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Università degli Studi di Udine

Corso di Laurea Magistrale in Scienza dello Sport

Fisiologia degli Sport Aerobici

Stefano Lazzer
mail: stefano.lazzer@uniud.it
Programma del corso
- Metabolismo energetico
- Fattori determinanti le prestazioni di endurance
- Effetti dell’allenamento sulle prestazioni di endurance
- Misura dei principali parametri utilizzabili per la programmazione
dell’allenamento di endurance
- Programmazione dell’allenamento di endurance

Libri consigliati
• Fisiologia applicata allo sport - W. D. McArdle, F. Katch e V. L. Katch -
Casa editrice Ambrosiana
• Fisiologia dell’uomo – P.E. di Prampero e A. Veicsteinas – Edi Ermes
• La locomozione umana su terra, in acqua, in aria: fatti e teorie (seconda
edizione) – P.E. di Prampero – Edi Ermes

Lazzer S.
Schema dell’energetica della contrazione muscolare

• ATP limitato (5-6 mmol per kg di muscolo fresco)


ATP + H2O  ADP + Pi
• Poche contrazioni

(Cr: creatina libera; PC: fosfocreatina; Pi: fosfato inorganico; ΔG: energia; w: lavoro;
h: calore)

Lazzer S.
Schema dell’energetica della contrazione muscolare

• PC limitata (20-30 mmol per kg di muscolo fresco)


ATP + Creatina
PC + ADP  • Sufficiente a consentire la risintesi dell’ATP fino
all’intervento degli altri processi biochimici

Lazzer S.
Schema dell’energetica della contrazione muscolare

Gruppo 3: Gruppo 2: Gruppo 1:


Utilizzate indirettamente e Utilizzate indirettamente Utilizzate direttamente
con la presenza di O2

• PC limitata (20-30 mmol per kg di muscolo fresco)


ATP + Creatina
PC + ADP  • Sufficiente a consentire la risintesi dell’ATP fino
all’intervento degli altri processi biochimici

Lazzer S.
Schema dell’energetica della contrazione muscolare

… processi piuttosto lenti rispetto all’utilizzazione dell’ATP…

Lazzer S.
Schema dell’energetica della contrazione muscolare

Massima potenza
(W/ kg)
80
Anaerobico alattacido

60

40 Anaerobico lattacido
Aerobico

20

0
0 100 200 300
Lazzer S.
Tempo (s)
Fonti energetiche anaerobiche alattacide

Lazzer S.
Fonti energetiche anaerobiche alattacide

X X
E’  ATP’ = ATP’ = c V’O2max + bLa’ + PCr’

E’  ATP’ = PCr’ (< 6 sec)

Lazzer S.
Fonti energetiche anaerobiche alattacide

𝑃𝐶𝑟′
Potenza meccanica = w’ = ƞ E’ = ƞ = ƞ Al’
𝑐

Al’: potenza alattacida, rappresenta l’utilizzazione netta delle sorgenti anaerobiche


alattacide (essenzialmente idrolisi di PCr) espressa come consumo di O2 necessario
alla loro risintesi

c: quantità, in moli, di ATP (o PCr) ricostituita a partire dall’energia liberata


dall’utilizzazione di 1 mole di O2

Ƞ: rendimento meccanico dell’esercizio

Lazzer S.
Fonti energetiche anaerobiche alattacide
Test di Margaria – Kalamen (1966)

• Rincorsa di 2 m
• Salita alla massima velocità di
una scala 14 scalini (h 17.5 cm
per scalino), 2 scalini alla volta
• Fotocellule al 6° e 12° scalino
(max vel dopo 1.5 –2 sec)

𝐿 1 1
Potenza (w) = = F · d · = massa · g · h ·
𝑡 𝑡 𝑡
ƞ è circa il 25%

dove :
L = lavoro (J; N · m); F = forza (N);
t = tempo impiegato (s) per percorre lo spazio tra le due fotocellule
d = distanza «verticale» (m) = h
g = accelerazione di gravità (m · s-2)
Lazzer S.
Fonti energetiche anaerobiche alattacide

Esercizio della durata di 5-6 s

Lazzer S.
Fonti energetiche anaerobiche alattacide
Salto a piè pari utilizzando una piattaforma di forza

Lazzer S.
Fonti energetiche anaerobiche alattacide

hpo
tA : tempo di volo
m: massa
hs hpo: vertical push-off distance

Lazzer S.
Fonti energetiche anaerobiche alattacide

…. nel salto a piè pari il rendimento non è noto con una sufficiente precisione
per consentire di calcolare un valore di dispendio energetico corrispondente…

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Si possono distinguere le condizioni:


Esercizio di intensità sopramassimale
ATP per via metabolica è insufficiente a soddisfare il fabbisogno di ATP, e il
metabolismo lattacido fornisce l’ATP mancante

Esercizio di intensità sottomassimale


Caratterizzati da concentrazioni di lattato ematico superiori a quelle di riposo.
La glicolisi e l’apporto di O2 garantiscono la fosforilazione ossidativa
mitocondriale e il metabolismo è completamente aerobico

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Si possono distinguere le condizioni:


Esercizio di intensità sopramassimale
ATP per via metabolica è insufficiente a soddisfare il fabbisogno di ATP, e il
metabolismo lattacido fornisce l’ATP mancante

Esercizio di intensità sottomassimale


Caratterizzati da concentrazioni di lattato ematico superiori a quelle di riposo.
La glicolisi e l’apporto di O2 garantiscono la fosforilazione ossidativa
mitocondriale e il metabolismo è completamente aerobico

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Esercizio di intensità sopramassimale

E’  ATP’ = ATP’ = c V’O2max + b La’m

Equazione per esercizi molto intensi dove la richiesta energetica è > al


V’O2max e dopo che la velocità di scissione di PCr è uguale a 0
c: moli di ATP resintetizzate per unità di O2 consumato
b: moli di ATP resintetizzate per moli di lattato prodotto per kg di massa
corporea
La’m: produzione di La muscolare nell’unità di tempo

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Esercizio di intensità sopramassimale

Per conoscere il dispendio energetico dell’esercizio si assume che:


• Il picco di concentrazione di lattato è il risultato di una condizione di
equilibrio indipendente dalle reali concentrazioni nei fluidi intra- ed extra-
cellulari;

• Le velocità di scomparsa del lattato dai vari compartimenti hanno la


stessa costante di tempo

(di Prampero et al. 1973, 1981, 1995)

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide
Cinetica di scomparsa del lattato

Le velocità di
scomparsa del
lattato dai vari
compartimenti
ha la stessa
costante di tempo

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide
Cinetica di scomparsa del lattato

Se questo è vero, la cinetica di scomparsa del lattato durante il recovery


dovrebbe seguire un andamento mono esponenziale
• t1/2 di circa 15 min;
• indipendente dal valore di picco di concentrazione di lattato;
• più veloce se si compie esercizio aerobico.

Concentrazione di La nel
recupero espresso in
rapporto al valore di picco
raggiunto nel recupero.

Valore di picco raggiunto


dopo 3-8 min dalla fine
dell’esercizio

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide
Cinetica di scomparsa del lattato
Blood lactate recovery patterns for
trained men who performed 6
minutes of supermaximal exercise
on a bicycle ergometer.
Blood lactate concentration
following maximal exercise using
passive recovery and active
recoveries at 35%, 65%, and a
combination 35% V’O2max for 7
min and 65%V’O2max for 33 min.

The horizontal white line indicates


the blood lactate level produced by
exercise at 65% V’O2max without
previous exercise.

The inset curve depicts the


generalized relationship between
exercise intensity and rate of lactate
removal.
Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Esercizio di intensità sopramassimale

Per conoscere il dispendio energetico dell’esercizio si assume che:

• Il picco di concentrazione ematica di lattato è direttamente proporzionale


alla quantità totale di lattato accumulata in un kg di massa corporea nel
corso dell’esercizio sovra-massimale;

• La velocità di accumulo del lattato nel sangue (rapporto tra il picco di


lattato ed il tempo di esercizio, dLâs/dt ) è direttamente proporzionale alla
velocità di accumulo di lattato in un kg di massa corporea.

• In varie condizioni sperimentali l’equivalente energetico del Las risulta


uguale a circa 3 mmol di O2 per kg peso e per mmol/l di Las, circa 63 J/(kg
mmol/l)

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Esercizio di intensità sopramassimale

La massima potenza lattacida:

• La velocità di accumulo del lattato nel sangue (rapporto tra il picco di


lattato ed il tempo di esercizio, dLâs/dt ) raggiunge un valore massimo
che non aumenta ulteriormente, qualsiasi sia l’incremento dell’intensità di
esercizio
• l’intervallo di tempo dopo il quale dLâs/dt inizia ad aumentare, si accorcia
all’aumentare dell’intensità di esercizio

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Esercizio di intensità sopramassimale:

La massima potenza lattacida:

La velocità di produzione di Las ha un max che rappresenta la massima


potenza lattacida. Su atleti era di circa 0,4 mmol/s o 24 mmol/min con un
equivalente energetico del lattato di 3 mlO2 (kg mmol), risultava:

72 ml O2 kg-1 min -1
(~1.5 volte la massima potenza aerobica)

Varia con:
• Maggiore in atleti di potenza e specialisti in prove di breve durata rispetto a
sedentari e fondisti
• Aumenta in seguito ad esercizi intermittenti

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Esercizio di intensità sopramassimale:

La massima capacità lattacida:

45 - 55 ml O2 kg -1
(corrispondente ad una concentrazione di La nel sangue di 14 - 17 mM)

Varia con:
• La massa muscolare
• Maggiore in atleti di potenza vs sedentari
• Aumenta in seguito ad esercizi intermittenti

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Si possono distinguere le condizioni:


Esercizio di intensità sopramassimale
ATP per via metabolica è insufficiente a soddisfare il fabbisogno di ATP, e il
metabolismo lattacido fornisce l’ATP mancante

Esercizio di intensità sottomassimale


Caratterizzati da concentrazioni di lattato ematico superiori a quelle di riposo.
La glicolisi e l’apporto di O2 garantiscono la fosforilazione ossidativa
mitocondriale e il metabolismo è completamente aerobico

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide
Esercizio di intensità sottomassimale: ?? Soglia anaerobica ??
Respiratory compensation point
(RCP)

Lazzer S.
(Keir DA, 2015, MSSE)
Fonti energetiche lattacide

Esercizio di intensità sottomassimale: ?? Soglia anaerobica ??

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Esercizio di intensità sottomassimale: ?? Soglia anaerobica ??

• Reclutamento sequenziale delle fibre muscolari

• Con l’aumentare dell’intensità dell’esercizio, aumenta il


reclutamento di fibre rapide di tipo IIb (glicolitiche), ricche
dell’enzima LDH che catalizza la conversione di acido piruvico in
acido lattico
Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide
Esercizio di intensità sottomassimale:
La Soglia anaerobica: né anaerobica né lattacida ?

Fibra muscolare (tipo I) in condizioni “aerobiche” (esercizio


di moderata intensità): tutto il piruvato prodotto a partire dal
glicogeno è completamente ossidato a CO2 e H2O.
ATP / O2 = (34 + 3) / 6 = 6,17

Fibra muscolare (tipo II) in condizioni “ipoaerobiche”


(esercizio di elevata intensità): il piruvato prodotto nella
fase glicolitica è maggiore di quella che può essere
ossidata nel ciclo di Krebs.
ATP / O2 = (34 + 6) / 6 = 6,67

Fibra muscolare in condizioni “iperaerobiche”: la fibra


muscolare utilizza il lattato che dallo spazio extracellulare
diffonde al suo interno e lo ossida completamente a CO2 e
H2O, previa ritrasformazione in piruvato, senza intaccare le
proprie scorte di glicogeno.
ATP / O2 = 34 / 6 = 5,67
Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide
Esercizio di intensità sottomassimale:
La Soglia anaerobica: né anaerobica né lattacida ?

Un appropriato accoppiamento di fibre (tipo II) “ipoaerobiche” e (tipo I)


“iperaerobiche” può condurre a un sistema completamente aerobico.

ATP / O2 = (34 + 34 + 6) / 12 = 6,17


(ex aerobico intenso)
Aerobiosi mal distribuita: La concentrazione di La è superiore al valore di riposo;
essa non aumenta nel tempo perché il La prodotto in eccesso dalle fibre ipo-
aerobiche è ossidato da quelle iper-aerobiche. Ne consegue una condizione di
aerobiosi a livello dell’organismo in toto.
Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Esercizio di intensità sottomassimale: Seconda soglia

L’accumulo di lattato è dovuto


allo squilibrio tra velocità di
eliminazione e produzione del
La

Il valore assoluto di
concentrazione di La
all’equilibrio è superiore a
quello a riposo per una
maggiore attivazione della via
glicolitica

Vc: velocità di comparsa


Vs: velocità di scomparsa
[La]b: concentrazione di lattato nel sangue
Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Esercizio di intensità sottomassimale: Seconda soglia

Risposte fisiologiche all’esercizio compiuto ad intensità superiori alla


seconda soglia:

• Accelerata utilizzazione del glicogeno muscolare


• Ridotta resistenza all’esercizio
• Acidosi metabolica
• Effetto Bohr --> aumento dell’estrazione periferica di O2
• Aumento della concentrazione plasmatica di elettroliti
• Cinetica del V’O2 rallentata
• Aumento della produzione di CO2
• Aumento del livello di catecolamine

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide
Esercizio di intensità sottomassimale: ?? Soglia anaerobica ??

Identificazione della seconda


soglia con metodi ventilatori

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide
Esercizio di intensità sottomassimale:
La Soglia anaerobica: né anaerobica né lattacida ?
V’O2max

90 %

80 %

75 %

65 %

50 %

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Esercizio di intensità sottomassimale: Seconda soglia

Curva Lattato-Velocità Maximal Lactate Stady State

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Esercizio di intensità sottomassimale: Seconda soglia

Lazzer S.
Fonti energetiche lattacide

Esercizio di intensità sottomassimale: Seconda soglia

Metodo V-slope

• La soglia ventilatoria si
presta molto bene ad
essere analizzata e
calcolata con procedure
automatizzate

• Queste sono state rese


possibili dall’introduzione
di sistemi automatici per
la misura respiro-per-
respiro degli scambi
gassosi

Lazzer S.
Seconda soglia : relazione V’E – V’O2

V'E (l/min)
120

110

Seconda soglia
100

90

80

70

60

50

40
2000 2200 2400 2600 2800 3000 3200 3400 3600
V'O2 (ml/min)
Lazzer S.
Seconda soglia : lattato

tA: tempo alla fine dell’esercizio incrementale


tB: tempo in cui la concentrazione di lattato torna al valore di tA
tEm: tempo corrispondente alla SAn

1’ 2’ 5’ 10’
0 3 6 9 12 15 18 21 24 27 30 33 36 39 40 43 46 3h

Lazzer S. Int. J. Sports Medicine 2 (1981) 160—165


Seconda soglia: test Conconi (Conconi F. et al. Int J Sports Med. 1996 Oct;17(7):509-19)

• Qual è la base fisiologica ?


• Scarsamente ripetibile
• Si deve applicare con un
protocollo incrementale con fasi
temporali costanti
• Non è un metodo valido per la
determinazione della Soglia
Anaerobica in quanto genera un
sovrastima della
potenza/velocità di Soglia
Anaerobica del 28-13 %

Lazzer S.
Seconda soglia : BAS test (Bisciotti GN, Arcelli E, Sagnol JM. Un semplice test da campo per
la determinazione della soglia anaerobica. SdS, anno XIX, numero 49, Luglio-Settembre 2000).

Test indiretto per la determinazione della soglia anaerobica


Tale test consiste nel correre nel tempo migliore di cui si è capaci, in due
giorni differenti i 2000 ed i 3000 metri.
Una volta corse le due distanze, si devono esprimere in secondi i tempi
impiegati. Per esempio 11'46" sui 3000 metri e di 7'38" sui 2000
metri, corrispondono a 706 e a 458 secondi. Si applica poi questa formula:

Velocità di soglia (m/s) = (1000)/(t3000-t2000)

Quella ricavata può essere definita "velocità critica" e corrisponde


piuttosto bene alla velocità di soglia anaerobica. E' espressa in metri al
secondo nel nostro caso si ha: 4,03 m/s (x 3,6 = 14,5 km/ora, ovvero 04' 08"
al Km).
Semplicemente la differenza tra il tempo impiegato per i 3000 e 2000
metri rappresenta il riferimento per la velocità di soglia.
Uno dei principali errori che si ottengono applicando il BAS Test è dovuto
per velocità sulle due distanze molto prossime.

Lazzer S.
Seconda soglia : BAS test (Bisciotti GN, Arcelli E, Sagnol JM. Un semplice test da campo per
la determinazione della soglia anaerobica. SdS, anno XIX, numero 49, Luglio-Settembre 2000).

Limiti

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17

Lazzer S.
Seconda soglia : BAS test (Bisciotti GN, Arcelli E, Sagnol JM. Un semplice test da campo per
la determinazione della soglia anaerobica. SdS, anno XIX, numero 49, Luglio-Settembre 2000).

Limiti

BAS Test 2000 m BAS Test 3000 m

1 2 3 1 2 3

Lazzer S.
Fonti energetiche
Transienti metabolici: deficit di O2 Esercizio
sottomassimale a
stato stazionario

Lazzer S.
defO2 = V’O2ss – V’O2ex
Fonti energetiche
Transienti metabolici: deficit di O2 Esercizio
sottomassimale a
stato stazionario

defO2 = V’O2ss – V’O2ex


defO2 = misura in equivalenti di O2 dell’energia metabolica
necessaria durante il transiente metabolico PRIMA dello stato
stazionario

defO2 = V’O2PCr + V’O2eLa + ΔV’O2ris

Include:
• L’equivalente in O2 dei fosfati energetici (PCr)
- funzione lineare dell’intensità di esercizio
- non dipende dalla durata
• L’equivalente in O2 del lattato precoce (early lactate)
• Deplezione delle riserve corporee di O2 (nei polmoni, O2
legato all’emoglobina e alla mioglobina)
Lazzer S.
Fonti energetiche
Transienti metabolici: recupero di O2

Recupero di O2 in seguito a esercizio:

A. Intensità bassa

B. Intensità medio-elevata

C. Intensità massimale (> del V’O2max)

Lazzer S.
Fonti energetiche
Transienti metabolici: recupero di O2

Recupero di O2 per esercizio a bassa intensità (essenzialmente aerobico).


Il V’O2 diminuisce con funzione logaritmica e cala del 50% ogni 30 s sino al
basale (componente rapida):
Il V’O2 diminuisce da 2 L/min del 50% in 30 s, implica che avremo 1 L/min
dopo 30s, 0.5 L/min dopo 60 s e il valore di riposo di 0.250 L/min dopo 90 s.
Si parla di componente rapida nel pagamento del debito di O2
Lazzer S.
Fonti energetiche
Transienti metabolici: recupero di O2

Recupero di O2 per esercizio a bassa intensità (essenzialmente aerobico).


Il pagamento del debito di O2 corrisponde alla differenza in più rispetto al
consumo di ossigeno basale.
Se un soggetto avesse consumato nel recupero 5.5 L di O2 in 10 min prima di
raggiungere il valore basale, il debito ammonterebbe a:
5.5 L – (0.310 L/min x 10 min) = 2.4 L
Lazzer S.
Fonti energetiche
Transienti metabolici: recupero di O2

Recupero di O2 per esercizio di intensità (B) elevata e (C) massimale.


Possiamo distinguere due fasi:
• Una componete rapida
• Una componente lenta (legata all’aumento della concentrazione del lattato,
diminuzione del ph, modificazione dell’assetto ormonale…)
• Può durare ore (fino a 24 ore) in funzione dell’intensità dell’ex
• Anche in caso di ex ripetuti sovramassimali
Lazzer S.
Fonti energetiche
Transienti metabolici: recupero di O2

Nel corso di esercizi di breve durata e bassa intensità il pagamento del debito
di O2 serve a ricostituire le scorte di fosfati altamente energetici.

Nel corso di esercizio aerobico di elevata intensità e della durata di 1 ora il


V’O2 rimane elevato per un tempo lungo e possiamo parlare di

EPOC (Excess Post Oxygen Consumption)

Lazzer S.
Fonti energetiche
Transienti metabolici: recupero di O2

EPOC

Consumo di O2 netto
nelle 3 ore
successive ad un
esercizio al 70% del
V’O2max della durata
di 20, 40 e 60 min.

Differenze di EPOC non spiegabili dalla sola differenza di accumulo di lattato


ma anche da altri parametri

Lazzer S.
Fonti energetiche
Transienti metabolici: recupero di O2
EPOC
Componente rapida: Componente lenta:

• Resintesi di ATP e CP • Effetto termogenico legato all’aumento della


temperatura corporea (anche di 3 °C per esercizio
• Resintesi di glicogeno a aerobico intenso e lungo) che stimola il metabolismo
partire dal lattato (ciclo
di Cori, meccanismo • La ventilazione aumenta di 8-10 volte nel corso del
utilizzato anche nel lavoro muscolare e può rimanere elevata per
corso dell’esercizio) parecchi min dopo la fine dell’esercizio, implica un
maggior V’O2 da parte dei muscoli ventilatori (10 % di
• Ossidazione del lattato EPOC) Parte di V’O2 va utilizzato per mantenere alta
precoce la funzione cardiaca durante il recupero

• Ri-ossigenazione dei • EPOC serve a coprire il fabbisogno per riportare le


fluidi organici e della concentrazioni di Ca, Na e K a valori normali nei
mioglobina (2-5 % di muscoli e nei fluidi corporei
EPOC)
• La produzione di adrenalina, noradrenalina, tiroxina e
glucagone durante esercizio induce aumento del V’O2
Lazzer S.
che si mantiene anche durante il recupero
Fonti energetiche anaerobiche lattacide
Transienti metabolici: EPOC

Lazzer S.
Fonti energetiche anaerobiche lattacide
EPOC e recupero dopo lavoro muscolare

Esercizi a STATO STAZIONARIO ED ESERCIZI MASSIMALI DI 5-10 S NON


INDUCONO accumulo di lattato, pertanto avremo solo la componente rapida
di EPOC

Esercizi INTENSI INDUCONO accumulo di lattato nel sangue (e muscoli) e si


verifica sia la componente rapida sia la componente lenta di EPOC

Tecniche di recupero: attivo e passivo ?

Lazzer S.
Fonti energetiche anaerobiche lattacide
EPOC e recupero dopo lavoro muscolare
Esercizi a stato stazionario e intensità < al 50% del V’O2max non causa
accumulo di lattato.

Il recupero implica:
• Resintesi di ATP e CP

• Ri-ossigenazione dei fluidi organici e della mioglobina (2-5 % di EPOC)

• La ventilazione aumenta e può rimanere elevata per parecchi min dopo la


fine dell’esercizio, implica un maggior V’O2 da parte dei muscoli ventilatori

Lazzer S.
Fonti energetiche anaerobiche lattacide
EPOC e recupero dopo lavoro muscolare
Esercizi NON a stato stazionario di intensità > al 65-75% del V’O2max con
accumulo di lattato.

Diversi sono i fattori che concorrono a generare la sensazione di fatica,


ma la lattacidemia è quella che si correla più strettamente alla
sensazione soggettiva di fatica del soggetto.

La rimozione del lattato è favorita da una strategia di recupero attivo con


lavoro aerobico di bassa intensità.

Intensità consigliata tra 30-45 % V’O2max per il ciclismo e 50-60 % V’O2max


per il podismo.
Differenza per il ciclismo legata ad una maggiore localizzazione della fatica
nei gruppi muscolari coinvolti ed una soglia più bassa per i lattati negli stessi
muscoli.

Lazzer S.
Fonti energetiche aerobiche

Lazzer S.
Fonti energetiche aerobiche

E’  ATP’ = ATP’ = c V’O2max + bLa’ + PCr’


X X
Lazzer S.
Fonti energetiche aerobiche
Massima potenza aerobica

Lazzer S.
Fonti energetiche aerobiche
Massima potenza aerobica

Criteri per il termine del test

Esaurimento
< 150 ml/kg min (Plateau)
QR > 1.10
[La]b > 10.0 mM
HR entro 10 bpm la massima teorica
Punteggio Scala di Borg (RPE) 19 -20

Riproducibilità ed accuratezza
Riproducibilità: 3 % (CV)
Variabilità day-to-day: 4-6 %

Lazzer S.
Fonti energetiche aerobiche
Massima potenza aerobica

Lazzer S.
Fonti energetiche aerobiche
Tipo di esercizio
La differenza di V’O2max raggiunta riflette la differenza di masse muscolari
attive.

Lazzer S.
Fonti energetiche aerobiche
Tipo di esercizio

• Specificità della misura del V’O2max legata al tipo di test effettuato

• Nuotatori professionisti hanno valori di V’O2max = o > nel test in acqua


rispetto alla corsa

• Ciclisti professionisti hanno valori di V’O2max = o > nel test con


cicloergometro rispetto alla corsa

Lazzer S.
Fonti energetiche aerobiche
Ereditarietà
Relazione tra componente genetica (genotipo) e funzione fisiologica
(fenotipo)

• In quale misura il fattore genetico determina il V’O2max?


• In quale misura l’allenamento determina il V’O2max?

Studi su gemelli monoovulari e non monoovulari mostrano che il fattore


genetico pesa:
• per il 93% nello spiegare le differenze di V’O2max
• per l’81% nello spiegare le differenze nella capacità del sistema glicolitico
lattacido
• per l’86% nello spiegare le differenze di FCmax

Lazzer S.
Fonti energetiche aerobiche
Ereditarietà
Relazione tra componente genetica (genotipo) e funzione fisiologica
(fenotipo)

• In quale misura il fattore genetico determina il V’O2max?


• In quale misura l’allenamento determina il V’O2max?

Evidenze mostrano che le risposte all’allenamento e gli adattamenti


enzimatici dipendono dal patrimonio genetico

Lazzer S.
Fonti energetiche aerobiche
Sesso
V’O2max in maschi e femmine:

• V’O2max in valore assoluto 20-30%


inferiore nelle femmine

• V’O2max normalizzato per massa


corporea 10-15% inferiore nelle
femmine

• V’O2max normalizzato per massa


magra 5-8% inferiore nelle femmine
(minore concentrazione di emoglobina
legata ad un diverso assetto ormonale
del sesso femminile)

Lazzer S.
Fonti energetiche aerobiche
Massa e composizione corporea

Lazzer S.
Fonti energetiche aerobiche
Età

pubertà

Lazzer S.
Fonti energetiche aerobiche
Età

V’O2max (valore assoluto) in funzione dell’età nei due sessi:


• 10 % in meno / 10 aa
• HRmax e massa magra diminuiscono
Lazzer S.