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Schemi (G. Armani) Esperienza estetica formazione minori (Prof.

Roberto Diodato)

Questo vocabolo (dal verbo ebraico dārash Dimensione TEORIE DELLO SGUARDO E
estetica ESTETICHE DELLA VISIONE
"investigare", "ricercare", "studiare"), designa:
1. l'indagine esegetica dei testi sacri, quale
Nella formazione umana l’elemento estetico è componente
venne praticata dai dottori ebrei dell'epoca
Midrash educazione essenziale e irrinunciabile per l’equilibrio di personalità e
talmudica (ultimi secoli a. C., e primi cinque persona
secoli d. C.) e dai loro continuatori; 2. i risultati
di questa indagine esegetica; 3. i libri in cui tali Gli occhi e lo Teoria reale
teoria percettiva,
risultati sono esposti. sguardo autonomo

Neuroscienze→neuroni e collegamenti
Formazione estetica dell’uomo e grado di incidenza sinaptici Dall’occhio alla mente al
nell’educazione umana danno origine al sensus sistema nervoso centrale.
aestheticus, la sensibilità estetica. L’evento estetico risale a Euclide e Protagora e
è da situarsi nella pratica della condivisione vede l’occhio capace di emettere
uno speciale fascio di raggi visivi La seconda teoria Democrito ritiene che
culturale, dell’ascolto critico, della ricerca
che colpendo gli oggetti e il reale Platone media le l’occhio riceva dall’esterno (reale) una
espressivo-comunicativa provoca l’esperienza psico- due posizioni: continua gamma di immagini capaci di
sensoriale della visione raggiungerlo dopo aver penetrato la pupilla;
questa teoria conferisce al reale una dignità
a sé stante
Estetica, def: Dal gr. αἴσϑησις «sensazione», Newton (1730)→ coglie l’elemento
«percezione», «capacità di sentire», «sensibilità». spaziale della visione, introduce la
Ciò che tale termine innanzitutto indica è quel l’esistenza di una luce intima che origina i raggi visivi
visione tridimensionale attraverso l’occhio, ma sostiene che gli oggetti
particolare tipo di esperienza che ci capita di fare posseggono un sistema proprio
quando giudichiamo ‘bello’ qualcosa, per es.,
un’opera d’arte, ma anche un oggetto, un individuo,
un paesaggio naturale. Cartesio, 1640→importanza al cervello
(unicità e centralità), ai due emisferi, vista
Arabi e greci considerano il CRISTALLINO come il
come sistema meccanico, l’uomo è il centro dell’occhio→ è spirito visivo del soggetto e
meccanismo sede delle immagini del mondo, cariche di luce.

{Filosofia, def: La filosofia (in greco


antico: φιλοσοφία, philosophίa, Leonardo da Vinci (1470/80)→ il nervo ottico non è cavo ma ricco di Il medioevo si alimenta di cultura greca, araba ed
composto di φιλεῖν (phileίn), infiniti canali. L’occhio è una camera oscura ebraica→ estetica della luce e del colore, il colore
"amare", e σοφία (sophίa), Scheiner, inizio 600→analisi anatomica dell’occhio, la retina è il vero avvicina l’uomo al sacro e alla metafisica
"sapienza", ossia "amore per la recettore visivo, tramonta l’immagine di occhio=lente, inizia il periodo spiritualità (vetrata nella cattedrale gotica=lente
sapienza") │ un campo di studi che dello Spirito Visivo. La visione non ha un’anima ma ha una sua mistica). Il Divino è racchiuso nei cromatismi della
si pone domande e riflette sul natura. Con la prospettiva l’occhio diviene organo capace di luce e nei sistemi geometrici, che originano simboli
mondo e sull'uomo, indaga sul ricevere immagini luminose, incapace di emettere raggi, è attraverso i quali il mondo si collega con lo Spirito
senso dell'essere e dell'esistenza cannocchiale che aiuta l’immagine dell’oggetto a convergere sulla retina
umana, come su uno specchio→ l’occhio è
Tommaso→ i raggi visivi provengono dall’interno
• specchio del mondo
dell’uomo, guardando il bello l’occhio rapisce ciò che
• finestra dell’anima trasfigura l’immagine di Dio
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Sguardo come→strumento per Letteratura sacra, cristiana /


Barthes (lo sguardo è escluso dall’immagine parlare un linguaggio nascosto e ebraica→ forza dello sguardo,
ma le appartiene penetrandola), silenzioso, per indagare simbolicità della visione,
Lo sguardo
Hesse (lo sguardo coglie porzioni di infinito) funzione della luce
letterario Dostoevskij (l’attimo infinito dello sguardo)
Sguardo dei bambini→si colgono e si
Wilde (lo sguardo coglie il sogno)
rammentano i luoghi dell’infanzia Letteratura yiddish→gli occhi
(Goethe, Tolstoj, Rousseau, Proust, rappresentano stati d’animo,
Calvino, Lezione Americane→Visibility: rischiamo di perdere una facoltà umana fondamentale, ossia la
Marquez) ma i bambini ricercano lo sentimenti, avventure della mente che
capacità di vedere a occhi chiusi, di pensare per immagini. un tempo la memoria visiva attingeva alle
sguardo degli altri, per essere si esprimono con ironia, senso del
esperienze personali, oggi invece vengono assorbite un sacco di immagini dei media; è con i media che
tragico, ineluttabilità del destino (W.
vengono confusi i confini dell’esperienza diretta Assorbiamo immagini per procura dai media, inquinando rassicurati, per sentirsi importanti,
Allen “non c’è dubbio che ci sia un
cos la nostra immaginazione, che altro non è che la capacità, tutta umana, di creare col pensiero le per esprimere il loro egocentrismo. modo invisibile, il problema è quanto
immagini.
dista dal centro storico e qual è l’orario
di chiusura).
Scuola di Costanza→teoria estetica della ricezione, similitudine tra ombre proiettate sullo
attenzione posta sul fruitore, destinatario o lettore. Modi della sfondo e la condizione dell’uomo
ricezione→complementarietà testo lettore→possibili incapace, come uno schiavo incantato
interpretazioni (v. Eco, cooperazione autore/lettore in lector in Musica→favorisce di avvicinarsi alla vita rischiarata dal Platone
fabula). L’oggetto chiede al lettore un riempimento di la produttività immaginativa sole e alla conoscenza illuminata con
significato il bene
R.Barthes→ Sguardo: è il riconoscimento che fonda il segno. La
scienza interpreta lo sguardo in tre modi 1) informazione - lo sguardo Prima teoria dell’immagine→Platone, mito della
insegna- 2) relazione – gli sguardi si scambiano- 3)possesso – con lo Problema del riconoscimento, caverna (La caverna│ il mondo, le ombre sono ciò che
sguardo tocco, raggiungo, sono colto-. Sono 3 le funzioni: 1) ottica 2) Gombrich→il riconoscimento avviene noi, prigionieri, percepiamo con i sensi; ben diverso è il
linguistica 3) aptica. Lo sguardo produce sinestesie, tutti i sensi
attraverso uno o più codici, l’occhio e lo mondo delle Idee, ciò che è fuori della caverna, che è
possono guardare, così come lo sguardo può sentire, toccare. lo
sguardo può dire tutto, ma non è ripetibile testualmente. Allora se lo sguardo di ogni uomo vedono ciò che percepibile solo da chi, dopo un faticoso cammino di
sguardo non è un segno, che cos’è? Il mistero dello sguardo non si l’uomo è in grado fisiologicamente e ricerca e di lavoro su se stesso, riesce ad accendere
risolve nella neutralità. Uno sguardo non può essere mai del tutto culturalmente di vedere nel proprio intelletto la scintilla dell'intuizione. La vera
univoco. Esso usufruisce di un alone semantico di un “eccesso”, di un conoscenza, irraggiungibile è il bene illuminato dal
traboccamento sole).
Merleau-Ponty (1960)→per vedere il possibile occorre che lo Arnheim→ percezione visiva deriva da un
sguardo impari a interpretare ciò che vi è di immaginario comportamento eminentemente attivo.
l’immagine contiene, così come fa il pittore quando dipinge. La Teorie dell’immagine, elementi→ mondo, anima, segni
L’esplorazione, la semplificazione,
visione indaga, interpreta, è una presa sul “possibile”. Lo sguardo Sguardo→scruta il futuro, esplora sempre qualcosa di
non varrebbe nulla senza →pensiero+spirito. Lo sguardo è l’unicità
l’astrazione, l’analisi e la sintesi sono modalità assente
di un soggetto+l’irripetibilità di un momento+l’irriducibilità di uno per conoscere un mondo in continuo
spazio. Non esiste visione senza pensiero, la visione è sguardo mutamento. Vedendo inquadriamo il mondo a
connesso allo spirito e al corpo insito nello spazio osservato. nostro uso e consumo, costruiamo gerarchie e
Interpretazione è sinonimo di →creazione: ogni creazione muta, Huxley → quando vediamo mente+occhi+sistema
interessi, vedendo mutiamo anche noi stessi.
altera, esalta ricrea tutte le altre. La visione si fonde con nervoso formano un tutto unico (in condizioni favorevoli
l’interpretazione. Per vedere il visibile è necessario che lo sguardo e rilassati vediamo bene, sotto tensione la vista è meno
impari a interpretare ciò che di immaginario l’immagine contiene. nitida). Lo sguardo analitico→indaga i particolari
Quindi l’essere deve essere disporsi a penetrale le provincie della Fritz Saxl→forza delle immagini. dell’oggetto (rapide occhiate per ricordare). Le
visione, senza sottrarsi a venire attraversato dall’intero universo
che la visione dischiude al suo sguardo
L’angelo, immagine che supera la parola immagini memorizzate aiutano a provocare
l’immaginario, l’arte possiede una forza evocatrice
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a) l’immagine nella mente: l’imm. Mentale è una


rappresentazione oggettiva stereotipata, è l’esito di
un’attività immaginativa, operazione psichica e
cognitiva

b) Immagine soggettiva: o eidetica, è immagine


percettiva del tutto soggettiva che l’individuo
(immagine eidetica eidetico – Hegel: oggetti ideali della mente)
rappresenta in assenza dell’oggetto a cui fa
riferimento

c) l’immagine creata: immagine poietica, generata


dalla creatività di chi la produce o interpreta
poiesi=produttività/creatività

d) affettività dell’immagine: arte e sogno (coinema


Lo sguardo richiamano una struttura affettiva. L’immagine
e le sue immagini coinemica è prodotto di un’esperienza estetica e di
un’esp. affettiva

Vedendo l’occhio e) immagine fantastica: quella del dormiveglia queste immagini sono dette ipnagogiche esse sono
coglie specifiche (ipnagogica), ricca di cromatismi, velocissime si fantastiche e difficili da individuare e memorizzare.
porzioni di reale susseguono, impossibili da memorizzare.
trasformandole in Lo sguardo allo specchio
immagini. Le f) immagine al buio: quando comprimiamo i bulbi
tipologie di appaiono immagini geometriche, fosfeni che, Catottrica→studia le superfici riflettenti Specchio: è illusione di realtà, non dice la
immagini sono caleidoscopiche. verità ma solo una verità possibile. Ora protegge, ora smaschera (è inganno e falsità,
tantissime. sacro e profano).
L’immagine al di
g) il ricordo dell’immagine: postume, hanno una
là dello sguardo Oltre a quelle elencate sopra, ci sono tante altre tipologie di immagini. Una tipologia
traccia nella mente (positive/negative in base ai
che lo coglie, di immagine di cui dobbiamo prendere nota è quella riflessiva dello specchio. Le arti
colori inalterati o ribaltati)
evidenzia visive si sono ripetutamente servite degli specchi. ESEMPIO: Oscar Wilde – chiede a
molteplici tipologie h) immagine che non si vede: subliminale, ha una
un ritratto di diventare lo specchio in cui si riflette l’immagine corrotta della
di immagini coscienza di Dorian Gray. L’immagine dello specchio è una deformazione bugiarda
traccia intrapsichica della realtà; l’immagine si riflette ma trasfigura: rivela ciò che altrimenti sarebbe
invisibile e duplica il visibile. L’inganno che può dare la figura riflessa dipende da una
i) Immagine virtuale: sempre tridimensionale mia ingenuità. Umberto Eco dice che lo specchio è un’illusione di realtà. Quando ci
riflettiamo allo specchio non pensiamo mai che il nostro io riflesso sia un ’illusione,
ma lo riteniamo una realtà. Lo specchio non dice la verità, ma di certo una verità. Ciò
l) intimità dell’immagine: sono icone poetiche, che fa di una immagine un’immagine allo specchio è il suo riflesso. Lo sguardo che si
intime, come quelle delle persone amate proietta allo specchio è imprigionato nelle regole dell’apparenza. Lo sguardo allo
specchio→deformazione bugiarda della realtà, riflette ma trasfigura, rivela ciò che
non potremmo altrimenti vedere (immagine di noi), duplica il visibile
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Leonardo, De Pictura→luci e ombre falsano i colori, porre uno


specchio tra l’oggetto vero e la sua riproduzione ci svela la correttezza
dei colori adoperati. Occhio, specchio, colore luce visione sono per L.
gli architravi dell’arte
Newton: i colori non sono nell’acqua, né in alcun altro
corpo oggetto; essi sono solo il contenuto invisibile di
Newton, Nuova teoria sulla luce e i colori (1670)→Il bianco è il colore quella luce che il sistema prismatico rinfrange e palesa.
della luce, i colori ne sono le qualità
Goethe: per lui l’occhio non vede nessuna forma
poiché per esso solo il chiaro, lo scuro e il colore,
Goethe (1800)→la luce, originariamente bianca, ha bisogno di un insieme compongono ciò che distingue un oggetto da
sistema di combinazioni tra luci,ombre, chiari, scuri per originare un altro. Secondo lui ogni colore provoca un particolare
colore. Solo chiaro, scuro e colore insieme compongono ciò che stato d’animo. Possiamo quindi dire che c’è anche una
psicologia del colore che si affianca alla teoria
distingue un oggetto da un altro e che l’occhio può così riconoscere. cromatica delle immagini e all’ottica in senso proprio
Ogni colore provoca uno stato d’animo (psicologia del colore).
Il linguaggio raggiunge il colore, se lo interpreto
Wittgestein, Osservazioni sui colori (1950)→ i colori sono infiniti, non con il linguaggio fuggo dal mondo fenomenico per
Colori, luci, mondi esiste il concetto di colore PURO (soggetti che vedono, solo in parte, in entrare nel mondo linguistico
modo alterato, non vedono i colori).

Colore: dato da tinta,


saturazione, luminosità. Opposto allo sguardo della moda è lo sguardo non
Esistono 200 varietà intenzionato dell’infanzia che fa cogliere la “pietà
cromatiche, ciascuna tinta famigliare” cioè il rapporto con un padre e una madre,
possiede 20 livelli di le amicizie d’infanzia, gli effetti più sinceri, le relazioni
saturazione, 500 livelli di che segneranno per tutta la vita, poiché non
luminosità. La visione appartengono al passato ma restano per sempre Varie conclusioni:
cromatica gode di 2 presenti. Il colore è uno tra i primi elementi di • il mondo del colore presuppone
milioni di discriminazione per lo sguardo del bambino. sempre un mondo di luce
gradazioni (500 livelli di
• la conoscenza del mondo, dei
luminosità x 20 livelli di
Nelle differenze cromatiche si racchiudono i significati e colori, della luce, dell’uomo che li
saturazione). La visione dei
i segni utili del riconoscimento. La percezione visiva vede passa attraverso una natura
colori è un sofisticato
viene per mezzo della percezione dei colori. La simbolica, una rappresentazione di
neuronale, che a partire
dalla retina è in grado di percezione dei colori è il risultato di un insieme di simboli.
moltiplicare tonalità. sensazioni diverse: la tinta, la saturazione, la
luminosità. Dal punto di vista culturale il ruolo dei colori
e la loro interpretazione travalicano l’aspetto
morfologico e funzionale per inscriversi entro la storia e
la teoria dell’occhio
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▲ Il pensiero creativo costituisce mondi, possiede propri linguaggi Il


fantastico si alimenta dal desiderio di varcare i limiti che circoscrivono l’esistenza
Sguardo e umana, combinato con l’angoscia di penetrare in un universo ove il gioco delle Geometria dei frattali=linee spezzate, elementi
creatività pulsioni non incontra gli stessi ostacoli ne gli stessi controlli della vita reale. minimali, casuali, accidentali

Autopoiesi= creazione autonoma, autocostruzione, il sistema neuronale visivo è ▲Punto di catastrofe→ quando si guarda
chiuso e autonomo, indipendente dall’ambiente esterno, crea in se stesso la un’immagine la si dota di prevedibilità. Il punto di
visione con continui aggiustamenti, è attività endogena (Maturana, studio delle rottura tra prevedibile e non prevedibile è il punto di
rane). catastrofe (René Thom, 1976). Le scale di Escher sono
intrise di luoghi di catastrofe. Compito della formazione
estetica è far sì che il soggetto possa vedere cogliere e
interpretare il punto di catastrofe attorno al quale
una buona teoria dello sguardo vive grazie all’equilibrio tra ricezione e
l’immagine gravita e si rivela.
generazione a cui non è estranea la dimensione creativa. L’ingrediente creativo è
il vero motore dell’interpretazione. Il paradigma della creatività, intriso di
cognitività+emotività, sorregge la pratica dello sguardo.
Hegel → l’intelligenza è immaginazione
produttiva. Nella fantasia l’intelligenza
esplode come soggettività concreta, quindi la
▲Vedere l’invisibile (l’ottica fantastica)→ciò che conta nella visione è FANTASIA È RAGIONE. L’immaginazione è
l’immaginazione, il fantastico varca i limiti e le barriere del reale dando sfogo agli l’attività umana in cui l’intelligenza fa venir
Vedere
impulsi. L’immaginazione indaga l’infinitamente piccolo così come è in grado di fuori le immagini attingendo all’interiorità
l’invisibile
sormontare ostacoli invalicabili. L’uomo ha da sempre l’esigenza di vedere dell’io. Esiste, parimenti, un immaginario
l’invisibile e guardare sempre più lontano (Leopardi, siepe) collettivo dove un patrimonio di fantasie e
immagini riposa sulla storia dell’umanità e dei
miti.
Immaginario
immaginazione ▲Immaginario-immaginazione→invenzione e illusione provocano
l’immaginario, il fantasmatico è la sua trama inconscia. L’atto di immaginazione è
un atto magico (Sartre). L’immaginazione vive dell’irrealtà di una immagine

▲Visione e interpretazione: accettare l’idea che la vista sia soltanto ▲Visione e interpretazione →
un senso e la visione una modalità sensoriale appare limitativo. Una l’interpretazione dell’immagine attraverso lo
complessa attività dello sguardo è quella dell’interpretazione. sguardo vede entrare in gioco il sistema di
L’interpretazione dell’immagine attraverso lo sguardo vede entrare in gioco significazione, costituito da spiegazioni
un sistema di significazione sofisticato, in grado di rilevare e dare senso per simboliche. I significati possono essere
mezzo di descrizioni simboliche all’universo testuale osservato nascosti, celati.
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U. Eco→ ogni atto linguistico


▲Iconismo e ricerca appartiene all’universo della
L’EDUCAZIONE VISIVA. ICONISMO E IMMAGINE comunicazione e ciascun atto
semiotica
comunicativo si esprime
L’iconismo. è stato ricondotto nell’ambito
attraverso un suo linguaggio
della semiotica per merito di Eco. Eco
pone in guardia dal credere che i (iconico, verbale, sonoro,
Eco, il Trattato→ emerge la nozione di
linguaggi si esauriscano nella gestuale..). Il linguaggio si
testo, anziché di segni iconici si ragiona in
performance verbale. Al contrario, ogni fonda su un codice, che è un
termini di TESTI ESTETICI. Questi
atto linguistico appartiene al più ampio sistema di regole.
posseggono un’apertura semantica,
universo della comunicazione e ciascun
atto comunicativo si esprime entro uno ammettono una polivalenza pragmatica,
sono esempio d’invenzione.
specifico linguaggio. La semiotica iconica
Semiotica iconica
affronta il problema dell’immagine
assumendola come evento da
interpretare. L’immagine è dunque quella Semiotica iconica→l’immagine è evento da
parte della conoscenza reperibile interpretare a partire da un codice, ossia un sistema di
anzitutto all’interno della cultura visiva. significazione. L’immagine appartiene alla cultura
visiva, viene indagata attraverso la teoria /pratica
L’immagine indica il proprio oggetto ma
iconologica. Eco fonda la semiotica iconica sul
se ne allontana. Tutto viene a incentrarsi
principio di ARBITRARIETA’ e su quello di
sull’interpretazione. I significati rendono
INTERPRETATIVITA’ facendo perno sulla triade
complesso il reale e le sue icone. Il gioco
degli interpretanti è parte della
conoscenza e questa è interpretazione.
L’immagine

I codici sono: L’immagine può essere letta in quanto L’educazione visiva si fonda
• iconici, percettivi, grafico-visivi, iconografici, iconologici ma testo o in quanto sistema di segni. Il sull’immagine. Quest’ultima è
anche retorici, linguistici, etici, ideologici…. segno è al centro dell’universo definibile per il fatto che non è né
dell’immagine. L’interpretazione di un simile né analoga all’oggetto che
• il reale è una cosa, la sua immagine un’altra
testo così ambiguo come quello rappresenta. Ma che cos’è
• il segno iconico dipende da uno schema mentale e dalla dell’immagine fa sì che i sistemi
cultura l’immagine? L’ambiguità
generativi e ricettivi non siano
• ogni immagine è una forma di astrazione, quindi arbitraria dell’immagine risiede nel suo
intrappolabili dentro un’unica
• l’immagine è un testo perciò bisogna prevedere percorsi di grammatica, ma vivano dentro molti
modo di mostrarsi ora suddivisa
lettura che non lo snaturino ma lo campi grammaticali→ diversi codici, ora unitaria
arricchiscano, lasciando all’interpretazione visiva la facoltà diversi sistemi di significazione. I
della ricostruzione. codici iconici sono definiti DEBOLI.
• la lettura iconica coinvolge il lettore nella sua globalità, (il viso nel suo insieme, il viso
coinvolgendo interpretazione e cultura. nelle sue peculiarità).
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▲L’immagine e le
Pedagogia immagine
sue aperture
Caprettini→ delle immagini si
ha una lettura che è tanto una
Pedagogia dell’immagine→ si fonda visione d’insieme quanto una
su un rapporto interdisciplinare tra sequenza di colpi d’occhio,
estetica, semiotica ed ermeneutica. Eco, Opera Aperta (1962)→ quanto un percorso a dettagli
L’immagine è da considerarsi come ambiguità fondamentale del marcati. La loro ambiguità
opera aperta, lo sguardo è strumento messaggio artistico, l’opera è un testo oscilla tra evidenza e finzione,
di produzione iconica, occorre continuamente reinterpretabile opacità e trasparenza, tra
predisporre grammatiche attraverso una semiosi infinita, in un certo e possibile.
dell’immagine e dell’immaginario. gioco di cooperazione tra autore e
lettore (Eco, Lector in fabula, 79).

▲Sguardo (ancora) iconico→ l’immagine ha


Pedagogia immagine con adolescenti. La sintesi fra pensiero creativo e pensiero inventivo una polivalenza di significanti, che si colgono
produce nell’adolescente sentimenti e uso. della ragione. L’educazione estetica deve tenere in con “n” sensi. Impone un’operazione di
considerazione il principio della realtà e il principio del piacere, che sono i due piani dell’inventiva. investitura di senso. Lo sguardo è iconico
All’educazione si domanda di saper conservare il mistero e il fascino del significato affidato al gioco poiché ricostruisce, in ottica soggettiva ma in
dell’interpretazione. → logica della scoperta,pedagogia e semiotica insieme. Martin→l’immagine è ambito oggettivo, il testo.
messaggera di equivoci e ambiguità e l’impianto semiotico è a disposizione dell’insegnante affinch←
l’alunno possa comprendere in modo consapevole i meccanismi della ricezione/generazione testuale. Per
esempio la semiotica dell’immagine pubblicitaria è uno strumento didattico efficace. Obiettivo del progetto Educazione allo sguardo
didattico→ è la costruzione del senso, la didattica si trasforma in strategia. Martin parla di pedagogia della
ricerca.

Invenzione+fantasia+finzione→ L’educazione allo sguardo impone


Esistono due tipi di pubblico: ridistribuiscono i significati una Pedagogia dell’immagine fondata
• adulto→ascolta, legge vede in dell’immagine, che è luogo dell’ ▲grammatiche su confluenze semioticopedagogiche
silenzio, senza toccare, rispettando immaginario che si presta a dell’immaginario ed ermeneutiche (ermeneutica=
l’oggetto e la scena: è spettatore ▲Invenzione inedite e potenti apertura, per attivit¢ interpretativa dei testi).
silenzioso. L’informazione è ottenuta. iconica inoltrarsi in nuovi mondi
• infantile→partecipa a un gioco, si possibili
intromette, tocca, disturba, manipola. servendosi di logiche
L’informazione è prodotta. fantastiche, accostando
immagine e pensiero Mentalità
immaginifica→intelligenza abile
a creare immagini , aperta alla
fabulazione
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Educazione estetica→formazione GUSTO→è la capacità di cogliere,
del GUSTO, attitudine a percepire e apprezzare la bellezza e sentirsene
produrre valori che hanno fondamento soddisfatti. Viene filosoficamente correlato
nell’organicità di una forma la quale con quello di sentimento del piacere: i due
EDUCAZIONE ESTETICA
attinge dalla sensibilità, concetti infatti sono visti
STRATEGIE TESTUALI La forma estetica trova
dall’immaginazione e dall’intelligenza come collegati alla soggettività considerata, espressione non soltanto
una propria e autonoma struttura, un nel suo aspetto di inclinazioni, passioni e nel mondo letterario ed
proprio corpo e un suo specifico simpatie, come autonoma rispetto alla pura artistico, ma anche nei
significato. razionalità. settori più svariati
dell’esperienza e
Formazione del
dell’attività umana
gusto→accordo tra Kant, Critica del giudizio: “[Il gusto è] la facoltà di
formazione (pedagogia) e giudicare su ciò che rende universalmente comunicabile, Kant
‘700, gusto→facoltà formatività (estetica), quali senza la mediazione di un concetto, il sentimento suscitato Burke
umana capace di presupposti teorici. da una data rappresentazione. - Il gusto quindi si basa
giudicare un sentimento sulla possibilità dell'accordo universale con altri soggetti
(«universalmente comunicabile») e non è legato all'oggetto Burke rilevava come «la
stesso ma a quella attività estetica che è una sfera
causa di un gusto errato è
autonoma del nostro modo di sentire. “ Il giudizio di gusto un difetto di giudizio»
determina il suo oggetto, per ciò che riguarda il piacere (in riportando cosÌ alla
quanto bellezza), pretendendo il consenso d'ognuno, razionalità, piuttosto che al
come se il piacere fosse oggettivo. Dire che questo fiore │ sentimento, la nozione di
bello vale quanto esprimere la propria pretesa al piacere di gusto
ognuno. Perché il giudizio di gusto consiste proprio nel
chiamar bella una cosa soltanto per la sua proprietà di
accordarsi col nostro modo di percepirla.”)
Schemi (G. Armani) Esperienza estetica formazione minori (Prof. Roberto Diodato)

EDUCAZIONE ESTETICA
STRATEGIE TESTUALI

‘700, gusto→facoltà
umana capace di
giudicare un sentimento

Schiller, Lettere sull’educazione estetica dell’uomo, 1793→


richiama Kant e Rousseau, sostiene che si debba ricercare un
codice per il mondo estetico, in un mondo dove l’utile sposta
l’attenzione dalla bellezza al denaro (Weimar). Alla libertà,
morale, si giunge solo attraverso la bellezza. L’educazione al
sentimento è bisogno sempre più urgente, è nell’interiorità dello
spirito che l’uomo va costruendosi. Là traggono fondamento il
gusto, il senso della bellezza, la chiarezza dell’intelletto, il vigore
della libertà, i sentimenti. La bellezza è condizione necessaria
all’umanità. La legge morale interagisce con la ragione e questa
si coniuga al sentimento attraverso la bellezza. L’elemento
estetico conduce l’uomo alla libertà della ragione, della morale e
della politica (ragione, morale e bellezza vanno riunificate). La
bellezza, garante della moralità, È espressione di armonia tra Kant→sublime ≠bello: entrambe provocano
legge e natura. commozione nell’animo, ma in modo differente:
sublime = piacere misto terrore, bello = ▲ L’uomo estetico
sensazioni liete. L’uomo deve possedere un
sentimento del sublime per godere il
sentimento del bello. A teoria e pratica si
Gadamer→comprendere ciò che accosta, per la prima volta, la vita sentimentale, estetica→ conoscenza sensibile
dice l’opera d’arte è saper entrare in che à soggettività pura, fatta di passioni,
comunicazione con noi desideri, senso del gusto. Il giudizio del
sentimento fonda il giudizio estetico, che non
stessi Baumgarten→individua i principi
determina il fenomeno ma lo riflette.
Contemplando la bellezza l’uomo giunge alla fondamentali dell’estetica moderna: l’arte e la
libertà. bellezza ritrovano in esse stesse il loro scopo e la
loro meta, l’arte ha un fondamento umanistico, il
sentimento del bello e del sublime.
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2.2 FORMAZIONE ESTETICA Corrado Ricci, L’arte dei bambini, 1887 (storico d’arte)→ l’arte
come arte è sconosciuta ai bambini. Il bamb. Non rappresenta mai ciò
E STORIA DELL’EDUCAZIONE
che vede, bens↓ quello che sa e ricorda, non ciò che egli conosce ma
2 quesiti: • quando un uomo è davvero un artista? • quando un testo ciò che lo colpisce, lo interessa e lo coinvolge: ciò che più desidera.
raggiunge quel grado di anomala diversità che lo rende un’opera d’arte? L’attenzione dei bambini è sempre rivolta al dettaglio, ai particolari,
all’impressione momentanea.
Giuseppe Lombardo Radice, pedagogista (Catania)→
M. Montessori, 1918→ attacca il disegno spontaneo, lo
Non bisogna abbandonare al caso o al capriccio il disegno, pur
spontaneismo di marca idealista, lo sperimentalismo. E’ a
non violando spontaneità e inventività dei fanciulli. Occorre
saper usare un piano di lavoro meditato, in rapporto Cesare Brandi→ il favore di un tecnicismo che aiuti il bamb. A comporre delle
disegno infantile non è figure geometriche per quindi riempirle tenendo il lapis in
all’insegnamento. Occorre dare assoluta prevalenza
immagine ma segno, non modo corretto. Ai bambini bisogna dare strumenti tecnici e
all’osservazione della natura, poiché il disegno susciti curiosità e
è pittura ma scrittura. istruzioni per il loro uso. Occorre conoscere prima i mezza
meraviglia verso essa. Il bambino va ricondotto all’ambiente, così
Non è icona, ma segno. per poi, dopo, usarli per esprimersi. Abilità tecniche e
l’insegnamento diviene ricerca. Compito della scuola è rispettare
meccanicismi sono subordinate a un esercizio assai poco
ogni spontanea espressione, senza pretendere troppa precisione
creativo.
o incoraggiare correzioni/rifacimenti. Il maestro pu￲ correggere il
disegno con la parola. Il disegno avviva l’insegnamento di tutte le
materie. Anche i bambini sentono la bellezza, quando guardano
con ammirazione, cantano insieme, sentono leggere poesie.
Comenio, Didactica Magna→ per l’insegnamento delle arti occorrono: 1) un modello 2)
J.Dewey, Art as Experience, 1934→ costruisce una nuova estetica, l’arte come la materia 3) gli strumenti. Esempio, pratica, regole e precetti
esperienza. L’arte si nasconde nell’equilibrio tra la vitalità del soggetto e il
compimento dell’attività esperienziale. L’elemento estetico è insito nel godimento di Gianbattista Vico, La scienza Nuova, 1744→ recupero della cultura umanistica: poesia,
una percezione ricettiva, è estetica della ricezione, ma anche estetica dell’ambiente. Il arte e storia portano a galla sentimenti, fantasia, ingegno e intuizione. Vico ha una concezione
prodotto intellettuale, l’invenzione, il risultato del pensiero fantastico sono esperienze della cultura in cui poesia, arte fantasia sono il vero parlare dell’uomo, è un parlare fantastico.
estetiche nonché opere d’arte. Persino l’amicizia è esperienza estetica, secondo D.. L’arte è chiarificatrice.
L’esperienza estetica è immaginazione cosciente, che si verifica nell’essenziale, in un
“assorbimento”. La forma estetica è permeata di creatività, non di tecnicismo. J.J Rousseau, L’Emilio, 1762→ si accorge del bambino, l’educazione parte dalla nascita.
Nel suo progetto pedagogico l’infanzia viene rispettata in tutta la sua spontaneità e libertà. Il
bambino deve poter costruire la sua cultura, al riparo da ogni condizionamento sociale:
Soggetto, natura, esperienza→pedagogia attivista. Nella costruzione della natura, campagna, ambienti incontaminati diventano luoghi di sviluppo personale e crescita
conoscenza il ruolo attribuito all’azione, all’esperienza e alla relazione con la natura si fa naturale. Anche la creatività matura in modo naturale. La crescita del fanciullo non è
fondamentale, il soggetto cresce entro una dimensione vitalistica. L’esperienza si traduce preparazione al futuro ma sviluppo relativo all’età che sta vivendo. L’interesse non va mai
in creatività e in essa si realizza la conoscenza. imposto, l’apprendimento deve essere attivo e la soggettività rispettata. L’educazione
all’ambiente naturale, vegetale, animale con i suoi rumori, odori, colori, si confonde con
l’educazione estetica.
J.Bruner, 1960→ revisione dei concetti di formazione, conoscenza e apprendimento. La disciplina ha una sua logica interna H. Pestalozzi, 1825→ il bambino deve acquisire
mentre l’apprendimento svilupperà le strutture conoscitive proprie della mente del soggetto. Conoscenze e conoscenza sono inventiva, pazienza e costanza che raggiunge grazie ad
fini e mezzi, al contempo. Ogni struttura conoscitiva si caratterizza per 1) il modo in cui viene presentata 2) la sua economia 3) un’attività libera, lasciata interamente nelle sue mani.
la sua efficacia. Qui è racchiuso il passaggio tra attivismo e cognitivismo, nel concetto di evoluzione delle strutture cognitive. L’arte si collega alla formazione spirituale, morale e
La funzione immaginativa consente di creare mondi possibili, è tale funzione che presiede all’invenzione, all’arte, intellettuale (mente, mano, cuore). Spirito e vita sono
all’educazione di entrambe nel soggetto che cresce. L’alunno è agente di conoscenza e destinatario della trasmissione di intime essenze della facoltà artistica, del linguaggio e del
conoscenza, secondo un principio di negoziazione. Negoziare può essere un sinonimo di interpretare. pensiero.
Schemi (G. Armani) Esperienza estetica formazione minori (Prof. Roberto Diodato)
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