Sei sulla pagina 1di 88

Recupero delle acque piovane

per uso domestico nell’area mediterranea

Politecnico di Bari
Dipartimento di Ingegneria Civile e dell’Architettura
Dipartimento di Ingegneria delle Acque e di Chimica

Studio svolto con il contributo della Fondazione


Cassa di Risparmio di Puglia
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 2
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 1

Indice 6. I trulli e l’esperienza del microlitismo


Mediterraneo 52
6.1 Gli elementi e le tecniche 54
6.2 La forma e la relazione con il sito 56
6.3 La struttura 57
6.4 Il comportamento climatico 57
6.5 L’aggregato urbano e l’economia
dell’acqua 61
Prefazione 2 7. Analisi ed approfondimenti 64
Premessa 3 Conclusione 69
Introduzione 5
Responsabile Scientifico:
Appendice: Quadro normativo in materia
Prof. Ing. Alberto Ferruccio Piccinni
1. L’emergenza idrica 11 di recupero acque meteoriche 71
2. L’utilizzo delle acque meteoriche 16 I. Generalitá 71
Coordinamento indagini storico architettoniche:
3. Dimensionamento delle opere di raccolta II. Normativa estera 72
Prof. Arch. Attilio Petruccioli
delle acque di pioggia 19 Australia 72
3.1 Analisi dell’efficienza e della convenienza Africa sub-sahariana 73
Gruppo di ricerca:
delle opere di raccolta 19 India 73
Ing. Claudia Campana
3.2 Valutazione dei costi 25 Francia 74
Ing. Maria Di Modugno
Germania 74
Arch. Giuseppe Mazzone
4. Struttura e forma dell'acqua nel territorio III. Normativa europea 74
Arch. Calogero Montalbano
pugliese 28 Direttiva 2000/60/ce 74
4.1 Le modalità di scorrimento dell’acqua 28 Norme din 75
4.2 Le tecniche di captazione dell’acqua 28 IV. Normativa italiana nazionale 75
5. Le strutture masserizie 35 Legge n. 319/76 76
5.1 Gli archetipi 35 Legge n. 36/94 76
5.2 Individuazione dei complessi masserizi d.lgs. n. 152/99 76
nel territorio pugliese 37 d.m. n. 185/03 78
5.3 Casi studio 38 d.lgs. n. 152/06 78
5.3.1 Masseria dell'Assunta (Altamura) 38 V. Normativa italiana regionale 78
5.3.2 Masseria Nunziatella (Atamura) 40 Emilia romagna 79
5.3.3 Masseria Musacco (Turi) 41 Toscana 79
5.3.4 Masseria Cerere (Locorotondo) 42 Umbria 80
5.3.5 Masseria Losciale (Monopoli) 43 Puglia 81
5.3.6 Masseria Sant'Eustachio (Giovinazzo) 45
5.3.7 Masseria Jasca (Altamura) 47 Bibliografia 83
5.3.8 Masseria Viglione (Santeramo) 49 Webgrafia 83
5.3.9 Masseria Cippano (Otranto) 51
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 2

Prefazione cazioni del clima, riflettono non solo un errato di interazione con la risorsa idrica, sino a dive-

A. Petruccioli
approccio al modo di controllare le nostre risor- nire veri e propri dispositivi meccanici, capaci
se primarie, ma anche la necessità di un imme- di accoglierla e usarla con cura nei diversi cicli
diato ripensamento rispetto ai comportamenti produttivi e sociali a cui è destinata.
e alle tecniche adottate sino ad oggi. La storia ci insegna, d’altra parte, come l’acqua,
L’acqua è elemento estremamente mutevole Eppure, nonostante tutto, l’acqua sebbene soprattuto in regioni particolarmente aride,
capace di generare straordinari effetti nel pae- inquinata, sprecata, dissacrata in ogni modo, debba essere educata, domata, concentrata e
saggio in cui scorre. Calma o agitata è sempre conserva le sue funzioni vitali. distribuita, e tutto questo richiede una forte
materia fondamentale per il disegno del paesag- Sono state queste le premesse che hanno con- organizzazione e coesione sociale. In tal senso,
gio e delle città ed è straordinaria fonte di vita dotto alla formulazione di una ricerca che, con le tecniche idriche e costruttive e la stessa archi-
per tutti gli esseri viventi. La sua bellezza incon- il fine di indagare in modo multidisciplinare tettura, nel modificare la forma dei luoghi,
taminata e la sua forza primordiale sono state l’acqua e le sue variegate interazioni con l’uomo assumono una precisa identità sociale, culturale
considerate con rispetto in molte culture ed ha messo in campo esperienze disciplinari e tecnica, e definiscono univocamente la speci-
ammirate e riverite in molte religioni e mitolo- molto diverse tra loro, come quella dell’inge- ficità e i meccanismi di funzionamento del quel
gie. gneria delle acque e della progettazione archi- territorio.
In nome dell’acqua, nel passato più remoto tettonica e paesaggistica. Questo approccio La ricerca, in conclusione, tenta di ricostruire il
come nell’immediata contemporaneità, si sono interdisciplinare di conseguenza, ha agito su legame con la tradizione e con le esperienze tec-
2 combattute atroci battaglie e, con estrema pro- scale dimensionali estremamente diversificate niche sviluppatesi sul territorio pugliese. In tale
babilità, questo accadrà nel prossimo futuro in che sono andate dallo studio degli ambiti terri- direzione, l’obiettivo è stato quello di comporre
maniera ancora più cruenta. toriali estesi (attraverso analisi ambientali, geo- un quadro delle conoscenze che potesse accre-
Attualmente il bilancio dell’acqua è radical- logiche, idrografiche, paesaggistiche e antropi- scere la comprensione delle diverse tecniche
mente cambiato rispetto al passato, anche a che) all’individuazione di soluzioni tecniche, adottate in passato, connesse alla captazione,
causa delle consistenti trasformazioni che l’ac- impiantistiche e architettoniche legate a singoli distribuzione, conservazione e utilizzo dell’ac-
qua ha subito nel rapporto con il paesaggio edifici o a parti di esso. qua.
costruito e con gli insediamenti. Gli elevati Si è appreso così come la cultura storica dell’ac-
impatti ambientali derivanti da inondazioni e qua sia stata fondata intorno all’uso di tecniche
da lunghi periodi di siccità, l’emungimento sorprendenti, che testimoniano la capacità del-
incontrollato dell’acqua di falda, il suo costante l’uomo di raccogliere, trasportare e conservare
inquinamento ad opera di innumerevoli sostan- la preziosa risorsa, ma anche di straordinarie
ze chimiche e le sempre più repentine modifi- architetture che rivelano un’inaspettata capacità
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 3

Premessa tecnico -impiantistiche adottate, le più signifi- la raccolta e la distribuzione dell’acqua piovana

A. Petruccioli, C. Montalbano
cative sono: ricadente sull’intero insediamento. A questo si è
- tetti giardino aggiunta la capacità di plasmare il territorio cir-
- pacchetti drenanti per il suolo e per le coper- costante (scavandolo, modellandolo, arginan-
ture dolo con muretti a secco, realizzando solchi e
Un nuovo approccio all’uso dell’acqua nelle - cisterne per lo stoccaggio dell’acqua piovana canali artificiali nella pietra calcarea come nel
città come nelle realtà rurali non può essere affi- connesse ad impianti per gli scarichi dei WC terreno) affinché contribuisse a captare la mag-
dato esclusivamente a criteri ecologici ma deve e per l’irrigazione giore risorsa idrica possibile per poi convogliar-
indispensabilmente diventare un codice etico - sistemi integrati di segmentazione dei flussi la verso i campi o verso l’agglomerato urbano.
che porti a diversificare gli usi dell’acqua in rap- idrici Questo dimostra come le economie di scala a
porto alle diverse esigenze della quotidianità, Queste soluzioni, nonostante tutto, quasi mai cui occorre riferirsi, per produrre risultati
riservando l’acqua potabile esclusivamente concomitanti, non hanno prodotto risultati apprezzabili nel caso dell’ottimizzazione del
verso usi più pregiati. In questo la tecnologia apprezzabili nell’ambito dell’impiego e della recupero delle acque meteoriche, non siano
contemporanea così come le esperienze del diversificazione delle risorse idriche. legate ad un’applicazione tecnica alla scala del-
nostro passato possono dare un sostegno utilis- Nell’edilizia, in particolare, questi sistemi sono l’edificio o della piccola agglomerazione, quan-
simo allo sviluppo di nuovi impianti, così come fondamentalmente legati all’ottimizzazione del- to piuttosto al ripensamento della forma e della
alla strutturazione e alla diversificazione delle l’acqua piovana che interferisce con il singolo struttura dello spazio urbano nonché del terri-
reti e al perfezionamento dei sistemi di capta- edificio o, al limite, con un lotto edificatorio torio che lo circonda. 3
zione, adduzione, stoccaggio ed impiego delle poco più ampio. La storia del nostro territorio I binomi architettura/tecnologia, tradizio-
diverse tipologie di risorsa idrica disponibili sul ci insegna invece come tra insediamento e risor- ne/innovazione, territorio/forma urbana, ci
territorio. sa idrica piovana esista un rapporto direttamen- consentono pertanto di comprendere come, nel
Attualmente esistono alcuni esempi positivi te proporzionale che vede al crescere del primo futuro prossimo, la via della sostenibilità passi
nella gestione sostenibile dell’acqua, sviluppati una sempre più estesa ramificazione dei sistemi necessariamente attraverso la comprensione
in piccoli insediamenti ed in contesti rurali, ma di captazione del secondo. dell’inscindibillità di tali legami.
sono certamente poche le esperienze portate Le strutture urbane più complesse e durature, Il presente studio vuole, quindi, dimostrare,
avanti su progetti di grande scale, o in ambiti che meglio hanno resistito al passaggio dei seco- attraverso la descrizione del territorio pugliese,
urbani densamente abitati. In molte di queste li e alle avversità climatiche, sono distinguibili, dei suoi diversi comportamenti architettonici e
applicazioni, particolare interesse rivesteono le sul nostro territorio, come nell’intera regione delle diverse soluzioni di adattamento al terri-
tecniche di recupero e gestione dell’acqua pio- mediterranea, per la maggiore organizzazione torio, tra cui lo sviluppo di specifiche tecniche
vana per usi civili non potabili. Tra le soluzioni dello spazio urbano al fine di ottimizzare anche di raccolta delle acque meteoriche, come sia
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 4

forte il legame che l’architettura definisce con te come le persone. In questo modo a-territo-
contesti ambientali specifici e come, rispetto ad riale e globale di concepire le città non esiste un
essi, riesca a sfruttare al massimo le risorse dis- limite per la crescita urbana perché illimitate
ponibili senza alterare gli equilibri ambientali sono le risorse disponibili, seppure provenienti
locali. In tutto ciò l’innovazione tecnica e tec- da altri luoghi.
nologica non può che declinare, aggiornandoli, Perdere di vista il rapporto di necessità con il
i caratteri già manifesti dell’architettura e del luogo fisico da cui dipendiamo porta per con-
territorio, ma non ne può cancellare ne modifi- seguenza ad una errata concezione delle città,
care la struttura di base, frutto di compromessi intese erroneamente come città globali e prive
e di equilibri mai perfettamente noti alle singo- di differenze perché capaci di condividere le
le discipline scientifiche. medesime risorse. In questo tipo di città i pro-
L’inscindibile rapporto che lega architettura e blemi non sono mai locali ma globali e le stesse
territorio attraverso le diverse epoche storiche, risposte tecniche sono generali e standardizzate,
evidenzia, d’altra parte, un forte vincolo. Ogni prive di specificità e di capacità di adattamento
sistema antropico, sia esso una città, piuttosto al contesto locale, proprio perché non esiste un
che un villaggio o una contrada, possiede uno contesto specifico.
specifico limite di insediabilità (definibile nei L’internazionalizzazione della cultura, delle tec-
4 termini di “limite del carico antropico” o “por- niche, delle tecnologie e dei livelli di conoscen-
tanza”), variabile in base alle caratteristiche za in genere, hanno, invece, ragione di esistere
dello specifico ambito territoriale di apparte- nella capacità che esse posseggono di potenzia-
nenza. Superato tale limite il sistema antropico re ed aggiornare le risposte di uno specifico
in questione non è più in grado di far fronte contesto, producendo solo principi generali
autonomamente al proprio fabbisogno e le condivisibili in contesti diversi ma mai modelli
risorse rinnovabili (tra cui anche l’acqua) ven- comportamentali specifici da applicare indiffe-
gono consumate con una velocità superiore alla rentemente in ogni luogo.
loro capacità di ricarica.
Questo concetto è certamente estraneo al modo
di concepire la città contemporanea, in cui le
materie prime e le risorse (compresa l’acqua) si
spostano lungo reti extra-territoriali esattamen-
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 5

Introduzione re costruttivo locale e in convenzioni sociali. Si (Kairouan); i cisternoni sotterranei della regio-

C. Montalbano, M. di Modugno
producono, in tal senso, norme sociali che, in ne anatolica (Istambul).
forma di legge orale o scritta, vincolano impre- ***
scindibilmente la vita di quelle società che si In questo panorama parte certamente rilevante
raggruppano in uno specifico territorio. ha assunto anche l’Italia meridionale e la Puglia
L’acqua in architettura è un elemento impre- La storia dell’architettura ci propone innumere- in particolare. La sua peculiare posizione geo-
scindibile per l’organizzazione e la stessa voli esempi di tali tipi di organizzazione. grafica, al centro del Mediterraneo, ha fatto sì
sopravvivenza di un insediamento. Intorno al Intorno al Mediterraneo si sono raccolte nei che questa regione d’Italia agisse da fulcro degli
valore dell’acqua e, in particolare, della pioggia, millenni numerose civiltà che hanno imparato interscambi culturali e commerciali del
l’uomo ha costruito grandi miti. La pioggia è a gestire rigorosamente l’atavico problema della Mediterraneo ed ha consentito a questo territo-
sempre stata storicamente invocata con canti, disponibilità idrica per la produzione agricola e rio di agire da ricettore, punto di arrivo e di
danze e preghiere e la sua assenza ha seminato per il fabbisogno alimentare. Da qui la nascita e partenza, di conoscenze e soluzioni tecniche
morte e povertà ma anche la sterilità dei suoli e l’impiego di sofisticate tecniche di approvvigio- originalissime. Non stupisce pertanto come
la scomparsa di lussureggianti civiltà. namento idrico, frutto di uno straordinario questa terra sia sempre stata un punto di pas-
In condizioni climatiche estreme la ridotta dis- adattamento al clima e alla struttura del territo- saggio obbligato tra il mediterraneo orientale e
ponibilità idrica ha costretto l’architettura, e lo rio locale. Solo in quest’ottica si possono com- quello occidentale. Tutto questo ha lasciato
stesso territorio, a strutturarsi in funzione del- prendere le splendide strutture idriche dei giar- profondi segni sul paesaggio pugliese, inciden-
l’ottimizzazione delle risorse disponibili, appli- dini pensili persiani; le ingegnose canalizzazioni do in modo sostanziale sull’organizzazione del 5
cando e perfezionando sino all’estremo la capa- dei paesaggi rupestri nelle gravine di Petra territorio agricolo e urbano. Oggi questa strati-
cità dell’uomo di concentrare, drenare, racco- (Giordania); le imponenti canalizzazioni dre- ficazione culturale si manifesta nella struttura
gliere l’acqua, goccia dopo goccia, per poi nanti dell’Africa nord occidentale (foggara), geopolitica, nell’organizzazione fisica del terri-
impiegarla con la massima parsimonia. della regione iranica (Kanat), della penisola ibe- torio e soprattutto nelle molteplici identità
Tutto questo appartiene ad una forma di edu- rica e della Sicilia; le dighe di imbrigliamento architettoniche e tecniche che si sono venute a
cazione del territorio che non è possibile ridur- associate ai laghi di ritenuta della regione arabi- produrre a partire dallo sviluppo delle prime
re a semplice sommatoria di conoscenze tecni- ca (Mecca e Taif ) e iranica (Isfahan); le cisterne società semi stanziali.
che. E’ piuttosto riscontrabile una sedimenta- a cielo aperto del Marocco e dell’Algeria; le I cacciatori raccoglitori del paleolitico, arrivaro-
zione storica di esperienze locali e di influenze grandi cisterne urbane geometriche della no in queste terre grazie all’abbassamento del
esterne che, in archi temporali estremamente Tunisia (Kairouan); le straordinarie cisterne di livello del mare (in seguito alle glaciazioni),
prolungati, si trasformano progressivamente in deposito coperte a volta della regione iranica incidendo enormemente sulla cultura agro-
forme architettoniche stabili ma anche in sape- (ab-anbar); le cisterne coperte della Tunisia pastorale che caratterizzerà la civiltà appennini-
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 6

ca pugliese. Le genti neolitiche rafforzarono la tecniche costruttive, ci consente oggi di osser- terraneo, e vede la civiltà minoico micenea delle
struttura agro-pastorale del territorio, fondata vare un legame del tutto particolare del territo- tholos legarsi a quella siciliana dei dammusi e
sulla presenza di piccolissimi villaggi a struttura rio e dell’architettura con l’acqua. Un legame quella sarda dei nuraghi e dei pozzi nuragici, per
parentelare di tipo semi-nomadico. Si incontra- ricco di indicazioni per lo sviluppo di una cul- ricongiungersi ai fenomeni del microlitismo
rono qui, provenendo da diversi luoghi del tura progettuale realmente sostenibile. della Spagna meridionale. Dall’evoluzione di
Mediterraneo, le grandi società dell’età dei Splendidi esempi di questa capacità di adatta- queste tecniche costruttive deriva anche il trul-
metalli che favorirono una prima forte differen- mento al territorio sono, in Puglia, i sistemi di lo, dove la funzione abitativa e quella dell’accu-
ziazione socio economica del territorio, contri- raccolta delle acque piovane dell’altopiano della mulo idrico, fino ad ora indipendenti, convivo-
buendo ad abbattere all’interno delle comunità Murgia, della Valle d’Itria e del Salento, zone no in un unico organismo architettonico in cui,
i vincoli di tipo parentelare e a favorire la seden- caratterizzate da lunghi periodi di siccità e, in la grande vasca sotterranea di accumulo d’ac-
tarizzazione dei primi insediamenti proto-urba- alcuni casi, da una caratterizzazione carsica del qua, oltre a soddisfare il fabbisogno idrico loca-
ni. sottosuolo che limita notevolmente la capacità le, interviene nei processi di controllo climatico
Più recentemente le dominazioni e le influenze del terreno di trattenere l’acqua piovana. In tal dell’organismo architettonico, attenuando in
si sarebbero moltiplicate a distanza di brevi modo l’agricoltore/costruttore pugliese impara estate la temperatura interna rispetto a quella
periodi storici, sovrapponendo, di volta in ad utilizzare le pietre informi, ricavate dallo esterna e garantendone un buon raffrescamen-
volta, i segni della presenza greca a quelli della spetramento dei terreni brulli, per costruire to.
dominazione romana, ma anche quelli delle muri a secco capaci di proteggere i campi dai In altro contesto, nell’ambito della murgia e del
6 dominazioni longobarde, bizantine, saracene, venti dominanti ma anche per conservare l’u- territorio salentino, si possono osservare ulte-
berbere, normanne, sveve, aragonesi, angioine, midità del terreno e limitare la perdita di quel- riori forme di adattamento al territorio, al clima
borboniche e napoleoniche. l’acqua presente nel suolo che, altrimenti, risa- e alla piovosità locale. Il territorio, prevalente-
Tutte queste stratificazioni culturali hanno lendo per capillarità in superficie, verrebbe dis- mente carsico, presenta un’elevata quantità di
modificato localmente la forma dello spazio persa per evapotraspirazione. Impiega ancora le microcistrene, piccole vasche intagliate sui ban-
fisico delle nostre città ma non hanno mai pietre ricavate dallo spetramento dei campi, chi di pietra calcarea, opportunamente distri-
messo in crisi la struttura profonda del territo- disponendole a tumulo, per realizzare camere di buite sul territorio e collegate tra loro, impiega-
rio, delineatasi nelle sue linee generali sin dal- condensa (specchie), capaci di favorire l’accumu- te per raccogliere l’acqua di prima pioggia e
l’affermazione della civiltà appenninica e con- lo di acqua condensando l’umidità dell’area e indirizzarla verso cisterne più ampie.
solidatasi nel corso dei secoli grazie all’apporto sfruttando la differenza di temperatura tra l’in- Sull’arco jonico e sulla murgia nord orientale si
di culture diverse che hanno interpretato il ter- terno ed l’esterno della vasche di raccolta. può osservare invece un modello abitativo
ritorio, rafforzandone alcuni aspetti specifici. Questa cultura microlitica, giunge in puglia caratterizzato da piccolissimi insediamenti spar-
Tutto questo bagaglio di culture, tradizioni e attraverso le lunghe tratte migratorie del medi- si, fattorie rupestri con recinti fortificati, veri e
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 7

propri santuari rurali organizzati attorno alla poste all'interno degli ipogei che si aprono su sul territorio pugliese in masserie da campo e
riserva d’acqua che diviene oggetto di culto. In terrazzamenti sorretti da muretti a secco che masserie per pecore, costituiranno degli impor-
queste terre aride, in cui le piogge arrivano strutturano il pendio. Lungo i terrazzi scorrono tanti baluardi territoriali per l’economia della
irruenti e abbondanti in alcuni momenti e sono canali paralleli al ciglio della parete, che recupe- Puglia medioevale e, in seguito per lo sviluppo
completamente assenti per lunghi periodi, le rano gli eccedenti idrici per irrigare i piccoli intorno ad essi dei successivi insediamenti urba-
conoscenze per la raccolta e la distribuzione campi posti davanti alle grotte. Ogni piccolo ni dell’area garganica, della murgia e del salen-
delle acque sono determinanti per la vita di gruppo insediativo si innesta su uno spazio to. La struttura socio-economica della masseria
queste piccole comunità. A ridosso delle con- semicircolare, aperto verso il cielo e protetto rappresenta certamente il caso più equilibrato
formazioni orografiche più accidentate (gravi- perimetralmente: è il luogo centrale delle attivi- di sistema insediativo rurale permanente fonda-
ne) la struttura organizzativa diviene più com- tà sociali elementari, da cui si origina il vicina- to sulla compresenza della funzione residenzia-
plessa. Confrontando la morfologia di questi to. Tale aggregazione deriva anche dalla necessi- le, produttiva e della vita associativa, ma è
insediamenti (Matera, Gravina, Laterza, tà di ridurre l’esposizione solare estiva e valoriz- anche il riferimento più rappresentativo sul ter-
Massafra, etc) con la rete di scorrimento delle zare quella invernale. La presenza degli orti ritorio pugliese del funzionamento di un
acque, è possibile spiegare la struttura urbana di contribuisce a ridurre il carico termico delle microinsediamento sociale assolutamente auto-
questi abitati. Le acque, dalle parti più elevate abitazioni e a controllare l’umidità dell’aria gra- sufficiente dal punto di vista produttivo e del-
delle colline, si riversano oltre il ciglio dei vallo- zie all’evapotraspirazione delle piante. L’acqua l’autonomia idrica.
ni e vengono così imbrigliate lungo la loro delle cisterne comuni del vicinato induce una Le masserie controllano un paesaggio piuttosto
caduta attraverso canali intagliati sui pianori diminuzione della temperatura radiante e un esteso e, rispetto ad esso, adottano strategie 7
che permettono di convogliare le piogge attra- raffrescamento indiretto dell’aria. estremamente diversificate per il rifornimento
verso le superfici di displuvio del pendio e con- Altro esempio tipico del territorio pugliese e del idrico. L’acqua piovana viene indirizzata nei
durle in grandi cisterne che compongono le suo rapporto esclusivo con l’acqua è dato dalle campi in cisterne, pozze, e piscine, attraverso il
riserve comuni di acqua. Le intere vallate sono strutture masserizie. In Puglia l’abitato a masse- sapiente contributo dei muretti a secco, il con-
organizzate su più piani, con gradoni degradan- rie ha origini remote e nasce in molti casi in trollo dei dislivelli del suolo e il sapiente uso di
ti verso il fondo, seguendo un articolato sistema corrispondenza di territori particolarmente lievi depressioni del terreno. L’acqua che si
di regimazione e raccolta delle acque. impervi, in corrispondenza dei quali la logica riversa sulle aie viene canalizzata nelle vasche
Attraverso i canali incisi sui pianori calcarei si insediativa privilegia la formula di aggregati degli abbeveratoi destinati al bestiame e, in
generano altri flussi che vengono deviati per sociali elementari organizzati intorno a piccole prossimità del recinto di delimitazione della
irrigare i campi terrazzati e alimentare cisterne attività produttive, inizialmente connesse alla masseria in ulteriori pozzi e cisterne per l’acqua
private intorno alle quali si organizzano gli tradizione economica, sociale e culturale della potabile opportunamente alimentate attraverso
spazi urbani. Così si alimentano le cisterne transumanza. Tali sistemi, genericamente divisi gronde e canalizzazioni che raccolgono l’acqua
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 8

delle terrazze. superficiali, come quelle di Zollino e di dagli etruschi) come quella di Ruvo, ma anche
Particolarmente interessanti per struttura e arti- Castrignano dei Greci e più in generale dell’a- estesi acquedotti come quelli dell’arco jonico.
colazione sono le piscine, cisterne rurali semi- rea salentina, veri e propri pozzi drenanti con A tutto questo si associa una elevatissima quan-
ipogee con abbeveratoi tipiche della Valle sezione tipicamente a campana, incassati nel tità di tecniche e forme architettoniche frutto
d’Itria come del Salento. Costruite in pietra cal- terreno e rivestiti in pietra, impiegati per racco- di specifiche esperienze locali e di adattamenti
carea, a forma di parallelepipedo con volta a gliere l’acqua di prima pioggia e ridistribuirla al territorio e a particolari caratterizzazioni del
botte e pavimentazione con pietre squadrate gradualmente al terreno o per ricaricare le falde clima e dell’acqua.
disposte a due spioventi. Vengono incassate nel idriche superficiali .
terreno, negli avvallamenti e nelle lame, per rac- Ma si trovano anche le pire della murgia del sud ***
cogliere l’acqua piovana. Sono di varia dimen- barese, tipiche costruzioni circolari in pietra, Sono stati fin qui esposti interessanti esempi
sione, alcune delle quali imponenti, con due alte intorno ai due metri, che raccolgono le dei tentativi dell’uomo di recuperare e conser-
aperture laterali per l’acqua che vi defluisce acque drenate dal un fitto reticolo di canalizza- vare le poche risorse idriche disponibili a testi-
dopo esser stata filtrata da una o due vasche di zioni, distese su un territorio molto più vasto. monianza di una cultura, purtroppo parzial-
decantazione semichiuse e recintate con tufi o Questo estese canalizzazioni, che hanno il com- mente scomparsa, di sostenibilità attuata in un
pietre. Queste strutture sono munite di grandi pito di ripartire in modo uniforme le acque di territorio da sempre afflitto dalla scarsità di una
vasche (pile), scolpite nel mazzaro e legate alla prima pioggia, a monte, dove l’acqua scorre più risorsa vitale per il sostentamento e lo sviluppo.
bocca principale, mediante condutture scavate velocemente, sono realizzate in pietra, mentre a La riscoperta e la rivisitazione di tali sistemi di
8 anch’esse nel mazzaro. La loro collocazione è valle, dove la pressione e l’impeto delle acque captazione e di raccolta delle acque meteoriche,
strategica: lungo i tratturi, all’interno delle rallenta, vengono realizzate attraverso dei veri e in particolare di quelle provenienti dai tetti
superfici coltivate o dei pascoli di ogni media e propri tracciati scavati nel terreno, opportuna- delle abitazioni consentirebbero di risparmiare
grande masseria. mente rinforzato sugli argini da piante idrofile. sul consumo di acqua potabile destinando tali
In alcuni casi, è possibile trovare delle primor- Di fronte al progressivo essiccamento della acque verso usi più pregiati.
diali cisterne ottenute in aree a leggera depres- regione puglia anche i romani presero alcuni Lo sviluppo demografico, la crescente urbaniz-
sione orografica e strutturate come enormi fosse drastici provvedimenti. Iniziarono a scavare zazione, il mutamento della abitudini della
interrate, rivestite in pietra e impermeabilizzate profonde e larghe cisterne per la raccolta di popolazione e il progresso tecnologico sembra-
a calce (foggie) con funzione di cisterne di rac- acqua piovana. I romani, profondi conoscitori no intaccare la sostenibilità della risorsa idrica:
colta in cui confluiscono numerose canalizza- delle tecniche di edificazione degli acquedotti e da un lato vi è, infatti, il prelievo indiscrimina-
zioni ottenute attraverso un attento lavoro di dei serbatoi idrici, iniziarono in tal modo a to per uso civile ed industriale dall’altro i muta-
intaglio della superficie calcarea del territorio. costruire anche in puglia, grandi cisterne menti climatici in corso, che portano all’inten-
In altri casi si incontrano pozze e pozzelle monumentali (tecnica probabilmente ereditata sificarsi dei periodi di siccità. Tra i sistemi in
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 9

grado di offrire un immediato contributo alla venza e al sostentamento. L’interesse per il suo
soluzione dei problemi dello spreco, della penu- uso è però cresciuto anche nelle aree urbane e
ria e dei crescenti costi dell'approvvigionamen- più industrializzate dove, tra i suoi benefici,
to idrico vi sono sicuramente quelli basati sul sono compresi anche il contributo nel control-
recupero e riciclo delle acque meteoriche. In lo delle inondazioni e la riduzione della pressio-
tale contesto, la necessità di procedere alla ne sulle risorse idriche esistenti.
riscoperta e al recupero delle antiche tecniche di La tecnologia del riutilizzo delle acque meteori-
raccolta e accumulo, nonché al possibile riadat- che non è però applicabile con successo in ogni
tamento delle antiche forme di bio-architettura nazione ed anche a livello locale ci sono diffe-
urbana ai nuovi contesti residenziali nasce dalla renze nella possibile convenienza legata al suo
sempre più preoccupante carenza di risorsa idri- utilizzo; i fattori da valutare sono i diversi
ca, situazione che la Puglia ha sempre dovuto inquinanti (a diverse concentrazioni) riscontra-
fronteggiare ma che, negli ultimi anni, è anda- bili nelle acque che dipendono dalla qualità del-
ta sempre più aggravandosi. l’aria, dall’utilizzo dei suoli, dall’urbanizzazio-
La necessità di risparmiare sul consumo di ne, e dalle caratteristiche locali delle piogge
acqua potabile attraverso lo stoccaggio ed il suc- (quantità e distribuzione temporale).
cessivo riutilizzo delle acque piovane ricadenti
sulle coperture dei fabbricati si basa sul fatto 9
che l’acqua potabile che ogni giorno consumia-
mo per usi igienici e alimentari rappresenta solo
la minima parte dei consumi in ambito dome-
stico; infatti, circa il 40% del consumo giorna-
liero di acqua potabile (scarico del WC, pulizia
della casa, bucato e irrigazione del giardino)
potrebbe essere sostituito con acqua “meno pre-
giata”.
Negli ultimi decenni, l’utilizzo delle acque
meteoriche ha avuto un notevole incremento
soprattutto nelle aree rurali di molti paesi medi-
terranei (Africa, Asia) finalizzato alla sopravvi-
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 10

10
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 11

1. L’EMERGENZA IDRICA grande quantità d’acqua di tutta la comunità


(980 m3/ab×anno) a fronte di una poco ocula-
A. F. Piccinni, M. Di Modugno ta gestione della risorsa stessa nei vari settori di
impiego. L’Italia risulta, infatti, al primo posto
come prelievi per usi domestici, ha uno dei peg-
Negli ultimi anni, gli studiosi hanno maturato
giori indici di consumo di acque per unità di
la consolidata convinzione che ci si avvia verso
prodotto industriale ed ha il più alto consumo
un lungo periodo di pesante carenza di acque di
di acqua per ettaro irrigato. In riferimento al
Figura 1: Evoluzione consumo idrico mondiale
quantità e qualità necessarie per la salvaguardia
consumo domestico, per il quale si utilizza il
di tutti gli ecosistemi, compreso quello umano.
Oltre al problema dell’aumento demografico 35% dell’acqua a disposizione, il consumo pro-
Il primo responsabile della carenza idrica nel
bisognerebbe tenere conto anche degli squilibri capite è mediamente pari a 250 l/giorno con la
mondo, oltre i mutamenti climatici (effetto
dei consumi: le stime medie indicano un con- ripartizione riporta nella figura seguente
serra e desertificazione), è il degrado della qua-
sumo di 350 litri d'acqua al giorno per una (Figura 2).
lità delle acque. In tutti i paesi del mondo, la
famiglia canadese, di 165 per una europea e di
cattiva gestione delle acque di scarico, contami-
20 litri per una famiglia africana.
nate con sostanze chimiche, comporta l’altera-
A scala internazionale l’Italia rappresenta l’anel- La rapida crescita dei consumi domestici in ter-
zione qualitativa delle riserve idriche già impo-
lo di congiunzione tra il Nord Europa, ricco di
verite dallo sfruttamento, riducendo la capacità
risorse idriche, ed il Sud del Mediterraneo, dove 11
delle stesse di rigenerarsi.
la carenza idrica è una costante. Essa si trova
L’incremento demografico rappresenta anch’es-
quindi nelle condizioni di avere, da un lato, una
so una delle principali cause del “problema del-
disponibilità idrica media procapite doppia
l’acqua”. Gli organismi internazionali indicano,
rispetto ai paesi del Sud del Mediterraneo
infatti, la crescita demografica come una delle
(1.250 m3/ab×anno) e, dall’altro, quasi metà
cause della crisi idrica. Nel 1700, con una
della disponibilità dei paesi occidentali europei
popolazione mondiale complessiva di 700
milioni di abitanti, il consumo complessivo di (ove ammonta a 5.183 m3/ab×anno) (World
Resources Institute, 2000).
acqua era di circa 110 miliardi di m3, nel 1990
Secondo dati forniti dall’OCSE
il consumo è stato di 40 volte superiore (Figura
(Organizzazione per la Cooperazione e lo
1).
Sviluppo Economico) l’Italia rappresenta la Figura 2: Consumo giornaliero procapite di acqua
nazione dell’Unione Europea che preleva la più potabile in un'utenza domestica
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 12

mini di dotazione pro-capite nell’ultimo tren- pensione al risparmio in questo campo, frutto avverse, è stata costretta a dover fronteggiare una
tennio è da attribuire, principalmente, al pro- di una insufficiente sensibilità maturata nei carenza idrica permanente. Negli ultimi anni
gressivo miglioramento della qualità residenzia- cosiddetti anni del benessere, e dall’altro le tale situazione è andata sempre più aggravando-
le e della contemporanea adozione di “stili di basse tariffe (Tabella 1), le più basse di tutti i si, come testimoniato dall’analisi dei dati gestio-
vita” più idroesigenti. paesi occidentali, che non incentivano certo un nali raccolti per le principali fonti di approvvi-
Non va poi dimenticato che, ancora oggi, molte consumo più attento. gionamento idrico della regione che, attualmen-
zone d'Italia soffrono, soprattutto nei mesi esti- Lo scarso valore monetario del bene è altresì te, sono soprattutto esterne al territorio.
vi, di gravi carenze idriche. Nel sud Italia, oltre causa di usi impropri (ad esempio l’innaffia- L’approvvigionamento idrico della Puglia,
metà della popolazione non ha acqua sufficien- mento dei giardini) e di limitato interesse alla garantito da un sistema acquedottistico sovra-
te per almeno un trimestre all'anno. Ciò avvie- manutenzione degli impianti interni e al con- regionale costituito a partire dagli inizi del
ne non solo per un semplice problema di dis- trollo delle perdite. 1900, e sviluppato negli anni per far fronte alle
ponibilità, ma anche per un uso poco razionale Tra gli elementi essenziali per una gestione crescenti richieste in termini di dotazioni idri-
della risorsa. Basti pensare agli usi impropri di sostenibile della risorsa idrica vi è l’ottimizza- che, è garantito in gran parte da fonti extra –
risorse pregiate, in particolare per sistemi irrigui zione dell’utilizzo dell’acqua nel settore agrico- regionali, in particolare per l’11% da acque sor-
poco efficienti, o allo spreco derivante dalle per- lo, attraverso l’applicazione di moderne tecno- gentizie, quasi totalmente provenienti dalla
dite degli acquedotti. logie, tecniche e metodi irrigui, il recupero delle Campania (Caposele e Cassano Irpino) e per il
Va rilevata, pertanto, da un lato la ridotta pro- acque piovane assieme all’applicazione di un 34% da acque superficiali provenienti dagli
12 sistema di tariffazione adeguato. Garantire un invasi siti in Basilicata (Pertusillo e Sinni) ed in
uso sostenibile delle risorse idriche è una neces- Molise (Occhito, tra Molise e Puglia, diviso dal
sità strategica ampiamente riconosciuta in confine tra le due Regioni).
Europa e uno degli obiettivi principali riportati L’unica fonte di approvvigionamento endogena
nella importante Direttiva Quadro sulle Acque è rappresentata per il 55% da acque sotterranee,
(WFD 2000/60/CE), secondo cui, una fornitu- captate attraverso pozzi.
ra affidabile e la protezione delle risorse idriche A fronte di specifici studi sui fabbisogni si è
tramite una corretta gestione sono indispensa- potuto rilevare che, della risorsa idrica a dispo-
bili per sostenere tutti gli aspetti della vita sizione, circa il 37% viene impiegata ad uso
umana e di quegli ecosistemi che dipendono da potabile, il 53% ad uso irriguo ed il 10% ad uso
esse. industriale.
Tabella 1: Tariffe reali medie dei servizi idrici integrati
Nel contesto nazionale si inserisce la Puglia che In riferimento al fabbisogno potabile della
nei paesi europei da sempre, a causa delle condizioni climatiche regione, questo è attualmente soddisfatto in
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 13

massima parte facendo ricorso a risorse idriche pugliesi hanno subito sensibili incrementi pas- deflussi a mare hanno subito riduzioni sensibili
di derivazione extra–regionale. Infatti ben il sando da una portata totale prelevata pari a e pari, mediamente, al 65% per l’acquifero
77% proviene dalle regioni limitrofe, mentre il 1.921 l/s nel 1986 a una pari a 4.025 l/s nel murgiano e al 50% per quello salentino a fron-
rimanente 23% viene prelevato dalle falde idri- 2008. I maggiori incrementi di prelievo dalle te di una riduzione media delle precipitazioni
che della Puglia. falde si sono determinati a seguito delle crisi dell’ordine del 15% e della ricarica del 20% .
In situazioni di crisi idrica, comunque, il qua- idriche e, al contrario, in anni di maggior dis- Tali percentuali denotano le profonde modifi-
dro degli approvvigionamenti subisce sensibili ponibilità di risorsa idrica superficiale, il ricor- cazioni indotte negli acquiferi a seguito del per-
variazioni generalmente con un maggiore ricor- so alle falde è stato più contenuto. petrarsi di processi naturali (cambiamenti cli-
so alle acque sotterranee (Figura 3). La situazione delle falde pugliesi si presenta matici) ed antropici (sfruttamento intensivo).
Negli ultimi 15 anni i prelievi dalle falde sempre più critica a causa della cospicua entità La conseguenza di tali modificazioni ha genera-
delle portate emunte superiore al ravvenamento to la riduzione, osservata in alcuni casi, dei cari-
medio annuo dovuto agli apporti meteorici. A chi piezometrici nelle aree più interne, mentre
ciò è da aggiungersi il fatto che la maggior parte le porzioni costiere degli acquiferi hanno visto
dei prelievi sono concentrati nei mesi estivi (più aumentare gradualmente il contenuto salino
secchi) e in aree geografiche ben definite; que- delle acque di falda: la riduzione dei carichi pie-
sto provoca gravi problemi di salinità dell’acqua zometrici provoca l’inizio del processo di sali-
causati da danni all’interfaccia che potrebbero nizzazione che avviene principalmente per
estendersi a tutta la fascia costiera interessata espansione verso l’alto della zona di transizione; 13
dalla falda. la riduzione del deflusso verso il mare innesca
Per gli acquiferi regionali, i risultati desunti dal un processo di intrusione dalla costa.
bilancio idrogeologico relativi ai periodi 1940- Gli acquiferi costieri che maggiormente risen-
1960 e 1985-2000 (Tabella 2) forniscono chia- tono del processo di intrusione marina e di sali-
Figura 3: Andamento dei volumi idrici immessi al con-
sumo per fonte di approvvigionamento
re indicazioni sulla sostenibilità dell’uso della nizzazione indotta da un regime di sovrasfrutta-
risorsa idrica sotterranea su lungo periodo: i mento sono quelli del Gargano, Murgia e

Tabella 2: Raffronti degli elementi di bilancio relativi ai periodi 1940-1960 e 1985-2000 Per l'Acquifero della Murgia e l'Acquifero del Salento
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 14

Salento. Tale processo interessa anche la falda bile mostra tenori del cloro-ione sensibilmente occorre programmare l’uso delle risorse idriche
profonda del Salento, per la quale, la contami- elevati (talora superiore ai 250 mg/l2) ed in pro- sulla base del principio di assicurare l’equilibrio
nazione salina risulta essere un fenomeno molto gressivo aumento. Tali valori risultano incom- tra risorse idriche disponibili e fabbisogni tra i
più preoccupante rispetto alle altre forme di patibili non solo con i valori limite fissati dalla diversi usi, compatibilmente con l’esigenza di
inquinamento prodotte dalle attività antropi- direttiva nazionale in riferimento alla qualità assicurare le erogazioni idriche necessarie allo
che. Sovrasfruttamento delle risorse idriche sot- delle acque destinate al consumo umano ma sviluppo sostenibile della regione.
terranee significa il superamento di una data anche con quelli fissati per l’utilizzo della acque A tal proposito il D.Lgs. 03/04/06 n.152
soglia di prelievo (Safe Yield) che comporta una in agricoltura. Si presume, infatti, che in tale “Norme in materia ambientale” identifica il
progressiva diminuzione della riserva dinamica, settore, debbano essere utilizzate acque i cui riciclo come uno degli strumenti per raggiun-
regolatrice e geologica, immediatamente segna- requisiti di qualità siano superiori o almeno gere gli obbiettivi fissati dello stesso (tra i quali
lata da un progressivo abbassamento della uguali a quelli fissati dalla direttiva sul riutiliz- prevenire e ridurre l'inquinamento e attuare il
superficie piezometrica. Infatti, analisi delle zo delle acque reflue, in base alla quale, la con- risanamento dei corpi idrici inquinati, perse-
sezioni termiche relative alla distribuzione del centrazione da non superare dello ione cloro è guire usi sostenibili e durevoli delle risorse idri-
contenuto salino, ottenute grazie alle elabora- proprio pari a 250 mg/l3. che, con priorità per quelle potabili) tanto è che
zioni dei dati registrati negli anni 1995-1996, Tale processo può essere arrestato solo riducen- già nell’art. 73 (finalità) al comma f ) stabilisce
hanno evidenziato come gli spessori delle por- do le cause che lo determinano, ovvero ridu- che uno degli strumenti è “l’individuazione di
zioni di acquifero in cui circolano acque dolci cendo i prelievi, non già per penalizzare le atti- misure tese alla conservazione, al riutilizzo ed al
14 siano molto ridotti: già ad una profondità di 50 vità che della risorsa idrica sotterranea fanno riciclo delle risorse idriche”. A tal proposito lo
m sotto il livello mare tutta l’area centrale della uso, bensì in un’ottica di sostenibilità su lungo stesso decreto fornisce indicazioni in riferimen-
penisola è permeata da acque a salinità superio- periodo dell’uso della risorsa stessa. to al riuso delle acque reflue, all’art. 99, prescri-
re a 1 g/l. Tale situazione risultava decisamente A fronte di tali considerazioni e nell’ottica del vendo che “ Il Ministro dell'ambiente e della
migliore nel 1989. Di conseguenza, come principio secondo cui l’acqua deve essere utiliz-
dimostrato dagli studi1, seguendo l’attuale ten-
1 Piano di Tutela delle Acque - Regione Puglia
zata in modo solidale e consapevole da parte
2 D.Lgs. n.31 del 2001“Attuazione della direttiva
denza estrattiva tutta la componente di acqua dei soggetti coinvolti nel governo della risorsa
98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al
dolce potrebbe essere destinata a scomparire idrica, nella considerazione che l’uso dell’acqua
consumo umano”
entro i prossimi 250 anni; tuttavia, già molto per il consumo umano è prioritario rispetto agli
3 D.M. n.185 del 2003 “Regolamento recante norme
prima, la salinità delle acque sotterranee rag- altri usi e che l’uso della risorsa deve essere
tecniche per il riutilizzo delle acque reflue in attuazione
giungerebbe valori intollerabili per qualsiasi razionalizzato ed ottimizzato per contribuire
uso. A tal proposito, nell’area Salentina, la qua- alle politiche di intervento sul territorio finaliz- dell’articolo 26, comma 2, del D.Lgs. 11 maggio 1999,
lità delle acque di falda utilizzate a scopo pota- zate ad assicurare la tutela dei corpi idrici, n.152”
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 15

tutela del territorio, …detta le norme tecniche La normativa nazionale e regionale fornisce
per il riutilizzo delle acque reflue. Le regioni, quindi utili indicazioni in riferimento al riuti-
…adottano norme e misure volte a favorire il lizzo delle acque reflue depurate da riutilizzare
riciclo dell'acqua e il riutilizzo delle acque reflue nel settore irriguo ma sembra essere totalmente
depurate”. Il Ministero dell’Ambiente si è fatto indifferente nei confronti dell’utilizzo delle
promotore di una proposta di regolamento sul- acque meteoriche che, come le acque reflue
l’utilizzo delle acque reflue, successivamente depurate, potrebbero rappresentare una prezio-
recepite nel decreto per il riutilizzo dei reflui sa risorsa a fronte delle crisi idriche in atto.
(D.M. del 12/06/2003 n.185).
A livello regionale la delibera della giunta regio-
nale del n.662/06, procede all’identificazione
sull’intero territorio regionale degli impianti
dotati di sistema di affinamento e stabilisce
altresì che il gestore del Servizio Idrico
Integrato (S.I.I.) debba farsi “carico dello scari-
co del refluo nelle ordinarie modalità previste
dalla legge, e che debba farsi carico, nelle ipote-
si di impianti di depurazione destinati non solo 15
a depurare i reflui, ma anche ad affinarli, degli
impianti di affinamento stessi, al fine di perse-
guire gli obiettivi di qualità fissati. Ovviamente
essi incideranno sull'aliquota della tariffa relati-
va alle attività di depurazione”. La stessa delibe-
ra stabilisce che “il titolare della rete di distri-
buzione fissa la tariffa relativa alla distribuzione
dei reflui recuperati” essendo questi ultimi,
come novellato dal D.M. 185/03, “conferiti dal
titolare dell'impianto di recupero al titolare
della rete di distribuzione, senza oneri a carico
di quest'ultimo".
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 16

2. L’UTILIZZO DELLE ACQUE METEO- manifestandosi con l’adeguamento dei sistemi influenzati da numerosi fattori legati alle carat-
RICHE di trattamento delle acque reflue e con la con- teristiche delle piogge, dei terreni e delle super-
statazione che ciò non comportava un sostan- fici interessate. In aree in corso di urbanizzazio-
A. F. Piccinni, M. Di Modugno, C. Campana ziale miglioramento dei corsi d’acqua e dei ne la progettazione quindi dovrà essere proiet-
fiumi. tata verso la limitazione nella conversione delle
Maggiori esigenze della qualità delle acque, det- acque di pioggia in acque di runoff, con strut-
La possibilità di riutilizzare le acque meteoriche tate dalle normative europee e italiane (WFD ture in grado di raccogliere l’acqua o di favorir-
appare particolarmente rilevante alla luce della 2000/60/CE, D.Lgs. 152/06), richiedono ne l’infiltrazione.
criticità della risorsa acqua, che, come già detto, quindi un maggiore intervento sugli aspetti Le potenzialità del recupero delle acque meteo-
risulta spesso deteriorata sul piano qualitativo legati all’inquinamento diffuso che, d’altra riche sono altresì rilevanti se si considera che
e/o carente sul piano quantitativo. parte, è normalmente più complesso e difficile esiste una variegata possibilità di reimpiego in
Circa la metà della popolazione del rispetto alla gestione dell’inquinamento da ambito domestico e che esistono ormai moder-
Mezzogiorno deve fronteggiare una più o meno fonti puntuali. D’altronde il processo di recu- ne esperienze consolidate di riutilizzo, almeno a
accentuata scarsità di acqua potabile nei mesi pero delle acque meteoriche, se da un lato tende livello internazionale.
estivi. Il riutilizzo delle acque meteoriche in a favorire la riduzione del carico inquinante I paesi nei quali il riutilizzo delle acque si è
ambito domestico può così avere due impor- sversato nei corpi idrici recettori, attraverso la maggiormente sviluppato sono quelli
raccolta delle acque di pioggia prima che si dell’Europa centrale-settentrionale, oltre a tutti
16 risorse idriche aggiuntive, con possibilità di
tanti effetti: da una parte rendere disponibili
innesti il processo di dilavamento delle sostanze i paesi dove la risorsa idrica scarseggia. In
liberare altre risorse di maggior qualità verso usi inquinanti accumulatesi sulle superfici imper- Svizzera uno studio (Brühlmann, 2003), sulla
più nobili, dall’altra contrastare il fenomeno meabili, dall’altro evita, nel caso di fognature convenienza economica dell’applicazione di
dell’inquinamento diffuso delle acque tipico miste, il sovraccarico dei sistemi di depurazione serbatoi per il riutilizzo delle acque dai tetti, ha
delle aree urbanizzate e favorire il controllo dei in corrispondenza del verificarsi di un evento dimostrato come, questo, può essere vantaggio-
deflussi delle acque meteoriche urbane, ossia la meteorico. so solo nelle zone in cui la risorsa idrica scar-
riduzione sia delle portate che dei picchi di por- Inoltre, l’urbanizzazione, come si è detto, altera seggia e quando gli utilizzi sono molteplici
tata verso i corpi idrici recettori. considerevolmente l’idrologia di un bacino: (water, giardino, lavatrice). E’ stato inoltre valu-
Il termine “inquinamento diffuso” nasce nei riducendo la permeabilità del suolo, si aumenta tato che l’investimento può essere recuperato in
primi anni ’70 quando si è constatato che esi- il volume delle acque di ruscellamento e nello 10-20 anni.
stevano delle fonti di inquinamento diverse stesso tempo si riduce il tempo di percorrenza Nella regione del Gansu, a nord della Cina, a
dalle sorgenti puntuali normalmente conosciu- delle stesse con forti ripercussioni in termini di causa del notevole incremento della popolazio-
te. Il problema è andato via via sempre più flussi di piena. Ovviamente tali fenomeni sono ne e della necessità di disporre di acqua per l’ir-
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 17

rigazione si utilizza da tempo la tecnica dell’ac- realizzazione di cisterne, pozzi e fogge adibite colta dalle superfici di copertura degli abitati
cumulo di acqua piovana in serbatoi per poi alla raccolta dell’acqua piovana, compresa quel- che viene quindi destinata ad un riutilizzo
riutilizzarla in agricoltura o anche per usi la che scorreva lungo le strade. Tali acque veni- domestico (domestic roofwater harvesting).
domestici in analogia a quanto in uso in Puglia vano principalmente utilizzate per uso domesti- Nel contesto italiano un approccio globale
sino a 100 anni fa. co, per il sostentamento degli animali e per le come quello tedesco ad esempio, secondo cui
Uno studio sulla qualità di queste acque, com- coltivazioni. quasi la metà del consumo domestico giornalie-
piuto nel 2003 (Zhua, 2004), ha messo in evi- Oramai queste pratiche trovano in Italia e in ro di acqua potabile può essere sostituito con
denza la possibilità di ottenere addirittura Puglia un ridottissimo numero di applicazioni a acqua piovana, risulta essere difficilmente insi-
acqua potabile se queste provengono esclusiva- causa di processi abbastanza evidenti, quali la nuabile negli usi quotidiani degli utenti, spe-
mente dai tetti ed escludendo dalla riserva le scarsa disponibilità quantitativa, l’alto costo di cialmente per quel che concerne l’impiego di
prime acque di pioggia, mentre le acque prove- realizzazione delle strutture di contenimento e acqua meteorica per la pulizia o l’alimentazione
nienti dalle strade sono utili unicamente per la scarsa coscienza della necessità di pianificare delle lavatrici. Più facilmente accettabile è il
l’irrigazione. In ogni caso il programma gover- e gestire le risorse idriche. riuso dell’acqua piovana per il risciacquamento
nativo, che ha portato moltissime famiglie di Tuttavia, come già detto, la grande risonanza del WC, che rappresenta evidentemente un
quella regione a disporre di una cisterna di 20- legata al problema della salvaguardia ambienta- “uso meno pregiato” per il quale attualmente è
50 m3 di volume per i propri usi domestici, ha le e alla necessità di salvaguardare la risorsa idri- impiegata acqua potabile a fronte del fatto che
portato notevoli benefici. ca, ha promosso un “uso sostenibile” della risor- la tecnologia del riutilizzo delle acque meteori-
In Puglia, tale pratica ha trovato largo sviluppo sa idrica che si è tradotto, ad esempio, nella che non è sempre applicabile con successo in 17
in passato quando gli abitanti di questa regione possibilità di sfruttare adeguatamente l’acqua ogni nazione, ed anche a livello locale, ci sono
si sono ingegnati nel trovare le soluzioni più piovana per risparmiare acqua potabile. differenze nella possibile convenienza legata
efficaci per sopperire ad una atavica scarsità di Le esperienze maturate in ambito nazionale e principalmente alle caratteristiche locali delle
risorsa idrica. Nel Sud-Est barese si possono internazionale dimostrano che l’acqua piovana piogge (quantità e distribuzione temporale).
ritrovare e ammirare interessanti esempi dei può essere utilizzata senza problemi sia nel set- Si è condotto perciò uno studio finalizzato alla
tentativi dell’uomo di recuperare e conservare le tore pubblico che in quello privato, nel rispetto valutazione della convenienza ambientale ed
poche risorse idriche disponibili a testimonian- delle normative vigenti. Le moderne tecnologie economica in riferimento all’adozione di siste-
za di una cultura, purtroppo parzialmente assicurano un funzionamento affidabile e asso- mi di recupero dell’acqua meteorica raccolta dai
scomparsa, di sostenibilità attuata in un territo- lutamente igienico per impieghi fondamentali tetti in contesti, quale quello pugliese, sensibil-
rio da sempre afflitto dalla scarsità di una risor- quali l’irrigazione, la pulizia, lo scarico dei WC mente penalizzati dalla scarsità dell’afflusso
sa vitale per il sostentamento e lo sviluppo; per e persino l’alimentazione di lavatrici. Per tali usi meteorico, considerata la non trascurabile inci-
ovviare a tale scarsità si diffuse largamente la è preferenzialmente scelta l’acqua piovana rac- denza dell’uso della risorsa idrica potabile per
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 18

WC all’interno del consumo idrico procapite di contenimento di tali acque. Se invece si assu-
complessivo (33% del consumo domestico messe che il recupero e il riutilizzo delle acque
giornaliero). Questa è infatti la sostanziale dif- di pioggia rappresenti un sistema finalizzato
ferenza con quei territori in cui l’apporto idrico non solo a preservare la risorsa idrica ma anche
risulta essere superiore al fabbisogno per gli usi a consentire la riduzione dell’entità degli scari-
plurimi prescelti (ad esempio irrigazione e sca- chi nei corpi idrici ricettori (in termini di por-
rico WC) e per tale ragione il dimensionamen- tata e di sostanze inquinanti in essi sversati),
to delle vasche di raccolta si basa unicamente rappresentando esso anche un beneficio
sul dato del fabbisogno piuttosto che su quello ambientale, parte dei costi per la realizzazione
dell’afflusso meteorico. Dimensionare il serba- di tali opere dovrebbero ricadere sulla collettivi-
toio di raccolta sulla base del fabbisogno assicu- tà. Tale assunzione è in linea con la Direttiva
ra quindi la totale convenienza del sistema dal 2000/60/CE che istituisce un quadro per l’a-
punto di vista ambientale poiché certamente zione comunitaria in materia di acque e che
consente il risparmio di una buona percentuale rappresenta una evoluzione della Direttiva
di acqua potabile; inoltre dal punto di vista eco- 91/271/CE che è alla base del D.Lgs. 152/06,
nomico l’investimento diventa sicuramente essa infatti all’art. 119 (Recupero dei costi rela-
conveniente in quei contesti in cui la tariffa del- tivi ai servizi idrici) al comma 1 recita: “Gli stati
18 l’acqua potabile non è tanto bassa come lo è in membri tengono conto del principio del recu-
Puglia. La stima sulla convenienza legata all’uti- pero dei costi dei servizi idrici, compresi quelli
lizzo delle acque meteoriche in ambito dome- ambientali e relativi alla risorsa,… secondo il
stico mostra come queste, per le caratteristiche principio “chi inquina paga””.
pluviometriche della Regione possano costitui- Questa breve premessa, che, come già detto,
re solo una parziale sostituzione all’uso dell’ac- anticipa alcune delle conclusioni dello studio, è
qua potabile che potrà, comunque, essere così necessaria per giustificare lo spirito e l’imposta-
indirizzata verso usi più pregiati. Riguardo il zione dello stesso che, limitatamente all’area
secondo aspetto è opportuno porre in evidenza indagata, porta a riconoscere al recupero delle
che il principale ostacolo all’utilizzo delle stesse, acque di pioggia più una valenza ambientale
almeno per quello che è stata l’esperienze di stu- che non una valenza economica.
dio condotta in Puglia, è rappresentato dal
costo necessario per la realizzazione delle opere
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 19

3. DIMENSIONAMENTO DELLE OPERE sferiche provenienti dall'Adriatico e da Sud. annuo mostra un solo massimo di piovosità ben
DI RACCOLTA DELLE ACQUE DI PIOG- Questo le conferisce una minore piovosità distinto in novembre o in dicembre, mentre il
GIA rispetto alle regioni del versante tirrenico ed è minimo quasi sempre ricade in luglio per tutta
A. F. Piccinni, M. Di Modugno, C. Campana causa anche di frequenti passaggi bruschi tra la regione. La stagione estiva è caratterizzata da
tempi meteorologici diversi. I mesi estivi sono una generale aridità su tutto il territorio: infat-
caratterizzati da siccità dovuta alle masse d'aria ti, ad eccezione del Gargano e del
3.1 ANALISI DELL’EFFICIENZA E DELLA CONVE- calda e secca tropicale che dominano sul bacino Subappennino, dove si hanno precipitazioni di
NIENZA DELLE OPERE DI RACCOLTA del Mediterraneo. I mesi invernali e autunnali poco superiori a 50 mm, i valori sono inferiori
presentano frequente nuvolosità e piogge relati- a 30 mm; in alcuni anni i mesi estivi sono stati
L’intento della presente analisi è quello di stu- vamente abbondanti, recate in genere da venti del tutto privi di pioggia. Succede, tuttavia, che
diare i criteri di dimensionamento delle vasche sciroccali, avvicendate con periodi sereni e piut- non siano infrequenti i brevi ed intensi rovesci
di raccolta delle acque piovane, captate dalle tosto freddi provocati da venti settentrionali e estivi con punte di 30-50 mm in pochi minuti.
coperture degli edifici, in un contesto pluvio- di Nord Est. Elevata è, infine, la variabilità interannuale
metrico come quello pugliese ed indagare l’in- I giorni piovosi sono scarsi: il loro numero è delle piogge: si può passare in una qualunque
fluenza delle diverse variabili in gioco sulla con- compreso tra 60 e 80. Annualmente la regione zona dai 300 mm di un anno ai 900-1.000 mm
venienza ambientale ed economica di tali siste- riceve in media poco più di 600 mm di pioggia; dell’anno seguente, come è accaduto a Bari nel
la maggiore piovosità si osserva sul Gargano 1913 (371 mm) e nel 1915 (1.095 mm).
Nella Figura 4 è riportata la mappa delle isoie- 19
mi.
A tal proposito, quindi, è importante in primis con 1.100-1.200 mm totali annui, interessato
comprendere i caratteri idrografici che caratte- da piogge di tipo orografico a cui si aggiungo- te relative all’intero territorio regionale in riferi-
rizzano il territorio pugliese al fine di poter no quelle d'origine frontale legate alla cicloge- mento alla quale è stata individuata l’area di
individuare l’area di studio che risulti essere nesi del Mediterraneo orientale. La minore pio- studio: essa ricade nel comune di Ruvo di
quella più rappresentativa del contesto pluvio- vosità si osserva sul Tavoliere, con valori totali Puglia, piccola cittadina a Nord-Ovest di Bari,
metrico in esame. La Puglia, infatti, è caratte- annui al di sotto dei 450 mm ed in una ristret- per la quale si è stimata, sulla base di 29 anni di
rizzata da un clima tipicamente mediterraneo, ta fascia costiera intorno a Taranto. Nel osservazione (1976-2004), una pioggia media
con inverno mite e poco piovoso e stagione esti- Subappennino dauno si avvicina a 900 mm annua di 549 mm. Essa risulta sufficientemen-
va calda e secca; appartiene dunque alle aree annui e la maggior parte delle aree pianeggian- te rappresentativa in riferimento al regime plu-
con climi marittimi temperati (o climi sub-tro- ti ha meno di 700 mm annui. In tutta la regio- viometrico caratteristico della Regione Puglia.
picali ad estate secca). L'Appennino offre alla ne, le precipitazioni si concentrano, per oltre il Pur volendo condurre l’indagine allo scopo di
regione un certo riparo dai venti occidentali, 60%, nei mesi autunno-invernali, con massimi individuare la migliore soluzione di impianto
mentre essa rimane esposta alle correnti atmo- nel Salento dove raggiungono l'80%. Il ciclo per lotti di nuova edificazione, la scelta dell’area
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 20

di studio è ricaduta su una zone della piccola tura in parte a falde e in parte a lastrico solare, L’analisi è stata svolta sulla scorta delle preci-
cittadina già edificata; ciò al fine di dedurre con superficie totale coperta di circa 5,71 ha pitazioni giornaliere, fornite dall’ufficio
indici descrittivi realmente riscontrabili, quali (Figura 5). Idrografico della Regione Puglia, dal 1 gen-
la densità abitativa e la percentuale di superficie Al fine di stabilire il numero dei residenti per naio 1976 al 31 dicembre del 2004.
coperta. ciascun edificio facente parte dell’area interessa- Dall’analisi svolta sui residenti nell’area in
L’area considerata, la cui estensione è pari a ta, si è ipotizzato un edificio medio costituito considerazione, risulta che per ogni 100 m2
circa 15,22 ha, è costituita da edifici con coper- da 3 piani e, per ogni 120 m2 lordi di apparta- di superficie coperta vi sono 7,5 residenti.
mento un numero di residenti pari a 3. A que- Il rapporto tra la superficie coperta e quella
sto punto, nota l’estensione di ogni singolo edi- totale è invece pari a 0,375, ovvero per ogni
ficio, è stato possibile determinare il numero ettaro di area edificata, comprensiva di stra-
complessivo di residenti in esso presenti. de, piazze, cortili, ecc., mediamente 0,375
ha costituiscono le coperture degli edifici

20

Figura 4: Distribuzione della precipitazione media annua in Puglia (mm pioggia/anno) Figura 5: Localizzazione dell'area di studio
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 21

ricadenti nell’area. all’intero anno. te d’afflusso φ= 0,9;


I dati di pioggia giornalieri forniti dalla sta- Le elaborazioni sono state effettuate conside- B: si è calcolato il volume disponibile nel
zione pluviometrica di Ruvo di Puglia sono rando l’anno medio, cioè quell’anno della serbatoio ad inizio giornata, dato dal volu-
stati elaborati allo scopo di ricavare degli serie storica considerata (1976-2004) il cui me disponibile ad inizio giornata nel gior-
indici che esprimessero “l’efficacia” dei siste- afflusso totale annuo si avvicina maggior- no precedente (Bi-1) sommato al volume
mi di recupero delle acque meteoriche. I due mente alla precipitazione media annua sti- giornaliero erogato nel giorno precedente
indici individuati esprimono rispettivamente mata (549 mm). L’anno così individuato è il (E i-1), meno l’eventuale volume di piog-
“l’efficienza” e “la convenienza” dei sistemi, 1997 caratterizzato per l’appunto da una gia accumulato sempre nel giorno prece-
in quanto il primo è pari al rapporto tra il precipitazione totale pari a 548 mm di piog- dente (Ci-1);
volume di pioggia effettivamente accumula- gia. C: si è calcolato il volume giornaliero accu-
bile tramite la vasca di raccolta nell’arco di L’anno di riferimento considerato è l’anno mulato, prendendo il più piccolo valore tra
un anno e il volume massimo cumulabile, medio, piuttosto che dell’anno di massimo o il volume di pioggia giornaliero massimo
ovvero l’afflusso totale annuo trasformato in minimo afflusso, poiché l’intento dell’inda- cumulabile (Ai) e il volume disponibile nel
deflusso, mentre il secondo è dato dal rap- gine è di simulare un funzionamento di serbatoio ad inizio giornata (Bi);
porto tra il volume di acqua meteorica riuti- impianto in condizioni ordinarie, pur rico- D: si è calcolato il volume di acqua totale
lizzata nell’arco di un anno per il risciacqua- noscendo che in periodi di piovosità non presente nella vasca, e quindi riutilizzabile,
mento del WC e il volume totale richiesto allineata sui valori medi, il comportamento somma del volume presente a inizio gior-
per lo stesso uso. Evidentemente per entram- può rivelarsi sensibilmente differente. nata e del volume accumulato (Ci) 21
bi le variabili, influenti sono il volume della Il calcolo degli indici descritti è stato effet- E: si è calcolato il volume giornaliero eroga-
vasca e l’ampiezza del bacino di raccolta del- tuato considerando vasche di raccolta con to dal serbatoio, dato dal più piccolo valo-
l’acqua piovana. L’analisi è dunque volta a differenti volumetrie e, per ciascuna di que- re tra il volume di acqua totale contenuta
determinare come tali indici varino al varia- ste, si è variata l’estensione dell’area servita nel serbatoio (Di), e il consumo giornalie-
re delle due grandezze. dalla vasca. Per tale calcolo si è operato gior- ro per l’utilizzo dello sciacquone, relativo
La scala temporale di riferimento per effet- nalmente come segue: ai residenti nell’area considerata;
tuare bilanci di efficienza e convenienza è A: si è calcolato il volume di pioggia giorna- F: si è calcolato il volume giornaliero eroga-
stata scelta pari all’anno, ovvero la simula- liero massimo cumulabile ottenuto molti- to dall’acquedotto per il solo utilizzo dello
zione dei cicli di svuotamento e riempimen- plicando l’altezza di pioggia giornaliera per sciacquone, sottraendo dal consumo gior-
to della vasca di raccolta è a scala giornaliera la superficie coperta SC (derivata dalla naliero per l’utilizzo dello sciacquone il
ma le valutazioni sull’efficacia del sistema superficie totale del bacino servito (SB) volume giornaliero erogato dal serbatoio
sono complessive e si riferiscono quindi tramite il fattore 0,375) e per il coefficien- (Ei).
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 22

Nelle valutazioni appena esposte i risultati In questo caso si ottiene:


ottenuti risultano fortemente dipendenti:
- dal volume della vasca di raccolta delle
acque meteoriche;
- dalla superficie del bacino servito, da cui
Eseguendo tale simulazione per differenti valo-
si ricava la superficie coperta;
ri di volume della vasca e estensione bacino, è
- dalla densità abitativa dell’area;
stato possibile diagrammare l’andamento tridi-
- dal consumo giornaliero procapite per il
mensionale dell’efficienza (Figura 6) e della
risciacquamento del WC
convenienza (Figura 7) in funzione delle due
Mentre le prime due grandezze costituiscono
variabili.
le variabili indipendenti del problema, le
successive due sono assunte come costanti;
in particolare per la penultima si è adottato
il valore ricavato in precedenza (7,5 abitanti
ogni 100 m2 di superficie coperta) e per l’ul-
tima si è ipotizzato che il consumo per WC
sia pari al 30% del consumo idrico domesti-
22 co complessivo. Tale valore percentuale deri-
va da una sintesi delle numerose informazio-
ni disponibili circa la distribuzione dei con-
sumi giornalieri domestici.
Con un consumo idrico rilevato per il comu-
ne di Ruvo di Puglia, nell’anno 2007, pari a
137 l/ab×giorno, si ottiene dunque un con-
sumo per WC pari a 41 l/ab×giorno.
Di seguito (Tabella 3) si riporta a titolo di
esempio la simulazione effettuata per l’anno
medio in corrispondenza di una vasca di 100
l a servizio di un’area di 300 m2 (cui corri-
sponde una superficie coperta di 112,5 m2): Tabella 3: Risultati simulazione effettuata per una vasca di 100 l a servizio di un bacino di 300 m2
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 23

del consumo totale giornaliero procapite.


Questa situazione si verifica facilmente, per
quanto detto, abbinando grandi volumi di
vasca di raccolta a piccole superfici servite.
Lo studio condotto ha permesso di valutare la

Superficie Bacino (ha)


Efficienza (%)

massima convenienza, in termini di recupero e


utilizzo delle acque meteoriche urbane, rag-
giungibile nel contesto in esame caratterizzato
da un proprio tessuto urbano consolidato.
Nello specifico, per tale area, la cui estensione
Superficie Bacino (ha) Volume vasca (m3)
complessiva è pari a 15 ha, risulterebbe possibi-
Figura 6: Andamento dell'efficienza per Ruvo di Puglia,
anno 1997
Volume vasca (m3) le raggiungere la massima convenienza attraver-
Figura 8: Abaco dell'efficienza per Ruvo di Puglia, anno so la realizzazione di una vasca di volume pari a
1997 6.000 m3, cui corrisponderebbe un’efficienza
indica il legame lineare esistente tra il volume del sistema dell’88,96%; aumentare il volume
della vasca e la superficie del bacino a parità di della vasca, e quindi l’efficienza del sistema,
risulterebbe superfluo poiché il risparmio idrico
corrispondente risulterebbe invariato (Figura 23
efficienza (Figura 8) e definisce le combinazio-
ni volume-superficie ricadenti nei diversi range
Convenienza (%)

di efficienza. 9), a fronte di un incremento considerevole dei


Dai grafici riportati si evince che sia l’efficienza costi di costruzione dei sistemi di accumulo.
che la convenienza aumentano all’aumentare Con riferimento a lotti di estensione pari a 15
del volume della vasca e al diminuire della ha, dall’abaco in Figura 7 si può, ad esempio,
superficie del bacino servito (diminuzione delle dedurre che per ottenere un’efficienza del siste-
Superficie Bacino (ha)
Volume vasca (m3)
utenze da servire). In particolare, se l’efficienza ma maggiore del 70%, la vasca deve avere un
Figura 7: Andamento della convenienza per Ruvo di può raggiungere il 100%, la massima conve- volume maggiore di 1.700 m3. Questo ordine
Puglia, anno 1997 nienza raggiungibile nel contesto in esame, cioè di grandezza del volume della vasca di raccolta
È stato inoltre ricavato un abaco, tramite proie- per il dato regime pluviometrico, è del 38,57%. per una superficie di 15 ha è effettivamente
zione sul piano x-y delle intersezioni della Ciò significa che è possibile risparmiare, in ter- confermato dai criteri di dimensionamento di
superficie dell’efficienza con piani paralleli al mini di acqua potabile, al massimo il 38,57% tali vasche usualmente adottati nella pratica tec-
piano x-y aventi differenti coordinate z, che del consumo idrico per WC, ovvero l’11,57% nica.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 24

di giorni non piovosi nei 12 mesi: to dall’Umbria alla Puglia, basandosi sui relati-
vi regimi pluviometrici medi. In definitiva, se
TSM=(365-NP)/12 in Umbria la precipitazione media annua è pari
a 1.000 mm mentre quella di Ruvo di Puglia
in cui NP è il numero di giorni piovosi in un risulta pari a 550 mm, tramite una semplice
anno. proporzione si ricava che il volume meglio adat-
tabile nel contesto in esame risulterebbe pari a
Sempre con riferimento all’anno medio per circa 1.000 m3.
Ruvo di Puglia, NP è risultato pari a 23,4 gior- Il riadattamento condotto della metodologia
ni, mentre 30 e 6,2 rappresentano rispettiva- DIN, trova giustificazione nel fatto che nella
mente il numero massimo e il numero medio di sua applicazione molto spesso si sostituisce a
Figura 9: Andamento dell’efficienza e della convenienza VMC il volume relativo al fabbisogno per gli usi
per l’area di studio.
giorni non piovosi consecutivi.
Il volume derivante dalla metodologia descritta prescelti, essendo questo minore di VMC.
è di 1.779 m3, che va però modificato per tener Questo approccio non tiene però conto di
Questi criteri sono dettati dalla norma DIN
conto del fatto che i criteri di proporzionamen- applicazioni in condizioni di scarsità di afflusso
1989-13, la quale individua il volume di raccol- meteorico, in cui non c’è convenienza a dimen-
to esposti sono concepiti per contesti in cui la
ta VR tramite la formula seguente:
24
piovosità media è notevolmente maggiore. sionare la vasca di raccolta per coprire intera-
Riferendosi ad esempio alle indicazioni rintrac- mente il tempo secco medio.
VR=TSM*VMC/365 ciabili nelle "Norme in materia di sostenibilità Dall’elaborazioni dei dati pluviometrici dell’an-
ambientale degli interventi urbanistici ed edili- no medio per Ruvo di Puglia, è emerso che una
in cui: zi" della Regione Umbria, il volume della vasca vasca di 1.000 m3 a servizio di una superficie di
VMC è la massima quantità annua di acqua pio- deve essere dedotto considerando un volume 15 ha (Figura 10) realizza un’efficienza del
vana teoricamente cumulabile (pari al totale specifico di 30 l/m2, che per il caso in esame, 62,53% e una convenienza del 27,49% (corri-
della colonna A in Tabella 3); significa complessivamente 1.688 m3. Essendo spondente a un risparmio idrico dell’8,25%).
TSM è il tempo secco medio in giorni ovvero il tale quantità molto simile a quella precedente-
3 Norma DIN 1989-1:2002-04
tempo relativo alla riserva di sicurezza in caso di mente ricavata tramite la formulazione DIN si
più giorni non piovosi consecutivi. Alcuni comprende che l’indicazione della Regione “Regenwassernutzungsanlagen - Teil 1: Planung,
autori (Fanizzi, 2002) suggeriscono di calcolare Umbria rispecchia i criteri DIN ed è quindi Ausfuhrung, Betrieb und Wartun” (“Sistemi di raccolta
questa quantità distribuendo il numero totale possibile eseguire una trasposizione del risulta- dell’acqua piovana - Parte 1: progetto, installazione, uti-
lizzo e manutenzione”)
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 25

3.2 VALUTAZIONE DEI COSTI

La valutazione dei costi per gli impianti di recu-


pero delle acque di pioggia raccolta dai tetti dei
fabbricati è stata eseguita sia ipotizzando la rea-
lizzazione di un’unica vasca da 1.000 m3 a ser-
vizio di tutta l’area considerata pari a 15 ha
[CASO1], sia ipotizzando che lo stesso volume
fosse suddiviso in 4 sottoinsiemi (realizzando
rispettivamente una vasca da 250 m3 per ogni
quarto di superficie servita (3,75 ha) [CASO4])
e in 16 sottoinsiemi (realizzando una vasca da
62,5 m3 per ogni sedicesimo di superficie servi-
ta (0,9375 ha) [CASO16]).
Figura 10: Andamenti di efficienza e convenienza al variare del volume per una superficie servita di 15 ha I sistemi in questione sono composti da nume-
rosi elementi per cui anche i costi globali sono
A questo punto, assumendo che siano soddisfa- l’abaco in Figura 8, comunque si divida un
composti da numerose voci. Nel doversi riferire
a sistemi teorici, cioè non effettivamente corre- 25
centi gli indici descrittivi dell’efficacia del siste- volume all’interno di una superficie (ad esem-
ma di recupero delle acque piovane dalle super- pio se si distribuiscono volume e superficie in 4
dati di progetto, si sono adottate alcune ipotesi
fici di copertura, realizzati con un volume di o 16 sottosistemi realizzando rispettivamente 1
e individuati metodi speditivi per la stima di
raccolta di 1.000 m3, è opportuno procedere ad vasca da 250 m3 per ogni quarto di superficie alcune grandezze.
una valutazione dei costi per comprendere se sia servita oppure 1 vasca da 62,5 m3 per ogni sedi- La prima ipotesi è quella di trascurare i costi di
più conveniente dal punto di vista economico cesimo di superficie servita) il valore di efficien- elementi quali grondaie, pluviali, filtri in linea,
realizzare un sistema concentrato o distribuito, za e di convenienza rimane invariato. reti duali e serbatoi negli edifici, poiché questi
cioè rispettivamente una sola vasca da 1.000 m3
possono essere considerati costi comuni nelle
a servizio di tutta l’area di 15 ha o più vasche a
tre casistiche analizzate. Una seconda ipotesi
servizio di sottoporzioni.
consiste nel ritenere costante il costo della
La valutazione di convenienza tra sistemi con-
pompa necessaria per la distribuzione dell’ac-
centrati e distribuiti può essere a questo punto
qua recuperata, non essendo prevedibile nei casi
solo di tipo economico, perché, come dimostra
teorici la potenza necessaria che dipende dalle
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 26

condizioni geometriche della rete di distribu- Per la lunghezza delle due reti si è effettuato il Integrato in Puglia (AQP S.p.A.).
zione e comunque avrà un’incidenza modesta seguente calcolo approssimato, basato sull’ipo- A decorrere dal 1° Gennaio 2003 le tariffe dei
rispetto agli altri costi. tesi di coincidenza tra lunghezza stradale e lun- servizi di acquedotto, fognatura e depurazione
Inoltre per le vasche, supposte interrate, si è ghezza delle reti valutato sottraendo alla super- sono state modificate come stabilito dalla
adottata una forma quadrata, potendo nella ficie complessiva del bacino la superficie coper- Convenzione per la Gestione del Servizio Idrico
realtà invece variarne la geometria in funzione ta, decurtando all’area così ottenuta un’ulterio- Integrato A.T.O. Puglia. L'articolazione tariffa-
degli spazi a disposizione. Pertanto si è suppo- re aliquota, pari al 30%, per escludere l’area ria è determinata in base al Metodo
sto di dover realizzare una vasca di 4 metri di adibita a verde, le piazze, i cortili, al fine di otte- Normalizzato emanato con il Decreto
altezza, con una distanza tra copertura e piano nere così l’area stradale; il valore così ottenuto è Ministeriale per i Lavori Pubblici del 1 Agosto
campagna pari ad 1 metro. Nella valutazione stato linearizzato dividendo lo stesso per una 1996, ai sensi della Legge 36/94. Con decor-
economica sono stati omessi dispositivi di scari- larghezza media di una strada urbana pari circa renza 1° gennaio 2008, L'Acquedotto Pugliese
co o di troppo pieno, per semplicità di calcolo, a 5 m. S.p.A, in ottemperanza alla Convenzione ed in
pur essendo questi necessari nella realtà ma di L’analisi economica effettuata considerando, attuazione della Delibera dell’Amministratore
costo relativo esiguo. come detto, in primis un’unica vasca di 1.000 Delegato n. 30398 del 17 novembre 2006, ha
Per il calcolo del ferro di armatura necessario m3 a servizio dell’intera superficie [CASO1] adottato per il 2008 la medesima articolazione
per la realizzazione della vasca di contenimento consente di stimare un costo di realizzazione tariffaria già applicata per il 2006 e il 2007,
delle acque di pioggia si è supposto di adottare pari a circa 1.000.000 Euro, che si traduce in lasciando invariati gli importi al metro cubo
26 80 kg/m3 di calcestruzzo, mentre per le reti di un costo per abitante pari a 251,5 Euro, essen- (Figura 11).
adduzione (convogliamento dell’acqua piovana do 4.219 la stima degli abitanti residenti nei 15
dai tetti alla vasca) e distribuzione ( condotte di ha di superficie considerata.
ridistribuzione dell’acqua recuperata), si sono I costi totali stimati per il [CASO 4] e per il
adottati rispettivamente tubi estrusi con misce- [CASO16] sono invece, per ciascuna vasca,
la a base di policloruro di vinile non plastifica- rispettivamente pari a 300.000 Euro e 70.000
to (PVC rigido) e tubazioni in polietilene ad Euro, ovvero maggiori dell’importo relativo al
alta densità. CASO1 diviso rispettivamente per 4 e 16.
Per la prima tipologia si è ipotizzato un diame- Al fine di effettuare delle considerazioni sul rap-
tro di 200 mm pur essendo noto che il dimen- porto esistente tra l’eventuale investimento ini-
sionamento di una rete di tal genere andrebbe ziale e il risparmio annuo, si rende necessario
Figura 11: Articolazione tariffaria per il periodo 2006-
eseguito secondo i criteri progettuali delle fogne far riferimento alle tariffe dell’acqua per “uso
bianche. civile” adottate dal Gestore del Servizio Idrico 2007
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 27

La fascia media di appartenenza dei moduli cazione del principio del Recupero del Costo
contrattuali delle utenze ruvesi è stata valutata Pieno (Full Recovery Cost) proposto dalla WFD
dividendo il volume di acqua potabile letturato 2000/60/CE e dal D.Lgs.152/06.
nell’anno 2007 per il numero di utenze; il valo-
re ottenuto è di circa 215 m3/anno; ne conse-
gue che è ipotizzabile l’applicazione di una
tariffa di seconda fascia. Pertanto il risparmio
annuo in termini di risorse idrica non fatturata
è pari a circa 26.000 Euro nel [CASO1], 6.500
e 2.000 Euro rispettivamente per il [CASO 4] e
il [CASO16] per ciascuno dei gruppi di utenti.
Non considerando l’attualizzazione dei recupe-
ri annui, è possibile affermare che il numero
minimo di anni (41 anni) in cui si recupera tale
investimento si ottiene per il [CASO1].
Alla luce di tali valutazioni emerge con chiarez-
za che, in riferimento alla realizzazione delle
opere di accumulo e utilizzo delle acque di 27
pioggia, non esiste un vantaggio economico
riscontrabile nell’immediato. Tale valutazione
resta però suscettibile a variazioni a fronte dalla
rimodulazione del nuovo Piano d’Ambito del
SII che, recentemente approvato dall’ATO
Puglia, prevede una modificazione significativa
del sistema tariffario pugliese a fronte del recu-
pero dei costi per i servizi di acquedotto, fogna-
tura e depurazione. Tuttavia, è da sottolineare,
che l’analisi di tali costi deve tener conto di
ulteriori costi aggiuntivi, quali quelli ambienta-
li e relativi alla risorsa, in coerenza con l’appli-
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 28

4. STRUTTURA E FORMA DELL'ACQUA 4.1 LE MODALITÀ DI SCORRIMENTO DELL’ACQUA da profonde fessurazioni. Ciò comporta una
NEL TERRITORIO PUGLIESE circolazione idrica di tipo carsico.
Il problema principale dell’approvvigionamen- L’assorbimento delle acque meteoriche da parte
C. Montalbano; disegni: G. Mazzone to dell’acqua potabile sul territorio pugliese è del suolo avviene tramite condotti, canali e gal-
costituito, come detto, dalla particolare confor- lerie sotterranee, fino al raggiungimento delle
mazione geologica del sottosuolo. Nella geo- acque di intrusione marina. In condizioni stati-
Il sistema pugliese risulta particolarmente sensi- morfologia pugliese è infatti possibile indivi- che, la differente densità dei due tipi di acqua
bile dal punto di vista dell'insediabilità umana duare, in prevalenza, due differenti strati geolo- non permette la loro miscelazione. Di conse-
e della sua relazione con la risorsa idrica. In gici: uno strato superficiale composto da affio- guenza le acque dolci si dispongono sopra quel-
alcuni periodi dell'anno le piogge sono quasi ramenti calcarei, ed uno più profondo, compo- le salate, con uno spessore della falda crescente
totalmente assenti; mancano grandi fiumi e i sto da sedimentazioni di calcareniti, argille, con l’aumentare della distanza dalla costa.
torrenti, sempre di piccole dimensioni, non ghiaie e sabbie; il tutto associato ad un percor- - 3. Falde sospese: Questi depositi di acqua si
sono attivi se non nei periodi tipicamente so dell'acqua segnato dal fenomeno del carsi- verificano quando lo strato di calcare del creta-
invernali; il suolo è prevalentemente brullo e il smo. ceo viene coperto da terreni di tipo argilloso.
sottosuolo, calcareo, assorbe come una spugna Considerando tali condizioni è possibile, per- Conseguentemente si creano falde acquifere a
ogni residuo di acqua che non venga preceden- tanto, individuare tre differenti modalità di quote superiori rispetto a quelle carsiche, anche
temente disperso per evaporazione. scorrimento delle acque: se, ovviamente, in termini quantitativi la loro
28 Queste condizioni hanno da sempre favorito - 1. Acque superficiali: Si tratta di una circola- consistenza risulta inferiore a quella delle falde
uno sviluppo antropico fondato sul proliferarsi zione idrica piuttosto ridotta dovuta sia alla profonde.
di piccoli insediamenti monofunzionali, legati scarsità di rilievi nella composizione orografica
ad uno specifico tipo di economia, nonché di della Puglia, che alla permeabilità del terreno.
controllo e uso del territorio. In quest'ottica Di conseguenza è possibile individuare sul ter- 4.2 LE TECNICHE DI CAPTAZIONE DELL’ACQUA
assume fondamentale importanza, per tali inse- ritorio un numero esiguo di corsi d'acqua
diamenti, lo sviluppo di opportuni sistemi di superficiali, per lo più effimeri (torrenti e rivo- Le fonti di approvvigionamento idrico risulta-
approvvigionamento di acqua potabile che pos- li) e prevalentemente tendenti all'impaluda- no pertanto collocate, sul territorio pugliese, a
sano garantire la sopravvivenza di queste picco- mento. profondità variabili in base alla struttura geolo-
le comunità. - 2. Falda profonda: Nonostante la composizio- gica dell'area specifica presa in considerazione.
ne geologica del basamento pugliese sia costi- Questo ha consentito lo sviluppo, sin da epoche
tuita da calcare del cretaceo (la cui caratteristica lontane, di variegate tipologie di sfruttamento
è l'impermeabilità), esso risulta caratterizzato della risorsa idrica, dipendenti dalle caratteristi-
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 29

che dei singoli ambiti territoriali. Le tecniche di Cisterne o fogge (Figura 12 - 17): Di forma qua- pagna di circa un metro, un metro e mezzo, ed
captazione così sviluppate hanno consentito un drangolare o circolare, sono impianti destinati è caratterizzato dalla presenza di un foro che
forte sviluppo insediativo del territorio pugliese alla raccolta delle acque meteoriche. Vengono consente l'immissione delle acque drenate dal
e sono riuscite ad integrarsi in modo sempre realizzate in aree in cui non è possibile raggiun- terreno circostante all’interno dell’impianto.
diverso nelle architetture che hanno storica- gere la falda acquifera. Tra le due tipologie adot- L’acqua viene prima convogliata in un piccolo
mente caratterizzato questo territorio. tate, quadrangolare e circolare, risulta maggior- pozzo di decantazione e poi viene immessa
Tali tecniche, di seguito illustrate, vengono mente utilizzata la seconda. La tipologia ad all'interno della cisterna. Dal lato opposto del-
impiegate singolarmente o in maniera sistemi- impianto quadrangolare non consente, infatti, l'impianto è possibile trovare un meccanismo
ca, in base alla complessità del sistema socio- una facile pulizia degli spigoli interni e genera analogo destinato al troppo pieno, ovvero, all’e-
economico che le ha prodotte, alla disponibili- pertanto un minore controllo igienico dell’ac- vacuazione delle acque nel caso in cui esse ecce-
tà della risorsa idrica ed al suo tipo d’impiego. qua a causa del proliferarsi di alghe. Tali strut- dano la capacità della cisterna. L'acqua così rac-
ture, realizzate in pietra e impermeabilizzate colta viene resa disponibile attraverso meccani-
Pozzi superficiali: Raggiungono direttamente la internamente con intonaco idraulico, si svilup- smi di risalita, disposti lateralmente alla cister-
falda freatica. La loro realizzazione può consi- pano in profondità comprese tra i tre e i dieci na, come pozzi semplici o con carrucola dispo-
derarsi come un'opera di "sottrazione di mate- metri, in base alle specifiche esigenze per le sta all’apice della struttura. Nel caso di impian-
riale" dal terreno. Raggiungono un diametro di quali vengono realizzate ed al livello pluviome- ti pubblici collocati in spiazzi per la sosta del
circa un metro e sono caratterizzate da un anda- trico della zona. La copertura della cisterna è bestiame, il meccanismo di ripresa dell’acqua si
mento non costante lungo il loro sviluppo in realizzata all’intradosso con volte a botte per gli completa con opportune canalizzazioni collega- 29
profondità. Generalmente i pozzi procedono esemplari a base quadrangolare, o a cupola te ad abbeveratoi.
verso la falda assumendo una caratteristica ribassata per quelli a base circolare. L’estradosso
forma a campana o a bottiglia che ne determi- presenta invece un andamento a falde spioventi Neviere (Figura 18 - 21): Non si tratta di
na un progressivo aumento della sezione. Le coperte generalmente con chiancarelle. La col- impianti per la raccolta delle acque, ma sono
pareti del pozzo sono spesso realizzate diretta- locazione di queste strutture sul territorio avvie- comunque legati ad essi. Nascono inizialmente
mente con terra opportunamente costipata ne in corrispondenza di avvallamenti e depres- dall’adattamento di strutture come grotte o
piuttosto che in pietra; l'uso della pietra è limi- sioni orografiche in cui è possibile favorire il fosse da destinare alla conservazione della neve
tato alla parte superiore del pozzo, per ottenere ruscellamento dell’acqua piovana, intercettan- e del ghiaccio anche in periodi diversi da quel-
una maggiore stabilità in corrispondenza dello dola verso l’imboccatura della cisterna. Le fogge lo invernale. Si tratta di strutture parzialmente
strato superficiale del terreno. La parte superio- possono essere parzialmente o completamente interrate (come nel caso delle cisterne) e, in
re, per ragioni di sicurezza, viene generalmente interrate. Nel primo caso il muro che sostiene la alcuni casi, completamente isolate dal terreno
chiusa con una grossa pietra. copertura viene sopraelevato dal piano di cam- circostante attraverso la costruzione di una dop-
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 30

pia parete muraria. La forma assunta in sezione pila di neve. Il fondo viene coperto con uno
richiama un tronco di cono rovesciato. Tale strato di fascine dello spessore di circa 10 centi-
forma fa si che, in seguito allo stipamento degli metri; il rivestimento realizzato lungo le pareti
strati di ghiaccio, l’aumento della pressione a scarpa comporta sempre l’impiego di paglia,
sugli strati inferiori, ne faciliti il ritorno allo con la differenza, in questo caso, che essa è otte-
stato liquido. In tal senso, la forma particolare nuta solo dagli steli delle spighe. La copertura
assunta dalla sezione della neviera sulla parte dell’intera pila di neve viene ottenuta, infine,
inferiore dell’impianto, consente di convogliare attraverso la realizzazione di strati differenti,
naturalmente l'eventuale acqua tornata allo composti, procedendo dal basso verso l'alto, da
stato liquido, verso il pozzo di raccolta disposto uno strato abbondante di paglia, da sacchi di
sul fondo dell'impianto e realizzato a vespaio, canapa, da uno strato di terra, da tavole in
in maniera tale da consentire la dispersione del- legno, da un abbondante strato di ramaglie di
l’acqua nel terreno e ridurre al minimo il discio- ginestre, da teloni e da un ultimo strato di tavo-
glimento degli strati di ghiaccio superiori. le in legno. Il sistema così composto è in grado
L'isolamento della porzione di struttura dispo- di garantire un isolamento del ghiaccio, in
sta al di fuori del piano di calpestio avviene modo da permetterne una conservazione dura-
mediante il riporto di uno strato di argilla dello tura. Spesso queste strutture sono corredate,
30 spessore di circa trenta centimetri, il cui anda- nella parte terminale del corridoio di accesso,
mento è interrotto unicamente in corrispon- da nicchie per lo stipamento e la conservazione
denza del foro praticato per lo stipamento della di prodotti, fungendo quindi da cella frigorife-
neve. La diposizione della stessa all'interno ra.
della neviera avviene per sovrapposizione di
strati, di spessore compreso tra i venti e i trenta
centimetri, separati da uno strato di paglia di
circa dieci centimetri, ottenuto dalla frantuma-
zione di spighe, in modo da facilitare il succes-
sivo prelievo del ghiaccio. Ben diversi sono,
invece, gli stati utilizzati per rivestire il fondo e
le pareti dell'impianti, nonché il materiale
impiegato per comporre la copertura dell’intera
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 31

31

Figura 12 - 16: Impiego delle cisterne superficiali nell’architetura rupestre. La tecnica della cisterna intagliata nella roccia calcarea è riscontrabile, sul territorio pugliese, sin
dal neolitico, ma raggiunge la sua massima complessità nella fase proto-medioevale, con lo sviluppo dell’architettura rupestre dell’arco jonico- materano. La distribuzione e
l’utilizzo dell’acqua avviene secondo un rigoroso criterio di divisione della proprietà. Un complesso sistema di canali intagliati sul suolo e lungo le pareti calcaree di valloni
e gravine consente di alimentare in serie un elevato numero di cisterne, disposte su quote diverse e, molto spesso, posizionate all’interno di grotte adibite a residenza o a
bottega (acqua privata). Contestualmente, l’acqua piovana viene condotta nelle singole corti (vicinie), intorno alle quali si articolano le unità abitative che hanno diritto di
utilizzo di questa riserva idrica (acqua pubblica o semi-pubblica).
Questo sistema di raccolta idrica incide ampiamente sui meccanismi microclimatici dell’architettura rupestre, facendo peraltro in modo che l’acqua non venga mai spreca-
ta ma inpiegata ciclicamente passando da usi più pregiati ad altri, progressivamente meno puri.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 32

32 Figura 17: Schema di funzionamento di una cisterna.


Le cisterne propriamente dette sono delle vere e pro-
prie opere di architettura ma sono legate, non meno
delle precedenti (osservate nelle Figure 12-16) ad una
particolare articolazione del paesaggio. Sono disposte
spesso in corrispondenza di depressioni del suolo, nel
mezzo di campi agricoli o, a ridosso di masserie e di
manufatti di vario genere, per raccogliere le acque di
scolo provenienti dai tetti e dai terrazzi.
Il disegno evidenzia, sul lato destro, la presenza di un
pozzo per l’estrazione dell’acqua, comunicante diretta-
mente con la cisterna. Il pozzo è corredato, molto spes-
so, alla base, da vasche per l’abbeveraggio del bestiame.
I tre sistemi, così come visualizzati nella rappresenta-
zione (cisterna, pozzo, vasca di abbeveraggio) non risul-
tano sempre conpresenti.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 33

33

Figura 18 - 19: Schema di funzionamento di una neviera ipogea e sue possibili varianti costruttive. Il secondo schema conserva i medesimi caratteri formali e funzionali del
primo sistema archietettonico ma evidenzia alcune differenze nel comportamento tecnico, tra cui, il potenziamento dell’isolamento dal terreno, attraverso l’impiego di un
sistema murario a doppio paramento con camera d’aria, e l’introduzione di un piano di fondazione su vespaio che favorisce un più rapido smaltimento dell’acqua residuale,
e incrementa l’isolamento rispetto all’umidità del terreno.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 34

Figura 20: Schema di una struttura a tumulo (specchia). E' possibile ipotizzare che, in mancanza di una grotta o di
una sorgente, fosse proprio la realizzazione del tumulo di sassi a consentire la protezione dall’evaporazione di una
riserva idrica nonché la produzione di acqua tramite la condensazione della rugiada.

34

Figura 21: Schema di funzionamento di una neviera epigea. In questo tipo di struttura, l’isolamento termico è ottenuto attraverso il contributo della massa muraria e di gran-
di volumi di terra che simulano il comportamento di una struttura ipogea. Questa tipologia appare come un ibrido, quasi un punto di congiunzione tra strutture a tumulo,
come le specchie, e tipologie a tholos più evolute, come i trulli.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 35

5. LE STRUTTURE MASSERIZIE se, legate alla lavorazione dei prodotti agricoli e demaniali che, durante il periodo svevo angioi-
alla rimessa degli attrezzi utili a tali lavorazioni) no, sotto la gestione di alti funzionari della
C. Montalbano, G. Mazzone; disegni: G. Mazzone ed una chiesa (ultimo baluardo per l'incolumi- corona, erano destinate, nelle aree della Puglia,
tà degli abitanti dei casali, specie in impianti della Calabria e della Sicilia, alla produzione
Nell'analisi del contesto naturale in cui le mas- comprendenti un numero nutrito di braccian- cerealicola e all'allevamento di bestiame. Il loro
serie sono inserite, risulta fondamentale le rela- ti). Da questo punto di vista è quindi possibile impianto di base comprende tre principali
zione che lega uomo, ambiente e natura. Tale operare una duplice classificazione degli strutture: la Domus (la residenza permanente
relazione va letta nell’ambito di un meccanismo impianti masserizi, in base a: del conduttore dell'azienda agricola e dei suoi
di produzione di base, legato al sostentamento, - vocazione produttiva ed economica del ter- aiutanti); il Casalinum (l'insieme degli impian-
che vede strettamente connessi tra loro l’indivi- ritorio nonché all’organizzazione funziona- ti sussidiari destinati al sostentamento dell'a-
duo, il mondo agricolo e la produzione. Sotto le dello stesso complesso masserizio; zienda) e il Curtis (comprendente sia le aree
questo punto di vista la distribuzione assunta - sistema aggregativo adottato. destinate all'allevamento di gallinacei e suini,
dalle differenti strutture masserizie rispetto al che gli spazi in cui svolgere le attività diurne
territorio non risulta codificata secondo precisi Nel primo caso (classificazione del sistema tipo- legate alla vita masserizia).
canoni, quanto piuttosto in base alla condizio- logico) è possibile distinguere l'impianto masse-
ne più idonea per consentire lo sfruttamento rizio in base al tipo di produzione a cui è pre- 5.1 GLI ARCHETIPI
posta la struttura stessa. Si parla in tal senso di L’archetipo cui questi impianti fanno riferimen-
to risale, molto probabilmente, agli insedia- 35
della superficie coltivata in funzione del tipo di
coltura prodotta. Gli organismi antropici realiz- masserie per pecore (destinate all’allevamento)
zati nel panorama dell'architettura rupestre, e masserie da campo, divise a loro volta in quel- menti monastici. Naturalmente il criterio in
pertanto, assumono dei caratteri autonomi le dedicate alla coltivazione estensiva di tipo base al quale si aggregano le differenti unità
all'interno del territorio. Generalmente si tratta cerealicolo e quelle più propriamente orientate spaziali si differenzia in relazione alla nuova
di porzioni di antichi casali che fanno riferi- alla coltivazione di ulivi e alla produzione olea- funzione dell’immobile, ma è comunque possi-
mento ad un sistema produttivo su vasta scala, ria. bile rileggervi un'analoga strutturazione di
nei quali è possibile leggere la presenza di due Nel secondo caso (classificazione basata sul base.
elementi generatori: l'impianto destinato alla sistema aggregativo) è possibile distinguere due Altra matrice di riferimento è individuabile nel
produzione (generalmente composto da un differenti tipologie aggregative fondate su castello. Le strutture masserizie si caratterizza-
organismo di base di almeno due vani riservato un’organizzazione a insediamento isolato o, no, infatti, in base alle funzioni che sono desti-
all’abitazione del massaro, un recinto per il piuttosto, ad insediamento a borgo. Tra essi, i nate a svolgere, come centralità disposte a note-
bestiame ed una serie di strutture ad esso annes- secondi fanno direttamente riferimento agli vole distanza dai centri urbani. In tal senso l’e-
impianti delle masserie regie, aziende agricole dificio rurale masserizio costituisce un impor-
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 36

tante elemento di controllo economico e politi-


co del territorio in cui insiste, sino a diventare
un rilevante avamposto per la difesa dello stes-
so. Questa peculiarità ha favorito, soprattutto
durante la fase delle invasioni saracene, la nasci-
ta di nuovi sistemi masserizi fortificati nonché
la trasformazione di strutture produttive preesi-
stenti in sistemi organizzati per l'avvistamento e
la difesa del territorio. Gli elementi che consen-
tono l'identificazione di tali impianti sono la
torre, indispensabile per consentire l'avvista-
mento del nemico, e lo spiazzo, utilizzato per
approntare un’opportuna difesa in caso di
attacco.

36
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 37

5.2 INDIVIDUAZIONE 7. Tipologia: masserie unitarie a corpo sempli- Figura 22: Classificazione dei complessi masserizi
pugliesi
DEI COMPLESSI MASSERIZI
NEL TERRITORIO PUGLIESE ce
Aggregazione: masserie elementari e sub ele-
Partendo dall’analisi delle principali caratteristi- mentari
che di impianto dei complessi masserizi distri-
buiti sull’intero territorio regionale è possibile
procedere ad una classificazione degli stessi in
rapporto al carattere dominante riscontrato in
specifici ambiti territoriali. La suddivisione di
seguito riportata fa riferimento ad una differen-
zazione legata alla tipologia dei complessi mas-
serizi e al loro specifico tipo di aggregazione
(lineare, a corte aperta, chiusa, multipla, etc)
1. Tipologia: piccole masserie a corte
2. Tipologia: masserie a corte di grandezza
media
3. Tipologia: masserie a corte
Aggregazione: complessi masserizi a gruppo 37
con corti aperte (tipici del territorio puglie-
se)
4. Tipologia: masserie a recinto con grandi
corti rurali
Aggregazione: complessi masserizi a corti
multiple
5. Tipologia: masserie complesse accorpate
Aggregazione: masserie di tipo complesso
con assetto lineare o a blocco
6. Tipologia: masserie lineari composte
Aggregazione: masserie unitarie a corpo
semplice e corti composte
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 38

5.3 CASI STUDIO guenza, non è più alimentata (soluzione proba-


bilmente realizzata in seguito all'allacciamento
5.3.1 MASSERIA DELL'ASSUNTA (ALTAMURA) della masseria alla rete idrica). Per di più,
restauri recenti hanno comportato anche la
Sistema tipologico: masseria agricola scomparsa del secondo impianto di gronde,
contribuendo definitivamente alla cancellazio-
Sistema aggregativo: masseria isolata ne del significato stesso della cisterna e del suo
legame originario con la struttura masserizia e
Struttura: L'impianto è caratterizzato da un con la conformazione del territorio circostante.
successione di cellule disposte in linea i cui setti
murari portanti, disposti ortogonalmente allo
sviluppo lineare del corpo di fabbrica, si mani-
festano in facciata attraverso la scansione rego-
lare delle arcate disposte sul prospetto del piano
terra.

Gestione delle risorse idriche: Il problema idrico è


38 risolto mediante la raccolta delle acque meteo-
riche attraverso una serie di gronde che, impo-
state a diversi livelli, le convogliano nella cister-
na interrata, posta in prossimità dell'ambiente
secondario della masseria. Il progressivo degra-
do a cui è stata soggetta la struttura ha portato
alla distruzione parziale delle gronde che corre-
vano lungo il prospetto. Il sistema delle gronde
è stato ripristinato in epoca moderna con un
nuovo impianto che non ricalcava l'andamento
del precedente. Tale impianto, d’altra parte,
Figura 23: Masseria dell'Assunta - Planimetria primo
non convogliava più le acque verso il bocchet-
tone d’ingresso della cisterna che, di conse- livello
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 39

39

Figura 24 -25: Masseria dell'Assunta - Le due immagini illustrano l’andamento delle linee di gronda ed il sistema di alimentazione della cisterna posta nella parte terminale
della masseria. Il secondo impianto, relativamente recente, non alimenta più la cisterna e disperde nel terreno le acque drenate dalle gronde. Questo processo, particolar-
mente diffuso sul territorio pugliese, è cusa primaria della non riconoscibilità di tali tecniche di accumuo e della loro progressiva cancellazione dalla memoria dei luoghi.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 40

5.3.2 MASSERIA NUNZIATELLA (ATAMURA)

Sistema tipologico: masseria agricola - masseria


per ulivi

Sistema aggregativo: masseria isolata

Struttura: Il tipo aggregativo isolato giustifica la


struttura planimetrica dell'impianto a cellule
aggregate, ottenuta per sommatoria di volumi
elementari in cui i differenti ambienti si sono
sviluppati in funzione delle specifiche esigenze
funzionali della masseria.

Gestione delle risorse idriche: Come per il caso


precedente, anche qui il fabbisogno idrico è
soddisfatto dalla raccolta delle acque meteori-
40 che attraverso linee di gronda che indirizzano
l’acqua in una cisterna collocata nelle immedia-
te vicinanze dell'impianto. A differenza del caso
precedete, però, il buono stato di conservazione
permette ancora di leggere la complessa struttu-
ra originaria delle linee di gronda e delle falde,
in grado di convogliare le acque provenienti
dalle differenti quote dei tetti in un unico con-
dotto di accesso alla cisterna.

Figura 26: Masseria Nunziatella - Planimetria primo Figura 27: Masseria Nunziatella - Di notevole interesse la particolare articolazione delle falde e la diramazione
livello assunta dalle linee di gronda per consentire all’acqua piovana di essere convogliata verso la cisterna
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 41

5.3.3 MASSERIA MUSACCO (TURI) cisione nella costruzione dell’impianto e l’am-


piezza della cisterna potrebbero essere stati
Sistema tipologico: masseria per pecore determinati dalle esigenze difensive e dalla
necessità di sopravvivere per lunghi periodi,
Sistema aggregativo: masseria isolata barricati entro le mura della masseria, in caso di
attacco nemico.
Struttura: Planimetricamente l'impianto pre-
senta una struttura ben organizzata con un
ampio cortile interno con pozzo. La presenza di
caditoie inframmezzate da acroteri settecente-
schi, rende evidente la funzione difensiva assun-
ta nel tempo dalla struttura masserizia e la sua
trasformazione in masseria fortificata.

Gestione delle risorse idriche: La riserva idrica è


garantita da una cisterna adibita alla raccolta
delle acque meteoriche drenate dai tetti e dal
cortile lastricato. A differenza di altri impianti 41
analizzati, la cisterna assume dimensioni e com-
plessità costruttive notevoli e risulta accompa-
gnata dalla presenza di un pozzo. L’estrema pre-

Figura 30: Masseria Musacco - Sezione della cisterna-


Figura 28: Masseria Musacco - Prospetto principale Figura 29: Masseria Musacco - Planimetria primo livello pozzo
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 42

5.3.4 MASSERIA CERERE (LOCOROTONDO)

Sistema tipologico: masseria per pecore

Sistema aggregativo: masseria isolata

Struttura: L'impianto è composto dall'aggrega-


zione di più strutture a trullo. La sua destina-
zione a masseria per pecore è leggibile nella col-
Figura 31: Masseria Cerere - Sezione dell’aggregato
locazione della cisterna all'esterno dell'aggrega-
to, in corrispondenza dello spiazzo, destinato al Figura 32: Masseria Cerere - Planimetria primo livello
bestiame. Figura 33: Masseria Cerere - Sezione e pianta della
copertura della cisterna isolata
Gestione delle risorse idriche: Ancora una volta la
riserva idrica è composta da una cisterna par-
zialmente interrata. La cisterna, in questo caso,
è realizzata su matrice quadrangolare, coperta
42 nell'intradosso con una cupola che si raccorda
negli angoli alla pianta quadrata attraverso dei
pennacchi. Nell'estradosso l’impianto quadrato
di base è evidenziato da una copertura a quattro
spioventi realizzata in chiancarelle.
L’alimentazione della cisterna, collocata in cor-
rispondenza di una leggera depressione orogra-
fica, è garantita da linee di drenaggio (semplici
solchi) realizzate sul terreno circostante.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 43

5.3.5 MASSERIA LOSCIALE (MONOPOLI) rizzare le acque meteoriche nella cisterna collo-
cata al di sotto della struttura abitativa e, sopra-
Sistema tipologico: masseria per ulivi tutto, verso le tre aree destinate ad agrumeto,
orto e vigneto. Queste ultime, risultano dispo-
Sistema aggregativo: masseria borgo ste lungo piani terrazzati, in base ad una
sequenza dettata dalle diverse esigenze idriche
Struttura: Planimetricamente è facilmente rin- del coltivo. I tre diversi livelli terrazzati, posti su
tracciabile la matrice di base dell'impianto: una base drenante di pietrisco, presentano una lieve
masseria borgo. L'impianto infatti si sviluppa pendenza, in modo da sfruttare l’effetto di gra-
tra due strade, presentando altrettanti fornici vità per convogliare l’acqua dal punto più alto a
d’ingresso fortificati. I vari ambienti della pro- quello più basso degli stessi terrazzamenti.
duzione sono collocati in posizione centrale
rispetto all’appezzamento di terra. Al termine
della proprietà, alla quota più elevata e di mag-
gior controllo dell’appezzamento, è collocata
l'abitazione del proprietario, il cui piano terra
ospita una serie di ambienti per il ricovero del
bestiame e degli attrezzi da lavoro. A partire da 43
esso si sviluppano due bracci, uno destinato ad
ambienti sussidiari (quali il forno, la colombaia,
le abitazioni dei braccianti, ecc...), e l'altro
destinato alle piccole attività produttive (agru-
meto, orto e vigneto).

Gestione delle risorse idriche: Risulta particolar-


mente interessante nell'impianto la conforma-
zione dei tetti. Nonostante si tratti di tetti inte-
ramente piani, essi presentano quote differenti
che, congiunte attraverso una leggera pendenza
Figura 34: Masseria Losciale - Planimetria primo livello
dei massetti di copertura, permettono di indi-
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 44

44

Figura 35: Masseria Losciale - Sistema di raccolta delle


acque meteoriche nella piana coltivata ad agrumeto e
vigneto.
La sezione evidenzia la composizione dello strato dre-
nante del terreno e la presenza di una canalizzazione
perimetrale che garantisce l’alimentazione simultanea
dei diversi livelli del terrazzamento agricolo.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 45

5.3.6 MASSERIA SANT'EUSTACHIO vo del sito è legato al rinvenimento di una rile-


(GIOVINAZZO) vante riserva idrica intorno alla quale, solo in
un secondo momento, si sviluppa la comuni-
Sistema tipologico: masseria agricola tà/borgo della masseria.

Sistema aggregativo: masseria borgo

Struttura: Le differenti fasi costruttive della


Figura 36: Masseria Sant’Eustachio - Sezione principale
masseria si evidenziano attraverso la presenza di
tre volumi distinti, legati tra loro da un recinto
dall'andamento irregolare che manifesta la sua
realizzazione in fasi diverse. I corpi di fabbrica
principali sono quelli della chiesa con torre, del
complesso abitativo del massaro (il cui piano
terra è destinato ad ambienti da lavoro e al rico-
vero degli attrezzi) e della stalla (che, probabil-
mente, data l’estrema vicinanza al volume della
chiesa, era impiegata inizialmente in altro 45
modo).

Gestione delle risorse idriche: La ricorse idrica, in


questo caso, è garantita non da una cisterna, ma
dallo scavo di un pozzo nell'area del complesso
destinata ad orto. Questo dato evidenzia una
particolare conformazione geologica del sito
che ha favorito lo sviluppo di una consistente
falda superficiale, raggiungibile attraverso la
realizzazione di un pozzo e in grado di fornire
Figura 37: Masseria Sant’Eustachio - Planimetria primo
una riserva idrica costante all'impianto masseri-
zio. In casi come questo, il primo atto fondati- livello
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 46

46

Figura 38: Masseria Sant’Eustachio - Sezione del pozzo


disposto all’interno dell’orto
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 47

5.3.7 MASSERIA JASCA (ALTAMURA) differenti volumi si innestano gli uni sugli altri nelle sottostanti cisterne. A differenza di altri
seguendo prevalentemente le esigenze funzio- esempi, in cui il progressivo degrado ha com-
Sistema tipologico: masseria agricola e per ulivi nali del complesso e generando un apparente portato la scomparsa dell'efficienza del sistema
disordine nella composizione. di raccolta delle acque meteoriche, in questo
Sistema aggregativo: masseria isolata caso esso è stato preservato e, dove necessario,
Gestione delle risorse idriche: L'impianto presen- integrato con interventi successivi che, se da un
Struttura: L'impianto si presenta come risultato ta un sistema di recupero delle acque meteori-
di una serie di ampliamenti ed adattamenti lato hanno modificato il linguaggio utilizzato in
che basato sullo sviluppo di una lunga sequen- facciata, dall'altro hanno permesso di mantene-
consecutivi iniziati a partire da un nucleo base za di linee di gronda che, correndo lungo le
del 1500. Questa situazione è facilmente leggi- re inalterato il funzionamento del complesso.
varie superfici dell'edificio ed unificando le sue
bile sul prospetto esterno, dove le aperture e i differenti quote ed aggetti, convogliano l’acqua

47

Figura 39: Masseria Jasca - Prospetto principale. In evidenza il complesso gioco delle linee di gronda che appaiono
chiaramente posticce rispetto al volume architettonico, evidenziando la scarsa capacità dell’edificio di fronteggia-
re il problema del recupero delle acque piovane.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 48

Figura 40: Masseria Jasca - Planimetria primo livello

48

Figura 41 - 43: Masseria Jasca - Prospetti


Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 49

5.3.8 MASSERIA VIGLIONE (SANTERAMO) Figura 44: Masseria Viglione - Planimetria primo livello

Sistema tipologico: masseria agricola

Sistema aggregativo: masseria borgo

Struttura: L'impianto presenta una planimetria


molto regolare che manifesta chiaramente il
Figura 45 - 46: Masseria Viglione - Prospetto principale
proprio legame con la tipologia del monastero:
e laterale
un complesso che si sviluppa intorno ad un cor-
tile centrale. L'aspetto attuale differisce da quel-
lo originario a causa della comparsa, in epoche
successive, di nuove volumetrie, in particolar
modo in corrispondenza dei due estremi del-
l’impianto. Una testimonianza del volume ori-
ginari è facilmente riconoscibile nella presenza
delle garitte collocate sul prospetto principale e
che, originariamente, ne costituivano la conclu- 49
sione.

Gestione delle risorse idriche: Anche in questo


caso la riserva idrica proviene dalla raccolta
delle acque meteoriche provenienti dalle coper-
ture. Interessante risulta, d’altra parte, la scelta
di posizionare le falde dei tetti trasversalmente
rispetto alla facciata, in modo da rendere leggi-
bile chiaramente il sistema strutturale sul pro-
spetto principale e convogliare le acque meteo-
riche, attraverso montanti e doccioni, diretta-
mente nella corte centrale.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 50

50

Figura 47: Masseria Viglione - Particolare costruttivo


della cellula base
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.01 Pagina 51

5.3.9 MASSERIA CIPPANO (OTRANTO) Gestione delle risorse idriche: La destinazione


dell'impianto a masseria per pecore comporta la
Sistema tipologico: masseria per pecore collocazione della cisterna al di fuori del com-
plesso abitativo e, in particolare, in prossimità
Sistema aggregativo: masseria isolata del cancello d'ingresso. La cisterna assume
anche la funzione di abbeveratoio, grazie ad
Struttura: In questo caso l'intero impianto assu- una serie di canaline che collegano il foro per
me le caratteristiche di una masseria fortificata. l’approvvigionamento idrico della cisterna agli
La masseria, munita di un alto muro di recin- abbeveratoi posti lungo i quattro lati della
zione, si sviluppa come un unico volume ret- cisterna stessa.
tangolare con sviluppo a torre. L’accesso ai loca-
li abitativi, disposti al secondo livello, avviene
mediante una scala esterna che si sviluppa su
due rampe. Al di sotto della scala si apre l'ac-
cesso ai vani disposti sul piano di calpestio,
dedicati all’attività della masseria.

51

Figura 49 - 50: Masseria Cippano - Vista generale e par-


Figura 48: Masseria Cippano - Planimetria primo livello ticolare costruttivo della cisterna interrata
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.02 Pagina 52

6. I TRULLI E L’ESPERIENZA DEL raccolta della brina notturna). tezione (dall’evaporazione) di una riserva idrica
MICROLITISMO MEDITERRANEO In tutti questi manufatti sono comunque rico- nonché la produzione di acqua tramite la con-
noscibili gli insegnamenti del microlitismo densazione della rugiada. Questa tecnica, col
C. Montalbano; disegni: G. Mazzone mediterraneo nonché della civiltà dell'agropa- tempo, potrebbe aver spinto a sviluppare strut-
storalismo transumante che ha contribuito a ture idriche più complesse i cui principi costrut-
L’affinamento dei metodi di raccolta e distribu- caratterizzare così fortemente il territorio tivi sono stati, in seguito, trasferiti nella realizza-
zione dell'acqua nella regione sub appenninica pugliese attraverso l’uso della tecnica dello spe- zione dei trulli pugliesi. La struttura del trullo,
pugliese sono il risultato della declinazione, in tramento del suolo e del suo terrazzamento, realizzata interamente a secco, è infatti sempre
chiave locale, di conoscenze tecniche diffuse impiegando il pietrame così raccolto per la accompagnata dalla realizzazione di una cister-
nell’intero bacino Mediterraneo e legate al costruzione di muretti a secco, recinti e jazzi, ma na, anch'essa in pietra, posta in prossimità o
sostentamento di popolazioni residenti in terri- anche per la realizzazione di sofisticate architet- immediatamente al di sotto del piano di fonda-
tori prevalentemente aridi, caratterizzati dall'al- ture come i trulli e i pagliai. zione, il cui compito è quello di garantire l’ap-
ternanza di periodi di piogge irruenti ed abbon- L’origine di tutti questi sviluppi tecnici è in real- provvigionamento idrico dell’abitazione e un
danti con altri in cui esse risultano completa- tà rinvenibile nella tecnica del cumulo. E' infat- innalzamento dell’umidità degli ambienti inter-
mente assenti. Con il passare del tempo molte ti possibile ipotizzare che, in mancanza di una ni nei periodi più secchi dell’anno.
di queste conoscenze tecniche sono cadute nel- grotta o di una sorgente, fosse proprio la realiz-
l’oblio e così è accaduto per molte strutture zazione del cumulo di sassi a consentire la pro-
52 architettoniche da esse derivate. In tal senso,
alcune strutture idriche come gli abbeveratoi e
le microcisterne (semplici cavità intagliate nei
pianori calcarei), sono divenuti poco riconosci-
bili; altri, come le neviere (grotte e fosse fre-
quenti a partire dai 500m di quota, usate per la
raccolta della neve invernale e per la conserva-
zione dei cibi) risultano difficilmente indivi-
duabili sul territorio, ed infine, di altre struttu-
re ancora, come le specchie e i tumuli, se n’è
persa totalmente la memoria, tanto da poterne
solo ipotizzare l’uso originario (probabilmente
legato alla condensazione dell'umidità e alla
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.02 Pagina 53

53

Figura 51: Pagina precedente. Esempio di agglomerazio-


ne a Trullo nel territorio pugliese. Il trullo domina un
podere coltivato, cinto da mura in pietra, anch'esse
poste a secco, in cui coltivate le piante e gli alberi più Figura 52: Aree pugliesi in cui sono rintracciabili le Figura 53: Individuazione delle aree in cui sono sorti vil-
vulnerabili all'azione distruttiva dei venti. costruzioni a trullo. laggi a trulli in territorio pugliese.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.02 Pagina 54

6.1 GLI ELEMENTI E LE TECNICHE zione e per la trasformazione del paesaggio Nonostante l'utilizzo di tale tecnica costruttiva
murgiano. implichi l'assenza di continuità statica nella
Tipologia tipica dell'altopiano delle Murge, il La tecnica costruttiva con cui venivano edifica- struttura, le esigenze di stabilità sono comun-
trullo costituisce una combinazione tra le stra- ti i trulli era dunque quella della pietra a secco, que raggiunte grazie all'esperienza del costrut-
tegie di protezione dagli agenti climatici attra- nella quale non era contemplato l'uso di malte tore nel comporre piani di allettamento omoge-
verso l’uso dell’inerzia termica della massa e cementi (le malte venivano impiegate unica- nei e giunti ridottissimi sui piani murari.
muraria e le tecniche di raffrescamento per irra- mente nelle cisterne interrate che accompagna- Infine, per completare il tutto e per garantire
diamento e ventilazione. A livello ambientale il vano ciascun trullo). In questo tipo di architet- protezione e pulizia al muro, le pareti interne
comportamento del trullo è approssimabile a ture lo scivolamento dei blocchi viene impedito ed esterne del trullo venivano intonacate a
quello di una struttura ipogea, e ben si adatta al dall’attrito generato dai materiali posti in opera, calce.
clima mediterraneo temperato, caratterizzato mentre l'effetto di ribaltamento è impedito dal
da temperature medie annue comprese tra i 6 e mutuo contrasto delle pietra vicine.
i 24°C, con escursioni estive medie di 10-12°C
e una bassa umidità relativa.
I materiali utilizzati da questa architettura sono
prevalentemente quelli reperibili in loco: calca-
re stratificato e materiali incoerenti.
54 Questi materiali, originariamente sparsi sullo
strato superficiale del terreno, hanno da sempre
costituito un grosso ostacolo allo sviluppo delle
attività agricole sul territorio murgiano. Un ter-
ritorio brullo e pietroso come questo, ben si
prestava inizialmente alla pratica dell’alleva-
mento, il che giustificava pienamente l’origine
pastorale e nomadica delle prime civiltà puglie-
si. Solo in un secondo tempo, con l’affinamen-
to delle tecniche agricole, iniziò la politica dello
spietramento che portò a scoprire suoli fertili
per l’agricoltura ma anche grandi accumuli di
detriti pietrosi, di facile impiego per la costru-
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.02 Pagina 55

Figura 54 - 55: Agglomerati di strutture a trullo del ter-


ritorio pugliese

Figura 56: Planimetria esemplificativa di una struttura a


trullo

55
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.02 Pagina 56

Figura 57: Sezione di una generica struttura a trullo. Nel


disegno viene mostrato un complesso relativo alla pre-
6.2 LA FORMA E LA RELAZIONE CON IL SITO
senza di una cisterna interna (realizzata al di sotto del
Planimetricamente i trulli non presentano una trullo) ed una esterna (parzialmente interrata e colle-
forma ripetibile con regolarità geometrica. gata ad un abbeveratorio utilizzato per i recupero delle
Nonostante tutto è comunque possibile indivi- acque meteoriche)
duare, nel panorama murgiano, due distinte
matrici planimetriche.
- Trulli ad impianto circolare: più antichi e
frequenti, caratterizzati da una struttura
tronco-conica;
- Trulli ad impianto quadrangolare: più rari,
con un conseguente sviluppo altimetrico
tronco-piramidale ed una copertura conoi-
dica impostata su pennacchi angolari.
In entrambi i casi, l'impianto compatto e la
copertura conica rappresentano un ottimo
compromesso per la difesa dalle radiazioni e per
56 i guadagni solari. Lo stesso uso dell'intonaco di
calce, sulle pareti dei trulli, consente una prote-
zione ottimale degli ambienti interni dalle cor-
renti d'aria, sebbene, da questo punto di vista,
una protezione maggiormente efficace si otten-
ga nei casi in cui tali sistemi si aggregano a for-
mare un tessuto urbano compatto.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.02 Pagina 57

6.3 LA STRUTTURA facilitare l'allontanamento delle acque piovane. na alla muratura o contenuta nel suo spessore)
La copertura presenta una caratteristica forma che, a sua volta, convoglia l’acqua nella cisterna
I trulli sono caratterizzati dall’impiego di una tronco-conica estradossata realizzata, nel volu- collocata sotto il pavimento del trullo o ester-
struttura a doppio involucro, composta da due me interno, come una falsa volta, con filari dis- namente ad esso, nelle sue immediate vicinan-
muri indipendenti che differiscono tra loro posti ad anello con un modesto aggetto l’uno ze.
nella funzione e nella pezzatura dei materiali rispetto all’altro. L'involucro esterno è ricoper-
impiegati (Figura 57). In tal senso, mentre la to invece con pietre di pezzatura minore (chian-
parete interna assume un ruolo prevalentemen- carelle), disposte secondo filari consecutivi, 6.4 IL COMPORTAMENTO CLIMATICO
te statico, la parete esterna si occupa della pro- sovrapposti a giunti sfalsati e con un'inclinazio-
tezione dall’acqua piovana e della sua raccolta. ne compresa tra i 15 e i 20 gradi, in modo da Il sistema costruttivo prevede, nella fase di rea-
Verticalmente la struttura è ulteriormente impedire la penetrazione dell’acqua piovana. lizzazione delle fondazioni, la costruzione della
scomponibile in due porzioni: il basamento e la La giunzione tra il basamento e la copertura cisterna in cui convogliare l’acqua piovana rac-
copertura, entrambe realizzate con chianche avviene, nel volume interno, sfruttando il siste- colta dalla copertura; tale cisterna, voltata a
disposte senza l'uso di malte e cementi. ma della mensola. Si genera in tal modo un botte o coperta con cupola, viene realizzata in
Il basamento è composto, sia per il volume profilo gradonato che, staticamente, contribui- pietra e malta e può essere collocata sia sotto il
esterno che per quello interno, dalle pietre di sce maggiormente alla stabilità della copertura pavimento della struttura a trullo (contribuen-
pezzatura maggiore e, tra queste, le più regolari rispetto ad un profilo liscio in cui il taglio obli- do il tal modo al sostegno della costruzione
vengono impiegate in corrispondenza delle quo dei conci determinerebbe un eccessivo sovrastante), che esternamente ad essa (e 57
aperture murarie o negli eventuali angoli della indebolimento degli spigoli. Nella parte estera, comunque nelle sue immediate vicinanze). La
struttura esterna (nei casi di rifusione di più la giunzione tra i due volumi avviene in corri- presenza della cisterna consente sia l’approvvi-
trulli in un unico impianto o nei trulli a matri- spondenza della sporgenza del limite superiore gionamento idrico del sistema edilizio, che l’u-
ce quadrangolare). Il paramento murario che del basamento rispetto ai primi filari di chian- midificazione degli ambienti, consentendo un
compone il basamento raggiunge un forte spes- carelle della copertura, in modo da convogliare abbassamento della temperatura interna di circa
sore che varia da 1-1,5m fino a 2-2,5m e si svi- l’acqua piovana in un incasso praticato nell’ul- 6-7 gradi rispetto a quella esterna.
luppa fino all'altezza dell'architrave del fornice timo concio aggettante del volume esterno del Alla climatizzazione degli ambienti interni con-
di ingresso. Mentre il paramento murario inter- basamento che funge da gronda. Tale incasso tribuisce anche il rivestimento in chiancarelle
no viene innalzato perpendicolarmente alla corre lungo l’intero perimetro della struttura che compone il volume esterno della copertura:
direttrice planimetrica, quello esterno viene con una leggera pendenza, in modo da dirigere questo, infatti, di colore grigio scuro, tende ad
inclinato a scarpa in modo da migliorare la sta- l’acqua piovana in un doccione aggettante assorbire il calore solare irradiandolo progressi-
tica della struttura edilizia e, allo stesso tempo, rispeto alla muratura, o in una canalina (ester- vamente verso gli ambienti interni.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.02 Pagina 58

Un ulteriore contributo alla climatizzazione


degli ambienti interni è fornito dalla canna
fumaria del focolare (quando presente) che,
grazie alla ventilazione trasversale notturna,
permette di espellere l'aria calda dagli ambienti
interni e di immettere in essi aria fredda
mediante apposite fessure collocate nella parte
inferiore della porta, generando, in questo
modo, un effetto camino (Figura 58). D’altra
parte, se l'effetto risultante consente di ottenere
un raffrescamento delle pareti interne durante il
periodo estivo, nel periodo invernale la conden-
sazione dell'umidità ne determina un conse-
guente raffreddamento, rendendo necessaria la
creazione di moti convettivi dell'aria, mediante
l'opportuna apertura di porte e finestre, in
modo da favorire il prosciugamento delle pare-
58 ti interne.

Figura 58: Schema dello spostamento dell’aria in una struttura a trullo grazie al contributo del camino.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.02 Pagina 59

Figura 59a - 59b Schematizzazione del comportamento


termico di una generica struttra a trullo in condizioni
diurne e notturne

59
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.02 Pagina 60

Figura 60a - 60b Schematizzazione del comportamento


termico di una struttura a trullo con camino in condi-
zioni diurne e notturne

60
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.02 Pagina 61

6.5 L’AGGREGATO URBANO E L’ECONOMIA DEL- anche uno dei più interessanti dal punto di di maggior interesse sta nel fatto che l’intero
L’ACQUA vista dei processi di controllo delle risorse idri- organismo urbano si comporta come un’unica,
che è Alberobello. immensa, superficie drenante che cattura ogni
Generalmente i trulli trovano la loro maggiore Il dato che rende questo insediamento un caso piccola goccia d’acqua e la immette in uno degli
concentrazione nel panorama pugliese in una di sicuro interesse scientifico sta nel particolare innumerevoli circuiti idrici della città (Figura
porzione di territorio compresa tra la Murgia ed perfezionamento delle tecniche idriche e nella 63).
il litorale jonico, ma non è raro trovarli anche al loro perfetta integrazione con il tessuto archi- Tali città assumono infatti l’aspetto di un’unica
di fuori di questo ambito territoriale. tettonico. superficie litica che si muove, senza soluzione di
Dato che il trullo nasce come abitazione desti- Il comportamento di un sistema urbano a trul- continuità, a formare indifferentemente le
nata al colono e al ricovero di attrezzature agri- li si differenzia profondamente rispetto al com- coperture e le pareti delle abitazioni ma anche
cole, esso compare generalmente come una portamento assunto dall’organismo isolato. La le superfici orizzontali di strade, vicoli, slarghi e
struttura isolata nel territorio. Nei casi di pode- strategia adottata da questo sistema urbano si piazze, imponendo alle acque meteoriche un
ri più grandi esso si aggrega ad altri ambienti fonda, in primo luogo, sul raggiungimento percorso obbligato e labirintico che le imprigio-
della stessa natura dando origine ad impianti della massima densificazione orizzontale del na inesorabilmente.
più ampi in cui però non si assiste alla creazio- sistema abitativo. Tale condizione consente una In particolare, si potrebbero individuare alme-
ne di un vero e proprio sistema insediativo dal forte riduzione del consumo di suolo, soprat- no tre livelli di proprietà dell’acqua:
momento che tali sistemi aggregati appartengo- tutto nei casi di sistemi come questi, in cui è 1) L’acqua intercettata dalle coperture dei trulli.
no spesso ad un unico nucleo familiare. possibile realizzare un solo piano abitato. Essa viene opportunamente veicolata verso le 61
Ben diverso risulta il caso di trulli raggruppati a L’effetto diretto di questa compressione dello cisterne interne ai trulli stessi (trulli “ad acqua
formare un insediamento urbano. La loro tipo- spazio urbano si osserva nella riduzione delle dentro”) e assume carattere prevalentemente
logia prevalente vede i trulli allineati lungo una sezioni stradali (nell’ordine dei 2-3 metri) e privato (Figura 57).
strada o raggruppati attorno ad un crocevia o degli slarghi, garantendo pertanto una minore 2) L’acqua intercettata dagli slarghi intorno ai
ad un pascolo demaniale. esposizione all’irraggiamento solare e un mag- quali si raccolgono i trulli di più nuclei fami-
Nel territorio pugliese sono molto rari i casi di gior controllo dei processi evaporativi (la forte liari (a comporre una vicinia o vicinato) e
villaggi imperniati sull'uso della tipologia a differenza di temperatura tra le pareti soleggia- dalle linee di drenaggio delle coperture comu-
trullo, ma certamente la loro esistenza dimostra te e quelle in ombra degli stessi percorsi urbani ni a trulli di famiglie diverse. Quest’acqua
il raggiungimento di un punto di equilibrio ele- genera, in presenza di percorsi così contratti, viene raccolta in una cisterna comune, più
vatissimo tra l’organizzazione architettonica di moti convettivi verticali che allontanano le ampia delle precedenti, ed è posizionata soli-
un territorio e l’uso delle risorse locali. Tra i vari masse di aria calda producendo localmente un tamente al centro dello slargo (trulli “ad acqua
esempi, l’insediamento urbano più noto ma gradevole microclima). Ma certamente l’aspetto fuori”) dove viene messa a disposizione della
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.02 Pagina 62

gente del vicinato. In questa condizione spe-


cifica, ai moti convettivi presenti all’interno
della corte si associano i fenomeni di evapo-
traspirazione dell’acqua presente nelle cisterne
sottostanti che produce un innalzamento del-
l’umidità relativa dell’aria e un forte migliora-
mento delle condizioni di benessere locale,
soprattutto nei periodi di massima insolazio-
ne (Figura 61).
3) L’acqua intercettata dai vicoli e dai percorsi
urbani principali. Quest’acqua, più sporca
delle precedenti, viene indirizzata verso le
grandi cisterne urbane (posizionate solita-
mente nei punti di massima depressione oro-
grafica e molto spesso al limite dell’insedia-
mento) e viene messa a disposizione della
popolazione locale, in particolar modo per
62 l’alimentazione del bestiame (Figura 62).

Figura 61 - 62: Esempi di cisterne urbane sotterranee in


sistemi aggregati intorno ad una corte (sinistra) e lungo
una strada (destra)

Figura 63: Pagina seguente. Alberobello. Individuazione


dei percorsi idrici lungo le coperture di un aggregato
urbano.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.02 Pagina 63

63
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.02 Pagina 64

7. ANALISI ED APPROFONDIMENTI

A. F. Piccinni, M. Di Modugno; disegni: G.


Mazzone

L’analisi sin qui svolta è stata condotta al fine di


riuscire a valutare l’efficacia dei sistemi di recu-
pero da inserire in contesti urbani contempora-
nei, progettati e organizzati certamente non
nell’ottica di ottimizzare la raccolta e la distri-
buzione dell’acqua meteorica da impiegare per
il soddisfacimento di una parte dei fabbisogni
civili (colmati nella loro totalità dalle reti
acquedottistiche). Questo ha portato a voler
comparare i risultati sin qui ottenuti con quelli
relativi ad un sistema urbano della tradizione
consolidata del territorio pugliese. In particola-
64 re, tra le diverse tipologie di architettura rurale
presenti in Puglia, si è scelto di analizzare il
sistema a “trullo” e l’impianto urbano di
Alberobello, valutando la convenienza e l’effi-
cienza dei sistemi di recupero tradizionali nelle
diverse forme di aggregazione urbana. La scala
temporale di riferimento per effettuare bilanci
di efficacia del sistema è ancora una volta l’an-
no idrologico medio che, per la stazione di
Locorotondo, è risultato essere il 1997 con un
afflusso totale annuo pari a 677 mm. I risultati
delle elaborazioni sono sintetizzati nelle schede
di seguito riportate (Scheda 1; Scheda 4).
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.02 Pagina 65

L’analisi dei dati mostra come l’architettura del


passato, realizzata per soddisfare la totalità dei
fabbisogni idrici domestici e non solo (agricoli),
allo stato attuale, possa consentire in maniera
ottimale il soddisfacimento dei consumi idrici
per WC.
A questo punto si è valutata la risposta delle
quattro strutture insediative nel caso in cui si
considerasse un regime pluviometrico differen-
te da quello in essere, ossia, nello specifico,
quello proprio di Ruvo di Puglia. I risultati
delle simulazioni (Scheda 5; Scheda 8) mostra-
no come la stessa struttura aggregativa del tes-
suto urbano, caratterizzata da uno specifico
sistema di accumulo delle acque meteoriche,
possa offrire un grado di efficienza differente.
Questo porta ad affermare che, proprio come in
passato e come già esposto in precedenza, 65
occorrerebbe realizzare sistemi di accumulo
delle acque meteoriche variabili a seconda del
regime pluviometrico caratteristico dell’area in
esame, al fine di consentire un recupero e quin-
di uno sfruttamento ottimale delle risorse idri-
che recuperate.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 66

66
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 67

Le esperienze del nostro passato così come la tec-


nologia contemporanea possono dare un soste-
gno utilissimo all’individuazione di nuovi forme
e strutture dei nostri spazi urbani, nonché dello
stesso territorio che ci circonda, al fine di consen-
tire il perfezionamento dei sistemi di captazione,
drenaggio, stoccaggio ed impiego delle diverse
tipologie di risorsa idrica disponibili sul territorio.
La capacità di organizzare lo spazio urbano, al
fine di ottimizzare la raccolta e la distribuzione
dell’acqua piovana ricadente sull’intero agglome- Figura 64: Andamento dell’efficienza e della convenienza al variare della densità abitativa per l’abitato di Ruvo di Puglia.
rato urbano, ha spinto ad indagare come potreb-
be evolversi il sistema urbano ruvese.
Come già detto in precedenza, l’area considerata,
di estensione pari a 15 ha, è caratterizzata da una
densità abitativa pari a 7,5 ab/100 m2 per la quale
la massima convenienza del sistema è ottenibile
attraverso la realizzazione di una vasca di accu- 67
mulo di volume pari a 6.000 m3.
In prima analisi si è proceduto ad una variazione
della densità abitativa del sistema attraverso la
quale, come si evince dalla tabella di sintesi di
seguito riportata (Figura 12), è stato possibile Figura 65:
osservare che, per raggiungere una convenienza
del sistema pari al 72% occorrerebbe raggiungere Al fine di ottenere una maggiore ottimizzazione ticolare si è cercato di comprendere come una
una densità abitativa pari a 2 ab/100 m2 di super- dell’efficacia del sistema di recupero delle acque progettazione più compatta del tessuto urbano
ficie coperta ossia sarebbe necessario passare dal meteoriche, si è ipotizzato, inoltre, un possibile potesse incidere sul grado di efficienza e conve-
tessuto urbano attuale, costituito da edifici a 3 riadattamento della struttura aggregativa tipica nienza del sistema di accumulo e utilizzo delle
piani (n. residenti pari a 4.219), ad una struttura del tessuto urbano di Alberobello all’architettura acque meteoriche.
a ville unifamiliari (n. residenti pari a 1.125). urbana contemporanea di Ruvo di Puglia: in par- Proiettando la tessitura urbana tipica di
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 68

Alberobello al contesto ruvese, lasciando invaria- il raggiungimento di tale livello di efficacia del
ta l’estensione totale dell’area indagata (15 ha) e sistema cui corrisponde, tra l’altro un’efficienza
fissato il numero di residenti (3.400 ab), si è valu- del 100%, è risultato pari a 2.000 m3 di contro
tato come sia possibile incrementare il livello di agli 11.000 m3 ottenuti considerando l’attuale
convenienza del sistema del 13% con un relativo struttura urbanistica. Questo comporta, quindi,
risparmio di risorsa idrica pari a circa 7.000 costi di realizzazione e tempi di recupero dell’in-
m3/anno. Inoltre è importante sottolineare che la vestimento assolutamente più ridotti.
volumetria della vasca di accumulo, necessaria per

68

Figura 66: Confronto gradi di efficacia del sistema di accumulo e utilizzo delle acque meteoriche
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 69

Conclusione mento idrico vi sono certamente quelli basati valenza ambientale in quanto consente il rispar-
sul recupero e sull'utilizzo delle acque meteori- mio, seppur modesto, delle risorse idriche sot-
A. F. Piccinni, A. Petruccioli che. terranee, riducendo gli emungimenti delle
Del resto, in passato, le popolazioni dell’area acque di falda e favorendone una gestione indi-
mediterranea hanno vissuto anche grazie all'im- rizzata verso usi più pregiati.
Il progresso che la ricerca ha compiuto nel set- piego delle acque meteoriche adoperandosi nel I risultati raggiunti, d’altra parte, risultano for-
tore delle scienze e delle tecnologie legate trovare le soluzioni più efficaci per sopperire temente dipendenti dallo scarso valore moneta-
all’impiego e all’utilizzo delle risorse idriche nel all’atavica scarsità di risorsa idrica. Nel territo- rio della risorsa idrica nonché dalle modalità
corso del ventesimo secolo è certamente signifi- rio pugliese, in particolare, si possono ritrovare con cui sono pensati gli spazi urbani contem-
cativo. Numerosi sono d’altra parte i problemi e ammirare interessanti esempi dei tentativi del- poranei.
irrisolti. In prima linea si registra l’inadeguatez- l’uomo di raccogliere e conservare le poche Allo stato attuale il sistema di tariffazione
za degli approvvigionamenti e l’uso improprio risorse idriche disponibili a testimonianza di pugliese, prevede la copertura dei soli costi
della risorsa idrica, in funzione soprattutto dei una cultura della sostenibilità purtroppo par- finanziari. A tali costi dovrebbero però aggiun-
sempre più prolungati periodi di siccità che zialmente scomparsa. gersi, in coerenza con l’applicazione del princi-
investono i territori mediterranei e della sempre La tecnica contemporanea legata all’utilizzo pio del Recupero del Costo Pieno (Full
più rilevante pressione demografica che agisce delle acque meteoriche non è, d'altra parte, Recovery Cost) proposto dalla WFD
su di essi. A questi si sono aggiunti nel tempo applicabile sempre con successo ed anche a 2000/60/CE e dal D.Lgs.152/06, i costi
problemi relativamente nuovi come la sempre livello locale si possono osservare notevoli diffe- ambientali e i costi della risorsa: la Direttiva 69
più elevata contaminazione del suolo e il sovras- renze in termini di convenienza. Lo studio con- Quadro sulle Acque, perseguendo i criteri di
fruttamento delle risorse idriche sotterranee. dotto ha infatti evidenziato come, in un conte- disincentivazione dello spreco della risorsa,
Il delicato rapporto tra clima, uomo e ambien- sto pluviometrico tipico dell’area mediterranea introduce, rispetto ai costi operativi, costi di
te ha evidenziato, nella società contemporanea, quale quello pugliese, l’introduzione in edilizia deprezzamento e costi di uso del capitale (costi
l'assoluta necessità di controllare il consumo di dispositivi di raccolta delle acque meteoriche finanziari), dei costi aggiuntivi legati al peggio-
delle risorse idriche potabili e spinge a servirsi, abbia uno scarso rendimento globale, ossia costi ramento quali-quantitativo della risorsa a segui-
per alcuni cicli di utilizzo, di sistemi di approv- di produzione piuttosto elevati a fronte di to alla presenza del servizio idrico (costi
vigionamento alternativi, che non incidano un’incidenza irrilevante sul risparmio di acqua ambientali) e i costi di allocazione di una certa
sulla risorsa direttamente potabile. Tra i sistemi potabile. Questo porta ad affermare che, facen- quota di risorsa ad un settore piuttosto che ad
in grado di offrire un immediato contributo do riferimento a tessuti urbani già consolidati, un altro (costi della risorsa). La copertura di tali
alla soluzione dei problemi dello spreco, della la raccolta e l’utilizzo delle acque meteoriche in ulteriori costi comporterebbe, quindi, la rimo-
penuria e dei crescenti costi dell'approvvigiona- ambito domestico assume prevalentemente una dulazione del sistema tariffario e quindi tempi
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 70

di recupero degli investimenti edilizi indubbia- più pregiati.


mente molto più ridotti. Certamente, nel nostro tempo è anacronistico
Su un altro piano, lo studio del territorio pensare di adottare le medesime tipologie e tec-
pugliese e, in particolare, dell'organizzazione niche costruttive del passato ma il passato ci
dei sistemi urbani del passato, particolarmente può indubbiamente aiutare ad assumere una
attenti al rapporto tra risorse e territorio, ha diversa visione del rapporto intercorrente tra
permesso di evidenziare come una organizzazio- risorse, ambiente ed esigenze antropiche.
ne più attenta dello spazio urbano possa pro- Questo porta a dimostrare come non sia suffi-
durre risultati ben più rilevanti per la raccolta e ciente operare solo sull’uso di tecniche innova-
l'impiego delle acque meteoriche. L’architettura tive ma occorre, piuttosto, tornare a riflettere
storica dei nostri territori, infatti, ha dimostra- sulla forma e sulla struttura degli spazi urbani;
to come una cultura tecnica e architettonica occorre cercare di apprendere dall'esperienza
solo apparentemente arretrata abbia condotto locale, dall’adattamento al luogo (alle sue con-
alcune società a sviluppare soluzioni efficienti, dizioni fisiche e climatiche) della forma urbana,
capaci di soddisfare il proprio fabbisogno idrico dell'edificio e della tecnica, alla ricerca di un
senza giungere al depauperamento delle risorse rinnovato connubio fra tradizione e innovazio-
idriche disponibili. L'edificio, come la città, ne, tra uomo e ambiente, tra bisogni e risorse
70 erano intese come organismi che si adattavano disponibili.
al territorio al fine di captare quanta più acqua
possibile; la stessa campagna circostante contri-
buiva, attraverso la sua riorganizzazione ad ali-
mentare cisterne e grandi camere idriche ipogee
utilizzate dall'intera collettività. La gerarchia
delle risorse idriche, da quelle raccolte dal sin-
golo edificio, a quella drenata dalle vie pedona-
li e dalle piazze urbane, a quella raccolta dai
sentieri e dalle linee di drenaggio dei campi ter-
razzati, contribuiva a definire diverse gerarchie
di impiego della risorsa idrica, riducendo al
minimo la richiesta di acqua da destinare ad usi
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 71

APPENDICE 1: nel documento del Ministero dell’Ambiente e “Regulation Governing Use of Sewage for
QUADRO NORMATIVO IN MATERIA DI della Tutela del Territorio “Strategia d’azione Irrigation Purposes” che portò, dopo numerose
RECUPERO ACQUE METEORICHE ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia” modifiche, nel 1975 alla stesura del
(2002) «si ritiene prioritario puntare alla con- “Wastewater Reclamation Criteria”.
GENERALITÀ servazione o ripristino di un regime idrico com- Quest’ultimo ha rappresentato il documento
La definizione originaria di “sviluppo sostenibi- patibile con la tutela degli ecosistemi, con gli principale cui numerosi paesi tra i quali Israele,
le” è quella contenuta nel rapporto Brundtland usi ricreativi e con l’assetto del territorio. Ciò Sud Africa, India e Italia hanno fatto riferimen-
del 1987 e ripresa dalla Conferenza mondiale implica, in molte aree del Paese, arrivare a una to nel tentativo di disciplinare l’uso delle acque
sull'ambiente e lo sviluppo dell'ONU (World minor sottrazione di portata dalla circolazione reflue in agricoltura. Solo nel 1992 l’EPA
Commission on Environment and Development): naturale con particolare riferimento alle risorse (Environmental Protection Agency) statunitense
« lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che di buona ed elevata qualità. Va pertanto consi- emanò il documento “Guidelines for Water
soddisfa i bisogni del presente senza compro- derata prioritaria la riduzione dei fabbisogni, Reuse”, la cui novità rispetto alle pubblicazioni
mettere la possibilità delle generazioni future di intesi come la quantità di risorsa (grezza) neces- precedenti riguardò la volontà di diffondere il
soddisfare i propri bisogni » saria per soddisfare gli usi “dissipativi”; a tal fine concetto del riuso anche a settori diversi da
Il concetto di sostenibilità così introdotto, si occorre porre in essere interventi finalizzati al quello agricolo, ovvero: urbano (irrigazione di
ritrova attualmente nella filosofia ispiratrice di risparmio, riuso, riciclo». campi da golf e parchi, alimentazione rete
ogni atto normativo che abbia lo scopo di pro- In contesti esteri come quello tedesco, invece, antincendio,ecc.); ambientale (zone umide,
muovere e regolamentare usi appropriati delle l’attenzione è rivolta in modo più diretto alla paludi, ricarica falde, ecc.); industriale; ricreati- 71
risorse naturali e modalità costruttive o di pia- limitazione della quantità di acqua meteorica vo (formazione di bacini idrici per attività di
nificazione territoriale compatibili con l’am- scaricata, e in tal senso la normativa fornisce pesca, ecc.); civile (utilizzo potabile indiretto
biente. É cioè largamente condivisa l’esigenza indicazioni tecniche per la realizzazione di siste- tramite ricarica degli acquiferi).
di nuove forme di progettualità orientate alla mi atti allo scopo. Ancora quindi non si abbracciava l’ipotesi di
sostenibilità; tra queste emergono quelle volte Gli strumenti legislativi, nazionali e non, sono riuso dell’acqua piovana ma dell’acqua reflua,
al riutilizzo della risorsa idrica a cui viene in più diffusamente riferiti al riutilizzo delle acque con crescente attenzione però agli usi plurimi.
genere attribuito un duplice scopo: reflue in agricoltura; meno regolamentata è Nello stesso 1992 è stata invece redatta in
1. il risparmio idrico finalizzato a preservare la invece la questione del riutilizzo delle acque Germania una norma tecnica per le opere di
risorsa; meteoriche in ambito civile e domestico. Ad sgravio delle fognature miste in cui è imposta
2. la riduzione dell’entità degli scarichi nei esempio la prima normativa in materia di riuso l’attuazione in determinati casi di misure per
corpi idrici ricettori. irriguo delle acque reflue risale al 1918 quando ridurre alla fonte le acque meteoriche, quali il
Con riferimento al contesto nazionale, infatti, lo Stato della California emanò il documento riutilizzo delle acque piovane (nell’ottica quin-
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 72

di dello scopo 2. di riutilizzo della risorsa idri- abitazioni nel NSW debbano usare fino al 40% Il BASIX incoraggia tra le caratteristiche pro-
ca). in meno di acqua potabile e produrre fino al gettuali, al fine di ridurre gli sprechi e conse-
Per inquadrare compiutamente l’ambito legisla- 40% in meno di emissioni di gas serra rispetto guire un risparmio nella risorsa idrica, la predi-
tivo in cui si inserisce la tematica del recupero alla media delle altre abitazioni. sposizione di:
delle acque piovane, di seguito si propone un Per conseguire questi risultati è imposto che le - serbatoi dell’acqua piovana da usare in giardi-
percorso ricognitivo attraverso normative este- domande di nullaosta edilizio o di certificato di no, nel WC e/o in lavanderia;
re, europee, italiane nazionali e regionali in opera edile conforme per le nuove abitazioni - rose della doccia, rubinetti e doppi sciacquoni
materia di riutilizzo della risorsa idrica, in par- siano depositate presso i Comuni assieme al del water efficienti dal punto di vista dei con-
ticolare di quella di origine meteorica. Certificato BASIX; per ottenere un Certificato sumi idrici;
BASIX, occorre compilare un modello di valu- - architettura di prato e giardino che richieda
NORMATIVA ESTERA tazione. Ciò comporta il rispondere ad una meno acqua;
In questa sezione non si pretende di esaminare serie di domande in merito alle dimensioni, - acque reflue da usare in giardino.
l’intero complesso delle norme in materia di all’ubicazione, ai materiali di costruzione, Dal 2006 anche in Queensland è richiesto per
riuso di acque meteoriche vigenti nei paesi este- all’approvvigionamento idrico e agli infissi del- legge alle case di nuova costruzione di essere più
ri europei ed extra-europei, ma solo di riferire l’abitazione. Per superare la valutazione del sostenibili, assicurando un uso più efficiente di
quegli esempi di rainwater harvesting legislation BASIX si può anche essere tenuti a rettificare acqua ed energia. Lo stato ha incoraggiato i
che esprimono l’attenzione globale al problema. aspetti del progetto. Il Certificato BASIX è Comuni a considerare obbligatorio l’inserimen-
72 dunque un elenco di impegni a dimostrazione to di sistemi di raccolta dell’acqua piovana nella
AUSTRALIA del modo in cui l’abitazione adempirà ai requi- costruzione delle nuove abitazioni.
In Australia alcuni stati hanno introdotto nor- siti imposti dal regolamento; gli impegni devo- Nella “Part 25 of the Queensland Development
mative che impongono standard per le presta- no essere annotati sulle piante del progetto e il Code” (QDC) pubblicata in bozza nel 2005,
zioni di efficienza energetica ed idrica nelle abi- costruttore è tenuto per legge a costruire l’abi- sono fornite delle guidelines per gli standard
tazioni di nuova costruzione. tazione nel modo descritto (sono previste veri- minimi nell’installazione dei sistemi di raccolta
In New South Wales (NSW), è stato introdot- fiche in varie fasi dei lavori di costruzione). delle acque ovvero rainwater tanks, definiti
to nel 2004 dal governo uno strumento che I traguardi imposti di riduzione fino al 40% come vasche coperte per lo stoccaggio di acqua
mira a far sì che le abitazioni usino meno acqua, nell’impiego di acqua potabile variano da una piovana proveniente dai tetti degli edifici. È
producano meno emissioni di gas serra e siano località all’altra del NSW perché il BASIX tiene demandato ai governi locali di decidere se le
più comode per chi vi abita. Tale misura di pia- conto di clima, tipo di suolo, piovosità e indici acque meteoriche devono essere destinate solo
nificazione, chiamata BASIX (Building And di evaporazione, nonché del tipo di costruzio- ad usi esterni od anche interni per WC e lava-
Sustainability Index), prevede che tutte le nuove ne. trici.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 73

Dal 1° Gennaio 2008 nuove parti del QDC viduato come possibile approvvigionamento indiani.
introducono l’applicazione di nuove misure di per le famiglie. Nella legislazione in materia di Al fine di includere le strutture di recupero
risparmio idrico. Tra queste: acque, introdotta nel 1997/1998, il Sud Africa delle acque piovane nelle nuove costruzioni il
- riutilizzo delle acque grigie; ha cercato di incorporare le conoscenze dispo- “Kerala Municipality Building Rules” (1999) fu
- installazione di reti duali nelle nuove costru- nibili circa le risorse idriche e il loro uso soste- modificato appositamente da una notifica data-
zioni o adeguamento degli impianti idrici nibile. Nel “National Water Bill” (1998), l’ac- ta 12 Gennaio 2004, emanata dallo Stato del
degli edifici esistenti in tal senso; qua meteorica raccolta dai tetti è considerata Kerala.
- utilizzo di risorsa idrica alternativa (acqua pio- una risorsa accessibile, anche se nel “Water Nel territorio della capitale, New Delhi, dal
vana o grigia) nelle nuove costruzioni com- Services Act” (1997) è riferito che nessuno può Giugno 2001 il Ministro degli Affari Urbani e
merciali e industriali. prelevare acqua da una fonte diversa dal forni- dell’Alleviazione della Povertà (Ministry of
tore del servizio idrico nominato dall’autorità Urban Affairs and Poverty Alleviation) ha reso
AFRICA SUB-SAHARIANA competente. obbligatorio il recupero delle acque meteoriche
Hartung e Patschull (2001) hanno condotto Come si comprende quindi, in questi paesi uno in tutti i nuovi edifici con una superficie di
un’analisi della legislazione in materia di acqua dei problemi legislativi riguarda la proprietà copertura maggiore di 100 m2 e in tutti i lotti
in 10 paesi dell’Africa Sub-Sahariana, con della risorsa idrica. in sviluppo con un’area maggiore di 1000 m2.
attenzione particolare a come questa si relazio- Il Central Ground Water Authority, poi, ha
na al domestic roofwater harvesting (drwh), INDIA
tuzioni e aree residenziali di zone specificate, 73
reso obbligatori i sistemi di recupero nelle isti-
cioè al recupero dell’acqua piovana dai tetti per L’approvvigionamento di acqua potabile è un
uso domestico. Le leggi nazionali in materia di problema permanente in India; l’utilizzo agri- con termine entro cui realizzarli Marzo 2002.
acqua di Botswana, Ethiopia, Kenya, Lesotho, colo, l’inquinamento, l’espansione urbana e Attraverso un’ordinanza denominata
Namibia, South Africa, Tanzania, Uganda, e demografica e le applicazioni industriali eserci- “Tamilnadu Muncipal Laws ordinance”, datata
Zambia rivelano che il drwh non rientra nelle tano pressioni notevoli sulla risorsa idrica. Le 19 Luglio 2003, anche lo Stato del Tamil Nadu,
strategie nazionali di gestione dell’acqua, ma è tecnologie idriche rappresentano una possibili- ha imposto il recupero delle acque meteoriche
piuttosto legato a progetti speciali in questi tà importante per affrontare questa situazione per tutti gli edifici, sia pubblici che privati. Il
paesi. Ad esempio numerose sono le associazio- parallelamente alla critica alternanza tra pioggia termine per costruire le relative strutture era
ni che si sono formate nell’Africa orientale e monsonica e stagione secca ed è per questo che Agosto 2003. In senso del tutto analogo si sono
meridionale. La prima di queste associazioni lo sforzo legislativo in materia di uso sostenibi- orientati molti altri stati e città dell’India quali
nazionali è stata la Kenya Rainwater le dell’acqua risulta essere rilevante e meritevo- Haryana, Rajasthan, Gujarat e Indore (Madhya
Association, fondata nel 1995. le di attenzione. Si riportano esempi di atti nor- Pradesh), Kanpur (Uttar Pradesh), Hyderabad
Il Sud Africa è l’unico paese dove il drwh è indi- mativi emessi già diversi anni fa dai vari stati (Andhra Pradesh).
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 74

FRANCIA di settore sono emanate dalla ATV (Ente Il tema delle acque piovane entra anche nelle
Nel Dicembre 2006 è stato adottato Normatore Tedesco per i Sistemi Fognari e le norme che determinano i contributi al servizio
dall’Assemblea Nazionale il progetto di legge Acque Reflue) riunitasi con la DVWK idrico. Ad esempio a livello locale, il
sull’acqua e i luoghi acquatici che mira, confor- (Associazione Tedesca per “Regolamento per l’esazione di contributi e
memente alla WFD, a un buono stato ecologi- l'Approvvigionamento Idrico e le Opere di tasse relativi allo smaltimento di acque nere”
co delle acque entro il 2015 (legge n. 2006 Bonifica) sotto la sigla ATV-DVWK. della città di Eckernförde prevede, per chi rea-
1772). I deputati hanno in particolare adottato Nella norma tecnica ATV-DVWK-M153 lizza impianti fissi e approvati per il recupero
un emendamento che prevede di creare un cre- “Raccomandazioni per il trattamento delle delle acque piovane, una riduzione della tariffa.
dito d’imposta pari al 25% delle spese, al fine di acque di pioggia”, vengono date misure per una
incentivare i privati a installare dei sistemi di evacuazione ecologica delle acque meteoriche,
recupero delle acque pluviali. La lista delle come ad esempio la dispersione diretta delle
attrezzature per i sistemi di recupero delle acque acque dei tetti nel terreno, a segnalare la non NORMATIVA EUROPEA
è stata fissata da un Decreto congiunto dei pericolosità del carico inquinante.
Ministeri dell’Ecologia, dell’Edilizia Abitativa, Il principio ispiratore della norma tecnica ATV- DIRETTIVA 2000/60/CE
del Budget e della Sanità in data 4 Maggio DVWK-A128 “Normativa di indirizzo per il La Direttiva Quadro sulle acque 2000/60/CE
2007. Le attrezzature coinvolte sono quelle di calcolo e la progettazione delle opere di sgravio (WFD) istituisce gli indirizzi per l’azione
recupero delle acque meteoriche raccolte dai delle fognature miste” è la minimizzazione degli comunitaria in materia di acque, affermando
74 tetti per utilizzi esclusivamente all’esterno delle afflussi di acque di pioggia nella fognatura. La che la politica ambientale deve contribuire a
abitazioni (innaffiamento giardini, lavaggio norma determina, attraverso un percorso gui- perseguire gli obiettivi della salvaguardia, tutela
automobili, ecc.). dato, quale sia la percentuale di volume annuo e miglioramento della qualità dell’ambiente,
La Direzione Generale delle imposte, in un bol- di acqua che può essere scaricato sulla base dei dell’utilizzazione accorta e razionale delle risor-
lettino ufficiale del 3 Agosto 2007, sottolinea dati inerenti il bacino e le precipitazioni; da se naturali che deve essere fondata sui principi
che è previsto un Decreto Ministeriale che pre- questo valore si deriva il volume degli invasi della precauzione e dell’azione preventiva, sul
cisi le condizioni nelle quali l’utilizzo delle presenti sul bacino. Viene posto, per motivi tec- principio della correzione, anzitutto alla fonte
acque raccolte può essere esteso ad usi interni nico-economici, un limite superiore al volume dei danni causati all’ambiente, nonché sul prin-
all’abitazione, attualmente esclusi. specifico delle vasche di raccolta pari a 40 cipio “chi inquina paga”.
m3/ha. Se dai calcoli risultasse invece necessario In linea con le iniziative esistenti volte ad attri-
GERMANIA un volume superiore, la norma dice di attuare buire maggior peso a strumenti di natura eco-
In Germania la normativa generale sulle acque misure per ridurre alla fonte le acque meteori- nomica nell'ambito delle politiche ambientali,
è dettata a livello nazionale. Le norme tecniche che tra cui il riutilizzo delle acque meteoriche. la Direttiva quadro promuove la tariffazione dei
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 75

servizi idrici quale mezzo per garantire un uso NORME DIN cio forniti dalle diverse case produttrici, sono in
più sostenibile delle risorse idriche ed il recupe- Se a livello italiano non esiste una norma che generale conformi a tale norma.
ro dei costi nell'ambito d’ogni specifico settore regolamenti la progettazione e l’installazione di La norma DIN 1988, Parte 3, reca i criteri di
economico. impianti per lo sfruttamento dell’acqua piova- dimensionamento delle condotte d’adduzione
La Direttiva fissa inoltre specifici obiettivi na, a livello europeo nel 2000 è apparsa la (rete duale) dell’acqua di servizio (diversa dal-
ambientali per i corpi idrici superficiali e sot- prima stesura della norma DIN 1989-1 che l’acqua potabile) in corrispondenza dei punti di
terranei ed estende il concetto di tutela a tutto disciplina tecnicamente appunto, tali impianti. prelievo. Ai sensi della norma DIN 1988, Parte
l’ecosistema connesso con l’ambiente acquati- La Norma DIN 1989-1:2002-04 4, e DIN 2403, i tubi devono essere contrasse-
co. “Regenwassernutzungsanlagen - gnati chiaramente in base al tipo di liquido tra-
Con l'intento di realizzare gli obiettivi fissati, Teil 1: Planung, Ausfuhrung, Betrieb und sportato, in modo da escludere qualsiasi possi-
l’allegato VI, parte B, della Direttiva, presenta Wartun” (“Sistemi di raccolta dell’acqua piova- bilità di confusione fra le condotte per l’acqua
un elenco non limitativo di misure supplemen- na - Parte 1: progetto, installazione, utilizzo e potabile e quelle per l’acqua di servizio. In cor-
tari, ovvero provvedimenti studiati e messi in manutenzione”) è, in Europa, un ricorrente rispondenza dei punti di prelievo dell’acqua di
atto a complemento delle misure di base (che riferimento per la precisione e il dettaglio che la servizio la norma DIN 4844 prevede l’apposi-
sono i requisiti minimi dei Programmi di misu- caratterizzano e per la sua possibile applicazio- zione di un cartello recante la dicitura “Acqua
re istituiti dall'articolo 11, paragrafo 4); una ne tanto a edifici di piccole dimensioni che a non potabile”.
voce dell’elenco fa riferimento al riutilizzo della complessi importanti. La Norma analizza aspet-
risorsa idrica: ti generali (protezione dal rumore, protezione al 75
x) misure tese a favorire l'efficienza e il riutiliz- fuoco, sigillatura dei fori di passaggio degli NORMATIVA ITALIANA NAZIONALE
zo, tra le quali l'incentivazione delle tecnologie impianti, problemi di congelamento, ubicazio- Con l'emanazione del Decreto Legislativo
efficienti dal punto di vista idrico nell'industria ne), caratteristiche delle superfici di raccolta, 152/2006 sono state abrogate le leggi principa-
e tecniche di irrigazione a basso consumo idri- trattamento delle acque (filtrazione, sedimenta- li che caratterizzavano il quadro legislativo di
co. zione e trattamenti speciali), elementi accessori, riferimento per le politiche di tutela e di uso
Sebbene non si faccia specifico riferimento al caratteristiche dei sistemi di pompaggio, marca- sostenibile delle risorse idriche in Italia. La nor-
riutilizzo dell’acqua meteorica, è già importan- tura degli impianti, scarichi di troppo pieno e mativa italiana in tema di acque è stata, fino
te rilevare la presenza del concetto di riutilizzo problematiche correlate, dimensionamento dei all'emanazione del decreto, sostanzialmente
in generale. serbatoi, protezione dai fenomeni di riflusso, articolata in base a tre disposizioni legislative:
tipologie di impianto, loro utilizzo e manuten- a) Legge 10 maggio 1976, n. 319 (cosiddetta
zione. Legge Merli);
Cosicché gli elementi di impianto in commer- b) Legge 5 gennaio 1994, n. 36 (cosiddetta
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 76

Legge Galli); LEGGE N. 36/94 striali di acqua pubblica nel momento in cui il
c) Decreto Legislativo 11 maggio 1999, n. 152. In Italia, nel 1994, la cosiddetta Legge Galli ha concessionario attui un riuso delle acque a ciclo
sancito ufficialmente la proprietà pubblica di chiuso reimpiegando le acque risultanti a valle
LEGGE N. 319/76 tutte le acque superficiali e sotterranee del Paese del processo produttivo (art. 18 comma 1 lette-
Le Legge Merli, sulla tutela delle acque dall’in- e la priorità del consumo umano rispetto agli ra d). Al comma 3 dello stesso articolo è dichia-
quinamento, già abrogata dal D.Lgs. 152/99, altri usi. All’art. 1 la Legge cita il concetto di rata l’istituzione di un fondo speciale per il
aveva richiamato l’importanza di un corretto e sostenibilità della risorsa idrica sottolineando finanziamento degli interventi relativi al rispar-
razionale uso dell'acqua ai fini produttivi, irri- che qualsiasi uso delle acque è effettuato salva- mio idrico e al riuso delle acque reflue.
gui, industriali e civili (art. 2 lettera d) per il guardando le aspettative ed i diritti delle gene- Unico riferimento alle acque piovane si ritrova
conseguimento del risparmio idrico, rimandan- razioni future a fruire di un integro patrimonio nell’art. 28, commi 3 e 4:
do però la regolamentazione alle necessarie ambientale (comma 2). 3. La raccolta di acque piovane in invasi e
norme tecniche. L’art. 5 riferisce che il risparmio della risorsa cisterne al servizio di fondi agricoli o di singoli
La Delibera 4 Febbraio 1977 del Comitato idrica è conseguito, in particolare, mediante la edifici è libera.
Interministeriale per la Tutela delle Acque progressiva estensione di diverse misure tra cui 4. La raccolta di cui al comma 3 non richiede
dall’Inquinamento (CITAI) “Criteri, metodo- installazione di reti duali nei nuovi insediamen- licenza o concessione di derivazione di acque; la
logie e norme tecniche generali di cui all'art. 2, ti abitativi, commerciali e produttivi di rilevan- realizzazione dei relativi manufatti è regolata
lettere b), d) ed e), della L. 10 maggio 1976, n. ti dimensioni; diffusione dei metodi e delle dalle leggi in materia di edilizia, di costruzioni
76 319, recante norme per la tutela delle acque apparecchiature per il risparmio idrico domesti- nelle zone sismiche, di dighe e sbarramenti e
dall'inquinamento” considerava il riutilizzo del- co e nei settori industriale, terziario ed agricolo dalle altre leggi speciali.
l’acqua reflua ai fini irrigui un sistema di scari- (comma 1, lettere b e d). Lo stesso articolo, al
co possibile, purché la pratica risultasse utile comma 6, demanda alle regioni l’adozione di D.LGS. N. 152/99
alla produzione agricola. programmi per attuare il risparmio idrico, pre- Il D.Lgs. n. 152/99, corretto ed integrato dal
L’aspetto del recupero delle acque di pioggia vedendo incentivi ed agevolazioni alle imprese D.Lgs. n. 258 del 18 agosto 2000, recante le
non era invece contemplato; veniva di contro che si dotino di impianti di riuso e di riciclo “Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inqui-
menzionata nell’ “ALLEGATO 2 - Criteri gene- ovvero utilizzino acque reflue trattate. È impor- namento e recepimento della Direttiva
rali per il corretto e razionale uso dell'acqua” la tante notare che appare, come misura volta al 91/271/CEE concernente il trattamento delle
possibilità di attuazione di riciclo idrico in risparmio idrico, l’adozione di reti duali. acque reflue e della Direttiva 91/676/CEE rela-
complessi industriali. Sempre senza particolare riferimento alle acque tiva alla protezione delle acque dall’inquina-
meteoriche, nella legge si ritrova anche un mento provocato dai nitrati provenienti da
abbattimento dei canoni per le utenze indu- fonti agricole”, ha rappresentato in Italia il qua-
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 77

dro normativo di riferimento per le politiche conservazione, al risparmio, al riutilizzo ed al settore terziario esercitate nel contesto urbano;
sulle acque, riordinando ed aggiornando la nor- riciclo delle risorse idriche. e) realizzare nei nuovi insediamenti sistemi di
mativa precedente, abrogando diverse leggi, tra Di particolare interesse è l’articolo 25, dal tito- collettamento differenziati per le acque piovane
cui la Legge 316/76. lo “Risparmio idrico”, di cui si riportano i e per le acque reflue.".
Il decreto disciplina la tutela delle acque super- primi tre commi: 3. All'articolo 5 della legge 5 gennaio 1994, n.
ficiali, sotterranee e marine dall’inquinamento 1. Coloro che gestiscono o utilizzano la risorsa 36 dopo il comma 1, è inserito il seguente:
attraverso l’individuazione di una serie di obiet- idrica adottano le misure necessarie all'elimina- "1-bis. Gli strumenti urbanistici, compatibil-
tivi, tra cui compare anche quello di un uso zione degli sprechi ed alla riduzione dei consu- mente con l'assetto urbanistico e territoriale e
sostenibile e durevole della risorsa idrica (art. 1 mi e ad incrementare il riciclo ed il riutilizzo, con le risorse finanziarie disponibili, prevedono
comma 1 lettera c). anche mediante l'utilizzazione delle migliori reti duali al fine dell'utilizzo di acque meno pre-
Il decreto considera il risparmio e il riutilizzo tecniche disponibili. giate, nonché tecniche di risparmio della risor-
delle acque reflue gli strumenti con cui attuare 2. Il comma 1 dell'articolo 5 della legge 5 gen- sa. Il comune rilascia la concessione edilizia se il
una razionale e sostenibile gestione della risorsa naio 1994, n. 36, è sostituito dal seguente: progetto prevede l'installazione di contatori per
idrica. Sono, ad esempio, indicate alcune modi- "1. Le Regioni prevedono norme e misure volte ogni singola unità abitativa, nonché il collega-
fiche al Regio Decreto 1775/33 (art. 23) atte a a favorire la riduzione dei consumi e l'elimina- mento a reti duali, ove già disponibili.".
garantire un più razionale uso della risorsa zione degli sprechi ed in particolare a: Si rileva dunque una crescente attribuzione di
attraverso l’obbligo a utilizzare risorse più a) migliorare la manutenzione delle reti di importanza alle reti duali; in particolare il
appropriate per i diversi usi (non serve acqua adduzione e di distribuzione di acque a qualsia- D.Lgs. 152/99 interagisce e completa la prece- 77
potabile per lavare le strade o irrigare i giardini si uso destinate al fine di ridurre le perdite; dente Legge 36/94 introducendo esplicitamen-
o per altri usi che non richiedono particolari b) realizzare, in particolare nei nuovi insedia- te negli strumenti di pianificazione urbanistica
qualità). Ovvero è stabilito che l’utilizzo di menti abitativi, commerciali e produttivi di la previsione di reti duali per i complessi di
risorse qualificate (per uso potabile) può essere rilevanti dimensioni, reti duali di adduzione al nuova costruzione.
autorizzato per usi diversi, sempre che sia stata fine dell'utilizzo di acque meno pregiate per usi Nella stessa direzione agisce l’ art. 26, dal titolo
verificata l’impossibilità di riutilizzo di acque compatibili; “Riutilizzo delle acque” che ai commi 1 e 2,
reflue o piovane. c) promuovere l'informazione e la diffusione di sempre modificando la Legge Galli, stabilisce
All’art. 1 comma 2 lettere b e f, il decreto indi- metodi e tecniche di risparmio idrico domesti- che allo scopo di incentivare il riutilizzo di
ca espressamente tra gli strumenti a disposizio- co e nei settori industriale, terziario ed agricolo; acqua reflua o già usata nel ciclo produttivo, la
ne per il raggiungimento degli obiettivi prefis- d) installare contatori per il consumo dell'acqua tariffa per le utenze industriali è ridotta in fun-
sati, oltre alla tutela integrata quali-quantitativa in ogni singola unità abitativa nonché contato- zione dell'utilizzo nel processo produttivo di
delle acque, l’individuazione di misure tese alla ri differenziati per le attività produttive e del acqua reflua o già usata e sollecita le Regioni ad
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 78

adottare norme e misure che favoriscano il rici- lizzi, sono le seguenti: come risorsa direttamente utilizzabile, non
clo delle acque e il riutilizzo delle acque reflue a) irriguo: per l'irrigazione di colture destinate sono contemplate nell’ambito del decreto per
depurate, ad esempio, sono previsti incentivi e sia alla produzione di alimenti per il consumo assolvere alla stessa funzione.
agevolazioni alle imprese che adottano impian- umano ed animale sia a fini non alimentari,
ti di riciclo o riutilizzo. Le norme tecniche per nonché per l'irrigazione di aree destinate al D.Lgs. n. 152/06
il riutilizzo delle acque reflue previste in questo verde o ad attività ricreative o sportive; Tale provvedimento, recante norme in materia
articolo sono state successivamente stabilite col b) civile: per il lavaggio delle strade nei centri ambientale, dà attuazione ad una delega confe-
DM n. 185/2003. urbani; per l'alimentazione dei sistemi di riscal- rita al Governo dalla Legge n. 308 del 2004 per
damento o raffreddamento; per l'alimentazione il riordino, il coordinamento e l'integrazione
D.M. n. 185/03 di reti duali di adduzione, separate da quelle della legislazione in materia ambientale.
Il regolamento in questione stabilisce, ai sensi delle acque potabili, con esclusione dell'utiliz- In materia di acque, tale decreto, che recepisce
dell'articolo 6, comma 1, della legge 5 gennaio zazione diretta di tale acqua negli edifici a uso la Direttiva 2000/60/CE, rappresenta un vero
1994, n. 36, come sostituito dall'articolo 26, civile, ad eccezione degli impianti di scarico nei testo unico che disciplina sia la tutela quali-
comma 2, del decreto legislativo 11 maggio servizi igienici; quantitativa delle acque dall'inquinamento
1999, n. 152, e successive modifiche ed inte- c) industriale: come acqua antincendio, di pro- (Decreto Legislativo 152/99) che l'organizza-
grazioni, le norme tecniche per il riutilizzo delle cesso, di lavaggio e per i cicli termici dei pro- zione del servizio idrico integrato (Legge Galli).
acque reflue domestiche, urbane ed industriali cessi industriali, con l'esclusione degli usi che Riprende perciò essenzialmente le norme citate,
78 attraverso la regolamentazione delle destinazio- comportano un contatto tra le acque reflue confermando tutto quanto riportato preceden-
ni d'uso e dei relativi requisiti di qualità, ai fini recuperate e gli alimenti o i prodotti farmaceu- temente.
della tutela qualitativa e quantitativa delle risor- tici e cosmetici.
se idriche, limitando il prelievo delle acque Il riutilizzo delle acque reflue è quindi libera- NORMATIVA ITALIANA REGIONALE
superficiali e sotterranee, riducendo l'impatto mente consentito, previo trattamento di recu- Anche in questo caso non si intende esaminare
degli scarichi sui corpi idrici recettori e favoren- pero volto ad assicurare il rispetto dei requisiti le norme in materia di riuso di acque meteori-
do il risparmio idrico mediante l'utilizzo multi- di qualità chimico-fisici e microbiologici ripor- che di tutte le regioni italiane, ma solo di riferi-
plo delle acque reflue (art. 1 comma 1). tati nella tabella dell’allegato al DM. re quegli esempi di regolamentazione edilizia
Secondo l’articolo 3, le destinazioni d'uso È da notare che alla lettera b dell’articolo 3 si fa regionale che, posti in essere già da tempo, pos-
ammissibili delle acque reflue recuperate, ovve- esplicito riferimento alla possibilità di usare sono segnare una strada da seguire anche per la
ro riqualificate in apposito impianto mediante all’interno degli edifici per i WC acqua recupe- Puglia, la quale si sta avviando solo ora al pro-
adeguato trattamento depurativo al fine di ren- rata, escludendo invece qualsiasi altro uso blema della gestione sostenibile della risorsa
derle adatte alla distribuzione per specifici riuti- domestico, ma che le acque meteoriche, intese idrica.
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 79

EMILIA ROMAGNA requisiti volontari: R.V. 8.3 – Recupero, per usi compatibili, delle
Tra i Regolamenti Edilizi regionali quello R.V. 8.1 – Riduzione del consumo di acqua acque grigie. Il requisito introduce il risparmio
dell’Emilia Romagna (D.G.R. n. 593/1995, potabile. Con particolare riferimento alle situa- di acqua potabile ottenuto tramite il riuso delle
riveduto nel 2001 con D.G.R. n. 21/2001) zioni in cui la fornitura di acqua potabile assu- acque grigie provenienti dagli scarichi di lavabi,
appare molto attento alle problematiche di tipo me costi elevati o presenta carenze, ma anche in vasche, docce, lavatrici, previo idoneo tratta-
energetico e ambientale; questo regolamento è altre situazioni, il requisito incentiva l’impiego mento e accumulo. La verifica progettuale con-
da più parti visto come lo strumento attual- di dispositivi tecnici da applicare all’impianto siste nella descrizione dettagliata dell’impianto
mente più avanzato in fatto di disposizioni nor- idrico-sanitario per ridurre gli sprechi di acqua idrico sanitario, nel corretto calcolo del dimen-
mative disponibili in Italia su questo argomen- fornita dall’acquedotto. Si evidenzia nelle note sionamento della vasca di accumulo e nell’ado-
to, a causa del rilievo dato alla progettazione e anche l’importanza di sensibilizzare in proposi- zione di una soluzione conforme per la realizza-
al controllo della fisica dell’edificio e degli to l’utenza con “manuali d’uso dell’alloggio” e zione dell’impianto di riuso delle acque grigie
aspetti ambientali. con la contabilizzazione individuale dei consu- con rete duale. Anche in questo caso, il requisi-
Il Regolamento Edilizio tipo dell’Emilia mi. to valorizza il ruolo delle Aziende sanitarie loca-
Romagna è suddiviso in due sezioni: una prima R.V. 8.2 – Recupero, per usi compatibili, delle li per la definizione degli usi compatibili delle
contenente le disposizioni generali e le norme acque meteoriche. Il requisito è convenzional- acque grigie e per la definizione delle tipologie
di carattere procedurale, una seconda conte- mente soddisfatto se vengono predisposti siste- di trattamenti igienizzanti.
nente i requisiti delle opere edilizie, meglio spe- mi di captazione, filtro e accumulo delle acque
cificati in due allegati che contengono rispetti- meteoriche provenienti dalla copertura dell’edi- TOSCANA 79
vamente i requisiti cogenti ed i requisiti volon- ficio e se, con apposita rete duale, vengono con- La Regione Toscana ha approvato con Delibera
tari per le opere edilizie. Mentre i requisiti sentiti usi compatibili delle acque meteoriche. n. 322 del 28 Febbraio 2005 il documento di
cogenti sono obbligatori per ottenere il titolo Le verifiche comprendono la descrizione detta- istruzioni tecniche denominato “Linee guida
abilitativo all’intervento o il certificato di con- gliata dell’impianto, metodi di calcolo per il per la valutazione della qualità ambientale ed
formità edilizia, i requisiti volontari definiscono dimensionamento della vasca di accumulo, una energetica degli edifici in Toscana” ai sensi del-
una qualità “aggiuntiva” del prodotto edilizio, soluzione conforme per la realizzazione del l’articolo 37, comma 3 della Legge regionale
la cui adozione può essere stimolata da sconti sistema di captazione, accumulo e filtro. Vista n.1 del 3 gennaio 2005 “Norme per il governo
sugli oneri concessori, che possono arrivare fino una certa variabilità di situazioni nel territorio del territorio” con la quale si dispone la emana-
ad una riduzione del 50% degli oneri di urba- regionale, il requisito valorizza anche il ruolo zione di appositi regolamenti e istruzioni tecni-
nizzazione. delle Aziende sanitarie locali e dell’ARPA per la che, contenenti parametri di riferimento per i
Per quanto concerne il risparmio e riutilizzo definizione degli usi compatibili delle acque Comuni in materia di requisiti delle costruzio-
delle risorse idriche, vengono proposti tre meteoriche. ni per assicurare il benessere fisico delle perso-
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 80

ne, la salubrità degli immobili e del territorio, se viene predisposto, oltre al sistema di capta- ti inquinanti ed al miglioramento delle presta-
ed il contenimento energetico. Le linee guida zione e accumulo delle acque meteoriche, zioni energetiche dei fabbricati. Per il recupero
fanno riferimento al sistema per la valutazione anche un filtro. Nel manuale si ritrova che per i dell’acqua piovana, e quindi il risparmio di
dell’ecosostenibilità degli edifici messo a punto casi più comuni (raccolta di acqua dai tetti in quella potabile, è prevista la realizzazione di reti
presso ITACA (Istituto per la Trasparenza, zone non densamente popolate) sono sufficien- per la raccolta delle acque meteoriche, di siste-
l’Aggiornamento e la Certificazione degli ti dei semplici filtri, mentre in casi particolari mi di accumulo e di distribuzione, da utilizzar-
Appalti). Il sistema di certificazione energetico- (zone ad alto inquinamento atmosferico, acqua si, ad esempio, per innaffiare aree verdi, per le
ambientale proposto è composto da una serie di raccolta da piazzali o strade, ecc) può essere reti antincendio, per il lavaggio di autovetture,
schede di valutazione dei singoli requisiti, sud- necessario il ricorso a veri e propri sistemi di per l’alimentazione degli scarichi dei WC e altri
divisi in 7 aree tematiche, tra cui il risparmio di trattamento, quali ad esempio sistemi di fitode- usi compatibili. Di seguito si riporta l’articolo 8
risorse, alle quali si assegna un punteggio. In purazione. Inoltre sono descritti i vari dispositi- “Recupero dell’acqua piovana”, che con un
base al punteggio finale ottenuto, i Comuni vi da adottare negli schemi di riutilizzo delle avanzato livello di dettaglio sancisce quanto
possono definire l’entità degli incentivi da acque meteoriche per civile abitazione, quali appena riferito sinteticamente:
applicare al progetto edilizio. deviatori in linea, vari tipi di filtri, sistemi di 1. L’acqua piovana proveniente dalle coperture
Da notare come la Regione abbia accompagna- fitodepurazione. degli edifici è raccolta e riutilizzata sia per uso
to alle linee guida anche un “Manuale per pubblico che privato al fine del razionale impie-
l’edilizia sostenibile”, che raccoglie indicazioni e UMBRIA go delle risorse idriche, anche ai sensi di quan-
80 suggerimenti per affrontare le problematiche La Giunta Regionale dell’Umbria ha adottato a to disposto all’articolo 10 della legge regionale
legate al costruire sostenibile e al risparmio Marzo 2008, su proposta dell’Assessorato 24 febbraio 2006, n. 51.
energetico. Nella scheda 3.1 di tale manuale, all’Ambiente, il disegno di legge "Norme in 2. L’acqua piovana raccolta è riutilizzata per i
dal titolo “Gestione acque meteoriche”, è riferi- materia di sostenibilità ambientale degli inter- seguenti scopi:
to che il riutilizzo delle acque meteoriche deve venti urbanistici ed edilizi". a) manutenzione delle aree verdi pubbliche o
essere progettato in modo da garantire: La normativa si propone di promuovere nuovi private;
• una sufficiente disponibilità di acqua relativa- criteri progettuali orientati all’edilizia ecologica, b) alimentazione integrativa delle reti antincen-
mente alla domanda giornaliera nei vari periodi allo sviluppo sostenibile ed alla tutela della salu- dio;
dell’anno (sono forniti a tale scopo criteri di te umana, capaci di conciliare la salvaguardia c) autolavaggi, intesi sia come attività economi-
dimensionamento); delle risorse naturali con il confort abitativo. ca che uso privato;
• un appropriato trattamento prima del riutiliz- Particolare attenzione è stata riservata alla salva- d) usi domestici compatibili, previo parere della
zo. guardia della risorsa idrica, alla permeabilità dei ASL, con particolare riferimento all’alimenta-
In generale quest’ultima esigenza è soddisfatta suoli, alla tutela delle falde sotterranee da agen- zione delle reti duali che consentono, alternati-
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 81

vamente, l’utilizzo di acqua proveniente dalla a) la superficie della copertura dell’edificio è Commissariale n. 191 del 13 giugno 2002, a
rete idrica pubblica e quella piovana recuperata superiore a cinquanta metri quadrati; stralcio del Piano di Tutela delle Acque, e il suc-
o attinta dai pozzi. b) sono presenti aree verdi irrigabili pertinen- cessivo Piano di Tutela delle Acque definito e
3. I piani attuativi relativi a nuovi insediamenti ziali all’edificio aventi superficie superiore a predisposto con Decreto Commissariale n. 209
o alla ristrutturazione urbanistica di quelli esi- duecento metri quadrati; del 19 dicembre 2005 e adottato con
stenti, prevedono la realizzazione di apposite 6. In presenza di coperture con superficie fino a Deliberazione della Giunta Regionale n. 883
cisterne di raccolta dell’acqua piovana, della trecento metri quadrati, l’accumulo deve avere del 19 giugno 2007.
relativa rete di distribuzione e dei conseguenti una capacità totale non inferiore a trenta litri Il Piano Direttore si riferisce più volte al riuti-
punti di presa per il successivo riutilizzo, da per metro quadrato di dette coperture, con un lizzo delle acque reflue per usi irrigui come ad
ubicarsi all’interno dei lotti edificabili, ovvero al minimo di tremila litri. una soluzione necessaria in una regione come la
di sotto della rete stradale, dei parcheggi pub- 7. In presenza di superficie superiore a trecento Puglia, in quanto consente:
blici o delle aree verdi e comunque in siti oro- metri quadrati, la capacità totale dell’accumulo il recupero di una risorsa idrica altrimenti dis-
graficamente idonei. La quantità di acqua che è pari al minor valore tra il rapporto di trenta persa;
tali cisterne devono raccogliere è definita appli- litri per metro quadrato di copertura e il rap- la riduzione dell’impatto sull’ambiente derivan-
cando il dimensionamento di cui ai commi 5, 6 porto di trenta litri per metro quadrato di area te dal carico inquinante residuo veicolato dai
e 7. verde irrigabile pertinenziale; la vasca di accu- reflui, ancorché trattati;
4. Nella costruzione di nuovi edifici e negli mulo deve comunque assicurare una capacità la riduzione del prelievo dalle risorse idriche
interventi di ristrutturazione urbanistica di edi- minima di novemila litri. sotterranee che rappresentano molto spesso l’u- 81
fici esistenti, in assenza dei piani attuativi 8. Le disposizioni di cui al presente articolo nica fonte di approvvigionamento possibile per
approvati con i requisiti di cui al comma 3, è sono facoltative in caso di interventi di amplia- gli usi irrigui.
obbligatorio il recupero delle acque piovane mento e di ristrutturazione edilizia di edifici Il riutilizzo delle acque piovane è viceversa
provenienti dalle coperture degli edifici per gli esistenti o di realizzazioni di edifici pertinenzia- menzionato solo nei “Principi Generali”
usi di cui al presente articolo, tramite la realiz- li, con superficie della copertura inferiore a cin- dell’APPENDICE A1 “Criteri per la disciplina
zazione di appositi sistemi di raccolta, filtraggio quanta metri quadrati, al servizio degli edifici delle acque meteoriche di prima pioggia e di
ed erogazione. Il comune, su richiesta motivata principali. lavaggio delle aree esterne, di cui all’Art. 39 D.
dell’interessato, può disporre la deroga dall’ob- L.gs. 152/99 come novellato dal D. Lgs.
bligo di cui al presente comma. PUGLIA 258/2000” in cui si sostiene che va favorito il
5. Il recupero delle acque piovane è obbligato- Gli atti di recepimento del D.Lgs. 152/99 da riutilizzo delle acque meteoriche di dilavamen-
rio quando si verificano entrambe le seguenti parte della Regione Puglia sono il Piano to finalizzato alle necessità irrigue e domestiche.
condizioni: Direttore approvato con Decreto Anche nel Piano di Tutela delle Acque di forte
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 82

interesse risulta essere il riutilizzo delle acque 1.La Giunta regionale, ai fini della presente l’adozione di sistemi di recupero dell’acqua pio-
reflue in agricoltura e, seppur con maggiori legge, individua i criteri e le modalità di salva- vana per uso domestico negli edifici di nuova
problemi applicativi, in campo industriale; ciò guardia delle risorse idriche e del loro uso razio- costruzione pur dovendo ancora seguire una
si è tradotto in una programmazione di inter- nale, in particolare attraverso: più estesa regolamentazione tecnica.
venti da cui è emerso che dei 182 impianti di a)la predisposizione di misure atte a verificare la
depurazione pugliesi considerati, il 69% qualità e l’efficienza delle reti di distribuzione
potrebbe avere una destinazione dei reflui in anche attraverso il monitoraggio dei consumi;
agricoltura, il 3% nell’uso industriale, il 5% in b)l’individuazione di standard ottimali di riferi-
altri usi mentre per il 23% di questi non si ritie- mento per i consumi di acqua potabile e per gli
ne conveniente alcuna utilizzazione. scarichi immessi nella rete fognaria e i relativi
A parte un programma di sensibilizzazione al sistemi di controllo;
risparmio idrico, nel Piano non si fa altro cenno c)la promozione dell’utilizzo di tecniche di
ad azioni strutturate volte al risparmio idrico depurazione naturale;
tramite recupero dell’acqua meteorica. d)l’utilizzo di tecniche per il recupero delle
Nell’ottica della sostenibilità, la Regione Puglia acque piovane e grigie.
ha infine approvato la Legge Regionale n. 13 2.Negli interventi di nuova costruzione e di
del 10 giugno 2008 “Norme per l’abitare soste- ristrutturazione degli edifici esistenti di cui alle
82 nibile”, in cui promuove e incentiva la sosteni- lettere e) ed f ) del comma 1 dell’articolo 3 del
bilità ambientale e il risparmio energetico sia decreto del Presidente della Repubblica 6 giu-
nelle trasformazioni territoriali e urbane sia gno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizio-
nella realizzazione delle opere edilizie, pubbli- ni legislative e regolamentari in materia edili-
che e private, nel rispetto dei vincoli derivanti zia), è previsto, salvo motivata e circostanziata
dall'ordinamento comunitario. richiesta di esclusione specificamente assentita
La Regione, dichiarando di provvedere all’in- dal comune, l’utilizzo delle acque piovane per
centivazione degli interventi di edilizia sosteni- gli usi compatibili tramite la realizzazione di
bile nell’ambito dei propri piani e programmi, appositi sistemi di raccolta, filtraggio ed eroga-
si rende promotrice di interventi di salvaguar- zione integrativi.
dia delle risorse idriche e approvazione delle 3.I criteri di cui al comma 1 sono definiti con
linee guida per il risparmio idrico di cui all’arti- apposito regolamento.
colo 5 “Risparmio idrico”, di seguito riportato: Dunque anche in Puglia si rende obbligatoria
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 83

BIBLIOGRAFIA International Conference on Rainwater WEBGRAFIA


Catchment Systems (IRCSA)”, Mannheim,
Acquedotto Pugliese S.p.A. - Le tariffe AQP Germany, 10–14 September 2001 http://www.abr.fvg.it/studi-e-ricerche/uso-
2008 KESSEL - Catalogo Impianti per lo sfruttamento sostenibile-della-risorsa-idrica/raccolta-delle-
Bortone G., Draghetti T., Cimatti E.- dell’acqua piovana - 2005 acque-piovane/innovazioni-normati-
Programma Regionale di conservazione e rispar- Quasco, Regione Emilia Romagna. - “Gestione ve/norma-din-1989-1-2002-04
mio della risorsa acqua. Analisi e proposte ver- sostenibile delle risorse idriche e regolamenta- http://www.aquaer.it/aquaer/index.htm
sione 2004 – Regione Emilia Romagna,. zione urbanistico”- Edilizia - DEI Tipografia http://www.aquavalor.fr/legislation.htm
Direzione Generale Ambiente e Difesa del del Genio Civile, 2003 http://www.basix.nsw.gov.au/information/abou
Suolo e della Costa – Servizio Tutela e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del t.jsp
Risanamento Risorsa Acqua. Territorio - Strategia d’azione ambientale per lo http://www.dip.qld.gov.au/building/queenslan
Brühlmann F.- Utilizzare nel modo giusto le sviluppo sostenibile in Italia - Pubblicata nella d-development-code.html
acque meteoriche. Possibilità e limiti Gazzetta Ufficiale n. 255 del 30 ottobre 2002, http://www.dip.qld.gov.au:80/sustainable-
Suggerimenti e lista di verifica. Ufficio Federale supplemento ordinario n. 205 living/index.php
dell'Ambiente, delle Foreste e del Paesaggio Regione Puglia - Progetto di Piano di Tutela delle http://www.ecy.wa.gov/programs/wr/hq/rwh_r
(UFAFP), Berna (CH), 2003. Acque - Adottato con Deliberazione di Giunta ule.html
Candelpergher C., Grossi G. - Normativa ed Regionale 19 giugno 2007 n. 883 http://www.isaac.supsi.ch/
applicazioni in materia di acque meteoriche: Regione Puglia - Listino prezzi regionale Anno http://www.lavoripubblici.it/2007/dettaglio_n 83
alcuni esempi all’estero – FOLIUM – 2008 - Pubblicato sul Bollettino Ufficiale otizia.php?agap=czo4OiJNekExTnc9PSI7
Ambiente e Sicurezza sul Lavoro, 3 (2005) 3- della Regione Puglia del 1 luglio 2008 n. 104 http://www.rainharvesting.com.au/regulation_
11 Vianello G., Zamboni N. - La normativa sull’u- and_rebates.asp
Fanizzi L. - Gli impianti di raccolta idrica indi- tilizzo delle acque reflue in agricoltura - Atti del http://www.rainwaterharvesting.org/policy/legi
viduali - “L’Ambiente”, 4 (2002) Ed. Ranieri, Convegno "Riutilizzo irriguo di acque reflue slation.htm
Milano depurate", Verona, 11 febbraio 2006 http://it.wikipedia.org/wiki/Sviluppo_sostenibi
Fanizzi L., Misceo S. - Gli impianti urbani per Zhua K.,*, Zhangb L., Hartc W., Liud M., le
lo sfruttamento dell’acqua meteorica di dilava- Chene H.-. Quality issues in harvested rainwa-
mento - “L’Ambiente”, 1 (2008) Ed. Ranieri, ter in arid and semi-arid Loess Plateau of nor-
Milano thern China - “Journal of Arid Environments”
Hartung H., Patschull C. - Legal aspects of rain 57 (2004) 487–505
water harvesting in sub-Saharan Africa - “10th
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 84

84
Libro Acqua_finale:Pubblicazione.qxd 31/08/2009 14.03 Pagina 85

© 2009 Politecnico di Bari

Progetto grafico
Graphic design
Calogero Montalbano

Grafica ed impaginazione
Graphic and lay-out
Calogero Montalbano
85
Composizione in Adobe Garamond e Gill Sans
Typographical composition in Adobe Garamond
and Gill Sans

Stampato in 200 esemplari da | 200 copies printed

ISBN 978-88-90365-80-5
978-88-90365-80-5