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孔子

Kongzi

La dottrina di Confucio esposta nel Lunyu mira a rendere gli uomini degni di essere come tali.
L’insegnamento di Confucio seguiva questo fine attraverso due vie parallele che s'intrecciano tra di loro.

Da un lato vi era una formazione umanistica che mirava a fornire ai discepoli una conoscenza di tipo
umanistica/letteraria attraverso la conoscenza dei sei classici. Primi 4 classici
riservati a tutti,
Quattro materie fondamentali: poesia, studio della storia che avveniva attraverso la
documentazione relativa al periodo più antico dai sovrani predinastici ai Zhou
Occidentali, la musica. Di questo classico della musica rimangono solamente
qualche vestigia nel libro 20 dell’opera di Shunzi che rappresenta la terza
generazione della scuola confuciana e vi è anche un trattato della musica inserito da
Sima Qian.
Quarta materia era il rito li.

Poesia, documentazione storica antica, riti e musica: erano le 4 materie di studio aperti a tutti.
Per la cerchia dei 70 il maestro impartiva un insegnamento riservato che riguardava la storia attraverso lo studio degli
annali dello ducato di Lu, 春秋 chunqiu, primavere e autunni: erano una ricompilazione basata sugli antichi archivi di
Lu scritti in un linguaggio cifrato e solo chi riceveva l’insegnamento del maestro era in grado di comprendere.

Ultima materia era lo studio del libro dei mutamenti (più antico testo divinatorio). Parallelamente a questa
formazione umanistica anche basata su testi scritti, Confucio portava a migliorare i suoi studenti a migliorarsi
moralmente attraverso la pratica quotidiana attraverso le virtù (sincerità, affidabilità, lealtà, l’ampiezza di vedute,
reciprocità, altruismo). Attraverso la pratica costante di queste virtù e lo studio della tradizione storica, musicale,
letteraria, rituale della dinastia arcaica Confucio cercava i suoi discepoli ad uno sviluppo armonico non troppo
moralistico con l’obiettivo di creare un uomo nuovo.

L’individuo che usciva dalla scuola di Confucio vivendo la sua vita era un esempio, Confucio voleva riformare la
società rendendo esemplare la vita di ciascuno. Quindi era un seme di riforma che attraverso la sua stessa vita e
comportamento era un esempio: uomo esemplare.

Quattro caratteri scritti all’inizio sono un’introduzione al tipo di insegnamento impartito da Confucio e sono anche la
parte rivoluzionaria del suo insegnamento. Fanno riferimento all’apertura delle porte della scuola.
Questi 4 caratteri significano
‘nell’insegnamento non ci dovrebbe essere distinzione di classi (sociali)’
o anche dato da un missionario del 1100
‘l’istruzione non riconosce caste’
e potrebbe essere tradotto anche come
‘l’insegnamento non prevede categorie prefissate/ preconcette’
significa che se si vuole insegnare, non bisogna basarsi su ricchezza, stato della famiglia, origine, grado di nobiltà o
appartenenza ad una determinata classe sociale.
Confucio per la prima volta apre il sapere a tutti, prima il sapere era riservato ai figli dei nobili mentre il resto della
popolazione poteva rimaneva ignorante.

Nel VII.7 (il primo indica il capitolo mentre il secondo indica il paragrafo) Confucio afferma che per essere ammessi
alla sua scuola bisognava dimostrare di essere volenterosi, altruisti, decisi anche rinunciare quel poco che si aveva
per entrare. Anche un uomo povero che aveva camminato molto e gli era rimasta solo l’ultima razione di cibo e la
offriva al maestro per essere ammesso, non capitava mai che il maestro lo rifiutasse. Il primo requisito per essere
ammessi era che non serviva essere ricchi ma bisognava essere approvati quindi aver voglia di apprendere, e voler
condividere ciò che si aveva. Il secondo requisito che Confucio richiedeva era una certa intelligenza, vivacità mentale
oltre all’ansia di apprendere e la voglia di impegnarsi.

‘non insegno a chi non è ansioso di apprendere e chi non si impegna.’


non basta ripetere quanto viene detto ma saper anche dedurre, trarre delle conclusioni, saper ragionare.
‘gli antichi studiavano per conoscere sé stessi, quelli di oggi studiano per farsi conoscere dagli altri.’
non bisogna apprendere per diventare famosi e non bisogna preoccuparsi di studiare gli altri. La prima cosa che bisogna
fare è studiare sé stessi che permette di evitare giudizi affrettati sugli altri.
Confucio ebbe un figlio maschio, morto prematuramente. Confucio si comportava con lui in maniera più imparziale e
inflessibile rispetto agli altri.

VIII.17: riguarda il modo di atteggiarsi verso l’apprendimento. Bisogna essere modesti, umili quando ci si accosta al
sapere, non presumere di sapere tutto e ripassare.

XIX.5: brano citato non da Confucio ma da Zixia ovvero uno dei suoi migliori discepoli. ‘giorno dopo giorno conoscere
i propri difetti ma mese dopo mese non dimenticare le proprie capacità’ -> ogni giorno bisogna fare un esame di
coscienza e rendersi conto su cosa si è sbagliato e su cosa si è carenti senza perdere la fiducia in se stessi e le capacità.
Amore per lo studio hao xue.

Confucio nonostante la sua apertura allo studio, era un gerarchico. Prima linea di demarcazione riguarda una media
generale.

VI.19 -> ‘con chi è sopra la media si può discutere delle cose superiori, con chi è al di sotto non si può discorrere delle
cose superiori’. [schema sul foglio] *5

Gerarchia più delineata divisa in 4 gradi: grado più alto: coloro che nascono già sapendo ciò secondo grado: chi si
applica nello studio nello studio e arriva così alla conoscenza anche di tipo superiore ma faticando attraverso un studio
assiduo (Confucio si riconosce in questa categoria). Le ultime due categorie riguardano il carattere kun [disegno su
foglio] *6

Di fronte alla difficoltà di studio si aprono due strade: 3a categoria: chi si dedica all’apprendimento benché costi fatica e
arriva fin dove può. 4a categoria: coloro che trovando faticoso, smettono di studiare. -> coloro che si sono arresi,
hanno rinunciato alla speranza. Categoria di persone destinate a non cambiare mai nella vita.

XVII.3 -> ‘solo i più sapienti e i più stupidi non cambiano mai’.

Nel cinese antico vi è tutta una serie di termini per dire ‘io’ riferendo a sé stessi in maniera dispregiativa, modo più
raffinato di superbia. xiaoren -> uomini da poco, umanamente miseri e asciutti.

Gerarchia più sottile è designata in VI.18 -> ‘chi conosce ciò è inferiore a chi ama ciò (ciò inteso come dao retta via,
giusto principio da seguire)’. ‘chi è arrivato a conoscere le cose è leggermente inferiore a chi ama il conoscere, non
serve accumulare nozioni ma amare, e chi ama lo studio è superiore a chi si limita a studiare. Colui che ama studiare è
inferiore a chi gioisce nello studio.

II.11 -> sono necessarie per due cose: wengu -> tenere ‘al caldo’ gli antichi. zhixin -> conoscere il nuovo. Mantenere la
tradizione degli antichi non deve essere un modo per estraniarsi dal presente. Serbare l’antichità e conoscere il nuovo
(aggiornarsi).

Il sapere ha due aspetti: il primo è l’apprendimento, il secondo è l’insegnamento. -> Non si può dire di sapere qualcosa
finché non si prova a insegnarlo agli altri.

VII.21 -> Non si sa tutto, ogni giorno si può apprendere qualcosa stando con altre persone e si possono ricevere delle
lezioni inaspettate (emulando e selezionando quanto nella persona c’è di buono e correggendo ed evitando ciò che in lui
non è buono) Non bisogna giudicare senza conoscenza la persona.

IV.17 -> ispezionarsi internamente.

V.28 -> dichiarazione di modestia di Confucio. ‘prendiamo un villaggio di 10 case, ci sarà sicuramente qualcuno che è
leale e sincero quanto lo sono io, ma non ci sarà nessuno che ami il sapere quanto lo ami Confucio’. [carattere sul
foglio] *7
Confucio è anche capace di frasi ‘toccanti’, tenerezza. Termine chiave del confucianesimo [carattere sul foglio] *8
Pietà filiale -> corretto atteggiamento che un figlio deve avere verso i propri genitori.

xiaojing -> classico della pietà filiale. Primo comandamento: non danneggiare il corpo ricevuto dai nostri genitori.

IV.21 -> Non si può non sapere l’età dei propri genitori. Poiché da un lato per gioire perché sono vivi, dall’altro per
preoccuparsi, chiedendosi per quanto tempo si avrà ancora la gioia di averli.

IV.19 -> finché i genitori sono in vita non si dovrebbe viaggiare troppo lontano ma dovendo proprio farlo bisogna avere
una meta decisa (bisogna far sapere dove si è).

Brano più lungo - mini-dialogo tra Yanyuan (miglior discepolo di Confucio) e Jilu pronti al cospetto del maestro.
Confucio dice agli anziani assicurate tranquillità, con gli amici siate sinceri, con i bambini usate la tenerezza.

Programmi di studio della scuola -> 4 argomenti [carattere sul foglio] *9

Confucio è un uomo che si occupa di della vita sulla Terra, ma non ciò non significa che non credesse nel mondo degli
spiriti e al sovrannaturale e che non fosse un tipo religioso. Confucio era molto devoto ai riti ma il suo obiettivo era
migliorare la condizione dell’uomo modificando i comportamenti e le interazioni nella società senza intrecciare il
mondo divino.

III.13 -> ‘sacrificate agli spiriti come se gli spiriti fossero davanti a voi’.

VII.34 -> ‘il mio pregare è già andato avanti da molto tempo’. In queste ultime due si capisce come Confucio non era
ateo ma devoto ai riti.

VII.24 -> si parla di 4 cose che costituivano l’insegnamento di Confucio, ciò che lui amava insegnare. [carattere su
foglio] *10

IX.4 -> 4 cose che Confucio proibiva ai suoi studenti: - non avere pregiudizi, preconcetti; - non considerare niente come
indispensabile e dovuto; - non essere ostinati; - non essere egocentrici.

Lezione 4 01/03/19 [carattere foglio] *1


IV.15 -> in cui la lealtà Zhong è associata ad un’altra virtù cardinale. Mini dialogo dove il maestro disse al suo
discepolo Shen: ‘la mia via è univoca per penetrare ogni cosa’.

er yi yi -> basta

[carattere sul foglio] *2 Termine reciprocità riassume un detto che si ritrova in XV.23 -> ‘ciò che non vuoi sia fatto a te,
non farlo agli altri’, ‘ciò che non desideri per te stesso, non esibirlo davanti agli altri’. -> dottrina dell’armonica
interazione degli esseri umani, se tutti si comportano in maniera giusta nasce un’armonia

Termine chiave shu II.17 -> definizione di sapere. Parlando con il suo discepolo più irrequieto Zilu che gli chiede cos’è
il sapere, Confucio gli dice: ‘quando si sa qualcosa, riconoscere di saperla. Quando non si sa qualcosa riconoscere di
non saperla, questo è il sapere’. -> essere coscienti di ciò che si sa e ciò che non si sa.

Dao, cosa più importante da sapere IV.8 -> ‘Chi all’alba ha inteso il Dao, la sera può anche morire’.

Un argomento fondante e centrale è il concetto di Junzi ovvero di uomo esemplare. Su 500 brani circa del Lunyu il
termine compare in 105 paragrafi. Termine contrapposto xiaoren 小人

IV.11 -> ‘l’uomo esemplare pensa alla virtù, l’uomo da poco pensa al suo appezzamento di terra. L’uomo esemplare
pensa alle punizioni in cui può incorrere, l’uomo da poco pensa a impossibili favori’.

XV.20 -> ‘l’uomo esemplare è esigente con se stesso, l’uomo da poco è esigente con gli altri. L’uomo esemplare è
nobile e fiero ma non è rissoso, l’uomo da poco si mescola alla messa senza essere fazioso.
XV.22 -> ‘l’uomo esemplare non valuta le persone in base ai loro discorsi, ma non rifiuta un discorso in base alla
persona che lo fa. -> non bisogna rifiutare un discorso perché la persona che lo fa è ritenuta negativa, da qualunque
fonte si può trarre insegnamento, bisogna essere ricettivi e senza preconcetti.

Altro aspetto importante del Junzi di ritrova nell’ultima frase del Lunyu I.1. {si ritrova dopo carattere su foglio**}

IV.14 -> ‘non mi preoccupa di non avere una posizione importante, ma mi preoccupa di rinsaldare me stesso’. -> si
preoccupa di essere stabile in se stesso. Quando si agisce per apprendere non bisogna farlo in vista di un riconoscimento
ufficiale per gloria e fama ma bisogna farlo per migliorare se stessi accettando anche questa mancanza di
riconoscimento.

XIV. 24 -> ‘l’uomo esemplare penetra verso l’alto, l’uomo da poco sprofonda verso il basso’.

II.13 -> espressione confuciana del “predicare bene, razzolare male” ‘l’uomo esemplare si comporta in modo conforme
e alle parole fa seguire i fatti’. ‘l’uomo esemplare comprende tutto (ha una conoscenza globale) e non si perde in
distinguo, mentre l’uomo da poco disquisisce sui dettagli perdendo di vita tutto. Termine Zhou nell’antichità -> intero,
rotondo, completo. bu zhou -> incompleto

XII.16 -> ‘l’uomo esemplare porta a compimento quanto di buono c’è negli altri, l’uomo da poco cerca di stimolare gli
istinti più bassi’. -> l’uomo esemplare rispetto al suo prossimo/compagni cerca di sviluppare ciò che c’è di buono e non
favorisce lo sviluppo di ciò che è non corretto.

Due brani elaborati: XIV.9 -> parla delle 3 mutazioni a cui è soggetta l’immagine del Junzi. ‘Vista da lontano ispira
un’idea di austera dignità, avvicinalo e troverai affabile cordialità, ascoltalo parlare com’è preciso il suo linguaggio’.
Ineffabile -> impossibilità di parlare con parole umane, al di là del livello umano.

XVI.10 -> brano che parla dei jiu si. [carattere foglio] *3 -> i nove pensieri dell’uomo esemplare, le nove cose a cui in
diverse situazioni distinguono l’uomo esemplare da tutti gli altri. ‘l’uomo esemplare ha 9 cose a cui pensare con cura,
nel guardare qualcosa pensa alla chiarezza, nell’udire pensa all’acutezza, nel come si mostra agli altri pensa al calore
umano (cordialità), nel rapportarsi con gli altri pensa alla cordialità e nel modo in cui si presenta esteriormente pensa al
rispetto. Sul parlare pensa alla lealtà, nell’agire pensa alla deferenza, nel dubbio pensa alle domande da fare (a cosa
chiedere), nell’ira pensa ai problemi che ne possono nascere. Scorgendo un’occasione di profitto pensa alla giustizia’.

Finora i brani trattati parlano dell’uomo esemplare come individuo di per sé, però quando un uomo è un Juzi dotato di
carisma e virtù non resta mai solo. IV.25 -> ‘la virtù non resta mai sola (orfana), dovrà avere per forza di cosa dei
vicini’. Quando uno è nel giusto (ha acquisito carisma e virtù morale interiore) non sarà mai solo, attirerà qualcuno.

Brano uno dei più controversi XII.12 -> ‘l’uomo esemplare raccoglie attorno a sé amici grazie alla cultura e grazie
all’amicizia promuove l’umanità.

Il concetto di uomo esemplare è fondamentale anche quando si parla di governo. Lo scopo di Confucio non è creare
uomini esemplari in sé che pensano per i loro interessi. Utopia didattica di Confucio -> società composto da uomini di
livello medio molto alto in cui politica e vita sono la stessa cosa.

XIII.23 -> ‘Se si è personalmente corretti tutto andrà avanti senza dare ordini, se si è personalmente scorretti anche
impartendo ordini non si avrà seguito’.

Libro 2 II.1 -> Confucio dice ‘governare grazie alla virtù è paragonabile a ciò che fa la stella polare, sta nella sua
posizione e le altre stelle fanno da corteo’. -> quando il capo si comporta in maniera giusta, tutta la società si muove
attorno a lui in maniera armonica.

De -> virtù è qualcosa che si accumula percorrendo la via dao [carattere foglio] *4

XII.1 -> per dimostrarsi veramente umani la cosa più importante è vincere il proprio io in quanto forza dominante. Se tu
riesci per un giorno solo a dare l’esempio, a dimostrarti umano il mondo che hai attorno anch’esso tornerebbe
all’umanità. Vista, udito, parola e azione. Non guardare cose che ti allontanano dalla correttezza rituale, non ascoltare
consigli che fuorviano dalla retta via, non dire parole esprimendoti in maniera contrario ai canoni rituali, non fare azioni
disdicevoli.
Rito li -> ha una serie di significati dal più usato al meno: quando indica il rito indica una serie di azioni appartenenti
alla sfera religiosa che collegano l’uomo con la divinità, col sovrannaturale. Altro significato di ritualità nel senso di
adesione a dei codici comportamentali tramandati dagli antichi sovrani e saggi ed è un codice comportamentale che una
volta reso parte di sé stesso garantisce di agire in modo corretto in ogni campo. Significato di cerimoniale è una serie di
regole che quando si va a corte o si tratta con qualcuno di rango elevato bisogna osservare. Sinonimo di convenzione,
abitudine (nelle scuole filosofiche anti-confuciane) -> serie di azioni che tutti fanno.

Morale -> è l’etica, è un qualcosa di superiore come valore. Moralismo -> applicazione ceca di queste regole morali,
che spinge gli altri a condannare senza guardare sé stessi.

[carattere sul foglio] *5 -> 12 caratteri che riassumono la dottrina di Confucio. ‘’Fissate la volontà sulla via,
aggrappatevi saldamente alla virtù, restate saldi nell’umanità, traete diletto dalle arti’’. Lunyu II.4 -> autobiografia di
Confucio in 38 caratteri ma tolte le formule numeriche rimangono 17 caratteri.

司馬談
Sima Tan
Le sei scuole di Sima Tan, padre di Sima Qian.

Non sono state cento le scuole di pensiero. La suddivisione dei pensatori in scuole è una creazione posteriore elaborata
nel primo periodo imperiale. Prima suddivisione nell’ultimo capitolo dell’opera taoista di ZhuangZi - chiamato
‘Tianxia’ - ciò che sta sotto il mondo. Tuttavia, la prima suddivisione chiara in 6 scuole fu fatta da Sima Tan.

1. Yin Yang jia, scuola Yin-Yang o dei cosmologi, scuola legata a quella taoista.

2. Rujia, scuola confuciana, dei letterati, dei classicisti, Ru: letterati aderenti che si rifacevano al pensiero di
Confucio.

3. Mojia, scuola moista, di Mozi. Scuola che entrò in conflitto con la Rujia, i quali severi custodi dell’antica
tradizione Zhou, considerano come punto di riferimento i classici. I moisti erano una scuola guerriera,
criticavano i confuciani per le opere del mantenimento dei sistemi rituali proponendo un modello di vita più
‘spartano’.

4. Mingjia, scuola dei nomi, dei Sofisti, dei logici. Erano dei personaggi che erano funamboli della parola simili
ai Sofisti greci. Gente che andava nelle corti a stupire con paradossi (usando le parole).

5. Fajia, scuola della legge, legista, legalista. Fa: legge, scuola più pragmatica che s’impone con i Qin, non è una
vera e propria scuola

6. Dao de jia, scuola del Dao, taoismo filosofico, dao: via, de: virtù o potere. Elementi fondamentali del taoismo.
Taoismo filosofico incarnato da due filosofi, Laozi e Zhuangzi, il resto che viene è chiamato taoismo religioso
perché da dottrina metafisica diventa religione popolare.

Tra queste 6 scuole, solo due possono essere considerate delle vere e proprie scuole con un maestro riconosciuto
seguito da dei discepoli che impartiva degli insegnamenti: Rujia, con maestro Confucio che ebbe in tutto 3000
discepoli;
Mojia, di maestro Mo. Le altre quattro sono aree di pensiero in cui sono stato raggruppati personaggi accumunati da
pensieri affini.

5 di queste 6 scuole perseguivano un loro dao: via. Ciascuna di queste scuole avevano un loro programma che se
applicato avrebbe permessi di unificare la diaspora del pensiero che andava a disgregare l’antico potere Zhou.
Non si può dire la stessa cosa della Mingjia poiché erano dei funamboli della parola che si preoccupavano di stupire
con giochi di parole ma non avevano alcuna ricetta per la soluzione dei conflitti.
Enumerazione più ampia è stata proposta Liu Xin (46 a.C. - 23 d.C.) braccio destro di Wang Mang; e Ban Gu (32 d.C. -
92 d.C.) grande storico autore degli annali della dinastia Han Occidentale che riprese il lavoro di Liu Xin.

Aggiungono quattro scuole minori:


Nongjia: scuola degli agricoltori, frangia estrema di ‘proto-naturalisti’ che rifiutavano la vita in città e vivevano in
piccole comunità isolate nella natura, fuori da ogni tessuto urbano. Comunità autosufficienti che coltivavano, tessevano.
Si rifacevano a Shennong il divino agricoltore.

Zonghengjia: scuola dei verticalisti e dei orizzontalisti. I primi consigliavano un’alleanza direzione nord - sud mentre
i secondi proponevano un’alleanza est - ovest. Scuola di impostazione strategico - militare, scuola degli strateghi, cioè
esperti della guerra e della strategia militare.

Zajia: scuola miscellanea, categoria creata da Lu Xin per far confluire due opere (opere miscellanee) 杂 za, 杂 志
zazhi: raccolta di argomenti vari.

Xiaoshoujia: scuola delle ‘piccole chiacchiere’, prime forme di racconto nel Medioevo dove poi si sviluppa la
narrativa vera e propria durante il periodo fine Tang, Song e Ming. In epoca Han vi era un ufficio col compito di spedire
emissari ad ascoltare i discorsi della gente in tutto il regno.

孔子, 孔夫子
Kongzi, Kong Fuzi
Confucio

Nato nel ducato di Lu nel 551 a.C. da una famiglia originaria dello stato di Song. Confucio muore a Lu nel 479 a.c

Primo nome dato alla nascita: Kong Qiu 孔丘;


Nome da adulto dato tra i 18 e 20 anni: Zhongni 仲尼.
Confucio visse durante un periodo nel quale il potere centrale era solo nominale, fu un periodo di conflitti, di confini
incerti, alleanze aleatorie, tradimenti e congiure.

Confucio predica al ritorno dell’antica conduzione illuminata tradizionale dei primi sovrani Zhou (modello di
governo corretto è più attento ai bisogni del popolo). Lu fu uno degli ultimi a cadere perché detentore dell’antica
tradizione Zhou (fondata dal duca di Zhou).
Tutta la vita di Confucio all’interno dello stato è segnata dal fatto che anche il potere centrale di Lu si era andato
dissolvendo. Gli annali di Lu cominciano nel 722 a.C. col duca Huan il quale ebbe 3 figli che combatterono per la
successione e si venne creano 3 fazioni opposte.

Vive a Lu con occasionali viaggi a Qi, fino a 52 anni. Dal 498 al 484 peregrina per gli stati centrali (Wei, Song, Cai,
Chen). Nel 484 rientra a Lu e lavora sui classici fino alla morte (479, età 72/73).

士 shi: in epoca Han significava letterato, ma al tempo di Confucio al tempo pre-imperiale indicava il grado
più basso tra i ranghi nobiliari. Si erano riciclati come consiglieri e viaggiavano per le varie corti. In epoca di
Confucio erano stati espropriati delle loro terre.

Confucio era di origine nobile, discendeva da un ramo Shang. I suoi antenati vissero nello stato di Song (Cina Centrale),
intorno al VIII sec a.C. (910 a.C.).
Furono costretti a scappare da Song a causa delle persecuzioni politiche e si trasferirono nel vicinato del duca di Lu. Il
padre di Confucio era un guerriero che si era distinto per atti di eroismo. Il padre si sposa con un’adolescente, chiamato
Qiu per via della conformazione della testa che assomigliava ad una collinetta (protuberanza cranica). Confucio rimane
orfano di padre molto presto.
517 a.c - 510 a.C.: soggiornò nello stato di Qi, detentore delle tradizioni musicali e mediche. Rinomato per i maestri di
musica e li Confucio ebbe modo di studiare musica (suonava la cetra).

Secondo alcune fonti: verso i 50 anni ebbe un certo ascolto presso la corte di Lu e sarebbe stato nominato intendente di
giustizia e ministro dei lavori pubblici e addirittura primo ministro (poco probabile).

Pellegrinaggio > 14 anni (498 a.C. - 484 a.C.) in cui vaga per gli stati centrali. Qualche signore lo accetta a corte
dandogli degli incarichi. Nel 484 a.c rientra a Lu. Per questo suo non successo è chiamato anche ‘re senza corona’. Gli
ultimi anni fu circondato da numerosi studenti in particolare da 70 discepoli che erano i più abili, motivati, e intelligenti.

Si dedicò a creare una versione definitiva di quei testi che lui utilizzava per istruire i suoi discepoli -> si occupavano di
storia, musica, rituale, poesia e divinazione.

Classico della poesia, dei documenti, della musica, dei riti -> aperti a tutti Classico dei mutamenti (più antico manuale
divinatorio), annali primavere e autunni -> per i 70

Fonte primaria sulla dottrina del Maestro: Lunyu (dialoghi) Testo in 20 capitoli divisi in 500 paragrafi, per un totale di
15963 caratteri. Ciascun capitolo trae nome dai caratteri iniziali. Lunyu: sono riportati anche dei ‘detti’ dei discepoli
citati con il loro nome.

墨子
Mozi
Il carattere 边 bian ha due elementi simmetrici con la parola nel mezzo, indica il confronto dialettico fra scuole diverse e
opposizioni diverse, che con i Moisti comincia a diventare il tratto distintivo.  Con i Moisti comincia il periodo
delle dispute filosofiche.
Confucio invece aveva proposto per la disgregazione dei Zhou un semplice ritorno alla tradizione.
Con i moisti i bianzhe sono i disputatori, degli argomentatori professionisti. I Moisti cercano anche di elaborare dei
principi finalizzati a trovare la correttezza della disputa. Le due posizioni in una disputa sono indicate dai caratteri shi
是 e fei 非 (particella di negazione), quindi una posizione sosteneva il shi, "questo è così" e l'avversario negava la tesi
sostenuta dall'altro, shi e fei indicano quindi tesi e antitesi. Gli strumenti di attendibilità di una tesi sono piuttosto rozzi e
rudimentali, sono indicati dal termine sanbiao 三表, biao indica lo gnomone.

I tre gnomoni erano i criteri di verifica che avevano l'attendibilità di un'asta che
indicava l'ora del giorno se piazzata correttamente = lo gnomone.
I tre gnomoni sono:
1. Trovare le radici dell'asserzione
2. le prove a sostegno
3. individuare il suo utilizzo.

In altre parole, ogni argomento deve avere un fondamento, un’origine e un'utilità.


Per affermare che una cosa sia attendibile si guarda che la sua radice sia molto
lontana fin quindi ai saggi re, le prove a sostegno di una tesi le orecchie e gli occhi del popolo, se il popolo dice di aver
visto o sentito una cosa allora è vera, l'utilità di una cosa è la sua applicazione al dominio della giustizia e
dell'amministrazione dello Stato, se reca beneficio allora è utile.
Sono criteri piuttosto labili e soggettivi. Si trovano per lo più applicati sempre il primo e il terzo, il secondo solo in
relazione agli spiriti e al rifiuto del destino (capitolo che è l'ultimo delle dieci dottrine dei capitoli centrali e nei quali si
parla degli gnomoni), il destino viene negato perché nessuno l'ha mai visto o sentito.

I moisti hanno un concetto dell'antichità diametralmente opposto a quello confuciano perché secondo loro
nell'antichità la gente era selvaggia; per i Confuciani invece la gente del passato si sceglieva i capi in base al valore
morale. Il lato più positivo e rivoluzionario della scuola Moista è l'importanza del merito, essi non tollerano i privilegi
dei figli dei nobili, vogliono che la selezione avvenga in base al valore, ma chi valuta il merito dell'altro?

La dottrina "conformarsi al superiore" ha il problema di essere troppo vorticosa perché alla punta della piramide c'è il
sovrano che si sceglie i suoi collaboratori ed essi i propri e così via fino alla base e tutti questi strati prendono a modello
colui che sta sopra, il sovrano che deve a sua volta conformarsi al cielo.
Per i moisti il Cielo dovrebbe essere il modello, è un'entità superiore a tutto e ha come fine principale quello di
assicurare al mondo uno strato di giustizia ma qual è il senso del giusto? Il cielo è strettamente legato agli spiriti perché
gli spiriti sono le orecchie e gli occhi del Cielo, qualunque cosa facciamo ci guardano e riferiscono al Cielo.

Dottrine come "il rifiuto della guerra" o "il rifiuto della musica" sono basate sul concetto di utilità intesa come il
raggiungimento del benessere dell'uomo. Per esempio, andare in guerra è uno spreco di energie e denaro. I moisti erano
dei fanatici della valutazione costo e benefici.

La dottrina "sollecitudine per ognuno" è un qualcosa che ricorda la reciprocità confuciana ma mentre Confucio
suggerisce la reciprocità come soluzione ai problemi e il metterla in pratica come il risultato di un percorso di
perfezione individuale e non pretende che sia così indistintamente verso tutti ma magari verso chi è più vicino, per es. la
famiglia, per i moisti la sollecitudine va applicata indistintamente perché siamo tutti uguali ed è qualcosa di imposto
dall'alto. Il fatto che sia imposta dall'alto è legato alla scuola militarizzata che caratterizza il Moismo.
Ma se uno non ha seguito un percorso di miglioramento, non ha una presa di coscienza è difficile applicare un concetto
solo perché imposto. La "sollecitudine" significa in sostanza preoccuparsi degli altri.

Dottrina "rifiuto dell'aggressione" il reciproco attaccarsi fra gli Stati è il primo dei 6 mali che affliggono lo Stato.
L'argomentazione relativa alla possibilità di intraprenderla o meno è costruita sulla valutazione dei danni o benefici,
(danni=la guerra interferisce con l'economia, crea vittime, carestie, epidemie, perché andare in guerra?) (Benefici=la
gloria, ma non ha un valore pratico, quindi non serve a nulla e i guadagni sono inferiori alle perdite).
Ricapitolando la struttura dell'opera di Mozi:

Sezione 1: 7 CAPITOLI MISCELLANEI


Sezione 2: CORE CHAPTHERS (capitoli centrali)
Sezione 3: Piccola sezione costituita dai capitoli 38 39. La sezione è intitolata Feiru: confutazione dei Ru (la
scuola confuciana, dei letterati o meglio Classicisti)
Sezione 4: CAPITOLI DIALETTICI O LOGICI (definiti da Anne Cheng CANONE MOISTA), capitoli 40-
45 (325-250 a.C). Si tratta di testi criptici e danneggiati decifrati a partire dagli anni 60 grazie a Graham che ha
scritto un trattato di 600 pagine. Si tratta di capitoletti in linguaggio super sintetico & misterioso che erano una
sorta di beniamino ristretto che i Moisti portavano per lanciare una confutazione, in altre parole una raccolta di
spunti di discussione che hanno a che fare con dialettica, logica e varie scienze. Questi capitoli documentano
l'evoluzione della scuola moista da scuola che proponeva una riorganizzazione basata sul merito con la paura
degli spiriti, si evolve in una scuola di argomentatori professionisti, esperti di confronti dialettici di varie
professioni.
Sezione 5: sezione DIALOGICA (libri 46-51, IV sec a.C.), si riprendono le dottrine dei "Core chapters". Il
nome deriva dal contenuto, dei dialoghi sulla dottrina moista, il libro 51 è andato perduto.
Sezione 6: capitoli militari danneggiati (CAPITOLI 52-71). Trattano della guerra difensiva, fortificazione
delle città, tecniche anti-assedio. L'intera opera è stata tradotta nel 1925 per la prima volta e l'unica traduzione
completa è quella successiva di Ian Johnston.

Gli Spiriti
Se ne tratta nel capitolo 31 di cui rimane solo una versione ed ha il titolo " chiarimenti sugli spiriti = minggui". Ci
sono due termini che indicano le entità non corporee materialmente: shen 神 e gui 鬼.

Nel periodo degli Stati combattenti, (4 secolo), il termine shen comincia ad essere utilizzato per indicare gli spiriti in
quanto potenze naturali, genius loci, associati alle ninfe, ai boschi, alle divinità che sorvegliano un particolare luogo.
Shen indica anche gli spiriti celesti legati alla luna, stelle, sole. Gui tende ad indicare gli spiriti nel senso di spettri,
morti che tornano e viene associato al carattere gui che significa tornare. Mozi usa il termine Gui per entrambi i tipi di
spiriti e distingue gli spiriti terresti, celesti e quelli umani che tornano.

Gli spiriti sono una delle prove più visibili e tangibili della provenienza dei Moisti da uno strato sociale basso. Gli spiriti
sono delle entità che osservano tutto, anche se fossimo nella valle più oscura e riferiscono al Cielo. Gli spiriti hanno
questa funzione di spie così che il Cielo agisca di conseguenza = chi fa bene riceve un premio e viceversa, sono entità
che spiano, premiano o puniscono. I Moisti credono che chi è morto possa ricevere una certa compensazione ma
possano ricevere premi anche in vita. Il disordine del mondo è attribuito al fatto che i sovrani e la gente abbiano smesso
di credere all'esistenza degli spiriti e per riportare la società in un buono stato bisogna diffondere il terrore di essere
puniti.

Confucio non parla mai di spiriti, crede che basti migliorarsi interiormente per rendere il mondo una realtà piu vivibile
per tutti. Sappiamo che Confucio fa i sacrifici, eleva le sue preghiere ed è umile nel suo senso del sacro, viceversa le
superstizioni popolari dei Moisti servono solo a spaventare la popolazione. Gli spiriti si presentano in modo bizzarro per
differenziarsi dagli umani, ad esempio sono un po' uccelli e umani.

孟子
Mengzi
Nome di nascita 姓孟軻 Xing Mengke.
Le fonti biografiche attendibili sono molto scarse. Originario di Zou, antico feudo Zhou inglobato da Lu.
Date tradizionali: 372-289 a.C.
Secondo alcune fonti pare che studiò con Zi Si, nipote di Confucio, e si distinse dai
contemporanei come esperto di odi e documenti. Attivo soprattutto nello stato di Qi (accademia
Jixia).
L’opera omonima è il “Mengzi” dei 13 classici, una delle opere meglio conservate, scritto da
suoi discepoli diretti e forse ebbe il modo di correggerne delle parti, forse. Secondo antiche
fonti, contava 11 capitoli: 7 libri bipartiti più 4 libri sono stati scartati, prendono i nomi di 6
personaggi dell’epoca.
[Testo fissato e commentato da Zhao qi (c. 108-201)]

La madre di Mencio: signora Zhang, grazie alla fama del figlio, fu una delle protagoniste di una raccolta biografica
donne che si distinsero.
Mencio introduce la figura del grand’uomo, da zhangfu, che viene descritto nella seconda parte del libro 3.
La natura umana (xing) è innatamente buona (liang) e tende verso il ‘bene’ (shan).
Il cuore – mente originario (benxi) contiene i ‘quattro germogli’ (si duan):
- Umanità/ren;
- Giustizia/yi;
- Ritualità/li;
- Conoscenza o discernimento/zhi.
I ‘siduan’ vanno coltivati e ‘irrigati’ col ‘soffio traboccante/vitale’ (haoran zhi Qi).
‘la natura ci avvicina l’uno all’altro e la vita ci allontana.’
Alcuni sostenevano che la natura umana fosse innatamente buona (Mencio), altri che la natura umana fosse sia buona
che cattiva. (gaozi, natura umana è come un salice, neutra)

In ognuno di noi si trovano questi ‘quattro germogli’.


A proposito dei pensieri simil - politici di Mencio: Mencio propone ai suoi interlocutori una valenza al principio
dell’umanità, una benevolenza verso il popolo garantendoli condizioni di vita ottimali (soprattutto verso gli anziani), e
la riflessione sul mandato del cielo, che va mantenuto e confermato con il proprio agire quotidiano, giustificato con una
condotta di governo per farsi riconoscere la fiducia del popolo.
A pagina 159, si parla del sistema ‘ jing tian ‘ cioè ‘ campi e pozzo ‘, se tutto lo stato fosse diviso in 8 famiglie e fa
confluire i contributi allo stato: godrebbe di una condizione pacifica.

TAOISMO
La dottrina del Tao

LAOZI 老子 (punto di riferimento dei taoisti, di lui non si sa quasi nulla) & ZHUANZI 庄子

Finalità del taoismo: andare oltre la materialità, avendo come scopo annientare l’io per ricongiungersi al principio.

道德經
Daodejing
“libro della via/principio e della sua potenza”, 81 capitoletti, è il titolo standard dell’opera di Laozi nel periodo Han, poi
chiamata “wu qian wen” “il testo dei 5 mila caratteri”.

In alcuni casi si hanno degli aforismi, privo di agganci cronologici, parlarne è complicato: per esporlo ognuno può
farlo diversamente, ma è il più tradotto (pagina 184, nota 9).
Ying e yang indicano la prima dualità. Il simbolo dipartito si chiama
太極 ‘Taiji’.
‘wangwu’ ‘dieci mila esseri’, ‘la miriade delle cose’, ‘10 mila entità’,
rappresenta tutto ciò che ci circonda.
Si tratta di una dottrina piena di contenuti metafisici ed esoterici,
qualcosa di cui non si riesce a parlare. Per poterne parlare, si può solo
intuire, se se ne parla lo si sminuisce.

Daojia: opere di Laozi e Zhuangzi ‘taoismo filosofico’;


Daojiao: opere successive ‘taoismo religioso’;

‘wuwei’ “chi ha più per gli altri più ha per sé”


Molti capitoli dei ‘taodejin’ sono di natura paradossalmente politica. La descrizione di una società dove il popolo si
dimentichi dei ‘governanti’. Società ideale descritta nel cap. 80.
Wang bi 王弼: commentatore del ‘taodejin’ e del ‘yijing’. È un commento metafisico, essenziale.
Heshang Gong 河上公: secondo commentatore del ‘taodejin’, personaggio semi leggendario, classica figura taoista.
Commento impregnato di elementi operativi legati all’alchimia interiore, alla trasmutazione interiore, spiega il testo in
modo totalmente diverso.
Atteggiamento da adottare in caso: ying ma senza dimenticare lo yang
Nello ying ci sta dello yang e nello yang ci sta dell’ying, è un continuo alternarsi di Ying e Yang.
Questo concetto di alternanza è ribadito in vari capitoli, ‘ciò che vien chiamato servirsi dell’altrui forza’.
Un modo per parlare del tao è cercare dei simboli, delle immagini, delle metafore. Questi simboli usati nel taoismo sono
quasi tutti di origine femminile, ispirati alla femminità. Uno dei principali ‘il più ying è l’acqua’.
Il capitolo 6 del ‘taodejin’ è uno dei più commentati, tra cui uno dei più brevi (26 caratteri), ‘ 玄 ’ ‘ buio’ ‘ mistero’
‘oscuro’.
人法地
地法天
天法道
道法自然
La spontaneità è l’agire non agente del tao.
自然 ziran= spontaneità del fluire di tutte le cose a cui bisogna ricongiungersi e lasciarsi trasportare, il tao è sottoposto
alla legge dello ziran.
La via che riporta al tao è una via circolare ‘fare ritorno è il moto del tao’.

自然
Ziran
Concetto “spontaneità del fluire di tutte le cose a cui bisogna ricongiungersi ed a cui bisogna lasciarsi trasportare”.
È la legge del Dao. L’unica legge a cui il Dao si sottopone.
Significa “ciò che è tale di per sé”.

“chi coltiva l’apprendimento, si accresce”


“chi segue la via, decresce ed ancora decresce fino al non far nulla. E non facendo nulla non c’è nulla che resti non
fatto.”

Due principali Commenti del Dao De Jing:


- Wang Bi (226-249 d.C.) fece due commenti (Dao De Jing e Yijing):

“Nel caso del Dao si desidera fare ritorno al vuoto del non essere.
Agendo si lascia sempre qualcosa; per questo non agendo non c’è nulla che resta non fatto”.
“nel Dao c’è l’immutabilità …”

- Heshang Gong (5/4 secolo) personaggio Taoista, leggendario.


Elementi di alchimia interiore:

“lo studio riguarda i riti…; l’accrescimento quotidiano riguarda le passioni; il Dao si riferisce alla
spontaneità che fa diminuire progressivamente ciò che lo studio fa aumentare, è quindi necessario eliminare
passioni e desideri e fondere insieme il de e dao.”
“si può conoscere il mondo anche senza uscire di casa.”
“È importante conoscere sé stessi, prima di conoscere tutto il resto.”

(l’accumulo di nozioni ci fa dimenticare i principi, le cose basilari, ciò da cui tutto viene).
Capitoli che hanno avuto importanza nelle arti marziali:
atteggiamento da adottare nell’inarrestabile fluire delle cose: bisogna adottare un atteggiamento Yin, ma senza
dimenticare lo Yang: sono un’unità; ciascuno tende all’altro.

Il Dao è non essere e essere.


Nell’unità primordiale c’è la prima dualità però sono complementari, interagiscono: da cui nascono tutte le cose.
“se vuoi rimpicciolire qualcosa, assicurati che si ingrandisca”
Il molle e il debole prevale sul duro e forte:
- Potenza/virtù del non combattere
- Congiungersi alla sublimità celeste

Capitolo 64: “ciò che è stabile è facilmente sostenuto; fai ciò prima che sia qualcosa. Metti in ordine prima che sia in
disordine” “un viaggio di mille miglia inizia dalla pianta del piede”.

Capitolo 76: “l’uomo è flessibile e arrendevole da vivo. Ma diventa duro e rigido da morto. Il duro e il forte sono
compagni della morte. Mentre il flessibile e arrendevole sono compagni della vita”.

Bisogna agire senza scopi di potere e autoaffermazione.

Capitolo 7: “Il cielo permane e la terra sussiste perché non generano per sé stessi. Ecco perché possono essere sempre
rigenerati.”

Un gruppo di capitoli parlano del Dao e dei Principi Primi:

Capitolo 1: “il Dao di cui ci può parlare non è l’eterno Dao, perché appena abbiamo usato il termine di definirlo
l’abbiamo già nominato. Il nome con cui lo pronunciamo non è costante: regno dell’Ineffabilità, teologia apofatica (al
di là del dire)”

Si possono cercare delle similitudini e simboli per spiegare qualcosa:


i simboli chiave usati nel Taoismo sono di natura femminile ispirati a concetti di maternità, femminilità, generatività:

- ACQUA (Simbolo principale Yin)


Capitolo 8: “l’acqua reca benefici, si avvicina al Dao, è molle e debole, nulla può rimpiazzarla. L’acqua si infiltra.”

- VUOTO
La Valle è un simbolo importante.
La valle per i monti è il vuoto che c’è in mezzo.
La porta è uno spazio vuoto che permette di passare da una parte all’altra

Capitolo 6: (26 caratteri – breve) “lo spirito della valle non muore, chiamiamo ciò femmina oscura; chiamiamo la porta
della femmina oscura: cielo e terra.”
La femmina che è generativa oscura. Si fa riferimento alla porta.
Per quanto te ne avvali non si esaurirà.

Wang Bi: “la valle è la forma del vuoto, e in quanto non esserci non c’è nulla che accolga in sé”.
Lo spirito della valle è la non valle al centro della valle. Non ha forma o ombra. Preserva la purezza. È perfetta senza
alcuna forma: È l’entità suprema.

Heshang Gong dice qualcosa di diversissimo: “valle significa “nutrire”, l’uomo che sa nutrire i propri spiriti vitali
non muore”.

Capitolo 11 parla di: ruote, vasi e stanze:


Se non ci fosse il vuoto all’interno della ruota, non ci sarebbe alcun movimento.
Si plasma la creta per fare un vaso. È il vuoto all’interno del vaso che lo rende utilizzabile.
È proprio dove c’è nulla che sta l’utilità della stanza; nonostante le 4 mura.

- Si deve APROSSIMARE per capire il Dao:


“la via è vaga e fioca.”

Capitolo 4:
“il Dao è vuoto. È profondo.”
(Sono frasi paradossali che più che dire qualcosa, dicono che non se ne può parlare di questa cosa. Se si parla non si
arriva all’ineffabile. Ci vuole silenzio per dire il Dao).

IL DAO È IL PRINCIPIO SUPREMO CHE VIENE DAL NON ESSERE; E POLARIZZANDOSI IN YIN EYANG DA VITA ALLE DIECIMILA ENITA’.
È L’UNO CHE DERIVA DALLO ZERO. È IL SUONO CHE DERIVA DAL SILENZIO.

Capitolo 25 che riguarda i principi regolatori:


“l’uomo ha come sua legge la terra.
La terra si regola sul cielo
Il cielo si regola sul Dao.
Il Dao stesso ha una legge a cui è sottoposto: Ziran
(l’unico principio regolatore del dao: la spontaneità)”.

Anche il Dao ha dunque una sua legge a cui fare riferimento.


L’agire non agendo si chiama: spontaneità.

La via che riporta al Dao è circolare, ritorna sempre a sé stessa. È un eterno ritorno.
Le diecimila entità del mondo nascono dall’essere, ma l’essere nasce dal non-essere.
è il mozzo che sta fermo mentre tutto il resto si muove.
Del Dao non si può parlare, ma si può intuire nel silenzioso vuoto del cuore.

莊周/莊子
Zhuang Zhou/Zhuang Zi
Il Maestro Zhuang

Il testo attuale dell’opera omonima di Zhuang Zi, è molto complessa da un punto di vista di stratificazione testuale in
quanto non è un’opera univoca, inoltre è di alta qualità letteraria. La sua datazione è abbastanza controversa.

Il testo è suddiviso in tre grandi strati testuali, chiamati:

 内边 Neibian “capitoli interni/nucleo” o “primo strato” i più antichi


ed
importanti, dal capitolo uno al sette, risalenti al quarto secolo
a.C. attribuiti
a Zhuang Zhou.

 外 边 Waibian “capitoli esterni” o “secondo strato”, dal capitolo


otto al
ventidue, testi vagamente databili dal terzo al secondo secolo
a.C., a loro
volta contengono tre sotto strati:

o Dal capitolo otto all’undici, in cui


viene citato Laozi,
o Dal capitolo dodici al sedici ed il capitolo trentatré,
vengono chiamati
“capitoli sincretisti”,
o Dal capitolo diciassette al capitolo ventidue sono ispirati stilisticamente ai
primi sette capitoli.

 咋边 Zabian “capitoli misti” o “terzo strato”, dal capitolo ventitré al


trentadue, capitolo frammentari.

Come Laozi, Zhuangzi ritiene che il Dao sia:


“Il corso naturale e spontaneo delle cose che bisogna lasciar agire, dove il linguaggio rappresenta il maggior ostacolo
per l’uomo nel cammino del Dao.”

Ciò che Zhuangzi mette in causa è la capacità stessa del linguaggio di avere una presa qualsiasi sulla realtà, cioè di
conoscerla; è illusorio pretendere di affermare qualcosa dato che è possibile affermarne il contrario > non affermare
nulla.

列子
Liezi
Vissuto tra la fine del V e gli inizi del IV secolo a.C., il suo nome personale è Lie Yukou 列圄寇.
Considerata una delle tre principali opere di origine taoista. (Taode Jing, Zhuangzi e Liezi)
Opera affine agli altri due scritti di filosofia taoista e contiene aneddoti semplici, come ‘I Viaggi di Re Mu’.

杨朱
Yang Zhu
Anche noto come Maestro Yang 杨 子 e probabilmente contemporaneo di Mencio, le sue dottrine sono preservate
negli ultimi capitoli del ZhuangZi, i capitoli ‘yanghisti’, appunto di Yang Zhu, e nell’ottavo capitolo del Liezi 列子, ed
in altre fonti antiche come il Lushi ChunQiu 呂氏春秋.
Scelse come dottrina “l’agire per sé stesso” e fu rappresentante di un egocentrismo radicale, in un brano del ‘Lushi
ChunQiu’ viene descritto così:
“ 楊子取為我,
拔一毛而利天下,
不為也.”
“Yangzi scelse come sua dottrina l’agire per sé stesso,
se strappandosi un pelo del corpo
avrebbe potuto avvantaggiare l’umanità,
non l’avrebbe fatto.”
1. ‘Mantenere intatta la propria natura’ (quanxing 全性), ciò che il cielo ci ha dato non va sprecato, non va gettato
via.
2. ‘Preservare l’autenticità’ (baozhen 保真).
3. ‘Non lasciarsi legare dalle cose’ (bu yi wu leixing 不以物累形).

陰陽家
Yin – Yang Jia
(Scuola Yin – Yang o dei Cosmologi)

Principale esponente: Zuo Yan (circa 350 – 270 a.C.), grande eclettico e letterato, attivo a Qi e Yan (patria dei
fangshi 方士 : occultisti, cercatori d’immortalità).
La sua opera (Zuozi) è andata quasi interamente perduta; di questa opera sono rimasti preservati come citazioni in altre
opere. Secondo quanto conservato nel frammento dello Shiji, ZuoZi avrebbe avuto una percezione molto più elaborata
del mondo formata sempre da terre circondate da mari, ma in un numero molto maggiore, poiché secondo il suo
pensiero la Cina avrebbe occupato un ottantunesimo della superficie del mondo.

Informazioni fornite da altre opere come il Lushi Chunqiu (primavere e autunni di Messere Lu - Lu Buwei 呂不韋 - ;
Qin; ultimata nell’agosto del 239 a.C.)
Biografia in Shiji/Memorie storiche, capitolo 74.
Spiega i cambi dinastici in base alla teoria Wuxing 五 行 , teoria fondamentale della scuola yin – yang e della
cosmologia antica ‘Cinque Fasi del ciclo degli Elementi’:
Sono cicli continui, serie quinarie.

Ciclo di Conquista

Il Legno 木 vince la Terra 土 La Terra 土


vince l’Acqua 水

L’Acqua 水 vince il Fuoco 火 Il Fuoco


火 vince il Metallo 金

Il Metallo 金 vince il Legno 木

Ciclo di Generazione

Il Legno 木 genere il Fuoco 火 Il Fuoco 火


genere la Terra 土

La Terra 土 genera il Metallo 金


Il Metallo 金 genere l’Acqua 水 (vago)

L’ Acqua 水 genera il Legno 木


名家
Mingjia
Scuola dei Nomi, di Sofisti, dei Dialettici
Specialisti dell’arte della disputa (bian zhe 辨者).
Formulatori di paradossi simili a quelli di Zenone di Elea e somiglianze con la tarda Scuola Moista.
Non ci è arrivata nessuna opera integra degli esponenti di questa scuola, e l’unica che non ha un suo ‘dao’ da
proporre, in senso di ‘regola per sistemare l’antica unità, per uscire dalla tragica situazione’. Manca inoltre un
‘maestro’.

Proponevano paradossi giocando con le parole esponendo le loro tesi paradossali a volte impossibili. ‘Sofista’
avrebbe avuto in origine un significato importante come ‘maestro di sapienza’.
La scuola sofista presenta 7 opere, ma in 6 casi su 7 sono opere perdute, e solamente 3 di queste possono considerarsi
‘sofiste’.
Principali esponenti:

- Gongsun Long 公孫龍, attivo nel III secolo a.C., originario dello stato di Zhao (come Xunzi). L’opera a lui
attribuita, il Gongsun Longzi 公 孫 龍 子 - 14 pian, è una raccolta eterogenea rimaneggiata fra il IV e il VI
secolo d.C., capitoli antichi di poca pre – Han:
Baima Lun 白马論 ‘Discorso sul Cavallo Bianco’,

«Un cavallo bianco non è un cavallo»



«“Cavallo bianco” non è “cavallo”».
Perché “Cavallo bianco” esclude (più possibilità) di “cavallo”.

Zhiwu Lun 指物論 ‘Discorso su Indicazioni e Cose’.

- Hui Shi 惠施, originario di Song, contemporaneo e amico di Zhuangzi 莊子 (IV secolo a.C.), fu ministro alla
corte di re Hui di Liang (stato di Wei, 370 – 319). La sua opera, il Huizi 惠子, è andata perduta, ma nell’ultimo
libro del Zhuangzi sono presentati dei paradossi. (33: Tianxia 天下)

Paradossi di Hui Shi:


1. Supremamente grande / La piccola unità.
2. Ciò che è privo di spessore non può essere accumulato, / ma la sua grandezza è pari a mille - e mille
-.
3. Cielo e terra sono sullo stesso livello. / La montagna e la palude sono piatti.
4. Mentre il sole è al centro, / sta anche calando.
5. Un essere mentre vive / è anche morto.
6. Il sud non ha limite / eppure ha un limite.
7. Oggi mi sposto fino allo Stato di Yue, / e arriverò ieri.
8. Anelli concatenati / possono essere staccati.
9. Io so dov’è il centro del mondo, / è a nord di Yan e a sud di Yue.
10. Lasciate che l’amore si espanda alle dieci mila unità, / cielo e terra sono una stessa unità.

Paradossi dei seguaci:


1 – 2. L’uovo ha le piume / Il pollo ha tre zampe.
3 – 4. Ying possiede tutto il mondo / Il cane può essere considerato capra.
5 – 6. Il cavallo fa l’uovo / Le rane hanno la coda.
7 – 8. Il fuoco non è caldo / Le montagne escono dalla bocca.
9 – 10. La ruota non tocca mai terra / L’occhio non vede.

Realtà 實 (shi) come un continuo che assume forme particolari.


Rettifica dei nomi 正名 (zhengming: «政者正也» (governare è essere retti). Corrispondenza tra nome 名 (ming) e
realtà 實/实 shi (shi).

易经
Yijing
Primo dei tredici classici, famoso come manuale di divinazione.
Il titolo era conosciuto inizialmente con solo ‘Yi’, ma in epoca Song viene chiamato ‘Yijing’. Anche noto come
“zhouyi”, ‘yi’ significa ‘mutamento’.

Pensare al moto delle stelle è naturale, non sono mai nella stessa posizione.
L’ermeneutica tradizionale si rifaceva ad una forma che assume una testa con 4 zampe da alcuni considerata un
pittogramma di un jeko, il concetto di mutamento sarebbe originario di un camaleonte/jeko di colore.
Iscrizioni dal regno di wuting,

La Struttura Testuale

È un testo composito che ha preso la forma attuale tramite un processo complesso che inizia alla fine del periodo Shang
e si sviluppa all’inizio del periodo Zhou e si conclude nel secondo secolo a.C.
Attribuita al primo dei tre sovrani predinastici Fuxi.
I 64 esagrammi sono il nucleo dell’opera, qualcosa di non verbale ma in forma di diagrammi.
Attorno a questo nucleo si inizia a mettere per iscritto delle semplici spiegazioni, lo ‘Guaci’ e lo ‘Yaoci’, il carattere
‘Gua’ indica il diagramma, ‘Ci’ indica dei chiarimenti, ‘Yao’ indica ciascuna linea dell’esagramma.
Le ‘Guaci’ sono tradizionalmente attribuite ai primi sovrani Zhou fino al Duca di Zhou, e sono delle spiegazioni molto
sintetiche sull’esagramma.
Mentre le Yaoci sono delle sentenze che si riferiscono a ciascuna linea dell’esagramma.

Databili dal secondo al terzo secolo a.C., i testi sapienziali di commento sono chiamati con nomi particolari, le ‘Dieci
Ali’, un termine poetico per indicare le appendici, di cui tre di queste sono divise in due parti, quindi in realtà sono
sette:

1/2. Tuan: frasi sibilline riferite all’intero esagramma. Sono dei commenti decisionali.

3/4. Daxiang/Xiaoxiang: dei commenti sulla configurazione delle linee.

5. Weyan: (Esagrammi Qian e Kun) commentario dei chiarimenti testuali, di occupa solo die due esagrammi,
che sono il massimo dello Yang e il massimo dello Yin.

6/7. Xici (Dazhuan): argomentazioni concatenate, trattato di numerologia e cosmologia, sezione più
sapienziale.

8. Shuogua: spiegazione delle figure, contiene l’origine e il significato degli 8 trigrammi.

9. Xugua: sequenza delle figure, ha a che fare con i principi alla base della successione degli esagrammi.

10. Zagua: tentativo di ripartire i 64 esagrammi in 32 coppie.

Secondo la tradizione, la sequenza dei 64 esagrammi sarebbe cambiata tre volte. Al tempo di Fuxi avrebbero avuto un
tipo di sequenza iniziando con l’attuale, 52. La versione attuale è quella che proviene dal tempo degli Zhou.

Partendo dal basso con una linea di base bianca ‘Taiji’, la seconda divisa a metà in ‘Yin’ e ‘yang’.
Proseguendo concettualmente abbiamo un’unità che si divide in una linea intera ed una spezzata, che si possono
combinare in bigrammi.
Quando si arriva a base tre si passa dai bigrammi ai trigrammi, creando un numero di linee da tre a sei.
Alla fine si arriva alla creazione di 8 trigrammi.
Ciascuno degli otto trigrammi ha un nome.
Questa sequenza circolare è però più famosa in 2 forme: una più antica di Fuxi, a ore dodici linee intere Yang, a ore 6
tre linee spezzate.
Diversa perché presenta in tutto Yang a ore 4/5 e il tutto Yin a ore 2.

荀子
Xunzi
Nato come Xun Kuang 荀况, ma chiamato anche Xun Qing 荀卿, nativo di Zhao circa nell’IV – III secolo a.C.
La sua biografia di riferimento si trova nello Shiji di Sima Qian al capitolo 74.
Xunzi si sarebbe trasferito nello stato di Qi ed è da qui che entrò nell’accademia Jixia dove fece carriere ed ebbe modo
di dibattere con altri famosi esponenti della scuola Yin Yang, e raggiunge il titolo di Laoshi 老师, e per tre volte ebbe il
privilegio di presentare le privagioni sacrificali. Quindi intorno ai 50 anni ebbe molto successo e fama nello stato di Qi,
ma da circa 60 anni in poi divenne magistrato, ma il suo protettore venne assassinato e per questo si ritirò in solitudine
dando forma ai suoi scritti. Nella sua vita riuscì a visitare Qin ed ebbe come allievi il principe Hanfei e Li Si.

Della sua opera sappiamo che aveva in tutto in 32 pian e 20 juan, proviene da una raccolta
originale di 322 documenti, ed è un testo molto rimaneggiato, solamente circa il 60% è
riconducibile a Xunzi. Si sa per certo che attribuiti a Xunzi sono di per certo i capitoli 1, 2, 3,
6, e 11, mentre i capitoli dal 28 al 32 sarebbero di epoca Han, ed i rimanenti sarebbero opere di
scuola dei suoi studenti. Tutti i capitoli presentano il carattere Lun, di LunYu, che indica ‘trattato’.
Il capitolo sul cielo delinea la dottrina della ‘grande triade’, terra, cielo e uomo.

Si oppone ai Legisti per l’eccesso dell’uso esclusivo della forza, secondo lui:

“la natura umana è negativa, anarchica e malvagia 性惡.”


Diversamente da:
“la natura acquisita è buona e ordinatrice 偽, realizzata dai saggi.”

法家
Fajia
Scuola Legista o Legalista
Scuola ‘traversale’ priva di un autentico fondatore (are del pensiero in cui confluiscono personaggi di provenienza
eterogenea ma con idee affini riguardo alla gestione del potere), propugna leggi ferree e conosciute da tutti, iscritte su
pietra ed esposte lungo tutto il regno: “La Legge non blandisce il nobile, e la riga del carpentiere non si curva per
seguire ciò che è ritorto.” (cit. Han Feizi, 6).
Prima divulgazione di codici nel periodo Chunqiu, 536 d.C. Stato di Zheng, 513 d.C. Stato di Qin.
La Legge era tutto, questo concetto della divulgazione delle leggi è importante. Ai tempi di Confucio quasi nessuno
conosceva le leggi, erano riservate all’élite. Questa divulgazione fu abbastanza traumatica quando avvenne, nel 536 fece
incidere il Codice penale su bronzo e un oppositore obbiettò che i re antichi manteneva l’ordine da loro, ma senza
divulgare le leggi, poiché provocavano pretese.
Nel 513 nello stato di Qin, vennero divulgate le leggi dopo che il re di Qin fece fondere un ‘Tripode delle Punizioni’,
su cui far trascrivere le leggi penali, in un tripode di ferro. (in Cina il ferro arrivò molto tardi) Anche Confucio fu
inorridito quando le leggi vennero promulgate.

Opere e Personaggi

管子
Guanzi
Che trae nome da 管仲 Guan Zhong, primo ministro di Qi (m. 645 a.C.), è un’opera miscellanea in 86 pian e 24 juan
(V/IV – II/I secolo a.C.) ma ne rimasero 76 con circa 135 000 caratteri.
Il testo fu codificato da Liu Xiang 劉向(79 – 8 a.C.), contiene materiali legisti, confuciani e taoisti (questa mistura di
pensieri ha origine nel periodo Han e si chiama Huang Lao, che deriva da Huangti, creatore delle forze armate, e da
Laozi).
Il non agire a cui arrivano i taoisti, è un dittatore la cui legge ferrea è conosciuta da tutti e messa in pratica, dopo questo
il sovrano potrà non agire perché ormai è tutto in funzione.

李子
Lizi
Opera ormai completamente perduta, prende il nome dal suo autore, il primo ministro di Wei, Li Kui.

商子
Shangzi
Chiamata anche Shangjun shu 商君書.
Trae nome dal Signore di Shang: 公孙鞅 Gongsun Yang / 商鞅 Shang Yang / 衞鞅 Wei Yang, casa reale di Wei,
primo ministro di Qin e morto nel 338 a.C. opera in 26 pian e 5 juan e stilata nel IV – III secolo.
Quest’opera contiene alcuni concetti fondamentali che poi verranno ripresi da altri pensatori di scuola legista, in
particolare ‘la flessibilità delle regole’, le leggi devono adattarsi ai tempi in cui sono operate.

申子
Shenzi
Di 申不害 Shen Buhai, nativo di Zheng e primo ministro di Hàn (400 – 337 a.C.), scrisse un’opera frammentaria in 6/3
pian e parzialmente ricostruita tramite citazioni, soprattutto in Han Feizi, che influenzò anche lo Xunzi.
Molto legato al concetto di 術 shu, cioè ‘arti o tecniche di controllo’, riservate ai ranghi amministrativi.
二柄
Erbing
‘Le due impugnature’: premi e punizioni.

形名, 刑名
Xingming
‘Corrispondenza tra funzione o pena e denominazione’.

慎子
Shenzi
Chiamato anche Shen Dao 慎到
Scritto da Shen dao, membro dell’accademia Jixia, vissuto fra il 350 al 275 a.C.
Sussistono in 126 frammenti, ma l’opera fu scomparsa dopo i Tang.
Lo ‘shiji 74’ gli attribuisce 12 discorsi/trattati.
Lo Hanshu gli attribuisce 42 titoli di opera.
Fu il primo a mettere un certo accento sul concetto di ‘shi’, cioè ‘posizione di forza’ o ‘base del potere’. Sarebbe la
capacità in ogni situazione di ritrovarsi in un punto di forza, sempre nel posto giusto per sfruttare il massimo vantaggio.
Posizione naturale di vantaggio in relazione agli altri, riservato a chi sta sul trono, dipende dalla creazione di istituzioni
efficaci e prescinde dall’essere buono o meno di chi la esercita.

韓非子
Han Feizi
Vissuto tra il 280 al 233 a.C.
Principe di Han e ambasciatore a Qin, discepolo di Xunzi con LiSi, e fu un grande sintetizzatore delle dottrine legiste
(Shang Yang, Shen Dao, Shen Buhai). Nella sua opera troviamo una sintesi delle dottrine (…), interpretazioni forzate e
parziali del Taoismo, i capitoli 20 e 21 sono il primo esempio di primo glossatore di parti del Dao de jing, testo in 55
piane 20 juan. Testo ricco a livello aneddotico, storie e storielle.

Domande Esame di Filosofia


- Il nucleo fondamentale del Libro dei Mutamenti è costituito da:
È costituito da otto trigrammi, cioè 64 esagrammi.

- Prima dello sviluppo e della nascita della scuola filosofica, il pensiero cinese è testimoniato da:
È testimoniato dal Classico dei Mutamenti e dalle ossa oracolari.

- Chi si occupa della natura umana? E definendola come?


Originariamente buona: Mencio, con la teoria dei quattro germogli della bontà.
Originaria neutra: Gaozi, la natura dell’uomo non è né buona né cattiva.
Originaria cattiva: Xunzi, la natura va trasformata attraverso dei mezzi di natura artificiali. La natura umana è
malvagia, ciò che c’è di buono in esse è acquisito e artificiale.

- Elenca i quattro germogli della bontà di Mencio:


Ren, benevolenza e senso dell’umanità.
Yi, rettitudine e senso del giusto.
Li, comportamento rituale.
Zhi, conoscenza e saggezza.

- Elenca le cinque relazioni confuciane:


Padre – figlio, marito – moglie, sovrano – suddito, fratello – fratello, amico – amico.
- Fra i concetti fondamentali del taoismo, quali sono particolarmente rilevanti?
Il Dao, la via per eccellenza.
Il De, la potenza che si identifica con l’unità.
Lo Ziran, il non agire.
Lo Zhenren, il saggio.

- Nel Taoismo, il concetto di infinito è espresso da:


Il concetto di infinito nel Taoismo è espresso dal Dao.

- Qual è la differenza tra Confuciani e Moisti?


I confuciani non si preoccupano di sapere se il cielo sia una divinità o meno, non lo specificano.
Per i moisti il cielo viene personificato e influenza il mondo umano.

- Chi è il maggior antagonista di Confucio?


Il maggior antagonista di Confucio è Mozi.

- Quando nasce il taoismo religioso?


Nasce durante il periodo degli Han posteriori.

- In quale dei sei testi vi è una presenza notevole del rapporto che il sovrano deve instaurare con i
sudditi?
Nel Daodejing.

- A quando risale il primo commentario del Liezi e a chi è attribuito?


Risale al IV secolo d.C. ed è attribuito a Zhang Zhan.

- Chi fu il commentario del Laozi?


Il commentario del Laozi fu Wang Bi.

- Quando nacque e quando morì Confucio?


Confucio nacque nel 551 a.C. e morì nel 479 a.C.

- Significato del carattere 道:


Dao significa ‘via’, ‘metodo’, ‘principio’, ‘impulso vitale di tutti gli esseri viventi’.

- Qual è il significato di Dao nelle altre scuole?


Il significato di Dao nelle varie scuole è:
o Nel Confucianesimo, seguire il Dao significa comportarsi nella maniera più adeguata rispetto alla propria
collocazione sociale.
o Per i Moisti, il Tian Dao è la legge universale, lo standard attraverso cui si misurano le azioni, i pensieri e
gli insegnamenti, verificando la loro conformità al volere del cielo.
o Per i Taoisti, il Dao dell’uomo consiste nell’adeguarsi e nel corrispondere con naturalezza e spontaneità ai
mutamenti che il Dao stesso costantemente produce.

- Chi vinse la battaglia delle Cento Scuole?


Vinse la battaglia delle Cento Scuole la Scuola Legista.

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