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Differente vita media delle linee cellulari del sangue

Midollo osseo: microambiente del tutto particolare, in cui si verifica l’emopoiesi. V’è una stuttura
costituita di cellule stromali, reticolari, ednoteliali ciascuna linea cellulare può essere colpita da
patologia.

Si distingue una amtrice extracellulare dalla nicchia; la prima è costituita dalle cellule
mesenchimali (costituiscono probabilmente un sostrato che sarà utile al trattamento delle
malattie neoplastiche)..

CD36: trombospondina. Non chiaro.

Le cellule mesenchimali hanno la possibilità di fornire uno strato di proteine molto denso che
costituiscono una trama che definisce l’unità anatomo-funzionale che è la nicchia.
Ciascuna linea cellulare presenta una diversa localizzazione all’interno delle nicchie.

Studi sia in vivo che in vitro hanno permesso di identificare due entità, che permettono il
mantenimento delle staminali emopoietiche in stato di quiescenza e ne permettono la
proliferazione: le nicchie sono strutture che permettono

Ammettiamo che un soggetto debba subire un trapianto di midollo o di cellule staminali


periferiche (stessa cosa): prima di questo, il paziente deve esser stato opportunamente trattato
per la malattia. Prima del trapianto si esegue dunque una terapia detta “di condizionamento” in
cui si distrugge tutto il midollo del paziente (chemio o radioterapia, o entrambe), così da ottenere
la completa distruzione delle linee staminali del paziente. Le cellule trapiantate trovano dunque le
nicchie vuote e disponibili, in cui possono stabilirsi e venire a sostenre emopoiesi, ora fisiologica e
non più patologica.
Il microambiente dle midollo è dunque idoneo a sostenere l’emopoiesi: esperimenti su affetti
dall’anemia di Steel , hanno rilevato che questi non sono curati da trapianto di midollo osseo, ma
di tessuto splenico contenente il fattore stromale C-kit

Cellula pluripotente: possono generarsi tutte le linee cellulari. Se ne differenziano cellule staminali
multipoteneti, che possono differenziarsi sulla via della linfopoiesi e della mielopoiesi. Alcune
patologie colpiscono le cellule pluripotenti, altre le cellule multipotenti.
Non può dedursi dall’osservazione dell’aspirato di midollo al microscopio le cellule staminali o
progenitori commissionati. I vecchi ematologi erano capaci di farlo, col solo studio morfologico.
Oggi si distinguono sulla base degli antigeni di superficie: se si parte dall’eritropoiesi, si
riconoscono diverse classi di progenitori commessionati  serve capire che esistono diversi stadi e
che una malattia lecumeica può colpire cellule a ciascun gradino del processo di differenziazione.
Ne derivano malattie diverse: quanto più in alto, tanto maggiore la gravità della malattia. Le
leucemie acute colpiscono cellule a minore grado di differenziazione; quelle croniche
interesseranno invece gli stadi più a valle.

Fisiologia delle cellule emopoietiche: le cellule staminali si distinguono rispetto alle cellule non
staminali in base all’antigene CD34
Fattori di regolazione: alcuni di tipo positivo, altri di tipo negativo. Le citochine sono fondamentali
a speigare le diverse tape dell’emopoiesi, ma anche per la comprensione delle malattie.
I fattori di crescita si distinguono in 3 categorie:
prima categoria: EPO che sostiene l’eritropoiesi che è impiegata nel trattamento di una lunga
serie di malattie, anche di stampo non prettamente ematolgoico, tra cui l’insufficienza renale, ma
anche le malattie oncologiche, il cui trattamento colpisce duramente le cellule del sangue,
riducendone fortemente la sopravvivenza.

IL4

Glossario di sigle: utile abituarvisi. Usate per lo più in ambito di ricerca, ma comunque utili.

Ematocrito: cellule costituiscono il 46% del sangue nel maschio; il 42% del sangue nella femmina;
per il resto si costiuisce di plasma.
Butterfly: ago che si introduce per prelievo di sangue. Si attacca alla camicia: raccordo che
permette di inserirvi le provette che si riempono di sangue.
Striscio: si prende una goccia di sangue, si appone su un vetrino, strisciando poi con un secondo
vetrino posto ad un’angolazione opportuna rispetto al primo.

Cell counters: permette di ottenre un esame emocromo in breve tempo e con notevole precisione
e ripetibilità. L’ematologo predilige i grafici sulla strisciata a sinistra?
Indicazione sull’età delle emazie:
L’ematologia, anteriormente alle tecniche qui considerate, riusciva a stimare l’età dei globuli
bianchi, in base alla morfologia delle lobulazioni.

Doppia terminologia: nel linguaggio scritto 4,4-6,0*10^12/l; nel linguaggio parlato 4,4 milioni/6
milioni mm^3. Situazione nata dal cambio di terminologia

Aumento di globuli rossi: eritrocitosi


Policitemia Vera: malattia tumorale, ben identificata, va scritta con lettera maiuscola: aumento di
globuli rossi causato da tumore particolare del midollo.
Il suffisso -emia indica sempre una malattia neoplastica, ad eccezione dell’anemia.
Suffisso -osi: amento numerico

GB: 4,3-10*10^9 nel lignuaggio scritto; 4-3-10* 10^3/microlitro

L’aumento die lecuociti non è+ necessariamente indice di patologia: Tutte le volte che v’è un
infezione v’è aumento dei globuli bianchi. Gravidanza, allergia, malattie di tipo leucemico..

Leucopenia: Può dipendere da condizioni iatrogene, tra cui anche l’uso di antinfiammatori, come
nel caso delle ragazze giovani

Considerazioni sulla morfologia


Saper colorare ed osservare al microscopio è oggi una competenza piuttosto di nicchia e poco
diffusa, benché consenta di avere informazioni immediate che possono anticipare, anche di molto,
la diagnosi.
Uso della terminologia secondo frasi fatte: utile apprenderle. Non v’è alcun razionale; si sono
formate e stailite con l’uso.

Piastrine: 150/450*10^9/l. Valori di piastrine sotto i 100 indicano una condizione di piastrinopenia;
valori superiori a 500 configurano un quadro di piastrinosi o trombocitosi. Piccoli abbassamenti
della concentrazione di piastrine, sotto 150, non hanno alcun valore, alcuna rilevanza clinica. Così
anche piccoli aumenti.
Per valori elevati di piastrine si deve indagare l’anamnesi! Un0anamnesi ben fatta permette di
non incorrere in errori grossolani, avviando il paziente ad ulteriore analisi non necessarie.

In tutti i laboratori pubblici, la formula leucocitaria include le stesse voci ripetute due volte. Si
indica infatti sia la percentuale che il valore assoluto.

Conta il valore assoluto. Quello che in percentuale può sembrare un aumento molto importante,
in valore assoluto può essere invece poco rilevante.

Aumento dei neutrofili: neutrofilia.

Spiccata anisopoichilcoitosi: anemia da carenza di ferro nel 99% dei casi.

Eritrociti ed inclusioni eritrocitarie:


-schistociti: globuli rossi a pezzettini. Indicano sofferenza particolare, fra i primi segni di alcune
temibilissimi patolgoie, come le malattie di Moscowitz, gravi coagulopatie con distruzione dei
globuli rossi.

Reticolociti: cellule rosse, quasi mature.

Colorazioni vitali per reticolociti: non distruggono la cellula. Sono tossica, ma non nel breve
tempo. Blu di metilene e blu di cresile. Prima che se conoscesse l’azione tossica, si impiegavano
per colorare di blu certi alimenti (gelato dei puffi, risotto blu).
Colorazioni non vitali: Maygrumwald Giemsa.

Tanti reticolociti indicano possibilità che la situazione stia evolvendo verso il deficit.

Mieloaspirato e biopsia ossea: l’aspirato midollare si esegue oggi a livello della spina iliaca. Un
tempo si eseguiva a livello sternale,a causa della minore capacità di penetrazione degli aghi.
Mieloaspirato:
Ago da mieloaspirato: mandrino…

Elenco degli esami che possono compiersi sul mieloaspirato.


Non sempre si riesce ad aspirare: può voler dire che l’operatore non sia molto esperto (più
frequente un tempo, quando il mieloaspirato si eseguiva anche nei piccoli ospedali) o che vi sia
fibrosi (punctio sicca), indice di mielofibrosi che può confermarsi tramite prelievo di materiale
solido e non liquido, tramite la biopsia osteo-midollare (BOM), che si esegue con un ago da
biopsia, di diametro molto superiore. Quando si è penetrati di almeno 1, 2 cm, si inserisce il
mandrino che seguirà una carota di un pezzetto di osso, facendo roteare il mandrino sotto
pressione. Si esegue anche questo in ambito ambulatoriale, ma è comunque nettamente più
invasivo del mieloaspirato.
Citofluorimetria: permette di identificare le diverse cellule in base agli antigeni ed in base alla
disponibilità di avere antico

Slide su confronto microscopia/citometria. L’unciio vantaggio della microscopia è il costo


nettamente più basso, poiché è il morfologo che identiifca ; la citofluorimetria e
l’immunoistochimica sono le tecniche che permettono oggi l’identificazione dei cloni neoplastici
. Errori di interpretazione sono oggi più rari.