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Svolgimento del processo

Con atto di citazione regolarmente notificato il signor

vvvvvv ha citato in giudizio la signora nnnnnnni per

sentirla condannare ex 2043 c.c. al risarcimento dei

danni conseguenti a condotte della convenuta ritenute

pregiudizievoli e fonte di illecito.

La convenuta si è costituita in giudizio, chiedendo il

rigetto delle domande svolte ed eccependo in via

preliminare l’incompetenza per territorio del Giudice

adito.

Alla prima udienza del 25 settembre 2012 il Giudice,

su richiesta delle parti, ha rinviato la causa al 6

febbraio 2013, concedendo alle parti i termini di cui

all’art. 183 VI comma cpc; con ordinanza emessa a

scioglimento della riserva assunta in udienza, il

Giudice ha ritenuto la causa matura per la decisione e

invitato le parti a precisare le conclusioni.

All’udienza di precisazione delle conclusioni del 16

ottobre 2013, le parti hanno precisato le conclusioni

come in epigrafe riportate; indi, decorsi i termini per

il deposito delle comparse conclusionali e delle

memorie di replica, la causa passa in decisione.


Motivi della decisione

Preliminarmente si deve esaminare l’eccezione di

incompetenza territoriale del Tribunale di Milano,

svolta dalla convenuta con comparsa di costituzione e

risposta.

Ritiene il giudicante che la convenuta abbia

correttamente eccepito che non è stato rispettato il


criterio del foro del convenuto persona fisica di cui all’articolo 18 c.p.c., considerato che la

Gismondi non ha residenza in Milano, ma in Roma.

Relativamente alle obbligazioni oggetto del giudizio,

non si può prescindere dall’analisi degli artt. 18, 19 e

20 del c.p.c..

Si ricorda la nozione del foro generale delle persone

fisiche: dall’art. 18 c.p.c. si evince che è competente

il giudice del luogo in cui il convenuto ha la residenza

o domicilio; si ricorda, poi, con riferimento al f oro

facoltativo per le cause relative a diritti di

obbligazione, che l’art. 20 c.p.c. prevede: “Per le

cause relative a diritti di obbligazione è anche

competente il giudice del luogo in cui è sorta o deve

eseguirsi l'obbligazione dedotta in giudizio”.

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Si deve, pertanto, ricordare anche che l’art. 1182, 3°

comma c.c., stabilisce: “L'obbligazione avente per

oggetto una somma di danaro deve essere adempiuta al

domicilio che il creditore ha al tempo della scadenza” .

E’ pacifico in giurisprudenza che, ai fini

dell’applicabilità della disposizione dell’art. 1182 3°

comma è necessario che le obbligazioni abbiano per

oggetto somme di denaro fin dall'origine.

Trattasi di debiti di valuta, nei quali, cioè l'ammontare

della prestazione pecuniaria è precisamente

determinato fin dall'origine (ovvero è liquido o di

facile e pronta liquidazione) ed è specificamente

riferito ad un determinata somma di denaro (cfr. Cass.

civ. Sez. III, 12-01-2007, n. 495) e non una

prestazione considerata per il suo concreto valore

(debito di valore)

I debiti di valore non hanno quale oggetto una somma

di denaro liquida o agevolmente liquidabile, bensì

l'equivalente del controvalore in denaro di un

determinato bene. Ciò richiede un apprezzamento ed

una valutazione discrezionale, talvolta particolarmente

complessa, funzionale alla determinazione della

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conversione in controvalore pecuniario del valore del

bene stesso, anche se successivamente quantificato in

denaro, come nel caso del risarcimento del danno.

Di conseguenza, la disciplina di cui all’ art. 1182, 3°

comma, c.c. si applica alle sole obbligazioni liquide ed

esigibili (Cass. Civ. 7.2.2006 n. 2591) e non può

riferirsi alle obbligazioni derivanti da fatto illecito, le

quali tendono a reintegrare il patrimonio del

danneggiato nella stessa situazione in cui si sarebbe

trovato se il danno non si fosse verificato e, perciò,

hanno per oggetto o la reintegrazione in forma

specifica o quella per equivalente, che rappresenta una

prestazione mediata e secondaria, ed è un tipico debito

di valore e non di valuta.


Pertanto deve essere dichiarata l’ incompetenza

territoriale del Giudice adito in favore del Tribunale di

Roma.

Sussistono motivi per compensare le spese di lite, in

considerazione della pregiudizialità dell’eccezione,

che prescinde del tutto dal merito della controversia.

La presente sentenza è provvisoriamente esecutiva tra

le parti a norma dell’art. 282 CPC.

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P. Q . M .

Il Giudice del Tribunale di Milano, Dott. Giorgio

Alcioni, definitivamente pronunciando, così provvede:

1) dichiara l’ incompetenza territoriale del Giudice

adito in favore del Tribunale di Romza;

2) compensa le spese del presente giudizio;

3) dichiara la presente sentenza provvisoriamente

esecutiva.

Così deciso in Milano, il 2 aprile 2014

IL GIUDICE
Dott. Giorgio Alcioni