Sei sulla pagina 1di 4

PT.

1 CHIMICA: LA COSTITUZIONE DELLA MATERIA

Con le prossime 3 dispense abbiamo l’obiettivo di renderti chiaro uno dei punti dei bando
ministeriale del test di Medicina (presente anche nel programma di tutti i test Medico
Sanitari) più importanti per quanto riguarda Chimica: la Costituzione della Materia.
Quindi rimani qui, rilassati ed inizia a studiare.

Partiamo davvero dall’inizio e cominciamo col dire che chiamiamo Materia tutto ciò che
occupa uno spazio e che possiede una massa. Questa è un’ affermazione meno scontata
di quanto possa apparire ad una prima occhiata. Infatti, impareremo a conoscere particelle
perfino prive di massa e che dunque non contribuiranno a costituire quella che ora
abbiamo definito Materia.

La materia con cui interagiamo quotidianamente è, nella maggior parte dei casi,
un miscuglio. Questa è la prima assunzione importante che devi portare a casa.
Il sangue, l’acqua minerale, il marmo, il cemento, sono tutte forme di materia da
considerarsi come un miscuglio.

Ma cosa si intende con questo termine?

Un miscuglio è il risultato del contatto e della miscelazione di due o più sostanze pure e
sotto quest’ultima categoria rientrano gli elementi chimici ed i composti. Per giungere a
visualizzare meglio un composto, partiamo quindi con il visualizzare dapprima una
sostanza pura.
Una sostanza si dice pura quando mantiene le proprie caratteristiche chimiche e fisiche in
ogni sua parte. Prendendo infatti in considerazione una polvere di zolfo, possiamo
affermare con certezza che prelevando una mole di zolfo da qualsiasi parte della nostra
polvere vedremo rispettate le medesime proprietà, come l’energia di ionizzazione,
l’affinità elettronica o, più banalmente, il peso.
Impareremo a studiare tutte queste proprietà a tempo debito, ma per ora è importante
che tu abbia capito il concetto più generale.

La sostanza pura che abbiamo appena analizzato è appunto costituita da atomi di zolfo.
Possiamo proprio dire che “l’unità” ripetitiva della polvere è l’atomo di zolfo. Questo tipo
di sostanza pura è più precisamente definibile come sostanza elementare, proprio per via
del fatto che la propria unità ripetitiva è un elemento, sempre lo stesso.
Oltre alle sostanze elementari, anche le sostanze composte sono delle sostanze pure.
Cos’è quindi una sostanza composta? Semplicemente un materiale nel contesto del
quale l’unità ripetitiva si identifica in una molecola e non più in atomi dello stesso
elemento.
Un valido esempio è proprio la molecola d’acqua che compone una ipotetica bottiglietta di
acqua pura, priva di qualsiasi ione accessorio. In questo caso l’acqua pura è proprio la
sostanza pura in questione e, come tale, mantiene in ogni proprio punto le stesse
proprietà chimiche e fisiche, come il punto di congelamento, quello di ebollizione o la forza
di legame nel contesto delle proprie molecole e tra le molecole stesse.

Similmente all’acqua pura, anche un granello di sale da cucina è una sostanza pura (in
particolare, anche stavolta, una sostanza composta), dove la molecola che si ripete è il
cloruro di sodio (NaCl).

Vi è una importante considerazione da fare, prima di procedere: le sostanze composte


possono essere “scomposte” negli atomi che compongono le molecole.
Dunque, una bacinella di acqua pura (sostanza composta) può essere scomposta
attraverso potenti reazioni di elettrolisi in ossigeno e idrogeno (allo stato gassoso),
ottenendo appunto due sostanze elementari. Proprio questo tipo di reazione idrolitica è
sfruttata per ottenere idrogeno e ossigeno dall’acqua e poter alimentare i motori a scoppio
attraverso l’idrogeno che ne deriva.

Se hai modo di provarci, ti consiglio di sperimentare tu stesso.

È abbastanza facile creare la propria cella elettrolitica e vedere fluire idrogeno ed ossigeno
fuori da questa, dopo aver applicato una bella differenza di potenziale all’acqua.

Poi, se hai un accendino tra le mani, puoi provare a dar fuoco all’idrogeno in uscita e
creare il tuo rudimentale sistema di alimentazione di un motore a scoppio (mettiti gli
occhiali, i guanti, la tuta da astronauta e usa solo forbici dalla punta arrotondata. Rischiare
una denuncia già ai primi paragrafi, non mi sembra l’ideale).

Creiamo ora un miscuglio.


Ci basta, come sappiamo, mescolare due sostanze pure. Scegliamo l’acqua pura ed il
cloruro di sodio. Prepariamo un bicchiere e versiamo mezzo litro di acqua ed un paio di
cucchiaini di sale.
Mescoliamo, aggiungiamo pepe q.b. e otteniamo un miscuglio per 3 persone. Qualsiasi
bottiglia di acqua che ti capiti per le mani è certamente un miscuglio, contenente in primis
acqua ed inoltre una svariata quantità di ioni, derivanti dalla dissociazione di molecole
saline aggiunge all’acqua, proprio come il cloruro di sodio.

Se questo miscuglio appena discusso è molto semplice da visualizzare, ne esistono di meno


scontati e più interessanti, proprio come il sangue (contenente acqua, ioni e numerose
altre molecole), le rocce o le leghe metalliche: l’ottone, ad esempio, è un miscuglio formato
da due sostanze pure: il rame (Cu) e lo zinco (Zn).
Prima di procedere ad analizzare i miscugli e classificarli per studiarli meglio, lasciami
introdurre una utile legge relativa ai composti: la legge di Proust.
In un composto (H2O, CH4 …), le proporzioni con cui compaiono i differenti atomi sono
sempre definite e costanti e, in particolare, il rapporto numerico tra le masse di questi
atomi si rispetta.
Ti propongo subito un caso su cui ragionare.

Quanti grammi di idrogeno sono presenti in un certo volume di metano (CH4) contenente
60 grammi di carbonio? [C: 12 u.m.a.; H: 1 u.m.a.]
A. 10 g

B. 13 g

C. 17 g

D. 20 g

E. 24 g

Commento del quiz: Ecco come possiamo ragionare correttamente, rispettando le legge di
Proust.
Qual è il rapporto tra le masse degli atomi che compongono la molecola di metano?
Facciamo riferimento al peso atomico degli atomi.
Questo parametro ci viene generalmente fornito qualora dovessimo averne bisogno per la
risoluzione di un quiz, ma ti consiglio comunque di apprendere i pesi atomici dei principali
elementi della tavola.

Ti indicherò volta per volta su quali elementi concentrare l’attenzione. Il carbonio (C) e
l’idrogeno (H) sono certamente elementi di cui conoscere il peso atomico: 12 u.m.a. e 1
u.m.a. (la sigla u.m.a. significa “unità di massa atomica” e la contestualizzeremo tra
qualche riga).

Nella molecola del metano, ad ogni atomo di carbonio corrispondono 4 atomi di idrogeno,
dunque per ogni 12 u.m.a. di C ne ritroviamo 4 di H (cioè 1 u.m.a., moltiplicato 4, che è il
numero di atomi di idrogeno che corrispondono stechiometricamente ad uno di carbonio).
Qual è allora il rapporto tra le masse? Possiamo impostare una comoda proporzione:
12 : 4 = x : 1

Risolvendola, otteniamo il valore di x: 12 / 4 = 3.

Possiamo allora affermare che per ogni 3 u.m.a di C ve ne è presente 1 di H.


È molto comodo ridurre la proporzione in questo modo, per saper valutare in maniera
davvero semplice le proporzioni tra le masse (3 : 1 è molto più facile da visualizzare e da
gestire nei calcoli rispetto a 12 : 4, anche se il rapporto è certamente identico e non si
commette alcun errore nel non semplificare la proporzione).

Come procediamo, adesso?

Sappiamo che sono 60 i grammi di carbonio presenti nel campione in analisi. Sia i grammi
che gli u.m.a. sono parametri che ci informano sul peso della specie in considerazione,
dunque possiamo facilmente trasporre la proporzione prima ottenuta per capire quanti
grammi di idrogeno corrispondano a 60 grammi di carbonio.
3 (u.m.a.) : 1 (u.m.a.) = 60 (grammi) : x (grammi)

Risolvendola, otteniamo il valore di x: 60 / 3 = 20 grammi.


Se hai fatto tue le informazioni in queste prime righe, possiamo spingerci oltre ed
analizzare i differenti tipi di miscugli, che ora sappiamo costituire e che ti ricordo
compongono la maggior parte della materia che ci circonda.

E la conclusione di questa prima dispensa è degna di una serie tv:

“Questo e molto altro nella prossima puntata!”