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Sigmund Freud

(Freiberg, Moravia 1856 - Londra 1939)


Il disagio della civiltà

qualità particolare... Ci sembra “più fine e più eleva-


2 ta” ma, a paragone di quella derivante da moti pulsio-
Gli uomini... tendono alla felicità, vogliono diventare nali più rozzi, primari, che siano stati saziati, la sua
e rimanere felici... intensità è smorzata: non scuote la nostra esistenza
Molto semplicemente, il programma del principio del corporea. La debolezza di questo metodo sta nel fatto
piacere stabilisce lo scopo della vita. Questo principio che non è applicabile generalmente, che è accessibile
domina l’operare dell’apparato psichico fin solo a pochi...
dall’inizio... eppure il suo programma è in conflitto [Ma vi è anche la risorsa del] comune lavoro profes-
con il mondo intero, tanto con il macrocosmo quanto sionale, accessibile a tutti... Nessun’altra tecnica di
con il microcosmo... Potremmo dire che nel piano condotta della vita lega il singolo così strettamente al-
della Creazione non è incluso l’intento che l’uomo sia la realtà come il concentrarsi sul lavoro, poiché que-
“felice”. Quello che nell’accezione più stretta si sto lo inserisce almeno in una parte della realtà, nella
chiama felicità scaturisce dal soddisfacimento, per lo comunità umana. La possibilità di spostare una forte
più improvviso, di bisogni fortemente compressi e per quantità di componenti libidiche, narcisistiche, ag-
sua natura è possibile solo in quanto fenomeno episo- gressive e perfino erotiche sul lavoro professionale e
dico. Qualsiasi perdurare di una situazione desiderata sulle relazioni umane che ne conseguono... L’attività
dal principio del piacere produce soltanto un senti- professionale procura una soddisfazione particolare
mento di modesto benessere; siamo così fatti da poter se è un’attività liberamente scelta, cioè tale da rende-
godere intensamente del solo contrasto, ma soltanto re utilizzabili, per mezzo della sublimazione, inclina-
assai poco di uno stato di cose in quanto tale. Le no- zioni preesistenti, moti pulsionali non intermittenti...
stre possibilità di essere felici risultano quindi limita- Eppure il lavoro come cammino verso la felicità è
te già dalla nostra costituzione. Provare infelicità è stimato poco dagli uomini...
assai meno difficile. La sofferenza ci minaccia da tre [Seguendo un’altra via] otteniamo il soddisfacimento
parti: dal nostro corpo che, destinato a deperire e a di- attraverso illusioni riconosciute come tali, senza la-
sfarsi, non può eludere quei segnali di allarme che sciarci turbare nel godimento dal divario che le separa
sono il dolore e l’angoscia; dal mondo esterno che dalla realtà. La regione da cui queste illusioni scaturi-
contro noi può infierire con strapotenti spietate forze scono è quella della vita fantastica; a suo tempo,
distruttive; e infine dalle nostre relazioni con altri quando si compì lo sviluppo del senso della realtà, es-
uomini. La sofferenza che ha origine nell’ultima fonte sa venne espressamente sottratta alle pretese
viene da noi avvertita come più dolorosa di ogni al- dell’esame di realtà e rimase destinata
tra... all’appagamento di desideri difficilmente realizzabili.
[Una] tecnica per sottrarsi al dolore ricorre agli spo- Il primo posto tra queste soddisfazioni fantastiche è
stamenti della libido, che il nostro apparato psichico occupato dal godimento delle opere d’arte... La legge-
consente e in virtù della quale la funzione ra narcosi in cui l’arte ci trasferisce non può tuttavia
dell’apparato acquista tanta duttilità. Si tratta di offrirci che un’evasione temporanea dagli affanni del-
scambiare le mete pulsionali in modo che non possa- la vita...
no soggiacere alla frustrazione da parte del mondo e- Un altro procedimento... Per qualche aspetto ognuno
sterno. A ciò presta il suo aiuto la sublimazione delle di noi si comporta come il paranoico, correggendo,
pulsioni. Viene ottenuto il massimo quando si riesce tramite una formazione di desiderio, un lato del mon-
ad accrescere in misura sufficiente il piacere tratto do per lui intollerabile e iscrivendo nella realtà questo
dalle fonti del lavoro psichico e intellettuale... La delirio... Un numero notevole di persone si accinge
gioia ad esempio provata dall’artista nel creare e dare insieme al tentativo di procurarsi una garanzia di feli-
corpo alle immagini della sua fantasia, o quella del ri- cità e un riparo dalla sofferenza tramite una trasfor-
cercatore che risolve problemi e scopre il vero, ha una mazione delirante della realtà. Alla stregua di un deli-
rio collettivo siffatto dobbiamo caratterizzare anche le che quei popoli conducessero una vita semplice, con
religioni dell’umanità... pochi bisogni, felice, una vita che a loro, visitatori di
Non vi è qui un consiglio che valga per tutti; ognuno una civiltà superiore, non era dato realizzare...
deve trovare da sé il modo particolare in cui può esse- L’ultimo evento determinante ci è particolarmente
re felice. I più vari fattori contribuiranno a indicare la familiare; esso si verificò quando si cominciò a cono-
via della sua scelta... Come il commerciante prudente scere il meccanismo delle nevrosi, che minacciano di
evita di investire tutto il suo capitale in una sola im- distruggere quel po’ di felicità concessa all’uomo ci-
presa, così, forse, anche la saggezza che nasce dalla vile. Si trovò che l’uomo diventa nevrotico perché in-
vita ci consiglierà di non attenderci tutto i soddisfa- capace di sopportare il peso della frustrazione impo-
cimento da una sola aspirazione. Il successo non è stagli dalla società per servire i suoi ideali civili, e se
mai sicuro... ne dedusse che, se queste pretese venissero eliminate
Colui che reca in sé una costituzione pulsionale parti- o ridotte di molto, tornerebbero le possibilità di essere
colarmente sfavorevole e non ha correttamente effet- felici.
tuato la trasformazione e il riordinamento delle sue Si aggiunge anche un elemento di delusione. Nelle ul-
componenti libidiche... troverà difficile ottenere feli- time generazioni gli uomini hanno compiuto progres-
cità dalla sua condizione esterna... Come ultima tec- si straordinari nelle scienze naturali e nella loro appli-
nica di vita, che gli promette se non altro soddisfaci- cazione tecnica, hanno stabilito il loro dominio sopra
menti sostitutivi, gli si offre la fuga nella malattia ne- la natura in un modo prima inimmaginabile... Ma
vrotica... credono di avere notato che il comando da poco rag-
Oppure si butta in quel disperato tentativo di rivolta giunto sullo spazio e sul tempo, questo assoggetta-
che è la psicosi. mento delle forze della natura che appaga
La religione pregiudica questo gioco di scelta e di a- un’aspirazione vecchia di migliaia di anni, non ha
dattamento, in quanto impone a tutti in modo unifor- aumentato la quantità di piacevole soddisfacimento
me la sua via verso il raggiungimento della felicità e che essi si attendono dalla vita, non li ha resi, stando
la protezione dalla sofferenza. La sua tecnica consiste alle loro sensazioni, più felici... Viene spontaneo o-
nello sminuire il valore della vita e nel deformare in biettare: non è un guadagno positivo di piacere, un
modo delirante l’immagine del mondo reale... A que- aumento indubbio del sentimento di felicità, poter a-
sto prezzo, mediante la fissazione violenta a un infan- scoltare tutte le volte che io lo desidero la voce d’un
tilismo psichico e la partecipazione a un delirio col- bambino che vive centinaia di chilometri lontano da
lettivo, la religione riesce a risparmiare a molta gente me, o apprendere da un amico, subito dopo lo sbarco,
la nevrosi individuale... che ha portato felicemente a termine un lungo e fati-
coso viaggio? Non conta nulla che la medicina sia
3 riuscita non solo a ridurre enormemente la mortalità
[Una tesi sostiene] che gran parte della nostra miseria infantile e i pericoli di infezione delle partorienti, ma
va addossata alla nostra cosiddetta civiltà; saremmo anche a prolungare di un numero considerevole di
molto più felici se vi rinunciassimo e trovassimo la anni la durata media della vita dell’uomo civile?...
via del ritorno a condizioni primitive... Ma a questo punto interviene la voce della critica pes-
Già nella vittoria del Cristianesimo sulle religioni pa- simistica... Se non ci fossero ferrovie che superano le
gane deve essere stato operante tale fattore ostile alla distanze, il bambino non avrebbe mai lasciato la città
civiltà, poiché esso era per molti versi simile alla sva- natale e non avrei bisogno del telefono per udire la
lutazione della vita terrena compiuta dalla dottrina sua voce...
cristiana. La parola “civiltà” (Kultur) designa la somma delle
[Un] evento determinante si ebbe quando, col pro- realizzazioni e degli ordinamenti che differenziano la
gresso dei viaggi di esplorazione, l’uomo entrò in nostra vita da quella di nostri progenitori animali e
contatto con popoli e razze primitivi. In conseguenza che servono a due scopi: a proteggere l’umanità con-
di una osservazione insufficiente e di una interpreta- tro la natura e a regolare le relazioni tra gli uomini...
zione errata dei loro usi e costumi, parve agli europei

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Con ogni utensile, l’uomo perfeziona i suoi organi - adorne di vasi di fiori.... Esigiamo che l’uomo civile
motori e sensori - oppure sposta le frontiere della loro onori la bellezza ovunque la incontri nella natura, e
azione. I motori gli mettono a disposizione forze gi- che la traduca in oggetti per quanto ne è capace il la-
gantesche le quali, come i suoi muscoli, possono es- voro delle sue mani.... Vogliamo vedere i segni della
sere impiegate in qualsiasi direzione; navi e aeroplani pulizia e dell’ordine... Apprendiamo con meraviglia
fanno sì che né l’acqua né l’aria possono ostacolare i quale cattivo odore emanasse di solito dalla persona
suoi movimenti. Con gli occhiali corregge i difetti del Re Sole...
delle sue lenti oculari, col telescopio scruta spazi im- Una buona parte degli sforzi dell’umanità si infrange
mensi, col microscopio sconfigge i limiti posti alla sullo scoglio di trovare un accomodamento vantag-
visibilità dalla struttura della retina. Con la macchina gioso (cioè che dia felicità) tra le pretese individuali e
fotografica ha creato uno strumento che fissa le im- quelle civili collettive; uno dei fatali problemi
pressioni fuggevoli della vista; il disco grammofonico dell’umanità è se questo accomodamento sia raggiun-
riesce a fare lo stesso per quelle altrettanto transitorie gibile in qualche particolare forma assunta dalla civil-
dell’udito, materializzazioni in fondo entrambe del tà o se il conflitto sia inconciliabile...
potere di cui egli è dotato di ricordare, della sua me- L’incivilimento ci appare come un processo peculiare
moria. Con l’aiuto del telefono può udire a distanze al quale l’umanità è sottoposta... Possiamo contraddi-
che anche la fiaba non avrebbe osato immaginare... stinguere questo processo mediante le modificazioni
Non paiono soltanto una fiaba, sono l’appagamento che esso produce nelle note disposizioni pulsionali
diretto di tutti (o quasi) i desideri favolosi, queste co- dell’uomo, il cui soddisfacimento è il compito eco-
se che l’uomo, mediante la scienza e la tecnica, ha nomico della nostra vita. Alcune di queste pulsioni
prodotto sulla terra, nella quale comparve dapprima vengono erose in modo tale che al loro posto compare
come un debole organismo animale e nella quale ogni qualcosa che nel singolo individuo descriviamo come
individuo della sua specie torna a fare il suo ingresso particolarità del carattere. L’esempio più notevole da
come lattante indifeso... Da lungo tempo egli si era noi trovato di questo processo è l’erotismo anale dei
fatto una rappresentazione ideale dell’onnipotenza e primi anni. L’interesse originario per la funzione e-
dell’onniscienza, cui diede corpo nei suoi dei. A essi scretoria, per i suoi organi e prodotti, si muta, nel cor-
assegnò tutto quel che pareva irraggiungibile ai suoi so della crescita, nel gruppo di qualità che ci sono no-
desideri, o era proibito. Possiamo dunque dire che te come parsimonia, senso dell’ordine e pulizia, che
questi dei erano ideali di civiltà. Oggi egli è pervenu- sono in sé e per sé pregevoli e benvenute, ma che
to assai vicino al raggiungimento di questi ideali, è possono rafforzarsi fino a diventare vistosamente
diventato lui stesso quasi un dio. Certamente solo nel- predominanti e produrre poi ciò che si chiama caratte-
la maniera in cui... gli ideali sogliono realizzarsi. Non re anale...
completamente cioè... L’uomo è per così dire divenu- Altre pulsioni sono indotte a spostare le condizioni
to una specie di dio-protesi, veramente magnifico del loro soddisfacimento, a trasferirle su altre vie,
quando è equipaggiato di tutti i suoi organi accessori; processo che nella maggioranza dei casi coincide con
ma questi non formano un tutt’uno con lui e ogni tan- la sublimazione (della meta pulsionale)... La sublima-
to gli danno ancora del filo da torcere. Si consoli tut- zione pulsionale è un segno particolarmente distintivo
tavia: questa evoluzione non finirà nell’Anno del Si- dell’incivilimento; è merito suo la parte così impor-
gnore 1930. Le età future recheranno con sé nuovi e tante svolta dalle più alte attività psichiche - scientifi-
forse inimmaginabili passi avanti... Pure, che, artistiche, ideologiche - nella vita civile...
nell’interesse della nostra indagine, non dimentichia- È impossibile ignorare in qual misura la civiltà sia
mo che l’uomo d’oggi, nella sua somiglianza a Dio, costruita sulla rinuncia pulsionale, quanto abbia come
non si sente felice... presupposto il non soddisfacimento... di potenti pul-
Riteniamo segno di civiltà il fatto che l’industriosità sioni. Questa “frustrazione civile” domina il vasto
degli uomini si applichi anche a cose che non hanno campo delle relazioni sociali degli uomini; già sap-
alcun valore pratico o sembrano addirittura inutili; piamo che è la causa dell’ostilità contro cui tutte le
per esempio, il fatto che... le finestre delle case siano civiltà devono combattere...

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Non è facile capire come possa avvenire che una pul- sessualità come una stirpe o uno strato di popolazione
sione venga privata del suo soddisfacimento. Il farlo che ne abbia assoggettato un altro per sfruttarlo. Il ti-
non è esente da pericoli; se non è compensata econo- more della insurrezione di ciò che è stato represso
micamente, bisogna rassegnarsi a serie perturbazio- spinge a severe misure precauzionali. La nostra civil-
ni... tà europea occidentale è giunta all’apice di tale svi-
luppo... Psicologicamente si giustifica che essa proi-
4 bisca sin dall’inizio ogni manifestazione di vita ses-
In Totem e tabù (1913) ho cercato di mostrare il suale nei bambini, poiché è vano credere di frenare le
cammino che da questa famiglia [primitiva, o “orda bramosie sessuali degli adulti se non si è cominciato a
primordiale”] portò allo stadio successivo della vita farlo nell’infanzia. Non vi è invece giustificazione al
in comune nella forma di alleanza tra fratelli. Sopraf- fatto che la società incivilita è giunta al punto di rin-
facendo il padre, i figli avevano sperimentato che negare questi fenomeni, che non solo sono facilmente
l’unione può essere più forte del singolo individuo. dimostrabili, ma sono addirittura appariscenti. La
La civiltà totemica si basa sulle restrizioni che i fra- scelta oggettuale dell’individuo sessualmente maturo
telli dovettero imporsi l’uno all’altro per conservare il viene ristretta al sesso opposto, e la maggior parte dei
nuovo stato di cose. Le ingiunzioni dei tabù furono i soddisfacimenti extragenitali sono proibiti come per-
primo “diritto”. Quindi la vita in comune degli uomi- versioni. La pretesa, evidente in queste proibizioni, di
ni ebbe un duplice fondamento: la coercizione al la- una vita sessuale di uguale genere per tutti ignora le
voro, creata dalla necessità esterna, e la potenza differenze nella costituzione sessuale innata e acquisi-
dell’amore, che nel maschio provocò il desiderio di ta degli esseri umani e priva un considerevole numero
non essere privato dell’oggetto sessuale, cioè della di persone del godimento sessuale, diventando così
femmina, e nella femmina quello di non essere priva- fonte di grave ingiustizia... Ciò che non è stato messo
ta della parte da lei separatasi, cioè del figlio. Eros e al bando, l’amore genitale eterosessuale, viene ulte-
Ananke [“necessità”] sono divenuti del pari i progeni- riormente circoscritto dalle barriere della legittimità e
tori della civiltà umana... della monogamia...
L’amore che fondò la famiglia continua a operare nel- Questo, naturalmente, è un estremo traguardo. È noto
la civiltà nella sua forma originaria, nella quale non che si è dimostrato irraggiungibile, anche per periodi
rinuncia al soddisfacimento sessuale diretto, e nella assai brevi. Soltanto i deboli si sono acconciati a una
forma modificata, come tenerezza inibita nella meta. coercizione così estesa della loro libertà sessuale... La
In ambedue le forme adempie alla sua funzione di le- società incivilita si è vista costretta a passare sotto si-
gare l’uno all’altro un numero considerevole di per- lenzio molte trasgressioni che secondo i suoi canoni
sone, più intensamente di quello che può fare avrebbe dovuto punire. Badiamo tuttavia a non in-
l’interesse del lavoro in comune... Ma la correlazione gannarci nel senso opposto, ritenendo che, dato che la
tra amore e civiltà cessa, nel corso dell’evoluzione, di civiltà non raggiunge tutti i suoi intenti, tale suo at-
essere univoca. Da un lato, l’amore si oppone agli in- teggiamento sia completamente innocuo. La vita ses-
teressi della civiltà, dall’altro la civiltà minaccia suale dell’uomo civile è in effetti seriamente danneg-
l’amore con gravi restrizioni... giata...
Già la prima fase di civiltà, quella del totemismo, Qualche volta crediamo di avvertire che non solo la
porta la proibizione della scelta incestuosa pressione della civiltà, ma qualcosa nell’essenza della
dell’oggetto, forse la più drastica mutilazione che la funzione sessuale...
vita erotica dell’uomo abbia sofferto nel corso dei se-
coli. Ulteriori limitazioni sono causate dai tabù, dalle 5
leggi e dai costumi... La civiltà non si accontenta dei legami che finora le
La civiltà segue in queste cose la costrizione della ne- abbiamo concesso, ma vuole anche legare libidica-
cessità economica, dato che deve sottrarre alla sessua- mente tra loro i membri della comunità, e a questo
lità un grande ammontare di energia psichica che a- scopo si serve di ogni mezzo, favorisce ogni tramite
dopera essa stessa... La civiltà si comporta verso la che procuri forti identificazioni tra essi, chiama a rac-

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colta enormi quantità di libido inibita nella meta, per civiltà deve far di tutto per porre limiti alle pulsioni
rafforzare i legami comunitari... Per attuare questi in- aggressive dell’uomo, per rintuzzarne la vivacità me-
tenti, è inevitabile la restrizione della vita sessuale. diante formazioni psichiche reattive. Di qui l’impiego
Ma non riusciamo a comprendere quale necessità di metodi intesi a provocare negli uomini identifica-
spinga la civiltà su questa via... zioni e relazioni amorose inibite nella meta, di qui le
Ce ne può indicare la traccia una di quelle che ho restrizioni della vita sessuale, di qui, anche, il coman-
chiamato le pretese ideali della società incivilita, che damento ideale di amare il prossimo come sé stessi,
dice: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”... Per- che ha giustificazione reale nel fatto che nessun’altra
ché dovremmo farlo?... Ma soprattutto come arrivar- cosa va tanto contro la natura umana originaria. No-
ci?... Se amo qualcuno, in qualche modo egli se lo nostante tutte le sue fatiche, questo sforzo della civil-
deve meritare... Lo merita se mi assomiglia in certi tà non ha finora ottenuto gran che. La civiltà spera di
aspetti importanti, tanto che io possa in lui amare me prevenire i peggiori eccessi della forza bruta confe-
stesso; lo merita se è tanto più perfetto di me da pote- rendo a se stessa il diritto di impiegare la violenza
re io amare in lui l’ideale i me stesso; devo amarlo se contro i criminali, ma la legge non può mettere le
è figlio del mio amico, poiché il dolore del mio amico mani sulle manifestazioni più discrete e sottili
se gli accadesse qualcosa sarebbe anche il mio dolore, dell’aggressività umana...
un dolore che dovrei condividere. Ma se per me è un I comunisti pensano di aver trovato la via per liberar-
estraneo e non può attrarmi per alcun suo merito per- ci dal male. L’uomo è senza alcun dubbio buono, ben
sonale o per alcun significato da lui già acquisito nel- disposto verso il suo prossimo, ma l’istituzione della
la mia vita emotiva, mi sarà difficile amarlo... Ma se proprietà privata ha corrotto la sua natura... Se si abo-
debbo amarlo, con quell’amore universale, sempli- lisse la proprietà privata, se tutti i beni fossero messi
cemente perché anche lui è un abitante di questa ter- in comune e tutti potessero partecipare al loro godi-
ra... allora temo che gli toccherà una porzione mento, malevolenza e ostilità tra gli uomini scompari-
d’amore ben piccola... A che pro un precetto enuncia- rebbero. Soddisfatti tutti i bisogni, nessuno avrebbe
to tanto solennemente, se il suo adempimento non si più ragione di vedere nell’altro un nemico; tutti si ad-
raccomanda da se stesso come razionale?... dosserebbero volentieri il lavoro necessario. Non è af-
La parte di vero dietro tutto questo, negata con tanto far mio la critica economica del sistema comunista...
zelo, è che l’uomo non è una creatura mansueta, bi- Ma sono in grado di riconoscere che la sua premessa
sognosa d’amore, capace, al massimo, di difendersi se psicologica è un’illusione priva di fondamento. Con
viene attaccata; ma occorre attribuire al suo corredo l’abolizione della proprietà privata si toglie al deside-
pulsionale anche una buona dose di aggressività... rio umano di aggressione uno dei suoi strumenti, cer-
Questa crudele aggressività è di regola in attesa di tamente uno strumento forte ma, altrettanto certamen-
una provocazione... In circostanze che le sono propi- te, non il più forte. Quanto alle differenze di potere e
zie, quando le forze psichiche contrarie che ordina- prestigio, che l’aggressività sfrutta a proprio uso, nul-
riamente la inibiscono cessano d’operare, essa si ma- la è stato in esse mutato, nulla cambia nell’essenza
nifesta anche spontaneamente e rivela nell’uomo una dell’aggressione. Essa non è stata creata dalla pro-
bestia selvaggia, alla quale è estraneo il rispetto per la prietà, dominava quasi senza restrizione nei tempi
propria specie... primordiali, quando la proprietà era ancora estrema-
L’esistenza di questa tendenza all’aggressione, che mente ridotta, già si mostra nel comportamento dei
possiamo scoprire in noi stessi e giustamente suppor- bambini, quando la proprietà ha appena abbandonato
re negli altri, è il fattore che turba i nostri rapporti col la forma anale originaria, costituisce il sostrato di o-
prossimo e obbliga la civiltà a un grande dispendio di gni relazione tenera e amorosa tra esseri umani, con
forze. Per via di questa ostilità primaria degli uomini l’unica eccezione, forse, di quella tra la madre e il fi-
tra loro, la società incivilita è continuamente minac- glio maschio. Se si sopprime il diritto personale ai
ciata di distruzione. Gli interessi della comunione di beni materiali, il privilegio rimane nelle relazioni ses-
lavoro non bastano a tenerla unita: i moti pulsionali suali, ove diviene inevitabilmente fonte di grandissi-
disordinati sono più forti degli interessi razionali. La ma invidia e rabbiosa ostilità tra esseri umani che per

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altri rispetti sono stati messi alla pari. Se si abbattesse rattato una parte della sua possibilità di felicità per un
anche questo ostacolo giungendo alla completa libe- po’ di sicurezza. Non dimentichiamo poi che nella
razione della vita sessuale, se si abolisse cioè la fami- famiglia primigenia solo il capo godeva di questa li-
glia, cellula germinale della civiltà, pur non potendosi bertà pulsionale; gli altri vivevano in una repressione
prevedere le nuove vie che imboccherebbe schiavistica. Il contrasto tra una minoranza che gode-
l’evoluzione della civiltà, una cosa sarebbe certa, che va dei benefici della civiltà e una maggioranza che ne
questo lato incancellabile della natura umana la se- era spogliata era dunque, in quei primordi della civil-
guirà anche là. tà, portato agli estremi...
Chiaramente non è facile per gli uomini rinunciare al Quando giustamente protestiamo contro lo stato at-
soddisfacimento di questa loro tendenza a essere ag- tuale della nostra civiltà, accusandolo di appagare
gressivi; non si sentono tranquilli. Il vantaggio di un troppo poco le nostre esigenze di un assetto vitale che
ambito piuttosto circoscritto di civiltà, il quale con- ci renda felici... sicuramente esercitiamo un nostro
sente alla pulsione di sfogarsi nell’animosità contro giusto diritto e non ci mostriamo nemici della civiltà.
coloro che ne sono al di fuori, non è affatto disprez- Possiamo aspettarci di ottenere cambiamenti nella no-
zabile. È sempre possibile riunire un numero anche stra civiltà con l’andare del tempo, tali che soddisfino
rilevante di uomini che si amino l’un l’altro fin tanto meglio i nostri bisogni e sfuggano a questa critica.
che ne restino altri per le manifestazioni di aggressi- Ma forse ci abitueremo anche all’idea che ci sono dif-
vità. Mi sono interessato una volta del fenomeno per ficoltà inerenti all’essenza stessa della civiltà e che
cui comunità limitrofe e affini tra loro anche per altri non cederanno di fronte ad alcun tentativo di riforma.
versi si osteggiano e si scherniscono a vicenda, come Oltre agli obblighi, cui siamo preparati, concernenti
gli Spagnoli e i Portoghesi, i Tedeschi del sud e del la restrizione pulsionale, ci sovrasta il pericolo di una
nord, gli Inglesi e gli Scozzesi, e molti altri. Diedi a condizione che potremmo definire “la miseria psico-
questo fenomeno il nome di “narcisismo delle piccole logica della massa”... La presente condizione civile
differenze”... Si tratta di un comodo, relativamente dell’America offrirebbe una buona occasione per stu-
innocuo soddisfacimento dell’inclinazione aggressi- diare questo temuto male della civiltà. Ma evito la
va, in virtù del quale è facilitato l’accordo tra i mem- tentazione di addentrarmi nella critica della civiltà
bri della comunità. Il popolo ebraico, disperso per americana; non voglio suscitar l’impressione che io
ogni dove, si è acquistato in questo modo meriti altis- stesso ami servirmi di metodi americani...
simi nei confronti delle civiltà dei popoli che lo han-
no ospitato... Poi che l’apostolo Paolo ebbe posto 6
l’amore universale tra gli uomini a fondamento della In Al di là del principio di piacere (1920)... fermai
sua comunità cristiana, era inevitabile sorgesse l’attenzione per la prima volta sulla coazione a ripete-
l’estrema intolleranza della Cristianità contro coloro re e sul carattere conservativo della vita pulsionale.
che rimanevano al di fuori; i Romani, che non aveva- Partendo da speculazioni sull’origine della vita e da
no fondato la loro collettività statale sull’amore, non paralleli biologici, trassi la conclusione che, oltre alla
conobbero l’intolleranza religiosa, benché per loro la pulsione a conservare la sostanza vivente e a legarla
religione fosse un affare di Stato e lo Stato fosse im- in unità sempre più larghe, doveva esisterne un’altra,
bevuto di religione. Non fu un puro caso che il sogno ad essa opposta, che mirava a dissolvere queste unità
germanico del dominio del mondo facesse appello e a ricondurle allo stato primordiale, inorganico.
all’antisemitismo come a suo complemento... Dunque, oltre a Eros, una pulsione di morte; la loro
Se la civiltà impone sacrifici tanto grandi non solo al- azione comune o contrastante consente di spiegare i
la sessualità ma anche all’aggressività dell’uomo, al- fenomeni della vita...
lora intendiamo meglio perché egli stenti a trovare la [Si sviluppò poi] la congettura che le due specie di
sua felicità in essa. Di fatto l’uomo primordiale stava pulsioni di rado, e forse mai, appaiano isolate, ma
meglio, poiché ignorava qualsiasi restrizione pulsio- sempre si mescolino in proporzioni diverse, assai va-
nale. In compenso la sua sicurezza di godere a lungo riabili, rendendosi in tal modo irriconoscibili al nostro
di tale felicità era molto esigua. L’uomo civile ha ba- giudizio. Il sadismo... sarebbe una siffatta lega parti-

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colarmente forte della brama amorosa con la pulsione re contro l’Io la stessa inesorabile aggressività che
distruttiva, mentre nella sua controparte, il masochi- l’Io avrebbe volentieri soddisfatto contro altri indivi-
smo, avremmo la congiunzione della distruttività ri- dui estranei. Chiamiamo senso di colpa la tensione tra
volta all’interno con la sessualità... il rigido Super-io e l’Io a esso soggetto; tale senso si
Nel sadismo, dove la pulsione di morte distorce al suo manifesta come bisogno di punizione. La civiltà do-
significato la meta erotica pur soddisfacendo comple- mina dunque il pericoloso desiderio di aggressione
tamente il desiderio sessuale, noi riusciamo a discer- dell’individuo infiacchendolo, disarmandolo e facen-
nere nel modo più chiaro la sua natura e la sua rela- dolo sorvegliare da una istanza nel suo interno, come
zione con l’Eros. Ma anche dove essa fa la sua com- da una guarnigione nella città conquistata.
parsa senza alcuna mira sessuale, anche nel più cieco Sull’origine del sentimento di colpa l’analista pensa
furore distruttivo, non si può misconoscere che al suo diversamente dagli altri psicologi... Innanzi tutto,
soddisfacimento si riallaccia un godimento narcisisti- quando si chiede come uno giunga ad avere un senti-
co altissimo, poiché essa offre all’Io l’appagamento mento di colpa, si riceve una risposta inconfutabile:
dei suoi antichi desideri d’onnipotenza. Temperata e uno si sente colpevole (i devoti dicono: in peccato)
imbrigliata, in certo qual modo inibita nella meta, la quando ha fatto qualcosa che riconosce come “male”.
pulsione distruttiva diretta verso gli oggetti procura Ma poi si vede quanto poco ci dica questa risposta.
all’Io il soddisfacimento dei suoi bisogni vitali e il Forse dopo qualche esitazione si aggiungerà che an-
dominio della natura... che chi non ha commesso questo male, ma semplice-
L’incivilimento... è un processo al servizio dell’Eros, mente riconosce in sé stesso l’intenzione di commet-
che mira a raccogliere prima individui sporadici, poi terlo, può ritenersi colpevole, e allora sorge la do-
famiglie, poi stirpi, popoli, nazioni, in una grande manda sul perché in questo caso l’intenzione venga
unità: il genere umano... Queste moltitudini devono considerata equivalente all’attuazione. Ambedue i ca-
essere legate l’una all’altra libidicamente; la necessità si presuppongono che il male sia stato già riconosciu-
sola, i vantaggi del lavoro in comune non le terrebbe- to come riprovevole, come qualcosa da non fare. Co-
ro insieme. Ma a questo programma della civiltà si me si giunge a questo giudizio? Va scartata l’ipotesi
oppone la naturale pulsione aggressiva dell’uomo, di una originaria, per così dire naturale capacità di-
l’ostilità di ciascuno contro tutti e di tutti contro cia- scriminatoria tra bene e male. Il male spesso non è
scuno. Questa pulsione aggressiva è figlia e massima quel che danneggia o mette in pericolo l’Io, anzi può
rappresentante della pulsione di morte... E ora, mi essere anche qualcosa che l’Io desidera, da cui trae
sembra, il significato dell’evoluzione civile non è più diletto. Qui agisce dunque un influsso estraneo, il
oscuro. Indica la lotta tra Eros e Morte, tra pulsione di quale decide che cosa debba chiamarsi bene o male.
vita e pulsione di distruzione, come si attua nella spe- Poiché il proprio sentire non avrebbe condotto
cie umana. Questa lotta è il contenuto essenziale della l’uomo lungo questa via, egli deve avere un motivo
vita e perciò l’evoluzione civile può definirsi in breve per sottomettersi a tale influsso estraneo. È facile
come la lotta per la vita della specie umana... scoprirlo nella debolezza dell’uomo e nella sua di-
pendenza dagli altri; può essere indicato meglio come
7 paura di perdere l’amore. Se l’uomo perde l’amore
Che mezzi usa la civiltà per frenare la spinta aggres- degli altri da cui dipende, ci rimette anche la prote-
siva che le si oppone, per renderla innocua, magari zione contro molti pericoli e soprattutto si espone al
per abolirla?... Possiamo studiarlo nella storia dello rischio che la persona più forte mostri la sua superio-
sviluppo individuale. Che cosa avviene nell’individuo rità punendolo. Pertanto il male è originariamente tut-
a rendere innocuo il suo desiderio di aggressione?... to ciò a causa di cui si è minacciati della perdita
L’aggressività viene introiettata, interiorizzata, pro- d’amore; bisogna evitarlo, per timore di tale perdita...
priamente viene rimandata là donde è venuta, ossia è Questo stato d’animo si chiama “cattiva coscienza”,
volta contro il proprio Io. Qui viene assunta da una ma propriamente è un nome immeritato, perché a
parte dell’Io, che si contrappone come Super-io al ri- questo stadio il senso di colpa è chiaramente solo
manente, e ora come “coscienza” è pronta a dimostra- paura della perdita d’amore, angoscia “sociale”. Pri-

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ma della fanciullezza non può essere mai nient’altro, me sostituto dell’istanza dei genitori; se si ha sfortu-
ma anche in molti adulti cambia solo per quel tanto na, significa che non si è più amati da questa somma
che il posto del padre o dei due genitori è stato preso potestà e, minacciati da questa perdita d’amore, si
dalla più vasta comunità umana. Di conseguenza essi torna a inchinarsi davanti alla rappresentanza, nel Su-
si permettono di solito di commettere il male che dia per-io, dei genitori, che nella fortuna si trascurava a
loro a sperare vantaggi, purché siano sicuri che cuor leggero. Ciò diventa particolarmente chiaro
l’autorità non ne venga a sapere nulla o non possa far- quando si riconosce nel destino, in senso strettamente
la loro scontare, e la loro paura è solo di venire sco- religioso, soltanto l’espressione della volontà di Dio.
perti... Il popolo d’Israele aveva creduto di essere il figlio
Un grande mutamento sopravviene solo se l’autorità, prediletto di Dio, e quando il Padre fece ricadere su
per lo svilupparsi di un Super-io, diventa interiore. I questo suo popolo calamità su calamità, esso non per-
fenomeni della coscienza morale si pongono allora su se la fede in quella relazione o dubitò della potenza e
un gradino più alto; in fondo solo adesso si dovrebbe giustizia divina, bensì generò i profeti che gli rinfac-
parlare di coscienza, e di sentimento di colpa. A que- ciarono la sua iniquità e dal suo senso di colpa trasse i
sto punto vengono anche a cessare sia la paura di ve- severissimi comandamenti della sua religione sacer-
nire scoperti, sia la differenza tra fare e volere il male, dotale. È curioso invece come il primitivo si comporti
perché niente può rimaner nascosto dinanzi al Super- diversamente! Se ha avuto sfortuna, non attribuisce la
io, neppure i pensieri... colpa a sé stesso, ma al feticcio, che chiaramente non
In questo secondo stadio di sviluppo, la coscienza ha fatto il suo dovere, e lo bastona di santa ragione
mostra una particolarità che era estranea al primo e invece di punire se stesso.
che non è più così facile spiegare. Essa si comporta Il sentimento di colpa può quindi avere due origini:
cioè con tanto maggior rigore e diffidenza quanto più una dal timore che suscita l’autorità, e una successiva
l’uomo è virtuoso, così che alla fine proprio le perso- dal timore che suscita il Super-io. La prima obbliga a
ne più progredite sulla via della santità si accusano rinunciare al soddisfacimento pulsionale, la seconda,
delle peggiori iniquità... Una coscienza più rigida e oltre a ciò e poiché è impossibile nascondere al Su-
vigilante è il segno distintivo dell’uomo virtuoso e, se per-io che i desideri proibiti continuano, preme per la
i santi pretendono di essere dei peccatori, non lo fan- punizione. Abbiamo anche visto come si spieghi la
no a torto, considerate le tentazioni di soddisfacimen- severità del Super-io (gli scrupoli di coscienza). Essa
to pulsionale alle quali sono esposti in misura partico- prosegue semplicemente la severità dell’autorità e-
larmente grande, dal momento che le tentazioni au- sterna, alla quale è succeduta e che in parte ha sosti-
mentano, come tutti sanno, se la frustrazione è conti- tuito. Vediamo ora in che relazione stiano la rinuncia
nua, mentre, soddisfacendole ogni tanto, si affievoli- pulsionale e il senso di colpa. In origine la rinuncia
scono almeno temporaneamente. pulsionale è la conseguenza del timore che suscita
È un altro fatto dell’etica, campo così ricco di pro- l’autorità esterna; si rinuncia ai soddisfacimenti per
blemi, che la sventura, vale a dire lo scacco esterno, non perdere l’amore di quella. Fatta questa rinuncia,
accresce sommamente il potere della coscienza nel si è per così dire a posto con l’autorità, e non dovreb-
Super-io. Fin tanto che le cose vanno bene, la co- be rimanere nessun sentimento di colpa. Le cose van-
scienza è mite e lascia che l’Io intraprenda ogni sorta no diversamente nel caso del timore suscitato dal Su-
di cose; ma quando è colpito da una calamità, l’uomo per-io. Qui non basta la rinuncia pulsionale, poiché il
si raccoglie in sé stesso, riconosce la sua iniquità, e- desiderio rimane e non si lascia occultare di fronte al
leva le sue pretese morali, si impone astinenze e si Super-io. Così, nonostante che la rinuncia sia avvenu-
punisce espiando. Popoli interi si sono comportati co- ta, sopravviene ugualmente un sentimento di colpa e
sì e così si comportano tuttora. Ma ciò si spiega con questo è un grande svantaggio economico
tutta facilità mediante lo stadio originario, infantile dell’istituzione del Super-io o, per dirla altrimenti, del
della coscienza morale, che dunque non viene abban- formarsi della coscienza. La rinuncia pulsionale ora
donato dopo l’introiezione nel Super-io, ma continua non ha più un effetto completamente liberatore,
accanto e dietro a quest’ultimo. Il destino è visto co- l’astinenza virtuosa non è più ricompensata dalla cer-

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tezza dell’amore; una minacciosa infelicità esterna - mica difficile, il bambino fa ricorso a meccanismi no-
perdita dell’amore e punizione da parte dell’autorità ti, assorbendo in sé per mezzo dell’identificazione
esterna - è stata barattata con una permanente infelici- questa autorità inattaccabile, che diviene allora il Su-
tà interna, la tensione del senso di colpa... per-io e fa sua tutta l’aggressività che chiunque da
La successione nel tempo sarebbe dunque la seguen- bambino volentieri le eserciterebbe contro... È un ca-
te: prima, rinuncia pulsionale per timore povolgimento della situazione, tutt’altro che raro. “Se
dell’aggressione da parte dell’autorità esterna - a ciò io fossi il padre e tu il figlio, ti tratterei male”... La
si riduce infatti la paura della perdita d’amore, severità del Super-io non è - o è assai poco - quella
l’amore protegge da questa aggressione punitrice -, sperimentata o attesa dall’Io ancora indiviso da parte
poi l’istituzione dell’autorità interna, rinuncia pulsio- [del padre], bensì sta a rappresentare la propria ag-
nale in conseguenza del timore di essa, angoscia mo- gressività contro di lui. Se ciò è corretto, si può vera-
rale. Nel secondo caso, azione cattiva e intenzione mente affermare che la coscienza nasce in principio
cattiva si equivalgono, donde il senso di colpa, il bi- dalla repressione di un impulso aggressivo e che si
sogno di essere puniti. L’aggressione della coscienza rafforza con l’andare del tempo a ogni nuova repres-
perpetua l’aggressione dell’autorità... sione cosiffatta.
E qui interviene finalmente un’idea assolutamente ti- Ora, quale di queste due ipotesi è giusta?... Sono giu-
pica della psicoanalisi ed estranea al pensiero comu- stificate entrambe; non si contraddicono reciproca-
ne. Essa è di tal genere che ci fa capire perché la que- mente e coincidono persino in un punto, poiché
stione ci appaia necessariamente tanto confusa e o- l’aggressività vendicatrice del bambino sarà in parte
scura. Dice infatti che in principio la coscienza mora- determinata dalla più o meno violenta aggressione
le (più esattamente, l’angoscia che poi diviene co- punitrice che egli si aspetta dal padre...
scienza) è la causa della rinuncia pulsionale, ma poi il Se si prova un senso di colpa dopo, e a causa, di un
rapporto si rovescia. Ogni rinuncia pulsionale diventa crimine, a questo sentimento va dato piuttosto il no-
allora una fonte dinamica della coscienza, ogni nuova me di rimorso. Esso si riferisce a una sola azione e
rinuncia ne accresce la severità e l’intolleranza... Sa- naturalmente presuppone che una coscienza, la facol-
remmo tentati di giungere al seguente paradosso: la tà di sentirsi in colpa, esista già prima del fatto. Un
coscienza è il risultato della rinuncia pulsionale; op- simile rimorso, perciò, non ci aiuta mai a trovare
pure: la rinuncia pulsionale (impostaci dall’esterno) l’origine della coscienza e del senso di colpa in gene-
crea la coscienza, la quale poi esige ulteriori rinunce. re. L’andamento di questi casi quotidiani è di solito
Scegliamo l’esempio della pulsione aggressiva e sup- che un bisogno pulsionale ha acquistato la forza di ot-
poniamo che la rinuncia di cui si tratta sia sempre ri- tenere soddisfacimento nonostante la coscienza, limi-
nuncia all’aggressione... L’effetto della rinuncia pul- tata com’è nella sua forza, e che con il naturale inde-
sionale sulla coscienza è allora che quella parte di ag- bolimento del bisogno soddisfatto viene ripristinato il
gressività che tralasciamo di soddisfare viene presa precedente rapporto di forze. La psicoanalisi ha dun-
sopra di sé dal Super-io e ne accresce l’aggressività que ragione di escludere da questa discussione il caso
(contro l’Io). Ciò non si accorda bene col fatto che del senso di colpa da rimorso, per frequente che sia e
l’originaria aggressività della coscienza continua il per quanto grande sia la sua importanza pratica...
rigore dell’autorità esterna e quindi non ha niente a Il senso di colpa è l’espressione del conflitto ambiva-
che fare con la rinuncia. Ma questa contraddizione lente, dell’eterna lotta tra l’Eros e la pulsione distrut-
scompare se facciamo l’ipotesi che la prima aggressi- tiva o di morte. Questo conflitto si accende appena gli
vità di cui viene dotato il Super-io abbia un’altra de- uomini sono posti nella necessità di vivere insieme.
rivazione. Contro l’autorità che impedì al bambino i Finché l’unica forma di comunità è quella della fami-
primi, ma più importanti, soddisfacimenti, si dovette glia, il conflitto si esprime per forza nel complesso
sviluppare in lui una considerevole dose di aggressi- edipico, insedia la coscienza e crea il primo senso di
vità... Costretto dalla necessità, il bambino dovette ri- colpa. Quando si cerca di allargare la comunità, lo
nunciare a soddisfare i suoi desideri aggressivi di stesso conflitto si perpetua in forme che dipendono
vendetta. Per sbrogliarsi da questa posizione econo- dal passato, si rafforza e provoca un ulteriore aumen-

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to del senso di colpa. Dato che la civiltà obbedisce a c’è sempre l’angoscia dietro tutti i sintomi; essa, però,
una spinta erotica interna che le ordina di unire gli ora assorbe per sé con gran tumulto tutta la coscienza,
uomini in una massa collegata intimamente, essa può ora si cela così completamente che siamo costretti a
raggiungere tale meta solo per la via di un sempre parlare di angoscia inconscia... E quindi si può benis-
crescente rafforzamento del senso di colpa. Ciò che simo pensare che anche il senso di colpa prodotto dal-
cominciò col padre, si compie nella massa. Se la ci- la civiltà non sia riconosciuto come tale, rimanga in
viltà è il cammino evolutivo necessario dalla famiglia gran parte inconscio o venga in luce come un disagio,
all’umanità, ad essa inseparabilmente si ricollega un’insoddisfazione, per cui si cercano altre motiva-
l’esaltazione del senso di colpa, come conseguenza zioni. Quanto a loro, le religioni non hanno mai tra-
del conflitto ambivalente innato, dell’eterna disputa scurato la parte del senso di colpa nella civiltà. Anzi
tra amore e desiderio di morte: un’esaltazione, forse, pretendono... di redimere l’umanità da questo senso
fino ad altezze che il singolo trova difficili da soppor- di colpa, che chiamano peccato...
tare... Può non essere superfluo spiegare il significato di al-
cune parole... Il Super-io è un’istanza da noi desunta,
8 e la coscienza morale una funzione che attribuiamo,
Il progresso civile ha un prezzo, pagato in perdita di fra le altre, al Super-io: tocca ad essa sorvegliare e
felicità a mano a mano che aumenta il senso di colpa. giudicare le azioni e le intenzioni dell’Io, esercitare
Quello che ancora di sconcertante può esserci in que- un’azione censoria. Il senso di colpa (la durezza del
sta asserzione, la quale costituisce il risultato ultimo Super-io), quindi, è la stessa cosa che la severità della
della nostra indagine, va verosimilmente ricondotto al coscienza, è la percezione che l’Io ha di essere sorve-
rapporto del tutto originale e sinora inspiegato tra il gliato in tal maniera, la stima della tensione che esiste
senso di colpa e la consapevolezza che ne abbiamo. tra i desideri dell’Io e le esigenze del Super-io; e
Nei comuni casi di rimorso, da noi ritenuti normali, la l’angoscia che sta al fondo di tutto ciò, ossia il timore
coscienza riesce a percepire abbastanza chiaramente di fronte a questa istanza critica, il bisogno di puni-
il senso di colpa... Lo studio delle nevrosi, al quale zione, è una manifestazione pulsionale dell’Io - dive-
dobbiamo le più preziose indicazioni per capire le nuto masochista, sotto l’influsso del Super-io sadico -
condizioni normali, dà risultati contraddittori. In una è cioè una parte della pulsione verso la distruzione in-
di queste affezioni, la nevrosi ossessiva, il senso di terna presente nell’Io, impiegata per formare un vin-
colpa compenetra di sé esageratamente la coscienza, colo erotico col Super-io. Di coscienza morale non si
domina il quadro clinico e la vita del paziente, quasi dovrebbe parlare finché non sia dimostrabile un Su-
non vi lascia apparire null’altro. Ma nella maggior per-io; circa il sentimento di colpa si deve ammettere
parte degli altri casi e forme di nevrosi esso rimane che esiste prima del Super-io, quindi anche prima del-
completamente inconscio, senza per questo manife- la coscienza morale. A quel tempo esso è
stare effetti più lievi. I malati non ci credono quando l’espressione immediata del timore dell’autorità e-
attribuiamo loro un “senso di colpa inconscio”; per sterna, il riconoscimento della tensione tra l’Io e que-
farci capire almeno in parte, parliamo loro di bisogno sta autorità, il diretto derivato del conflitto tra il biso-
inconscio di punizione, in cui si esprime il senso di gno di essere amati da essa e la spinta verso il soddi-
colpa... Persino nella nevrosi ossessiva vi sono tipi di sfacimento pulsionale, la cui inibizione genera
malati che non percepiscono il loro senso di colpa o l’aggressività. La sovrapposizione di questi due strati
che lo avvertono unicamente come un disagio che li del senso di colpa - derivati rispettivamente dal timo-
tormenta, una specie di angoscia, allorché sono impe- re dell’autorità esterna e dal timore dell’autorità in-
diti a compiere determinati atti... In fondo, il senso di terna - ci ha reso difficile più di una volta cogliere i
colpa non è che una diversa specie topica di angoscia, nessi della coscienza morale...
un’angoscia che nelle sue fasi successive coincide e- A causa dell’onniscienza del Super-io, la differenza
sattamente con il timore suscitato dal Super-io. E tra aggressione ideata e aggressione eseguita perse la
l’angoscia del pari rivela le stesse straordinarie varia- sua forza; da allora il senso di colpa poté essere gene-
zioni rispetto alla coscienza. In un modo o nell’altro rato tanto da un atto di violenza realmente effettuato

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(come tutti sanno), quanto (come ha scoperto la psi- chezza con i processi psichici implicati, ne diveniamo
coanalisi) da un atto meramente ideato... Saremmo più facilmente consapevoli, vedendoli nella massa
tentati di cercare qui la soluzione dell’enigma costi- piuttosto che nel singolo individuo. In lui solo
tuito dalla relazione oltremodo variabile tra senso di l’aggressività del Super-io, in caso di tensione, divie-
colpa e consapevolezza. Il senso di colpa dovuto al ne percettibile clamorosamente sotto forma di rim-
rimorso per la cattiva azione dovrebbe sempre essere proveri, mentre spesso le esigenze medesime restano
conscio; quello dovuto alla percezione di un impulso inconsce nel sottofondo. Portandole a consapevole
cattivo potrebbe rimanere inconscio. Ma non è così conoscenza, scopriamo che coincidono con ciò che in
semplice: la nevrosi ossessiva è con ciò in aperta con- quel momento prescrive il Super-io della civiltà. In
traddizione. questo punto i due processi evolutivi, l’incivilimento
La seconda contraddizione era che l’energia aggressi- della moltitudine e lo sviluppo dell’individuo, sono a
va, di cui si pensa dotato il Super-io, secondo un mo- rigor di termine inscindibili. Alcune manifestazioni e
do di vedere perpetuava semplicemente l’energia pu- proprietà del Super-io si possono pertanto scoprire
nitrice dell’autorità esterna e la conservava entro la più facilmente dal suo modo di procedere nella co-
vita psichica, mentre secondo un’altra concezione munità civile che non presso il singolo.
consisteva piuttosto in energia aggressiva propria, ri- Il Super-io della civiltà e andato svolgendo i suoi ide-
masta inutilizzata e rivolta contro quell’autorità ini- ali ed elevando le sue esigenze. Fra queste ultime,
bente... A una riflessione più approfondita tale con- quelle che riguardano le relazioni degli uomini tra lo-
trasto apparentemente insanabile mostrò di essere in- ro vengono comprese sotto il nome di etica. In ogni
sussistente; rimase l’elemento essenziale e comune, il tempo si è attribuito all’etica il massimo valore, come
trattarsi di un’aggressività spostata verso l’interno... se tutti se ne aspettassero importanti conseguenze. Ed
Come il pianeta ruota intorno a un corpo centrale ol- è vero che l’etica, come è facile riconoscere, tocca il
tre che intorno al proprio asse, così l’uomo singolo punto dolente di ogni civiltà. Perciò va intesa come
partecipa al processo evolutivo della umanità e, in- un esperimento terapeutico, come lo sforzo di rag-
sieme, segue la propria strada nella vita. Ma ai nostri giungere, attraverso un imperativo del Super-io, ciò
deboli occhi il gioco delle forze celesti sembra fissato che finora non fu raggiunto attraverso nessun’altra
per sempre in un rigido ordine, invece nell’accadere opera civile. Sappiamo già che il problema è come
organico vediamo ancora le forze lottare fra loro e il rimuovere il maggior ostacolo alla civiltà, la tendenza
risultato del conflitto cambiare continuamente. Così costituzionale degli uomini all’aggressione reciproca;
anche, necessariamente, combattono in ogni indivi- e proprio per questo giudichiamo particolarmente in-
duo le due tendenze, quella verso la felicità indivi- teressante il comandamento probabilmente più recen-
duale e quella a congiungersi con gli altri esseri uma- te del Super-io civile: “ama il prossimo tuo come te
ni; così si contrappongono in modo ostile i due pro- stesso”. Lo studio e la terapia delle nevrosi ci induco-
cessi dello sviluppo individuale e dell’incivilimento... no a muovere due rimproveri al Super-io individuale:
Si può sostenere che anche la comunità sviluppi un esso si preoccupa troppo poco, nella severità dei suoi
Super-io, sotto il cui influsso si compie l’evoluzione imperativi e divieti, della felicità dell’Io, poiché non
civile... Il Super-io di un’epoca della civiltà ha tiene abbastanza conto delle resistenze contro
un’origine simile al Super-io dell’individuo; è basato l’ubbidienza: in primo luogo della forza pulsionale
sull’impressione che hanno lasciato dietro di sé gran- dell’Es e in secondo luogo delle difficoltà del mondo
di personalità di capi: uomini d’una travolgente forza circostante reale. Quindi siamo molto spesso obbliga-
spirituale, o uomini in cui una delle tendenze umane ti, in vista della terapia, a combattere il Super-io, e ci
abbia trovato lo svolgimento più forte e più puro e sforziamo di abbassare le sue pretese. Obiezioni del
sovente perciò anche più unilaterale... Il Super-io del- tutto analoghe possiamo sollevare contro le esigenze
la civiltà, come quello individuale, affaccia severe e- etiche del Super-io della civiltà. Anch’esso non si
sigenze ideali, il mancato conformarsi alle quali viene preoccupa abbastanza degli elementi di fatto nella co-
punito con l’”angoscia morale”. Qui si verifica addi- stituzione psichica degli esseri umani; emana un or-
rittura questo caso notevole: otteniamo più dimesti- dine e non si chiede se sia possibile eseguirlo. Presu-

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me, anzi, che l’Io dell’uomo sia psicologicamente in ti pratici da nuovi misconoscimenti idealistici della
grado di sottostare a qualsiasi richiesta, che l’Io abbia natura umana...
un potere illimitato sul suo Es. Questo è un errore, e Se l’evoluzione della civiltà è tanto simile a quella
anche negli uomini cosiddetti normali la padronanza dell’individuo e se usa gli stessi mezzi, non saremmo
dell’Es non può superare certi limiti. Esigendo di più, giustificati nel fornire la diagnosi che alcune civiltà, o
si produce nell’individuo la rivolta o la nevrosi, o lo epoche civili - forse l’intero genere umano, - sono di-
si rende infelice. Il comandamento “ama il prossimo venuti “nevrotici” per effetto del loro stesso sforzo di
tuo come te stesso” è la più forte difesa contro civiltà?...
l’aggressività umana e un esempio eccellente del mo- Mi manca il coraggio di erigermi a profeta di fronte ai
do di procedere non psicologico del Super-io civile. Il miei simili e accetto il rimprovero di non saper porta-
comandamento è irrealizzabile; una inflazione così re loro nessuna consolazione, perché in fondo questo
grandiosa dell’amore può solo sminuirne il valore, è ciò che tutti chiedono, i più fieri rivoluzionari non
non cancella la difficoltà. La civiltà trascura tutto ciò; meno appassionatamente dei più virtuosi credenti.
ci ammonisce soltanto che quanto più difficile è il Il problema fondamentale del destino della specie
conformarsi al precetto, tanto più meritoria è umana a me sembra sia questo: se, e fino a che punto,
l’obbedienza. Eppure, chi nella presente civiltà si at- l’evoluzione civile degli uomini riuscirà a dominare i
tiene a tale precetto si mette solo in svantaggio rispet- turbamenti della vita collettiva provocati dalla loro
to a chi non se ne cura. Che immane ostacolo alla ci- pulsione aggressiva e auto-distruttrice. In questo a-
viltà deve essere la tendenza aggressiva, se la difesa spetto proprio il tempo presente merita forse partico-
contro di essa può rendere tanto infelici quanto la sua lare interesse. Gli uomini adesso hanno esteso tal-
stessa esistenza! La cosiddetta etica naturale non ha mente il proprio potere sulle forze naturali, che gio-
qui da offrire nulla all’infuori della soddisfazione vandosi di esse sarebbe facile sterminarsi a vicenda,
narcisistica di potersi ritenere migliori degli altri. fino all’ultimo uomo. Lo sanno, donde buona parte
L’etica che si appoggia alla religione fa qui interveni- della loro presente inquietudine, infelicità, apprensio-
re le sue promesse di un aldilà migliore. Sono ne. E ora c’è da aspettarsi che l’altra delle due “po-
d’opinione che finché la virtù non è premiata sulla tenze celesti”, l’Eros eterno, farà uno sforzo per af-
terra l’etica predicherà invano. Sembra anche a me fermarsi nella lotta con il suo avversario altrettanto
indubitabile che un reale mutamento nelle relazioni immortale. Ma chi può prevedere se avrà successo e
dell’uomo con la proprietà gioverà in questo senso quale sarà l’esito?
più di qualsiasi comandamento etico; ma fra i sociali-
sti questa intuizione viene oscurata e svilita agli effet-

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