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14. NOTE ESTRANEE ALL'ARMONIA


In gran parte della musica si può constatare la presenza di note melodiche che non fanno
parte degli accordi. Tali dissonanze vengono chiamate note estranee all'armonia.

LA NOTA DI PASSAGGIO
È possibile colmare un salto melodico tra due note reali mediante movimenti di grado,
diatonici o cromatici; le note che collegano i due suoni reali vengono chiamate note di
passaggio.

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L'intervallo colmato da note di passaggio non deve necessariamente essere un intervallo


tra due note dello stesso accordo.

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Generalmente le note di passaggio sono poste sul tempo debole o sulla frazione debole
della battuta. Le note di passaggio possono essere usate in tutte le voci, anche in più voci
contemporaneamente.

LA NOTA DI VOLTA
La nota di volta è una nota di valore ritmico debole che serve per ornare una nota reale
che viene ripetuta. Essa può essere a distanza di tono o semitono inferiore o superiore
dalla nota di cui è ornamento.
Note estranee all'armonia 41
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L'ANTICIPAZIONE
L'anticipazione è una specie di emissione anticipata di un suono. Dal punto di vista
ritmico è simile a un levare del suono anticipato.

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L'APPOGGIATURA
L'appoggiatura è ritmicamente forte. Essa si "appoggia" alla nota reale su cui risolve, con
un movimento discendente o ascendente di tono o semitono. Il ritmo della successione
appoggiatura-risoluzione è sempre battere-levare, forte-debole.

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Più appoggiature simultanee formano un accordo di appoggiatura. Il tipo più comune è


l'accordo di dominante sul basso di tonica, che in genere non è che la risoluzione
ritardata di una precedente armonia di dominante. Questo cosidetto "quinto su primo" si
trova normalmente nelle cadenze.
42 Note estranee all'armonia

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NOTA SFUGGITA E REACHING TONE


La forma della nota sfuggita è quella di un movimento di grado seguito da un salto. La
nota sfuggita è una nota che inverte la direzione del movimento melodico, e quindi
ritorna nella direzione opposta di salto.
La forma della reaching tone è quella di un movimento di salto seguito da un movimento
di grado. La reaching tone sembra essere il risultato di uno spostamento troppo ampio,
che rende necessario tornare indietro di grado alla nota di destinazione.

(movimento melodico)

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I moduli della nota sfuggita e della reaching tone possono essere usati per ornare
qualsiasi successione melodica di seconda, discendente o ascendente.

IL RITARDO
Il ritardo è una nota la cui naturale successione è stata ritmicamente rinviata. I tratti
comuni di tutti i ritardi sono tre:
1) la preparazione del ritardo. La nota che costituisce il ritardo deve appartenere
all'accordo precedente;
2) il ritardo stesso (percussione). Quando cambia l'accordo, il ritardo si trova su un punto
metrico relativamente forte;
3) la risoluzione del ritardo. La nota che costituisce il ritardo muove per grado congiunto,
generalmente discendente, andando ad occupare il proprio posto all'interno del nuovo
accordo. Metricamente, la risoluzione è più debole del ritardo stesso.

1) preparazione 2) ritardo 3) risoluzione 1) preparazione 2) ritardo 3) risoluzione

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(ritardo della terza) (ritardo della fondamentale)
Note estranee all'armonia 43

Il ritardo della quinta è meno efficace perché consonante.

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(ritardo della quinta)

Più rari sono i ritardi ascendenti e i ritardi al basso.

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Sono possibili una serie di risoluzioni ornamentali che ravvivano l'attività melodica prima
che arrivi la risoluzione.

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(nota sfuggita) (reaching tone) (anticipazione)

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(anticipazione (nota di volta) (nota reale)
e nota di volta)

La nota che prepara il ritardo non deve essere di valore inferiore al ritardo stesso.

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errato

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44 Note estranee all'armonia

IL PEDALE
Il pedale è una nota, in genere la tonica o la dominante, tenuta da una voce. Viene usato
più spesso nel basso, ma può comparire anche nella voce superiore o in una parte interna.
Il termine pedale ebbe origine dalla pratica di tenere abbassato un pedale dell'organo.
La forza tonale connessa al pedale lo rende un mezzo molto efficace per affermare una
tonalità, anche quando l'armonia che lo accompagna se ne allontana molto. Spesso il
pedale di dominante viene usato per preparare la ripresa di un movimento in forma
sonata, oppure in una introduzione lenta; altrettanto sovente il pedale di tonica appare
nella coda di una composizione per rafforzare il senso di chiusura della tonalità finale.

pedale di dominante
(Beethoven, Sonata op. 10 n. 1, I)

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pedale di tonica
(Beethoven, Sieben Variationen WoO 75, VI)

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pedale doppio
(Rimski-Korsakow)

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Un pedale tipico a un certo punto diventerà estraneo all'armonia, anche se di norma


inizierà e finirà come componente dell'accordo.