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Il brutto quotidiano

attraverso i secoli
di Gianpiero
Goffi Storia della bruttezza, ultima opera di Umberto Eco

U mberto Eco va controcor-


rente, e in un momento in
cui la società europea è ca-
ratterizzata da un maniacale culto
del bello, tra veline e calciatori, ecco
za (che a dire il vero è la continuazio-
ne dlla fortunata Storia della bellezza).
Eco ripercorre i concetti di bruttez-
za partendo dal mondo classico,
quando essere brutto voleva dire es-
La copertina del
libro
e in basso un
che l’intellettuale piemontese sfor- sere fuori da ogni canone sociale ‘mostro’ del ’500
na una...bellissima Storia della bruttez- (Ulisse per stroncare Tersite lo defi-
nisce «il più brutto de- nostri giorni analizzando il kitsch,
gli Achei»). Per poi pas- che caratterizza soprattutto l’icono-
sare alle epoche succes- grafia dei grandi dittatori del Nove-
sive: il Medioevo, dove cento e il camp, quella forma di arte
la bruttezza suscita sgo- che trasforma il ‘serio in frivolo’.
mento e attrazione nel- Eco comunque non cataloga, soprat-
lo stesso tempo, ma è tutto nell’arte, operando una dicoto-
considerata quasi una mia netta tra bello e brutto, ma ri-
maledizione di Dio; il chiama più volte al concetto di relati-
Rinascimento con il ri- vità, spiegando come opere d’arte
torno al concetto classi- considerate kitsch un tempo, diven-
co di bellezza; il maca- tano opera d’arte in un altro perio-
bro del ’600, fino al re- do storico, magari esposte nei musei
cupero del brutto, del- di mezzo mondo o battute dalle case
l’orrido, nel periodo ro- d’asta a prezzi milionari.
mantico, dove il paesag-
Fulvio Stumpo ■
gio soprattutto rispec-
chia stati dell’anima. ● Storia della bruttezza, di Umberto
L’autore arriva fino ai Eco, pagg. 455, Bompiani, Euro 35,00

SCAFFALE
L’ITALIA DI MUSSOLINI W.A.MOZART, UNA GUIDA
TOTALITARISMO FALLITO PER CONOSCERLO MEGLIO

L a tesi dello storico australiano


è che il fascismo non riuscì a
modificare nel profondo l’identità
Q uesto libro è una ‘guida’ che
giunge a soccorrere, dopo
tanta Mozart-mania, tutti
degli italiani, sintetizzabile nel coloro che vogliono soddisfare la
‘tirare avanti’, qualunque cosa loro voglia di approfondimento, la
accada. Il loro formale ossequio al curiosità, nate dal clamore e dalla
regime ed una generica passione. Quali libri leggere? Quali
ammirazione per Mussolini si dischi ascoltare? Quali film vedere?
intrecciarono sempre con altri Quali siti Internet cliccare? Quali
punti di riferimento: la famiglia, il luoghi visitare? Quali artisti
cattolicesimo, il localismo e la difesa dei propri interessi. contemporanei a Wolfang da approfondire? Ma è anche una
Probabilmente anche per questo la «fascistizzazione» della sorta di ‘guida meloturistica’: Salisburgo, Vienna, Praga,
società non ci fu e il disegno totalitario del duce - a differenza Augusta, Berlino, Monaco, Mannheim, Londra, Milano,
di quanto accadde in Germania - fu un sostanziale fallimento. Bologna, Verona, Napoli, tra itinerari e luoghi mozartiani.
● L’Italia di Mussolini, di Richard Bosworth, pagine 654, ● Tutti pazzi per Mozart, di Riccardo Storti, pagine 271,
edizioni Mondadori 2007, Euro 25,00. editrice Aerostella 2007, Euro 18,00.

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