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NRIF AA013713
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UNI EN ISO 8497:1999 - 31-01-1999 - Isolamento termico - Determinazione delle proprieta' di trasmissione termica in regime stazionario degli isolanti termici per tubazioni circolari
IDcompl

ITEM3 CTI

NORMA TECNICA UNI EN ISO 8497:1999


DATA 31/01/1999
AUTORI CTI

TITOLO Isolamento termico - Determinazione delle proprieta' di trasmissione termica in regime


stazionario degli isolanti termici per tubazioni circolari
Thermal insulation - Determination of steady-state thermal transmission properties of
thermal insulation for circular pipes

SOMMARIO La presente norma e' la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN ISO
8497 (edizione agosto 1996). La norma specifica un metodo per la determinazione delle
proprieta' di trasmissione termica in regime stazionario, degli isolanti termici per
tubazioni che operano, in genere, a temperature maggiori di quella ambiente.

TESTO DELLA NORMA

CLASSIFICAZIONE ICS 27220


CLASSIFICAZIONE ARGOMENTO AA10B0206

PARZIALMENTE SOSTITUITA

GRADO DI COGENZA Raccomandata


STATO DI VALIDITA' In vigore

RIFERIMENTI NAZIONALI

LINGUA Italiano
PAGINE 23
PREZZO EURO Non Soci 46,50 Euro - Soci 23,25 Euro
Isolamento termico
NORMA ITALIANA Determinazione delle proprietà di trasmissione UNI EN ISO 8497
termica in regime stazionario degli isolanti termici per
tubazioni circolari
GENNAIO 1999

Thermal insulation
Determination of steady-state thermal transmission properties of
thermal insulation for circular pipes

NORMA EUROPEA
DESCRITTORI Isolamento termico, tubo, prova, determinazione, proprietà termica, con-
duttività termica, resistenza termica, misurazione termica

CLASSIFICAZIONE ICS 27.220

SOMMARIO La norma specifica un metodo per la determinazione delle proprietà di tra-


smissione termica in regime stazionario, degli isolanti termici per tubazioni
che operano, in genere, a temperature maggiori di quella ambiente.

RELAZIONI NAZIONALI

RELAZIONI INTERNAZIONALI = EN ISO 8497:1996 (= ISO 8497:1994)


La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN ISO 8497 (edizione agosto 1996).

ORGANO COMPETENTE CTI - Comitato Termotecnico Italiano

RATIFICA Presidente dell’UNI, delibera del 21 dicembre 1998

RICONFERMA

UNI  UNI - Milano 1999


Ente Nazionale Italiano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
di Unificazione può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
Via Battistotti Sassi, 11B il consenso scritto dell’UNI.
20133 Milano, Italia

Gr. 8 Nº di riferimento UNI EN ISO 8497:1999 Pagina I di IV


PREMESSA NAZIONALE
La presente norma costituisce il recepimento, in lingua italiana, del-
la norma europea EN ISO 8497 (edizione agosto 1996), che assu-
me così lo status di norma nazionale italiana.
La traduzione è stata curata dall’UNI.
Il CTI (Comitato Termotecnico Italiano - via G. Pascoli 41, 20129 Mi-
lano), ente federato all’UNI, che segue i lavori europei sull’argo-
mento, per delega della Commissione Centrale Tecnica, ha appro-
vato il progetto europeo il 4 settembre 1995 e la versione in lingua
italiana della norma il 16 dicembre 1997.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione di nuove


edizioni o di aggiornamenti.
È importante pertanto che gli utenti delle stesse si accertino di essere in possesso
dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire sug-
gerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte
in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terrà in considerazione, per l’eventuale revisione della norma stessa.

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INDICE

PREMESSA 2

INTRODUZIONE 3

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 3

2 RIFERIMENTI NORMATIVI 3

3 DEFINIZIONI 4

4 SIMBOLI E UNITÀ 6

5 REQUISITI 6

6 CONSIDERAZIONI GENERALI 7

7 APPARECCHIATURA 9
figura 1 Apparecchiatura ad anello di guardia ............................................................................................ 9
figura 2 Apparecchiature di testa calcolate e calibrate ....................................................................... 11

8 CAMPIONI DI PROVA 13

9 PROCEDIMENTO 15

10 CORREZIONI DEL TAPPO DELL’ESTREMITÀ 17


figura 3 Correzione di Nukiyama ..................................................................................................................... 19

11 CALCOLI 20

12 ACCURATEZZA E PRECISIONE DELLE PROVE 20

13 RESOCONTO DI PROVA 20

APPENDICE A BIBLIOGRAFIA 22
(informativa)

APPENDICE ZA RIFERIMENTI NORMATIVI ALLE PUBBLICAZIONI INTERNAZIONALI E


(normativa) PUBBLICAZIONI EUROPEE CORRISPONDENTI 23

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Isolamento termico
NORMA EUROPEA Determinazione delle proprietà di trasmissione EN ISO 8497
termica in regime stazionario degli isolanti termici per
tubazioni circolari
AGOSTO 1996

Thermal insulation
EUROPEAN STANDARD Determination of steady-state thermal transmission properties of
thermal insulation for circular pipes (ISO 8497:1994)

Isolation thermique
NORME EUROPÉENNE Détermination des propriétés relatives au transfert de chaleur en
régime stationnaire dans les isolants thermiques pour conduites
(ISO 8497:1994)

Wärmeschutz
EUROPÄISCHE NORM Bestimmung der Wärmetransporteigenschaften im stationären
Zustand von Wärmedämmungen für Rohrleitungen (ISO 8497:1994)

DESCRITTORI Isolamento termico, tubo, prova, determinazione, proprietà termica, conduttività


termica, resistenza termica, misurazione termica

ICS 27.220

La presente norma europea è stata approvata dal CEN l’11 novembre 1995.
I membri del CEN devono attenersi alle Regole Comuni del CEN/CENELEC
che definiscono le modalità secondo le quali deve essere attribuito lo status di
norma nazionale alla norma europea, senza apportarvi modifiche.
Gli elenchi aggiornati ed i riferimenti bibliografici relativi alle norme nazionali
corrispondenti possono essere ottenuti tramite richiesta alla Segreteria Centra-
le oppure ai membri del CEN.
Le norme europee sono emanate in tre versioni ufficiali (inglese, francese e te-
desca). Traduzioni nella lingua nazionale, fatte sotto la propria responsabilità
da membri del CEN e notificate alla Segreteria Centrale, hanno il medesimo
status delle versioni ufficiali.
I membri del CEN sono gli Organismi nazionali di normazione di Austria,
Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda,
Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spa-
gna, Svezia e Svizzera.

CEN
COMITATO EUROPEO DI NORMAZIONE
European Committee for Standardization
Comité Européen de Normalisation
Europäisches Komitee für Normung
Segreteria Centrale: rue de Stassart, 36 - B-1050 Bruxelles

 CEN 1996
I diritti di riproduzione sono riservati ai membri del CEN.

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PREMESSA
Il testo della norma internazionale del Comitato Tecnico ISO/TC 163 "Isolamento termico"
dell’Organizzazione Internazionale di Normazione (ISO) è stato ripreso come norma
europea dal Comitato Tecnico CEN/TC 89 "Prestazioni termiche degli edifici e dei com-
ponenti edilizi", la cui segreteria è affidata al SIS.
Alla presente norma europea deve essere attribuito lo status di norma nazionale, o me-
diante la pubblicazione di un testo identico o mediante notifica di adozione, entro febbraio
1997, e le norme nazionali in contrasto devono essere ritirate entro febbraio 1997.
In conformità alle Regole Comuni CEN/CENELEC, gli enti nazionali di normazione dei se-
guenti Paesi sono tenuti a recepire la presente norma europea: Austria, Belgio, Danimar-
ca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia,
Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia e Svizzera.

NOTIFICA DI ADOZIONE
Il testo della norma internazionale ISO 8497:1994 è stato approvato dal CEN come norma
europea senza alcuna modifica.

NOTA
I riferimenti normativi alle norme internazionali sono elencati nell’appendice ZA (normativa).

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INTRODUZIONE
Le proprietà di trasmissione termica dell'isolamento di una tubazione, devono generalmente
essere determinate usando un'apparecchiatura di prova per tubazioni piuttosto che un'ap-
parecchiatura per campioni piani quali la piastra calda ad anello di guardia o il termoflussi-
metro, qualora i risultati debbano essere rappresentativi delle prestazioni in opera. Il mate-
riale isolante in fogli piani presenta spesso una geometria interna diversa da quella dello
stesso materiale in forma cilindrica. Inoltre, le proprietà spesso dipendono in modo significa-
tivo dalla direzione del flusso di calore in relazione alle caratteristiche proprie del materiale,
come fibre piane o celle allungate: perciò le misurazioni del flusso di calore unidimensionale
in campioni piani non possono necessariamente essere rappresentative di quelle del flusso
di calore radiale bi-dimensionale che si verifica nell'isolamento delle tubazioni.
Un'altra considerazione è che gli isolanti per tubazioni in commercio, presentano spesso
un diametro interno leggermente maggiore del diametro esterno della tubazione, altri-
menti le tolleranze di fabbricazione possono causare un imperfetto adattamento al tubo,
si crea così un'intercapedine d'aria di spessore variabile. Nei casi in cui devono essere
determinati i dati di prestazione in opera piuttosto che le caratteristiche del materiale, l'iso-
lante è montato sulla tubazione di prova in modo non perfettamente aderente così da in-
cludere nelle misurazioni l'effetto dell'intercapedine d'aria. Tale effetto non sarebbe valu-
tabile qualora le caratteristiche vennissero determinate con un'apparecchiatura a piastra
piana dove è prevista una buona aderenza alla piastra.
Un’ulteriore considerazione è che i moti convettivi naturali intorno all'isolamento di una tu-
bazione, sono causa di temperature superficiali non uniformi. Tali condizioni non possono
essere riprodotte nell'apparecchiatura a piastra piana con temperatura di piastra uniforme.
Nota 1 Da prove comparative condotte su materiali apparentemente simili, sia con apparecchiatura per tubazioni che
con la piastra piana, si sono ottenuti valori di trasmissione del calore variamente discordanti. Risultati più omo-
genei si ottengono per prodotti di densità elevata che tendono ad essere più uniformi, omogenei e a volte più
isotropi. Per quei materiali che hanno ripetutamente mostrato una uniformità accettabile in tali confronti, può
essere ammesso l'uso di dati derivanti dall’apparecchiatura a piastra piana per valutare le caratteristiche di
isolamento delle tubazioni. Come regola generale, quando tali omogeneità non sono dimostrate, deve essere
utilizzata l'apparecchiatura per le prove su tubazioni per ottenere i valori della trasmissione termica degli iso-
lanti per tubazioni.

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


La presente norma internazionale specifica un metodo per la determinazione delle pro-
prietà di trasmissione termica, in regime stazionario, degli isolanti termici per tubazioni
che operano, in genere, a temperature maggiori di quella ambiente.
La norma specifica i requisiti prestazionali dell'apparecchiatura, ma non la sua progetta-
zione. Il tipo di campione, le temperature e le condizioni di prova a cui si riferisce la pre-
sente norma internazionale sono specificati in 5 e 6.

2 RIFERIMENTI NORMATIVI
Le norme sottoindicate contengono disposizioni valide anche per la presente norma, in
quanto in essa espressamente richiamate.
Al momento della pubblicazione della presente norma erano in vigore le edizioni sottoindicate.
Tutte le norme sono soggette a revisione, pertanto gli interessati che stabiliscono accordi
sulla base della presente norma sono invitati a verificare la possibilità di applicare le edi-
zioni più recenti delle norme richiamate. I membri dell’ISO e dell’IEC posseggono gli elen-
chi delle norme internazionali in vigore.
ISO 7345:1987 Isolamento termico - Grandezze fisiche e definizioni
ISO 8301:1991 Isolamento termico - Calcolo della resistenza termica in regime
stazionario e proprietà correlate - Metodo del termoflussimetro
ISO 8302:1991 Isolamento termico - Calcolo della resistenza termica in regime
stazionario e proprietà correlate - Metodo della piastra calda con
anello di guardia

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3 DEFINIZIONI
Nota 2 La geometria dell'isolamento per tubazioni richiede speciali termini non applicabili ai campioni piani.
La parola "lineare" viene usata per indicare proprietà basate su una unità di lunghezza (nella direzione dell'as-
se della tubazione) di una specifica sezione di isolamento. Queste proprietà lineari, identificate dal pedice "l"
sono utili poiché consentono di determinare la perdita totale di calore conoscendo la lunghezza della tubazio-
ne e la temperatura applicabile.
"Lineare" non indica un flusso di calore nella direzione degli assi. Nella presente norma internazionale la di-
rezione del flusso di calore è prevalentemente radiale.
Ai fini della presente norma internazionale si applicano le definizioni seguenti.
Le definizioni ed i simboli riportati ai punti successivi sono basate su quelle della ISO 7345,
tranne che per la trasmittanza termica lineare (3.1).

3.1 trasmittanza termica lineare, Kl: Rapporto risultante dall'intensità lineare del flusso di ca-
lore divisa per la differenza di temperatura tra quella della superficie della tubazione e
quella dell'aria dell'ambiente in condizioni di regime stazionario.
Si riferisce ad uno specifico spessore di isolante ed è una misura del calore trasferito at-
traverso l'isolamento all'atmosfera ambiente.
Φ⁄L
K l = -------------------- [1]
T0 – Ta

3.2 resistenza termica lineare, Rl: Rapporto risultante tra la differenza di temperatura della
superficie della tubazione e quella della superficie esterna dell’isolamento della tubazione
divisa per l'intensità lineare del flusso di calore in condizioni di regime stazionario. Si rife-
risce ad uno spessore di isolante specifico ed è il reciproco della conduttanza termica li-
neare della tubazione, Λl.
T0 – T2 1
R l = -------------------
- = ----- [2]
Φ⁄L Λl

3.3 conduttanza termica lineare, Λl: Reciproco della resistenza termica lineare, Rl, tra la su-
perficie della tubazione e la superficie esterna dell'isolamento. Si riferisce ad uno spesso-
re di isolante specifico.
1 Φ⁄L
Λ l = ----- = -------------------- [3]
Rl T0 – T2

3.4 coefficiente liminare di trasferimento di calore, h2: Intensità di flusso di calore per unità
di superficie in condizioni di regime stazionario, divisa per la differenza di temperatura tra
quella della superficie e quella dell'aria dell'ambiente circostante. Per la geometria dell'iso-
lamento della tubazione si applica la relazione seguente.
Φ
h 2 = ----------------------------------------- [4]
πD 2L ( T 2 – T a)

3.5 conduttività termica, λ: Definita dalla relazione seguente applicabile in modo specifico
alla geometria dell'isolamento per tubazioni. Si applica a materiali omogenei in condizioni
di regime stazionario ed è il reciproco della resistività termica, r.
Φ ln ( D 2 ⁄ D 0 ) 1
λ = -------------------------------------
- = --- [5]
2π L ( T 0 – T 2 ) r
Nota 3 Nella ISO 7345, la conduttività termica è anche definita dalla relazione più generale
q = - λ grad T.
Nota 4 Dal momento che viene utilizzata la temperatura superficiale della tubazione, T0, la conduttività termica tiene
conto dell’effetto di ogni intercapedine esistente tra l'isolamento e la tubazione (vedere 6.1).

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3.6 resistività termica, r : Reciproco della conduttività termica, λ, per un materiale omogeneo
in condizioni di regime stazionario.
2π L ( T 0 – T 2 ) 1
r = -------------------------------------
- = --- [6]
Φ ln ( D 2 ⁄ D 0 ) λ

3.7 resistenza termica superficiale, R: Rapporto risultante dalla differenza di temperatura tra
la superficie della tubazione e la superficie esterna dell'isolamento, divisa per l'intensità
del flusso di calore per unità di superficie in condizioni di regime stazionario. È il reciproco
della conduttanza termica areica, Λ.
T0 – T2 1
R = -------------------
- = ---- [7]
Φ⁄A Λ
in cui la superficie dell'area A deve essere specificata (di solito la superficie della tuba-
zione, a volte la superficie esterna dell'isolamento, o altro secondo le scelte; vedere
nota 6 in 3.8).
Nota 5 Le più comuni proprietà superficiali unitarie danno spesso origine a confusione quando applicate all'isolamen-
to della tubazione dal momento che l'area deve essere scelta arbitrariamente e può spaziare da quella della
superficie della tubazione a quella della superficie esterna dell'isolamento. Se queste proprietà superficiali so-
no alla base di un calcolo, deve essere indicata l'area e la sua posizione.

3.8 conduttanza termica areica, Λ: Reciproco della resistenza termica superficiale, R.


1 Φ⁄A
Λ = ---- = -------------------- [8]
R T0 – T2
in cui deve essere specificata la posizione della superficie dell'area A (generalmente la
superficie della tubazione, a volte la superficie esterna dell'isolamento, o altro secondo le
scelte).
Nota 6 Il valore di Λ, conduttanza termica superficiale, è arbitrario dal momento che dipende dalla scelta dell'area,
A. Per un materiale omogeneo per cui la conduttività termica viene definita come in 3.5, la conduttanza su-
perficiale, Λ, è data da
2π L λ
Λ = --------------------------------- [9]
A In ( D 2 ⁄ D 0 )
Se l'area è scelta in modo tale che risulti "l'area logaritmica mediata", uguale a πL(D2 - D0)/ln(D2/D0)
allora Λ = 2λ/(D2 - D0).
Dal momento che (D2 - D0)/2 è uguale allo spessore dell'isolamento misurato dalla superficie della tubazione,
ciò è analogo alla relazione tra la conduttanza e la conduttività per la geometria delle lastre piane. Relazioni
simili esistono per la resistenza termica superficiale, R, definita in 3.7. Dal momento che questi coefficienti di
superficie sono arbitrari e che l'area utilizzata spesso non viene stabilita, conducendo quindi a possibile con-
fusione, si raccomanda che essi siano utilizzati solo quando è precisata l’area e la sua posizione.

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4 SIMBOLI E UNITÀ
Ai fini della presente norma internazionale, si applicano i seguenti simboli e unità.
(Vedere 3).

Simbolo Unità
intensità di flusso di calore Φ W
intensità lineare del flusso di calore Φ/L W/m
(intensità del flusso di calore per la lunghezza assiale)
intensità superficiale del flusso di calore Φ/Α W/m2
(flusso di calore per l’area di una superficie)
temperatura della superficie della tubazione T0 K
temperatura della superficie esterna della tubazione T2 K
temperatura dell’aria o del gas ambiente Ta K
diametro esterno della tubazione circolare D0 m
diametro esterno dell’isolamento circolare D2 m
lunghezza della sezione di prova L m
(nella direzione degli assi)
area di una specifica superficie A m2
conduttanza termica lineare Λl W/(m·K)
resistenza termica lineare Rl (m·K)/W
trasmittanza termica lineare Kl W/(m·K)
conduttività termica λ W/(m·K)
resistività termica r (m·K)/W
coefficiente superficiale di trasferimento di calore h2 W/(m2·K)
della superficie esterna dell’isolamento
conduttanza termica superficiale Λ W/(m2·K)
resistenza termica superficiale R (m2·K)/W
spessore del tappo dell’estremità tubazione di prova S m
(nella direzione assiale)
fattore per il calcolo Nukiyama n

Nota 7 Il pedice "l" indica le proprietà lineari (per unità di lunghezza assiale).
Nota 8 Il pedice "cyl" viene aggiunto ai simboli elencati, quando è importante indicare che le proprietà sono state de-
terminate con misurazioni fatte con un'apparecchiatura per tubazioni.
Nota 9 Quando i pedici "l" e "cyl" sono utilizzati insieme, vengono trascritti come "l, cyl".
Nota 10 Nella ISO 7345, la densità lineare del flusso di calore e la densità areica del flusso di calore sono date rispet-
tivamente dai simboli ql e q. I simboli qui riportati sono utilizzati in tutta la presente norma internazionale.

5 REQUISITI

5.1 Campioni di prova


I campioni possono essere rigidi, semirigidi o flessibili (materassino), o possono essere
sfusi, per riempimento di intercapedini. Possono essere omogenei o non omogenei, iso-
tropi o anisotropi, possono presentare fessure, giunti, elementi metallici di giunzione, fini-
ture e altri rivestimenti. I campioni devono essere uniformi per diametro e forma per tutta

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la loro lunghezza (tranne che per ogni irregolarità intenzionale che capita nella sezione
del campione sottoposto a prova) e devono essere progettati per l'utilizzo su tubazioni
dello stesso diametro dell'apparecchiatura di prova disponibile. I campioni in genere
avranno una forma esterna circolare e concentrica rispetto al foro; sono consentite altre
forme esterne ma in tal caso può essere determinata solo la trasmittanza termica.

5.2 Temperatura operativa


La tubazione può funzionare fino alla temperatura massima di esercizio del campione o
dei materiali usati nella costruzione dell'apparecchiatura. La temperatura minima della tu-
bazione è determinata dalla condizione per cui essa deve essere sufficientemente
superiore alla temperatura della superficie esterna del campione in modo da fornire
entità sufficienti per essere misurata. Normalmente l'apparecchiatura viene utilizzata
in aria in quiete con una temperatura compresa tra 15 °C e 35 °C, ma ciò si può esten-
dere ad altre temperature, altri gas e altre velocità. La temperatura della superficie ester-
na del campione può anche essere mantenuta costante con l'utilizzo di un rivestimento
esterno raffreddato o riscaldato o con l'aggiunta di un ulteriore strato di isolamento. Nel
caso di rivestimento esterno o guaina raffreddata, la misurazione è possibile purchè la tu-
bazione sia mantenuta a temperature maggiori.

5.3 Dimensione e forma della tubazione


La tubazione di prova deve avere una sezione trasversale circolare.

5.4 Orientamento
La tubazione di prova è generalmente orientata orizzontalmente. Altri orientamenti posso-
no essere utilizzati, ma richiedono considerazioni speciali a causa di possibili effetti con-
vettivi sia internamente che attorno alla tubazione di prova e al campione.

5.5 Tipi di apparecchiature


Sono previsti due tipi differenti di apparecchiature per tubazioni: quella con anello di guar-
dia e quella calibrata o calcolata, che differiscono nel trattare il trasferimento di calore as-
siale agli estremi della sezione di prova. I campioni che includono elementi ad alta con-
duttività assiale, come i rivestimenti metallici, devono essere sottoposti a prova esclusiva-
mente per mezzo della strumentazione con anello di guardia.

5.6 Proprietà rilevanti


Il trasferimento termico lineare (definito in 3.1) può essere calcolato per tutti i campioni ed
è la proprietà più utile nella quantificazione della prestazione di isolamento di una tubazio-
ne. Conoscendo il suo valore e la temperatura media della tubazione e dell'aria dell'am-
biente circostante, la perdita di calore per una tubazione isolata di lunghezza nota, può
essere direttamente calcolata a patto che le condizioni di utilizzo siano paragonabili a
quelle di prova.
La conduttività termica (vedere 3.5) viene spesso usata nelle specifiche. In teoria, può es-
sere calcolata solo per campioni di forma concentrica circolare che ben si adattano alla tu-
bazione di prova senza lasciare intercapedini d'aria. In pratica, è spesso necessario de-
viare dalle condizioni ideali se gli errori introdotti sono considerati accettabili. La condutti-
vità termica è utile per determinare il trasferimento lineare o altre proprietà per diametri di-
versi da quelli usati per la misurazione (vedere 6.2). Le altre proprietà definite in 3 posso-
no essere usate quando sono specificate e idonee.

6 CONSIDERAZIONI GENERALI

6.1 Obiettivi
Due obiettivi distinti possono essere perseguiti come specificato in 6.1.1 e 6.1.2. La pre-
parazione del campione ed il montaggio dipendono dall'obiettivo scelto dall'utente. Proce-
dure che mirano al raggiungimento di entrambi gli obiettivi possono essere utilizzate e de-
vono essere descritte interamente.

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6.1.1 Prestazione in opera
Se si desidera ottenere i valori della prestazione in opera, il campione deve essere inalte-
rato e deve essere montato allo stesso modo della normale applicazione. In questo caso,
le proprietà misurate includono gli effetti dei giunti o fessure e della resistenza di ogni in-
tercapedine dovuta all'imperfetta aderenza alla tubazione.

6.1.2 Proprietà del materiale


Se si desidera ottenere i valori del materiale, il campione deve essere scelto o modificato
in modo che tutti i pezzi siano strettamente congiunti tra loro, in modo da non lasciare
giunti o fessure ed in modo che il campione si adatti perfettamente alla tubazione di pro-
va, senza lasciare intercapedini d'aria.

6.2 Applicazione ad altri diametri


Non è possibile fornire un’apparecchiatura di prova che si adatti a tutti i diametri degli iso-
lanti per tubazioni fabbricati. Quindi è necessario calcolare le proprietà per gli altri diametri
basandosi sui valori misurati su di un numero limitato di diametri di isolanti simili. Le pro-
cedure possono differire a seconda del materiale del campione e delle condizioni di prova
ideali o non ideali. Quando la prestazione di esercizio viene misurata includendo interca-
pedini d'aria e/o imperfezioni nell'aderenza, non è permesso calcolare le proprietà per le
altre grandezze.

6.2.1 Materiali e condizioni ideali


Per i materiali che sono omogenei con conduttività termica costante o funzione lineare
della temperatura e che sono sottoposti a prova in condizioni di temperatura uniforme, è
possibile determinare la conduttività termica da una singola prova ad una specifica tem-
peratura media, usando la relazione di cui in 3.5. Questa conduttività termica può poi es-
sere utilizzata per calcolare la quota di flusso di calore e altre proprietà di trasmissione ter-
mica per tubazioni di altre dimensioni, altri spessori di isolante e altre differenze di tempe-
ratura per lo stesso materiale, che opera alla stessa temperatura media.

6.2.2 Materiali e condizioni non ideali


In pratica, molti materiali non sono strettamente omogenei perchè:
- la loro conduttività termica è una funzione complessa della temperatura;
- durante le misurazioni la superficie esterna del campione non è ad una temperatura
uniforme, a causa del trasferimento di calore per convezione e radiazione;
- può esistere una sacca d'aria tra l’apparecchiatura ed il campione.
Una valutazione critica dell'impatto pratico di questi fattori deve essere fatta ogniqualvolta
i dati devono essere estesi a grandezze e condizioni diverse da quelle della misurazione.
Le misurazioni devono generalmente essere condotte su di un prodotto o materiale parti-
colare su di un minimo di due dimensioni di tubazione delimitanti la gamma delle dimen-
sioni considerate. Se i valori della conduttività termica ottenuti da queste misurazioni sono
concordi tra loro entro limiti accettabili, allora il loro valore medio può essere utilizzato per
il calcolo delle proprietà della trasmissione termica per altre grandezze nella gamma con-
siderata e per altre condizioni, ma sullo stesso tipo di prodotto e la stessa temperatura
media di prova. Se le conduttività termiche misurate non concordano con i limiti accetta-
bili, allora devono essere condotte appropriate analisi di tendenza per determinare ade-
guati valori della conduttività termica pertinente alle dimensioni per cui si devono ottenere
le proprietà della trasmissione termica. Se le conduttività termiche misurate sono ampia-
mente differenti, si devono condurre delle prove su altre grandezze. Una procedura alter-
nativa è quella di interpolare tra i valori di una proprietà della trasmissione termica misu-
rata (per esempio, trasmittanza termica), ottenuti su tubazioni di dimensioni differenti ma
dello stesso spessore di isolante ed alla stessa temperatura.

6.3 Conoscenze richieste


Dal momento che non è possibile includere tutti i dettagli relativi all'ampia gamma di ap-
parecchiature e procedure, considerate dalla presente norma internazionale, gli utenti de-
vono avere un'adeguata conoscenza ed esperienza nelle misurazioni termiche.

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6.4 Istruzioni dettagliate
Gli utenti devono preparare dettagliate istruzioni di costruzione e operative per aiutare i
costruttori e operatori dell’apparecchiatura specifica a raggiungere gli obiettivi ed i requi-
siti generali.

7 APPARECCHIATURA

7.1 Requisiti generali


L’apparecchiatura deve consistere nella tubazione riscaldata per la prova e nell’apparec-
chiatura per il controllo e la misurazione della tubazione e della temperatura dell'aria am-
biente, e della potenza media dissipata nel riscaldatore della sezione di prova. Si deve in-
cludere anche l’apparecchiatura per la misurazione della superficie esterna dell'isolante,
a meno che si debba determinare solo il trasferimento termico. La tubazione deve essere
riscaldata uniformemente per mezzo di un riscaldatore elettrico interno come una resi-
stenza elettrica a serpentina su di una tubazione interna separata. Per apparecchiature
grandi può essere necessario fornire ventilatori interni o riempire la tubazione con un li-
quido per il trasferimento del calore, al fine di raggiungere temperature uniformi. Il flusso
di calore assiale ai capi della sezione di prova deve essere minimizzato per mezzo
dell'utilizzo di sezioni di guardia riscaldate separatamente (vedere 7.3 e figura 1) o per
mezzo di tappi isolati e devono essere apportate delle correzioni alla quantità di calore mi-
surata (vedere 7.4 e figura 2). Occorre inoltre un’apparecchiatura per la misurazione della
temperatura dell'aria circostante, di cui deve essere equipaggiata la stanza o l’ambiente.
L’apparecchiatura deve essere conforme ai principi ed ai limiti stabiliti nella presente nor-
ma internazionale, ma questo metodo non include i requisiti dettagliati per la costruzione
o il funzionamento di qualsiasi particolare apparecchiatura. Tali istruzioni dettagliate de-
vono essere preparate in modo specifico per ogni apparecchiatura.
figura 1 Apparecchiatura ad anello di guardia
Legenda
1 Termocoppie di controllo sull'interruzione della tubazione riscaldante
2 Termocoppie di misurazione di guardia
3 Termocoppie di controllo sull'interruzione della tubazione di prova
4 Termocoppia di misurazione centrale
a) Guardia della tubazione di prova
b) Centro della tubazione di prova
c) Guardia della tubazione riscaldatore
d) Centro della tubazione riscaldante

7.2 Dimensioni
Non è prevista nessuna restrizione sul diametro della tubazione dell’apparecchiatura ma
la lunghezza della sezione di prova deve essere sufficiente ad assicurare che il flusso di
calore totale misurato sia abbastanza elevato, in rapporto alle perdite di calore dalle estre-
mità della tubazione e alla precisione delle misure di potenza, per raggiungere la precisio-
ne di prova desiderata.

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Nota 11 Per un’apparecchiatura ad anello di guardia (vedere 7.3) di 88,9 mm di diametro esterno, è soddisfacente una
lunghezza della sezione di prova di 0,6 m con una lunghezza totale del campione di circa 1 m. Per apparec-
chiature di testa con diametro calcolato o calibrato similare (vedere 7.4) generalmente si adattano lunghezze
campione di 2 m o maggiori. Queste lunghezze possono non essere soddisfacienti per alcune grandezze di
apparecchiature e per alcune condizioni di prova, e stime della lunghezza necessaria, devono essere effet-
tuate analisi circonstanziate degli errori. Per convenienza l’apparecchiatura dovrebbe essere costruita in mo-
do da poter includere un numero integrale di lunghezze campione di isolanti.

7.3 Apparecchiatura ad anello di guardia


L’apparecchiatura ad anello di guardia (vedere figura 1) utilizza sezioni di tubazione ri-
scaldate separatamente chiamate "guardie", situate a ciascuna delle estremità della se-
zione di prova, mantenute alla temperatura della sezione di prova per eliminare il flusso di
calore assiale dall’apparecchiatura, e per aiutare a raggiungere temperature uniformi in
modo che tutto il flusso di calore nella sezione del campione di prova sia nella direzione
radiale. Entrambi i riscaldatori della sezione di prova e di guardia devono essere proget-
tati per raggiungere temperature uniformi oltre le loro lunghezze, a meno che sia stato di-
mostrato che lo scarto atteso dalla uniformità di temperatura non causa errori inaccettabili
nei risultati di prova. Riscaldatori ausiliari alle estremità esterne di ogni singola guardia o
una seconda guardia, ad ogni estremità, devono essere utilizzati se necessario. La lun-
ghezza di ogni sezione di guardia (o la lunghezza combinata delle due guardie) deve
essere sufficiente a limitare, ad ogni estremità della sezione di prova, il flusso di calore
assiale combinato sia nell’apparecchiatura che nel campione, ad un piccolo valore accet-
tabile paragonato al valore del trasferimento di calore misurato nella sezione di prova.
Nota 12 Non esiste nessuna analisi conosciuta per predire la lunghezza esatta delle sezioni di guardia o il grado di
uniformità della temperatura necessaria per raggiungere una precisione desiderata dei risultati delle prove.
Tale analisi potrebbe essere disponibile in futuro. Nel frattempo, l’apparecchiatura dovrebbe essere progetta-
ta con gli stessi criteri geometrici approssimativi quali quelli delle apparecchiature di prova esistenti e dovreb-
bero essere fatti tentativi per raggiungere temperature uniformi oltre le lunghezze di guardia.
Nota 13 Una lunghezza della sezione di guardia di circa 200 mm è stata ritenuta soddisfacente per apparecchiature
di 88,9 mm di diametro esterno quando i campioni sottoposti a prova, che sono essenzialmente omogenei,
sono solo moderatamente anisotropi e sono di uno spessore non maggiore del diametro della tubazione. Se-
zioni di guardia più lunghe possono essere necessarie quando campioni aventi maggiore spessore devono
essere sottoposti a prova o nel caso di campioni ad elevata conduttanza assiale.
Deve essere previsto uno spazio con larghezza non maggiore di 4 mm tra gli anelli di
guardia e la sezione campione, e tra ogni sezione di guardia se doppia, sia nella tubazio-
ne riscaldante sia nella tubazione di prova (tranne che per piccoli ponti, se necessari, per
supporti strutturali). Questi spazi possono essere riempiti con materiale aventi conduttivi-
tà termica minore di quella della tubazione. Devono essere installate barriere interne ad
ogni spazio, in modo da minimizzare il trasferimento di calore radiante o per convezione
tra le sezioni. Termocoppie, connesse come termopile differenziali, devono essere instal-
late nella tubazione di prova su entrambi i lati di ogni spazio, e ad una distanza non mag-
giore di 25 mm da ogni spazio, allo scopo di monitorare il differenziale della temperatura
attraverso ogni spazio. Termocoppie devono anche essere installate su ogni tubazione ri-
scaldante o sui membri di supporto, che forniscono un passaggio altamente conduttivo tra
la sezione di prova e le sezioni di guardia.

7.4 Apparecchiature di testa calibrate e calcolate


Le apparecchiature di testa calibrate e calcolate (vedere figura 2) utilizzano tappi isolati
posti ad ogni estremità della sezione di prova per minimizzare il flusso di calore assiale.
Correzioni per la perdita del tappo devono essere determinate o attraverso misurazione
diretta in condizioni di prova (l’apparecchiatura di testa calibrata), o con il calcolo che uti-
lizza le proprietà dei materiali (l’apparecchiatura di testa calcolata). Riscaldatori elettrici
interni devono essere progettati per riscaldare le sezioni di prova uniformemente oltre la
loro lunghezza. Se si utilizzano riscaldatori di testa supplementari, entro la lunghezza del-
la sezione di prova, la potenza di ciascun riscaldatore deve essere inclusa nella potenza
della sezione di prova misurata.

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7.4.1 Tappi di testa calibrati e tubazione calibratrice
Per l’apparecchiatura calibrata di testa, i tappi devono avere la stessa area di sezione tra-
sversale del campione di prova e devono avere approssimativamente le stesse proprietà
di trasferimento termico. Ogni tappo di testa deve avere una cavità di profondità minima
uguale alla metà del diametro della tubazione di prova ed una grandezza che comprenda
l'estremità della tubazione di prova. La tubazione calibratrice deve consistere in una corta
sezione della stessa tubazione di lunghezza uguale alla somma delle profondità delle ca-
vità dei due tappi di testa. La tubazione deve essere equipaggiata con riscaldatori interni
simili a quelli utilizzati nella tubazione di prova, includendo qualsiasi riscaldatore di testa
supplementare. Un minimo di quattro termocoppie, avente distanza tra loro di 90°, deve
essere posizionato sulla superficie della tubazione calibratrice per misurare la sua tempe-
ratura. Le termocoppie devono avere la grandezza di un filo, ma essere le più piccole pos-
sibili ed in nessun caso avere un diametro minore di 0,64 mm.
figura 2 Apparecchiature di testa calcolate e calibrate
Legenda
1 Tappo di estremità
2 Campione
3 Tubazione di prova
4 Tappi di estremità
5 Tubo di calibrazione

7.4.2 Tappi di testa calcolati


Per le apparecchiature di testa calcolate, il diametro esterno dei tappi deve essere di lar-
ghezza uguale o maggiore di quella del campione di prova (vedere figura 2). I tappi devo-
no essere costruiti con materiale isolante omogeneo a bassa conduttività e devono avere
facoltativamente una cavità per l'estremità della tubazione di prova [tranne che per la re-
strizione descritta in 10.2.3.1 d)]. La conduttività termica del materiale di cui è costituito il
tappo deve essere determinata da una piastra calda ad anello di guardia, altrimenti il

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contatore di flusso di calore effettua la prova oltre il campo di escursione termica con-
templata per l'utilizzo. Se il materiale non è isotropico, la conduttività termica deve es-
sere determinata in direzioni differenti, come previsto dal procedimento di calcolo uti-
lizzato (vedere 10.2.3).

7.5 Misurazione della temperatura di superficie della tubazione


La temperatura di superficie della sezione di prova della tubazione, da misurare con il
contatore, deve essere misurata da un numero minimo di quattro termocoppie, o da una
termocoppia ogni 150 mm di lunghezza della tubazione, qualunque sia la grandezza. Le
termocoppie devono essere collocate longitudinalmente al centro di uguali lunghezze del-
la sezione di prova e devono essere spaziate sulla circonferenza in un modello elicoidale.

7.6 Sensori di temperatura


Termocoppie costituite da fili isolati con semplice cordone di saldatura, dovrebbero esse-
re, generalmente, utilizzate per percepire la temperatura come specificato nella presente
norma internazionale. Tali termocoppie devono essere calibrate individualmente o prese
dallo stesso rocchetto di filo, di ottima qualità, che è stato calibrato. In genere il diametro
del filo deve essere il più piccolo possibile e in nessun caso più largo di 0,63 mm quando
si misura la superficie metallica o di 0,4 mm per le superifici non-metalliche. Si possono
utilizzare anche termocoppie minerali ricoperte di metallo, termometri a resistenza, o altri
sensori di temperatura, se si può dimostrare che le temperature indicate eguagliano quel-
le indicate da una termocoppia con semplice cordone di saldatura. Temperature medie
possono essere calcolate prendendo la media delle singole letture di diverse termocoppie
o possono essere direttamente lette connettendo le termocoppie in parallelo, facendo in
modo che le congiunzioni siano elettricamente isolate e che le resistenze elettriche totali
siano uguali. Per la misurazione del differenziale di spazio tra gli anelli di guardia e la se-
zione di testa, le termocoppie devono essere connesse in serie in modo da formare una
termopila.

7.7 Sistema di misurazione della temperatura


Il sistema di misurazione della temperatura, generalmente un potenziometro d.c. o micro-
voltmetro digitale, deve avere una precisione sufficiente a limitare l'errore nella determi-
nazione della differenza di temperatura ad un valore accettabile.
Nota 14 Un errore percentuale nella misurazione della differenza di temperatura produce un eguale percentuale di er-
rore nelle proprietà di trasmissione termica calcolata attraverso le relazioni descritte in 3. Quindi per una data
differenza di temperatura ed un limite di errore ritenuto accettabile, i requisiti della misurazione della tempe-
ratura possono essere definiti utilizzando l'analisi dell'errore tipo (vedere 12.1). Come esempio estremo, si
considerano le prove con una differenza di temperatura bassa fino a 20 K. Se un errore dell'1% può essere
ritenuto accettabile per l'errore introdotto dalla misurazione della differenza di temperatura, la differenza deve
quindi essere compresa entro 0,2 K. Se le temperature sono misurate singolarmente e gli errori sono casuali,
le misurazioni singole devono essere comprese entro 0,14 K (errori fissi di tendenza devono essere cancellati
nelle singole misurazioni della differenza di temperatura). È ovvio che i requisiti per una precisione di misura-
zione assoluta, sono molto meno rigorosi per differenze di temperatura maggiori.

7.8 Forniture di energia


Le forniture di energia per il riscaldatore della sezione di prova, devono essere regolate in
modo molto attento e possono essere a.c. o d.c. Le forniture di energia per riscaldare gli
anelli di guardia, se utilizzati, devono essere regolate a meno che vengano utilizzate ap-
parecchiature di controllo automatiche.

7.9 Sistemi di misurazione dell'energia


Deve essere fornito un sistema di misurazione dell'energia in grado di misurare l'energia
media necessaria a riscaldare la sezione di prova con una precisione di ± 0,5%.
Se l’alimentazione è stazionaria, il sistema può consistere in un wattometro calibrato o in
un sistema di misurazione di voltaggio per voltaggio o amperaggio (utilizzando una resi-
stenza campione). Se l’alimentazione è variabile o fluttuante, deve essere utilizzato uno
strumento integratore di energia, come un joulmetro.

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In tutti i casi si deve fare attenzione che l'energia misurata sia solo quella dissipata nella
sezione di prova. Devono essere apportate correzioni per l'energia dissipata nei giunti,
nei resistori a goccia, o nei wattometri non compensati.

7.10 Controllo e misurazione dell'ambiente


Deve essere previsto uno spazio chiuso o una camera a temperatura controllata; in grado
di mantenere la temperatura dell'aria dell'ambiente entro ± 1 K per le differenze di tempe-
ratura tra la sezione di prova e l'aria dell'ambiente di 200 K o meno, ed entro ± 2 K per le
differenze di temperatura oltre i 200 K. Lo spazio chiuso o la camera possono essere pro-
gettati in modo da mantenere la temperatura dell'ambiente ad ogni valore desiderato, al di
sopra o al di sotto del valore normale. L’apparecchiatura deve essere collocata in una zo-
na in cui l'aria sia ferma e non sia vicina ad altri oggetti che potrebbero alterare il modello
della convezione naturale attorno al campione riscaldato. Tutte le superfici o gli oggetti
che potrebbero scambiare radiazione con il campione, devono avere un'emissività emi-
sferica totale di almeno 0,85 e devono essere approssimativamente alla stessa tempera-
tura dell'aria ambiente. Apparecchiature facoltative possono essere fornite per usare gas,
oltre all'aria e per simulare effetti del vento, stabilendo la velocità dell'aria forzata nella di-
rezione e grandezza desiderate. Sensori di temperatura dell'aria devono essere progettati
e posizionati in modo da non essere influenzati direttamente dalla tubazione o da altre
sorgenti di calore. Posizionamenti idonei possono essere determinati in via sperimentale
e se necessario deve essere utilizzata una protezione contro la radiazione. Non devono
essere utilizzati posizionamenti direttamente al disopra dell’apparecchiatura.

7.11 Isolamento aggiuntivo o a fodera


In opzione può essere prevista una fodera a temperatura controllata, per modificare la su-
perficie esterna del campione fino alla temperatura desiderata, diversa da quella dell'am-
biente. Un procedimento alternativo per aumentare la temperatura della superficie ester-
na di un campione è quello di circondarlo con uno strato aggiuntivo di isolante termico. In
entrambi i casi le termocoppie descritte in 8.6 per la misurazione della temperatura della
superficie esterna del campione, devono essere installate precedentemente al posiziona-
mento della fodera o dello strato aggiuntivo di isolante. L'emissività della sperficie interna
della fodera o dello strato di isolamento aggiuntivo (verso il campione) deve essere mag-
giore di 0,8 in modo da non rendere minore ogni trasferimento di calore entro il campione.
In tali casi non è possibile determinare il trasferimento termico.

8 CAMPIONI DI PROVA

8.1 Requisiti generali


Per i requisiti generali vedere 5.1 e 6.1.

8.2 Campionamento
Se i risultati della prova devono essere considerati come rappresentativi di un tipo di pro-
dotto o di una particolare quantità di produzione, ecc., o di un materiale (nel caso di ma-
teriali omogenei), devono essere seguiti appropriati piani di campionamento. In assenza
di tali piani, i risultati di prova devono essere considerati rappresentativi solo dei campioni
sottoposti a prova.

8.3 Installazione
L'obiettivo finale della prova deve essere quello di determinare i particolari del campione
e le sue applicazioni alla tubazione di prova. È opportuno tenere conto dei modi di anco-
rare il campione alla tubazione di prova, l'uso di sigillanti o altri materiali nei giunti, e se so-
no inclusi fodere, coperture, strisce, guaine riflettenti, ecc. A meno che siano specificati o
intesi altri parametri, il campione deve essere ancorato alla tubazione di prova secondo
l'utilizzo pratico e deve includere fodere e altre caratteristiche normalmente utilizzate per
l'applicazione (vedere 6.1.1).

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8.4 Condizionamento
I campioni devono essere essiccati o portati a delle condizioni stabili immediatamente pri-
ma della prova, a meno che sia stato dimostrato che tali procedure non siano necessarie
per raggiungere risultati riproducibili per i materiali sottoposti a prova. I procedimenti di
condizionamento specificati per il materiale, dovrebbero essere seguiti, quando applica-
bili; diversamente il procedimento usuale è quello di essiccare a massa costante ad una
temperatura da 102 °C a 120 °C, a meno che ciò non influenzi negativamente il provino.
Per esempio, le temperature massime di essiccazione di 40 °C, per il gesso e tra i 55 °C
e 60 °C, per le plastiche cellulari, sono generalmente raccomandate. In alcuni casi, tem-
perature minori possono essere preferibili.
I cambiamenti di massa dovuti al condizionamento, possono essere stabiliti se desidera-
to, e la massa volumica devono essere determinate dopo il condizionamento.

8.5 Misurazione delle dimensioni


Dopo che il campione è stato montato sulla tubazione di prova devono essere eseguite le
misurazioni delle dimensioni esterne necessarie a descriverne la forma ± 0,5% (sia prima
sia dopo la prova). Per forme circolari, le misurazioni devono essere effettuate usando un
nastro di acciaio flessibile per ottenere la circonferenza che è divisa per π per ottenere il
diametro D2. Il procedimento alternativo di misurazione del diametro esterno utilizzando
calibri può essere utilizzato solo se un numero sufficiente di misurazioni è stato effettuato
e si è ottenuto il valore medio da includere ai fini degli scostamenti della vera forma circo-
lare.
La lunghezza della sezione di prova deve essere divisa almeno in quattro parti uguali e le
misurazioni della dimensione devono essere effettuate a metà di ognuna, eccetto che per
le irregolarità trovate che devono essere evitate. Misurazioni aggiuntive devono essere
effettuate per descrivere le irregolarità. Per l’apparecchiatura ad anello di guardia devono
essere effettuate anche misurazioni aggiuntive al centro di ogni guardia.
I campioni che devono avere una sezione trasversale uniforme attraverso la loro lun-
ghezza, devono essere scartati se qualsiasi singola misurazione della dimensione (se-
zione di prova o guardia) differisce dalla media delle misurazioni della sezione di prova di
oltre il 5%.
Nota 15 Misurazioni aggiuntive della dimensione, quali il diametro interno o lo spessore, possono essere necessarie
secondo le specifiche di prodotto applicabili. Queste misurazioni dovrebbero essere effettuate seguendo tali
specifiche.

8.6 Misurazione della temperatura della superficie del campione


Termocoppie per la misurazione della temperatura media della superficie esterna, T2, de-
vono essere applicate alla superficie isolante come di seguito indicato.

8.6.1 Posizionamento delle termocoppie


La lunghezza della sezione di prova deve essere divisa almeno in quattro parti uguali e le
termocoppie della superficie devono essere posizionate longitudinalmente al centro di
ognuna. Le grandi apparecchiature richiedono un maggior numero di termocoppie. Per le
forme circolari, le termocoppie devono anche essere ugualmente distanti lungo la circon-
ferenza, in modo da formare strutture elicoidali con un numero integrale di giri completi e
con la spaziatura angolare tra posizionamenti adiacenti tra 45° e 90°. Ognuno dei posizio-
namenti sopra specificati deve essere, ogni qualvolta possibile, ad una distanza pari allo
spessore del campione, dai giunti o da altre irregolarità. Se necessario ulteriori termocop-
pie devono essere utilizzate per registrare la temperatura della superficie. In tali situazioni
le singole temperature ed i posizionamenti, devono essere registrati (vedere 13.6).

8.6.2 Fissaggio delle termocoppie


Le termocoppie devono essere fissate alla superficie in modo che la giunzione e la lun-
ghezza necessaria del filo adiacente siano mantenuti in costante contatto termico con la
superficie, senza alterare le caratteristiche di emissività della superficie adiacente.

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8.6.2.1 Superfici non metalliche
Per le superfici non metalliche, un minimo di 100 mm di filo adiacente deve essere tenuto
in contatto con la superficie. Un metodo soddisfacente è quello di utilizzare nastro o ade-
sivo alla superficie del campione, o avvolto intorno al campione o aderente a sè stesso.
Piccoli fogli di metallo (approssimativamente di 20 mm × 20 mm o più piccoli, corrispon-
denti alla curvatura della superifice del campione) con termocoppie fatte aderire ad essi,
dovrebbero essere utilizzati quando la superficie del campione è liscia ma non uniforme
per quanto riguarda la temperatura. La superficie di questi fogli metallici deve essere ver-
niciata o altrimenti ricoperta in modo da raggiungere un’emissività approssimativamente
uguale a quella della superficie del campione.

8.6.2.2 Superfici metalliche


Per quanto riguarda le superfici metalliche, un minimo di 10 mm di filo di piombo adiacen-
te, deve essere tenuto a contatto con la superficie. Mezzi idonei per il fissaggio delle giun-
zioni della termocoppia, sono quelli di martellare, saldare, brasare o utilizzando un filo
metallico che abbia la stessa emissione di quella della superficie. Si raccomanda in modo
particolare la saldatura ad arco. Piccole striscie sottili di metallo simile al metallo della su-
perficie possono essere saldate alla superficie, in modo da sorreggere il filo di piombo in
contatto con la superficie.

8.7 Elementi ad elevata conduttanza termica


Devono essere installate delle termocoppie sugli elementi ad elevata conduttanza termi-
ca assiale quali fodere metalliche o rivestimenti (campioni che presentino tali elementi de-
vono essere sottoposti a prova con l'apparecchiatura ad anello di guardia) in modo da mi-
surare i gradienti della temperatura assiale, necessari per calcolare il trasferimento termi-
co assiale. Queste termocoppie devono essere installate sia in cima sia in fondo e devono
essere posizionate ad una distanza approssimativa di 45 mm da ciascun lato dello spazio
tra la sezione di prova e ogni guardia.

9 PROCEDIMENTO

9.1 Misurazione della dimensione


Misurare la lunghezza della sezione di prova, L, la circonferenza esterna del campione, e
altre dimensioni necessarie per descrivere la forma o altro. In genere, le dimensioni utiliz-
zate in questo metodo devono essere quelle misurate ad una temperatura ambiente com-
preso tra 10 °C e 35 °C. Se si desidera conoscere le proprietà basate sulle dimensioni ef-
fettive alla temperatura operativa, si possono ottenere tali dimensioni calcolandole da
quelle misurate alla temperatura ambiente, utilizzando coefficienti misurati preventiva-
mente, o conosciuti, di espansione termica, oppure possono essere determinati attraver-
so la misurazione diretta alla temperatura operativa. Tutte le proprietà basate sulle dimen-
sioni, alla temperatura di esercizio devono essere così identificate.

9.1.1 Lunghezza di prova


Per tubazioni con guardia, la lunghezza, L, è la distanza tra le mediane degli spazi agli
estremi della sezione di prova. Per tubazioni calibrate o calcolate, la lunghezza di prova,
L, è la distanza tra gli estremi delle capsule.

9.1.2 Diametro
Le dimensioni esterne del campione devono essere misurate come specificato in 8.5.

9.2 Requisiti dell'ambiente


Fare funzionare l’apparecchaitura in uno spazio chiuso o camera, mantenuto alla temperatura
ambiente desiderata, in modo che non si modifichi durante la prova di oltre ± 1 K o ± 1% della
differenza tra la temperatura della tubazione di prova e la temperatura ambiente, (T0 -Ta), a se-
conda del valore maggiore. La prova deve essere condotta in aria (o altro gas) calma, a meno
che una velocità apprezzabile sia necessaria per raggiungere temperature costanti o quando gli
effetti della velocità dell'aria devono essere inclusi come parte delle condizioni di prova. Ogni ve-
locità forzata deve essere misurata e devono essere registrate la sua grandezza e dimensione.

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9.3 Temperatura della tubazione di prova
Regolare la temperatura della tubazione di prova (la sezione di prova dell'apparecchiatura
ad anello di guardia) fino alla temperatura desiderata. Quando le prove devono essere con-
dotte al di sopra di una gamma di temperature della tubazione in modo da caratterizzare un
materiale, si dovrebbe scegliere un minimo di tre o quattro temperature di prova, suddivise
in modo approssimativamente uguale sulla gamma. Se i dati sono richiesti solo ad una tem-
peratura, come per esempio per il controllo di qualità o prova di accettazione, la prova può
essere condotta ad una temperatura, o il valore desiderato può essere interpolato dalle pro-
ve alle temperature leggermente superiori o inferiori della temperatura desiderata.
Nota 16 Le prove sono generalmente condotte con la superficie esterna dell'isolamento esposta alle normali tempe-
rature ambiente. Queste condizioni riproducono la maggior parte delle applicazioni nei casi in cui la differenza
della temperatura aumenti all'aumentare della temperatura della tubazione e della corrispondente temperatura
media. Se si desidera duplicare altre applicazioni, o mantenere una piccola differenza di temperatura, la tempe-
ratura della superficie esterna può essere alzata o abbassata variando la temperatura dell'aria ambiente o per
mezzo di una fodera esterna a temperatura controllata, o innalzata attraverso l'uso di uno strato di isolamento
aggiuntivo. Dovrebbe essere inclusa nel resoconto di prova una descrizione di tali condizioni di prova.

9.4 Bilanciamento della guardia


Quando si utilizza il metodo ad anello di guardia, regolare la temperatura di ciascuna guardia
in modo che la differenza della temperatura attraverso lo spazio tra la sezione di prova e la
guardia (misurata sulla superficie della tubazione di prova) sia zero o non maggiore del va-
lore che induce un errore di 1% nel flusso di calore misurato. Spesso è opportuno condurre
due prove, una alla temperatura delle guardie leggermente maggiore della sezione di prova
ed una leggermente minore. L'interpolazione tra i risultati di queste due prove fornisce un va-
lore accurato per il flusso di calore a bilanciamento zero lungo i ponti interni e per l'immissio-
ne di energia della sezione di prova, e fornisce informazioni sullo sbilanciamento massimo
ammissibile che risponde al criterio dell'1%. Un criterio che è stato spesso utilizzato è che lo
sbilanciamento non deve essere maggiore dello 0,5% della caduta di temperatura attraverso
il campione, (T2 - T0). Ciò non si verifica necessariamente in tutte le condizioni.
Idealmente, il gradiente della temperatura assiale attraverso gli spazi, tra le sezioni di prova e
di guardia, sia della tubazione esterna di prova che del riscaldatore della tubazione interna e
lungo ogni supporto interno, dovrebbe essere zero in modo da eliminare ogni flusso di calore
assiale dentro la tubazione. In alcuni progetti, risulta impossibile bilanciare sia la superficie sia
gli elementi interni allo stesso tempo e alcune correzioni sono necessarie a causa delle perdi-
te assiali dell'apparecchiatura interna. Quando i ponti di sostegno si trovano unicamente nella
tubazione di prova esterna, è sufficiente portare il bilanciamento dello spazio della superficie
della tubazione di prova (tra la sezione di prova e le guardie) a zero e non sono necessarie
correzioni. Quando l'apparecchiatura utilizza ponti di sostegno interni, è necessario utilizzare
le letture delle termocoppie interne specificate in 7.3, insieme alle dimensioni e proprietà dei
ponti di sostegno in modo da stimare le perdite assiali interne che devono essere aggiunte alla
(o sottratte da) immissione di energia misurata alla sezione di prova.

9.5 Misurazioni termiche di prova

9.5.1 Dati richiesti


Dopo aver raggiunto le condizioni di regime stazionario, determinare:
a) la temperatura media della sezione della tubazione di prova, T0;
b) (per apparecchiature ad anello di guardia) bilanciare la sezione di prova e le guardie;
c) la temperatura media della superficie esterna del campione, T2 (ciò può essere omes-
so solo se si desidera il trasferimento termico);
d) la temperatura media dell'aria dell'ambiente, Ta, e, se si utilizza aria forzata, la velocità
dell'aria;
e) l'energia elettrica media al riscaldatore della sezione di prova (il valore istantaneo se l'ener-
gia è stazionaria o in caso contrario l'energia totale divisa per il periodo della misurazione).

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9.5.2 Flusso di calore assiale

9.5.2.1 Nell'apparecchiatura
Misurare i gradienti della temperatura assiale ai limiti tra la sezione di prova e le guardie
per ogni riscaldatore interno o ponti di sostegno (vedere 7.3 e 9.4).

9.5.2.2 Nel campione


Per campioni con elementi ad elevata conduttanza assiale, misurare le termocoppie spe-
cificate in 8.7 per determinare i gradienti assiali. Utilizzando la media dei gradienti e le di-
mensioni conosciute e le proprietà della conduttanza termica degli elementi altamente
conduttivi, calcolare la conduzione totale del calore assiale stimata. Rifiutate ogni prova in
cui il flusso di calore assiale del campione ai due estremi è stimato essere maggiore
dell'1% dell'immissione di calore media della sezione di prova.

9.5.3 Periodo della prova e stabilità


Continuare le osservazioni fino a che almeno tre gruppi di osservazioni successive (ese-
guite con un intervallo minimo di tempo pari a 0,5 h tra ogni gruppo) differiscano di non ol-
tre l’1% dal valore medio dei tre gruppi e non mostrino tendenze unidirezionali. Quando la
misurazione dell'energia è effettuata con uno strumento integrativo, ogni osservazione
deve avvenire per un minimo di 0,5 h. In certi casi possono essere necessari requisiti più
rigorosi.

10 CORREZIONI DEL TAPPO DELL’ESTREMITÀ


Sono necessarie correzioni per la perdita di calore attraverso i tappi posti alle estremità
delle apparecchiature calibrate o calcolate ma non sono necessarie per l’apparecchiatura
ad anello di guardia.

10.1 Tappi di estremità calibrati

10.1.1 Escursione della temperatura


L'apparecchiatura ad estremità calibrate richiede una calibrazione dei tappi su di una sca-
la di temperature che copra le condizioni di utilizzo. È conveniente sottoporre ad almeno
tre calibrazioni, alle temperature della tubazione, egualmente spaziate e tracciare una
curva di energia elettrica riferita alla differenza di temperatura tra la tubazione e l'aria am-
biente. Per ogni temperatura ambiente si devono ottenere curve di calibrazione. Se l'ap-
parecchiatura di prova deve essere utilizzata solo in certe condizioni, può essere oppor-
tuno interpolare tra due prove effettuate alla stessa temperatura ambiente, ma con la tu-
bazione del calibratore ad una temperatura leggermente maggiore e leggermente minore
della temperatura desiderata.

10.1.2 Assemblaggio
Assemblare i tappi di estremità alla tubazione del calibratore e sigillare la fessura con fibra
di vetro o altro sigillante idoneo. Collegare l'energia e i fili delle termocoppie.

10.1.3 Procedimento per la calibrazione


Regolare l'immissione di energia al riscaldatore in modo da raggiungere la temperatura
desiderata. Dopo avere raggiunto le condizioni di regime stazionario, effettuare le osser-
vazioni necessarie per determinare la temperatura della tubazione del calibratore e
dell'aria ambiente e l'energia elettrica media al riscaldatore per un periodo di almeno
0,5 h. Continuare l'osservazione fino a che almeno tre gruppi successivi di osservazioni
(effettuate ad un intervallo di tempo minimo di 0,5 h tra ogni gruppo) differiscano di non
oltre l’1% dal valore medio dei tre gruppi e che non mostrino tendenze unidirezionali.
Quando la misurazione di energia è effettuata per mezzo di uno strumento integrativo,
ogni osservazione deve avere una durata minima di 0,5 h. In alcuni casi sono necessari
requisiti più severi.

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10.2 Tappi di estremità calcolati

10.2.1 Procedimenti di calcolo


Per le apparecchiature di estremità calcolate, è necessaria una correzione per la perdita
termica di temperatura assiale alle estremità. Possono essere utilizzati diversi procedi-
menti che si sono dimostrati idonei.

10.2.2 Metodo di Van Rinsum

10.2.2.1 Descrizione del metodo


Perdite di calore assiale causano una caduta di temperatura verso gli estremi della tuba-
zione di prova alla superficie che è una funzione della conduttività termica della tubazione
(e riscaldatore interno) e del campione. Se questa caduta di temperatura viene misurata
e le conduttività termiche della tubazione e del riscaldatore sono note, è possibile calco-
lare la conduttività termica del campione attraverso la quota di trasferimento di calore mi-
surata. Il metodo di Van Rinsum (vedere [5]) calcola una temperatura da aggiungere alla
temperatura misurata sulla superficie della tubazione nel suo punto mediano. La tempe-
ratura corretta della superficie della tubazione viene poi utilizzata nell'equazione della
conduttività termica normalizzata (vedere 3.5). Il metodo è il seguente.

10.2.2.2 Misurazioni
Quattro termocoppie, collocate uniformemente sulla circonferenze della tubazione di pro-
va, in cima, in fondo e su entrambe le facce, devono essere collocate a metà della tuba-
zione di prova. Simili gruppi di quattro termocoppie devono essere collocati ad una distan-
za X dalla metà verso ogni estremità. La distanza X deve essere di 200 mm o maggiore.
Queste termocoppie devono essere incanalate e allacciate come descritto in 7.5. Si de-
vono ottenere le letture medie di ogni gruppo di quattro termocoppie.

10.2.2.3 Calcoli
Calcolare un valore approssimativo della conduttività termica, λ; con la formula:
Φ ln ( D 2 ⁄ D 0 )
λ' = ----------------------------------------- [10]
2π L ( T 0m – T 2 )
in cui tutti i termini sono stati definiti precedentemente in 4 tranne T0m che è la temperatu-
ra della superficie della tubazione nel suo punto medio (media delle quattro termocoppie).
Calcolare un fattore di correzione, c, con la formula:
2π λ'
c = --------------------------------------------------------------------- [11]
( A 1 λ 1 + A 2 λ 2 ) ln ( D 2 ⁄ D 0 )
dove:
A1 e λ1 sono rispettivamente le aree della sezione trasversale e la conduttività termica
della tubazione di prova;
A2 e λ2 sono le stesse proprietà della tubazione del riscaldatore interno.
Calcolare una correzione da applicare alla temperatura della superficie della tubazione
nel suo punto medio ∆T0m, con la formula:
T 0m – T 0X
∆ T 0m = -------------------------------
- [12]
cosh ( X c )
in cui T0X è la temperatura media della superficie della tubazione ad una distanza X dal
punto medio (media di 8 termocoppie, quattro verso ogni estremità).
Calcolare la conduttività termica corretta, λ, con la formula:
Φ ln ( D 2 ⁄ D 0 )
λ = --------------------------------------------------------------
- [13]
2π L ( T 0m + ∆ T 0m – T 2 )

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10.2.3 Metodo di Nukiyama

10.2.3.1 Descrizione del metodo


La perdita di calore attraverso tappi di estremità isolati ha lo stesso effetto sull'energia to-
tale misurata, dell'allungamento della sezione di prova. Il metodo di Nukiyama (vedere
[4]) calcola una correzione della lunghezza che deve essere aggiunta alla lunghezza del-
la sezione di prova misurata. La lunghezza corretta è poi utilizzata nell'equazione della
conduttività termica di cui in 3.5. Per applicare il metodo si devono verificare le condizioni
seguenti:
a) il materiale del tappo di estremità ed il materiale del campione devono essere omoge-
nei e isotropi;
b) la conduttività termica del materiale del tappo di estremità deve essere la stessa di
quella del campione;
c) il diametro esterno dei tappi di estremità deve essere lo stesso di quello del campione;
d) la tubazione di prova deve essere della stessa lunghezza del campione e deve essere
uniformemente riscaldata per tutta la lunghezza.

10.2.3.2 Calcoli
La conduttività termica è data da:
Φ ln ( D 2 ⁄ D 0 )
λ = -------------------------------------------------------------
- [14]
2π ( L + nD 0 ) ( T 0 – T 2 )
Il fattore n deve essere ricavato dalla figura 3, utilizzando il rapporto dei diametri appro-
priato, (D2/D0), e il rapporto tra lo spessore del tappo di estremità ed il diametro della tu-
bazione, (S/D0).
figura 3 Correzione di Nukiyama

10.2.4 Metodo delle differenze finite


Un altro metodo è quello di impiegare un'analisi delle differenze finite, utilizzando proprietà
termiche determinate su campioni piani, prelevati dallo stesso lotto di materiale utilizzato
per costruire i tappi di estremità o da dati ottenuti su altro materiale similare, se le stime mo-
strano che l'errore atteso rientra nell'incertezza ammissibile della prova. Misurazioni delle

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proprietà termiche del materiale possono essere effettuate o con il metodo della piastra
calda con anello di guardia (vedere ISO 8302) o con il metodo del termoflussimetro (ve-
dere ISO 8301) e devono essere eseguite in tutte le direzioni appropriate, se il materiale
non è isotropo (generalmente le direzioni assiali e radiali).

11 CALCOLI
Le proprietà della trasmissione termica desiderata devono essere calcolate per ognuna
delle tre o più osservazioni richieste in 9.5.3 e la media di questi valori deve essere ripor-
tata in 13.9. Il calcolo deve essere effettuato utilizzando le formule di cui in 3 o, per tappi
di estremità calcolati, le formule appropriate di cui in 10.2. Quando opportuno, si devono
effettuare delle correzioni della perdita di energia misurata per la perdita di calore assiale,
attraverso i ponti di sostegno interni utilizzando gradienti, dimensioni e proprietà dei ma-
teriali misurati (vedere 9.4). Per apparecchiature di estremità calibrate, applicare la corre-
zione della calibrazione determinata in 10.1.

12 ACCURATEZZA E PRECISIONE DELLE PROVE

12.1 Stime
La precisione e l'accuratezza della prova dipende dall’apparecchiatura, e dal suo funzio-
namento, dalle proprietà del campione e dalle condizioni di prova scelte, per cui non si
può definire una relazione quantitativa semplice applicabile a tutte le prove. Per ogni
gruppo di condizioni di prova, è possibile stimare gli errori dei singoli punti se si procede
al calcolo delle proprietà di trasmissione termica, combinando gli errori individuali, utliz-
zando la teoria statistica della propagazione dell'errore, in modo da ottenere una stima
dell'incertezza del risultato finale.

12.2 Comparazioni interlaboratorio


Per ottenere una stima della precisione del metodo, possono essere utilizzati programmi
di di prova di confronto interlaboratorio.
Nota 17 Un programma di confronto interlaboratorio che coinvolga nove laboratori (vedere [6]) ha mostrato che le pro-
ve sullo stesso campione non variano oltre il ± 3% del valore medio. Questo programma ha previsto l'utilizzo
dell'isolamento con fibra di vetro sottoposta a prova in temperatura ambientale controllata tra 20 °C e 25 °C
e ha coperto la scala di temperature medie tra 60 °C e 160 °C. La precisione del metodo al di fuori delle con-
dizioni di cui sopra non è dimostrata e sull’argomento sono previste ulteriori prove di confronto.

13 RESOCONTO DI PROVA
Il resoconto di prova deve contenere le informazioni di seguito specificate.

13.1 Requisiti generali


Descrizioni dei campioni di prova, dei procedimenti di campionamento e di prova, dell’ap-
parecchiatura di prova ed i risultati, e quando opportuno, una rappresentazione grafica
delle proprietà misurate in rapporto alla temperatura per la gamma di applicazione. I valori
numerici devono essere accompagnati dalle unità impiegate. Si devono includere i punti
appropriati da 13.2 a 13.12.

13.2 Descrizione del campione


La descrizione del campione e altri elementi di identificazione, incluso il marchio e il nome
del fabbricante, il tipo generico del materiale, la data di fabbricazione, la data di fornitura
e la fonte, la forma e la misura nominale e, quando ritenuto opportuno, la massa e la mas-
sa volumica nominali. Si devono riportare anche condizioni anomale del campione osser-
vate sia prima che dopo la prova.

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13.3 Dimensioni e massa volumica
Le dimensioni misurate e, se determinate, la massa e la massa volumica prima e dopo la
prova. Se le dimensioni sono misurate a temperature diverse da quelle ambiente, devono
essere registrati la temperatura ed i metodi utilizzati per ottenere le dimensioni.

13.4 Installazione
Una descrizione dell'applicazione e dei mezzi di fissaggio alla tubazione di prova incluso
il numero, il tipo ed il posizionamento di ogni nastro o laccio, il tipo di fodera o copertura
se utilizzata, il tipo ed il posizionamento di ogni sigillante utilizzato, e se il campione ade-
risce alla tubazione o se esisteva un vuoto d'aria tra il campione e la tubazione. Se possi-
bile, lo spessore del vuoto d'aria dovrà essere riportato.

13.5 Condizionamento
Una descrizione di ogni procedimento di condizionamento o essiccamento seguito e,
quando determinati, la massa, la massa volumica o le variazioni dimensionali dovute al
condizionamento o essiccamento.

13.6 Temperature
Devono essere indicate le temperature seguenti:
a) la temperatura media della sezione della tubazione di prova, T0;
b) la temperatura media della superficie esterna del campione, T2, e per campioni irre-
golari, la lettura e la posizione delle termocoppie utilizzate per descrivere le tempera-
ture della superficie non uniforme (vedere 8.6.1).

13.7 Condizioni ambientali


Il tipo di gas ambientale, la sua temperatura media, Ta, e quando forzata, la velocità (sia
grandezza che direzione) o particolari di altri mezzi di controllo della temperatura esterna,
quali ulteriori isolamenti o fodere o coperture a temperatura controllata.

13.8 Energia
L'immissione media di energia nella sezione di prova e ogni correzione utilizzata.

13.9 Proprietà di trasmissione termica


Le proprietà di trasmissione termica desiderate che includono una o tutte le seguenti,
quando applicabili, e la corrispondente temperatura media (T0 + T2)/2. Questi devono es-
sere i valori medi calcolati in 11.
a) il trasferimento termico lineare, Kl, la corrispondente temperatura ambiente, Ta, ed il
coefficiente di trasferimento di calore superficiale, h2;
b) la conduttanza termica lineare, Λl;
c) la resistenza termica lineare, Rl;
d) la conduttività termica, λ;
e) la resistenza termica superficiale, r ;
f) il coefficiente di trasferimento di calore della superficie isolante, h2;
g) la conduttanza termica areica, Λ, e la relativa superficie;
h) la resistenza termica areica, R, e la relativa superficie.

13.10 Stima degli errori


Errore stimato dei risultati di prova.

13.11 Eccezioni alla presente norma internazionale


Riferimenti alla presente norma internazionale e ogni eccezione fatta.

13.12 Calcoli particolari


Riferimenti a ogni procedimento di calcolo particolare utilizzato.

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APPENDICE A BIBLIOGRAFIA
(informativa)
[1] ASTM C335, Standard test method for steadystate heat transfer properties
of horizontal pipe insulations, American Society for Testing and Materials,
Philadelphia PA, USA
[2] DIN 52 613, Wärmeschutztechnische Prüfungen - Bestimmung der Wär-
meleitfähigkeit nach dem Rohrverfahren, Deutsches Institut für Normung,
Berlin
[3] ASTM C691, Standard test for thermal transference of non-homogeneous
pipe insulation at temperatures above ambient, American Society for Testing
and Materials, Philadelphia PA, USA.
[4] JIS A 9504 (or 9505), Rock (or Glass) wool heat insulating material, Thermal
Conductivity, pipe cover, Japanese Standards Association, Tokyo, Japan
[5] VAN RINSUM, W. Die Wärmeleitfähigkeit von feuerfesten Steinen bei
hohen Temperaturen sowie von Dampfrohrschutzmassen und Mauerwerk
unter Verwendung eines neuen Verfahrens der Oberflächentemperatur-
messung, Z. VDI 62 (1918) S. 601; Forschgsarb. Ing.wes. H. 228 (1920)
[6] HOLLINGSWORTH, M. An Interlaboratory Comparison of the ASTM C335
Pipe Insulation Test, ASTM STP 660, Special Technical Publication, Ameri-
can Society for Testing and Materials, Philadelphia PA, USA, Dec. 1978
[7] JURY, S. H., McELROY, D. L. and MOORE, J. P. Pipe insulation testers,
ASTM STP 660, Special Technical Publication, American Society for Testing
and Materials, Philadelphia PA, USA, Dec. 1978
[8] KIMBALL, L. R. Thermal conductance of pipe insulation - A large-scale test
apparatus, ASTM STP 544, Special Technical Publication, American Society
for Testing and Materials, Philadelphia PA, USA, June 1974
[9] SVEDBERG, R. C., STEFFEN, R. J., RUPP, A. M. and SADLER, J. W. Eva-
luation of high temperature pipe insulations using a 16 inch diameter pipe
test apparatus, Special Technical Publication, American Society for Testing
and Materials, Philadelphia PA, USA, Dec. 1978
[10] ZEHENDNER, H. Wärmeleitfähigkeit von Wärmedämmstoffen an Rohrlei-
tungen (Thermal Conductivity of Thermal Insulation Materials on Pipes),
Isolierung No. 3/82, Lambda Verlag, München, 1982
[11] SULLIVAN, J. M. Jr., Thermal performance of insulated pipe systems, ASTM
STP 789, Special Technical Publication, American Society for Testing and
Materials, Philadelphia PA, USA, 1983
[12] Nordtest NT VVS 014 Pipes - Insulation: Thermal transference, Nordtest,
Prastbordsgranden 2, SF-00340 Helsinki, Finland, 1982-06

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APPENDICE ZA RIFERIMENTI NORMATIVI ALLE PUBBLICAZIONI INTERNAZIONALI E
(normativa) PUBBLICAZIONI EUROPEE CORRISPONDENTI
La presente norma europea rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni
contenute in altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati
del testo e vengono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive
modifiche o revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte
nella presente norma europea come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non da-
tati vale l’ultima edizione della pubblicazione alla quale si fa riferimento.

Pubblicazione Anno Titolo EN Anno


ISO 7345 1987 Isolamento termico - Grandezze fisiche e definizioni EN ISO 7345 1995

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