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Di Enrico_Cosimi, 18 aprile 2011, 07:00 - In Dillo
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Entriamo nel vivo della discussione: iniziamo a trasferire il contenuto dello manda un annuncio
schema a blocchi all’interno di una struttura di programmazione. Da un certo
segnala un evento
punto di vista, è possibile “giocare” con la time machine facendo finta di
programmare il suono dentro al Moog Modular System originale, assemblando
con uno spregiudicato uso del montaggio fotografico, un sistema di moduli RISORSE PER QUESTO ARTICOLO
sufficiente a realizzare la magica sonorità.
La prima parte di questo articolo
Dal momento che solo pochi fortunati possono
lavorare oggi con il Moog Modular, ribatteremo le
tecniche di programmazione all’interno di un altro
sistema 5U commercialmente disponibile, il noto
Synthesizers.com, e – non paghi di ciò – anche
all’interno del classico Euro Rack Doepfer A-100
Modular Systems. Allacciamoci le cinture di
sicurezza e partiamo.

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Come era costruita la timbrica sul Moog Modular?

Eccoci al primo esercizio di stile: prendere il suono di Lucky Man e trapiantarlo


su un Moog Modular vero…

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Il primo ostacolo da superare è relativo alla consapevolezza dei limiti e delle


peculiarità operative, proprie del sistema; li elenchiamo qui di seguito:

Gli oscillatori Moog sono nella classica configurazione 921A Driver e 921B
Oscillator (a voler essere pignoli, nel primo Moog 1C di Emo, c’erano i
primigenii 901A e 901B, ben più limitati e successivamente sostituiti con i
modelli 921); un 921 Driver pilota tre 921 Oscillator, secondo una
configurazione classica che però, nel sistema 1C di Emo è abbandonato
in favore della massima flessibilità di controllo. Quindi ci sono tre driver,
uno per ciascun oscillatore; in questo modo, ogni oscillatore è
indipendente per simmetria dell’onda quadra – non ci riguarda in questo
caso, visto che sono tre onde quadre tutte al 50% - per frequency
modulation e per sincronizzaione.
Il mixer CP3a raccoglie i segnali dei tre oscillatori, ne permette il
mixaggio e ne invia la somma all’ingresso audio del modulo low pass
filter 904A. Da questo, si passa nell’amplificatore 902 e – decidete voi –
nel riverbero a molle 905.
La tastiera 950 è internamente dotata di portamento; questo ci permette
di evitare moduli di glide/portamento autonomi e di collegare, attraverso
un multiplo 994, tre copie del keyboard cv agli ingressi control frequency
degli oscillator driver (e anche del low pass filter: non ci facciamo
guardare dietro…)
La tensione di gate della tastiera deve essere collegata, attraverso i
malefici cavi Switch Trigger, agli ingressi Trig dei due inviluppi 911; il
primo di questi controllerà il filtro (ulteriori particolari a breve), il secondo
piloterà l’apertura dell’amplificatore 901.
Come dosare l’inviluppo che apre il filtro? Questo è uno dei punti deboli
nel progetto Moog Originale… i moduli, come il low pass filter, prevedono
sempre uno o più ingressi di modulazione, ma non prevedono la
possibilità di attenuare il segnale modulante. In pratica, manca l’indice di
modulazione che deve essere scalato facendo passare – nello specifico –
l’inviluppo attraverso il modulo 995 Attenuators…, si esce dall’inviluppo,
si entra nell’attenuatore, si raggiunge il modulation input del filtro. Il
tutto, costa un cavo in più del dovuto.

Gli oscillatori lavorano sull’onda quadra, il filtro low pass è semi aperto, la
resonance è inizialmente ad un quarto della corsa, ma sugli sweep finali, viene
incrementata per enfatizzare le ultime note basse. Durante il fraseggio, i salti di
ottava e gli intervalli più ampi sono caratterizzati da maggiori quantitè di
Portamento; quelli più stretti ed i fraseggi più melodici sono meno legati tra
loro… la mano sinistra di Emo si muove tra il Portamento Time della tastiera e la
Regeneration del filtro.

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Costruire la timbrica su un modulare 5U Synthesizers.com

Il tempo non passa invano e Roger Arrick, il padre di Synthesizers.com, ha


avuto buon gioco nel dotare i propri moduli di molte funzioni accessorie che – a
fronte di un’impostazione molto tradizional/taleban/priva di fronzoli – rendono
oggi la vita molto più comoda (ed economica) di quanto non fosse all’epoca del
vecchio Moog Modular.

Andiamo per ordine:

Gli oscillatori Q106 sono ora indipendenti, integrano in un unico blocco le


funzioni di driver e di generazione vera e propria; il segnale della tastiera
può essere collegato ad uno dei due ingressi non processati di
exponential frequency o – volendo rischiare – nell’adiacente ingresso
processato. L’uscita audio che ci interessa è quella marcata Pulse;
ovviamente, il controllo di Pulse Width dovrà essere posizionato a mezza
corsa, per generare l’onda quadra al 50%.
I segnali dei tre oscillatori raggiungono il mixer Q112 (mettiamo i tre
canali a palla, per avere una sana saturazione al filter input) e da questo
sono poi convogliati nel low pass filter Q105. Anche in questo modulo, il
level input va a messo al massimo; la frequenza di taglio è su valori
intermedi e la resonance ad un quarto della corsa.
Il controllo del sistema - potenza della tecnologia! – può avvenire tanto
attraverso interfaccia MIDI Q014 (che converte i codici Nota On/Off in
Control Voltage e Gate), quanto attraverso tastiera “analogica” dedicata
QKB15. In tutti e due i casi, è necessario convogliare il keyboard control
voltage all’interno del modulo Q105, quello cioè che fornisce il
Glide/Portamento non disponibile nella tastiera. Il Q105 è correttamente
denominato Slew Limiter e prevede l’intervento differenziato negli
intervalli a salire, a scendere o in tutti e due i casi; quest’ultima è la
configurazione che ci interessa.
Dopo aver portamentato (eh eh) il voltaggio di tastiera, lo si triplica
tramite modulo Q124 Multiples, inviando ciascuna delle tre copie agli
oscillatori.
Allo stesso modo, il Gate Out (indifferentemente, dell’interfaccia MIDI o
della tastiera) viene sdoppiato attraverso lo stesso multiplo Q124 ed
inviato agli ingressi Gate In dei due generatori d’inviluppo e, da questi, i
rispettivi segnali di controllo verranno collegati all’ingresso di
modulazione Frequency Level control del filtro 150 e al Control Input 2
non processato dell’amplificatore Q108. Perché ingresso non processato?
Perché l’amplificatore deve sfruttare la massima dinamica possibile nella
modulazione dell’inviluppo…
Come al solito, dovete decidere come collegare il riverbero Q115, tra
filtro e amplificatore, tra amplificatore e uscita finale dello strumento.

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Costruiamo Lucky Man sul Doepfer A-100

Dalla metà degli Anni 90, il Doefper A-100 Analog Modular Synthesizer è
divenuto lo standard del formato Euro Rack con cui si confrontano
(meccanicamente ed elettricamente) tutti gli altri produttori. A differenza dei
sistemi precedentemente elencati, fino a poco tempo addietro Doepfer non
produceva tastiera analogiche dedicate; per questo motivo, ci impegneremo a
costruire la timbrica di Lucky Man utilizzando solo i moduli Euro Rack, contando
sull’interfacciamento MIDI con una qualsiasi tastiera esterna.

I segnali di controllo CV Note e Gate elaborati dall’interfaccia MIDI


A-190-2, con le procedure ormai assimilate, sono inviati all’intonazione
dei tre oscillatori A-110 ed all’articolazione dei due inviluppi A-140.
In tutti e due i casi, è necessario triplicare il CV e duplicare il Gate
attraverso il multiplo A-180, per avere segnali sufficiente su tutti i moduli
destinazione.
Ancora una volta, è necessario smussare il CV “di tastiera”, passando –
prima della triplicazione – attraverso il Dual Slew Limiter A-170.
I tre oscillatori, sommati attraverso mixer A-138, raggiungono il low pass
filter A-120 (del quale, come al solito, regoliamo la cutuff frequency più o
meno a metà e la resonance ad un quarto della corsa) e, da questo,
l’amplificatore A-130. Per carità di patria, tralasceremo le implicazioni del
funzionamento lineare/esponenziale degli amplificatori.
Il consueto dilemma “riverbero pre/post vca” si pone nei confronti del
modulo A-199 Spring Reverb. Buona scelta.

A questo punto, sarà facile per il programmatore constatare come


l’impostazione “tradizionale”, 1 out-1 in, condotta a colpi di cavi ¼” o 1/8”, sia
inevitabilmente piagata dalla necessità di spendere denaro e spazio in multipli
con cui sdoppiare i segnali di controllo. Non volete gettare risorse nei multipli?
Non vi resta che rivolgervi verso i modulari dotati di banana plug (Serge,
Buchla, Bugbrand… con tutte le deviazioni timbriche proprie di ogni scelta),
oppure potete dare tanti soldini ad Andreas Schneider ed acquistare una certa
quantità di cavi ¼” dotati di stacking multiples incorporati.

La prossima volta, affronteremo la costruzione della timbrica in ambiente


virtuale, utilizzando l’eccellente sistema Clavia Nord Modular G2 Demo Editor,
liberamente scaricabile online.

A presto.

Tag: emerson synth tutorial emersonology

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EMERSONOLOGY – Lucky Man – quarta parte (05/05/11)
EMERSONOLOGY – Lucky Man – terza parte (30/04/11)
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