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Cari fratelli e sorelle, oggi è la prima domenica di Quaresima, e le letture ci fanno riflettere sulla

realtà del peccato.


Che cos’è innanzitutto il peccato? Sant’Agostino dice che il peccato è una adversio a Deo e una
conversio ad creaturam, cioè un togliere il “mirino” della nostra anima da Dio per puntarlo verso
una creatura. In altre parole si tratta di mettere un’altra cosa nel posto che spetta per diritto a Dio,
come un idolo sull’altare della nostra anima.
Nella lettura della Genesi non vediamo solo quello che è stato il peccato originale, ma vediamo
anche come agisce con noi il diavolo quando ci tenta. Per prima cosa comincia insinuando
qualcosa che è esagerato, chiedendo se è vero che Dio ha detto di non mangiare da alcun albero.
Alla risposta della donna dice che non moriranno affatto, ma che acquisteranno sapienza. Eva
allora vedrà che “buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza”.
Non ci aveva mai pensato prima, ma dopo la tentazione, quel frutto, prima inosservato diventa
perfetto. Proprio da quest’episodio noi vediamo l’errore di Eva: si è messa a parlare col diavolo.
Per questo dobbiamo imparare anche noi come reagire: non dobbiamo mai metterci a parlare
con la tentazione, perché sappiamo già dove ci porterà, sappiamo già che il suo unico obiettivo è
il peccato e sappiamo già che se ci mettiamo a discutere ne usciremo sconfitti.
Le conseguenze ce le dice San Paolo nella lettera ai romani: il peccato e la morte, sia dell’anima
che del corpo. È chiaro san Paolo: “a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il
peccato, la morte”. In altre parole se l’uomo non avesse peccato, non sarebbe morto. Questo
perché Dio aveva donato all’uomo l’immortalità, ma l’uomo l’ha perso col peccato.
Il diavolo si maschera da angelo di luce anche quando tenta Cristo. Nel Vangelo infatti vediamo
come tutte le tentazioni del diavolo partono da un passo della Bibbia, che però viene distorto nel
suo senso per far cadere Cristo. Cristo, certo, risponde, ma sempre in modo secco, e sempre
citando anche lui la Sacra Scrittura, in modo giusto. Per noi è impossibile vincere il diavolo, l’unica
speranza che Abbiamo è di affidarci a Cristo, l’unico che l’ha sconfitto.
Ma Cristo ha fatto molto di più per noi. Cristo non ha solo messo in fuga il diavolo, ma ci ha donato
la grazia, infatti San Paolo afferma che “se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di
quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia
regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo”. Tutta la nostra salvezza quindi dipende
unicamente da Cristo, unico nostro Salvatore.
Chiediamo allora alla Vergine Maria la grazia di non cadere quando siamo tentati e di chiedere
sempre il suo materno aiuto. Sia lodato Gesù Cristo!

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