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Prova settembre 2009

1) Assegnati i seguenti sottospazi vettoriali di R4 :


U = L((1, 0, 1, −2), (0, 1, 0, −2), (−1, 1, −1, 0)),
W = {(x, y, z, t) ∈ R4 : x + y − z + t = 0, x + y + z = 0}.

a) Determinare una rappresentazione


 cartesiana di U+W.
1 0 1 −2
La matrice  0 1 0 −2  ha rango 2, dunque i tre vettori che gen-
−1 1 −1 0
erano U sono linearmente dipendenti. Il terzo vettore è combinazione lineare
dei primi due, dunque un sistema di generatori di U è formato dai primi due
vettori. Tali due vettori, essendo linearmente indipendenti, costituiscono
una base BU = [(1, 0, 1, −2), (0, 1, 0, −2)] di U .
Risolvendo il sistema lineare omogeneo che rappresenta W (ad esempio
scegliendo x, y come parametri), si determina una base
BW = [(1, 0, −1, −2), (0, 1, −1, −2)] di W .
I vettori di BU ∪BW sono un sistema  di generatori di U + W . Poiché
1 0 1 −2
 0 1 0 −2 
la matrice A =   1 0 −1 −2  ha rango 3 i vettori di BU ∪ BW

0 1 −1 −2
sono linearmente dipendenti ed essendo le prime tre righe di A linearmente
indipendenti ne segue che una base di U + W è, ad esempio, BU +W =
[(1, 0, 1, −2), (0, 1, 0, −2), (1, 0, −1, −2)]. Allo scopo di determinare una rap-
presentazione cartesiana di U +W consideriamo il generico vettore (x, y, z, t)
di R4 . Tale vettore appartiene a U + W se, e solo se, esso è combinazione
lineare dei vettori di BU +W , ovvero se, e solo se, la matrice
 
x y z t
 1 0 1 −2 
A0 =   0 1 0 −2 

1 0 −1 −2

ha rango 3, e dunque se, e solo se, |A0 | = 0. Calcolando il determinante di A0


e ponendolo uguale a zero si ottiene l’equazione omogenea 2x + 2y + t = 0,
che costituisce una rappresentazione cartesiana di U + W .

b) Determinare la dimensione e una base di U ∩ W .


Poiché U e W hanno dimensione 2 e U +W ha dimensione 3, per la relazione
di Grassmann si ha dim(U ∩ W ) = 1. Determiniamo una rappresentazione

1
cartesiana del sottospazio U . Il generico
 vettore (x,y, z, t) di R4 appartiene
x y z t
a U se, e solo se, la matrice B =  1 0 1 −2  ha rango 2. Il minore
0 1 0 −2
 
1 0
M= estratto da B ha determinante diverso da zero dunque, per
0 1

x y z x y t

il teorema degli Orlati, ρ(B) = 2 ⇐⇒ 1 0 1 = 0 e 1 0 −2 = 0,
0 1 0 0 1 −2
ovvero se, e solo se, x − z = 0 e 2x + 2y + t = 0. Queste ultime due
equazioni costituiscono una rappresentazione cartesiana del sottospazio U .
Per determinare una base di U ∩ W si considera il sistema lineare omogeneo


 x+y−z+t=0
x+y+z =0

,

 x−z =0
2x + 2y + t = 0

ottenuto unendo le equazioni delle rappresentazioni cartesiane di U e di W .


Risolvendo tale sistema si ottiene una base BU ∩W = [(1, −2, 1, 2)] di U ∩ W .

c) Determinare i valori del parametro reale k tali che il vettore


vk = (k, 1, −2, −k) appartenga a U .
Avendo determinato una rappresentazione cartesiana del sottospazio U ,
basta imporre che le componenti del vettore vk siano una soluzione del
sistema 
x−z =0
,
2x + 2y + t = 0
da cui si ottiene il valore k = −2.

2) Assegnato l’endomorfismo

f : (x, y, z) ∈ R3 −→ (x − z, y + z, x + y − z) ∈ R3 ,
determinare gli autovalori di f , le relative molteplicità algebriche
e geometriche, una base per ciascun autospazio e stabilire se f è
diagonalizzabile.
La matrice associata 3
  a f , rispetto al riferimento canonico di R , è
1 0 −1
A=  0 1 1 , il polinomio caratteristico di f è dato da:
1 1 −1

2
p(t) = |A − tI3 | = (1 − t)2 (−1 − t). Gli autovalori di f sono t1 = 1 con
molteplicità algebrica 2 e t2 = −1 con molteplicità algebrica 1. L’autospazio
V1 è rappresentato dal sistema lineare omogeneo

z=0
.
x+y =0
La dimensione di V1 è 1 e una sua base, ottenuta risolvendo tale sistema, è
BV1 = [(−1, 1, 0)].
L’autospazio V−1 è rappresentato dal sistema lineare omogeneo

 2x − z = 0
2y + z = 0 .
x+y =0

La dimensione di V−1 è 1 e una sua base, ottenuta risolvendo tale sistema,


è BV−1 = [(−1, 1, −2)]. L’endomorfismo f non è pertanto diagonalizzabile.

3) Fissato nello spazio un riferimento cartesiano monometrico ortogonale,


si considerino la retta r contenente i punti A(−1, −1, 0), B(0, 1, 1) e la retta
s contenente i punti C(−1, 1, 1), D(−1, −3, −1).

a) Stabilire se le rette r ed s sono complanari e in caso affer-


mativo determinare l’equazione del piano γ che le contiene.
La complanarità delle rette r ed s equivale alla complanarità dei punti A,
B, C, D
−−→
Determiniamo l’equazione del piano contenente A, B e C. Essendo [AB](1, 2, 1)
−→
e [AC](0, 2, 1), l’equazione del piano contenente A, B e C è

x+1 y+1 z

1 2 1 = 0,

0 2 1
ovvero −y +2z −1 = 0. Poichè le coordinate del punto D sono una soluzione
di tale equazione ne segue che i punti A, B, C e D sono contenuti in tale
piano. Dunque le rette r ed s sono complanari e il piano γ ha pertanto
equazione −y + 2z − 1 = 0.

b) Determinare l’equazione del piano α passante per P (−1, 0, 2)


e ortogonale a r.
Il fascio improprio formato da tutti i piani ortogonali alla retta r ha equazione
x + 2y + z + k = 0, k ∈ R.

3
Imponendo il passaggio per il punto P si ottiene k = −1, dunque α ha
equazione x + 2y + z − 1 = 0.

c) Determinare una rappresentazione per la retta t passante per


P (−1, 0, 2), ortogonale e incidente r.
Tale retta è intersezione tra il piano α passante per P ortogonale a r (deter-
minato al punto precedente) e il piano β contenente r e P . Per determinare
l’equazione di β si può determinare una rappresentazione cartesiana per la
retta r, ovvero 
x−y+z =0
,
y − 2z + 1 = 0
quindi scrivere l’equazione del fascio proprio di piani di asse r, ovvero

h(x − y + z) + k(y − 2z + 1) = 0, h, k ∈ R, (h, k) 6= (0, 0).

Imponendo il passaggio per il punto P si ottiene h = 3k. Pertanto posto


k = 1, h = 3 si ottiene per il piano β l’equazione 3x − 2y + z + 1 = 0.
(Alternativamente si poteva determinare β come piano contenente i tre punti
A, B e P ).
La retta t può essere dunque rappresentata dal sistema

x + 2y + z − 1 = 0
.
3x − 2y + z + 1 = 0

d) Determinare una rappresentazione per la retta t0 passante per


Q(1, 1, 3) parallela al piano α (definito al punto b) e complanare
con r.
Tale retta è intersezione tra il piano δ passante per Q e parallelo ad α e il
piano δ 0 contenente r e Q. Per determinare l’equazione di δ si può scrivere
l’equazione del fascio improprio di piani paralleli ad α, ovvero

x + 2y + z + k = 0 k ∈ R.

Imponendo il passaggio per Q si ottiene k = −6, dunque δ ha equazione


x + 2y + z − 6 = 0.
Per determinare l’equazione di δ 0 si può utilizzare l’equazione del fascio pro-
prio di piani di asse r (scritta al punto precedente), imponendo il passaggio
per Q si ottiene 3h = 4k, ovvero k = 3 e h = 4. Il piano δ 0 ha pertanto

4
equazione 4x − y − 2z + 3 = 0. La retta t0 può essere dunque rappresentata
dal sistema 
x + 2y + z − 6 = 0
.
4x − y − 2z + 3 = 0