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ISSN 2036-3273

Progetto di riqualificazione di Plaza BolÌvar El Valle, Caracas, Venezuela


Numero 31 Ottobre 2010 /// www.architetti.com Alejandro Haiek Coll, LAB.PRO.FAB.

Green
Editoriale
Il verde e l’incessante
lotta tra vivo e morto
di Marcello Balzani

Lo so, non era nella valle fonda,


Suon, quel ch’io udìa, di palafreni andanti;
Era l’acqua che giù dalle stillanti
Tegole, in fretta, percotea la gronda.

Pur io vedeva correre giganti


In file immense, via, lungo la sponda,
Ne vedea l’ombra galoppar nell’onda,
Ne vedea le corazze luccicanti.
ambientale. L’attenzione ri­volta all’oggetto
Cessato il vento, poi, non di galoppi architettonico ha fatto perdere la prospettiva d’insieme
Suono udìa, né vedea fughe remote che comprendeva i bi­sogni dell’ambiente e organizzava
Più, ma voi soli rivedevo, o pioppi; ambiti di appartenenza, percorsi di avvicinamento,
rela­zioni nel paesaggio, delegando forse solo esclu­
Le grandi teste infondere nel lume sivamente alla programmazione urbanistica le risposte
Rorido, e ragionar di storie ignote ai desideri di integrazione e di armonia. Se da un
Lungo la riva del mio dolce fiume. lato il lampione stradale ha sostituito l’albero nella
costruzione del ritmo lungo una strada, scacciando
Lo so…”, Giovanni Pascoli, 1878 il filare per una funzionale organizzazione di supporti
per illuminare la scena urbana, dall’altro all’interno dei
Componente ambientale complesso e fortemente propri stretti e interclusi orticelli (giardini a fram­menti),
interrelato a metodiche e co­noscenze interdisciplinari, ogni cittadino cerca di ritrovare, appena può, brandelli e
botaniche e forestali, il verde rappresenta nel ruderi di un destino troppo for­zosamente estraniato.
paesaggio un ambito di ricerca per molti aspetti ancora Contemporaneamente sostantivo e ag­gettivo
da riscoprire. complementare nell’analisi e nel progetto della scena
La riscoperta risiede nel fatto che le conoscenze urbana, il verde di­viene spesso lo strumento di un
interdisciplinari, soprattutto per quanto concerne alibi, che tende a nascondere, dietro improvvi­sazioni
l’universo botanico, erano un tempo largamente ecologiche, i guasti di una prassi operativa in cui non
possedute dagli architetti e dai progettisti, che vengono mai consi­derate le componenti ambientali
non delegavano a tecnici specializzati le scelte diretta­mente connesse agli esseri viventi che
delle essenze, le tecniche di piantumazione e condividono il territorio assieme all’uomo.
l’organizzazione generale della progettazione Il termine verde rappresenta efficacemente, nei
significati e nelle abitudini d’utilizzo, la crisi di con­cetti
e di valori che affligge la logo­tecnica, che “a livello
dell’espressione - della significatività - si carat­terizza
per la sua povertà di vocabolario (unità intercambiabili
che devo­no assumere diversi si­gnificati) e la sua
sintassi rudimentale procede con la giustapposizione di
sostantivi, senza di­sporre di elementi di colle­gamento;
ad esempio, lo stesso spazio verde viene usato come
sostan­tivo allorquando do­vrebbe solo avere una fun­
zione di coordinazione” (F. Choay) .
La complessità dell’argomento deriva di­rettamente dal
tentativo di comparare le variazioni e le qualità di uno
o più or­ga­nismi viventi con gli effetti e i risultati delle
azioni umane, attraverso delle sin­tesi concettuali che
estrapolano dalle conoscenze acquisite in botanica
fore­stale una serie di concetti e di elementi che possono
risultare essenziali nell’organizzazione dell’analisi e
del rilievo per il progetto. “Nell’accostamento di albero
ed opera edilizia due mondi si scontrano, il mondo
della natura e il mondo del ma­nufatto che discende
dal pensiero dell’uomo attraverso la trasformazione di
materiali duri, inorganici. (...) Allora, naturalmente, dal
contrasto fra il corpo costruttivo duro, cristallino e le
morbide forme organiche dell’albero si sviluppa quella
tensione interna che conferisce a entrambi maggior
forza, che arricchisce di significati albero e casa, quasi
fossero un tutto” (J. Kräftner). E in questa incessante lotta
tra vivo e morto si innesta anche il ri­cordo di un’affinità
temporale con i mo­delli e il costruito dell’architettura
stori­ca, capace di adattarsi alle modificazioni e di
invecchiare, perché in sintonia con il mondo naturale;
contrariamente alle architetture d’oggi che “non sanno
in­vecchiare né morire” e che “si fanno sempre più
sgradevoli con l’uso, sino a perdere, alla fine, ogni
fascino” (K. Lynch).
In questo quadro di riferimento, che ve­de da un lato
il bisogno di recuperare una corretta sensibilità di
approccio e dall’altro la necessità di riconsiderare lo
studio delle unità botaniche all’interno delle ricerche
sul costruito, si tenta, allo­ra, di definire un opportuno
spazio cri­tico in cui il verde possa essere conti­
nuamente correlato nelle metodiche di analisi e di
lettura con ogni elemento dell’ambiente architettonico
acquisendo anche una propria autonomia di conte­
nuti e di significati attraverso opportuni modelli di
rappresentazione. È oppor­tuno, quindi, ricordare come
Direttore responsabile
Paolo Maggioli
Pub Publimaggioli (Davvero) 25-05-2006 9:55 Page 1

Direttore C M Y CM MY CY CMY K

Federica Maietti
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Redazione
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nell’analisi del verde compaiono due possibili criteri di più interessanti, al proposito, non sono quelle che da ogni eventuale richiesta di risarcimento danni proveniente da
osservazione, fortemente distinti, cia­scuno dei quali certamente privilegiano le oasi naturalistiche, in cui si terzi che dovessero rivendicare diritti sul tali contenuti. Le immagini
ritrova poi una propria ragion d’essere in appropriate cerca di mantenere un climax appropriato in condizioni pubblicate sono tratte da siti internet privi di copyright.
operati­vità progettuali: di protezione e di scarsa influenza antropica, quanto Registrazione n. 14 /2008 del 1.8.2008 - Tribunale di Rimini
- il primo, che si correla ad un approccio più di tipo piuttosto quelle degli ambienti urbani e delle situa­
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omnicomprensive co­me manto erboso, copertura relazioni con il tessuto urbano. 23 gennaio 2007, n. 2/2007
vegetale, prati incolti, ecc. Le modellistiche e le indagini www.architetti.com - redazione@architetti.com
Ricostruire la memoria urbana
Plaza Bolívar e biblioteca El Valle
Alejandro Haiek Coll*, LAB.PRO.FAB.

a cura di Federica Maietti

El Valle è il nome di una zona attualmente molto


popolata di Caracas, satura di massicci edifici
multifamiliari e di una serie infinita di fabbricati
privi di identità, ma dotata di un parco e un’area
ricreativa che consentono a ciascun abitante del
quartiere di disporre di 0.26 mq di verde. Proprio
nel cuore di quest’area densa e trafficata si trova
Piazza Bolívar, un antico spazio urbano in grado di
restituire e rappresentare la coscienza storica e
sociale degli abitanti della comunità.
La piazza, che ha circa 300 anni, fu costruita nel
XVII secolo ed è considerata patrimonio locale. In
passato, essa aveva un rapporto spaziale diretto
con la chiesa di Nostra Signora dell’Incarnazione,
adiacente ad essa, poiché sia la piazza che la
chiesa costituivano i luoghi di interazione sociale
per eccellenza. Nel 1812, a seguito del terremoto
che colpì la città, venne richiesto un permesso per
officiare la messa nella piazza, consuetudine che
rimase in vigore fino a che non si intervenne sulla
chiesa. Col passare del tempo e col crescere della
popolazione, l’area cominciò ad essere ritenuta
pericolosa. Pertanto venne imposto che la chiesa
fosse demolita e con essa scomparve anche la
particolare relazione tra l’edifico e la piazza, e
l’ossigeno sociale del luogo scomparve.

Il progetto di riqualificazione della piazza


si compone di due interventi distinti ma
complementari: il primo, a scala urbana, consiste
nel recupero della vecchia Piazza Bolívar a El Valle Vista interna del progetto per Plaza Bolívar a El Valle, Caracas

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mentre il secondo intervento, a scala architettonica,
prevede l’inserimento di una biblioteca locale
a integrazione dei servizi preesistenti e a
supporto della comunità. Entrambi gli interventi
rappresentano un impegno in termini di costruzione
della “memoria urbana” attraverso nuovi edifici
e processi di modernizzazione che estendano e
trasformino lo spazio pubblico al fine di renderlo
compatibile con le dinamiche e i comportamenti
sociali locali.
Il viale intercomunitario, parte dell’autostrada
Valle-Coche, e altre strade sono state costruite
per rispondere alle esigenze delle persone che
hanno necessità di percorrere lunghe distanze
in breve tempo. La stazione della metropolitana
trabocca per il numero di persone che ogni giorno
la attraversano. Edifici massivi ad alta densità si
trovano inseriti a saturare gli spazi pubblici, dove
proliferano anche abitazioni prive di forma e di
identità. Numerosi interventi precedenti, che si
sono rivelati infruttuosi, hanno tentato di dissociare
gli elementi visivi dagli elementi culturali locali,
cosa che ha tra l’altro provocato una distorsione
del ruolo guida giocato da Plaza Bolívar a El Valle.
In particolare, questo spazio è stato offuscato da
elementi intrinseci alla crescita della popolazione,
come un esponenziale incremento di veicoli a
motore, sia per il trasporto pubblico che privato.
Non c’è stata, inoltre, la chiara intenzione di
regolamentare le fermate degli autobus attorno alla Pianta della biblioteca pubblica alla quota delle gradinate esterne
piazza, situazione che rende l’area particolarmente
ostile. Inoltre, sussiste una relazione molto
complessa tra il centro commerciale e la piazza “geografia” e sottraendo spazio vitale. di Plaza Bolívar a El Valle e risulta particolarmente e le aspettative dei locali nei confronti dello spazio
causata dal fatto che uno dei lati ciechi dell’edificio Il manto stradale costituisce un altro problema significativo poiché nasce, oltre che dall’appoggio pubblico. Tra le condizioni stabilite dagli abitanti del
del centro commerciale è adiacente alla piazza, strutturale dell’area. Così come per l’illuminazione, del governo, dall’interesse della comunità stessa di quartiere, emergono: quella di attrezzare a verde
negando qualunque interazione diretta; la vendita non ci sono standard che regolamentino l’utilizzo recuperare questo spazio pubblico ricco di memoria la piazza, riducendo al 10% le aree in cemento
di alcolici aumenta inoltre il numero di persone che dei marciapiedi nella piazza e nella stazione della storica e di dinamiche urbane. e ridistribuendo il rimanente 90% in aree verdi,
frequentano l’area ma che non appartengono al metropolitana. Non vi è alcun criterio condiviso Il progetto è sviluppato a partire da un’iniziativa spostare i venditori ambulanti dall’area assegnando
quartiere. per la standardizzazione dei marciapiedi o di altri portata avanti dal Comitato per le Infrastrutture del loro uno spazio al di fuori della piazza, organizzare
A livello di micro-urbanistica, non ci sono standard elementi come gli impianti, l’arredo urbano e i locale Consiglio Comunale al fine di recuperare e un concorso pubblico rivolto agli scultori locali per
per quanto riguarda l’illuminazione che nella piazza recipienti per i rifiuti, e non sono previsti sistemi di rinnovare l’area della piazza. Inizialmente è stata restaurare la statua di Simón Bolívar, recuperare
è complessivamente scarsa e non uniforme su tutte irrigazione per il verde e sistemi di depurazione. approvata una proposta rivelatasi fallimentare per l’edificio della chiesa, aumentare le condizioni
le aree, con la conseguenza di un aumento delle il mancato rispetto da parte dei responsabili degli di sicurezza e provvedere a una manutenzione
azioni criminali perpetrate nella zona. È per questi Si è quindi posta come essenziale la necessità obiettivi concordati, con grande delusione per tutta permanente.
motivi che la Guardia Nazionale ha una postazione di un intervento urbano. Un intervento che la comunità. Di conseguenza, il Comitato ha redatto Il “progetto preliminare” è stato sviluppato nell’arco
permanente nella zona, deturpandone la naturale presuppone il profondo rinnovamento di tutta l’area un report contenente tutti i commenti, le proposte di circa dieci mesi, prima di essere presentato

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in occasione della prima assemblea convocata
nella pazza. Utilizzando le opinioni scaturite da
questo primo “riavvicinamento” è stato redatto
un progetto, presentato e approvato durante
una seconda assemblea pubblica. È importante
sottolineare l’importanza del progetto redatto come
proposta, poiché a partire da questa iniziativa
condivisa saranno implementati nuovi utilizzi
per questi spazi pubblici, unificando inoltre tutti i
sistemi impiantistici al fine di raggiungere buone
performance per quanto riguarda l’elettricità, la
raccolta dei rifiuti, lo smaltimento delle acque
reflue, ecc.

La proposta di progetto a scala urbana si concentra


sulla regolarizzazione degli 8.000 mq complessivi
di marciapiedi, intervenendo sulla superficie
orizzontale della piazza con il proposito di
infrangere la prassi della realizzazione “pezzo per
pezzo”, metodo che implica un peggior rapporto tra
tempo e costi. I marciapiedi sono costituiti da lastre
gettate in calcestruzzo “techno”, che consente
la dilatazione, la pigmentazione e la stampa
sulla sua superficie. Questa tecnica trasforma la
superficie pavimentale in un “territorio” operativo
dove diversi elementi tecnici interagiscono
attivati dall’illuminazione, dall’arredo urbano e
paesaggistico. La superficie dei marciapiedi ha una
pigmentazione che varia in tre toni di verde e due
toni di grigio e il sistema di allocazione delle lastre Pianta della biblioteca alla quota delle sale di lettura e consultazione interne
consente di posizionare basi prefabbricate per
corpi illuminanti e griglie alla base dei tronchi degli ambientale o globale, attraverso lampade al sodio L’arredo urbano comprende 64 panchine tecnologico a basso impatto ambientale è generato
alberi. L’idea è quella di salvare tutti i 76 alberi che definiscono l’utilizzo dei diversi settori della rettangolari prefabbricate in cemento, elementi da pompe che raccolgono l’acqua piovana per
presenti in modo che possano continuare a essere piazza e sono destinate a creare un ambiente più modulari color ruggine che possono essere riutilizzarla. Saranno inoltre inserite fontanelle
un elemento collettivo di questo spazio. In aggiunta sicuro per i visitatori e i frequentatori dello spazio combinati per formare sedute da due, tre o cinque a forma di totem di tre diverse dimensioni: per i
a questi saranno piantati un totale di 16 araguaney pubblico. Poi, l’illuminazione settoriale a scala posti (per coppie o gruppi) dotati di schienale in bambini, per gli adulti e per i portatori di handicap.
(l’albero nazionale). La metamorfosi del colore di di utente è realizzata attraverso luci fluorescenti modo da risultare più confortevoli per le persone Altoparlanti collocati in posizioni strategiche
questo albero consentirebbe alla piazza di avere, per illuminare le panchine e gli altri elementi anziane. L’idea di combinare gli elementi per il identificheranno le diverse specie vegetali.
per tutto l’anno, ambienti freschi e che creano della superficie orizzontale. Per questo tipo di parcheggio delle biciclette con i contenitori per la
visuali diverse. Tra le lastre pavimentali saranno illuminazione i pali della luce presenti nella piazza raccolta dei rifiuti genera manufatti ibridi costituiti A scala architettonica il progetto propone la
inseriti altri elementi utili al posizionamento di altre saranno riutilizzati dopo averne modificato le basi da elementi tubolari a basso impatto visivo e dotati realizzazione di una biblioteca che possa essere
specie vegetali. e le sommità. Infine, l’illuminazione focalizzata di altoparlanti per i portatori di handicap e per le utilizzata dai residenti di tutte le età, dai bambini
a piccola scala sarà costituita da lampade LED persone anziane. alle persone anziane. Questa attività aprirebbe
Saranno utilizzate tre diverse tipologie di finalizzate all’orientamento e al sistema di Per quanto riguarda il paesaggio, saranno installati la strada a scambi culturali ed educativi di ogni
illuminazione integrate. La prima è l’illuminazione irrigazione. sistemi di irrigazione a goccia, il cui sistema genere e costituirebbe un importante incentivo per

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la frequentazione della piazza, insieme alla sua
posizione dotata di agevole accesso.
La biblioteca ha una capienza di 500 posti
distribuiti in tre spazi interconnessi all’interno
dell’edificio. Piccole corti interne consentono di
mantenere la vegetazione preesistente, di disporre
di illuminazione e ventilazione naturale per le sale
di lettura e di fungere inoltre da spazi di espansione
per la lettura “informale”.
Tutti gli spazi interni all’edificio sono provvisti di
rampe di accesso per i portatori di handicap e
sono circondati dalla vegetazione piantumata nella
piazza, creando un rapporto diretto con lo spazio
pubblico. Al piano inferiore si trovano la sala di
lettura principale, la sala di lettura per bambini,
la sala multiuso e la “casa dei nonni”. Al secondo
livello sono ubicati la sala consultazione libri e le
postazioni di accesso a internet; vi sono inoltre
un edificio destinato a servizi quali sicurezza,
magazzino e caffetteria, e un parcheggio capiente
per 42 veicoli e 8 motocicli sul retro.
L’edificio è progettato con una struttura metallica
su fondazioni prefabbricate in cemento e
pavimentazioni in cemento pigmentato con giunti di
dilatazione. Esso, a livello strutturale, si basa sulla
produzione in serie di elementi prefabbricati: è il
caso della reticolare ancorata alla base di cemento
e dei vani prefabbricati in cemento.
Anche se l’edificio è stato progettato in modo da
poter evitare manutenzioni tecniche, le sale di
lettura interne sono dotate di un sistema a vista di
condutture a sezione circolare zincate e dipinte.
Sezioni longitudinali sulla piazza
Il rivestimento del bagno sarà a mosaico, a
garanzia di una maggiore durata, mentre tutte le
ringhiere e i parapetti saranno in elementi tubolari
elettrosaldati e verniciati. Si sta valutando l’utilizzo
di schermature termiche e pannelli in vetro
scorrevole per le aperture.
A fronte dei materiali austeri e poveri che
costituiscono la struttura, l’accuratezza della
realizzazione trasforma gli elementi strutturali in
elementi estetici.

Sito internet
www.labprofab.com

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Viste interne della piazza. Le sedute all’aperto sono ricavate al di sopra degli spazi delle nuova biblioteca e la superficie pavimentale ha una pigmentazione che varia nei toni di verde e grigio

Il progetto “partecipato” è stato definito seguendo le proposte dei cittadini, che hanno, tra le altre cose, richiesto di attrezzare la piazza riducendo al 10% le aree in cemento e ridistribuendo il rimanente 90% in aree verdi

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Vista interna del punto informazioni e della sala di lettura della biblioteca Vista interna della sala di lettura per i bambini

Alejandro Haiek Coll, architetto, è docente e alla “Unidad Extra Muros” dell’Universidad di Caracas, alla Biennale di Architettura di
all’Universidad Central de Venezuela e Magíster Central de Venezuela e professore invitato Santiago e presso il “New International Cultural
Scientiarum Honourable in Architectural Design all’Universidad Simón Bolívar e all’Universidad Center” di Antwerpen, in Belgio.
dell’Universidad Central de Venezuela. José María Vargas, Caracas, Venezuela. Ha ottenuto la menzione “Multifamily Housing
È stato docente al Master in “Architectural Ha presentato i propri lavori a conferenze presso and Interior Design” alla III Biennale di Maracaibo
Design” presso l’Universidad Central de il Consolato Venezuelano a New York, presso la e la menzione “Academic Projects” alla VII
Venezuela, al Master in Tecnologia presso University of the Arts di Philadelphia, la School of Malaussena Assembly Hall dal “Fabrication
l’Universidad Andrés Bello e al wokshop “Project Architecture and Industrial Design dell’Instituto Workshop 7” dell’Università Simón Bolívar.
Investigation” del Master in Architettura della Tecnológico in Costa Rica, la Pontificia È co-fondatore e direttore di LAB.PRO.FAB.
Pontificia Universidad Católica del Cile. È Universidad Católica del Cile, all’Universidad de (Laboratory of Projects and Fabrication)
stato inoltre coordinatore per la ricerca e lo las Comunicaciones, Cile, e presso la Fundación che unifica tutte le discipline collegate alla
sviluppo all’Universidad de Ciencias, Artes y Espacio a Caracas, Venezuela. progettazione al fine di svolgere attività di
Comunicaciones del Cile e docente di Design Ha esposto i propri progetti alla Biennale di ricerca applicata per lo sviluppo culturale,
alla “School of Architecture and Urban Planning” Architettura di Venezia, alla Biennale di Architettura sociale e ambientale.

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Il progetto utilizza tre diverse tipologie di illuminazione integrate: lampade al sodio per l’illuminazione ambientale, luci
fluorescenti per illuminare le panchine e gli altri elementi della superficie orizzontale, lampade LED per l’illuminazione
focalizzata a piccola scala

Dettagli tecnologici dei sistemi di illuminazione previsti nell’intervento Progetto di illuminazione della piazza

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Vista aerea dell’intervento complessivo sulla piazza Vista aerea complessiva della piazza. Oltre ai 76 alberi preesistenti e che verranno salvaguardati, verranno piantati anche
16 araguaney

SCHEDA PROGETTO
Art director
Nome del progetto Dis. Eleanna Cadalso Vera
Plaza Bolívar Del Valle
Cordinatore del progetto e direzione lavori
Localizzazione Arq. Michelle Sánchez de León Brajkovich
El Valle, Caracas, Venezuela
Publishing unit
Committente Lic. Yasnaia Reyes Coll
Funda Caracas, Junta Comunal Del Valle Lic. Lorena Sánchez de León Brajkovich

Superfici Gruppo di progettazione


13.418 M2 Urbanizmo / 1.440,41 M2 Edificio Alfredo Albañez, Arq. Álvaro Requena, Arq. César
Biblioteca Comunal, Casa De Castillo, Ana María Brito, David Arana, Arq. María
Los Abuelos Y Modulo De Servicios Alejandra Bausson, Arq. María Fernanda Prieto,
Laura Sabal, Silvia Colmenares, Arq. Rafael
Progettista Machado
Arq. Msc Alejandro Haiek Coll

Vista dall’alto della piazza: la superficie orizzontale sarà costituita da lastre in calcestruzzo con pigmentazione che varia in
tre toni di verde e due toni di grigio

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Una torre uffici “green”
Progetto della torre uffici Unifimm a Bologna
Habitech* e Studio Open Project**

di Francesco Gasperi e Laura Pighi, LEED Ap di Habitech* e Studio Open Project**

Lo sviluppo dell’area di via Larga a Bologna,


nato dalla volontà di UGF Gruppo Finanziario,
è annoverato tra i progetti LEED® più rilevanti
sul territorio nazionale. Il progetto si colloca
nella periferia di Bologna, in un’area industriale
dismessa di circa 44.000 mq precedentemente
occupata dalla fabbrica di ceramiche
Barbieri&Burzi.
L’intervento comprende uno sviluppo immobiliare
di circa 55.000 mq di superficie costruita. Prevede
la realizzazione della torre uffici UGF, alta 125
m, di un albergo e di una piastra multifunzionale
affacciata su una piazza di quartiere, parzialmente
coperta da una vela di circa 3.400 mq. Sotto la
piazza e la piastra commerciale, due piani di
parcheggi ospitano circa 700 posti auto.
Fortemente orientato al valore di sostenibilità
ambientale dei propri interventi, UGF ha ricercato
una procedura standardizzata per la valutazione
della compatibilità del progetto con un’analisi di
qualità (analisi di qualità che si traduce in analisi
del valore). Di conseguenza ha attivato per il
progetto della torre uffici di via Larga il percorso
di certificazione LEED® secondo il protocollo
“LEED® for New Construction v2.2”.
Il progetto di tutto il complesso, sviluppato dalla
società bolognese Open Project a partire dalla
fase di masterplan fino a quella architettonica e
di coordinamento, vede per la parte strutturale la
partecipazione dello studio Majowiecki, partner
di Open Project, e di Beta Progetti per la parte
impiantistica. Vista generale del progetto, che comprende la torre uffici UGF, un albergo e una piastra multifunzionale affacciata su una piazza di quartiere

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Habitech, su commissione di UGF, segue il progetto
della torre uffici Unifimm di via Larga lungo tutto il
percorso di certificazione LEED®.
L’intervento nasce dalla volontà e dal tentativo
di coniugare ed armonizzare più esigenze con
una nuova sensibilità etica attingendo alla più
moderna tecnologia e ponendo il risparmio
energetico e l’uso di energie rinnovabili come
obiettivo strategico per un complesso importante
nello skyline della città e che si pone come
esempio di sostenibilità ambientale nel panorama
delle costruzioni italiane.

Principali caratteristiche “green” della Torre


Uffici

Ottimizzazione dei dati ambientali.


L’orientamento dell’edificio ha costituito un
elemento base di partenza: nella torre la forma
quasi trapezoidale fa prevalere l’orientamento
nord-sud e limita uno sviluppo di facciata ad ovest,
dove sono stati collocati invece locali tecnici e
vano scala /ascensore a cuscinetto della zona
uffici.
La scelta dei materiali utilizzati risponde
al criterio della positività/tollerabilità rispetto
ai criteri della loro sostenibilità abbinando le
corrispondenze:
- ciclo di produzione non complesso - utilizzo
lungo o breve;
- ciclo di produzione critico - utilizzo lungo.
Utilizzo di facciate a doppia pelle sui lati esposti
a sud ed est; tale elemento permette:
- la riduzione drastica delle dispersioni in fase
invernale, con conseguente limitazione dell’utilizzo
della climatizzazione;
- la possibilità di accumulo del calore presente
nell’intercapedine per l’ottimizzazione del Vista della piazza: sulla sinistra, l’albergo, sulla destra gli edifici annessi alla zona basamentale della torre
rendimento impiantistico;
- il massimo sfruttamento della luce diurna, con sistema permette la sintesi tra comfort visivo degli 60 kW di rendimento; integrazione di fotovoltaico flessibilità ed efficienza energetica, sia in termini
conseguente risparmio energetico in termini di ambienti interni, massimo sfruttamento della luce di tipologia CIS anche sulle superfici verticali di prestazioni delle unità di climatizzazione (unità a
illuminazione; diurna, ottimo valore di isolamento termico con (facciate); la completa integrazione di tali elementi pompa di calore condensate ad aria), sia in termini
- protezione delle schermature solari a lamelle conseguente risparmio energetico complessivo. consente il massimo sfruttamento degli incentivi di funzionamento (ogni piano funziona in modalità
regolabili per il controllo dell’irraggiamento estivo. Utilizzo di energie rinnovabili mediante previsti dalla normativa specifica, oltre ad originali totalmente autonoma).
Utilizzo di facciate ad alte prestazioni con l’integrazione di cellule fotovoltaiche nel piano risultati architettonici e di immagine. Realizzazione di un sistema di controllo per la
vetri a doppia camera per la facciata nord: tale copertura pari a circa 500 mq di pannelli per circa Progetto impiantistico orientato alla massima gestione razionale dei consumi e lo sfruttamento

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Masterplan del progetto

Dettaglio delle facciate a doppia pelle per i prospetti sud ed est della torre e dei vetri a doppia camera per la facciata nord

Analisi dell’illuminazione diurna, delle distanze dalle strade circostanti l’area di progetto e del livello di inquinamento acustico Sezione schematica della torre, con l’indicazione delle superfici e delle destinazioni d’uso

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Nel campo dell’edilizia, Habitech promuove il sistema
di certificazione energetico ambientale LEED®
(Leadership in Energy and Environmental Design),
un insieme di criteri sviluppati negli Stati Uniti e
applicati in oltre 100 Paesi in tutto il mondo, per la
progettazione, costruzione e gestione degli edifici
sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale,
economico e della salute. È uno standard volontario,
aperto, trasparente, in continua evoluzione e
ampiamente riconosciuto dal mercato. La Provincia
autonoma di Trento, per esempio, ha scelto LEED
come sistema di certificazione per tutti i suoi edifici.
L’esperienza di Habitech nel supporto alla definizione
strategica degli obiettivi, alla progettazione e
realizzazione di edifici sostenibili, introduce
importanti riflessioni sulla ridefinizione dell’approccio
alla disciplina del progettare e del costruire, a partire
da una visione del processo.
In primis è determinante la sensibilità delle
Committenze e dei progettisti, quando l’attenzione
al tema della sostenibilità si trasforma fattivamente
in committment e ingaggio del processo, attraverso
il sostanziale passaggio alla definizione di obiettivi
prestazionali dell’oggetto dell’intervento e la scelta
di strumenti di misura e rating, che servono ad
attestare in maniera oggettiva le sue caratteristiche.
La scelta di un sistema di valutazione quale LEED®
nello stesso tempo mette in moto una fondamentale
dinamica di processo.  Nei processi industriali, le
qualità di un “prodotto” si attivano a partire dalla
spina creativa e dalla scelta delle materie prime, e
si determinano fortemente attraverso il processo.
Similmente, con un livello di complessità altissimo
e un numero di variabili enormi e di complessa
definizione sulle possibilità di controllo, ciò che
LEED® attiva sono necessariamente la visione di
processo e dinamiche di integrazione.
Vista della piastra commerciale che connette la torre all’albergo
In questo senso sostenibilità diventa sinonimo
delle potenzialità dell’edificio, attraverso la sviluppato una tipologia di involucro a doppia pelle *Habitech di qualità, richiedendo sia una valorizzazione delle
gestione automatizzata delle schermature e della dotato di “intercapedine dinamica” discontinua Habitech è il Distretto Tecnologico Trentino per risorse presenti per il futuro, sia dinamiche di
regolazione dell’intensità dell’illuminamento a corridoi orizzontali e frangisole a lamelle l’Energia e l’Ambiente, nato nel 2006 a Rovereto sistema del processo e delle parti: quindi tutta la
interno (presenza di persone e quantità di luce orientabili. e riconosciuto dal Ministero dell’Università e della filiera delle costruzioni diventa determinante nel
naturale) secondo il principio del consumare dove Ricerca. Habitech opera nei settori dell’edilizia percorso che porta a perseguire gli obiettivi della
e quando serve. Siti internet sostenibile, dell’energia e della mobilità: in queste committenza e il valore del progetto. E, aggiungiamo,
Ricerca di soluzioni di facciata della torre uffici www.habitech.it aree crea progetti e servizi, sostiene l’innovazione e che porta a una capacità continua e ordinata
per un ottimale comfort interno. Il progetto ha www.openproject.it lo sviluppo tecnico e commerciale delle imprese. di costruire un percorso ad “assetto variabile”

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Vista notturna della zona basamentale della torre

ma coordinato, in cui si esplorano le possibilità competenze coinvolte per perseguire gli obiettivi: la componenti e sulle competenze, ed in questa **Open Project
alternative e si identificano le scelte migliori lungo lo sostenibilità si persegue adottando diverse possibili direzione è interessante attivare la spinta al Architettura e ingegneria sono il campo
sviluppo del progetto. strategie, e su vari fronti in parallelo (alcune: acque, confronto della comunità del costruire, intesa a d’attività di Open Project, società fondata nel
Le ricadute e le risorse che gli oggetti edilizi suolo, emissioni, energia, trasporti, materiali, ripartire da una capacità di definizione della qualità 1984. L’esperienza maturata, la metodologia
coinvolgono rispetto alla risorse ambientali vanno lavorazioni). degli obiettivi, degli intenti, degli interventi, e delle multidisciplinare, il coordinamento delle competenze
anch’essi nella direzione dell’integrazione, in quanto Sostenibilità dà luogo quindi a integrazioni sia relazioni tra le discipline. specialistiche caratterizzano l’intervento di Open
necessariamente richiamano una molteplicità di orizzontali, sul processo, sia verticali, sulle Project nel processo del costruire. Open Project

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è in grado di seguire l’intero iter costruttivo dei
temi d’architettura ed ingegneria, dall’ideazione
progettuale alle operazioni di cantiere; elabora
soluzioni specifiche per singole fasi (dalle esigenze
settoriali di progettazione alla direzione lavori e al
coordinamento dell’immagine anche per complessi
di edifici); offre consulenze specialistiche e collabora
con aziende riconosciute a livello internazionale.
Open Project affronta le trasformazioni e
l’innovazione nel settore edilizio, con atteggiamento
multidisciplinare. Il processo del costruire oggi non
si limita al solo intervento tecnico-architettonico, ma
coinvolge una molteplicità di apporti, problematiche
e competenze. Elemento essenziale diviene la
capacità di correlare la complessità degli aspetti
economici e di mercato con l’esperienza progettuale
per organizzare gli interventi in aree urbane di
riconversione e riqualificazione secondo strategie
integrate di pianificazione. Dal punto di vista
tecnico ed architettonico, Open Project rielabora
gli indirizzi della ricerca tecnologica, proponendo
soluzioni compatibili in una moderna concezione
ecologica dell’architettura ed introduce con sobrietà
una caratterizzazione architettonica in progetti e
realizzazioni per residenze, complessi commerciali e
per uffici, scuole e istituti di alta specializzazione.

Vista complessiva del progetto

SCHEDA PROGETTO

Progetto Progetto architettonico Direzione lavori


Torre uffici Unifimm Open Project S.r.l. (Bologna) OPEN PROJECT S.r.l. (Bologna)

Localizzazione Progetto strutturale Realizzazione


Bologna, Via Larga Studio Tecnico Majowiecki (Casalecchio di Reno, Bologna) CMB (Carpi)

Committente Progetto impianti Superficie lorda progetto


UGF Unipol Gruppo Finanziario Beta Progetti (Firenze) 29000 metri quadri

Coordinamento generale Consulenza management LEED Sistema di certificazione LEED


Open Project S.r.l. (Bologna) Habitech (Rovereto, Trento) LEED USA New Construction & Major Renovation – NC v2.2

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Observing Horizon: un progetto del Terzo Paesaggio
per la Biennale di Bat-Yam, Tel-Aviv
Intervista a Raffaella Crispino* e Benoît Burquel**

di Alessandra Gola

La Biennale del Paesaggio ospitata lo scorso


settembre dalla città di Bat-Yam, sobborgo satellite
di Tel-Aviv, è stata per la municipalità occasione
per aprire i propri spazi pubblici e vuoti urbani ad
oltre quaranta fra progetti e interventi proposti da
altrettanti gruppi internazionali e locali e mirati a
ripensare - e talvolta pensare per la prima volta -
gli scenari della quotidianità nella città densa.
Raffaella Crispino e Benoît Burquel, con il
progetto “Observing Horizon”, ci sembrano più di
tutti affrontare con energia e allo stesso tempo
delicatezza e tocco poetico il tema del tempo e
dello spazio: dimenticato e ritrovato, inusato e
rivalutato. Lo spazio frammento, residuo, rifiuto, e il
tempo vuoto, libero, disponibile.

[Alessandra Gola] Raffaella Crispino e Benoît


Burquel, come descrivereste in due battute il
vostro percorso?
[Raffaella Crispino + Benoît Burquel] Raffaella
Crispino è un’artista visiva di Napoli. La sua ricerca
si concentra su temi di taglio sociale e politico,
utilizzando video, fotografie, installazioni e disegni.
Attraverso storie quotidiane interroga i grandi temi
in diversi contesti, come l’immigrazione in Italia,
la religione a New York, la cultura suburbana in
Giappone e, ultimamente, il conflitto in Israele e
Palestina.
Benoît Burquel è un architetto urbanista di
Bruxelles. Da anni collabora con diversi studi
Nella loro semplicità ed astrazione, gli spazi dai crateri possono ospitare una molteplici usi, dalle corse dei bambini in bicicletta allo sdraiarsi per guardare le stelle. Photo by Tamir Zadok

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Viste dell’area prima dell’intervento

dell’Europa e del Sud-Est asiatico. Ha sviluppato dalla Municipalità di Bat-Yam, in Israele. Com’è residenziale dall’area industriale. Di proprietà [RC+BB] L’idea iniziale è stata quella di creare,
ricerche in relazione all’architettura nomade nato il contatto con questa iniziativa? E come la privata, questo terreno era totalmente colonizzato in mezzo alle esistenti infrastrutture, spazi
in Niger, all’immagine della città di Sarajevo e, scelta del sito di intervento? da piante selvatiche. accoglienti “fuori dal tempo” e dai flussi urbani.
a livello urbanistico, sullo sviluppo di Saigon. [RC+BB] Dal 2009, Raffaella ha iniziato diverse In un’economia di mezzi, ogni cratere è creato
Recentemente ha partecipato alla residenza estiva collaborazioni in Israele e, durante una sua [AG] Nel vostro progetto richiamate Gilles con la terra proveniente dai cantieri adiacenti.
di Decolonizing Architecture a Betlemme. permanenza, è venuta a conoscenza dell’open call Clement per quel che riguarda gli spazi Solo le superfici interne sono ricoperte da un
Nonostante lavoriamo separatamente, le nostre della seconda edizione della Biennale. Il progetto residuali della città come riserve. Un elemento prato “ordinario”, mentre le pendenze esterne
collaborazioni si avvalgono di diverse affinità. I è quindi stato scelto dal bando di concorso: la estremamente interessante del vostro progetto sono seminate con piante selvatiche. Nella loro
nostri approcci personali al lavoro sono fondati su nostra proposta collocava due crateri separati su è come con questi crateri riusciate a realizzare semplicità e astrazione, questi spazi interni
idee radicali e sulla stratificazione di significati. due siti segnalati dal bando, terreni abbandonati delle “bolle”, dei micro-habitat distanti da tutto, possono ospitare una molteplicità di usi, dalle corse
Insieme collaboriamo su alcuni progetti in relazione tra diverse infrastrutture, al margine di tessuti in cui ristabilire il “default” dello scorrere del dei bambini in bicicletta allo sdraiarsi per guardare
alla città e al paesaggio, su opere pubbliche urbani contrastanti. L’idea è stata accettata con tempo - il tempo lento di un rifugio del “dolce le stelle. La depressione dei crateri, oltre a offrire
che combinano l’esperienza fisica con la ricerca entusiasmo dalle curatrici, che ci hanno chiesto di far niente” - e del paesaggio - che torna ad esperienze fisiche e acustiche, crea con la sua
concettuale. svilupparla ad una scala maggiore su un nuovo e essere una linea, piatta e perfetta, a 360° -. Il rotondità un senso di comunità e di gruppo, anche
unico sito. Il lotto, a forma di L, misura circa 8000 titolo stesso del vostro lavoro si incentra sul se si condivide questo spazio con estranei.
[AG] Il vostro progetto “Observing Horizon” mq e si trova sotto il livello di uno degli incroci tema dell’orizzonte: spiegateci la poetica del L’astrazione del cerchio allontana da una realtà
nasce in occasione della Biennale organizzata più importanti di Bat-Yam, che separa la zona tema dell’orizzonte e come è nata l’idea. familiare, creando un orizzonte puro. L’orizzonte è

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infatti un paesaggio primario, una semplice linea Ci interessavano due dinamiche della città. Da
che definisce il paesaggio al primo sguardo nella una parte il recupero lento della zona industriale
sua identità immaginata: la campagna con le come nuovo centro residenziale, amministrativo e
colline come le città con il suo skyline. commerciale. Dall’altra la pressione immobiliare
La forma pura dei crateri genera un osservatorio e la speculazione da parte di Tel Aviv che si
privilegiato verso i cambiamenti della città. Il traducono con la costruzione veloce di grattacieli e
nuovo orizzonte artificiale distacca dall’ambiente l’apparizione di terrains vagues.
circostante ed evidenzia così lo sviluppo verticale Queste zone abbandonate formano degli interstizi
di Bat-Yam sotto la pressione immobiliare di Tel indefiniti tra diverse funzioni e tessuti urbani. Al
Aviv. tempo stesso sono in attesa di un cambiamento.
Questa identità transitoria, sia a livello spaziale che
[AG] Il frammento urbano in cui operate, temporale, è alla base del nostro progetto.
definito in parte da un tratto di viabilità molto Contrastando l’approccio usuale di “abbellire”
trafficata, sembra diventare con il vostro tutti gli spazi aperti e verdi, il progetto intende
progetto non solo una riserva di biodiversità, valorizzare la ricchezza delle aree incolte, in
ma anche di tempo. Ritmi e consuetudini che una direzione ecologica tanto quanto sociale.
in una città vanno scomparendo, come il tempo Gli spazi verdi non sono più delle decorazioni
lento di passeggiare o stendersi a guardare da guardare, ma posti da scoprire e trasformare
il cielo o l’abitudine di giocare nel verde e continuamente. Nella loro estraneità i crateri
con il verde. Raccontateci quanto e come la rimandano a un paesaggio lunare tanto quanto a
dimensione del tempo ha avuto importanza un sito archeologico. In questo distacco spaziale
nell’ideazione del vostro progetto. e immaginario, sono pieni di potenzialità per
[RC+BB] Il tema della Biennale era molto legato riappropriarsi del tempo.
al tempo. Il titolo era infatti “Timing”, ma in
ebraico il suo significato si avvicinava di più ad [AG] Mentre in termine di skyline attraverso
“Opportunità”. l’elemento del cratere sembrate “imporre”
Bat-Yam è una giovane periferia di Tel Aviv, un nuovo tipo di orizzonte come alternativa
costruita negli anni Sessanta con la forte ondata a quello esistente, per quel che riguarda il
di immigrati ebrei dalla Russia e dalla Turchia. rapporto con il patrimonio verde preesistente
Nonostante la varietà degli spazi verdi, Bat-Yam sembra invece che preferiate giocare con la
gode di una pessima reputazione per la sua “stratificazione” dei livelli. Il vostro intervento
architettura monotona e i suoi problemi sociali. va ad arricchire ciò che già esiste in loco
Planimetria di progetto

Sezione di progetto

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Sezione e dettaglio planimetrico del cratere

e i legami con il circostante, che si tratti parte della vegetazione è stata rimossa mediante
dell’abitato o dei progetti vicini - vi connettete la ripulitura delle zone destinate alla costruzione
al “The Great Butterfly Experiment”, forse dei crateri.
l’unico altro progetto di questa Biennale che si Le superfici esterne dei crateri sono seminate
confronta con la creazione e il rafforzamento in parte da piante selvatiche e, sulle pendenze
della biodiversità dentro l’urbano -. Quale tipo più ripide, piantumate con fiori colorati che
di approccio ha il vostro progetto con il verde attraggono le farfalle. Questa vegetazione
già presente e come avete scelto le nuove formerà in poco tempo la struttura di
specie e i nuovi elementi introdotti? mantenimento delle forme dei crateri. In
[RC+BB] Durante la ricerca sul campo abbiamo contrasto con l’immagine dura della città di
rilevato una quindicina di specie vegetali presenti Bat-Yam, il “Batterfly Project” consiste nella
sul sito, con colori e grandezze diverse. Questa trasformazione di questa periferia in un giardino
flora spontanea si è adattata naturalmente al clima che attrae le farfalle, un’azione poetica che porta
e al terreno povero e inquinato. Il progetto si basa con sé una ricerca sull’importanza delle farfalle
su questa ricchezza ecologica. nell’ecologia urbana.
I crateri sono disposti tra gruppi di alberi esistenti Le tre piante che abbiamo scelto per i crateri
adattandosi alla topografia del terreno. I rami più fanno parte di questo esperimento e al tempo
bassi di questi alberi sono semplicemente tagliati stesso, come nel caso delle piante spontanee,
per offrire degli spazi di ombra appropriabili. non richiedono manutenzione ma solo
Essendo il sito usato come discarica illegale, una un’irrigazione durante i primi mesi di crescita.
Fasi di costruzione dei crateri

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L’identità “selvatica” dell’esterno dei crateri
contrasta con il prato e con l’astrazione della forma
interna. Questo elemento artificiale diventa uno
spazio accogliente in un cui la gente può inventare
diverse attività.
[AG] Parliamo di tempo e di architetture fatte
di elementi organici, viventi e per questo in
perenne mutazione: terra, flora e uomini. Due
scenari: uno probabile e uno immaginario.
Come pensate che sarà il sito di “Observing
Horizon” fra cinque o dieci anni? Come, invece,
sognereste che diventasse?
[RC+BB] Grazie alla legge israeliana chiamata
“Gardening Law”, la municipalità si è appropriata
temporaneamente di questo sito privato e
abbandonato per aprirlo a un uso pubblico. A
nostro avviso, questo meccanismo legale fornisce
all’intervento un livello di lettura aggiuntivo.
L’appropriazione pubblica avviene infatti per
almeno tre anni ma, conoscendo le aspettative per
il master plan di recupero della zona industriale,
con molta probabilità verrà costruito entro i
prossimi dieci anni. Basandosi già sull’identità
transitoria del terzo paesaggio e sull’impiego
di tecnologie semplici, questi crateri, una volta
rimpiazzati dai nuovi grattacieli, potrebbero
riapparire in altri terrains vagues.
Il progetto necessita di almeno un anno per
integrarsi nel paesaggio fisico e sociale. Le
piante selvatiche cresceranno sui pendii esterni e
ricopriranno i geotessili, rafforzando con le radici la
geometria dei crateri. Al tempo stesso gli interventi
formali (le panchine e i cerchi di alberi), imposti
dalle aspettative della municipalità, verranno
sfumati mentre nuovi sentieri spontanei saranno
aperti dal passaggio delle persone.
Per quanto giovane, “Observing Horizon” produce
già dei souvenir per gli abitanti: uno scenario per
le fotografie di matrimonio, un osservatorio per le
stelle, una memoria per i bambini e gli adolescenti. Vista aerea del progetto completato
Ci piace pensare che il nostro progetto sia un
luogo di appropriazioni libere e spontanee che non Siti internet
abbiamo pianificato. www.biennale-batyam.org
La Biennale non è solo una mostra ma una ricerca
in cui “Observing Horizon” prende tutto il suo senso Dove non diversamente indicato, immagini di
come spazio in transizione. Raffaella Crispino e Benoît Burquel

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Viste dell’intervento alla vigilia dell’inaugurazione

*Raffaella Crispino Rispoli, M. Sheleff e E. Viola, CCA Contemporary Art **Benoît Burquel
Raffaella Crispino (Napoli 1979) si è laureata in Arti Center, Tel Aviv (2009); “La Casa dei Sette Conti”, Benoît Burquel (Lima 1981) si è laureato
Visive presso lo IUAV di Venezia e in scenografia a cura di Jota Castro, One Piece Contemporary Art in Architettura presso l’Università di Liegi,
SCHEDA PROGETTO
presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha vinto Gallery, Roma (2007). conseguendo poi un master in Urbanistica presso
due borse di studio con la New York University www.raffaellacrispino.com l’Università di Leuven. Ha collaborato con diversi
Progetto
e con l’università UdK di Berlino. Lo scorso contact@raffaellacrispino.com studi di architettura a Berlino, Napoli e Venezia e
Observing Horizon
Gennaio è stata invitata alla residenza artistica partecipato a ricerche e progetti urbani a Sarajevo
del JCVA di Gerusalemme curata da N. Nelson e e con l’Urban Planning Institute di Saigon. Il suo
Progettisti
precedentemente ha partecipato alle residenza lavoro è stato riconosciuto in diversi concorsi
Raffaella Crispino e Benoît Burquel
artistica del CCA-Kitakyushu in Giappone e del internazionali. Recentemente ha partecipato alla
Casino Luxembourg. Tra le più recenti mostre residenza estiva di “Decolonizing Architecture,
Cronologia
personali ricordiamo: “No Politics, No War, Just organizzato a Betlemme da S. Hilal, A. Petti e E.
2010, Bat-Yam International Biennale of
Simple Stories”, unosolo_project room della Weizman, per un progetto sulle linee di divisione in
Landscape Urbanism
1/9unosunove, Milano (2010); “Senza Titolo (Inno Palestina presentato alla Triennale di Architettura di
Nazionale Italiano)”, a cura di Sottobosco, Chan Oslo 2010.
Arte, Genova (2009); “Transit 3”, a cura di A. benburquel@gmail.com

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L’inaugurazione del progetto “Observing Horizon” in occasione della Biennale del Paesaggio ospitata lo scorso settembre dalla città di Bat-Yam, sobborgo satellite di Tel-Aviv

La depressione dei crateri, oltre ad offrire esperienze fisiche e acustiche, crea con la sua rotondità, un senso di comunità e di gruppo, anche se si condivide questo spazio con estranei. Photo by Tamir Zadok

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God Save the Biodiversity
La lunga vita del Padiglione UK all’Expo Shanghai 2010
Heatherwick Studio*, Troika**

di Mirco Vacchi

We’ve highlighted the importance of biodiversity,


we’ve challenged perceptions of Chinese visitors
on the ideas about the UK and we’ve created a
legacy that will ensure that our engagement and
partnership with China will continue to grow.

Caroline Spelman MP, Segretario di Stato per il


Dipartimento dell’Ambiente,
Alimentazione e Affari Rurali del Regno Unito

È calato il sipario sull’Expo 2010 di Shanghai, la


più imponente della storia per dimensioni, costi e
numero di visitatori. 73 milioni di persone (il 97% di
nazionalità cinese) hanno affollato per sei mesi gli
oltre cinque chilometri quadrati di spazio espositivo,
partecipando ad oltre 20.000 eventi culturali
incentrati sul tema Better City, Better Life: una
riflessione a trecentosessanta gradi, dall’innovazione
tecnologica alle problematiche sociali, sui possibili
scenari futuri di sostenibilità e qualità della vita
all’interno dell’ambiente urbano.
Un’organizzazione impeccabile, avvantaggiata
dal sostegno di oltre un milione di volontari, e
una progettazione lungimirante che ha consentito
ai cittadini di Shanghai di ereditare dalla
manifestazione un nuovo spazio urbano “dentro la
città”, concepito per essere fruibile dai suoi abitanti
attraverso la realizzazione di una nuova moderna
rete di infrastrutture e servizi pubblici, sono alcuni
degli elementi chiave che hanno determinato il
successo dell’evento, allontanando fin dall’inizio ogni
eventuale rischio connesso alla costruzione di inutili Vista interna della Seed Cathedral. Salvaguardare la ricchezza della biodiversità per proteggere il nostro futuro. Photo: Charlie Xia

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cattedrali nel deserto, avulse dal contesto urbano di
appartenenza.

La vigilia della giornata conclusiva dell’Expo ha visto


l’assegnazione del Gold Pavilion Design Award per
le strutture espositive con superficie maggiore di
4000 metri quadrati al Padiglione del Regno Unito,
già vincitore del prestigioso RIBA Lubetkin Prize
2010, riconosciuto all’unanimità come “straordinario
simbolo della cultura britannica”.
Concepito come “spettacolare dimostrazione
dell’innovazione e della creatività nazionali, proprio
come fu il Crystal Palace in occasione della
prima vera Esposizione Universale di Londra del
1851”, il Padiglione è stato ideato da Heatherwick
Studio in collaborazione con Troika, curatore dei
percorsi espositivi, e con alcuni prestigiosi istituti
internazionali di ricerca scientifica, tra cui il Royal
Botanical Gardens di Kew e il Kunming Institute
of Botany. Partendo dall’obiettivo principale di
“svecchiare” la percezione del Regno Unito agli
occhi della popolazione cinese, il progetto ha
interpretato il tema generale dell’Expo proponendo
una riflessione sui possibili modelli futuri di sviluppo
urbano attraverso un messaggio tanto semplice
quanto efficace: la conoscenza del mondo naturale
come strumento di miglioramento della qualità di
vita all’interno delle città.
Il Regno Unito, con i suoi milioni di giardini, migliaia
di parchi pubblici, piazze verdi, giardini privati
e orti urbani, ha storicamente aperto la strada
all’integrazione tra natura e spazio pubblico,
contribuendo al miglioramento della vita “urbana”
attraverso la creazione di luoghi salutari in cui vivere
e lavorare. C’è, nella mente dei cittadini britannici,
Vista esterna della Seed Cathedral. Le 60680 bacchette di materiale acrilico trasparente catturano la luce solare convogliandola all’interno. Photo: Charlie Xia
una profonda considerazione per il mantenimento
di una connessione diretta con la natura. Giardini
urbani e suburbani costituiscono spesso i più ricchi e architettonico, scientifico e tecnologico, mostrando lunga serie di eventi, dal classico all’avanguardia, della nazione, spingendoli a riflettere su alcune
variegati habitat per la fauna dell’intera nazione. l’importanza del recupero di un legame diretto tra rappresentativi dell’apertura culturale della società importanti questioni: qual è il ruolo della natura
Attingendo dalla propria tradizione storica e città e natura e ponendo il tema della biodiversità britannica, mentre i percorsi espositivi allestiti dallo nel Ventunesimo secolo? È possibile utilizzare la
dall’innato amore per i parchi e i giardini, il Regno al centro della sua visione futura di miglioramento studio londinese Troika - tre splendide installazioni natura per risolvere le sfide sociali, economiche e
Unito si è presentato alla Cina e al mondo intero sostenibile della qualità urbana e umana. incentrate sui temi della città e della natura ambientali che caratterizzano lo stato attuale delle
attraverso un viaggio di celebrazione del “green- Durante i 184 giorni dell’Expo, l’ampio spazio di intrecciate lungo i livelli sovrapposti del paesaggio nostre città?
ness”, raccontando ai visitatori il passato e il accoglienza del Padiglione, pensato da Thomas artificiale costruito al di sotto della superficie Il Padiglione UK si è imposto all’attenzione di tutto il
presente della cultura britannica per arrivare a Heatherwick come palcoscenico comune destinato della piazza -, hanno accompagnato i visitatori in mondo soprattutto grazie all’accattivante immagine
dimostrare il suo attuale ruolo guida in ambito al relax dei turisti, ha presentato al pubblico una un viaggio attraverso passato, presente e futuro del misterioso oggetto “ciliato” posto al centro

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I percorsi espositivi curati dallo studio londinese Troika si intrecciano lungo i livelli sovrapposti del paesaggio artificiale costruito al di sotto della superficie della piazza. Photos: Charlie Xia

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Durante i sei mesi dell’Expo, la piazza del Padiglione ha presentato al pubblico una lunga serie di eventi, dal classico all’avanguardia, rappresentativi dell’apertura culturale della società britannica. Photos: Lucas Digital

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Vista di dettaglio dell’involucro esterno della Seed Cathedral. Photo: Charlie Xia Vista di dettaglio dell’involucro esterno della Seed Cathedral. Photo: Katarina Stuebe

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Lo spazio interno della Seed Cathedral, piattaforma dimostrativa del lavoro svolto dagli scienziati del Millennium Seedbank L’esplorazione della “Cattedrale dei Semi” ha mostrato ai visitatori le molteplici opportunità di cambiamento, crescita e sperimentazione
ai Royal Botanical Gardens di Kew. Photos: Charlie Xia racchiuse dai semi, sottolineando il ruolo guida del Regno Unito nel campo della conservazione del mondo naturale. Photo: Charlie Xia

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della grigia spianata. Un edificio imponente, alto messaggio che ha accompagnato il viaggio degli
quasi venti metri, alleggerito dalla forma mutevole oltre sette milioni di visitatori - l’importanza del
e “oscillante” generata da decine di migliaia di rapporto tra natura e città per il benessere della
sottili bacchette di materiale acrilico trasparente sua popolazione e l’importanza come supporto
capaci di captare la luce naturale e di convogliarla allo sviluppo futuro dell’umanità - continuerà a
all’interno del suggestivo spazio di contemplazione vivere grazie a un intenso programma di legacy
che ha rivelato, nella penombra, un altro importante projects (programmi educativi in collaborazione
messaggio-chiave proposto dal padiglione: con istituti scolastici locali, collaborazioni con
l’opportunità globale di investire sulla natura e istituti di ricerca, mostre itineranti, aste on line di
l’importanza della salvaguardia della biodiversità per beneficenza, ecc.) che consentiranno ai filamenti
proteggere il nostro futuro. del Dandelion di spargere i semi di nuovi progetti in
Ribattezzata affettuosamente dal popolo cinese Cina e nel Regno Unito, continuando a promuovere
Dandelion - dente di leone - la Seed Cathedral è l’importanza dell’educazione allo sviluppo sostenibile
stata infatti concepita come piattaforma dimostrativa e rafforzando il legame tra i due popoli.
del prezioso lavoro svolto dagli scienziati dei Royal
Botanical Gardens di Kew, custodi della banca
di semi di piante più importante del mondo, la Siti internet
Millennium Seedbank, che ha fornito, insieme al www.ukshanghaiexpo.com
Kunming Institute of Botany, le 60680 differenti www.heatherwick.com
specie di semi inglobate all’estremità interna di ogni www.troika.uk.com
singola asta.
L’esplorazione della “Cattedrale dei Semi” ha Video
mostrato ai visitatori le molteplici opportunità di www.youtube.com/watch?v=kq_GVcApKDQ
cambiamento, crescita e sperimentazione racchiuse
dai semi, sottolineando il ruolo guida del Regno Unito
nel campo della conservazione del mondo naturale
e focalizzando l’attenzione sull’enorme potenziale
di innovazione e scoperta derivante dalla ricchezza
della biodiversità: dalle nuove medicine ai materiali
alternativi, dalle nuove tecniche costruttive ai sistemi
di comunicazione, solo per citarne alcuni.

Nel pomeriggio della giornata conclusiva dell’Expo,


Caroline Spelman MP, Segretario di Stato per il
Dipartimento dell’Ambiente, Alimentazione e Affari
Rurali del Regno Unito, ha avviato il processo
di chiusura ufficiale del Padiglione attraverso la
rimozione della prima delle 60.680 aste della “Seed
Cathedral”. In linea con le regole imposte dal BIE,
l’Ufficio Internazionale delle Esposizioni, il primo
novembre è iniziata l’operazione di smantellamento
della struttura. La visione creativa del Padiglione,
materializzata dallo straordinario progetto di Thomas
Heatherwick, continuerà a vivere nella fantasia di
tutti coloro che hanno potuto vederlo, di persona
o attraverso i media, anche solo per una volta. Il Viste di dettaglio delle 60680 differenti specie di semi inglobate all’estremità interna di ogni asta. Photos: Katarina Stuebe

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La rimozione della prima delle 60.680 aste della “Seed Particolare della connessione tra le bacchette in acrilico Vista di dettaglio dei sottili filamenti del Dandelion. Photo: Enrica Tugnoli
Cathedral” durante la giornata conclusiva dell’Expo trasparente e il nucleo strutturale della “Seed Cathedral”.
Photo: Enrica Tugnoli

*Heatherwick Studio | Thomas Heatherwick promettenti nel panorama del design britannico,
È uno dei maggiori talenti creativi del Regno Unito. Troika è uno studio multidisciplinare di arte e design
Fin dalla sua fondazione nel 1994, Heaterwick e i suoi con sede a Londra. Con una formazione basata sulla
colleghi hanno rifiutato ogni classificazione all’interno grafica, la comunicazione, l’arte, il design industriale
dei confini tradizionali del settore, estendendo il e l’ingegneria, l’approccio di Troika è focalizzato sulla
proprio lavoro attraverso arte, architettura, design connessione tra le discipline artistiche e del design.
industriale ed altro. Ad oggi, un team di architetti, Fin dalla sua nascita, nel 2003, il lavoro di Troika è
designer ed operatori di grande talento opera come stato esposto al Victoria & Albert Museum London, il
studio e laboratorio a King’s Cross, Londra –  un Science Museum London, la Tate Britain, in occasione
ambiente unico in cui la gestione e attuazione dei del British Council touring show in Cina, a Guangzhou,
progetti si svolgono in parallelo con la sperimentazione Shanghai e Pechino, e nel 2008 al MoMA di New York.
di idee, materiali e processi produttivi. Tra i progetti Il lavoro di Troika è presente all’interno delle collezioni
realizzati si annoverano l’East Beach café, vincitore permanenti di British Council, Victoria and Albert
del RIBA National Award, il flagship store La Maison Museum e Museum Of Modern Art New York. Ad
Unique di Longchamp, New York e il Rolling Bridge di oggi, Troika è autore di due libri: “Digital by Design”,
Londra, acclamato a livello internazionale. Thames and Hudson, 2008; “Moscow Style”, Booth-
Clibborn Editions, 2005. Nel 2009 Troika ha vinto
** Troika il D&AD Yellow Pencil per la sua scultura digitale
“Cloud”, al Terminal 5 di London Heathrow.
Eletto da The Guardian come uno dei 50 nomi più Particolare dell’illuminazione notturna dei filamenti del Dandelion. Photo: Charlie Xia

33
Viste notturne della Seed Cathedral. L’illuminazione posta all’estremità interna di ogni asta consente fa brillare l’involucro del Dandelion. Photos: Charlie Xia

34
La forma segue l’energia
Solar FabLab House
IAAC - Center for Bits and Atoms del MIT - Fab Lab Network

di Federica Maietti

La forma della casa risponde al suo potenziale


di produzione di energia.
Mentre nel XX secolo la forma seguiva la funzione,
nel XXI secolo la forma seguirà l’energia.
Gli edifici devono essere come gli alberi,
che sono autosufficienti,
e devono seguire i principi naturali.

Abbiamo prodotto la nostra casa solare


in conformità con i principi medievali:
il progettista e il costruttore sono la stessa persona.

Vicente Guallart, direttore IAAC

Lo IAAC - Institute For Advanced Architecture


Catalonia, il Center for Bits and Atoms del MIT e
Fab Lab Network hanno messo a punto una nuova
generazione di abitazioni prefabbricate, realizzabili
in ogni parte del mondo, a costi ridotti e secondo i
principi del risparmio energetico. Il design è concepito
per creare una struttura flessibile in grado di adattarsi
al clima del luogo in cui è essa è costruita. Partendo
dal tipico modello di abitazione basato sulla “scatola
di montaggio”, il prototipo proposto è quello di una
casa intelligente in cui lo sviluppo della ricerca tra
processo e materiali apre le possibilità del digital
design parametrico al montaggio tradizionale di
componenti industriali standardizzati via computer.

La FabLab House è un edificio autosufficiente che


segna un nuovo paradigma di efficienza energetica
attraverso la sua innovativa capacità di produrre La Solar FabLab House è il primo prototipo di una nuova generazione di abitazioni prefabbricate, realizzabili in ogni parte del mondo, a costi ridotti e a basso consumo energetico

35
L’abitazione è elevata da terra sfruttando tre appoggi, al fine di creare uno spazio sottostante per consentire alcune attività all’aperto

36
Il modello digitale della Solar FabLab House

Spaccato assonometrico dell’abitazione, elaborato in occasione del Solar Decathlon Europe di Madrid, prima
esposizione pubblica della Solar FabLab House “La forma segue l’energia”: diagramma climatico dell’abitazione

37
energia, cibo e utensili. La casa produce tre volte
l’energia che consuma e, grazie alla sua struttura
sopraelevata, dispone di uno spazio sottostante che
può essere utilizzato come patio, cucina o orto per
produrre cibo.
La casa è stata progettata da architetti provenienti da
oltre venti paesi e sviluppata dallo IAAC, dal Center
for Bits and Atoms del Massachusetts Institute of
Technology (MIT) e dalla rete mondiale dei Fab Labs,
insieme con un importante gruppo di aziende private.
Piuttosto che costruito, il progetto è stato fabbricato,
poiché sono stati utilizzati strumenti di produzione
digitali (noti come stampanti 3D) nel processo di
costruzione.
Lo IAAC dispone di un laboratorio modelli di
architettura e design (FabLab) che appartiene alla rete
globale di laboratori messi a punto dal Center for Bits
and Atoms del MIT. Il laboratorio è configurato come
un centro di produzione, studio e formazione che
utilizza macchinari digitali di ultima generazione per
creare prototipi e modelli in scala architettonica e di
industrial design o per altre attività che necessitano
di una connessione tra il computer e il processo di
produzione materiale attraverso le istruzioni digitali.
Queste tecnologie consentono inoltre la produzione
di modelli fisici utilizzando il design parametrico
e la prototipazione di diversi elementi senza costi
aggiuntivi, incoraggiando e potenziando le personali
possibilità di fabbricazione per ciascun utente.
L’obiettivo è la fabbricazione digitale in architettura,
perseguito attraverso workshop e progetti che stanno
aprendo la “autocostruzione” alla società.
Ciascuno dei FabLab, distribuiti in tutto il mondo, è
specializzato nella progettazione e produzione di una
serie di componenti (“dal bit al territorio”). Quindi
il processo di progettazione può essere esportato,
distribuito e le conoscenze possono essere condivise
tra diversi luoghi e settori tecnologici. Grazie al
protocollo comune tra questa rete di laboratori che
“parlano lo stesso linguaggio”, utilizzano gli stessi
software e dispongono degli stessi macchinari di
base, il “locale” e il “globale” lavorano insieme per
formare un vero e proprio network.
Questo modello è in grado di condurre a portata
di individuo la produzione personalizzata. L’output
Viste esterne della Solar FabLab House, esposta in occasione del Solar Decathlon Europe di Madrid raggiunge l’utente riducendo i passaggi intermedi

38
La geometria della Solar House segue una sezione paraboloide per raggiungere l’orientamento estivo ottimale Tutti i componenti strutturali sono ottenuti a partire dal taglio di pannelli di compensato della misura di 1220 x 1440 mm

39
Viste interne della Solar FabLab House. L’abitazione ha una forma arrotondata che permette di ottenere il massimo volume interno con il minimo di superficie esterna

40
Vista interna. Zona giorno Vista interna. Zona notte

41
come il trasporto delle materie prime, risparmiando raddoppiando di fatto la zona giorno.
quindi energie e adattando l’oggetto alle esigenze La “Solar House” può comodamente ospitare una
reali. L’adattamento individuale è la chiave della famiglia di quattro persone in uno spazio di 75 mq ed
sostenibilità e l’uso di materiali e tecniche standard è possibile costruirla in un tempo inferiore ai quindici
rende questo processo più affine al lavoro di giorni di lavoro. Lo IAAC ha sviluppato il progetto
artigianato. dal punto di vista dell’efficienza dei materiali, della
flessibilità alle esigenze individuali e della riduzione
La Solar House è una nuova generazione di dei costi, proponendo una casa personalizzabile e
abitazioni prodotte dai FabLab, il cui scopo non è molto conveniente, in quanto vengono ridotti anche i
l’industrializzazione ma quello di consentire a ogni costi di produzione complessivi.
persona di realizzare questa abitazione in ogni parte
del mondo nell’ambito della piattaforma dei FabLab o La FabLab House è stata esposta per la prima volta al
da altri laboratori. Solar Decathlon Europe, un concorso internazionale
Partendo dal tipico modello costruttivo basato per le università di tutto il mondo orientato verso la
sulla “scatola di montaggio”, la metodologia di ricerca e lo sviluppo di abitazioni industrializzate e
realizzazione della casa è basata su una struttura sostenibili, con particolare attenzione all’efficienza e
fabbricata a partire da materiali comuni e ottenibili autosufficienza energetica. In occasione della prima
globalmente (pannelli in compensato, ecc.) e Solar Decathlon Europe Competition, che ha avuto
sull’utilizzo di macchinari disponibili localmente. luogo a Madrid nel giugno 2010, sono state montate
La scelta del legno e non dell’acciaio come material ed esposte 17 case progettate e realizzate dalle
strutturale di base deriva da due linee di pensiero: la diverse università partecipanti provenienti da tutto
prima è che una “casa solare” deve essere ottenuta il mondo. La FabLab House è stata visitata da oltre
da un materiale “solare” e la seconda che dal legno 20.000 persone durante il Decathlon e ha ricevuto il
è possibile ricavare elementi strutturali e componenti premio People’s Choice.
piccoli, leggeri e maneggevoli. Questa è la prima casa creata digitalmente e che può
Tutti i componenti strutturali sono ottenuti a partire essere costruita in ogni parte del mondo attraverso la
dal taglio di pannelli di compensato della misura rete di laboratori FabLab, che si trovano in America, in
di 1220 x 1440 mm. Questi componenti vengono Sud Africa, in India, nei Paesi Bassi, in Norvegia e in
poi assemblati e trasportati in sezioni trasversali in Spagna.
situ. Una volta collocate nel luogo di costruzione, La casa è attualmente sul mercato, e il suo prezzo
le singole sezioni vengono sollevate e fissate. La parte da 45.000 € per il modello più piccolo.
geometria della “Solar House” segue una sezione
paraboloide standard, posizionata in loco in relazione
al sole (considerando l’esposizione nell’arco della Foto © Adrià Goula 2010
giornata e dell’intero anno); la struttura è deformata
in misura appropriata per raggiungere l’orientamento Siti internet
estivo ottimale (restringimento a ovest, ampliamento www.fablabhouse.com
verso est e appiattimento verso lo zenit di 70 gradi). www.iaac.net
La libertà che si ottiene dal prototipo paraboloide http://cba.mit.edu/
permette di adattare rapidamente il modello alle
sollecitazioni strategiche che si vogliono imporre.
L’abitazione non solo ha una forma arrotondata che
permette di ottenere il massimo volume interno con
il minimo di superficie esterna, ma è elevata da terra Una versione più approfondita del progetto è
su tre appoggi, al fine di creare uno spazio al di sotto pubblicata su “Paesaggio Urbano”, 5/2010,
L’abitazione può comodamente ospitare una famiglia di quattro persone in uno spazio di 75 mq ed è possibile costruirla in
un tempo inferiore ai quindici giorni di lavoro della casa per consentire alcune attività all’aperto, Maggioli Editore.

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Un nastro verde contenitore
di movimento
Gymnasium – Centro Sportivo Polifunzionale a Ladispoli, Roma
na3 – studio di architettura | Nicola Auciello Architetto*

a cura di Mirco Vacchi

Mens sana in corpore sano

Giovenale, Satire, X, 356

Il nuovo Centro Sportivo Polifunzionale Gymnasium,


recentemente progettato da na3 - studio di architettura,
sorge all’interno di un contesto urbano a destinazione
prevalentemente residenziale del quartiere Cerreto a
Ladispoli, Roma, con edifici ed attrezzature per il culto,
il tempo libero e lo sport.
Il progetto si pone l’obiettivo di riqualificare e valorizzare
una porzione di spazio pubblico attualmente in disuso,
migliorando le condizioni generali di benessere
ambientale e restituendo alla collettività un importante
frammento urbano catalizzatore di attività sociali.
La particolare articolazione del suolo, caratterizzata dal
susseguirsi di variazioni altimetriche minime e irregolari,
è all’origine della scelta progettuale di suddividere
nettamente l’area attraverso un forte segno obliquo che
consentirà di migliorare le condizioni di accessibilità al
sito dalla rete stradale circostante.
Il nuovo asse diagonale, tracciato a partire dalla via
Settevene Palo, definisce due zone distinte: un’area
destinata a verde pubblico, caratterizzata dalla presenza
dei resti archeologici interrati di un’antica villa romana e
un’area a vocazione “sportiva” in cui si ergerà il nuovo
edificio.
Il progetto, redatto con l’intento principale di dare un
nuovo spazio per lo sport atletico alla città di Ladispoli,
è stato sviluppato secondo i criteri previsti dalla
normativa vigente, con particolare riferimento alle
Il progetto è stato redatto con l’intento principale di dare un nuovo spazio per lo sport atletico alla città di Ladispoli, Roma

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normative C.O.N.I. per l’impiantistica sportiva, al D.M. La struttura dell’edificio, ad un solo piano fuori terra
del 18 marzo 1996 e al D.L. n. 526 del 2 aprile 1968 e con superficie coperta pari a circa 2000 mq, sarà
e s.m.i., oltre alla normativa sul superamento delle costituita in parte da elementi di cemento armato
barriere architettoniche. prefabbricato (zona fitness) e in parte da pilastri e travi
L’impianto generale è basato su un sistema di reticolari in acciaio (zona palestra) con copertura in
distribuzione degli spazi semplice e funzionale, capace lamiera grecata coibentata, una tecnologia costruttiva
di assecondare le mutevoli esigenze organizzative, particolarmente vantaggiosa in termini di manutenzione,
di sicurezza e benessere e massima flessibilità che durata e comfort acustico, termico e igrometrico.
caratterizzano lo svolgimento delle discipline agonistiche. Particolare attenzione sarà prestata all’utilizzo di
Pur rispettando alcuni vincoli preordinati, (quali gli fonti di energia rinnovabili, prevedendo tra l’altro
ingressi al circolo, i cavedi impiantistici, i limiti d’altezza una superficie di 720 mq di pannelli fotovoltaici sulla
utile interna, ecc.), gli ambienti interni risultano copertura della zona fitness che renderà la struttura
disimpegnati in maniera ottimale da un ampio percorso “autosostenibile”.
che conduce agevolmente a tutti i servizi indispensabili La scelta dei materiali di finitura è stata effettuata
per le attività sportive, oltre che sociali e ricreative, con l’intento di mitigare l’impatto della struttura
considerando l’obiettivo, non secondario, di ospitare in sul contesto urbano di insediamento. Trattandosi
un ambiente appropriato e confortevole anche fruitori di un’opera pubblica, ogni decisione è stata inoltre
temporanei. accuratamente valutata in termini di rapporto tra
Il nuovo Complesso Sportivo ospiterà 1948 mq lordi costi-benefici.
di spazi sportivi indoor, suddivisibili in due grandi I solai di calpestio poggeranno su vespai con
macrozone, Palestra e Zona Fitness, oltre a Campi da sovrastante getto in cls, impermeabilizzazione e
gioco all’aperto, disposti su una superficie di 2105 massetto in cemento resinato per la pavimentazione.
mq. In una seconda fase è prevista la realizzazione di All’interno verranno utilizzati materiali naturali, porosi, Vista aerea dell’area di intervento. L’edificio sorgerà all’interno di un contesto urbano a destinazione prevalentemente residenziale
un’area Spa/Ristorante/Foresteria di circa 400 mq. elettrostaticamente neutri, privi di emanazioni tossiche del quartiere Cerreto a Ladispoli, Roma, con edifici ed attrezzature per il culto, il tempo libero e lo sport
L’ingresso principale al Centro è posizionato sull’angolo o radioattive e tali da garantire la traspirazione, la
tra viale Mediterraneo e viale dei Narcisi. Altri ingressi diffusione del vapore senza costituire barriera e la
secondari daranno accesso ai locali deposito-magazzino fonoassorbenza. Gli intonaci saranno composti da
e per il pronto soccorso-visite mediche e uffici. calce eminentemente idraulica naturale, in quanto
Dalla grande Hall di ingresso si dirama un ampio ottimo coibente termico e regolatore idrometrico. Allo
percorso che conduce direttamente agli spazi sportivi, scopo di instaurare un armonioso dialogo cromatico
il fulcro compositivo dell’intera struttura, caratterizzati con il parco adiacente, le superfici esterne dei pannelli
da grandi vetrate aperte sul paesaggio circostante che in lamiera grecata coibentata che ricopriranno la zona
consentiranno lo svolgimento delle attività ginniche della palestra saranno di colore verde.
in stretto contatto – fisico e visivo – con l’ambiente
naturale del paesaggio circostante. L’unitarietà del disegno compositivo, scandito da
Un Bar di medie dimensioni, idoneo ai periodi di grande geometrie decise e regolari, il continuo scambio
frequentazione legati agli eventi sportivi ma con visivo tra interno ed esterno, generato dalle grandi
accesso diretto anche dall’esterno, conferirà maggiore aperture vetrate presenti in ogni ambiente, l’utilizzo
vitalità all’interno complesso, intensificando le occasioni di materiali di finitura tipici dell’architettura del
di socialità durante tutto l’arco. Movimento Moderno come cemento e vetro,
configurano il nuovo edificio come un nastro verde
Le strategie progettuali adottate per la realizzazione contenitore di movimento, in perfetta simbiosi con la
del nuovo Gymnasium sono state determinate prima di natura (urbana) del paesaggio circostante.
tutto dalla volontà di creare un’architettura “al passo
con i tempi”, sia in termini di sostenibilità che di utilizzo Sito internet
Masterplan dell’area di intervento. La scelta progettuale di suddividere l’area attraverso un forte segno obliquo consentirà
di tecnologie costruttive evolute. www.na3.it di migliorare le condizioni di accessibilità al sito dalla rete stradale circostante

44
*Nicola Auciello (Avellino, 1970) fonda nel 2003
na3-studio di architettura a Roma. I suoi lavori
spaziano dall’architettura pubblica a quella residenziale
SCHEDA PROGETTO
e degli interni, dal design industriale ed exhibit design
alla grafica. Ha partecipato a numerosi concorsi
Progetto
internazionali di architettura ottenendo premi e
Centro Sportivo Polifunzionale Gymnasium
segnalazioni: citiamo la riqualificazione del porto
turistico di Formia, la progettazione del Lungomare
Committente
di Fregene (2006), i nuovi uffici amministrativi
Comune di Ladispoli (Roma)
del comune di Monteriggioni (Si) e il Promosedia
International Competition (2002). Molteplici sue
Progettista
realizzazioni sono pubblicate su libri e magazines
na3 – studio di architettura | Nicola Auciello
nazionali ed internazionali. A Roma, nel 2001, ha
Architetto
partecipato al progetto della ristrutturazione e il
www.na3.it
riallestimento del Museo della Civiltà Romana su
incarico della Fiat Engineering (oggi Maire Engineering)
Collaboratori/Grafica – Rendering
con Marta Laudani, Marco Romanelli e Massimo Noceto.
Guido Lombardo, Daniela Tramontozzi, Flavio
Recentissima la progettazione del Centro Caritas in
Rispoli
Ladispoli e la sede di alcune agenzie Unicredit Banca
del Gruppo Capitalia. Oggi lo studio è occupato nella
Dati tecnici
progettazione di un Centro Sportivo Polifunzionale
Superficie coperta: 2000 mq
dedicato alla ginnastica artistica in Ladispoli (Rm) per
Superficie palestra e zona fitness: 1948 mq lordi
l’architettura pubblica; per l’architettura privata invece
Superficie campi gioco: 2105 mq
è in fase di progettazione definitiva un loft in Capalbio
Altezza (area palestra): 7.65 ml - 11.60 ml
situato in un borgo storico risalente all’anno 1000
Lunghezza: 77.30 ml
d.c. Nel 2009 due dei suoi progetti di opere pubbliche
Larghezza: 25.20 ml
vengono esposti alla XII Triennale di Architettura a
Sofia (Bulgaria). Lo studio è inoltre selezionato, nel
Cronologia
corso dello stesso anno, a mostrare il proprio lavoro
Progetto preliminare: 2010
presso il Padiglione Finlandese a Siviglia (Spagna).
Nel 2010 viene segnalato al Premio Regionale InArch
di Architettura Contemporanea RomArchitettura4
nella categoria “intervento realizzato, progettato
da un giovane progettista”. Nel settore del design
lavora con progetti per Modo, MttFactory, Laboratorio
La.Ca., Pallucco Italia, Staf, Punto Pelle; numerose
sono le lectures e mostre in Italia e in Europa:
Contemporanea_Roma, Salone del Mobile_Milano,
MiArt_Milano, Casa dell’Architettura_Roma, BuildUp_
Milano, Palazzo Valmarana-Braga_Vicenza, Complesso
del Vittoriano_Roma, Triennale di Architettura_Sofia,
Padiglione Finlandese_Siviglia, Visions Beyond
Media_Firenze, Festival dell’Architettura_Terni. Affianca
all’attività progettuale la ricerca storico-critica con la
pubblicazione di saggi di architettura e design prima su
Vista dell’area verde inutilizzata che ospiterà il nuovo
carta stampata oggi su Domus web. Centro Sportivo Gymnasium Viste del plastico di studio

45
Prospetti est e ovest

Prospetto nord

Prospetto sud

Sezione longitudinale

Distribuzione degli spazi interni Sezioni trasversali

46
Analisi bioclimatica dell’edificio Vista d’insieme. L’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, tra cui una superficie di 720 mq di pannelli fotovoltaici sulla
copertura della zona fitness, renderà la struttura “autosostenibile”

La zona della palestra sarà ricoperta di pannelli in lamiera grecata coibentata di colore verde, per armonizzarsi con il paesaggio circostante

47
Il progetto si pone l’obiettivo di riqualificare e valorizzare una porzione di spazio pubblico attualmente in disuso, migliorando le condizioni generali di benessere ambientale e restituendo alla collettività un importante frammento urbano catalizzatore di attività sociali.

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Un atlante della biodiversità
Il nuovo Orto Botanico di Padova
Studio VS.associati*

a cura di Federica Maietti


Nell’anno internazionale della biodiversità si apre
il cantiere del nuovo Orto Botanico di Padova. È
l’Università di Padova a gestire l’evoluzione dell’orto
più antico del mondo, attraverso un ampliamento
dei suoi confini storici, per dotarsi di un’avveniristica
struttura dove saranno ricreati gli ambienti naturali della
superficie terrestre.
Elaborato dall’architetto Giorgio Strappazzon dello
studio VS.associati, il progetto si inserisce nel
contesto già esistente e ne rappresenta una naturale
continuazione, che nell’arco di due anni porterà alla
creazione di un atlante di tutta la biodiversità del
pianeta.
Innovazione nella continuità: è questo il filo conduttore
delle scelte progettuali. Il nuovo orto infatti, assieme
a una serie di interventi di restauro già iniziati, ha
il compito di integrare l’aspetto storico-culturale
dell’antica istituzione a quello sperimentale-espositivo
del nuovo edificio, conferendo a questo luogo una
fisionomia peculiare e unica al mondo.
Tre i temi centrali, partendo dalla relazione tra pianta
e ambiente, il progetto attraversa il rapporto tra pianta
e uomo per arrivare al futuro della botanica, ovvero la
pianta nello spazio.
Fondato nel 1545 dalla Repubblica di Venezia per
la coltivazione e lo studio delle piante medicinali, Veduta del nuovo giardino dell’Orto Botanico di Padova
l’istituzione patavina è “all’origine di tutti gli altri orti
botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, espositive e un nuovo sistema di percorsi dentro il attraverso le zone bioclimatiche, fino a giungere alla
degli scambi scientifici e della comprensione delle Da questo patrimonio parte il progetto del nuovo orto tema della biodiversità. Seguendo un tracciato ideale piccola superficie dedicata al clima sub-artico, in cui la
relazioni tra natura e cultura”, motivazione che nel per realizzare cinque serre in una galleria di vetro lungo un meridiano terrestre in direzione nord-sud, biodiversità raggiunge livelli minimi.
1997 lo ha reso Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La e acciaio - 110 metri di lunghezza per 18 di altezza il visitatore si troverà ad attraversare gli ecosistemi Il percorso si conclude con le nuove frontiere della
sua antica struttura, un quadrato inscritto in un cerchio, e 30 di profondità - che riproducono le cinque zone del nostro pianeta che si susseguono dalle regioni scienza botanica: la pianta nello spazio. Un ambiente
rimanda all’ideale di un hortus conclusus, giardino climatiche (biomi) del globo. Grandi vasche per le piante tropicali a quelle subartiche. L’estensione di ogni zona che si propone di illustrare come sia possibile
segreto e fantastico, destinato ad accogliere chi è alla acquatiche, un modernissimo visitor center, realizzato climatica e quindi di ogni serra corrispondente racconta esportare la vita oltre la superficie terrestre, ricreando
ricerca del rapporto tra l’individuo e l’universo. nella parte storica dell’orto, con spazi funzionali, sezioni come cambiano i livelli di temperatura, luce e acqua le condizioni per l’innesto della fotosintesi. I visitatori

49
Planimetria dell’area dell’Orto Botanico (scala originale Planimetria di dettaglio del progetto dell’Orto Botanico (scala originale 1:400)
1:2000)

potranno immergersi in un ambiente dove sono di Padova, guarda al passato per scommettere sul L’intervento propone una fusione armonica tra natura condizionamento, irrigazione sono tutte questioni
riprodotte le diverse situazioni che gli enti aerospaziali futuro della botanica. La completa riqualificazione della e spazio architettonico. Il percorso attraverso la risolte scegliendo materiali e soluzioni impiantistiche e
internazionali stanno studiando, una navicella, una cinta muraria e il restauro delle serre ottocentesche biodiversità terrestre si snoda senza soluzione di costruttive altamente innovativi.
colonia lunare e una marziana, e verificare le condizioni si accompagnano all’ampliamento appena partito continuità tra spazi aperti e chiusi, sempre filtrati Il tetto è ricoperto in ETFE, una sorta di nylon leggero
di vita extraterrestre. nell’area adiacente il nucleo storico, 15.000 mq da elementi trasparenti come il vetro e l’acqua, e trasparente che lascia penetrare i raggi solari,
“Dal punto di vista compositivo, nella suddivisione acquistati inizialmente con funzione di protezione della garantendo una totale immersione nella flora del composto inoltre da cuscinetti pieni d’aria che fungono
degli spazi abbiamo recuperato la memoria del parte antica. A fare da ponte tra passato e presente pianeta attraverso gli spazi espositivi e i percorsi da isolante termico. Infine è stato progettato un sistema
luogo, dimensioni e proporzioni del nuovo intervento l’ultracentenaria Palma di San Pietro, conosciuta come didattici collegati. che attraverso un pozzo estrae acqua calda di origine
architettonico richiamano la struttura storica e il reticolo Palma di Goethe, a cui il poeta tedesco si ispirò nella I progettisti hanno interpretato con grande coerenza termale a 300 metri di profondità. Tutto questo permette
agrario urbano di impronta rinascimentale”, afferma sua Teoria sulla metamorfosi delle piante. Oggi protetta il tema della relazione tra natura e architettura, di abbassare notevolmente i costi di gestione degli
Strappazzon. Il suo progetto infatti, vincitore nel 2005 da una serra ottagonale, sarà interamente rinnovata. orientando le scelte con decisione verso la sostenibilità. impianti.
del concorso internazionale bandito dall’Università Impianti di climatizzazione, areazione, ventilazione, I lavori di costruzione, appena partiti, sono stati

50
*VS.associati
Lo studio VS.associati nasce nel 1992 in seguito alla
lunga collaborazione professionale degli Architetti
Fabrizio Volpato e Giorgio Strappazzon.
Le specifiche competenze hanno portato ad una
marcata specializzazione nella ristrutturazione di
fabbricati esistenti e in particolare nel restauro
di edifici vincolati nei centri storici, con una forte
propensione all’innovazione tecnologica ed alla
sostenibilità.
Lo studio, che dal 2000 lavora in Sistema di qualità
secondo Normativa UNI EN ISO 9001 e nel 2008 ha
ottenuto la Certificazione ETICA secondo SA 8000,
ha maturato esperienze significative nell’ambito
della bioarchitettura, sia nella realizzazione di edifici
pubblici che privati.
info@vsassociati.it

Topografia aerea con indicazione delle aree tematiche che costituiscono il progetto dell’Orto Botanico

aggiudicati alla trevigiana Carron srl, che in poco meno tra nuove e antiche serre, dalla capacità della
di due anni dovrà consegnare la nuova opera alla città. realizzazione architettonica di integrarsi pienamente
con il luogo, offrendo anche una visione inedita sulle
Questo “giardino delle zone climatiche”, il cui bando cupole della Basilica benedettina di Santa Giustina.
ha anticipato i temi dell’Expo di Milano - sviluppo La presenza dell’Orto nel circuito turistico patavino,
sostenibile e biodiversità - si integra pienamente già forte di 80.000 visitatori l’anno, sarà certamente
anche con le traiettorie che uniscono alcuni punti qualificata dalle nuove serre. Il dato europeo riporta che
di riferimento della città, valorizzando la posizione negli oltre 450 Orti Botanici nel territorio dell’Unione
strategica dell’Orto, situato a pochi passi da Prato della transitano più di 50 milioni di visitatori l’anno.
Valle e dalla Basilica del Santo. Nel passaggio tra l’area
storica e la nuova ala i visitatori sono coinvolti da un Siti internet
forte impatto scenografico proposto dall’accostamento www.ortobotanico.unipd.it
Vista tridimensionale

51
Viste laterali delle nuove serre

52
“La pianta nello spazio”: vista dell’allestimento Celss su astronave Vista esterna del nuovo “visitor centre”

SCHEDA PROGETTO

Progetto Progetto strutturale


Nuovo Orto Botanico di Padova Simoncello Associati - Mestre (Venezia)
Committente Collaboratore
Università degli Studi di Padova arch. Andrea Spoldi - Marostica (Vicenza)
Capogruppo Consulenti
arch. Giorgio Strappazzon Ingeo srl - Ingegneria e Geologia – Napoli
Prof.ssa Maria Speranza - Botanica - Facoltà di
Coordinamento
Agraria dell’Università di Bologna
arch. Fabrizio Volpato
Prof.ssa Paola Rossi Pisa - Agronoma - Facoltà di
Progetto architettonico Agraria dell’Università di Bologna
VS.associati srl - Marostica (Vicenza) Maria Malvina Borgherini – Storica - Istituto
Stanton Williams Ltd - Londra Universitario d’Architettura di Venezia
Progetto impiantistico Stefano Tuzzato - Archeologo - Marostica (Vicenza)
SINT Ingegneria srl - Bassano del Grappa (Vicenza)
Vista del nuovo giardino

53
Testimonianze di natura umana
Horizon Field, installazione paesaggistica nelle Alte Alpi del Vorarlberg, Austria
Antony Gormley*, Kunsthaus Bregenz**

a cura di Mirco Vacchi

La sfida più grande che il genere umano sta


affrontando consiste nello scegliere se partecipare
o meno all’evoluzione della vita su questo pianeta.
La vita ha impiegato circa 3.7milioni di anni per
evolversi dai primi stromatoliti all’attuale forma
di vita consapevolmente evoluta. Abbiamo a
disposizione altri 6 miliardi di anni di vita del
grande generatore, il sole, e dobbiamo decidere se
continuare o meno a lavorare con la natura

Antony Gormley

La Kunsthaus di Bregenz e l’artista britannico Antony


Gormley hanno dato vita al più vasto intervento
paesaggistico mai realizzato in Austria. Progetto
unico nel suo genere, il primo ad essere ospitato
nello straordinario contesto montano del Vorarlberg,
Horizon Field consiste in 100 raffigurazioni scultoree
del corpo umano a grandezza naturale, disseminate
all’interno di un’area di 150 chilometri quadrati che
comprende le comunità di Mellau, Schoppernau,
Schröcken, Warth, Mittelberg, Lech, Klösterle e
Dalaas.
L’installazione, inaugurata durante il mese di agosto
2010, sarà visitabile fino ad aprile 2012.
Le singole sculture, realizzate in ferro, sono installate
ad intervalli variabili da sessanta metri a diversi
chilometri a seconda della topografia del territorio,
posizionate in modo da avere lo sguardo rivolto in
tutte le direzioni, senza mai fronteggiarsi. Alcune
figure sono state erette in luoghi in cui è possibile
fare escursioni o sciare durante l’inverno, altre
sono irraggiungibili ma ben visibili da certi punti di Antony Gormley, Horizon Field. Location: Lech/ Kriegerhorn | Date of Photograph: 13.07.2009. © Kunsthaus Bregenz, Antony Gormley. Photo: Markus Tretter

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Antony Gormley, Horizon Field. Location: Lech, Rüfikopf nearby Schafalpe Nr. 70 | Date of Photograph: 30.06.2010. © Kunsthaus Bregenz, Antony Gormley. Photo: Markus Tretter

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Antony Gormley, Horizon Field. Location: Warth, Schröcken, Saloberkopf | Date of Photograph: 30.06.2010. © Kunsthaus Antony Gormley, Horizon Field. Location: Lech, Rüfikopf nearby Schafalpe Nr. 65 | Date of Photograph: 30.06.2010. ©
Bregenz, Antony Gormley. Photo: Markus Tretter Kunsthaus Bregenz, Antony Gormley. Photo: Markus Tretter

vista strategici. Le opere non sono né raffigurative sculture sono state esposte agli elementi naturali, proposta possa essere importante, non solo a livello aperto e costruttivo, sviluppato nell’ambito di una
(statue) né simboliche, ma rappresentano il luogo in a diverse condizioni di luce e a cambiamenti di regionale o nazionale, ma per tutti gli essere sensibili complessa rete di gruppi di interesse.
cui l’essere umano risiedeva un tempo e in cui ogni stagione che hanno attivato a loro volta nuove che sono in viaggio su questo pianeta”. “Il punto centrale di questo lavoro è la creazione di
essere umano potrebbe ritrovarsi. percezioni ed impressioni. Nel 2007, dopo lo sviluppo dell’idea progettuale e una connessine tra ciò che è tangibile, percepibile
Come spiega Anotny Gormley: “Horizon Field si “Mostrando questi segni irremovibili nello spazio e l’iniziale selezione da parte dell’artista dei siti in ed immaginabile – conclude Gormley –. Si tratta di
chiede: Fino a dove il “progetto umano” riuscirà nel tempo, “radicati nella terra” ma “testimoni della cui effettuare le installazioni, la Kunsthaus Bregenz un campo di relazioni tra mente e corpo, all’interno
ad assecondare l’evoluzione della vita in questo terra”, – prosegue l’artista – l’installazione inserisce (nella figura del suo Direttore Eckhard Schneider) del quale alcuni corpi sono “surrogati” ed altri sono
pianeta? Le opere generano un campo in cui lo 100 opere d’arte prodotte industrialmente all’interno ha iniziato una campagna di informazione tra i reali”. […] Nelle culture passate ci si è sempre
spettatore è coinvolto mentalmente e fisicamente di un mondo “elementare”, lontano dalle influenze vari gruppi che avrebbero potuto essere coinvolti identificati come esseri separati dalla natura. Questo
in un processo di misurazione dello spazio e della contestualizzanti dell’ambiente museale. L’opera (comunità, associazioni turistiche, autorità ed progetto ed ogni cosa che ha a che fare con esso,
distanza che passa attraverso lo stesso campo di si pone alcune semplici domande: chi siamo, cosa organizzazioni per la protezione ambientale si chiede se possiamo trovare la nostra natura
corpi metallici immobili e del quale faranno parte, siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando? e la tutela del paesaggio, cacciatori, ecc.) da all’interno della natura”.
di conseguenza, anche sciatori ed escursionisti. Questo ensemble scultoreo riconosce il bisogno di Horizon Field, per discutere in termini di possibili
L’installazione svela la profonda connessione tra “futuri” collettivi costruiti sui modelli di comunità collaborazioni e di impatto dell’intervento. Siti internet
territorio sociale e geologico, tra paesaggio e sostenibili a piccola scala, come ad esempio quelle 34 proprietari privati, tra cui 12 comunità agricole www.kunsthaus-bregenz.at
memoria”. di Walsers, sulle alte Alpi. (alcune comprendenti diverse centinaia di www.antonygormley.com
Horizon Field coinvolge tutte le reazioni fisiche, Il cuore del progetto è rappresentato dal bisogno associati), hanno dimostrato un’estrema apertura,
percettive e mentali di ogni spettatore che si di una revisione radicale dell’espressione culturale comprensione e dedizione nei confronti della Video
relaziona con esso. Negli oltre due anni durante all’interno di una nuova concezione di biosfera realizzazione dell’intervento. Horizon Field non www.youtube.com/watch?v=kag9QbTMK6g
i quali questa installazione è stata realizzata, le omeostatica. Sono convinto del fatto che questa sarebbe stato possibile senza questo tipo di dialogo,

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Antony Gormley, Horizon Field. Location: Lech, Rüfikopf nearby Schafalpe Nr. 65 | Date of Photograph: 30.06.2010. © Antony Gormley, Horizon Field. Location: Lech/ Kriegerhorn | Date of Photograph: 13.07.2009. © Kunsthaus Bregenz,
Kunsthaus Bregenz, Antony Gormley. Photo: Markus Tretter Antony Gormley. Photo: Markus Tretter

Antony Gormley, Horizon Field. Location: Lech/ Kriegerhorn | Date of Photograph: 13.07.2009. © Kunsthaus Bregenz, Antony Gormley, Horizon Field. Location: Lech/ Kriegerhorn | Date of Photograph: 13.07.2009. © Kunsthaus Bregenz,
Antony Gormley. Photo: Markus Tretter Antony Gormley. Photo: Markus Tretter

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Antony Gormley, Horizon Field. Location: Lech/ Kriegerhorn Nr. 13 | Date of Photograph: 13.07.2009. © Kunsthaus Antony Gormley, Horizon Field. Location: Lech/ Kriegerhorn Nr. 13 | Date of Photograph: 13.02.2010. © Kunsthaus
Bregenz, Antony Gormley. Photo: Markus Tretter Bregenz, Antony Gormley. Photo: Markus Tretter

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Antony Gormley, Horizon Field. Location: Lech/ Kriegerhorn Nr. 13 | Date of Photograph: 13.02.2010. © Kunsthaus Antony Gormley, Horizon Field. Location: Lech, Kriegerhorn Nr. 2 / Nr. 3 | Date of Photograph:10.06.2010. © Kunsthaus
Bregenz, Antony Gormley. Photo: Markus Tretter Bregenz, Antony Gormley. Photo: Markus Tretter

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Antony Gormley, Horizon Field. Location: Lech/ Kriegerhorn Nr. 13 | Date of Photograph: 13.07.2009. © Kunsthaus Antony Gormley, Horizon Field. Location: Lech/ Kriegerhorn Nr. 13 | Date of Photograph: 13.02.2010. © Kunsthaus
Bregenz, Antony Gormley. Photo: Markus Tretter Bregenz, Antony Gormley. Photo: Markus Tretter

di Trafalgar Square a Londra, per 100 giorni British Architects, Trinity College, Cambridge and dell’artista americana Jenny Holzer (2004), l’ultima
* Antony Gormley consecutivi. Jesus College, Cambridge, ed è Royal Academician delle quali era costituita da una serie di testi di largo
Per più di 25 anni Antony Gormley ha rivitalizzato Le opere di Gormley sono state ampiamente esposte dal 2003. formato proiettati su monumenti architettonici e
l’immagine dell’uomo in scultura attraverso una in tutto il Regno Unito, attraverso performance in naturalistici (come la Old Parish Church di Lech o la
radicale indagine del corpo come luogo della diversi luoghi di Londra, tra cui Whitechapel, Tate, **I progetti “sul campo” della KUB parete rocciosa Kanisfluh).
memoria e trasformazione, utilizzando il proprio Hayward Galleries e British Museum e nei musei Nei suoi tredici anni di attività la Kunsthaus Con “Inside the Work” la Kunsthaus Bregenz ha
corpo come soggetto, strumento e materia. di tutto il mondo, come il Museum di Humlebæk, la Bregenz (KUB) si è imposta come uno dei più presentato se stessa come istituzione nel contesto
Dal 1990 ha ampliato il suo interesse per la Corcoran Gallery of Art di Washington DC, il Malmö importanti spazi espositivi per l’arte contemporanea. internazionale all’Austrian Cultural Forum di New
condizione umana per esplorare il corpo collettivo Konsthall, il Moderna Museet di Stoccolma, la Con le sue mostre e progetti, la KUB condiziona i York del 2005.
e la relazione tra se stesso e l’altro attraverso Kunsthaus di Bregenz, Austria e l’Antiguo Colegio de cambiamenti delle correnti artistiche internazionali. Il progetto “Horizon Field” è in linea con una serie di
installazioni a larga scala come Allotment, Another San Ildefonso aMexico City. Inoltre i suoi lavori, e specialmente i suoi progetti interventi artistici già avviati dalla KUB negli spazi
Place, Critical Mass, Domain Field, e Inside Australia. L’artista ha inoltre partecipato a performance di nel Vorarlberg, contribuiscono fortemente alla pubblici del Vorarlberg e ne rappresenta allo stesso
Il suo lavoro coinvolge sempre più sistemi di energia, gruppo alla Biennale di Venezia e al Documenta 8 di promozione dell’identità culturale della regione. tempo il culmine, poiché questo “campo di figure”
campi e vettori, piuttosto che massa e volumi Kassel. I precedenti progetti “sul campo” nel Vorarlberg è stato installato in uno dei più paesaggi più belli
definiti, come è evidente in Another Singularity, Blind Antony Gormley ha ricevuto il Turner Prize nel 1994, includono Anish Kapoor (2003), Jenny Holzer (2004), dell’intera regione.
Light, Clearing, e Firmament. Il South Bank Prize for Visual Art nel 1999 ed è stato Janet Cardiff (2005), e Michael Craig-Martin (2006)
Tra le opere “live” di Gormley più recentemente nominato cavaliere dell’Order of British Empire (OBE) nella Johanniterkirche di Feldkirch, così come i lavori
acclamate, One & Other, ha visto 2.400 partecipanti, nel 1997. di Gottfried Bechtold al Silvretta Dam – “Signatur
rappresentanti di ogni regione del Regno Unito, Nel 2007 ha vinto il Bernhard Heiliger Award for 02” -, alcuni dei quali sono stati acquistati dalla KUB
trascorrere ognuno un’ora su un plinto vuoto Sculpture. È membro onorario di Royal Institute of per la sua collezione, e ancora le proiezioni allo xeno

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Parque Cuchillitos De Tristán
Menis arquitectos*

a cura di Luca Rossato

Guarda un filo d’erba al vento e sentiti come lui.


Ti passerà anche la rabbia.

Lettere contro la guerra, Tiziano Terzani

Il parco Chuchillitos a Santa Cruz de Tenerife si trova


sul confine di diversi quartieri densamente popolati e
comprende diversi spazi aperti e dedicati allo sport.
La topografia del sito ne costituisce la più importante
caratteristica fisica, poiché esso presenta punti di
notevole pendenza (fino a trenta metri), l’apertura
di coni prospettici verso Santa Cruz de Tenerife e,
sullo sfondo, è visibile la catena montuosa Anaga.
La trama del sito è orientata longitudinalmente, in
direzione est-ovest, e i venti soffiano da nord-ovest.
L’ambiente fisico in cui si trova il parco imponeva
la realizzazione di una “rete” flessibile, con alcuni
obiettivi di progettazione condizionata dall’ambiente
circostante il sito. Nel progetto di Menis arquitectos
non ci sono quindi assi principali o secondari, ma
una rete di percorsi pedonali fluidi e diversificati.
Questa rete di strade, con una geometria d’approccio
libero, si inserisce nella topografia rafforzando
l’immagine dei “flussi di lava”, che permette la
passeggiata attraverso un paesaggio visto da
prospettive diverse.
Il parco è delimitato da un sentiero pedonale che
allontana decisamente l’impressione di essere un
marciapiede, semplificando e facilitando il passaggio
tra parco e città. Come quelli all’interno del parco, il
percorso varia in larghezza, diventando più ampio in
prossimità degli ingressi principali.
Vista del parco Chuchillitos a Santa Cruz de Tenerife in uno scorcio in direzione del mare. Foto Miguel de Guzman

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La vegetazione copre il parco al fine di trasformarlo dall’aggressività urbana che lo circonda, fungendo circostante al fine di ricavare una “tasca” nella a Fuerteventura, Palazzo della Musica Jordanek,
in un vero e proprio polmone per questa parte di da sorta di “cuscinetto” di filtro. La superficie natura congelata che si riflette nella città, nella Polonia.
città. Quasi due terzi della superficie del parco sono rocciosa è ricoperta di vegetazione che ricorda i catena montuosa Anaga e nel mare. È stato vincitore e finalista per i seguenti premi: 1 er
destinati a copertura vegetale, che comprende dintorni di San Andrés, dove la flora nativa locale Oráa Casa MM (1989), finalista FAD Casa MM (1999),
alcune delle specie più rappresentative della città di cresce lungo i canali scavati nella roccia in direzione Sito internet finalista Oráa, Parco Cuchillitos (2008). Con Felipe
Santa Cruz e dei burroni circostanti. La caratteristica nord-sud, condividendo con il parco gli stessi fattori www.menis.es Artengo e José M Pastrana: Oráa, 2006 per Magma
predominante del parco sono i 3200 mq a prato, in di condizionamento ambientale. e altri sei premi Oráa; 1 FAD, la Presidenza (2000),
grado di ospitare aree giochi ed eventi all’aria aperta La recinzione che circonda il parco è coperta da *Fernando Menis (1951, Spagna) si laurea in finalista BAE VIII (2005), Piscina di Berlino, finalista
per i visitatori. Questa superficie è circondata da un rampicanti che trasformano la freddezza dell’acciaio architettura a Barcellona e tra il 1981 e il 2004 FAD 2006 per Magma, finalista Biennale Spagnola
anfiteatro, completamente ricoperto di vegetazione in un serpente di colori e profumi. lavora con altri due architetti. A partire dal 2004, 2007 per Magma.
piantumata a forma di coda di cometa che emerge Menis lavora in modo indipendente con sede a Tra le mostre si segnalano: Aedes Berlin 2006;
dalla piattaforma panoramica, nucleo della cometa La topografia del sito, apparentemente congelata Tenerife e Valencia. È Professore associato presso Met Room Barcellona 2006, Gabinete Literario Las
incastonata nella roccia e digradante nella zona nel tempo, consente alle piattaforme di diventare l’Universidad Politecnica di Valencia, Spagna, oltre Palmas, Circulo Bellas Artes Tenerife 2008; COAM
destinata alle attività all’aperto. contenitori per usi diversi. Le aree destinate agli che Presidente del Laboratorio di Indagini per 2009, GA Gallery di Tokyo 2009; Beyond Media
In tutta quest’area sono state selezionate e piantate utilizzi più intensivi, come i parchi giochi per l’Architettura, Urbanistica e Turismo. Festival 09, Italia; Universitá Navarra 2010.
specie di fiori che producono macchie di colori bambini attrezzati con altalene e scivoli e la pista da Tra i suoi progetto: Magma A &C; Auditorium, La Tra le pubblicazioni: Frei Otto. Artengo - Menis -
diversi, in cerca di sensazioni e toni simili a quelli di skateboard, sviluppata in una raffinata linea estetica Palma; Piscina sul Spree, Berlino; Piscina Naturale Pastrana, Florencia, 1996; Sede de la Presidencia del
una fiamma incandescente. e funzionale, si alternano con zone più tranquille per El Guincho, Casa MM, Casa Aurum Taiwan, Chiesa Gobierno de Canarias. Actar 2000; Fernando Menis:
Questa sinfonia di colori è racchiusa in una tonalità gli anziani e aree di riposo. di SR in La Laguna, Parco Cuchillitos; Sede Emoción y Razón. Actar 2007.
di verde prodotta dalla vegetazione ad alto fusto, che Il parco diventa così un paesaggio che sembra Presidenza delle Canarie; Stadio di atletica, Tenerife;
tenta di generare un nuovo fondo e isolare il parco essere riportato alla luce dall’ambiente urbano Giardino Botanico di La Gomera, Centro Congressi

Foto aeree dell’area del parco Chuchillitos

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Rappresentazione dei percorsi pedonali del parco Planimetria generale del parco

SCHEDA PROGETTO
Biologo
Progetto Arnoldo Santos
Parque Cuchillitos De Tristán
Ingegnieri
Localizzazione Ojellón Ingenieros, Milian Associats, Nueva Terrain
Santa Cruz De Tenerife (Spagna)
Superficie del sito
Progettista 32.500 mq
Fernand Menis
Cronologia
Collaboratori tecnici Realizzazione: 2006-2007
Andrés Pedreño, Rafael Hernández

Il progetto Parque Cuchillitos De Tristán è tra i partecipanti alla settima


edizione del Premio Internazionale Architettura Sostenibile 2010;
la cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso 30 giugno presso Facoltà
di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara.

Rappresentazione delle diverse specie vegetali presenti nel parco e della loro distribuzione

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Vista del parco. Foto Bruno Rodriguez

Vista della pista da skateboard. Foto Miguel de Guzman

Sezione longitudinale
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Vista della recinzione che circonda il parco Dettaglio della’apertura della recinzione. Foto Miguel de Guzman

Vista del parco giochi. Foto Roland Halbe Barre asimmetriche nel parco giochi

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Vista del mirador, il punto più alto del parco. Foto Miguel de Guzman

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Hörmann
Via G. di Vittorio, 62
Lavis (Trento)
Italia
www.hormann.it

Area 22: il nuovo centro polifunzionale di Rovereto (Trento)

Un nuovo centro per l’eccellenza imprenditoriale trentina, organizzato secondo i più evoluti
concetti di mixitè, design ed ecosostenibilità, con un’attenzione al particolare che ha indirizzato
la scelta verso i prodotti Hörmann. è Area 22.

Area 22 è il nuovo centro polifunzionale di Rovereto (Trento), che accoglie in un unico complesso spazi
direzionali, attrezzature ricettive e di intrattenimento, showroom commerciali e negozi, laboratori
artigianali e attività di servizio alla persona e alle imprese, situato in prossimità dell’ingresso
all’Autostrada del Brennero.
Realizzato per iniziativa di Premetal spa (azienda specializzata nella realizzazione di strutture
miste in acciaio e calcestruzzo armato precompresso, facciate continue, rivestimenti e componenti
architettonici) l’intervento si distingue per le numerose valenze insediative, architettoniche e ambientali.
La sua collocazione strategica fra l’infrastruttura viabilistica e il centro urbano, l’accurato bilanciamento
del mix funzionale e l’ampia dotazione di servizi rendono Area 22 il polo per le attività d’impresa più
importante e innovativo della zona.
Sorti all’interno di un’ex area dismessa, i volumi edificati si distinguono per la qualità del disegno
architettonico, caratterizzato da piani di prospetto sfalsati fra loro che richiamano il profilo irregolare
Area 22. Il disegno architettonico è caratterizzato da piani di prospetto, sfalsati fra loro, che richiamano il profilo
delle montagne circostanti. irregolare delle montagne circostanti
L’elevato livello dei materiali e delle finiture caratterizza in particolare il nuovo Hotel Nerocubo: l’inconfondibile,
scuro volume in elevazione costituisce un nuovo landmark territoriale, vero e proprio segnale attrattore per le
altre attività, accolte su più livelli nella piastra dedicata agli uffici, al commercio e ai servizi. L’attenzione agli
aspetti ambientali del costruito è enfatizzata dalla presenza di sistemi impiantistici integrati a un campo solare
fotovoltaico, esteso su buona parte della superficie a copertura dell’edificio in linea.
Il team di progettazione comprende lo studio dell’arch. Enrico Ferreguti, la società Arca Engineering
per la parte impiantistica e i professionisti operanti nella stessa Premetal spa, che hanno seguito
direttamente gli aspetti strutturali ed esecutivi.
“La società di scopo costituita per promuovere l’operazione immobiliare — spiega il Project manager
ing. Luigi Tomassini — si è anche occupata del coordinamento tecnico, operativo e gestionale per
l’intera operazione. I lavori edili sono stati affidati a un’impresa di fiducia, mentre Premetal spa ha
seguito direttamente la progettazione esecutiva dei componenti strutturali e d’involucro, nonché la loro
produzione e posa in opera, compresa la selezione dei prodotti specialistici come i portoni Hörmann”.
Abbiamo chiesto all’ing. Tomassini quali criteri sono stati seguiti per individuare le aziende fornitrici.
“Oltre alla consociata Safem, che ha curato la realizzazione dei serramenti — ha risposto Tomassini —,
per la scelta dei fornitori specializzati sono state effettuate gare a invito basate su ricerche di mercato.
Come per qualsiasi general contractor, la selezione ha privilegiato in generale il miglior rapporto qualità-
prezzo. Trattandosi di un intervento di assoluto prestigio, per alcune tipologie di prodotto abbiamo
messo in competizione le tecnologie più evolute disponibili sul mercato. Per esempio, nella scelta dei
prodotti Hörmann hanno inciso positivamente la qualità complessiva del prodotto selezionato, dalle sue
componenti meccaniche — sulle quali anche Premetal spa può vantare specifiche competenze — alla
Sistemi impiantistici integrati a un campo solare fotovoltaico sulla superficie a copertura dell’edificio in linea

motorizzazione, dalle finiture ai sottosistemi controllo e comando”.


Area 22 si propone ai propri tenants e alla comunità come insediamento di respiro territoriale,
caratterizzato da un’immagine prestigiosa e da soluzioni all’avanguardia che interessano l’intero spettro
della realizzazione, dal concept progettuale generale fino ai particolari più minuti.

Hörmann in dettaglio
I varchi carrabili presenti presso Area 22 (51 in tutto) sono dotati di portoni sezionali industriali Hörmann
modello SPU 40, con dimensioni e soluzioni differenziate a seconda dell’applicazione.
Al piano interrato in ciascun portone è stata inserita una cartella superiore in lamiera forata, per
assicurare il rispetto delle condizioni di areazione naturale richieste. Si tratta di portoni ad apertura
manuale, predisposti per una futura motorizzazione, completi di serratura con cilindro e rifiniti con
vernice di colore bianco RAL 9002.
Ai piani superiori (dal terreno al quarto) tutti i portoni SPU 40 sono motorizzati con l’affidabile sistema a
trasmissione diretta WA 400, controllato da quadri comando A 445; per questi portoni il colore è giallo
RAL 1021 all’esterno e bianco, come i precedenti, all’interno.
Si tratta di prodotti caratterizzati da un corretto mix di estetica e funzionalità, sicurezza e affidabilità,
qualità e prestazioni. Realizzati con un sandwich a doppia parete in acciaio zincato a caldo e anima in
poliuretano espanso rigido (privo di CFC, perciò non dannoso per l’ambiente), i portoni sezionali SPU 40
garantiscono appropriati valori di isolamento termoacustico.

I varchi carrabili (51 in tutto) presenti presso Area 22 sono dotati di portoni sezionali industriali Hörmann modello SPU 40