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KÂTIP ÇELEBI

1609‐1657
Mustafa bin ‘Abdullah detto anche Kâtip Çelebi, Haci Khalifa, Kalfa fu 
uno storico, geografo e bibliografo turco. È considerato il dotto 
TITOLI ottomano più prolifico ed importante del diciassettesimo secolo, in 
particolare per quanto riguarda le scienze non‐religiose.

Kâtip ‫ﻛﺎﺗﺏ‬ Çelebi ‫ﺟﻠﺑﻲ‬
‘Bibliotecario’ (da kitap ‘libro’) è un  Titolo onorifico destinato a persone 
appellativo che si guadagnò  di buona famiglia e che hanno 
visitando biblioteche ed annotando i  ricevuto educazioni prestigiose, 
titoli e i contenuti dei libri che vi  solitamente figli di militari o 
trovava. Tale abitudine è  burocrati. Può essere tradotto con 
riscontrabile nelle sue opere di  ‘gentiluomo’.
carattere bibliografico, come il Kashf 
al‐zunun ‘an asami ‘l‐kutub wa’l‐ Haci Khalifa ‫ﺣﺎﺟﻲ ﺧﻠﻳﻔﺔ‬
ash’ar ‘Lo svelamento delle ombre  Il hajj è il pellegrinaggio rituale 
circa i titoli dei libri e delle arti’ ossia  islamico verso la città santa della 
un grande dizionario bibliografico in  Mecca. Il titolo onorifico turco haci
arabo nel cui corpo principale  veniva utilizzato per riferirsi a chi 
l’autore elenca ben 14500 titoli in  aveva avuto la possibilità di 
ordine alfabetico con brevi  parteciparvi almeno una volta nella 
commenti. vita. 
BIOGRAFIA
• Nei suoi libri Mizan ül‐Hak e Sullam ul‐Vusul Çelebi 
ha inserito delle sezioni autobiografiche, che ad oggi 
sono le fonti principali riguardo gli avvenimenti della 
sua vita.
• Nasce nel mese di Dhu’l‐Ka’da (Febbraio) 1609 ad 
Istanbul, da padre soldato. Inizia la sua educazione 
all’età di cinque‐sei anni, e già a quattordici inizia 
l’apprendistato presso l’ufficio dell’Anadolu 
Muhasebesi (Ufficio della Contabilità Antatolica), 
dove impara il mestiere di contabile ed il siyakat, 
ossia il cifrario legale utilizzato negli uffici governativi 
ottomani.
BIOGRAFIA
• Nel 1624 partecipa alla campagna militare per sedare la 
rivoluzione di Abaza Mehmed Paşa, due anni dopo fu 
presente a quella per riprendere Baghdad dalle mani dei
Safavidi, in seguito alla quale suo padre perse la vita a 
Mawsil. Nello stesso anno fu assegnato all’ufficio del Süvari
Muhasebesi. Nello stesso periodo ebbe l’opportunità di 
partecipare al pellegrinaggio rituale, guadagnandosi il 
titolo di Haci.
• Ritorna quindi ad Istanbul nel 1628‐29, dove assistì alle
lezioni di numerosi dotti dell’epoca; tra questi, ricordiamo
Kadi‐zade Mehmed Efendi, predicatore islamico dalla
retorica conservatrice e fondamentalista dal quale rimase
profondamente impressionato. Fu proprio il rapporto con 
questa figura controversa a dare spunto alla sua carriera
intellettuale.
BIOGRAFIA

• Dopo dieci anni di servizio militare, un’eredità gli


permette di stabilirsi ad Istanbul e dedicarsi allo
studio. Alcune fonti riportano che avesse in 
questo periodo raggruppato una delle più grandi
biblioteche private della capitale ottomana. Non 
avendo ricevuto promozioni, si dimette dal 
Dipartimento di Finanza e passa tre anni di 
inattività, fino al 1648. La maggior parte delle sue 
opere fu composta proprio in questo periodo.
• Produce in uno spazio di pochi anni ben ventuno
libri, considerati ancora oggi come ‘eterni’. 
• Muore improvvisamente il 27 del mese di Dhu’l‐
Hijja (Zilhicce in turco moderno, Febbraio) 1657, e 
fu sepolto presso la Zeyrek Cami’i.
CONTESTO STORICO
• Il diciassettesimo secolo fu un’età in cui il mondo
occidentale raccolse i frutti maturati durante il
rinascimento, compiendo infine il grande passo dal 
medioevo alla modernità. Mentre l’imperialismo
occidentale si apprestava a consolidare il suo
controllo sui quattro angoli del mondo, lo stato
ottomano soffriva delle mancanze apportate da una 
serie di sultani incompetenti, rivolte studentesche, 
ribellioni interne e guerre contro Austria, Germania, 
Venezia e Mosca. In questo contesto di instabilità
culturale, la maggioranza degli intellettuali cercava
rifugio invocando la passata gloria dell’impero, 
ignorandone le problematiche dell’epoca. Difatti, dal 
tredicesimo secolo in poi vi era stato nel mondo
islamico un graduale stringersi degli orizzonti ed 
inibizione conseguente dell’attività intellettuale.
“Nonostante non sia un compito facile sapere ogni 
cosa riguardo la Terra, bisogna almeno conoscere la 
PENSIERO forma del territorio ottomano e dei suoi paesi 
confinanti. […] Non è corretto consultarsi con 
individui ignoranti di questa scienza, anche se questi 
Kâtip Çelebi fu l’ultimo esempio di un tipo di ricercatore comune nel sono locali. Poiché sono i più i locali incapaci di 
periodo islamico classico, ma diventato più raro tra il tredicesimo ed il conoscere e descrivere al meglio il proprio paese.”
diciannovesimo secolo. Egli mirò infatti con i suoi studi ad alzare uno
“Specchio di Alessandria” sulla società ottomana, mostrandone le 
problematiche sotto una luce oggettiva invece di confortare il lettore
con le glorie del passato. La sua novità giaceva soprattutto nel suo
riconoscere nello sviluppo occidentale una premente minaccia
sull’Impero Ottomano ed individuare come strumento di difesa la 
conoscenza, comprensione ed interpretazione del mondo nella sua
interezza, oltrepassando le frontiere del mondo islamico come pochi
intellettuali come lui avevano fatto. In particolare, sottolineava
l’importanza della geografia in ambito politico e militare, come 
conoscenza assolutamente necessaria per i capi di stato. Il suo
conseguente interesse per gli sviluppi intellettuali e scientifici fuori dal 
mondo islamico gettò la base per la modernizzazione ottomana del 
diciannovesimo secolo. 
‘‘Le menti di coloro che non hanno avuto a che fare 
con le scienze della filosofia non vanno oltre la 
distanza vista dai loro occhi, e dato che il luogo dove si 
trovano gli sembra piatto, suppongono che l’intero 
OPERE: CIHÂNNUMA mondo lo sia.’’

Da Jihan‐name “geografia del mondo”, una grande cosmografia destinata a 


diventare il primo volume di mappe e di disegni geografici apparso nel
mondo islamico. Kâtip Çelebi iniziò a scrivere una prima versione della sua
opera nel 1648, nella quale spaziava tra argomenti come i mari, la Spagna
musulmana, il Nord Africa e le province ottomane di Rumeli, Bosnia ed 
Ungheria. Una volta giunto alla sezione dedicata alle Isole Britanniche, 
l’autore venne a conoscenza dell’Atlas Maior di Abraham Ortelius, cartografo
olandese padre della cartografia moderna. Non riuscendo ad ottenerne una 
copia per meglio documentarsi per il suo lavoro, rinunciò a completare il
Cihânnuma. In seguito, riuscì ad ottenere una copia invece dell’Atlas Minor di 
Mercator e Hondius che non era altro che un riassunto dell’opera maggiore. 
Iniziò immediatamente a studiare l’opera, ma a causa della sua conoscenza
limitata del latino gli fu impossibile comprenderla sufficientemente. Nello
stesso periodo, per caso, conobbe Shaykh Ikhlasî Mehmed Efendi, un 
convertito all’Islam recentemente giunto ad Istanbul dalla Francia. Mehmed 
Efendi aiutò dunque Kâtip Çelebi a stilare una traduzione dell’Atlas Minor in 
lingua turca. Questa fu intitolata ‘Levâmi ‘al‐nûr fî zulmat Atlas Minor’ 
(‘Bagliori che illuminano l’oscurità dell’Atlas Minor’) e pubblicata nel 1654. 
Forte delle nuove conoscenze di matrice occidentale, Kâtip Çelebi riprese il
Cihânnuma, coprendo questa volta l’Asia, dal Giappone ai confini ottomani. 
ALTRE OPERE
• Fadakat akwal ‘al‐akhyar fi ‘ilm ‘al‐ta’rikh wa’l‐akhbar o Fadhlakat  • Dustûr al‐‘amal fi islah al‐khalal: un memorandum sulle 
‘al‐tawarikh: una storia universale in arabo, arricchita da un  cause delle perdite finanziarie e rispettivi rimedi
muqaddimah in quattro parti, delle quali la seconda tratta del 
significato e degli usi della storia; la terza è una lista di 1300 fonti;  • Mizan al‐hakk fi ‘khtiyak al‐ahakk: una discussione su 
la quarta tratta delle regole da seguire per gli storici diverse questioni sociali piuttosto controverse all’epoca. 

• Fedhleke: una cronaca della storia ottomana in turco, dal 1591 al 
1654‐55
• Tuhfat ‘al‐kibar fi asfar ‘al‐bihar: una storia della Marina navale 
ottomana in turco, fino al 1656
• Takwim ‘al‐tawarikh: una tavola cronologica degli eventi dalla 
creazione di Adamo fino al 1648, concepito come un indice per il 
Fedhleke
• Kashf ‘al‐zunun ‘an asami ‘l‐kutub wa’l‐funun: un grande dizionario 
bibliografico in arabo. L’introduzione tratta dell’importanza 
dell’apprendimento e della classificazione delle varie branche del 
sapere; il corpo principale del testo elenca oltre 14,500 titoli in 
ordine alfabetico e costituisce una vera e propria enciclopedia 
bibliografica
BIBLIOGRAFIA

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INTESTAZIONE
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aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis
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voluptate velit esse cillum dolore eu
fugiat nulla pariatur. Excepteur sint
occaecat cupidatat non proident, sunt in 
culpa qui officia deserunt mollit anim id 
est laborum.

NOME SOCIETÀ 11
TITOLO DIAPOSITIVA TABELLA

ARGOMENTO 01 ARGOMENTO 02 ARGOMENTO 03 ARGOMENTO 04 ARGOMENTO 05

Elemento 01 Testo Testo Testo Testo


Elemento 02 Testo Testo Testo Testo
Elemento 03 Testo Testo Testo Testo
Elemento 04 Testo Testo Testo Testo
Elemento 05 Testo Testo Testo Testo
Elemento 06 Testo Testo Testo Testo
Elemento 07 Testo Testo Testo Testo
Elemento 08 Testo Testo Testo Testo
TOTALE Testo Testo Testo Testo

• Nome società 12
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