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Emersonology - Tank: la sequenza ad armonizzazione progres... http://audio.accordo.it/articles/2011/02/48689/emersonology-...

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Di Enrico_Cosimi, 26 febbraio 2011, 07:00 - In Dillo
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Come dicevamo nella precedente puntata, l’armonizzazione a otto parti che manda un annuncio
prelude al lungo assolo finale è realizzata sovrapponendo – traccia dopo traccia
segnala un evento
– otto modulari otto, ciascuno dei quali pilotato per realizzare il grande accordo
finale. Non potendo contare su cotale ricchezza di mezzi, al fine non ultimo di
poter esportare live l’intero brano, saremo costretti a ripiegare su un unico
sintetizzatore con otto oscillatori, da far entrare uno alla volta nel mixaggio
definitivo.

Abbiamo già verificato quali debbano essere i gradi


di trasposizione da assegnare a ciascun oscillatore
(andate a recuperare la prima puntata di questa
serie), adesso vediamo di capire come risolvere la
sequenza.

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La sequenza di Tank è uno steeplechase classico dei musicisti anni ’70: adottata i sondaggi
dalla RAI, in tempi non sospetti, come sigla di un programma televisivo, è archivio degli articoli
diventata velocemente un sinonimo della potenza incontrollabile del modulare
Moog. Come se, da solo, l’apparecchio potesse produrre tutto questo ben di
Dio, senza Eddie Offord, Mike Vickers & Keith Emerson pazientemente all’opera
attorno a pomelli e bottoni.

Il fraseggio che dobbiamo ottenere (fa sol, sib lab, fa sol, sib sib lab) dura due
battute che – nella storica trascrizione – sono riportate con divisione in
sedicesimi; all’atto pratico, la naturale cadenza altalenante è meglio riprodotta
se se ne trascrive il contenuto per dodicesimi, cioè ipotizzando due battute da
4/4 = 12/8. Non è un’operazione ritmicamente complessa, ma – all’interno della
piattaforma Clavia NMG2 che stiamo utilizzando – ci obbligherà a splittare la

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sequenza su due moduli sequencer, ciascuno da 12 step (A e B, diciamo…).

Il collegamento dei due sequencer prevede l’impiego dei segnali di controllo


Link-Restart (Seq 1 su Seq 2) e Link-Loop (Seq 2 su Seq 1); in questo modo,
sotto generatore di clock esterno, i due sequencer fanno la staffetta, eseguendo
un unico pattern da 12+12 step. Per fare la staffetta, dovranno logicamente
essere posizionati in modalità one shot, cioè disabilitare la ripetizione in loop
incondizionato.

In questo modo, il primo sequencer esegue i dodici step previsti, in


corrispondenza del “tredicesimo” step di stop, emette il comando Link, che
viene ricevuto alla porta Restart del secondo sequencer, che esegue gli step
1-12 (nella sequenza, 13- 24) e, al “venticinquesimo” step di stop, emette il
comando Link che è ricevuto alla porta Loop del primo sequencer… e così via
per tutti gli altri giri di sequenza.

All’interno delle due parti, depositeremo i contenuti precedentemente ipotizzati,


abilitando gli step 4, 6, 10, 12 (seq 1) e 4, 6, 8, 10, 12 (seq 2).

Una volta programmati i valori di step desiderato, usando l’orridavisualizzazione


in stile piano roll (solo una mente perversa può trovare utile programmare una
sequenza mettendo la tastiera del pianoforte in verticale…), sarà necessario
congelare i valori programmati utilizzando un modulo Sample & Hold, in modo
da non avere smiagolamenti di CV durante gli step di pausa.

…non ci state capendo nulla? Niente paura: il Sample & Hold sarà uno dei pièce
de résistance de “Il giro del sintetizzatore in 80 giorni”, eh eh eh…

A questo punto, non rimane che collegare l’uscita di Gate all’ingresso dedicato
sui generatori d’inviluppo (meglio disinserire la normalizzazione KB, per non
avere interruzioni nel flusso ritmico delle articolazioni )…

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…e l’uscita CV del modulo S&H all’ingresso di Pitch degli otto oscillatori (anche
in questo caso, converrà sganciare la normalizzazione KBT, per non avere
trasposizioni indesiderate).

Automatizzare l’avanzamento delle armonizzazioni

Ovvero: come comandare a distanza l’apertura del MUX. Rircorderete, dalla


volta scorsa, che abbiamo affidato gli otto mixaggi degli oscillatori, cioè
l’unisono più le sette armonizzazioni progressive, alle otto porte del
MUX-Multiplexer. Quest’ultimo può essere controllato a distanza mediante
segnale numerico che deciderà quale porta aprire, ovvero quale intervallo di
armonizzazione/somma di oscillatori inviare al filtro.

Ci serve un segnale numerico, una quantità che passi in rassegna i valori 0, 4,


8, 12, 16, 20, 24, 28 emettendoli sul primo step dei ventiquattro della sequenza
melodica. In altre parole, il MUX deve ricevere il comando di passaggio alla
porta successiva ogni volta che il pattern a 2 sequencer ricomincia il suo giro
inesorabile.

Esistono diverse strade, non necessariamente giuste o sbagliate… diciamo, più


o meno convenienti; si potrebbe:

Sprecare una coppia di event sequencer (solo gate), 12+12 step,


abilitando il primo dei 24 step per far avanzare un quinto step sequencer
in cui vengono depositati fisicamente i valori richiesti per far avanzare il
MUX.
Usare un solo sequencer, sottoposto a divisione di clock per avanzare
una volta ogni due cicli da 12, ed usarlo per far camminare un quarto
sequencer contenente i valori necessari.

Proviamo con il primo metodo, poi – se dovessero sorgere difficoltà, proveremo


anche il secondo…

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Per garantire l’allineamento tra le due file 12x2, sarà cosa buona e giusta
instanziare un momentary switch con cui riallineare in Reset i sequencer
principali. Si vis pacem…

Problemi

Fatti i collegamenti, il sistema funziona, ma :

Lo step che innesca l’avanzamento del “sequencer di trasposizione” non


può essere allineato con il primo step della sequenza, altrimenti, il
pattern viene trasposto in maniera disallineata; potrebbe essere meglio
definire il terzo step come innesco per l’avanzamento della trasposizione.
Lo step sequencer di trasposizione, quello in basso a destra per capirci,
avanza di step in step automatizzando l’apertura del MUX, dal singolo
oscillatore a tutti quanti in accordo completo. Il problema grosso è che,
una volta raggiunta la massima apertura, il ciclo riparte da capo, con la
porta numero 1 (valore 0 in uscita al sequencer).

Diventa necessario congelare, in un modo o nell’altro, l’emissione del Transpose


Sequencer sul massimo valore una volta che questo è stato raggiunto. In
questo modo, mentre il sequencer pilota gli oscillatori accordati, sarà possibile
dipanare i due minuti di torrido assolo.

Riallineamento del Transpose Sequencer

Una volta spostato l’avanzamento del Transpose Sequencer sul terzo step, ci si
rende conto con orrore che il cambio arriva in anticipo, cioè la porta del MUX si
apre prima dell’articolazione degli inviluppi e, conseguentemente, c’è un preroll
di nuovi oscillatori che entrano prima del dovuto.

In maniera poco elegante, ma sicuramente funzionale, conviene inserire un


modulo Logic Delay atto a ritardare di 100 millisecondi (l’intervallo ha senso
con questa velocità metronomica, ma potrebbe richiedere un aggiustamento al
variare consapevole della velocità di crociera scelta per la sequenza principale)
l'emissione del codice di controllo.

Il Logic Delay prende il gate emesso dalla coppia di Sequencer Event (quelli che
fanno avanzare, uno ogni ventiquattro, il Transpose Sequencer), lo ritarda di
100 millisecondi e poi lo passa – come è giusto che sia – al Clock Input del
Transpose Sequencer, che quindi agisce con il giusto ritardo, aprendo le porte
del MUX in miglior allineamento con l’innesco degli inviluppi.

A questo punto, la sequenza delle trasposizioni è correttamente allineata con


l’articolazione degli inviluppi – quello che ci interessava ottenere. Rimane da
risolvere la persistenza sulla massima trasposizione (leggi: l’apertura della porta
MUX dove convergono tutti gli oscillatori simultaneamente…) per le ripetizioni di
pattern necessarie a dipanare l’assolo finale.

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Bloccare il Multiplexer

Un sistema “simpatico” potrebbe essere il seguente: bisognerebbe creare un


interruttore controllabile a distanza, che sia in grado di selezionare tra due
sorgenti di controllo (il sequencer di trasposizione ed una costante pari al
massimo valore di trasposizione); quando il sequencer raggiunge Vmax, lo
stesso Vmax fa scattare lo switch che rimane congelato abilitando il passaggio
della sola costante (che, ripetiamo, ha a sua volta V=Vmax). In questo modo,
se tutto va come deve, all’ottavo giro di sequenza, lo switching controllato
lascerà il MUX in balia perenne del Vmax.

Proviamo…

Il primo problema che salta agli occhi è lampante nella sua drammaticità: anche
lo switch controllato, che si apre regolarmente quando arriva Vmax pari a 28,
torna a chiudersi appena il valore “V” scende a livelli più bassi…

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Per congelare definitivamente il sistema, bisogna fare in modo che un secondo


switch stacchi il segnale di controllo dal contatto con il primo switch. Insomma,
è necessario sganciare l’interruttore principale dal valore che ne gestisce
apertura/selezione. Proviamo anche questo…

No, non funziona neanche questo… quando svanisce il valore di controllo, anche
il secondo switch torna a più miti propositi. Ci servirebbe… ci servirebbe… ci
servirebbe un sistema che sia in grado di congelare un valore fino a nuovo
ordine, un latch direbbero gli informatici.

Un Sample & Hold, direbbero i programmatori di sint. Oppure, in maniera molto


più brutale, un bell’interruttore manuale, manovrato dal musicista che, alla fine
della sezione di buildup – cioè dei primi otto giri, congeli il comportamento del
circuito fermandolo per sempre sul valore desiderato.

Uhmmm, questa potrebbe funzionare.

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Controllo manuale

In pratica, si tratta di sottoporre il valore del sequencer che controlla il MUX


all’azione “congelante” di un modulo Track & Hold; immaginate un ponte
levatoio: fintato che il ponte è abbassato (track), lupi, capre, cavoli e viandanti
entrano tranquillamente nel castello, ma appena il ponte levatoio si alza (hold),
rimane in memoria l’ultimo tipo di viandante che si è trovato a passare di li per
caso…

Tutto sta nel controllare a distanza l’abbassamento del ponte levatoio: abbiamo
due condizioni operative: track, cioè il normale transito con costruzione
progressiva dei valori di Mux Sequencer 0, 4, 8, 12, 16, 20, 24, 28, che aprono
le porte del MUX; hold, che in corrispondenza del raggiungimento di MAXvalue,
deve essere prolungato arbitrariamente.

Basterà collegare, alla porta Control del Track & Hold, uno switch a due
posizioni, in grado di operare una scelta tra due costanti impostate sui valori
MAX (track) e MIN (hold, cioè congelamento). Quando serve, cioè dal nono giro
in poi, il musicista non deve fare altro che bloccare il circuito sul congelamento
del massimo valore di trasposizione e lanciarsi nel torrido assolo.

La prossima volta, contando nella clemenza della corte, affronteremo la timbrica


per l’assolo.

Buon tutto!

Tag: tutorial step sequencer emerson synthology tank

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EMERSONOLOGY – Lucky Man – Prima parte (14/04/11)
Emersonology – Tutti i suoni (o quasi) di Keith Emerson (16/02/11)

3 commenti
='(
Bistik (#26804 - ), 26 febbraio 2011, 11:29

Ciò mi commuove.

If revolution had a movie I'd be theme music.

Rispondi a questo commento

:-Q_______________
Mattycaos (#25517 - ), 26 febbraio 2011, 14:10

Questo articolo mi ha commosso così tanto che ho avuto una commozione celebrale... Incredibile! Indicibile! Lunga vita all'onnipotente Enrico Cosimi!

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Re: :-Q_______________
Enrico_Cosimi (#18600 - ), 26 febbraio 2011, 14:13

yep yep
yuk yuk

:-)))
enr cos

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