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Aree militari dismesse a Bologna

COMUNICATO STAMPA

FINALMENTE SI PARLA DELLO SBLOCCO DELLE AREE MILITARI DISMESSE A


BOLOGNA

Da anni molti stanno seguendo le vicende alterne delle aree militari dismesse.
Con la nuova finanziaria finalmente è stato messo in moto un meccanismo più veloce, che
speriamo porti entro l'anno a delle convenzioni in cui le aree demaniali militari verrannno sboccate
e messe a disposizione dei Comuni attraverso la firma di una convenzione.
Per Bologna questa è una buona notizia, perchè aree utilizzate dai militari, od aree abbandonate ma
bloccate per gli stessi vincoli potranno essere destinate ad uso civile.
Molto spesso si tratta di vecchi vincoli su terreni, ma spesso di terreni espropriati non molti decenni
fa per uso militare.
Su questi spazi che Bologna acquisirà, in particolare la STAVECO ed i Prati di Caprara , che questa
giunta ha inserito nel proprio programma di mandato, è iniziata da tempo una discussione pubblica.
Molti sono i pareri sulle destinazioni di tali aree: verde attrezzato, biblioteche , centri sportivi, aree
scolastiche, parchi.
E per le altre aree disseminate per Bologna?
Riteniamo che si debba aprire in Consiglio Comunale e nei Quartieri un percorso partecipato che
consenta una discussione per un miglior utilizzo di queste aree, per bilanciare i disastri edilizi del
territorio, che Bologna ha già patito.
Queste aree, ultima opportunità concessa dovranno essere integrate e destinate a quelle funzione di
riequilibrio di un territorio in crisi da molti punti di vista.
Chiediamo che qualsiasi attività di pianificazione tenga conto di un riequilibrio del Verde Urbano
circostante.
Chiediamo che la qualità degli insediamenti preveda prioritariamente la collocazione di servizi
pubblici: sanitari, scolastici, culturali e di aggregazione.
Che gli edifici vengano sottoposti a tutti i criteri della bioarchitettura e del risparmio energetico, e la
viabilità sia finalmente rigorosamente dedicata a viabilità ciclopedonale tenedo conto degli utenti
deboli e delle barriere architettoniche.
Ad esempio, in una vasta area di una Caserma , la caserma Mazzone, dismessa in via delle Armi,
che presenta delle forti criticità che più volte sono state segnalate alla USL di Bologna e
all'Assesorato alla Sanità, potrebbe avere prioritariamente degli insediamenti di caratttere pubblico.
Nella zona esiste ad un centinaio di metri, una scuola elementare o primaria, le scuole Tambroni,
accerchiato da edifici urbani, senza un filo d'erba, senza spazi circostanti, senza una palestra
efficiente, in un contesto di inquinamento massiccio da traffico urbano in quanto è a pochi metri da
una camionabile di cui non si vede ancora la parola fine.
Infatti sulla realizzazione del Nodo di Rastignano che dovrebbe segnare una inversione di questa
viabilità patologica che entra nel centro cittadino, la Provincia di Bologna non ha ancora fatto la
Conferenza dei Servizi, non ha un progetto definitivo, e non ha i finanziamenti... e di inquinamento
si parlerà ancora per anni su via Toscana e via Murri.
Inoltre le Scuole Tambroni dovevano essere già chiuse in passato per la loro infelice collocazione.
Inoltre troverebbe opportuna collocazione ed esistenza igienicamente più appropriata il Mercatino
di Chiesa Nuova, collocato in un'area palesemente sacrificata a fianco delle scuole Tambroni, ai
bordi della camionabile di via Murri, con una pericolosità del traffico della zona, sia per i pedoni,
sia per gli automobilisti elevatissimo.
Ci sono già stati dei morti tra gli operatori del mercatino, con incidenti devastati su via Murri.
Quindi si propone di collocare le Scuole Tambroni con una collocazione nell’area militare di via
delle Armi, con verde, palestre, e viabilità pedonale e ciclabile prevalente.Insieme una collocazione
più consonana ad una struttura commerciale" mercatino, in un contesto meno inquinato, meno
pericoloso, ed igienicamente più appropriato e spazioso.

Associazione Musa
Callisto Valmori