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Cari fratelli e sorelle, le letture di oggi ci presentano varie guarigioni di lebbrosi, sia Naaman il Siro,

nell’Antico Testamento, sia i dieci lebbrosi che Cristo risana miracolosamente. Da queste letture
possiamo sottolineare alcuni punti particolarmente importanti.
Salvezza per gente di tutte le nazioni – L’abbiamo visto: Naaman era della Siria, uno dei lebbrosi
era samaritano, quindi straniero in Israele. Lo stesso nome della Chiesa “Cattolica”, significa
proprio questo, in greco, “Universale”, cioè rivolta a tutti. Da questo si capiscono molte cose: è per
questo che Cristo manda i suoi discepoli a predicare, è per questo che nei secoli passati, tra mille
difficoltà migliaia di missionari sono partiti per raggiungere i più remoti luoghi della terra e portare
la salvezza di Cristo ai popoli non credenti, spesso dando la vita per questo. Tutto questo risuona
anche nella seconda lettura, dove San Paolo dice proprio così: “la parola di Dio non è incatenata!
Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch'essi raggiungano la salvezza
che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna”.
Gratitudine – Solo uno dei lebbrosi torna a ringraziare Gesù. Dalle sue parole capiamo quanto sia
importante agli occhi di Dio la gratitudine. San Tommaso dice che “per la gratitudine sono richieste
tre cose: primo, che l’uomo riconosca il beneficio ricevuto; secondo, che lodi e ringrazi; terzo, che
contraccambi nel luogo e nel tempo, secondo la propria possibilità” 1. Pensiamo a tutto quello che
abbiamo ricevuto da Dio: la vita, la fede, i nostri famigliari, e tantissime altre cose. Se pensiamo a
tutte queste cose non è solo giusto, ma è un dovere ringraziare Dio. Come facciamo allora a
ringraziarlo bene? Con la preghiera, con le opere buone, ma ancor di più con la Santa Messa.
Infatti un altro nome della Messa è “eucaristia”, che significa proprio ringraziamento. Allora
quando veniamo qui, ricordiamoci sempre dei benefici ricevuti da Dio, e ringraziamolo.
Salvezza attraverso la Chiesa - Naaman viene curato dal profeta Eliseo, i lebbrosi da Cristo, che
però li manda dai Sacerdoti. Questo è molto importante. Dio ci dà la salvezza passando attraverso
un gruppo di persone che Lui ha deciso. Questo gruppo di persone è la Chiesa.
Se noi poi consideriamo il valore che nell’antico Israele aveva la lebbra, tutto questo ha un altro
importante significato. La lebbra, in Israele, era considerata una punizione per il peccato. Il
lebbroso non era solo un malato, ma era un peccatore. La carne deformata dalla lebbra era
considerata un segno dell’anima deformata dal peccato. Anche per questo i lebbrosi erano evitati
da tutti e prima di essere riammessi nella società dovevano farsi esaminare dai sacerdoti. Per
questo Gesù li manda dai sacerdoti.
Questo avviene anche oggi. Infatti anche oggi Cristo ci manda dai sacerdoti per curarci dalla lebbra
della nostra anima, cioè dal peccato, affinché ci riammettano totalmente nella Chiesa, in armonia
con Dio, che avevamo tradito peccando. Questo avviene ogni giorno, nel sacramento della
Confessione.

Affidiamoci allora alla Vergine Maria, riconciliandoci a Dio nella Confessione e ringraziandolo nella
Santa Messa. Sia lodato Gesù Cristo!

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II-II, 107, 2