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Oggi abbiamo letto il Vangelo che parla di Marta e Maria.

In queste due sorelle, la Chiesa ha sempre visto le due attitudini proprie della Chiesa:
Marta – rappresenta la vita attiva, che opera nel concreto, agisce, lavora, si dà da fare per gli altri
Maria – rappresenta invece l’anima contemplativa, dedita all’ascolto della parola di Dio e alla
preghiera
Dice infatti S. Ambrogio: "con l’esempio di Marta e Maria ci viene messo dinanzi della prima la
devozione instancabile nelle opere, e della seconda la religiosa applicazione dell’anima al Verbo di
Dio"1. E Sant’Agostino sintetizza così i due atteggiamenti delle sorelle: “Marta, che preparava e si
disponeva a nutrire il Signore, era occupata nell’attività; Maria invece scelse piuttosto di essere
nutrita dal Signore”.
Questi due atteggiamenti non si oppongono tra loro, ambedue sono necessarie e si completano,
infatti la carità senza unione a Dio, è sterile filantropia, cosa che vediamo in tante associazioni
benefiche, mentre l’ascolto della Parola di Dio senza il servizio verso i fratelli, è anch’esso vuoto,
“la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa”2, dice San Giacomo.
Tuttavia il Vangelo ci insegna che tra i due atteggiamenti c’è una gerarchia, infatti Cristo dice che
“Maria ha scelto la parte migliore”. Cristo non rimprovera Marta per i suoi servigi, ma loda Maria,
per la sua scelta. Infatti Dio dà molti beni e la più sapiente tra le due sorelle ha scelto ciò che ha
riconosciuto come più importante, San Gregorio spiega tutto questo dicendo che: “La sollecitudine
di Marta non è condannata, ma quella di Maria è lodata, perché se grandi sono i meriti della vita
attiva, maggiori sono quelli della vita contemplativa” 3. Il motivo è semplice: “non le sarà tolta”.
Nessuno può toglierci Cristo, tranne che noi non lo cacciamo via da noi col peccato. Maria quindi
ha scelto di contemplare Cristo, e questa è veramente la parte migliore, perché è nella
contemplazione di Dio che consiste il Paradiso, nello stare con Lui, perciò già in questa vita Maria
pregustava la vita eterna.
Chiediamo allora anche noi di seguire il suo esempio e di mettere al primo posto lo stare con
Cristo, per essere poi con Lui anche nel Paradiso. Sia lodato Gesù Cristo!

1
Esp. del Vangelo sec. Luca VII, 85; in OOSA12, CN ed., Roma 1978, pag. 153
2
Gc 2, 17
3
Commento morale a Giobbe VI, 61; in Opere CN ed. Roma 1992, pag. 537