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29/9/2019 E’ iniziata a Bologna la grande partita della “valorizzazione” delle aree ex militari

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ALLE EUROPEE
2019 Pubblicato da
sauro su IL VOTO Gabriele  Accetto le regole di
ALLE EUROPEE – 17 Novembre 2010Posted in: Ambiente, Bologna, Economia, Territorio
riservatezza di questo sito
2019
‫د ان‬ su
Orsa Daniza, non
Procedi
c’e’ posto per la
natura neanche nel ARGOMENTI
verde Trentino-Alto
Adige
agricoltura alberi AMBIENTE
Lucia Guerra su LA
PERCEZIONE CHE
SI HA DEI VERDI Ridurre il consumo di suolo non amianto Animali
significa solo tutelare le aree rurali, significa anche utilizzare meglio le aree già benessere animale biomasse
Roberto Manfredini
su alle Europee, una urbanizzate per soddisfare in queste le nuove esigenze di usi urbani. È sul Bologna bonelli caccia
lista VERDE tappeto, in molti comuni e non solo a Bologna, una questione che può essere cave cisa cirone consumo del
Roberto Manfredini un rivelatore efficace della volontà di consumare meno suolo: le dismissioni suolo Costituente
su alle Europee, una delle caserme, attribuite dall’amministrazione militare al demanio, e da questo Ecologista diritti donne
lista VERDE in corso di trasferimento ai Comuni. Si tratta di oltre duecento caserme e economia elezioni europee
complessi ex militari, che i comuni sono invitati a dare in concessione per 50
Roberto Manfredini
anni. Commentando l’avvenimento e dandogli il via, nel 2007, Romano Prodi Energia Energia Nucleare
su alle Europee, una
lista VERDE disse che “nella città si inseriscono scenari diversi, talmente grandi da farle eolico inceneritore inceneritori
Piero Anobile su cambiare aspetto”. Il Direttore dell’Agenzia del Demanio affermò che “si apre Lugo Mobilità
inquinamento
VENERDÌ 15 un percorso nazionale che vedrà la collaborazione tra pubblico e privato, che nucleare Politica provincia
MARZO PER IL sarà chiamato ad investire per valorizzare aree cittadine che tornano così alla
collettività”. bologna PROVINCIA DI
CLIMA
BOLOGNA provincia
Che cosa possono fare i Comuni? Possono pensare di guadagnare qualche ferrara provincia forlì-
ARCHIVIO soldo svendendo ingenti beni comuni, trattando col miglior offerente e
cesena provincia modena
promettendo, in cambio di molti euro, destinazioni d’uso lucrose per i nuovi
ARCHIVIO
Seleziona mese
possessori; i fabbisogni sociali insoddisfatti diventeranno allora l’occasione per provincia
occupare nuove porzioni di terreno extraurbano. Oppure possono invece
utilizzare le caserme per soddisfare le necessità di attrezzature pubbliche e parma provincia
d’uso pubblico, di verde urbano, di edilizia sociale, evitando così di ravenna provincia rimini
urbanizzare nuove aree rurali; cercheranno allora, prima della trattativa con gli qualità dell'aria referendum
immobiliaristi, il consenso dei cittadini su progetti urbanistici basati su un
rigoroso calcolo dei fabbisogni insoddisfatti. richiami vivi Rifiuti
romagna terremoto trasporti
Nella realtà accade che …. variante di valico Verdi

Quella che segue è la discussione che c’è stata fra costruttori e Comune di SITI VERDI
Bologna (nella persona dell’ex assessore all’Urbanistica della giunta Cofferati,
Virginio Merola, ora candidato sindaco PD alle primarie di coalizione) tre anni
fa (da un articolo di Adriana Comaschi su l’Unità, ed. Bologna, del 17 maggio L'albero che cade e la
2007). foresta che cresce.
PER IL FUTURO
DEI VERDI

http://www.verdiemiliaromagna.org/2010/11/17/e-iniziata-a-bologna-la-grande-partita-della-%E2%80%9Cvalorizzazione%E2%80%9D-delle-aree-ex-militari/ 1/3
29/9/2019 E’ iniziata a Bologna la grande partita della “valorizzazione” delle aree ex militari
«Almeno il 40% di spazi ai privati». «Nessuna spartizione. E comunque la Perché i Verdi non
quota di edi‡cazione non può andare oltre il 33% delle aree». Prime sono forti anche in
schermaglie tra costruttori e Comune sul futuro dei 12 immobili militari Italia
appena passati al Demanio, che li darà in concessione a palazzo d’Accursio o Verdi – Sito
ai privati. E lo scontro si allarga subito all’altra grande operazione nazionale
immobiliare in vista nel futuro di Bologna, quella all’ex Mercato Fioravanti: Verdi Forli Cesena
«Un’impresa che partecipasse al bando del Comune andrebbe in perdita» Verdi Lugo
attacca il direttore del Collegio costruttori Carmine Preziosi. In concreto: «A Verdi: temi positivi,
fronte di un investimento di 55‑60 milioni si rischia una perdita di 5 milioni, strategie concrete.
non recuperabili nè attraverso la vendita né attraverso la locazione», spiega
Preziosi. Insomma «le imprese stanno valutando se presentarsi solo per senso Meta
del dovere». O se non presentarsi del tutto. Sulle aree militari poi l’impegno
non sarebbe da meno: lo stesso Comune stima che per recuperare la sola
Staveco occorreranno oltre 40 milioni. Accedi
RSS degli articoli
Il doppio affondo dei costruttori segue un unico ‡lo conduttore e prende spunto RSS dei commenti
dalle aree ‡no a due settimane fa di proprietà del Ministero della Difesa a WordPress.org
Bologna: ben 600 mila metri quadri, ricchi di verde, anche in zone di assoluto
pregio ai bordi della collina. Tra queste gioielli come la Staveco e la caserma
S.Mamolo, ex convento francescano, e poi l’enorme appezzamento dei Prati di
Caprara che la giunta ha già detto di voler trasformare nel secondo grande
polo del verde cittadino dopo i giardini Margherita. Quanto alla Staveco,
l’assessore all’Urbanistica Virginio Merola ha subito messo in chiaro: lì
«niente villette» ma scuole o impianti sportivi come chiesto dal quartiere
S.Stefano. E in generale, la destinazione a uso pubblico sarà prevalente.
«Il problema è quello dell’equilibrio tra costi e ricavi, sulle aree ex militari
vedo solo proposte con un forte consenso sociale ma sbilanciate sui costi»,
ragiona Preziosi riferendosi sia all’impostazione data dal Comune, sia alle
richieste arrivate da diversi enti.
Il ragionamento è chiaro: impossibile attuare interventi così consistenti senza
fondi privati. Ma è altrettanto impossibile che un privato possa farsi avanti
senza un guadagno, «la differenza tra costi e ricavi deve essere almeno del
30% », spiega Preziosi. Ecco allora che il Collegio invita l’assessore a essere
«molto realista» e a riconoscere come «imprescindibile» la destinazione
residenziale. Con tanto di indicazione su come suddividere la riquali‡cazione
delle 12 aree: con un 60% di uso pubblico e un 40% a gestione privata.
Bologna non è in saldo! Ha scritto ASIA-USB nei suoi presidi ieri (16
novembre) di fronte alle ex aree militari.

“L’amministrazione per fare cassa vuole svendere 10 ex caserme. Gli


speculatori le acquisteranno pagando 1 e ricavando 1000 trasformandole in
alberghi e case di lusso. Questo è l’ennesimo furto alla collettività presentato
come unica alternativa ad un bilancio comunale che distrugge il welfare
cittadino. Bologna ha bisogno di case popolari, centri anziani e giovanili,
spazi per le associazioni e verde. Queste aree sono patrimonio pubblico e tali
devono rimanere!”
Ora parte la corsa alla grande asta delle aree ex miltari, un affare da 65 milioni
di euro. I pezzi forti sono rappresentati dalla “caserma Sani” (zona Stalingrado)
che prevede un prezzo base d’asta di 41,9 milioni avendo una disponibilità
edificatoria di 54 mila metri quadrati, dalla “caserma Masini” (tra le vie Orfeo,
Borgolocchi e Santo Stefano) con prezzo base di 13,42 milioni e dall’”ex teatro
della caserma Minghetti” tra le vie Castelfidardo e Capramozza con un valore
di 3,8 milioni. Questi tre primi immobili, i più rilevanti dal punto di vista del
pregio, saranno messi all’asta il 15 dicembre prossimo.

Ci sono occasioni che nella vita di una città capitano una volta sola e
l’amministrazione deve dimostrare di saperle gestire con coraggio visione del
futuro. Per fare l’interesse della comunità -secondo tutte le realtà di
movimento- il procedimento da intraprendere per queste aree deve attraversare
2 passaggi fondamentali quali il programma partecipato e il concorso di
progettazione. Ora ci troviamo in una fase in cui l’amministrazione comunale
ed il Ministero pare abbiano il solo fine di fare cassa; sono stati definiti gli usi e
le superfici, dopodichè in vendita al miglior offerente, che sia libero di
realizzare quanto e come gli è più conveniente, basta che paghi.

Il Gruppo Beni Demaniali (GBD) -costituito da Legambiente Bologna, WWF


Bologna, Associazioni Musa, IperPut e Via Emilia a Colori- propone un
approccio chiaro, trasparente e garantista per la collettività: bisogna chiedere
alla cittadinanza, utilizzando lo strumento dei laboratori urbanistici partecipati,
le necessità ed i desideri e le ambizioni che nutrono nei confronti del proprio
quartiere ed in particolare per queste aree. Consultazioni di quartiere, quindi,
facendo partecipare tutti, sulle scelte di destinazione del 100% della superficie
e del volume edificabile. Dopodichè dovrebbe essere indetto un concorso di
progettazione per il piano urbanistico attuativo che preveda come programma
quanto emerso e richiesto dal laboratorio partecipato. Il miglior progetto (giuria
http://www.verdiemiliaromagna.org/2010/11/17/e-iniziata-a-bologna-la-grande-partita-della-%E2%80%9Cvalorizzazione%E2%80%9D-delle-aree-ex-militari/ 2/3
29/9/2019 E’ iniziata a Bologna la grande partita della “valorizzazione” delle aree ex militari
indipendente) sarebbe poi completato e solo allora l’area sarebbe venduta a
piano approvato.

Ma non ad accordi già avvenuti con i costruttori. Questa non restituzione alla
città di un bene comune come le aree ex militari, questa è privatizzazione
pura e semplice, dando un contentino che va dal 5 al 15% ai cittadini!

E infine, ci chiediamo: può un Commissario, che dovrebbe fare atti di


ordinaria amministrazione, procedere di fatto alla privatizzazione (atto
straordinario?) di 83 ettari di territorio comunale, ovvero la piu grossa
speculazione immobiliare mai avvenutas nella storia della città?

Tags: aree demaniali, ex aree militari, urbanistica

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1 Commento

1. Maria Vittoria Cavina


Posted Febbraio 22, 2011 at 11:11 AM

Nel caso specifico dell’area sita tra Porta Castiglione & Porta Saragozza
credo sia necessaria una destinazione urbanistica a Centro Equestre.

E’ infatti una componente essenziale per comprendere tutto il patrimonio


storico, artistico e legislativo contenuto all’interno del centro storico di
Bologna, Alma Mater Studiorum per la tradizione europea & il suo
territorio comunale.

Le ippovie regionali sono tuttora carenti di un coordinamento e di un


raccordo che ne evidenzi la valenza culturale & che ne consenta
l’accesso anche a pedoni e ciclisti residenti a Bologna!

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