Sei sulla pagina 1di 2

12 SECOLO D’ITALIA

[ ]
DOMENICA 12 DICEMBRE 2010
RIVOLUZIONE
CULINARIA

Un libro ha raccolto le storie (e le ricette) delle famiglie italiane.


Il focolare domestico diventa simbolo della trasformazione sociale

NEW ITALY
IN CUCINA

«S ◆ Domenico Naso
paghetti, pollo, insalatina e una tazzina di caf-
fé, a malapena riesco a mandar giù...». Sono
lontani i tempi in cui Fred Bongusto cercava
sapori italianissimi, nella lontana Detroit,
per fare innamorare la bella di turno. Anni in
cui il sushi ci faceva pensare più a una forma
verbale del Centro Italia che a un piatto di pe-
sce crudo proveniente dall’Estremo Oriente e
il cous-cous era, magari, il rumore di un tre-
nino un po’ frù frù, altro che semola norda-
l’Italia, insomma, in tutte le sue sfaccettatu-
re. Quell’Italia che ancora oggi si riunisce in
cucina e trasforma quella stanza della casa in
un luogo di socialità e di confronto. Sembrano
banalità, frasi che si dicono da secoli. Eppu-
re, nel periodo storico in cui tutto deve esse-
re controcorrente, trascorrere del tempo da-
vanti ai fornelli, cucinando e pasticciando, di-
venta davvero rivoluzionario. «Il cibo – scrive
ancora Benedetta Cucci – è un mezzo di
espressione, anzi di più: è un linguaggio uni-
versale che si arricchisce costantemente an-
fricana. Sembra aver vinto, invece, il deside- che grazie al contributo di persone di prove-
rio modernizzatore di Filippo Tommaso Ma- nienze e abitudini diverse, con tutto il loro ba-
rinetti che nel Manifesto della cucina futuri- gaglio di ingredienti, profumi e sapori. In una
sta del 1830, si scagliò contro «la pastasciutta, parola: tutta la loro tradizione».
assurda religione gastronomica italiana, sim- Gli amanti della tiritera sulla “famiglia-so-
bolo passatista di pesantezza, di ponderatez- cietà-naturale-fondata-sul-matrimonio” (rigo-
za, di tronfiezza». rosamente tutto attaccato e da dire d’un fiato),
Oggi sono altri i sapori che fanno andare in forse non apprezzeranno molto questa iniziati-
tilt le papille gustative degli italiani, ormai (e Piatti tradizionali o esotici, va culturale e culinaria. Eppure, qualsiasi cit-
finalmente) incastonati a pieno titolo nel puz- tadino italiano dotato di occhi, orecchie e boc-
zle multietnico e globale della modernità. Ri-
orto o mare, crudo o cotto, ca e in grado di dialogare con la gente dall’or-
cette delle nuove famiglie d’Italia, edito da Pen- tutto fa “brodo” in una mappa tolano, all’edicola o dal parrucchiere, capirà
dragon, è proprio questo, il tentativo di spiega- dei sapori che racconta perfettamente di che si tratta. È una fotografia
re la nuova Italia attraverso la cucina. Venti- dell’esistente, niente di più e niente di meno.
un paese in continuo divenire. Non una rappresentazione ideale, né fantasio-
quattro ricette che compongono un libro che è
ben più di un ricettario. Che è, in buona so- Nella società e in cucina... sa. L’Italia di oggi è così. Punto.
stanza, un’analisi sociologica fatta con for- E allora il viaggio tra le cucine del nostro
chetta e coltello. A curarla, Benedetta Cucci, paese parte da quella di Marlies e Guelfo. Te-
giornalista free lance, che si occupa dell’ufficio doci le loro abitudini alimentari – scrive la cu- desca orientale lei, toscano lui, si sono cono-
stampa di comunicazioni visive, è ideatrice di ratrice del volume – ventiquattro famiglie mo- sciuti all’inizio degli anni Sessanta a Franco-
format e formatrice per vari enti e istituzioni, strano il cambiamento della società italiana. Il forte, dove lui lavorava in un albergo e lei si
riprendendo le ricette selezionate per il con- progetto è nato proprio dalla consapevolezza era trasferita con la famiglia per scappare dal
corso indetto a Bologna da tre associazioni delle radicali trasformazioni attraversate negli socialismo reale dell’Est. Poi Milano e adesso
(Procope Studio, Kiasma e Club 22) con la col- ultimi anni dal nostro paese, che hanno inevi- Udine, a godersi la pensione, mentre i due figli,
laborazione di una sfilza di enti pubblici e pri- tabilmente coinvolto anche il suo nucleo fon- ormai grandi, si sono divisi tra meteorologia e
vati. Le ricette sono state cucinate dagli alunni dante. Così, accanto al modello tradizionale progettazione di mobili Ikea.
dell’Istituto Alberghiero B.Scappi di Casalec- con il padre, la madre, i figli e anche i nonni, La ricetta di Marlies e Guelfo è quasi un inno
chio di Reno sotto la guida degli chef e inse- sul panorama nazionale si affaccia tutta una a quella Germania che li ha fatti innamorare,
gnanti Simone Fogacci e Mattia Luconi e i serie di “nuove” famiglie». una torta deliziosa che tra mele, cannella, noce
piatti migliori selezionati da giurati di vari set- Già, nuove di zecca. E non si tratta, sia ben moscata e chiodi di garofano, racconta di sapo-
tori (food, editoria, arte, cultura). chiaro, del benvenuto ai cittadini stranieri ri nordici, caldi e “familiari”. Evoca panorami
Ma a spiegarci nel migliore dei modi cos’è arrivati in Italia. O almeno non solo. Nel li- innevati, grandi cene di Natale e canzoni sotto
questo volume è proprio Benedetta Cucci nella bro in questione si dà spazio a tipologie di fa- l’albero. Magari accompagnata da quei vini
sua introduzione. «Questo libro è qualcosa di miglie che non sono riconosciute dalla legge caldi speziati tipici di quelle zone dove si devo-
più di un semplice ricettario. Oltre a svelarci i ma esistono, vivono, lavorano, pagano le tas- no fare i conti con le temperature sotto lo zero.
segreti della torta di riso o di una perfetta zup- se, si amano, “cucinano e sognano”. Omoses- Cinquant’anni fa c’era la coppia italo-tede-
pa di cardi, ci dice infatti anche molte cose su suali, “fuorisede” che dividono casa (e cuci- sca, oggi quella italo-austriaco-africana. Giu-
chi ha presentato le ricette proposte: illustran- na) con altre persone, nuclei allargati. C’è liana è italo-austriaca e fa la restauratrice,
SECOLO D’ITALIA 13
[ ]
DOMENICA 12 DICEMBRE 2010
RIVOLUZIONE
CULINARIA

Leonard viene dalla Sierra Leone, figlio di una Da Parma, invece, arrivano Leila, Nacera, biamo imparato a cucinare i frittelli di nonna
fiorentina. Ha vissuto a Freetown fino a 16 an- Karima, Fatima, Aida, Radhia e Lezzie. Nomi Amelia, un trionfo di pastella fritta con mele,
ni, quando la terribile guerra civile ha scon- non proprio emiliani, in effetti, ma si tratta di broccoli o baccalà.
volto la vita sua e di milioni di suoi connazio- sette amiche musulmane che frequentano Le ricette continuano, così come le storie di-
nali. Quando arriva a Firenze, Leonard cono- “L’Angolo della conversazione”, laboratorio verse di italiani vecchi e nuovi: la famiglia nu-
sce Giuliana, restauratrice di affreschi. Il pu- interlinguistico tenuto dall’insegnante Maria merosa di Renata Maria Luigia, che racchiude
gile è lui, ma Giuliana lo mette ko in poco tem- Antonia Pastorino. Sono tutte sposate, hanno quattro generazioni diverse in un piccolo bor-
po: sette mesi e già il pancione inizia a cresce- tutte figli, stanno imparando la lingua italiana go a Rocca Sinibalda (la sua ricetta, crostata di
re, sta arrivando André. La loro ricetta è l’esal- e condividono sogni, speranze, esperienze e ri- funghi e zucchine); la coppia italo-russa com-
tazione dei sapori tropicali: pollo al burro cette, naturalmente. La loro ricetta è quella posta da Alla e Fabrizio (macedonia di verdure
d’arachidi con latte di cocco e riso alla papaya. dell’insalata di semola con verdure. Il cous- cotte); i falafel mediorientali di una italianissi-
L’Africa a tavola. A Roma. cous, insomma, che fino a pochi anni fa scan- ma famiglia di Casalecchio di Reno (BO); Ste-
Ma in Ricette della nuova Italia non c’è so- savamo a vantaggio di una tagliatella nostrana fano e Satomi, vulcanica famiglia italo-giappo-
lo l’amore tradizionale, quello che fa scop- e che oggi, insieme al sushi giapponese, è il nese (Gyooza, con manzo, maiale, cavolo cine-
piare il cuore. C’è anche la vita quotidiana di piatto etnico più divorato d’Italia. se, farina di grano tenero e tante altre orienta-
tre ragazzi, studenti fuorisede, che dividono E che dire della famiglia Scandellari, che se lissime sfiziosità); la mamma separata con fi-
un appartamento nel centro di Bologna. È la ne impipa del crollo delle nascita e ha contri- glie a carico; due ragazzi, 28 anni lui, 24 lei, spo-
storia di Elèna, Vincenzo e Bruna. Elèna ha buito all’italica demografia con tre bellissi- sati già da quattro, in un paese come il nostro
studiato antropologia e lingue e culture del- in cui l’età da marito (o da moglie)
l’Africa, ha fatto la baby sitter per mante- si è alzata notevolmente (crostata
nersi e la fa ancora. Vincenzo e Bruna stanno Un vademecum culinario alla marmellata di fragole).
insieme. Lei studia cinema a Lettere e filoso- Per una sintesi esaustiva di Ri-
fia, lui è capitato per caso a Bologna e non ha che tra qualche anno cette delle nuove famiglie d’Italia
un lavoro fisso. È scrittore e sta lavorando al dovrà essere aggiornato affidiamoci ancora alle parole di
suo primo romanzo. di nuovo, proprio perché Benedetta Cucci: «È un ricettario
Il loro piatto forte è di “sostanza”, con sa- il cui filo rosso è quello della me-
pori italianissimi tipici delle ricche cene stu-
stiamo vivendo anni moria che convive con il cambia-
dentesche, quando sul fuoco scoppiettano i di tumultuosi cambiamenti mento. La cucina russa, araba,
sapori delle loro città d’origine: fagioli bor- giapponese, accanto a quella
lotti, scarole, costate e salsicce di maiale, abruzzese, emiliana, veneta, ro-
passata di pomodoro, cipolla, carote e pepe-
roncini. Più italiano di così...
me marmocchie? Raffaella e il marito si co-
nosciuti in parrocchia, ambiente sociale im-
mana o siciliana: tutte insieme,
compongono un ricettario tricolo-
MARINETTI
Poi c’è la storia (in cucina e non) di Fran- portante ancora oggi nell’Italia che cambia. re che si apre al nuovo, senza mai «L ,
A PASTASCIUTTA
cesca e Margherita, due ragazze che si amano Da lì l’amore, il matrimonio, le tre figlie e le dimenticare le proprie radici». ASSURDA RELIGIONE
e non ci vedono nulla di male. «Se la famiglia tagliatelle di montagna alla ricotta affumica- Eccola la nuova Italia, ecco le
non cambia in questo paese, già immobile su ta con semi di papavero, piatto scoperto sul- sue ricette. Piatti tradizionali o GASTRONOMICA ITALIANA ,
tantissimi altri fronti, che fine faremo? La fa- le Dolomiti e poi portato a valle, per allietare esotici, orto o mare, crudo o cotto, SIMBOLO PASSATISTA
miglia cambia, di fatto. E mio padre – rac- i palati di amici e parenti. tutto fa “brodo” in questa mappa
conta una delle due – prima o poi se ne farà Ma la famiglia più tradizionale del gruppo, dei sapori che racconta un paese in DI PESANTEZZA E TRONFIEZZA»
una ragione. Quello a cui invece resisterà fi- forse è la famiglia Vergari. Numerosa, anzi nu- continuo divenire. Un vademecum
no alla morte, posso giurarci, è l’insalata di merosissima. In cima c’è nonna Amelia, me- che probabilmente tra qualche an-
feta e i semi di girasole e di zucca, a me tanto moria vivente di una cucina tradizionale. Poi no dovrà essere aggiornato di nuo-
cara. Ovvero, per riassumere i commenti di c’è la nipote Lana, autrice di fumetti e sceneg- vo, proprio perché stiamo vivendo anni di tu-
un genitore del sud alla propria figlia: lesbi- giature, che vive con Massimo e che, come il multuosi cambiamenti. Nella società e in cuci-
ca sì, “erbivora” no». Perché forse gli italiani fratello Federico, è piuttosto nomade. In mez- na. Chissà quante famiglie nuove, chissà quan-
sono più conservatori a tavola che in camera zo, un mondo generazionale che comprende il ti sapori prima sconosciuti. Chissà cosa sarà
da letto. Chissà che pensa il padre di France- papà Giancarlo, zie e zii, cugine e cugini e che l’Italia tra cinque, dieci o vent’anni. Speriamo
sca del risotto alla zucca, zenzero e semi di è molto unito e si frequenta assiduamente per migliore di quella di oggi. Almeno nella men-
zucca, la cui ricetta fa bella mostra di se al- cene e avventure enogastronomiche. Dai Ver- talità, visto che in cucina, ammettiamolo, non
l’interno del volume... gari, bella famiglia italiana a tutto tondo, ab- possiamo lamentarci.