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Fede e Laicismo Razzismo ed eugenetica nascono nell’ateismo materialista


La verità sull'8x1000 Negare Dio, significa innanzitutto negare l’uomo. La
Ateismo, razzismo ed eugenetica naturalisti, i materialisti, i riduzionisti, i positivisti, per tu
La Sindone del CICAP e dell'UAAR ultimo a cui rendere conto, che senso ha la vita morale d
di giustizia, può esistere una legge vera, giusta, che valg

Senza Dio non può esistere il concetto che una cosa è


“nessun dio” impone di credere che ogni uomo ha il dir
costruirsi la sua morale, la sua etica. Vedremo, aiutati d
ed eugenetica sono nati a causa di una visione atea
Condannato
vedere l’uomo creato a immagine di Dio, fu in buona pa
a morte a
15 anni del XIX secolo», ha scritto ad esempio lo storico ebreo del razzismo, Lèon Poliakov (L. Poliakov, Il m

1. Introduzione
2. Illuminismo e razzismo
3. Darwinismo e razzismo
4. Ateismo, nazismo e razzismo
5. Eugenetica e ateismo nel ‘900
6. Condanna della Chiesa Cattolica
7. Conclusione

Salviamo Philip e
chiediamo di non
confermare
ulteriori condanne
————- ————–
a morte. Firma
Ora
1. INTRODUZIONE

Scriveva molto coerentemente l’ateo J.P. Sartre (1905-1980): «Non può più esserc
nessuna coscienza infinita e perfetta per pensarlo. Non sta scritto da nessuna parte che
onesti, che non si deve mentire e per questa precisa ragione: che siamo su di un pian
(J.P. Sartre, L’esistenzialismo è un umanesimo, Mursia 1963, pag. 46). Avev
esistenzialista: se Dio non esiste tutto è permesso, non sta scritto da nessuna parte
male.

Il razzismo è proprio dimostrativo di tutto ciò. Ieri la cultura laicista lo riteneva in pien
l’assoluto diritto dell’uomo di creare una società più pura e forte. Oggi la stessa cult
parecchie eccezioni), ne ha preso ampiamente le distanze. Al contrario il cristianesimo
nella sua profonda opposizione alla concezione di razze adatte e meno adatte, pu
arbitrio e sulla genesi biblica dell’uomo, figlio di un solo Padre e quindi fratello del “nero

Come contriburremo a dimostrare, il razzismo e l’eugenetica si nutriranno di un


teoricamente o praticamente, della vita, in cui non vi è alcuno spazio per un Dio crea
“superiori” ed “inferiori”, di sangue, di luoghi, di colore della pelle, di forme
predisposizioni genetiche al di sopra della libertà umana ecc.. Lo storico ebreo del
1997), ha notato infatti come i primi teorici del razzismo, per lo più poligenisti, determ
umano, partirono spesso dalla contestazione esplicita del racconto genealogico
materialistica, la psicologia sulla fisiologia, e così «sbarazzarsi dei pregiudizi religiosi
Aggiunge poi: «Il rifiuto di vedere l’uomo creato a immagine di Dio, fu in buona parte
e razzista del XIX secolo». Infatti, «la tradizione giudaico-cristiana era “antirazzista
l’antropologia della Chiesa ha sempre giocato un ruolo di un freno estremo alle teo
ariano, Editori Riuniti 1999, pag. 245,246,370,371)

L’uomo nella visione materialista è concepito come un animale in-cosciente, regolato


un aggregato di materia senz’anima, un meccanismo geneticamente determinato. E
Émile Zola (1840–1902), ritennero lecito studiare, analizzare, abusare, sezionare
«ciottolo della strada», non essendo, in fondo, nulla di più. E’ così che i criminologi ate
1909), ritennero giusto e scientifico catalogare i «crani deficienti», volendo rinch
l’originalità di ogni singolo uomo nelle sue caratteristiche fisionomiche, “credendo” ch
vede e si tocca, dall’ampiezza del cranio dalla lunghezza degli arti ecc. Esattamente
razzismo, che riterranno, ad esempio, che la dimensione ridotta del cranio della donn
rispetto all’uomo.

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2. ILLUMINISMO E RAZZISMO

L’Illuminismo è sicuramente il momento di rinascita dell’ateismo filosofico (si v


L’illuminismo e la rinascita dell’ateismo filosofico, Clinamen 2008) e il razzismo è sic
celebre storico contemporaneo George Mosse (1913-1999) definisce il razzis
dall’Illuminismo e basata essenzialmente sul materialismo biologico. Lo confer
dell’antisemitismo Léon Poliakov (fu fondatore del Centro di documentazione ebraica
Norimberga contro i capi nazisti), che sottolinea a lungo la stretta correlazione fra il
razzismo: «La tradizione giudaico-cristiana era “antirazzista” e antinazionalista e
barriere sociali del Medio Evo […] favorivano l’azione esercitata dalla Chiesa nel sen
erano uguali davanti a Dio […] Questa dottrina dell’unità del genere umano […]
contestata, N.d.A.] da alcuni grandi ingengi europei dell’Illuminismo». Si riferisce al
XVIII secolo, in quanto un Buffon, un Voltaire, un Hume o un Kant, ciascuno a su
gerarchie razziali del secolo successivo» (L. Poliakov, Il mito ariano, Editori Riuniti 19
della razza ariana. Allo stesso modo Massimo Ghiretti, ricercatore della faco
dell’Università Cattolica di Milano e collaboratore con la Fondazione del Cen
contemporanea, spiega nel suo Storia dell’antigiudaismo e dell’antisemitismo che «fra
secolo successivo era sorto il concetto di disuguaglianza razziale basato sull’er
fondamentali del «razzismo moderno», per esempio «i concetti di superiorità o inferio
caratteristiche razziali o la ricerca della loro origine, erano stati elaborati anche all’i
Hume, Diderot, Voltaire, Kant e altri» (M. Ghiretti, Storia dell’antigiudaismo e dell’a
164). Viviano Domenici ha raccontato che nel 1889 a Parigi, un secolo dopo la
Dichiarazione dei diritti dell’uomo, fu offerto in uno show l’esposizione di un villaggio
Guinea al seguito del re Dinah Salifou, più 18 angolani, 18 ghanesi e decine di sen
esempio di zoo umano (V. Domenici, Uomini nelle gabbie, Il Saggiatore 2015).
VOLTAIRE. Uno dei principali esponenti dell’illuminismo, Voltaire (1694-1778), il
riteneva che l’idea cattolica, secondo cui gli uomini sarebbero tutti “fratelli” essendo c
una sciocchezza assolutamente antiscientifica. Al monogenismo biblico, che esc
Voltaire sostituì il poligenismo, cioè l’idea secondo cui i diversi gruppi umani discende
Spiegò: «Checchè ne dica un uomo vestito di un lungo e nero abito talare [il prete N.d
dai capelli crespi, gli asiatici dal codino, e gli uomini senza barba non discendono dallo
costumi e sullo spirito delle nazioni, 1756). Continuava situando i negri nel g
definendoli animali, dando credito all’idea mitica di matrimoni tra le negre e le s
«superiori a questi negri, come i negri alle scimmie, e le scimmie alle ostriche», e non
mostruose che sono potute nascere da questi abominevoli amori», ovvero gli accoppia
(Voltaire, Saggio sui costumi e sullo spirito delle nazioni, 1756). In relazione a que
giustificazioni “naturali” allo schiavismo e al colonialismo, d’altra parte -come
Léon Poliakov- lui stesso «non esitò a diventare azionista di un’impresa di Nantes pe
eminentemente remunerativo» (L. Poliakov, Storia dell’antisemitismo, La Nuova Italia 1

Nel suo “Trattato di metafisica” (1734), Voltaire scrisse: «Vedo delle scimmie, deg
tutti in possesso d’un qualche barlume di una ragione imperfetta. […] Se giudicassi le c
di me, mi sentirei portato a pensare che, tra tutti quegli esseri, quello ragionevo
profondità, «esamino un bambino negro di sei mesi, un elefantino, una scimmietta, un
conto, senza ombra di dubbio, che quei giovani animali possiedono incomparabilmne
idee, più passioni, una memoria più estesa del piccolo negro; ma che, dopo un certo t
tutti loro messi assieme. Mi rendo altresì conto che quegli animali negri parlano tra
meglio e più vario di quello degli altri animali. […] E, infine a furia di considerare il mo
finiscono alla lunga con l’avere sulle scimmie e gli elefanti, mi arrischio a giudicare
Scritti filosofici, a cura di P. Serini, Laterza 1962, vol I, pp. 131-133).

Nell’“Introduzione” al “Saggio sui costumi”, il cosiddetto “apostolo della tolle


morfologiche e somatiche dei «negri» e «il grado stesso della loro intelligenza, stabilis
e le altre specie umane». Aggiunge poi: «Che questa differenza non sia dovuta al cl
Negri e le Negre, trasportati nei paesi più freddi, continuano a produrvi animali della lo
un’origine illuministica, Vallecchi 2006, pag. 48 e Voltaire, Saggio sui costumi e lo s
1966, voll. 4,I, pp 25-26). Anche il già citato Léon Poliakov, storico ebreo del razzism
«il poligenismo […] gli permetteva di avanzare delle giustificazioni “naturali” alla sch
Editori Riuniti 1999, pag. 199-200), con tesi di questo tenore: «La natura ha su
differenti gradi di genio e quei caratteri delle nazioni che si vedono cambiare così raram
schiavi degli altri uomini. Essi vengono acquistati come delle bestie sulle coste dell
Il mito ariano, Editori Riuniti 1999, pag. 403). Certo, ammette Voltaire, «non possed
mettere in ceppi un cittadino dell’Angola» però, aggiunge, «ne possediamo il diritto di
quel negro? O perché si lascia vendere? Io l’ho comperato, esso mi appartiene; ch
cavallo, io lo nutro male, lo vesto peggio, lo faccio bastonare quando disobbedisce: c
forse meglio i nostri soldati?» (Voltaire, L’A,B,C, in Scritti filosofici, a cura di P. Serini,
a caso Léon Poliakov ha affermato: «Nessuno come Voltaire ha tanto diffuso e ampl
della scienza» (L. Poliakov, Il mito ariano, Editori Riuniti 1999, pag. 200)

DIDEROT, D’ALAMBERT E JOHN LOCKE. Altri famosi illuministi atei, come Diderot
era figlio del caso, «nel numero dei possibili»), scrissero nell’Encyclopédie (1772), com
«all’animale più evoluto, la scimmia, viene unito il tipo d’uomo ritenuto inferiore, il n
questi trascina un’esistenza semiferina, alinea dal pensiero razionale e dalla civile
dipinti come viziosi e «per lo più inclini al libertinaggio, alla vendetta, al furto, alla me
radici dell’odio, Xenia 1991, pag. 52,53 e M. Marsilio, Razzismo, un’origine illumi
Voltaire, anche un altro apostolo della tolleranza e simbolo dell’illuminismo inglese, Joh
guadagnò un bel capitale acquistando azioni della Royal African Company, impegnata
For the Glory of God, Princeton University Press 2003, pag. 359).

DAVID HUME. Anche David Hume (1711-1776), che in nome della Ragione e della S
cattolica del manifestarsi concretamente del soprannaturale, in nome della Ragione e d
1742 che «tutti i popoli al di là del circolo polare o fra i tropici sono inferiori al res
1754 che «sono portato a sospettare che i Negri, e in generale tutte le altre specie um
cinque diversi generi) sono per natura inferiori ai Bianchi» (D. Hume, Of National Char
ariano, Editori Riuniti 1999, p. 200). Hume aggiunse anche: «Tutta l’Europa è diss
nessuno ha mai rivelato alcun barlume di ingegno» (citato in M. Marsilio, Razzismo: u
1966, voll. 4, I, p. 52).

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3. DARWINISMO E RAZZISMO

Nel 1800, dal preambolo illuminista, si sviluppò quello che gli storici chiamano il «ra
scientifica sviluppatasi in Europa e nelle Americhe in ambienti universitari,
comportamentali mescolati a teorie derivanti da particolari rami della criminologia
genetica. Inoltre, la strumentalizzazione da parte dei positivisti atei della teoria
tentativo di screditare la visione cristiana e biblica dell’uomo come creatura unic
disumani, troppo spesso dimenticati. Lo ammette il genetista darwinista e divulgator
«Un certo modo di vedere l’evoluzione è stato alla base di alcune delle teorie più aberr
specie umana e sulla struttura dell’umanità in razze e strati sociali» (E. Bonicelli, Le fo
165). Calando totalmente l’uomo nella natura animale, misconoscendogli qualsi
riducendolo alla biologia e alla genetica, per la cultura atea, scientista e positivi
ogni differenza tra popoli a superiorità o inferiorità di tipo biologico.

CHARLES DARWIN. Alla genesi di questa cultura, in piena continuità con le specul
volenti o nolenti, anche uomini come lo stesso Darwin e Thomas Huxley. Nonostante
teoria darwinistica, Charles Darwin (1809-1882) è anche riconosciuto come uno
moderno. Vissuto nel secolo dell’esplosione atea, anch’egli era imbevuto di creden
convinto che l’intelligenza maturata nel riflettere sull’evoluzione aveva modificato la
probabile che il mio cervello si sia sviluppato proprio nel corso delle ricerche compiu
un’osservazione di mio padre, quando la prima volta che mi vide dopo il viaggio, si
“Guardate, gli è cambiata la forma della testa” (C. Darwin, Autobiografia, Einaudi 20
scrisse anche di peggio: «Si crede generalmente che la donna superi l’uomo nell’imita
forse nell’intuizione, ma almeno alcune di tali facoltà sono caratteristiche delle razze
ormai tramontato grado di civiltà. La distinzione principale nei poteri mentali dei d
l’uomo giunge più avanti della donna, qualunque azione intraprenda, sia che ess
ragione, immaginazione o semplicemente l’uso delle mani e dei sensi […]. In questo
superiore alla donna» (C. Darwin, L’origine dell’uomo, Newton 1994, pag. 936, 937)
una frase del materialista ateo Carl Vogt (1817-1895): «E’ una circostanza notevole c
quanto riguarda la cavità cranica, aumenti con lo sviluppo della razza, così che il masc
più di quanto un negro non superi la negra».

Difficile davvero pensare che Darwin sia stato solamente strumentalizzato in chiave ra
essere apertamente favorevole all’eugenetica: «Noi uomini civilizzati facciamo di
eliminazione: costruiamo asili per i pazzi, storpi e malati; istituiamo leggi per i pov
massimo la loro abilità per salvare la vita di chiunque all’ultimo momento. Vi è motiv
abbia salvato un gran numero di quelli che per la loro debole costituzione un tempo n
membri deboli delle società civilizzate propagano il loro genere. Nessuno di quelli ch
degli animali domestici dubiterà che questo può essere altamente pericoloso per la
sopportare l’effetto indubbiamente cattivo, del fatto che i deboli sopravvivano e
dovrebbe almeno arrestarne l’azione costante, impedendo ai membri più deboli e infer
sani» (C. Darwin, L’origine dell’uomo, Newton 1994, pag. 628). Il naturalista chiu
maggior successo, “L’origine dell’uomo”: «I più poveri e negligenti, che sono s
invariabilmente si sposano per primi, mentre i prudenti e i frugali, si sposano in ta
squallido, senza ambizioni, si moltiplica come i conigli; lo scozzese frugale, previdente,
i suoi migliori anni nella lotta e nel celibato […]. Nell’eterna lotta per l’esistenza è la ra
ha prevalso e non ad opera delle sue buone qualità ma dei suoi difetti» (C. Darwin,
pag. 631).

Lo storico della scienza André Pichot ha affermato che «Darwin sembra essere in buo
se non ha parlato propriamente di eugenetica è stato verosimilmente perché l’eugene
morte» (citato in C. Fuschetto, Fabbricare l’uomo, Armando 2004), tuttavia -ha pr
Cristian Fuschetto– «quando anche Galton cominciò a occuparsi (più sistematicame
questi problemi, di riferimenti e concessioni all’opera galtoniana ce ne furono di esplicit
emerge chiaramente anche da una lettera che il grande naturalista scrive al cugino in
su Jereditary Genius, dove Galton (in ossequio al dogma sociobiologico) pensa di a
facoltà mentali: “Non credo di aver mai letto in tutta la mia vita qualcosa di più interes
con te e ti esorto a continuare il tuo lavoro, convinto che sarà memorabile”» (C. Fusc
2004. pp 32-51). Anche per il grande storico del razzismo, Léon Poliakov, «la div
inferiori e razze superiori era per Darwin un fatto incontestabile» (citato in F. Agnoli,
Piemme 2009, pag. 206).

Come ha spiegato lo scrittore e saggista Francesco Agnoli, «affermare una certa s


determinate posizioni di Darwin e l’eugenetica non vuol certamente dire buttare a ma
sua speculazione di naturalista, quanto notare come i cedimenti di Dartwin a un pens
scientifico, in certi momenti, lo portarono a non riconoscere l’unicità dell’uomo […]. L’
Darwin, in alcuni momenti della sua vita, di identificare tutto l’uomo (si badi
dimenticando l’altra dimensione, non animale, e cioè l’esistenza dell’anima, e rid
morale, la capacità di astrazione, la libertà, la volontà a facoltà sì umane, ma anche
dunque «rinchiudere il mistero dell’uomo nella sua teoria, che può al massimo spiega
dell’uomo, ma non certo la sua totalità, la sua essenza spirituale» (F. Agnoli, Perché
2009, pag. 207)

THOMAS HUXLEY. Dal canto suo Thomas Huxley (1825-1895), il cosiddetto “masti
uomo razionale, che abbia cognizione dei fatti, crede che l’uomo negro medio sia
all’uomo bianco. Se questo è vero, non è assolutamente credibile che, quando siano st
ottenute le condizioni di parità senza più oppressori, il nostro prognato parente pos
cervello più grande e dalle mascelle meno pronunciate. I gradi più alti di civiltà non sa
cugini di pelle scura» (citato in R. Dawkins, The God Delusion, Bantahm Books 2006, p

ALFRED RUSSEL WALLACE. Al contrario, il diretto collega di Darwin, Alfred R


scopritore della teoria evoluzionistica basata sulla selezione naturale, non si volle m
fosse una semplice evoluzione della bestia, e affermò la superiorità dello spirito sulla m
un Dio trascendente: «Un’intelligenza superiore ha guidato lo sviluppo dell’uomo in una
speciale, proprio come l’uomo guida lo sviluppo di molte forme animali e vegetali»
cristallo, Bollati Boringhieri 1993). Nel 1912 arrivò addirittura a condannare l’eugenet
ritenendola «null’altro che l’invadente interferenza di un’arrogante casta scientifica» (
della vita, Adelphi 2004, pag. 33-45). Fu questa sua posizione teistica e non ri
cadere nel razzismo e nell’eugenetica, a differenza di moltissimi evoluzionisti materialis

ERNST HAECKEL. Diversamente da Wallace la pensava certamente lo zoologo Er


materialista, amico personale di Darwin, fondatore del termine “ecologia” e m
internazionale dell’igiene razziale” («destinata a promuovere la qualità della razza bia
mito ariano, pag. 337). Haeckel, secondo lo storico della scienza Federico Di Tr
negazione «del vecchio dogma dell’immortalità dell’anima personale» (F. Di Trocchio,
1993, pag. 254,256), fondò nel 1897 la Monist League, una organizzazione de
Darwinismo e combattere l’influenza del cristianesimo, si spese anche per
l’assassinio dei vecchi e dei malati, “inutili” alla società. Haeckel sosteneva la superio
perché -scrisse- «grazie ai cervelli più sviluppati erano destinati a trionfare sulle
sopravvivenza» e a «stendere le reti del loro dominio su tutto il mondo». Tuttavi
occorrevano misure di selezione artificiale e il modello era soprattutto quello dell’anti
sottoposti a rigorosi esami fisici e a un processo selettivo prima di essere accetati. I
vita, pubblicato nel 1904, auspica esplicitamente la soppressione di ammalati e inval
dalle migliaia di disgraziati che ogni anno vengono al mondo, dai sordi e dai muti. Da
ereditarie incurabili, tenuti in vita artificialmente fino a raggiungere l’età adulta?
sofferenza e dolore tale squallore comporta per gli stessi sfortunati malati, quale inca
e dolore per le loro famiglie, quale perdita in termini di risorse private e costi per lo
sofferenze e quante di queste perdite potrebbero venire evitate se si decidesse fi
incurabili dalle loro indescrivibili sofferenze con una dose di morfina». Haeckel afferm
era “la vera religione”, che l’universo è in qualche modo una unità di materia fisica
spirituali sono radicate e fondate nella materia. Spiegò ad esempio che «L’uomo non
particolare tipo di anima, o da qualsiasi particolare ed esclusiva funzione psichica,
attività psichica, uno stadio superiore di sviluppo».

CESARE LOMBROSO E ENRICO FERRI. Il già citato socialista ateo Cesare


dell’antropologia criminale, riteneva invece che i criminali fossero espressioni di regre
“negroide” o al “mongolico”, in cui determinate conformazioni del cranio e del corpo
meno di una persona. Il suo figlioccio più noto, Enrico Ferri (1856-1929), ateo, senat
convinto, negava l’esistenza del libero arbitrio e sosteneva che il delinquente giungess
da causa antropologiche, fisiche e sociali, cioè dalle caratteristiche genetiche di cui era
del “tipo napoletano”, cioè l’idea che il popolo meridionale avesse un’iinata prop
un’inferiorità biologica atavica, da qui l’idea di non mescolare le razze del Nord co
Malthus al razzismo verde, XXI Secolo 2000, pag. 94,95)

FRANCIS GALTON E IL DARWINISMO SOCIALE. Il grande evoluzionista Step


raccontato in alcuni suoi saggi del famoso “processo alla scimmia” del 1925 contro
sostituendo il collega biologo, essendo lui un’insegnante di ginnastica), reo di aver esp
una scuola del Tennessee (Stati Uniti). Gould spiega che il divieto di insegnamento del
fatto che biologi, etologi e filosofi della natura, uscendo dal terreno scientifico, soste
darwinismo, un’idea razzista dell’umanità, divisa tra superiori e inferiori, in nome
scontro inevitabile tra le nazioni, dell’animalità inevitabilmente aggressiva degli uomini
le teorie di Darwin nei libri di testo scolastici, politici e militari, come -scrive Gould- «l
e di progetti altamente organizzati di politica nazionale in cui la dottrina della forza d
Gould, Risplendi grande lucciola, Feltrinelli 2006, pag. 186). E’ ciò che verrà chiam
desumere comportamenti morali dalla teoria darwinistica. Sopratutto in Germania, m
veicolare, attraveso l’evoluzionismo, un concetto non scientifico come il determinismo
da Scopes, “A civic biology”, di G.W. Hunter (1914), è contenuta «l’affermazione a ch
la risposta morale a questioni sul ritardo mentale o sulla povertà sociale». Gould
proponeva l’idea di impedire il matrimonio, attraverso la sterilizzazione o segrega
considerati «parassiti della società», a causa di una tendenza innata, genetica ed ere
vagabondaggio (S.J. Gould, Risplendi grande lucciola, Feltrinelli 2006, pag. 189). Sul
ha parlato anche il biologo Enzo Pennetta, confutando l’interpretazione che generalm

Il culmine comunque lo toccò Francis Galton (1822-1911), cugino di Darwin, a


moderna, per la quale tutto ciò che un uomo è, è determinato dai suoi geni, che dec
povero, onesto o meno. L’eugenetica nasce dall’antico sogno ateistico di creare un’um
e senza macchia, che non abbisogni di un Dio Salvatore e di una Redenzione. Gal
certa sistematicità e con un notevole seguito l’idea di matrimoni selettivi, di segregazi
di barboni, poveri, malati, idioti, persone assai genericamente “inferiori, allo scopo
migliorare la razza. Tutto divenne spigabile con l’ereditarietà e il criterio di discrim
identificare “adatti” e “inadatti” fu l’integrazione sociale, o più in breve, il successo
una visione “classista” per cui poveri, emarginati, alcolizzati, spesso immigrati ita
catalogati tra gli “inadatti”, tra le persone da isolare, da controllare, da sterilizzare affin
si diffondesse. Galton negò il peccato originale come categoria teologica riproponend
una problematicità biologica da eliminare in vista di una meritocrazia biologica, un
e determinista. Cristian Fuschetto, dell’Istituto Italiano di Bioetica, ha spiegato che
sostituto scientifico dell’ortodossia clericale, una sorta di fede secolarizzata, capace d
di un miglioramento del genere umano» (C. Fuschetto, Fabbricare l’uomo, Armando 20

Galton divenne uno dei massimi intelletti del suo tempo e raggiunse il vertice dell
Internazionale di Eugenetica nel 1912, allorché divenne un vero scienziato-vate: le
al “Times” si contendevano i suoi articoli, le sue disquisizioni sulla necessità di sostitu
aggiornato determinismo. Nel 1902 ricevette la “Darwin Medal of the Royal S
“Darwin-Wallace Celebration” della Linean Society, e nel 1910, per i suoi scritti s
Medal of the Royal Society” che però, a causa della sua salute inferma, fu ritir
Darwin, figlio del padre Charles ed eugenista convinto, come del resto anche Leo
celebre naturalista e presidente della britannica Eugenics Education Society (F. Ag
atei, Piemme 2009, pag. 208). Le teorie di Galton vennero attuate con sistematicità
fine dell’Ottocento, prima di essere riprese da Hitler per il suo programma eutanasico.

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4. EUGENETICA E ATEISMO NEL ‘900

L’appoggio concesso alle teorie razziste di Galton da parte di Charles Darwin e


matematico Bertrand Russel, padre dell’ateologia moderna, e lo scrittore George
letteralmente nel suo testamento di non voler che alcun monumento pubblico o alcu
abbia accettato i principi di una qualsiasi chiesa o religione, né desidera essere ricorda
forma di una croce, come riporta The Times 4/12/1950), portarono alla veloce dif
paesi: Inghilterra, USA, Belgio, Svizzera, Svezia, Olanda, Norvegia, Danimarca, Finland
voce della Chiesa cattolica era debole o quasi nulla.

Negli Stati Uniti, in particolare, l’eugenetica raggiunse l’apice della diffusione:


dall’Europa divennero, assieme ai ritardati, ai poveri, alle prostitute e agli alcolisti, i
L’obiettivo, anche qui, era migliorare l’umanità per arrivare alla selezione di individu
degli USA adottarono una legislazione in campo eugenetico (sterilizzazioni, seg
divennero trenta (la Virginia, nel 1979, fu l’ultimo Stato a rimuovere la legge sulla
l’eugenetica divenne un corso universitario in 328 college, tra cui Yale, Harvar
anglosassone dell’eugenetica, Trento 2007). Il premio Nobel per la Medicina Jame
sopratutto la sinistra liberale ad abbraciare in massa le teorie razziste, ad esempio
esiste alcune scusa ragionevole per rifiutarsi di affrontare il dato di fatto che nulla, se
salvare la nostra civiltà» (citato in J. Watson, Dna, il segreto della vita, Adelphi 2004, p
Watson- era d’obbligo anche nel nascente movimento femminista: la paladine
britannica Marie Stopes (1880-1950, abortista e fan innamorata di Adolf Hitler), con
controllo delle nascite. Negli Stati Uniti, Margaret Sanger (1879-1966), l’atea fonda
oggi la più influente associazione abortista del mondo) scriveva: «Più figli da chi è dota
è il primo punto per il controllo delle nascite. Il problema più urgente oggi è come lim
quelli mentalmente e fisicamente inferiori. E’ possibile che metodi drastici e sparta
americana, se si continua a incoraggiare con compiacenza la procreazione casuale e ca
e crudele sentimentalismo» (citato in E. Roccella – L. Scaraffia, Contro il cristianesimo,
i primi provvedimente eugenetici nascono sotto l’impulso delle teorie del premio Nobel
aderente al partito socialistademocratico, come spiegato in L. Dotti, L’utopia gen
Rubettino 2004). L’eugenetica divenne una vera ossessione in quegli anni, anche in I
cultura cattolica e non riuscì mai a tradursi in provvedimenti legislativi concreti.

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5. ATEISMO, NAZISMO E RAZZISMO

Chiamiamo in causa ancora uno fra i massimi storici del razzismo, Lèon Poliakov, il
studio che la seduzione del mito ariano si fondava in gran parte sul desiderio d
biblica e dalle «favole ebraiche»: «La teoria ariana si iscrive dunque bene nella tradiz
e fa parte dei primi tentativi delle scienze umane, che cercando di fondare i loro meto
si impegnavano in quest’epoca nel loro secolare impasse meccanicistico e determin
Editori Riuniti 1999, pp. 370, 371 e G. Mosse, Il razzismo in Europa, Mondadori 19
copertura della scienza balbuzioente dei Lumi la lottta contro i vecchi libri finì per con
storiche e sociali di tutti i tipi […] alla dichiarazione di una guerra di sterminio contro
coerente che collega l’elaborazione del mito ariano del XIX secolo, quando contes
Bibbia, alle sue conseguenze omicide del XX secolo» (L. Poliakov, Il mito ariano, Edito
anche la visione razzista di Hitler era definita dalle caratteristiche fisiche e biologi
alla libertà, alla crescita morale, all’anima esattamente secondo i dettami del determini
Comte o di un Zola. Scriveva Hitler: «E’ chiaro che le qualità peculiari dell’individuo
resta sempre tale, chi è idealista, lo sara sempre. Il criminale nato rimarrà sempre un
La Lucciola 1992, pag. 39).

C’è dunque uno stretto legame tra Voltaire (oltre al furore anticattolico era animato
Darwin, Galton e Hitler. Come accennato sopra, Hitler riprenderà le dottrine darw
ateo Francis Galton, è un fatto pienamente dimostrato: il premio Nobel per la Medic
esempio che «nel 1933, i nazisti avevano promulgato una legge completa sulla steriliz
teorie di Galton. Nell’arco di tre anni furono sterilizzate 225 persone» (J. Watson, Dna,
pag. 33-45). Nel Mein Kampf, dopo aver spiegato che lo Stato «dovrà impedire ai m
Hitler scriveva: «Basterebbe per seicento anni non permettere di procreare ai mala
l’umanità da una immane sfortuna e portarla a una condizione di sanità oggi pres
Kampf, La Lucciola 1992, pag. 30). Oggi il neodarwinista e leader dell’ateismo scien
entusiasmarsi per Galton (si veda R. Dawkins, L’illusione di Dio, Mondadori 2006, pa
molto: «Se un paese volesse vincere la gara di salto in alto alle Olimpiadi entro
accoppiare saltatori in alto esperti, maschi e femmine, e si potrebbe fare lo stesso per
è mai stato fatto. C’è una diffusa ostilità verso questa idea purtroppo. Credo che in larg
del nazismo. Hitler era entusiasta di questa idea e quindi da allora essa ha godut
Dawkins, in R. Stannard, La scienza e i miracoli, TEA 2006, pag.95-96)

Gli stessi nazisti, come Rudolf Hess (1894-1987), definivano la loro ideologia una «b
su una visione di controllo assoluto dei processi biologici. Utilizzando il termine darwin
sostituirsi alla natura (selezione naturale) e a Dio, per essere loro a dirigere e co
nacquero leggi razziali sul matrimonio, luoghi in cui ariani e ariane di particolare
procreare una discendenza “superiore”, sterilizzazioni forzate, eliminazioni tramite eut
inadatti e improduttivi, aborti per donne tedesche gravide di bambini non “puri” ec
rispose alcun intellettuale laico, nessun profeta dell’ateologia, ma soltanto i
brennender Sorge (1937) e Pio XII, nella Summi pontificatus (1939), dove si rib
dimenticare «quella legge di umana solidarietà e carità, che viene dettata e imp
dell’uguaglianza della natura razionale in tutti gli uomini, a qualunque popolo
contemplare il genere umano nell’unità di una comune origine in Dio […] nell’unità del
tutti di corpo materiale e di anima spirituale e immortale».

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6. CONDANNA DELLA CHIESA CATTOLICA

Già durante il cristianesimo primitivo la Chiesa aveva cominciato ad opporsi alla schia
riuscita ad eliminarla in gran parte d’Europa. Quando però gli spagnoli conolizzarono le
al cosidetto periodo colonialista, la Chiesa e i Pontefici, attraverso le encliciche e le
duramente come abbiamo mostrato nel dossier specificatamente dedicato a Chiesa
religioni, Rodney Stark, ricorda: «Nel Nuovo Mondo era illegale pubblicare queste b
altra dichiarazione papale, senza il consenso del re, che non fu mai concesso. Quando
di Urbano VIII, a Rio de Janeiro, si scatenò una rivolta che provocò il saccheggio del l
diversi sacerdoti. A Santos, la folla travolse il vicario generale gesuita quando tentò
gesuiti vennero brutalmente espulsi dal Nuovo Mondo per aver continuato ad oppor
con successo, a comunità di nativi notevolmente avanzate» (R. Stark, La vittoria della

Nel XX° secolo, quando le aberranti considerazioni promosse dalla cultura atea materia
a seguito delle già citate strumentalizzazioni scientifiche, la Chiesa continuò ad opp
(1857-1939) con l’enciclica Casti connubii (1930), nella quale condannò duramente
pubblica di vietare ad alcuni il matrimonio, o sterilizzare quanti venissero ritenuti a ris
scriveva il papa, provare a dissuadere dalla procreazione coloro che rischiano di av
autorità non hanno alcuna potestà diretta sulla membra dei sudditi» e «non pos
direttamente o toccare l’integrità del corpo, nè per ragioni eugenetiche, nè per qua
della cultura laicista ed eugenetica? La stessa che sarebbe avvenuta oggi: «Bisog
qui in avanti non ci può essere nessuna tregua tra noi, che cerchiamo la salvezza a
Poiché in questo caso ci troviamo di fronte a qualcosa di più che un invito a regredire a
un invito alla crociata contro la libertà di pensiero e di azione dalla Stato moderno» s
nel 1931 (citato su Il Foglio 23/9/04)

. Insomma, la solita ingerenza della Chiesa cattolica che si oppone allo sviluppo s
della cultura laicista: sterilizzazione di massa, razzismo biologico, segregazioni, isol
umani di qualità inferiore, controllo delle nascite ecc…

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7. CONCLUSIONE

Cedere ad una deriva laicista, atea, materialista e riduzionista (come purtropp


inevitabilmente a perdere di vista l’unicità dell’uomo, riducendolo così
quantitativamente e non qualitativamente, diverso dagli altri. Si dimentica violente
quella spirituale, si censura l’esistenza dell’anima e si abbandona l’insegnamento e
diventa oggetto, cavia per indagine scientifica come qualsiasi altro anima
scientificamente il pensiero, la volontà, la libertà, l’amore, la moralità, la fede ecc. L’u
senza Dio, mettendosi al suo posto, ha dimostrato troppe volte di saper solo produ
All’inizio del ‘900, il convertito Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) commentò
cominciano a combattere la Chiesa per amore della libertà e dell’umanità, finiscono
l’umanità pur di combattere la Chiesa» (Chesterton, Ortodossia, 1908)

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