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Nel Vangelo di oggi Cristo insegna ai discepoli la preghiera del Padre nostro.

La preghiera del
Padre Nostro è la più perfetta, perché, come dice S. Agostino, "se preghiamo bene, non possiamo
dire altro che quanto è stato formulato in questa preghiera del Signore". Infatti nella preghiera
chiediamo quello che siamo capaci di desiderare giustamente, perché la preghiera è come
l'interprete del nostro desiderio presso Dio.
Inoltre nel Padre Nostro non solo vengono domandate tutte le cose che possiamo desiderare
rettamente, ma anche nell'ordine nel quale devono essere desiderate.
Il nostro fine è Dio e noi lo desideriamo in due modi:
primo, volendo la gloria di Dio; e questo è l'amore col quale amiamo Dio per se stesso
secondo, desiderando di godere della sua gloria; e questo è l'amore col quale amiamo noi stessi in
Dio.
Per questo prima diciamo: "Sia santificato il tuo nome", con la quale chiediamo la gloria di Dio. –
Poi diciamo: "Venga il tuo regno", con la quale chiediamo di raggiungere la gloria del suo regno.

Poi vengono i mezzi per raggiungere Dio, che ci possono aiutare o direttamente, o indirettamente.
Direttamente, entra in gioco il bene, che può agire
1) in maniera diretta e principale, l'obbedienza a Dio attraverso il merito che ne consegue ci fa
guadagnare la beatitudine. E per questo diciamo: "Sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in
terra".
2) in maniera secondaria, perché ci aiuta a guadagnare dei meriti. A questo si riferisce la
domanda: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano"; che può essere sia il pane sacramentale, sia il
pane materiale, indicando nel pane "qualsiasi necessità di vitto", come dice S. Agostino.

Indirettamente invece veniamo aiutati mediante la rimozione degli ostacoli. Ora, tre sono gli
ostacoli che ci allontanano da Dio.
1) il peccato, che esclude direttamente dal Regno, come dice S. Paolo: "Né fornicatori, né idolatri,
ecc., erediteranno il regno di Dio". per questo diciamo: "Rimetti a noi i nostri debiti". –
2) la tentazione, che ci trattiene dall'adempiere la divina volontà. Ad essa si riferisce la domanda:
"Non c'indurre in tentazione"; con la quale non chiediamo di non essere tentati per niente, ma di
non essere vinti dalla tentazione.
3) i travagli della vita presente che sottraggono il necessario per vivere. E per questo diciamo:
"Liberaci dal male".
Considerando quindi il valore di questa splendida preghiera che ci è stata donata dallo stesso
Cristo, utilizziamola per chiedere a Dio ciò che ci serve per fare la sua volontà e godere poi della
vita eterna.
Chiediamo questo alla Vergine Maria.