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∆ε Ροσαρχανα

Ινδιχε
IL LIBRO DELLA NATURA ................................................ 1
D ELLE O RIGINI DI C IÒ CHE È M ANIFESTO ................................................................. 1
D ELLA S PECIE U MANA ............................................................................................... 2
D ELLA C ONDOTTA U MANA ......................................................................................... 3
D EI M ONDI V ISIBILI E I NVISIBILI .............................................................................. 6
D ELLA M ORTE ............................................................................................................ 8

IL LIBRO DELLA RELIGIONE ........................................ 10


D ELLA M ISSIONE E DEI S IMBOLI .............................................................................. 10
D EGLI A NTENATI ....................................................................................................... 12
D ELLE F ESTE ............................................................................................................ 13
D EI R ITI .................................................................................................................... 18
D EI L UOGHI .............................................................................................................. 32
D EGLI A RCONTI ........................................................................................................ 33
D ELLE C OMUNITÀ R ELIGIOSE .................................................................................. 34

IL LIBRO DELLA VIA SPIRITUALE .............................. 38


D ELLA V IA S PIRITUALE ............................................................................................ 38
D EI S EGNAVIA ........................................................................................................... 40
D EI V ENTIQUATTRO M AESTRI .................................................................................. 41
D ELLE V ENTIQUATTRO V IRTÙ .................................................................................. 66
D ELLA M APPA ........................................................................................................... 91

Il LIBRO DEGLI ARCONTI .............................................. 92


D EI P RIMI A RCONTI .................................................................................................. 92
D EL R UOLO DELL ’A RCONTE ..................................................................................... 94
D I C IÒ CHE L ’A RCONTE D EVE C ONOSCERE E DI C OME E SSO SI C OMPORTA ......... 95
D ELLA T EORIA DELLE A RTI M AGICHE ..................................................................... 97
D ELLE B ASI DELLA P RATICA M AGICA ................................................................... 102
D ELLA M AGIA A STRALE ......................................................................................... 105
D EGLI S TRUMENTI E DEGLI A LTRI R ITI ................................................................. 109
D ELLA M AGIA M ATERIALE ..................................................................................... 110
D EI V IAGGI ............................................................................................................. 111
D EL R APPORTO CON LE C REATURE I NVISIBILI ....................................................... 115
D EL D OVER C OMBATTERE ...................................................................................... 117
D EL C ESSAR D ’E SSER A RCONTE ............................................................................ 120
D ELL ’U LTIMA V OCE ............................................................................................... 120
IL LIBRO DELLA NATURA

D ELLE O RIGINI DI CIÒ CHE È M ANIFESTO

Ci fu un Tempo, che forse nemmeno lo stesso Universo


ricorda, in cui Tutto ebbe Origine, ma di esso nessuno ha
conoscenza. O forse l’Arché Esiste da Sempre. O forse
ancora il Tempo non Esiste, e il Quando non ha importan-
za. Ma quale ne sia l’Origine, l’Arché È. Esso è la Tela e la
Pittura, il Rigo e la Nota, il Legno e l’Albero. Esso è ciò
che può essere chiamato Vuoto, ma vuoto non è. Esso è
Vivo, perché Esso è la Vita stessa, che è in Esso Immanente.
E l’Immanenza della Vita è ciò che è l’Essenza del Divino.
Ed Esso è all’Origine dell’Espressione della Vita e del Di-
vino.
L’Arché ha Energia e Intento. Dall’Energia nasce la Vi-
brazione, e dall’Intento nasce la Forma, che si esprime tra-
mite le Dimensioni. Tra l’Energia e la Forma si crea la Ten-
sione. Energia, Forma e Tensione si Manifestano in ciò che
si può vedere e toccare. L’Energia interagisce con la Mani-
festazione tramite la Causalità, e la Forma interagisce con
la Manifestazione tramite la Sincronicità. Causalità e
Sincronicità si intrecciano a creare il Fato. Il Fato è in co-
stante mutazione, perché la Manifestazione interagisce con
Esso, e può essere ascoltato da chi sa Ascoltare.
E così hanno origine le più piccole Particelle e le Forze,
che assieme formano il Creato. E il Creato risponde alle
Leggi della Causalità, della Sincronicità e del Fato, e a Esse
partecipa. E nel Creato vi è l’Immanenza della Vita e del
Divino. E la Vita è l’Energia dell’Intento, e il Divino è l’In-
tento dell’Energia.

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De Rosarcana

Nel Creato nascono i Princìpi del Padre e della Madre. Il


Padre è il Principio che Feconda donando la propria Ener-
gia, e la Madre è il Princìpio che Genera dal suo Corpo, il
cui Intento viene Fecondato. E nascono i Princìpi dei Quat-
tro Elementi. La Terra è nera a Sud e rappresenta ciò che è
Fisico e Corporeo. L’Acqua è rossa a Ovest e rappresenta
ciò che Emozione e Sentimento. L’Aria è gialla a Nord e
rappresenta tutto ciò che è Mentale e Razionale. Il Fuoco è
bianco a Est e rappresenta lo Spirito e il Divino. E così è,
che ogni Sole è Padre, e ogni Pianeta è Madre. E per ogni
Pianeta l’Est è il punto cardinale in cui il Sole Sorge, e
l’Ovest il punto cardinale in cui Esso Tramonta. E ogni
Sistema Solare ha una sua Vita, Cresce e si Evolve.

D ELLA S PECIE U MANA

Attorno alla Stella chiamata Sole, orbita il Duplice Mon-


do chiamato Terraluna. Esso è formato da un Pianeta chia-
mato Terra, e la sua Luna chiamata Luna. Sul Mondo più
grande, molte Forme di Vita si sono evolute e alternate, e
lì ha avuto origine la Specie Umana, figlia del Sole e di
Terraluna. Essa fu Voluta dal Padre e dalla Madre per Com-
piere una Grande Missione. La Specie Umana ha il Compi-
to di Regnare sull’Equilibrio di Terraluna, di Proteggerla e
Accudirla. Allo stesso tempo ha il dovere di Crescere e
Conoscere, Evolvendosi ed Espandendosi. Così la Missio-
ne di ogni Essere Umano è quella di Amare, Rispettare,
Conoscere, Accettare, Comprendere, Preservare, Accudi-
re, Nutrire, Evolvere e Gestire Sé Stesso, i Suoi Cari, la
Sua Specie, tutte le Altre Specie, il Suo Pianeta, il suo Si-
stema Solare e l’Universo stesso. Per questo la Specie

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Il Libro della Natura

Umana è stata dotata di Grandi Potenzialità. Essa ha Mani


abili, infinita Creatività e il Potere di dominare la Tecno-
logia. Tutto ciò per adempiere alla propria Missione. Ma
questo Grande Potere, privato della Consapevolezza della
Missione, può essere estremamente dannoso, arrivando a
essere totalmente distruttivo qualora gli Esseri Umani ve-
nissero deviati su false missioni. Per questo, chi segue la
Via deve tentare di istruire chi, anche involontariamente,
arrecasse danno. E così dovrà diffondere il Sapere, la Scien-
za e il Pensiero, come anche l’Arte e la Poesia, e dovrà
portare Gioia e Fede, e dovrà combattere, se necessario,
per difendere il suo Mondo, e dovrà dare forza a chi teme
di seguire la Via. Ma chi obbligasse un altro a seguire la
Rosarcana, con la violenza come con l’inganno, sarebbe
un nemico della Via, poiché essa si Vive e si Sente, e nes-
suno vi può essere forzato.

D ELLA CONDOTTA UMANA

Su Terraluna gli Animali che camminano, volano e nuota-


no si muovono da soli come in Branchi o Società. E gli
Esseri Umani sono fatti per unirsi in Società di tante Per-
sone quanti sono i Giorni nella terza parte di un Anno, gui-
dati dagli Anziani e dai più valorosi. Ma il numero degli
Esseri Umani è tanto grande che di rado ciò è possibile, e
perciò sarà cura delle Grandi Civiltà organizzare la pro-
pria Comunità in modo equo e libero, e far sì che ognuno
possa Vivere con Dignità.
Su Terraluna gli Animali che camminano, volano e nuota-
no si nutrono alcuni di piante, altri di carne, e altri ancora
di entrambi. E gli Esseri Umani sono fatti per nutrirsi di

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De Rosarcana

piante e di carne, e nelle centinaia di migliaia di anni dai


quali Essa controlla il Fuoco, Essa si è adattata alla cottura
dei cibi. Così la Natura ha disposto, ed è bene Rispettare le
Sue Regole, ma ognuno è libero di scegliere diversamente
secondo i Suoi Motivi, e queste Persone devono essere
Accettate e Rispettate, purché non diffondano la Loro Scelta
giustificandola falsamente come Naturale. Possono diffon-
dere la Loro Scelta con i Loro Motivi, ma non offendere
chi si nutre secondo Natura.
Su Terraluna gli Animali che camminano, volano e nuota-
no devono a volte combattere. Uccidere è cosa Buona e
Naturale se serve al Nutrimento, all’Equilibrio Naturale e
alla Difesa di ciò che si ha Caro e della Propria Terra, ed è
sbagliato se procura piacere. Alcune Specie conoscono la
Guerra, e la Specie Umana è tra queste la più pericolosa,
perché ha grandi e pericolose Tecnologie. Per questo Essa
deve combattere con grande attenzione, e soltanto per rag-
giungere la Pace. Ed essa potrà sviluppare grandi e poten-
tissime armi soltanto per difendere Terraluna da ogni cata-
strofe che possa minacciarla.
Su Terraluna gli Animali che camminano, volano e nuota-
no agognano a una Lunga Vita, e lo stesso è per gli Esseri
Umani. Con la loro Medicina Essi possono compiere Grandi
Miracoli, ed è Bene che Essi li compiano. E se per Salvare
delle Vite fosse necessario sacrificarne altre, o usare parti
di altri corpi o macchine, questo sarebbe accettabile, ma
sarebbe Dovere dell’Umanità il cercar modi migliori.
Su Terraluna gli Animali che camminano, volano e nuota-
no hanno la facoltà di scegliere di morire prima del tempo,
e questo è un diritto, poiché se ciò è per scegliere una mor-
ta rapida in luogo dell’agonia, essa è chiamata pietà, ed è
anche dovere di chi è sano accontentare il desiderio di ri-

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Il Libro della Natura

poso di chi è troppo malato per togliersi la Vita. Ed è dirit-


to della madre la scelta di risparmiare una Vita di dolore ai
figli malati o deformi. Ed è anche diritto degli adulti to-
gliersi la Vita senza motivo, perché in questo modo la Spe-
cie Umana perderà un punto debole, ma non è diritto fare
ciò per coloro che adulti ancora non sono. E non è diritto
della madre terminare una vita sana nata dalla propria su-
perficialità, a meno che non vi sia pericolo per la propria
incolumità o per quella della Nuova Vita, poiché alcuni
Popoli possono mostrarsi barbari e mostruosi, e a volte è
meglio una morte che due morti o due esilii in Terre crude-
li.
Su Terraluna gli Animali che camminano, volano e nuota-
no sono Maschi e Femmine. E nelle Specie dove si unisco-
no un solo Maschio con una sola Femmina, la Femmina è
più grande del Maschio, o ne ha le stesse dimensioni. E
nelle Specie dove si uniscono un Maschio e più Femmine,
il Maschio è più grande per difendere le sue Compagne e i
Piccoli. E negli Esseri Umani si uniscono un Maschio e
non più di tre Femmine, ed è la Prima Femmina che decide
se accettarne o volerne un’altra nella Famiglia, poiché è
Natura Umana che le Femmine possano Amare anche altre
Femmine, e una Famiglia con più Femmine è più forte. E
sono la Prima e la Seconda a decidere se accettarne un’al-
tra ancora. Così la Natura ha disposto, ed è bene Rispetta-
re le Sue Regole, ma ognuno è libero di scegliere diversa-
mente secondo i suoi Motivi, i suoi Istinti e il suo Piacere.
Così una Femmina può avere più Maschi secondo le stesse
regole, e possono unirsi i Maschi con i Maschi e le Femmi-
ne con le Femmine, e queste Persone devono essere Accet-
tate e Rispettate, purché i Figli siano cresciuti almeno da
un Maschio e da una Femmina, salvo che il Fato decida

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De Rosarcana

diversamente, anche con l’intervento di Sorella Morte. E


lo Scopo della Famiglia è essere Feconda, così essa avrà
Prole, e se così non sarà, sarà Feconda in altro modo, con
le Proprie Azioni e con la Propria Voce. E se dovesse ces-
sare l’Amore, la Famiglia dovrà essere sciolta, e soltanto
la Responsabilità verso i Figli potrà giustificarne la prose-
cuzione.

D EI M ONDI V ISIBILI E I NVISIBILI

Vi sono molti Mondi, ed Essi sono definiti da chi li Vive


e li Osserva. Ma alcuni Mondi sono Sempre Presenti. Il
Mondo che Tutti Vedono è quello della Materia, che è re-
golato dalla Causalità e dal Fato. Il Mondo che Pochi Ve-
dono è il Mondo Astrale, che così è chiamato poiché è
Astratto. Esso è complementare al Mondo Materiale, ed è
regolato dalla Sincronicità e dal Fato. E i Mondi Materiale
e Astrale possono tra Loro Interagire. E infine c’è il Mon-
do Iperuranio, che negli Altri due è Immanente e che è il
Mondo ove Tutte le Coscienze Danzano tra Loro e si riuni-
scono in Una, e dove tutte le Conoscenze, le Esperienze e
le Memorie dell’Universo convergono, ed Esso è in Equi-
librio con il Fato e l’Arché. E questi Tre Mondi insieme
compongono il Mondo detto Macrocosmo, al quale corri-
sponde in ogni Cosa o Individuo un Mondo chiamato
Microcosmo, che è del Macrocosmo un frammento.
E ogni Microcosmo si unisce in altri Microcosmi più gran-
di, ed essi rispondono alla Regola della Somma, ove in Ogni
cosa l’Insieme è maggiore della Somma delle sue Parti,
poiché Legno e Corda assieme divengono Arco, e Carta e
Inchiostro divengono Libro. E così per ogni Insieme, e per
ogni Particolare esiste un Microcosmo che con gli Altri si

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Il Libro della Natura

Interseca. E ci sarà un Mondo per ogni minimo Dettaglio.


E ogni Microcosmo può generare nuovi Mondi, durevoli
anche per un istante, e con Essi Interagire, poiché ogni
Microcosmo è Osservatore, ed è l’Osservatore che Defini-
sce ciò che è Osservato. E per questo potranno esistere il
Mondo delle Pietre Ruvide, il Mondo delle Sedie Rotte e il
Mondo delle Persone che Ridono, e altri Infiniti Mondi
Assurdi o Meravigliosi.
Esistono molte Creature che popolano il Mondo Materia-
le, e lo stesso vale per altri Mondi. Molti Esseri vivono nel
Mondo Astrale, e le loro Origini sono molto varie. Alcuni
Esseri nel Mondo Astrale si sono Evoluti, e da Esso hanno
Origine. Altre sono chiamate Eggregori, e hanno Origine
dalle Creature del Mondo Materiale che in Esse Credono,
e così nel Mondo Astrale si trovano Mostri e Creature Fan-
tastiche. E nel Mondo Astrale ancora si trovano i Fanta-
smi, che sono il Ricordo che a volte Rimane di Esseri, Cose
ed Eventi del Mondo Materiale. E tutte queste Creature
possono con il Mondo Materiale Interagire e hanno in tutti
gli Altri Mondi Riflesso.
Altresì nell’Iperuranio Vivono le Creature più Splendenti
e Terribili, poiché lì per Natura si trovano tutti gli Esseri
che Sono. Ed Essi si chiamano Spiriti. Essi sono gli Spiriti
di ogni Specie, di ogni Individuo, di ogni Cosa e Luogo, e
ancora di ogni Elemento e Forza. E lo Spirito di ogni Indi-
viduo è chiamato Daimon, che di Ognuno è Occhio e Orec-
chio e Tatto nell’Iperuranio, e da Esso è Consigliere, poi-
ché ne è Parte Integrante. E ancora nell’Iperuranio vi sono
gli Antenati, in seno allo Spirito della Propria Specie e
dell’Universo, che sempre Vegliano sui Loro Discendenti.
E ancora nell’Iperuranio vi sono gli Archetipi, che sono i
Disegni Ideali di tutto ciò che può Essere ed Esistere. Ma

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De Rosarcana

accanto a Essi vivono anche tutte le Creature che sono sta-


te Elevate dall’Essere Umano a Incarnare l’Essenza Divi-
na. E così in Esso, sempre in seno allo Spirito della Specie
Umana, si trovano Tutti gli Dèi come anche tutti i Dèmoni,
e così i Sacri Antenati, che sono Coloro che hanno ricevu-
to l’Apoteosi, e Questi da Esso Agiscono sugli Altri Mon-
di, secondo il Potere che a Essi dagli Umani viene Dato. E
questi Esseri vanno trattati con grande Rispetto e Atten-
zione, poiché Essi hanno Grande Potere, e alcuni di Loro
sono Giusti e Saggi, ma altri sono Infidi e Malvagi, e altri
ancora Vogliono ingiustamente Dominare e Controllare, e
imporre Regole Inique, e alcuni di Essi glorificano i Loro
Seguaci e li spingono alla Guerra contro tutti coloro che
non sono tra Essi. Perciò sia che gli Umani che a Loro si
Accostino, Conoscano a fondo gli Dèi e i Dèmoni ai quali
si Rivolgeranno. E Questo Sapere viene dai più Antichi
Testi che di questi Esseri parlano, poiché è da Questi che
Essi hanno preso la Loro Prima Forma.

D ELLA M ORTE

È la Morte, per molti, grande fonte di preoccupazione e


paura, ma ciò è ingiustificato, poiché la Vita Muta e Si Tra-
sforma, ma È Immanente nel Tessuto stesso dell’Arché e
nella Sua Natura e quindi non può finire. E qualora un bam-
bino facesse un cerchio con le dita e lo chiamasse “Cer-
chio”, esso avrebbe una sua nascita, una storia, e infine
una Morte quando il bimbo separasse le dita. Ma le dita
rimarrebbero, e anche il ricordo di Cerchio nel bimbo. E
così chi Muore continua ovunque a essere, poiché allo stes-
so tempo ritorna a Terraluna e all’Universo, e può in un

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Il Libro della Natura

nuovo corpo Rinascere, e ancora passa tra gli Antenati, e


partecipa alla Vita della sua Specie, di Terraluna e dell’Uni-
verso. E alle volte accade che nella Morte un Fantasma si
generi, e può avvenire che a Esso si resti legati, e finché
questo non trovi la Pace, non ci sia Quiete nelle
Reincarnazioni e nell’Antenato.

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De Rosarcana

IL LIBRO DELLA RELIGIONE

D ELLA M ISSIONE E DEI S IMBOLI

È Religione detta ciò che è una Via che porta l’Essere


Umano a Crescere e a Evolvere nello Spirito, nella Mente,
nel Cuore e nel Corpo, e che lo Aiuta a Comunicare e a
Vivere in Armonia con l’Universo, e che gli permette di
Comprendere meglio l’Universo stesso. E la Rosarcana è
Religione, ed Essa ha come Missione la Missione data agli
Esseri Umani da Terraluna. E così coloro che seguono la
Rosarcana, si impegnano ad Amare, Rispettare, Conosce-
re, Accettare, Comprendere, Preservare, Accudire, Nutri-
re, Evolvere e Gestire Loro Stessi, i Propri Cari, la Propria
Specie, tutte le Altre Specie, il Proprio Pianeta, il Proprio
Sistema Solare e l’Universo stesso. Per questo coloro che
Seguono la Rosarcana si dedicano alla Ricerca del Sapere
e alla sua Diffusione, e conoscono e la Tecnologia e la
Natura Selvaggia, e Vivono secondo i Ritmi di Terraluna.
Ed Essi Conoscono Ventiquattro Maestri e Ventiquattro
Virtù, che li aiutano a Evolvere come Individui e come
Specie, a Comprendere Sé Stessi e gli Eventi e a Superare
le Avversità. E i Maestri come le Virtù hanno tre Aspetti. Il
primo è quello Buono, che è Equilibrato e Giusto, poi c’è
l’Aspetto Morente, che è privato di sé stesso, e insegna a
vedere ciò che manca, e infine c’è l’Aspetto Oscuro, che è
l’Estremo di Esso, e insegna a vedere ciò che eccede. E i
Maestri e le Virtù sono Archetipi dell’Essere Umano, ma
non Dèi.
Gli Dèi e le Creature che vi sono Affini devono essere
Conosciuti e Rispettati, e possono essere Onorati, ma mai
adorati, ed è bene Ricordare che Essi sono nostri Fratelli e

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Il Libro della Religione

Sorelle, e allo stesso tempo Figli dell’Umanità. E anche


Tutto ciò che è di Noi più Grande va Onorato, e mai adora-
to, poiché nessun Figlio si prostra dinanzi al proprio Padre
e alla propria Madre, e nemmeno dinanzi ai propri Fratelli
e Sorelle. Ed è bene con Tutto ciò Prendere e Dare nella
Giusta Misura.
Vi sono molti Simboli che sono importanti. I Simboli del-
la Religione Rosarcana sono la Lettera Psi, la Rosa Rossa,
l’Esagono Sacro e il Serpente o il Drago, vi Sia Uno solo
di Questi Segni o più d’Uno Intrecciati. La Rosa Rossa rap-
presenta l’Arché, poiché da Esso mille petali e pieghe del-
l’Universo hanno Origine. La Lettera Psi Rappresenta As-
sieme l’Arché e la Manifestazione. L’Esagono Sacro, che è
posto con una Punta in Alto e una in Basso ove ogni Verti-
ce è Collegato a quello opposto, oppure con la Lettera Psi
al Centro, È altrettanto importante, poiché al Centro vi sono
l’Arché e la Manifestazione, e in Alto c’è la Tensione e in
Basso il Fato, e a Destra ci sono le Dimensioni Sopra e la
Sincronicità Sotto, e a Sinistra ci sono la Vibrazione Sopra
e la Causalità Sotto.
Il Simbolo dell’Essere Umano che segue la Via è il Dra-
go, o il Serpente, che rappresenta anche l’Equilibrio degli
Elementi. Ed Esso Rappresenta anche tutte le Altre Specie
dell’Universo che condividano la Missione Umana. E i Due
Draghi o Serpenti con le Code intrecciate in Basso e che
descrivono un Cerchio fino a toccarsi con il Muso in Alto
rappresentano l’Evoluzione. Il Drago o il Serpente che si
Morde la Coda è detto Ouroboros, e rappresenta tutto ciò
che è Ciclo e Ritorno.
Un altro Simbolo dell’Essere Umano è la Stella a Cinque
Punte, e il Vertice che guarda in Alto è la Mente, il Vertice
Sinistro è il Cuore e il Destro i Rapporti con gli Altri, quello

11
De Rosarcana

in Basso a Sinistra è il Corpo e quello in Basso a Destra è


lo Spirito. E queste sono le Cose che un Sano Essere Uma-
no deve Curare e tenere in Equilibrio. Il Cerchio rappre-
senta la Divisione e la Protezione, e il Ciclo della Natura,
e ancora il Tutto che è Uno.
Il Tetraedro, il Colore Bianco e il Triangolo che guarda il
Cielo rappresentano il Fuoco; l’Ottaedro, il Colore Giallo
e il Triangolo Tagliato che guarda il Cielo rappresentano
l’Aria; l’Icosaedro, il Colore Rosso e il Triangolo che Guar-
da in Basso rappresentano l’Acqua; il Cubo, il Colore Nero
e il Triangolo Tagliato che Guarda in Basso rappresentano
la Terra; e infine il Dodecaedro, il Colore Grigio e
l’Esagramma con il punto in mezzo rappresentano l’Equi-
librio degli Elementi tutti, e la Quintessenza. La Ruota o
la Croce rappresentano i Quattro Elementi, e a Est si trova
il Fuoco, a Nord l’Aria, a Sud la Terra e a Ovest l’Acqua. E
Tre Ruote intrecciate nei Tre Piani o la Sfera, alla Ruota
aggiungono il Padre Sopra, che è rappresentato dal Colore
Azzurro e dall’Asta, e la Madre Sotto, che è rappresentata
dal Colore Verde e dall’Ellisse Verticale.

D EGLI A NTENATI

Sono gli Antenati Coloro che Risiedono nell’Iperuranio,


e che Sono Vissuti Prima di chi Ora Vive. Essi Guardano
ai Loro Discendenti, poiché sono Questi a Proseguire il
Loro Viaggio. Rispetta i Tuoi Antenati e Chiedi il Loro
Consiglio, ed Essi ti Invieranno dei Segni o ti Parleranno
attraverso il Sogno, o Troveranno altro Modo per Fare ciò.
E ancora Chiedi il Loro Aiuto, ed Essi ti Aiuteranno nel
Fare ciò che per Te è Cosa Buona. E Rammenta che tra i

12
Il Libro della Religione

Tuoi Antenati vi Sono gli Scopritori del Fuoco e della Pri-


ma Tecnologia, che Vissero Prima che la Specie Umana
avesse l’Aspetto che Tu hai, e vi sono ancora Antiche Be-
stie e ancora Creature Minuscole. E puoi a Tutti i Tuoi
Antenati Rivolgerti, e così il Tuo Richiamo potrà andare
anche a Chi ti è Ignoto. E per Fare ciò Scegli una piccola
Pietra delle Tue Terre, ed Eleggila a Pietra degli Antenati
con il Rituale, e Tienila nella Tua Casa su un piccolo Alta-
re, o in un Giardino di Pietra o Dove più Ti Piace, e con
Essa ti sarà più Semplice Parlare con Loro. Ma Sappi che
Essa è un Simbolo, e in Ogni Momento dal Suo Compito
può Essere Sciolta.
Rammenta però, che Tu Sei Loro Erede nel Bene e nel
Male, e che un tuo Male potrebbe Essere non a Te, ma ben-
sì a un Tuo Antenato Legato. Ma Rammenta anche che il
Tuo Antenato può tramite Te Guarire, ed Esso, benché sia
Morto, può Guarire con il Tuo Aiuto, Guarendo anche Te.
E ciò Vale anche per Coloro che Sono i Tuoi Ascendenti
ancora in Vita.

D ELLE F ESTE

Vi sono Undici Momenti dell’Anno che su Terraluna sono


motivo di Festa, e Tu Osserva almeno i Riti Brevi che a
Essi sono legati. Ogni Festa dura la ventottesima parte del-
l’Anno, e questi sono Tredici Giorni su Terraluna, e il Set-
timo Giorno è il Giorno Esatto, ed è il Giorno migliore per
Onorare la Festa, ma tu potrai Onorarla se e quando Vorrai
e Potrai, con Chi Vorrai e Potrai, e nella Misura in cui ti
sarà Possibile, in Uno Qualsiasi di questi Tredici Giorni. E
se Due Feste si accavallano, Puoi Festeggiarle nello Stesso

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De Rosarcana

Giorno, e ancora Puoi Festeggiare con Chi Segue altre Vie,


se le Vostre Feste negli Stessi Giorni Ricadono. E se Tu
dovessi Vivere su un Altro Mondo, Rispetta le Feste del
Mondo sul Quale Vivi, Rammentando che l’Est è il Punto
Cardinale in Cui il Sole Sorge, e che il Nord è alla Sua
Sinistra, il Sud alla Sua Destra e l’Ovest dalla Parte Oppo-
sta.
La Prima Festa è la Festa della Fine e del Principio, ed
Essa corrisponde al Perielio, che è il Punto più vicino al
Sole che Terraluna attraversa nel Suo Viaggio. Essa è la
Festa del Passaggio al Nuovo Anno, nel quale Terraluna
percorrerà un’altra Orbita attorno al Padre Sole. In questo
Giorno Guarda dietro di Te e Vedi ciò che nell’Anno che
Termina Hai Fatto, e Guarda avanti a Te e Medita su ciò
che Farai nell’Anno che Inizia. Poi Festeggia con Gioia e
Speranza, mangia e bevi e concediti Riposo e Soddisfazio-
ne.
La Seconda Festa è la Festa del Grembo, che È tra il Sol-
stizio d’Inverno e l’Equinozio di Primavera. Essa Celebra
la Vita che, nel Grembo di Terraluna, si Prepara a Sboccia-
re nella Primavera. Accendi delle Candele o delle Lucerne,
per Rappresentare La Luce che Avanza, e Festeggia con
Abbondanza. Medita su ciò che Stai Creando, e su ciò che
dalle Tue Azioni Verrà.
La Terza Festa è l’Equinozio di Primavera, ed è il Mo-
mento in Cui il Giorno Dura quanto la Notte, e l’Asse del
Mondo inizia a Rivolgere il Nord al Sole. Essa Celebra la
Fecondazione di Madre Terraluna da parte del Padre Sole,
e il Sopraggiungere della Primavera con l’Equilibrio tra le
Forze Maschili e le Forze Femminili. E il Frutto di Questo
Amore è Simboleggiato dalle Uova, dai Semi e dai Fiori,
perciò Dona Questi a Chi ti è Accanto, e con Essi Decora i

14
Il Libro della Religione

tuoi Luoghi. Festeggia con Cibi Leggeri e senza Eccedere


dove e con Chi Vuoi Tu, e se Puoi, nell’Intimità, Lavati
con Molta Cura e Celebra l’Atto del Congiungimento tra
Maschio e Femmina, con Grande Affetto e Dolcezza, dedi-
cando a ciò molto Tempo e Recando al Talamo Acqua e
Frutta. E se ti è impossibile ottenere sufficiente Intimità
per il Congiungimento, Prendi la Distanza che Puoi e limi-
tati allo Scambio di Affetto.
La Quarta Festa è la Festa della Purificazione, che È tra
l’Equinozio di Primavera e il Solstizio d’Estate. Festeggia
la Purificazione di Terraluna con Grandi Fuochi e con Ab-
bondanza d’Acqua, e metti da parte dell’Acqua che Con-
serverai fino alla Festa del Raccolto. Cammina o Danza
attorno al Fuoco al Suono del Canto Sacro e Medita su ciò
che Di Te è Malsano, e Getta ciò tra le Fiamme, poi Lava il
Tuo Volto e le Tue Mani, e se Vuoi Tutto il Tuo Corpo, con
Acqua Fresca, lasciando che Essa porti Via ciò che ne Ri-
mane. Cerca il Contatto e la Pace con Chi ti è Nemico, e
Godi dei Piaceri che Puoi Condividere con Chi ti È Accan-
to.
La Quinta Festa è il Solstizio d’Estate, ed è il Momento
in cui l’Asse del Mondo Guarda con il Nord al Sole. Esso
È il Momento in cui Terraluna, Fecondata nell’Equinozio
di Primavera e Purificata, si fa Madre e le Sue Creature
Fioriscono su di Essa. Festeggia attorno a un bel Fuoco, e
durante il Giorno che si Facciano Danze, Giochi e Giostre
di Combattenti, ma all’Imbrunire, che gli Uomini Adulti si
Cingano la Vita con una Fascia Azzurra e Simbolicamente
Combattano con il Loro Corpo o con Rami, Adornati se lo
Vogliono di Conchiglie e Penne d’Uccello, e che le Donne
Adulte si Cingano la Vita con una Fascia Verde e Danzino
per Loro Conto al Suono del Canto Sacro, Adornate se lo

15
De Rosarcana

Vogliono di Nastri e Fiori e Separate alla Vista degli Uo-


mini, e che Coloro che non Partecipano alla Danza e al
Combattimento si Dedichino a Imbandire la Tavola, e che
Poi Tutti nuovamente Si Riuniscano a Festeggiare e a Ce-
nare assieme al Sopraggiungere del Buio. E ciò Avviene in
questo Modo. Sono le Femmine che Decidono di Termina-
re la Danza, ed Esse si Recano nel Luogo ove i Maschi
Combattono, e delicatamente Esse li Toccano, e quando
Toccati i Maschi Smettono di Combattere. Poi le Femmine
li Prendono per Mano e li Conducono alla Tavola. E poi-
ché nel Combattimento e Nella Danza si Svolge il Rito del
Passaggio all’Età Adulta dei Giovani, Essi vengono Festeg-
giati e Accolti.
La Sesta Festa è la Festa del Ritorno, ed Essa corrisponde
all’Afelio, che è il Punto più lontano dal Sole che Terraluna
attraversa nel Suo Viaggio. Riguarda a ciò che ti sei
Ripromesso alla Festa della Fine e del Principio, e Rivedi
il Tuo Cammino. Ammira le Stelle e Ricorda che Esse Sim-
boleggiano altri Soli, e altri Orizzonti. Accendi una
Candela o una Lucerna nella Notte, che Simboleggia il Faro
che Ti Guiderà Nuovamente verso il Sole, e Augura a Te, a
Terraluna e a Tutte le Creature che vi Dimorano un Buon
Ritorno.
La Settima Festa è la Festa del Raccolto, che È tra il Sol-
stizio d’Estate e l’Equinozio d’Autunno. Essa Celebra il
Ringraziamento a Terraluna e al Sole per l’Abbondanza e
per il Nutrimento. Festeggia con i Prodotti del Grano e con
Frutta, e Fai un’Offerta d’Acqua a Terraluna a monte di
una Fonte, o in un Luogo Povero d’Acqua, o Dove gli Ani-
mali si Abbeverano, restituendole quella che avevi Tenuto
dalla Festa della Purificazione.
L’Ottava Festa è l’Equinozio d’Autunno, ed è il Momen-

16
Il Libro della Religione

to in Cui il Giorno Dura quanto la Notte, e l’Asse del Mondo


inizia a Rivolgere il Sud al Sole. Essa Segna la Fine della
Mietitura, ed è il Momento in Cui Guardare a ciò che si È
Fatto e Raccolto, e Segna il Tempo in cui Prepararsi all’In-
verno. Festeggia con Moderazione e Tranquillità sotto la
Luce della Luna.
La Nona Festa è la Festa degli Antenati, che È tra l’Equi-
nozio d’Autunno e il Solstizio d’Inverno. Essa Segna il
M o m e n t o d e l l a S e m i n a , d e l Vi n o N u o v o e d e l l a
Transumanza. Essa Celebra anche il Ricordo degli Antena-
ti, ed è il Momento in cui Essi sono più Vicini. Parla con
Essi e Festeggia in Loro Onore. Accendi una Candela o una
Lucerna a Rappresentare il Loro Ricordo, e Medita su ciò
che da Essi hai Appreso.
La Decima Festa è il Solstizio d’Inverno, ed è il Momen-
to in cui l’Asse del Mondo Guarda con il Sud al Sole. Essa
Celebra la Rinascita delle Forze del Padre Sole e l’Allun-
garsi delle Giornate nel Nord di Terraluna, Rappresentato
dal Toro. Accendi una Candela o una Lucerna e Festeggia
con Abbondanza con Cibi in Forma e Simbolo di Toro, che
Evocano l’Assunzione della Sua Forza Rinata.
L’Undecima Festa è il Genetliaco, ed è Legata a Chi Fe-
steggia, ed è nel Giorno in Cui Terraluna si Trova nello
Stesso Punto del Suo Viaggio rispetto al Padre Sole in cui
si Trovava alla Sua Nascita, e corrisponde al compimento
di Ogni Anno di Vita di chi Festeggia. Sii Felice e Godi
della Vita Stessa. Festeggia come vuoi, se vuoi e con Chi
Vuoi, e se Vuoi Medita su ciò che ti Aggrada, e non farlo
se non Vuoi, poiché in Quel Giorno Tu sei Motivo di Gio-
ia. Quindi Fa’ ciò che Ti Piace e Festeggia e Onora Te Stes-
so, senza però Arrecare Danno.

17
De Rosarcana

D EI R ITI

Questi sono i Riti e le Pratiche che Ognuno Può Compie-


re, ed Essi Possono Essere Celebrati in Tal Modo, o come
è Possibile a Chi li Celebra. E Se le Ore di Luce sono Buo-
ne a Questi Riti, Celebrali come sono Scritti, ma se Sono
Scomode Fissa i Tempi Secondo il Modo Migliore.

Il Levar l’Infante
Dopo la Nascita di un Infante, entro il Primo Anno di Vita,
i Genitori Possono Tenere una Grande Festa, e nel Corso
di Essa Levare l’Infante al Cielo e Mostrarlo a Coloro che
Sono Presenti. Ed È Diritto della Madre che l’Ha Portato
in Grembo fare ciò per Prima. Questo Gesto Simboleggia
la Presentazione dell’Infante al Sole, a Terraluna e alle Sue
Genti, ed È l’Atto in Cui la Madre e il Padre la Propria
Responsabilità di Genitori Dichiarano. Ed è Bene Ricor-
dare che Questo Rito è Vincolante per i Genitori, ma Non
per l’Infante, e che con Tale Atto Esso viene Riconosciuto,
ma non Impegnato nella Rosarcana, poiché Fare ciò Sareb-
be per Esso un Terribile Insulto e una Grande Mancanza di
Rispetto, giacché Vincolare un Infante a una Via Religiosa
altro non È se non un Orrido Inganno, e un Atto Meritevo-
le di Grande Vergogna.

L’Iniziazione
L’Iniziazione è il Rito con il Quale una Persona Sceglie
di Consacrarsi alla Rosarcana, e Dichiara di Condividerne
le Idee e i Principi. Questo Rito può Essere Celebrato sol-
tanto Dopo il Compimento del Quattordicesimo Anno, e
Dopo l’Attenta Lettura di Questo Libro. Esso Può Essere
Celebrato Privatamente o Pubblicamente, con le Modalità

18
Il Libro della Religione

che Ognuno Desidera. Dopo aver Ben Meditato su ciò che


la Via Rappresenta, Compi un’Abluzione e Fa’ sì che l’Ac-
qua ti Purifichi. Poi Vestiti di Bianco e Recati al Luogo
della Tua Iniziazione. Porta con Te le Erbe che Vuoi, Sce-
gliendole con Cura secondo i Tuoi Motivi, e una Moneta
di Legno che Costruirai Segnandola a Fuoco con la Lettera
Psi su una Faccia e con l’Esagono Sacro sull’Altra. Sul-
l’Altare Poni un Braciere o un Turibolo Acceso e un Ba-
stoncino, una Candela o una Lucerna a Est, un Frutto o del
Pane a Sud, una Coppa Ricolma d’Acqua a Ovest e un Col-
tello di Legno o di Pietra, o una Bacchetta a Nord. Poniti a
Est dell’Altare e Dichiara: “Io Sono Qui per Iniziare Me
Stesso alla Rosarcana, e Offro Queste Erbe per Propiziare
il Mio Cammino, e Questa Moneta per Ripagare la Mia
Metamorfosi”, e Brucia le Erbe e la Moneta al centro del-
l’Altare. Poi Spostati a Sud, Prendi ciò che Hai Posto sul-
l’Altare e Dichiara: “Scelgo Questo Seguendo il Mio Cor-
po e il Mio Istinto”, e Mangia. Poi Spostati a Ovest, Prendi
la Coppa e Dichiara: “Scelgo Questo Seguendo il Mio Cuore
e le Mie Emozioni”, e Bevi l’Acqua. Poi Spostati a Nord,
Brandisci il Coltello o la Bacchetta con la Punta in Alto e
Dichiara: “Scelgo Questo Seguendo la Mia Mente e il Mio
Sapere”. Poi Spostati a Est e Metti il Bastoncino tra le Bra-
ci, e Dichiara “Scelgo Questo Seguendo il Mio Spirito e la
Mia Fiamma Vitale”, Accendi la Fiamma con il Bastonci-
no, Soffia su di Esso e Riponilo sull’Altare. Poi Dichiara:
“È Fatto. Con Questo Rito dinanzi a Padre Sole e a Madre
Terraluna io Sono Iniziato alla Rosarcana”. Lascia che le
Fiamme si Consumino da sole, e se Vuoi Festeggia, poiché
Ora Sei un Iniziato.

19
De Rosarcana

La Consacrazione della Pietra degli Antenati


Scegli una Pietra delle Tue Terre Natìe, e per Fare ciò
Segui il Tuo Istinto. Poi Stringila nella Mano e, con Gran-
de Fede e Sapendo di Dire il Vero, Dichiara: “Tu Sei la
Pietra dei Miei Antenati, e Sarai per Me e per Loro un Pun-
to Fisso, e di ciò Io Ti Ringrazio”. E Devi Sapere che Se
Tu dovessi perdere per qualche Motivo questa Pietra, Essa
Può Ritornare a Essere semplicemente una Pietra. Per Far
ciò Visualizza la Tua Pietra e Dichiara: “Io ti Ringrazio e
ti Svincolo dal Tuo Compito. Che Tu Sia Libera”. E allora
Puoi Consacrare un’Altra Pietra.

La Meditazione
Assumi la Posizione che Trovi più Adatta, Chiudi gli Oc-
chi e Respira in Modo Regolare fino a Rilassarti. Poi La-
scia Liberi i Tuoi Pensieri, e Permetti Loro di Travolgerti,
se ciò dovesse Essere Necessario, e Attendi che si Acquie-
tino. Poi Osservali e Metti Ordine tra di Essi, e Allora Gui-
dali al Silenzio e alla Quiete, oppure a Qualcosa sul quale
Vuoi Meditare. E quando Decidi di Uscire dalla Medita-
zione Fa’ ciò lentamente, e Muovi e Stira il Tuo Corpo pri-
ma di Aprire gli Occhi.

La Contemplazione
Assumi la Posizione che Trovi più Adatta. Puoi Chiudere
gli Occhi o Tenerli Aperti, e Decidere di Contemplare una
Cosa, o Tutto, Dentro o Fuori di Te. Respira in Modo Re-
golare fino a Rilassarti. Poi Dimentica ciò che Sai, e Vedi
ciò che ti Sta Innanzi senza Guardare, e Odi senza Ascolta-
re. Lascia che Tutto ti Giunga Privo di Particolari, e così
ne Coglierai ogni Dettaglio. E Fa’ lo stesso con ciò che È
Dentro di Te. Evita i Pensieri, poiché nella Contemplazio-

20
Il Libro della Religione

ne Essi sono d’Intralcio. Esci dalla Contemplazione lenta-


mente, e Stira il Tuo Corpo.

La Preghiera
Usa la Preghiera se Vuoi Comunicare con un’Entità
dell’Iperuranio o con l’Universo Stesso. Metti a Tacere la
Tua Mente e Rivolgi il Cuore e la Sensazioni del Tuo Cor-
po a tale Entità. In ciò Tu Devi Sapere che Essa ti Ascolta,
e dunque Parla a Essa, se Vuoi a Voce Alta. Lascia che la
Risposta ti Giunga attraverso il Tuo Cuore e il Tuo Corpo,
e Sappi che è più Semplice Chiedere un Sì o un No. Fai ciò
per il Tempo che Vuoi e che Senti, poi Ringrazia l’Entità,
a meno che Essa non sia Malvagia. Ma se Puoi Evita tali
Esseri, e lascia che siano gli Arconti ad Affrontare le Tene-
bre. E Rammenta che Strisciare e Mendicare è Cosa molto
Triste, e perciò, se Chiedi Favori, che vi Sia uno Scambio
con un’Offerta o con un Impegno che all’Entità dia Guada-
gno.

Il Canto Sacro
Il Rito del Canto Sacro Incarna l’Unione tra Coloro che
Seguono la Via. Usa la Tua Voce o il Tuo Corpo o batti dei
bastoni, o ancora Costruisci un semplice Strumento. La-
scia che il Tuo Corpo, il Tuo Cuore e la Tua Mente si Ri-
lassino e Senti ciò che ti Unisce a Chi ti Circonda.
L’Arconte più Anziano o la Persona più Anziana o Chi lo
Desidera Emette i Primi Suoni, e se Preferisce una sempli-
ce Melodia o un Tempo, e Coloro che gli sono Attorno si
Uniscono al Canto con il Loro Suoni, che Devono Venire
dal Corpo, dal Cuore e dallo Spirito. Lasciate che ciò Di-
venga una Sola Musica, ed Essa Avrà Armonia. E il Canto
Terminerà quando Sarà il Momento. E Il Canto Sacro si

21
De Rosarcana

può Fare Quando lo si Desidera. E lo si può Fare anche da


Soli, Cantando con i Suoni che l’Universo Circostante
Emette.

La Danza Rituale
e il Passaggio all’Età Adulta della Femmina
Alla Festa del Solstizio d’Estate, le Donne si Allontanano
all’Imbrunire per il Rito della Danza Rituale, Cingendosi
la Vita con una Fascia Verde. Le Ragazze che Hanno Com-
piuto il Ventunesimo Anno e ancora Attendono il Rito di
Passaggio all’Età Adulta, Portano la Fascia sulle Spalle,
lasciandola pendere sui Seni. Quando Giunte nel Luogo
delle Danze, le Donne si Radunano in Cerchio. Allora
l’Arconte o la Donna più Anziana si Muove al Centro e
Chiede: “Chi Rivendica il Diritto di Essere Chiamata Don-
na?”, e a Tal Domanda le Giovani che Devono Celebrare il
Rito Avanzano di un Passo. Allora l’Officiante indica Una
Giovane per volta a Chiede: “Sei Disposta a Danzare per
Dimostrare che ne Sei Degna?” e, se Può Danzare, la Gio-
vane risponde “Sì, lo sono”, e Allora l’Officiante Dichia-
ra: “Allora Tu Danzerai come una Donna”, e la Giovane
Ritorna al Cerchio. Ma se la Giovane non Può Danzare a
Causa di un Corpo Malato, Essa Risponde “Non Posso
Danzare”, e ne Spiega il Perché. E allora l’Arconte Dichiara
il Modo in cui Essa Potrà Danzare, che può Avvenire in
Molti Modi Rispettosi, ed è Bene se le Altre Giovani la
Aiutano in ciò. E allora la Giovane Ritorna al Cerchio. E
se una Giovane è Priva di Voce, un’Altra Donna o un’Altra
Giovane può Parlare per Lei. E Quando Tutte le Giovani
Hanno Dichiarato l’Intento di Danzare, l’Officiante Inizia
il Canto Sacro, e alla Musica di Questo il Cerchio si Scio-
glie e le Donne Danzano come Sentono, lasciando Andare

22
Il Libro della Religione

il Corpo, il Cuore e la Mente. E quando il Tempo è Passa-


to, Esse Terminano le Danze e il Canto, e Ritornano al
Cerchio. Allora l’Officiante Chiede: “Chi è che Oggi è Di-
venuta Donna?”, e le Giovani Avanzano di Tre Passi. Allo-
ra l’Officiante Dichiara: “Da Oggi Voi Siete Donne. Siate
Degne di Tale Nome”. Allora le Donne si Avvicinano alle
Giovani e Cingono le Loro Vite con le Fasce Verdi. Poi
Tutte le Donne si Recano al Luogo dei Combattimenti, e
Fermano gli Scontri poggiando una Mano sulla Schiena o
sul Braccio degli Uomini. Poi li Prendono per Mano e li
Accompagnano alla Tavola.

Il Combattimento Rituale
e il Passaggio all’Età Adulta del Maschio
Alla Festa del Solstizio d’Estate, gli Uomini si Allonta-
nano all’Imbrunire per il Rito del Combattimento Rituale,
Cingendosi la vita con una Fascia Azzurra. I Ragazzi che
Hanno Compiuto il Ventunesimo Anno e ancora Attendono
il Rito di Passaggio all’Età Adulta, Portano la Fascia sulle
Spalle, lasciandola pendere sul Petto. Quando Giunti nel
Luogo dei Combattimenti, Gli Uomini si Radunano in Cer-
chio. Allora l’Arconte o l’Uomo più Anziano si Muove al
Centro e Chiede: “Chi Rivendica il Diritto di Essere Chia-
mato Uomo?”, e a Tal Domanda i Giovani che Devono
Celebrare il Rito Avanzano di un Passo. Allora l’Officiante
indica Un Giovane per volta a Chiede: “Sei Disposto a
Combattere per Dimostrare che ne Sei Degno?” e, se Può
Danzare, il Giovane risponde “Sì, lo sono”, e Allora
l’Officiante Dichiara: “Allora Tu Combatterai come un
Uomo”, e il Giovane Ritorna al Cerchio. Ma se il Giovane
non Può Combattere a Causa di un Corpo Malato, Esso
Risponde “Non Posso Combattere”, e ne Spiega il Perché.

23
De Rosarcana

E allora l’Arconte Dichiara il Modo in cui Esso Potrà Com-


battere, che può Avvenire in Molti Modi Rispettosi, ed è
Bene se gli Altri Giovani lo Aiutano in ciò. E allora il Gio-
vane Ritorna al Cerchio. E se un Giovane è Privo di Voce,
un Altro Uomo o un Altro Giovane può Parlare per Lui. E
Quando Tutti i Giovani Hanno Dichiarato l’Intento di Com-
battere, l’Officiante Dichiara “Sia Dato Inizio al Combat-
timento”. Allora il Cerchio si Scioglie e Tutti Combattono
tra Loro Lottando con il Solo Corpo o con Bastoni, ed è
Bene che Essi Vivano un Minimo Dolore, ma Devono Evi-
tare di Ferirsi. E il Combattimento Prosegue fino a che non
Viene Fermato dalle Donne. E Quando un Uomo o un Gio-
vane viene Toccato da una Donna alla Schiena o al Brac-
cio, Smette di Combattere, e il Suo Avversario Rimane in
Guardia senza Attaccare finché non Viene Fermato. E Poi
Gli Uomini e i Giovani si Lasciano Prendere per Mano dalle
Donne e le Seguono alla Tavola.
Una volta Giunti alla Tavola, l’Officiante Chiede: “Chi è
che Oggi è Divenuto Uomo?”, e i Giovani che Hanno Ce-
lebrato il Rito Levano al Cielo le loro Fasce. Allora
l’Officiante Dichiara: “Da Oggi Voi Siete Uomini. Siate
Degni di Tale Nome”. Allora gli Uomini e le Donne si Av-
vicinano ai Giovani e Cingono le Loro Vite con le Fasce
Azzurre.

Dei Riti Brevi delle Feste


Poiché a Volte è Impossibile Festeggiare, vi Sono dei Riti
Brevi per le Feste. Essi sono Indefiniti, poiché è da Chi li
Celebra che Essi Dipendono. Fa’ ciò che Puoi, anche Solo
nella Tua Mente, e che i Tuoi Gesti Simboleggino i Riti
Completi delle Feste. Ma ciò che è Proibito Fare in For-
mula Breve è il Passaggio all’Età Adulta. Esso Va Celebra-

24
Il Libro della Religione

to nella Sua Interezza. E anche se Sei da Solo, puoi Essere


Giovane e Officiante. E come Donna Puoi Danzare da Sola,
e come Uomo Puoi Combattere contro il Vento, e Pregare
lo Spirito della Donna nell’Iperuranio di Fermarti. Me è
Sempre Bene Celebrare il Rito come va Celebrato, e se l’Hai
Celebrato da Solo o in Modo Incompleto, Ripetilo alla Pri-
ma Occasione in Modo Corretto.

Il Matrimonio
Il Matrimonio è il Rito che Dichiara un Impegno d’Amo-
re tra Due o più Persone Adulte, ed Esso Viene Celebrato
per Scelta, e le Persone che Hanno tal Rito Celebrato sono
Tra Loro Dette Sposate.
Due o più Persone non Sposate che si Amano sono Dette
Tra Loro Compagne, mentre una Donna legata dall’Amore
a Due o più Persone Sposate è Detta Concubina. Le Mogli
sono Dette Prima, Seconda e Terza Moglie, ma Hanno Pari
Diritti e Dignità del Loro Marito e Pari Diritti e Dignità tra
Loro.
Il Matrimonio è Buono tra Un Maschio e Una, Due o Tre
Femmine, e può Essere Ripetuto nei Casi in cui Una
Concubina Divenga anch’Essa Moglie. Ma è Degno di Es-
sere Rispettato e Celebrato anche il Matrimonio tra Perso-
ne che si Amano dello Stesso Sesso, e di più Uomini con
Una o più Donne, e anche senza Limiti di Numero, purché
vi sia Amore. A Esso hanno Accesso anche Persone che
Non Appartengono alla Rosarcana, purché Garantiscano la
Loro Libera Scelta e il Loro Rispetto nei Confronti di Co-
loro che Seguono la Via.
Ogni Persona che Partecipa al Matrimonio porta con Sé
Uno o Due Testimoni, la Propria Pietra degli Antenati, le
Erbe che Ritiene più Adatte e, per Ogni Persona con la

25
De Rosarcana

Quale Si Sposerà, Una Moneta di Legno e un Simbolo


d’Amore. E il Simbolo d’Amore è Deciso da Coloro che Si
Sposano, e Può Essere un Anello, una Fascia, un Pendente
o una Corona o Qualsiasi Altra Cosa che per Essi Sia Im-
portante. E Saranno Loro a Decidere Come e Quando Por-
tare tali Simboli dopo al Rito.
L’Altare Viene Preparato con un Braciere o un Turibolo
al Centro, una Coppa d’Acqua per Ogni Persona a Ovest,
un Coltello di Legno o di Pietra o una Bacchetta a Nord,
una Candela o una Lucerna a Est e un Pezzo di Pane per
Ogni Persona a Sud. L’Officiante Può Essere un Arconte, o
un Anziano, o una Persona Richiesta dagli Sposi, anche
Esterna alla Rosarcana. I Testimoni si Posizionano a Est
dell’Altare, Mentre gli Sposi Vengono da Ovest, e Coloro
che Assistono Stanno Dietro di Essi. L’Officiante li Atten-
de Dinanzi all’Altare. La Persona più Anziana tra gli Sposi
si Presenta per Prima, e Poi Seguono le Altre in Ordine
d’Età. E se lo si Desidera, Ognuno può Essere Accompa-
gnato all’Altare da un Genitore o da una Persona Vicina.
L’Officiante Guarda chi gli Giunge Davanti e Chiede: “Chi
Sei, Tu che Vieni a Questo Altare?”, e la Persona Risponde
con il Proprio Nome Completo. Allora l’Officiante Chie-
de: “E perché Vieni Qui Dinanzi a Me e a Questi Testimo-
ni?”, ed Essa Risponde: “Perché Voglio Celebrare il Rito
del Matrimonio”. E l’Officiante Chiede ancora: “E con Chi
Vuoi Unirti in Matrimonio?”, ed Essa ne Cita i Nomi Com-
pleti in Ordine di Età, dalla Persona più Anziana alla più
Giovane. E allora l’Officiante chiede: “Sei Qui per Tua
Libera Scelta, senza Costrizioni?”, e se ciò Corrisponde a
Verità, Essa Risponde “Sì”. Dunque l’Officiante Tende la
Mano alla Persona, che l’Afferra e si Avvicina all’Altare.
Allora l’Officiante la Conduce a Nord e le Chiede: “La Tua

26
Il Libro della Religione

Ragione è Solida nel Volere Questo Matrimonio?”, ed Essa


Risponde “Sì”. Poi la Conduce a Est e le Chiede: “Il Tuo
Spirito Accetta e Vuole la Condivisione del Matrimonio?”,
ed Essa Risponde “Sì”. Allora la Conduce a Sud e le Chie-
de: “È Questo Matrimonio Voluto dal Tuo Istinto e dal Tuo
Corpo?”, ed Essa Risponde “Sì”. Poi la Conduce a Ovest,
e Chiede “È sull’Amore che Si Fonda Questo Matrimo-
nio?”, ed Essa Risponde “Sì”.
Allora l’Officiante Lascia la Prima Persona a Tre Passi
dall’Altare a Nordovest e Ripete il Rito per Ognuno, Fin-
ché Essi non Saranno Tutti Affiancati a Semicerchio a
Ovest, la Persona più Anziana Verso Nord e la più Giovane
Verso Sud. Allora l’Officiante Chiede: “Cosa Portate per
Propiziare il Vostro Matrimonio?” e gli Sposi Rispondono
Assieme “Erbe e Offerte, e le Pietre dei Nostri Antenati”, e
Porgono le Erbe e le Monete di Legno all’Officiante, che
le Brucia al Centro dell’Altare, e poi le Pietre che Vengono
Poste Dinanzi alle Coppe.
Allora l’Officiante Prende il Coltello o la Bacchetta, la
Brandisce Innanzi a sé con la Punta Rivolta al Cielo e Chie-
de: “Avete Chiari i Termini e i Patti tra di Voi per il Lega-
me del Matrimonio?”, ed Essi Rispondono “Sì”. Poi Affer-
ra la Candela o la Lucerna e Chiede: “Volete Fondere i
Vostri Spiriti nel Legame del Matrimonio?”, ed Essi Ri-
spondono “Sì”. Allora l’Officiante Ripone la Fiamma e
Chiede: “Volete Condividere il Cibo e i Vostri Corpi nel
Legame del Matrimonio?”, ed Essi Rispondono “Sì”. Dun-
que Egli Porge un Pezzo di Pane a Ognuno di Loro, ed Essi
Ne Mangiano una Parte e Poi lo Passano verso Sinistra af-
finché Ogni Pezzo sia Diviso tra Tutti Loro. Allora
l’Officiante Ripone l’Oggetto e Chiede: “Volete Condivi-
dere l’Acqua e i Vostri Cuori nel Legame del Matrimonio?”,

27
De Rosarcana

ed Essi Rispondono “Sì”. Allora l’Officiante Porge Loro le


Coppe, ed Essi ne Bevono un Sorso e le Passano verso Si-
nistra affinché Ogni Coppa sia Divisa tra Tutti Loro. Allo-
ra l’Officiante le Ripone e Dice: “Prendetevi per Mano”, e
Quando Essi Formano un Cerchio, Dichiara: “Il Vostro In-
tento è Forte, e l’Avete Dichiarato al Cospetto di Padre Sole,
di Madre Terraluna, dei Vostri Antenati e dei Testimoni. E
Dunque un’Ultima Volta vi Chiedo: Volete Voi Unirvi nel
Legame d’Amore del Matrimonio?”. Ed Essi Rispondono
“Sì, lo Vogliamo”. Allora l’Officiante Dichiara: “Dunque
Scambiatevi i Vostri Simboli d’Amore”. Allora dalla Per-
sona più Anziana alla più Giovane, Esse si Scambiano i
Simboli d’Amore, che Possono Avere con Sé o Ricevere
da Altri in quel Momento, quindi Chiudono Nuovamente il
Cerchio Riprendendosi per Mano. Allora l’Officiante Chie-
de ai Testimoni: “Avete Visto e Sentito?”, ed Essi Annui-
scono in Silenzio. Allora l’Officiante Dichiara: “E Quindi
Io, al Cospetto di Padre Sole, di Madre Terraluna, dei Vo-
stri Antenati e dei Testimoni, Vi Dichiaro Uniti nel Sacro
Legame del Matrimonio”. Allora gli Sposi si Baciano pub-
blicamente per Suggellare il Matrimonio e Sciolgono il
Cerchio. E allora Possono Seguire Grandi Festeggiamenti
e Libagioni, e Se questi Avvengono nel Luogo del Rito, le
Pietre degli Antenati Possono Rimanere sull’Altare. E Dopo
il Matrimonio, Esse Potranno Essere Riposte in un Luogo
Unico per Tutti gli Sposi.
Questo è il Rito del Matrimonio, ma gli Sposi Hanno la
Libertà di Variare sul Rito Cambiandone i Tempi e le For-
mule, concordando ciò con l’Officiante, purché l’Essenza
di Ogni Elemento e Significato del Rito venga Rispettata.

28
Il Libro della Religione

Il Rito di Iniziazione degli Arconti


Chi Intende Diventare un Arconte Proceda in Questo
Modo. Leggi con Attenzione il Libro degli Arconti e Stu-
dia i Suoi Insegnamenti, e Costruisci come Sai un Anello
di Legno, della Misura del Tuo Quinto Dito, Recante a
Fuoco la Lettera Psi. Medita su Ciò che Sai e Valuta Bene
le Tue Qualità, e Sii Coerente con ciò che un Arconte Deve
Rappresentare. Il Rito Può Essere Celebrato Privatamente
o Pubblicamente, con le Modalità che Ognuno Desidera.
Compi un’Abluzione e Fa’ sì che l’Acqua ti Purifichi. Sce-
gli un Tuo Sigillo Personale e Traccialo dove Desideri, e
nel Modo che Preferisci, sul Tuo Corpo. Questo Sigillo può
Passare ai Figli, e così più Generazioni di Arconti Possono
Portare contemporaneamente lo Stesso Simbolo e Trasmet-
terlo alle Generazioni Future della Stessa Famiglia. Poi
Vestiti di Bianco e Recati al Luogo della Tua Iniziazione.
Porta con Te le Erbe che Vuoi, Scegliendole con Cura se-
condo i Tuoi Motivi, e l’Anello che Hai Costruito. Sul-
l’Altare Poni un Braciere o un Turibolo Acceso e un Ba-
stoncino, e una Candela o una Lucerna a Est, con Accanto
l’Anello, un Frutto o del Pane a Sud, una Coppa Ricolma
d’Acqua a Ovest e un Coltello di Legno o di Pietra, o una
Bacchetta a Nord. Poniti a Est dell’Altare e Dichiara: “Io
Sono Qui per Iniziare Me Stesso come Arconte della
Rosarcana, e Offro Queste Erbe per Propiziare il Mio Cam-
mino.”, e Brucia le Erbe. Poi Spostati a Sud, Prendi ciò
che Hai Posto sull’Altare e Dichiara: “Scelgo Questo Se-
guendo il Mio Corpo e il Mio Istinto”, e Mangia. Poi Spo-
stati a Ovest, Prendi la Coppa e Dichiara: “Scelgo Questo
Seguendo il Mio Cuore e le Mie Emozioni”, e Bevi l’Ac-
qua. Poi Spostati a Nord, Brandisci il Coltello o la Bac-
chetta con la Punta in Alto e Dichiara: “Scelgo Questo Se-

29
De Rosarcana

guendo la Mia Mente e il Mio Sapere”. Poi Spostati a Est e


Metti il Bastoncino tra le Braci, e Dichiara “Scelgo Questo
Seguendo il Mio Spirito e la Mia Fiamma Vitale”, Accendi
la Fiamma con il Bastoncino, Soffia su di Esso e Riponilo
sull’Altare. Poi Prendi l’Anello e, mentre lo Indossi, Di-
chiara: “È Fatto. Con Questo Rito dinanzi a Padre Sole e a
Madre Terraluna io Sono ora un Arconte della Rosarcana”.
Lascia che le Fiamme si Consumino da sole, e se Vuoi Fe-
steggia, poiché Ora Sei un Arconte.

Il Rito di Passaggio tra gli Anziani


Chi Giunge al Sessantatreesimo Anno, può Celebrare que-
sto Rito. Poni un Braciere o un Turibolo sull’Altare, e in
Esso Brucia le Erbe che Vuoi Dichiarando: “Io Entro oggi
a Far Parte degli Anziani, poiché Merito il Riposo e la
Quiete”. Lascia che le Fiamme si spengano da sole e, se
Vuoi, Festeggia come più ti Aggrada.

L’Uscita dalla Via


Chi Intende Uscire dalla Rosarcana può Celebrare Questo
Rito. Poniti a Est Davanti all’Altare Vuoto e Dichiara: “Io
Sono Qui per Abbandonare la Rosarcana, e con Questo Rito
Annullo la Mia Iniziazione”. Poi Spostati a Nord e Dichia-
ra: “Scelgo Questo Seguendo la Mia Mente e il Mio Sape-
re”. Poi Spostati a Ovest e Dichiara: “Scelgo Questo Se-
guendo il Mio Cuore e le Mie Emozioni”. Poi Spostati a
Sud e Dichiara: “Scelgo Questo Seguendo il Mio Corpo e
il Mio Istinto”. Poi Spostati a Est e Dichiara “Scelgo Que-
sto Seguendo il Mio Spirito e la Mia Fiamma Vitale”. E
poi: “È Fatto. Con Questo Rito dinanzi a Padre Sole e a
Madre Terraluna io Ora mi Allontano dalla Rosarcana”.
È Bene Rammentare che Questo Rito è Superfluo per Co-

30
Il Libro della Religione

loro che Vengono Allontanati perché Macchiati di Crimi-


ni.

Il Rito per il Defunto


Questo Rito viene Compiuto da Chi lo Desidera tra la
Persone Vicine al Defunto.
Poni il Defunto come è Meglio, e in Sua Presenza, quan-
do Possibile, Raduna Chi gli è Stato Vicino nella Vita. Reca
Tre Monete di Legno e Ponile sul Defunto come Meglio
Credi, sia Sugli Occhi e Nella Bocca, sia sul Corpo, sia
nelle Sue Tasche, o Come Meglio Credi. Assieme al De-
funto Poni la Sua Pietra degli Antenati, e Oggetti di Legno
che ne Rammentino la Vita, assieme a Erbe, Penne d’Uc-
cello e Conchiglie che ne Propizino il Passaggio. Brucia
Erbe e Profumi. Accogli Coloro che sono Venuti con Cor-
tesia, e che Essi Rechino Fiori e Monete di Legno da Dare
al Defunto, e Tengano con Loro le Proprie Pietre degli
Antenati.
Poniti al Fianco del Defunto e Parla di Lui, Raccontando
chi Fosse. Poi Racconta di Qualcosa che Egli ti ha Inse-
gnato e Allontanati di Qualche Passo. Allora Chi lo Desi-
dera può Avvicinarsi e Raccontare di ciò che ha Appreso
dal Defunto, e Ritornare tra gli Astanti. E quando Coloro
che Volevano Parlare Hanno Parlato, Dichiara al Defunto:
“Tre Monete Sono State Pagate. Una Per Garantire il Tuo
Ritorno a Terraluna, Una per la Tua Rinascita in un Nuovo
Corpo, e Una per il Tuo Ingresso tra le Fila degli Antenati.
Che il Tuo Viaggio sia Sereno, e Che Tu Possa finalmente
Trovare Pace e Riposo”. Poi Poni il Corpo e il Suo Corre-
do su Una Pira, e Raccogline le Ceneri, o Riponilo nella
Terra, o Ancora Lascialo su un’Alta Struttura, o Fa’ Come
Egli Desiderava o Come Meglio Credi. Ed è Bene se Sul

31
De Rosarcana

Luogo del Suo Riposo Pianterai un Albero delle Tue Terre


o, se ti Sarà Impossibile, Piantalo in un Altro Luogo.

D EI L UOGHI

Sono i Luoghi della Via quelli ove la Comunità di Chi


Segue la Via si Esprime. E il Luogo ove si Tengono l’As-
semblea e le Feste è Detto Agorà, e il Luogo ove si Tengo-
no i Riti è Detto Temenos. Ed è bene Sapere che si possono
Dedicare dei Luoghi a Perpetuo Ruolo di Agorà e di
Temenos, ma che Ogni Luogo è Buono, poiché anche il
Luogo più triste, quando Ospita Assemblee o Feste è Agorà,
e quando Ospita Riti è Temenos, poiché Ogni Luogo è Sa-
cro. Perciò Sappi che il più Grande Bene che può Venire
dai Luoghi Perpetui è che in Essi Coloro che Seguono la
Via in Ogni Momento si Possono Recare, e in Tal Modo si
Conoscono e Parlano con Maggior Facilità, ma di Tali Luo-
ghi non c’è Bisogno.
Ciò che è Meglio, se Desideri avere i Luoghi Perpetui, è
Dedicare ad Agorà un Luogo Aperto, ed è Bene se Esso è
Naturale e Ricco di Vita, e che al Suo Centro vi sia il
Temenos, e che Sia un Cerchio d’Alberi o di Pali o un
Colonnato Monoptero, e che Possa Essere Riparato dalla
Pioggia, e al Suo Centro vi sia un Altare, e che nell’Agorà
attorno, a Nord vi sia un Palo o una Colonna o un Obelisco,
a Est lo Spazio per il Fuoco, per le Grandi Assemblee e per
le Feste, a Ovest uno Specchio d’Acqua e a Sud un Edifi-
cio Coperto che possa Servire al Mangiare, al Dormire e
alle Necessità del Corpo, e come Biblioteca. E ancora a
Nordest il Campo per i Combattimenti e a Sudovest il Luo-
go per le Danze. E se ti è Impossibile Fare ciò, Rammenta

32
Il Libro della Religione

che è Indifferente ciò che Fai, poiché Tu Puoi anche Chia-


mare Agorà una Radura priva di Ogni Cosa, e andrà bene,
e Chiamarla Temenos quando Svolgi i Riti, e se Vuoi puoi
Tracciare i Segni dei Quattro Elementi su Pietre o Pali, o
Portare a Nord un Palo, a Est un Turibolo, a Ovest un Bacile
e a Sud una Pietra, o ancora Tutto ciò che Ti Aggrada, poi-
ché Ogni Luogo è Sacro. E ancora Puoi Chiamare Agorà
una Stanza, o il Tavolo di una Taverna, o il Fondo di una
Caverna, poiché Ogni Luogo è Sacro.

D EGLI A RCONTI

Sono gli Arconti Coloro che Scelgono di Dedicarsi alla


Rosarcana come Suoi Portatori e Messaggeri. Essi Cono-
scono il Libro, Vivono il Lungo Percorso della Via Spiri-
tuale, Presiedono ai Riti nel Temenos e nei Luoghi delle
Feste, Moderano la Assemblee nell’Agorà e Coltivano il
Proprio Sapere in Ogni Cosa e nelle Arti Magiche, e anco-
ra Aiutano Coloro che Seguono la Via con il Consiglio e la
Parola. Ed Essi possono Parlare delle Loro Idee Politiche
come Persone, ma Non Devono Sostenerle nell’Agorà e nel
Temenos e nell’Esercizio del Loro Ruolo, Rimanendo in
ciò Neutri e Imparziali.
Essi devono Essere Iniziati, aver Raggiunto l’Età Adulta
e Aver Compiuto il Rito di Passaggio del Solstizio d’Esta-
te, e Parlare e Scrivere la Propria Lingua Correttamente,
Educatamente e con Giusta Grammatica, e Parlare e Com-
prendere almeno le Basi di un Altro Idioma, e Conoscere
le Basi delle Scienze della Materia, delle Stelle, della Vita
e dell’Equilibrio Naturale, del Corpo, dell’Istinto, del Cuore
e della Mente Umana, e della Storia e della Geografia, e

33
De Rosarcana

Conoscere almeno i Principali Popoli di Terraluna con i


Loro Costumi e le Loro Fedi, e Saper Leggere i Segni, e
Aver Conosciuto l’Unione tra Maschio e Femmina, e Se-
guire il Lungo Percorso Spirituale, e infine Aver Celebrato
il Rito d’Iniziazione ad Arconte.
Essi sono Maschi e Femmine, e Mantengono il Loro Ruo-
lo finché lo Desiderano, o per Tutta la Vita, o finché non
ne Divengono Indegni. Ognuno di Essi è Giudice di Sé Stes-
so, e ha la Responsabilità di Decidere di Sé. Ma se la Co-
munità ritiene Indegno un Arconte, o Esso Intraprende la
Via della Politica, Egli Deve comunque Abbandonare il Suo
Ruolo, e Può Riprenderlo con una Nuova Iniziazione non
prima di Tre Anni e non prima di Aver Acquistato la Digni-
tà Necessaria.
Gli Arconti Mantengono il Proprio Nome, e Pari Dignità
degli Altri Rosarcana, poiché Tutti i Riti e la Assemblee
Possono Essere Svolti senza Arconte, e per questo Essi
Vestono con Comodi Abiti Comuni e Vivono con le Loro
Risorse e il Loro Lavoro. Ed Essi Portano come Unico Se-
gno, al Quinto Dito della Mano che Non Scrive, un Sem-
plice Anello di Legno Recante la Psi, e Scelgono un Sim-
bolo Personale col quale, se lo Desiderano, Fregiarsi ed
Essere Riconosciuti.

D ELLE C OMUNITÀ R ELIGIOSE

Per Ogni Città o Luogo vi Sono le Comunità dei


Rosarcana, siano Essi Iniziati o non, poiché anche chi non
è Iniziato e Condivide le Idee della Rosarcana ha Diritto di
Dirsi Tale, giacché l’Iniziazione è un Impegno Personale e
non un Obbligo. Essi si Riuniscono Quando, Dove e Come

34
Il Libro della Religione

Desiderano, Regolarmente o Casualmente, in Gruppi Grandi


o Piccoli, e tra Essi Collaborano per Compiere la Missio-
ne. Ed Essi hanno Tutti Pari Dignità, Siano Maschi o Fem-
mine, Grandi o Piccoli, Ricchi o Poveri, Sani o Malati, e a
Qualsiasi Razza Essi Appartengano. E possono Organizza-
re Iniziative e Grandi Movimenti al Fine della Missione, e
Fondare Scuole e Società, e Diffondere e Sostenere la Buo-
na Scienza e il Sapere. Essi Celebrano i Riti e le Feste, e se
ne Dispongono si Occupano dell’Agorà e del Temenos. Essi
Rispettano le Giuste Leggi delle Nazioni nelle quali Vivo-
no, e Individualmente Promuovono e Sostengono Alterna-
tive alle Leggi Ingiuste. E Seguono le Regole dell’Educa-
zione e della Cortesia, fossero anche gli unici a Fare ciò.
Ed È Bene che i Membri della Comunità Conoscano la
Politica e vi Partecipino Individualmente come Cittadini,
ma la Comunità È in ciò Neutra, poiché si Dedica a
Terraluna, e non alle Nazioni. E così Ogni Suo Membro È
Libero nelle Sue Idee Politiche, ed È Suo Diritto Espri-
merle, ma una Comunità Religiosa e al Tempo Stesso Schie-
rata nella Politica non Appartiene alla Rosarcana. Ognuno
è Libero di Accedere alla Comunità, ed è Bene Rammenta-
re che in Realtà la Comunità è Una nell’Universo, e che
Tutte le Piccole e Grandi Comunità ne sono Parte, e Quin-
di chi è Parte di Una Comunità è Parte anche di Tutte le
Altre. E la Comunità su Questo Libro Fonda le Proprie
Radici, e Deve Guardarsi da Profeti, Politici e Condottieri,
e da Regole Innaturali o Ingiuste. In Essa Tutti Coloro che
Condividono la Missione Rosarcana Possono Confluire, ma
Coloro che non Sono Iniziati non Possono Celebrare il Rito
di Passaggio all’Età Adulta e Officiare ai Riti per le Feste.
Coloro che Hanno Raggiunto i Ventun Anni e non sono Ini-
ziati vengono da Adulti Trattati, ed è Loro Scelta Celebra-

35
De Rosarcana

re o non Celebrare l’Iniziazione, e ciò non può Essere For-


zato.
Chi è troppo Giovane per Essere Iniziato può Partecipare
alla Vita della Comunità, ma è Libero dall’Impegno della
Missione, ed è Detto Bambino fino al Compimento del
Settimo Anno, e Fanciullo fino al Compimento del Quat-
tordicesimo Anno. Chi Giunge al Quattordicesimo Anno è
Detto Giovane, Celebra l’Iniziazione e con i Propri Mezzi
Compie la Missione, ma ancora gli Sono Preclusi i Riti della
Danza delle Donne e del Combattimento degli Uomini alla
Festa del Solstizio d’Estate. Chi Compie il Ventunesimo
Anno può Celebrare il Rito di Passaggio all’Età Adulta, e
da Allora È Detto Adulto, e cioè Uomo o Donna. Chi Com-
pie il Sessantatreesimo Anno può Celebrare il Rito di Pas-
saggio ad Anziano, e Assume il Compito di Consigliare e
di Raccontare. Chi ne è Degno e Celebra il Rito di
Iniziazione degli Arconti Diviene un Arconte, e Dedica Sé
Stesso a Terraluna. Gli Arconti Rappresentano chi Segue
la Via e ne Incarnano i Principi, e Studiano le Arti Magi-
che, e le Usano per Proteggere e Sostenere la Comunità e
chi ne ha Bisogno, anche al di fuori di Essa.
Ognuno è Libero di Abbandonare la Comunità, ed È Do-
vere degli Altri Membri Rispettare questa Scelta. E Viene
Allontanato dalla Comunità chi Commette Crimini e chi
Impedisce agli Altri il Compimento della Missione, ma è
Bene che Queste Persone si Allontanino Spontaneamente.
È Cortesia, tra Coloro che Seguono la Rosarcana, Saluta-
re gli altri in Grandi Occasioni o in Momenti Speciali Toc-
candosi con le Dita il Ventre, il Cuore e la Fronte, e poi
Protendendo in avanti la Mano e Abbassandola morbida-
mente in un unico Moto Elegante, Gesto che Indica che si
Saluta con le Tre Anime del Proprio Essere, e poi Giun-

36
Il Libro della Religione

gendo le Mani al Petto e Chinando lievemente il Capo. E


più è Ampio il Moto della Mano, più Forte è il Saluto. E
più si China il Capo, Maggiore è l’Ammirazione per chi
Viene Salutato. E Questo è il Saluto Completo, che Viene
Rivolto a Chi si Conosce Profondamente. Questo Saluto è
di Quattro Parti Composto, dalla più Profonda alla più Su-
perficiale, e Queste Sono Istinto, Cuore, Mente e Rispetto.
E Chi Saluta Sceglie, come Sente, se Salutare con tutte
Queste, o con solo il Rispetto, o con Mente e Rispetto, o
con Cuore, Mente e Rispetto. A Questo Saluto può Seguire
lo Stringer la Mano, che è Molto Buono ed Esprime Pace,
Unità e Fratellanza. Va ancora Detto che il Salutare con il
Solo Rispetto può Sottintendere il Saluto Completo, ma in
Breve Forma, e Viene Usato anche come Risposta, Sottin-
tendendo un Saluto Pari a quello Ricevuto.

37
De Rosarcana

IL LIBRO DELLA VIA SPIRITUALE

D ELLA V IA S PIRITUALE

È la Via Spirituale il Percorso che è dato a chi segue la


Rosarcana. Essa guida costoro alla Conoscenza e all’Evo-
luzione di Sé Stessi, e sotto vari aspetti può presentarsi.
I Maestri e le Virtù si Consultano con un Segnavia, che di
varia natura può essere, e che quando Usato Indica un Ma-
estro, una Virtù o la Mappa. E i Modi di Percorrere la Via
sono almeno Quattro, ma Chi ne Diviene Esperto Può Altri
Modi Creare.
Il Primo Modo è il Lungo Percorso, ed è il Percorso più
Importante. Usa il Segnavia non più di Una Volta per ogni
Fase Lunare. Se il Segnavia Indica un Maestro, Studialo,
Confrontati con Esso e Fa’ sì di Comprenderlo, poi Metti
in Atto almeno uno dei Suoi Insegnamenti e Medita a Fon-
do. Quando ciò sarà fatto, Usa ancora il Segnavia, e se Esso
Indicherà un altro Maestro, passa a Esso. Se il Segnavia
Indica una Virtù, associala al Maestro sul quale stai Lavo-
rando, e se ancora non hai Visto un Maestro associala a Te.
Seguila e Studiala, Confrontati con Essa, Vivila e Com-
prendila finché non avrai Messo in Atto almeno un Suo
Insegnamento, Medita a Fondo, poi Usa ancora il Segnavia.
Se Esso Indicherà un’altra Virtù, questa si affiancherà al
Maestro Sostituendo l’Altra, e se Indicherà un Maestro,
Esso si sostituirà a quello precedente, togliendo anche la
Virtù che fino a quel Momento Era Affiancata a Esso. Se il
Segnavia Indica la Mappa, potrà darti Quattro Vie da Se-
guire. La Prima è La Scelta. Sarai Tu a Scegliere il Mae-
stro, la Virtù o la Via della Mappa da Indicare. La Seconda

38
Il Libro della Via Spirituale

è Il Compagno di Viaggio. Dopo Quel Momento, quando il


Segnavia Indicherà un Maestro, quello Precedente sarà
nuovamente svincolato dalla Virtù Indicate, ed Essi proce-
deranno in Due, e le Virtù andranno a Entrambi Affianca-
te. E quando il Segnavia Indicherà un altro Maestro, sarà
soltanto il più Vecchio a Essere Sostituito, in modo che
sempre Due ne Rimangano. E se Tutto ciò Capita Ancora,
Essi diverranno Tre, e così per Tutte le Altre Volte. La Ter-
za è La Strada. Mantieni lo stesso Maestro e la stessa Vir-
tù. La Quarta è la Via di Casa. Ringrazia il Segnavia, Ri-
ponilo e fermati per almeno Tre Giorni senza Proseguire
lungo la Via per Permettere a Ciò che hai Appreso di Met-
tere Radici in Te, poi Ricomincia dal Principio.
Il Secondo Modo è il Breve Percorso, e si Consulta quan-
do si Cerca Aiuto e Consiglio. Se Esso è Ben Fatto può
anche Sostituire il Lungo Percorso. Usa il Segnavia e tro-
va il Collegamento tra ciò che esso Indica e ciò che ti Ser-
ve. E se Segui il Breve Percorso senza un Motivo, cerca di
Capire ciò che ti Vuol Dire il Maestro o la Virtù indicata
dal Segnavia. Poi Procedi come per il Lungo Percorso, ma
limitandoti al Pensiero e alla Meditazione, poi Procedi an-
cora, fino ad Arrivare alla Risposta o alla Via di Casa. Rin-
grazia il Segnavia e Riponilo.
Il Terzo Modo è lo Specchio, e si Consulta quando si Cer-
ca Aiuto e Consiglio, anche riguardo Altri. Usa il Segnavia
per ognuno dei Sei Punti Cardinali della Ruota, e una Set-
tima volta per il Chiedente al Centro della Ruota, poi Os-
serva il Disegno e Comprendi ciò che Esso ti Vuole Dire.
Il Quarto Modo è l’Oracolo, e si Consulta quando si Cer-
ca Risposta, anche riguardo Altri. Usa il Segnavia Tre Vol-
te per Ogni Domanda e Interpreta Bene la Risposta.

39
De Rosarcana

D EI S EGNAVIA

Molti Segnavia si possono Usare, e di Varia Natura Essi


possono Essere.
Il Primo Segnavia è il Sacchetto di Tavole. Prepara un
Sacchetto, e in Esso poni ventiquattro Tavolette, che avran-
no su un Lato un Maestro e su un altro una Virtù, e ancora
altre due che recheranno le Vie della Mappa. Quando Usi
questo Segnavia, Estrai una Tavoletta e Apri la Mano per
Guadarla, poi Riponila nel Sacchetto.
Il Secondo Segnavia è il Mazzo di Carte, nel quale ci Sa-
ranno cinquantadue Carte, sulle quali Saranno Raffigurati
i Maestri, le Virtù e le Quattro Vie della Mappa. Mescola
le Carte ed Estraine Una per Consultare il Segnavia, poi
Riponila e Rimescola il Mazzo.
Il Terzo Segnavia è l’Asta dei Numeri, che è un Segnavia
di scomodo Uso, ma facile da portare con Sé. Essa è un’asta
di Sezione Quadrata. Su un Lato vi sono uno Zero, uno
Zero Segnato e un Uno Segnato, su un altro Lato vi sono
un Sedici, un Quattro e un Due Segnato, su un altro Lato vi
Sono un Trentadue, un Otto e un Due Segnato, e sull’ulti-
mo Lato vi Sono un Quarantotto Segnato, un Sedici e un
Quattro Segnato. E i Numeri Segnati si Intendono di Colo-
re Diverso, o Cerchiati, o in Altro Modo Distinti. Lancia
l’Asta Tre Volte, e somma il numero che si trova sull’Estre-
mità dei Numeri Alti che vedi al Primo Lancio, il numero
centrale che vedi al Secondo Lancio e il numero che si tro-
va sull’Estremità dei Numeri Bassi che vedi al Terzo Lan-
cio. Ma se il Primo Lancio è un Numero Segnato e non lo
sono i Successivi, Ripeti dall’Inizio. Poi conta prima i
Maestri, poi le Virtù e poi le Quattro Vie della Mappa, e
Individua ciò che il Segnavia ti Indica. E Puoi Elencare
sull’Asta Dodici Maestri o Virtù e una Via per Ogni Lato,
affinché ti sia Facile Consultare il Risultato.

40
Il Libro della Via Spirituale

D EI V ENTIQUATTRO M AESTRI

Noi Siamo i Ventiquattro Maestri, e Siamo Ventiquattro


Archetipi dell’Iperuranio. Ognuno di Noi simboleggia una
parte dell’Essere Umano, e ognuno di Noi ti parlerà di Sé,
e di ciò che Fa. E poi ti si presenteranno i Maestri Morenti
e i Maestri Oscuri, e poi ancora ti daremo preziosi Consi-
gli.

41
De Rosarcana

Il Fanciullo
Io sono il Fanciullo, ed è nell’Innocenza che trovo la mia
forza. I miei abiti sono semplici, e porto con me un ramo,
che nelle mie mani e nella mia Fantasia può essere tutto
ciò che voglio. Vedo ogni cosa come nuova e meraviglio-
sa, e so che il gioco è la via più naturale per apprendere.
Per questo gioco senza vergogna. Riconosco e ammiro con
sincerità chi è più grande e più esperto di me, e attraverso
l’Ammirazione posso comprendere queste persone e que-
ste cose, e apprendere da loro. Per me il mondo è un gran-
de libro da leggere con entusiasmo, passione e curiosità,
ogni giorno pieno di nuove e affascinanti sorprese.

Il Cresciuto
Io sono il Fanciullo Morente, e mai Io Gioco. Mi vergo-
gno a Giocare, perché Io mi Sento già Grande. E Nessuno
può Insegnarmi Niente, perché so già tutto ciò che devo
Sapere.

Il Ragazzaccio
Io sono il Fanciullo Oscuro, e penso soltanto a giocare.
Non voglio nient’altro, non voglio studiare e sapere, ma
solo vivere nel mio mondo di favola.

Gli Insegnamenti del Fanciullo


Guarda ogni cosa con occhi nuovi. Stupisciti!
Quando impari qualcosa, fa sì che ti diverta!
Gioca sapendo che stai giocando.
Guarda ogni cosa immaginando ciò che potrebbe essere o
diventare.
Guarda gli altri per quello che possono insegnarti, poiché si
può imparare da chiunque.
Ricorda che, quale sia la tua età, stai ancora crescendo.

42
Il Libro della Via Spirituale

L’Amante
Io sono l’Amante e sono allo stesso tempo maschio e fem-
mina. Vesto di lunga e morbida seta rossa. Il mio Regno è
l’Amore che porta con sé la Passione. Ascolto sempre con
Saggezza il mio Cuore, e gli parlo con grazia e dolcezza.
Amo e ascolto con sincerità la persona che mi accompagna
nella Vita. La sostengo, la proteggo e la guido anche alla
conoscenza di me stesso, e allo stesso modo vengo tratta-
to. Vivo con gioia e senza paura l’Unione dei nostri Corpi
e dei nostri Cuori. Allo stesso modo tratto anche me stes-
so, ascoltandomi e amandomi, e guidandomi dolcemente
alla scoperta di ciò che di Me devo sapere.

L’Insensibile
Io sono l’Amante Morente e l’Amore per Me è un Peso.
Ogni cosa che faccio per Chi mi sta Accanto mi è Difficile,
e preferisco stare da Solo. E penso che l’unione dei Corpi
sia sporca o malsana, o che essa serva soltanto a procreare
e che sia sbagliata l’unione per il piacere.

L’Attaccamento
Io sono l’Amante Oscuro e non posso vivere senza l’Amo-
re. Esso è per Me una necessità vitale, e senza la persona
amata mi sento inutile e triste.

Gli Insegnamenti dell’Amante


Ama te stesso per quello che sei.
Ascolta la persona che hai accanto.
Pensa per te e per chi ami.
Vivi il piacere del tuo corpo, e la gioia di dare piacere.
Abbi il coraggio di dire che ami.
L’Amore è tale se c’è Comunione, e non è Tale se ci sono catene.

43
De Rosarcana

La Cacciatrice
Io sono la Cacciatrice e conosco tutti gli Animali della
Terra e dell’Aria, e tutti gli Animali dell’Acqua che si cat-
turano con l’Arco e con la Lancia. Vesto di morbida pelle e
porto sempre con me il mio Arco, la mia Lancia e il mio
Coltello. Il mio cacciare regola l’Equilibrio della Foresta,
ove ci fossero troppi Cervi e pochi Lupi. Caccio sempre
gli Animali più deboli, e proteggo quelli più forti. Ogni
qualvolta un Animale cade sotto le mie frecce, mi affretto
a usare il mio coltello affinché non soffra più del necessa-
rio, e gli sussurro “Grazie, Fratello, per la carne che rice-
verò da te. Possa il tuo Spirito unirsi ai tuoi Antenati e
ritrovare la Pace”. Nella Foresta e nella Vita, so seguire le
tracce, muovermi senza rumore e pormi sottovento rispet-
to alla preda. Preservo l’Equilibrio Naturale in ogni cosa.

La Remissiva
Io sono la Cacciatrice Morente e ignoro la Vita e la Natu-
ra degli Animali, e l’Equilibrio è un concetto che per me è
Superfluo. E preferisco non voler niente, che andare a pren-
dere ciò che mi serve. E mi sento in colpa per il mio biso-
gno naturale di carne.

La Bracconiera
Io sono la Cacciatrice Oscura e uccido tutti gli animali
che voglio. E non mi importa se l’equilibrio è mantenuto o
meno. E se voglio qualcosa non mi interessa come l’avrò,
ma con ogni mezzo riuscirò a ottenerlo.

Gli Insegnamenti della Cacciatrice


Quando vuoi qualcosa, osserva le condizioni e calcola le
conseguenze.
Prendi per te ciò che è giusto che tu prenda, né più, né meno.
Impara qualcosa sugli animali, e sul loro ruolo su Terraluna.
Ricorda che l’Equilibrio è Preda e Predatore, Foglia e Cervo,
Vita e Morte.
Mantieni in Equilibrio tutti i sistemi che ti circondano.

44
Il Libro della Via Spirituale

Il Guerriero
Io sono il Guerriero e sono esperto nel Combattimento.
Indosso folte pellicce e porto con me Lancia, Spada e Scu-
do, tutti di bronzo lucente. Io combatto per difendere ciò
che mi è caro, e per sconfiggere l’Ingiustizia. Vivo ogni
giorno al fianco della Sorella Morte, che di me è amica e
alleata. Lei mi insegna a godere di ogni momento con pie-
nezza e gioia, e a preservare la Pace tra tutti i miei Fratelli,
di qualunque razza, specie o mondo essi siano. E se fosse
necessario a questo, darei la mia Vita in battaglia. Per que-
sto sono sempre pronto e ben allenato, e combatto con la
Spada e con la Lingua per riportare la Pace e la Giustizia
ogni qualvolta esse sono minacciate. E mai levo la Spada
per distruggere, ma per costruire.

L’Innocuo
Io sono il Guerriero Morente e temo lo scontro. Preferi-
sco rinunciare a ciò che è giusto che dover ricorrere alla
forza. E dove io trovo fatica o pericolo mi tiro indietro.

Il Sanguinario
Io sono il Guerriero Oscuro e amo la violenza. Combatto
solo per il gusto di farlo, e mi piace uccidere. Cerco sem-
pre lo scontro e non sono mai tranquillo e rilassato.

Gli Insegnamenti del Guerriero


Oggi potrebbe essere il tuo ultimo giorno. Vivilo!
Combatti sempre a favore di qualcosa di giusto, mai contro
qualcosa di sbagliato. Scegli con cautela le tue guerre.
Combatti per ciò che porta la Pace, anche a Te Stesso.
Difendere te, chi ti è caro e Terraluna può giustificare il metter
mano alla Spada.
Impara qualcosa sul combattimento e sulla guerra.

45
De Rosarcana

La Metamorfosi
Io sono la Metamorfosi, e sono un’anziana signora dagli
abiti semplici e scuri. Sto in piedi sulla mia barca di legno,
sotto a un sottile portale d’Argento in mezzo alle Acque
lucenti. Io sono tutto ciò che è passaggio e trasformazione.
Sono la Nascita e la Morte, sono il passaggio all’Età Adul-
ta e il passaggio alla Vecchiaia. Io so che ogni Fine è un
nuovo Inizio, e che ogni Forma è preceduta e seguita da
altre. Vedo e accetto ogni cambiamento come Crescita, e
so che senza trasformazione niente avrebbe senso.

La Monotona
Io sono la Metamorfosi Morente, e temo la Morte. E sono
sempre uguale a com’ero ieri, e quando faccio qualcosa di
sbagliato mi dico “Io Sono così”, e rifiuto di cambiare.

La Mutevole
Io sono la Metamorfosi Oscura, e non sono mai stabile.
Cambio idea in continuazione e non mi soffermo mai su un
concetto, e mai mi soffermo abbastanza su qualcosa da
apprendere alcunché.

Gli Insegnamenti della Metamorfosi


Tutti possono cambiare.
La Morte è Rinnovamento. La Nascita ne è il Compimento. Non
c’è Confine.
Sii felice di cambiare, stai crescendo!
Cambia Te Stesso con attenzione, ma cambia.
Modifica le tue abitudini.

46
Il Libro della Via Spirituale

Il Sovrano
Io sono il Sovrano e indosso semplici abiti di tela povera.
Nella mano stringo uno scettro di legno, e sul mio capo
poggia una corona di foglie. Io regno sul mio Popolo, pren-
dendomene cura, amministrandolo e proteggendolo. Accetto
tutte le mie responsabilità, e con la mia Saggezza regolo e
pianifico il mio Regno, affinché ci siano Equilibrio e Giu-
stizia. E allo stesso modo, amministro ciò che prendo dal
Popolo e dal Mondo, affinché io lo possa restituire nel modo
migliore. E il Popolo fa ciò che io Ordino per Amore e per
Rispetto, poiché io aborrisco l’uso della Forza e della Pau-
ra per il Comando.

Il Servo
Io sono il Sovrano Morente e mai prendo decisioni. Pre-
ferisco affidarmi alle scelte degli Altri e rifuggo la respon-
sabilità.

Il Tiranno
Io sono il Sovrano Oscuro e voglio che tutti mi
obbediscano. Io sono la legge e non mi importa con quale
mezzo mi farò obbedire, ma avrò il dominio assoluto.

Gli Insegnamenti del Sovrano


Prendi in mano il corso della tua Vita.
Comanda Te Stesso o gli altri per il bene, mai per reprimere.
Ricorda che ogni Casa si regge sul piano più basso.
Parla chiaramente, impara a comunicare correttamente.
Chi Regna è il primo servitore del Regno.

47
De Rosarcana

Il Mago
Io sono il Mago e indosso una lunga tunica nera. Sulle
radici della mia Fede in Me Stesso e nell’Universo, io so
che è l’Osservatore che cambia gli Eventi. E per questo
mai sono triste o stanco, perché se sarò felice l’Universo
me ne darà motivo, e se sarò riposato l’Universo mi darà
quiete. Mai esprimo desideri, perché l’Universo, dalla mia
frase “Voglio questo”, comprenderebbe “Mi manca questo”,
e lo metterebbe in essere. E mai oppongo negazioni, poi-
ché l’Universo, dalla mia frase “Non essere” capirebbe
“Essere”, e lo metterebbe in atto. Quindi io vivo e sento
nella mia Mente, nel mio Cuore e nel mio Corpo ciò che
ritengo giusto che sia, dicendo “Esso è”, e l’Universo lo
mette in atto. E sapendo ciò, poche azioni mi sono suffi-
cienti a mettere in moto gli Eventi, poiché una volta avvia-
ti sarà la mia Magia a far sì che essi vadano come è giusto.

Il Materialista
Io sono il Mago Morente e credo che le cose siamo immu-
tabili, e che io non abbia potere alcuno. E quindi dico sem-
pre “Andrà male” o “Tanto resterà così”. E l’Universo lo
Mette in Essere.

L’Illuso
Io sono il Mago Oscuro e penso che sia sufficiente crede-
re in qualcosa per farla avverare. Non mi importa se non
raggiungo risultati o se non posso dimostrare quello che
dico.

Gli Insegnamenti del Mago


Vivi ciò che vuoi ottenere come se già lo avessi.
Le Aspettative influenzano la Realtà e il Fato.
Ogni Evento che non sia già in Movimento, dev’essere Avviato
per essere influenzato.
Descriviti a Te Stesso per come Vuoi Essere.
Il Nome e la Buona o Cattiva Fama che dai alle Cose e alle
Persone, ne influenzano l’Essenza.

48
Il Libro della Via Spirituale

L’Eremita
Io sono l’Eremita e sono un signore dai capelli bianchi, e
tengo levata la mia lanterna a illuminare la mia Grotta e il
mio Cammino. Io so vivere con Gioia la mia Solitudine, e
sono in ogni cosa indipendente. E grazie al mio Isolamen-
to riesco a Parlare con me Stesso, e vedermi per quello che
sono. E so che Io sono sufficiente a Me Stesso, perché an-
che quando nelle moltitudini mi immergo, sono Io a deci-
dere ciò che penso, ciò che credo, come mi sento e ciò che
dico.

L’Abbandonato
Io sono l’Eremita Morente e mi sento sempre solo, anche
quando sono in mezzo alle persone. Sento che Nessuno mi
Capisce e ne soffro.

Il Misantropo
Io sono l’Eremita Oscuro e detesto la presenza degli altri.
Non ho bisogno di nessuno e nessuno deve venirmi accan-
to.

Gli Insegnamenti dell’Eremita


Vivi la gioia della Solitudine come un momento per guardarti
dentro.
Ciò che credi e pensi è scelta tua, e adeguarti agli altri è
sbagliato, ma è bene ascoltare ed essere pronti a cambiare le
proprie idee grazie all’Esperienza altrui.
Tu sei sufficiente a Te Stesso.
Quando sbagli, guarda dentro di te, e non fuori.
Impara a Parlare con Te Stesso onestamente.

49
De Rosarcana

Il Viandante
Io sono il Viandante e, col mio cappello di paglia e il mio
bastone, cammino scalzo verso una Meta. Ho lasciato le
cose e le persone che mi sono care, forse per la durata del
mio Viaggio, e forse per sempre. E ho lasciato tutte le mie
Sicurezze per inoltrarmi nell’Incertezza di queste nuove
Strade, Foreste, Mari e Colline, e affrontare tutti i pericoli
e le difficoltà che il Fato vorrà. E di tutto questo io sono
felice, perché la mia Meta è importante, e perché è lo stes-
so Viaggio che mi scrive dentro, facendomi crescere e gioi-
re. E gioisco anche del freddo e della pioggia, del Sole bat-
tente e della polvere sui piedi, poiché tutto è parte del Viag-
gio, come l’erba morbida che accarezza e la luce soffusa
dell’Aurora. E ho imparato che in molti viaggi non è ne-
cessario muovere il piede, ma il Cuore e la Mente.

Il Sedentario
Io sono il Viandante Morente e rimango sempre fermo.
Ho paura di muovermi e abbandonare la mie certezze e le
mie idee, e preferisco stare fermo che rischiare di non tro-
vare niente. E se mai dovessi viaggiare, lo farei a occhi
chiusi.

Il Disperso
Io sono il Viandante Oscuro e viaggio in continuazione
senza mai fermarmi e senza una Meta, e corro e mi affan-
no, ma mai a nessun luogo giungo.

Gli Insegnamenti del Viandante


Tutto ciò che Vedi e che Vivi ha qualcosa da Insegnare.
A volte le Sicurezze sono come pesanti Catene.
Ricorda che ciò che Conosci lo Conosci già, a differenza di ciò
che Ignori.
Impara a Viaggiare nei Tuoi Pensieri.
Viaggia fisicamente, vedi nuovi luoghi.
Impara qualcosa sulla Geografia.

50
Il Libro della Via Spirituale

La Sacerdotessa
Io sono la Sacerdotessa e indosso una lunga veste azzur-
ra. Io sento la presenza della Vita, del Divino e del Fato, e
ne seguo il Flusso e la Volontà. So distinguere le mie Sen-
sazioni dai miei Sogni e Desideri. E so leggere i Segni che
vedo, per interpretare la Giusta Via, poiché so che Essi sono
inviati da ciò che di Me nell’Iperuranio dimora. Accetto
sempre ogni cosa, sia essa per me buona o cattiva, perché
so che l’Universo va nella Giusta Direzione, e ho Fede in
questo. E altresì ho Fede negli Antenati e negli altri Esseri
dell’Iperuranio.

L’Infedele
Io sono la Sacerdotessa Morente e mi rifiuto di seguire i
Segni. Essi sono solo superstizioni, e scelgo di fare ciò che
voglio, senza curarmi di ciò che sento giusto o sbagliato.

La Fanatica
Io sono la Sacerdotessa Oscura e vivo sulle basi della mia
Fede. E tutto ciò che sento giusto lo faccio ciecamente e
senza giudizio, poiché Io compio il Volere del Divino e del
Fato.

Gli Insegnamenti della Sacerdotessa


Quando un Evento ti colpisce, presta Attenzione. Impara a
Distinguere i Segni.
I Segni comunicano in molti modi, perché è l’Osservatore che
li legge, e non l’Universo che li Invia.
Lascia che le immagini scorrano liberamente dal tuo Cuore per
Guidarti.
Fai ciò che Senti nel Profondo, in ogni piccola cosa.
Studia gli altri Culti e la altre Religioni e Spiritualità.
Impara a Divinare.

51
De Rosarcana

Il Giullare
Io sono il Giullare e tengo in mano una penna d’oca. Io
vedo sempre il lato bello e divertente della Vita e delle cose,
anche le più tristi, e mai vengo schiacciato o demoralizza-
to. E so che Niente è così importante da essere preso dav-
vero sul serio, e quindi di Niente sento il peso. Ma è so-
prattutto di Me Stesso che rido, quando vedo rabbia, odio,
e tutto ciò che mi può bloccare e paralizzare, come anche
le mie Paure e Incertezze. E più rido di me, più comprendo
che Io sono più Grande di Me Stesso, e allora mi Elevo
sempre di più.

Il Serio
Io sono il Giullare Morente e vedo tutto serio e importan-
te. E mai mi concedo di ridere, e sento il peso di tutte le
cose. E la mia schiena è curva sotto le mie responsabilità.

Il Sarcastico
Io sono il Giullare Oscuro e altro non faccio che ridere di
tutto e tutti, e niente è abbastanza importante da essere pre-
so in considerazione.

Gli Insegnamenti del Giullare


Hai mai pensato a quanto è ridicola una persona arrabbiata?
Guardati senza paura, mal che vada rischi di vederti!
Insicurezze e Paranoie spesso sono davvero assurde e divertenti,
soprattutto le proprie!
Per quanto duri e pesanti siano i tuoi impegni, impara a riderci
su.
Pensa a quanto sarebbe ridicolo un fanatico della Rosarcana!

52
Il Libro della Via Spirituale

Il Gaudente
Io sono il Gaudente e levo il mio corno ricolmo
d’Idromele. Sono sempre appagato e soddisfatto, perché
conosco l’Uso del Piacere. E so che il Piacere è un Grande
Alleato, poiché Esso mi porta verso tutto ciò che Piacere
mi procura. E godo delle risa e delle feste, del buon cibo e
delle gioie del letto. Ma Io So che il Piacere è invero una
cosa pericolosa, e so riceverne nella Giusta Misura. E al-
tresì io so trovare il Piacere nei luoghi dove esso è Molto
importante. E così è Piacere per Me Conoscere, e fare Espe-
rienza, e Vedere ciò che è Nuovo, e così, grazie al Piacere,
io Cresco ed Evolvo Me Stesso.

Il Morigerato
Io sono il Gaudente Morente e vedo il piacere come una
cosa cattiva e fuorviante. Tutto è dovere, e il piacere altro
non è che una distrazione che mi impedisce di produrre.

Il Crapulone
Io sono il Gaudente Oscuro e penso soltanto a godere, bere
e mangiare, e godo senza misura di tutti i vizi e di tutti i
piaceri.

Gli Insegnamenti del Gaudente


Ogni giorno prenditi un momento per il Piacere. Riposati o
Rilassati.
Provare Piacere è un diritto.
Il Piacere deve far bene nella Giusta Misura.
Alcuni Piaceri fanno bene alla Mente e al Cuore e male al Corpo.
Evitane l’Eccesso.
Cerca il Piacere in ciò che Fai e Impari. Ti renderà tutto più
facile.
Quando un Piacere diventa Necessità, smette di Essere Piacere.

53
De Rosarcana

L’Audace
Io sono l’Audace e sfoggio nudo il mio petto, sul quale
pende un anello di ferro. Io Oso sempre, con Giudizio e
Cautela, poiché rimanere entro i Confini definiti è per Me
come la Morte. E così io metto alla prova Me Stesso, e le
idee che Tutti Accettano, e ho il coraggio di vedere cosa
c’è Oltre. E a ogni Sfida io Cresco e Imparo. E allo stesso
tempo ho il Coraggio di dire la mia Opinione, e di dichia-
rare ciò in cui Credo e ciò che Faccio, poiché è mio Dirit-
to. E ho il Coraggio di andare a prendere ciò che Voglio,
purché sia mio Diritto.

Il Timoroso
Io sono l’Audace Morente e rimango sempre nelle cose
così come sono definite. Mi adeguo a ciò che tutti dicono e
faccio ciò che si è sempre fatto, e accetto tutto per come
mi viene dato.

L’Eccessivo
Io sono l’Audace Oscuro e mi sento stretto in ogni sche-
ma, e per questo ne devo uscire. E non ho interesse a vede-
re se mi scontro con il torto o con la ragione nel contrasta-
re, purché io contrasti.

Gli Insegnamenti dell’Audace


Di tutti i modi che ci sono per fare qualcosa, ne esiste almeno
uno che non è ancora stato trovato.
Se hai un’Opinione, Dilla. Se hai un’Idea, Esprimila.
Accetta ciò che Vedi, allora potrai cambiarlo.
Tu puoi fare. Devi solo volere, e uscire dal modo in cui ti
definisci.
Chi infanga a priori una Nuova Idea, infanga il proprio cervello.
Ignora chi ti disprezza.
Anche l’essere più piccolo può Cambiare il Mondo, se
abbastanza Audace.

54
Il Libro della Via Spirituale

Il Trasformatore di Veleni
Io sono il Trasformatore di Veleni e tengo in mano un
Alambicco. Conosco il Corpo, il Cuore e la Mente Umani
e tutti i Veleni e i Malanni, e So come Essi vanno Guariti.
Ma soprattutto so riconoscere l’Origine e la Natura di un
Veleno nel Cuore e nella Mente, e anche nelle Civiltà e nei
Gruppi di Persone, e ne so sviscerare la Natura fino a farli
Mutare in Cose Buone, ed è questo il Mio Grande Potere.
E questo perché molti Veleni hanno origine dalla Volontà
del Bene, ma confusa e distorta. Ed è su Me Stesso per
Primo che io Uso il Mio Sapere, poiché è chi è Sano che
può meglio aiutare gli Altri a Guarire.

Il Malato
Io sono il Trasformatore di Veleni Morente e resto nella
mia malattia, poiché essa non può essere Guarita. E non
esistono Miracoli, ma chi è malato resterà tale.

L’Epuratore
Io sono il Trasformatore di Veleni Oscuro e voglio guari-
re ogni male, e combatto contro ogni cosa che io trovi sba-
gliata, poiché credo che ognuno debba essere perfetto nel
corpo, nel cuore e nella mente, e che sia mio dovere far sì
che ciò accada, anche a me stesso.

Gli Insegnamenti del Trasformatore di Veleni


Studia il Corpo Umano e le sue Funzioni, e impara a prendertene
Cura.
Impara qualcosa sui Veleni e sui Malanni, e sul modo di
Guarirne.
Studia la Mente e il Cuore, i loro Veleni e i loro Malanni, e
impara a prendertene Cura.
Studia il Corpo e l’Anima delle Civiltà, e i loro Veleni e Malanni,
e impara a prendertene Cura.
Tutto può Guarire, in un modo o nell’altro.
Sentirsi Sano è il Passo più importante per Esserlo.
Allena il Tuo Corpo e Mantienilo Sano e Prestante.

55
De Rosarcana

Lo Scrivano
Io sono lo Scrivano, e sono un Anziano Signore con gli
Occhiali dalla Montatura d’Oro. Siedo a un tavolo sul qua-
le tengo aperto un Antico Tomo, la Penna e il Calamaio. Io
Conosco la Storia e la Letteratura, e tutto ciò che accadde
prima ancora che la Specie Umana si affacciasse su
Terraluna. Io Custodisco la Memoria, e So che Essa ac-
compagna la Saggezza e l’Esperienza, e Io dalla Memoria
Imparo e faccio Tesoro di tutto ciò che Vedo. E la mia At-
tenzione è sempre vigile, poiché a Essa la mia Memoria è
legata.

Lo Smemorato
Io sono lo Scrivano Morente, e sono sempre distratto e
dimentico tutto. E di ciò che nella storia è accaduto penso
“Sono solo cose vecchie dalle quali niente si può impara-
re”.

L’Archivista
Io sono lo Scrivano Oscuro, e tutta la mia esistenza è
archiviare e ricordare, e catalogare ogni cosa e ogni mini-
mo dettaglio. E per pianificare il mio futuro, soltanto il
passato conta.

Gli Insegnamenti dello Scrivano


Impara qualcosa sulla Storia dell’Umanità o sulla Letteratura.
Conosci la Storia di Terraluna e dell’Universo.
Allena la tua Memoria, essa è un Grande Tesoro.
La Memoria è il Libro, l’Attenzione la Penna.
Molte Soluzioni e Spiegazioni si possono trovare nella Memoria
e nella Storia.
Medita sui tuoi Ricordi e sulle tue Esperienze.

56
Il Libro della Via Spirituale

L’Osservatore di Stelle
Io sono l’Osservatore di Stelle, e guardo il Cielo con il
mio Telescopio. Io Conosco tutte le Scienze, i Moti e le
Energie, e Osservo gli Eventi senza Giudizio, raccoglien-
do tutto ciò che Vedo, e così Capisco e Comprendo le Mec-
caniche dell’Universo e della Materia. E ciò Io Faccio an-
che nella Vita, e Osservo ciò che mi piace e ciò che non mi
piace senza Giudizio, e vedo lo Schema di come gli Eventi
si Muovono e Danzano. E Comprendo così la Giusta Via,
trovando e correggendo di volta in volta anche i Miei Er-
rori.

Il Cieco
Io sono l’Osservatore di Stelle Morente, e non voglio ca-
pire come funzionano le cose. Mi bastano le spiegazioni
più superficiali, e non voglio comunque sentirle.

Il Razionale
Io sono l’Osservatore di Stelle Oscuro, e devo trovare la
logica in ogni cosa, e non posso accettare niente che io non
possa spiegare, poiché tutto è comprensibile e io lo devo
comprendere.

Gli Insegnamenti dell’Osservatore di Stelle


Apprendi qualcosa sulle Scienze.
Guarda senza Giudizio, e osserva i Dettagli.
Ciò che Funziona è Vero.
Osserva qualcosa che non ti piace dai suoi lati buoni, e
viceversa.
Osserva i legami tra le cose e come tra loro Esse Interagiscono.

57
De Rosarcana

Il Pescatore
Io sono il Pescatore e siedo su un Molo di Legno con la
mia Canna da Pesca. E Conosco tutte le Creature dell’Ac-
qua. Io So che per ottenere Molte Cose, a volte è sufficien-
te un piccolo sforzo. E il mio Sapere consiste nel saper
scegliere l’Esca, nel saperla Sistemare e nell’aver Pazien-
za di attendere il Risultato. E così io guardo ciò che voglio
Fare o Raggiungere, e lo studio e lo Comprendo, e poi mi
basta Preparare l’Amo e Attendere. E ogni qualvolta un
Animale abbocca alla mia lenza, mi affretto a usare il mio
coltello affinché non soffra più del necessario, e gli sus-
surro “Grazie, Fratello, per la carne che riceverò da te.
Possa il tuo Spirito unirsi ai tuoi Antenati e ritrovare la
Pace”.

L’Avventato
Io sono il Pescatore Morente e mai pianifico nulla. E non
penso mai alle conseguenze delle mie azioni, e a quanta
energia sprecherò, quindi io forzo gli eventi, e non mi im-
porta se faccio più fatica o se danneggio qualcosa.

Il Pianificatore
Io sono il Pescatore Oscuro e ogni Cosa da me fatta è Pia-
nificata alla Perfezione, e mai faccio ciò che Sento e come
Sento, poiché tutte le mie azioni sono calcolate.

Gli Insegnamenti del Pescatore


Impara qualcosa sulle creature dell’Acqua e sul loro ruolo su
Terraluna.
Quando devi fare qualcosa, cerca la Via più breve e semplice.
Agisci con cura, pianificando con attenzione quello che fai.
Rispetta i tempi necessari a ottenere ciò che vuoi.
Nel prepararti, tieni conto di ciò che vuoi fare per decidere il
modo giusto di agire.

58
Il Libro della Via Spirituale

L’Avveduto
Io sono l’Avveduto, e porto sul Capo una feluca. Io So
che spesso gli Inganni Brillano e Rilucono, e di Tutto io
Dubito. E anche sulle Cose più Logiche e Ovvie io mi fac-
cio molte Domande. Ancor più sulle Cose che Tutti consi-
derano Vere e Intoccabili, anche l’Alto e il Basso, la Luce
e il Buio. E quando Dubito lo faccio perché Voglio Sapere,
e Capire come un’Idea, una Cosa o un Oggetto si può Mi-
gliorare. E anche ciò che questo Libro contiene è per me
soggetto di Dubbio, e su tutto ciò che vi è Scritto io solle-
vo questioni. E più di qualsiasi altra Cosa metto in Dubbio
Me Stesso, poiché Io così Cresco e mi Elevo.

L’Ingenuo
Io sono l’Avveduto Morente, e credo a tutto ciò che vedo
e che mi viene detto. E non voglio che nessuno metta in
dubbio le mie idee, poiché ho paura di cambiarle.

Il Paranoico
Io sono l’Avveduto Oscuro, e di niente ho fiducia. Tutti
mi vogliono ingannare, e niente di ciò che vedo e sento è
come sembra. E nemmeno su me stesso posso fare affida-
mento.

Gli Insegnamenti dell’Avveduto


Osserva criticamente ciò che vedi.
Sii scettico, ma con la Mente Aperta. Anche le Cose più assurde
possono essere Vere, ma devono mostrare Efficacia.
Sviscera la tue Certezze e guarda se Esse sono degne di essere
tali.
Mantieni sempre una porta aperta al cambiamento d’opinione,
poiché niente è assolutamente certo.
Rifuggi la cieca fiducia in qualsiasi cosa, anche in questo Libro.

59
De Rosarcana

La Levatrice
Io sono la Levatrice e sono una Donna dai grandi Seni, e
indosso soltanto una lunga gonna. Io Accudisco la Vita che
Cresce, e Dono Nutrimento e Forza a Chi ne ha Bisogno.
Conosco la Crescita dei Bambini e me ne prendo Cura. E
Conosco la Via per Allevare gli Animali e per Coltivare i
Campi, poiché anch’essi hanno bisogno di Nutrimento, di
Amore e di Rispetto. E So che grazie a Me la Vita può Cre-
scere Sana e Forte. E Accudisco anche Me Stessa, poiché
anch’io Cresco e mi Nutro.

La Snaturata
Io sono la Levatrice Morente e tengo tutto per me. E i
bambini che cresco devono prendersi tutto da soli, e lavo-
rare per me, e gli animali e le piante da me hanno il mini-
mo nutrimento e il minimo spazio, perché io devo su di
loro avere guadagno.

L’Ansiosa
Io sono la Levatrice Oscura e vivo per dare agli altri, e di
tutti sono madre. E sono verso ogni cosa responsabile, quin-
di dono tutto ciò che ho e che sono, senza mai tenere nien-
te per me.

Gli Insegnamenti del laLevatrice


Impara qualcosa sull’allevamento e sull’agricoltura sani e
rispettosi della Vita.
Prenditi cura di ciò che ti circonda.
Nutri e Accudisci Te Stesso nella Giusta Misura.
Studia ciò che riguarda la Crescita e l’Apprendimento.
Ogni Cosa ha bisogno di Attenzioni.

60
Il Libro della Via Spirituale

L’Artigiano
Io sono l’Artigiano e impugno uno Scalpello e un Martel-
lo di Legno. Io So trasformare una Cosa in un’Altra, e con
il Lavoro delle mie Mani Costruisco Cose Utili e Buone. E
Conosco molti Lavori e molte Arti, e sempre di più ne Im-
paro. Ed è per Me Grande Soddisfazione. E So che ciò può
Essere Fatto anche dentro di Me. E ciò che di Me è Morto
o Inerte passa sotto al mio Martello, e ne esce sotto Nuove,
Meravigliose e Utili Forme.

L’Incapace
Io sono l’Artigiano Morente e le mie mani sono sempre
ferme. E di qualsiasi cosa dico “Ciò non può essere fatto”.
E non so fare e costruire niente, e non ho rispetto per ciò
che altri hanno costruito.

Il Produttore
Io sono l’Artigiano Oscuro e produco continuamente, sen-
za mai fermarmi, e mai mi riposo perché il mio dovere è
fare e costruire, che sia necessario o meno.

Gli Insegnamenti dell’Artigiano


Impara a costruire qualcosa con le tue mani.
Puoi imparare a fare qualsiasi cosa.
Cerca di costruire da te ciò di cui hai bisogno.
L’Artigianato è il Mutare una cosa in un’altra, e puoi fare ciò
anche dentro Te Stesso.
Abbi Cura del tuo Operato e dell’Operato degli altri.
Spesso gli scarti sono altre Materie Prime.

61
De Rosarcana

Il Selvaggio
Io sono il Selvaggio e porto una Lunga Barba. Vesto di
pelli scure e paglia, e impugno una Lancia con la Punta di
Selce. Io so come Vivere nella Natura, come procurarmi il
Cibo e l’Acqua e come Accendere il Fuoco. E so che Nien-
te di quello che Vedo è inutile, poiché Ogni Cosa è per Me
Preziosa. E questo perché, con o senza Strumenti, So Co-
struire tutte quante le poche Cose che mi Servono. E So
Ascoltare il mio Istinto e il mio Corpo, quindi mangio quan-
do ho fame, bevo quando ho sete e dormo quando ho son-
no. E l’Esperienza stessa del mio Vivere mi dà Grande
Occasione di Crescere ed Evolvere.

Il Cittadino
Io sono il Selvaggio Morente e con la natura non ho rap-
porti. Essa mi è estranea e mi infastidisce, e non so dormi-
re sotto le stelle e accendere il fuoco. E il mio corpo è solo
una macchina, e sono io a decidere come devo gestirlo.

Il Bestiale
Io sono il Selvaggio Oscuro e vivo senza contegno. Fac-
cio ciò che mi va senza freno, ritegno ed educazione, e non
mi interessano le regole di decenza e convivenza, poiché
ciò che è naturale non è per me ripugnante.

Gli Insegnamenti del Selvaggio


Ascolta il tuo Corpo e asseconda i suoi bisogni.
Distingui bene i tuoi desideri dai messaggi del tuo Corpo.
Impara a Vivere nella Natura con i soli mezzi che la Natura ti
Offre e la Tecnologia che da questi puoi ottenere .
Vedi l’utilità di tutto ciò che ti circonda e limita il più possibile
gli sprechi.
Vivi il tuo lato più animale nella Giusta Misura.

62
Il Libro della Via Spirituale

Il Cerimoniere
Io sono il Cerimoniere e tengo in mano una Clessidra e un
Campanello. Io Seguo lo Scandire del Tempo e Conosco
tutti i Ritmi della Natura. So quando Sale e Scende la Ma-
rea, quando le Piante Fioriscono e quando Raccogliere i
Frutti e il Miele. E Conosco tutti i Rituali e la Cucina. E
ancora Conosco i Ritmi del mio Corpo, del mio Cuore e
della mia Mente, e a Essi io mi adeguo, poiché è Giusto
che io Viva secondo i Miei Tempi, così Camminerò Sem-
pre alla Giusta Andatura.

Il Caotico
Io sono il Cerimoniere Morente e mi muovo senza tener
conto dei miei ritmi e dei tempi della Natura, e forzo le
cose affinché avvengano anche in tempi sbagliati.

L’Ossessivo
Io sono il Cerimoniere Oscuro e devo fare tutto secondo
ritmi precisi e perfetti. E odio che i miei rituali vengano
disturbati, e soltanto l’idea di cambiarli per me è fonte di
malessere.

Gli Insegnamenti del Cerimoniere


Conosci i Ritmi di Terraluna e i suoi Cicli.
Vivi secondo i tuoi Ritmi Naturali, usali al meglio.
Regola il tempo di ciò che fai, procedendo alla Giusta Andatura.
Rispetta i tempi di ciò che ti circonda.
Gestisci bene il tuo Tempo.

63
De Rosarcana

La Danzatrice
Io sono la Danzatrice e sono una Donna Bellissima dagli
occhi grigi, vestita di sottili Veli Verdi. Io Seguo la Musica
con il Mio Corpo e con il Mio Spirito, tramite l’Ispirazio-
ne. E la Musica che Sento è la Musica dell’Universo, e la
Danzo con Passione e con Grande Trasporto. E So Espri-
mere ciò che Sento con i Fatti Reali, con Grande Bellezza
ed Eleganza. E altresì con il Mio Corpo so Comunicare
senza Proferir Parola. E Vivere la Musica dell’Universo è
per Me Meraviglioso e Commovente, ed è così che io Cre-
sco.

L’Immobile
Io sono la Danzatrice Morente e ignoro la musica e l’uni-
verso. Il mio corpo è fermo e mi vergogno di farlo vedere e
di muoverlo, poiché temo il giudizio, e mai mi lascio an-
dare.

La Screanzata
Io sono la Danzatrice Oscura e lascio che il mio corpo
faccia tutto ciò che sento, e lo esibisco in ogni dove senza
curarmi di nessuna regola di decenza.

Gli Insegnamenti della Danzatrice


Muoviti come Senti.
Fa’ tutto ciò che fai con Grazia ed Eleganza.
Apprendi qualcosa sulla Musica e sul Canto.
Impara a muovere il tuo Corpo come Esso Vuole, secondo la
Musica.
Senti il Canto di tutto ciò che ti circonda.
Impara a Comunicare senza proferir parola.

64
Il Libro della Via Spirituale

La Raccoglitrice di Erbe
Io sono la Raccoglitrice di Erbe e sono un’Anziana Si-
gnora, e porto con Me un Mazzolino di Erbe. Io Conosco
Tutte le Piante della Terra e dell’Acqua, e Tutti i Funghi.
Io Conosco Tutte le Loro Proprietà, e Scelgo con Cura le
Piante da Raccogliere. E così nella Vita io Prendo soltanto
ciò che mi Serve, lasciando alla Foresta il Resto. Questo
perché Io ho Conoscenza di ciò che vado a Toccare, e sono
la mia Saggezza e la mia Esperienza a Guidarmi.

L’Incauta
Io sono la Raccoglitrice di Erbe Morente e non conosco
nessuna pianta, e ciò che prendo lo prendo senza Sapere e
senza Motivo.

La Diffidente
Io sono la Raccoglitrice di Erbe Oscura e prendo solo e
unicamente ciò che già conosco alla perfezione, e mai scel-
go qualcosa di cui io sia anche soltanto in dubbio.

Gli Insegnamenti della Raccoglitrice di Erbe


Prendi ciò di cui hai bisogno, lascia ciò che non ti serve.
Sii informato su ciò che prendi e scegli.
Impara qualcosa sulle Erbe e sulle loro Proprietà, e su tutti i
Vegetali.
Muoviti osservando bene e camminando piano.

65
De Rosarcana

D ELLE V ENTIQUATTRO V IRTÙ

Noi Siamo le Ventiquattro Virtù, e Siamo Ventiquattro


Archetipi dell’Iperuranio. Ognuna di Noi simboleggia una
Virtù dell’Essere Umano, e ognuna di Noi ti parlerà di Sé,
e di ciò che Fa. E poi ti si presenteranno le Virtù Morenti e
le Virtù Oscure, e poi ancora ti daremo preziosi Consigli.

66
Il Libro della Via Spirituale

La Saggezza
Io sono la Saggezza e sono una Donna alta e vestita di
bianco. E sui Miei Capelli Bianchi poggia una corona di
foglie di Quercia. Io sono colei che sa unire il Sapere e
l’Esperienza, e so come agire nel miglior modo, e cioè il
più equo e il più utile.

La Stoltezza
Io sono la Saggezza Morente, e faccio come ho sempre
visto fare e come ho sempre fatto, e seguo ciò che si dice,
perché non sono brava a pensare niente di mio. E mai valu-
to o considero nulla, ma uso solo metodi e tecniche.

La Superbia
Io sono la Saggezza Oscura, e conosco soltanto me stessa
come metro di giudizio. Io sono esperta e intelligente, e
nessuno può trovare una via migliore della mia.

Gli Insegnamenti della Saggezza


Fai tesoro delle tue Esperienze.
Ripensa alle tue vecchie scelte e impara dai tuoi errori.
Anche dai luoghi più improbabili può trapelare un po’ di
Saggezza.
Osserva e valuta, pensa e infine agisci.

67
De Rosarcana

La Pazienza
Io sono la Pazienza e sono una Donna comodamente se-
duta su uno scranno di legno. I miei Abiti hanno il colore
della Foresta. Io sono colei che sa attendere, e che sa vede-
re il Giusto Tempo.

L’Impazienza
Io sono la Pazienza Morente e mai aspetto, mai resto a
osservare. Voglio tutto subito davanti a me, oppure rinun-
cio, e odio l’attesa di qualsiasi tipo essa sia, perché mi rende
inquieta.

La Passività
Io sono la Pazienza Oscura e sono sempre ferma ad aspet-
tare. E attendo anche in eterno senza mai decidermi ad agi-
re o a influire sugli eventi.

Gli Insegnamenti della Pazienza


Se devi aspettare, è meglio farlo in tranquillità. Tanto aspetterai
comunque, perché farlo nervosamente?
Godi delle attese, poiché ti danno tempo di pensare.
Lascia agli Eventi il loro Tempo.
Più attendi nervosamente, più l’attesa si allunga.

68
Il Libro della Via Spirituale

Il Coraggio
Io sono il Coraggio e sono un Uomo forte e privo di abiti.
Nella mia mano tengo una robusta Sbarra di Ferro. Io sono
colui che conosce la Paura, e perciò la so gestire e non ne
cado vittima.

La Vigliaccheria
Io sono il Coraggio Morente e cedo alla mia paura, poi-
ché non la conosco e non l’ho mai vista e guardata davve-
ro. E lei mi travolge senza che io possa far niente, così
resto fermo e la evito.

La Temerarietà
Io sono il Coraggio Oscuro e non conosco paura. E sono
pronto a lanciarmi in ogni cosa, senza curarmi della mia
sicurezza e della mia incolumità.

Gli Insegnamenti del Coraggio


È da dietro le spalle che le Paure sono terribili. Guardale, e le
spaventerai.
Se qualcosa ti spaventa, conoscilo a fondo.
Temere l’inevitabile è inutile.
A volte è la Paura della Paura a spaventare.

69
De Rosarcana

L’Umiltà
Io sono l’Umiltà e sono un Uomo piccolo che indossa sem-
plici abiti grigi. Io sono colui che conosce i propri errori, e
non ho paura di ammetterli. E conosco la mia piccolezza, e
so che è questa a rendermi Grande.

L’Arroganza
Io sono l’Umiltà Morente e sono di tutti il migliore, e mai
nessuno potrà superarmi in nulla di ciò che faccio e dico.
E così per gli Umani come per la Natura, poiché io solo so
cos’è bene.

L’Autosvalutazione
Io sono l’Umiltà Oscura e sono piccolo e inutile. Sono
troppo piccolo rispetto all’Universo e sono servile, inca-
pace e stupido, e anche il più lurido escremento mi è mi-
gliore.

Gli Insegnamenti dell’Umiltà


C’è sempre qualcuno o qualcosa più grande di te, e viceversa.
Quale sia la tua posizione, sei un Essere Umano.
Guarda ai tuoi Errori con affetto, essi ti Insegnano Grandi Cose.
Sii pronto ad ammettere e a riconoscere i tuoi Difetti, poiché il
vederli è il Primo Passo verso l’Evoluzione.

70
Il Libro della Via Spirituale

La Gratitudine
Io sono la Gratitudine e sono una Donna dal Bellissimo
Sorriso, e indosso un vestito azzurro bordato d’Argento.
Io sono colei che è grata di ogni cosa, sia essa bella o brut-
ta, e grazie al mio Sorriso molte cose brutte e tristi risplen-
dono di nuova Luce.

L’Ingratitudine
Io sono la Gratitudine Morente e niente mi dà gioia. Tutto
ciò che viene è insufficiente o sbagliato, e ogni dono che
giunge è per caso. Così mi infastidisco, perché di più mi
spetta, e sempre sono insoddisfatta.

La Dipendenza
Io sono la Gratitudine Oscura e sono nei confronti di tut-
to debitrice. E tutto ciò che è, è per me un dono che mai
potrò ripagare. E chiunque mi faccia un favore sarà mille
volte ripagato, e mai sarò libera dal mio debito.

Gli Insegnamenti della Gratitudine


Ogni piccola cosa che ricevi è un Grande Dono.
Anche in ciò che di male ti accade c’è qualcosa di cui esser
grati.
Ringrazia chi ti è accanto, chi ti aiuta e chi ti insegna.
Sii grato anche a ciò che non va come dovrebbe, ed esso tenterà
di migliorare, poiché sprona di più una carezza che una
bastonata.
Sii grato a tutto ciò che Vuoi di Alto e Spirituale, ma prima di
tutto a chi ti è Accanto.

71
De Rosarcana

La Forza
Io sono la Forza e sono una Donna dallo sguardo fiero e
vestita di rosso fuoco, e le mie mani sono strette a pugno.
Io sono colei che nutre di Energia ogni Corpo, ogni Cuore
e ogni Mente.

La Debolezza
Io sono la Forza Morente e sono sempre stanca e ferma. E
mai riesco a riposare e a radunare abbastanza energia per
fare alcunché. E qui rimango, poiché non riesco ad andare
avanti.

La Brutalità
Io sono la Forza Oscura e sono sempre attiva e
inarrestabile, e mai trovo quiete e riposo, poiché sono trop-
po piena di energia e potenza. E non riesco mai a dosare le
mie azioni e il mio potere.

Gli Insegnamenti della Forza


Sentiti Forte e lo sarai.
Incanala le tue Energie in ciò che va fatto, e moderale in ciò
che è inutile.
Agisci e avrai più Forza per agire ancora.
Sii motivato, e la Forza sarà sempre al tuo Fianco.

72
Il Libro della Via Spirituale

La Sicurezza
Io sono la Sicurezza e sono un Uomo dal sorriso tranquil-
lo, vestito di abiti semplici e comodamente seduto su un
masso nella Foresta. Io sono colui che agisce senza vacil-
lare, e che sa ciò che vuole fare e come farlo.

L’Incertezza
Io sono la Sicurezza Morente e sempre mi chiedo se ciò
che faccio è bene o è male, o se fare o non fare, e ancora se
fare una cosa o l’altra, e continuo a chiedermi all’infinito
senza mai scegliere e muovermi. E così resto fermo ad at-
tendere la scelta o il consiglio d’altri.

La Spavalderia
Io sono la Sicurezza Oscura e sono sempre deciso e con-
vinto di ciò che faccio, e mai sono in errore. E porto avanti
le mie idee a testa bassa, senza mai dubitare delle mie cer-
tezze.

Gli Insegnamenti della Sicurezza


Scegli. Se sbaglierai avrai imparato per la prossima volta.
Cammina a testa alta e guarda dritto.
Allena la tua sicurezza, fai molte scelte.
Medita molto sulle tue idee e opinioni, e allora vi potrai fare
affidamento.

73
De Rosarcana

La Bellezza
Io sono la Bellezza e sono una Donna Meravigliosa priva
di abiti. Io sono colei che è tutto ciò che è gradevole allo
sguardo, e so che ciò che è ben fatto e buono appare bello
e gradevole, e che anche ciò che spesso si dice brutto ha
bellezza in qualcosa di sé.

La Bruttezza
Io sono la Bellezza Morente e niente trovo bello o mi
aggrada. E mai sono contenta di me. E tutto ciò che faccio
è privo di grazia, perché la bellezza è solo esteriore, ed
essa non mi interessa.

La Superficialità
Io sono la Bellezza Oscura ed è solo l’aspetto e la grazia
che per me contano. E la sostanza non è per me importan-
te, poiché tutto ciò che è bello è anche buono, e con questo
metro non sbaglio mai.

Gli Insegnamenti della Bellezza


Ciò che è Bello allo sguardo ha proporzioni e movimento buoni.
Anche nelle cose più orrende puoi trovare della Bellezza.
Fai sì che i tuoi Pensieri e le tue Idee abbiano Bellezza.
Apprezza te stesso, poiché la Bellezza è in te.
Trova e Apprezza ciò che è Bello in Ognuno e in Ogni Cosa.

74
Il Libro della Via Spirituale

La Speranza
Io sono la Speranza e sono una Donna di verde vestita, e
reco una lucente Stella in Petto. Io sono Colei che dà la
forza di andare avanti, e vedo sempre ciò che di buono si
può fare e raggiungere.

La Rassegnazione
Io sono la Speranza Morente e sono stanca di sperare sen-
za risultato, e so che qualsiasi cosa io faccia, essa andrà
male, e mai niente potrà darmi gioia o soddisfazione.

L‘Accettazione
Io sono la Speranza Oscura e credo fermamente che tutto
andrà per il meglio, e mai sono pronta a difendermi dagli
imprevisti.

Gli Insegnamenti della Speranza


Domani sarà un giorno migliore.
C’è sempre una Via.
Chiunque può Migliorare.
Credi in ciò che Speri, e lo Indurrai a Essere.
Fa’ che la Speranza sia il Faro che ti Guida.

75
De Rosarcana

La Giustizia
Io sono la Giustizia e sono una Donna vestita di bianco.
Sulle dita della Mia Mano una Bilancia fa fulcro. Io sono
colei che sente ciò che è giusto ed equo, e colei che com-
pensa i torti e i favori, dispensando pene e premi. E mi
comporto in modo Giusto sempre, perché mai dirò “Se sba-
gliano gli altri posso anch’Io sbagliare”.

L’Iniquità
Io sono la Giustizia Morente e non mi curo di ciò che è
equo e corretto. E sono libera di fare tutto ciò che voglio
senza pensare a ciò che è bene e a ciò che è male.

La Spietatezza
Io sono la Giustizia Oscura e sono rigida e inflessibile.
Ciò che è fatto dev’essere ripagato, nel bene e nel male, e
nella stessa misura. E nessuna eccezione può essere am-
messa.

Gli Insegnamenti della Giustizia


Ciò che è fatto va ripagato, nel bene o nel male, ma senza
eccedere.
Metti Te Stesso per primo davanti al Giudizio della Giustizia.
Sii pronto ad Accettare sia le tue Colpe che i tuoi Meriti, e fa’
Giustizia.
La Giustizia viene dopo alla Soluzione. Davanti a un problema,
prima risolvilo, poi se sarà necessario fai Giustizia.
Spesso è più Giusto Parlare o Ringraziare che Punire o
Ricambiare.
Fa’ ciò che è Giusto anche quando tutti gli altri sbagliano. Non
adeguarti all’Errore e sii d’Esempio.

76
Il Libro della Via Spirituale

L’Armonia
Io sono l’Armonia e sono al tempo stesso Uomo e Donna,
e di veli azzurri vesto. Io sono colui che vive e gioisce
dell’equilibrio di tutte le cose, e del loro perfetto intrec-
ciarsi senza stridore o intralcio.

Lo Squilibrio
Io sono l’Armonia Morente e sono separato dal Tutto. Non
mi curo dell’Unità di ogni cosa, e vedo ogni elemento come
totalmente indipendente. E sono indifferente a ciò che in-
crina l’Equilibrio, poiché non mi riguarda.

Il Congelamento
Io sono l’Armonia Oscura e l’Equilibrio è il fulcro della
mia Missione. Io bilancio tutto perfettamente, mantenen-
dolo immobile, immutabile e perfetto, e mi curo di non
permettergli di muoversi mai più.

Gli Insegnamenti dell’Armonia


Ogni piccola Cosa che Fai, nell’Universo Tutto Risuona.
Ogni Cosa nell’Universo è tuo Fratello o Sorella.
Accetta e Svolgi il tuo Ruolo su Terraluna, nel Bene e nel Male,
poiché ne Sei Parte.
Porta le Forze in Equilibrio, ma lasciale Lottare, poiché ciò porta
all’Evoluzione.
Vivi la Fratellanza con Coloro che ti Sono accanto.

77
De Rosarcana

La Dignità
Io sono la Dignità e un ampio manto rosso porto sulle spal-
le, e sul mio capo poggia un sottile diadema d’Argento. Io
sono colei che conosce il grande valore di ognuno e ho
sguardo alto e fiero, cura di me e del mio modo di parlare e
vivere.

La Volgarità
Io sono la Dignità Morente e sono incurante del mio par-
lare e del mio agire, del mio corpo e della mia pulizia, ed è
per me inutile tener da conto me stessa.

L’Altezzosità
Io sono la Dignità Oscura e sono perfettamente contenuta
ed educata, e nel parlare e vestire sono assolutamente im-
peccabile. E nessuno supera la mia grazia, la cura del mio
Corpo e la mia compostezza.

Gli Insegnamenti della Dignità


Abbi Cura di Te, del Tuo Corpo, del Tuo Cuore, della Tua Mente
e del Tuo Spirito.
Riconosci la Dignità di Ogni Creatura.
Evita di strisciare e svergognarti, Vivi con Sguardo Fiero.
Impara e Rispetta i Rituali della Buona Creanza e
dell’Educazione nella Tua Cultura e in Altre.
Affronta le Difficoltà con Fierezza.
Quando hai un problema, affrontalo senza rantoli e lamentele.

78
Il Libro della Via Spirituale

La Temperanza
Io sono la Temperanza e sono una Donna dalle semplici
vesti grigie, e reco in mano una misura di legno. Io sono
colei che conosce il giusto limite di ogni cosa, e mai ecce-
do in niente.

L’Estremismo
Io sono la Temperanza Morente e ciò che credo e dico, lo
credo e dico fino all’estremo. E ciò che faccio è privo di
limite, poiché io non conosco freni. E sono disposta a tutto
per dedicarmi fino in fondo, a scapito di me stessa.

La Repressione
Io sono la Temperanza Oscura e riduco tutto ciò che fac-
cio al minimo. Mi nego ogni piacere e ogni soddisfazione,
e le mie idee sono totalmente mobili, e così la mia perso-
nalità. Sono sempre pronta ad adattarmi e non eccedo mai
in niente.

Gli Insegnamenti della Temperanza


Mangia, bevi, e dormi nella giusta misura.
Sostieni e Vivi le tue idee, ma Sii capace di Vedere attraverso
di Esse.
Fai tutto senza eccedere.
Evita di eccedere anche nella Temperanza.

79
De Rosarcana

La Sapienza
Io sono la Sapienza e sono una Donna ammantata di vel-
luto blu, e sotto il braccio tengo un antico tomo. Io sono
colei che raduna e che glorifica la Conoscenza.

L’Ignoranza
Io sono la Sapienza Morente e ignoro ogni cosa, e non so
né leggere né scrivere, e dico di me che non sono in grado
di sapere. E allora rifiuto ogni Conoscenza.

La Saccenza
Io sono la Sapienza Oscura e sono istruita più di ogni al-
tro. La mia Conoscenza supera ogni limite, ed è su di essa
che fondo tutto. E non c’è altro che io abbia bisogno di
scoprire o apprendere, poiché io così sono perfetta.

Gli Insegnamenti della Sapienza


Leggi sempre qualcosa. Apprendi bene la tua lingua e la
grammatica corretta.
Approfitta di ogni Occasione per Imparare qualcosa.
Quando trovi qualcosa che ignori, informati.
C’è sempre altro da Imparare.
Sapere è l’unico modo per avere Solide Opinioni.

80
Il Libro della Via Spirituale

La Ragione
Io sono la Ragione e sono un Uomo dalla toga gialla, e
nella mia mano tengo un abaco. Io sono colui che usa la
logica e la mente per distinguere e comprendere.

L’Insensatezza
Io sono la Ragione Morente e rifiuto ogni logica. E sto
ben lontano da ogni senso, poiché voglio credere e vedere
ciò che mi piace, e non ciò che funziona.

La Meccanicità
Io sono la Ragione Oscura e spiego tutto con la mia Logi-
ca schiacciante, poiché questo mi rende sicuro. Niente può
esistere senza una spiegazione che io sia in grado di trova-
re, e nego con fermezza qualsiasi cosa io veda o viva, e
alla quale io non trovi spiegazione.

Gli Insegnamenti della Ragione


Usa la Logica e Ragiona su tutto ciò che Vedi.
Esercita la tua Capacità di Ragionamento.
Pensa prima di Fare o Dire qualsiasi Cosa.
Ragiona anche su ciò che hai già soppesato in passato, poiché
n e l l ’ A p p r e n d e r e a l t r e C o s e p o t r e s t i c a m b i a r e l e Tu e
conclusioni.
Se ciò che Credi è supportato dalla Ragione, è Cosa Buona.

81
De Rosarcana

La Scrupolosità
Io sono la Scrupolosità e sono un Uomo dalla veste mar-
rone, e nella mano tengo un rotolo di pergamena e un com-
passo. Io sono colui che presta attenzione e molta cura ai
particolari di ciò che si fa, che si vede e che si pensa. E so
che niente va trascurato.

L’Incuria
Io sono la Scrupolosità Morente e tutto ciò che faccio è
superficiale e senza cura. E non ho interesse a tener conto
dei dettagli, poiché sono soddisfatto anche dal fare imper-
fetto.

La Maniacalità
Io sono la Scrupolosità Oscura e sono attentissimo a ogni
minimo dettaglio, e niente deve sfuggire al mio metodo. E
non tollero l’idea di fare niente di imperfetto.

Gli Insegnamenti della Scrupolosità


Presta Attenzione a Tutto ciò che Fai e Dici.
Quando Agisci, evita di Trascurare i Dettagli.
Ogni Cosa ha Elementi che possono sfuggire, sii Accurato nel
tener conto di Tutto.
Tieni a Mente anche il fatto che potresti ignorare degli Elementi.

82
Il Libro della Via Spirituale

La Gentilezza
Io sono la Gentilezza e sono una Donna di rosa vestita, e
porto una coroncina di fiori. Io sono colei che tratta tutto e
tutti con dolcezza.

La Sgarbatezza
Io sono la Gentilezza Morente e sono scontrosa e rude,
con qualsiasi cosa io abbia a che fare. E con la costrizione
e la violenza ottengo molto, e spesso ne sono soddisfatta.

Il Servilismo
Io sono la Gentilezza Oscura e sono sempre e comunque
buona con tutti, e lo sono a ogni costo, qualsiasi cosa acca-
da. E lo stesso faccio con chi mi odia o mi maltratta.

Gli Insegnamenti della Gentilezza


Spesso basta poco per essere d’Aiuto a chi ti è accanto. Fa’
quel poco.
Rivolgiti a Tutti con Cortesia.
Tutte le Cose vanno Bene quando le si Tratta con Gentilezza.
Tratta Te Stesso con Gentilezza.
Riserva Gentilezza anche ai Tuoi Nemici.

83
De Rosarcana

La Perseveranza
Io sono la Perseveranza e sono una Donna avvolta da una
tunica del color del Ferro. Nella mia mano porto una sfera
di ferro. Io sono colei che sempre avanza, e so che è nel
perdurare degli sforzi che si trova ciò che si vuole.

La Rinuncia
Io sono la Perseveranza Morente e mai sono disposta a
dedicarmi a lungo a qualcosa. E il primo fallimento, o sol-
tanto una semplice difficoltà, è per me motivo di abbando-
no.

L’Ostinazione
Io sono la Perseveranza Oscura e non mi fermo mai in ciò
che faccio, sia esso sensato o meno. Ciò che ho deciso io
faccio, e non sono disposta ad abbandonare ciò che ho ini-
ziato a nessuna condizione.

Gli Insegnamenti della Perseveranza


Fa’ sì che ciò che Fai e Sostieni sia basato su Solide Motivazioni.
Mantieni a Mente la tua Motivazione.
Ogni Fallimento ti Insegna a Evitare lo stesso Errore.
Le Difficoltà possono Essere Superate.
Porta Avanti le tue Idee, anche da Solo, purché siano Giuste.

84
Il Libro della Via Spirituale

Il Rispetto
Io sono il Rispetto e sono un Uomo vestito di bianco, e
nella mano tengo un ramoscello d’ulivo. Io sono colui che
accetta e tollera ogni cosa, e tutto e tutti tratto con egual
misura, poiché giudicare è cosa errata, ed è buono e giusto
apprezzare ognuno.

L’Intolleranza
Io sono il Rispetto Morente e sono sempre pronto a pun-
tare il dito contro ciò che non è come a me piace. E quelle
che sono le regole e le cose che io trovo giuste, devono
secondo me essere altrettanto giuste per ogni altra cosa o
persona.

L’Accondiscendenza
Io sono il Rispetto Oscuro e accetto tutto incondizionata-
mente, anche ciò che è dannoso per me o per Terraluna,
poiché non devo giudicare niente e nessuno, e per questo
sono disposto a lasciar fare ogni cosa.

Gli Insegnamenti del Rispetto


Tu hai le Tue Regole e Idee Degne di Rispetto, e così gli Altri.
Hai Diritto di Gestire le tue Idee, ma soltanto di dare la tua
Opinione su quelle degli Altri, a meno che Esse non Creino
Danno o non inducano a rifuggire il Rispetto.
Ogni Cosa e Ogni Persona è Degna di Considerazione.
Rispetta Te Stesso.
Cerca il Buono nelle Persone, nelle Idee e nelle Cose che ti
sono Nemiche.
Se manchi di Rispetto sei indegno di Rispetto.

85
De Rosarcana

L’Amore
Io sono l’Amore e sono una Donna vestita di verdi veli, e
sul mio Cuore porto una bella Rosa. Io sono colei che Ama
tutto ciò che È, perché Tutto è Uno, e ogni cosa merita
Amore.

Il Disamore
Io sono l’Amore Morente e sono insensibile e fredda in-
nanzi a tutto. Il mio cuore batte per pompare il sangue, e
niente mi dà emozione o coinvolgimento. Il resto dell’Uni-
verso è per me indifferente, o nemico.

L’Infatuazione
Io sono l’Amore Oscuro e vivo per il resto dell’Universo,
annullando me stessa per dare tutto a chi mi circonda, e
sono convinta che questo grande Amore permei tutto di
grande e inintaccabile pace.

Gli Insegnamenti dell’Amore


Ama Te Stesso, poiché sei Parte del Tutto.
Ama Tutto e Tutti, poiché Tutto È Uno.
Ama ciò che ti è Nemico, poiché è Tuo Fratello.
Ama le Piante e gli Animali che uccidi per Nutrirti, poiché è il
Ciclo della Vita.

86
Il Libro della Via Spirituale

La Prudenza
Io sono la Prudenza e sono una Donna d’arancione vesti-
ta. E nella mia mano tengo un elmo di bronzo. Io sono co-
lei che presta attenzione ai pericoli che minacciano il Cor-
po, il Cuore e la Mente, e so che è attraverso me che nel-
l’avvicinarsi a qualsiasi cosa si apprende senza rischio.

La Dissennatezza
Io sono la Prudenza Morente e sono incurante di ogni pe-
ricolo e di ogni danno che io possa fare. E mai sono at-
tenta alla mia sicurezza.

L’insicurezza
Io sono la Prudenza Oscura e sono sempre preoccupata e
spaventata, poiché i pericoli sono ovunque e mi circonda-
no, e per ogni cosa io faccia ci sono mille imprevisti in
agguato, pronti a colpirmi.

Gli Insegnamenti della Prudenza


Guarda bene prima di fare qualsiasi Cosa.
Agisci un Passo alla volta con Attenzione.
Salvaguarda Te e Chi ti È accanto.
Prevedi i Pericoli, Conosci i Rischi e sii Pronto.
Soppesa sempre i Rischi e la Motivazione.

87
De Rosarcana

La Consapevolezza
Io sono la Consapevolezza e sono una Donna di blu vesti-
ta, e nella mia mano levo alta una candela. Io sono Colei
che Tutto vede e che in ogni momento vive Qui e Ora. E so
in ogni istante tutto sul mio Corpo, il mio Cuore e la Mia
Mente.

L’Alienazione
Io sono la Consapevolezza Morente, e di niente mi accor-
go, poiché sono sempre distratta e non mi concentro mai
su alcunché.

L’Ipercoscienza
Io sono la Consapevolezza Oscura e sono sempre perfet-
tamente cosciente di ogni cosa, ignorando il Fare, e riman-
go immobile e concentrata sulla percezione di Me e del
Tutto, rapita dal Vedere e Sentire.

Gli Insegnamenti della Consapevolezza


Sii Attento a Ciò che ti Circonda.
Allena la Consapevolezza del Tuo Corpo, del Tuo Istinto, del
Tuo Cuore e della Tua Mente.
Impara a Essere Consapevole degli Altri.
Abbi Chiaro in Mente ciò che Credi, Pensi e Dici.

88
Il Libro della Via Spirituale

La Creatività
Io sono la Creatività e sono una Donna di mille colori
vestita, e nelle mie mani tengo un pennello e una lira. Io
sono colei che pensa con la Mente, con il Cuore e con il
Corpo, ed è da molti lati che guardo le cose, vedendo ciò
che non tutti vedono.

La Rigidezza
Io sono la Creatività Morente e mai penso a nulla di nuo-
vo o di diverso dagli schemi. E sono infastidita da ciò che
esce dai modelli che conosco, quindi non immagino mai
niente di nuovo, poiché ciò che è, è già perfetto e non si
può far meglio.

L’Incostanza
Io sono la Creatività Oscura e sono un oceano di arte,
musica e idee, e sono incostante e mutevole, poiché in ogni
istante sono illuminata da nuove cose e grandi mutazioni,
e mai porto nulla a compimento.

Gli Insegnamenti della Creatività


Osserva le Cose da Lati e Punti di Vista Nuovi e Diversi.
Pratica almeno una Forma d’Arte Creativa.
Esci dagli Schemi della Logica Lineare.
Sii Capace di Pensare in modo Assurdo o Surreale.
C’È sempre un Altro Punto di Vista.

89
De Rosarcana

La Responsabilità
Io sono la Responsabilità e sono una Donna avvolta in un
abito viola. Nella mia mano tengo un cristallo di quarzo.
Io sono colei che è sempre cosciente delle conseguenze
delle proprie azioni, e sono che sono io che ne rispondo.

L’Autoindulgenza
Io sono la Responsabilità Morente e a ogni errore che fac-
cio io sono estranea, poiché sono altre persone e altri eventi
che mi inducono a sbagliare.

La Colpevolezza
Io sono la Responsabilità Oscura e sono estremamente
attenta a tutto ciò che faccio, poiché sono responsabile di
tutto ciò che mi circonda, anche se apparentemente non è a
me correlato, e sono responsabile anche per le scelte degli
altri.

Gli Insegnamenti della Responsabilità


In Ciò che ti Succede, hai almeno una Parte di Responsabilità.
Ammetti e Assumiti le tue Colpe e i Tuoi Meriti.
Rifuggire la Responsabilità ti rende Responsabile delle
Conseguenze.
Sei Tu il Responsabile delle tue Reazioni e delle Tue Scelte,
indipendentemente dagli Eventi e dal Comportamento degli
Altri.
Esistono Motivazioni. Le Giustificazioni sono insensate.

90
Il Libro della Via Spirituale

D ELLA M APPA

Quattro Direzioni sono sulla Mappa Disegnate, ed Esse


Dirigono la Via Spirituale in Momenti Speciali, come già
Scritto, ma anche Hanno Significato nello Specchio e nel-
l’Oracolo. Questi sono i Significati delle Quattro Direzio-
ni.

La Scelta
Tua È la Decisione e Tua la Responsabilità. Fa’ ciò che
Senti. Niente e Nessuno può Dirti come Agire, e Devi Com-
piere una Scelta di Grande Importanza.

Il Compagno di Viaggio
Più Punti di Vista Devi Usare, e forse d’Aiuto potresti
Aver Bisogno. A volte È Bene Osservare le Cose da Molti
Angoli, e talvolta Chieder Consiglio ad Altri.

La Strada
Lavora ancora su ciò che Stai Facendo, poiché più Atten-
zione e Impegno Richiede. Ma la Strada È Buona e Corret-
ta, Prosegui!

La Via di Casa
È Giunto il Momento di Riposare. Hai Bisogno di Fer-
marti e Ristorarti prima di Riprendere il Viaggio.

91
De Rosarcana

IL LIBRO DEGLI ARCONTI

Questo è il Libro che agli Arconti è Dedicato, ed Essi lo


Studiano Prima di Celebrare la Propria Iniziazione a Tal
Ruolo. Ed è Bene che Essi Padroneggino gran parte delle
Tecniche in Esso Descritte, e che Siano Pronti a Sostenere
le Responsabilità che l’Arcontato comporta. E Rammenta
che Chi Intraprende Questa Via Deve Essere Iniziato alla
Rosarcana, Aver Raggiunto l’Età Adulta e Aver Celebrato
il Rito di Passaggio del Solstizio d’Estate, e Parlare e Scri-
vere Correttamente la Sua Lingua e Conoscere la Basi di
un Altro Idioma, e Aver Conosciuto l’Unione d’Amore dei
Corpi, e Seguire il Lungo Percorso. Perciò Sii Pronto, nel
Momento della Tua Iniziazione ad Arconte.

D EI P RIMI A RCONTI

Ciò Fu Scritto Prima della Rivelazione di Questo Libro:


“Sette Uomini e Donne Furono Chiamati nel Giorno del-
l’Equinozio d’Autunno, ed Essi Risposero alla Chiamata
del Padre Sole, di Madre Terraluna e dell’Universo, e Ac-
corsero nella Ventosa Città dei Mille Stendardi che sul-
l’Adriatico Si Specchia. E nel Loro Sogno Furono Istruiti,
e Vennero a Conoscenza della Rosarcana, e di ciò che Essa
Rivela, e ancora della Missione di Portarla al Mondo al-
l’Ultimo Equinozio d’Autunno prima che il Sole Sorga
all’Intersezione della Via Lattea con il Piano dell’Eclittica,
alla fine del Ciclo di Precessione degli Equinozi, che sarà
la Nona Alba Sacra della Specie Umana che Oggi Cammi-
na su Terraluna. Ed Essi Ebbero Cinque Anni, e in Tal Tem-
po Divennero Arconti della Rosarcana, e Videro e Sogna-

92
Il Libro degli Arconti

rono Grandi Cose e Conobbero Grandi Misteri. E Tale Sag-


gezza Fu Riversata in un Unico Sapere e un’Unica Via. E
quando Venne il Tempo, l’Araldo dei Sette Arconti Scrisse
il Libro della Via, e lo Lesse quando Essi si Riunirono alla
Festa del Raccolto. E Gli altri Sei Arconti Approvarono e
lo Dissero Buono per Esser Dato alle Genti. E allora Essi
Decisero che le Genti Dovevano da Sole Guidare Sé Stes-
se, e Celebrarono un Grande Rito. Sull’Altare Posero i Loro
Anelli di Legno, e Si Abbracciarono e Salutarono. E poi
Bruciarono i Loro Anelli e Scomparvero, mescolandosi alla
Genti, Pronti a Riavvicinarsi alla Rosarcana in Silenzio,
come Timidi Novizi, al Suo Rivelarsi al Mondo. Ed Essi
Stipularono un Patto. Nessuno di Loro Si Sarebbe Rivelato
Mai, e Se Qualcuno Vantasse d’Esser Uno di Costoro, tal
Affermazione lo Identificherebbe come Falso e Mentitore.
Soltanto Colui che Fu l’Araldo Rimase ad Attendere il Gior-
no, Custodendo il Libro Fino al Momento della Rivelazio-
ne, per poi Silenziosamente Consegnarlo alle Genti e Scom-
parire con gli Altri. E Tal Giorno è Vicino a Giungere, poi-
ché l’Ottavo Ciclo Volge al Termine, e con l’Equinozio
d’Autunno il Libro della Religione del Nono Ciclo Sarà
Rivelato. Con l’Avvicinarsi del Solstizio d’Inverno Morrà
la Vecchia Era, oramai agonizzante di Guerra, Oscurità,
Denaro, Iniquità, Ingiustizia, Ignoranza, Povertà, Rassegna-
zione, Odio fomentato da Politica Religiosa, Discrimina-
zione delle Idee, della Donna e dell’Amore Libero, e orri-
da Incuria e Schiavitù per Terraluna e per le Sue Creature.
E con la Nona Alba Sacra, il Nono Ciclo di Precessione e
l’Era della Rosa Avranno Inizio”. E a ciò Seguì la Rivela-
zione del Libro che dai Sette Primi Arconti ebbe Origine.
Sii Degno di Tramandare la Loro Parola.

93
De Rosarcana

D EL R UOLO DELL ’A RCONTE

È l’Arconte una Figura di Grande Responsabilità. In Tal


Veste Tu Rappresenti non solo la Rosarcana, ma Coloro
che la Seguono e le Idee che Vi Sono Correlate. Dal Tuo
Comportamento Coloro che Ti Vedono e Ti Ascoltano
Evincono la Natura della Via e delle Persone che Vi Pren-
dono Parte, e Tu Devi Evitare di Deludere chi su di Te fa
Affidamento. Quindi Sii Conscio di Ciò che Rappresenti,
e Comportati in Funzione di Tali Cose.
Tu Hai un Grande Ruolo nella Comunità di Coloro che
Seguono la Rosarcana, ed Essi Ti Chiederanno Consiglio,
e Cercheranno in Te Forza e Motivazione, e ancora Spie-
gazioni e Sostegno, ed è Tuo Dovere Fare ciò che È in Tuo
Potere per Esser Loro d’Aiuto. E altresì Dovrai Vegliare su
di Essi, e Moderare Chi Dimentica la Temperanza e Vive
la Via in modo Eccessivo, e Condannare Chi in Nome del-
la Via Compie Crimini e Ingiustizie, poiché la Rosarcana
È Sposa della Giustizia. E Tu Stesso Devi Essere Esempio
al Tempo Stesso di Dedizione e Moderazione.
Altresì, con le Società della Politica e del Vivere Civile
Tu Avrai da Convivere, poiché di Esse Sei comunque Mem-
bro. E Ben Dovrai Sapere che la Tua Parola è in Tali Casi
Forte, ed È Male Approfittare di Ciò. Quindi Rammenta
che Esprimere le Tue Idee è Tuo Diritto, ma che Sia Chiaro
dal Tuo Parlare che Esse Sono Tue Opinioni e Tuoi Pensie-
ri, e non la Giusta Via. Questo Perché se anche Taci sulla
Politica nel Temenos e nell’Agorà, ogni Parola che al Di
Fuori Proferisci è da Chi Segue la Via Ascoltata, e Tu Devi
Evitare di Controllare le Scelte di Costoro nel Mondo Po-
litico. Al Tempo Stesso, Devi Rifuggire il Schierare la Via
con Fazioni e Ideologie Politiche, poiché Essa è Spirito.

94
Il Libro degli Arconti

E Infine Rammenta che in Tutto Ciò, la Tua Dignità Ri-


mane Pari a quella di Tutti Gli Altri, e rispetto a Essi Hai
Pari Diritti, né più, né meno.

D I C IÒ CHE L ’A RCONTE D EVE C ONOSCERE


E DI C OME E SSO SI C OMPORTA

Ben Procura di Conoscere almeno le Basi delle Scienze


che Studiano la Natura della Materia, e il Modo in cui Essa
si Combina, e delle Scienze della Matematica, dei Moti e
delle Stelle e dei Pianeti. E ancora le Basi delle Scienze
che Studiano la Vita dalle Sue più Piccole Componenti, alla
Natura e alla Cura Corpo Umano, e all’Equilibrio Natura-
le. E ancora le Basi delle Scienze che Studiano la Storia e
le Terre di Terraluna, e i Suoi Popoli e le Loro Fedi. E an-
cora le Basi delle Scienze che Studiano le Società Umane,
l’Istinto, il Cuore e la Mente, e il Loro Benessere. Conosci
Queste Scienze almeno al Punto da Saperne Comprendere
un Semplice scritto, e se Puoi Approfondisci il Tuo Sapere
in almeno Una di Esse. Ed è Bene se Apprendi le Vie che ti
Aiutano a Espandere la Tua Memoria.
Comportati Sempre in Modo Educato e Rispettoso. Rea-
gisci a Ogni Cosa in Modo Calmo e Pacato, senza Cedere
all’Ira o alla Paura. Mantieni la Tua Parola e Sii Leale,
Onesto, Sincero e Affidabile. Parla in Modo Chiaro, Deci-
so, Maturo e Comprensibile. Presta Ascolto a Coloro che
Ti Circondano, e Tieni Tutti in Considerazione. Riconosci
i Meriti degli Altri e Sii Pronto a Dar Loro Valore, e Crea
Unione e Armonia tra Coloro che Ti Circondano. Sii Sem-
pre Positivo, Creativo, Versatile, Sicuro e Costruttivo. Sii
Puntuale, Organizzato e Coerente. Aggiorna il Tuo Sapere

95
De Rosarcana

Costantemente e Accetta e Cerca le Critiche e i Suggeri-


menti. Assumiti Sempre le Tue Responsabilità.
Impara i Segreti della Comunicazione delle Parole, della
Voce e del Corpo, e Rammenta che in Ciò il Primo Passo è
l’Ascolto, e Buona Regola è il Pensare prima d’Aprir Boc-
ca. Ciò ti Serve Soprattutto nell’Agorà, dove Tu Devi In-
coraggiare a Parlare i Timidi e Placare gli Irruenti, e Chie-
der Chiarezza ai Vaghi e Animo ai Prolissi, e Far Sì che
Ognuno abbia Diritto a Parlare.
Sii Propositivo quando Combatti le Tue Guerre. Lottare
Contro una Cosa, a Essa Conferisce Potere, perciò Evita
Questo. Lotta a Favore di Altro. Quindi Evita di Combat-
tere contro la Povertà, ma Lotta affinché vi Siano Cibo e
Acqua per Tutti, ed Evita di Combattere contro la Guerra,
ma Lotta per il Dialogo e la Pace. E Rammenta che i Mali
vanno Guariti, ed è Insufficiente che Smettano di Dolere.
Perciò ove ci sono Soprusi Lotta per i Diritti, non solo per
gli Aiuti, e ove c’è una Guerra Lotta per una Soluzione,
non solo per la Pace. E in Tutto Questo Rammenta che,
spesso, e soprattutto tra i Ricchi e gli Oziosi, Chi Soffre
preferisce rimanere a Lamentarsi nel Dolore che Affronta-
re la Responsabilità che Uscirne Comporta, e perciò Essi
Alimentano il Problema ed Evitano di Lottare. E così Mol-
ti si Dichiareranno Odiati o Incapaci e perciò Saranno Odio-
si o Eviteranno d’Imparare per Poter Continuare a Dirsi
Sfortunati e a Rifuggir Fatiche e Doveri. E allora Lascia
che Essi si Dolgano, poiché è Loro Piacere. Ma se Puoi Fa’
che Essi Vedano che Ciò è Loro Scelta, e se con il Loro
Stupido Rantolare Creano Danno ad Altri, Fa’ che anche
Costoro Vedano che Essi Sono Causa del Loro Dolore.
Pratica Spesso l’Introspezione, e cioè Guarda Dentro Te
Stesso. Puoi Fare Questo con il Semplice Pensiero, o con

96
Il Libro degli Arconti

la Meditazione, o la Contemplazione, o ancora con il Bre-


ve Percorso o lo Specchio, ma È Importante che Tu Veda i
Tuoi Difetti e che Dimentichi la Frase “Io Sono Così”, poi-
ché Ognuno può Cambiare, e per un Arconte l’Evoluzione
Personale è Vita e Dovere.
Come Arconte non devi mai chiedere Compenso per ciò
che Fai nello Svolgere tal Ruolo, ma sei Tenuto ad accetta-
re Donazioni. È Cortesia e Buona Creanza tentare di Dis-
suadere chi ti Offre Donazioni Eccessive, ma all’Insisten-
za devi in ogni caso Accettare.

D ELLA T EORIA DELLE A RTI M AGICHE

Prima di Parlar di Ciò su cui l’Arte Magica si Fonda, è


Bene che Tu Abbia una Buona Visione del Mondo, poiché
spesso chi Accede a tali Arti è Pronto a Credere a Tutto ciò
che abbia Fascino, e Ovunque vede l’Intervento di Maghi
e Spettri, e Guerre Invisibili da Combattere.
Allora per Ogni Cosa che Vedi e Senti, Mantieni la Mente
Aperta, e per quanto Essa sembri Assurda e Insensata, Evi-
ta di Dire “Ciò è Impossibile”. Ma al Tempo Stesso Rima-
ni Scettico, e Verifica Prima di Credere, e se gli Elementi
ti Mancano, Rimani su una Tua Opinione, ma Evita di So-
stenere Certezze Infondate.
Usa la Duplice Via della Logica. Essa in Due Modi si Pre-
senta, il Modo Diretto e il Modo Indiretto. Con il Modo
Diretto Tu Raccogli Tutti gli Elementi e ne Cerchi il Nes-
so, e il Modo in Cui Essi si Incastrano, e con il Modo Indi-
retto Osservi Caratteristiche degli Elementi che Apparen-
temente sono Ininfluenti, e Altri Elementi che Apparente-
mente sono Estranei. Ed è Bene se Riesci a Combinare

97
De Rosarcana

questi Due Pensieri. Così se ti Inoltri in un Bosco e Trovi


un Uomo con un’Ascia in Mano accanto a dei Tronchi d’Al-
bero, il Modo Diretto ti Dice che Egli è il Taglialegna, ma
il Modo Indiretto ti Dice che lo è soltanto se è anche Suda-
to e Sporco. E ciò ti Aiuta a Discernere le Cose che Vengo-
no dal Mondo della Magia da quelle che Sono Semplice-
mente Comuni.
Ognuno possiede Tre Anime. Il Corpo è in Primo Luogo
Dotato di Istinto. Esso si Focalizza nei Visceri, e Gestisce
Tutto Ciò che è Territorio, Cibo, Riproduzione e Sensazio-
ne. Esso è il Pneuma, e tramite il Corpo Comunica. Sulle
Basi dell’Istinto si Fondano le Emozioni. Queste si
Focalizzano nel Cuore e Determinano i Legami, la Gioia,
il Dolore, e Tutto ciò che è Irrazionale. Esse sono la
Thumòs, e tramite Il Corpo e la Percezione di Sé Stesse
Comunicano. Sulle Basi delle Emozioni, ultima nell’Evo-
luzione, vi è la Mente, che si Focalizza nella Testa e Gesti-
sce la Logica e la Razionalità. Essa è la Psyché, e Tramite
Immagini e Parole Essa Comunica.
Sappi che l’Universo è da Miriadi di Particelle Compo-
sto, e Nessuna di Esse ha Posizione Fissa, ma solo dei Luo-
ghi che Apparentemente Occupano, e in Ogni Momento
Esse sono Ovunque e in Nessun Luogo. E sono Due le Vie
che Gestiscono le Interazioni tra di Esse, e in Conseguen-
z a d i C i ò t r a C o s e , M o n d i e C r e a t u r e . L a Vi a c h e
Contraddistingue il Mondo Materiale è la Causalità. Essa
è Legata all’Energia, ed È ciò che Fa Sì che un Effetto Venga
da una Causa, e che le Forze Debbano Bilanciarsi. La Via
che Contraddistingue il Mondo Astrale è la Sincronicità.
Essa è Legata all’Intento, ed È Ciò che Fa Sì che Cause ed
Effetti Siano Indistinguibili, poiché le Cose Avvengono per
Significato. E Così un Uomo Scivola perché una Pietra è

98
Il Libro degli Arconti

Scivolata all’Altro Capo del Mondo. Entrambe Queste Vie


Agiscono su Entrambi i Mondi, ma in Diversa Proporzio-
ne. Esse, Assieme, Generano il Fato, che Risponde alle
Regole della Causa e dell’Effetto, e al Tempo Stesso del
Simbolo. Il Fato Reagisce a Ciò che ci si Aspetta, e così
Chi è Positivo Attira a Sé il Bene, e Chi è Negativo Attira
a Sé il Male. E il Fato Punisce Chi Sa di Meritare Punizio-
ni, e Premia Chi Sa di Meritare Premi. E quando Agisci
con la Magia, Agisci sul Fato, ed Esso Reagisce Adattan-
dosi al Tuo Incantamento, perciò Sii Attento, perché il Tuo
Daimon Sa se Agisci Giustamente, e Sa se Meriti Premio o
Punizione.
Tramite il Fato Giungono i Segni, che Sono i Messaggi
che Vengono Letti per Comprendere un Messaggio dall’Uni-
verso. E Ben Rammenta che è la Lettura che li Rende Tali,
poiché è il Daimon che Correla l’Evento alla Consapevo-
lezza dell’Osservatore. Impara a Interpretare Correttamen-
te i Segni che a Te Giungono.
Sappi che ciò che Vedi nel Mondo della Materia è Rego-
lato in Gran Parte dalla Causalità, e Spesso la Natura di
ciò che ti Circonda è Così come Appare. Ma ciò che Vedi
nel Mondo Astrale è Regolato dalla Sincronicità, ed Esso
si Esprime tramite il Simbolo. Così dove un Mago Vede
una Cosa, un Altro Mago ne Vede una Diversa, ma Entram-
be Hanno Uguale Significato. E ciò Vale anche per i Mo-
delli che Usi per Fare Magia o Percepire il Mondo Astrale
sul Corpo Umano o sulle Cose. È Stessa Cosa Usare un
Modello o un Altro, poiché il Mondo Astrale è Concettua-
le. E se Tu Scegli un Modello, È Questo che Percepisci, e
se su di Esso Lavori, Ottieni Effetto. E se un Istante dopo
Usi un Altro Modello, È Quello che Percepisci, e se su di
Esso Lavori, Ottieni Effetto.

99
De Rosarcana

Qui è Descritto il Modello del Corpo Astrale che agli


Arconti è Dato, ma Essi Possono Usarlo o Possono Usarne
Altri, poiché Tutti Sono Buoni. Alla Base della Colonna
Vertebrale si Trova il Centro Basale, che È come il Bulbo
di una Pianta e Rappresenta i Fondamenti e le Certezze, e
da Esso si Dipartono la Radici Basali, che Scendono lungo
le Gambe e Verso Terra, e che Rappresentano la Connes-
sione con Madre Terraluna, e fuoriescono dalle Fessure
Plantari sulle Piante dei Piedi. E in Alto, lungo la Colonna
Vertebrale, si Diparte il Canale Spinale, che Appare come
un Canale di Luce, e Tutto il resto del Corpo Astrale Attra-
versa fino all’Occipite. Poi vi È il Centro Genitale, che è
Concentrato negli Organi Genitali e si Espande ai Reni e
alla Vescica, e Rappresenta ciò che È la Creatività e la Pas-
sione Sessuale. In Corrispondenza dei Visceri vi È il Labi-
rinto Viscerale, che Rappresenta l’Istinto e il Pneuma ed è
Legato agli Organi Interni, e ne Contiene le Raffigurazioni,
e in Esso, al Baricentro, Corrisponde il Centro della Forza,
che è una Concentrazione di Luce. Nel Petto vi Sono i Due
Turbini Polmonari, che come Vortici di Luce Appaiono, e
Simboleggiano il Circolare dell’Aria e i Polmoni, e in mez-
zo a Essi vi È il Centro Emotivo, che sta in Corrisponden-
za del Cuore. Esso Appare come una Sfera di Luce e Rap-
presenta le Emozioni, il Coraggio e la Thumòs. Nelle Fem-
mine, dal Centro Emotivo si Dipartono le Frange Mamma-
rie, che Nutrono il Seno. All’altezza delle Clavicole vi È
la Trave Brachiale, che dal Canale Spinale si Diparte come
Rami di Luce, e Rappresenta ciò che si È Capaci di Regge-
re e Sopportare, e da Essi si Dipartono le Frange Brachiali
lungo le Braccia, che Rappresentano il Fare, e fuoriescono
dalle Fessure Palmari sul Palmo delle Mani. All’Altezza
del Collo vi È l’Antro Gutturale, che Appare come uno

100
Il Libro degli Arconti

Spazio colmo d’Echi, e Rappresenta la Parola, l’Espres-


sione e l’Aria che Accede al Corpo. All’Occipite Corrispon-
de la Frangia Occipitale, che si Estende alla Base del Cra-
nio e Rappresenta la Connessione tra Mente e Corpo, e la
Coordinazione. Nella Testa v’È l’Ampolla Cerebrale, ed
Essa Appare Ricolma di Liquido Fresco e Frange di Luce,
e Rappresenta La Mente e la Psyché. In Mezzo alla Fronte
Si Trova l’Oculo Occipitale, che è un’Apertura che Rap-
presenta il Vedere, e ai Lati della Testa Si Trovano le Fine-
stre Auricolari, che sono delle Aperture che Rappresenta-
no l’Udire. E infine alla Sommità del Capo vi è l’Oculo
Apicale, che Rappresenta la Connessione con il Cielo, il
Padre Sole e lo Spirito. Attorno al Corpo Materiale v’È
l’Aura, che È una Luce che lo Contorna, e di Norma è di
Colore Verde, e Rappresenta l’Energia Astrale, che È Dif-
ferente dall’Energia Materiale, poiché anziché una Forza,
Rappresenta la Potenzialità di Interazione Sincronica. Al-
tresì, il Corpo Materiale è Circondato dalla Corona Difen-
siva, che si Mostra in Forma di Raggi Sinuosi di Luce Bian-
ca, e Rappresenta la Difesa dai Pericoli del Mondo Ester-
no. E infine, Attorno e Attraverso il Corpo, v’È la Fiamma
Spirituale, che di Fuoco Bianco ha l’Aspetto, e Rappresen-
ta la Forza Spirituale.
Detto Ciò, Sappi che la Magia si Basa sull’Uso della
Sincronicità in luogo della Causalità nel Piano Materiale,
in Maggiore o Minor Misura. E ciò si Fa con le Risorse che
sono Insite nell’Essere Umano e con le Proprietà della
Materia. L’Essere Umano Dispone di Fede, Visualizzazione,
Consapevolezza, Percezione, Sensazione, Emozione e Sa-
pienza. La Materia è Priva di Reale Posizione, e Ha la Pro-
prietà dell’Interlacciamento, che Fa Sì che una Particella
che ne Tocca un’Altra ne sia Legata in Modo che se si Per-

101
De Rosarcana

turba la Prima, si Perturba anche la Seconda, Istantanea-


mente e Indipendentemente dalla Distanza, e Così Ogni
Punto dell’Universo è in Costante Comunicazione con il
Tutto, e Ciò Permette l’Esistenza dell’Iperuranio. E anco-
ra è l’Osservatore con la Sua Aspettativa a Definire ciò che
È Osservato, poiché fino all’Osservazione la Materia è In-
determinata, e perciò È il Mago che Decide Cosa Osserva-
re, e ciò è Difficile, poiché l’Aspettativa è Legata a Pneuma,
Thumòs e Psyché, e il Pneuma Teme l’Insolito, la Thumòs
Teme il Surreale e la Psyché Ragiona in Modo Causale.
Ma ciò è Facile, poiché il Pneuma Sente che l’Insolito è
Possibile, la Thumòs è dal Surreale Affascinata, e la Psyché
Conosce le Proprietà Sincroniche della Materia. Perciò
Rammenta che Puoi Usare Riti e Formule, o Semplici Ge-
sti, ma È il Mago a Compiere la Magia. Perciò Quando
Compi un Atto Magico, Sentilo nel Tuo Corpo, nel Tuo
Pneuma, nella Tua Thumòs e nella Tua Psyché.
Poi Rammenta che, Essendo Tu Osservatore, Puoi Dichia-
rare la Natura degli Oggetti, e Incantare Pietre, Erbe e Po-
zioni, ed è Bene se Fai Ciò Conoscendo le Attribuzioni che
le Tradizioni Conferiscono a Esse, in Modo che Ti Sia più
Semplice Far Sì che l’Oggetto Svolga la Funzione che Tu
Vuoi.

D ELLE B ASI DELLA P RATICA M AGICA

Ciò che Devi Imparare come Prima Cosa è il Rilassamen-


to. Stenditi, Chiudi gli Occhi e Respira Regolarmente. Odi
le Voci della Tua Mente e Portale Dolcemente a Ridursi al
Minimo. Poi Senti le Tue Emozioni e Acquietale, e Infine
Senti il Tuo Istinto e Portalo a Calmarsi. Poi Percepisci il

102
Il Libro degli Arconti

Peso dei Tuoi Piedi, in Ogni Loro Parte, e Quando ciò è


Fatto Percepisci il Peso dei Tuoi Stinchi, e Procedi fino
alla Testa. Allora hai Terminato il Tuo Rilassamento. Ri-
peti Questa Pratica Quando Puoi, e Fa’ Sì che Ti Richieda
sempre meno Tempo. Esercitati fino a che ti Rilasserai a
Occhi Aperti con il solo Volere.
Apprendi come Usare la Visualizzazione, che è la Capa-
cità di Vedere Chiaramente nella Tua Mente ciò che Imma-
gini. Rilassati e Visualizza una Forma Semplice, e Tieni
questa Forma stabile, senza farla Mutare nella Tua Mente,
più a lungo Possibile. Quando Impari a Fare ciò, Completa
la Forma con un Colore, o Rendila più Complessa, e Pro-
cedi fino a che Visualizzerai ciò che Vuoi in Tutti i Detta-
gli, come se Fosse Reale. E Puoi Fare ciò anche con i Suo-
ni, e con gli Odori e i Sapori, e le Sensazioni del Tatto.
Impara a Usare l’Intuizione, che è la Facoltà di Acquisire
Conoscenze attraverso l’Iperuranio. Usa degli Oggetti o
Poniti in Situazioni Tali da Poter Usare l’Intuizione e Poi
Verificare l’Esattezza di ciò che Hai Intuito. Per Fare ciò,
Ascolta il Tuo Pneuma, attraverso le Sensazioni del Tuo
Corpo. Puoi Iniziare con l’Estrarre da un Sacchetto Una di
Due Pietre Uguali, ma di Diverso Colore, e Intuire Quale
Stringi nella Mano prima di Aprirla, o altre Cose Semplici,
e poi Aumentare gli Oggetti. E ancora Puoi Scegliere mille
altre Vie per Sviluppare l’Intuizione, ma sempre Sceglien-
do Cose già Determinate, altrimenti, e Sarebbe comunque
Cosa Buona, Alleneresti la Preveggenza.
Quando Apprendi l’Intuizione e la Visualizzazione, Puoi
lasciare che l’Intuizione, quando Rivolta a una Cosa che
Tocchi, ti Invii Immagini, Voci, Emozioni e Sensazioni, e
Allora Verifica se Corrispondono alla Storia di ciò su cui ti
Concentri. E Se Sviluppi questa Facoltà, Essa si Chiama

103
De Rosarcana

Psicometria.
Sviluppa la Tua Consapevolezza. Ciò si può Ben Fare con
Meditazioni. Inizia con l’Essere Consapevole di una Parte
del Tuo Corpo, e di Tutte le Sue Parti e Sensazioni, e poi
Sposta ed Espandi questa Consapevolezza quanto Puoi per
il Maggior Tempo Possibile. O ancora Cammina e Sii Con-
sapevole dei Tuoi Passi e delle Sensazioni. O ancora Os-
serva un Oggetto e Sii Consapevole di Esso, ed Espandi la
Tua Consapevolezza a ciò che Ti Circonda.
E Fai Tutto Ciò con Cura e Costantemente, e Infine Sii
Consapevole della Tua Intuizione e della Visualizzazione
di Essa. E Se per Molti Anni Sviluppi Assieme Tutte Que-
ste Facoltà, Puoi Divenire Consapevole di Luoghi ed Eventi
Lontani, e ancora Camminare a Occhi Chiusi come se li
Avessi Aperti, e Leggere i Pensieri e Prevedere il Futuro.
Poi Apprendi ancora la Visione dell’Aura. Ciò è al Tempo
Stesso Facile e Difficile, poiché è Semplice Apprendere il
Metodo, ma l’Occhio Umano è Ingannevole. Poni la Tua
Mano Dinanzi a Te, e Vedila su uno Sfondo Bianco o Nero.
Lascia che l’Occhio Veda senza Guardare ciò che Circonda
la Tua Mano, ma solo per pochi Istanti, poi Toglila. Questo
perché nell’Occhio Umano si Imprimono le Immagini di
ciò che Vedi, e se Credi di aver Visto la Tua Aura e, nel
Toglier la Mano, ne Vedi ancora la Sagoma, sei stato Trat-
to in Inganno dal Tuo Occhio. Perciò il Difficile sta nel-
l’Apprendere a Vedere l’Aura rapidamente. Inizialmente se
ne Intuisce la Presenza, e poi con l’Allenamento se ne Col-
gono Bene il Colore e i Dettagli. Di norma Essa è Verde,
ma altri Colori Può Assumere, e anche Avere più Colori o
Chiazze, e sta alla Tua Esperienza Coglierne il Significa-
to. Ma Sappi che se vi Sono due Colori Stratificati, spesso
ciò è Sintomo di Possessione, o della Presenza di un Pa-

104
Il Libro degli Arconti

rassita, e in Tal Caso sii Cauto e, se è Necessario, Intervie-


ni. E l’Aura può Essere Osservata su Tutte le Cose, Siano
Esse Persone, Animali od Oggetti.
E ancora Impara a Toccare il Piano Astrale. Avvicina le
Tue Mani e Tocca la Tua Aura. Ciò è molto Semplice, pur-
ché Tu Sia Rilassato. Fai Esperienza di ciò che Senti, sia
Esso Caldo o Freddo, e se altre Sensazioni vi Sono. Lascia
che l’Intuizione ti Riveli il Significato di ciò che Tocchi. E
Puoi Giungere a Seguire il Profilo di una Cosa o di una
Persona a Occhi Chiusi, senza Toccarla.
Rammenta che la Capacità di Percepire con il Corpo è in
Assoluto Fondamentale, poiché in Tal Modo v’È un Confi-
ne Sottile e Illusorio tra Percezione e Azione. Dunque Fa’
Sì che, nel Percepire il Piano Astrale, tu Veda le Immagini,
ma Senta le Emozioni e le Sensazioni, e che Tutto il Tuo
Essere Percepisca all’Unisono. E nel Combinare Tutti questi
Insegnamenti, Rivolgi la Tua Percezione al Tuo Corpo
Astrale e Osservalo, e Osserva il Corpo Astrale degli Altri,
e se ne hai Occasione, Osserva le Creature del Piano Astrale
di cui Senti la Presenza.

D ELLA M AGIA A STRALE

Quando la Tua Percezione è Giunta a un Punto Sufficien-


te, Inizia a Plasmare il Piano Astrale. Sappi che è Suffi-
ciente per Te Decidere ciò che Vuoi che Accada e Percepir-
lo, e ciò Avviene, poiché il Piano Astrale è Astratto e
Sincronico, ed Esso di Adatta a ciò che ti Aspetti. Muovi
l’Energia Astrale come se Fosse Parte del Tuo Corpo, ed
Essa Farà ciò che Vuoi. Inizia con il Sagomare la Tua Aura,
e poi Allenati e Prendi Dimestichezza. Allora Prova a Fare

105
De Rosarcana

Fresco, o Caldo, o a Lanciare Fulmini, o Acqua, o Fuoco, o


Incanta un Oggetto o una Pozione con un Concetto o uno
Scopo. E sappi che i Gesti e i Suoni, come un semplice
Soffio, sono di Grande Aiuto nel Fare ciò. E se Sei ben
Consapevole del Legame tra il Mondo Astrale e il Mondo
Materiale, ciò che nel Mondo Astrale Fai Ottiene Eco nel
Mondo Materiale.
L’Eco che Ottieni è Buono per la Taumaturgia Astrale, che
sul Modello del Corpo Astrale si Fonda. Allora Percepisci
Te Stesso o un Altro, e Osserva Tutte la Parti del Corpo
Astrale, e Portale in Equilibrio e in Efficienza, e ancora
Pulisci e Rinforza l’Aura e la Corona Difensiva. Puoi Indi-
viduare Parti Malate e Corpi Estranei. Fai Fuoriuscire le
Tue Frange Brachiali dalle Tue Fessure Palmari e falle Pe-
netrare nel Corpo Astrale di Chi stai Trattando, e con Esse
Agisci e Cura, e ancora Pulisci e Sistema. E se Ben Agisci,
Grandi Cose Puoi Fare per Guarire anche Gravi Malanni,
ma Rammenta di Evitare Sempre di Interferire con il La-
voro dei Medici.

Degli Esercizi
Questi sono dei Semplici Esercizi per Guidare il Tuo Ap-
prendimento nella Magia Astrale. Eseguili e Ripetili, ed è
Bene se Disponi di un altro Aspirante Arconte, o di un
Arconte o di un Mago, e che l’Uno Percepisca i Risultati
d e l l ’ A l t r o , a ff i n c h é s i E v i t i n o l a C o n f u s i o n e e
l’Autoinganno. Cerca sempre Conferme Oggettive di ciò
che Fai.

Modifica del Proprio Corpo Astrale


Percepisci per Bene la Tua Aura in Corrispondenza delle
Dita, poi Senti che Queste si Allungano Gradualmente.

106
Il Libro degli Arconti

Percepisci con il Corpo questo Allungamento e Osserva


l’Aura una volta Allungata. Tocca con le Tue Dita Allun-
gate l’altra Mano e Senti il Tocco. Poi, senza che ne ven-
gano Avvertite, Tocca con Esse altre Persone da Dietro, e
continua fino a che Esse non Percepiscono il Tuo Tocco.

Creazione di una Sfera Astrale


Poni le tue Mani come se stessi reggendo una Sfera e Ri-
lassati. Abbi chiara l’Immagine della Sfera che Vuoi Crea-
re. Senti la Tua Aura, il Suo Calore, il Suo Formicolio. Poi,
piano, Senti con il Tatto la Sfera tra le Tue Mani in ogni
Suo Dettaglio. Sentine la Consistenza, la Ruvidezza, il
Calore, la Vibrazione. Vedine l’Aura e Toccane la Superfi-
cie. Tenta di Giungere al punto in cui, appoggiandola sul-
l’Acqua o su qualcosa di Morbido, Essa ne Perturbi la Su-
perficie. Poi Dissolvi la Sfera Sentendola Affievolirsi e Sva-
nire.

Concettualizzazione di una Sfera


Crea una Sfera di Energia e Imprimi in Essa un Concetto,
una Sensazione o un’Emozione. Senti nel Profondo ciò che
Vuoi Imprimere nella Sfera, poi Soffia su di Essa e Senti
che Essa si Libra verso a un Bersaglio, fino a Fondersi con
Esso. Sperimenta sulle Persone che ti Circodano, Infon-
dendo Calma agli Irosi e Forza agli Stanchi, e Osserva il
Risultato di ciò che Fai.

Caricamento Astrale di un Oggetto


Scegli un Oggetto e, come per la Creazione di una Sfera,
Imprimi in Esso molta Energia Astrale. Fa’ che la Sua Aura
sia Ben Percepibile e molto Forte, e con Caratteristiche
come il Formicolio o il Calore. Puoi poi Scaricarla come

107
De Rosarcana

con la Dissoluzione della Sfera. Poi Prendi alcune Pietre


di Forma Uguale, ma di Differente Colore, e altrettanti Sac-
chetti tutti Uguali. Carica una Pietra e mettila in un Sac-
chetto, poi in un altro Sacchetto metti un’altra Pietra e Fa’
Sì che Tu non Possa Ritrovare la Prima Pietra con la Me-
moria. Poi Trova la Pietra Caricata con la Tua Percezione,
con il Tatto e con la Visione dell’Aura. E quando, su Venti
Tentativi, Ogni Volta Ritrovi la Pietra, aggiungi un Sac-
chetto e una Pietra non Caricata, e Continua fino a Ritro-
vare la Pietra Ogni Volta tra Dieci Pietre. Cambia Frequen-
temente Pietra Caricata.

Concettualizzazione di un Oggetto
Scegli un Oggetto e Caricalo con un Concetto, una Sensa-
zione o un’Emozione come con la Concettualizzazione della
Sfera. Quando ti Senti Pronto Riprendi le Pietre e i Sac-
chetti e Carica due Pietre con Concetti Differenti, poi Pro-
cedi come per l’Esercizio Precedente, Cercando prima
l’Una e Poi l’Altra. Giungi a Trovare Ogni Volta una delle
Due su Dieci. Cambia Frequentemente Concetto e Pietra.

Interazione a Distanza
Scegli un Oggetto e Ponilo in un Altro Luogo Distante da
Te. Poi Percepisci Dinanzi a Te la Sua Componente Astrale
e Modificala in un Modo che Puoi Percepire, e Recati a
Controllare che l’Oggetto sia Stato Modificato a Distanza.
Allena Questa Capacità, fino a Riuscire a Operare la Gua-
rigione Astrale a Distanza, come se Tu Ti Trovassi in Pre-
senza della Persona che Viene Guarita.

Veleni e Controveleni Astrali


Crea una Sfera Come già Sai, ma Senti che ciò che in Essa

108
Il Libro degli Arconti

Imprimi, al Contatto con una Persona o un Oggetto, Agirà


a Catena, Trasformandone Inesorabilmente la Componente
Astrale. Questa è Cosa Buona da Saper Fare, poiché con
Poco Sforzo è Possibile Guarire Grandi Mali. E un Incanto
che in Tal Modo Agisce Può in Tal Modo Essere Contra-
stato.

D EGLI S TRUMENTI E DEGLI A LTRI R ITI

Puoi Usare alcuni Strumenti che ti Aiutino a Focalizzare


la Tua Opera. Il Coltello o la Bacchetta sono Legati all’Aria
e alla Mente, alla Focalizzazione dell’Attenzione e della
Volontà, e all’Analisi. La Coppa o il Bacile sono legati al-
l’Acqua, alle Emozioni e alla Ricezione. La Fiamma e la
Spada Sono Legate al Fuoco, all’Attività e allo Spirito, e
ancora alla Forza e alla Purificazione. Il Sale, il Ferro o le
Pietre sono Legati alla Terra, al Corpo e alla Fissità. Usa
questi Oggetti senza Esserne Legato a tua volta. Puoi Con-
sacrarli al Ruolo di Oggetti Magici col Semplice Dichiara-
re la Loro Nuova Natura con Tutto il Tuo Essere.
Puoi Creare quanti Riti Desideri, poiché È l’Officiante che
Dà loro Potere, e il Rito o lo Strumento altro non sono se
non degli Inganni per la Mente di chi Usa o Celebra, ma
Sono Inganni Buoni, poiché ogni Rito Definisce un Cam-
biamento e un Passaggio e ogni Strumento Concentra l’At-
tenzione e lo Scopo.

109
De Rosarcana

D ELLA M AGIA M ATERIALE

Della Magia Materiale ben Poco si Può Dire, se non che


nell’Apprendere le Scienze della Materia e la Magia Astrale,
di Tutti gli Elementi Disponi per Poterla Praticare, ma
Nessuno Può Scrivere un Metodo, e gli Arconti non sono
Tenuti a Saperla Praticare. Rammenta che la Cosa più Sem-
plice è Influenzare il Fato, e che la Tua Aspettativa già ne
Cambia le Sorti. Ma la Pratica in Sé, Troppo Complessa e
Troppo Semplice È, perché le Semplici Parole ne Possano
Dar Spiegazione. Ciò che Puoi Fare Semplicemente è In-
fluenzare il Vento, Ringraziandolo di Star già Facendo ciò
che Tu Vuoi, e Sentendo che già ciò Accade con le Sensa-
zioni del Tuo Corpo, e quando Divieni Capace di Fare ciò,
Esso ti Può Servire da Aiuto per Comprendere la Corret-
tezza del Metodo che Segui. Sappi Dunque Alcune Regole,
che Ti Possono Aiutare a Comprendere il Come.
Ciò che Percepisci Cambia la Realtà. La Percezione del
Mondo Materiale è Completa quando è Pari a quella del
Mondo Astrale. La Sincronicità Agisce anche sul Mondo
Materiale. La Manifestazione è la Risultante di Energia e
Intento, e la Sincronicità Interviene sull’Intento. Tu Puoi
Intervenire sulla Sincronicità attraverso la Tua Percezione
e il Tuo Intento. Vivi ciò che Vuoi Fare come se Già Fosse
Fatto. Le Tecniche Portano ai Dubbi e alla Ricerca di altre
Tecniche, perciò la Magia Materiale È una Tecnica che Tec-
nica Non È. Sii Grato a Ciò che Va Male, e Andrà Meglio.
Vi sono Persone che per Natura Praticano la Telecinesi, altre
la Pirocinesi, altre ancora Compiono Imprese Incredibili, e
ciò che Essi Fanno, Tutti lo Possono Imparare.
Rammenta che Tutte Queste Regole Possono Essere alla
Taumaturgia Applicate, e già solo il Ringraziare un Male

110
Il Libro degli Arconti

per Esser Passato lo Spinge a Scomparire. Allena Bene


Queste Facoltà, poiché Esse Sono Molto Utili. Allena e
Sperimenta, e Impara.

D EI V IAGGI

Vi Sono dei Mondi nei quali Tu Puoi Viaggiare, senza che


il Tuo Corpo si Muova, ed È Bene che Tu Perda almeno in
parte la Consapevolezza del Tuo Corpo Materiale, quando
in Essi Viaggi.
Il Viaggio che Ogni Arconte Deve Conoscere è il Viaggio
dei Cinque Mondi. Esso si Compie dallo Stato di Veglia,
ed È più Semplice quando Esso è Accompagnato dal Canto
Sacro o dal Suono dei Tamburi, o ancora da Musiche e Canti
che Si Ripetono. Ed È Bene se v’È un Suono o un Segnale
che Ti Richiami Indietro dopo un certo Tempo, affinché Tu
Eviti di Smarrirti nel Viaggio. Ed È altresì Buona Cosa se
prima di Iniziare il Viaggio ti Ripeti Bene ciò che Vai a
Cercare, e in Quale Mondo.
Siediti o Stenditi, e Chiudi gli Occhi. Lascia che le Im-
magini Ti Giungano fino a Trovarti in un Luogo, e Sii ben
Presente in Esso, fino a Perdere Contatto con il Tuo Corpo
Materiale, ma Mantieni il Contatto con il Suono che Ac-
compagna il Viaggio. Il Mondo che Così Raggiungi è il
Primo dei Cinque, ed È il Mondo Interiore, e il Luogo di
Esso in cui Tu Appari È Detto Approdo. Il Mondo Interiore
è Riflesso di ciò che di Te È Conscio, e ti Mostra Ogni
Cosa attraverso Simboli e Metafore. L’Approdo è per Te il
Punto Migliore dal quale Ritornare allo Stato di Veglia,
perciò Fissalo Bene nel Tuo Ricordo. Inizia a Muoverti nel
Mondo Interiore, e Percorri Strade e Vie, Montagne e Col-

111
De Rosarcana

line, ma Bada a Evitare tutte le Strade che Ti Portano a


Livelli più Alti o più Bassi, prima di aver Ben Appreso il
Controllo del Viaggio. Il Mondo Interiore molte Cose ti
Insegna, ed Esso Appare come Appare la Tua Mente Co-
scia, e così, se Esso è Pulito o Sporco, Ordinato o Caotico,
v’È Corrispondenza in Te. E se Agisci nel Mondo Interio-
re, Agisci sulla Tua Mente Conscia. Allora Usa ciò per Fare
Ordine, per Pulire e per Organizzare. Quando Ben Appren-
di il Dominio di Tal Mondo, Puoi Accedere al Mondo Inte-
riore di altre Cose e Creature. Cerca la Porta che a Esso ti
Conduce, e Varcala. Ma Ben Rammenta che ciò che Fai nel
Mondo Interiore d’Altri Dev’Esser Fatto per il Bene, e Mai
per Tuo Guadagno o Interesse. E ciò Vale anche per Tutti
gli Altri Mondi Altrui che Puoi Visitare. Quando il Viag-
gio Termina, Ritorna all’Approdo per Risvegliarti.
Una volta Presa Esperienza con il Mondo Interiore, Cerca
in Esso un Varco che Conduca a un Livello Inferiore. Tal
Varco è Chiamato Grotta, e può Essere un Pozzo o una Sca-
la, o qualsiasi altra Cosa. Scendi nella Grotta, e Giungi nel
Secondo Mondo dei Cinque, che è il Mondo dei Sussurri.
In Esso Si Trova ciò che di Te È Subconscio, e Ogni Cosa
Ti Viene Rappresentata con Immagini e Metafore. Nel
Mondo dei Sussurri Cerca come Prima Cosa il Tuo Alleato
Animale. Esso Ben Sa come in tal Mondo Muoversi. Tro-
valo e Chiedi il Suo Nome, e Mai Rivelarlo a Nessuno.
Ogni Volta che Accederai al Mondo dei Sussurri Potrai
Chiamare il Tuo Alleato in Aiuto per Cercare ciò che Ti
Serve, ed Esso ti Aiuterà. Ma Ben Rammenta che Esso è
un Alleato, e Bene lo Devi Trattare, poiché Esso È uno
Spirito, e Sceglie di Starti Accanto. Ciò che Fai nel Mondo
dei Sussurri, nel Tuo Subconscio Viene Scritto, e Usa Gran-
de Cautela, e Bada a Evitare altre Discese. Se Ben Impari a

112
Il Libro degli Arconti

Viaggiare in Tal Luogo, a Te Possono Venire Grandi Van-


taggi. Poi Apprendi a Visitare il Mondo dei Sussurri d’Al-
tri. E Quando il Viaggio Termina, Ritorna al Mondo Inte-
riore e all’Approdo per Risvegliarti.
Quando Divieni Esperto del Viaggio nel Mondo dei Sus-
surri, Apprendi il Viaggio nel Terzo Mondo dei Cinque.
Entra nel Mondo Interiore e Cerca la Scala. Essa Sale ver-
so il Cielo e Può Essere per Te una Scala, o la Vetta di un
Monte dal quale Spiccare il Volo, o qualsiasi altra Cosa
che conduca al Cielo. Sali fino a Sopra il Cielo, e nel Mon-
do del Cielo Accedi. Questo Mondo È il Ponte che ti Lega
all’Iperuranio, e Lì Puoi Incontrare gli Spiriti. Cerca tra di
Essi Colui che È la Tua Guida, e Chiedi il Suo Nome, e
Mai Rivelarlo a Nessuno. Esso, come l’Alleato Animale,
Sceglie di Portarti Aiuto, e Bene Dev’Essere Trattato. Egli
Ti Potrà Guidare nel Mondo del Cielo a Cercare ciò che
Desideri. In Tal Mondo Puoi Trovare Consiglio e Illumina-
zione, e Tutto ti Viene Rappresentato come Immagine e
Metafora. E Bada a Evitare altre Salite. Da Esso È Insen-
sato Accedere ai Mondi del Cielo d’Altri, poiché Esso Con-
divide Parte della Natura dell’Iperuranio e in Tal Luogo i
Confini sono Confusi. E Quando il Viaggio Termina, Ri-
torna al Mondo Interiore e all’Approdo per Risvegliarti.
Quando Sei Pronto, Accedi al Mondo Interiore e poi al
Mondo dei Sussurri. In Esso Cerca l’Abisso. Esso Scende
nelle Profondità, nel Mondo che è Chiamato proprio Abis-
so, e che È il Quarto Mondo dei Cinque. Lì Risiede l’Istin-
to più Profondo, ed È un Mondo Pericoloso. In Esso Cerca
la Serpe, che È l’Istinto Tuo. Avvicinala con Cautela e a
Essa Chiedi Consiglio, ma Evita di Soffermarti troppo. E
ciò che Fai in Tal Mondo Scrive nel Tuo più Profondo Es-
sere. Dall’Abisso Puoi Accedere all’Abisso d’Altri, ma È

113
De Rosarcana

Meglio e meno Pericoloso Accedervi dal Mondo dei Sus-


surri Altrui, ma Fai ciò soltanto se v’È Necessità, poiché il
Pericolo È Grande. La Serpe nel Mondo d’Altri Concepi-
sce soltanto l’Invasione del Suo Territorio, quindi Sii Cau-
to e Invisibile, e non Incrociarla Mai, poiché anche Tu Sei
nel Tuo Istinto più Profondo, e nell’Abisso d’Altri Sei in
Territorio Ignoto. E Quando il Viaggio Termina, Ritorna al
Mondo Interiore e all’Approdo per Risvegliarti.
Soltanto alla Fine, Impara a Visitare il Quinto Mondo. Esso
è l’Iperuranio Stesso. Accedi al Mondo Interiore e poi al
Mondo del Cielo. E allora Cerca il Cancello, che È Simile
alla Scala, e Sali. Il Mondo Iperuranio È Privo di Confini,
ed È Insensato Visitare l’Iperuranio d’Altri, poiché Esso
È. Lì Cerca il Tuo Daimon, ed Entra in Contatto Profondo
e in Comunione con Esso. Ciò Sarà per Te di Grande Illu-
minazione. Altresì, dal Mondo Iperuranio Grandi Magie
Puoi Compiere. E ciò Può Essere Fatto Ordinando che una
Cosa Sia, e Guardando Come Essa Avviene. Ma Rammenta
che ciò che Fai in Tal Mondo Dev’Esser Fatto per il Bene,
poiché in Tal Mondo v’È Giustizia.
Questo è il Viaggio dei Cinque Mondi, e Tu Sii Capace di
Compierlo. E Usalo con Saggezza, e per Cose Buone. E
Rammenta che chi Usa Tal Viaggio per il Male, È dal Re-
sto dell’Universo Visto, e se anche Riuscisse nel Suo In-
tento, ne Pagherebbe Gravi Conseguenze.
Ancora Puoi Apprendere il Viaggio nel Mondo Onirico.
Ciò È il Controllo dei Tuoi Sogni, ed È molto Potente, poi-
ché Tal Mondo è Sospeso tra il Mondo dei Sussurri e il
Mondo del Cielo. Impara Dapprima a Scegliere la Natura
dei Tuoi Sogni prima di Coricarti, e Poi a Prenderne Con-
sapevolezza. Poi Apprendi come Visitare i Mondi Onirici
Altrui, e non Importa se Essi Dormono o Sono Svegli. E

114
Il Libro degli Arconti

Se Ben Apprendi tale Viaggio, Puoi Far Sì che Essi, al Ri-


sveglio, Ricordino il Sogno della Tua Visita. Ma Ben Ram-
menta che per Tale Viaggio, le Regole sono le Stesse del
Viaggio dei Cinque Mondi.
E Infine Puoi Viaggiare nel Mondo Astrale. Stenditi o Sie-
diti e Chiudi gli Occhi. Percepisci il Tuo Corpo Astrale, e
Percepisci la Tua Consapevolezza in Esso, e Sappi che Esso
Può Muoversi Senza il Corpo Materiale. Inizia a Muovere
le Gambe e le Braccia Astrali Lasciando Immoto il Corpo
Fisico, poi Alzati e Viaggia. Copri Brevi Distanze all’Ini-
zio, poi Allontanati sempre di più. Ciò Può Essere Fatto,
poiché la Consapevolezza È Insita in Tutto l’Universo, ed
Essa Soltanto si Concentra nelle Creature, ma Tu Puoi Spo-
stare il Punto d’Attenzione e Muoverti nel Mondo Astrale
per un certo Tempo, per Poi Ritornare al Tuo Corpo Mate-
riale.

D EL R APPORTO CON LE C REATURE I NVISIBILI

Di norma le Creature Astrali Vivono la Propria Vita senza


Interferire con il Piano Materiale, ma è Bene che Tu con
Esse Sia in Grado di Comunicare, poiché ti Può Venir Bene
e a volte tali Esseri Possono Essere Utili.
Ben Rammenta che tali Creature, come quelle del Mondo
Materiale, se lo Desiderano Mentono e Ingannano, e sii
Cauto quando con Esse ti Confronti. E Rammenta ancora
che Esse si Esprimono per Immagine, Emozione e Concet-
to, e che di rado Usano Parole. Ma ciò ti È Bene, poiché
con la Percezione Puoi Ascoltare ciò che Esse ti Dicono.
Ma Devi Essere Aperto e Pronto a Comprendere le Emo-
zioni, le Immagini e le Sensazioni che Essi ti Inviano. E

115
De Rosarcana

altresì Devi stare all’Erta, poiché molti di Essi Amano Ten-


tare i Maghi profetizzando a Essi Grandi Destini e Fanta-
stici Natali, poiché Attirando l’Attenzione di Chi Vive nel
Mondo Materiale, Essi ne Traggono Forza. E perciò Alcu-
ni Spaventano, e Altri Appaiono in grande Luce e Gloria
per Attirare Adoratori.
Ciò che Puoi Compiere se Vuoi Parlare Faccia a Faccia
con un Essere dell’Iperuranio Stando Tu nel Mondo Mate-
riale, sia Esso una Divinità, un Defunto o un altro Spirito,
o il Tuo Daimon, è l’Evocazione. Essa Fa Sì che Tale Cre-
atura si Manifesti in un Corpo Astrale. Molte Creature
dell’Iperuranio Riconoscono Formule e Riti che per Lungo
Tempo sono stati Usati per Chiamarli, e Questi Tu Puoi
Usare. O Puoi Tu Stesso Creare un Rito di Evocazione.
Invero, è Sufficiente Chiamare con Giusta Intensità il Nome
di Chi Vuoi Evocare Dinanzi a Te, ma un Rito è Molto
Migliore, ed è Meglio se Esso Viene Celebrato da un Gran
Numero di Persone. E se ciò Compi assieme a Molti Altri,
Accade che Chi È Evocato Possa Manifestarsi alla Vista e
agli Altri Sensi. E ben Ricorda che Evocare è un Atto che
Richiede Cautela, poiché l’Essere Evocato potrebbe Infu-
riarsi. E ben Rammenta che alla Fine del Dialogo o di Ciò
che Finalizza l’Evocazione è d’Obbligo Congedare la Cre-
atura, affinché Essa Dissolva il Corpo Astrale e faccia
all’Iperuranio Ritorno.
Una Cosa Utile che Puoi Realizzare è la Creazione di Es-
seri Astrali che Svolgano una Missione per Te. Rammenta
di Concentrare l’Essenza del Compito nella Natura Astrale
dell’Essere, che Sarà più Macchina che Creatura, poiché
Devi Evitare di Dargli Vita, e a Esso Dare Istruzione di
Distruggersi una volta Svolto il Suo Compito. E che Abbia
un Nome che Tu Puoi Usare per Richiamarlo.

116
Il Libro degli Arconti

D EL D OVER C OMBATTERE

Accade a volte che Sia Necessario Combattere. Spesso ciò


Avviene perché delle Creature Astrali Infestano Luoghi o
Perseguitano Persone o Animali. E la Prima Cosa che si
Deve Fare è Cercare il Dialogo e la Soluzione, e l’Origine
del Male, poiché spesso Chi è Perseguitato È inconsapevo-
le Causa della Persecuzione, o Può Esser Sufficiente un
Piccolo Atto per Risolvere un problema.
Se Dovessi Giungere al Dover Combattere con Creature
Astrali, Sii Calmo e Sicuro, poiché Tu Risiedi nel Mondo
Materiale e la Maggior Parte di detti Esseri è Incapace di
Toccarti. Perciò È Sufficiente Cambiar le Regole e Dire a
Tali Creature: “Io sono per Te Intoccabile”, e ciò Avviene,
poiché Esse sono Astratte. Se invece Dai Loro Potere, Esse
Possono Ferirti. Ma Alcuni di Questi Esseri Potrebbero
Avere grande Intento, e Riuscire ad Agire nel Mondo Ma-
teriale. In tal caso Sii Pronto a Innalzare Barriere e Lancia-
re Magie, e Rammenta che ciò che Senti e Credi, nel Mon-
do Astrale Avviene, e ciò che Percepisci come Fuoco, Ful-
mini e grandi Magie, altro non è se non uno Scontro di
Astuzia e Volontà. E se lo Desideri Puoi Usare i Trucchi
che Secondo Tradizione Funzionano, poiché Tali Regole
sono Scritte nell’Iperuranio, e perciò il Cerchio per
Intrappolare, il Sale per Scacciare e il Ferro per Ferire ti
Possono Essere d’Aiuto.
Se invece Tu Dovessi Trovarti ad Affrontare un Essere
Iperuranio in un Corpo Astrale, che tu Sappia che non v’È
Differenza. Se Esso ti Appare più Potente, È perché spesso
di tali Creature si ha Timore. Ma Rammenta anche che,
soprattutto Coloro che tra tali Esseri Sono Spiriti, ben Com-
prendono l’Armonia, ed È molto facile Evitare la Batta-

117
De Rosarcana

glia.
Ciò che È molto Pericoloso è il Combattimento tra Maghi
Umani, poiché Pochi sono Coloro che davvero Possono
Nuocere, ma tra Essi vi sono Persone Alquanto Pericolose.
Quando Combatti un altro Essere Umano, Rammenta il
Modello del Corpo Astrale e Modifica o Proteggi il Tuo, e
Danneggia quello del Tuo Avversario. Rammenta che ciò
che Fai nel Piano Astrale è Astratto, e sul Mondo Materia-
le esso ha soltanto una lieve Eco, quindi Sii Deciso, e Man-
tieni Forte l’Intento, poiché un Essere Umano è un Temibile
Avversario. E Ben Guardati dal Sottovalutare Maghi e Stre-
goni che Ignorano la Scienza, poiché se anche a malapena
Sapessero Leggere e Scrivere, Essi Potrebbero avere gran-
de Fede, Intento e Determinazione. E Sappi che La Scien-
za ti Dà grande Controllo, e grazie a Essa ti basta Muovere
un Dito per Ottener Tempesta, ove chi è Ignorante si perde
in lunghi Riti, ma il Potere viene dallo Spirito.
V’È poi un Caso alquanto Delicato, ed Esso È la
P o s s e s s i o n e . C i ò Av v i e n e q u a n d o u n a C r e a t u r a
dell’Iperuranio s’Impone al Dominio di un Corpo Materia-
le, tentando in ciò di Relegare lo Spirito che per Diritto vi
Risiede. Tu in ciò hai Potere, ma Sii ben Attento, poiché a
volte È facile scambiare Alienati per Posseduti, e ben Ac-
certati che la Possessione Sia Reale.
Sappi che a volte la Creatura Ospite si Presenta Immedia-
tamente nel Corpo della Vittima, ma più di frequente v’È
un lento Passaggio, che anche per Giorni Può Durare. Ciò
che È di Prima Importanza è Sapere l’Identità dell’Essere
che Possiede, e se ti È impossibile, Dagli Tu un Nome, e
che Sia un Nome Umile, ma non Offensivo, poiché a tal
Creatura devi Togliere Forza, ma Evitare che Essa si Of-
fenda Subito. Poi Tenta la Via del Parlare, e Comprendi i

118
Il Libro degli Arconti

Motivi della Creatura e Tenta di Convincere l’Essere a Li-


berare l’Ospite. Se ciò non Ha Successo Tenta di Negozia-
re, e se ancora ciò Fallisce, Celebra il Rito dell’Esorcismo.
Che Chi è Posseduto Stia al Centro, e a Est vi Sia una
Fiamma, a Nord un Palo, a Ovest un Bacile d’Acqua e a
Sud una Pietra. E se di Tutto ciò sei Privo, Puoi Creare
Tali Cose nel Mondo Astrale. Allora Gira Attorno al Pos-
seduto da Est a Nord, Ovest e Sud e Continua a Girare, e
Recita più Volte, Sapendo di Dire il Vero, Tale Formula:
“Vile Creatura, la Tua Natura è Effimera Leggenda, e il
Potere che Credi Tuo è Mera Illusione che Noi Umani Ti
Concediamo. E poiché Sei Privo di Senso e Significato,
Sia Tu Privato di Questo Corpo che Appartiene ad Altri, e
che Nessuno più ti Tema, giacché Sei Misero e Impotente.
Ritorna Dunque al Mondo degli Spiriti, poiché Io te lo Or-
dino”.
Se lo Desideri, Puoi Fare Tutto ciò con i Viaggi dello Spi-
rito, e in Tal Caso Potresti Essere Costretto a Combattere
una Battaglia molto Pericolosa. Ma il Metodo È Migliore,
e se Hai Cuore e Sicurezza e Grande Esperienza nei Viag-
gi, Scegli Questo.
Poi, Una Volta Liberata la Vittima, poniti a Est e Dì: “Io
Rinforzo il Tuo Spirito, affinché Nessuno lo Possa Incri-
nare”. Poi poniti a Sud e Dichiara: “Io Rinforzo il Tuo
Cuore, poiché il Tuo Coraggio ti Difenderà”. Poi poniti a
Ovest e Dichiara: “Io Rinforzo il Tuo Corpo, affinché Nes-
sun Male vi Possa Entrare”. Poi poniti a Nord e Dichiara:
“Io Rinforzo la Tua Mente, perché Sia Salda in Tua Dife-
sa”. Infine poniti a Est e Dichiara: “Ora Sei Libero”. Ed È
Bene se la Vittima viene Lavata e Fatta Riposare.

119
De Rosarcana

D EL C ESSAR D ’E SSER A RCONTE

Vi Sono dei Motivi che possono Spingere alla Rinuncia


dell’Arcontato. Se Scegli ciò, Medita sulla Tua Decisione,
poi Poni un Turibolo o un Braciere acceso sull’Altare e
Brucia il Tuo Anello. Di nient’altro Hai Bisogno, poiché
Questo ti Scioglie dal Ruolo di Arconte.

D ELL ’U LTIMA V OCE

All’Equinozio d’Autunno del Novecentonovantacinque-


simo Anno dell’Era della Rosa, che Tutti gli Arconti Con-
vergano nella Grande Piazza sul Mare nella Città di
Terraluna Ove la Rosarcana ha Avuto Inizio, e che tra Co-
loro che tra Essi Vorranno e Dimostreranno d’Esser anche
Scienziati, Sette ne Siano Eletti. Costoro Si Consulteran-
no e Studieranno il Libro, e Sapranno se Esso Dovrà Esse-
re Completato con il Sapere delle Nuove Scienze, e per
Cinque Anni Essi Vi Lavoreranno. E Infine un Nuovo Li-
bro Sarà da Essi Scritto e Aggiunto, ed Esso Sarà il Testa-
mento del Primo Millennio, e Parlerà della Natura della
Materia e dell’Universo. E Così a Ogni Millennio, Ogni
Testamento Potrà Sostituire quelli più Vecchi, ma Nessuno
di Questi Potrà Contrastare o Limitare Quanto Scritto nel
Libro della Natura sulla Specie Umana e sulla Condotta
Umana, e ancora nel Libro della Religione e nel Libro de-
gli Arconti, e negli Insegnamenti dei Maestri e delle Virtù,
poiché Essi Sempre Avranno Più Voce, ove vi Sarà Dub-
bio. E che allo Scadere del Millennio e al Rivelare del
Nuovo Libro, Questi Arconti Brucino i Loro Anelli e ne
Indossino di Nuovi.

120
Con Ciò il Libro Ha Fine.

Sia Benedetto il Viaggio


di Coloro che per Terraluna Provano Amore.

121