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AGORÀ DOMENICA DOMENICA 28 NOVEMBRE 2010 3 INCHIESTA Per le feste ci si aspetta un

AGORÀDOMENICA

DOMENICA 28 NOVEMBRE 2010 3 INCHIESTA Per le feste ci si aspetta un nuovo lancio
DOMENICA
28 NOVEMBRE 2010
3
INCHIESTA
Per le feste ci si aspetta un nuovo
lancio promozionale dell’editoria
elettronica, ma il mercato italiano
e di mezza Europa è ancora
fermo. I lettori restano ancorati
al più emozionale libro
di carta: per voltare pagina,
servono ancora molti
anni. Parlano gli esperti
No, non sarà il Natale dell’
Ebook
LA TECNOLOGIA
Reader o tablet?
E
guerra nei negozi
T i «gadget di Natale» quest’anno
ra
sugli scaffali di molti punti vendita
faranno la loro comparsa anche i
dispositivi portatili di lettura dei
libri elettronici, i cosiddetti ebook reader.
E
l’ottimismo degli editori sulla
diffusione degli ebook si basa proprio
sulla convinzione che questi oggetti del
desiderio di molti tecnofili
conquisteranno una buona fetta di
mercato. Ma la partita è aperta,
soprattutto per il fatto che non c’è uno
standard universale per gli ebook e ogni
distributore ha una propria tecnologia.
Questo significa che comprare un
dispositivo o l’altro può limitare la
possibilità di scelta dei cataloghi di libri
elettronici, con il rischio di veder
«morire» lo standard alla base del proprio
ebook reader. Un rischio non di poco
conto, tenendo conto dei prezzi ancora
di Matteo Liut
D a quando usa gli ebook Maria
Giovanna ha molto più spazio in
casa: niente più grossi volumi sugli
scaffali, niente più peso in borsetta
Negli Usa il mercato specifico
è cresciuto del 176,6%
fra 2009 e 2010, e costituisce
il 3,8% del fatturato totale.
In Italia rappresenta lo 0,1%:
che a gennaio 2011 potremmo parlare di un
exploit dei libri elettronici a Natale,
probabilmente conteremo poche centinaia
di
copie vendute in Italia. Ma questo non è
indice di fallimento: è una rivoluzione che
richiede tempo». Secondo Roncaglia quello
elevati sia dei dispositivi che dei libri. La
battaglia, poi, è anche tra gli ebook
reader e i ben più completi tablet. Per
Edoardo Barbieri, direttore del master in
Professione editoria dell’Università
Cattolica, i due tipi di dispositivi hanno
entrambi pro e contro: i primi sono
semplici, hanno uno schermo che non
affatica gli occhi e sono molto efficaci
nella lettura anche all’aperto, ma offrono
solo contenuti in bianco e nero. I
secondi hanno uno schermo a colori che
permette di visualizzare anche contenuti
multimediali (foto, video, siti) ma alla
luce del sole sono di difficile uso; inoltre
costano molto di più. Il futuro?
Probabilmente una tecnologia che prenda
per portarsi appresso l’ultimo romanzo,
niente più polvere da passare con pazienza
tra i libri. Eppure non riesce a togliersi una
strana sensazione, quella di sentirsi più
povera, priva di un patrimonio che le dava
sicurezza. Nessuno sa che in una tavoletta
in
atto è il quarto salto epocale, dopo il
per il 2014 si ipotizza il 4,6%
passaggio da oralità a scrittura, da rotolo a
libro "paginato", da manoscritto a libro a
stampa. Un salto, quello attuale, sostenuto
dall’evoluzione dei dispositivi elettronici
portatili di lettura, le cui funzionalità
«hanno reso possibile il distacco dei libri
elettronici da uno scomodo schermo di
computer e dalla scrivania – nota Roncaglia
–. La strada da fare, però, è ancora molta e
resa complicata da innumerevoli difficoltà
tecniche». Ma esiste una strada italiana nel
campo degli ebook? «In Italia – fa sapere
Vigini – la quota di mercato degli ebook
raggiungerà quest’anno lo 0,1% dell’editoria
con una disponibilità di non più di sei o
anche cognitivi molto più complessi. Come
sottolinea Vigini: «Il libro di carta offre
un’esperienza diversa anche a livello
emotivo, portando a una diversa
conservazione della memoria della lettura.
Per questo è più facile che gli ebook
sostituiscano i libri di carta laddove la
lettura viene fatta per consultazione o
studio, come può essere nel caso delle
enciclopedie o dei giornali. Oggi l’ebook
può avere solo una funzione complementare
al libro di carta». La direzione del
cambiamento, insomma, sembra essere
"multidimensionale": da un lato, come
sottolineano Roncaglia e Vigini, l’evoluzione
dei dispositivi che dovranno gareggiare a
lungo con il libro di carta; dall’altro
l’evoluzione delle forme di produzione dei
testi e di lettura, che, come ricorda
Barbieri, dovranno fare sempre più i conti
con la multimedialità.
il
meglio dei due dispositivi e che offra
sempre maggiori possibilità di fruizione
dei testi: dall’inserimento di elementi
multimediali, fino alla lettura "sociale"
attraverso la condivisione resa possibile
da internet. (M.Liut)
Eppure i dati parrebbero confermare questa
tendenza: negli Stati Uniti tra il 2009 e il
2010 la crescita del mercato dei libri
elettronici è stata del 176,6% e tra gennaio
e agosto 2010 addirittura del 193%. Questi
numeri, già riportati su Avvenire da
Giuliano Vigini, saggista e docente di
Sociologia dell’editoria contemporanea alla
Cattolica, potrebbero far credere in un
«miracolo» economico e parlano di un giro
di 917 milioni di dollari. Tuttavia questo
fatturato rappresenta solo il 3,8% del
mercato editoriale statunitense. Tra l’altro,
nota Barbieri, «quello anglofono è un
mercato particolare. Al contrario in quello
spagnolo, che pure conta un potenziale
bacino d’utenza molto grande, non vi sono
gli stessi segnali di crescita».
I PREZZI
di
plastica grande come un foglio e spessa
un paio di centimetri custodisce poco meno
mille libri e tutti si domandano che fine
abbia fatto la sua ricca biblioteca. Scene
per ora il risparmio
non è granché
E
di
non troppo future: da più parti in questi
giorni, infatti, si sente proclamare in pompa
magna la fine del libro di carta e l’arrivo
degli ebook, i libri in formato elettronico.
S e è vero che nel prezzo di vendita di
un libro di carta la distribuzione
incide per circa il 52%, come nota
Giuliano Vigini, allora per gli ebook,
Le
parole non sono più stampate su fogli di
carta rilegati, ma vivono in una dimensione
digitale, dalla quale vengono tratte solo nel
momento in cui il lettore vuole che
appaiano sullo schermo di un computer, di
un tablet pc (dei computer piatti a tutto
schermo) o di un ebook reader (le tavolette
che utilizzano la carta elettronica per far
apparire delle pagine). I proclami, però,
spesso lasciano il tempo che trovano e le
cose sono ben più complesse di quanto
sembrino. Ad aprire uno squarcio sul
magmatico e complicato mondo del libro
contemporaneo è Edoardo Barbieri,
settemila titoli in formato elettronico per la
fine del 2010. Contando una crescita del
120% dei libri elettronici e del 2% di quelli
cartacei nel 2014 arriveremo alla quota del
4,6% per gli ebook nel mercato editoriale».
«Nel nostro Paese – nota Roncaglia – la
difficoltà è data anche dal fatto che in un
mercato piccolissimo ci sono già troppe
piattaforme di distribuzione concorrenti tra
loro. La frammentazione e la resistenza da
parte di molti editori non faciliterà di certo
M alla fine chi deciderà? Semplice:
a
dove i costi di distribuzione vengono
abbattuti, ci si aspetterebbe una richiesta
molto più bassa. «Una ricerca in Francia –
i
lettori. È l’unico punto su cui
dice Vigini – ha messo in luce che i lettori
sembrano davvero concordi gli
esperti. Per Vigini editori e librai
si
attendono prezzi più bassi del 30-40%
I l cambiamento, però, è in atto e,
anche se non ha ancora una forma
definita, non si può più fermare. Ne è
convinto Gino Roncaglia, docente di
sugli ebook. I dati dimostrano che per ora
essi offrono un risparmio del 25-30%». E in
Italia? «Si procede a tentoni – nota ancora
Vigini – anche perché c’è un doppio
pericolo: sia vendendo gli ebook a prezzi
troppo bassi sia tenendo il costo troppo
elevato si rischia di allontanare i lettori». E
in effetti le soluzioni adottate sono varie:
la
crescita». Eppure aggiunge lo studioso
ordinario di Storia del libro e dell’editoria
presso l’Università Cattolica, direttore del
Centro di ricerca europeo libro editoria
biblioteca, Creleb, e direttore del Master
universitario Professione editoria della
stessa Università. «È vero che oggi già tutto
il
processo di produzione di un libro avviene
«abbiamo bisogno dei libri elettronici,
perché mentre tutte le altre forme
comunicative, dalla musica ai film, dalle
foto alla televisione, sono passate al
digitale, da questo ambito rischia di
rimanere fuori quella forma argomentativa
complessa che è tipica dei libri e che è
in
digitale: autori, editori e tipografi
necessaria allo strutturarsi del nostro modo
lavorano tutti su computer – nota Barbieri –
di
pensare». La questione, insomma, non si
e
l’ultimo muro resta la carta sulla quale
vengono stampati i libri. Ma superare
quest’ultimo muro non è affatto semplice».
Informatica applicata alle discipline
umanistiche e di Applicazioni della
multimedialità alla trasmissione delle
conoscenze all’Università degli studi della
Tuscia, studioso della storia della logica e
autore del libro La quarta rivoluzione. Sei
lezioni sul futuro del libro. «Il tema degli
ebook non è nuovo – dice – perché uscì già
nel 1999 e nel 2001 già si parlava di
fallimento. Nel 2007 fu rilanciato dal
colosso americano Amazon, che vende libri
online e che ha ideato un proprio lettore, il
Kindle, per i libri elettronici. Io non penso
risolve con il semplice lancio sul mercato di
nuovi dispositivi elettronici per la lettura,
ma implica processi economici, culturali e
dovranno orientarsi verso una logica di
«servizio» in grado di intercettare le
esigenze dei lettori, offrendo ad esempio
spazi tematici editoriali specializzati,
magari in abbonamento. Per Barbieri
saranno sempre i lettori, prima a
«imparare» a usare le nuove tecnologie e
poi ad aspettarsi libri sempre più evoluti.
Infine Roncaglia ricorda che «negli Stati
Uniti sono i lettori forti a trainare il
mercato dei libri elettronici, mentre qui in
Italia questo tipo di lettori, che hanno un
peso non indifferente nell’industria
editoriale, preferiscono ancora la carta».
Insomma ci vorrà ancora tempo prima che
Maria Giovanna possa trasformare la sua
biblioteca in un archivio digitale. E avrà
tutto il tempo, quindi, di abituarsi al nuovo
stato di cose, senza provare alcuna
nostalgia.
se da un lato la Marsilio ha fissato un
prezzo di lancio a 4,99 euro per tutti i suoi
libri, la Mondadori, che vende attraverso il
sito Biblet.it in collaborazione con
Telecom, offre sconti variabili. Ad esempio
La città buia di Michael Connely costa 19,50
euro su carta e 15,99 in ebook (meno 18%)
ma Accabadora di Michela Murgia segna un
meno 45% passando da 18 euro a 9,99.
Altra la politica del sito Feltrinelli.it che
offre i libri su carta scontati con un prezzo
poco maggiore a quello degli ebook (ai
quali però non vanno aggiunte le spese di
spedizione). (M.Liut)
FALETTI: «IL LIBRO DI CARTA È ANCORA UNO STRUMENTO PERFETTO»
I l suo primo romanzo ha venduto 4
milioni di copie solo in Italia. Però
lui, con il suo fare ironico, ma ben
piantato per terra, da buon
caricabatterie. Ritengo, insomma, che il
libro – se ha resistito finora –
tecnologicamente sia ancora
all’avanguardia. È vero che magari con
l’ebook arrivo in spiaggia e posso
leggere senza il problema del vento che
è un ragionamento da vecchio
nostalgico che dice "ai miei tempi",
anche se ho appena compiuto 60 anni;
penso solo di essere realista».
E vive ancora forte il fascino della
carta
che corrisponde a determinati canoni.
Un lettore mi ha confessato che quando
esce un mio libro se ne fa autografare
una copia, ne compra un’altra da
correggere stampo su carta e rileggo ad
alta voce. Ascoltando la voce è più
facile accorgersi di quello che non
funziona. Comunque mi sento di certo
leggere e la prima la mette via. Queste
sono cose bellissime per un autore: non
avvantaggiato dall’utilizzo del computer,
perché con la videoscrittura ho la
mi
gira le pagine, però è anche vero che
so
come si potrà in futuro autografare
devo portarmi in giro una cosa che ha il
suo peso, che dovrà essere ricaricata,
che se ti cade per terra si rompe, che se
«Con un libro cartaceo c’è anche un
rapporto un po’ fisico; un libro può
essere un oggetto d’arte, una cosa cara
che vuoi conservare. Io ad esempio ho
si
bagna salta. Il libro di carta, invece,
uno scaffale intero dedicato a tutte le
un ebook».
Con la firma digitale
«Sì forse anche con la firma digitale. A
parte tutto, però, l’ebook mi pare uno
se
ti cade per terra lo tiri su e continui
edizioni straniere dei miei libri e non
a
leggerlo».
LO SCRITTORE GIORGIO FALETTI
Per lo scrittore astigiano
campione di vendite,
nella lettura tradizionale
c’è anche un rapporto fisico:
astigiano, non «se la tira troppo». E
affronta con lo stesso occhio attento e
distaccato anche la sfida di vedere le
proprie pagine vendute in formato
elettronico. Giorgio Faletti, d’altra parte,
confessa di avere un rapporto pessimo
con la tecnologia digitale, anche se
ammette che gli è molto utile nella
scrittura.
Che ne pensa della crescita del
mercato degli ebook?
«Sono convinto che il futuro
nell’editoria potrà essere quello. Ma è
un futuro che vedranno i miei eredi. Per
il momento ritengo ancora il libro
cartaceo uno strumento
tecnologicamente perfetto e in quanto
tale insuperabile. L’ebook sicuramente
ha i suoi vantaggi, ma in determinate
situazioni è più comodo il libro; che, ad
esempio, non ha bisogno di
Ma come scrittore non pensa che
l’ebook possa avvicinare più lettori ai
suoi libri?
«Io scrivo perché mi piace scrivere e
spero che quante più persone possibili
leggano i miei libri, il fatto che lo
facciano su un libro cartaceo o su un
ebook mi va bene lo stesso, dal mio
punto di vista la gratificazione è la
stessa. Penso comunque che, allo stato
attuale delle cose, il libro cartaceo sia
ancora in netto vantaggio. E il mio non
sarebbe possibile una cosa del genere,
affettivamente emotiva, se io avessi
pubblicato solo ebook. È un po’ come
quando è arrivato il cd, che ha portato
una rivoluzione nel formato e ha
migliorato di sicuro la qualità dell’audio;
ma il fascino del disco in vinile, con
quelle copertine che alle volte erano
vere opere d’arte, si è perso. Il disco,
per quelli della mia età, era una specie
di santino. Ancora oggi, ad esempio,
non mi piace avere un disco "piratato",
preferisco avere una cosa che è mia e
strumento un po’ meccanico, molto
freddo. Ad esempio, esistono strumenti
elettronici che "umanizzano" la
freddezza della musica digitale e
riproducono quel suono caldo che aveva
possibilità di prendere, spostare,
appuntare e avere soprattutto una
pagina sempre pulita. Non so come farei
con una macchina da scrivere, anche se
c’è chi la utilizza ancora».
Come immagina allora i suoi lettori
nell’era digitale?
«Il mio lettore lo immagino con un
sorriso sulle labbra, al di là di quello
che ha in mano, se un ebook o un libro
il
vinile. Posso immaginare che in futuro
di
carta. Lo immagino, insomma,
ci
potranno essere ebook che
talmente preso dalla lettura che magari
riproducono la fisicità delle pagine di
carta. In ogni caso non mi pongo più di
tanto il problema. Per me il computer è
una sofisticata macchina da scrivere».
Però anche i suoi libri nascono in
formato elettronico, su un computer.
«Sì certo, scrivo al computer; però per
gli
trabocca il latte sul fuoco o gli si
«I libri possono essere ricordi.
E poi come si fanno le dediche
autografe sugli ebook?»
brucia l’arrosto, oppure dimentica di
scendere dalla metropolitana. Anche se,
certo, un po’ mi dispiace per il latte o
per l’arrosto».
Matteo Liut