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San Tommaso d’Aquino nacque a Roccasecca nel 1225.

Da bambino fu inizialmente
mandato all’abbazia di Montecassino, dove i genitori, speravano di vederlo un giorno
abate. Per varie vicende dovette tornare a casa, e cresciuto, inizierà l’università a
Napoli. Qui deciderà di entrare nel nuovo ordine dei domenicani, ma la famiglia si
opporrà e giungeranno anche a rapirlo e tenerlo prigioniero in un castello.
Dopo varie prove, Tommaso riuscirà a fuggire e comincerà la sua vita religiosa.
Diventerà professore alla Sorbona di Parigi e sarà poi anche alla corte del Papa.
Morirà nel 1274, a 49 anni, mentre si stava recando in Francia al Concilio di Lione.
Nella sua vita possiamo sottolineare tre aspetti molto interessanti:
Desiderio di conoscere Dio – già da bambino si racconta che spesso facesse questa
domanda agli altri monaci di Montecassino: “Chi è Dio?” Questo suo desiderio di
conoscere in modo sempre più approfondito Dio, lo porterà a indagare nella teologia
sempre di più il mistero di Dio, giungendo a delle vette ineguagliate.
Lotta per la propria vocazione – Questo aspetto si vede in modo particolare durante
la sua prigionia. Non solo non accettò di andare in una famiglia religiosa che non
fosse quella che Dio aveva scelto per lui, ma dovette subire anche gli attacchi della
famiglia. Infatti una volta introdussero una prostituta nella sua stanza, per farlo
peccare e per farlo desistere dal suo santo proposito. San Tommaso, prese un tizzone
ardente e cacciò la donna, difendendo così la sua purezza e la sua vocazione.
Carità verso i fratelli – Infatti tutte le sue più importanti opere Tommaso le ha
scritte non per interesse suo personale, ma su richiesta dei suoi confratelli e superiori.
La Summa Theologica la scrisse, per esempio, per aiutare gli studenti, la Contra
gentiles, per preparare i missionari, la Catena Aurea su richiesta del Papa.
Chiediamo quindi alla Vergine Maria, di farci seguire l’esempio luminoso di san
Tommaso, non solo nella sapienza, ma soprattutto nella santità.