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Fumo: un killer terribile. Come


smettere o limitare i danni
 5 Novembre 2019  Antonello Bonci  Dipendenze

Fumare è una dipendenza


pericolosissima. Bisogna smettere, ma
come fare? In mezzo a tanti falsi miti,
sentiamo cosa dice la scienza. Ecco il
primo di una serie di articoli sulle
dipendenze del professor Antonello
Bonci.

Ogni anno oltre sette milioni di persone in tutto il


mondo muoiono a causa dell’uso di sigarette e
tabacco. La maggior parte di questi decessi è dovuta a
malattie cardiache e polmonari causate direttamente
dall’uso di tabacco, ma no a un milione di morti ogni
anno derivano dall’esposizione secondaria al fumo di
sigaretta. Nonostante i massicci costi per la salute ed
economici, ogni giorno un miliardo di persone in tutto il
mondo continua a usare sigarette e altri prodotti
contenenti nicotina. Mentre 7 fumatori su 10 vogliono
smettere di fumare, l’80% che tenta di smettere
ricomincia a fumare entro un mese, meno del 20%
riesce a smettere per 6 mesi, e solo il 3% riesce a
smettere per almeno un anno.

Così dif cile smettere

Perché le persone continuano a usare sigarette e


tabacco nonostante i pericoli? Il motivo principale è
che il tabacco contiene nicotina, una sostanza chimica
che crea dipendenza. La nicotina agisce legandosi ai
recettori nicotinici di tutto il corpo, e in particolare del
cervello. Nel cervello, un sottotipo di recettore
nicotinico è espresso sui neuroni della dopamina, che
rappresentano il “centro di controllo” della ricompensa
e delle dipendenze.

L’attivazione di questi recettori da parte della nicotina


eccita i neuroni della dopamina, portando a un
aumento del rilascio di dopamina e sensazioni di
piacere ed euforia. Nel tempo, la mente inizia ad
associare gli effetti grati canti della nicotina agli stimoli
nell’ambiente. Alla ne, stimoli altrimenti normali,
come la vista o l’odore di una sigaretta, un caffè, un
altro fumatore, un bicchiere di vino o l’ambiente di
lavoro, causano un desiderio spesso incontrollabile di
fumare, aumentando il consumo di sigarette.

L’uso a lungo termine della nicotina modi ca la


funzione e l’espressione dei recettori nicotinici nel
cervello e nel corpo e il piacere prodotto dalla nicotina
diminuisce nel tempo. Quindi, mentre gli stimoli
associati alla nicotina continuano progressivamente a
far aumentare la voglia di fumare, il soggetto ottiene
progressivamente meno piacere dal fumo. A
complicare il tutto, la brusca interruzione del fumare
provoca sensazioni spiacevoli di astinenza, come
insonnia, ansia, mal di testa e depressione, che
rendono estremamente dif cile smettere.

Le sigarette elettroniche

Mentre i prodotti di combustione del tabacco, come le


sigarette, sono stati popolari per secoli, recentemente
abbiamo visto apparire nuovi aggeggi per soddisfare il
vizio del fumo. Uno di questi è la sigaretta elettronica.
Con questo nome s’intende un dispositivo che
permette di inalare vapore, in genere aromatizzato,
contenente quantità variabili di nicotina, che raggiunge
l’apparato respiratorio senza che ci sia combustione del
tabacco e i danni a essa correlati.

Nei fumatori la pratica di aspirare dal cilindretto a


forma di sigaretta – per la quale è stato coniato il
neologismo “svapare” -, fornisce non solo la nicotina di
cui sente il bisogno l’organismo che ha sviluppato
dipendenza, ma anche un’esperienza tattile, olfattiva e
gustativa che richiama quella della sigaretta. Le
sigarette elettroniche sono aumentate tantissimo in
popolarità nell’ultimo decennio. Questi dispositivi sono
attualmente molto di moda, perché sono considerati
più “discreti”, non hanno un forte odore e sono
purtroppo creduti più sicuri e meno pericolosi per la
salute delle sigarette tradizionali.

Come abbiamo detto, in questi aggeggi la nicotina


viene inalata attraverso un aerosol (o vapore), piuttosto
che attraverso un processo di combustione come nelle
sigarette normali. Purtroppo, il concetto che le sigarette
elettroniche siano più sicure delle sigarette è un mito,
ed è falso. Negli ultimi cinque anni, migliaia di persone,
dai 17 ai 75 anni, sono state ricoverate in pronto
soccorso a causa di convulsioni, polmoniti e dif coltà
respiratorie dovute all’utilizzo di sigarette elettroniche.
Tantissimi giovani sono morti, o niscono in coma, e
molti di quelli che si sono ripresi si porteranno per il
resto della loro vita dif coltà respiratorie dovute alle
sigarette elettroniche.

Dalla sigaretta elettronica a quella tradizionale

Le sigarette elettroniche sono particolarmente attraenti


per gli adolescenti grazie agli aromi fruttati e dolci usati
nel liquido che contiene la nicotina. Purtroppo, i
giovani che iniziano a usare le sigarette elettroniche
hanno 7 volte più probabilità di iniziare a fumare
sigarette tradizionali, già 6 mesi dopo la prima
sigaretta elettronica, innescando la lotta con la
dipendenza e conseguenze dannose per la salute.

Quindi, il mito secondo cui le sigarette elettroniche


aiutano le persone a smettere di fumare è privo di
fondamento. Solo il 9% delle persone che usano
sigarette elettroniche per smettere di fumare ha
riportato il successo un anno dopo. La maggior parte
dei fumatori che tentano di utilizzare le sigarette
elettroniche per smettere di fumare in realtà fumano di
più, e ha meno probabilità di smettere di fumare
rispetto a coloro che hanno utilizzato altri strumenti per
smettere.

Perché le sigarette e le sigarette elettroniche


sono così mortali

Sia le sigarette che le sigarette elettroniche


contengono centinaia di sostanze chimiche, e gli effetti
a lungo termine dell’esposizione a queste sostanze
chimiche sono pericolosi sia per il cervello e il corpo. Per
esempio, le sigarette tradizionali contengono
monossido di carbonio (lo stesso che si trova nello
scarico delle auto), arsenico (che viene utilizzato nel
veleno per topi), ammoniaca (che viene utilizzata nel
detergente per i servizi igienici), catrame (utilizzato per
pavimentare le strade), e acetone (che viene utilizzato
nei prodotti per la rimozione dello smalto).
Allo stesso modo, le sigarette elettroniche contengono
sostanze chimiche nocive come il benzene, che si trova
nei pesticidi e nella benzina, e la formaldeide, che viene
utilizzata per preservare i cadaveri. Inoltre, sia le
sigarette che le sigarette elettroniche contengono
toluene, che è un solvente industriale velenoso, e
cadmio, che è un metallo pesante tossico utilizzato
nelle batterie. Da ricordare che le sigarette elettroniche
contengono glicole propilenico, la sostanza chiave
utilizzata per produrre la vaporizzazione nelle sigarette
elettroniche. Il problema è che il glicole propilenico si
trova nel liquido antigelo, e una volta inalato, entra
rapidamente nel usso sanguigno, dove può causare
danni persistenti alla salute. In ne, la vitamina E
acetato, presente in molti liquidi delle sigarette
elettroniche, provoca la formazione di accumuli oleosi
nei polmoni, rendendo polmoni di adolescenti fumatori
simili a polmoni di un 75enne.

Le sigarette senza combustione

In Italia, recentemente, si sono diffusi moltissimo anche


degli apparecchi che permettono di fumare il tabacco
senza bruciarlo grazie a una specie di fornelletto che
riscalda una specie di “minisigaretta” a una
temperatura pre ssata, che chiameremo “sigarette
senza combustione”. Questa “minisigaretta” non fa uso
di liquidi aromatici e fruttati (con tutto quello che ne
consegue), e gli studi sembrano dimostrare una minore
produzione di alcune sostanze tossiche rispetto alle
sigarette tradizionali. Ma è bene sottolineare con forza
che la loro ef cacia nel diminuire i danni del fumo a
lungo termine è ancora tutta da dimostrare e
soprattutto che la produzione di numerose sostanze
tossiche – a partire dalla nicotina -, da parte di queste
“sigarette senza combustione” è molto simile a quella
delle sigarette propriamente dette. Dunque fumare
con questi aggeggi fa male, anche se forse fa meno
male che fumare sigarette, e in nessun modo le
“sigarette senza combustione” devono essere ritenute
sicure o non dannose e dunque possono essere
utilizzate solo e solamente nel quadro di una “riduzione
del danno”, o come primo passo per intraprendere la
via verso la cessazione del fumo.

Perché dobbiamo dircelo con chiarezza: le scelte


giuste sono due. Se non si fuma, non bisogna
cominciare a fumare (qualunque cosa si voglia
fumare). Se si fuma, bisogna smettere di fumare
(qualunque cosa si fumi) .

Smettere di fumare però, come abbiamo detto sopra, è


dif cilissimo. Pochi ci riescono e spesso la volontà non
basta.

I metodi per smettere di fumare

Oltre a mille sciocchezze, cosa mette la ricerca di


provato scienti camente a disposizione per i fumatori
di sigarette tradizionali, di sigarette elettroniche o di
sigarette senza combustione che vogliono smettere?

Esistono numerosi farmaci e trattamenti non


farmacologici che si sono dimostrati ef caci nell’aiutare
le persone a ridurre o interrompere l’uso di sigarette, sia
tradizionali che elettroniche. Le opzioni più diffuse
includono terapie sostitutive della nicotina, che sono
prodotti quali gomme da masticare, spray nasali e
cerotti che contengono nicotina. Questi prodotti in
genere non causano danni gravi a cuore o polmoni e
consentono a una persona di ridurre lentamente la loro
assunzione giornaliera di nicotina senza fastidiosi effetti
di astinenza.

Un’altra opzione terapeutica è il bupropione, un


antidepressivo che riduce il desiderio e l’astinenza da
nicotina, aumentando la dopamina nel cervello, e
bloccando i recettori della nicotina. Più recentemente,
la vareniclina ha acquistato popolarità per smettere di
fumare. La vareniclina agisce nel cervello legandosi agli
stessi recettori che causano la sensazione di
ricompensa che un fumatore prova quando inala
nicotina. A causa di questo, quando una persona
prende della vareniclina e prova a fumare una sigaretta,
la nicotina non è più in grado di legarsi ai propri
recettori, e quindi perde lentamente la sua capacità di
provocare piacere o desiderio di fumare. Allo stesso
tempo, quando una persona sta assumendo vareniclina
e non utilizza prodotti a base di nicotina, non presenta
in genere sintomi importanti di astinenza. Studi di
ricerca su larga scala che hanno coinvolto migliaia di
pazienti hanno dimostrato che la vareniclina è da 1,25 a
2 volte più ef cace del bupropione o delle terapie
sostitutive della nicotina (gomme, cerotti, ecc…),  nel
mantenere l’astinenza dal consumo di sigarette, no a
un mese dopo avere smesso di fumare. La vareniclina,
inoltre, riduce il rischio di eventi cardiovascolari nei
fumatori, come infarto e ictus.

Un’altra opzione terapeutica di recentissima


introduzione, e non farmacologica, è una procedura di
stimolazione cerebrale non invasiva chiamata
Stimolazione Magnetica Transcranica(TMS). Questo
trattamento avviene tramite una sonda magnetica
posizionata nella parte anteriore della testa del
paziente, rivolta a una regione del cervello chiamata
corteccia prefrontale dorsolaterale sinistra (TMS
ripetitiva), o un elmetto contenente una bobina
magnetica, per stimolare la corteccia dell’insula (TMS
profonda).

Queste due regioni del cervello sono rispettivamente


coinvolte nel processo decisionale e nel controllo
inibitorio, e modulano il desiderio di nicotina e i sintomi
di astinenza. Si ritiene che la stimolazione magnetica di
queste aree del cervello “riequilibri” i circuiti cerebrali
che portano un paziente a fumare, ripristinando la
capacità dell’individuo di poter decidere se fumare o
meno. La TMS ha effetti collaterali minimi (il mal di
testa, per poche ore, è il più comune), ed è una
procedura ambulatoriale che non richiede ricovero o
anestesia. Sebbene la TMS possa richiedere trattamenti
ripetuti per mantenere l’astinenza a lungo termine, è
comunque un’opzione di trattamento importante per
le persone che desiderano smettere di usare sigarette,
sigarette elettroniche o altri prodotti contenenti
nicotina e che non possono o desiderano assumere
farmaci a tal proposito.

In conclusione, non esiste una sigaretta, sigaretta


elettronica o sigaretta senza combustione sicura e
innocua. Fanno tutte male. Sia le sigarette, sia le
sigarette elettroniche, sia le sigarette senza
combustione contengono nicotina che crea
dipendenza, e tante altre sostanze chimiche pericolose
e dannose che possono causare danni irreversibili e
mortali a cuore e polmoni.

Come abbiamo detto, la scelta giusta è non cominciare


a fumare se non si fuma, o smettere se si fuma.
Qualunque sforzo in questo senso può letteralmente
salvarvi la vita. L’ideale è smettere, ma se proprio non
riuscite provate a limitare il danno fumando di meno:
ne guadagnerete comunque in salute riducendo i
danni.

Antonello Bonci

Fonti:

https://www.drugabuse.gov/publications/research-
reports/tobacco-nicotine-e-cigarettes/how-does-
tobacco-deliver-its-effects

https://www.iss.it/?p=3442

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/fumo/nuovi-
dati-sul-vapore-delle-sigarette-elettroniche
 

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Fumo Sigaretta Sigaretta elettronica

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