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Azienda Ospedaliera San Camillo – Forlanini – Roma

Corso Operatore Socio Sanitario

Dispense

Aspetti tecnici operativi


dell’igiene

Prof.ssa Anna Maria Brunelli

Anno 2014
LAVAGGIO DELLE MANI

Il lavaggio delle mani

“Il lavaggio delle mani è considerata la più importante fra le procedure


atte a prevenire la trasmissione delle Infezioni Ospedaliere”

- Le mani di tutto il personale sono il veicolo più comune di trasmissione


delle infezioni
- Il contatto diretto è il principale meccanismo di trasmissione delle
infezioni

Igiene delle mani

Rappresenta una delle migliori tecniche su cui si basa la tradizionale e


moderna prevenzioni delle infezioni

Studi internazionali hanno dimostrato che una corretta igiene delle mani
riduce il tasso d’infezione dal 10 al 50%

Sulla cute delle MANI vi è un ecosistema


rappresentato da due tipi di FLORA BATTERICA:
La FLORA residente, formata da microrganismi che:
- vivono negli strati cutanei più profondi
- raramente causano infezione
- proteggono dalla colonizzazione dei germi nocivi
- NON vengono rimossi dal lavaggio con acqua e sapone, ma è necessario
l’uso di prodotti antisettici.

La FLORA transitoria, formata da microrganismi che:


- vivono nello strato cutaneo superficiale
- si depositano sulle mani dopo contatti con oggetti o materiale
contaminato
- provocano facilmente infezione
- vengono rimossi tramite l’azione di strofinamento delle mani con acqua e
sapone e da soluzioni antisettiche
La TRASMISSIONE dei patogeni attraverso le mani si verifica per:
- Microrganismi capaci di sopravvivere per almeno alcuni minuti sulle mani
del personale
- Procedure di igiene o antisepsi delle mani inadeguate,non praticate,
effettuate con prodotti inappropriati
- Mani contaminate venute a contatto diretto con altro cliente od oggetto
che a sua volta contamina il cliente
- I microrganismi patogeni possono provenire non solo da ferite infette
ma anche da aree di cute integra: le zone perineale,inguinale ed ascellare
sono altamente colonizzate.

NORME GENERALI 1
- Mantenere la cute delle mani integra

- L’igiene delle mani deve essere fatta sotto il flusso dell’acqua tiepida
corrente

- Unghie pulite, prive di smalto e corte, no unghie artificiali, no monili

- Inumidire le mani, usare il prodotto frizionando su dorso e palmo, fra le


dita, sui bordi peri-ungueali senza tralasciare polpastrelli, pollici e palmo

NORME GENERALI 2
- Il tempo di durata varia dal tipo di lavaggio

- Risciacquare abbondantemente (per ridurre i residui di sapone che, a


lungo termine, possono danneggiare la cute delle mani)

- Asciugare con accuratezza: l’eventuale umidità favorisce la crescita


batterica ed è irritativa

- Per asciugare: tamponare delicatamente

- Se non vi sono rubinetti con comandi a gomito … chiudere il rubinetto


con una salvietta
Regole di Base:
- Le unghie devono essere corte e pulite (no smalto)
- Le eventuali ferite devono essere coperte
- Non devono essere presenti anelli, braccialetti

Materiale Necessario
- Lavandino: a fotocellula - a pedale – a gomito - a manopola
- Sapone: liquido o (solido)
- Asciugamano: di tela – di carta- ad aria

TECNICHE PER L’IGENE DELLE MANI

- LAVAGGIO SOCIALE (acqua + sapone)


- LAVAGGIO ANTISETTICO
- LAVAGGIO ALCOLICO/FRIZIONAMENTO ANTISETTICO
- LAVAGGIO CHIRURGICO

Linea guida “ Clean Hands are Safer Hands”:

1. L’importanza del lavaggio delle mani nella prevenzione delle infezioni;


2. L’utilizzo di un prodotto Alcolico per l’antisepsi delle mani quando
queste non sono visibilmente o contaminate con agenti biologici prima e
dopo il contatto con i pazienti, dopo l’uso dei guanti, prima e dopo manovre
invasive … …;
3. L’importanza dell’uso di procedure corrette sia per il lavaggio con
sostanze detergenti che con antisettici, soprattutto nella
preparazionechirurgica delle mani;
4. L’importanza della cura delle proprie mani e di un corretto utilizzo dei
guanti;
5. L’accuratezza nella scelta e nell’uso degli antisettici;
6. La promozione di un programma di educazione/motivazione per la cura e
la salute delle mani durante il lavoro;
7. Monitoraggio dell’aderenza da parte del personale sanitario alle
raccomandazioni.
LAVAGGIO SOCIALE DELLE MANI = Lavarsi con ACQUA + SAPONE

Mira ad eliminare sporco, unto, varie sostanze organiche che si depositano


sulle mani e la flora microbica transitoria o contaminante (che è meno
aderente
alla cute).

LAVAGGIO SOCIALE DELLE MANI: RACCOMANDAZIONI

• Usare sapone o detergente liquido. Non indicato il sapone a barra in


quanto può essere un potenziale terreno di coltura
• Usare preferibilmente flaconi con dispenser
monouso
• Se vengono utilizzati flaconi di sapone liquido pluriuso, ricordarsi
che riempire un contenitore parzialmente vuoto può favorire la
contaminazione batterica del sapone
• E’ da preferire il sapone a pH neutro
• Rimuovere anelli, bracciali e orologio prima di procedere alla pratica
di igiene

IL LAVAGGIO SOCIALE SI FA GENERICAMENTE QUANDO

- Le mani sono chiaramente sporche


- Le mani sono contaminate da materiale proteico
- Sulle mani sono presenti residui di polvere dei guanti
- Prima e Dopo aver utilizzato i servizi igienici
- Dopo essersi protetti la bocca per colpi di tosse e starnuti
- Dopo essersi soffiati il naso
- Prima e dopo il consumo di alimenti
- All’inizio e al termine dell’attività lavorativa

ASPETTI GENERALI DELL’IGIENE DELLE MANI

- Usare lozioni o creme protettive per le mani per ridurre l’insorgenza di


dermatiti di natura irritativi
- Tenere le unghie corte e ben curate, senza smalto per evitare se
scalfito la colonizzazione da parte di microrganismi
- Evitare l’uso di gioielli per favorire una migliore igienizzazione e per
prevenire reazioni allergiche dovute ad accumulo di soluzione saponosa o
antisettica sotto essi

IL LAVAGGIO SOCIALE Indicazioni specifiche

• Prima e dopo ogni contatto diretto con il cliente


• Prima e dopo aver indossato i guanti monouso
• Prima e dopo la manipolazione di presidi usati sul cliente
• Immediatamente dopo il contatto accidentale (senza guanti o per
loro rottura) con qualsiasi secrezione corporea, sangue, ferite del
cliente

IL LAVAGGIO ANTISETTICO = Lavarsi le mani con ACQUA +


DETERGENTE ANTISETTICO
(> 2 minuti, in base al prodotto)

Mira ad eliminare la flora microbica transitoria e ridurre la flora


residente delle mani.

LAVAGGIO ANTISETTICO DELLE MANI: RACCOMANDAZIONI

1. Quando le mani sono visibilmente sporche o contaminate da


materiale o sono visibilmente sporche di sangue o altri liquidi
biologici, lavarsi le mani prima con sapone e poi con sapone
antimicrobico
2. Usare un sapone antimicrobico per decontaminare le mani non
visibilmente sporche in tutte le situazioni sotto descritte:
PRIMA
DEL CONTATTO DIRETTO CON IL PAZIENTE
DI INDOSSARE I GUANTI STERILI
DI MANOVRE: INSERZIONE CATETERE VESCICALE, CATETERE
VENOSO PERIFERICO O ALTRI DISPOSITIVI INVASIVI
DOPO
CONTATTO CON LA PELLE DEL PAZIENTE
CONTATTO CON LIQUIDI BIOLOGICI, O CON CUTE NON INTEGRA
E MEDICAZIONE FERITE
AVER RIMOSSO GUANTI

ANTISETTICO = Sostanza antimicrobica che se applicata sulla cute


riduce la flora microbica.
I saponi antimicrobici sono detergenti che contengono un agente
antisettico.

COME si esegue il LAVAGGIO ANTISETTICO delle MANI ???

Dopo aver eseguito il lavaggio sociale


- Inumidire avambracci,polsi e mani con acqua tiepida
- Applicare 4-5 ml di soluzione antisettica ( povidone iodio soluz. acquosa
7,5%-10%, clorexidina )
- Frizionare accuratamente spazi periungueali, interdigitali, palmi e dorsi
delle mani, polsi e avambracci per almeno 1 – 2 minuti

IL LAVAGGIO ANTISETTICO Indicazioni Specifiche

Prima di indossare i guanti


Dopo contatto accidentale con materiale biologico o materiale
potenzialmente, ad es. ferite, secrezioni, sangue anche in piccola quantità
e anche se si sono usati i guanti.
Non si esegue in caso di esposizione parenterale e/o di esposizione
mucosa

La durata del lavaggio costituisce un fattore importante non solo per


l’azione meccanica ma anche per avere una durata di contatto sufficiente
affinché
l’antisettico possa agire
- Sciacquare accuratamente sotto l’acqua corrente, avendo cura di tenere
le mani al di sopra del livello dei gomiti, per evitare che l’acqua degli
avambracci contamini le mani stesse
- Asciugare con salviette monouso, tamponando da ogni dito, fino
all’avambraccio e fino alla piega del tornare sulle mani. Usare una
salvietta per mano
- Se non c’è rubinetto a gomito o pedale, con la salvietta chiudere il
rubinetto

IL LAVAGGIO ANTISETTICO DELLE MANI: RACCOMANDAZIONI

Per rendere efficace l’igiene delle mani, occorre mantenere:

1. la cute delle mani ben idratata, prevenendo secchezza ed irritazione


2. le unghie corte, senza applicare unghie finte o smalto
3. dita e polsi privi di anelli, bracciali e orologio

Per l’utilizzo, la manipolazione e la conservazione dell’antisettico,


consultare la scheda tecnica e di sicurezza del prodotto

Apporre la data di apertura sul flacone antisettico al fine di consentirne


la sostituzione secondo i tempi indicati dal produttore
E’ bene non rabboccare o travasare in altri flaconi l’antisettico, và
conservato nella confezione originale
Ogni volta che si sostituisce il flacone dell’antisettico, cambiare anche
l’apposito erogatore.

IL FRIZIONAMENTO ALCOLICO DELLE MANI

Tecnica alternativa al lavaggio sociale:


consiste nel frizionamento delle mani con una SOLUZIONE
IDROALCOLICA.

E’ un’alternativa che può essere eseguita quando le mani non sono


visibilmente sporche (il materiale organico inattiva una parte dell’attività
disinfettante dell’alcool)

Questa alternativa ha il vantaggio di poter essere effettuata in modo


rapido, senza spostamenti ed anche in assenza di lavandino.
Può essere praticata durante l’attività sul cliente,
MA
NON dopo aver usato il bagno
NON prima di mangiare
NON prima dell’attività lavorativa
NON alla fine dell’attività lavorativa

RISORSE MATERIALI per il FRIZIONAMENTO ALCOLICO


Flacone di gel o soluzione idroalcolica pronta all’uso, disponibile in due
formati:
100 ml (uso personale), da conservare nella tasca del camice
500 ml con erogatore, da collocare su carrello

TECNICA DEL FRIZIONAMENTO ALCOLICO


- rimuovere i gioielli
- applicare da 1,5 a 3 ml di GEL o SOLUZIONE alcolica sul palmo di una
mano
- frizionare le mani insieme in modo da coprirne tutta la superficie
comprese le dita e la zona periungueale
- continuare a frizionare le mani fino alla loro completa asciugatura
- applicata una sufficiente quantità di prodotto, dovrebbero trascorrere
circa 10-15 secondi di frizionamento prima di sentire le mani asciutte

FRIZIONAMENTO ALCOLICO PERCHE’ VIENE USATO


RAPIDITA’ D’AZIONE: Richiede 15-20 secondi per agire, rispetto ai
circa 2 minuti del lavaggio antisettico
AMPIO SPETTRO D’AZIONE: agisce contro germi, funghi, virus. NON
agisce sulle spore
NON sono NECESSARI risciacquo, asciugatura, lavandino
Permette per la facilità dell’uso di rispettare le raccomandazioni all’igiene
delle mani
MINORE IRRITAZIONE cutanea rispetto ai detergenti
I prodotti alcolici per le mani vengono addizionati a sostanze emollienti
che prevengono l’effetto disidratante dell’alcol
OSTACOLI ALL’IGIENE DELLE MANI
• Operatore molto impegnato
• Irritazione della cute causata dalla frequente
• esposizione ad acqua e sapone
• Le mani non sembrano sporche
• L’igiene delle mani richiede troppo tempo
• Ignoranza / dimenticanza
• Uso “sostitutivo” dei guanti
• Non avvertita come priorità

Fattori rilevati che limitano l’aderenza alle raccomandazioni per


l’igiene delle mani
Essere medico (piuttosto che infermiere)
Essere “aiuto infermiere” (piuttosto che infermiere)
Sesso maschile
Lavoro in Terapia Intensiva
Lavoro durante la settimana piuttosto che fine settimana
Portare guanti/camici
Attività che comportano alto rischio di trasmissione crociata
Elevato numero di occasioni di igiene delle mani per ogni ora di assistenza

Fattori riferiti dagli operatori sanitari che causano scarsa aderenza


alle pratiche di igiene delle mani
I prodotti per il lavaggio delle mani causano secchezza/irritazione
Lavandini poco accessibili e/o in numero insufficiente
Mancano sapone ed asciugamani di carta
Spesso troppo occupata/o – tempo insufficiente
Insufficienza del personale – sovraffollamento di malati
Le necessità del paziente sono prioritarie
Basso rischio di acquisizione di infezione dai pazienti
Indossare guanti/convinti che i guanti riducano la necessità di lavarsi
Scarsa conoscenza delle linee guida e dei protocolli
Dimenticanza, trascuratezza
Mancanza di buon esempio da colleghi o superiori
Scetticismo circa l’importanza dell’igiene delle mani
da Infect Controll Hosp Epidemiol 2000
e ricordarsi sempre di praticare l’igiene delle mani:

PRIMA DI ANDARE A MANGIARE


DOPO AVER USATO LA TOILETTE

ACQUA + SAPONE OPPURE ACQUA + ANTISETTICO

Ripercorrendo un po’ di storia vediamo la correlazione tra igiene delle


mani e infezioni ospedaliere

Nella metà 800 le prime osservazioni sull’incidenza della pratica del


lavaggio delle mani sulla riduzione delle infezioni ospedaliere

Anni ’60
Lavaggio delle mani con un antisettico dopo ogni contatto ha portato ad
una riduzione della trasmissione dei microrganismi patogeni

Anni ’80
Lavaggio antisettico determina una diminuzione dei tassi d’infezione
nosocomiale

Anni 2000
Un aumento dell’adesione alle misure per l’igiene delle mani ha
determinato una riduzione della prevalenza delle infezioni ospedaliere
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

“ATTREZZATURE CHE HANNO LO SCOPO DI TUTELARE IL


LAVORATORE DA RISCHI PER LA SICUREZZA O LA SALUTE NON
ALTRIMENTI EVITABILI CON MISURE TECNICHE ED AMBIENTALI.”

DPI del capo:


pericolo di traumatismo o esposizione al rischio di cadute, proiezione di
oggetti, intemperie.
Servizi in cui il personale deve operare all’esterno (giardinieri,
magazzinieri, ecc) – berretto antifreddo
Attività di magazzino nella sistemazione dei materiali sugli scaffali, guida
di carrelli - caschetto antiurto
Lavori in cantieri, in centrali termiche – elmetto di sicurezza

DPI delle mani:


Guanti per la protezione da tagli, da traumi meccanici, agenti chimici,
agenti biologici
L’ impiego è richiesto in attività di manipolazione, manutenzione su mezzi
o apparecchiature

DPI degli occhi:


Occhiali, visiere e schermi
L’ impiego è richiesto in attività con rischio di proiezione schegge, schizzi,
esposizione a radiazione e sorgenti luminose
(manipolazione di agenti chimici, rischio di contatto con agenti biologici)

DPI dell’udito:
Cuffie, inserti auricolari
L’ impiego è richiesto in attività con esposizione a traumi acustici

DPI dell’apparato respiratorio:


Maschere, semimaschere, facciali filtranti
L’ impiego è richiesto in attività con esposizione a inquinanti tossici,
irritanti, nocivi per le vie respiratori, per trasmissione dell’infezione
DPI degli arti inferiori:
Calzature di sicurezza, di protezione o da lavoro
Per proteggere da:
contaminazione da materiale biologico; scivolamento; sversamento
prodotti; lesione alla pianta del piede; schiacciamento della punta del
piede; scivolamento e cadute
Indumenti di protezione: capi di abbigliamento che devono tutelare il
corpo intero da aggressioni esterne (agenti chimici, fisici, ecc) o devono
rendere visibile l’operatore che li indossa.

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE MONOUSO


Si intende un DPI con caratteristiche idonee alla protezione per cui è
stato destinato e al termine di un tempo di utilizzo deve essere gettato
(RIFIUTO SPECIALE)
DPI AD USO PERSONALE
Si intende DPI in DOTAZIONE PERSONALE dopo che il possessore
identifica lo stesso con sigle (nome e cognome). Il DPI avrà
caratteristiche idonee alla protezione per cui è stato destinato e al
termine dell’utilizzo, l’operatore, lo pulisce, (se necessario lo disinfetta) e
lo ripone in apposito contenitore chiuso in luogo noto e lontano da
eventuali rischi (es.: armadio in locale idoneo)
DPI AD USO COLLETTIVO
Si intende DPI ad USO COLLETTIVO quando il dispositivo è a
disposizione di più lavoratori e gli stessi sono addestrati all’uso corretto,
alla manutenzione e alla conservazione del DPI nel tempo in modo da
poterlo utilizzare in qualsiasi momento avente le caratteristiche idonee
alla protezione per cui è stato destinato.

TIPI DI GUANTI:

IN LATTICE. Si usano in casi di alto rischio biologico ossia quando è


necessario maneggiare sangue o fluidi corporei in maniera ripetuta o
prolungata (operazioni di pertinenza chirurgica) sono sottili, aderenti e
confortevoli, non influiscono sulla destrezza.
IPOALLERGENICI: fanno riferimento soltanto alla presenza o meno di
additivi della gomma (principali responsabili della dermatite allergica da
contatto) ma non implica assenza di lattice.
guanti in polivinile (PVC): strumento alternativo al lattice in caso di rischio
biologico per le attività in cui non è richiesta sterilità (contatto con cute
e/o mucose) e per le attività di pulizia e riordino dell’unità di pulizia e
riordino dell’unità letto e degli ambienti di lavoro. Questi guanti
presentano lo svantaggio di una minore elasticità che provoca una
maggiore frequenza delle rotture e scarsa resistenza alle sostanze
chimiche e citotossiche.
GUANTI IN POLIETILENE: alternativi al lattice per procedure in cui è
richiesta la sterilità di una sola mano e di breve durata (cateterismo
vescicole, aspirazione endotracheale).
guanti di sintesi: sono guanti per uso chirurgico e diagnostico in materiale
sintetico (stirene e butadiene) privo di lattice e polivinile. Questo
materiale sembra possedere i vantaggi del lattice. Hanno lo svantaggio di
avere un costo fino a 10-20 volte superiore a quello dei guanti in gomma
naturale.

GUANTI IN GOMMA: utilizzati per effettuare le pulizie degli ambienti e


preparare gli strumenti chirurgici e gli endoscopi alla disinfezione , nella
raccolta dei rifiuti già confezionati.
guanti in cotone o filo di scozia:possono essere utilizzati sotto i guanti in
lattice per ridurre manifestazioni irritative o le manifestazioni allergiche
di contatto.
GUANTI STERILI: per procedure in asepsi ,dispositivi di protezione per
l’operatore sterili,consigliato uso di doppi guanti

TIPI DI CAMICI:

TESSUTO: Si usano in casi di alto rischio biologico ossia quando è


necessario proteggersi da sangue o/e fluidi corporei in maniera ripetuta
o/e prolungata
(operazioni di pertinenza chirurgica)

TESSUTO NON TESSUTO: può essere sterile e non sterile. E’


idrorepellente ad elevato effetto barriera ha un’ ottima traspirabilità,
vestibilità e resistenza alla trazione. Si usano per proteggere gli
operatori da sangue da tutti i tipi di fluidi corporei.

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE

Nel caso che dalla valutazione del rischio biologico si ritenga di dover
garantire per l’operatore la protezione delle vie respiratorie da agenti
biologici è opportuno esaminare attentamente una documentazione
tecnico-scientifica che attesti tale requisito di protezione.
CAMERA DI DEGENZA E COMFORT ALBERGHIERO

Tutti i presidi devono essere in possesso dei requisiti previsti dalle


vigenti leggi in materia di:
- protezione antisismica (Legge 64/74 – D.M. 16/01/1996)
- protezione antincendio (D.M.I. 18/09/2002)
- protezione acustica (D.Lgs. 277/91)
- sicurezza elettrica e continuita' elettrica (Legge 46/90 CEI 64-8)
- sicurezza anti-infortunistica (Legge 547/55)
- igiene dei luoghi di lavoro (D.Lgs )
- protezione delle radiazioni ionizzanti (D.Lgs 230/95 – D.lgs
241/2000)
- eliminazione della barriere architettoniche (D.P.R. 503/96)
- smaltimento dei rifiuti ospedalieri (D.Lgs 22/97)
- impianti di distribuzione dei gas medicali (UNI EN 737-3/2000)
- materiali esplodenti (D.M.I. 18/09/2002)
- condizioni microclimatiche
in merito a tali problematiche si ritiene di fare riferimento alle
specifiche norme nazionali, regionali, locali e, per la prevista parte di
competenza, alle disposizioni internazionali

D.P.R. 14/01/1997 Aree di degenza


L'area di degenza deve essere strutturata in modo da garantire il
rispetto della privacy dell'utente ed un adeguato comfort di tipo
alberghiero.
Devono essere garantiti spazi comuni di raccordo tra le degenze e/o i
servizi sanitari nei quali prevedere utilities per gli accompagnatori o
visitatori.

La dotazione minima di ambienti per la degenza:


- camera di degenza: 9 mq per posto letto non piu' di 4 posti letto per
camera;
- almeno un servizio igienico ogni 4 posti letto;
- almeno il 10% delle stanze di degenza deve ospitare un solo letto;
- un locale per visita e medicazioni;
- un locale di lavoro, presente in ogni piano di degenza, per il personale
di assistenza diretta;
- spazio per capo-sala;
- un locale per medici;
- un locale per soggiorno;
- un locale per il deposito del materiale pulito;
- un locale per deposito attrezzature;
- un locale, presente in ogni piano di degenza, per il materiale sporco, e
dotato di vuotatoio e lavapadelle;
- una cucina di reparto;
- servizi igienici per il personale;
- spazio attesa visitatori;
- un bagno assistito.
Per le degenze pediatriche: devono essere previsti spazi di soggiorno e
svago ad uso esclusivo dei bambini, proporzionati al loro numero.
Deve essere previsto lo spazio per la presenza dell'accompagnatore.
Per le degenze psichiatriche deve essere previsto un locale specifico
per colloqui/visite specialistiche e soggiorno in relazione al numero dei
posti letto.
Nei locali di degenza per malattie infettive va attuato l'adeguamento
previsto dalla legge 135/90 e successive modifiche ed integrazioni.

Dotazione minima impiantistica:


- impianto illuminazione di emergenza;
- impianto forza motrice nelle camere con almeno una presa per
alimentazione normale;
- impianto chiamata con segnalazione acustica e luminosa;
- impianto gas medicali: prese vuoti e ossigeno.

ILLUMINAZIONE: naturale ed artificiale


VENTILAZIONE: naturale o artificiale
RISCALDAMENTO: differenziazione nei vari locali
CONDIZIONAMENTO: temperatura ed umidità
UNITA’ DEL MALATO
Letto: semplice, articolato, particolari
Comodino
Il tavolino da letto
La sedia
L’armadio
Il sistema di chiamata

ACCESSORI DEL LETTO


MATERASSI: in gomma piuma, silicone,antidecubito
CUSCINI
LA BIANCHERIA DA LETTO

IL SISTEMA DI CHIAMATA:
Luminosi
Sonori
Con citofono
Integrati (tutti sistemi)
Centralizzato

Pulizia quotidiana dell’unità di degenza

La rimozione quotidiana della polvere e dello sporco dai corpi illuminanti


posti a parete sopra il letto, dall’asta porta flebo, dal tavolino servi-letto
e dal piano superiore del comodino.

Frequenza:
Tutte le mattine.
Quando necessario.
Tavolino servi-letto e tavolo da pranzo dopo i pasti

Materiale occorrente:
guanti di gomma;
panno-carta monouso;
soluzione detergente senza risciacquo pronta, in flacone con erogatore a
pressione
Tecnica:
- indossare i guanti di gomma;
- distribuire il detergente sul panno-carta monouso;
- strofinare energicamente la superficie da pulire;
- a procedura terminata togliere i guanti di gomma e procedere a lavaggio
sociale delle mani

Precauzioni:
il panno-carta monouso deve essere sostituito quando sporco e sempre ad
ogni unità di degenza;
il panno-carta monouso utilizzato deve essere eliminato nei contenitori
per rifiuti potenzialmente infetti;
le soluzioni detergenti senza risciacquo, solitamente a base ammoniacale,
non richiedono asciugatura;
non utilizzare, in sostituzione al flacone con erogatore a pressione,
secchielli contenenti la soluzione detergente, immergendovi il panno-
carta.
nelle operazioni di pulizia procedere sempre dalle zone più pulite a quelle
più sporche

Pulizia e disinfezione terminale dell’unità di degenza

La rimozione della polvere e dello sporco e distruzione dei germi patogeni


presenti sulle superfici del letto, dei corpi illuminanti posti a parete sopra
di esso, dell’asta porta flebo, del tavolino servi-letto, del comodino, della
sedia e dell’armadio.

Frequenze:
Sempre dopo la dimissione del paziente

Materiale occorrente:
Guanti di gomma;
Panno-carta monouso;
Soluzione detergente senza risciacquo pronta, in flacone con erogatore a
pressione;
Soluzione disinfettante a base di fenolo 1%, in flacone con erogatore a
pressione
Tecnica:
1. indossare i guanti di gomma;
2. rimuovere vettovaglie, presidi utilizzati od oggetti lasciati dal
paziente dimesso;
3. rimuovere e raccogliere negli appositi sacchi per la raccolta della
biancheria sporca tutti gli effetti letterecci;
4. distribuire il detergente sul panno-carta monouso;
5. strofinare energicamente la superficie da pulire;
6. procedere alla disinfezione, ripassando tutte le superfici come
indicato nei punti 4) e 5), ma utilizzando una soluzione disinfettante
a base di fenolo 1% ed un nuovo panno-carta;
7. sostituire materassi e cuscini se necessario;
8. a procedura terminata togliere i guanti di gomma e procedere a
lavaggio sociale delle mani

Precauzioni:
-sostituire il panno-carta monouso quando sporco ed eliminarlo nei
contenitori per rifiuti speciali;
-le soluzioni a base di fenoli devono essere lasciate ad asciugare all’aria;
-evitare di disinfettare le superfici senza prima averle lavate;
-non utilizzare MAI, in sostituzione al flacone con erogatore a pressione,
secchielli contenenti la soluzione detergente o disinfettante,
immergendovi il panno-carta
PULIZIA E DISINFEZIONE

Disinfezione e sanificazione
L’ambiente ospedaliero rappresenta ambiente una fonte di contaminazione
non indifferente.
I microrganismi sono particolarmente resistenti agli agenti antimicrobici.
E’ bene pertanto prestare la massima attenzione alle procedure di
sanificazione.

Concettualmente l’ospedale può essere suddiviso in tre aree di rischio


infettivo:
aree a basso rischio infettivo dove il rischio di trasmissione delle
infezioni è contenuto
aree a medio rischio infettivo dove il rischio di trasmissione delle
infezioni è mediamente elevato
aree ad alto rischio infettivo dove il rischio di trasmissione delle infezioni
è molto elevato

Aree a basso rischio


Aree comuni extra reparto e i servizi di reparto
Corridoi
Uffici
Locali di attesa
Mensa

Aree a medio rischio


Camere di degenza
Ambulatori
Laboratori
Pronto soccorso
Strutture di diagnostica internistica

Aree ad alto rischio


Sale operatorie decentrate
Blocco operatorio
Centri di sterilizzazione
Sala parto e sala travaglio
Degenze di terapia intensiva e d’urgenza
Rianimazione
UTIC
U.O. grandi ustionati, prematuri, trapianti
U.O. di diagnostica invasiva

Classificazione dei pz a rischio infezione connesse con la diffusione di


polvere
Gruppo 1 – nessuna evidenza
membri staff, fornitori dei servizi generali, tutti i pz non compresi nei
gruppi da 2 a 4
Gruppo 2 – rischio aumentato
pz con prolungati periodi di degenza
pz con AIDS
pz sottoposti a ventilazione meccanica
pz in chemioterapia
pz dializzati
Gruppo 3 – alto rischio
pz che presentano neutropenia
leucemia acuta
pz sottoposto a trapianto
neonati in terapia intensiva
Gruppo 4 – altissimo rischio
trapianto di midollo
trapianto periferico di cellule staminali
bambini con grave sindrome di immunodeficienza
pz in anemia aplastica
PULIZIA
- COMPLESSO DI PROCEDIMENTI E DI OPERAZIONI ATTO A
RIMUOVERE ED ASPORTARE RIFIUTI, POLVERI E SPORCO, DI
QUALSIASI NATURA ESSO SIA, DALLE SUPERFICI E DAGLI
AMBIENTI.
- L’OPERAZIONE DI PULIZIA DI SUPERFICI E AMBIENTI E’ UN
OPERAZIONE PRELIMINARE E INDISPENSABILE ALLA SUCCESSIVA
DISINFEZIONE.
- VIENE ESEGUITA CON ACQUA E SOSTANZE DETERGENTI.

LE OPERAZIONI DI PULIZIA TIPOLOGICAMENTE SONO


INQUADRATE

Pulizie quotidiane:
attività di pulizia di carattere continuativo e routinario
Pulizie periodiche:
attività di pulizia più profonda a periodicità più lunga da svolgersi con
frequenze prestabilite
Pulizie straordinarie:
interventi imprevedibili richieste per esigenze occasionali che possono
comprendere attività di tipo quotidiano e periodico
Le operazioni di pulizia devono essere condotte possibilmente negli orari
che non producano intralci o impedimento alla normale attività ospedaliera

Alcune definizioni …. …. PULIZIA - SANIFICAZIONE

Rimozione meccanica dello sporco tramite l’uso di detergenti (sostanze


chimiche che favoriscono l’asportazione dello sporco), da effettuarsi
prima di qualsiasi procedura di disinfezione e sterilizzazione.

“INSIEME DEI PROCESSI ATTI A RENDERE GLI IMPIANTI E GLI


AMBIENTI IGIENICAMENTE IDONEI ALLE PERSONE E ALLE
FUNZIONI AD ESSI DESTINATE, SENZA ALTERARE LE
CARATTERISTICHE DEL LORO STATO CON DETERGENTI
INAPPROPRIATI” (FINZI G.)
Per sanificazione intendiamo la scienza della pulizia
“l’ottimizzazione del processo scaturisce da una rigorosa ricerca in vari
campi, tecnologie avanzate e operatori professionalmente qualificati”
“la sanificazione, secondo l’OMS, ha il preciso scopo di tutelare la salute
pubblica”

SCOPO
- RIDURRE LA CARICA BATTERICA PRESENTE SU UN SUBSTRATO E
NELL’ARIA (80%);
- RIDURRE IL RISCHIO D’INFEZIONE PER GLI UTENTI E GLI
OPERATORI

COME
- ASPORTAZIONE AD UMIDO DELLA POLVERE DAI PAVIMENTI
- DETERSIONE E DISINFEZIONE DELLE PARETI E DEI PAVIMENTI
- SPOLVERATURA AD UMIDO, DETERSIONE E DISINFEZIONE DEGLI
ARREDI E ATTREZZATURE

MATERIALE
ACQUA
DETERGENTE
DISINFETTANTE
MATERIALE SPECIFICO
SCOPA A TRAPEZIO
CARRELLO A MOP
MONOSPAZZOLA
MACCHINA LAVASCIUGA
Mantenuto pulito e conservato in luoghi dedicati MAI SPUGNE
SE NON MONOUSO: RESISTENTE AL LAVAGGIO, ALLA
DISINFEZIONE, ALLA STERILIZZAZIONE

CARATTERISTICHE DELLA SANIFICAZIONE:


Azione chimica del prodotto: tensioattivi
Azione meccanica
Temperatura dell’acqua
Tempo di contatto
I detergenti utilizzati oltre all’efficacia devono avere le seguenti
caratteristiche:
non corrodere le superfici con cui vengono a contatto
essere atossici
rimanere stabili durante lo stoccaggio
possedere un’eventuale azione germicida
essere facilmente rimuovibili con un semplice risciacquo
non rappresentare un pericolo per l’operatore
essere biodegradabili

Alcune definizioni …. …. DISINFEZIONE

Processo chimico o fisico che si propone di distruggere i microrganismi


patogeni e non, ad eccezione delle forme microbiche di resistenza (come
le spore), presenti sulle superfici e attrezzature, tramite l’uso di
disinfettanti (prodotti chimici impiegati per la
distruzione dei microrganismi patogeni e non, presenti su oggetti e
superfici come ferri, tavoli, pavimenti).

METODICA CHE ELIMINA TUTTI I MICRORGANISMI PATOGENI


TRANNE LE SPORE, MEDIANTE APPLICAZIONE DIRETTA DI
AGENTI CHIMICI O FISICI.

Alcune definizioni …. …. ANTISEPSI

Insieme di interventi destinati all’eliminazione o alla distruzione dei


microrganismi patogeni presenti su tessuti, cute e mucose, tramite l’uso
di composti chimici detti antisettici, che spesso sono gli stessi utilizzati
per la disinfezione, anche se agli antisettici si richiede, in maggior misura
rispetto ai disinfettanti, una totale innocuità e che non provochino dolore
o irritazione nei tessuti ai quali si applicano.

Alcune definizioni …. …. ASEPSI

METODICA CAPACE DI PREVENIRE LA CONTAMINAZIONE


MICROBICA DEI TESSUTI, MATERIALI ED AMBIENTI
DISINFETTANTE

Caratteristiche:
• AMPIO SPETTRO DI AZIONE;
• EFFICACIA IN PRESENZA DI LIQUIDI ORGANICI;
• RAPIDITA’ DI AZIONE;
• EFFICACIA NEL TEMPO;
• SEMPLICITA’ DI IMPIEGO;
• NON TOSSICITA’;
• ECONOMICITA’

• FACILE CONSERVABILITA’;
• MISCELABILE CON TUTTI I LIQUIDI SENZA PRECIPITARE O
SUBIRE EFFETTI DI INIBIZIONE

Per superfici ed accessori:


• IPOCLORITO DI SODIO AL 5% ;
• ACQUA OSSIGENATA (perossido di ossigeno
• CLOREXIDINA
• FENOLI
• GLUTARALDEIDE
• IODIO E DERIVATI
• ALCOOL ETILICO

Informazioni pratiche
Nell’utilizzo dei disinfettanti e degli antisettici, è importante tenere
presente che:
- per una mirata scelta dell’antisettico/disinfettante è opportuno
conoscerne lo spettro d’azione;
- esiste una concentrazione ottimale alla quale l’efficacia del
disinfettante/antisettico è massima;
- non sono ammesse diluizioni approssimate;
- il tempo di contatto necessario varia per ogni prodotto, anche in
funzione dei diversi campi d’impiego;
- la natura del materiale da disinfettare deve essere sempre
compatibile con il disinfettante;
- i diversi prodotti non devono essere usati per impieghi non previsti
dalla scheda tecnica;
- è necessario conservare le confezioni al riparo dalla luce, ben chiuse
e lontano da fonti di calore;
- non bisogna associare tra loro più prodotti, se non si è certi delle
loro interazioni ed incompatibilità;
- evitare che la bocca del contenitore venga a diretto contatto con le
mani o con altro materiale (garze, cotone, etc), per evitare la
contaminazione del prodotto.

Conservazione
• In ambienti puliti, asciutti ed areati BEN SEPARATI DA ALTRO
MATERIALE
• Conservarli nella loro confezione originale (mai raboccare un
contenitore)
• Sempre ben chiusi
• Mettere in evidenza la data di scadenza
• Non sostituire tappi con sughero, gomma o garza
• Segnare la data di apertura
LA STERILIZZAZIONE

La sterilizzazione è un processo rivolto all’eliminazione di ogni forma


vivente, patogena e non, da un substrato.
Include anche l’eliminazione delle forme microbiche più resistenti, come
le spore batteriche.

Metodi di sterilizzazione
Fisici:
- Calore secco (stufette)
- Vapore saturo (autoclave)
- Raggi gamma (industriale)
Chimici:
- Liquidi: acido peracetico (specifica apparecchiatura per immersione)
- Gassosi: glutaraldeide (uso di protocolli e D.P.I.), ossido di etilene
(specifica apparecchiatura), gas plasma di perossido di idrogeno
(specifica apparecchiatura).

Calore
• Vapore saturo sotto pressione:
• Mezzo sterilizzazione più sicuro, economico, rapido e innocuo.
Aria presente
La presenza di aria impedisce il contatto tra lo strumentario e il
vapore.

La maggior parte delle spore per essere eliminate devono essere


sottoposte a temperature > 100° C
Per permettere al vapore di raggiungere temperature > di 100° C è
necessario aumentare la pressione.
E quindi i parametri in esame sono:
• PRESSIONE
• TEMPERATURA
• TEMPO DI ESPOSIZIONE
IL TEMPO DI ESPOSIZIONE E’ INVERSAMENTE PROPORZIONATO
ALLA TEMPERATURA + TEMPERATURA – TEMPO

TEMPO –TEMPERATURA -
PRESSIONE

MATERIALE TEMPO PRESSIONE TEMPERATURA

FERRI CH.
TELERIA 5 - 7 2.1 134°C

GOMMA
PLASTICA 15-20 1.1 121°C
10

Limiti
Solo materiali termoresistenti
Controllo scheda tecnica per materiale autoclavabile – no materiale
endoscopico
Obblighi
Il costruttore deve indicare nella scheda tecnica del dispositivo:
- procedure di pulizia (decontaminazione e confezionamento)
- tipo di sterilizzazione

COMPITI DEL PERSONALE ADDETTO ALLA STERILIZZAZIONE


 Controllo di idoneità del materiale e dei contenitori
 Scelta e controllo del metodo di confezionamento
 Scelta del processo di sterilizzazione
 Carico e scarico del materiale sterilizzato dalle autoclavi
 Stoccaggio materiale sterilizzato
 Esecuzione e controllo prove di verifica del corretto funzionamento
delle apparecchiature
 Segnalazione di anomalie e guasti
La sterilizzazione in ospedale
 La centrale si sterilizzazione permette di:
 Standardizzare le procedure
 Economizzare la gestione degli impianti
 Garantire la massima sicurezza nei processi

 Area divisa in 3 settori:


 SETTORE SPORCO → area di ricevimento del materiale dai
reparti
 SETTORE PULITO → area confezionamento materiali e
inserimento in autoclave
 SETTORE STERILE → area materiale sterile

Pulizia del materiale da sterilizzare


Lavaggio, confezionamento e sterilizzazione vengono definiti trattamenti
“speciali” in quanto non consentono il controllo risultato “passo-
passo”durante l’effettuazione del trattamento e costituiscono punto
critico per il raggiungimento delle condizioni di asepsi.

Decontaminazione
• Immersione in un disinfettante per il tempo consigliato dal
fabbricante
Il materiale prima di essere sottoposto alla detersione deve essere
decontaminato
Detersione
Requisito essenziale per la sterilizzazione
1. LAVAFERRI
2. ULTRASUONI
3. MANUALE
1. Lavaferri
Prelavaggio H2O fredda lavaggio 93° C e detersivo, risciacquo H2O
calda,
asciugatura aria calda, lubrificazione.
2. Ultrasuoni
Onde sonore che irradiandosi in un liquido generano pressioni alte e basse.
SI: Acciaio inossidabile
NO: Endoscopi flessibili, specchietti orali, strumenti elastici, sistemi
respiratori
3. Manuale
MODALITA’ PIU’ DIFFUSA
DETERGENTE
SPAZZOLE APPOSITE
USO DI D. P. I.

PROCEDIMENTO DI LAVAGGIO MANUALE

Gli addetti al lavaggio degli strumenti chirurgici, durante tale procedura,


devono:
 Indossare guanti robusti (oltre ad un grembiule)
 Scomporre il materiale smontabile
 Frizionare gli oggetti sia sulla superficie esterna che nella loro
parte interna
 Immergere lo strumentario nel detergente (deproteinizzante) per
almeno 10 minuti
 Risciacquare bene con acqua corrente
 Asciugare bene ( pistola ad aria compressa)
 Lubrificare, se occorre, con prodotti idrosolubili a Ph neutro

L’asciugatura
Durante questa fase è necessario che il personale addetto utilizzi sempre
guanti robusti per evitare il rischio di ferirsi.
L'asciugatura dello strumentario chirurgico si rivela molto importante per
l'efficacia dei processi di sterilizzazione prescelti.

Risciacquo e asciugatura
Elimina materiali residui e detergente
Evita la corrosione e non ostacola la sterilizzazione

Effettuare controllo integrità, funzionalità e lubrificazione


Confezionamento
Il confezionamento ha l'obiettivo di mantenere, per un tempo ragionevole,
la sterilità del contenuto (strumenti chirurgici, teleria, ecc.), al fine di
garantire la massima sterilità sul campo operatorio.
TEMPI DI MANTENIMENTO DELLA STERILITA'
 Cestelli con ghiera 24h
 Alluminio 7 giorni
 Carta medical grade in doppio strato sterilizzata a vapore 30 giorni
 Container 30 giorni
 Buste di carta e polietilene 2 mesi
Materiale
Carta polipropilene (60 GG.)
Container a filtri (30 GG.)
Carta medical grade (30 GG.)
Container a filtri
• FILTRO MONOUSO O VALVOLA
• CAPACITA’ 300x300x600
• PESO: 5 – 7 KG
• DURATA: 30 gg
Carta polipropilene (STERILBUSTA)
• Dispositivi di piccolo ingrombo;
Durata 30 gg BUSTA SINGOLA 90 gg BUSTA DOPPIA
Carta Medical Grade
Indicati per set di biancheria.
Pacco in doppio strato DURATA 30gg
Tracciabilità
Sistema di controllo nel tempo.
Su ogni confezione:
• CONTENUTO
• N° CICLO DI STERILIZZAZIONE
• N° AUTOCLAVE
• DATA DI STERILIZZAZIONE
• OPERATORE RESPONSABILE
Controlli di sterilizzazione
Monitoraggio sistematico attraverso sistemi di controllo con indicatori
specifici FISICI-CHIMICI-BIOLOGICI

CONTROLLI CHIMICI → di processo, di sterilizzazione, test di Bowe-


Dick
CONTROLLI FISICI → si realizzano attraverso la strumentazione di cui
è dotata l'autoclave
CONTROLLI BIOLOGICI → spore

CONTROLLI CHIMICI
Sono detti:
- DI PROCESSO
- DI STERILIZZAZIONE

Gli INDICATORI DI PROCESSO indicano solo che è avvenuto il processo


di sterilizzazione. Non garantiscono che gli oggetti siano stati esposti a
tutti e tre i parametri: TEMPO-TEMPERATURA-VAPORE. Tali indicatori
sono nastri adesivi con tempi di viraggio stabiliti:
16 minuti a 121°C
10 minuti a 126°C
3 minuti a 134° C
Gli INDICATORI DI STERILIZZAZIONE sono sensibili a tutti e tre i
parametri. Sono striscette di cartoncino impregnate di inchiostro chimico
che vira a:
12 minuti a 121°C
2 minuti a 132° C

CONTROLLI BIOLOGICI
• L’indicatore: spore di bacillus stearothermophilus
• queste spore vengono uccise solo se vengono rispettati
TEMPO/PRESSIONE/TEMPERATURA

I controlli non sono sovrapponibili ma complementari


CONTROLLI FISICI

Si attuano attraverso la strumentazione di cui è dotata l'autoclave.


REGISTRATORI: riportano su un diagramma temperatura e pressione
TERMOMETRI A MASSIMA: indicano il livello più alto di temperatura
raggiunto
PROVA DI UMIDITA' RESIDUA: verifica che l'aumento di umidità non
superi un certo limite alla fine della sterilizzazione → PROVA DA
EFFETTUARE OGNI 3 MESI

VERIFICA PARAMETRI FISICI


Pressione-temperatura-tempo
Sono visibili sul pannello.
• Verificare corrispondenza con la stampa.
• Obbligatorio registrare i risultati della prova su appositi registri e
conservarli X 5 anni

CONTROLLI DI PROCESSO
PROCEDURA FREQUENZA AZIONE
CONTROLLI
PRERISCALDAMENTO GIORNALIERA ESEC E REGIS
PROVA TENUTA GIORNALIERA ESEC E REGIS
BOWIE DICK GIORNALIERA ESEC E REGIS

CONTROLLI CHIMICI
INDICATORE PROC. SU OGNI PACCO VERIFICA
INTEGRATORE PROC INT O EST PACCO VERIFICA

CONTROLLI BIOLOGICI
PROVA BIOLOGICA SETTIMANALE ESEC E REGIS
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Procedure
Preriscaldamento
Consente il riscaldamento delle pareti e della porta di vaporizzare
dell’acqua contenuta nella camicia della camera
Prova perdita vuoto
Consente il controllo della tenuta della camera.
Obbligatorio registrare i risultati della prova su appositi registri e
conservarli X 5 anni
TEST DI BOWIE DICK
È il controllo della penetrazione del vapore con metodo indiretto.
Consente di valutare che non ci siano bolle d'aria all'interno
dell'autoclave dopo l'evacuazione forzata della stessa.
Tale test si esegue giornalmente mediante l'utilizzo di un pacco-prova
standard
Procedura controlli biologici
• Doppia busta
• Angoli della camera e foro di scarico dell’aria
• Invio in microbiologia
• Conservazione referti X 5 anni

Riepilogo controllo periodico delle sterilizzatrici


 Almeno una volta al giorno → Prova di tenuta della camera di
sterilizzazione
 Giornalmente → Test di Bowie-Dick (prova di penetrazione del
vapore nel carico)
 Ogni settimana → Prova di penetrazione del vapore nel carico, con
metodo biologico (B. Stearothermophylus)
 Ogni 3 mesi →Prova di umidità residua
Stoccaggio
I pacchi devono essere riposti in ambienti privi di polvere, umidità.
Caratteristiche dei locali:
• Umidità < 50%
• Temperatura 18° - 22°C
Confezioni scadute, umide o danneggiate devono essere sottoposte ad un
altro ciclo di sterilizzazione.

Documentazione
I risultati delle varie fasi del processo vanno annotati su appositi registri
e conservati per 5 anni come pure i referti biologici.
Acido paracetico
• PER IMMERSIONE IN SPECIFICA APPARECCHIATURA
• TEMPI BREVI 15 MINUTI
• TEMPERATURE 50-56 °C

Gas Plasma
• NECESSITA DI SPECIFICA APPARECCHIATURA
• BASSA TEMPERATURA <50°C
• DURATA: 75 MINUTI
• CONTROINDICAZIONI: TELERIA, CELLULOSA

Ossido Etilene
NECESSITA DI SPECIFICA APPARECCHIATURA
UMIDITÀ: 50%
TEMPERATURA 37-57 °C
TEMPO 1,30-12 ORE
Gluteraldeide
• CONCENTRAZIONE 2%
• PH: 8
• TEMPO: 10 ORE