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STORIA CONTEMPORANEA

M-STO/04

I – L’ALBA DELL’ERA NUOVA

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: un ciclo di innovazioni tecnologiche cominciato in Inghilterra


(Lancashire) intorno al 1760 che portò alla costruzione di nuove macchine dedicate soprattutto alla
filatura e alla tessitura del cotone. Erano inizialmente azionate da ruote che utilizzavano i corsi
d’acqua; poi, nei primi due secoli del XIX secolo, si cominciarono a utilizzare motori azionati con la
forza del vapore, ricavato dalla combustione del carbone fossile. Vi è uno sviluppo, oltre che del
settore tessile, anche di quello minerario e siderurgico-meccanico.
 Nacque il sistema di fabbrica: gli imprenditori concentrarono macchinari e operai in grandi
capannoni per aumentare la produttività ed efficienza.
L’industrializzazione arrivò poi in Belgio, poi toccò la Francia, la Germania, la Svizzera, l’Impero
asburgico e infine Spagna e Italia. Aumentò così la percentuale della popolazione, grazie alla
rivoluzione agricola, sanitaria, ma anche commerciale e dei trasporti (costruzione delle ferrovie).

PRIMA:
- I mercanti impegnati nel commercio a lunga distanza (XVI-XVIII) avevano bisogno non solo di
denaro, ma anche di del sostegno della politica, la quale sostenesse il mercante nelle relazioni
internazionali;
- Il principio è quello del monopolio: ognuno putava a far fuori i concorrenti europei e non;
- Nel Nuovo Mondo la penetrazione commerciale diventò conquista territoriale (colonizzazione
degli altri continenti);
- La tratta degli schiavi: 1. Spedizioni dall’Europa di nuovi carichi di armi e altre mercanzie; 2. Le
stesse navi portavano poi gli schiavi in America; 3. Di nuovo tornavano in Europa con il
raccolto delle piantagioni.
- Il monopolista più importante fu la Compagnia delle Indie orientali: il governo di Londra
costringeva gli angloamericani a commerciare tè cinese con la Compagnia, quando avrebbero
potuto averlo a dagli olandesi a prezzo più basso;  manifestazioni e rivoluzioni

Il termine “rivoluzione” appare più adeguato al campo della politica che a quello del commercio. Sotto
questo profilo, la tradizione storiografica ha considerato la Rivoluzione francese del 1789 il più
credibile punto di avvio dell’età contemporanea.
INGHILTERRA: John Locke e il contrattualismo, stando al quale il contratto tra gli individui e il
governo non può mai violare i diritti naturali degli individui stessi e Charles-Luis de Montequieu con
la sua divisione dei poteri. Il parlamento britannico era già diviso in Camera dei Lord (composta per
diritto ereditario da membri dell’alta nobiltà ) e camera dei Comuni (elettiva, con l’ammissione al voto
della gentry, ovvero della borghesia e qualche volta gli artigiani). Il Parlamento faceva le leggi,
decideva l’imposizione fiscale e la spesa pubblica, concedendo o negando la fiducia al governo.
STATI UNITI: La Costituzione americana del 1787 venne completata di dieci emendamenti (Bill of
Rights) che sancivano i diritti individuali di fronte a ogni rischio di degenerazione tirannica del potere.
Dobbiamo ricordare il suo carattere federale; a federarsi furono 13 Stati. Il vertice è formato, secondo
il sistema presidenziale, dal Congresso (rappresentante dei cittadini) e dal Senato (2 rappresentanti
per ogni Stato). Infine abbiamo la Corte Suprema, che detiene il potere giudiziario e il Presidente.
FRANCIA:
1. Fase monarchico-costituzionale: Re Luigi XVI fu accusato di tramare per restaurare l’Antico
Regime;
2. Fase repubblicano-radicale: Terrore e divisione tra giacobini e i sans-coulottes;
3. Fase repubblicano moderata;
4. Fase bonapartista.
 La Rivoluzione francese non si limitò solo ad abolire il sistema feudale, ma espropriò gli enormi
possedimenti del clero e quelli della vecchia aristocrazia e li vendettero sia ai membri della borghesia
provinciale, sia ai contadini. Dobbiamo poi considerare altre due grandi innovazioni: la codificazione
(raccolte sistematiche e organiche di leggi) e l’introduzione di sistemi amministrativi accentrati.
Quest’ultimo prevedeva che il potere nelle periferie fosse affidato a funzionari che dipendevano
direttamente dal governo; ora tutte le persone erano sottoposte alle stesse pratiche amministrative e
alle stesse leggi.

 Con il Congresso di Vienna del 1815 i rappresentanti delle grandi potenze ridisegnarono l’ordine
europeo dopo aver sconfitto napoleone, venticinque anni dalla Rivoluzione:
I. CONSERVATORISMO: considerava l’Antico Regine come l’unico e legittimo. Lo Zar di tutte le
Russie invocò la formazione di una “Santa Alleanza” tra le potenze con visione
controrivoluzionaria; sottoscrisse un trattato insieme a Prussia e Impero asburgico. L’Alleanza
proponeva dunque il principio dell’assolutismo regio.
II. LIBERALISMO: lo Stato deve intervenire il meno possibile nella vita dei cittadini; sviluppa le
teoria di Locke e Montequieu.
III. TENDENZA MODERATA: monarchici e attenti al mantenimento dell’ordine sociale; erano per il
bicameralismo come in GB.
IV. TENDENZA DEMOCATICA: puntavano al monocameralismo perché erano contrari ai privilegi
dell’aristocrazia e l’elettorato sarebbe stato più vasto. L’accento, oltre che sui diritti, è anche sui
doveri del cittadino nei confronti degli altri cittadini

Stati-nazione: confini ben definiti, stessa lingua, stessa religione, stessa cultura
Imperi: confini molto vasti, popolazioni con lingua, cultura e religioni diverse

II – LA GRAN BRETAGNA, 1815-1861

1801: termina il processo di unificazione, più o meno forzata, tra le quattro parti, con la confluenza del
parlamento irlandese in quello britannico insediato a Westminster. Irlanda, Galles e Scozia avevano le
proprie lingue, emarginate in poco tempo dall’inglese.
Straordinaria era la libertà di stampa nella Gran Bretagna ottocentesca, forse è questo il motivo della
veloce divulgazione dell’inglese.

ECONOMIA
La maggior parte della forza lavoro era ancora impegnata in attività di vecchio tipo (contadini e
artigiani), nonostante la rivoluzione industriale. Nella Gran Bretagna ottocentesca, agricoltura a parte,
il settore di gran lunga più importante era quello domestico. A quel tempo, i massimi rappresentanti
della ricchezza non erano gli industriali manifatturieri, ma i membri dell’alta nobiltà , grandi mercanti
e finanzieri.

POLITICA
Per la camera dei Comuni potevano votare sono i ceti abbienti e non tutti i voti avevano lo stesso peso
perché le circoscrizioni elettorali si basavano sull’estensione geografica. La Camera dei Lord non era
elettiva, ma ereditaria. Alla fine, l’aristocrazia costituiva un elemento importante nella politica
britannica: aveva un rapporto privilegiato con la monarchia e dominava entrambe le camere, nonché
entrambi i partiti, tory (conservatori) e wigh (liberali e progressisti). Anche gli alti gradi della Chiesa
anglicana facevano parte della Camera de Lord e i cattolici erano esclusi sia dal voto e non erano
eleggibili (la discriminazione si era venuta a creare dopo la “gloriosa Rivoluzione”).
La discriminazione aveva effetti molto gravi in Irlanda, dato che la maggioranza della popolazione era
cattolica: i membri della classe dirigente erano per lo più protestanti provenienti dall’Inghilterra e la
maggioranza dei contadini erano cattolici irlandesi. Tra la gente comune, l’elemento protestante
prevaleva in Irlanda del Nord.
 Nell’età della restaurazione, il paese fu governato dal partiti dei tory, attraverso Arthur Wellesley,
che vinse la battaglia di Waterloo contro napoleone. Il fratello Richard si affiancò , invece ai wigh.
Il primo assunse la guida del governo britannico, mentre il secondo divenne lord protettore
dell’Irlanda, schierandosi per l’emancipazione dei cattolici. Il Re Giorgo IV lo fece poi dimettere.
Al tempo si pensava che entrambi i partiti erano troppo conservatori e che l’aristocrazia aveva un
ruolo troppo importante rispetto al resto della popolazione. Così, le componenti moderate dei due
partiti andarono a condizionare il più conservatore duca di Wellington, inducendolo nel 1829 ad
ammettere i cattolici a quasi tutte le cariche pubbliche e modificò le circoscrizioni elettorali
portandole sulla base del numero degli abitanti e aumentò anche il numero dell’elettorato attivo di
300.000 unità .
La pressione dal basso non si placò  movimento del cartismo: 3 milioni e mezzo di persone
firmarono una carta per il suffragio universale maschile, che non ebbe mai successo.

 ETA’ VITTORIANA (1837-1901)

LIBERO MERCATO
Secondo la teoria di Adam Shmit, la ricchezza delle nazioni è dovuta dall’aumento della produttività e
al pieno sviluppo della dimensione del mercato. La teoria vuole che il mercato, se lasciato libero, sia
capace di autogestirsi attraverso la concorrenza. Secondo David Ricardo, in una situazione di libero
mercato il paese A (Inghilterra) vende stoffa acquistando l’ottimo vino del paese B (Portogallo), e
viceversa. Ognuno sfrutta le proprie risorse naturali; il prezzo di entrambi i mercati viene mantenuto
basso e il consumo alto, il commercio cresce e la anche la produzione.
L’intervento dello Stato deve essere minimo, se non su:
- controllo del prezzo;
- incoraggiamento di certi settori economici a spese di altri per esigenza di difesa;
- sostegno dei livelli di occupazione e salario;
- protezione della produzione interna.
 Corn-laws furono varate dal governo tory nel 1815 e colpivano le importazioni di grano con dazi
che crescevano ogni qual volta il presso del prodotto straniero era in grado di fare concorrenza al
prodotto interno, mettendo in difficoltà i produttori nazionali. Vennero abolite nel 1846.

 Nel 1823 fu varata la prima legge sul lavoro in fabbrica: vietava che i bambini lavorassero più di 8
ore al giorno, se al di sotto dei 12 anni; e più di 12 ore se al di sotto dei 13.
 Nel 1834 vennero create le workhouse per i disoccupati, che rinchiusero centinaia di migliaia di
persone dal vagabondaggio per rieducarle al lavoro, ma era un lavoro coercitivo, uno sfruttamento
disumano.
 Nascite delle Trade Unions (1820): erano le prime organizzazioni sindacali operaie composte da
operai qualificati che grazie alla loro alta specializzazione potevano ottenere miglioramenti salariali
senza fare ricorso allo sciopero.

L’IRLANDA
Nell’800 la popolazione Irlandese diminuì drasticamente. Cause:
- migrazione di massa per la ricerca della fortuna verso Stati Uniti e Inghilterra;
- carestia provocata da una malattia delle patate: per la quale il governo non si impegnò
minimamente per evitarla.

L’IMPERO
Il centro più antico dell’impero britannico e l’India. Nel 1803-04 solo una parte dell’India era
sottoposta a governo diretto britannico; la parte maggiore del paese era sottoposta al governo
indiretto, in cui gli stati indiani erano formalmente indipendenti. Con gli anni la percentuale dei
territori sotto il governo diretto britannico salì. Il maggiore successo si raggiunse con la guerra
dell’oppio (1840-42) contro la Cina. Il governo imperiale cinese aveva previsto che i mercanti
britannici usassero il porto di Canton per spedire tè e ricevere oppio indiano. Poi il governo cinese lo
proibì e venne a crearsi contrabbando. Per stroncarlo, i cinesi distrussero grandi quantità di oppio di
proprietà di mercanti inglesi, illegalmente immagazzinato a Canton. Gli inglesi risposero con le armi
ed essendo superiori ai cinesi, vinsero. La Cina dovette cedere l’isola di Hong Kong.
 Great Munity (1857-58): fu una rivolta dei soldati dell’esercito angloindiano. Dopo questo episodio
la Regina Vittoria si sentì di dover intensificare i controlli britannici sul territorio indiano,
promettendo che la popolazione avrebbe potuto essere libero di professare la loro religione, gli
antichi usi e costumi.

III – FRANCIA
Dopo la sconfitta di Napoleone da parte di una coalizione di regnanti europei, in Francia tornò sul
trono Luigi XVIII di Borbone. Concesse una carta costituzionale varata nel 1814, la quale affiancava al
monarca un Parlamento bicamerale formato da una Camera alta riservata ai membri di famiglie
aristocratiche, e una Camera bassa eletta col sistema del suffragio ristretto formata da maschi ricchi.
Per molti aspetti si ispirava alla Gran Bretagna, ma le differenze restavano numerose:
 sistema giuridico (codificazione in Francia e common law in GB);
 sistema amministrativo (accentramento/self government);
 sistema politico: in Francia il Parlamento non esercitava un reale controllo sul governo;
l’aristocrazia insediata non godeva dello stesso prestigio, infatti il numero degli eleggibili era
molto inferiore, ma anche quello degli elettori.
Ispirarsi al modello inglese significava per i francesi evitare che la restaurazione borbonica sbandasse
verso il legittimismo. L’idea legittimista trovava alimento nella Francia profonda e rurale, nonché tra
gli emigrati ritornati in patria dopo la caduta di Napoleone. L’influenza degli aderenti a questo partiti
ultramonarchico andò crescendo con l’intervento militare francese nel 1822 a sostegno del Re di
Spagna Ferdinando VII e contro i liberali iberici, e con l’ascesa al trono di Carlo X, quando gli ex
migranti vennero indennizzati, la chiesa cattolica fu riaffermata e si moltiplicarono i progetti intesi a
restituire all’aristocrazia una posizione di privilegio.
Proprio nel 1830 il principe di Polignac, ministro di Carlo, decise di sciogliere la Camera appena eletta,
restringere ulteriormente l’elettorato e rafforzare la censura della stampa. Gli eventi precipitarono e a
Parigi scoppiò la Rivoluzione. Ci furono tre giornate sanguinose dal 27 al 29 luglio; alla fine Carlo X
non trovò più che combattesse al suo fianco e dovette fuggire.
Leader liberal-moderati come Constant e Theirs, Guizot e Laffitte aderirono al moto, ma nel contempo
manovrarono per scongiurare l’esito repubblicano vagheggiato dagli insorti. Furono loro a portare sul
trono Luigi Filippo d’Orleans.
 La Francia si assestò si una linea liberale più credibile rispetto a quella del 1815-30. Fu mantenuto
il principio del suffragio ristretto e il censo, ovvero il reddito necessario per far si che i cittadini
votino. D’altra parte furono resi elettivi i consigli comunali e fu ammessa al voto una percentuale più
alta di cittadini, comprendenti anche elementi della piccola borghesi e persino artigiani. Venne abolita
la regola ereditaria dei membri della Camera alta, o Senato; i membri vennero eletti dal Re.
Procedendo verso sinistra, dopo la democrazia politica troviamo l’idea della democrazia sociale, che
puntava sull’uguaglianza.
LA RIVOLTA DEI CANTUS: manifestazione della questione sociale della Francia, Lione 1831. A
sollevarsi furono i cantus, lavoratori dell’industria della seta. La rivolta fu originata proprio dal
contrasto tra gli artigiani e i mercanti, nonché dalla reazione dei primi si nuove misure economiche a
loro sfavorevoli da parte della monarchia orleanista.

1836-40: Theirs, messo poi da parte per far fronde agli affari esteri;
Anni ’40: Guizot che nelle elezioni del 1846 preferì allearsi con i legittimisti.

SECONDA REPUBBLICA
All’inizio del 1848, l’opposizione democratica aveva indetto in tutto il paese una serie di
manifestazioni per ottenere una riforma elettorale. La questione si risolse con il licenziamento di
Guizot, poi con l’abdicazione di Luigi Filippo.  venne subito proclamata la Repubblica (la seconda
perché la prima ci fu nel 1792).
Nella Francia dei primi decenni dell’800 apparve per la prima volta il tema politico della questione
sociale, ovvero l’aspirazione alla parità di opportunità e condizioni sociali tra tutti gli individui. Ma
questa componente repubblicana non era affatto rappresentata nel governo provvisorio: tra gli
esponenti c’era Blanc. Per concretizzare l’idea di democrazia fu creata una commissione presieduta
da Blanc, che doveva discutere i modi per garantire il “diritto al lavoro”. In concreto fu ridotta la
giornata lavorativa e vennero create le imprese statali per venire incontro ai disoccupati. In quel
frangente di tempo venne abolita la schiavitù nelle colonie e la pena di morte per i reati politici, fu
garantita la totale libertà di stampa e venne cancellato il carcere per i debiti.
Venne introdotto il suffragio universale maschile e le nuove elezioni per l’Assemblea erano in vista.

 nettamente maggioritario risultò uno schieramento repubblicano centrista, mentre la destra


monarchica arrivò seconda e la sinistra repubblicana si piazzò solo terza. Quanto alla composizione
sociale, la schiacciante maggioranza degli eletti proveniva dalle classi superiori: proprietari terrieri,
avvocati e pubblici funzionari. La forza della democrazia era molto più concentrata a Parigi rispetto a
quanto lo fosse nel resto de paese.

Poco dopo chiusero le imprese statali, di modo che ridussero le tasse e le spese dello Stato. Questa fu
l’occasione di una nuova insurrezione, tra i repubblicani radicali e moderati. Il ruolo decisivo toccò
all’esercito. A guidarlo era lo stesso ministro della difesa, il generale Cavaignac, repubblicano di sicura
fede. Il moto fu represso e la nuova costituzione fu varata di lì a poco. Principi fondamentali erano
libertà, uguaglianza, fratellanza, ma anche famiglia, ordine e lavoro.
 il potere legislativo fu riservato a un’Assemblea nazionale, con una scelta monocamerale legata ai
principi democratici, stando ai quali la sovranità era nelle mani del popolo. Il potere esecutivo fu
attribuito a un presidente scelto direttamente dagli elettori.

Vinse Luigi Napoleone Bonaparte


 Da una parte c’era l’Assemblea rappresentativa fu eletta a suffragio universale maschile,
dall’altra il presidente, con investitura popolare.
 Organizzò una spedizione in Italia, per favore dei clericali, contro i democratici che a Roma
avevano creato un Stato governato da Giuseppe Mazzini e Garibaldi, invece che dal Papa.
 Promosse grandiose opere pubbliche e l’industrializzazione; alleggerì i controlli sulla stampa e
diede qualche potere in più al Parlamento, rendendo i ministri responsabili di fronte alle
camere e concedendo qualche diritto in più ai deputati.
 Nel 1850 le elezioni segnarono un sorprendente successo dei democratico-sociali: l’Assemblea
negò il voto a un paio di milioni di persone e fecero una legge che limitò la libertà di stampa. La
costituzione vietava la ricandidatura del Presidente della Repubblica. Alla fine Napoleone si assicurò
l’appoggio dei militari e promosse un colpo di Stato sciogliendo l’Assemblea. Si dichiarò poi
“imperatore francese per grazia di Dio e volontà della nazione”.

IV – VERSO EST
GERMANIA
IMPERO ASBURGICO: era formato dall’Austria, regione tedesca del sud-est e altri territori dell’Europa
centro orientale.
 Il resto della Germania era diviso in piccoli Stati indipendenti, di cui l’imperatore asburgico aveva
autorità indiretta. Erano privi di un governo: avevano però una Dieta non elettiva che si riuniva a
Francoforte.
REGNO DI PRUSSIA: versante nord orientale e ne facevano parte i territori della Germania nord-
orientale. Gli junker e i borghesi delle città parlavano tedesco e professavano la versione protestante
luterana del cristianesimo; i contadini parlavano qualche lingua slava o baltica.
 I tedeschi erano anche stanziate in comunità in Russia, ma anche nelle regioni balcaniche.
Nel corso della lotta contro Napoleone, il Regno di Prussia si era modernizzato varando riforme
antifeudali, l’abolizione della schiavitù e molti privilegi della nobiltà . Col congresso di Vienna il Regno
divenne più tedesco, acquisendo un’altra regione occidentale che parlava tedesco. Si percepiva, in
quella zona occidentale, la spinta verso l’industrializzazione. Per di più i prussiani promossero nel
1833-34 un’area di libero scambio (zollverein) tra diversi Stati collocati nella regione tedesca
settentrionale e attuarono più tardi, misure per lo sviluppo delle ferrovie.
 List: la Germania necessitava di libero scambio, ma anche di protezionismo finché le industrie non
fossero cresciute, tanto quanto quelle britanniche.

AUSTRIA E UNGHERIA (IMPERO ASBURGICO)


Aveva territori che arrivavano fino all’Italia settentrionale, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia e la
Galizia. In Ungheria vigeva il patriottismo, che era incentrato sulla difesa del Regno da ogni tentativo
di germanizzazione.
La costituzione ungherese prevedeva Diete locali e la Grande Dieta, che si riuniva a Bratislava:
quest’ultima si divideva in Camera alta, di cui per diritto ereditario facevano parte i magnati
(proprietari di enormi latifondi), e Camera bassa, che rappresentava la piccola nobiltà e le città .
Nel 1825 venne convocata con l’obbiettivo di farle approvare delle misure volte a soddisfare le
esigenze fiscali del governo di Vienna.  I pareri sul sistema feudale erano discordanti (magnati
erano conservatori). In opposizione a loro c’era Kossuth, che riscosse molti consensi dalla Camera
bassa presentando riforme antifeudali e liberazione dei contadini.

GLI AVVENIMENTI DEL 1848


Vienna e Berlino insorsero e sia l’imperatore Ferdinando I che il Re di Prussia promisero che
avrebbero concesso una Costituzione. Furono convocate in tutta la Germania elezioni per
un’Assemblea costituente nazionale. Si delinearono due posizioni:
1. Grande-tedesca che voleva cioè comprendere l’Austria nella federazione;
2. Piccolo-tedesca che faceva appello alla Prussia perché guidasse la federazione stessa, lasciando
fuori gli austriaci.
Si scelse quella piccolo-tedesca(1849), ma il Re di Prussia rifiutò la corona e inviò truppe per
restaurare le monarchie in ogni stato federale; fu sciolta anche l’Assemblea di Francoforte.

 in Ungheria: Kossuth e il movimento nazionale ungherese imponevano la lingua alle minoranze


(slave e rumene) e i rapporti si fecero via via più conflittuali e per calmare le acque dovettero
intervenire i russi. Nel frattempo fu varata la Costituzione che fu poi subito abolita in favore
dell’assolutismo: si basava su riforme antifeudali con l’intento di colpire il nazionalismo, soprattutto
quello ungherese; spartirono i territori tra i nobili e i contadini.

RUSSIA
Assolutismo: lo Zar deteneva il potere legislativo ed esecutivo;
Feudalesimo: tipo quello occidentale, ma che col tempo si rafforzò ; di conseguenza c’era la schiavitù .
Con Nicola I si attuò una riforma riprendendo il modello assolutistico occidentale, in opposizione c’era
l’intelligencija composta da studenti, artisti e borghesi.
1830: sollevazione antizarista in Polonia, ma duramente repressa.

L’IMPERO OTTOMANO
Il sultano era tollerante di fronde alle diverse religioni, lingue e culture. Con l’inizio del secolo XIX,
l’impero ottomani si trovava di fronte a una situazione di inferiorità militare rispetto alle altre
potenze; questo fu il periodo delle insurrezione delle popolazioni balcaniche contro il governo
imperiale.
 I cristiani balcanici si ribellavano, magari massacrando gli islamici locali; i turchi rispondevano con
sanguinose repressioni e rappresaglie sulle comunità cristiane; i russi si muovevano a favore dei
cristiani (a causa della posizione strategica della Grecia sullo Stretto dei Dardanelli), ma venivano
bloccati dagli inglesi (maggiore potenza marittima); alla fine si raggiungevano soluzioni di
compromesso.
Comunque, con il Trattato di adrianopoli (1829) la Turchia dovette riconoscere le conquiste russe sul
Caucaso, l’indipendenza della Grecia, della Serbia, della Moldavia e Valacchia.

GUERRA DI CRIMEA (1855): i britannici, affiancati dai francesi, si schierarono accanto all’Impero
ottomano, e sconfissero i russi. L’Impero, trovandosi dalla parte dei vincitori; pensò bene di attuare
delle riforme di occidentalizzazione.
Lo stesso fece la Russia, la quale non disponeva ancora di ferrovie (infatti gran parte dell’esercito
russo non è riuscita ad arrivare in Crimea proprio per la mancanza di mezzi di comunicazione):
 Costruzione di infrastrutture;
 Riforme nel campo del diritto penale;
 Russificazione: unica lingua e cultura;
 Abolizione della schiavitù contadina: solo metà delle terre restò ai nobili, le altre vennero
distribuite ai servi contadini che fu pagata per l’80% dallo Stato, col patto che venisse restituita
con rate annuali entro 49 anni.

V – L’ITALIA
L’Italia era un paese fortemente urbanizzato, ma le attività industriali rimanevano di tipo tradizionale.
L’economia di allora, essendo di tipo agricolo, era particolarmente influenzata dalle differenze
regionali di clima; per cui possiamo distinguere in Italia tre zone:
 Settentrionale: più dinamiche (soprattutto in Pianura Padana) per la costruzione artificiale del
territorio, introduzione della coltura continua e la gestione capitalistica;
 Meridionale: più povera, a causa del clima le terre erano più aride;
 Italia centrale: mezzadria  contratto agrario che prevedeva la divisione all’incirca a metà del
raccolto, con una parte destinata al proprietario e l’altra al contadino che la lavorava.

Ai vertici si trovava la nobiltà e la borghesia agraria, mercantile, professionale. Il popolo delle città era
composto da artigiani e lavoratori, quello delle campagne da contadini. Alle innovazioni napoleoniche
deve l’eversione della feudalità , il Codice Civile e il centralismo amministrativo.

 Era divisa in cinque sezioni:


1. Il Regno delle due Sicilie (borboni);
2. Il Regno di Sardegna (Savoia);
3. Il Granducato di Toscana;
4. Lo Stato della Chiesa con a capo il Papa;
5. Il nord-est era in vece proprietà dell’impero asburgico (Veneto e Lombardia).

Il sistema creato nel 1815 (Congresso di Vienna) entrò in sofferenza già nel 1820, particolarmente in
Sicilia e in Sardegna.
Regno delle due Sicilie  il monarca Ferdinando I promosse un processo di centralizzazione, che ebbe
subito un risvolto autoritario, infatti rinnegò la costituzione. Avendo perso consenso (in Sicilia), molti
si schierarono gradualmente su una linea di opposizione, entrando nella cosiddetta Carboneria:
consisteva in una rete di associazioni segrete, di ispirazione massonica. I carbonari fecero pressioni
per ottenere costituzioni di tipo liberale.
La rivoluzione del 1820 scoppiò nel Regno delle due Sicilie all’arrivo della notizia spagnola. A Napoli
fu richiesta la Costituzione spagnola del 1812; il Re la concesse ma poi la negò .
Regno di Sardegna  il sovrano restaurato nel 1815, Vittorio Emanuele I di Savoia, aveva dato al
governo un’impronta legittimista, mentre il principe ereditario era considerato filoliberale. Con
quest’ultimo, la Carboneria, tentò di dialogare. Quando scoppiò la rivolta il Re abdicò in favore di Carlo
Alberto che concesse la costituzione con poca convinzione. Il costituzionalisti si scontrarono in armi
con i legittimisti, i quali aprirono le porte a interventi austriaci. La nuova restaurazione vide Carlo
Felice come re ; fratello di Vittorio Emanuele.
RISORGIMENTO
Per Mazzini l’Italia doveva risorgere valorizzando politicamente la propria identità culturale,
stabilendosi come nazione libera tra le altre, rimettendosi al passo dell’Europa più progredita.
Dopo aver abbandonato la Carboneria, Mazzini, fondò nel 1831 a Marsiglia, la “Giovane Italia”, alla
quale aderirono a breva 60.000 persone. L’Austri intervenne per ristabilire l’ordine e Mazzini fu
costretto a fuggire in Inghilterra; lo stesso fece il mazziniano Garibaldi, che fuggì in Uruguay.

 il movimento mazziniano era democratico e repubblicano, contrapposto da quello liberal-moderato


e monarchico. Il promo era in prevalenza unitario, il secondo federalista.
Nella seconda corrente, spiccarono le figure di D’Azeglio, Gioberti e Balbo.

IL QUARANTOTTO

 Il primo atto si svolse il 12 gennaio con l’insurrezione di Palermo, che cacciò i borboni dalla città . Di
seguito, grandi moti popolari indussero i monarchi a promulgare la costituzione.
Carlo Alberto di Savoia scelse Balbo ed emanò una costituzione liberale, lo Statuto Albertino.
Nel frattempo la rivoluzione dilagava anche nell’impero asburgico (le cinque giornate di Milano), che
costrinse il generale austriaco Radetzky a ritirale le truppe imperiali.

 Dopo molte esitazioni Carlo Alberto inviò delle truppe in Lombardia, dichiarando la !prima guerra
di indipendenza”. Radetzky passò al contrattacco e si riprese Milano.
In questa fase, i moderati lombardi puntavano su un’annessione immediata al Piemonte.
Al concretizzarsi dell’offensiva austriaca, i contrasti sembravano risolti a vantaggio dei moderati
filopiemontesi (venne fatto un referendum, e quasi la totalità dei votanti lombardo-veneti volevano
entrare nel Regno di Sardegna).

 Dopo l’armistizio austro-piemontese tornò Mazzini: movimenti democratici conquistarono il potere


in Toscana e a Roma, da dove il papa dovette fuggire; si formò subito la Repubblica romana con tanto
di assemblea costituente.
Sul versante politico emerse la figura di Mazzini, mentre sul campo militare quella di Garibaldi.

 Nel marzo del ’49, Carlo Alberto venne spinto dai patriottici a riaprire le ostilità con gli austriaci, i
quali però gli inflissero una sconfitta a Novara. Di seguito abdicò in favore del figlio, Vittorio Emanuele
II, il quale accettò le condizioni proposte da Radetzky.

 Contro la Repubblica romana si schierò la Francia con Luigi Bonaparte, che restituì il regno al
papato. Di seguito Palermo fu ripresa dai borbonici e Venezia si arrese agli austriaci.

LO STATUTO ALBERTINO: principio di eguaglianza, diritto di stampa e riunione, tollerante di fronte


alle religioni. Parlamento bicamerale con una Camera dei deputati elettiva e un Senato nominato dal
Re.  Col tempo i governi presero a chiedere il voto di fiducia alle camere.

CAVOUR
A partire dal 1852, capo del governo fi Cavour:
- abbassa i dazi doganali per facilitare le esportazione agricole e le importazioni di macchinari
industriali;
- puntò a un’alleanza con i paesi occidentali.
- Nel 1856 promosse la costituzione di una “Società nazionale” guidato da La Farina a cui aderì
Garibaldi, ma non tutti i mazziniani.

 Era comunque mazziniana l’idea di base del suo piano, che prevedeva lo sbarco di una colonna di
patrioti da Genova , che, affrontati dalle truppe borboniche, furono massacrati.
 Nel 1858 Cavour strinse un patto segreto con Napoleone III, con il quale ottenne la promessa di
intervento militare francese contro gli austriaci. E così fu, nel marzo del ’59 (“seconda guerra di
indipendenza”). I franco-piemontesi prevalsero con la vittoria di Solferino.
Napoleone però , firmò un armistizio con gli austriaci, al quale Cavour dovette accordarsi: ai
piemontese andava la Lombardia, ma non il Veneto. Nizza e Savoia erano cedute ai francesi.
 Nel frattempo la Toscana, l’Emilia e la Romagna erano insorte, liberandosi dai propri sovrani.

Arriviamo così a Garibaldi e alla “Spedizione dei Mille”: volontari che partirono dalla Liguria e
sbarcarono a Marsala l’11 maggio 1860, adottando lo slogan “Italia e Vittorio Emanuele”.
I Mille erano per una metà studenti, e per una metà artigiani e operai, in maggioranza provenienti
dagli dalle città del nord, quasi tutti di ispirazione democratica. Comunque, non avrebbero certo
potuto prevalere sulle decine di migliaia di uomini senza il sostegno di un’insurrezione siciliana. I
borbonici non rischiarono i loro 20 mila uomini, così bombardarono la città e poi sottoscrissero un
accordo e si ritirarono.
 L’intento di Garibaldi era quello di arrivare ad uno Stato che comprendesse non solo Napoli, ma
anche Roma e magari Venezia.
 Cavour, al contrario, voleva realizzare al più presto l’annessione del Regno di Sicilia al Regno
italiano/settentrionale. Mandò dunque in Sicilia il fidato La Farina. Crispi (uomo chiave del governo
garibaldino) lo fece arrestare e lo rispedì a Torino.
Successivamente, Cavour dovette optare per un inviato più accettabile per i garibaldini: Agostino
Depretis, leader emergente della sinistra piemontese.

 Nel campo borbonico, Francesco II nel ’59, dopo aver perso Palermo, dovette riesumare la
Costituzione del ’48.

 Luglio 1860: in molti centri, il controllo della Guardia nazionale fu preso da esponenti del “partito
nazionale unitario”, volevano l’unificazione dell’Italia e in effetti, allo sbarco delle camicie rosse in
Calabria (18 agosto), presero il potere quasi dappertutto.
Questa rinnovata armata garibaldina, denominata “esercito italiano meridionale”, finì per contare un
totale di 50 mila uomini, per metà meridionali. Entrarono a Napoli: i due eserciti meridionali
contrapposti si scontrarono in una battaglia tra l’1 e il 2 ottobre, e alla fine quello garibaldino vinse.

 Cavour ordinò all’esercito italo-piemontese di andare verso sud, travolgendo la resistenza dello
Stato della Chiesa, fino a varcare le frontiere di quello settentrionale. Nessuno, a quel punto, volle
opporsi alla soluzione unitaria. Vittorio Emanuele e Garibaldi si incontrarono a Teano (26 ottobre) e
Garibaldi si sottomise a lui.
Cavour aveva fatto approvare una legge che autorizzava l’estensione della legge costituzionale in tutta
l’Italia unificata.  prime elezioni 27 gennaio 1861.
Di seguito, Senato e Camera proclamarono il regno d’Italia con capitale Torino. Lo Statuto albertino si
trasformò in Costituzione italiana.
I garibaldini avrebbero preferito l’Assemblea costituente, con suffragio allargato dato che molti
esponenti delle classi sociali più basse avevano contribuito all’unificazione.

 Cavour morì nel giugno del 1861 e al suo posto entrò Bettino Ricasoli.

 Nel 1862 Garibaldi sbarcò in Calabria per conquistare Roma, ancora sotto il controllo pontificio.
Intervenne Napoleone III per salvaguardare gli accordi con il Papa

 Depretis ed altri esponenti ex mazziniani e garibaldini riunirono nel partito chiamato “Sinistra
storica”, mentre i partito liberal-moderato governativo nella “Destra storica”.

 1866: concessione del Veneto all’Italia da parte dell’Austria.


VI - L’ALTRO OCCIDENTE: L’AMERICA
Sud America: c’era la sensazione che il sistema imperiale favorisse la Spagna sul piano commerciale e
fiscale. L’esclusione sembrò ancora più irrazionale dal 1808, quando a Madrid un re Borbone venne
sostituito con il fratello di Napoleone. Da qui si ebbe la prima frattura.
 Dopo di lui venne Ferdinando VII di Borbone, conosciuto per il suo rifiuto di soluzioni liberali. Alla
fine rivoluzione e guerra segnarono la fine dell’impero.
L’ultimo esercito spagnolo sul continente americano venne battuto nel 1824 nella battaglia di
Ayacucho. A quella data, nel Nuovo Mondo si erano già aggiunti Stati Uniti, come stati indipendenti, il
Brasile (1822)…
Il carattere rivoluzionario della trasformazione fu sottolineato dall’adozione di ordinamenti
repubblicani. Era l’età della restaurazione, e in Europa la Grande Alleanza non gradì. Però ,
l’indipendentismo trovò sostegno in Gran Bretagna, la quale ammonì le potenze europee.
 Nell’America ispanica il carattere arretrato della società entrò in contrasto con ideologie avanzate
che prevedevano istituzioni repubblicane e costituzioni di tipo liberale.

MESSICO
Prese l’indipendenza nel 1821. Conseguì una fase monarchica, ma venne poi rovesciata; divenne una
repubblica federale organizzata il 19 Stati (cattolicesimo e suffragio ristretto).
Le contrapposizioni riguardavano la Chiesa cattolica: i liberali erano anticlericali e ne denunciavano
gli abusi, al contrario dei conservatori.

STATI UNITI

I due principali partiti nel 1820 erano:


- I repubblicani: il potere apparteneva ai singoli Stati federali (Washington);
- I federalisti: a favore del rafforzamento del governo federale (Jefferson).

 Fu il governo federale a far ricorso alle risorse finanziarie per l’annessione di alcuni territori:
1803: acquistarono dalla Francia la Louisiana;
1819: dalla Spagna la Florida;
1846: Texas, California, Nuovo Messico…

 1823 “Dichiarazione Monroe”: il presidente Monroe proclamò la ferma opposizione del suo paese a
ogni intervento europeo per ricercare imperi coloniali nelle Americhe.

SCHIAVISMO
Nel nord degli Stati Uniti le piantagioni non c’erano e di conseguenza nemmeno lo schiavismo.
A cavallo tra Sette e Ottocento il sistema schiavista cominciò a essere messo in discussione. Sulla scia
della Rivoluzione francese si ribellarono nel 1791 gli schiavi della colonia caraibica che divennero poi
uomini liberi.
Gli schiavi erano privati degli elementari diritti legali di cui i contadini godevano nelle società
tradizionali. Rappresentavano, al sud, un terzo della popolazione e nel profondo sud addirittura la
metà . Titolari di gran parte di questo capitale era il ristretto gruppo dei grandi piantatori.
 Gli stati del nord optarono per una linea protezionista che avrebbero poi seguito per tutto il secolo;
ma il sud vedeva i suoi interessi, legati all’esportazione di cotone, danneggiati da tale politica.
Infatti, nel 1832 la Carolina del sud proclamò il proprio diritto di annullare le leggi federali.
 1820 Compromesso del Missouri: la schiavitù era consentita solo agli astati sotto il 16° parallelo.
 A nord la maggioranza reputava i neri esseri inferiori, ma il punto era un altro: detestavano la
sovrapposizione dell’èlite dei piantatori sul governo federale. La minoranza voleva l’abrogazione della
schiavitù in quanto negazione dei diritti umani.
 La situazione cominciò a precipitare quando i partiti cominciarono a formarsi in base alla frattura
tra nord e sud: a nord antischiavista e repubblicano, a sud democratici e schiavisti.
Si tentarono nuove mediazioni parlamentari: il Congresso lasciò libera la scelta allo Stato di
ammettere o no la schiavitù .
 In vone di confine tra nord e sud cominciò lo scontro armato.

GUERRA CIVILE
Abraham Lincoln, nei ranghi del partito wigh, nel 1860 fu eletto presidente dicendosi personalmente
contrario alla schiavitù , ma accettando il diritto degli stati del sud sul legiferare in quel campo. Questa
moderazione gli garantì il successo.
Tuttavia, gli stati del sud si mossero con logica preventiva, dando via alla secessione: nel 1861 si
incorporarono nelle “Confederazione degli Stati del sud” con presidente Jefferson Davis.
Lincoln cercò di mantenersi sulla linea moderata per quanto riguarda la schiavitù , ma non ammise
nessun diritto alla secessione e mandò truppe di 70 mila uomini a sud.
Si formarono due fronti di guerra:
- Fronte orientale: in cui prevaleva l’esercito dei confederati (1861-62);
- Fronte occidentale: gli unionisti, guidati da Ulysses Grant ottennero migliori risultati.

 I sudisti avevano un unico vantaggio: difendere la propria indipendenza ed erano uniti nel farlo.
Invece a nord c’era una componente conservatrice.
Lincoln risolse solo nel 1863, emanando un Proclama di emancipazione degli schiavi, limitandone la
portata agli schiavi di proprietà dei ribelli. Ora i nordisti sapevano per cosa combattere: rovesciare i
piantatori e liberare gli schiavi.

 Grant riuscì a sfondare la Georgia. C’è da dire che l’esercito dell’Unione poteva contare su reparti
composti da gente di colore proveniente da nord e sud. Nel 1864 ebbero la meglio anche grazie a loro.
Lincoln fu rieletto nello stesso anno, assumendo un orientamento più radicale, incoraggiando il
Congresso ad approvare un emendamento costituzionale che dichiarava lo schiavismo fuori legge in
tutta l’Unione. Nel maggio 1865 la guerra finì.
 Nello stesso anni Lincoln venne ucciso e al suo posto salì Johnson (democratico), che cosenti la
promulgazione dei Black codes, codici intesi a costringere gli ex schiavi a rimanere nelle piantagioni in
stato di semiservaggio. Il Congresso non lo ammetteva e nel 1866 rafforzò il Freedman’s Buerau e
varò il Civil Rights Act. Quando Johnson pose il veto, il Congresso minacciò l’epeachment (porto sotto
accusa).
 Nel 1868 Grant diventò presidente e allargò la Costituzione a tutti gli ex schiavi.
 Dopo il ritiro delle truppe del nord nel sud, il governo appartenne al sud:
- Leggi discriminatorie;
- Il miscuglio di razze era considerato reato;
- Terrorismo: Ku Klux Klan.

VII – PASSAGGIO DI SECOLO. L’EUROPA DEGLI STATI-NAZIONE


EUROPA 1871

Massimo protagonista dell’unificazione tedesca fu il principe Bismark, prussiano e conservatore: non


credeva nel governo parlamentare, ma intendeva conservare nella monarchia le leve fondamentali del
potere. Pensava che fosse venuto il momento di risolvere, anche con la forza, il contenzioso tra Prussia
e Impero asburgico. Preparandosi alla guerra, strinse un’alleanza con l’Italia, ansiosa di prendersi il
Veneto. La guerra scoppiò in effetti nel 1866, dove gli italiani vennero battuti nella battaglia di
Custoza. Però , sul fonte principale, i prussiani ebbero la meglio contro gli austriaci, che persero nella
battaglia di Sadowa.
Come sappiamo, si era deciso per la soluzione piccolo-tedesca. Gli Stati federali del nord erano con la
Prussia, ma Bismark fece un accorso con gli Stati del sud (filoaustriaci) in modo da ottenere il pieno
consenso del movimento patriottico tedesco.
 Nello Stato asburgico, con l’Ausgleich, l’Impero venne riconfigurato i due Regni autonomi; Austri e
Ungheria. L’unità veniva garantita nell’avere un sovrano in comune e l’esercito in comune. (Impero
austro-ungarico)

Nel frattempo la Francia di Napoleone III si mostrava preoccupata dei rafforzamenti della Prussia.
Quando un parente del re di Prussia venne chiamato a salire al trono di Spagna, la Francia reagì
duramente temendo di essere accerchiata.
A sua volta Bismark manovrò affinché fosse la Prussia a sentirsi minacciata: manovrò un telegramma
che il re di Prussia aveva inviato a seguito di un colloquio con l’ambasciatore francese e lo trasmise
alla stampa. L’opinione pubblica francese si sentì umiliata, e Napoleone fece il grande salto.
Al fianco dei prussiano si schierarono tutti i patrioti e tutti gli Stato tedeschi e sconfissero i francesi
nelle battaglie di Metz e Sedan (1970).
Quando Napoleone III abdicò , l’Italia ne approfittò per rovesciare il potere del papa, impadronendosi
del Lazio e Roma.

 A Parigi fu proclamata la “terza” Repubblica. I radical socialisti (1871) si impadronirono del


comune della capitale (della Comune) e assunsero il controllo di Parigi. Vennero indette le elezioni a
suffragio universale e la maggioranza fu quella dei moderati, con a capo del Governo Theirs.
Il governo e l’assemblea si riunirono prima a Bordeauk e poi a Versailles, al riparo dall’influenza
parigina. La tensione tra Bismark e Theirs crebbe, e quest’ultimo formò un esercito. Nel maggio del
1871 le truppe francesi entrarono a Parigi.

 Nel frattempo andò in porto l’unificazione tedesca con la proclamazione dell’Impero o Reich, sotto
la dinastia prussiana degli Hohenzollern. I tedeschi, dopo aver obbligato i francesi sconfitti a pagare
un’indennità , inclusero nel loro neostato l’Alsazia e la Lorena.

 1873 i tedeschi sottoscrissero un’alleanze con gli austriaci e i russi, che fu detta “dei tre imperatori”.

1871
- La Francia divenne il primo Stato repubblicano;
- L’impero tedesco era formato da 24 stati, ognuno dei quali conservava le prove istituzioni. La
maggior parte del territorio era quello prussiano che come istituzione aveva ancora il sistema
delle tre classi: l’elettorato era diviso, dunque, in tre fasce di reddito ognuna delle quali
eleggeva lo stesso numero di rappresentanti. Il Senato ebbe uno scarso peso politico.

SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Rivoluzionarie furono le innovazioni dell’industria elettrica e dell’industria chimica, così come in


quella siderurgica e meccanica. Ne derivò l’applicazione del modello della grande fabbrica, con la
massima razionalizzazione del sistema produttivo (produrre la maggiore quantità in minor tempo
possibile).
Per gli aspetti finanziari, ricordiamoci il diffondersi:
- Holdings: società che detengono il controllo finanziario di imprese operanti in più settori;
- Trust: riuniscono imprese della stessa filiera produttiva;
- Cartelli o pool: imprese dello stesso settore si accordano sulla quantità di beni da produrre e
sui loro prezzi, al fine di limitare la concorrenza e garantire i profitti.

La Gran Bretagna fu superata da Germania e Stati Uniti. Mentre la prima adottava ancora la politica del
libero scambio, Germania e Francia seguirono l’esempio degli Stati Uniti, imponendo dazi doganali più
o meno alti su tutte le importazioni.
VIII – PERCORSI E CONTRADDIZIONI DELLA DEMOCRAZIA

GERMANIA

Nel 1864 socialisti e anarchici di diversi paesi formarono un’organizzazione che fu definita “prima
Internazionale”. Il termine internazionale valorizzava l’ideale della solidarietà tra tutti i membri
delle classi lavoratrici e rifiutava quella delle classi diverse.
La corrente socialista che col tempo si rivelò più influente fu quella che si ispirava al pensiero di Marx.
I marxisti erano convinti che la storia derivasse oggettivamente dalla lotta di classe: cioè dal conflitto
tra possessori di mezzi di produzione e proletariato. Rifiutavano il prezzo del capitalismo:
sfruttamento in fabbrica, bassi salari, troppe ore di lavoro, crisi economiche cicliche. No esisteva la
libertà contrattuale, il lavoratore doveva quasi sempre accettare a priori le condizioni che gli venivano
poste. I capitalisti vivevano del surplus, e per aumentarlo tenevano i salari molto bassi. Nella visione
di Marx, una volta crollato il capitalismo, sarebbe spettato allo stato acquisire la proprietà dei mezzi di
produzione e ridistribuire la ricchezza in modo equo.
 La convivenza tra anarchici e socialisti si rivelò impossibile, perché i primi vedevano lo Stato come
un nemico e i secondi contavano negli spazi di liberà che lo Stato concedeva per organizzarsi e far
crescere la forza del loro movimento.
Più influente politicamente fu l’anarco-sindacalismo che vedevano nel sindacato il luogo dell’azione
diretta dei lavoratori. Elaborarono quindi l’idea dello sciopero generale come strumento rivoluzionario
in grado di vanificare il potere del capitalismo.

 Nel 1875 si firmò in Germania il partito socialdemocratico (SPD). Bismark, conservatore, non
accettò questa novità e nel 1878 mise fuori legge la SPD. Nelle elezioni del 1890 il partito conseguì un
ottimo risultato, e i successori di Bismark dovettero accettarne la presenza.

 Nel 1789 venne formata la “seconda Internazionale”, alla quale aderirono partiti socialisti di varie
nazioni, in genere di orientamento marxista. Quello più forte era il Partito Socialdemocratico tedesco:
era un partito di massa, con idee egualitarie, aliena da razzismo e rifiutava la guerra.

RUSSIA

Lo zar diede loro le terre più marce, movente per cui i cittadini lo accusarono di tradimento. In Russia
si parla di populismo. L’organizzazione populista rispose con un crescendo di attentati terroristici, e
riuscirono ad uccidere lo stesso zar. Sotto il nuovo zar Alessandro III la repressione si accentuò .
Ne erano protagonisti il gruppo dei liberali (moderati), i radicali e i marxisti, che nel 1898 fondarono il
Partito socialdemocratico russo, aderente alla seconda Internazionale. A loro volta si divisero in due
gruppi (1903): la componente menscevica che attendevano una maturazione del governo (moderati),
e la componente bolscevica che volevano fare la rivoluzione il più presto possibile (radicali) con a capo
Lenin.

SUFFRAGISMO

In questo senso ricordiamo in particolar modo Elizabeth Cady Stanton che lottò per i diritti civili e
politici delle donne, Marie Curie, che si distinse nel campo della radioattività ; Rosa Luxemburg.
E naturalmente c’erano le donne impegnate nei movimenti suffragisti, che si battevano per il voto
femminile; la più nota era l’inglese Emmeline Pankhurst che fondò la Women’s Social and Politica
Union (1903). Australia e Svezia furono i primi paese ad ammettere le donne al voto; per gli altri
bisognerà aspettare la fine della Grande Guerra.
Le donne erano considerate il sesso debole, inclini alla pazzia e isteria e non in grado di svolgere certi
ruoli sociali.
IX – ITALIA 1870-1908

L’Italia fu governata tra il 1861 e il 1875 da esponenti del partito di Destra, ovvero il liberal-moderati.
Le elezioni del ’74 registrarono un primo declino della Destra che fu definitivo con quelle del ’76. Il
leader di Sinistra Depretis assunse la guida del governo. In realtà ormai i partiti avevano ideologie
simili. I governi dipendevano sempre di più dalla fiducia del Parlamento, ovvero dalla Camera dei
deputati (elettiva) piuttosto che dal Senato, ancora di elezione regia.
L’Italia seguì inizialmente la politica del suffragio ristretto che portava al voto il 2% della popolazione.
Queste chiusure oligarchie vennero spezzate dalla riforma elettorale del 1882, con cui il governo
Depretis ammise al voto tutti i maschi che avessero raggiunto i 21 anni di età e che si dimostrassero
capaci di leggere e scrivere (suffragio allargato). Venne ammessa al voto circa il 7% della popolazione,
ma con l’idea che, per effetto della legge Coppino sull’istruzione elementare obbligatoria gratuita
(1887), in poco tempo i giovano proletari sarebbero stati in grado di acquisire il diritto al voto.

 Perduta Roma nel 1870, i pontefice Pio IX emanò per rappresaglia il decreto non expedit, che
proibiva ai cattolici di andare a votare.

Quanto alla politica estera, Depretis, nel maggio del 1882, sottoscrisse un patto militare a carattere
difensivo con Germania e Austria: la Triplice Alleanza.
Quanto all’economia, l’Italia viveva dell’agricoltura, ma in questo periodo il paese vedeva un discreto
sviluppo economico, anche nel Mezzogiorno. Era un’economia liberista.
Nel corso degli anni Ottanta i prezzi caddero sia nel settore dell’industria che in quello
dell’agricoltura; il mercato internazionale cominciò a mostrarsi ostile e tra i paesi europei che
passarono al protezionismo ci fu anche l’Italia, che nel 1887 colpì con tariffe elevate diversi prodotti
industriali stranieri, e tra quelli agricoli il grano.
A Depretis successe Crispi, che nel gestire la politica protezionistica arrivò ad una guerra doganale
con la Francia, fatta di reciproche rappresaglie che danneggiarono i settori esportatori. Toccò dunque
agli alleati della Triplice garantire i necessari sbocchi commerciali. (La situazione accentuò
l’orientamento antifrancese della politica governativa).

 Nel frattempo Crispi attuò diverse riforme:


- rese elettivi i sindaci di comuni maggiori;
- allargò il diritto amministrativo;
- emanò un nuovo codice penale (Riforma Zanardelli)
- Aderì alla seconda Internazionale.

Sempre nel 1892, un movimento politico-sindacale socialista detto dei Fasci si sviluppò in Sicilia:
chiedeva la distribuzione delle terre demaniali e la regolamentazione dei patti agrari. Crispi li sciolse
d’autorità .
Quanto al colonialismo crispino, l’Italia avrebbe voluto la Tunisia, che però fu colonizzata dalla
Francia. Gli italiani assunsero il controllo dell’Eritrea e provarono a insediarsi i Etiopia: le truppe
italiane furono sconfitte duramente nella battaglia di Adua (1896).
 1897 Sonnino: stretta autoritaria contro i Fasci siciliani;
 1898 Antonio di Rudinì: il generale Bava Beccaris diede ordine alle truppe di sparare sulla folla a
Milano:
 Pelloux: governo liberticida; limitarono la libertà di stampa, di associazione e riunione.

ETA’ GIOLITTIANA
Pelloux si dismise e nel 1900 ci fu il governo Zanardelli con Giovanni Giolitti come ministro degli
interni che allentò la presa della polizia sul movimento socialista e istituì il “Consiglio superiore del
lavoro” per tutelare il lavoro di donne e fanciulli.
Nel novembre del 1903 Giolitti prese il posto di Zanardelli.
L’età giolittiana coincise per l’Italia con un grande periodo di sviluppo che durò fino al 1913:
- triangolo industriale Milano-Genova-Torino;
- industrializzazione di Napoli (Nitti);
- stipula trattati di commercio, in particolare con la Germania.

 A cavallo tra Otto e Novecento il socialismo si presentava in Italia con il Partito operaio.
L’esponente più interessante di questo movimenti fu Filippo Turati, che esercitò grande influenza
ricollegandosi ai grandi dibattiti della Seconda Internazionale.

X – PASSAGGIO DI SECOLO. UN MONDO PIU’ VASTO

1880 – 1913: età dell’imperialismo:


 Imperialismo informale: sistema di influenze soprattutto economiche, ma sostenuto da
pressioni politiche e minacce militari;
 Imperialismo formale: o colonialismo, casi in cui la dipendenza viene istituzionalizzata dal
punto di vista giuridico-amministrativo e il territorio direttamente annesso da parte del paese
colonizzatore.

 Nel 1875 esplosero rivolte tra i serbi di Bosnia e bulgari. I primi ottennero il sostegno dei
connazionali e corregionali di Serbia e Montenegro, gli altri il sostegno zarista. L’impero zarista
sconfisse quello ottomano; il conflitto terminò con la sottoscrizione del trattato di Santo Stefano
(1878) che sanciva l’egemonia russa sui Balcani. Gli inglesi si preoccuparono e Bismark fece da
mediatore convocando un congresso internazionale a Berlino: il congresso moderò i termini del
trattato di Santo Stefano, lasciando ai turchi una parte dei loro possedimenti europei (Macedonie e
Albania). Alla Serbia, Montenegro e Romania venne riconosciuta l’indipendenza, ai bulgari
un’indipendenza di fatto. Alla Gran Bretagna andò l’isola di Cipro.

 In Africa la corsa alla conquista cominciò negli anni ’80:


 Belgio: Congo;
 Germania: Namibia e Tanzania;
 Portogallo: Angola e Mozambico;
 Francia: Algeria e Tunisia;
 Inghilterra: Egitto, Sud Africa (guerra anglo-boera), Zimbawe, Zambia e Kenya.

 Nel XIX secolo, il Giappone era l’unico paese extraeuropeo ad essere abbastanza industrializzato.
L’ammiraglio statunitense Perry andò in Giappone (1853) costringendolo ad aprire l’economia alle
potenze occidentali. Conquistarono la Corea dopo il contenziosi con la Cina.

XI – VERSO LA CATASTROFE

In Germania salì al trono Guglielmo II, con impronta più autoritaria al punto da far dimettere Bismark:
al suo posto Von Caprivi non mostrò la stessa capacità di Bismark nell’isolare la Francia. Infatti
quest’ultima stipulò tra il 1891 e il 1894 un’intesa con la Russia.
I tedeschi cominciarono a rafforzare l’esercito e soprattutto la flotta militare tanto da insospettire i
britannici.

 Anche il Giappone, durante l’era Meiji, riuscì a diventare una grande potenza militare, tanto da
battere le flotte zariste in due occasioni quando i russi volevano conquistare la Manciuria (Cina).
La Russia fi costretta a firmare con i giapponesi il trattato di Portsmouth (1905) che riconobbe molti
degli obiettivi giapponesi.
 Nel contempo lo zar decise di concedere la Costituzione, istituendo un Parlamento (Duma) dei
poteri modesti eletto a suffragio ristretto. Recuperata un po’ di autorità , so tornò alla vecchia strada,
puntando sulla repressione (i rivoluzionari furono uccisi o deportati i Siberia). Nel 1907 i poteri della
Duma erano limitatissimi.
Stolypin riforma agraria: i kulaki privatizzarono le terre, con la speranza che si trasformassero in
imprenditori agricoli dell’occidente.

 In Giappone venne proclamata la Repubblica con a capo Sun Yat-sen.

1907: stipulazione della Triplice Intesa (Inghilterra, Francia, Russia)


Triplice Alleanza (Germania, Austria-Ungheria, Italia)

Due erano le aree permanenti di conflitto: l’Alsazia-Lorena e la Penisola balcanica.


1. Nella questione balcanica, dopo il congresso di Berlino (1878) era conosciuto il ruolo
protagonista dell’impero asburgico che si era insediato in Bosnia-Erzegovina, procedendo
verso il sud della penisola. Il re di Serbia, decise di ribellarsi all’Impero contando sul sostegno
russo. Gli austriaci decisero di “accettare la sfida” annettendo la Bosnia nel loro territorio.
2. L’annessione della Bosnia nel 1908 destò irritazione all’Italia, con cui non vennero riconosciuti
i compensi della conquista che la Triplice Alleanza prevedeva. In più c’era il contenzioso
dell’Alsazia-Lorena, regioni in cui si parlava italiano, ancora di appartenenza austriaca.

 Da queste contraddizioni il governo italiano si emancipò nel 1902, cercando di recuperare i


rapporti con la Francia. A riproporre quelle ragioni era il movimento irredentista (Cesare Battisti,
Gabriele d’Annunzio) che prese veste politica nel 1910 con la fondazione dell’Associazione
nazionalista italiana (ANI), che predicava il rafforzamento dell’esercito e della flotta, nonché
l’espansione coloniale.
 Nel 1911-12 l’Italia entrò in guerra contro l’impero ottomano con l’intento di sottrargli le uniche
parti del Nord Africa rimaste libere dal dominio europeo: la Libia. Alla fine, riuscì a prendere oltre alla
Libia, anche l’isola di Rodi e l’arcipelago del Dodecaneso.
 L’età giolittiana finì nel 1914 e al suo posto prese il potere Antonio Salandra (liberal-
conservatore).

 La sconfitta turca da parte dell’Italia diede il via libera per altri conflitti. Bulgaria, Serbia, Grecia e
Montenegro formarono una Lega balcanica, che nel 1912 mosse guerra all’impero ottomano, e lo
sconfisse provandolo dell’Albania, della Macedonia e di tutti i suoi possedimenti europei.

XII – LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Il 28 giugno 1914, a Sarajevo, l’erede al trono degli Asburgo, Francesco Ferdinando venne ucciso
insieme a sua moglie Sofia da uno studente irredentista serbo (Gavrilo Princip). Molti sospettarono
che i mandanti dell’omicidio si trovassero nei servizi di sicurezza serbi.
Dopo alcune settimane di indecisione, il 23 luglio L’Austria inviò un ultimatum di 48 ore alla Serbia, in
cui si esigeva la partecipazione di ispettori asburgici alle indagini dell’attentato. I serbi accettarono
tutte le condizioni, ad eccezione della partecipazione degli austro-ungarici alle indagini. Di fronte al
rischio di un’aggressione, cominciarono a mobilitare il proprio esercito, lo stesso fece la Russia al
confine con l’Austro-Ungheria. Quest’ultima, si fece forza della Germania (tenendo l’Italia all’oscuro) e
il 28 luglio dichiarò guerra alla Serbia.
 In rapida successione entrarono in guerra Germania, Francia e Russia.

I tedeschi misero subito in atto il piano Schilieffen: prevedeva il passaggio delle loro truppe
attraverso gli Stati neutrali del Belgio e Lussemburgo per aggirare le difese francesi, arrivare
rapidamente a Parigi e sconfiggere l’esercito nemico prima che la Russia (più arretrata e quindi più
lenta) riuscisse a mobilitare le sue forze. La Germania voleva evitare assolutamente di combattere su
entrambi i fronti contemporaneamente.
Il rifiuto del Belgio di permettere il passaggio dell’esercito tedesco provocò l’invasione tedesca del
paese, non rispettando la loro neutralità .
 A questo punto i britannici intervennero, smentendo anche la previsione tedesca di una loro
neutralità .

 Fallimento dell’Internazionale Socialista perché quasi tutti i partiti ad essa affiliati votarono a
favore dei “crediti di guerra”, cioè a favore del finanziamento dello sforzo bellico del proprio
paese.

 Entrarono in guerra gradualmente molti paesi in origine neutrali spinti da promesse territoriali :
 Impero ottomano: Imperi centrali (novembre 1914);
 Italia: Intesa (maggio 1915);
 Bulgaria: Imperi centrali;
 Portogallo, Romania e Grecia: Intesa (1916).

I combattimenti terrestri ebbero luogo su diversi fronti:


1. Fronte occidentale: il confine tra Francia, Germania e Belgio vide i tedeschi combattere contro i
francesi affiancati dagli inglesi;
2. Fronte orientale: i tedeschi vennero affiancati dagli austriaci contro i russi;
3. Balcani: russi e serbi;
4. Anatolia orientale: turchi e russi;
5. Penisola di Gallipoli e Canale di Suez: turchi e inglesi;

 Entrarono poi (1917) al fianco dell’Intesa altri Stati extraeuropei: Giappone, Cina, Stati Uniti, e
alcuni Paesi dell’America de Sud. Australiani e neozelandesi già combattevano al fianco dell’Intesa.

L’ITALIA ALLE ARMI

Nell’estate del 1914 in Italia si accese un intenso dibattito sull’opportunità di intervento in guerra. In
realtà non era obbligata a farlo, dato che il trattato della Triplice Alleanza era solo difensivo. Quello di
cui si discuteva e un intervento al fianco dell’Intesa. Gli orientamenti erano tre:
1. Democratico: volevano il paese al fianco dell’Intesa per simpatia alla Francia democratica, al
martirio del Belgio e per ostilità nei confronti dell’Austria-Ungheria (Cesare Battisti);
2. Rivoluzionario: era formato da socialisti, repubblicani e sindacalisti rivoluzionari; solo con la
violenza e con la guerra si poteva mettere fine al capitalismo (Benito Mussolini che più tardi
formò il partito “Il Popolo d’Italia”);
3. Nazionalista di destra: che inizialmente voleva intervenire al fianco della Germania, ma
rapidamente cambiarono idea per la febbre irredentista (Salandra e Sonnino);
A questa realtà si contrapponevano i giolittiani, i neutralisti e i cattolici; tutti rifiutavano la guerra.

 Nonostante la maggioranza della popolazione e del parlamenti (che ancora seguiva maggiormente
l’ideologia giolittiana), Salandra, Sonnino e il re Vittorio Emanuele II avviarono le trattative per un
patto segreto con l’Intesa: il Patto di Londra (26 aprile) che prevedeva l’ingresso alla guerra
dell’Italia entro un mese in cambio di alcuni vantaggi territoriali (Trentino e Alto Adige fino al
Brennero, Venezia Giulia con Trieste, l’Istria senza la città di Fiume, la Dalmazia, il porto di Valona in
Albania e il protettorati di quel paese, il Dodecaneso, la zona mineraria di Adalia in Turchia).
Dopo diversi tentennamenti l’Italia entrò in guerra il 23 maggio dichiarando guerra all’Austria (ma
non alla Germania).
 Viene definita “guerra totale” perché vennero utilizzate tutte le risorse umane e umanitarie
disponibili e perché mirava alla distruzione totale dell’avversario. Le armi usate erano: fucili a
ripetizione, mitragliatrici, gas tossici, lanciafiamme, cannoni, esplosivi.
Fece grandi progressi la tecnologia navale: i veri protagonisti furono i tedeschi con i loro sottomarini,
in particolare l’U-Boot che dal 1915 cominciò a combattere una guerra contro ogni nave sospetta di
trasportare qualcosa utile per l’Intesa.

 Fronte occidentale: le armate tedesche avrebbero dovuto aggirare le difese belga per arrivare a
Parigi in poco tempo; invece incontrarono una resistenza tale da far fallire i loro piani;
 Fronte orientale: nella battaglia di Tannenberg (agosto 1914) l’armata russa fu bloccata a poi
respinta dai tedeschi;
 Battaglia di Gallipoli: derivò da una grande azione navale anglofrancese contro Istanbul e da un
massiccio sbarco di truppe nella penisola di Gallipoli (marzo 1915). Se gli inglesi fossero
riusciti a violare gli stretti e prendere Istanbul, avrebbe influito la guerra mettendo fuori
combattimento gli ottomani, ma questi resistettero fino a costringere gli avversari alla ritirata;
 Fronte italiano: un’infinita sequenza di attacchi sulla linea dell’Isonzo davano per risultato
finale spostamenti minimi della linea del fronte.

Questa guerra fu essenzialmente una guerra di posizione, con migliaia di chilometri di trincee in cui i
soldati vivevano e combattevano. Le battaglie duravano mesi e a volte tra i soldati avversari venne
tacitamente stabilito il patto “vivi e lascia vivere” che consisteva nello spararsi addosso il meno
possibile (ad esempio, il Natale 1914).

 Data la lunghezza della guerra, molti soldati commettevano reati di sbandamento, codardia e
diserzione. Moltissimi di loro vennero fucilati. Molti soldati invece si ammutinarono.
 In Francia Philippe Petà in portò una politica più rispettosa delle condizioni di vita dei soldati.
 Le dimensioni delle industrie siderurgiche, meccaniche e chimiche crebbero imponentemente.
 Una guerra lunga come questa non poteva essere che sostenuta dall’aiuto dell’intervento pubblico;
ciò comportò una grande crescita degli apparati burocratici statali, ma anche l’inasprimento del
prelievo fiscale.
 La lontananza degli uomini partiti per il fronte, rappresentò per molte donne la prima occasione di
conoscere l’autonomia economica. Molte svolgevano un ruolo importante vicino al fronte: basta
pensare alle figure della crocerossine, madrine di guerra e dame di carità . Un vero corpo combattente
femminile si ebbe solo in Russia.

RIVOLUZIONE (1917)

La prima rottura si ebbe con l’Irlanda. Il girono di Pasqua del 1916 organizzarono un’insurrezione a
Dublino che si concluse con fucilazioni da parte dei britannici. Furono queste fucilazioni a scavare tra
Irlanda e Gran Bretagna un fossato che non si sarebbe colmato presto.

La situazione più complessa si verificò nell’Impero zarista: il paese nel 1916 era già stato piegato da
molte sconfitte da parte degli austro-tedeschi. La scintilla che accese l’incendio fu una manifestazione
di operaie tessilo nella capitale San Pietroburgo, esasperate dal prezzo crescente del pane. Così, nel
1917 iniziò la “Rivoluzione di febbraio”.
I soldati si rifiutarono di sparare sulla folla e si unirono alla protesta. Il grande moto spingeva in avanti
i tre grandi partiti socialisti russi: menscevichi, bolscevichi e i socialrivoluzionari.
Lo zar Nicola II fu spinto all’abdicazione, a cui seguì un governo provvisorio guidato da Alexander
Kerenskij, il quale promise l’elezione per un’Assemblea costituente e proclamò la nascita di una
Repubblica democratica.
A questo punto i tedeschi si giocarono una carta estrema: rimandarono in Russia il leader bolscevico
Lenin, il quale si pose su una linea più radicale (ridistribuzione delle terre, trattative di pace
immediate).
Nel frattempo il governo provvisorio confermò l’impegno bellico al fianco dell’Intesa. Dal fallimento di
un tentativo di colpo di Stato dai filozaristi, organizzato dal comandante dell’esercito Kornilov, i
bolscevichi ne uscirono ancora più forti Infatti, rovesciarono il governo Kerenskij e presero il potere
tra il 6 e il 7 novembre del 1917 (“Rivoluzione d’ottobre”), con governo presieduto da Lenin.
 I bolscevichi, però , ottennero solo 175 seggi su 707: il nuovo governo si sciolse.

I tedeschi, ormai sicuri della vittoria, rifiutavano ogni soluzione di compromesso e imposero le
proprie condizioni di pace. Il governo bolscevico uscì dal conflitto nel modo peggiore. Il trattato di
Brest-Litovsk, firmato il 3 marzo 1918, lo vide cedere alla Germania la Polonia e i Paesi baltici, e altri
territori all’Austria e ai turchi. Dovette riconoscere nel contempo l’indipendenza dell’Ucraina, della
Georgia e della Finlandia.
Il partito bolscevico, ribattezzato comunista, assunse nelle proprie mani tutto il potere, appoggiandosi
su apparati di sicurezza sempre più potenti e su un nuovo esercito, L’”Armata Rossa”.

L’Intesa fu sicuramente indebolita dell’uscita di scena della Russia, ma ebbe risultati favorevoli su altri
versanti, come in quello ottomano: Tutto il Medio Oriente arabo cadde nelle loro mani.
In ogni caso, il 1917 vide uscire la Russia, ma vide anche l’ingresso degli Stati Uniti. Influì infatti nella
decisione di riprendere la guerra sottomarina.

IN ITALIA
I segni di dissenso nei confronti della guerra e dei costi che comportava cominciarono nel 1917. A
Torino, gli operai decisero di sospendere il lavoro, e migliaia di donna scesero in piazza per chiedere
pane e pace. Ma la convinzione che dietro questo fatto ci fosse un piano insurrezionale dei socialisti
spinse le autorità a fa intervenire l’esercito.
Giungeva intanto, nell’ottobre 1917, la disfatta di Caporetto. Da qui la guerra si trasformò in guerra
difensiva, il che diede al Paese un motivo di resistere e continuare la guerre. A sostituire Cadorna, fu
Armando Diaz, il quale attuò delle politiche volte al miglioramento delle condizioni di vita dei soldati
(indumenti di lana, sussidi e aiuti alle famiglie, assicurazioni).
Tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre 1917, le truppe italiane riuscirono ad assestarsi sulla linea
tra il fiume Piave e il Monte Grappa; Diaz organizzò con successo la resistenza. Solo all’ultimo
momento, dopo che arrivarono truppe francesi e inglesi ad aiutarlo, sferrò l’attacco. L’Impero austro-
ungarico fallì nel giugno del 1918.  La Bulgaria uscì dal conflitto provocando la chiusura delle vie di
comunicazione con l’Impero ottomano e quindi cedimento di quest’ultimo il 30 ottobre. A un Anno
dalla disfatta di Caporetto fu sferrata l’offensiva italiana, che si concluse con la battaglia di Vittorio
Veneto. La vittoria provocò il collasso finale delle armate nemiche.

 Nel frattempo, anche la Germania era giunta a collasso finale. La sottoalimentazione provocò un
milione di morti e l’esercito cominciò a dissolversi. Il capo di stato maggiore della marina avrebbe
voluto sferrare l’ultimo attacco ai britannici, ma i marinai si ribellarono.
La Germania fu costretta a chiedere l’armistizio. Dublino fu proclamata Repubblica e il governo fu
presieduto da Ebert, esponente social-moderato. L’11 novembre 1918 la Germania firmò l’armistizio e
la guerra finì, lasciandosi alle spalle 10 milioni di morti e decine di milioni di feriti.

XIII – L’EREDITA’ DELLA GUERRA

Dopo la fine della guerra, venne indetta dai vincitori una Conferenza di Pace, che si aprì a Parigi il
18 gennaio 1919. Alla conclusione, vennero fatti diversi trattati:
 Trattato di Versailles con la Germania;
 Trattato di Saint-Germain con l’Austria;
 Trattato di Neuilly con la Bulgaria;
 Trattato di Trianon con l’Ungheria;
 Trattato di Sèvres con l’Impero ottomano.
La Russa sovietica fu esclusa da ogni accordo. Gli stati che prima erano regni o imperi ora avevano
tutti riforma repubblicana, tranne il Regno dei serbi, croati e sloveni.
Il trattato di Brest-Litovsk tra Germania e Russia venne presto vanificato da collasso della Germania
stessa e intanto in Russia c’era la guerra civile tra i filozaristi e non.
La guerra civile terminò nel 1921, con la vittoria del governo Lenin, del Partito comusta e della sua
Armata Rossa.

 Tra il 1818-19 Lettonia, Estonia e Lituania ottennero l’indipendenza, ma l’Ucraina, l’Armenia e la


Georgia vennero riammessi all’ex impero zarista. Tutti si riunirono sotto uno Stato federale di nome
Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
 Dalle ceneri dell’Impero austro-ungarico nacquero la Jugoslavia, l’Austria, l’Ungheria e la
Cecoslovacchia. Diedero all’Italia il Trentino Alto Adige, Trieste, Istria e alcune isole della Dalmazia.
 La Bulgaria perse soltanto lo sbocco al Mar Egeo, visto che la Tracia occidentale fu assegnata alla
Grecia.
 La Germania venne paradossalmente privata di meno territori rispetto agli altri: diede l’Alsazia e la
Lorena alla Francia e perse un settimo delle sue colonie. Nonché diede alla Polonia alcuni territori
della Prussia (città di Danzica per avere lo sbocco sul mare). Ma la Germania dovette subire anche
altre dure clausole di pace: il suo esercito fu ridotto a 100 mila uomini, la leva obbligatoria fu abolita e
furono limitate le armi e le navi. La zona di confine con la Francia, la Renania, fu smilitarizzata: i
tedeschi non potevano più mantenervi truppe. Infine, i tedeschi avrebbero dovuto pagare 132 milioni
di marchi (oro) per le spese della guerra (con i quali la Francia avrebbe dovuto ripagare il debito con
gli Stati Uniti).
 Il trattato di Sèrves fu firmato per ultimo, ma bisogno aspettare il 1923 (trattato di Losanna) per
stabilire l’assetto definitivo dei territori. L’intero Medio Oriente arabo finì sotto le mani della Grab
Bretagna e Francia.

Nel 1919 si formò una nuova Internazionale, la Terza Internazionale o Comintern, alla quale
assegnarono il compito di coordinare i partiti comunisti che si stavano formando nei vari paesi
europei in polemica con i partiti socialdemocratici. La democratizzazione portò molti paese a
concedere il suffragio universale vero (ovvero ammisero le donne al voto).
 Creazione della Società delle Nazioni.

 La Germania, non riuscendo a pagare i costi stabiliti da trattato di Versailles, cominciò a stampare
cartamoneta, determinando una smisurata ondata inflazionistica.

XIV – EUROPA ANNI VENTI

Nel 1929 gli investimenti statunitensi all’estero avevano doppiato quelli britannici; il centro di tutto
era Wall Street. Wilson ne aveva una visione planetaria, che fu definita internazionalista e che gli Stati
uniti avessero un ruolo egemonico. Gli europei capirono che le cose stavano cambiando quando gli
americani bocciarono il punto più qualificante del programma dell’amministrazione democratica:
l’adesione alla Società delle Nazioni. Si optò infatti per il protezionismo e l’innalzamento dei dazi.

 I tedeschi non avevano disponibilità per pagare la somma stabilita dal trattato e quindi, i francesi,
con l’appoggio belga, decisero di occupare la Ruhr, la regione più ricca d’Europa, per sfruttarne
miniere e industrie (1923). I tedeschi si dichiararono favorevoli e ottennero dilazioni per il
pagamento e promesse di prestiti internazionali. Queste clausole furono sancite dal piano Dawes
(1924).

 Nel 1921 Adolf Hitler divenne il leader del Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori
(NSDAP). Grande Germania, abolizione dei trattati, diritti di cittadinanza solo ai connazionali,
esclusione degli ebrei e dei non tedeschi erano i pilastri del nazionalsocialismo o nazismo. Si dotò di
una formazione paramilitare (SA) e tentò un colpo di Stato a Monaco per la Ruhr, ma fallì.
 Nel 1922 nacque lo “Stato libero d’Irlanda” al quale però non era riconosciuta una piena
indipendenza e che non comprendeva la regione nord-orientate dell’Ulster.

 Nel 1922 lo Stato creato dalla Rivoluzione bolscevica assunse una forma federale e prese il nome
Unione delle repubbliche socialiste russe (URSS). Lenin attuò una nuova politica economica (NEP):
con essa era consentito ai contadini di commerciare liberamente i prodotti agricoli semplicemente
pagando un’imposta fondiaria.
Nel frattempo si formarono in Russia due correnti all’interno del partito bolscevico: una guidata da
Trockij (occidentalista) e l’altra guidata sa Stalin, che pensava che il paese avrebbe potuto farcela da
solo.
Tra il 1922 e il 1924 tutti i maggiori stati riconobbero l’URSS, gli ultimi furono gli Stati Uniti (1933).

In Francia, il governo di sinistra formatosi nel 1924 puntò sulla Società delle Nazioni per garantire la
sicurezza collettiva, e addolcì il proprio atteggiamento nei confronti della Germania tanto da
richiamare le truppe dalla Ruhr.
Con il trattato di Locarno (1925) sembrò che la Germania avesse accettato la sconfitta e l’anno
successivo aderì alla Società delle Nazioni.
Con il patto Briand-Kellog (1928) 60 stati dichiararono di rinunciare formalmente al ricorso alla
violenza.
Il piano Young (1929) perfezionò il piano Dawes, dilazionando il pagamento da parte della Germania
fino al 1988.

XV – L’ITALIA VERSO IL FASCISMO

Il movimento dei Fasci italiani di combattimenti venne costituito a Milano, in piazza San Sepolcro, il
23 marzo 1919. 100-200 persone risposero all’appello del “Popolo d’Italia”, il quotidiano fondato da
Benito Mussolini nel 1914.
Mussolini era stato leader della corrente estremista del Partito Socialista sino al 1914; con il passar
del tempo si era spostato su convinzioni nazionaliste e di sostegno alla patria. Finita la guerra scriveva
sul suo giornale di una “Nuova Italia” che avrebbe dovuto fondarsi su due protagonisti: i combattenti e
i lavoratori. La parola d’ordine era corporativismo, ovvero collaborazione tra le classi.

In realtà risuonavano in quel momento gli echi della Rivoluzione russa e la lotta di classe; l’esatto
contrario del corporativismo.
Furono gli scioperi agrari del 1919-20 a dare l’impressione che il paese fosse attraversato dal “biennio
rosso”; l’epicentro era in Italia centrale.

 In questo periodo venne a formarsi un nuovo partito in Italia: il Partito Popolare Italiano (PPI),
un partito che riuniva una gran parte del movimenti cattolico (dopo l’abolizione del non expedit).

Nel 1919, alla guida del governo c’era Nitti (centro-sinistra liberale). In vista delle elezioni politiche
del novembre dello stesso anno, Nitti varò una legge che riformò il sistema elettorale rendendolo
proporzionale: questo sistema fotografa esattamente le opinioni dell’elettorato, perché il numero di
parlamentari che ogni partito ottiene è proporzionale ai voti. C’è però il rischio che le forze politiche
vengano frazionate in piccoli gruppi, rendendo difficile il raggiungimento della maggioranza.

 Venne a crearsi un nuovo contenzioso tra l’irredentismo italiano con quello slavo, i quali
rivendicavano la città di Fiume, che, in realtà , non era stata assegnata all’Italia dal patto di Londra. Il 2
settembre del ’19 Gabriele D’Annunzio assunse il controllo della città di Fiume, alla guida di una
colonna di volontari in armi che comprendeva anche molti soldati italiani.
Nel giugno del 1920, il governo passò da Nitti a Giolitti, il quale firmò il trattato di Rapallo con la
Jugoslavia, con il quale l’Italia avrebbe rinunciato a gran parte della Dalmazia, conservando però Zara
e alcune isole. A Fiume fu riservato lo status di “città libera”. In ogni caso, D’Annunzio rifiutò il
compromesso e per rovesciarlo fu necessario l’intervento della flotta italiana. Fiume sarebbe entrata a
far parte dell’Italia con il trattato di Roma nel 1924.

 Le “squadre”, ovvero i gruppi paramilitari fascisti, iniziarono ad agire nel 1920, distruggendo a
Trieste le organizzazioni slovene. Lo squadrismo esplose poi in Emilia, Romagna, Toscana e in Umbria,
ovvero nelle zione dei “movimenti agrari” del 1919-20.
L’unico a poter far qualcosa era Giolitti, ma al contrario, nelle elezioni successive, ammise i fascisti in
un’alleanza elettorale da lui guidata, e quest’ultimi ottennero 35 deputati.

MARCIA SU ROMA
Nell’ottobre 1922, i fascisti misero a punto un piano insurrezionale: gli squadristi avrebbero assunto il
controllo delle città centro-settentrionali e un’altra parte delle forse fasciste avrebbero puntato si
Roma. Tra il 26 e il 31 ottobre 1922 il piano si concretizzò . Luigi Facta chiese al Re Vittorio
Emanuele III di firmare lo “stato d’assedio”, ma il re rifiutò e nominò Mussolini capo del governo.

Vennero formati una Milizia volontaria per la sicurezza nazionale e un Gran Consiglio del fascismo.
Nelle aree dell’Italia centrale, più soggette allo squadrismo, agli oppositori fu impedita qualsiasi
attività politiche.
Mussolini sostituì Sturzo (PPI) con Alcide de Gasperi, che per il momento si adattò alla linea
collaborazionista. Godeva del sostegno del monarca, dell’esercito e anche della chiesa (Pio XI).

 I fascisti vararono nel 1923 la legge Acerbo, che prevedeva un premio di maggioranza pari ai due
terzi dei seggi alla Camera per la lista che avesse conquistato una maggioranza relativa dei voti
popolari pari ad almeno il 25%. La quota era così bassa per convincere i liberali che i fascisti potevano
vincere anche senza il loro sostegno. E infatti, nell’aprile del ’26 ottennero il 60% dei voti (in Italia
centrale agli oppositori venne impedito di votare).

- 10 giugno 1924: delitto Matteotti (socialista);


- Amendola (liberale) diede la colpa al duce aspettando l’intervento del re, ma non fu così;
- La Milizia e gli squadristi si mossero e incitarono il duce a non scendere più a compromessi e di
impadronirsi di tutto il potere.

Infatti, il 3 giugno 1925 Mussolini, in Parlamenti, assunse su di sé tutte le responsabilità “politica,


morale, storica” dell’accaduto. La polizia si mosse sciogliendo circoli e giornali di opposizione.

Giovanni Gentile: Manifesto degli intellettuali fascisti


Benedetto Croce: Manifesto degli intellettuali antifascisti
Antonio Gramsci: leader del Partito comunista italiano

IL FASCISMO-REGIME PRESE FORMA TRA IL 1925 E IL 1926:

 Leggi fascistissime: venne cancellata la libertà di stampa e di associazione; per chi si opponeva
ancora venne formato un apparato repressivo (OVRA); glia antifascisti meno pericolosi
venivano segregati in isole come Ponza e Lampedusa; per quelli più attivi venne istituito un
Tribunale ufficiale per la difesa dello Stato, che diede sentenze più o meno dure, fino alla morte.
 11 febbraio 1929  patti lateranensi: la città de Vaticano fu riconosciuta come Stato
indipendente e con il “concordato”, il cattolicesimo divenne religione di Stato. La chiesa ottenne
inoltre altri privilegi, vedendo confermato l’insegnamento di religione nelle scuole e
l’esenzione dei sacerdoti al servizio militare.
 La Camera dei Deputati non fu abolita, ma per essere deputati, dopo la riforma del ’28,
bisognava far parte di un listone selezionato dal Gran Consiglio del fascismo.
XVI – ASIA ANNI VENTI

Con la “dichiarazione di Balfour” il governo britannico prometteva di favorire la nascita in Palestina di


un “folclore nazionale” ebraico, interpretata dai sionisti come un’adesione al loro progetto: avere un
loro Stato.
I britannici promisero indipendenza agli Stati della mezzaluna fertile. Faysal raggiunge Damasco e
proclamò unilateralmente l’indipendenza della Siria. Ci volle un intervento militare francese, con
sanguinosi combattimenti, per scacciare Faysal dalla Siria. La rivolta araba, nata antifrancese, divenne
anche antibritannica, dopo che gli inglesi bombardarono Baghdad per reprimere le manifestazioni di
una forte opposizione. A questi nuovi conflitti pose fine nel 1923 il trattato di Losanna.

Gran Bretagna e Francia egemonizzarono la Società delle Nazioni, mentre Stati Uniti e Russia ne
rimasero fuori. I britannici puntavano al governo indiretto, al contrario i francesi puntavano al
governo diretto. In Medio Oriente però provarono a correggere questa linea, separando il Grande
Libano dalla Siria, con l’intento di rafforzare il cattolicesimo locale: la loro regola era divide et impera.
Progettavano per questo una ulteriore frantumazione della Siria, per dominarla meglio.

Per la Palestina, i britannici nel 1920 fecero una scelta diversa da solito, quella del governo diretto.
Dopo la dichiarazione di Balfour, le migrazioni degli ebrei di intensificarono sempre di più ,
alimentando la diatriba tra ebrei e palestinesi. I britannici, nel ’37, pensarono alla spartizione della
Palestina tra ebrei e arabi, ma la leadership araba rifiutò assolutamente, e la rivolta riesplose. Nel
1939 il governo britannico decise allora di limitare l’immigrazione ebraica e adotto misure contro gli
acquisti di terreni da parte sionista.
Nell’area dell’ex Impero ottomano solo la Turchia e l’Arabia Saudita potevano disporre pienamente di
se stessi.

I britannici avevano due fulcri:


- Dominions: godevano del self-government (Canada, Sud Africa, Australia e Nuova Zelanda);
Commonwealth of Nations;
- India: il potere britannico oscillava tra il governo diretto e indiretto; l’India era lontana dal
diventare diminion  Gandhi e boicottaggio delle merci britanniche.

In Asia, altri leader e movimenti politici anti-imperialisti si indentificarono nel leninismo perché
trovavano:
- Una spiegazione economia-sociale convincente dell’imperialismo;
- L’indicazione dello strumento da utilizzare, il partito rivoluzionario, per questo si parla di
nazionalcomunismo.

XVII – AMERICA

Negli Stati Uniti del dopo guerra il razzismo rimase molto forte sia verso i neri, ma anche verso i
cattolici, ebrei e anche italiani (Bartolomeo Sacco, Nicola Vanzetti furono condannati a morte nel
1927).
Nello stesso periodo il governo americano passò a una forma di proibizionismo: degli alcolici perché
inibiscono i sensi, la disciplina e la temperanza. Questo portò a grandi correnti di contrabbandieri e il
proibizionismo fu abolito nel 1933.
Col tempo gli stranieri di seconda generazione si americanizzavano e il razzismo diminuì (La Guardia
diventò sindaco di NY); sorprendentemente anche quello verso i neri, ma solo a nord.

Gli Stati Uniti videro uno sviluppo di gran lunga maggiore rispetto a quello delle potenze europee
(75% in più dal 1913 al 1929); in effetti videro un’era nuova, ovvero quella della produzione di massa
e consumo di massa.
 Taylor, Principi di organizzazione scientifica del lavoro (1911):
Introduzione della catena di montaggio alla Ford.

CRISI DEL ‘29


Già nel 1928 l’economia statunitense aveva cominciato a declinare, molte famiglie e imprese infatti si
dimostrarono incapaci di pagare i loro debiti. Fu così che nel ’29 Wall Street venne alla ribalta
mondiale.
Le azioni dipendono dal buono a cattivo andamento economico dell’impresa. In pratica un individuo
compra un’azione a 5 e la rivende ad un altro individuo a 8 che è convinto di rivenderla a 10.
Quando c’è un clima di pessimismo, molti individui vogliono vendere contemporaneamente e pochi
vogliono comprare. In questo caso il valore dei titolo cala. In tale congiuntura, c’è chi non riesce a
vendere titoli nemmeno a un prezzo molto inferiore di quello di partenza e ci si ritrova poveri.
Nel “giovedì nero” di Wall Street (24 ottobre 1929) accadde proprio questo. L’ondata arrivò anche in
Europa, soprattutto alla Germania.

 Keynes, Teoria generale della moneta, dell’interesse e del credito


Consiglia di promuovere politiche monetarie espansive, puntando su una moderata inflazione e
sull’incremento della spesa pubblica. La dinamicità del settore pubblicò influenzerà quello privato;
l’innalzamento dei prezzi solleciterà maggiori aspettative di profitto e dunque di investimenti; la
ripresa dell’occupazione farà crescere i consumi, generando ulteriori assunzioni (moltiplicatore
keynesiano).

NEW DEAL
I democratici candidarono Roosvelt proprio perché proponeva la politica del New Deal: serie di
provvedimenti basati sull’intervento statale. Costruì dighe, ponti, rafforzò il Fedral Reserve (controllo
federale sulle attività degli istituti di credito, per ostacolare la speculazione), distribuì sussidi di
disoccupazione.

XVIII – TOTALITARISMI A CONFRONTO

UNIONE SOVIETICA

Nel primo orientamento si sosteneva di andare avanti con la NEP, il secondo orientamento faceva capo
a Trockij e si sosteneva che lo Stato necessitasse la promozione dell’industrializzazione. Le due
contrapposizioni prendevano nome di “sinistra” e “destra”; Stalin si posizionava al “centro”.
Trockij venne poi esiliato e la leadership stalinista spinse l’Unione Sovietica su una strada che andava
in direzione opposta rispetto alla NEP.
- Venne lanciato un piano “quinquennale” per lo sviluppo e l’industria. Fu imposto ai contadini di
conferire una quota sempre maggiore dei loro prodotti allo Stato. Ne nacquero rappresaglie,
ma furono pesantemente soppresse tanto da indurre i contadini a fare ciò che lo Stato voleva e
diventare kolochs. Chi ancora si fosse opposto veniva rinchiuso nell’arcipelago dei Gulag: un
insieme di campi di lavoro gestiti dalla polizia politica. Il lavoro forzato divenne una
componente statica dell’economia sovietica.  Ne derivarono enormi successi nell’industria
degli armamenti.
- A tutti gli oppositori fu formulata l’accusa di trockismo.

GERMANIA

Nelle elezioni del 1930, il partito nazionalsocialista di Hitler prese milioni di voti; mentre la sinistra si
era spaccata. Nel 1932 Hitler prese il 37% dei voti, diventando il partito di maggioranza relativa.
 Hindemburg (allora Presidente della Repibblica), decise di dare una chance a Hitler, nominandolo
cancelliere il 30 gennaio 1933.
- Piano “quadriennale”: costruisce grandi opere pubbliche che portò rapidamente al calo della
disoccupazione; molta parte delle risorse venne dedicata al riarmo (anche andando contro il
trattato di Versailles).
- Il nuovo regime venne chiamato Terzo Reich.
- Hitler incolpò i comunisti per un misterioso attentato al palazzo del Reichstag ed emanò un
“decreto per la protezione del popolo e dello Stato”.
- Alle elezioni prese il 52% dei voti (con alleati i nazionalconservatori).
- I sindacati liberi vennero aboliti e i lavoratori vennero inglobati in un’organizzazione nazista
corporativa; venne costituita la Gestapo (polizia politica); fu aperto il primo campo di
concentramento a Dachau.
- La notte dei lunghi coltelli (30 giugno 1934): il capo delle SA e molti dei suoi dirigenti vennero
assassinati ad opera delle SS, la guardia hitleriana guidata da Himmler.
- Dopo la morte di Hindenburg, fu indetto un referendum che consegnò nelle mani di Hitler la
pienezza del potere, consentendogli di cumulare la carica del Cancelliere e de Presidente.
- Fuhrerprinzip: non era la legge a costituire il supremo criterio di legalità , la volontà del Fuhrer.
- Antisemitismo: già dal 1933, gli imprenditori dovettero chiudere le loro aziende, abbandonare
le loro attività .
- Leggi di Norimberga (1935): privarono gli ebrei del diritti di cittadinanza, vietando il
matrimonio tra loro e i tedeschi. La qualifica di ebreo poteva essere attribuita anche ai cristiani,
purchè discendente da almeno tre nonni ebrei.
- Notte dei cristalli (9 – 10 novembre 1938): in tutta la Germania i nazisti assalirono negozi,
sinagoghe e abitazioni private degli ebrei e molti di loro vennero portati nei campi di
concentramento.
- Obiettivo: purificazione della razza e del suolo tedesco (ariano).

TOTALITARIO: termine usato sia in modo negativo che positivo. A livello internazionale evidenziava il
fascismo, nazismo e comunismo.

COSTITUZIONE DELL’IRI: nel 1931-32 le banche miste, dopo la crisi del ’29, rischiavano di fallire; le
salvò l’IRI (Istituto per la ricostruzione industriale), costituito dallo Stato nel 1933 rilevando le azioni.
L’idea era che, con il miglioramento della situazione economica, i titoli stessi potessero essere rimessi
sul mercato. Ma non fu così, e lo Stato, mediante l’IRI, rimase parte di una buona parte delle imprese
chimiche e siderurgiche del paese. Le banche divenne statali e finirono sotto il controllo della Banca
d’Italia (fino alla fine de Novecento).

 Tolleranza dell’Azione Cattolica

XIX – IL MONDO VERSO UNA NUOVA GUERRA

Revisionismo: indica i progetti di revisione dei trattati di pace stilati dopo la Pace di Parigi del 1919.

Hitler esche dalla Società delle Nazioni e comincia l’attuazione della sua politica pangermanista: intesa
a costruire un “nuovo ordine europeo” basato sull’inclusione nel Terzo Reich di tutte le minoranze di
lingua tedesca sparse in Europa. Prevedeva l’inglobamento dell’Austria, della Cecoslovacchia, Polonia.
 Tentò un golpe verso l’Austria già nel 1934, ma fallì dopo la mediazione di Mussolini.

 Nel 1935, il suo governo annunciò la ricostruzione dell’aviazione da guerra, la reintroduzione


del servizio militare obbligatorio e addirittura l’abrogazione del trattato di Versailles.
 Nel 1936, alcuni reparti dell’esercito tedesco vennero schierati nella regione del Reno, a
confine con la Francia.
LA GUERRA IN ETIOPIA
L’avvento di Hitler al potere rese più fluidi gli equilibri di potenza in Europa, consentendo Mussolini di
aggredire l’Etiopia nel 1935. In questa guerra convergevano nazisti e fasciasti che, trovandosi da sola
in Europa, giunsero nel 1936 alla firma di un accordo: l’asse Roma-Berlino.
Nel 1937 l’Italia aderì anche al “patto anti-Comintern”, siglato l’anno prima da Germania e Giappone, e
uscì dalla Società delle Nazioni.
Mussolini ordinò a Graziani di condurre una politica del terrore nei confronti degli oppositori e lo
sterminio dei ribelli.

 Abolizione della Camera dei deputati e sostituita da una Camera dei Fasci e delle corporazioni
(1939).
 Applicazione delle leggi raziali, che il re firmò senza fare obiezioni.

SPAGNA
Dopo la caduta del regime autoritario di destra sotto Primo de Rivera (1930), la Repubblica che ne
conseguì si basava su una costituzione democratica che prevedeva il suffragio universale, libertà di
culto e separazione Stato-Chiesa.
Nel 1936 la sinistra si presentò alle elezioni sotto l’insegna del Fronte Popolare e vinse. All’estrema
destra riscosse molto successo il movimento fascista della Falange. Ma l’elemento cruciale era
rappresentato dagli alti comandi militari e dai loro complotti che avevano al centro il generale Mola.
L’uccisione di Calvo Sotelo (leader di destra) fu il pretesto del 17 luglio 1936 per il colpo di Stato. Il
colpo fallì, ma iniziò la guerra civile.
I militari potevano contare sul sostegno degli italiani e del Portogallo e la Germania spedì tecnici e
carri armati. I repubblicani ricevettero il sostegno dell’URSS e del Messico.
Il governo Caballero era antifascista e i militari andarono all’attacco a Madrid, ma fallì. Alla lunga i
militari si fecero valere e dopo la morte di Mola, Francisco Franco ne divenne il leader indiscusso.
Nel 1938 si giunse allo scoppio di un conflitto armato tra comunisti e anarchici e Franco sferrò
l’offensiva decisiva e la guerra finì nel 1939.
 Franco cominciò la costruzione di un regime dittatoriale, tradizionalista a cominciare dall’esercito e
dalla chiesa cattolica.

L’OFFENSIVA TEDESCA

 Forte dell’appoggio di Mussolini, Hitler decise di annettersi l’Austria, invocando il principio di


autodeterminazione dei popoli. Il cancelliere austriaco non volle confluire in un’unica grande
Germania e allora Hitler gli manda un ultimatum e poi la occupò .
 Hitler rivolse lo sguardo verso la Cecoslovacchia, e non si fece scoraggiare dai patti di mutua
assistenza tra i cechi e l’URSS. Puntò a disgregare lo Stato dall’interno, formando il Partito
tedesco de Sudeti e promettendo che se gli fosse stato permesso di inglobare i Sudeti, non
avrebbe avanzato ulteriori rivendicazioni.
 Gli inglesi speravano che, una volta soddisfatte le richieste della Germania e dell’Italia, lo
scenario europeo si sarebbe stabilizzato. Si attivarono, dunque, per convincere la
Cecoslovacchia a trovare un compromesso, ma la mediazione fallì.
 Mussolini convoca a Monaco di Baviera una conferenza a quattro (Italia, Germania, Francia e
Inghilterra) con la quale Hitler ottenne quello che voleva, ovvero l’annessione dei Sudeti e
l’indebolimento sostanziale della Cecoslovacchia.
 Hitler si impadronì di nuovi territori in Lituania e nel marzo del ’39 finì di smembrare la
Cecoslovacchia, impadronendosi di Boemia e Moravia. Sempre nello stesso anno cominciò a
rivendicare il corridoio di Danzica.
 Nel ’39 Italia e Germania strinsero il “patto d’acciaio”: entrambe si impegnavano di
intervenire se gli atri erano in guerra.
 Il tentativo delle potenze democratiche di arrivare a un patto con i russi arrivò troppo tardi,
perché avevano già fatto un “patto di non aggressione” con i tedeschi (patto Ribbentrop-
Molotov).
 Il 1 settembre 1939 la Germania invase la Polonia senza alcuna dichiarazione di guerra e
Francia e Gran Bretagna dichiararono subito guerra.

XX – LA SECONDA GUERRA MONDIALE

I tedeschi invasero la Polonia e la occuparono nel giro di un mese (compresa Varsavia). La parte
occidentale fu annessa direttamente, mentre quella meridionale fu organizzata in un “Governatorato
generale”. La parte orientale venne occupata dai sovietici, che invasero anche una parte della
Finlandia per garantire la difesa di Leningrado.
 I tedeschi occuparono anche la Danimarca e Norvegia, sia per garantire l’afflusso di minerali e
ferro, sia per avere basi aero-navali contro l’Inghilterra.
 I tedeschi attaccarono la Francia dalla parte nord-occidentale, riuscendo a dividere le truppe
francesi da quelle degli aiuti inglesi. Spinsero quest’ultimi nelle spiagge di Dunkerque (il
governo inglese preparò navi di qualsiasi tipo per riportare in salvo gli inglesi).
 Il 10 giugno Mussolini dichiarò guerra a Francia e Inghilterra e le truppe italiane partirono per
l’offensiva (pugnalata alla schiena)
  Infatti Parigi era già caduta il 14 giugno e la Francia si arrese pochi giorni dopo ai tedeschi e
pochi giorni dopo anche agli italiani.
 I tedeschi lasciarono a Pètain il controllo della parte meridionale della Francia (Vichy).
 I britannici decisero di continuare la guerra anche se si trovarono da soli, ma con a capo un
leader straordinario: Winston Churchill. Avevano, tuttavia, ancora il controllo dei mari, e
potevano contare su tanti militari delle dominions, nonché degli Stati Uniti.
 Tra i francesi c’era ancora chi voleva combattere, tra questi spiccò Charles da Gaull, che si
propose come guida di un paese allo sbando. Attorno a lui si ricostruì l’esercito “Francia libera”.
 Gli inglesi, grazie alla loro forza navale, riuscirono a non permettere ai tedeschi lo sbarco
sull’isola, anche se vennero investiti in tutto il 1940 da un’ondata di massicci bombardamenti.
 Roosevelt fece approvare la legge “affitti e prestiti” la quale permetteva di aiutare i paesi di
importanza strategica degli USA.
 Le truppe italiane combatterono in Africa gli inglesi, ma ne uscirono con disfatte. L’Italia perse
l’Etiopia, ma anche Eritrea e Somalia. Dopo alcuni iniziali successi, anche il Libia gli italiani
furono costretti ad arretrare.
 A fine ottobre 1940, Mussolini decise di la Grecia partendo dall’Albania, ma le truppe italiane
vennero respinte con disordine.
 In un incontro del 1941 Mussolini fu costretto a richiedere aiuto a Hitler. Grazie all’arrivo delle
truppe tedesche, gli italiani riuscirono a cacciare gli inglesi nel Nord Africa, occuparono la
Grecia e la Jugoslavia  L’Italia ottenne la provincia di Lubiana, Dalmazia e Montenegro.
 URSS e Giappone firmarono un patto di neutralità (1941): allora il Giappone scelse dunque di
puntare a sud  occupò l’Indocina.

 Il 22 giugno 1941, 3 milioni di tedeschi lanciarono l’operazione Barbarossa, attaccarono cioè


l’Unione Sovietica infrangendo il patto Ribbentrop-Molotov. Avanzavano per centinaia di
chilometri facendo centinaia di migliaia di prigionieri.
 Stalin rimase inizialmente in silenzio, ma poi il 3 luglio andò alla radio e intervennero. Il loro
equipaggiamento risultava più adeguato, soprattutto con l’avvicinarsi dell’inverno.
 I tedeschi, bloccati avanti a Mosca, dovettero subire una grande controffensiva sovietica,
guidata dal generale Zukov; Hitler assunse personalmente il comando.
 Nello stesso periodo (dicembre 1941) i giapponesi raggiunsero le isole Hawaii, attaccando e
distruggendo la flotta americana a Pearl Harbor. Pochi giorni dopo anche Germania e Italia
entrarono in guerra con gli Stati Uniti.
 Il 1 gennaio 1942 fu firmata da 26 paesi, compresa l’Unione Sovietica, la “Dichiarazione delle
Nazioni Unite”.
 Il Nord Africa fu il primo teatro della lotta. Nell’autunno 1943 i britannici sconfissero gli italo-
tedeschi a El Alamein e gli americani sbarcarono in Marocco.
 La VI armata russa guidata da Zukov, con una grande manovra aggirò le truppe dell’Asse, le
quali si arresero anche contro il volere del Fuhrer.
 Nella Conferenza di Casablanca (gennaio 1943), Roosevelt e Churchill proclamarono che a
Germania, Giappone e Italia non sarebbe stata data altra possibilità che una resa senza
condizioni e Stalin condivise questa scelta.
 Le truppe anglo-americane sbarcarono in Sicilia per indebolire prima gli Italiano (luglio 1943).
 Nel giugno 1944 ci fu lo sbarco in Normandia, la resistenza tedesca fu forte, ma vana e il 25
agosto fu liberata Parigi.
 Hitler incitò alla resistenza a oltranza, tanto che alcuni comandanti, in particolare Stauffenberg
tentarono di ucciderlo.
 Mentre i russi avanzavano verso la Polonia, gli Alleati occuparono Aquisgrana. I russi
occuparono l’Austria.
 Finlandia, Romania e Bulgaria cambiarono campo prima che fu tutto perduto.
 Il 25 aprile 1945 russi e tedeschi si incontrarono sul fiume Elba, pochi giorni dopo i tedeschi si
arresero e Hitler si uccise il 30 dello stesso mese.
 Come fu deciso nella conferenza di Jalta (febbraio 1945) la Germania fu occupata
militarmente e divisa in quattro zone ognuna assegnata ai quattro vincitori. La stessa berlono
fu divisa in quattro parti.

 Dall’estate del ’43, le armate nipponiche indietreggiarono sempre di più . Per scongiurare la
sconfitta ci furono migliaia di kamimaze. Nella terribile guerra di Okinawa (’45) ancora
mostravano uno straordinario spirito combattivo.
 Nella conferenza di Postdam (1945) fu chiesto al governo giapponese di accettare la resa, ma
la risposta fu negativa.
 Il 6 agosto la prima bomba atomica fu lanciata su Hiroshima, dopo tre giorni su Nagasaki.
 Il 2 settembre il Giappone firmò la resa.

LO STERMINIO DEGLI EBREI


Fu poco dopo l’invasione della Polonia che Hitler emanò il decreto per procedere all’eliminazione di
tutti i cittadini tedeschi portatori di malattie o malattie incurabili. Nell’Operazioni T4 120 mila persone
furono uccise con il monossido di carbonio e fucilato.
Poco dopo cominciò lo sterminio degli ebrei (ma anche di zingari, Rom e Sinti). Nel 1941 iniziò la
costruzione dei campi di concentramento e sterminio nazisti; alla loro guida furono messi medici e
tecnici esperti di eutanasia. Furono progettati e costruiti come una qualsiasi moderna industria.
Tra gli ebrei venivano inizialmente selezionati quelli abili al lavoro, utilizzati come schiavi e poi
venivano uccisi con il gas Ziklon B.

XXI – L’ITALIA IN GUERRA: DAL FASCISMO ALLA RESISTENZA

Tre il 1942 e il 1943, l’Italia conobbe un periodo di impoverimento e razionamento dei generi
alimentari, un aumento della povertà infantile e grandi ondate di scioperi (come quello di Torino).
Il sovrano si mosse solo quando il paese partecipò nella catastrofe con lo sbarco degli angloamericani
in Sicilia il 9 luglio 1943, e col bombardamento di Roma.
Mussolini si presentò da Vittorio Emanuele nella convinzione di averne l’appoggio, invece fu arrestato
e portato in una località segreta e il re nominò Begoglio.
 Il 28 luglio furono sciolti il Partito nazionale fascista e tutte le organizzazioni a esso legate.
 Il 3 settembre si arrivò alla firma di un armistizio corto con gli americani; inizialmente Badoglio
volle tenerlo nascosto a Hitler, ma poi, sotto minacce degli alleati, dovette dirlo ufficialmente l’8
settembre.
 Le truppe tedesche si mossero per riprendersi il controllo del paese e il re e il governo si
rifugiarono a Brindisi, sotto la protezione degli americani.
 Il 29 settembre, la resa fu perfezionata dall’armistizio lungo: l’Italia avrebbe dovuto dichiarare
guerra alla Germania, diventando cobelligerante a fianco di USA e GB.
 Venne a formarsi un movimento antifascista riunitosi in comitati liberali nazionali.
 Si venne a creare anche un movimento neofascista: il 12 settembre Mussolini fu liberato dai
tedeschi (Gran Sasso) e fu portato da Hitler, il quale gli affidò la guida di un nuovo governo
fascista  I tedeschi si annetterono l’Alto-Adige, il Trentino e la Venezia Giulia e il 25
settembre Mussolini ne prese il governo formando la Repubblica di Salò, rientrando
nuovamente in guerra.
 Nel mezzogiorno ci furono le quattro giornate di Napoli (27-30 settembre) che costrinse i
tedeschi di abbandonare la città prima dell’arrivo degli alleati.
 La linea del fronte si fermò a sud di Roma, sulla linea Gustav (Gaeta-Molise).
 Due partiti molto forti in Italia: Democrazia Cristiana, guidato da Alcide De Gasperi, e il Partito
Comunista, guidato da Togliatti.
 “Svolta di Salerno”: tutte le forze antifasciste italiane si unirono in un unico governo con a capo
ancora Badoglio che si insediò a Salerno il 24 aprile 1944.
 Il 4 giugno le armate angloamericane liberarono Roma.
 Intanto nel centro-nord si formavano i partigiani, che non riuscivano mai ad avere la meglio sui
tedeschi, nonostante i mezzi inviati dagli americani dopo la formazione del governo.

Le parti in conflitto, fascisti e antifascisti, rivolsero gli uni agli altri l’accusa di tradimento alla patria.
Ciò spiega perché l’odio dei fascisti fosse rivolto ai partigiani (a non agli angloamericani), così come
più intenso fu l’odio dei partigiani per i fascisti (piuttosto i tedeschi).
 Il 23 marzo 1944 un gruppo di partigiani attaccò una colonna tedesca in via Rasella con una bomba
mimetizzata, fecero 33 morti, ma poi vennero scoperti e fucilate nelle Fosse Ardeatine.
 Nella zona orientale italiana i partigiani incontrarono le formazioni della Jugoslavia (nemici da
tempo). La risposta del nazionalcomunismo jugoslavo fu durissima: moltissimi italiano furono uccisi e
gettati nelle foibe.
La deportazione degli ebrei in Italia cominciò nel novembre del 1943.

LA LIBERAZIONE
Le forze della Resistenza si unirono sotto il generale Cadorna.
La pressione alleata costrinse i tedeschi a ritirarsi a nord della Toscana e delle Marche: nella linea
Gotica (Massa Carrara-Pesaro).
Il 25 aprile (giorno della liberazione) gli americani liberarono Torino e Milano dai nazifascisti e dopo
il fallimenti dell’ennesimo accordo con Mussolini, questo fuggì verso Como, ma poi ritrovato. Lo
fucilarono il 28 aprile ed esposero il suo corpo a Piazzale Loreto a Milano.

XII – DALLA GUERRA MONDIALE ALLA GUERRA FREDDA

Con l’eccezione della Spagna e del Portogallo, si affermò dappertutto l’idea di democrazia. Ma la sua
applicazione fu differente tra occidente e oriente: nel primo assunse una veste liberal-democratica, nel
secondo monopartitica e comunista.
Sul piano geopolitico l’Europa non si trasformò troppo; la maggiore novità si ebbe con la divisione
della Germania.
Con la Conferenza di Parigi (1946), l’URSS si vide riconosciuta il possesso della Cecoslovacchia e
della Romania, inglobò le regioni baltiche e la parte orientale della Polonia e della Prussia. La
Jugoslavia si espanse verso est a discapito dell’Italia (Istria e Dalmazia).

 Agosto 1945: istituzione del Tribunale Militare Internazionale in cui individuarono i crimini di
guerra. Ne derivò il processo di Norimberga che durò un anno, con il quale si decisero le condanne
dei criminali. La stessa cosa succedeva a Tokyo.
 Nel 1945 fu siglata a San Francisco la Carta delle Nazioni Unite che mirava a riaffermare la fede
nei diritti umani fondamentali, nell’uguaglianza dei diritti e promuovere il progresso sociale.

 Nel gennaio 1946 si svolse a NY la prima riunione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).

 Venne istituito anche un Consiglio di Sicurezza, nel quale fu riservato un seggio permanete ai
cinque vincitori della guerra (USA, GB, Francia, URSS, Cina) e solo a loro fu riservato il diritto di veto.
(oggi gli stati sono 139).

 Nel 1948 vennero sanciti i diritto democratici dell’uomo dalla “Dichiarazione universale dei diritti
dell’uomo”.

 Venne anche istituito un tribunale per la tutela dei diritti umani: la Corte di Giustizia dell’Aia, in
Olanda.

UNESCO: difesa per infanzia e cultura


FAO: lotta alla fame
OMS: per la salute
UNHCR: per l’assistenza a rifugiati, sfollati e apolidi

 Sul piano economico si tenne la conferenza di Bretton Woods, nella quale intervenne Keynes:
bisognava evitare le logiche punitive, rendersi conto che in economia la via migliore è quella della
collaborazione; bisogna creare istituzioni internazionali per far ripartire gli investimenti e il mercato
mondiale sulla base del libero scambio.

Fondo Monetario Internazionale (FMI): creare un fondo di riserve valutarie a cui gli Stati possono
attingere e stabilizzare i cambi tra le diverse monete;
Banca Mondiale: fornisce prestiti a medio o lungo termine per favorire lo sviluppo dei paesi;

Il sistema fu completato con la firma, a Ginevra, dell’Accordo generale sulle tariffe e sul commercio
(GATT) che aveva lo scopo di favorire la riduzione dei dazi doganali, anche le tariffe discriminatorie
imposte alle colonie.

LE ORIGINI DELLA GUERRA FREDDA

Aspetto ideologico: gli USA erano una democrazia capitalista, basata sul rispetto delle libertà personali
e sul libero scambio. L’Unione Sovietica era un paese comunista, a partito unico e con un’economia
pianificata dallo Stato. I russi erano riusciti inoltre a creare la bomba atomica.

 Gli USA entrarono in guerra fredda nel 1947 attraverso due passaggi fondamentali:
1. Iniziando una nuova fase di riarmo e decidendo di mantenere una parte delle truppe in
Europa;
2. Annuncio del piano Marshall: l’America stessa avrebbe sofferto se l’Europa fosse stata in
ginocchio; vedevano le difficoltà economiche dell’Europa come un affermarsi del comunismo.
E in effetti gli aiuti arrivarono da parte degli americani sotto forma di prestiti, merci come cibo,
mangimi, combustibili…

Si creò in Europa occidentale un solido blocco filoamericano, formato dalle forze moderate
anticomuniste. Nel 1949nil blocco assunse anche veste militare, con la stipula del Patto Atlantico,
alleanza difensiva tra USA, GB, Francia, Italia, Portogallo, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Danimarca,
Norvegia, Islanda e Canada. Il patto fu accompagnato dalla nascita della NATO. Nel 1951 aderirono
anche Grecia e Turchia.
XXIII – DECOLONIZZAZIONE E GUERRA FREDDA

I due decenni successivi alla fine della guerra possono chiamarsi decolonizzazione. In Asia, ottennero
l’indipendenza le Filippine, la Corea, i paesi del Medio Oriente, e il sub-orientale indiano.

INDIA

Il britannico Attle accettò che l’India si avviasse verso l’Indipendenza. Ciò mise induisti e islamici
(1946) in rotta di collisione. Da una parte abbiamo la Lega musulmana e dall’altra il Partito del
Congresso. Gli islamici proposero l’idea della partition, ovvero nella divisione del paese secondo linee
religiose, che avrebbe concesso loro uno stato indipendente (il Pakistan) che sarebbe stato composto
dalle zona in cui erano in maggioranza.
 Nel ’47 musulmani e induisti proclamarono la loro rispettiva indipendenza. Lo stato del Bengala,
con maggioranza islamica, era lontano dal Pakistan. Solo una guerra indo-pakistana poté definire la
questione della sovranità sulla regione. Alla fine ottennero l’indipendenza entrambi: Pakistan si
qualificò come Stato islamico e l’India laico (dato il 13% dei musulmani che ancora vivevano lì). Nel
1971, il Pakistan orientale, si sarebbe reso indipendente con il nome di Bangladesh.

NASCITA DI ISRAELE

Qui esisteva un solo progetto nazionale: quello ebraico-sionista. Dopo El Alamein gli ebrei volevano
vedere applicate le promesse della dichiarazione di Balfour. L’Irgun. La milizia sionista, guidati da
Begin, proclamò la lotta armata per l’indipendenza.
Uno degli argomenti più importati era l’immigrazione ebraica, che per rispondere alle richieste arabe,
erano tenute a livelli minimi.
La parola passò all’ONU, che il 29 novembre 1947, che con la “risoluzione 181” la maggioranza del sì si
passo ad una nuova partition, cioè la formazione in Palestina di due paesi indipendenti, l’uno ebraico
(Israele) e l’altro arabo; gli ebrei ottenevano il 55% del territorio. Cominciarono gli scontri tra arabi
ed ebrei, ma le forze ebraiche riuscirono ad avere la meglio anche prendendosi altri territori non
assegnati loro dall’ONU.
Alla dichiarazione d’indipendenza israelita, la Lega araba entrò nel paese, ma gli ebrei ebbero ancora
la meglio. I combattimenti terminarono nel ’49.
La Palestina non divenne paese indipendente, ma fu inglobata dalla Transgiordania insieme alla parte
est di Gerusalemme (la parte ovest era dell’Israele), rinominata poi Giordania.

ESTREMO ORIENTE

L’impero giapponese d’oltremare finì nel 1945 piegato dalle sconfitte nel Pacifico da parte degli
americani, oltre che dall’attacco sovietico alla Manciuria; fu sottoposto a occupazione militare
statunitense. Solo nel 1952 il paese riconquistò la propria indipendenza.
In Cina, Mao Zedong nel 1949 proclamò la Repubblica popolare cinese.

In Corea il clima della guerra fredda si trasformò in guerra calda. Dopo la guerra il paese venne diviso
in due parti (38° parallelo): il nord passò sotto il controllo dei sovietici e il sud sotto quello degli
americani. Il leader del sud, prese l’iniziativa di riunificazione nel 1950: andò a sud e lo conquistò
facilmente. L’ONU mandò delle truppe (che di fatto erano statunitensi) e riuscirono a riprendersi il
sud e anche quasi tutto il nord, avvicinandosi ai confini con la Cina, la quale, sentendosi minacciata,
entrò in guerra. Gli statunitensi tornarono indietro al 38° parallelo e costruirono una linea
smilitarizzata.

 Dopo la debolezza dimostrata da Truman nei confronti della Corea, gli successe Eisenhower (con
Dulles segretario di Stato), il quale prevedeva delle rappresaglie massicce nei confronti dell’URSS, ma
fortunatamente rimasero tali, concretizzandosi solo nell’istallazione di basi missilistiche.
Nel 1955, gli USA fecero un patto con l’Estremo Oriente (SEATO).
La guerra fredda non si risolse, venne per lo più combattuta nella sfera sotterranea dello spionaggio e
dei complotti  CIA alla quale gli americani affidarono le operazioni segrete.

INDOCINA

Anche il Vietnam era diviso in nord (filocinese) e sud (filofrancese). I francesi potevano contare sul
sostegno degli americani, gli abitanti del nord (Viet Mihn) su quello dei cinesi. La svolta si ebbe nel
1954, i vietnamiti sconfissero i francesi. Nello stesso anno fu convocata una conferenza di pace a
Ginevra: dall’Indocina francese nacquero tre stati indipendenti (Vietnam nord e sud, Laos e
Cambogia). Entro due anni, libere elezioni avrebbero sancito le elezioni, firmarono tutti tranne gli
americani.
Dopo aver perso il nord, gli americani non avevano intenzione che anche il sud finisse nelle mani dei
comunisti.

XXIV – COMUNISMO

In tutta l’Europa orientale, Germania Est compresa, il comunismo stava acquistando forza dopo la
guerra. Caso diverso era quello della Jugoslavia e dell’Albania, che scacciarono i nazifascisti da soli:
godevano di una certa indipendenza dalla Russia. I partiti non comunisti si trovavano stretti in una
morsa: da una parte non volevano irritare il potente alleato sovietico, dall’altro non volevano perdere
l’aiuto economico dagli USA (piano Marshall).

Nell’aprile dal ’48 decisero di unire i loro possedimenti tedeschi in un unico Stato (Germania Ovest); i
russi per rappresaglia, nello stesso anno, fecero chiudere ogni accesso a Berlino.

 COMINFORM: 1947, come il vecchio COMINTERN era volto a coordinare i partiti comunisti orientali
e quelli più forti in occidente.

Cruscev  destalinizzazione  sciolse il Cominform

1955 la Germania federale aderì alla NATO  i sovietici si allearono con il Patto di Varsavia
1961 i sovietici innalzarono il muro che bloccava il cittadini che da est volevano andare a d ovest.

XXV – L’OCCIDENTE E GLI ALTRI

Anche in Europa si diffusero i metodi della produzione e consumo di massa, che abbiamo definito
fordismo. La vera novità di questi decenni fu tuttavia la crescita dell’incidenza percentuale del settore
terziario (commercio e servizi). Ebbero un ruolo importante le innovazioni tecnologiche, come
l’automazione (delle macchine, ovvero i computer, fanno lavorare altre macchine riducendo sempre di
più la necessità dell’intervento umano).

 Nascita Welfare State: sostegno dello Stato ai cittadini nel campo pensionistico, sanitario, educativo,
con particolare riferimenti a bambini, anziani e agli appartenenti alle classi disagiate.

 Istituzione del suffragio universale.

 1951: CECA (Comunità economica del carbone e dell’acciaio);


25 marzo 1957: CEE (Comunità Economia Europea); MEC (Mercato Comune Europeo).
LA CRISI DI SUEZ

Intorno al1950 gli stati arabi a ordinamento monarchico seguivano una linea filo-occidentale. L’Egitto
cambiò radicalmente idea, nazionalizzando il Canale di Suez (1956). I governi britannico e francese
decisero di reagire a questa mossa con la forza, accordandosi segretamente con Israele: il piano
prevedeva che gli israeliani attaccassero gli egiziani al confine tra i due paese, in modo da offrire agli
anglofrancesi l’occasione di intervento per assumere il controllo del canale. Gli USA entrarono in forte
contrasto con il nazionalismo arabo, risultato opposto lo ottennero invece i sovietici, i quali
mandavano sostegni militari alle truppe arabe.

 Guerra coloniale in Algeria, tra gli algerini che volevano l’indipendenza e i francesi. Ottennero
l’indipendenza nel 1962.

XXVI – L’ITALIA REPUBBLICANA, I, 1946-1968

Era dei partiti di massa: Democrazia cristiana, Partito comunista, Partito socialista di unità proletaria.

Il 2 giugno1946 venne indetto un referendum con il quale gli italiani avrebbero deciso se passare alla
repubblica e continuare con la monarchia, e contemporaneamente avrebbero votato l’Assemblea
costituente. Partito vincitore alle elezioni successive era la DC.

 L’Assemblea costituente concluse il lavoro a dicembre del ’47, e venne sciolta. La Costituzione entrò
in vigore il 1° gennaio 1948:
- diritti civili (libertà di espressione, parola religione, associazione);
- dritti politici;
- diritti sociali (diritto all’istruzione, salute lavoro);
- Art. 7 tutelava le confessioni religiose.

Economia: “Cassa per il Mezzogiorno” (il sud aveva estremamente bisogno di infrastrutture per il suo
progresso economico), costruzione di alloggi popolari.

1955 l’Italia fu ammessa all’ONU.

Crescita dei colletti bianchi (impiegati).

Svolta della sinistra con Fanfani e Aldo Moro.

XXVII – ANNI SESSANTA: SUCCESSI E CONTRADDIZIONI DEL MODELLO


AMERICANO

J. F. Kennedy venne assassinato il 22 novembre 1963, a lui successe Johnson (fino al ’68)

 Crisi di Cuba: contro il regime autoritario e corrotto di Fulgencio Batista sotto la protezione
statunitense. Nel ’56 si levò contro di esso un movimento guerrigliero guidato da Fidel Castro
ed Ernesto Che Guevara, i quali elaborarono un progetto intesa a sottrarre l’economia del
paese alla dipendenza de capitalismo statunitense. Kennedy inviò una task-force, ma gli
invasori statunitensi vennero cacciati.
 Vietnam: si organizzo un Fronte di liberazione nazionale (FLN) per una resistenza armata
contro gli Stati Uniti. Anche i Sud vietnamiti si ribellarono agli americani, sferrando una grande
offensiva, e attaccando le basi militari americane, ma vennero poi travolti dalla contro
offensiva degli avversari
 La guerra in Vietnam fece formare dei movimenti giovanili che si ispirarono agli ideali
dell’internazionalismo, egualitarismo, pacifismo, anti-imperialismo. Il ’68 fu l’anno della grande
esplosione.
 Allo stesso tempo si mossero anche i neri: figure esemplari furono Martin Luther King, il quale
organizzò una marcia su Washington, e Malcom X.
 Johnson avviò le trattative di pace con il Vietnam nel Nord, la quale fu sottoscritta a Parigi e gli
americani ritirarono le loro truppe. Il Vietnam del Nord entrò in quello del Sud in modo da
unificarlo sotto un regime comunista.

XXVIII – L’EUROPA TRA ANNI SESSANTA E SETTANTA

 Si faceva ormai evidente il divario rispetto al livello di benessere cui godeva l’Occidente rispetto
all’Oriente; questo sollevò numerose rivolte in molti paese dell’Europa orientale (Cecoslovacchia-
Primavera di Praga e Polonia).

 Caduta degli ultimi fascismi: Spagna, Grecia e Portogallo

 Germania Ovest: Brandt riconobbe i paesi comunisti dell’est e la rinuncia a qualsiasi rivendicazione
territoriale, infatti firmò nel 1972 il trattato fondamentale con Polonia e Cecoslovacchia. Le due
Germanie (1973) furono ammesse all’ONU.

 Irlanda: si accese la guerriglia tra i cattolici e i protestanti. I primi volevano l’unificazione di tutta
l’isola in un unico stato, ma gli abitanti del nord no. Nel 1972 le truppe britanniche inviate da Londra
spararono su una manifestazione (Bloody Sunday).

 Shock petrolifero: Nixon (1971) decise di porre fine agli accordi monetari di Bretton Woods
(convertibilità di oro in dollaro). Le importazione superarono le esportazioni e questo creò una
svaluta della moneta. Anche gli altri paesi decisero di svalutare la propria, per favorire le esportazioni.
Il prezzo mondiale delle merci aumento fino al 100%, e quindi anche quello del petrolio, che in origine
aveva motivazioni politiche, per la guerra arabo-israeliana.
 Stagflazione: fenomeno per cui un alto tasso di inflazione corrispondeva a un calo della produzione.

XXIX – UNA SECONDA GUERRA FREDDA?

 Nuove guerre tra israeliani e arabi: gli israeliani nel ’67 organizzarono un’offensiva e conquistarono
il Sinai, Gaza, le alture del Golan (Siria) e alcune zone della Giordania, tra cui Gerusalemme est.
L’Egitto attaccò di nuovo sul Sinai e i siriani fecero lo stesso sul Golan
Solo alla fine degli anni ’70 ci fu la firma di un trattato tra Egitto e Israele, basato sul reciproco
riconoscimento diplomatico e sul ritiro delle truppe israeliane dall’Egitto.

Nel 1975, USA e URSS firmarono, insieme ad altri 35 paese, gli accordi finali della conferenza di
Helsinki sulla sicurezza e la cooperazione in Europa. I problemi vennero alla luce quando URSS
entrarono in Afghanistan, zona fortemente strategica per la sua posizione.

- Iran si proclamò Repubblica islamica;


- Gli USA chiedono all’Iraq di Saddam Hussein di aggredire l’Iran.
- Gli USA di Reagan accentuarono parecchio le ostilità nei confronti di URSS.

XXX – IL CROLLO DEL MURO


La Russia di Gorbacev
- Liberalizzazione economica e politica;
- Nel 1988 fu emanata una nuova Costituzione;
- 1987 riduzione concordata e bilaterale delle armi nucleari;
- 1989 fu aperta la frontiera tra le due Germanie (9 novembre crollo del Muro di Berlino)
- l’URSS diventa Russia

 1992: divisione tra Repubblica Ceca e Slovacchia

 Guerra nei Balcani.


Il Regno di Jugoslavia, egemonizzato dai serbi, aveva dato pochissimo spazio ai croati e sloveni.
- 1991: indipendenza slovena;
- Bosnia-Erzegovina (formata da due entità : croato-musulmana e serba)
- Croazia
- Kosovo

Margaret Thatcher e la crisi del welfare state


La crisi cominciò negli anni Ottanta, quando Reagan disse che le dinamiche sociali dovessero essere
regolate dai mercati e dalle capacità individuali, e non dall’intervento dello Stato tramite aiuti alle
aziende o sussidi ai provati.
Il corrispettivo europeo fu Margaret Thatcher, leader dei conservatori britannici. Il neoliberismo
favorì la ripresa dell’economia e il calo dell’inflazione, a al contempo accrebbe la disoccupazione e le
sperequazioni sociali.
- riduzione dell’assistenzialismo
- deregulation: vanno cancellate tutte quelle norme che limitano l’accumulazione del profitto
- proprietà privata.

CENNI DEL CAPITOLO XXXI

Anche l’Italia fu scossa nel ’68 da un forte movimento di contestazione studentesca e giovanile.
- L’autunno caldo del ’69: i sindacati convinsero Confindustria a incrementare i salari.
- Vennero a formarsi gruppi neofascisti (Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale)
Esplosione di Piazza Fontana, Milano
Esplosione alla stazione di Bologna
Venne data la colpa agli anarchici (Valpredo e Pinella), ma la colpa era dei neofascisti e di
alcune forze dell’ordine che li coprivano.

Anni ’70:
- Nascita delle regioni (1970);
- Referendum sul divorzio (1974);
- Legge sull’aborto (1981);
- Istituzione del Servizio sanitario nazionale (1978);
- Aldo Moro (DC) fa un compromesso storico e fa avvicinare il PCI di Berlinguer al governo;
Aldo Moro fu rapito dalle Brigate Rosse perché volevano scagionare alcuni di loro e perché
volevano un riconoscimento in Parlamento. 55 giorni dopo morì.
- Anni ’80: Craxi Presidente del Consiglio e declino della violenza armata.
- L’UE nasce ne 1993, dopo la firma del trattato di Maastricht (1992).