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Anno X ♦ Numero 34 ♦ 2° trimestre 2020

Sophia Arcanorm n.34 pag. 2° trim. 2020


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EDITORIALE
EQUINOZIO DI RIGENERAZIONE
osì si esprime Ermete Tri- scurità fuggirà da te. Questa è la
smegisto nella sua “Tavola forte fortezza di ogni forza: perché
di Smeraldo: vincerà ogni cosa sottile e penetre-
“È vero senza menzogna, certo e rà ogni cosa solida. Così è stato
verissimo, che ciò che è in basso è creato il mondo. Da ciò deriveran-
come ciò che è in alto e ciò che è in no meravigliosi adattamenti, il cui
alto è come ciò che è in basso per metodo è qui. È perciò che sono
fare i miracoli di una sola cosa. E stato chiamato Ermete Trismegi-
poiché tutte le cose sono e proven- sto, avendo le tre parti della filo-
gono da una sola, per la mediazio- sofia di tutto il mondo. Completo è
ne di una, così tutte le cose sono
nate da questa cosa unica me-
diante adattamento. Il Sole è suo
padre, la Luna è sua madre, il
Vento l'ha portata nel suo grembo,
la Terra è la sua nutrice. Il padre
di tutto, il fine di tutto il mondo è
qui. La sua forza o potenza è inte-
ra se essa è convertita in terra.
Separerai la Terra dal Fuoco, il
sottile dallo spesso dolcemente e
con grande ingegno. Sale dalla
Terra al Cielo e nuovamente di-
scende in Terra e riceve la forza
delle cose superiori e inferiori. Con
questo mezzo avrai la gloria di tut-
to il mondo e per mezzo di ciò l'o-

SOMMARIO DI QUESTO NUMERO:

 Editoriale - Equinozio di rigenerazione (La Redazione) pag. 3


 Quale vita? (Giuseppe Rampulla) pag. 5
 Il concetto di Quintessenza (Carlo Quattrocchi) pag. 15
 L’iniziazione, l’araldo e il cor-actum (Silvano Danesi) pag. 21
 Salmo 133. (Francesco Brunelli) pag. 30
 La posta della Redazione: L’astrologia nell’antico Egitto (G.Padovani) pag. 33

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EDITORIALE - EQUINOZIO DI RIGENERAZIONE

quello che ho detto dell'operazione della natura: essi sorgono dalla


del Sole”. tomba dell’inverno, si innalzano
Il significato di queste frasi, spes- nell’atmosfera sino a sfiorare le
so citate dai più per pura esibi- orbite dei pianeti e a percepire le
zione pseudo culturale, è un pre- leggi eterne delle stelle”.
ciso insegnamento operativo per Quindi dedichiamoci in questo
chi può dedicarsi con coerenza a Equinozio di primavera a ricono-
una vita iniziatica tradizionale. scere le forze rigeneratrici che ci
In altri termini possiamo dire che innalzano fino a percepire le leggi
il microcosmo che è in basso eterne.
(Terra/Uomo) è come il macroco- Infine invito i lettori a dare parti-
smo che è in alto (Cielo/Sole), colare attenzione ai contenuti di
dalla comune Legge che li regola questo numero della nostra rivi-
deriva la loro similitudine e ne sta.
traggono la loro forza. Buon Equinozio a tutti!
Le quattro tappe cicliche del dive- La Redazione
nire cosmico coinvolgono Cielo e
AVVISO IMPORTANTE
Terra, Sole e Uomo.
In ottemperanza al D.P.C.M. del
All’Equinozio di primavera si rige-
4/3/2020, le Tornate degli Orga-
nera la natura e la stessa rigene-
ni di Governo del Rito Antico e
razione dovrebbe avvenire per
Primitivo di Memphis-Misraïm e
l’Uomo spirituale.
la Tornata equinoziale della Gran
Altra citazione, questa volta di
Loggia Simbolica Italiana del
Rudolf Steiner (“Il corso dell’anno
R.A.P.M.M. previste a Roma per
come respiro della Terra”):
il 21 e il 22 marzo, sono rinviate
“La primavera scioglie, in una
a data da destinarsi.
possente espirazione, gli spiriti

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QUALE VITA?
di Giuseppe Rampulla

VITA E SCIENZA l’evoluzione, la riproduzione e la


sua fine. Cioè l’insieme delle leggi
Nel campo scientifico, filosofico e biologiche e chimico-fisiche che
anche religioso, si è dissertato animano la materia.
molto su che cosa sia “vita”. Presumo che ci possa essere una
Alcuni scienziati affermano che contestazione su considerare la
“vita” è tutto ciò che riguarda i vita nella materia, perché in essa
fenomeni biologici, altri includo- mancherebbe la fase riproduttiva,
no anche ciò che risponde alle ma sarebbe una contestazione ti-
leggi chimico-fisiche della mate- pica del pensiero razionalista che
ria. escluderebbe la stretta relazione
Tralascio al momento di entrare tra materia ed energia, tra corpo
nel campo religioso su cosa sia la e spirito.
vita, quando ha inizio e quando Nel vangelo apocrifo di Didimo
essa ha fine, perché solleciterei Giuda Tommaso leggiamo al
prematuramente una disquisizio- cap.29 le parole del Maestro ri-
ne ancora più divisiva di quella volte ai discepoli:
scientifica. “Se la carne fosse nata a causa
Un concetto accomuna comun- dello spirito sarebbe una meravi-
que il mondo scientifico, quello di glia, ma se lo spirito fosse nato a
“ciclo vitale” di un organismo, ci- causa del corpo sarebbe una me-
clo compreso tra la sua nascita, raviglia delle meraviglie. Eppure

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LA CHIAVE DELLA VITA: QUALE VITA?

mi stupisco di come questa gran- quindi della materia, ma Lavoi-


de ricchezza si sia ridotta in tale sier fu eminente membro della
miseria”. Royal Society, considerato il pa-
E ancora al cap.39: “I Farisei e gli dre della chimica moderna, e
scribi hanno preso le chiavi della sappiamo l’organica relazione tra
conoscenza e le hanno nascoste. la Royal Society, l’ambiente ini-
Non sono entrati, e non hanno ziatico Rosacruciano e gli alchi-
permesso a quelli che volevano misti antesignani.
entrare di farlo. Nel 1703 divenne Presidente del-
Quanto a voi, siate furbi come ser- la Royal Society Isaac Newton
penti e semplici come colombe”. (1642-1726), un alchimista dedi-
Tra gli scienziati con carattere e- to alle ricerche più avanzate del
clettico abbiamo Antoine-Laurent suo tempo con l’adozione di teo-
de Lavoisier (Parigi, 26/8/1743 – rie, come quella dello “spirito sot-
Parigi, 8/5/1794), chimico, biolo- tilissimo”, ispirate dalla cultura
go, filosofo, astronomo, matema- alchemica: “Ora sarebbe lecito ag-
tico e anche economista, che af- giungere qualcosa circa quello spi-
ferma “nulla si crea, nulla si di- rito sottilissimo che pervade i
strugge, tutto si trasforma”. grossi corpi e che in essi si na-
sconde” (I. Newton - Principia –
“Principi matematici della filosofia
naturale”).
E ancora: “Gli antichi che meglio
interpretavano la filosofia mistica
insegnavano che un certo spirito
infinito pervade tutti gli spazi e
contiene e vivifica il mondo intero
… i filosofi insegnavano che la
materia si muove in questo spirito
infinito ed è agitata da questo spi-
rito in modo non incostante ma ar-
monicamente” (I. Newton – “Il si-
stema del mondo e degli scolii
classici”).
Newton nel suo trattato di ottica
afferma che la luce sia composta
da particelle infinitesime (fotoni –
teoria corpuscolare della luce) e
con ciò precorre di almeno due
So bene che mi si può contestare secoli la teoria della meccanica
anche in questo caso il fatto che quantistica di Max Planck e la
la legge di Lavoisier si riferisca al- teoria della relatività di Albert Ei-
la conservazione della massa, stein (E=mc2) che mette in rela-

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LA CHIAVE DELLA VITA: QUALE VITA?

zione l’energia con la massa e perduta e l’errore primordiale”,


con la costante della velocità del- Relazione al Seminario di Studi
la luce al quadrato. “La Tradizione universale tra O-
riente e Occidente” – Roma,
26/11/2017, patrocinato dalla
Gran Loggia Simbolica Italiana,
atti pubblicati su “Sophia Arca-
norum” n.25/2018).

LA VITA E LA LEGGE
UNIVERSALE

Per quanto fin qui detto, la vita in


natura riguarda i regni minerale,
vegetale e animale, quest’ultimo
comprendente l’uomo.
La nascita, il divenire e
l’evoluzione degli organismi che
compongono i tre regni rispondo-
no a una “legge universale” che,
nella sua semplicità, non è per
Gli scienziati fin qui citati, così
tutti facile comprendere.
come molti altri non menzionati,
Vado al sodo senza giri di parole.
sono stati tutti degli iniziati che,
Tutto ciò che regola la vita è “IL
grazie alla libertà di pensiero e
DOVERE”, inteso non come rego-
alla capacità intuitiva della vita
la morale, ma solo come legge co-
iniziatica, hanno raggiunto cono-
smica ineluttabile.
scenze oltre i limiti della scienza.
Una frase riscontrabile tra gli in-
A questo punto come non essere
segnamenti esoterici di alcune a-
d’accordo con l’affermazione del
vanzate scuole iniziatiche afferma
Prof. Fabio Truc:
che “è più facile compiere il pro-
“l'esoterismo è una tradizione pri-
prio dovere che conoscerlo”.
mordiale, una dottrina metafisica
In effetti minerali, vegetali e ani-
universale, la cui trasmissione sì
mali nella loro vita compiono un
effettua soprattutto attraverso un
dovere senza alcuna consapevo-
linguaggio simbolico. Beh, la fisica
lezza.
non si discosta molto da questa
Prendiamo ad esempio una foglia
definizione, la fisica usa un lin-
che, compiuta la sua funzione
guaggio simbolico che è la mate-
clorofilliana, in autunno si stacca
matica per trasmettere delle cono-
dal ramo che le ha dato origine e
scenze a degli iniziati che sono i
si posa sul terreno trasformando-
fisici. I fisici sono una casta di ini-
si in materia organica (humus)
ziati” (Prof. F. Truc – “La parola

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LA CHIAVE DELLA VITA: QUALE VITA?

che interagisce con le componen- vette gnostiche di conoscenza.


ti minerali del suolo per divenire Potremmo meglio comprendere il
nutrimento per lo stesso albero concetto di “legge universale” os-
che l’ha fatta nascere e da cui si servando la rappresentazione ico-
è staccata. nografica di “Ananke”, dove tro-
Questa foglia nel suo ciclo vitale viamo una figura femminile sedu-
ha compiuto la legge universale ta su un trono che regge il fuso
del “Dovere” senza averne consa- del filo della vita cosmica coadiu-
pevolezza. vata dalle “Moire”, ovvero le
Lo stesso può dirsi per le compo- “Parche” romane o le “Norne”
nenti minerali che si trovano nel norrene.
suolo.
Anche il regno animale risponde
perfettamente alla legge univer-
sale, spesso per istinto innato di
sopravvivenza e conservazione
della specie, senza alcuna consa-
pevolezza.
Solo l’uomo avrebbe il dono della
conoscenza gnostica della legge
universale del “Dovere” se non si
dedicasse all’effimera esistenza
senza alcuna consapevolezza del-
la essenza della vita.
Nella filosofia misterica del culto
orfico della antica Grecia, nel mi-
to di “Ananke” vi era la personifi-
cazione della legge universale del
“Dovere”, inteso come destino i-
neluttabile, necessità inalterabile
e inevitabile del fato. Infatti i ro-
mani tradussero questa legge u-
niversale, raffigurata mitologica-
mente e filosoficamente come
“Ananke”, in “Necessitas”.
Stiamo bene attenti, però, a non LA VITA E IL TEMPO
dare un significato coercitivo e
negativo alla legge del “Dovere”, Il succitato concetto scientista di
perché è la sua conoscenza che ci “ciclo vitale”, con una origine e
rende liberi, che ci offre la possi- una fine, ci fa comprendere il
bilità di essere consapevoli della rapporto stretto tra “vita” e
nostra natura e di evolverci spiri- “tempo”.
tualmente fino a raggiungere le

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LA CHIAVE DELLA VITA: QUALE VITA?

La vita, nel modo di intendere co- che lo avvolge e lo amalgama.


mune, diventa una unità di mi- Non riesce a vivere al presente,
sura del tempo. Non a caso si nel “qui ed ora”, o “hic et nunc”,
possono citare alcune frasi come: come dicevano sinteticamente i
 “durante tutta una vita”; latini. Non riesce ad avere una
 “hai una vita davanti”; percezione che vada “al di là del
 “finché c’è vita c’è speranza”; tempo e dello spazio”.
 “nella buona e nella cattiva sor- La morte fisica contrapposta alla
te, finché morte non ci separi”. vita.
Ecco, la vita misurata dal tempo Secondo questa limitata visione
lineare, con una origine e una fi- della vita l’uomo comune rimane
ne. schiacciato dai malinconici rim-
Questo errore ha una diretta con- pianti, o dai distruttivi rimorsi
seguenza negativa per la vita del passato, ed è vittima delle an-
dell’uomo comune. sie del futuro, privandosi
In giovane età si spingono i gior- dell’unica felice concessione
ni, i mesi, gli anni come se tutto dell’attimo presente.
fosse lento: si vorrebbe crescere Il passato è passato, il futuro non
velocemente e si vorrebbero con- c’è perché deve ancora venire,
cretizzare in fretta tutti i sogni, l’unica realtà è il presente, ma
tutti i desideri. non si sa viverla perché sfugge.
Da adulti si cerca spasmodica- In tutto ciò vi è una implicita dif-
mente la propria realizzazione, ferenza tra la concezione del
l’affermazione nel mondo del la- “tempo lineare” e quella del
voro, il benessere consumistico e “tempo ciclico”, definibile anche
lo status sociale, o almeno il vole- “tempo sacro”, rappresentato
re apparire di avere raggiunto simbolicamente dall’icona del-
tutto ciò. l’Oroborus.
Poi arriva un momento in cui so-
pravvengono le ansie esistenziali,
le limitazioni della vecchiaia, i ri-
morsi, i rimpianti e la paura della
morte.
In tutte queste fasi della vita
l’uomo commette l’errore di con-
siderare la propria esperienza
terrena come se fosse regolata da
un’inesorabile e irreversibile pro-
gressione.
L’uomo misura l’incedere del
tempo con i mutamenti del suo
corpo e con le cieche esigenze im-
poste dalla sostanza materiale

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LA CHIAVE DELLA VITA: QUALE VITA?

La mente umana ha difficoltà a punti di sosta per un raggiunto e-


percepire l’infinito contenuto nel quilibrio temporaneo. Tali punti
“qui ed ora” e si sofferma su tutto non sempre rappresentano
ciò che ha un inizio ed una fine. «l’optimum» di una quiete psichica,
Dominato dalla paura, cerca di anzi, nei casi più frequenti, sono
contrastare l’ineluttabilità della posizioni di disagio che causano
morte fisica, non accettandola e una grande dispersione di energie
non considerandola come un da parte dell’essere umano, sbi-
passaggio iniziatico inevitabile ed lanciandolo. E’ negli uomini comu-
ineffabile. ni e, quindi, nei non iniziati che il
Così, si rischia di finire i giorni dispendio di forze conduce alla
terreni nella disperazione «crisi» o al trauma psichico di lun-
dell’immanenza, trascurando, in- ga durata.” (Amleto Pezzati, Pre-
vece, la vera battaglia da fare fazione al suo libro “Materia e
contro ogni sofferenza, fisica o Spirito nella evoluzione massoni-
mentale, che porterebbe altri- ca”).
menti all’oscura dannazione del “Io chi sono? La risposta sta nel
dolore. porsi la domanda, nel rendersi
Sempre la lettura del vangelo di conto che io non sono il mio corpo,
Tommaso, apocrifo perché gno- non sono quello che faccio, non so-
stico e antecedente ai vangeli ca- no quello che posseggo, non sono i
nonici, ci viene incontro per spie- rapporti che ho, non sono neppure
gare il concetto comune di inizio i miei pensieri, non le mie espe-
e di fine della vita: rienze, non quell'Io a cui teniamo
Cap.1 - “Chiunque trova la spie- così tanto. La risposta è senza pa-
gazione di queste parole non gu- role. È nell'immergersi silenzioso
sterà la morte”. dell'Io nel Sé.” (Tiziano Terzani –
Cap.18 – “I discepoli dissero a Ge- “Un altro giro di giostra”).
sù: dicci, come verrà la nostra fi-
ne? Gesù disse: avete dunque tro- IL MISTERO DELL’ANKH:
vato il principio, che cercate la fi- LA CHIAVE DELLA VITA
ne? Vedete, la fine sarà dove è il
principio. Beato colui che si situa
al principio, perché conoscerà la
fine e non sperimenterà la morte”.
Come non citare anche alcune si-
gnificative frasi di Maestri che
hanno raggiunto la consapevolez-
za:
“La nostra vita è un continuo dive-
nire posizionale lungo linee di for-
za reticolate, i cui vertici Il simbolo dell’Ankh, come tutti i
d’intersezione rappresentano i

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LA CHIAVE DELLA VITA: QUALE VITA?

simboli misterici, ha fatto nasce-


re varie interpretazioni, anche
fantasiose.
Il mistero dell’Ankh, o croce an-
sata egizia, può essere compreso
se si osserva la sua presenza nel-
le varie figure contenute nei papi-
ri e nelle rappresentazioni grafi-
che di scene raffiguranti la tradi-
zione sacra egizia.
Anche il “Libro per raggiungere la
luce”, volgarmente conosciuto co-
me “Libro dei morti degli antichi
Egizi”, se letto nel modo corretto,
cioè come raccolta di testi esote-
rici, ci offre l’interpretazione del
misterioso simbolo dell’Ankh.
Iniziamo col dire che il “Libro per
raggiungere la luce” è destinato
più ai vivi che ai morti, in quanto
raccolta di incantesimi e cerimo-
nie per il raggiungimento del
“Corpo di Gloria” o “Corpo di Lu-
ce”, che consente il riconosci-
mento della natura divina
dell’iniziato.
I Greci chiamarono questo tra-
guardo “Apoteosi”, meta dell’eroe
che conquista con le sue azioni
umane la divina glorificazione
dell’Olimpo e la vita eterna.

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LA CHIAVE DELLA VITA: QUALE VITA?

E proprio la divinizzazione e la vi- vuole donare la vita eterna e la


ta eterna è il significato divinizzazione, ovvero il dono di
dell’Ankh, infatti è raffigurata im- raggiungere l’essenza divina con
pugnata dalla parte dell’ansa dal- la condivisione di un pasto divino
le principali divinità egizie, come che mi fa ricordare l’eucaristia
una prerogativa esclusiva. cristiana.
Lo stesso simbolo è, invece, offer- Cito ad esempio il vangelo di Gio-
to dalla divinità alla bocca vanni:
dell’uomo o della donna a cui si

“Chi mangia la mia carne e beve il


mio sangue ha la vita eterna …
Chi mangia la mia carne e beve il
mio sangue dimora in me e io in
lui” (Giov., 6 – 54 e 56).

Anche la lettura del “Libro per


raggiungere la luce” ci aiuta a
comprendere il simbolo
dell’Ankh, strumento per la con-
quista della divinizzazione attra-
verso l’apertura della bocca e la
conoscenza delle parole di poten-
za:
Cap. XXII
“Ecco che io mi elevo nel Cielo
dell’Universo misterioso,
simile all’Uovo Cosmico circondato

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LA CHIAVE DELLA VITA: QUALE VITA?

da raggi.
Che il potere della mia boc-
ca mi sia restituito,
che io possa pronunciare le
Parole di Potenza …”
Cap. XXIII
“Possa Ptah aprire la mia
bocca! ...
Possa Thoth, armato della
Parola di Potenza
far scomparire queste ne-
fande bende …
Possa Shu aprire la mia
bocca con questa arma di
ferro
che apre la bocca degli dei!
…”
Cap. CXXV
“… In verità io sono Osiride!
Io sono qui giunto per con-
templare gli dei, i grandi
dei,
e per impossessarmi della
Vita Eterna
comunicandomi con il Pane
celeste. …” La croce ansata si compone da
un gambo retto interrotto da una
Quest’ultimo passo è relativo al barra ortogonale ad esso, come a
processo di “osirificazione”, o di rappresentare il “tempo lineare”
glorificazione, che l’iniziato rag- con un’origine e una fine. Mentre
giunge avendo conosciuto le Pa- l’ansa che sovrasta il gambo rap-
role di Potenza e il nome occulto presenta il “tempo sacro”
(Ren) delle divinità “Guardiani dell’eternità.
della Soglia”, conquistando così L’Ankh egizia, dunque, possiamo
la vita eterna e la qualità di “Maa chiamarla la “Chiave della Vita
kheru” (giusto di voce, in posses- Eterna” o dell’immortalità.
so dell’immortalità) e che può
permettersi di affermare “Io sono CONCLUSIONI
l’Oggi, io sono lo Ieri, io sono il Do-
mani”. Per concludere queste mie brevi
Possiamo comprendere il signifi- considerazioni do sinteticamente
cato dell’Ankh anche analizzando la mia risposta alla domanda che
il simbolo graficamente.

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LA CHIAVE DELLA VITA: QUALE VITA?

pongo nel trattare il tema. conduce al raggiungimento con-


Profanamente vi è una vita con sapevole della propria essenza di-
un inizio e una fine che potrebbe vina con il superamento della
chiamarsi esistenza effimera del- morte fisica e delle sofferenze psi-
la materia. chiche connesse.
Iniziaticamente la vita è un per- La chiave operativa della cono-
corso ciclico trasmutatorio di scenza gnostica è la
perfezionamento spirituale che “CONSAPEVOLEZZA”.

BIBLIOGRAFIA

 Vangelo apocrifo di Didimo, Giuda Tommaso;


 I. Newton - “Philosophiae Naturalis Principia Mathematica”, 1687;
 I. Newton – “Ottica”, 1704;
 I. Newton - “Il sistema del mondo e degli scolii classici”, postuma 1728;
 F. Truc - “La parola perduta e l’errore primordiale”, pubblicato su
“Sophia Arcanorum” n.25/2018;
 A. Pezzati - “Materia e Spirito nella evoluzione massonica”, 1978;
 T. Terzani - “Un altro giro di giostra”, 2004;
 Vangelo di Giovanni, 6 – 54 e 56;
 “Libro dei morti degli antichi Egizi”, ovvero “Libro per raggiungere la luce”.

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IL CONCETTO DI QUINTESSENZA
di Carlo Quattrocchi
Passato Gran Maestro della Gran Loggia Simbolica Italiana del R.A.P.M.M.

anti anni fa, quando non e- sfatto solo in parte (nessuno può
ra ancora trascorso molto mai arrogarsi il diritto di presun-
tempo dalla mia ammissione in tuosamente affermare di avere
Camera di Mezzo, mi venne detto l’ultima parola su un qual-
chiesto a bruciapelo: “Cos’è, se- siasi argomento di indagine filo-
condo te, la Quintessenza?” sofico-esoterica).
Balbettai i primi concetti che mi Ma il nostro percorso comune mi
vennero in mente, confezionando impone, se non di porre la stessa
in qualche modo una risposta perentoria domanda ai Fratelli
che ritenevo plausibile. Mi venne che ora sono affidati alle mie
risposto: “Studia e risponditi, cure, almeno di porre a loro di-
pensa e risponditi, domandati e sposizione alcune delle riflessioni
risponditi”. che su questo importante e fon-
Inutile dire che ciò provocò in me damentale argomento ho formu-
un desiderio di approfondimento, lato, accompagnate ed integrate
che nel corso degli anni ho soddi- da alcune osservazioni frutto

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IL CONCETTO DI QUINTESSENZA

dell’altrui saggezza. mente tende a ricondurre il con-


Vorrei innanzitutto partire da cetto in esame al “normale” avvi-
qualche considerazione di base: cendarsi dei bilanciamenti o con-
il Viaggio del Recipiendario, flitti dei diversi elementi, vengono
com’è a noi noto, avviene nel in suffragio anche altre osserva-
mondo dei quattro Elementi, i- zioni, desunte da campi d’azione
niziando esso nella Terra (il locus e da mondi assai lontani.
obscurus del Gabinetto di Rifles- Prendiamo in esame, ad esem-
sione) e proseguendo via via per pio, la teoria dei Cinque Ele-
l’Acqua, il Fuoco ed infine l’Aria. menti che è alla base della MTC,
E già questa è una prima traccia: la medicina tradizionale cinese.
finché si muove all’interno della
quadruplice fisicità, il Recipien- Concetti generali: Yin e Yang.
dario non è ancora un Iniziato,
ed è quindi soggetto all’inelut- Per poter correttamente applicare
tabilità di quel percorso umano/ i concetti desunti dalla MTC, oc-
terrestre/animalesco che, zavorra corre innanzitutto definire breve-
sganciabile o legame scindibile, mente la teoria dei Cinque Ele-
non gli consente di prendere il menti, su cui si deve basare gran
volo verso i cieli dello Spirito. parte dell’intuizione di base per
Il che ci porta a riconoscere l’individuazione delle modalità di
come il concetto di Quintessen- intervento.
za possa essere riportato a A monte di essa vi è sempre la
qualcosa che supera la realtà nozione di Yin e Yang, che pos-
fisica, entrando quindi nel cam- siamo così riassumere:
po della metafisica; e sin qui, ta- - Yin rappresenta il principio ne-
le assunto appare abbastanza pa- gativo, femminile, passivo, la
cifico. struttura, il lato oscuro di tutte
Ma anche questo può dare adito le cose. Esso è quanto proviene
a ulteriori interrogativi: siamo si- dalla natura della terra, ciò che è
curi che la ricerca della Quintes- esteriore. Allo Yin corrispondono
senza debba per forza riferirsi ad i numeri pari, detti anche terre-
un qualcosa di esterno, di estra- stri.
neo al meccanicismo fisico del - Yang rappresenta il principio
mondo tangibile, oppure ne costi- positivo, maschile, attivo, la
tuisce parte integrante al pari funzione, il lato luminoso di tut-
delle altre forze che lo compongo- te le cose. Tutto ciò che proviene
no? dalla natura del cielo è Yang; es-
Non possiamo aprioristicamente so indica anche l’interiore,
considerare la Quintessenza co- l’essenziale, lo spirituale, tutto
me qualcosa di etereo ed estra- ciò che è in atto. Ad esso corri-
neo alla realtà fisica. spondono i numeri dispari, detti
A tale affermazione, che evidente- anche celesti.

Sophia Arcanorm n.34 pag. 16 2° trim. 2020


IL CONCETTO DI QUINTESSENZA

Soltanto il vero Uomo, figlio di ciclicità e di interazione fra di


Terra e Cielo, riesce ad equilibra- essi: sono legati, infatti, in un
re i due principi. Ciclo creativo, in cui ogni ele-
Le due categorie di Yin e Yang si mento genera il successivo ed è
ricollegano simbolicamente alla generato dal precedente, e sono
luce ed all’ombra. altresì interdipendenti fra di loro
In tutte le cose il lato luminoso è in un Ciclo di controllo, in cui
Yang, quello oscuro è Yin, ma da- ogni elemento ne controlla uno
to che l’uno è inseparabile ed è controllato da un altro.
dall’altro, essi appaiono più come L’espressione cinese che definisce
complementari che come opposti. tale ciclo è Wu Xing (wu = cin-
Il senso più generale in cui Yin e que, xing = camminare, muover-
Yang si estendono alle estremità si). In effetti, la traduzione più
di ogni completamento trova in- corretta dell’espressione cinese,
numerevoli applicazioni in tutte piuttosto che “elementi”, sarebbe
le scienze tradizionali, e soprat- quindi “movimenti”, che esplica
tutto nella MTC. Il Cielo è intera- meglio il fondamentale concetto
mente Yang, e la Terra intera- di dinamicità ed interdipendenza
mente Yin, il che significa che che pervade il concetto stesso, e
l’Essenza è atto puro, mentre che useremo d’ora in poi.
la Sostanza è pura potenza.
Ma soltanto essi lo sono così allo
stato puro, poiché sono i due poli
della manifestazione universale;
tutto l’universo non è che una
mediazione fra i due principi, ed
ogni squilibrio fra di essi compor-
ta una disarmonia, che – inci-
dendo sul fluire del Qi – crea sof-
ferenza e disagio.

I Cinque elementi.

Ora passiamo ad esaminare in


breve la definizione dei Cinque e-
lementi, considerati come le diffe-
renze di vibrazione del Qi che si É da farsi una osservazione
manifestano ciclicamente nel flu- preliminare, nell’accingersi ad e-
ire del tempo e delle stagioni, saminare la Teoria dei cinque
tanto nel generale macrocosmo movimenti.
dell’Universo quanto nel microco- Un vecchio adagio cinese recita:
smo del singolo. “La Natura segue la via più sem-
Importantissimo è il concetto di plice”. Ne consegue che ogni teo-

Sophia Arcanorm n.34 pag. 17 2° trim. 2020


IL CONCETTO DI QUINTESSENZA

ria riferita alla Natura debba ave- Quattro dei movimenti si orga-
re, come primo requisito e carat- nizzano nello spazio ed intera-
teristica, la semplicità; deve poi giscono tra loro in un campo ri-
poter essere applicata a tutte le cettivo posto al centro, che è il
manifestazioni della natura, nello quinto, ossia la Terra, cioè il
spazio come nel tempo. punto di osservazione dell’uomo.
La Teoria dei Cinque elementi-
movimenti, con eleganza orienta-
le, riesce a definire con semplici-
Fuoco SUD
tà le proprietà fondamentali dello Rosso
spazio-tempo, fornendo modelli
applicabili a tutti i campi del Sa-
pere.
Perfino la scala musicale cinese è Legno EST Terra CEN-
Metallo O-
basata sul numero cinque: con- VEST Bian-
Verde TRO Giallo
co
trariamente alla nostra, che è
composta di sette gradi, essa
conta cinque sole note, che sono
tra loro nello stesso rapporto dei Acqua NORD
tasti neri del pianoforte (scala Nero
pentatonale).
Tale teoria rappresenta il modo
con cui la Natura si organizza
nello spazio e nel tempo, rappre- Ad ognuno dei movimenti è poi
sentandola in tutte le sue dimen- interconnessa una rete di rela-
sioni spazio-temporali per il tra- zioni con gli altri, basata sostan-
mite di cinque simboli dinamici, zialmente sui concetti di genera-
che descrivono il movimento ed il zione e di controllo. Così, per e-
cambiamento della realtà mate- sempio, l’Acqua crea il Legno
riale nella struttura e nei feno- (esempio: innaffiare un albero) ed
meni; l’uso di classificare la real- è controllata dalla Terra (esem-
tà in base al numero cinque, os- pio: gli argini di un fiume).
sia i quattro punti cardinali più il Nella musica, peraltro, la natura-
punto centrale di osservazione lità del Cinque sembrerebbe rap-
dei fenomeni nel loro divenire, in presentata e confermata dal Pen-
effetti può essere fatto risalire a tagramma, su cui correntemente
3500 anni fa, nel periodo Shang. è scritta, che – combinandosi con
I Cinque elementi-movimenti so- le sette note – formerebbe il Dodi-
no: Fuoco, Terra, Metallo, Ac- ci, ossia il numero del dodecae-
qua e Legno. Il movimento Fuo- dro, unico solido le cui facce so-
co, a sua volta, si esplica in no formate da pentagoni e la cui
due stadi, Fuoco assoluto e forma si avvicina alla sfericità co-
Fuoco supplementare. smica.

Sophia Arcanorm n.34 pag. 18 2° trim. 2020


IL CONCETTO DI QUINTESSENZA

Parimenti la filosofia antica, in tavia esso non è certamente un


particolare con Platone, sem- sistema condiviso ed usato in
brerebbe anch’essa ricondurci su tutto il resto del mondo.
tale traccia. Neanche la nostra scala di sette
Ma proprio nel momento in cui ci note, peraltro, appartiene alla na-
sembrerebbe di essere in grado di turalità: essa nasce a partire dal
poter tracciare le prime conclu- lavoro teorico di Oddone da
sioni, troviamo parecchi elementi Cluny, pian piano consolidatosi
fortemente idonei a confutarle. nell’ambito del canto gregoriano.
Cominciamo proprio dalla musi- E se poi andiamo ad esaminare il
ca: innanzitutto, il pentagramma problema dei semitoni, addirittu-
non ne è certo elemento necessa- ra, per poter affermare che
rio ed indispensabile. l’estensione dell’ottava è divisa in
Per millenni si è fatto (e scritto) dodici semitoni fra di loro uguali
musica senza che esso esistesse (concetto assolutamente teorico e
(e peraltro lo si continua corren- convenzionale, non suffragato da
temente a fare, ad esempio nella elementi “naturali”) occorre arri-
musica popolare): le prime tracce vare al fabbricante di organi An-
di un qualcosa di simile appar- dreas Werckmeister ed a J. S.
tengono alla musica gregoriana, Bach, che ne sposò ed applicò i
peraltro scritta non già sul penta- concetti, a partire dalla famosis-
gramma, bensì sul tetragramma sima raccolta denominata “Il cla-
(anzi, dapprima il rigo era uno vicembalo ben temperato”.
solo, poi portato a due, e via via Ma tutto questo non è natura: è
fino a quattro). convenzione!
Ed anche al giorno d’oggi il pen- Ancora una volta ci viene in soc-
tagramma non è l’unico modo di corso Pitagora: la sua teoria de-
scrittura: ad esempio, la musica gli armonici (che a suo tempo e-
per pianoforte ed in generale per samineremo con più dettagli) ci
strumenti polifonici si scrive non insegna quali siano le “vere” e
già sul pentagramma, bensì naturali relazioni che esistono fra
sull’endecalineo, che è costituito i suoni. Ne parleremo a tempo
da due pentagrammi sovrapposti debito: ora possiamo solo prende-
con un rigo virtuale centrale. re atto del fatto che le nostre
Andiamo, invece, ad esaminare il convinzioni di poter trarre dalla
problema dal punto di vista delle musica un supporto al postulato
scale musicali: se, come già ri- di “naturalità” della quintessenza
portato nel brano testé scritto, ne subiscono un duro colpo.
tutta la musica orientale si basa Ed anche, se ritorniamo all’esa-
su una scala pentatonale, ossia me degli insegnamenti della MTC,
composta di cinque gradi che so- vediamo che le dinamiche che fra
no fra loro nello stesso rapporto di essi intercorrono appartengono
dei tasti neri del pianoforte, tut- a due diversi cicli: il “ciclo creati-

Sophia Arcanorm n.34 pag. 19 2° trim. 2020


IL CONCETTO DI QUINTESSENZA

vo” ed il “ciclo di controllo”. vita, madre di tutti i metalli.


Il che equivale a riconoscere che È una materia prima universale,
tutto ciò soggiace inesorabilmen- che si trova in ogni corpo ed è
te alla dualità del binario. un dono che Dio ha fatto agli uo-
E la trascendenza? mini.
Ecco qui che, come l’Ouroboros A questo punto, mi viene sponta-
che si morde la coda, torniamo i- neo un paragone: in un cavo di
nevitabilmente al concetto da cui rame che conduce corrente elet-
eravamo partiti: specialmente se trica, noi non troviamo alcun al-
affrontiamo l’argomento tenendo tro elemento che gli atomi di ra-
conto degli insegnamenti alche- me che lo compongono.
mici, la Quintessenza non può E tuttavia, l’energia elettrica c’è,
essere un qualcosa che “fa parte” eccome…
della fisicità, epperò la pervade e Al pari di ciò, se l’energia elettri-
permea, dandole senso e vita. ca altro non è che la vibrazione
La più importante definizione di degli elettroni appartenenti agli
Quintessenza è attribuibile al fra- atomi del conduttore, e tuttavia
te minore francescano francese essa ha una forza ed una potenza
Giovanni di Rupescissa (Joan de che arrivano a vette impressio-
Rocatalhada) con il trattato De nanti, così la Quintessenza altro
considerazione quintae essentiae non è che quello Spirito, con-
rerum omnium, risalente alla se- sustanziale (o, per meglio di-
conda metà del XIV secolo, nel re, coincidente) al Divino, che
quale fa riferimento ad essa attri- anima la materia facendole su-
buendone caratteristiche ontolo- perare la fisicità quaternaria,
giche, quasi divine. che si amplifica o si esaurisce a
Essa viene descritta come il cielo, seconda delle caratteristiche del-
incorruttibile e perfetta, come u- la materia e del percorso che
na miracolosa radice della vita, compie, che è capace di animare,
creata da Dio per preservare i trasmutare, distruggere o molti-
corpi dalle corruttele; in partico- plicare, che distingue la meccani-
lare, la Quintessenza sarebbe u- cità dalla fisicità.
na sostanza che sta sopra i quat- E l’Eggregore creato dalla fra-
tro elementi presenti in natura, terna, armonica vibrazione dei
riprendendo quanto già detto nel- Fratelli al lavoro nel Tempio ne è
la Expositio sulle caratteristiche ad un tempo prodotto, scopo,
neutre di questo “quinto elemen- mezzo ed avvio.
to”. Senza alcuna pretesa di aver po-
Per tutto il Medioevo, alla ricerca tuto dire l’ultima parola, ma nella
della quintessenza, di questa a- coscienza di voler offrire un con-
qua vitae sono state attribuite tributo alla personale riflessione
proprietà mistiche e celesti: so- di ognuno.
stanza che nutre fa crescere la

Sophia Arcanorm n.34 pag. 20 2° trim. 2020


L’INIZIAZIONE, L’ARALDO E IL COR-ACTUM
di Silvano Danesi

L’iniziato, come suggerisce Mircea Elia- messaggio di capitale importanza.[4]


de, [1] è “colui che sa” e in quanto tale è L’iniziazione è il rendersi contempora-
colui che si ricorda dell’inizio; più esat- nei all’illud tempus delle origini.
tamente, colui che è diventato contem- In questo senso la morte è la grande i-
poraneo della nascita del mondo, niziazione, in quanto rappresenta il ri-
quando l’esistenza e il tempo si sono torno al caos, indispensabile ad ogni
manifestati per la prima volta”.[2] nuova creazione e la morte è uno degli
“Subire un’iniziazione – scrive Max aspetti (Morrigan) della Grande Madre,
Guilmot – equivale ad abbandonare la in quanto la Dea Mor Rigu, la Grande
superficie degli avvenimenti, scendere Regina, la trasformatrice, è colei che,
nelle profondità dell’oceano psichico, oltre a dare la vita, la riprende o la tra-
perdere la coscienza lucida, per seguire sforma.
la corrente tumultuosa dell’universo; e, La morte iniziatica, lo sprofondamento
infine, vedere in faccia lo splendore nell’inconscio, sono simbolicamente la
stesso della forza vitale”.[3] morte e il contatto con la femme en-
Il processo di individuazione è gloutie, dal quale nasce la risalita ver-
l’incontro con il nostro nucleo interiore so la reintegrazione dell’Io, ma con un
di natura divina (il Sè) ed è un accor- livello maggiore di coscienza, che colle-
darsi a questo nucleo, ma non ci si ga l’iniziato ai livelli coscienziali scalar-
può avvicinare al Sè e scoprire il signi- mente più elevati, fino a raggiungere il
ficato della vita, senza trovarsi a cam- contatto con la Coscienza. Ecco per-
minare inevitabilmente su una lama di ché, come scrive Max Guilmot, il “vero
rasoio. E questo è il percorso dell’eroe, segreto … è nel mutamento di coscien-
del coraggio: cor actum. za dell’iniziato … Il segreto, l’indicibile
Il Sè è la voce centrale dell’inconscio, segreto, è nel cuore dell’iniziato”.[5]
quella che nel sogno è portatrice di un Vi può essere, e in molti casi lo è,

Sophia Arcanorm n.34 pag. 21 2° trim. 2020


L’INIZIAZIONE, L’ARALDO E IL COR-ACTUM

l’esigenza di una ritualità corretta, che doque invenies occultum lapidem. Visita
conduca per mano l’iniziando verso il le profondità della Terra e, migliorando-
contatto con i livelli profondi del suo ti, troverai la Pietra nascosta), ossia il
essere e Giamblico, a questo proposito, tuo Sé.
scrive: “L’esecuzione perfetta, e supe- Possiamo così schematizzare il percor-
riore all’intelligenza, di atti ineffabili, la so iniziatico, da un punto di vista psi-
forza inesplicabile dei singoli, darà cologico:
l’intelligenza delle cose divine”.[6]

La discesa agli inferi – Nell’oscurità della


Inconscio
Morte iniziatica Terra – Caverna

L’uscita dagli inferi Il ritorno all’aria Reintegrazione dell’Io

Il bagno purificatore Acqua – Lustrazione Abbandono delle scorie

Il ritorno alla luce Luce – Fuoco Reintegrazione dell’Io


con una nuova co-
scienza del Sé

Il vestito nuovo Adepto ormai iniziato Nuova personalità con


una nuova coscienza.

“Le tecniche iniziatiche – suggerisce Approdo finale dell’iniziazione è


Guilmot – si limitano a mettere in atto l’acquisizione di una “nuova vita”.
quadri simbolici, parole e gesti destina- “L’individuo – scrive in proposito Jo-
ti a suscitare un mutamento di livello seph Campbell – attraverso discipline
spirituale, mentre ciò che l’iniziazione psicologiche prolungate, si libera da o-
condanna sono proprio le «nozioni» gni attaccamento alle proprie limitazio-
dogmaticamente insegnate”.[7] ni personali, alle proprie idiosincrasie,
L’iniziazione comporta un nuovo livello speranze e paure, non si oppone più al
di coscienza, una nuova consapevolez- proprio annullamento, indispensabile
za e anche una nuova responsabilità. per rinascere alla conoscenza della ve-
“Durante la notte – scrive Petosiri rità, ed è finalmente pronto alla grande
(Ermopoli, III secolo a. C.) – lo spirito conciliazione. Annientate le proprie
(divino) risiedeva nel mio cuore; ambizioni personali, egli non cerca più
dall’alba in poi facevo ciò che esprime- la vita, ma spontaneamente si abban-
va il suo volere”. dona a tutto ciò che può accadergli; di-
Il percorso iniziatico è ben descritto nel venta, per così dire, una cosa anoni-
celeberrimo acronimo alchemico VI- ma. La Legge vive in lui con il suo con-
TRIOL (Visita interiora terrae rectifican- senso incondizionato”.[8]

Sophia Arcanorm n.34 pag. 22 2° trim. 2020


L’INIZIAZIONE, L’ARALDO E IL COR-ACTUM

La Legge è la Regola, Brihat-Ritam, regina del mondo simboleggia il com-


Brighit-Recht e ognuno la deve scopri- pleto dominio della vita da parte
re da sé, senza mediatori, dogmi, verità dell’eroe, la sua comprensione della
rivelate, entrando nel flusso, facendo i legge cosmica e, conseguentemente, il
conti con se stesso, cercando di ripor- raggiungimento della condizione di So-
tare, da eroe moderno, come scrive vrano. L’eroe è il contrario del fanatico,
Campbell, “alla luce l’Atlantide perduta il quale “invece di purificare il proprio
dell’anima coordinata”.[9] cuore, …. cerca di purificare il mon-
do”[11]
Il mito dell’eroe “Coloro che sanno che l’eterno vive in
Alla funzione iniziatrice della Dea, ov- loro e che essi, e tutte le cose, sono re-
vero all’Eterno Femminino, si collega il almente l’eterno – scrive Joseph Cam-
mito dell’eroe, chiamato dall’araldo (un pbell – abitano il bosco degli alberi mi-
impulso interiore, al momento percepi- racolosi, bevono la rugiada
to come un estraneo, uno straniero) a dell’immortalità ed odono ovunque la
sottoporsi alla prova iniziatica. silenziosa musica dell’eterna concor-
All’appello sono costantemente collega- dia”.[12]
te le immagini della caverna, della o- Nel mondo celtico una figura dell’eroe è
scura foresta, del grande albero, della rappresentata da Cu Chulainn, il cui
fonte zampillante e la comparsa in for- nome è Setanta, colui che è in cammi-
ma ripugnante e disprezzabile (rospo, no.
vecchia, ecc.), dell’artefice del destino. La nostra vita segue un progetto, ma il
L’essere ripugnante rappresenta modello che il Sè aveva in serbo per
l’inconscio e il potere che può distrug- noi, difficilmente lo seguiamo. Quando
gere il suo sistema egocentrico e per- una persona non vive in armonia col
tanto diventa per l’ego un mostro. La Sé è come un albero che cresce fuori
disobbedienza all’appello interiore tra- dal suo disegno naturale. Il sintomo
sforma l’avventura nel proprio contra- più diffuso di questa distorsione è
rio. l’inquietudine, che si manifesta come
Le storie segnano nelle sei direzioni insoddisfazione, angoscia, solitudine,
l’orizzonte di vita dell’eroe, indicando le desiderio o mancanza. La via iniziati-
soglie e chi varca la soglia incontra i ca non è un rinchiudersi in se stessi,
suoi guardiani, terribili nemici e al non è isolarsi per percorrere da soli un
tempo stesso distributori di poteri ma- cammino, ma è relazione con gli altri,
gici. “L’eroe irlandese Finn Mac Coll – perché la relazione è verifica, è disponi-
ad esempio – venne inghiottito da un bilità a mettersi in discussione.
mostro di forma imprecisata, del tipo Una persona non può individuarsi, so-
noto presso i Celti col nome di stiene Jung, restandosene seduto sulla
peist”. [10] cima dell’ Everest. Un rapporto norma-
Una volta varcata la soglia l’eroe viene le, naturale e corretto con le persone
a trovarsi in un paese di sogno abitato circostanti è uno dei requisiti indispen-
da forme fluide e ambigue, dove deve sabili del processo di individuazione.
superare un certo numero di prove, al- Il percorso dell’eroe, pertanto, non è un
la fine delle quali avviene il matrimonio cammino solitario, ma relazionale, do-
mistico, lo ieros-gamos dell’anima-eroe ve ognuno di noi si confronta con gli
trionfante con la Dea Signora del Mon- altri.
do. Il matrimonio mistico con la Dea

Sophia Arcanorm n.34 pag. 23 2° trim. 2020


L’INIZIAZIONE, L’ARALDO E IL COR-ACTUM

La via dell’intelligenza del cuore [13]Dalla favola traiamo un primo inse-


Il percorso dell’iniziato può anche esse- gnamento: conoscere molte cose non
re assimilato a chi percorre la via significa essere saggi.
dell’intelligenza del cuore. L’antica poesia irlandese è il dialogo
Posto che intelligenza deriva dal latino tra il file Nede e il suo maggiore Fer-
inter legere, dove inter ha il significato chertne, ovvero il “Dialogo dei due sag-
di tra, fra, nel mezzo e legere di racco- gi”, e in essa si legge:
gliere e scegliere e che in rapporto “Io sono figlio di Poesia,
all’essere umano l’intelligenza è il rac- Poesia, figlia di Riflessione,
cogliersi nel proprio mezzo, ovvero nel Riflessione, figlia di Meditazione,
proprio centro, al fine di scegliersi, alla Meditazione, figlia di Scienza,
domanda: “Cos’è l’intelligenza del cuo- Scienza, figlia di Ricerca,
re?” si deve anteporre quella: “Cos’è il Ricerca, figlia di Grande Scienza,
cuore?”. Grande Scienza, figlia di Grande Intelli-
Nell’antico Egitto il morto (o genza,
l’iniziando), giunto al tribunale degli Grande Intelligenza, figlia di Compren-
dèi doveva dimostrare che il suo cuore sione,
era più leggero della piuma di Maat, Comprensione, figlia di Saggezza,
ossia dell’ordine e della giustizia. Saggezza, figlia dei tre dèi di Dana”.
Il cuore, primo organo a formarsi nel La poesia ha uno schema ternario, se-
feto umano, era considerato la sede condo la tradizione druidica, e indica
dell’intelligenza e del pensiero (spirito). un percorso scandito in 3 cicli di 3 on-
Nel Libro dei Morti (Libro per salire alla de, più un ciclo finale, oltre la Nona
luce del Giorno) è scritto: “O mio cuo- Onda. Siamo in presenza di tre cicli
re, tu che mia madre mi ha dato, cuore ternari che rappresentano altrettanti
delle mie trasformazioni, non ti alzare stati di consapevolezza. Oltre la Nona
contro di me in tribunale. Non ti sepa- Onda c’è il mondo degli Dèi, degli Ar-
rare da me in presenza di colui che tie- chetipi, di una consapevolezza superio-
ne la bilancia. Tu sei il mio Ka che è re, che si avvicina al mistero del Na-
nel mio petto, il Khnum [il dio vasaio scosto, il Senza Nome: l’arché, il Princi-
che forma i corpi] che ha reso il mio pio principiante.
corpo completo. Possa tu arrivare al Intelligenza, come s’è visto, deriva da
bene verso cui noi ci affrettiamo”. legere, che significa raccogliere e sce-
Una favola scozzese e un’antica poesia gliere.
irlandese ci parlano del cuore, Il percorso iniziatico significa innalzare
dell’intelligenza e della saggezza. la nostra coscienza e diventare, come i
Nella favola scozzese dal titolo: “Il fab- druidi, semnotei, simili agli dèi, i quali
bro e i folletti”, il protagonista, Alasdair sono l’alfabeto archetipico con il quale
MacEachern, detto Alasdair dal Forte possiamo leggere la trama e l’ordito del
Braccio, sottoposto alle attenzioni, per mondo.
lui fastidiose, dei folletti, chiede aiuto La via del druida è “sentire il tocco de-
ad un vecchio, capitato in casa sua. gli dèi” (ispirazione) raggiungendo “lo
Un vecchio “che aveva una gran repu- spirito che dà vita al mondo”. Il druida
tazione, perché di lui si diceva che co- è in contatto con l’Awen «lo spirito che
noscesse molte cose e che fosse sag- fluisce», l’ispirazione divina “che proce-
gio”. Due qualità, spiega il narratore, de dal punto di contatto delizioso, tra-
che, “come si sa, sono molto differenti”. vasandosi dalla divinità al druida. Con

Sophia Arcanorm n.34 pag. 24 2° trim. 2020


L’INIZIAZIONE, L’ARALDO E IL COR-ACTUM

l’ispirazione arriva l’energia, la potenza L’intelligenza del cuore è accogliere


necessaria al druida per consentire a l’Awen.
tale ispirazione sacra di riversarsi at-
traverso di lui nella creatività. Il compi- L’intelligenza del cuore e il cor-
to del druida è perfezionare questo pro- actum
cesso”. [14] L’intelligenza del cuore è la via
In una conferenza tenuta a Osimo nel dell’eroe, del coraggio, del cor-actum,
2007, Alfonso Rubino, esperto di geo- in quanto è solo con l’azione coraggiosa
metria sacra, pose la domanda: “Che che è possibile superare le prove, ovve-
cos’è l’intelligenza?”. Livia Colonna ri- ro passare le soglie dei vari livelli di
spose dal pubblico: “Io penso che sia comprensione della complessità della
come un fluido che pervade il cosmo. manifestazione, approssimando la con-
Ognuno con la propria mente utilizza e sapevolezza al Sommo Cuore, ovvero,
asseconda questo fluido, imponendolo alla Coscienza universale.
al proprio cervello, che è una specie di L’intelligenza del cuore è seguire
elaboratore”.[15] l’Oracolo di Delfi, il quale dice al no-
Lynne Mc Taggart, autrice del Campo stalgico degli astri, dei sidera (il de-
del Punto Zero, sostiene che “le nostre siderio è dovuto all’assenza degli astri:
memorie non stanno dentro le nostre de-sidera), simboli dell’Origine: “Oh tu
teste. Il nostro cervello è semplicemen- che desideri sondare gli Arcani della
te l’organo di recupero e di lettura natura, se non riuscirai a trovare den-
dell’ultimo supporto di memorizzazio- tro te stesso ciò che cerchi, non potrai
ne, il campo”. (Scienza e Conoscenza, trovarlo nemmeno fuori. Se ignori le
anno 9 numero 27- 2009). meraviglie della tua casa, come preten-
Stuart Hameroff, professore al diparti- di di trovare altre meraviglie? In te si
mento di anestesiologia e psicologia e trova occulto il Tesoro degli Dèi. Oh
direttore del centro studi sulla coscien- Uomo, conosci te stesso e conoscerai
za dell’Università dall’Arizona, in l’Universo e gli Dèi”.
un’intervista a Scienza e Conoscenza L’intelligenza del cuore è la via
(anno 9 numero 27- 2009) scrive che “i dell’iniziato, il quale, come suggerisce
dati di cui siamo in possesso al mo- Mircea Eliade, [16] è “colui che sa” e in
mento ci portano a pensare quanto tale è colui che si ricorda
all’esistenza di un’informazione supe- dell’inizio; più esattamente, “colui che
riore che non è meccanica” e ipotizza è diventato contemporaneo della nasci-
un livello molto profondo dell’universo ta del mondo, quando l’esistenza e il
dal quale emanano gli effetti quantisti- tempo si sono manifestati per la prima
ci che governano la consapevolezza. Ef- volta”.[17]
fetti quantistici che nel loro insieme Il percorso dell’iniziato è simile a quello
possono essere assimilati ad Aditi o a delineato dal “Dialogo dei due saggi”.
Brighit, principi astratti della creazione L’ispirazione, lo stimolo di Brighit, il ri-
primordiale che derivano, come Bra- chiamo dell’araldo, il dolore della lon-
hman, dalla radice brih, che significa tananza, danno origine ad un’attività
espandere, espansione. Un’espansione creativa (poesia), che implica un tuffo
attivata da tapas, l’ardore e che mani- nell’inconscio (riflessione, morte inizia-
festa quel livello profondo che non ha tica, incontro con la Morrigan) e la co-
nome. noscenza di sé stessi (meditazione),
Il fluido, lo spirito che fluisce, è l’Awen. con l’armonizzazione (accordo) e il ri-

Sophia Arcanorm n.34 pag. 25 2° trim. 2020


L’INIZIAZIONE, L’ARALDO E IL COR-ACTUM

portare al centro, al cor dare, le varie ma non di un cerchio, si tratta di una


potenzialità conoscitive proprie spirale, in quanto la via dell’iniziato è
dell’uomo. senza fine ed è per questo motivo che
La via iniziatica prosegue nel sacrificio oltre la Nona Onda, ossia oltre le 3 per
(sacrum facere) dell’Io, nel riconosci- 3 onde che costituiscono il percorso di
mento del Sé, nel ricordo dell’Origine e riconoscimento del Sé e del ricordarsi-
nel ricordarsi-riaccordarsi con essa. riaccordarsi con l’origine, incontriamo i
Recita la poesia druidica del “Dialogo tre Dèi di Dana, i quali seguono
dei due saggi” che saggezza è figlia dei anch’essi un ritmo ternario, costituen-
tre dèi di Dana, i quali potrebbero es- do nove onde.
sere riassunti in Ecne, ossia sapienza, Siamo nel livello degli archetipi, ossia
Poesia. delle idee originarie, delle modalità at-
Il cerchio potrebbe considerarsi chiuso, traverso le quali, riconoscendo ciò che
I TRE DEI DI DANA SONO NOVE : NOVE ONDE

Archetipi dell’uomo in-


Uccidono Cian, pa- consapevole, schiavo
BRIAN – LUCHAR – dre di Lug. Cian (da della materia, ossia del
LUCHARBA Brian è radice indoeuropea limite (*m radice indoeu-
figlio di Tuirenn e *jan, artefice) è il de- ropea che significa limi-
di Brighit. miurgo. te).

Tre artigiani Archetipi dell’uomo che


(Battaglia di Mag Tu- usa, accordate, le cono-
ried) – Artefici, colla- scenze dei sensi, sessua-
GOIBHNIU – LU- boratori del demiur- le, emotiva, comunicati-
CHTA – CRED- go. Conoscono la Na- va, intuitiva, appercetti-
NE Goibhniu è fra- tura naturata – va ed ha scienza.
tello di Cian. Scienza del legno. Consapevolezza mentale

LUG, DAGDA, OG-


MA Lug è la relazio-
ne con il Vasto di
Verità, manifesta-
zione della Coscien-
za Universale, è
l’amico dell’uomo, è
abile in tutte le ar-
ti. Dagda dà e toglie
la vita. Ogma è il
druida primordiale
iniziatore (Corteggiamenti di Archetipi dell’uomo che
dell’umanità, Dio Etain) – Conoscono ha saggezza.
della scrittura e del- la Natura natu- Consapevolezza della
la sovranità magico- rans. Saggezza del Regola.
guerriera: è il con- cuore. Sapienza del Consapevolezza spiritua-
duttore. legno. le.

Sophia Arcanorm n.34 pag. 26 2° trim. 2020


L’INIZIAZIONE, L’ARALDO E IL COR-ACTUM

si rende evidente e, in quanto evidente re altri significati.


relazionale, dell’inconoscibile. I tre Dèi di Dana rappresentano inoltre
Anche i tre Dèi di Dana seguono il rit- l’acquisita consapevolezza degli stati
mo ternario e rappresentano archetipi- molteplici dell’Essere, così come sono
camente tre livelli di consapevolezza. mirabilmente descritti nelle poesie di
Il primo livello è quello dell’uomo in- Talliesin e di Amergin.
consapevole, legato alla materia, ovve- “Ho rivestito numerose forme
ro accecato dal limite, che ritiene inva- prima di essere libero.
licabile. Qui l’uomo uccide Cian, Sono stato una spada stretta e variega-
l’artifex, ossia la sua capacità creativa, ta.
la poesia, la sua libertà di uscire dagli Credo nell’apparenza.
schemi, dalle credenze, dai condiziona- Sono stato stilla nell’aria.
menti sociali, culturali, ambientali. Sono stato la stella più splendente.
Il secondo livello è quello dell’uomo Sono stato parola tra le lettere.
che, risvegliato dall’araldo, con la ri- Sono stato originariamente un libro.
flessione e la meditazione è giunto al Sono stato una lampada vivida
proprio centro, al proprio cuore e ne ha per un anno e mezzo.
riattivato l’intelligenza. Il suo lavoro è Sono stato un ponte gettato
stato quello di accordare i vari livelli di su sessanta estuari.
conoscenza ed è diventato un artifex, Sono stato strada, sono stato aquila,
un artigiano che conosce la Natura e sono stato coracle nel mare.
su di essa sa operare armonicamente; Sono stato l’effervescenza della birra.
è Goibhniu, il fabbro degli Dèi. Ha Sono stato goccia nell’acquazzone.
scienza e con questa si incammina, ri- Sono stato spada nella mano.
cercando, verso la Grande Scienza, Sono stato corda dell’arpa
quella che conduce alla saggezza. Co- degli incantesimi, nove anni.
nosce la Regola, è illuminato dalla Sor- Nell’acqua sono stato la schiuma;
gente ed è alla fine semnoteo, conosce sono stato ferro di cavallo nel fuoco.
la lingua degli Dèi (simbolica, archeti- Sono stato legno nei cespugli […]»
pica). E’ consapevole della vita e della Taliesin (Combattimento degli Arbusti)
morte (Dana, Morrigan, Dagda), delle Talliesin, Fronte Luminosa, è un gran-
numerose arti e della relazione (Lug) de iniziato, come testimonia il mito che
con il Vasto di Verità (Brighit); conosce lo riguarda e ci presenta gli stati molte-
la Regola (Ritam, Recht). plici dell’Essere in versione diacronica,
I tre Dèi di Dana, dunque, rappresen- ossia collocati nel tempo lineare. Ne
tano l’acquisita consapevolezza, da consegue la migrazione dello spirito da
parte del saggio, dei vari livelli della una forma all’altra.
consapevolezza stessa presenti Amergin, archetipo del druida primor-
nell’uomo, anche quando ha raggiunto diale, ci presenta gli stati molteplici
la saggezza, perché il lavoro di sgrossa- dell’Essere in forma sincronica. Qui, o-
mento della pietra non è mai concluso ra e sempre :”Io sono”. E “l’io sono” è il
o, se si vuole, ad ogni processo di coa- grido del druida, del saggio, del semno-
gulazione segue inevitabilmente un teo, di colui che è pervaso dall’Awen, lo
processo di scioglimento (processo al- spirito che fluisce.
chemico). “Io sono vento sul mare
Infatti, i tre Dèi di Dana, ad ulteriori li- io sono un’onda sull’oceano,
velli di consapevolezza, potrebbero ave- io sono il fragore del mare,

Sophia Arcanorm n.34 pag. 27 2° trim. 2020


L’INIZIAZIONE, L’ARALDO E IL COR-ACTUM

io sono il toro delle sette battaglie, della sovranità. È maga e, in quanto


io sono l’avvoltoio sulla roccia, tale, assimilabile a Iside, Regina dei
io sono la goccia di rugiada. Mani. Come Iside, che ha acquisito da
Io sono il fiore più bello, Kamutef il mistero del Nero, è dea ini-
io sono il cinghiale ardimentoso, ziatrice, assimilabile all’opera al nero
io sono il salmone nel mare, degli alchimisti. .
io sono il lago nella pianura, Nel ruolo di iniziazione proprio
io sono la collina in un uomo, dell’Eterno femminino troviamo, nel
io sono una parola nell’arte, pantheon celtico anche Karidwen.
io sono la punta di un’arma (snudata Il mito di Karidwenn ricorda i mesi bui
per combattere)”. in cui il seme aspetta, nel ventre della
Amergin – (Libro delle Conquiste terra, la rinascita. In una leggenda gal-
d’Irlanda). lese, la strega “Ceridwenn si muta in
I tre dèi di Dana, Lug, Dagda, Ogmios gallina nera per mangiare Gwion, tra-
ci conducono per mano nel mondo de- sformatosi in chicco di grano. Qui il
gli archetipi maschili della cultura simbolismo è più preciso: si tratta dei
druidica. mesi “neri”, bui, dell’inverno (mizdu,
miz Kerzu, novembre e dicembre in lin-
“Salve Regina, Mater …”, Grande I- gua bretone), che “ingoiano” il Sole. E’
niziatrice. il significato dell’ “Opera al Nero” degli
Il ruolo di iniziatrice è rivestito dalla alchimisti, come pure il significato del-
Dèa Morrigan, Mor Rigu, la Grande Re- la Camera di Mezzo massonica, vale a
gina, che è la divinità della tradizione dire della Loggia dei Maestri. E’ il luogo
irlandese forse più complessa fra quel- nel quale trascorre il tempo il Sole na-
le del pantheon celtico. Appare spesso scosto, prima della sua resurrezio-
sotto forma di cornacchia e si trova ne”. [19] Nel mito Karidwen affida a
confusa con Bodbh. Eccita i guerrieri a Gwion la cura del calderone nel quale
combattere, ma si presenta anche co- si sta formando il liquido magico che
me una sorta di Dea dell’amore. Appar- darà l’immortalità al figlio. In un mo-
tiene allo stesso tipo mitologico di Mor- mento di distrazione Gwion si versa su
gana del ciclo arturiano.[18] E’ trina un dito tre gocce del liquido. Il liquido
(Bodbh, Nemain, Macha), è la sposa è bollente e Gwion si succhia il dito do-
del Dagda ed è madre di Lug. Se consi- lorante, assorbendo così il potere magi-
deriamo il suo ruolo di sposa di Dagda, co della pozione di Karidwen, mentre la
associabile al principio maschile vedico restante parte, ancora nel calderone,
Daksha, Morrigu è come Aditi, il prin- diventa velenosa e inservibile.
cipio femminile, ma mentre Brighit di Karidwen infuriata insegue Gwion che
questo principio rappresenta si trasforma in lepre, poi in pesce, in
l’espansione e la regola, il ritmo, Morri- uccello e in un chicco di grano, che la
gu ne è l’espressione magica, ossia cre- Dea, trasformatasi in gallina, inghiotte
atrice e distruttrice, suscitatrice delle rimanendo incinta. Dalla gravidanza
emozioni e delle passioni. Tuttavia, co- della gallina-Karidwenn nasce Tallie-
me sempre accade quando si affronta sin. I simboli sono evidenti: lepre, ini-
lo studio di un archetipo, anche Morri- ziazione della terra, pesce, iniziazione
gu non è comprimibile in questo o quel dell’acqua, uccello, prova dell’aria,
ruolo, essendo un’espressione della chicco di grano, prova del fuoco (fuoco
Dea. Rappresenta l’aspetto guerriero simbolicamente rappresentato dal

Sophia Arcanorm n.34 pag. 28 2° trim. 2020


L’INIZIAZIONE, L’ARALDO E IL COR-ACTUM

chicco di grano che matura al sole e ne donna”.[22]


ha il colore). Inghiottito dalla gallina E’ necessario, a questo punto, e per
nera, la Terra, il chicco del grano, ossia concludere, rilevare le molte assonanze
il Sole la ingravida. Talliesin, dunque, della ritualità massonica con quanto
rappresenta il frutto delle nozze ieroga- sin qui brevemente esposto.
miche della Terra con il Sole e
dell’iniziazione dell’uomo, che da La sovrapposizione di un velame bi-
Gwion, giovane garzone, diventa Tallie- blico alla ritualità massonica non
sin, Fronte Luminosa, illuminato. impedisce di guardare oltre il velo,
La simbologia iniziatica è evidente an- per incontrare le radici, dalle quali,
che nella mitologia connessa con la solo, possono nascere nuovi vigorosi
Femme engloutie o con la Ville englou- germogli.
tie.
Quello della Femme engloutie o della
Ville engloutie rappresenta il mito fon- NOTE
damentale dell’origine. Morgana, nata [1] Mircea Eliade, Miti, sogni e misteri, Rusco-
dal mare (Muir gen) è una figura mito- ni
[2] Mircea Eliade, Miti, sogni e misteri
logica legata all’oceano, come Dahut ed
[3] Max Guilmot, Iniziati e riti iniziatici
è comparabile con Morrigu, Morrigan, nell’antico Egitto, Mediterranee.
la Grande Regina, non per l’etimologia, [4] Vedi Marie Louise Von Franz, Il pappagallo
ma per la coincidenza delle funzioni. bianco,
Morgana è assente dalla tradizione gal- [5] Max Guilmot, Iniziati e riti iniziatici
lese e appare solo nel 1132 nel testo nell’antico Egitto, Mediterranee.
[6] Citazione in: Max Guilmot, Iniziati e riti ini-
latino Vita Merlini. [20] ziatici nell’antico Egitto, Mediterranee
I mostri che “vegliano sulla Femme en- [7] Max Guilmot, Iniziati e riti iniziatici
gloutie e impediscono ai curiosi di avvi- nell’antico Egitto, Mediterranee.
cinarla sono sia la materializzazione [8] Joseph Campbell, L’eroe dai mille volti,
degli interdetti sociali che di quelli ge- Guanda
[9] Joseph Campbell, L’eroe dai mille volti,
nerati dalla psicologia maschile”.[21] Guanda
La Femme engloutie “rappresenta al [10] Joseph Campbell, L’eroe dai mille volti,
contempo la Conoscenza, la Ricchezza Guanda
e la Potenza, essa non può appartenere [11] Joseph Campbell, L’eroe dai mille volti,
Guanda
a tutto il mondo: è la logica stessa delle
[12] Joseph Campbell, L’eroe dai mille volti,
società paternaliste che sono essenzial- Guanda
mente aristocratiche. E’ necessario [13] Elfi e streghe di Scozia – Arcana
pertanto sviare da lei il desiderio dei [14] Emma Restall Or, I principi del druidismo,
comuni mortali, con dei terrori, che so- Armenia
[15] Roberto Mosca – Alfonso Rubino, La tripli-
no altre forme di tabù. La trasgressio-
ce cinta, Terra Nuova Edizioni
ne dei tabù è allora un atto magico [16] Mircea Eliade, Miti, sogni e misteri, Ru-
compiuto da colui che ama, ossia che è sconi
riuscito a vincere la sua ripugnanza e [17] Mircea Eliade, Miti, sogni e misteri, Ru-
che si rassegna ad annientarsi per sconi
[18] Vedi Jean Markale, Noveau dictionaire de
guadagnare tutto. Poiché non c’è vita
Mytologie celtique
senza la morte, senza la dissoluzione, [19] Guy Trévoux, Lettere, cifre, dèi – Ecig
l’uomo nuovo, colui di cui fantasticano [20] Vedi Jean Markale La femme celte, Payot
i miti, non può nascere che dopo il suo [21] Jean Markale La femme celte, Payot
completo annientamento nel seno della [22] Jean Markale La femme celte, Payot

Sophia Arcanorm n.34 pag. 29 2° trim. 2020


Scritti classici dei Maestri dell'ermetismo e dell'esoterismo

SALMO 133
FRATELLANZA E SPIRITUALITA’
DELLA PREGHIERA TEMPLARE
di Francesco Brunelli (Nebo)
l Salmo 133 è noto come
il preferito dall’Ordine del
Tempio. Noto anche come il
Salmo della Vita Fraterna, ave-
va uno spazio assolutamente
preferenziale all’interno della pre-
ghiera del Cavaliere Templare, sia
nei numerosi momenti di pre-
ghiera che, secondo la Regola
scritta da S. Bernardo di Chia-
ravalle, scandivano ordinaria-
mente i ritmi della giornata, sia –
e particolarmente – prima della
battaglia.
“Ecce quam bonum et quam ju-
cundum abitare fratres in unum
sicut unguentum in capite, quod
descendit in barbam, in barba Aa-
ron, quod descendit in oram vesti-
menti ejus, sicut ros Hermon, quid
descendit ab monte Sion. Quo-
niam illic mandavit Dominus be-
Sophia Arcanorm n.34 pag. 30 2° trim. 2020
SALMO 133 - FRATELLANZA E SPIRITUALITA’ DELLA PREGHIERA TEMPLARE

nedictionem usque in saeculum”. Regola significava annullare ogni


Breve ed intenso, il Salmo 133 proprietà materiale, a vantaggio
recita: “Come è bello e gioioso della vita comune.
abitare, vivere da Fratelli la “Come è bello e gioioso abitare da
stessa casa”. fratelli la stessa casa” esprime
Quale il significato di questo pri- anche – sul piano psichico,
mo verso della preghiera ? dell’anima, la condivisione di
Per capire fino in fondo il signifi- valori di amore fraterno che su-
cato di questa preghiera, dobbia- peravano gli stessi confini della
mo dentro di noi, creare dappri- cristianità: dove la casa è il mon-
ma il vero Silenzio interiore, neu- do, dove Fratelli sono non solo i
tralizzando le interferenze che ci Cristiani, ma tutti coloro che pre-
derivano dalla frenesia della vita gano un Dio dell’Amore: non a
materiale. Trovata la pace interio- caso i Templari incoronarono Fe-
re, dobbiamo far risuonare in noi derico II di Svevia “Rex Mundi”
tale preghiera attraverso il nostro per la visione di una Fratellanza
respiro ed il nostro battito cardia- Universale aperta al dialogo in-
co, sentirla che avvolge tutto il terreligioso con l’Islam; visione di
nostro essere, sentirla risuonare cui l’Ordine del Tempio aveva via
nella nostra mente e nelle nostre via acquisito sempre maggiore
membra, con gioia. Allora, a poco consapevolezza, sia attraverso la
a poco, saremo in grado di aprirci possente spinta trasmutatoria
all’ascolto dei significati sempre della Preghiera, sia attraverso
più profondi di questa straordi- processi di apprendimento dei
naria preghiera, che apre il no- grandi cicli astronomici dell’Uni-
stro piccolo mondo materiale alla verso, che pongono l’Ordine del
comprensione delle divine regole Tempio su un Piano di consape-
del Cosmo. volezza che trascende addirittura
“Come è bello e gioioso abitare da l’Era Cristiana dei Pesci, per
fratelli la stessa casa” esprime – giungere ad una conoscenza uni-
sul piano materiale – la gioia del- versale ed universalista, che co-
la vita fraterna di un ordine mo- pre un arco temporale di almeno
nastico militare, nel quale erano dodicimila anni, secondo inse-
comuni il piatto dove si mangia, gnamenti molto antichi, ben noti
il mantello o la corazza – ricordia- a S. Bernardo di Chiaravalle, au-
mo infatti che il Cavaliere non e- tore della Regola Templare di 72
ra proprietario di nulla, nemme- articoli.
no delle sue vesti – e in cui, quin- “Come è bello e gioioso abitare da
di, non crescevano sentimenti di fratelli la stessa casa” esprime in-
divisione, di invidia o di ricerca di fine – sul piano spirituale –
privilegi, in quanto accettare la quell’operazione di chirurgia spi-

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SALMO 133 - FRATELLANZA E SPIRITUALITA’ DELLA PREGHIERA TEMPLARE

rituale che, in un Ordine come così: “In principio era la Parola; e


quello Templare in cui, per la pri- la Parola era presso Dio; anzi, la
ma volta si affianca al tradiziona- Parola era Dio”. Anche secondo i
le voto monastico tripartito di ob- cabalisti ebraici la Creazione è in-
bedienza, castità e carità, tipica- nanzitutto creazione del Linguag-
mente lunare, passivo, femminile, gio: Dio crea la Parola, le venti-
il voto dello “stare in armi”, tipi- due lettere dell’Alfabeto ebraico,
camente solare, attivo e maschile, archetipi, simboli dell’intero Uni-
impone di operare dentro di sé, verso: dalla combinazione delle
dentro la propria compagine spi- lettere deriva tutto il Cosmo. Così
rituale, la separazione di chi co- l’Uomo, creato ad immagine e so-
manda da chi obbedisce. miglianza di Dio, attraverso la
Tale operazione di chirurgia spiri- Parola crea la realtà ad immagine
tuale è ben simboleggiata dal Si- di Dio sulla Terra: la Preghiera è
gillum consuetum dell’Ordine, dunque lo strumento trasmuta-
che raffigura un cavallo sor- torio attraverso il quale l’Uomo
montato da due Cavalieri. Den- si fa Casa di Dio sulla Terra, si fa
tro ciascuno di noi, dunque, è ne- Tempio, e si avvicina alla com-
cessario separare un Io che co- prensione del Principio stesso
manda da un Io che obbedisce, il della Vita. La preghiera come
maschile dal femminile, affinché squarcio di Luce nella vita mate-
sia generato un Io nuovo, un riale e terrena di tutti i giorni,
Uomo risorto a nuova Luce divi- che ci illumina di una Luce supe-
na, un Uomo Casa di Dio sulla riore, e ci fa capire – in ogni mo-
Terra, in grado di comandare a sé mento della giornata: dalla recita
stesso e quindi di trasformarsi, del Mattutino al Vespro, ma so-
riprodursi in un Essere spiritua- prattutto prima della battaglia – a
le. non avere paura della morte.
Ecco come dal proprio ascolto Infine, un passo del Vangelo di
interiore, dall’Ascolto della Paro- Tommaso: “Un giorno Gesù ci
la di Dio, ognuno di noi può ma- spiegò i segreti delle stelle. Era
turare una consapevolezza supe- un mattino di primavera: dal-
riore, attraverso la Preghiera, l’alto di un colle vedevamo nella
massima espressione di libertà pianura lontana sorgere il sole, là
dell’Uomo, che attraverso la Pre- dove, all’orizzonte, ancora brilla-
ghiera acquisisce quella cono- va una luminosa costellazione.
scenza intuitiva che, a differenza “Passano le costellazioni” – disse
dell’apprendimento razionale, di- Gesù – “dopo l’Ariete, i Pesci. E
venta partecipazione diretta al poi verrà l’Acquario. Allora l’Uo-
Principio della Vita. mo capirà che i morti sono vivi
Il Vangelo di S. Giovanni inizia e che la morte non esiste”.

Sophia Arcanorm n.34 pag. 32 2° trim. 2020


LA POSTA DELLA REDAZIONE
redazione@sophia-arcanorum.it

L’ASTROLOGIA durante il periodo imperiale nell'ambi-


to dell'“Astronomica” di Manilio ed an-
NELL’ANTICO EGITTO cora in epoca medioevale.
Invio una mia ricerca sull’astrologia L'anno sacro era notevolmente più bre-
nell’antico Egitto utilizzando come fon- ve di circa sei ore al riguardo di quello
te Wikipedia. reale. Esso aveva come riferimento le
Gli antichi Egizi solevano dividere l'an- numerose inondazioni del fiume Nilo e
no in 360 gradi aventi 12 mesi di 30 ciò dava luogo a molti disaccordi cre-
giorni. Ciascuno era scisso in 3 decani scenti. Infatti le stesse stagioni come
o decadi e 30 parantellonta, ovvero, d'altronde i giorni festivi andavano ma-
delle figure per ciascun giorno. no a mano regredendo (si stima un me-
Ogni mese era collegato ad una costel- se ogni 120 anni) al punto da percorre-
lazione con annesso un segno dello zo- re tutti i mesi dell'anno. Seppure que-
diaco. Però, erano soprattutto i 36 de- sto evidente disaccordo nel calendario
cani a comandare al fato il destino di ufficiale nell'antichità egizia poteva tut-
qualsiasi cosa traslando i pianeti e, tavia essere emendato mettendo in ag-
quindi, sorvegliando la realtà subluna- giunta un giorno ogni 4 anni, i sommi
re attraverso alcuni loro emissari, me- sacerdoti si adoperarono per renderlo
glio noti come i demoni. valido fino al 26 a.C. seguendo gli ordi-
Ogni decano era rappresentato in gui- ni di Roma. Conseguentemente all'esi-
sa assai mostruosa e piuttosto grotte- guo materiale dei ritrovamenti archeo-
sca, cioè per una metà uomo e l'altra logici sul perfetto sistema astronomico
come animale fantasmagorico. non è cosa semplice per poter dare una
Secondo l'opinione di alcuni egittologi i fisionomia alle varie costellazioni ben
decani probabilmente esistevano già note al mondo moderno. Tuttavia per-
prima del III millennio a.C. e certamen- mane una uranografia piuttosto sem-
te dal II. plice e strettamente unita a tantissimi
Con la nascita della civiltà ellenica lo dei ed anche a moltitudini di riti pro-
zodiaco egizio arrivò con le sue impo- priamente di carattere religioso messi
stazioni nel panorama greco per mezzo in atto durante i loro giorni di festa. La
della trasposizione di Teucro Babilone- scarsità degli indizi di cui si dispone
se (I secolo a.C.) per poi essere ripreso
Sophia Arcanorm n.34 pag. 33 2° trim. 2020
LA POSTA DELLA REDAZIONE

oggigiorno sono praticamente estraibili nima di Osiride. La rappresentazione


dagli orologi stellari che si possono ve- classica ellenica vede disegnato nel cie-
dere riprodotti sui sarcofagi ed ancora lo il combattimento del cacciatore Orio-
dai soffitti dei templi (specialmente ne con il Toro. Secondo la raffigurazio-
quello di Hathor a Dendera). I prototipi ne egizia questo scenario era letteral-
degli orologi stellari vennero creati nel mente diverso. Per l'inciso Osiride go-
2000 a.C. aventi raffigurate 3 costella- vernava i regni del cielo e pure quello
zioni, Orione (Osiride), l'Orsa Maggiore dell'Oltretomba mentre nelle fasce che
(la zampa del Toro) il Drago (un ippo- avvolgevano le mummie indossa la co-
potamo avente un coccodrillo sulla rona bianca egizia che, per l'appunto, è
schiena) per non dire dell'astro Sirio la costellazione che attualmente attri-
rappresentato nei panni della dea So- buiamo a quella del Toro. Va da sé che
this. Circa la costellazione di Orione sotto la costellazione di Orione si rico-
veniva comunemente definita come l'a- nosce quella del trono di Osiride men-

Sophia Arcanorm n.34 pag. 34 2° trim. 2020


LA POSTA DELLA REDAZIONE

tre per altre tradizioni c'è la Corona essere più vicini alla durata dell'anno
Rossa. reale segnata dalle inondazioni del Nilo
La più nota rappresentazione di tutte si ponevano in aggiunta 5 giorni (noti
le costellazioni egizie è quella del tem- come epagomenos) al termine del quar-
pio di Hathor a Dendera avente il pro- to mese. Stando con la mitologia dell'o-
prio zodiaco di forma circolare che ri- rigine di detti 5 giorni tutto questo in-
sale a pochissimi decenni a.C. (una sieme di fattori crea un diretto contatto
fattibile data la fa risalire all'inizio dei tra il calendario e la religione. Il mitico
lavori al 54 a.C. ed il suo termine data- Thot che ebbe a vincerli giocando a da-
to 21 a.C.) mettendo in chiara evidenza ma con la Luna li donò in secondo
il segno della tradizione assiro- tempo alla sua amante Nut, moglie di
babilonese per mezzo dei greci. In que- Ra, poiché venne condannata alla non
sta rappresentazione si possono notare procreazione in nessun giorno
12 costellazioni dello zodiaco le quali dell’anno perché rea delle sue infedel-
potrebbero avere la loro fonte sia sulle tà.
rive del Tigri che dell'Eufrate. Esse so- Inutile scrivere che la scienza astrono-
no attorniate dalle costellazioni egizie e mica ha sempre avuto molta importan-
ciò appare come la mappa più attendi- za circa la determinazione sia delle fe-
bile del cielo primitivo. ste di carattere religioso che per stabi-
Per misurare il tempo gli egizi si servi- lire le ore notturne. Ed a proposito gio-
vano di orologi solari oppure quadranti carono un ruolo precipuo i sacerdoti
d'altezza i quali avevano il compito di dei templi sempre intenti ad osservare
indicare l'orario e ciò in base alla varia- il moto delle stelle, le congiunzio-
zione della lunghezza d'ombra e dove- ni planetarie, del sole ed infine della
vano rigorosamente essere rivolti con Luna.
lo gnomone in direzione del sole. I mo- Fr. Gian Luca Padovani
delli più completi avevano in dotazione
un filo a piombo per dare maggiore
precisione al controllo affinché lo stru- Bibliografia:
 Matilde Battistini, Simboli e Allegorie, Elec-
mento fosse perfettamente in piano.
ta, Milano 2002.
C'erano anche altri strumenti tipo le  Anne-Sophie Von Bomhard, Le calendrer
clessidre ad acqua che venivano riem- ègyptien -Une oeuvre d'èternitè, Periplus,
pite fino a raggiungere l'orlo al tramon- London 1999.
tare del sole. una volta che il liquido  Rolf Krauss, Sothis und Mondatten : Stu-
dien zur astronmischen und technischen
scendeva alla prima tacca scoccava la
Chronologie Altagyptens, in Hildesheimer
seconda ora. Agyptologische Beitrage n. 20 1985.
Trattando del calendario, la civiltà egi-  Erik Hornung, Rolf Krauss, David A. War-
zia ne aveva in uso uno (denominato burton, Ancient Egyptian Chronology, Brill
anche religioso), il quale sottostante Academic Publischers 2006.
all'influenza di quelli mesopotamici ri-  O. Neugebauer, R.A. Parker, Egyptian as-
tronomical text, Providence, Brown Universi-
partiva la durata dell'anno in 3 periodi
ty, 1960 - 1969.
di 4 mesi e questi in 3 decadi ciascuna  Massimiliano Franci, Astronomia egizia,
dominata da una costellazione diffe- Introduzione alle conoscenze astronomiche
rente e tutto questo per 360 giorni. Per dell’antico Egitto, Edarc, Firenze 2010.

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Sophia Arcanorm n.34 pag. 36 2° trim. 2020