistata Vipera, la quale anche per ve- Voluce & toi
iìllo porta questa Republica , & fimilmente quelli furono ornati di titolo Vi- fi P,r mfii!**
cecomitale , aggiungendoli l'ottauo giro à dio perpetuo nome » Imitatore di ^* v'fer\*
Torquato »&. Ccruino dignissimi Romani, de' quah habbiamo trattato nel
primo hbro deU'altro volume . Doppo Otto ritornato à Milano con tantau
\itt&ria,& molto tìuttuando lecose Impériale »incitato da' suoi, deliberò.
andar in Germania . onde hauendo datu pnncipio all'impresajda morte subi- 0^tf tnuoreL
rana su impedito , có incredibil dolore di tutta ltalia.Hebbe Otto vna moglie *
ra délia íhrre Regale di Francia procreata , per nome l ugretia , con la quale
bebbe Andrea3& Otto secondo,del quale 10 trouo chiaro che nacqueroVber»-
ïo>& Gioáaolo Viscóti, Aodiea corne primogenito pigliò rimpresa del regge»
jo teïï tfiflorie Milanese
re lo stato paterno l'anno decim'ottauo della sua età % Fu costui di tanta inte»
grità j che ne preci , ne preghiere , ò amicitia mai no'l potè rimouere di vera
giustitia , con tanta ftuerità i delinquenti puniua de'supplicij, c' hebbe in no*
me di crudele , a'buoni era munificenti ssimo di honoreuoli doni . Con tanto
honore riceuè Enrico jquarto , cttauo Imperatore Germano » nella corona*
rione di Milano doue fu coronato, che ogn'vno addusse in grande arnmira-
tione. In questo rempo hauendo il principato di Sacerdoti in Milano Gior
dano da Cliuio,&: già Milanesi affaticati perle guerre di suora, dentro remis
se l'odio , riuoltarono l'arme centra i finitimi .quali perle ciuili dissensioni e-
rano molto molestati . Ilperche Bresciani , Se Cremonesi combattendo insie
me , Bresciani rimasero oppressi , in modo , che a'Milanesi dimandarono aiu
to . La cura di questo soccorso fu data ad Andrea in l'arte militare preualem-
do à gli altri » (fon tanto impeto adunque Bresciani , & Andrea infestarono i
nemici , che quelli incominciando à cedere, furono seguitati insino alla ripa
di Olio con grande vecisione > in modo che per il sangue il fiume diuenne ros
so . Allora i Milanesi vincitori con armata mano circondaro Lodi vecchio »
già per il magno Pompeo edificato , nel modo sì come nella vita sua habbia-
. . mo dimostrato » Posto adunque l'assedio à Lodi , tanto quello fu vrgento»
CmUmttà di èhe presero la città ,& vsarono tanta impietà , che gran parte de gli edifìcij
iadigiani. girarono à terra , in modo che molti nobil , & plebei furono costretti habita*
re tra'cin ostanti luoghi , per non stare in tanta seruitù , ne in si molesta curâj.
del reedificare le roinatc, case, oltra di questo Milanesi prohibironoà quelli
che non potessero fare veruna congregatione *ne anche il mercato entro di
Lodi3nè che trà loro potessero hàUer commercio alcuno ne cognatione,& era
proibito à ciascuno di darli consiglio. Que- sta cosa veramente calamitosa , &
miseranda statuirono tra loro contraenti , che in l'auenire si hauesse per ferma,
& che colui, il quale nel maestrato precedea à gli alrrijl'hauesse à far mante
nere ,& se veruno di loro questa possanza hauesse trasferita ad altri senza li-
centia dell'institutore, ogni suo patrimonio fosse assegnato al Fisco , & le per
sone proscritte » se vemno ancora da nascosto , ò di giorno , ò di notte à que*
Ittrko lì. tali proscritti porgeua aiuto nè toleua del suo , dalle proprie case era cac-
vtuort ' c'ato • Ne' processo di queste cose Enrico secondo passò all'altra vira > ondo
Enrico M neU'hviperio per miracolo diuino , come in processo di mostraremo, Enrico
dm» Impèri Terzo successe . Costui per la giouenile età nel suo principio cominciò à tur-
ureturya iA bare la Christiana religione, onde doppo la morte di Nicolao secondo al
relitionu Ponreficato seguitando Alessandro secondo > di natione Milanese > Vescouo
Christian* di;Lucca,eonti a la Chiesa suscitò la scisma , creando Papa Cardolo Vescouo
di Parma . Costui con armata mano cacciò da Roma con l' aiuto de' Pauesi ,
& Cremonesi , Alessandro vero Pontefice , il quale imperrato l' aiuto de' Mi
lanesi » & fatto l'essercito , cacciò Cardolo: onde elio venne à Parma , doue_j
non doppo molti giorni fu assalito da morte , Alessandro similmente morì . D
Siijm* nella perche nel Pontericato successe Gregorio , contra del quale si mosse V Impe-
•Chits». ratore facendo vecidcre molti sacerdoti , le cose della Chiesa alienaua , & di-
«eua Gregorio non essere vero Pontefice . Ilperche da'suoi fautori , & amici
fece creare vn'altro Pontefice Parmegiano , per nome Rolando . Costui à
Gregorio celebrando il concilio andò in fretta, & fece la protesta contra di
lui che non era vero Papa . Allora conuenendosi il sidelissiino concistoro ìoj
vna sola sentenza dimandarono Gregorio vero Pastore di Santa Chiesa,& in
di scommunicarono Enrico con ogni suo seguace . Ritrouandosi la Chiesa.,
mt&ïtÌÊt. eli JDro in questo stato, Matilda Contçssa di Mantoua, Modena, & Regio,
con
Parte Prima. fz
conturre le Città di Etruria , & délia cui stirpe ampiamente trattíamo nello-
■vite Cesaree , scriuendo di Enrico quarto Impcratore Germano , esscndo suc-
cesso nello stato dietro à Bonifacio suo padre , & poiche Béatrice sua madre
hebbeabbondonatalavita.tcmendo dinuotio fiageIlo»cominciòà tratrare
J'accordo . Ilperche Gregono Pontefice , & Enrico, con gran commua da^ vimperatore-
lei andarono a Canosa , & quiui operò che FImperatore si gittò à i piedi del Enrjeg arr0il9
Papa, &mliberato dalla censura Papale, «Sccositràloro f» fatta vna pace , fcom..
che non durò lungo tempo, considerato che Enrico à persuasione , Sc consi- mmjtJf
lio di Giberto da Parma Arciueseouo di Rauenna , & al quale L* Imperatore
haueua promeíso U Papato, ruppe Iafede >• per la quai cosa Matilda abban*
donato Enrico, si confederò al Pontefice . Ilperche inprocesso di giorni , En-
ríco con grosso essercito , & col raiiore di Parmegiani andò in fretta à Roma ,
doue cacciò Gr'egorio , & costituì Antipapa Giberto. Per questa controuersia
suscitò grandissima scisma nella Chiesa , concio fosse che tra'fideli venne gran
{•ersecutione , & la heresia Gibertina , quale il tutto hauea contaminato . Ma QtiirfmK
a deuotissínia Matilda vinlmente obstaua al Rè , & similmente à Giberto , Sc ^yj-j
il vero Presule , Vescoui , & altii fideli , à lei concorreano corne à sicuro por- *
to . Poi morendo Gregorio>Vittore terzo sedette pur vn'anno nel Pontefica-
to , & poi Vrbano fecondo, il quale in tutto priuò Giberto délia dignità Apo-
stolica, col fauoreperòdi Matilda.. Per la quai cosa 1* Imperatore contra di
lei hauendo conceputo grand'odio , di Alemagnapassòm Italia, &: Mantoua Matilda fa-
con ogni altro luogo di Matilda con ferro , occiíìone, Sc fuoeo cominciò à di-uoriua il ve-
aastare ghhabitanti corne Martiri per la Santa Fede , il tutto con patienza_, ra Pontefice.
ibpporrauano in pace . Finalmente à Dio piacque che Enrico Scisinatico , Sc
anatematizato .colsuo Antipapa passasle all'altra vita l'anno mille cento vno
di nostra salute» Et Matilda per rettauratione délia Sanra Fede,& cósolatione
de' fideli; mandòOratoriàPapaPasquale,il quale doppo Vrbano era suc-
cesso nel Póteficato,che venisse à lei-, Sc conuoeato il Sinodo à Guastalla si ce-
lebrò il concilio , doue interuenne Matilda , & Enrico cognominato quarto j
figsiuolo del terzo memorato , il quale nella dignkà Cesarea su confermato ,
à Parmegiani , & perdonata la rebellione fatta con Giberto , Sc indi il Ponte-
£ ce ,& Matilda. vennero à Parma, doue il maggior Tempio per il Papa fu
consagrato , & à gli 1 1. d'Aprile, il medefîmo Pontefice nell'anno i ioj. Sc se-
fto del suo Pontirkato , à Guidone Vescouo di Pauia confermò in perpetuo
tutre le dignità , altre volte concesse ad esso Vescouato, per Analtasio suo an-
tecessore di potet'vsare il Haldacchino,il cauallo bianco coperto disandale_>,
Oc caualcando lijpermetteua , che aotesse farsi portare la Croce auanti, Sc che
ne i sinodi teneífe il primo luogo dt seder al canto sinistro del Papa .. Quiui
AndreaVisconte memorato parendogli il tempo opportuno, conciò fo(se_j
che non poca fede hauea in Matilda , et in Pasquale , per esser di generatione
Iraliano li niandò giati Ambafciatori , cioè Arditio , Bultrafio , et Lanfranco
Darluno , nobili Milanesi , acciò operassero col nuouo Imderatore , che fosse-
10 co i posteri suoi restituito nelle solite dignità che haueano in Italia , delle_*
ciualiGorrado gli hauea priuati alla già lata sentenza , alche Enrico non volse-
derogare . Poi m processo d'vn'anno passò in Italia per andar a Roma dal
memorato Pontehce a coronatsi con egregia comitiua , e passai: i mont*
Taurini giunse a Nouara, doue non essendo riceuuto , gli diede grandissima
gíattura . D'índi venne a Matilda , la quale hauendo visitata passo in Tosca-
i>a » e quiui fece molfa vecisione . Finalmente peruenne a Roma per la pre-
«kttacagione ^furaccolto dal Papa con grande humamtà , er- venuto il giorao
dedjíato
j2 Dell' I/iftorie Mtlancfe.
dedicato alla coronatione , il Papa chiamò al Rè il sagramerito di fedeltà ver
so la Chiesa Roma . ìkhe rispose Enrico ch'era contento , majche'l bastont-»
rfcn voleapermetter a'Vescoui. Per la quai cosa non volendolo il Pontefi-
cecoronare.l'ImperatorecomandòaYuoi.cheprendestero le arme . Hper-
.... ' <hc laeittà fumeflo asacco. & presero Pasquale con alcuni Cardinali, &moI-
ti altri Prclati . Ilthe intendendo Matilda » mandò di subito magnifia Amba-
sciatori ad Enrico , il quai liberando il Pontefice nel giorno di Pasqua , l' anno
1 1 1 f. délia Salure su coronaro , & al sesto di Maggio in Lombardia venne a_.
Bibiancllo cîel Reggiano . Quiui dimorando rre giorni dalla libcralisfima Cô-
ressa con sommo honore fu trattato . In questo pnmo anno del suo Imperio
decimoterzo del Regno, 8c 1114. dal parto délia Vergine, in Solega toise il
llato al Conte Vberto . Filippo , & Vberto Marchese , & figliuoli infiemc-*
ccn Alberico suo nipote , per esserfi loro conuenuri all'aiuro di Arduino insie-
me con molti Vescoui , &: propmqui Principi , i quali di Marchese 1* haueano
crearolmperatore. Costui tre anni auanti al tempo di San Siro patrone de*
Pauesi concède in dono rr.olte pc fleflìoni , si corne ne consta per publici in-
strumenti. 11 tcrzo anno dell' Imperio di Enrico nel 1 1 15. délia natiuità di
Matilda tnuo Christo , la gloriosa Matilda passò dalla breue a scrr piterna vita , li 24. di Lu-
Tt' glio nelluvigilia délia s'esta di S. Giacomo,& in Milano Giordano da Cliuio
Arciuesccuo giungendo all'eíîìto de' suoi giorni, f u elerto Bernardo Monaco,
il quale ral dignità non volse accettare , sì corne in processo faremo mentio-
ne. Bene persuasi 1 Milanesi voler concederela císcntione délia Chiesa di
San Giacomo in Pontida nella Diocefi Milanese ediscata per loro, sì corne ne
cònstaper le antiche rauole date nelTeatro diMilano. 8c sottoscntre per 3 s.
nobili Milanesi , l'anno délia natiuità di Dio 1 1 1 % il nome de' quali acciò si
conosca le antichità délie lor samiglie , recitaremo per nome, primo Empian-
do da Rò , Vberto di Landriano, Eriprando da Pusterula, Marchesio Viscon-
te, Vberto da Ozio , Otto da Corte , Mansiedo Settara, Giouanni Manre-
gacia , lldeprando Moneta, RogerioCiiuello , Giouanni Tenebiago, Gio
uanni Mainerio , Apoldo Pagano , Arderico da Palazzo , Eriprando Burro ,
Malastrena suo figliuolo , Lanfranco Stampa , ArialdoCapello , Guerencio
da Pozzo Bonello» Gigo Borro, Arnulfo di Adam, Pasquale, & Vnghero Cor-
tedino,Pietro Caratto, Pagano Butto , Marzario Gambaro , & Guglielmo
suo rîgliuolo , Ambrogio Medico, Pietro Concoretio , Manfredo Trotto, Lá-
franco Gattarossa , Giouanne Lanpugnano , Enrico Rizolo • Pagano Incoar-
do,& Grizo Litta. Fu questo dignislìmo Monaco di Bernardo Tiuomo quie-
ro , & di gran domina . Onde perle discordie che 'tdi continuo cresceuano
rra' Milnne fi , & in altri vicini non volse il sacerdotio , ma diedeíì a quiera", &
foliraria vita ,allonçandosi dalla occupatione délie gran sacende , &solo la_. 1
mente sua niiolse allô studio , & interpietatione délie Sacre Lettere, ammae-
ftrando molti a i riti, eostumi , 8c diuini instiruti , e ripensando al viuere tur-
bulcnto, et fragile dell'huomo , sempre di varie angustie, et insidie circon-
dato, eniuna cosa ester ferma in questo tanto desiderato secolo* fece edi-
ficare vn'amplo . et ricco Monastero , doue di subito hebbe molti settatori , i
quali abbandonara ogni mondana cura, menando la loro vita santistìmainen-
te , surono chiaro essempio a quelli , i quali desiderauano tramutare le cose_>
íallace , breue , et transitorie ccn quelle , che in Cielo con somma , et glorio
sa solicita sono perpétue. Bernardo non volendo adunque accettare l'Arci-
Jnseìmo i»- uescouato , su posto a ranta dignità i^nselmo di Posterula, il quale conciò fòs-
tusiertil*.* íè che Arduino Marchese d'Iurea comemorato disopra , per continoa guerra
' 5'afla-
»i Tarte Prima » i jj
s'aflaticasse per i Milanesi , caualcò in Alemagna , doue humanamente eisen- trtat» Arci-
<to;rieeiuiro da Enrico Ihípeiatore li fece intendere in quwl modo crano mo- uefiiuo Ji
leíîatid'a Arduino ,-preoandolo , che corne a caméra d'iniperio , volesse dare Milan».
aiutò alla cirtà di Milano . Alche l'Imperatore deIiberÒ;d'aiutarli , non tanta
péril beneficio de í predetti quanto pet il proprio intéresse j E cosi finalmé-
« hauendo ragiihati gli esseciti passo in Italia . Arduino dalí'altro canro con_.
grand'animo gli venne all'Incontro . Ilperche vicinandolì ambegli esserciti
cómetteano conrinue scaramuccie , in modo che vn giorno la leggier pugna_i
diuenendo in atrocislìmo fatto d'arme , doppo lungo combatrere, i Tedeschi Enricoscofit-
restarono vinti ^ Onde Enrico ritornò in Gennania i et Arduino quan- « <fo Ardai*
tunque hauesse vinto , perla vecisione dc'suoi restando disfatto, si ritirò a Pa- no .
u iai'doue il magnanimo Arciuescouo seguitandoloji pose I'assedio, et si aspro
il-mantenne,chc Arduiho fuggi ad Iurea , et quiui rifacendofi occupò Vercel-
li, e Moûara , e d'indi con maggior guérira , che prima si mosse contra i Mi-
lanesi. Perla quai cosa il Préside hauendo rágunato vn potente essercito in-
íîeme con molti patricij gli venne alHncontro, et fatta la battaglia vinse il ne-
rnico. Ilperche Arduino non potendo piu resistere aile forze del nemico, si
ridusse al Monastero d\ Frutena, doue non doppo molti giorni passò di questa
visa. E perche il VescOHÒ<li A'ste per mduttione di Arduino , dal Ponrefice
haueatoltò la Sacra, Anselmo Vi mrse vn si lungo ,e duro assedio, che quel
Presule fi piedi midi venne a MilanO , é1 quiui daìlo Antistite toise la sacra , si
corne s'eraconuemitotrak>ro',« sopral'Alrarmaggiore del Tempio di San-
t'Ambrogio offtríe gran somma di denari,della quale ne su fabricata vna di-
gnissima croce , che secondo la consuetudine si porta nelle processioni , et an
che a i funerali , quantunque a'nostri giorni per l'antichità fia rifatta . In que-
sti giorni mancò Enrico Imperatore predetto » cegnominato Gibellino per es- Enrico dette
fer nato in vn castello cosi detro , visse con tanta continenza,chc mai con Si- Gìíellino > te
negunda fila conforte, non hebbe a fare:in modo che poi sutono hauuti per nM0 con In*.
Santi . Vogliono alcuni,che qtiesto Impeiátore sia stato il primo che a Míla- moglie per*
no sosseorhato délia corona dt serro, la quale in questa Città toise colui , il gmt*.
qualem Gérrhania su designato Cesare , quantunque per noi si troua questor-
namento auanti esser dato àCorrado primo, alcuni vogliono ad Otto, & Qritinedel
eerti alrri a Carlo . L'origne , secondo si legge in grafia turti vríis , di corona_, coron„e di
di serro su coron ato prima Cesare . Ottauiano, & Traiano per hauere col ferrogn
serro lorofoggiogato l'vnkierso . Ma doppo Diocleriano,& Massimiano per perat9Tj
honor dél Roiïiarïo Imperio , costituirono quella d'oro,& che si douesse torre 1
a Roma corne Reina deirvniuerso , & quella di serro a Milano , rappresen-
tando tutto il Reame. Adunque questa chiarezza essendo incerta , & hauen-
do varij autori , par dhVtal coí'a non si ardisca diffinire. Nondimeno esta con
suetudine essendósi co'ntinuata per il tempo di cinquecento anni , doue sia_,
nato il principib , quanto per me piu si potra congerturare esponerò breue- +,
mente . Ê mamfesto l' Imperio Occidentale esser acquistato da Carlo fi-
glmolo di Pipino, doppo che i Re Lombardi furono eftinti.da lui: il quale ha -
Dcndosuperatc moite- nationi meritamente era degno d'Imperio , & per ha-
uersoggiogata quella parte d'Italia,nel!a quale i Re longamente haueano
dommato , i popoh assueti ne i costumi Regali,non poteuano patire gl'Impc-
ratori esterni,se nortsossero restau appresso di loro se non il Regno, almanco Ptrquat tu*
«lualchc specie didignità Regale , acciò piu presto paresse loro obbedire» che giont^liitu-
feruire . Veramente la seruitù allora era graue , & intolerabile . Onde i popo- liant accare^
lietano rnolesti aï suò"Signore , ilperche non çrano , pc in YtEcij , ne a^ in alcun' tsitxni^ i vì
54 VeÏÏ Hifiork Milanesi
altra sorte di dignità , ma come oppressi si vedeanò dispregiati . Adunquei
Rè esterni mtrati in Italia per acquistare il legitimo tìtolo, del Regno,&per
mollificare gli animi contumaci» si riuoltaroiio a Milano» doue riceuuti dal
popolo con grandissima lentia , & ornati di corona di ferro , & già fatti Cesa
ri irnechiuano i primati della Città con donarli beni , anche di prefettura , ò
di noua dignità decorauano molti » à gli altri donauano immunità , & priuile-
gi . Per la cui Cesarea munificenza i popoli riuoltati , quantunque i Re pcre-
gnni di raro venissero in Italia , nondimeno vedendosi humanamente hono-
rati da i Signori » non cercauano altra mutatione . Ma sotto lo esterno domi
nio osseruauano la fede; & benché nella Città crescesse l'odio , & tutte le co
se si agitassero perii capitani repugnando la plebe , nondimeno {venendo gli
Imperatori , la Città si temperaua dalla discordia ciuile . Dunque per cagione
di placar il popolo , & acciò che il Regno non fosse odiato , Se per simulacro
d'antico Imperio , coloro che haueano ad essere Imperatori giustamente di-
mostrauano voler essere coronati a Milano, & a Monza di Corona di ferro.
Enrico detto Passò Enrico adunque all'altra vita con molta giattura della fattione Gibelli-
CiMUno na , considerato che i Germani nell'Imperio dimandauano Lotario Duca di
muore. Sassonia , nemico mortai della parte Imperiale , & quanto poteua con (le as
mi perfeguitaua Corrado , & Federico nati della sorella di Enrico . maritata,,
ad trinano Conte di Scoi. di natione Sueuo , & doppo che per lunga guerra
il tutto fu deuastato si trattò la pace, la qual mediante Lotario restò nell' Im-
Utnrio lmtt P61*0» & Poi c'hebbe pacificate le cose di Germania con grand' essercito ven-
r*torc muore nc *° ^ta',a>t'oue a Milano con sommo honore per Anselmo Arciuescouo del»
in Verona ^ Città ^u coronato. Poi andò a Roma,& quiui fu ornato di Regale,& Impe
riai nome da Innocentio secondo , il quale espulso da Pietro Antipapa restituì
al Ponteficato. Doppo partédosi per la via del Cremonese assediò Crema, ma
conosciuto esser circódato di varie insidie , leuò l'essercito có grà danno di lo
ro, e non molto doppo venédo a Verona fu casso dal numero de i viuéti . Nel
medesimo anno tra' Milanesi , e Pauesi nel territorio di Maconago fu fatta-i
Amt* ftitto ya:L "* crudel battagliatile per l'occisione diedero eterna fama al luogo. D'in-
d' arme tra' di Alberto huomo illustre di porta Orientale , & capitano de'Milanesi , fece il
Milanesi, monastero di Ceredo nel Locligianu.In questo medesimo tépo Bernardo Mo-
tauesi, naco che poi fu Dino, fece edificar la Chiesa di Caraualle non troDpo distante
da Milanojfuor della porta nominata Romana, & parimente Pizseone iu cin
to di mura. In questi giorni ancora Andrea Visconte quale con aspro »&
crudele assedio già hauea ottenuto Casale , passo all' altra vita , Se fu sepolto
nel sepolcro dei suoi maggiori , nel tempio dedicato à Sant* Ambrogio in Mi
lano . Hebbe vna mogliera , che fu figliuola di Adelao Conte di Sauoia , della
quale nacque Gualuagno Visconte vnico figliuolo . Costui fu huomo di sottile
ingegno , Se iti tutte le cose somigliò al padre » se non che lui più amaua la pa
ce, che la guerra,ma quando era sforzato con grande animo la pigliaua . M ai
non fece correr cauallo se nó per inuestir il nemico , ò cacciarlo, tanto amaua
il pouero quanto il ricco . Nel processo di questi giorni essendo per li Milanesi
mandato Pretore à Como,vno per nome detto Landolfo da Carcheno , gran
de amico di Anselmo da Pulterula Prestile dimostrato, i Comesi l'vcciserojvo-
lendo Guidone Grimaldo dato à loro per Enrico Imperatore. Perla qual cosa
il Presule cómosso da grand'ira , cominciò a consigliarsi co i primi di Milano ,
con qual modo si potesse vendicare di tanta ingiuria, & doppo fatti molti
concili], con lunga pratica , & promesse si confederarono alcuni yicini , de'.
Comesi , poi si hebbe secreta inteJJigentia con gl'Isolani dell'Isola Comacina ,
già
. . ,. ^ : Parte Prima» . \ . 55
ciaiestiruta délia gratmn illata nel tempo de'Longobardi , sì corne di sopra_,
habbiamo diniostrato . Esscndo adunque congregati Milaneíì , et i siioi col-
legati , giurarono la guerra contra di Como , e proueduto di quanto era rrc-
cessario airimpreía,vn grand'efsexcito fu apparecchiato, perl'assedio di quel-
laCittà. D' indi cominciarono roinarei propinqui edincij* e dar il guasto
aile piante,et ogn'altrajcofa viréee. Comaschi dall'altro cáto già hauendo in-
tesa la mossa de'Miìanefi, per quanto haueano potuto denrro la Città s'eratio.
munitidi vettouaglie,etdigentemilitare. Ilperchepoi facendofi continue
scaramuccie , mólta gente vi furono vecifi , et tra quelle baitaglié vn giorna
assai valoroíkmente guerreggiò Sichero , quale il Milanefe vesillo portaua có
tra Araldo Caligno huomo digrand'animo . 11 fatto d'arme fu tanto atroce^
che i campi furono abbondanti del sangue humano , et altro non potè diuide-
re gli ostinati animi di ambi gli esserciti,che.la notte seguente, neila quale per
la stracchezza 'del passato giorno , ogn' vno andò à riposarsi fin' aIl'aurora>
nello sporgere délia quale interuenne,che Milaneíì essendo i primi a fuegliar-
si, melsefi in ponto , assalirono le fortezze délia Città . Comaschi per eliere
tardi alla difesa quasi non sapeuano in che modo difendersi, nientedimanco.
loto signorreggiando i vicini monti,aMilanesi inferiuano graue giatfiua.Qiii-
ui vn sacerdote figlmolo.di Ardizone di Somerata> fece gtan difeía per la pro
pria patria ,'quantunque finalmente fosse morto da'Milanesi , i quali occulta-
mente per vna valle non accorgendosi Comani, entrarono nella Città, et tro-
uandola vacua, i foldatt, che già s'erano ridotti al monte , contra de' vecchi ,
Sc fanciulli., che vi trouarono fecero crudele vecisione , le femine sforzarono
con sozza libidine , & fìno a i Tempij missero a sacco. alche1 Milanesi essendo Cruje,
intenri,i soldat] Comesi con tanto impeto gli assaltarono, che non solo la «^Tr! f^*
preda reciiperarono, ma anepra con vecisione coftrinsero gl'inimici a ritirar- iMn*e/* ^~
íi a i suoi aHoggiamenti,& quegli anche finalmente con grande ignominia la- J**ívr

i giorni gl'Isolani , chê per il pass:


utasimularaconsederationc coi Comaschi, apertamente si separarono, Sc
vnendosi con gli habitatori di Bislacio , hora Bellasio Garbadona , Sc Mena-
siosuoi nuncij destinarono a" Milanesi , sollecitandogli a nnouare la guerra
contra i Comani , & a quella promisero ogni suo aiuto . Tanta occasione a i
Milanesi parue acceture » Sc confederandosl co i sopradetti , promisero per la
noua impresa di guerra , vittuaglie , arme da combattere , nauilij , & gran nu
méro di íbidati , Sc poi con sagramenco fermarono perpétua amicitia tra loro,
all'vlrima roina délia Città di Como. Intendendo ciò i Comaschi, grande-
mente furono d'animo smarriti , Sc malediceuano la perfidia de i sopranomi-
nati . Poi cominciarono a tagliar molti legnami per fabricar de'nauilij, & dal
l'altro cantogP IsoJanine fabricarono sette , fornendogli di quanto era biso-
Í;no alla sutura guerra » di continuo minacciando a'Comaschi la roina, la qua-
e diceuano sarebbe in vn giorno dj Giobbia , Sc quale fosse quella non li dif
féra , nientedimeno la quinta che venne già ragunato il naualc , Sc , terrestre^
esseráto , periCapitanifudatol'ordined'andar a Como piu cautamente fi
potesse . & se gli era modo senza battaglia si douesse procedere , & quiui as-
pet tare gli altn confederati , quali fîmilmente per il lago Lario gli seguitareb-
bono con quanta velocità gli fosse poslìbile. Ciascuno inftrutio délia sua im
presa , tutti i soldati esortarono a douer con ogni forza , & senza paura prin-
cipiar la guerra contra de gli nemici , & cómisero ad vn Prefetto che 1* esser-
cito
ftf Vals Historie étoitattese
cito diuiderTe aile porte » Hauendo slabilito ciò c'toatieaa sare , If armoftH
Christo ii ir.il mese d'Aprile , scesero sopra i nauilij , & nauigarído vidáíia
vn Iuogo chiamato Bregia , âc la valle , quale pareiia rutta fosse a siammaj
Oltre a ciò vdiuano molto strepiro di gente d'arme, & freraito dr caualli, qua1-
li iui pareuano esser propinqui , & credendo che sossero amici, andaroho in_,
terra , doue lasciati parte di Ioro alla custodia délie naui , il resto con le suç_»
armi andarono verío quelli: ma essendoi solda ti perle guardie aiiisati , che nó
Îassassero piu auanti , ritornarono a dietro j nientedimeno parte di loro deli-
erarono andare contra al nemico , & cosi essendo alquanti caminati si scon-
Trìsto succès- trarono ; ìlperche abbassate le visière , & arrestate le lanze con grand' animo
/ode gli j/í-í'inuestiroaoiHS modo che vna grande, & sanguinosa battaglia sci fattatra
Uni. 'oro ' c'a"a quaIe finalmínte ambe le pani Iasciato il fatto d arme , giJ Isolani
t'eriti aile lor naui si drizzareno . & peruennri al lago,viddcro quelle discosta-
te dalla ripa per il sentito romore ; onde per paura di non ester seguitati , en-
trarono nell'acqua • & nuotando verso le naui, parte s'aftòcarono , & parte cô
gran fatica surono aiutati da'suoi; &indi pigliatii remi con quante forze po-
teuano nauigarono a'suoi alloggiamëti ; doue da gl'Ilblani , i quali con sommo
gaudio gli haueano messi allìmpresa, surono con gran mestiria rieeuuti. Que-
lto si strano successo intehdendo i Milanesi . con moite parole cominciarono
a minacciarei Comani ,& dicenano che non si credessero succedergli corne
dicenano ch'erano stati da loro rugati . Et acciò che i Comàschi di gente non
potessero stare al paro délia battaglia che intendeano farli , per suoi Oratori
chiesero soccorso a'Cremonesi , Pauesi , Bresciaui , Bergamaschi, krquaii R ô*
pùbliche promisero a'Milanesi assai numéro di gente, Similmente mandaro-
no Genouesi , Vercellesi , Monzasclìi . & spontaneameme Nouaresi . Man-
,v . , darono ancora Veronesi , Mantoani , Bolognesi ,-Ferraresi-, Parmesani , con
. . Guastalesi , & Astegiani . In modoche Milanesi fecero vn potenrilîìmo esser-
cito centra i Gomesi , i quali ancora loro diraândarono il soccoríò délie circo-
stanti vallate , in modo che haiíendo fornira la Città di quanto era il bisogno,
con grand'animo aspettauano il nemico . Principalmente adunque gl' lfolani
surono i primi ad artrettarsi all'impresa, e gli condussero molti nauilij , d' indi
vi giunse Milanesi con le ge nti sopranominate', & mosso l' assedio circondaro.
no le fortish'me mura di Vico , & di Ciltignola . Vico era ornato di due gran-.
Torri ,lequaIicomineiandoa combattere , i difensori con grand'animo pu-
gnauano , & essendo di moite inguiriose parole da'MiIanesi chiamati di fuori,
ftíro chiesero duellá battaglia . Mentre che questecose si faceuano,gl'Isolani
de i nauih smOntarono a terra, & côn moite correrie assalrauano i Comaschi.
ôc íaceuano moka indíîone d'oliui ; d'indi per la gran battaglia assaticati pet
íïitftd'trme1*?0*® tornauano aile naui ,& poi si [ritirauano a'suoi alloggiamenti. Final-
rr*Milanest mcnte in campo aperto si condussero co i Milanesi ,& quiui cominciò vna_,
■it CemenL ' ^n?^no^ battaglia contra Comani . Onde Alberto de' Giudici chiamò' Ar-
w J * naluo Caligno a lingolar certamme , nel quai doppo lunga prodezza d'ambe-
dui Alberto rimase giauemente feriro »• ilperche Comesi hebbero assai letitia,
per essergii Alberto molesto, & atrocissimo inimico . Per la lesione adunque^
«di costui su reítato il combattere , & ciascuno rirornò al suo ; poi il sanguinato
corpo del predetto per li Comesi fu rrasfento aU'essercito Milanesc, & poi tra
loro sii bandjta la triegua fino al proslìmo Agosto i nel quai tempo ambeduo
le RepubJíche quanto poteano s'ingrossarono di gente , &c si prouedettero di
quanto era necessario alla guerra.Oïtre a ciò i Comani nnouaróno Je fosie^ .
Fortiiiçarejo ancora le porte délia Cirtìi & fecero potentiííimi ripari, come
qucgli
Parte Prima. $f
quegli che aspettauano la promessa guerra . Essendo giunto il tempo deter-
minacci Milanesi con numerosa gente se n'andarono a Como , &c quitti nelle
circostanti ville diedero il guasto . Doppo deliberarono di dar la battaglia al
la Città - & cosi sapendo ciascuno ciò c'hauea a fare , su sonato le trombe, e i ■
corni . Comaschi vscirono fuori , &c con grand'animo cominciarono la guer
ra; laquale dapoi che in varia fortuna lungo tempo fu mantenuta. ;Girardo
Monciasco inuestì Arnaldo sopranominato con sant'animo che l'vccise; ben
ché riceuette alcune ferite dal vinto . Milanesi per questo assai frequentaua-
no con lentia il nome del vincitore,& mandarono il corpo del nemico nel suo
essercito , il quale subito per la morte del loro capitano con immenso dolore
ritiroilì nella Città . & fu confermata la tregua sin'al Maggio dell'anno segui
te . In questo tempo adunque gl'Isolani fecero edificare dodeci naui , & pari
mente anche i Comesi ne rabncarono . Dapoi che furono per Guido Vesco-
uo di Como consegrate , con grandissima lentia , & suono di campane, trom
be , & gridi , l'essercito Comasco montò sopra quelle , 8c mostrarono nauigar
contra il campo dell'inimico >• ma lasciandolo in disparte , applicarono a Tre-
meso, doue gl'Isolani essendo di si repentino successo inscienti , vi entrarono,
& quel luogo con vccisione,& prigioni hauendo saccheggiato, con le naui
cariche del bottino nauigarono verso di Como , ma scontrandosi nel nauilio
dell'inimico , il qual dapoi che di ciò sii auisato,andaua in fretta al soccorso ,
fu cómessa vna crudelissima battaglia , la quale mantenendosi , vi giunse vna_>
grossa naue , qual'era de gl'Isolani >• questa de'nemici fu sommersa , & vn'altra SuttAgli»
oaBellasio mandata rimase prigione . Ilpcrche gl'Isolani in tanta auuersa sor- to</>,
tuna non potendosi mantenere , con quel miglior modo che.poterono lascia
rono la pugna , e i vincitori con grandissima allegrezza nauigarono a Como ,
doue da/ Presule, & dalla plebe lietamente furono riceuuti . Dapoi che cia
scuno hebbe ristorati gli affaticati membri , celebrarono molte feste , & con-
uiti , & gli altari a gloria d'Iddio , quanto più poterono ornarono con molte^»
cerimonie . Poi fra tre giorni s'affrettarono a Lucino , & iui fecero molta pre
da di bestiame , & di prigioni, d'indi con le naui cariche dell'acquistata preda
tornarono à dietro . Per questi due sì prosperi successi^ Comani entro la Cit
tà dimorauano senza sospetto del nemico : dall'altro canto gl'Isolani di quan
to età accaduto auisarono i Milanesi , quali più presto che poterono gli man
darono vn grandissimo aiuto di gente d'arme . Ilperche senza intromissione
di tempo di nascosto ,citca la terza vigilia della prossima notte nauigarono a
Como, doue al lieo muestite le naui nemiche, con naufragio vi diedero ine
stimabile giattura , d'indi ritornarono adietro, et i Comesi con mcredibtl do
lore raccolsero i natiali fragmenti, & al meglio che poterono ne rifecero alcu
ne altre. Per questo caso insuperbendosi 1 Milanesi ,& Isolani in termine d'
alcuni giorni deliberarono con cento nauiiij andare alla ispugnatione di Co
mo; e cosi mettendosi all'impresa, i Comaschi constituirono il suo essercito
soprala ripa del lago > in modo che giungendoli nemico, nel dismontare su
fatta vna sanguinosa scaramuzza , nellaquale restò morto Beltrame Vicedo
mo , huonioegregio , e Comese . Mantenendoli in tal modo il fatto d'arme i
Milanesi da discosto mandarono alcuni nauiiij instruendo i soldati al dismon
tare, et i Comaschi,che a verun'altra cosa non attendeuano che alla difesa del
lito, con grand'impeto . e clamore assaltassero >• ilche essendosi , dauanti fu
rono assaltati i combattenti , et adietro essendo inuestiti ; deterriti in tutto i
Comesi restarono vinti . Onde tutto l'essercito Milanele smontato de' nauiiij
ì terra , seguirono Ja vittoria , dando il guasto sino alle mura della Città , et il
E tutto
$8 Dell* f/iHorte Milanefe
tutto bruciarono,sola vua parte di Vico rimase ìllesa . Ma i Milanesi passanda
due volte il Lago, finalmente dall'altra parte hebbeio vittona , Sc cofi nella.»
villa,& contigui luoghi poi c'hebbero il tutto depredato, & gli habitatori essé-
dofi ritiratí aile fortezze, lasciarono l'impresa. Cosi essendo al fauor de'nostri
succedute le cose, & cclebrati tra loro alcuni ragionamenti,fu dehberato noa
restar di cóseguir la vittoria , onde in processo Ji giorni n'andarono à Lierno.
Quiui diedero la battaglia al castello già abbádonato dal prefidio Comese ; il-
perche finalmente quella fortez2a hebbero in sua potestà.Nel mezo v'era vna
Torre, sopra la cima délia quale i Comaschi haueano posta vna corona di lu-
to, questa mantenendolî glifu messo il fuoco»& i defensori restarono oppressî.
llperche quanto piu poterono portare , canchi di robba partendosi , vícirono
per la porta verso Falerno. Di tanto danno tutti i Coloni fiiròno côstituti qua-
íì ad vltima disperatione. finalmente i Comesi ritornati che surono à Como*
iui celebrando diuerfi concilij quale impresa douessero pigliare , fu detto esse-
re vn castejlo già nominato Copella posto sopra d'vn sallò nell'acqua , & era.
ail' inimico grandemente importante. Onde sarebbe non di poco proficuoà
poterlo baucre ., Questo ricordo fu approuato, & cosi vna notte terminata vi
andarono con gran gente . Quiui adunque posero le scale aile mura » & mon-
tando entrarono in modo,che il prefidio che v'era dentro fu vcciso , nientedi-
meno gl'Isolani hauendo intesa la noua,glimandarono al soccorso alcuni sol-
dati ; delche i Comesi essendo auisatj scesero aile naui ,& sopra quelle mon-
tati, con grand'animo vi andarono all'incontro» ma prima comandò à due na
ui, che vogaflero auanti, S: giorjti che hauesse al nemico nó contrastasse trop-
po alla pugna , similmente si voltassero fuggire fino ad vncerto scoglio , doue
il restante de i nauilij sarebbe in aguaito , & vscendo all'improuista gli dareb-
bono aiuto. le due naui presto esseguirono quanto gli era imposto . liperche-»
gl'Isolani con forza di remi seguitandole > peruennero al luogo, dou' era l' ar-
mata inimica, dalla quale all'improuista essendo assaltati fu commessa atrocis-
simapugna^Quiuiàraododigrandinelesagitteoffendeano . Quiui pegolaj
abbruciata era tra loro gettata nelle naui. Quiui moltisassi si traeuano . E cosi
lungo tempo in varia foituna si mantennelanauale battaglia, alla quale fi
nalmente gl'liolani non potendo piu mantenersi,al meglio che poterono sco-
standosi si ridussero à Varena, doue quanto poteuadimandauano aiuto,& pa-
rimente faceuano da i circostanti vicini, i quali con gran velocità da i monti
prossimi discesero, & pigliando sassi con quanta forza haueano si sforzauano
d'offender gli nemici.Per questo aiuto vna nauc de gl'Isolani si mise à fuggire»
& dietro ne seguitò vn'altra detta Cristuia Albcrga valida naue . d'indi voga-
rono l'altve, ma i Comaschi con grand'animo seguendo la. vittoria , aggiunse-
Yittoria di ro alcune di quelle lasciatc da i defensori ch'erano ridotti al monte nella ri
Çomenjï. mera, & in esse mettendo il fuogo restarono abbruciatc . llperche poi con-,
grand'allegrezza ritornarono à Como Ma auanti che giungesse il termine-»
délia guerra limitata ch'era al Maggio proflìmo , deliberarono cccultamente
depredar Varesio ,& cosi in vna certa assignata notte molti soldati Comesi
da cauallo,&dapiedeall'improuisoassaltaronoIa terra. Onde Varenesi di
tanto repentino assalto oltra modo spauentati , corne nudi si leuarouo dal let
te & prendendo rarmi,n'andarono contra à i nemici , & vanamente comin-
ciarono à combattere, molti di loro surono presi ,& vecisi . Onde i Comas
chi entrati nella misera terra il tutto con roina misero à sacco , & poi con ía_i
£reda , i prigioni in camiscia con le mani legate adietro , ritornarono al suo
gjorno seguente dopo varii ragionamenti andarono in fretta à Binago, íc
Yedano
Parte Prima»
Vedano, terre confédérale insieme . GliOppidani adunque intendendo co
rne ghnimici gli veniuano à trouar con l'armi, andauano conrra quegli, & có-
meslà la pugna restarono inferiori . lui fii morto Araldo detto Pansigilli .Morte iíì A-
no hiiomo nobile di Vico » i combartenti délie predette terre per la morte di rr.ldo.
Araldo , in tal modo restarono spauentari , che lasciato il fatro d'arme, si mi
sera à fuggire , ritirandosi nel Castello di Binago . llperche doppo grande_>
strage i vinciton lasciaco Binago si trasferirono à Vedano . Vedendo*questo 1
Binaghesi vsciicno perlbccorrere i compagni, Sc messi in camino viddero
grande inccndio circa à Vedano. Onde volscro ritomare à dierro, ma per
alcune squadre Comese ch'erano in aguaito , eflsendo assaltati restarono ccn-
flirri, & tari prigioni, ne trasiniscro à Como nelle carcere , & alcuni condusse-
ro dietro al vincitore essercito . Finalmente i Comaschi peruennero con opu
lente preda alla patria sua , & poi m proceíïò di giorni delibcrarono andar ad
vna propinqua terra inimica , & per due grandi rorre , la terra vacua occupa-
rono,dapoi posero il fuoco nelle fortezze, di tal maniera che ogni ccsa ab-
bruciarono. L'inuentore di questo si troua essere llato vno pernomo Pagano
Pozino . Quiui enrrarono, e quello che non fu abbruciato dal fuoco, nporta-
rono fuori » In questo luogo vi fu vcciso con vna pietra Giouanni Pagliaro no-
bilMilanese. Adunque i Comeíî carichi délia nemica preda, e ritornando
adietro,daglihabitantidiCristinellafurono con grand' impero assaltati.- e
doppo il combarter restarono vincitori > mettendo,gl'Jinimicnn fuga quali si
rititaronoàTreueno,Ogia,etRouago, doue i íoldati Comaschi, non gli
parendo di seguitare , ritornarono à Como col bottino , et il corpo del Palia-
ro . Dall'altro canto i Milanesi hauendo già intesa la strage de'suoi amici , et
alcuna forza non potendo operare nella valle di Como , presero la via di La
uenna , doue peruenuti presero alcune naui, e costretti quegli Oppidani à
confederarsiíeco,hebbero per ostaggio da loro castel S. Martino. Vdendo
i Comaschi; corne Lauenna s'era ribelìata dalla sua diuotione, deliberarono
tener la valle Mella molto alla sua Republica importante. Ma per eílergli im-
pedito il passo per Lauenna , eon molra intolerabile íatica fpezzarono vn có-
tiguo monte; ilperche il lago congiuBsero alla valle, e per questo doppo vi
costrussero moite naui , e similmente à Lauenna faceuano i Milanesi > onde_^ Comuschi
alcuna fiata ambedue le parti inuestendosi faceuano continue ,et ságuinolen- ruppero ^
te scaramuzze , con moite rapine. I Laucnesi insastidiri di tanto maie , secre- mt)ntl
tamente mandarono à Como iscusandosi délia rebellione » considerando co
rne per neccfiìtà s'erano dati a'MiIanesi,auanti che volcre l'vltima sua rouina,
& oftersero se gli voleano mandar il presidio , lo accertarebbono , stando se-
co in vera amicitia . Comaschi tal cosa parendogli opportuna, fenza intermis-
íìone di tempo gli mandarono vn gran numero di gente à piedi ,& à cauallo.
Questi adunque disubito occuparono la rerra, d'mdi procedettero all'acqui-
ltare del Castello, il quale vedendo insuperabile, deliberarono non perdergli
tempo. Ma per non lasciare il rutto illesoà gl'inimici,nella terra misera il fuo
co, oc rutta s'aríè,quantunque i soldati del Castello si sforzaísero qtianto pote-
rono d'aiutarla, tk parimenre duc naui restarono disfatte. D'indi ritornarono
adietro,& i Laucnesi andarono doppo la disfattione délia sua terra ad habita-
re à San Martino, & di continuo con quanto ingegno,& forze poteuano, mo-
lestauano i Comcsi con vecisione , & preda >• il che loro non potendo foppor-
tare , da gli amici addimandarono aiuto , Sc doppo con gagliardo esser
cito procedertero contra del Castello Lauenense , & quantunque gli paresse_>
inespugnabile, il trauagliauano per continue battaglie. Finalmente vno det-
E z to
€o Veiri/istmeAdilanese
ro Gionanni Vesonzo huomo di grarìd' ingegno . tk anirao , fece intendero
à i Comaschiche gli voJeua dare la virtoria, sc gli prestauano aiuto, & cosi
mettendosi ali'opera,oidinò chc l'cssprcito intorno alla fortezzagli desse aspra
battaglia: la qualc mentrc fi faceua , lui con alcuni altri non di manco ani-
mo , dal monte che soprr.staua al callello , armato si secc calate con le fune_j
in vna cesta, óvcoíì f'ecero gli altn . Onde penienutísoprale mure in cal for
mai desenfori al basso,& clall'aito cominciaronoà combattcte , che deter-
riti , & spanentati per il nouo caso quasi restarono senza forza , & cosi dispe-
rati délia sainte per vna incognita via abbandonato il tutto,suggirono . Gl"
inimici hauuta la íortezza , sino i fanciulii futono vcckì , tk dalla preda ogn'
vno tu rimunerato seeondo 1" opéra c' haueua vsata. Lauennelì adunque dop-
po tanta sua destrutrione andorono in fretta da i Milaneli» & con gran dolo-
re gli dissero il calamiroso caso di sua espulsione , in testimonio di ciò gli mo-
strarono le già nceuure , & sanguinose ferite . Milanesi parte per pietà mot
íì , & parte per intéresse del suo honore , doppo c' hebbero intorno di cx'ò fat-
to diuersi ragionamenti deliberarono far l'impresa contra de i Cornaschi, &
senza perder tempo mandarono à Proleza , acciò si fabricassero su- quella Ri-
uiera le opportune naui . Ilperche i Coloni cominciarono à tagliare , & rcse-
care gran numero di legnatne, del quale furono fabricat: molti nauilij.
Doppo questo gl* Isolani prouidero di gente , vittouaglie ,& quanto altro ap-
perteneua alla guerra sutura.- in modo che vn grandilfimo essercito fu ragu-
nato , il quale venne per quella Ríuiera ail' assedio del castello San Michèle »
ranto per acqua , quanto per terra . Quiui li assaticatiano in vano per fa for-
tezza del Iuogo,& anche per il gagliardo presidio che v'era dentro. Onde
i Milanesi pensarono intercedere Anselmo da Posterula suo Arciuescouo ,
corne quello che per ragione Arciuefcouale gli haueua il dominio , chc opé
rasse ottenerlo.il Presule adunque vi caualcò disubito , & con moite humane
parole persuase gli assediati à volersi rendere : ilche non volendo fare> comin-
ciò à minacciargli > ma loro in tutto sprezzandolo , non si volsero rendere^ >
ma anche con molta ignominia lo licentiarono , E cosi poi Milanesi leuando-
íì in tutto dall'assedio quel luogo restò libero , & contra de gl'inïmici diuenuti
audaci ,i disensori di subito mandarono à i Consoli Cornaschi impetrando a-
iuto, quali destinando vn gran numero di soldati , quegli applicarono princi-
palmente à Proleza>& d'indi à Castello volgarmente numinato San Michèle,
ík quiui volendo ascendere il monte, da gllsolam furono assaltati, & comin-
AUerano di c'ata 'a battaglia restaiono iníeriori . Quiui fu Mono Alderano di Quadrío
Guadrh mor |niorno valoroso; onde con somma metìitia il suo corpo fu ritirato ad Isola-, >
2^ insieme col restante dt due naui bruciate da gh nemki , & questo successe cir-
ca à i giorni dcll'Auuento del Figliuol délia Vergine .Haueano i Comesi po
ste due naui sopraillito del Lago di Lugano,&queste erano íitureper la_.
guardia d'vnafoi teTorre , doue haueano potente presidio .il Gouernator
diqt.ei nauilij era vno chiamato Ardicino auuocato, il quale da' Milanesi
«ssendo conotto per danari , non íblo gli concesse le naue, ma~anche la
sortez za, corne Prefetto ch" egli era. Non contenro ancor costuiditanta
sceleraggint , conuixò i circondanti terrieri, & molti Cittadini Comesi che
non lapeuano del tiadimento , & fàcendoli prigioni , alcuni (mono aírlitti có
tormcntijfacendcsidarde'denari . Di tanto crudel tradimento i Cornaschi
lestarono gr.indemente slupesatti, nieniedimeno quanto piu presto poterono
deliberarono Jbccorrer Lugano, ac'ciò che in tutta quella valle nó restasse op
pressa
f Tïrtè Primai Si
dagli nemici ." E coíî i primatidiComofecero presto venire "grah numéro
de'boui , & carri , sopra de i quali posero moite naiii » 6c indi datogli il presi-
dio,le mandarono al luogo predetto ; e poi peruenendo doue piugli pareua_»
íìcuroil htoda* nemiciíìegettarononeìl'acqua, e vogando quelle» coloro
délia riuiera gli mandarono dietro due naui , per .intender Jchi fossero , alle_*
quali facendo intender esser Comaschi , chciui veniuano, acciò non fossero
con tradimento bruciati da gli nemici lietamence da tutta quella vallata furo-
no nceuuti . Giunti che furono à Lugano » fecero molti ripari intorno al ca
stello , & alcune bastie di terra , & iui mettendo il presidio , il tutto sotto de'
Comesi fu aiïîcurato » per la quai cosa i Milaneíi non haueano piu ardir d' en-
trare nella vall e . D" indi ajjpropinquandosi il mese di Maggio , al principio
del quale fìniua la tregua , ogn' vno s'apparecchiaua di quanto era il bisogno
all'arte militare . E principaimente Milanesi mandarono l' essercito ail' assc-
dio di Pantagano * il castel di questo luogo era assai potente per esser posto in M'f*»'fi f'-
luogo montuoso , & anche per la banda del Lago se gli potea dare aiuto , ma &l,ano * tra-
piu che le furze valse il tradimento ; perciò che'l Prefetto per nome detto Gi- <i"ncnt0 " ca
ûlberto Clerico,corrotto per denari fi rese , & cosi Milanesi hauendolo {Q^fi'l>fa**ntii-
nito di ciòc' hauea bisogno, venendo il Natale Christiano ritornarono à Mi- jano "f. „
lanocongrand'allegrezza. Per la perdutadi questo castello, i Comesi pati- tr*
rono incredibile dispiacere , & postoui infinité 'genti ne' nauilii mandarono Comes'-> Jí,~
perricuperarlo. Intendendo questo gl'Isolani,& corne già erano smontati i*>*eJ>3& Js°~
interta,infrettagliandarono all'incontro . E cominciandosi vnacrudelis- l-ni reft*ra~
fimabattagUa.finalmenteCûmaschirimaserovincitori.&gl' Isolani furono nlimort' 10«
difpersi j debellati per li vicini monti . In que sta battaglia furono morti da_> mjil* bitmi-
venti milla huomini . Dapoi che i Comaschi hebbero vinto il nemico , 5c ac-
«juistara opulente preda , lasciato il castello, btuciati i vicini edificij, carichi
iitornaronoàComo . In processo de giorni parue à*î Consoli Comesi di ri«
mandare l' essercito à Pantagano , & cosi di gente ,& quanto. altro era ne-
çessario , hauendo prouisto a quella impresa , montarono in naue , & poi che
furono peruenuti al lito smontorono . Dapoi fu ordinato per li principal!
deil' essercito mandare al Castellano, se voleua render il castello , rispose con_
moite paioleignominiose, che seco non voleua pace . Ilperche loro accesi
ingrandiiíÙTiairacominciaronoàdiuastareiltutto, & auanti che volessero
fonere i'assedio , dehberarono estinguere gli nemici vicini,acciò che poi dal-
impresa non fossero d'alcuno diíturbati. Principaimente andarono à Me-
Kasio , & Surgo , contra de i quali habitatori liaueano odio , imperò che Sur-
gliesi per il passato haueano vccifoOttpne di Quadrio, 8c certi altn nobili
Comaschi. Peruenuti dunque ali' impresa tutto ciò che poteuano roinarono,
&niente dall* arme , ò dal fuoeo resto illeso . Meutre che faceuano i Coma
schi questa guerra , si moskro contra di loro quei ai Canturio, & contant'
inipeto , che in vn momento guastarono Lepome , Albate , & Tetallo , terre
viçine à Como . Per questo subito assalto Comaschi iinpauriti, 1c genti c' ha
ueano alla riuiera del Lago,come c dimostrato,riur carono alla Città doue fu-,
reno celebrati diuersi concilii, in quai parte fosse d'inconiinciare la.guerra.Fi-
nalmente si deliberarono farla contra di Canturio. Onde da quante parte_>
peterono ragunarono le genti , 1' arme per il combatterc poíero ail' ordi-
ne,ordinaronoiCapitani, & alììgnarono i Vessilli. D'indi vschono contra.,
dc'Canturiesi, i quali hauendo intesa la mossa de'suoi nemici, paiimête ancor
loro di quáco haueano potuto s'erano meísi all'ordme . Fin?lmente ambedue
Wpaitim cápo aperto si costitukonp, c doppohauute alcune Jcggieri sçara-
* E ì muzze
62 DeÏÏ Historie MiUnesc
mtizzc traloroj fu cominciato vn crudel fatto d'arme; nel principio del quale i
Cátuncsi haueano ordinaro ad alcimi suoi soldati3dapoi clie hauessero assalta-
to il nemico, moíhádo di íuggirc si ritirassero sino ad vn luogo dep urato.doue
haueano posto l' aguaito , similmenre i Comaschi haueano ordinato . Onde_>
Cruiel satto cominciatalapugna al primo assalto i Canturiesi si lasciarono spmgeie , & sc-
d' armcj trà guitati da gagliarde squadre di nemici; peruennero doue erano il restante , i
Comaschi>fo quali dimostrandosi . fu incominciato crudel fatro d'arme , al quale i Coma
Canturiesi. schi non potendo durare si misero a fuggire , per insino à Lepome , douç_>
era il resto del suo essercito , & vedendo m che modo , &c con quai disordine
gli ftanchi Canturiesi seguitauano i suoi . con tant' animo vscirono contra i
nemici , che quegli al tutto rimasero morti, & vinti . Fu si grande I'vccisione>
che per il langue de'corpi, i riuoli diuennero rossi, & cosi poi i Comaschi lietì
Comaschi per la vittoria j <k carichi délie inimiche spoglie, ntornarono in Como . I'
■vittoriofi. Canturiesi afflitti per ranta rotta , Sc dubitando dell' vltima sua destruttione_>
se l'inimico ripigliaua l'arme , mandarono i suoi Oratori a' Milanesi , & simil
mente secero gPIsolani , & altri confederati . Venuti à Milano , Sc gittandoíî
a'piedide'Consoli Milanesi » pli ambasciatori con lagrime dimandarono il (uo
aiuto,senzail quale esposeroìion potersi piu mantenere contra i loro nemici.
Milanesi adunque per pietà commoflì risposero > che sopra di ciò haurebbo-
no diligente consiglio ; & poi conuenendosi in vno5 doppo varij ragionamen-
ti fu deliberato soccorrere i communi amici , ôc di subito richiesero gentc_^
<i' arme à i confederati , ancora quanto poterono ragunarono i soldati peu
fare l' impresa contra de' Comaschi > i quali intendendo quanto se agitaua_»
per la sutura guerra } con quanto ingegno , e forze haueano , non solo entro
fa Città si fortisicarono , ma anche à i consini délia valle fecero fabticare gran
fosse » & ripari > acciò l' inimico essercito nelle sauce di quella non potenè_»
procedere. 1 Milanesi finalmcnte mandarono il suo eslercito verso Como
instruendo i Capitani che ponessero in tal modo l' assedio , che persona non.»
ne potesse vscire . Peruehuto adunque che fui* essercito Milanese à i ripari
dimostrati , si faceuano continue , & sanguinolente scaramuccie , ôc con va
Comaschi rij successi essendo già trapassato vn mese , i Comaschi non solo per 1' arme—» ,
ajfcdiati. ma ancora > per il mancar délie vettouaglie » oltramodo restando afflitti > da
dmersi luoghi si pensarono far conduire vittuaglia per il suo viuere , ôc cosi
molti cittadini con potente armata nauigarono à certi luoghi vicini à valle_*>
Telina, doue haueano del suo , ôc à Gaibadona , nel cui luogo dimorauano
molti nobili Comesi . Raccolto c' hebbero tutto qnello , che poterono con F
aiuto ancora de' suoi amici caricarono le naui , ôc indi si riueltarono al carrú-
no di Como ,gl'lsolani il tutto haueano pcr spia :.onde alcune naue armatt-»
misero in naícosto > & due ne destinarono contra quelle de gl' inimici , nó per
inuestirle» ma^solo facendoh qualche leue assalto le conduflero alla volta sua >
iíche esseguendosi, da principio,el'lsolani li cominciarono à die moite parole
ignominiose . Ilperche Comenfi vsciti dell' ordine,vna délie duc naui in tal
modo assaltarono , che quasi fracassata si voltò à cedere à luogo saluo . nien-
tedimeno con varii assalti di continuo si coir.batteua, sino che peruennero ad
Isola , doue era il reíiduo délie sue naui armate . Ôc quiui scoprendogli inuc-
ftirono i Comaschi . La battaglia per molto spacio péril trarre délie sagitte',
piètre , & altre cose offensibile fu crudele . Vltimamente due naui Iiblane
sommersero , per la quai cosa le altre impaurendosi con grand' impeto si mi
sero à fus gire ricuperandosi al caltello. Et i Comaschi non parendogh il tem
po da seguitar vittoria , ma solo saluai si con la ve troua glia c' haueano , si vol-
scro
Parte Prima
íero al camino di Como, doue con immenso gaitdio furono veduti. In que
ste processo di tempo à gli assediati , per iniino alli curile muri fi manteneua_i
continue battaglie , & niun giorno preterirla che non si facesse qualche scarai
inuccia , nelle quali i Comaschi virilmente fi manteneuano , ma di continuo
da gl'Isolani , per la parte del Lago essendo molestati, per le frequente rubba-
rie , de prigioni , che faceuano non solamente contra di loro , ma eriandio à
eli amici della Riuiera , hebbero diligente Consilio , & fu deliberato di
subito mandare l'assedio ad Isola. Onde hauendo dimandato l'aiuto de'
suoi amici , per non volere troppo indebolire la Città de i defensori , armaro
no alcune nani gagliarde,& munite di quanto era al bisogno di quellejle desti
narono all'impresa sotto il gouerno di Lamberto Rusca. Essendo adunque contusehi *s-
l'cssercito nauale peruenuto ad Isola con grande animo fi pose intorno alla s*ltaron»li~
rena , & quiui come arrabbiati da ogni canto il tutto , con roina , preda , & m
vecisione , cominciarono à deuastare » II perche gli Isolani non potendo con
trastare à tanta furia. abbandonato il tutto fi ritirarono al Castello , & quanto
più poteuano con le saette , & pietre salutauano i loro nemici per defensione
delle rriura , & alcuna fiata v scendo i nemici costringeUano ritirarsi adierro .
Quiui fu morto Pagano Beccaria , huomo strenuo» Cosi continuandosi l'as
sedio si approssimò il giorno della Resurrettion del figliuolo della Vergine^».
Onde iComaschi leUato il 'campo , ritornarono à Como per la célébration^
della festa. D'indi à tre di , la giouentù Comasca pigliate 1" armi , procedé
contraili Masso perla via del lago , & nauigando , per il grido che faceua il
suono di trombe, corni, & altri stromenti, il tutto pareua a romore . Final
mente depredando peruennero ad Isola , doue applicati alla riuiera , non po
teuano andar in terra per la guerra che gli faceuano gli habiraton con gros
si (lime pietre ,le quali da i monti roinauano , & cosi contendendosi , vna ga
gliarda natte à disparte mettendo gran numero di gente armata à terra, en
trarono nel Castello , qual per difender la riuiera staua al tutto abbandonato.
Gli Oppidani sentendo il repentino successo in tal fotma restarono impauriti,
che moi figliuoli lasciati in potestà del nemico , à più sicuro luogo che pote
uano , con fuga si ririrarono , & in questo modo i Comaschi presero il castello
senza battaglia . Intendendo i Milanesi la perdita d' Isola, molto si dolsero,& comaschi »e-
imaginandosi di cercar'alrra via contra di Como, mandarono à Leocochç_j cubano isoìn.
armasse i suoi nauilij i ma senza far altro , passò tutto quell'anno; nientedi
meno i Milanesi quanto più presto poterono si misero à far gente d'armi, Se al
Maggio dell'anno seguente,ordinarono che intorno à Como si occupasse Vi
co , Curignola , & i circostanti colli » acciò che da ogni banda la Città fosse-,
combattuta. Dall'altro canto i Comaschi misero in punto i suoi nauilii, à i
quali da Guido suo Vescouo fu data la benedittione , Se poi I* armata nauale
naiiigò à Torno . Quiui con grand' animo aspcttauano i nemici , quali d'ogni
canto finalmente sopragiungendo, andatogli all'incontro fu cominciata vna
crudel battaglia scontro à Tonio , della quale i Comaschi restarono vincitori.
L' essercito di terra de' Milanesi era inrorno à Vico, Se Curignuola; & quei
Borghi combattendo virilmente si difendeano. Milanesi non essendosi per
la prima rotta impauriti, deliberarono rinouar la guerra per il Lago ; ilpeiche
in tanto numero erano le natii d'ambedue le parti , che parcua tutti i contigui
boschi fossero posti nell'acqua , & sopta i vicini monti v'erano grandissimo Battaglia^
numero d'huomini mandati peri Comesi . Nel principiare della battaglia-», MIM/(WJ
in mezo del Lago l'vna parte , Se l'altra staua sospesa , Se con quanto auuan- iag0 Aicom».
Uggio poteua . Finalmente vna nauicella armata della gente di Vico , vokm-
b 4 te rosi
64 7)alsffiftorìet%iitanese
teiosi. cfelcombattçre , assaltò rínimicQ, et queíta prásto si fommerfc; m£;
per l'aiuto d' ak un' altrc , pochi combattcnti perirono . Qiiiui vogando vna
naue già mandata pergl' IsoJani ,su fatta prigione , insicme con Arialdo P»
raclisio ,& Alberto Natale , i quali contra Ccn.asclii haucano perpecrato al*
cuni cradimenti . Per questi debili principii la guerra s' incommcio con tant'
animoper l'vnajC l'altra parte» che diuenne grandissima , m modo chc_j
. per lo sirepito deM' armi , gr.di grandillîmi , suoni dicorni , frequentar délie;
Coma/chi -vit faette , saisi , et altrc cosc d' offencljrc , pareuachv; tutto si douesse íbmmer-
tortosi délia.. gerc . et gjungen(i0 dae naui mandate da Lecco , entraxe nella guerra .. aliai*
batteglia na- prjma furono prtfe m ilche vedendo l' altre r corne mipaiirke si voltarono ,
"fit*. - e con quaute fjrze potcuano , seguendolc però ghnemki, si condussero à
Menasio . Onde i Comeíi con vittoria ,. e ncca preda ritornarono àComo,
doue dal ûio Vescouo lictamente furono riceuuci,&iprigioni mandatiin_»
carcere. Insuperbiti i Comaschi perla nauale vittoria,si vntfuno co 1 com
battent] di Vico , e Curignuola > e d'indi vscendo addosso l'efsercito dell*
ttiVmtfí R imt™co ' fecero vna tanta roina , che 1 Milanesi quasi restando e per acqua,
'. _ e per terra dusfatti , si dispofero leuarsi , et cosi raccolti i suoi cadaneri , la_>-
Mil ml notte-seguentc con Iaperdita di piu ai mille perlone n leuarono , evennero
' • à Milano, & i vincucori tra loro partironu il bottino , poi celebraronamolte^.
procelsioni , e sòpra gli altari offeríëro molti doni . Doppo procedettero'
contra Vej rima i .iui su factamolta guerra ; e finalmente doppo molta resi-
stenza entrando n ella villa, quellaroinaronp del tutto, con la morte di cen-
to vinti persone s il Casìcllo con grand'animo dal presidio che v'era dcntro
íì difendea > per la quai cosa i Comaschi conoscendo aífaticarsi in vano,la-
sciarono l'impresa. Nel processo di questc cose Guido Vescouo di Como»
huomo Catholico , di gran prudenza , e bontà s' infermò •• in proceslb di po-
chi giorni doppo moite ammonitioni esposte à i cictadini, pigíiato c'hebbe-»
gli ordini sagri passò à piu selice vira , &. su sepolto con grandiífimo dolorc-»
di tutti i Ccmasthi. j piu ncn sperando salute j per la morte di sì degno Pre»
fuie. Nkntedimeno passati alcuni giorni con bellicoíò ellercito andarono.
Mil*nefivit- m^rct a contra di.Canturio ,& poi volendo depredare Viazolo, & Marlia-
torio/ì no > a"' mipiouista vi ÍLpraggiunsero i lbldati Milanesi , che con tanto rumore
assaltarc no inemici ,. che quelli non potendo íòltenere la pugna, cerne vin
ti si mifèro in fuga . Quiui íii ìnorto Araldo Caligno , & il suo corpo ricupe-
rò Alberrio Curiio,panmente vi fu vcciso Pandolfò délia Canonica,Rugierio
di Fontanella, e molti altri Comesi » ilperchc in Como furono Ieuatigiandis-
simi pianti , e moite semine corne stoke li stxacciauono la faccia Mentre fl
agitauano le cose predeue,Garbadonesi suoi Legau destinarono à Como , im-
petiandoaiuto contra Mil aue si »ai quali già haueano mancato di fede, da'
Comaschi furono souuenuti d'alcuni nauihj armati,tra i quali v' era vna gran_*
naue data Copella. Qyei di Garbadona adunque vn'giorno sopra il lito con
delìdeno aípettandoil sbccoríb , perle guardie ch'erano sopra d'vna éminen
te torre fuicmo auuisau,come péril lago vemuano certi nauihj con ealcinav »
& vittuaglie , questi eicno cinque naui de' Lecaschi . Per uT auiso Garbado-
nesi n ontarono sopra Quattro naui , & contra le predeue nauigarono, dall"
altro canto ak uni soidati mandarono à i v icini monti , acciò che n-emici pet
acqua, ne per terra poresleropalìaiesenz'acquacalda. D'indi vn grippo de'
Garbac onesi con gran velocna tominciò à solcare V acqua contià nemici,
& dali* altro canto vi venne vna potente , & munita naue, nel mezo della_«
c[\.uk era col stiuuo vn'arbore cou la gabbia urinai* d'alcuni combattent! > Si

0
ì Tutte Pnmal \ 6j
i rmiestendo i! grippo , quale nuli potendo sustenere tanto impeto , ver
so \\\ìv> cominciò à fuggire , ite parimente si voltarono le altre ; in modo che
essendo seguitati , alcuni per pau.a gettandosi neli\icqua erano presi, & mol
ti s'annegarono ; quello tu gì an danno à i Comaschi , & à quei di Garbado-
na. il seguenti giorno e; n molta maninconia (ì misero per il lago a cercare
iotpi de' suoi , quai nella passata battàglia erano morti , &c nell'acqua som- Qtrimiert
mersi . Dopp. i questo conflitto Corrado Ganmberro ch'era Prefetto nel Ca- ^ (r(td,mento
ftello di Demo , cupido di denati , con tradimento il diede a' Milanesii il per- « Derno" -
che quanto si trouò nella terra fu messo in preda , & di molte cese precluse^ fallo a'iiifa
quale 1 nobili mi haueano fuggito restò spogliato , poi eslendogli posto il pre- er " '
sidio, i soldati Milanesi ritornarono adietro, & la predasti diuisa tra i tra-'"-''*
ditori . Fecero Milanesi a Demo fabricare vna gran natie, & quella fu nomi-
iuta il Lupo , & gli diedero il segnale, acciò che quella vedendo gli amici fos
sero pronti al suo aiuto . Di quiui adunque i vicini ,& lontananti di continuo
riceueano gran danno . Onde la naue detta Lupo com'è dimostrato , vsccn-
do suora di porto ogn'vnc spauentaua . Nientedimeno molti nauili) de gli ne
mici vnendosi , si misero vn giorno in nascostojet Lupo vogando la inuestiro-
no , con tanto animo , che non valendoli difesa nè fuga , resto nelle forze de
gli nemici : delche tutti i combattenti di quella restarono prigioni >e morti ,
I ptigioni a Como furono condotti in carcere. Dall'altro canto Milanesi man
darono nella Valle Tesina paese ameno , fertile , et abbondante , et quiui con
preda . et prigioni il tutto cominciarono à diuastare . D'indi peruennero à
Berteno , doue incappandosi nel presidio che dimorauaiui per guardia della
valle , fu cómesso il fatto d'arme , quale à i Comesi in tutto fu fàuoreuole , et
mandata Japreda con molti prigioni a luogo sicuro , andorono ad vn castello
detto Antisico. et la terra di quello con battaglia finalmente ottennero. In
processo con molti nauilij circondarono la tortezza, e da ogni canto of-
fen deano quegli del vicino paese , per la qua! cosa loro dimandando l'aiu
to de' Milanesi , etlì disubito mandarono à Leuco , e quiui messe ad ordine
alcuni nauilii , e gente d'arme , s'affrettarono contra gl'inimici ad Antisico »
doue peruenuti nel tempo di notte.le genti,che v'erano , senza dimora si mi
sero in fuga , lasciando l'arme, et ogni altra cosa ch'egli haueano, in potestà ,. .
de' Milanesi , i quali poi c'hebbero soccorso il castello, andarono per acqua » Vmrmat**
et per terra centrala Comese armata, senza battaglia restò fracassata in_. ^'Comaschi
patte. Quiui furono fatti gran numero di prigioni , e quelli senza \emmufracaJfl'M •
pietà fecero impiccar per la gola. In questa forma liberati c'hebbero Mila
nesi gli amici ritornarono à Milano,& i Comaschi che in alcune naui s'erano
ritirati à luogo sicuro , misero à pigliare 1 corpi de' suoi , i quali con molti ge
niti condussero à Como , et fu intorno all'vltimo di Decembre . Celebrata.,
c'hebbero la festa delJ'auuento del figliuol di Iddio , costituirono vn general
concilio, nel quale fu esposto con quaí modo s'hauessero à difendere da' Mi
lanesi, deppo molti , et vanj ragionamenti si conchiuse di far venire vno det- -Atomo da-,
te Albrico da Bregn^no , huomo di gran pratica. sagace , e scelerato, col qua- h,tln* nosa-
le il tutto participando richiesero il suo parere. Rispose egli come saneua che *fl**
gìi nemici haueano à venire , et gli pareua che insidiosamente se g'iUauesse à " •
procedere all'incontro pct fin a Monte Sordo , nel tempo di notte, et quiui
nascosamente dimorassero fino che gli daua il segno di fare impeto contra.»
quelli;ma auertiùero che quelli concorreano al lor mercato non intendessero Tradimento
alcuna cì 'fa In que fi< ■ appai ere concorrendo ogn'vno , il doppio traditore si doppio di Al-
fattiiet dali aiuto tanto auUò da Mirandi > et gli espose quanto s'era stabilito buco da £re*~
ger
t>6 Dell' f/ïjlorie Milanese
-pei- i Comaschi, i quali mandando i suoi soldati al deputato luogo aípet-
tauano il proditore , per intender quanto haueano à fare . Finalmente giun
se, & dietro seguitauano i Milanesi instrutti da Alberico* Questi per i Come
si essendo conosciuti s'accorsero tleì tratta; ilperche voltate le spalle si iitisero
à fuggire i alcuni deliberarono più presto morire , che sì ignominiosamente_>>
mettersi in fuga, & tra questi v*interuenne Petraccio da Fonta nella, Arnaldo
■di Vibrate , Marco detto Asola . Qujui adunque fu cominciata la pugna, nel-
' comisckìsii ja quaic pochi poterono fuggire dalle mani Milanese. & quegli , erte restaro-
• no iure no prigioni , Se códotti alle carcere. I Comari ch'erano fuggiti molto
Jamentantlolì del traditore Alberico , ritornarono à Como > doue per i morti
fu fatto intredibil pianto . Doppo Milanesi presso l'inimica Città due stadij
misero i suoi steccati , & gli rubricarono due torre, assai plahicie circondaro
no di gran fossati , & chiamarono quel luogo Villa noua > & non volendo che
niuna persona vscisse, gran disagio patiuano di vittuaglie,del che tra loto n'v->
sci gran discordia . La qua! cosa intendendo i Comaschi per i suoi esploratori,
deliberarono assaltargli ,& cosi vn dì deputato tutti i soldati eisehaosi posti
all'ordine.assaltarono il campo dell'inimico con tant* impeto', che passata la_»
foce con vccisione,& fuoco il tutto deuastarono , gran parte delle genti fug*
Mil*ne£ fio- 6>r°no , Se alcuni si saluarono nelle dette torri . Sconfitto che fu l'essertito
fui Milanese i Comaschi carichi della preda ritornarono à Como . Di tanta per
dita Milanesi dolendosi,piu feroci diuennero contra de i vincitori,e delibera*
rono deuastarc al rutto Lugano. Per questa impresa màdarono à Leco, & qui-
ui à gli Oppidani imposero al più numero che potessero, fossero ad ordine di
quáto era necessario al combattere . Poi vnédosi seco andarono in fretta ver
so Lugano. Comaschi auisati di tal cosa mistero al fiume di Tresia molte squa
dre di soldati perouuiareal nemico. Iuisoprastaua vn monte detto Castella
no, il quale per loro era munito , l'essercito Milanese si diuise in due parti.vna
delle quali assaltando le genti vicine al fiume restarono doppo lunga pugna
inferiori . e l' altra per incognita via salendo il monte , con gran mortalità di
nemici fu vincitore, in modo che seguendola vittoria, ruppero similmenre
ComasibijcS j] ie^0 dell'efferato Comasco ch'era al basto vincitore ; con quanta velocita
fttù poteuano 1 vinti si ritirauano alle sue naui , & in quelle riceuettero assai nu
mero di fuggitiui ,1'vccisione fu leue, & circa venriftirono prigioni. Milane
si doppo tal vittoria diuisero le sue genti , Se i soldati Cremesi ch'erano seco
mandarono in valle di Cuuia per disensione di castel Nouo > & gli altri à di-
uersi luoghi. Cremaschi come gente inquieta tutta la valle trascorreano, dei-
che Comaschi eslédo auuisati,fuor della Citta vscirono . & procedettero con
tra di loro , in modo che da varij luoghi assaltandoli , non gli valendo difesa.,
furono debellati , poi volendosi condurre à qualche luogo saluo , parte al so
pradetto castello da 1 nemici erano morti , Se molti restando prigioni crudel
mente gli conducemmo à Como nelle carcere . Milanesi grandemente si
condolsero del funesto caso de i suoi amici , & à i carcerati mandauano il vit
to . Finalmente l'assedio deliberarono à Como , & con ogn'istanza richiese
ro aiuto ài suoi confederati. Principalmente imposero che quei di Lecco gli
conducessero gran copia di legnami per adoperargli in ciò ch'era bisogno , il
che disubito fu posto ad effetto • D'indi i capitani dell'eflercito richiesero a'
Confoli Milanesi , che gli mandassero à fupplimenro tanti artefici, 1 quali sa
pessero far Castelli di legname , Bricole, Baliste , Gatti , Ripari , Bracilli, ch'e
rano traui ferrati in punta , co' quali à forza di braccie si gittauano le murc,&:
altre cose opportune alla ispugnationc d'vna Citrà . In procesto di giorni gli
venne
Tarte Primé . 67
:iJ soccorso de' Pauefi , & similmente di Vercelli .. Il Conte di Blandia
te per esser fanciullo li venne con la madre , Se molte genii d'arme , & questi
ogni giorno prouocauano gli nemici alla battaglia. Doppo alquanti giorni, li
giunse AIbenghi,Piacentinr, Parmegiani, & gran numero di saettatori . Man*
roani , Ferraresi, & Bolognesi parimente mandarono, & cosi fece Lucca, Sie
na^ Vicenza.Poi che l'efferato Milanese per il numero di tante genti si vid-
de ìnuirto , fu ordinato che tutti i campi , e i monti vicini si occupassercdop-
po tutto il giro della Città circondarono , & per il Lago fecero procedere lo
naui Isolane, quelli di Leuco,& altri adherenti ; in modo che con grande
strepiro d'amie le vnde da infinito numero di remi erano solcate . Et in que
sto modo la pouera Città mmezo della Valle fu circondata . D'indi Milanesi com» ufftii»
vedendo Como da ogni canto essere astretto , fecero fabricare (quattro Tor- M>
re di legname » & queste molto ingemosamentc fortificarono di grossissimi
traui, & h coprirono di crate conteste di vimine , & pelle di boui acciò dal
nemico non potessero essere offese . Poi tra le Torre fecero far due Gatti in
simil modo coperti ch'erano eli alti edifici) , drizzarono ancora certe Baliste . Batt/'£"t **
In tal forma adunque hauendo Milanesi composto quanto c dimostrato lo *f * Ce?" »
quattro Torri ,& altri edifici; contai grandissimi gridi, suoni di trombe , di & '"ir/e-'
corni , Se strepito d'arme , le approssimarono alla Città , che pareua l'Aere >im"cf"nt ■
Monti, Se il tutto roinasse,& fino ài pesci per l'incredibil tumulto nell'ac
qua stanano attoniti. I Comesi dall'altro canto . con quante forze, Se in
gegno haueano, si preparauano al difendersi , rinouarono le fosse . Se quelle
cinsero con forti ripari, oltra di queste armarono alcune naui, con le quali al-
banda del Laco tlitendeuano le mure della obsessa Città , guardauano il lago,
& con ogni diligenza cacciauano gl'Isolani , & altri suoi contrari. 1 Milanesi,
si come e fatto mentione , hauendo gli edifici) predetti prossiroaii alle mure .
non solamente dalle quattro torri difendeano i Gatti . ma anche col conti
nuo frequentare di saette, Se pietre da ogni canto dàneggiaua laCittà,& ha
uendo in alcuni luoghi rotte le mure , & i spi anate le sofie , si assaticauano di
fami entrare le loro genti d'arme . I Comesi alcuna fiata vscendo per dare
il fuoco alle torri ,dai difensori di quelle eh' erano in alto, con saette, &
Siene in tal modo erano percossi, che non ardiuano d'appropinquarsi,
la dentro la Città non cesìsauano di fortificarsi, & riparar doue 1 nemici ha
ueano roinato, di fuori ancora gettauano facelle affocate, Se saette ; ilper-
che gran numero di gente periua . Et in questa forma la battaglia giotno , o
notte non cessaua . Onde in Como non le vdiuano altro che rumore , & la
mentarsi per la morte dei suoi i e giouani. e vecchi per difension della pa
tria prendeua no l'armi ;i fanciulli, & le semine con grandissimi lamenti , Se
pianti ad alta voce gridauano » inuocando di continuo il nome di Dio , & si
milmente di S. Abondiosiio potente patrone . Per la continua faticai com
battenti quasi più non potendo vsar le armi, nei fanciulli à quelle non es
sendo idonei , 1 Comaschi vedendo non porer più. resistere à i nemici , per es
ser ramo afflitti, & stracchi, che con grandissima dissicultà poreano tenere
l'arme m mano . In tal miserrimo , Se calamitoso staro adunque essendosi ri
dotti , non cessauano mai di pensare , per qual via si potessero saluare dallo
mani de i soldati. Finalmente fu tra loro deliberato che la notte seguente , Miserabil c&
conle naui mandare in luogo saluo la semine , i fanciulli , e le sue massaritie , fi C»w4»
et cosi nell'hora costituta montarono. Occaso miserando, ò iniqua sorte, òft**m
condolente memoria.vedere le pouere famiglie nell'oscura norre col pencolo
della propria vita, essere per l'arme costrette abbandonare quella Città , nellsu
quale.
63 Dell- Fíistòrk ^Milanese
quale erano nodrite.et venire in potestà de' suoi nemici» Nel medeíïnio terri*
CoTTttsíbi al- pQ cjie nauj cominciarono à vogare i difensori di Como con grande impe-
tandonanola to, et gridare assalrarono i Milanesi , acciò che per il tumulto della pugna_i
Città . non fe vdisse la fuga, et di li al meglio che poterono ancora loro si ritirarono
m Vico. Milanesi tra mano parendogli haucre la virtoria,accescro molti fuo
chi, e quantunque tentassero entrare nella Città» pure alquanto si dubitaua-
Milanesi oc- no » ilpcrche aspettando il giorno cimino repugnante,salirono le mure e poi
tufareno Co- al tutto occuparono l'abbandonata Città» di lì andarono in fretta à Vico : ma
tno . i Comesi con grande animo difendeuano le mura» &oltradiciò ancora ha-
Xiilantsi com uendo l'adito del lago , montarono in nauc» & espulsero gl'isolani. Vedendo .
Lettene v ice . quello i nostri ,& come i Comesi più il morirle si derauano che'lviuere. Se
che anco la guerra hauea à durare con molta vecisione pei la fortezza di Vi
co, deliberarono tentare l'accordo. Per suoi nuncij adunque fecero ispone-
re a i Comaschi che li piacesse hormai imponere fino alla sanguinolenta guer
ra, & li soggiunsero se loro si voleuano confederarsi seco erano contenti.sal-
nandogli le robbe , & le persone , et solamente la Città fosse destrutta dal
• brazzo Milanese. Questi legati furono certi Abbati ,& altri Sacerdoti: la ri
sposta de i Comaschi non fu altro , se non che proruppero in tale esclamatio-
ìmentò àe' ne • & Dio p otrebbe soccorrere à tante nostre miserie , ò Dio i nostri
Comaschi . '"etiti come possono da te hauere meritato tanto flagello , che noi debbiamo
essere priui della nostra propna Città,hanno meritato tanto male i nostri mag-
giori,qual cosa habbiamo noi cómesso contra i Milanesi,chc si crudelmente^*
siamo espulsi ? voglia hormai Dio giusto giudice vendicar sì facinoroso caso .
douemo noi giurar con quelli che ad alcuno non seruano la fede , à costoro
conoscendo come di continuo i nostri antecessori sono stati nemici ; cosi noi
Accordo tra" ancora seguitaremo i suoi vestigi) . Con tal risposta gli Ambasciatori ritotna-
MHanesi , & rono adietro . pur finalmente à prece di sì venerande persone , fu stabilito, &
comaschi, capitolato , che le mure di Vico , & Curignola restassero in piede » & l'altro
Comospiane- fosse tutto roinato. Fatta la conchiusione difubito i Milanesi fecero mettere
ta . il fuoco nella Città di Como , le mure furono gettate à terra »• le torre spiana-
Vicespianato te,& niente altro vi restò, che i fondamenti della infelice Città,& nel medesi
mo tempo parimente mandarono alla destruttione di Vico Longo. Questo si
condolente successo vede.ido i Comaschi.con inaudito grido in tal forma fu
rono vessati di dolore , che appena riteneuano la misera vita, & per il contra-
, . , rio i nostri , per allegrezza di tanta vittoria , oltra modo giubilauano , & con
Comaschtfa- tljonf0 ritornarono à Milano l'anno di Christoii27. Poi i Comaschi nel di-
bnearono strUtto luogo doue era la Città , fecero gran numero di Capanne pastorale,
molte cafan- m qUeije } habitarono. In processo di tempo piti basso poi in forma di Can-
ne , onc era^ CIQ m \uo^0 redificarono Como nel modo che si vede à i presenti gior-
Como ' ■ j r m> ma le fortezze colcircuito delle mure da Giouanni Visconte potentistì-
Como rtedip- mQ Arciucscouo di Milano furono construtte, si come in processo dell'histo-
catatnmoUo rja al luogo suo per noi farà dimostrato . Fu qnesta nobile Città Colonia, iui
"7*™ ' mandata per il popolo Romano , ik da Pompeo Strabone , padre di Pompeo
Comosu Co- ^,iagno . „i tanto fu celebrata da i Romani, quanto fu ancora de i Coloni de'
tonta de Ko- Greci, et da' due Plinij molto illustrata , e parimente da Cecilio poeta,à me-
ajMi » moria del quale sino a' nostri giorni in Como si tremano in vna tauola di mar
mo scuipite queste lettere.

L. Ci£- '
Ç'< Tarte Priftáì.'X 69

L. C & C I L I V S L. F. C L I O.
Ii.I, V I R. A. P.

QVI TESTAMENTO SVO IIS. XXXX. MVNICIPI-


HVSCOMENSICVS LEGAVIT QVORVM REDDITV
Q.VOTANNIS PER NEPTVNALIA OLEVM IN CAM-
PÓ ET IN THERMIS, ET BALINE1S OMNIBVS QVE
S VNT COMI POPVLO PRi£DIRETVR. T. F. I.
Voglio che intendi Iettore che CoIonie íbno quci cittadini , quali dalle Coi0„-, (yt
Città
fredo nobili aile coiìituì
ignobiliinerano mandati. Nelàproccsso
i poueri di
di quelle
Chriítocosc
, &Gotu> "r l '
da Bitssero Milano l'hospitale fu no- c0JaJ'a
miuato in Brolio . Voglicno alcuni che í'antico Broletto di queíta Citcà fossé
quiui edificato , ilche non è vero ; imperò si troua essere siato doue al présen
te è la Corte nominata di S. Gottardo » edificaca per Azzo Visconte , sì conie
in proceslò faremo mentione . In questo tempo ancora mancò délia présente Lotario Im-
vita Lotario Imperatore .ilperche Corrado.cognominato terzo, sratel di Fc- peraioremn»
derico primo , detto Barbarossa , su assonto all'Imperio . Sono alcuni che di- rt .
cono, corne da costui nacque la fattione Gibellina , ilche se non su , almanco
per Italia si disparse * & concio fosse che Genouesi nel medesimo tempo con
lo stampo Pauese íacessero moneta picciola , & abietta > Corrado gli conces-
se vn priuilegio con aurea bolla l'anno di nostra sainte 1 13 S. di poterne ltan>-
par con la loro insegna , cioc tre torre representando essa Republica à difen-
íîon délia quale erano sabricate, à S.Siluestro, & Santa Ctoce insieme col no
me del loro Duca, & dall'altro canto vna Croce nel tondo, & à cerchio il no
me di Corrado Rè de' Romani in perpetuo . Dopo quattro anni , concesse il ■ 'f
Contado di Massino con le sue pertinenze tantonel Milanese , quanto nel ■•>
Nouarese , ad Ottone figliuoío di Guidone Visconte ,1'auolo del quale per ,
l'Imperio fu morto . Finalmente Corrado andò in Siria con l'essercito , sì co- trr* 0 ™~
me habbiamo fatto mentione nelle vite de grimperatori,& vintoritornando v r*torc mí(*
in Italia, mori. Ilperche doppo lui Federico suo fratello da gh eletton niuno '*
répugnante , anzi tutti cosehtienti, fu creato Re de i Romani» l'anno del par-
to délia Vergine mille cento cinquanta due, et i suoi grandislìmi fatti ho nar-
rato secondo l'essempio de' due nobili Ladegiani , l'vno chiamato Otto , &
l'altro Acerbo suo figliuoío , cognominato Maurena , i quali per quattordeci
anni continoi , corne nuncij Imperialileguitarono la corte di Federico , & di-
cono esseic inreruenuti à quelle coíè che di présente s'erano recitate . Non
doppo molto tempo Federico sopranominato , cssendo creato Rè à Costan»
tia celebrò vn concilio <ii molti Précipi , & Baroni » doue inauuertentemente
per aîienífaccende , gli occorsero due Lodegiani, l'vno detto Aberardo Ala-
manno » & l'altre Maestro Huomobono. Costoro da prima ricorsero ad Eri-
mano Vescouo diCostantia, col quale piu vulte viddero l'Imperatore fédère
in pufelica audienza , alla quale di moite nationi , & senza eccettiom di veru-
aa pen'ona vi concorreano , lamentandosi di moite ingiurie riceuute da' Ti-
ranni, à 1 quali Federico sommaria giustitia ministrandogli , consideraxono in.
quai modo potessero far intendcre al Rè le sopportate grauisfime molestie,
'& seruitù , per le quali Lodegiani di contmuo erano vessati de' Milanesi. Pet
questo di subito andarono in vna certa. Chiesa , doue pigliaiono due Croci »
& quel-
fyo Deïï fÙftòrk tfflihnese
& quelle metrendOsi sopra le soalle, seslinarono al cospetto del Rè , e de i Ba-
roni , à i cui piedi piangendo si gettarono , & su il primo vnercore di Quaresi-
hia,ranno dell'incarnation diDio 115$. ogn'vno di tal cosa prese ammira-
rione . Onde fìnalmente Federico fecendoli leuare , gli dimandò quai cagio-
IfaVc/Vn» ne 8'' indue esse à questo.Adunque tutti due i Lodegiani Ieuati in r^iede, pian-
....-/-f...,. r, cendo m nue sto modo esposero a sua dimanda . O santiíîîmo Rcauanti alia
dirieo linte- 1,113 <Maest«j,& vniuersa tUa corte noi pouen, Si ir.iscirimi cittadini di Jo-
mtorc delftj *'e ' ^ lamcntiamo de* Milanesì , i qiiali per il passato tempo ingiustamente .
hromiscrie ^ colpa ne hanno cacciari dalla propria nostra Città •> Si più che gran_,
* numéro di noi dell'vno;& Taltrô fesse s dalle lor cíudele mani sono stati mor-
ti . La crucîcltà de' quali , molti fuggendo in aliène contrade vanno dispersi ,
il resdiïoin seinuoui Borghi háno cominciato ad habirare,& il mercato che
nella Città cçni martedi si faceua, il collocarono nel maggior Borgo no-
nunatoil siacentino . ilperche Pauesi , Piasentini, Cremaschi, Cremonesi , &
Beigamast bi > in ògni scttimo giorno vi concorreano , & da Lodegiani erano
benif namente riceuuti . ondeper questo cominciauamo à fare afsai guada-
rno , & ristaúrarsi de i passati danni , ilche Sereniflìmo Rè , intendendo Mi-
lanesi, molto di tal nostro bene contristati , tecero il suo gênerai concilio.nel
quale deliberaronrt priuame del nostro principato guadagno, & ne hanno le-
uato il mercato predetto , d'indi collocandolo in vno mcómodo, 6c inhabita-
to campo . Per la quai cosa ò Clementiíîìmo Rè , noi , & molti altri Lodegia
ni siamo ridetti ad estrema inopia, & per questo preghiamo la tua Maestà,in-
•sieme cen gli altri Prencipi ystdegni per sue lettere, cVnuntij comandare a'
Milanesi , che ne lasciano poterfaril mercato nel consueto luogo. Questa di
manda su subito da molti approuata , esorrando il Rè à sar quanto hauea ri-
t hiesto Aberardo , in modo che Federico mosso à compaíîìone , impose ad vn
suo Cancelliero , facesse quanto per Aberardo gli era richiesto, & doppo co-
Tedericolm- mise ad vn de'suoi nominato S'icherio , che di subito douesse andar à Mila-
ternton es- no , al consiglio del quale cemandasse per parte sua quanto nella pétition di
smudt i Lotie- Berardo si contenea. Ilche essendo conchiuíb,i due Lodegiani pigliato c'heb-
limnicircalo bero licenza, vennero à Lode, doue conuoeata la ccncione de'íuoi primati,
nhsutre il ìspoíero per ordine quanto con Federico haueano operato>la quai cosa vden-
mercuto . do qucgli , quantunque à fatica il petessero credere , vniuersalmente oen'vno
contra de'due Lodegiani si riiioltarono con ingiunose parole , dicédo che vn'
altra volta se riò foíle vero gli fariano con maggior crudeltà discacciare, & fi-
nalméte gli comádarono che perl'auucnire piucii tal cosa nó hauessero ardire
cli parlare,se non voleano l\ltima sua rcina. Doppo alquanti giomi il predetto
Sicherio Legato Regio,có grandiíTìmo gaudio venne à Lode,doue cómise che
Wi subito tutti i Cósoîi,& quelli délia credéza fossero insieme. Ilche fatto,ifpo-
fe quanto da Federico hauea in mádato , Si mostrolli le lettere drizzate a' Mi*
Jr.neíì . Ilperche credettero poi quanto gli era stato narrato da Aberardo , 6í
Huomobonoí nictedimeno molto timasero di mala voglia, in modo nó sapea-
n'o che sáre;anzi Pvn l'alrro guardádo si stupiuano di táta cosa, & cosi perpau-
ra de'Milanefl-atronitijstauano senza parlare . Purfinalmenre vno de'Consoli
piangédo leuefli-cV códoléte voceex' sómisja, verso di Sicherio in questa for-
xna incominciò á dircO' iicherio signor nolìro, délie parcle3quale tu ci annû-
cij molto si tnaraingliamojflc in venta chiamiamo Dio , che mai Aberardo ecl
suo ccllega nó venne m Alemagna di nostro cóíiglio, & queste lettere quale ci
mostri ceito'nó si tiouara che mai impIoraHìmo dal nostio Rè: ilperche si ma-
ìauigliamo assai,che due huonuni insensati^ temerari] fuora délia mente no-
stra
. ' Parte Prima . !, . ".. ji
stra riabbiano tentata vna si gran cosa,nella quale consiste rtó solo la perdita
delle facultà , ma anche c' interuiene Iadestruttione , & morte delle nostre
proprie persene t& soggiunsero , se questo fi manifestaua a' Milanesi, perla
gran distanza del camino potenano essere al tutto destrutti , & morti, alianti
che da Federico gli potesse esser mandato alcuno soccorso . ilperche somma
mente il pregauano che in verun modo non andasse à Milano, ne mandasse it4tti/itù nS
le lettere , eccetto se non voleua l'vltima sua destruttione ; per la qual cosa-. arjAong r°r
gli suppUcauano che ritornasse al Rè , immortai grafie rédendogli di quanto *ujr'Á ^Á.
per loro hauea fatto , dicendogli ancoraché per l'immenso timore quale ha- tjf~rt j: e>_
ueano da Milanesi , deprecammo restare lalegatione di sua Maestà; & sog- . •
giunsero se gli volea lasciare tal lettere , se mai per alcun tempo l'Imperatore
in Lombardia venisee ,.poi senza rispetto alcuno le puMicarebbono . Queste
cose Sicherio intendendo da' Lodegiani , la volontà de' quali in verun mo
do non era che venisse à Milano . E quantunque conofcesse non poco ha-
uergli serujto , Si sparasse qualche honoieuole dono ,. dolente della loro cala
mità > & stato oue si troilauano , nientedimeno disse . Sappiate che prima»,
vorna perder cento matche d'argento , che restar d'andare a.MiIano ad esse
guire quanto dal mio Serenislìmo Rè haggioin scritto. &se l'vfficio mio . ..
non facesse , mai non haueria animo di ritornare alla sua Maestà . Et non_, ane^
ostante che di tal cosa ne pigliassero sommo dispiacete, partendosi da Lo-y , j r"L~-!"1"20
di venne a Milano , doue conuocati i Consoli della Città, a quelli palesemen- le' lettere
, . di '
te diede le Regali lettere , isoonendo quanto circa di ciò appartenca . Ilper- ' 'r'c0 •
che essendosi lette quelle , sénz'alcun freno i Consoli si leuarono in tanto fu
rore » che in cospetto d'oen'vno gittarono le lettere in terra , dandogli sù co'-
piedi. Oltra di questo insieme vniti fecero grande impeto contra di Sicherio,
il quale fuggendo s'ascose ,& la notte seguente peruenne a Lodi , doue nar
rato c'hebbe quante gliera accaduto , indi partendosi andò in fretta a Federi
co. Lodegiani vdita talcosa in sì fatto modo rimasero smarriti , che molti , ,
partendosi da Lodi si trasferirono ad estranee contrade , & quelli che resta-
rono, andauano la notte vagabondi , come ladroni , alcuni altri il giorno si '"&on't •
£attillano , & la notte , come ladri rirornauano. Questo miserando trauaglio
usò infino alla venuta diFederico . Milanesi di continuo consultauano , &
machinauano contra de' Lodegiani ,& Sicherio peruenuto à Federico , get
tandosi à i piedi,con grande ordine recitò quanto à Lodi , & à Milano gli era
accaduto. Doppo l'incominciò à pregare con quelle accomodate parole si ri-
ccrcauano ad indurlo alla vendetta, insieme con ogni altro Prencipe, che di
tanta ingiuria fatta per Milanesi si vendicasse. Queste cose vdendosi.vgn'vno
s'accese m tantaira , che di subito deliberarono con grandi (fimo essercito ve- ifl"<i"'»s
nire in Lombardia . Uche agitandosi , Lodegiani fecero fare vna chiaue di pu- »*•»*"■«»*•
rissimo oro, tk per il Marchese Gulielmo da Monferrato quale gli hauea prò- *Fe*tr,c0
messo d'aiutarli mandarono al Rè, offerendogli la loro Città, & le proprie-. »*c»»'"'i-'
persone ; ilperche quello cómendandogli assai , Lodegiani con la Città,quan- oro, .' '? \.L
tunque fosse come distrutta,pigliò in sua protcttione.Milanesi similmente mk-S"" °°*»ie~
darono à Federico vna coppia d'oro con honoreuol somma di denan,per ricu- ^.y
perare la perduta pratia . ( •monelì,& Pauesi , ancora loro mandarono fa. Milanesi ma-
gnislìmi doni,tv ncedédo per Lodesani incolpauano Milane- d*rono a F>-
si. In modo che Federico mai. ò Legati per Alemagna , Sassonia, Borgo-
gna , Lombardia , Toscana , Ron.a, & per tutto l'imperio suo , comandando f<W* ■ tr* ••
ad Arciuescoui,Vescoui,Conti, Marchesi, Duchi, & ogni altro Prencipe nelle cwÂtiunri
predette ptouincie,& regioni,che con sue mijii.ic,& più honore uole poteseera
fossero.
72 Dell' Historie MiUnefe
, . . fossero à punto alla festa di S. Michele prossimo ad vn'anno , con lui in Ron-
FeUenc» m* cajja Lombardia, la qual cesasi come dal Re ni comandato cosi fu essequi-
Lomlitrdia. (a ^ Venne adunque Federico Re de'Romani in Lombardia l'anno n s4. dal
la incarnation dei figliuolo della Vergine , nel Mese di Ncuembre , indittione
seconda , nel giorno di mercore penultimo , nella vigilia di S. Andrea , fu al
loggiato in S. Vito di Castione del Lodegiano . Et il medesimo giorno i suoi
Teutonici vennero à Lodi da i predetti Abelardo , & compagno. Quiui non
sì sà per qual cagione adirati,combatterono il Borgo Piacentino di Lodi , nel
quale erano conuenuti gli habitatori di tutti gli altri borghi; ma Lodegiani
virilmente fi difesero . fi giorno seguente che hi la festiuità dell'Apostolo , Fe
derico con l'eflercito giunse in Roncalia , & quiui fu alloggiato , la residenza
<lel quale su sei giorni in Roncalia. Milanesi andarono al Rè , & seco sraudo-
lentemente si conuennero di dargli quattro milla marche d'argento. In quel
la dimora Federico impose ad vn certo suo capcllano che andasse à Lodi, per
far giurare à Lodegiani fìdeltà. Onde loro per tema de gli Alemanni, ogni
suo nobile, moglie re, e figliuoli, fuggirono a Pizzighitono , parte ancora n*
andarono à Milano , à Cremona , & a Piasenza , Se indi solo con le persone^»
ritornarono à Lodi , doue il Rè hauea fatto piantare il suo padiglione . Nel
Borgo sopranominato doppo, concio fosse che il Capellano del Rè richiedes
se il giuramento della fìdeltà , Lodegiani risposero , che tal cosa non ardireb-
bono di fare , senza il consentimento de'Milanesi , nelle mani dei quali ha-
ueuano posta ogni sua potestà,cosi differiriano la cosa ad vn cerro termine^ >
nel quale Lodegiani vennero à i Consoli Milanesi , isponendogli in che modo
Federico hauca mandato vn suo noncio à Lodi , acciò che da' Lodegiani pi
gliasse in giuramento di fìdeltà, ilchc non haueano per verun modo hauuto
ardimento di fare senza il loro consenso. Milanesi fecero vn grande, & lun
go consiglio sopra di ciò , finalmente risposero ch'erano contenti , & che li-
centiauano che nelle mani Regali facessero il predetto giuramento, &oltra
cii ciò gli ringratiarono di quanro haueano risposto al Legaro Regale . Lodi
giani ritornati adunque alla sua Città , nel concilio quanto haueano hauuto
Milanesight~ da'Milanesi esposero . llpcrche di buon'animo ogn'vno giurò la fìdeltà al Rè,
rtrono sidel- il quale doppo che in Roncalia hebbe finito vna lunga consultatione, a'Mila-
/* à Tètátri- nesi richiese , che per il miglior camino il conduceslero al ponte di Ticino •
to . i quali mostrandosi di buona voglia il condussero con l' essercito suo per luo-
Milancfi ccn- ghi diserti, Se guasti per la passata guerra, che loro haueano hauuta con Paue-
dujsero fede- {] , |a quale nel passato Agosto fu si atroce, quanto la memoria d' huomini po
me ftr Ino- ress' essere d'altra. Adunque Federico guidato da'Milanesi pose il campo suo
gbi deserti, presso Landriano, Se il seguente giorno misero pauiglioni > Se tende presso al
cartello di Rosate , doue dimorando due giorni la vettouaglia vi mancò, nè
ancora d'altro luogo non ne potea hauere . la qual cosa Federico intendendo,
Se come Milanesi l'haucano captato , Se condotto per tanto siluestre camino,
lece fare commandamento che dal predetto luogo di Rosate tutti i Milanesi
ch'erano dentro pei guardia douefleio vscirne , Se le loro vettouaglie trasferi
re alle sue genti . Quello intendendo Milanesi , quantunque non poco si con-
tristaflero, nientedimeno li pareua neceiTario il Regale comandamento osser-
uare . llpcrche di subito comandarono à tutti gli habitatori del castello chc_j
vscissc-ro iuon.cv' tutto quello che haueuano.lasciarono all'efferato dell'Impe
ratore, la qual cosa intcndédo loro, benché il Sole inclinafle . & già da pioggia
sossero impediti, ogn'vno tanto maschi quanto lemine,cosi piccioli come vec
chi , con incredibile dolore , & pianto vscirono di fuori , l'asciando à dietro
tutto
Parte Prima. ff
quanto v'era dentro esportarono di fuori.& d'ogni edifícic con rerro,c\: fuoco
niandarono à roina.Onde Milanesi quantunque à grande ira foslcro commos- R"/1*" c»flà
fi contra di Federico, nientedimeno temeuano dimostrarsi . Finalmentc ii Rè lo*rse>
partito da Rosate venne al caftcllo di Abiate grasso, doue dimorò vn giorno,
&i'a!trocon ressercico pafsò il Ticino . Hauendo paslaro questo siume fece
edificare il ponte, e doppo pose il campo à Blandrate. onde Milanesi andaro-
no à lili offeiédosi di volerh dar i denari , de i quali in Roncalia s'erano cóuc» Federico ri~
nuti, ma Federico à grandifsima ira concirato contra di Ioro,diss: moite igno- sut-0 , denari
miniose parole , & non solo ìifìutò i dmafi , ma anche li difcacciò dalla corte jt uilawsi.
sua/oggiungendo che per l'aucnire in esfi più fiducia non hauerebbe,nè fede,
nc patto alcuno li voleua seruare, eccetto se in tutto à diferettione sotto il do-
mmio suo non li lasciauano Lodegiaui, 8c Comaschi . Gli Oratori non volsero
accetrar laconditione , e mal consenti partiti giunsero à Milano, doue espo-
seto qiiantohaueanohauuto . Milanesi intendendo tal cosa non volsero as-
sentire; e Federico doppo alcunigiorniinsicmeco' Pauesi» 8c Nouaresi di-
struíse due noui castelh, quali Milanesi haueano oltra il Ticino,] Vno chiama-
Gaiato , 8c l'altro Trecate. llche vdendo loro si riputarono corne disfatti,pen-
fandoche'lRè faria qtianto malepotesle, il quale doppo quindi paitendosi
con Gulielmo Marchefe di Monferrato pigliò il camino verso la Città di Asie.
I Citradini abbandonando quella si riduslero con tutte k cose che poterono
portaread Anono valida fortezza , e posta al Monte poco distante. Inpro-
ceslo il Rè prendendo Aste la diede in mano di Gulielmo , péril quale gia A- Guilielm»
stegiani etano posti'in bando. non vclendo loro che giustiriasi ministrasle à Marchefe di
nome deJprefatto Marchese,il quale di subito fece grá parte délie mure délia Msferrato roi
Città, 8c moite Torre roinare.llperche poi Astesi si cóucnero in feudo. Doppo na parte del-
iPaue/îchein queigiorni haueano guerra centra Deitona, andarono alla_. U mura. &
Maestà deU'Imperatore , chiamandogli giustitia de' Dcrtonesi , quali incol- délie torrìdi
páuano di moite in giutie , 8c mafsimamente che senza giusta cagione gli ha- Aste Città .
ueanopiu volte aisaltati certi suoicasielli . Onde Federico mandò per suoi
legati à dire à quei d'Oitona , che venissero alla sua corte , che gli faria som»
maria ragionc llche intendendo loro , perconosccrlo amico de' Pauesi fin-
serohauerlo in sospetto , in modo che'l nsiutauano ,6c ancoia perche gran-
démente lì dissidauano di sue propriè ragioni,e più, che molto si aìïìcu-
rauano sopra i Milaneii, ne i qur.li haueano somma fede per esicr già fatti ne-
mici dell' Imperatore , c de' Pauesi . Federico fece piu volte citar Dertone-
si , ma loro non vclendo comparire gli pôle in bando,iT!Ìtiacfiando di catial-
care con l'essercito contra di loro se non s'emendauano délia passatacontu-
macia, e che faria cagione délia sua vlrima ruina . Perqueíto fecero molti
concilij , finalmente persuasi da' Milanesi , scorsero moite parole coutume-
Hose veiso del Rè . Ilehc fu principio délia pefsima sua fortuna,conciofia che Mlîanel Ad
subito Federico délibérasse la guerra contra di loro. La quai cosa intendendo eorron^
Milanesi, cógranvelocità mandarono molti cauallià Deitona in foccorso ton* contrai
conrra Earbarossa , quale insieme con En rico Duce di Safunia; ch'era venu- pederico Bar
to seco in Lombardia con gian copia di ge- -te , 8c con Pauesi pose l' haste in- yMrtira
torno la stòrtunata Città , in vn giorno di luni , che su il primo dc'la Quaresi- xterton» *lf-~
nia,& il decimoteizodiFebraro, ind:ttioiie terza , e l'anno délia Sainte mille foatad* ~Fe~-
cento , e cinquante. Questo assedjo con infinito numero di BricolejcV manga- j.r:tt
nidurò insino ad vn simile giorno del segmente Aprile,nel quale Vgone^>
Visconte, 8c molti al tri Milanesi , & Derronesi da inangani , 8c d' altra arti-
çliaria
b efsendo stati morti, tutte le'iesidue gcnti s'eranoF liuchiuse
Città,nella_i
7 4- DeW f/ijlorie Milanese
Citta j donc haueano grandi (lima inopia d'acqua , et Enrico già con battaglia
Dertonefi re- hauendo preso il Borgo Dcrtonesc , e quello roinò del tutto . onde vedendo
dom U Città Q,uc' di dentro non potersi più tenere , si dierono all'Imperatore , con que sti
à fiitrlarosia Capitolii. che tutti i maschi , eie semine vinifero fuori con quelle robb e_»
che poresiero portare , e l'altro resto del modo d' eilì , lasciarono nelle ma
ni del nemico esltreito. Cosi adunque da Dcrronesi , e Milanesi fu abban
donata Dertona , disubito gli entrarono 1 e genti dell'Imperatore , il Duca.»
con Pausisi » e quella hauendo spogliata , con fuoco , e ferro insino à ì fon-
Genouesi non damenti la disiìparono • Doppo Federico mandò Oratori à Genoua , richie-
uogliono fot- dendo l'homaggio col giuramento di fedeltà; al che Genoueli contradicendo
toporsi\*Bnr jn tutto > per poter resìstere alle forze del nemico, disubiro fecero edifica
tore^/», re vn grandillìmò muro intorno alla Città, il quale circondarla dal mona
stero di Sant' Andrea i fin à quello di Santa Sabina . Poi à Santa Caterina,
e di li à San Saluatore inuoui muri , & vltimi furono incominciati l'anno di
Dio mille trecento ventisette, e finiti nel quarantasettc , e gli più antichi
furono fabneati , quando il corpo di Santo Sire fu portato alla Chiesa de gli
Apostoli , il quale oggi si nomina San Lorenzo , insino al Tempio di Sant'
» Ambrogio , e poi alla torre doue gli è la maggior campana , ik iui era vna
porta della Città nominata porta della Valle, e di presente gli è il palazzo
del Pretore. Vn'alrra porta era situata presso il tempio di San Pietro in Ban
co , e più oltra non si estendea , onde la Chiesa prese il cognome della por
ta. Finalmente Federico col suo essercito pigliò il camino per andar à Ro
ma, & i Pauesi otto giorni doppo, quiui restando, distrussero} muri della-,
Città, 6c altri edifìci] quanto poterono , e poi con granletitia ritornarono
à Pania . Milanesi per non poter andare à Dertona erano restati al caiìel di
Sarrano à due miglia distante. Ma partiti gl'inimici, nella destrijtfa Città
intrarono,ilche intendendo ì Pauesi. e come Milanesi, la voleano ristora
re, col suo picciolo essercito andarono in fretta à Dertona , doue finalmen-
- te non bastandoli l'animo d'introdursi, subito non facendo altra nouità ntor-
j'g* parono adietro. Per laquai cosa Milanesi al tutto deliberarono dei proprij
PcJ*r r denari reedificare la destrutta Città . Pperche senza dimora elessero gli huo-
jVc *r. piini da cauallo . e da piede di porta Ticinese, e Vercellina, e li mandato*
CtMtA '* no à Dertona . Costoro di subito alle sue spese cominciarono l'instanra-
*' ' rione de i muri intorno alla Città, e quiui sterrerò tre settimane. Doppo i
soldati di due altre porte cioè la Romana , con Orientale caualcarono à Der
tona , &: in vn certo giorno di Marre nel qual su la festiuità d i San Federico
Papa ii 14. alianti Calco, di Giugno, di suora della Città nel Brolio del Vesco-
uo , tutte le genti delle quattro porte predette , si misero in campo , et il gior
no seguente andarono à Sala , doue i contadini con certi caualli essendo den
tro della terra, in tal modo si difesero, che Milanesi non la poterono pren
derei di ambe le parte gran numero di gente restarono ferite. Ilperche_>
Milanesi ritornarono à Dertona, e I' altro giorno le genti della porta Ticine
se , e Vercellina partendosi vennero à Milano , et i soldati dell'altre due por
te, lui restarono il prossimo giorno , nel quale fu la celebratone di S.Vibano
t • Pontefice, i Pauesi con grandissimo essercito andorono in fretta à Dortona_>.
Onde Milanesi có animo lieto vfeirono suora del circuito delle fosse de i bor
ghi,? delia Citta , et andarono insino à S.Martino per ouuiare à quelli.Iui pos
sero sue tende, e sinalméte giungendo i nemici ambe le parti fecero criidel'as-
ìdilamfiscS- falto,in modo che forse cento soldati cascarono da cauallo.Lungo tempo du-
fitti . ja battaglia,ilperche Milanesi nó potendo più sostener quella dando se spal
le fug-
moiri pregioni quali fecero, Pauesi, e quelli ch'erano stati morti. II giorno se*
guente Pauefi tre miglia presso alla città posero il cápo.e di li mouédolo,vénc-
ro propinqui al borgo cótiguo à Dertona.In questo giorno tra ambedue le par
ti'tl conflitto fu atroci (Timo;,' in modo che l'vno mescolato con l'altro entraro
no nella Citrà,doue da'Pauesi fu occupato vn luogo chiamato la torre bianca.
Quiui posero due vesilli,oue Milanesi in parte con le sue arme si ridussero in la"
Chiesa maggiore , & il resìduo si fieramente con sassi assaltarono le genri che
v'erano entrate.che gli espulsero di fuori. Per la qual cosi su cominciata vn'a-
ipra battaglia, nell'esito della quale Milanesi già incominciauano à cedere^»
ma venendo fi gran pioggia, che Pauesi non poterono passare più il fosso del
la Città, ilperche fra due giorni in vn subito si Iettarono , e ritornarono à Pa-
uia . Qui dice Murena, ilqual con Milanesi era richiuso in Dertona , ch'in tal
modo dentro erano mancate le vittuaglie.se Pauesi più vidimorauano,la Cit
tà co' Milanesi erano costretti à darsi in potestà di quelli . Milanesi adunque
restando, fecero à proprie spese ristorare in rutto le rouinate mure doue man-
cauano , e cosi fecero ancora far il fosso , e d'ogni cosa necessaria lo muniro
no. Doppo nella festiuità di Santo Gemano , e Protasiu Milanesi assaltarono
certi Pauesi, quali si nominauano lscarani, perche molte habitationi di Scori-
tizano haueuano depredate , Se bruciate , & molte persone vecise. Da que
sto giorno auanti , Milanesi contra de' Pauesi insino alla ritornata del Barba-
rossa in Lombardia sempre riebbero prospera fortuna . In processo di giorni
le genti de' Milanesi quali erano alla guardia di Dertona andarono assaltare
alcuni soldati Pauesi, quali dimorauano alla custodia d'vn luogo detto Poz-
zuolo . Quiui su fatta la battaglia , nella quale fra ambe le parti furono fatti
molti prigioni, nientedimeno Pauesi premisero in numero , e tutti furono
condutti alle carcere . Facendosi queste cose, Federico acquisto molti castel -
li de' Romani , & indi giungendo à Sutri. Adriano Pontefice con tutto'l Cle
ro li verme incontro , e li fu consccrato. Doppo con grande Immanità insino
à Roma sempre alloggiando insieme l'accompagnò.doue Romani li manda
rono Ambasciatori, richiedendo gran stimma di denari se li doueano giurare
fideltà,srpra del che Federico col Pótefice,e Cardinali hauédo celebrati molti
Concili) , Ottauiano egregio Cardinale di Santa Chiesa con pai re de i solda
ti dell' imperatore per vna porricella scótro al Tempio di San Pietro,entran-
do occupò il Monastero . Ilperche al prossimo mattino il Pontefice andò alla
Chiesa, doue con bella processione condusse Federico, equi peresservru
giorno di Sabbato,in Póteficato hauendo Adriano celebrata la messa di Ma- Bnrharojfiu
ria. Vergine , Federico fu coronato sommo Pontefice della Diadema Imperia- coronato im-
le . Doppo essendo ritornato a* suoi Tabernacoli , mentre desinarla l'Impera- fera/or.
tore , ì Romani passando il ponte Tiberino assalrarono il monastero di San.,
Pietro , doue mettendo i Cardinali à sacco , voleuano far prigione il Pontefi
ce . Onde Federico sentito il rumore, con l'essercico se n'andò contra Roma- conflitto trf
ni , e fu commessa la battaglia molto atroce, in modo die fino alla fera coni- RBmani } jl,
battendosi , i Romani non porendola sostenere si voltarono m fuga,seguitati feiierico'
dal nemico insino al Teucre, furono vccisi da mille Romani , e fatti prigioni

F z cipc
7* Dciï f/iftorìe MÏUnefi
cipede'Greei , con vn suo collega nominato Melodnca,& etrti altri amici
Costantinopolitani , cjuali à Federico ossírirono gran somma di denari se vo-
]ea scggiugarequclla regione corne nemica dell'vno > & l'aitro Imperio . Ma
i Prencipi Teuronici già per le passate guerre non poco diuenuti attntí , non
volsero accettare la noua impresa , anzi piu presto soliicitauano di ritornarc_j
Tederlcovlt- a"a ProPr'a patria. Ilche eséquendosi 1 Greci insuperbjti péril grosso esser-
torioso de'Gre c*to ' e grandilTìmo tesoro , descendendo in Puglia il Prencipe abbandono
l'°l ' la vira,
riosa llperche
victoria Federico
, & mdi volrando
con 1S00. l'eísercito
soldati contra
già per tutta' di quelh
quella eíU n'hebbe
, e vernoglo-
ha-
uendo cercatola Puglia , & Romagna , propose di ntornarsi in Alemagna.
Ilperthe venue verso Spoleto, & non Iunge dalla Città su alloggiato, nel quai
luogo essendo alla mensa da gli Spoletini ribelli dell'lmperatore , già hauen-
do il Conte Guido Verra , & altri nuncij suoi incarcérât! , senza considera-
Tederìco as- tione vscendo délia Città , con armata mano , & animo féroce lo aflàltarono.
saitato d*Spo Ilche intendendo lui di subito con tuttp'I suo essercito andò contra quelli , &
Ittini, fece tu satto d'arme , in tal modo che grande strage de' Spoletini tra morti ,
F derico pi- 8c pregioni nesusatta, e finalmente al tutto ìestaronodebellati, &vinti.
gìia e firugge onde fuggendosi , insino nella Città surono seguitati , la quale Federico otte-
spoleti. nuta ia misse à sacco , & al tutto fu desolata . I citcadini ch'erano prigioni si
fece conduire , e quegli accordati con certa quantità di denari li liberò resti-
tuendo li Spoleti, &indidoppo partendofi venne verso Verona, volendo
Ve o es d lenz-*a'cuna molestia pallàre. ma Vérone si qualigià cori Milanesi s'erano
f'J» s g. Ç°niienuti3& hauuti certi denari acciò che al Barbarofla vietaísero il paíîò ,
fitti"C0 vscirono armati ftiora di Verona , e si posero al luogo doue l'Imperatore do-
" •- ucavenire. Per questo Federico mosso à grauisfîmo sdegno , con grand' ani
mo assaltò Veronesi , i quali non potendo fjstenerc tanto impeto si misero in
fuga , ma seguitati da lui quasi mille ne restarono presi. à gran numéro di
quelli fece tagliare ìlnaso, elelabra, ducento surono impiccari perla gola
à gli arbori vicini , & il restante li fece sieramente incatenare. Ilche inten
dendo Veronesi ch'erano restati in Verona , spauentati di tanta cosa, disubi-
to pigliaro accordo , e numeratoli grandi (îîma quantità di denari , senz'al-
tro inriouare liberò i prigioni , & di li partendosi passò in Alemagna . Qiieste
cose agirandosi, Milanesi grauissima guerra faccuano a' Pauesi . Onde iuter-
uenne che i soldati di Milano hauendo paslato il Ticino, nella Lumellina fe-
cero alsai preda , & col bottin j ncornando loro , da* Pauesi surono assaltati .
Confederatìo Hpetche di arabe le parti molti surono i morti , e piu i pregioni . Finalmente
ne tra i Mila Per e*"ser Pauesi in manco numeroj Milanesi preuaffero nella battaglia_>.
nesi, fr pa~ Onde fuggendo à Vigieuano iui si rinchiuscro.Perla quai cosa i nemici h po-
tiejì. frro l'aís-'dio , il quale durato tre giorni , Pauesi costrctti dalla penuria di vet-
rouaglie si confederarono co' Milanesi, quantunque poco durasse la loro
íbcierà l'anno 1 1 57. del mese di Giugno , inditrione quinta . Conciò fosse cha
Milanesi ogni sua cosa hauelsero prospéra , non poco la mente nuolgeuano
sopra de' Lodcgiani , in quai modo li potessero opprimere . onde finalmente
nella publicaconcione Ordinarono che Lodcgiani le proprie terre per loro
, . possecíute, e parimente da' íuoi antecessori, non potessero alienare senza_»
ai 's"r * ' confentimento' ò parola d'essi Milanesi, e fecero perpublico editto che con-
tr L d"?" trafaceua tanto il venditore quanto colui che compraua fossero corne ribelli
ra uttegia- i>andjri, & v, agginnseio che il venduore.quanrunque ancora nó hauesse rice-
'* * uuto il denaro.perdesse i beni, e la valuta, le quai cose perueniflero a'Milane-
íì,i quali nó di ciò cótenti,ancora vi aggiunsero, se veruuo Lodigiano vi si tro-
uaua,
Parte Prima. 77;
mua , che fuor della loro Città andasse ad habitare , & se alcuni beni mobili
transseriu3 da luogo,à luogo se li potessero togliere, & tbssero dellinuentore,
oltra di ciò voleano poi ancora fossero in publico bando . Indi al prossimo
Nouembrio i Consoli Milanesi andarono à Lodi , Se quiui dimandarono vna
grande esamone, la quale chi recusaua di pagare,era public ito esule,& espul
so suor della Città , ilperchc molti ruggiuano dalla lor patria , & quelli che_j
restarono per timore , à modo di pessimi contadini tribuiuano a' Milanesi
quanto voleano , e se altramente faceano gli andauano alle proprie habita
tion i. Se da quelle istraeuano la loro domestica facilità. Faste queste cose an
cora 1 Consoli Milanesi andarono à Lodi , & ricchiesero il giuramento à qua
lunque fòsse da 1 j. anni insino à cento , di osseruare tutte le cose predette,& MìUneJí/an^
cuesto faceuano sol per poterli per qualche cagione cacciar fuor della Città . no giurzru
A questa dimanda Lodigiani dimandarono termine di rispondere; concio fos- sìdeità da i
se che con suoi consiglieri tal cosa voleano consultare.iiche tatto risposero es- anni in sù ,
ser apparecchiati di giurare , & stare obedienti à qualunque cosa voleano,
eccetto in quelle ch'erano contra alla giurata fidelta nelle inani di Federico
Imperatore, la quale haueano fatta col consentimento di loro, con questa
clausula. Salua imperatori*fidelitate. Non volendo , i Consoli Milanesi li nun-
ciarono di bandirli , cacciarli , & pnuarli di qualunque bene haueano , ilche
hauendoli nunciato ritornarono à Milano , doppo la qual cosa i Consoli Lo-
degiani Lafrando Vescouo di Lodi , & Lafranco Preposito della maggiore.^
Chiesa con molti altri Prepositi, Abbati , & religiosi di Lodi , i quali depri
mati furono circa à sessanta in loro comitiua tollendo l'Abbate di Caraualle ,
ò Cerredo , & Alberto Priore di Pontia . Questi tutti di subito vennero à Mi
lano, deue peruenutinel pahggio di Vberto Pirouano Arciuescouo , auan-
ti del quale insieme cò i Consoli , & altri priuati di Milano tanto chierici,
quanto laici, turni Lodegianivisi gettarono a' piedi , ifponendoli ch'era
no apparecchiati osseruare qualunque cosa voleano, eccetto che somma
mente pregauano non gli stiingrssero ad esser periuri verso dell'Imperatore >
considerato che ili loro volontà gli haueano giuratola fede. Quiui non vi
giouò preghiere , quiui non valse lagrime , impeò nulla ottenendo , melhs-
fimi ritornarono à Lodi . Fra questo mezo due Legati Cardinali , cioè Ardi-
cio di riuolteila , & Otto da Brescia , vennero à Lodi, doue Lodegiani à piedi
di quelli gittati , li narrarono quanto era interuenuto tra loro, e Milanesi , e-*
dello periuro sacramento quale richiedcnano , Se in che termine erano le sue
cose .Del che molto marauighandosi i Legati del Pontefice mossi da somma-»
compassione del misero stato de' Lodegiani , si osseisero andar àMilano , Se
per loro quanto poteano operare . Ilche eseguendo , Se non ppssendo con^
preghiere alcune temperare l'ira de' Milanesi, per parte di Dio , e della Ro-
manafede li c&mandarono,cbe Lodegiani sotto di tal praua, et ingiusta ca
gione non piiuafsero de' suoi beni . Ilche mentre che i Legati furono pres
so Milano, ò Lodi obbedirono, ma dáiui loro partendosi, di subito nel
giorno che si celebrano le ferie à 1 defunti, di publico consiglio Milanesi,
tutti 1 Lodegiani misero in bando se non faceuano il predetto giuramento.
La qual cosa intendendo loro nonsapeuano che fare, considerato che in_»
\erun modo contra dell'Imperatore non voleano esser periuri, e dall'al
tro canto se non obbediuano, in tutto de' suoi beni si vedeano priuati. Fi
nalmente temendo più la legge diuina , che l'Imma na fòrza , in tutto re alia
rono , per la qual cosa Milanesi il giorno alianti la Epifania, che era il loro li-
mirato termine, et oltra del giuramento non aspettata ancora la sua espi-
F j ratione
7* : Dell' Historie Milanese
. ratione con molti carri, caualli, & sacchi andarono à Lodi , & qm'ui éntra-
Milanefi pt- tj ncj cofpetto j, Lodegiani ,che corne mortj stauano, ogni loro facilita p or- '
v, s. tarono via : & doppo dicendoli , sein tutto non accosentiuano , che d'ogni
H&e de'Lodi- fcçfQ infino i fanciulli lattemi.occiderebbono.Lodegiani adunque vedendo la
X»mm . mala disposiuone de i Milanesi abbandonati d'animo , ik dí consiglio , ri se -
gtiente giorno, che su lagiobbia l'anno dalla Incarnatione del Signore_^
1158. G-ià Febo riuolgendo i íuoi caualli all'Oceano , tutti suor di Lo-
Xodeg'mnì nh cosi maschi quanto femine , & cosi piccoli corne grandi vscirono , &la-
landonanô la sciarono le loro habirationi con le robbe . Laseguente notte andarono à L'i-
lorocitràja- ziglurone castello su'J fiumedi Adda.Ocosamoltomiseranda,à vedere lc_»
sdandoui la dìfoerate ,8c infelice femine pattirfi piangendo co'suoi figlinolettí .l'vno al
roíLa. collo, & i'altro per marto , altre v 'erano chenelle cuneli porrauarco in ca-
Miseraspetta po , chi per la oscura notte cadeua ne i fosll da loro non veduti , &c chi nel
*olo ne/la par fàngo lì auiluppaua.dccrepiti , & infermi péril sommo dolore andando con
titade Lodi- fatica riteneuano la misera vita . In questo miserrimo stato giunsero al castel-
Siani. lodouc non eíl'endo capaceà tanta sconsolata , & miserabii turba,' trç_>
Mortalitàde' samiglie , ò qua tro invn piccolo tugurio alloggiauano , & quasi l'vnoso-
íodigiani. pra dell'altro giaceua . Qyiui parte per la mutatione dell'aere , parte anco-
raper mancarîi i consueti cibi, d'ognisesso gran numéro ogni giorno mo-
riuano, in modo che le Chiele délia terra non elsendo bastahtcà sepellirli,
ail' altra parte del fiume ad vna Chiesa nominata S.Pietro Puolo cranoîporta-
ti.IIche vedédo molti andoiono in fretta à Cremona.doue ancora infermato-
Mtlanisirout pCr I11CfTàbile dolore , abbandonauano la vita. Milantsi nel giorno predet-
nr.no Lodi. to>(k i due seguenti,haucndo d'ogni sosianza vacuate le case» quelle dauano
allaroinainsieme con le mure dell'antica Città,& à perpétua mémo ria délia
sua destruttione.Nelle principal terre di questo Contado,i Milanesi fécero có-
durre i merli délie mure Lodegianejquale erano d'vna solapietra, sì corne an
che apparc rìno à questi giorni. Poi gli arbori con le viti tagliauano. Alcuni
Lodigiani per insirmità, ò per altra cagione restati , fuor d'ogni humana pietà
allecarcere conduceuano , ilche non bastandoli, la proílima esta ritomaro-
110 iui 3 óc rmtc le biade che vi trouarono ne i campi ricolsero , & il tutro con-
ucrtirono à propria vtihtà . D'indi la torre di Montcsello con quella di Casti-
Jione, S. Vito , & Camarago rcinaiono. Cosi facendosi.Lodegiani quali era
no A'ggiti à Pizzighitono con alcuni di quel luogo , & certi altri Cremonesï »
che in tutto non ascendeano al numero di jo. hnomini d'arme 5 vennero in_,
campo sopra délia costa di Cauacorta, ilche intendendo Milanesi , à bandie-
re spiegaie gli andarono ineontio fino à Saluaterra, doue piu oltra non paren-
doli di paflare , benche gl'inimici fosléro pochi ', ntornarono à Castelino , &
Ftdcrico tor* d'indi à Milano. In questa medesima esta dell'anno antedetto del meíe di Lu-
?i* in Lcbar- glio,venne in Lombardia Federico Imperatore , accompagnato dal Rè di
dia toi Sì di Boemia . & r nohi Arciucscoui , Vescoin , Duchi, Marcheli , e Conti, con
ioemia . grandiílìmo cííercito. Et appropinquandosi à Brescia , non con animo di mo-
leltar la Città , ma solo per hauere vettouaglia,auanti smono mandate alcunc
genti, quali osieriuanoil pagamento di quello. Brescianipiu pei non consi-
derar benc , che per íéde portassero à Milanesi , fecero impeto contra alcuni
di quelli del Re di Boemia, i quali à caso erano stati iprimià giungere,quiiri
i Boemi quasi tuttisurono spogliati di caualli, & con gran clade elïèndo se-
guitati fuggircno,come d'ogni salutc sosscro abbandonati.Questo intendendo
îl Rè, moíso da grand'ira , subito fece armarel'essercito , tk il Vescouato di
Brcicia iiicominciòmectere à sacço. Poi giungendoje genti Impériale, nel
Vesco-
*Parte Primai 79
Vesirouato insiemê có> Boemij alloggiarono.Qujui dimorando i $. giorni,mol
ti Castelli, & gran numero di Ville del Brelciano diuasiarono & grandiílìma Federico roi.
pieda faceuano insino appreíso aile porte di Brescia.per la quai cosa i citradini na molte ,ir~
temendo che gli spogliasse délia lorCittà,vennero all'accordo. Fatto qursto ndelBresa*
Federico partendoíi deliberò di yenir à Milano . il perc he peruenuro al fiume
di Lada,scontro à Cassano volendo paslare per il ponte , molti ìvíilanesi quiui
niandatijli vietarono il traníïto.IIche vedendo l'Imperatore iì condolsc aííai :
nientedimeno molti Boemi , & Teuronici,disotto al ponte andauano cercan- Milanest à
do il varco del fiume, & peruenuti ad vn Iuogo doue l'acqiu non molto alta si Burltmrtgét rg
mostraua.cominciò à paírare,ma giungédo al torrente molti sureno sommer: , sifimo .
& part, ne paslarono. Questi à bádiere leuate fi voltarono al camino di Mua-
no. Milanesi ch'erano alla guardia del fiume à Caslano vedendoli dalunge_^,
sbigottiti presero à tuggire verso la Città,abbandonando il ponte , il quale ve-
nendo in possanza de' nemici, cominciarono à passare ambe li Rè,& indi l'al-
tramolticudine co i carn carichi di robbe loro.Ilperche vqa parte del pontes 7>onte s*pnu
roinòjdoue nel fiume moka tutba nmase sommersa , & gli altri al meglio che 1 "cq"i roin*
poterono vscirono deil'acqua.Poi il Bàrbarossa,& il Boemio con le genti ch'e- t0 •
rano passate fi irusero ad incalzar Milanesi, e contadini quali seco si erano vni*
tu in modo che Alcherio di Vicomercaro, Ardengo Viíconte,Roba castello,
& Tancrerio Sabellicani con molti altri nobili cittadini furono ptesi , & gli al
tri fuggirono.Milanesi adunque pensando.' leggiermente poter vietar all'Im-
peratore di passare Adda,poi che videro quesìo có l'essercito si facilmente ha-
uer passato , & i suoi con tanta strage esser eacciati,non poco incominciaro-
no temere,c Federico con tntto l'essercito prese la strada verso Trezo,alla cui Federico pi.
fortezza dandogli aspra battàgliada pigliò có alcuni soldati Milanesi che v'e- S1'* Trtx»,-
rano dentro in presidio • Quiui per custodia mise de' suoi Teutonici facendo-
ui /abricare tre fortissime torri, l'vna délie quali fino a' presenti giorni appare,
& ènominatala Torrc negra. D'indi all'vltimo di Luglio cóle genti venne al' Torrtnir» .
finale di Lâbrone péri prati di Carastraga,& cosi daís'vna,& l'alrra parte, del-
l'acque Je sue genti occupauano insino à Sallanano, doue Lodigiani có la cro-
ce sopra il collo vennero à i piedi di Federico3& raccontarono se ingiure into-
Jerabili riceuute da'Milanesi, si corne di sopra è descritto.Finalmente pregan-
doloperDio, & per l'am'ma disuopadre ,&etiandio per l'honorc di tutto il Ltdegianisi
suo Imperio , che gli aíîìgnasse vn luogo à gloria délia sua corona , doue po- mccimanda-
tessero habitatc . Ilche volentieri promcttendoli di f"are,gli dimandòin quai nokïederico
luogo crano consenti di stare.onde eslì Ii riiposero che li piacesse di darli Mó-
te fcghezone » ilche Federico intendendo disse, che lo seguente giorno dop-
po desinare con suoi Prencipi l'andeiebbe à vedere , Sc conoscendo che quel
luogo h íosse cómodo, che dibuona voglia lo concederebbe . Ilche Lodigia-
ni hauendo inteso sperarono di meglio. onde ritornarono aile sue habitatio-
ni.Il di seguente che su il terzo d'Agoíro,neIIa solenmtà di S.Gaudentio ,1'Im-
perarore có molti Prencipi montò à cauallo insieme có assai Lodigiani da ca- Mote Tghes.»
uallo,& da piede , & si drizzò verso monte Eghezone, doue peruenuro, vi necocesso d*
interuenne cerne miracolo , che essendo l'acrc chiarilîìmo , in vn moinento Federico *•
\ennc vna gran pioggia.il che pigliandosi per buono augurio , celsata l'acqua Lodegixni.
l'Impcratore pianto quiui vn vesillo quale Lodigiani haueano , et poi dirruo-
dò suoi Consoli , cioè Raní'o, Morena, Archembaldo di Somariua, L'otio
de gliÀboiii,ccn molti altri compagni , e délia noua terra doue horaè laCit-
tà di Lodi furono dall'Imperatore inuestiti , i termini deila quale stauano in_»
cuesto modo , cioè dalla Colla oggi chiainata S. Vicenzo.da Adda insino do*
F 4 uefu
So Dell' f/tfiorie Milanese
ne fu in cominciato il fosso di porta Imperiale , sopra la palude e da quella.;
palude si estende il predetto fosso insino all'altro, qual e verso la Selua nomi
nata Greca , sopra la corta d'essa palude , et si come và la collina da quello
fossato fino in Adda, cosi và la fossa dalla costa del palaggio Imperiale sin' al
fiume verso Oriente . Essendo questi termini allignati , l' Imperatore , e Lo
digiani con sommo gaudio ritornarono a' suoi alloggiamenti. Doppo il gior
no seguente Federico collocò le genti sue oltra il fiume della Vitabia, insi
no alla Chiesa di Santa Maria di Vgione , et occupò i campi tutti da ciascuna
parte sino alla strada Milanese , et in tal modo Teutonici assaltauano Milano
fin' à Cassino Tornado, che Milanesi vscendo della loro Città, con grand'a-
nimo cómetteano sanguinose , e continue pugne . Doppo vn giorno di Met
eore al sesto d'Agosto nell'anno predetto, 1158. Federico Imperatore in
ficine col Rè di Boemia, Cremonesi , Pauesi , Lodegiani,e con molta al
tra copia di Prencipi caualcò a Milano , doue esso Imperatore suòra dell*j
Città, presso la Chiesa d'ogni Santi, in capo di Brolio fece piantare i suoi
Teii'rìco ttile- padiglioni • M Rè di Boemia' pose i suoi tra Brolio , e San Dionisio , e l'altro
dia Uilanes essercito collocarono le tende sue da S. Dionisio al Tempio di S. Eufemia-. .
Milanesi di subito fornirono la torre nuncupata L'arco Romano, il qualo
con mirabile artificio era fabricato , posto à quei giorni in capo del Borgo
di porta Romana , il quale si estendea dal Tempio di San Clemente , doue
era detta porta , fin doue a' nostri giorni cl'hospitale di San Lazaro. Quiur
era vna mirabil torre di polite pietre lauorata , e r altezza sua era tanto quan
to vn'arco con ogni forza si potea tirare. Nel piede di questa v'erano quattro
archi edificati con più volte,di notabil longitudine in fortezza fabricati, e, cia-
. • • scuno era attaccato ài quattro angoli della torre, e l' vno soccorrea l'a tro.
Milanesi per otto giorni continoui con grande animo si difesero , quantun
que da' 1 eufonici al continuo fossero combattuti , ma finalmente co' pah di
ferro , picconi , et altri stromenti forando la torre , entrarono dentro . Onde
Milanesi vedendo non poter difendersi, destituti d'ogni speranza di soccorso,
lì resero, temendo d'essere insieme con quella roinati. Federico fece coman
dare a' Milanesi che descendessero , et iui mettendo le scale ascesero i suoi, et
sopra quella impose che vi fosse fabricato vn mangano , il quale di continuo
Î;ettaua grandissima quantità di fasti . Milanesi haueano due Bricole dentro
a Città, con le quali ancora loro gettauano gran quantità di pietre sopra la_i
torre, et alcuna nata piu oltra . Fra questo mezo vsciuano talhoia dalla por
ta Orientale à S. Dionisio per scaramuzzar co' Boemi . Pauesi • e tutti quegli
-erano à quella banda . ma finalmente 1 nemici vn giorno con sant'animo as
saltarono Milanesi , che Gerardo Visconte , e Tacone Mentello nobilissimi
cittadini, e capitani, rimasero in possanza de'nemici, e molti altri periro
no . Tutti li prigioni furono condotti alle tende de' nemici ; il residuo ch'era
vscito di suora, con gran virtù si ridusse nella Città. Doppo vn'altro giorno
Milanesi per PusterTa , quale fu la Tonfa vscirono alla battaglia, onde Teu
tonici, Cremonesi, etLodegiani venendogli all' incontro fu cómessa vn_»
crudel fatto d'arme , in modo che d'ambe le parti non poco numero fu desi
derato, e d'indi i Milanesi non potendo resistere si misero in fuga, fin'alla.»
porta da'nemici con grande strage seguitati. Quiui molti si gettarono nel fof-
iò.ikhe vedendo queg!i,ch'erano di dentro venero di fuori al sussidio de'suoi,
ma peggio assai fu che de i primi,imperò non potendo obstarc al nemico,met-
tendosi à fuggire non bastandogli l'adito dell'entrata, l'vno sopra dell'altro si
precipitala nel fosso dail 'vua, e l'altra parte del ponte, et alcuni aiutati
eatra-
Parte Prima. Si •
entrauano dentro . Oltra di questo Milanesi ancora vn' altro giorno armati
vicirono per la porta dell' Arco Romano » onde disubito hebbero all' incon
tre i Teutonici , e i Lodegiani. Ilperche fu incominciata vna crudelissima
battaglia , in modo che molti Lodegiani mortalmente furono feriti , tra' qua- Federico d,\ '
li hi Giouanni Giudeo, &Pererrio della Pusterula. Doppo alquanti giorni il guasto in-
l'Imperatore con gran parte dell' eisercito intorno à Milano diede il guasto torntMiUn».
nelle biade , arbori , e tutte le habicationi , & Molini destrusse . llche quan
tunque, Milanesi vedeiTero , non ardiuano vscire oltre al fosso della Città.
D'indi alcuni Preneipi , '& militi Imperatori) scorsero tutto il Vescouado , Se
Contado di Milano, massimamente nella Mattesana, & Seprio, doue ogni
castello, & ville depredarono > ilche ancora non bastandogli , tutti gli editi--
ci|con fuoco roinauano ; per laquai cosa Milanesi sì crudelmente vedendosi
trattare , & conoscendo non potersi defendere , e più temendo , che non le-
uasse l' assedio mrino non hauesse del tutto vittoria, pigliarono 1' accordo . Milanesi ti-
& pili di ducento obsidi di precetto di Federico gli diedero , & in questo mo- 9uM0 accor
do P Imperatore leuò l" assedio , lasciandoui alcuni de i suoi che da i Milane- "do con Fede*
si pigliassero la fedeltà ,& di lì andò â Monza, doue Martesani, &Scpriesi r/c„.
conuenendosi à patti , giurarono fedeltà . Doppo il Barbaross a ordinò che->
il giorno della célébration di San Martino in Roncalia si facesse vn concilio,
nel quale fece comandare quasi à tutti i Principi dell' Italia , et i Consoli delle
Città , che vi hauessero ad interuenire . fece parimente comandare à quattro
principali dottori Bolognesi , cioè Bulgaro , & Martino Giosia, Giacomo , 8c
Vgone di porta Rauegnana , li prederti si conuennero oltre al fiume di Pò in
vna Chiesa nomata San Pietro da Cotrebea al 13. de'Nouembre, doue pri- Federico £
mieramente Federico chiamò i quattro legisti , & comandoli che décernes- giudicar^
fero tutte le ragioni Imperiali , che in Lombardia apparteneano à sua Maestà, quai pane /<•
egli risposero non volerlo fare senza il concilio de'giurisperiti dell' altre Lom- ragioni iu te*
bardicne Città . Ilperche l' Imperatore v* aggiunse alcuni altri giurisconsulti , rj</, ,„ iom^
3ua!i per le Città di Lombardia gli hauessero à interuenire , & à quei coman- iardi*,
ò che cò 1 quattro primi decernessero tutte le ragioni Imperiali , acciò che il
rutto drittamente passasse , questo al' impose sotto la giurata fede . Quei 28.
dottori eccetto Bolognesi, nel predetto luogo cônuenendosi , ditali ragioni
Imperiali tra loro diligentemente conferirono ,& doppo à Federico ritorna
rono , alla cui pr-esentia v' erano tutti i Preneipi, e Consoli comandati. Co- Milanesi $uA
storo diedero in scritto tutte quelle cose, quali liaueano conosciuto apparte* *Prometten*
nere alla Maestà Imperiale. Per la qual cosa Vberto Pirouano Arciuescono * Fediriu +
di Milano insieme co i Consoli della Città , promisero che per V auuenire , d'
altre Città non si intrometteriano , & che darebbero à Federico 29. Marche
d'oro per il denegato triburo de' suoi antecessori . ancora promisero di driz
zare il stendardo eon I* Aquila sopra del campanile della Chiesa maggiore-» ,
& oltra di questo che liberariano 190. prigioni quali haueano de'Pauesi. Pa
rimente sotto di diuersi capitoli fece molti Conti , Marchesi, & Duciin Italia,
e tutti li Consoli delle Città di Lombardia nelle mani Imperiali à tutte quelle
cose quale per li predetti giuristi su dichiarato esser tenute all'Imperio , cò sa
cramento cedendo ogni sua ragione ^enunciarono, & fecero fine del tutto»
soggiungendo , che per tempo alcuno» loro ne i posteriori suoi non le vsareb-
bero, ne s'intronietteriano. Et in questo modo Milanesi, & altri assai si priua-
rono di molte sue ragioni , e dignilfimi priuilegij>ottenuti da diuersi Pontefici,
& Imperatori. Oltra di questo Fedenco sotto il sacramento di fideltà , li comá-
dò che tra loro , e suoi vicini osseruaisero perpetua pace , & cosi incótinente
giù-
82 *D*W Historie tSWilanese
tiuraro, quantunque qucsto sacramento in manco di sette mcfi sosie violato*
t indi Milanesi» Cremonesi, Piacentini , & Pauesi, per sicnrezza d' attende-
percoiifiriia- re qU^to l'Imperatore hauea ordinato diedero molriostaggi, & doppo à com-
tioneddUf* pjacentia deTuoi Prencipi , diede alcune leggi in scritto , & quelle comandò
che in perpetuo fi douessero oíseruare . Quelle cose in tal modo ordinate ad
vtilità dell ímperio suo , si parti di Roncalia . Et il giorno seguence del mese_«
di Genarol'anno 1159. indittione settima, comandò Federico à Piacentini
"Federico fiu che tutte le torre délie lor Qttà sossero roinate daventi braccia in suso, &
«'Aaffar le-> similmente che le fosse facessero piane . Piacentini quantunque tal cosa li pa-
torri, foat- ressc esscr (innajobbedirono . Ilche ordinato . Federico del medesimo mese
terrare i soft mandòi llioi Legati à Cremafacendo intendere a' Cremaschi che douelsero
ùf piacenza. Ic mure , & fosse del lor caftello roinare , &• complanare , insino ad vna certa
Cremesi noru chiesa norninata Santa Maria délia Cera . Ilche Cremesiintendendo, paren-
tlbeÂìsconok doli cosa molto ignorainiosa. fecero impeto contrai Legati per vcciderli,
Ttdertco . i quali con gran fatica fuggendo, ricornarono à Federico, per ordine nar-
randoquantoeraaccaduto. Ma l'Imperatore finsepoco di tal cosa curarsi ,
& in quefti giorni hauendo mandato à Piacenza , Cremona , & Lodi , che di
Jor medesimi costituissero le sue Potestà > Rainaldo suo Cancelliere , & Otto-
ne Fallido mandò à Milano , comandando a'Consoli, che à lor Patritij
parimente douessero conferire le sue Preture , Srche lasciasse il reggimento
.■ g ■ de' Consoli . Questo essendo nunciato a' Milanesi, di subito fecero gran-
? },*nt jM v0 £*' impeto verso di quelli , certi caualli li toisera , e più , che Ii minacciarono
d#i*o morte . onde i Nuncij Regij à gran fatica , peresserserrate le porte del pa-
Ja^rgio, per certa altra via fuggirono,e la notte seguente Rainaldo , &ilsuo
collega corne priuati si partirono da Milano , & giungendo à Federico espo-
scro quanto gli craimernenuto, ma l'Jmperatore nonmostrò farneconto.
Indt Milanesi non ancora dell' audacia sua emendati, il primo sabbato doppo
la Pasqua délia Resurrectione , il terzo di d'Aprile nell'anno predetto , rom-
Hilanesi ri~ pendo 1 capitoli di pace quali haueano con l'Imperatore , andarono à Trcz-
tigli*n»Trcx, z° > & q1"1» ponendo l'assedio fabricarono certi castelli di legno, & preterie.
2.0 à ferz.a,& P°i dandoli la battaglia molti ne vecisero . Ilperche finalmente otteneodo la
gli s.ianano soitezza . tolsero di gran denan, i quali Federico gli hauea cumulati , & dop-
limùrt. P° roinarono le mura. Ducento Todeschi , i quali erano alla guardia délia
fòrtezza , con molti villani fecero prigioni . e ritornando à Milano h condus-
sero seco à vitupetoso carcere . Quelta nouità presentendo l'Imperatore,
quantunque Milanesi il tutto hauessero fatto contra la fidelrà giurata. essendo
vcnutoàLodi, Si intendendo la perdita di Trezo, senz'altroinnouare, ri-
tornò a Bologna, & Milanesi laseguente Pasqua délie Pcntecolle, che su il
MiUntsi v4~ ventesimosettimo di Maggio , con armata manó non hauendo rispetto a tan
ne centra Le- ta sclennità , scorsero fino à Lodi , fuor délia quai Gttà venendo molti solda-
itgiani. ti , su cómessaatrocissima battaglia, nella quale finalmente quattordeci de_/
Milanesi surono presi, & Ar.naldo Cacatosico con vn'altro , ambedui huomi-
ni di grand'animo , & nobili furono morti . Gli altn ruiti corne debellati sug-
girono , ilperche di subito Lodegiani mandarono Oratori à Federico, espo-
nendoli tutto quello . ch'era accaduto . Onde lui , & la sua corte con animo
heto vdiua quanto da loro gli era narrato , & molto su comendata la virtú de'
Lodegiani . Per questa cagione non molto doppo l'Impesarore venue à Lodi,
doue 1 cittadini atîai nella publicaconcione laudò , & indi si scee addurre_ji
Milanesi prigioni , quali di subito à Pauia fece mettere nelle carceri. Poi in
\n giorno di giobia i'vndccimodi Giugno,nelqualc si eclebrauala festiuità
di
Tarte Prima . 83
di Sanro Barnabà , Milanesi pensandosi ottcnere la Città di Lodi , secero thc
Cremaschi saltarono à que11a banda del fiumc di Adda, ch'c pin vicina à Cre- M*****fi di
ma, doue Lodegiani haueuano fabricaro vn ponce , quale ancora non crâ num° f
sornito , tk dall'altro canto Milanesi si mossero dalla parte verso Milano . nel- Ltde^Uni.
l'horache Lodegiani si difendeano da'Creinaschi . Ma quiui ancora Lode -
gianis'afTrerarono , inmodoche d'ambe le parti virilmente si combatteua. t»»»gì*-tlvi^
ìlche facendosi ancora tra'Milanesi , & Cremonesi, à selua Greca crudelmen- r,lm?te fi*'*
te si faceuafatto d'arme . In questo modo durò la battagliá con gran daimos'/""0
de i Cremonesi , e Cremaschi , dalla prima hora del giorno fino al mezo dì , l*»efi'
fmaimente i Milanesi conoscendo non potcr conseguire l'intento suo, si leua-
rono.&dopporitornaronoà Milano. Per questa nouità la septième gio-
tiaCremcneíî andarono in fretta à Crema, Si ini poserol'asledío . Dih ad
otro giorni Federico similmente.vi conduise l' essercito , noi il terzodecimo reitrieo n»
di LugBo , l'Imperatore , con trecento Teutonici venne à Lodi, & la prosîìma contra uil**
norte con Lodegiani . canalcò à Landriano , dcue comandò à Vento soldati „„n
Pauesi , che piu auanti ch'çi potesse assaltaísero i Milanesi , & il restante délie
genti Pauesi , 6c Lodegiani cenducesse seco in aguaito . I predetti soldati adú-
ciie esseguendo quanto gl'era cómesso à mille paífi vennero à Milano, facen-
do non poca vecisione, e preda,conlaqualeritoinaronoà dieiro . Ilcho
intendendo Milanesi , montati a cauallo li segnitarono , ìlperche Pauesi ha-
uédo scordata la via dall'Imperatore aslìgnata;asl'ai di loro rurono senti3& piu i
ìestarono prigioni . Federico imaginandosi quel , ch'crá interuenuto, di subi
to comandò a'Pauesi quali hauea ritenuti seco j che caualcaflero verso Mila
no , & esso co'suoi Teutonici , &: Lodegiani, per salera via la quale similmen-
te si estendea à Milano » si mise . Pauesi da prima co i Milanesi cominciarono
la barragha , nella quale surono superati da'Milanesi , & vi si secero molti pri
gioni, Ôc mentre che Iieti ritornauano dall'hauuta vittoria , ail' improtiiso da_<
Federico fiirono aslaliti. Da principio con grand'animo si disesero,finalmen- rtderìc» rom
tenon potendo sostenerc la battaglia , necesfitati voltaronole spalle : ilper- pe Milanefi^
che essendo seguirati da Teutonici;, e Lodigiani , surono fatti prigioni da 30c.
huomini de'MiIaiíesi , & parimente presero piu di 400. caualli . Tra' prigioni
h fti Codemalio da Pusterula , Guidone , & Enrico fratelli di Landriano, Pas-
saguada da Settara , Abiatico da Milano, Marccllino , & Vgone Crusta , Am-
brosio Pag Haro, Manfredo Bando, Arderico Nascllo, Nigro Grasso, Pagano
Borro , & molti altri , quaìi dice I autore , dal qual'ho cauato , hauerli veduti
conduire aile carceri . Indi Federico comandò che tutti fossero impregiona-
tià Pauia , & deppo ritornò all'assedio di Crema. Quiui interuenne vna gran
compagnia di persone non íòlàmente pouere , ma etiandio mendiche , quali CretnA
derisoriarnente si nominauano i figliuoli di Arnaldo.Costoro di continuo tan-
to la notte quanto il giorno , in tal modo con saisi offèndeano Cremaschi , che '* *
gran copia doppo entro ne moriua. Seconde doppo la presa del castello Cre
maschi resenrono àMurena,il quale gl'era présente . Facendosi queste cose ,
Cremonesi sabricarono vn castello di legname ,1a cui magnitudine su cotan-
ta.che auanti nc doppo j si vide il simile . Fecero ancora tre Mangani, di tan-
ta grandezza , che tali ta Italia non erano mai piu veduti , d'altri minori v'e-
ra gran numero iníiemc con moite preterie , cioè Bricole, egatti , tra' quali
due surono maggion che gli altri . Doppo l'Imperatore , il DucaCorrado suo
fratello , Fakrigrano del Reno , il Duca Federico figliuolo del Re Corrado , il
Conte Otto panmenre cognominato Falcigrano , il Conte Roberto di Bassa-
uilla cen molti altri Prencipi , e Duchi , in questo afJedjo secero fabricar in-
mirnerabili
84 7) eWHistorie Mìknefc
numerabili Mangani , Preserie , Se Gatti . Indi t* Imperatore mise le fiie genti
alla porta di Serro di là dall'acqua, infino alla porta di Riuolta , doue s'accan-
parono Cremonesi . il Duca Corrado con gli altri prenominati pose l'eisercito
alla porta d'Vmbriano < & il Duca Federico con altri Principi si mise ad vn_.
luogo chiamato Magolzo che è tra porta d'Vmbriano , Se porta di Planengo .
Similmente a 19. di Luglio à questo assedio vi giunse la mogliera dell'Impera
tore j per nome Beatrice .insieme col Duca Enrico di Sassonia con vn grosso
Beatrice mo- efferato , quantunque il Marti seguente, nel qual giorno li celebraua la_>
giudi Fede- festiuità di S. Prassede, essa Imperatrice fi leuasse e venisse à Lodi doue da'
ritogiunge al Lodegimi con grandissimo gaudio , & honore sii riceuuta. Il Duca Enrico ri-
uffedio di ere male airr.lsedio,Jfcrmandosi à porta di Planengo , dalla quale insino à quella.,
ma. di Servo fi posero le genti Pauese . poi l' Imperatrice dimorata alquanti giorni
a Ledi . si parti , & andò a Veruga . Il Duca di Bauiera per nome Guelio,con
foltissime genti giunse all' assedio di Crema , e si pose nel luogo doue da pri
ma l'imperatore s'era posto , perciò che lui leuandosi di quiui , si pose tra la-,
porta di Riuolta, e quella di Vmbriano,dou'erail grande edificio '/abneato
da'Cremoneii . In questa forma il castello di Crema da'nemici fu circondato,
che niuno non li potea intrare5se non per mezo di quelli. Nientedimenu Cre-
mesi, e molti Milanesi che v'erano dentro, spesse fiate vsoiuano di fuori, &
alcuna volta co 'Cremonesi , poi ancora con Teutonici , & Pauesi cometteua-
no battaglie , tra le quali vna con Tedeschi fu grande , concio fosse che \ru
giorno nell'hora del maturino Cremasela , e Milanesi per la porta di Vm-
briano vscendo armati , con fuoco assalirono il mangano Imperiale , qual'era
alianti gli alloggiamenti del Duca Corrado , & in quello misero il fuoco, dei-
che accorgendosi i nemici, di subito concorsero. Qyjuifu cómessa atrocislì-
Conflittogra ma battaglia , la quale intendendo il Conte Otto, Se il Conte Roberto di Bas-
de sotto Cre- sauilla con molti Prencipi . e Duchi , con le sue genti fuor de gl'alloggiamenti
mu. vscirono , e sopra de i nemici fecero crudele alsalto , ilpercne da principio
pigliarono quattro pregioni , al primo tagliarono il capo , al secondo 1 piedi ,
al terzo le braccie , & il quarto con molte ferite vecisero , & indi fecero molti
cremaschi Rng'on'- Onde Cremaschi , e Milanesi non potendo sant'impeto sostenere,
1 Mij lì volsero in fuga , alla frequentia de'quali non bastandoli 1* intrata della por-
ûontitr r'i » pei la quale erano vsciti, entro al fosso del castello per euitare la mortesi
J r ». gerrauano ,&r nientedimeno in l'acqua s'annegauano . Altra moltitudine di
Teutonici correndo in fretta al mangano si virilmente il difesero dall' imposto
fuoco , che a fatica quattro crate bruciarono . Doppo i Cremaschi con molte
nauicellc,e ramponi fuor dell' acqua uraliano 1 corpi sommersi >i quali con
gran pianto sepelsiuano . Oitra di questo l'Imperatore impose che fossero co
doni se pra il roteato del castello', vn grandissimo Gatto, dalla cui altitudine^
non fu mai visto il simile , & vn'altio minore , Se poi comandò che detto fos
so, di terra si douesse empire, ma vedendo essere difficile, esso in persona ca-
lialcò a Lodi , doue a'Lodegianiin publica conclone dimandò , non essendo
li incòmodo , li volsero dar tutte quelle botte che poteuano,e di subito a., «
Crema le facessero condurre . Lodegiani con somma giocondità gli offersero
di darle : onde il seguente giorno più di ducentaloro stesiì condussero a Cre
ma doue federico hauédole ruttc empite di terra,Ie fece buttare nella prolò-
da fossa , e sopra quelle fece gettare piti di due milla carri di falline , qualo
Lodegiani haueano condutte , e sopra di esse gran quantità di terra . hi que
sto modo fece la strada a i descritti Gatti , accio presso le mura del casttlio li
potessero accollare , Se cosi Teutonici quegli incominciarono a condurrò .
• Oltre
^. .-'Tarte Prima*-. 8$
Oltredi questo rtopmtcxecbmâr.aòcliepefguellamedefiniavuOmilmé-'
te fosse condocro il predetro castelló fabricaro di leghame ; ilche Alemani , & Gli ostaggt e
Cremonesi csseguendo , e quello già appropinquando al fofso, Crémaschi, & 'Pr'S^mi M*
Milaneíl quali dentro al castelló cinque gran'mangani haueano costrutti , & 'a»efi>&Cre
moire Bricole , la detta machina , di fuori incommciarono ad offendere con rnafchi furo-
sassi di non poca grossezza.ilchc vedendo Federico temetce che non rompes- no tV* ****
sero Tedificio, onde comandò che tutti gli oslaggi Milanesi, & Crémaschi , 8c 'vn't m*~
parimente i pregioni quali quiui hátrea p;gliàto . di ílibito fossero cond^tti , tfrche
e íeceli ponere auantt , c da laro del cast^lìo di legno. acciò che quelli erano f"!sero a. quel
entro la terra vedendcli , hauessero rispetto à i loro padii, frarelli , &: alrri pro- '* vn r'Paro
pinqui a i suoi colpi opposiri. Ma gli ossesi à questo non hauendj alcun nguar- contra le ma-
íio, da tre cáti piu che prima cominciaruno à trarre grostîssime piètre, giorno, '""f ** neZ
enotte mai non cessauano . Ilpcrché noue de'migliori Milanesi che v' erano mtt»
sopra , e moki di Crema furono morti, tra'quali íii de'Milanesi Codemasio da
Pusterula , & Enrico da Landriano; de'Cremaschi vi furono morti il Preuedo Milanesi , 'fr
da Calnsco , Truco di Bonade, Anino di Golioso con due altri , de i homi de' Crémaschi
quali non trouo appreflb à veruno autore fatta mentione , ad Alberto Roíìb »»» riguard*
di Crema su rotta vna gamba , & à Giouanne Gareffa le brazze. Onde veden- uanogl ojlag
do l'Imperatore che quiui non à padre, non à tìgliuolo, a írátello nè altri s'ha- gilore confun
uea riguardo ad vccicîere , e che già per i! continuo gettar di piètre , il castelló guinet.
da vna banda s'incominciaua à conquassare , comandò che gli ostaggi fossero
cauati dal castelló , il quale al meglio si potesse ordinò che fosle ntiraro à die-
tro , & cosi presto fil fatto . Ma doppo Milanesi , e Crémaschi intendendo co
rne i suoi si crudelméte haueano morti, furono cópúti da inestimabile dolore.
Onde di subiro molti Teutonici, Lodegiani , e Cremonesi, quali haueano pri- crudeltàvs*
gioni missero sopra mágani,e cosi viui h gittarono nell'hostile essercito,& alcu- ta da'uilunt
ni di quelli cadeuano nel cospetto dell'Imperatore . Qûesta crudeltà vedendo si-, fr Crema-,
lui cominciò à mutar proposito di voler piu presto hauer i Crémaschi salui che schi.
per forza , perciò sapendo che se co battagha gli acquistaua ogn'vno di quelli
saria trucidato . onde per terrore fecesi condurre due prigioni quali erano in
bâdo , & contra il sacraméto verso di lui haueano combattuto,sopra di costo-
ro dimandò da' suoi Prencipi diligente consiglio délia morte sua > e su giudi-
cato quelli douer motire . La quai cosa intendendo Crémaschi , minacciaua-
no ancora loro volere suspendere alcuni prigioni , quali nelle mani haueano .
Ilche l' Imperatore per verun modo non poteua credere,che tanta dementia
in loro douesse regnare, anzi pensaua per tal cosa piu presto douessero nchie-
dere l'accordo, e cosi per questo , e per le minaccie faceuano , comandò
che i due prigioni fossero impiccati per la gola, ilche vedendo loro, quello ha-
ueanoimnacciato in dispetto di Federico esseguirono. Ilperche lui disubito *****
proruppe in grand'ira , onde impose che tutti gli ostaggi , e prigioni ch' erano *~*. Crem»-
nell'essercito suo fossero condutri,e poi ordinò che le fòrche si douessero dnz- * *'
2are , acciò quegli restassero suspesi . Ilche vdito , molti Vescoui , Abbati , &
altri religiosi , all'lmperatore andarono , pregando la Maestà sua c he n-ïn vo-
lesse attendere a quelli,i quali haueano disposto voler esser la destruttione del
culto diuino , edi loto medesimi. A queste deprecarioni Federico in tutto nó
volendoli concedere , ne ancora parendoli degno di ripulsa,voIse che noue di
quelli lbsteneílero la pena per la sloltitia di Crémaschi , e cosi in cospetto loro
fi fece morne sopra l' alte forche , & à gT altri donò la vita . Doppo ordinò
che il castelló di Cremonesi fosse coperto con tessute di vimene , c li fossero
sopraposti panni di lana, coiri, Jseîtri, &altre simili cose. ilche esseguito »
' ordinò
$6 Dell' //istorie Milanese
ordinò che quello sosse propinquato alle mure de' nemici , i quali accorgen-
Cretna cm- juf; questo, cominciarono giorno , e notte trarre pietre di piti grossezza
battuto., che da prima. Ma Cremonesi, e Teutonici conoscendo molto hauere tan
to edifìcio riparato , con grand'animo, per la via del Gatto condussero quello
insino à mezo il fosso , & il Gatto più propinquato alle mure . onde i soldati
ch'erano sotto di quello con ogni sua possa di fuor più di venti braccia, git-
tauano vn traue ferrato , quale loro chiamauano bercelle , e con tanta forza
percoteuano il muro , che grande spacio ne tornarono . Onde i Cremaschi
vedendo non poter defendetIo,fecero vna gran trabacca di legne, e terra per
difesa del muro roinato .doppo fecero vn gran cauo sotterraneo, il quale si
estendea sotto il piede del muro insino à mezo del fosso , dou' era il Gatto , &
da quello vscendo cominciarono à voler dar' il fuoco al Gatto , ma quegli eh'
erano fuso il castello di legno gittauano sopra il capo loro grossiisimi sr.fll,e
parimente quelli del Gatto virilmente si difendeano che in verun modo non.,
, iuronoosten. Oltra di questo i militi ch'erano nel castello, e quelli del Gat
to vfeiti contra Cremaschi.commisero atrocissima battaglia , in modo che à
fatica si poterono difendere , che nemici insieme con loro non entrassero in_.
Crema , per la via del cauo , del che impauriti i Cremascjii di subito serrarono
quello . Fatte queste cose l'Imperatore il castello fece condune fino appresso
del Gatto, e da quello contra dc'Cremaschi di continuo si gittaua da'Bale-
stiien stior da mantelletti tanta copia di saette, che appena veruno poteua..
, comparire alle difese che non fosse ferito , ò morto , ne ancora per terra pia
na alcuno si poteua appropinquare alla difesa del muro . Era questo oppu
gnacelo de'Cremonesi in altezza 70. braccia , Si in larghezza più di trenta, in
modo che'l tutto in Crema facilmente si poteua vedere , & offendere , con
saette , sassi, pilotti , & altre artelane. Essendo le cose in questo stato, vn gior
no nel quale si celebraua la Epifania,vennero Cremaschi sù vna certa machi
na quale haueano fatto sopra quella vna trauata per la difenlicne del muro
roinato , e portarono scco molti vasi pieni di secche legne, zolfo , lardo, son-
gia , cglio, pegola liquida , & altra materia d'accender il fuoco , & indi con
molti mantici quali haueano l' accendeuano nei predetti vasi, e poi davn
certo ponte di legno , il quale sopra dell a machina haueano edificato , di fuor
più di diece braccia girtauano quelli , in modo che la gran fiamma insino al
Gatto Imperiale si estendea nientedimeno dalla terza fiora del giorno insi
no alla ventesima, Alemanni con terra, & acqua con tanta sollecitudine di
fesero il Gatto,che'l fuoco non li poteua fare nocumento.Doppo il Duca Cor
rado , il Conte Robetto di Bassauilla , &' il Conte Falitio con molti altri Pren-
cipi , dal castello Imperiale insino à porta di Vmbriano infinite Crate, e Gat
ti fecero fate , cò i quali con legne , e terra in più luoghi occuparono il fosso .
ietto questi'Gatti , e crate molti Teutonici vi dimorauano nascosti, e con
saette quanto poteuano offendeano Cremaschi » i quali dall' altro canto di dé-
W»rtkesc m- rro fotto aj niulo , e sopra le machine, gl'incauti Teutonici feriuano . Fra que-
fegnitr l*sc* mezo vn certo maestro di mirabile ingegno nominato Marchese , il quale
*' ' Crema- entro di Crema molte preteiie , machine , icnmaglie ,& altri edifici] hauesu
maschi fugge costrutto à defensionc del castello, corrotto da pecunia à lui promessa dall'
Itnftre- Imperatore; erompendo la fede a' Cremonesi , Cremaschi, & a' Milanesi»
Tfre' vna notte nell'acqua del fosso si gittò dalle mure , & essendo aiutato andò all'
MRthin* vii- Imperatore , dal quale con grande hilarità fu riceuuto , & donolli vestimenti
rubile edifica con vn catiallo , e dodici libre di moneta vecchia. Onde di subito il prodito-
t* i» Mar- re fabneò con legni \ na mirabil machina , sopra della quale fece vn ponte di
btst, 40. braccia lungo, c sei largo, e questo pm di 10. braccia, non valendo alcun
con-
Pam Prima i S7
contrailo di h umana-forza , si poceua girtare suora della predetta machina-..
Marchese adunque ral'instrumento bellico fabricato, lo fece coprire con mol
te crate , e poi lo fece condurre fin all'Imperiale castello, & il Gatto fu ap
propinquato al muro , per modo che dall' vn canto all' altro della sofia gì' era
vna via piana, e molto larga, perla quale il castello, e la machina si pote-
uano condurre : ma il Gatto , alquanto ostando al condurre di si grandi edi
fici) í Federico comandò che di subito fosse arso > ilche fatto, l'Imperatore or
dinò che'l castello fosse condotto nel luogo di quello , cV dopo deputato il
giorno nel qual vna publica battaglia fi douea dar' alla terra di Crema , & im
pose a'suoi si preparassero à tal pugna . Primieramente volse che'l Duca Cor
rado , &: il Conte Palatino di Reno co' suoi soldati ascendessero sopra del ca
stello , Se altri Prencipi Teutonici co'Lombardi sopra la machina di Marche
se , & à questi commandò che ad vn'hora deputata gittassero il 'ponte predet
to sopra le mure di Crema , e contra 1 nemici combattessero , hauendo in tal
forma ordinato & infinito ciascuno di quanto douesse fare , fu dato il segno Battagliagli*
della battaglia , ilperche subito fu gittato il ponte dal castello , sopra il quale il nerah data
Duca Corrado ascendendo con grand'animo , fece assalto contra de' nemici , « Crema .
quantunque gl'altri Prencipi,e combattenti con ferocissimo animo , fece
ass.ilto contra de'nemici, quantunque gl'altri Prencipi,& combattenti nó get
tassero il ponte di Marchese si virilmente come doueano . Perla qual cosi
Cremaschi, e Milanesi, quali sotto delle machine sue dimorauano, presso
al muro stienuamente si difendeano dal nominato Duca, nientedimeno vn
nobile, e fortissimo soldato, il quale portaua l'insogna , stimando che gli al
tri lo douesstro seguitare , dal muro di Crema saltò in terra , contra il quale.-»
occorrendogli molti oppidani armati , non ostante che fosse solo con grand*
animo si difendeua , ma finalmente per non essere soccorso d a'suoi , con mol
te ferite fu morto , e tre Duci con ramponi per i Cremaschi dal ponte furono
estratti, 1 quali vini Cremaschi conseruarono . altri Cremesi co' lor mangani
gettando grandissimima quantità di salsi sopra il ponte de'nemicl , da vn certo
canto lo ruppe, in modo che Teutonici seguitar non poterono il Duca Corra
do alla pu"na . Onde i Cremesi vedendo il ponte rotto , et Alemani non se
guitare il Duca , fecero crudcl assalto contra di quello il quale dapoi c' hebbe
molte ferite sopportato , non più potendo sostener la pugna , cò 1 suoi soldati
ritorno al castello , e parte di loro incalzati da'nemici si gettarono nel fosso ,
altri sopra il ponte di Marchese ascen deano , per ridurli alla machina di quel
lo : e quantunque Federico , etakri Prencipi vedeflero , che l'ordinata bat
taglia non hauea hauuto il desiderato fine , non restarono che i Cremaschi,
giorno, e notte di continuo non gli dessero di molte batterie, et in questo mo
do veruno non poteua opponersi al castello , e molti ancora non bastandoli
loro armature erano morti. Per la qual cosa Cremaschi grandemente impau
riti , e più per esser affaticati da continue vigilie , et infermi per le riccuute fe
rite , temeano ancora grandemente il Duca Corrado , il quale da essi era stato
ferito con gran perdita de 1 suoi soldati. Per queste cagioni adunque molti CrmtsstU
cercauano di riconciliarsi all'imperatore , e suoi Prencipi , gran numero an- impiumi.
cora si preparaua occultamente à fuggir fuor di Crema , temendo entro esser pensuuanotí
^resi per forza, e menati à fil di spada da' Tedeschi, ò Cremonesi, i quali di ttwfarsi.
continuo per li Cremaschi erano stati ossesi. Del che i primati di Crema ac
corgendosi , fecero vn diligente concilio, doppo il quale à Federico manda- Cremaschi
rono ambasciatori Giouanni de'Medici , et Albino di lionate , che ìuuessero mudano ora*
à deliberare l'accordo , la legaiione de'quali essendo esposta . L' Imperatore^, tori àjederi,
rispose t*t
SS t)eW ffistorie Mihnese
rispose ch'era contento di perdonargli la vita , della quale per i mali deporta-
menti suoi meritauano esserne priuati , se Milanesi , Bresciani , & essi Crema-
seni d' ambedue sessi , e d' ogni età , andassero senz'rrme fuori di Crema, con
quelle robbe che solo in vna fiata poteano portare ; e se questo non faceuano .
che veruno accordo , veruna amicitia , ne triégua , mai mentre che viuea non
sperassero hauer da lui . Gli Oratori la mente di Federico hauendo intesa, ri
tornarono a' suoi, econuocati Milanesi , Bresciani , e Cre maschi , recitaro
no quanto per risposta della legarione sua haueano riportato, llperche i Con
soli . primati di Crema , e qualunque à chi appartenea, considerato il Costan
tini ir.o animo di Federico, che mai alcuna cosa principiata da lui,non abban
donala fin che non l'hauesse condotta à desiderato fine , si come già haue&j
fatto de' Dcrtonesi , e Milanesi assediati da lui, tutti ninno contradicendo,
conchiusero di volere la pace con qualunque capitolo che piacesse all'Impe
ratore , aitanti che dentro non potersi difendere , e cgmettere alla Fortuna,
Se à i nemici la propria vita . Finalmente adunque i nostri hauendo conchiuib
in tutto à discrctione sottometersi al seuisfimo giogo de gli Alemanni, noiu
ostante che fin" alla morte fossero ramaricati,& apertamente vedessero l'vl-
tìma sua disfattionc , rimandarono suoi Ambasciatori à Federico , col qualo
con somma letitia su per i capitoli fermato quanto voleua , e fu in vn matte-
, dì à i ventisette di Genaro l' anno dell' incarnation del figliuolo di Dio,I'anno
i ?.* mille cento,e sessanta ■ Il dì seguéte adunque Cremaschi, Milanesi, & Brescia*
Crema/chi , nl d'ogni sesso,vscirono di Crema, con tanto lor mobile quanto in quella vol-
& Hrefera- ra p0teuano portare , il residuo con dolore immenso , & a molti di loro noru
*m • pareuapoco hauer conseruata la vita, più di trecento panciere , & altre tan-
Cremascht re scheniere , celate , & targoni di Cremaschi , donò Federico à Lodegiani.
Mtlanefi , (y yscendo lasuentiuata turba di Crema , e peruenuta ad vn'angustisfimo luo-
Bresciant v- g0) CfS0 Imperatore dandogli mano, pli poigeua aiutcilche fu segno di gran-
sarcno diCre 3jfl;ma demenza. Entrato adunque l'essercito di Federico in Crema, il tutto
™? l. ,. fu dato in preda , e quelli non poterono participarne» sdegnati metteuano il
L esercito *t fuoco, per il quale finalmente quasi ogni edificio rimase abbruciato, & indi
Federtco en- Cremonesi , e Lodegiani il fosso del castello espinarono , e le mure diedero à
tra m Crema rojna J e p,u> cne per Cremonesi insino à i Tempij furono roinati. Quiui l'Im-
£eratore stette cinque giorni, e poi con l'essercito, e Lodegiani venne à
odi , tutti gli.edinnj di legno fece ardere , quantunque pili di due milla mar
che d'aigcnto fossero scoiate,e Cremonesi nel giorno nel quale si celebraua la
fesiiuita di S. Biasio, che fu in vn martedì al terzo di Febraro , à Cremona ri-
DlscorÀtA-, tornaiono » c finalmente l'Imperatore partendosi da Lodi con l'essercito ven-
trJvitrtrcj ne * l>alua- hi questo tempo suscitò molta discordia tra Papa Vittore,il quale
^ ^_ da prima fu nominato Ottauiano , et Rainajdo Vicecancelliere, nella elet-
Irfsandro me- l'one lua chiamato A iessandro, il quale fìmilmenta fu assento al Pacato . Per
desimamemë *a dissensione l'Imperatole già hauea mandati suoi legati , cioè il Conte
(Ttdtc Papa ^jltto Pa'atino > e Guido Conte di Blandrate à tutti i due Pontefici , esortando
* * ciascun di loro venisse à Pania la prossima Quaresima per difender la sua ra
gione innanzi ad alcuni Arciuescoiu, Vescous, & altri dignislìtnj Prelati , & in
cospetto suo, come di vero prorettorc delia C hie. Romana, e quiui pergraria
del somme Fattore si termina rebbe la derestanda loro contrcueisia , la quale
sì lungo tcn po non senza grauiiììmo danno, e contumelia" dei l'apostolica
sede si era mantenuta . ùmilmente mandò per molli Arciuescoui , Vescoui>
et Abbati .nelle parti d'Alemagna , Borgogna, Lombardia , Toscana, Apu-
glia , et ancora , per il Patriarca d' Aquileia , quali tutti al deputato luogo , et
all'as-
airaílìgnâto tétmîne sì douessero ritornarci e quale de i due Pontefici più ido
neo fosse al Ponteficato giudicare . Ottauiano adunque tali ambasciatori di
Federico riceuettecon somma lentia , desiderando la sentenza' delia Pontefi
ci;- scisma. Ilperche rimandò suoi nuncij, come al termine prefisso si ritroua-
rebbe da suaMaeltà» Alessandro ricusò , dicendo à lui non aspettar esser giu
dicato > ma più presto giudicare gli altri > e che la ragion sua era, che senza.»
dùceptatione alcuna toile nel Ponteficato stabilito. Ottauiano di subito ven- - .
ne àPauia. doue conuocato il Sinodo di molti prelati , per alcuni giorni fu Cefilu*n p«-
tenuto diligenre , e canonico Concilio , nel quale per testimonij, e molti capi-'*'* •
toli fu approuato Papa Vettore , e non verun'altro nella Chiesa di San Pietro v,ttore *rt"
peri Cardinali à petitione del popolo Romano essere stato Pontefice,ancora **'* f*"tv*
non contradicente Rainaldo . Da i Cardinali , e'I clero di Roma fu cantato ct *
con gran solennità , e leritia , Te Deum landamus . E poi con gli ornamenti
Pontificali essere stato dedutto al solito palaggio de' Pontefici , che in questa-,
elettrone vi er.ano interuenuti ventilino Cardinali. Indi i venerabili Vescoui»
Etmano Verdense , Daniel Pragense di Boemia , & il Conte Otto Pallatino
nel publico Concilio de' ventidue Vescoui. e molti altri Prelari,riferirono con
sagramento , come per parre dell'Imperatore , e ultimo perentorio haueano
citato à Pauia Rainaldo Vicecancelliero . Per lequal cose doppo conuocato il
concilio de* Patriarchi . 9. Arciuescoui , e ?8. Vescoui , con gran moltitudine^»
d'altre degne persone Vittore sii confermato sómo Pontefice,Ia qual elettione
Îtornente, fu corroborata dall'Imperatore, il simile fece Enrico di Sassonia, il
)uca Bertaldo di Zatinga . il Duca Federico di Rorimborgo, il Conte Palati
no di Reno, fratel dell'Imperatore il Conte Palatino Sadoniagii Conte Palati
no di Baisera, e molti altri Conti, e Marchesi, tanto Longobardi, quanto
Teutonici confermarono la predetta elettione. Celebrate queste cose,l'Impc-
ratore licentiò il Duca Enrico,& il Duca Bertaldo có quasi tutti gli Arciuesco
ui.Vescoui,& Abbati,quali erano nell'esercito dell'Imperatore,che con le sue
genti ritornassero alle patrie loro, i quali partendosi nitri, Federico restò à Pa
ula col Duca Federico, figliuol d*vn Corrado, e col Conte Palatino di Reno, Mtantr ^
Ottone, e molti altri Prencipi, e di li con Beatrice sua mogliera , e quell'esser- ' * jJSLu.,
cito gli crarestato passò il fiume del Pò , nelle parti di Mareugo , e Dertona , *'
doue di moro tutta quella Quarefima.Dipoi Milanesi desiderosi della destrut- no 0 **
rione di Lodi , la Quaresima predetta, con la sua vniuersal mi!itia,e moltfves-
silli, e carri andarono in fretta nel far del giorno à Lodi , e con grand'animo
assaltarono la terra. Ikhc vna paire delle fanterie Lodegiane vscendo per la
porta Imperiale contra Milanesi,fecero vna crudeli stima guerra, in modo che
da prima molti Milanesi vccisero,e più furono i te riti, ma finalmente i caualli»
e fanrerie Milanese «radunate insieme fecero sì grand' impeto contra Lodi
giani,che bisognò ritirarsi nel fosso della Città,con la morte di cinque de'loro-
e di tre Lodegianùgli altri à fatica si ritirarono détro. Milanesi, raccolti i mor-
ti,& i feriti, ritornarono à Milano, e Lodegiani subito mandorno 1 suoi legari
à Federico , i quali con ordine recitassero quanto per Milanesi gli era innoira
to . Con questi assai si congramlò , che sì poco numero si fosse da tanta mol~
mudine difeso, & indi tra pochi giorni con quello essercito che hauea , Fede
rico venne à Lodi , doue in publica concione cómendogli assai di quanto ha-
ueuano fatto contra de i Milanesi nemici del suo Imperio. Oltre à ciò gli per- Consiglio di
suascche per l'auuenire più suor della lor Città nó comettessero pugna,ma so- r"i"''co *'
lamenre attendessero alla difesa di quella,asse rèdo che temea che forse per lo- ^odegia»i ,
10 troppo ardire.akuna volta la perdessero.E doppo co i caualli,e fanti Lode-
G giani
jflt Dell' £/ifiíYkAttlanesc
giani s'assiettò al ponte,quale Milancsi à Pontirolo con grandissime spefe ha-i
ueano riedificato . Quiui subito prese il Castello.e. qucllo i Tedeschi con_.
ftntmlo ro^ fuoco dettero à roina . Dipoi destruslero il ponte , la materia del quale getta-
ttmuto . rono nel fiume d'Adda, e poià Lpdi ritornarono . In proceflo di alcuni gior-
ni, Federico co i soldati Lpdfgiani» e parte de gli huomini d'arme- Cremo-
nesi, quali diRegip precettp, erano venuri à Locli , conmohe preteric ri-
tornò a Pontirolo ; dpu'c vixçerto Tcmpioanolto fornito di quelle cose che.»
bisognano alla guerra,si tenea perMilanefi* Queito con atroce battaglia
Îrcse ,e lo pose à saçco gli huomini che v^erano dentro mandò pngioni à
odi, e panmente subito fece delCastello diFarra , dpue. eslendo dall'al-
tra parte del fiume dell'Adda , vidde rjiolti. caualli de'Milanesi, iquali pet
offenderlo erano venuti , pensando. che Federico quiui fosse íòlamcnte con.
Mìhnesi di Lodegiani, si come di prima era proceduto à Pontirolo . Onde Milancsi
nuono mo'c-. andarorço ad* vn cerro vado dell'acqua aslai prefondo , rjjostrando passare»
(ianoLoiii, per hauer alla tratta legentidi Federico , il quale peritislìmo nella discipli
na mijitaxe , fece. far. comandamento a' suoi, che per venin modo non an-
dassero contra de' Milanesi ^nieotediroeoo alcuni soldati di combatter vo-
Jonrerosi , seorsero nel guado , e quello volendo passare si sommeríero , tra_.
questi s'annegarono,Sacco da Lodi,e Roberto Vetulo da Cremona-Fatre que
{te cose > doppo alcuni giorni Federico inuitro di satica , con le genri d* arme
de' Cremonesi , Pauesi ,& altri Principi Lombardi , seorsero nel Milancse , e
poi con gran preda per queldi Nouara ritornòà Pauia» doue à tutta l'itahca
m litia diede licenza di poter ritornare aile lor patrie .. Dili Ipoco. tempo.
Ï;ran numéro di gente d'arme MiJanese a'p. di Giugno, nella célébration di S.
•rimOi e Feliciano , andarono.à Lodi , e dinascosto alíoggiaxonoad vna villa,
distante daijaCittà vn migtioj e mezo detta Villa Cornaiia , e. poi circa 40..
di Ioro seorsero à Lodi .. Isehe leuatosi denrro grangrido, Lodegiani vscicono
fuon, e cominciarono ad incalciar. Milanesi , per modo che auanti potessero
giungere à. Villa Cornelía,.da venti diloro ne restarono prigioni . Ma Mila-
nesiaqcorgendosi délia fuga de' suoi ,.tuttiinsie.me contra Lodegiani feccro
impeto, talmente checommesla atrocepngna alcuni de' suoiricuperarona ,e
Lodegiani finalmenre v oltandosi in fuga.furno seguitari fia'âlla.Cíttàjlascian-
do 8. soldatide' suoi prigioni , tra' qiiau fil Vito figliuol di Lanhanco di ITre-
seno. Bernardo di Bagnolo, Alberico Lomelino,.Qttobello Cadamosto ..Otto
mezo Parente, e 14. de* Milanesi surono incarcerari, tra* quali su Codeguena
Visconte^Mcnico Palatino, Bruno Concoi:ccio,vn figliuol di Borro de' Burri,
Giouanni Salano,Ambrogio Pagliaro,Giouan Faroldo, Vgo Cameriero, Otto
Bellabuca, Obizo Pagano . Vedendo Milancsiifinalrnente.- nonpoter acqui-
ijtar la Città di Lodi».con gli prigioni fatti ritornarono à Mrjano ..doue, delibe-
randosi con ogni>forza,ò astiuia vendicarside'loroperpetuinemicijil seguen-
te Venere mandarono alcuni caualli con comiflìottd'assajtar Lodegiani del-
««■íMjíw*^. I.aportadi ComeliaipsinoàPorra. Creinonese.. A'co&oeaimpofero che co-
4€lAil»nfst. minciassero lapugna, enon poteodola sostenere,nè ritornare alla banda di
Milano , fuggiflçro per la via Lodegiana \ acciò che i nemici perseguendoli li
allontanaffero dalla Città, sopra de' quali poigiungendauinumecpsò esserci-
to si vendicarebbono . Et inquesto modo seguì ..cnc Lodegianivscuonoxrna
Je guardie délia porra Impériale dalla parte, delfosso^chiamato, Pamperduto
viddero molli Vçssilli, e caiialhiqualidailabandadiMilano v.cn£ndo.iixaiuto
de'sjioi, cominciarono à far tal grido, che Lodegianiiquahnon troppo lunge
<rano dalla Città, auantj che Milanesi giungefl.trariet Jadetta porta.ritorna-
cono.
Yono adietro , c Milanesi con grand'impeto andatono ne' eámpi vicini alla..
Città, dalla qualc niun'haueaardird'vscirne . Ilche vedendonemici, essen-
do dalla prima ,' fin'alla terza hora del giorno diinorati, ritomarono a'suoi.
dipoi vn giorno di luni nclla célébration di S. Nazaro indicione8. dell'anno
predetto , Milanesi andarono con la sua gente da pjede , e da ouallo > plau- Miiantfin]se~
stri , e gran copia d'artelarie ; suoCaroccio moite preterie , e Garti all'aslèdio aAnt Leji t
di Lodi , doue i pauiglioni ï e trabacche posero da costa ch'è sopra U paludo
di porta Impériale, ífn'à cjuella di Ctentonai Onde molti d'ctïì con allai bàle-
stneri , preflb al fcslb (î diuiserò per la battaglia à poi ta Impériale , à quella di
Pauia, e di Cremcna. Lodigiani dall'altro canto, vscendo contra d'elhVd'am-
bi le parti s'incominciò la pugtia, nellaquale molti dell'vno , e l'altro eísercito
furono feriti. vedéndociò Milanefi, ragunòle genti al Caroccio à suon di tró-
be, e doppo i consoli à quei di porta Vercellina , co'Ticinesi imposero doues-
sero dare la battaglia à Lodi , da quella parte doue era la Pusterla di S.Vicen-
zo. à quei di Porta Orientale , e Porta Romana ,defl"ero l'aslalto à Pusterla di
Silua Greca, à quei di Porta Noua > e délia Comasca s'vniísero à Porta Impé
riale, Cremoneié, e Pauese doue fermarono i Gatti, e Preterie, con le quali in :
Lodi voleuano gettarc il íiicgo. In questa fbimaordinatele cose, partendosi - .
dal publico concilio , ogn'vi o con animo féroce , e gran gndi prèle l'ârmi ,e
^di lì con loro veslìlli andò in frerta aile comahdate imptele , con tanto suon
di tron.be, che pareua l'aere , e la terra insieme risonàssero . Lodegiani anco- Lfj. w^wj.
ra loro batiédo pigliate j'arme fiior délie predettc porte > e Pusterle íî diuiserò r * l
contra a'Wilanefi.Ilperche disubito fueommessa atroce pugna. In vnmedesi ' ""
mo tempo a PiístèrlaSan Vineézo quiui tanrosto due Milanesi furono morti -, 'k
di senti du ciascUivcanto su gran numero , da Porta Paliesa nella Città, e ton*
rrá Lodegiani quali s'erano incalzati fin* al fosso era gcttato da Preterie il Fuo-
co iníkme c'ó infinité çietre e saettcQui di Pustefía,e di Greca Silua con tan
to impetoda'Milarted fiironoípinti. clieàt'artca poterono serrât la pòrta_> i
nientedimeno il ricerro di quella su occupato da' Milanesi. Lodegiani consi-
derato il pericolo molto rimasero perterriti : ilperche alcuni di loro íuggirono
nel secondo ròlsaiodel Serraglio^ltri pin presto disponcndosi voler morire_A
che in tai- foitna jperdtr la Città contra de; Milanesi con grande animo í'e-
ccroìmpetOi Onde disubito dUe dvqliéllfîie rimàsero morti » due altri iî
gettarono heirAdda,cfc il reíìdlio á fática^orè vscirne . Quiui fu morto Tr-
baldoBardone LodegianOs e molti rèstaronoferiti ,ancoia vifumorro Le-
unglesia Gambaro soldato Milanese con vn colpo di Pretèiia; molti péril me-
zo dellà palude di Grecà Silua pafïando il fosso , asceséro sopra la costa délia.,
Città. Quiui ancor Milanesi trouarolio alcuni sol dáti Lodegiani, i quai con
grande animo gli fecero resistenza,donde finalmente vedendo cbe de' Lode
giani non si poteua ottenere la desiata vittoria, parte perche il fosso era largo*
c per esserancorada paludi la Città circondata,e parte peï la numerofa mr*
Jitia de' Lodegiani» la quaîe ton grà'n forza ïî dífeh'deUà , sonata la raccolta^ Mihnesi n$»
-Milanesi ritornàròho aile sue tende > e Lodegiani disubito mandarono i luoi p9tíHt pigíia-
minci/ à Cremcna, & anche à Pauia dall'lmperatore , al quale isponendo re Lodisiri-
quanto età accaduto » dimandarono soccotso. LaproiTîma sérii Piasehtini tir*no.
venendo al presidio de' Milanesi 1î posero tra porta Cremonese >, e la pallide , cremomsi ví
ilperche Lodegiani cógran solIccitUdihe rutta la notte fècero diligente guar- gon» in soc-
die ; ma la seguente mattina per tempo Milanesi , e Piasentini volcndo man- corso de'Lode
dare le genti d'arme per dar la battaglia aile mura délia Città , viddero Cre- gianì.
monesi all'altra parte dell'Addia venir al soccorso de'Lodegiani, i quali pan- Uilamsi ai*
G i mente
Dciï ffistorh MiUncst
t*nde»a Lo- mente aceorto , con alacrità inuitauano lí nemicí alla pugna,qtiaH molto dubí-
di, tornano * tando » disubito restata la guerra , caricati i carri col loro Cartoccio , Milanesi
Milano . sileuarono, e similmcnte Piasentini temendo dell'Imperatore.e Pauesi ri-
Quandofuco tornarono indietro . Per la quai cosa Lodegiani hberati mandarono nuncijà
mtnciato U Federicó che al soccorso si preparaua, isponendoli quanto era succeflo . E
fondamento doppo il mercordì del segucnte Agosto » doue si faceua la cflebrarione di San
délie mum ái Gaudentio,su cominciato il fondamento dél muro dellaCittà di Lodi veríb
Lìdi verso Cremona, sopra la palude di Selua. Greca, e quiui pose h prima pietra Albrico
Cremena . di Merlino Vescouo di Lodi »e í ottauo del predetto , i soldati de' Lodegiani
Lodegiani roi tanto à cauallo, quanto à piedi con due prcterte , e parte de' soldati Cremo-
vartno à Cro nesi vennero al ponte di Cropello riedifìcata da' Milanesi fbpra û fiume d'
fello Uponte. Adda» il quale con somma fatica ottenendo in tittro su diihpato > partes
Mìlanefi , fr bvuciandonc , e parte fiigetrato nel fiume . 11 martedì seguente nella vigiha_,
Sresciani ve. di S.Lorenzo al castel di Caicheno nella plcbe d Inzino, e Ducato di Milano,
gonokconfii- fu cómessa laguerrada i Milaivesi, eBiefciani contra l'Imperatoue,il quai fat-
to con l' Jmpe- to d'arme in questo modo siiccessc . Milanesi con Bresciani, ch'al presidio suo
vatore Car- erano venuti ìiell' Yltima settimaaa di Luglio , andarooro all'assedio drCar-
tbtno ejf»dia~ çhenq. » e quiui fabricarono vn castel dinatabile grartdezza, ecem manga-
to. uidi legno e vedendp gli. huomini esser costanti nclla fede Imperarona_»,
yberto Picoiiano Arciueícouo di Milano cótra di quei prononciò tal senten-
Sentcnza di za • eertum est juoà cajhrum de Carchcno est feudttrn Archtef fcopi , nanc .zit-
Jllbcrto Pire- ttm f*'*sunt TtMtts Eccle/ìt, fr fautera-, Federici excommunicati, fr dmnr.ti , fr fui
ttano Ardue- cuiit(Uem deftruere eonautur . Priitamm cot omni nvbilitatt y omni feudo , fr caftruriL—,
scou* di Mi- 4* Cfi'cheno constfcamus Ecclefií. Mediolani . Federico mtendendo la duraobsìcuo-
iant* ne,&uonvqlendoquclliche in lui si conrìdauano abbandonaxe ,andòin_.
fretta al soccorso de gli obseíli , insieme con certo poco nutnero di soldati Par-
uesi,.e la militia da cauallo , e da piedi, Nouare.se, con Vercellesi ». e Conia»-
ni,e parce di quejla. di Sepck). , e Mai'tesanr, v'eraancocail Marchesedi
Monlerrato, col Conte di Biandrate > 8c altri JLombardi »conalquanti Teuto-
njci j tra i quali su il Duca Bertraldo di.Zaringo ,il quale à calb per sue pnuate
^liccende era venuto dall' Imp : ratore; eçoíì v'interuentieíriDucadi Boemia>
& il Conte Raldo di- Barauisç. Questo essercito íipose tta Tefeera . &.Orsino,
& alni luoglu vicini , 10 modo che Milançsi , e Brescianij. quali tra Tesseraj»
& Carcheto erana p(j,sti,in tal moda circqiicbïroo©, cbe uiiuia vittouaglia po-
. íçuano haucre , nè ancora Milanesi ardjuano ntornaie » c che fataltro igno-
MttAntsi r et xauano. Finalmente &i corne mol te, volte interuieneche laneceslìtà porgeil
ioro (onfe- COiisiglio »diíposerapiu.prefto alla spitunacommettere la pugna» che mi di
olerati tom- fame perire . llpercl^e Milanesi,& i suoi collegati il inedesimo giorno di Mar-
i/attono '»»-tiCon grand'animo conunciarono la battagha' coutra Federico, il quale co*
tTf FeJ'r'C'î.û10!Alemani, 6c altre geuti virilmente gli a-ndò mconrro quasi rin'al Caroccio,
y.'™1* ^' dou'era la fanreria Milaneíe, e maínmamente di Porta Romana, &c Orientale
Mimt'sipre- fa i fanti grâ numero ne tuvccisi »co'buoi del CarrocuOjil vessillo sa preso cô
f*t , niolri pedoni^ huomiui d'aime» quali nel eainpo de' nciraci fuiono condotti.
DaU'altra parte doue si cómettcua la pugna gl' era gran numero di caual li de*
Milanesi , e Breítiani cótra Nouaresi, eComesi, còiquahil satto d'arme era..
dubbioso.Ma numeroía géte armata in soccorsi> de'Milanesi venendo da Hei-
ba,et Orslnigo allora tbrtissimo eastello,grád'ammo gli diede. llperche molto
iinforzate le smarrite forze,stretti in tal modo si fecero cótra nemici, che ine-
itiuubiie mpitalità ne fu úua, e mallìniajncuie délie genti Nouarese, oltre al
, :•. . i. . ■ •? ..... gtan
Parte Prima » 9y
gian numerode'prigionìjemortijpiu di due milla fi misero ín suga . Fia-
questomezo venne vna grandiífima pioggia , in modo che Milanesi ritorna-
rono a' suoi alloggiamenti , ma poco dapoi ancora pigliare 1' armi rinouarono
la batraglia . Hcne vedendo l' Imperatore , e quanto a' suoi nemici la fortuna
era fauoreuole , con alcuni de" suoi delibctò pm presto céder al fatto d' arme,
che combattere contra i Fati . Onde con gran velccità abbandonando l' im- ^tirit» *b-
presafuggi in Baradello grandissima fortezza, non gû da Como troppo di- iaìuonat9 st
stante. Uperche non solo Milanesi , e Bresciani ricuperarono i snoi . main tut- rMtt # arme
to l' hostile essercito spogliarono con somma letitia , e dell' acquistata preda_, euz£t m Sara>
caricandone moite carra la mandarono a Milano ; nientedimeno gli costo ca- jfn.
raperl'vccisionde'suoi. Facendosi questecose,Cremoneii,e Lodegiani, " ^
essendogli scritto da Federico, si, misero in ponto di mandat molti caualli.e í
fànti al suo soccorso > ignoranti di quanto a Carcheno era accaduto , temeano
ancora non poter sicuramente andar ad vnirsi con lui per i Milanesi , ò par'
inmdi che senzaloro Federico hauesse vittoria stauano ambigui. Finalmen- , . . a
te deliberarono mandarui ducento caualli Cremonesi , tic ottanta Lodegiani , J e£'*m m*
echelefanterierimanessero aLodi . Onde il di seguente che su la feítiuita »nojoccorj»
deJMartire, circa al mezo dì si misero in camino con molti asini canchi di * ct<rico:
pane , & altre cose neccssarie , si corne l' Imperatore hauea richiesto . ■
Gran dirnora fecero questc genti per la via , in modo che in quel giorno con_,
fatica poterono giungerc a Marliano ; doue vn'huomo d'arme Milane-
sevedendogli corne andauano dall' Imperatore , disubito a speroni battuti
per vn' altra via corse ail' essercito Milanese , narrando a'Consoli ciò c' ha
uea vedato. Perla quai cosa Milanesi dato il segno, con gran vdocità ízj
n' andarono a quegli , intorno la terza hora del seguente giorno , tta C'antu-
rio, e vn luogo da'nnitimi nominato Batarello , sopra vna certa arqua, e pa-
lude , doue íi diceua ail' Acqus. negra . Quiui con tnnt'imptto , e clamoro
Milanesi aslairarono Lodegiani, e Cremonesi, che ncl primo unpeto alcuni Milanesi as-
di quegli furo no morti, & alcun' altri restarono prigiom . Ilpciche i nemici siilmno , fy
vedendo non poter reíistere aile forze de' Milanesi, îi voltarono in suga, aicu- rcmtono lo-
ni guidati dalla fortuna per incognite vie si saluarono, alcuni altri'. &: m piu degiani , fy
numéro credendo la palude estir facile al passarc , entrarono in quella. Onde cremonesi.
doppo non potendone riuscire , disarmandosi , e smontati a picdi cercauano
<ii saluarsi, nientedimeno dieci soldati Lodegiani , e quattordeci Cremonesi ,
restarono prigioni de'Milanesi , i quasi ancor vi guadagnarono zco. caualii ,
e gran quantità d';arme . L' Imperatore , che in Baradello dimoraua, subi
to intendendo ciò ch' era accaduto , venne iu soccorso de'.Lodegiani , e Cre- Tc<i'rit:o ?>»'
monesi ,• onde quattto Milanesi cuali haueano passara la palude , l'ece prigio- Plratore vie»
ni, &gl" altri mise in suga, quegli , ch' erano fuggiti dalle mani de' Milanesi '" /"ut0. *
andarono in fretta aComo con í' Imperatore , e poi per i! Nouareie a lJauia, L<>*el"»»h O"
d'indiaLodi, e gliassediati in Carcheno ai diciotto d'Agoúo ail' nnproui . Cremnesi.
lb vscirono,e diedero il fuoeo al castello, quale im Milanesi haue-ino t'a-
bricato. Questo essendo buiciato deliberarono leuar l' alledio , e tanto pii: Milanesi le-
temeuano che Federico già clkndo vnito con Lodegiani , Cremonesi , & al- f*Js*dh
tridi Lombardia ,quiui ntornasse contra di loro, oucro che perla loro ab- d* Carcbena.
sentiascoiresse per il Milanese . E cosi il Sabbato seguente a iv-.au de' pte-
cletto, fatta tutta quella preda che poterono vennero a Milano , duuejion
scordïuoli del nceuuto beneficio del íbecoiso de'Caltellani , di Orsenigo , & Ejsentioni de'
£rba,glipnnilegiaronfì, che per l'auuenire nó íosseionc nnpediti, ne molesta- CasielUni di
ti,nè inquetati d'alcunagrauezza, anzi corne Cittadini Milaneíi tossero cóser- Orfiuigo , fy
G J Uati diHerl/a.
Delïfíifiorie Aíilanese
uati esenti d'ogni fbdro , giooatko , dalloue , e publica cssaftibnc , quale iî
commun di Milano potessc truuare,e per alcun modo riscuotere contra, délie
Eerscne , quale in taie castellanze habitauano,nè per alcun tempo habitareb-
ono j e che in tutto foûcro diuisi dalla plèbe dlnzino . il seguente mercordi
nel quale su la s'esta di S. Bartolomeo .l'Imperatore con grandislìmo esserci-,
to de'Cremonesi , Pauesi , e Lodegiani , con due prederie , e nauilii Pauesi ,
andò al ponte de' Piaíentini , il quale con naui l'ccntro à Piasenza naueano
fabricato , e nell'aurora del giouedi seguente licominciò à dare la battaglia .
Quiui da principio con grand' animo i Piasentini si difesero. ma Federico ha-
uendoui drizzate due prederie .coníìderarono di nonpoter saluare il ponte .
C*so sfortu- Onde di subito il disfecero, e le nauialleloro riue condusscro . In questo
natisimo íio niedesimo giorno occorse à Milano vno st'ortunatiíTìmo caso , perciòche_j
Mtiano * Per vento s accesc vn tanto fuoco.malfimamente nelle habitation! délia Por
ta norrsinata Romana, che molti íurono ridotti ad estrema inopia . II Vener-
di seguente Federico ritornò à Pawa, doue nel medesimo giorno in sue ma-
ni fecesi giurare la sede dal Vescouo di Nouara , di Vercelli , e di Asie; e pa-
rimente dal Marchese Gulielmo di Monferrato , daquello del Gualto , & dal
Bosco j col Malaspina Conte di Blandrato » e moitialtri Prencipi diLombar-
dia , di dargli dalla Natiuirà di Maria vergine , insin'alla Resurretrion del Fi-
gluiolojvna certa aflìgnata somma di gente d'armi , arcere, tte. stambichi-
ni. Dipoiàivintid'Ottubreritomò con l'essercito nel Piasentino, al già
risotto ponte. 1 deputati allaguardia fecero il simile , che haueano fattoli
Bugvíigata-. prmia VoIta . In questo medesimo giorno Bagnagata huomo d'arme Milane-
buomo d*r- Çj. | j| qlu|e ft.aua nascotì0 il di , e la notte uc i bosthi , ch'erano tra Milano »
mt e frefo . e paiua ( depredando ciò che petea hauere de gli amici deli'lmperarore , fa
preso , e menato à Lodi , doue da vn Pauese gh su tagliato vn piede s e ve-
dendo Federico che peco guadagno contra Piasentini poteua s"are,caual-
cò à Cremona, & vi giunse à i 29. del predetto . Milanesi che erano alla guai-
dia del pente di PcntiroJo , col Conte fcnrico di Crema, e moitialtri soldats
dclla Republica Milanese , andaro à Douena verso Lodi ,& iui tecero mol-
ta preda de'contadini Lcdegiaui , & assai bertiame , ch'erano in quella ter
ra. Quei délia Citta vdendo le sliida , disubito pigliarono l'armi e passan-
do il ponte dell'Adda, fecero impeto contra Milanesi , qualisin presso di
quello erano proceduti , e cominciara la pugna Alberto Darzago di pnma_.
íii prigione, eglialrri Milanesi veifo Doueria ( nellacui rerra moire genti
conflitto tm' naueano h»sciate in asc&sto ) conimciarono à suggire . Quinci essendo per-
MiUnesì ér uenut' 5 *u ^atto vn S1 fiero assalto contra Lodegiani > che rurono costretti à
ïetierico ' nucltare le spalle , restandone quattro de' ioro pngioni i cicè , Analdo di Ar-
zago , ilqual doppo la presa di Crema si fece cittadino di Lodi , e Bernardo
di Bag.nclo ,Gtto Denaiio, e Manfredo Mutena , figliuolo dell'Autore pre-
nommato. Federico Impcratoie stetteà Pauia tutto quel Verno, insieme
co'soldati mandati da' Vescoui , e Prencipi sopranominati . Dipoi la prima-.
Lomenica di Quaresima l'anno délia sainte 1161. à' 11. di Marzo ,i soldati
riacentini,andorono in Lodegiana,douc nella selua Pulignana si posero in a-
guaito cótra Lodegiani>e dall'alrro canto gli nemiciandarono la notte à caso
verso di qucgii , per vedete s'egliera veruno contra di loro . liperche nell'ap-
parir dell'alba, Piasentini sopi a i scoperti Lodegiani disubito fecero impe
to ,à iqualiper esser disaxmati non valse far difesa.. che molti nc restaro-
no prigiom , ria' quali lù , Vgerio di Villa, Oldrado Mondaluno ,Petraccio
dalla Fusteila,Giultero di Rica, 01iuiero,e Giacomo Geno di Aboni, Castel
lo di
Parte Prima-
ïo di Oizigo .Maldotto di Vignate . Musso Circamondo, Otto Mezo paren
te , Viuiano di Vaure , Alberto Bardono , Ansclmo Conello, Mutio Garbano,
e Zanucallo Guasco . Degli vfhciali del Commune di Lodi furono presi Gra-
tiano » e Bon Giouanni délia Toire, e molti altri . Vberto délia porta, con vn,
ího compagno Milanese, fu mcaato prigione à Lodi . Ilvenerdi sctîiientc ^Milunesi alst-
cJie fu ài 17. delpredetto>ï nostri andarono all'assedio di Caltiglibne nel ^ian0 cÀî-
Contado di Seprio , con molti mangani , Gatti , e prederie , e qiïello zor^ iione
grand' aninio cominciarono ad spugnare. Quelli del Castcllo parimente_>
con mangani , e gagliaide baleílre si difendeuano di modo che assai de'Mi-
lanesi rimasero feriti . & alcuni morti . Doppo Milanesi insino al muro fecero
condurre vn Gatto; questo dagli nemici fuassaltato, per modo che noro
ortantele forze degli lnsubri,il bruciarono; nientedimeno molti diquelli
ne restaronovccisi, e molti altri ancora furono fatti prigioni. Onde quci dt
Castiglione subiro mandarono à Federico > nunciandogli quanto gli acca-
dcua, ôcanrhe addimandandogli disubito soccorso . L' Imperatore adun-
que intendendo talcosa, venneà Lodiil martedì Santo. Etquiui fece_j
ragunare vn potentissimo essercito di Parmegiani , Reggiani , Bergama-
fchi , Cremonesi , da Verscelli , Nouarâ » e Pauia » molti Maivhesi» Conti »
« Prencipi Lombardi. E benche Milanesi intendessero tal cofa , nondime-
no stimauano che l'essercito dell' Imperatore fosse cola minima . ilpercht-»
e jn.publica, e in piiuata ccncione diceuano , che inai per l'Imperatore^ ,
nè per quanto sforzo potesse fare in Lombardia, si leuarebbono dall'asse-
dio di Castieliono , fin che non hauefsero hauura la spcrata vittoria . Ilche
essendo detto à Federico, il Venere Santo con l'essercito vcnne sopra il Lam-
bro ad alloggiare con sue genti , insieme con il Conte di Bracellona , ìlqua-
lc à lui era venuto con seseanta huomini d'arme , Questo Milanesi hauendo
Eercerto, ecomeà gliassediati hauea disposto soccorrere , spauentati deli-
erarono leuarsi . Onde di subito a' suoi Mangani , Gatti , Prederie . & altre
Machine diedero il fuoeo ,& il sabbato Santo vennero à Milano . Onde il
Îiorno de la Resurrettionc del hgliuolo d'Iddio Cremonesi ìitornarono à
odi,& vn famiglio di loro inauertentemente in vn'habitatione merten-
do fuoeo, gran parte délie case di Porta Impériale abbruciò . Questecose
agirandosi , il quarto di Aprile nel giorno di Sant'Ambrogio 1 foldati Piacen-
tini andarono in fretta iniîno à S^anta Maria nuncupata in Strada appresso
Fossatoldo: àquesli alcuni Lodesani si secero incontro, e cominciata Ia_,
pugna , vi fu fatto prigione il Pretore di Lodi nominato Tricafoglia délia Pp-
steila con cinque altri; & vn valoroso soldato di Piacenza nominato Giacobo
Vicedomofumorco. Quanto in Lombardia si faceua intendendo Teutoni-
ci fi condoleano assai che Federico mi fosse restato con si poco numero di1>r",c't"
gente d'arme, onde dehberarono passare . Uperche Lantegrano cognato mm* cht~>
dell* Imperatore, Corrado , Conte Palatino di Reno fratello d'efsu itnpcca* ven&on° '*->
rore, Federico figliuolo-del Rè Corrado , il quale fu auolo di Federico, il Du- ****
ca de Rorimborgo con seicenro foldati , Ranato Cancelliero,il Vescouo di *írtn ■
Colonio , con cinquecento foldati , il fig!i,uolo del Rè di Boemia con il Duca
di Boemia fratello del padre con trecento bene armati , e molti altri Duti , e
Pnncipi in Lombardia andarono in ffetta alFImperatore. il quale co i predet-
ti , c molta altra numérota gente dt Lombardi al ventesimonono di Maggio
venne sopra il Milanese,doue diede il guasto allebiade insino à San Caremo- Federico «à
lo Sc al 1 empio di tutti i Santi in capo di Brolio, e íîmilmente al Tempio di Hsuafio»'H'
&m Bamaba,& il Monasterio di S. Dionisio. Iu questo medesimo giotno po- t***fi,
G 4 sero
96 Dell' Historie Milanese
fero sue tende dalla Caflìna di Guazino d'Aliate fino à Morscngia . e quiui di
morando due giorni deuaslarono il tutto . Il seguente mercord] mutando luo
go , si alloggiarono à San Dionisio , alla qual parte i Milanesi vscendo fuori
della Città contra Pauefi , & alcuni altri Lombardi , attaccarono il satto d'ar
me , nel quale vi fu preso vn gentil'huomo Milanese , chiamato Atlam Palla
dino. Costui per comandamento dell'Imperatore fu impiccato per la gola,
e molti altri essendo feriti staccarono la pugna. Il giorno seguente ancora.,
Milanesi vscendo assaltarono il campo dell'Imperatore, doue da prima al
l'incontro riebbero Pauesi, Se altri Lombardi.Con questi fu cominciato atro
cissima battaglia, la quale finalmente Milanesi non potendo sostenere per es
ser di gente inferiori a' nemici, si misero in fuga, onde violentemente fino
al fosso furono cacciati , molti rimasero prigioni, e molti altri ancora gettan
dosi nel fosso , s'annegarono * nientedimeno de gli nemici furono fatti molti
prigioni,& oltre à gli vccisi gran numero di feriti per non esser aiutati da'Teu-
tonici , quali haueano in mandato di non attaccarsi co' Milanesi . Doppo
l'Imperatore d'indi kuandofi , tra la porta nominata la Comesc, & la Vercel -
lina luogo l'essercito,neH'alloggiare da i Milanesi fu assalito, in modo che lun
go tempo la pugnasti dubbiosa > imperò che assai d'ambedue le parti rcstara-
no morti , e più furono i feriti . Finalmente Milanesi non potendo resisterò
à tanta moltitudine si nuolsero per voler' entrare nella Città, doue essendo
incalzati da' nemici, à gran fatica poterono ritirarsi dentro , e molti corno
L'Imperarne in ral pressure è l'vsanza , si precipitauano nella profonda fossa . Doppo l'Ira-
d» ilguasto à peratore andando intorno di Milano infino à Porta Ticinese , tutte le biade,
Milano. vite,& arbori fece tagliare intorno l'infelice Città per quindeci miglia, e
durò dieci giorni continui il guasto. Indi con tutto l'essercito si kuò , e tor
nò in sretta à Comazo, Cornaliano , Bertario , doue lasciò il Teutonico es-
Concìlio itu *"erciro con molti Lombardi , licentiando Pauesi , e Cremonesi . Doppo Fe-
Lodi, derico concerto numero de' suoi andò à Lodi , doue era ordinato di cele
brami vn superbo concilio , al quale intetuenne Papa Vettore , che à i dicia-
scttc di Giugno con mole" altri Cardinali gli era giunto . Questo concilio
adunque fu cominciato à tenersi il giorno nel quale si celebraua la festa di S.
Geruasio , e Protasio presente l'Imperatore to' suoi Prencipi, il Duca di Boe
mia , Pellegrino Patriarca d'Aquileia , Guido Arciuescouo di Rauenna , Rai-
naldo Arciucscouo di Colonia, l'Arciuescouo di Vienna con molta comi-
tiua di Episcopi , Abbati , Prepositi , & altri venerandi Sacerdoti, e tutti que
sti niun repugnanre attestarono , e confirmarono la elettione di Papa Vetto
re , celebrata nell'anno passato . In questo sinodo ancora vi furono recitato
certe lettere in iscttsatione del Rè di Daria , e di quei di Normandia, Vnghe-
ria , e Boemia , sci Arciuescoui, venti Vescoui, molti Abbati , come di Cara-
ualli,& d'altri monasteri. Si contenia in quelle lettere in qual forma il pre-
Vlertt ài Pi- detto Pontefice assennuuano , e chiamauano per suo sómo sacerdote . Quiui
rotano Arci. 1U scomunicato per publica sentenza Vberto di Pirouano Arciuescouo di ,
Mescono di Milano , insieme co i (Jonsoli Milanesi,& ogni consigliere , e fautore di que-
Milano iscS g't > similmente su Anatcmatizato il Vescouo di Piacenza , e di Brescia co i
vuntemo »<■/ l°r Consoli , e consiglieri, & ancora quegli , i quali haueano fatto violenza,
Concilio . all'Arciuescouo Magontino , & erano stati conicij, & autori della sua morte .
Al Vesccuo di Padoa,& ad alcuni su prescritto vn certo termine di Calendo
d'Agosto , ad hauer eseguito quanto per Federico gli eia comandato. Fini-
nito il concilio il Vescouo di Vercelli con molti altri Vescoui volendo anda
re a Pania, e dalla Potestà di Lodi , dimandarono scorta per sua sicurezza^ >
vi furono
Parte Primai ' ' . 97
vi surono mandati ventiqnattro huomini d'arme, co i quali hauendo già ver
so Pauia per qumdeci milla passi caualcato , viddero alcuni soldati Milanelì ,
i quali da Lodcgiani eflendo assaltati, crcdendosi che foiTero maggior numé
ro si misera in ruga . llperche per ester poco distante da vn bosco , in quello
flscondendosi disparsero à Ludegiani . Maquiui astïettandosi loro , nella^
selua furono cercati > doue finalmente quatrro ne rcstarono prigioni ; cipè ,
Flamengo Arminulfo, Siccardo Concoreccio.Otone Faroldo, e Gerardo Mu-
linassi. II seguente giorno Dominicale nel quale era la feíta di S. Prospéra, Fe-
denco prese Rocca Cornaria insieme có piu di duccnto huomini,quali erano
dentro alla difesa tra rustici e cittadini Milanesi, à i quali tutti fecc tagliare le
mani , eccetto diciasette condottí aile carcere , e la Rocca roinò confuoco .
Nel mese seguente il conte Gozolino Teutonico, il quale i'Imperatore hauea - . . - ...
fatto prefetto di Seuere, e Martesana, définisse Blandra insino a' fondamenti. t",'r,cl>Jec*
Quinci vn lunedì à i sette d'Agosto , Piaí'entini in Roncalia préféra quator- ** *fT -
deci Lodegiani, tra'quali fu-Masigotro,e Gulielmo di Aboni.Gulieímo di Fisi- f*",' ?~
lapa , e Bergondio figliuolo diOldrado Murena . In quelto dì medesimo Fe- ^'T,}
derico con ì'essercito di Boemia venne ad alloggiai nel contado di Milano ad p *JJ
vna villa detra Cerruta . Onde Milanesi disubito mandarono i suoi Oiatori a ™i' c-or"*'
Lantigrano Duca di Boemia , & al Conte Palatino,ispunendoli corne i Con« ria '
soli di Milano seco volentieri havicrebbono rogionamento . Onde aíficura-
togli pcrsaluo condorto , i Consoli cau^lcarono à i memorati Prencipií ilper-
chc gli htiomini d'arme dcl Canceliiero tnscienii délia datafede,presso il Mo-
nasteriodiBagnuolo, préférai Consoli. Ilche vedendoi soldati Milanesi.
per ricuperation de' suoi secero impeto contra nemici , e cosi tra loro su inco-
minciara la pugna, la quale facendosi , i predetti Prencipi intesero la cagione
di quel'a, doue molto adirati , il Canceliiero ignaro di tanta cosa deliberaro- -
no vccidere. Iîche intendédo lui, disubito andò allliriperatore, e quiui narrò
<juáio era accaduto. per la quai cosa Federico comandò à Lantigrano , e com-
p agni , che per venin modo non molestassero il canceliiero , e doppo Federi
co comandò a' suoi Teutonici , & à i militi dei Duca di Rotimburgo , & altri
Signori , che cominciasscro la guerra, alla quale il Boemo, e Látigrano per in-
dignatione c' haueano contra il Cancelliere non se gli volsero ntiouare . Da- p rf
poi Federico appropinquandosi alla pugna comandò al Duca di Rotimbur- *. '
go , che ordinasle vn'ala di huomini d'arme, e con quella verso Oriente fa- . * ./ er'c0'
cesse impeto contra de' nemici , e cosi cómise à gli altri Prencipi , che dall'al- ' "y' c* '
tro tanto in aperto campo molestassero quelli,& esso con le sue genti disposte mtucut ' •
entrare nel fatto d'arme per vna via, la quale teneua fino alla calsina del Gua-
zino di Aliate detto disopra. Quest'ordme adunque mettendosi in effetto >
Milanesi si viddero per trauerso dall'vna, ei'altra parte essere assaltati da'Te-
deschi non vedendosi pari a' nemici , conciò fosse cosa che i Consoli moltí Mil*nesifug~
huomini d'arme , e fanti haueano ritenuto in Milano , non volendo combat- gono.
tere si ruioltarono verso la Città . Ilche vedendo Federico, da' suoi con gran
grido gli fece segukare insino al ponte délia Fossa per modo che ottanta huo
mini d'arme,e ducento da piedi de' Milanesi, furono prigioni, i quali tutti má- -pt^erict cm
dò aile carceri à Lodi,molti altri furono menati per il ferra, e métré l'Impera- ^attenjt r ^
tore acramente soprail ponte délia Città combatteua , gli ru morra sotto il tontt^
canallo , & esso rimase ferito ; pur de'Milanesi molti si precipitauano nel fos- ^ ~ fer-_
so . Finalmente gli altri denrro dalla porta à gran fatica si ntirarono , e molti Y •,. /
ancora non potendo appropinquarsi al ponte , fuggirono in vn Tempio,doue mlyjçfottlu
per esser già notte , & aucora per non poteríì combattere se non dall'entraca, ^
98 Dell' f/istorieJMïlantse
virilmente si difesero , e l'Imperatore con le genti sue ritornò a'suoi steccati »
11 giorno seguente si pose à San Donato in strada , allaqual banda di continuo
gli daua il guasto nelle biade. II sabbato seguente tra Milanesi , e Teutonici,
innanzi alla porta Romana fu fatta vna scaramuzza> nella quale tre soldati
Milanesi vi furono morti ; cioè , Cazzaguerra da Soresina , Guarnerio Graffo ,
e del terzo, il nome non si sà . Il Lunedi seguente Federico pose l' essercito
limptrMttre in Brolio tra la porta Ticinese > e l'Orientale presso alla fossa, e quiui non
À qumti vsci permetreua , che veruno nella Città entrasse Ancora da quella vscendone_>
unno di Mila a]cuno , potendolo hauergli faceua tagliare le mani . È finalmente hauendo
nosaerua ta- tuttc \e t,, ÌCje , vltj , et arbori deuastato , e tolto a' Milanesi ogni [speranza di
glitrel* poter viuere , ritornò à Pauia. Doue considerando lui se vi dimoraua, non
*». potcua vietare in tutto, che Piasentini, e Bresciani non mandassero vittua-
glia a'Milanesi ; deliberò andar ad inucrnare à Lodi insieme con la Impera
trice , e col figlu-olo del Duca Guelfo , il Duca Federico di Rotimburgo » il
Conte Rodolfo di Lindo , il Vescouo di Pauimbergo , e certi altri Prencipi.
Doppo à Lantigrano, et al Cancelliere col Duca di Boemia diede licenza di
ritornar à casa . il Conte Palatino , et il Marchese di Monferrato , col Conte
Guido di Blandrate , e lor gente d'arme mise alla guardia del castello di Mó-
brione, intorno alla Chiesa'cii Ripalta secca, fece fare grandissime fosse, e
gli pose molte machine, alla diiension delle quali vi lascio certi suoi stipendia
ti ,• nel castel di San Geruasio , propinquo à