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Cari fratelli e sorelle, nel Vangelo di oggi, Cristo ci esorta alla vigilanza.

Il nemico, il diavolo infatti non


riposa, ma “come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare”1. Facciamo attenzione alle parole di
Gesù: “Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il
loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito”.

Avere la veste stretta ai fianchi è l’atteggiamento di chi è pronto a lavorare e avere la lampada accesa è
l’atteggiamento di chi è pronto in attesa. Ed è proprio così che Cristo vuole trovarci: che vegliamo, mentre
lo aspettiamo, pronti e solleciti a lavorare, a compiere la sua volontà. In altre parole, il Signore vuole che noi
siamo vigilante nell’attesa, senza perdere di vista il fine a cui tutta la nostra vita deve essere orientata, cioè
Dio.

Per questo la migliore vigilanza sarà quella di amare Dio con tutto il nostro cuore, e il prossimo come se
stessi. Se il nostro cuore sarà rivolto al Signore, allora inizieremo la nostra vita eterna già su questa terra,
in quanto il nostro cuore, in qualche modo, sarà già in Paradiso. Infatti, Gesù ci dice: «Dov'è il vostro
tesoro, là sarà anche il vostro cuore» (Lc 12,34). Se il nostro tesoro è il Signore, allora il nostro cuore vive
nella pace; se, invece, bramiamo smodatamente i beni e i piaceri di questa terra, allora ci incamminiamo
verso la nostra infelicità. Possiamo dire che il nostro cuore, più che in noi stessi, vive in ciò che amiamo: se
amiamo la terra, diventerà terra; se amiamo Dio, si innalzerà su nei cieli.

Per essere quindi vigilanti nell’amore dobbiamo cercare di essere fedeli nelle piccole cose di tutti i giorni,
perché tante volte esse sono la radice di cose più grandi. Dice San Francesco di Sales: “è facile non essere
assassini, ma molto difficile evitare le piccole collere che trovano continuamente occasioni … è facile non
rubare i beni altrui, non altrettanto non corteggiarli e non desiderarli; è molto facile non portare falsa
testimonianza in tribunale, non altrettanto non mentire durante una conversazione”2.

Se ad ogni tentazione, risponderemo con un atto di amore a Dio, ci colmeremo di pace e trasformeremo
ogni possibile sconfitta in una vittoria. Sempre San Francesco di Sales ci assicura che oltre a venirne un gran
bene per l’anima, il diavolo “si accorge che le sue tentazioni ci spingono all’amore di Dio, e smette di
tentarci”3.

Mantenendoci fedeli quindi nelle piccole cose di tutti i giorni, ci manterremo in quella veglia che ci chiede
Cristo. Così facendo, la nostra vita sarà una gioiosa attesa trascorsa nel compimento preciso del compito
che Dio ci ha affidato. Comprenderemo allora fino in fondo le parole di Gesù, quando dice: “Beati quei servi
che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà
mettere a tavola e passerà a servirli”.

Chiediamo allora alla Vergine Maria di essere sempre pronti e vigili a servire Dio, per gioire poi della sua
gloria nel Paradiso. Sia lodato Gesù Cristo!

1
1 Pt, 5, 8
2
San Francesco di Sales, Introduzione alla vita devota, IV, 8
3
Ibidem, IV, 9