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Cari fratelli e sorelle, le letture di oggi ci parlano della vanità dei beni terreni.

La prima lettura è chiara “vanità delle vanità: tutto è vanità”. Ed è proprio vero tutto di questa vita passerà.
Passano le cose belle come la gioventù e la bellezza, passano i momenti felici, passano i successi, le nostre
piccole vittorie. Passano però anche le cose brutte, passano i dolori, gli acciacchi, le malattie, passano anche
le bollette, i debiti, le umiliazioni.

Tutto questo passa in un attimo, un attimo che si chiama morte. Quanto è vera allora la frase della Scrittura
“vanità delle vanità: tutto è vanità”, perché veramente tutte le cose di questa terra sono vanità, passano e
spariscono.

Tanti in passato sono arrivati a fare di tutto per avere l’illusione di portarsi con loro ciò che possedevano.
Pensiamo ai Faraoni, nelle piramidi è stato trovato tutto ciò che poteva servire a vivere, senza contare tutto
l’oro che è stato rubato precedentemente. Nel 1974, in Cina, un contadino ha scoperto per caso alcune
statue di terracotta sepolte sotto terra. Successivi scavi scopriranno che si tratta del mausoleo
dell’imperatore Qui Shi Huang, e porteranno alla luce migliaia di statue a grandezza naturale di soldati,
cavalli e carri del 200 a.C., l’esercito che avrebbe dovuto accompagnare l’imperatore nell’aldilà. E ora che
tutti questi faraoni e imperatori non sono altro che ossa e polvere, cosa se ne faranno di tutte le loro
ricchezze, di tutti i loro beni?

A ben ragione Totò scrisse quella famosa poesia “A livella”, perché la morte fa proprio questo livella tutto,
ci spoglia di tutte le cose di questa vita e ci lascia, per così dire “nudi” di fronte a Dio.

Dobbiamo quindi ricordare sempre questo, avendo sempre presenti in noi le parole di Cristo, che ci mette
in guardia così: “Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è
nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede”.

La nostra vita quindi non dipende da ciò che possediamo, ma piuttosto dall’uso che ne facciamo. Le cose di
questo mondo non ci devono essere d’ostacolo nell’altro mondo, ma al contrario, ci sono state date da Dio
per compiere la sua volontà, e così andare in Paradiso.

Il grande vescovo di Milano, Sant’Ambrogio, riassume tutto questo, dicendo così: “Solo la virtù accompagna
i morti, ci segue solo la misericordia che, conducendoci e precedendoci nelle dimore del cielo, acquista per i
morti, a prezzo di vil denaro, la dimora eterna, come testimoniano i precetti del Signore che ci dice: " Fatevi
degli amici con le ricchezze d’iniquità, affinché essi vi accolgano nei loro padiglioni eterni "1. Ecco dunque un
precetto buono, salutare, capace di spingere anche gli avari a scambiare le ricchezze effimere con quelle
eterne, ciò che è terrestre con ciò che è divino”2

Chiediamo allora l’intercessione della Vergine Maria, proprio per questo, per non cedere al fascino dei beni
terreni, ma per utilizzarli per andare in Paradiso, nella gioia senza fine. Sia lodato Gesù Cristo!

AVVISI

- Bicentenario della Chiesa della Madonna di Mezzagosto – vedere programma in bacheca

- Festa Medievale – lun 11 e mar 12 la S.Messa sarà alle ore 17:00 – solo questi due giorni

- Dom 25 agosto alle 19:00 Conferenza su sette e stregoni – giornalista di Tv2000 (David Murgia)

- Adorazione – tutti i Giovedì a partire da Ottobre, dalle 9:00 alle 18:00 (vocazioni) – iscrizioni in sacrestia

1
Lc 16, 19
2
Ambrogio, In Luc. 7, 122