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Civile Ord. Sez. 6 Num.

3743 Anno 2020


Presidente: MOCCI MAURO
Relatore: CAPOZZI RAFFAELE
Data pubblicazione: 14/02/2020

Corte di Cassazione - copia non ufficiale


ORDINAI\TZA

sul ricorso 21649-2018 proposto da:


AGENZIA DELLE ENTRATE - RISCOSSIONE ADER, C.F.
13756881002 in persona del Direttore pro tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso
l'AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta
e difende ope legis;

- ricorrente -

contro
MOLFESE FRANCESCA;

- intimata -

avverso la sentenza n. 23/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA


REGIONALE di POTENZA, depositata il 12/01/2018;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 12/11/2019 dal Consigliere Relatore Dott.
RAFFAELE CAPOZZI.

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Ric. 2018 n. 21649 sez. MT - ud. 12-11-2019


-2-
n.21649/2018 (1038)

RILEVATO
che l'Agenzia delle entrate riscossione propone ricorso per
cassazione nei confronti di una sentenza della CTR di Potenza,
di rigetto dell'appello da essa proposto avverso una sentenza
della CTP di Potenza, che aveva accolto il ricorso della

Corte di Cassazione - copia non ufficiale


contribuente MOLFESE Francesca avverso un'intimazione di
pagamento per molteplici tributi statali 1986;

CONSIDERATO
che il ricorso è affidato ad un unico motivo, con il quale la
ricorrente lamenta violazione art. 19 comma 3 del d.lgs. n. 546
del 1992, in relazione all'art. 360 comma 1 n. 3 cod. proc. civ.,
in quanto erroneamente la CTR aveva annullato un'intimazione
di pagamento per vizi propri della cartella di pagamento, sottesa
all'intimazione impugnata e regolarmente notificata, avendo
ritenuto che, alla data di notifica della cartella di pagamento, il
credito tributario era prescritto; invero la norma sopra
richiamata sanciva che ognuno degli atti autonomamente
impugnabili poteva essere impugnato solo per vizi propri e solo
la mancata notificazione di un atto autonomamente impugnabile
(nella specie della cartella di pagamento), emesso prima
dell'atto notificato (nella specie dell'intimazione di pagamento)
ne consentiva l'impugnazione unitamente a quest'ultimo;
che l'intimata non si è costituita;
che l'unico motivo di ricorso proposto dall'Agenzia delle entrate
è fondato;
che, invero, nella specie in esame, la CTR ha applicato la
prescrizione decennale al credito tributale erariale vantato
dall'Agenzia delle entrate, rilevando che era trascorso più di un
decennio dal periodo d'imposta cui si riferiva il credito (1986) e
la data di notifica delle due cartelle esattoriale, con le quali era
stato chiesto il pagamento di detto credito alla contribuente (8
giugno 2010);
che tuttavia la CTR non ha tenuto conto della circostanza che,
oggetto dell'impugnazione, è, nella specie, un'intimazione di
pagamento, notificata alla contribuente il 14 ottobre 2015, con

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la quale l'Agenzia delle entrate riscossione ha sollecitato il
pagamento delle due cartelle anzidette, pacificamente notificate
alla contribuente e dalla medesima non impugnate nei termini;
che, in tale contesto, vale il consolidato orientamento di questa
Corte di legittimità, alla stregua del quale un'intimazione di
pagamento riferita ad una cartella di pagamento notificata e non
impugnata può essere contestata solo per vizi propri e non già
per vizi suscettibili di rendere nullo od annullabile la cartella di
pagamento presupposta (cfr. Cass. n. 8704 del 2013; Cass. n.
9219 del 2018);
che pertanto, nell'ambito di detta inoppugnabilità, è ricompresa
altresì l'eccezione di prescrizione verificatasi anteriormente alla
notifica della cartella impugnata, atteso che anche detta
eccezione avrebbe potuto essere utilmente eccepita solo in sede
di impugnazione di detta cartella;
che in mancanza di detta impugnazione, la notifica delle due
cartelle è da ritenere che abbia interrotto i termini prescrizionali,
i quali sono pertanto iniziati nuovamente a decorrere dalla data
della loro notifica (8 giugno 2010) e sono stati ulteriormente
interrotti dalla data di notifica dell'intimazione di pagamento,
impugnata nella presente sede (14 ottobre 2015);
che, trattandosi di tributi erariali, è da ritenere non ancora
decorso il termine prescrizionale decennale, ai medesimi
applicabile (cfr. ex multis, Cass. n.16713 del 2016);

2
che il ricorso va pertanto accolto e, non essendo necessarie
ulteriori indagini, va rigettato il ricorso introduttivo della
contribuente, con compensazione delle spese di merito e
declaratoria di non ripetibilità di quelle del presente giudizio,
tenuto conto dell'andamento alternativo della controversia;

P.Q.M.

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la Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e,
decidendo nel merito, respinge il ricorso introduttivo della
contribuente, con compensazione delle spese di merito e
declaratoria di non ripetibilità di quelle del presente giudizio di
legittimità.
Così deciso in Roma il 12 novembre 2019.

I PRESI ENTE
dr , Mauro OCCI
i I