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Relazione di Resoconto Controllo Straordinario - prot.

13Z10_01

STUDIO TECNICO DI INGEGNERIA


Ing. R affaele Z ecca
Consulenze per l’Industria Meccanica e Aerospaziale
Progetti, Calcoli, Certificazioni Qualità, Sicurezza, Pratiche Omologative e Marcature CE

Porto Cesareo (LE), 12/04/2013

Cod. protocollo: 13Z10_01

Data rev.: 12/04/13

Committente:

Ditta Carlà Autogru S.a.S.- Via Belgio n. 10 - 73100 Lecce (Le).

P.IVA: 03673450759

Oggetto:

RELAZIONE DI RESOCONTO A SEGUITO DI CONTROLLO


SUPPLEMENTARE CON ISPEZIONE COMPLETA DI UN
APPARECCHIO DI SOLLEVAMENTO
Ai sensi del D.M. 11/04/2011 n.° 111
(IN VIGORE DAL 23/05/2012)

Ai sensi del D.lgs.81/08 – Art.71 comma 11, allegato VII,

Nel rispetto della norma tecnica UNI ISO 9927-1:1997

Dott. Ing. Raffaele Zecca Via Don Luigi Orione, 11 - P.to Cesareo 73010 (LE)

Cell: 347 7671582 e-mail: raffaele.zecca@libero.it P.IVA 04011230754 – CF ZCCRFL74P29E506U

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APPARECCHIO DI SOLLEVAMENTO OGGETTO DEL PRESENTE CONTROLLO:

Autogru ORMIG S.p.A., modello 70 TTV, Anno di costruzione


1987, Portata Massima 70.000 Kg
N. Telaio: ZA97OTTVOHOA70105

Ingegnere Esperto esecutore del controllo:

Ing. Raffaele Zecca

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1. INDICE

1. INDICE.................................................................. 3
2. PREMESSA E INCARICO ............................................... 4
3. RIFERIMENTI NORMATIVI ............................................. 5
4. DESCRIZIONE DELL'APPARECCHIO DI SOLLEVAMENTO ............ 6
5. ISPEZIONI VISIVE/CND, MISURAZIONI, VERIFICHE FUNZIONALI, TEST
DI CARICO ........................................................................ 8
6. RELAZIONE DI ACCERTAMENTO DEL PERODO RESIDUO DI ESERCIZIO
9
Classificazione dell'apparecchio ........................................ 9
Regime di carico........................................................ 10
Condizione di impiego ................................................. 12
Calcolo dei cicli e degli anni residui di lavoro in sicurezza della gru 13
7. INDICAZIONI/PRESCRIZIONI DI MANUTENZIONE PREVENTIVA E DI
RIPRISTINO ..................................................................... 14
8. RESOCONTO E CONCLUSIONI FINALI .............................. 17
Periodicità per il successivo controllo straordinario ............... 17
Conclusioni .............................................................. 18
Note e Limitazioni...................................................... 20

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2. PREMESSA E INCARICO

Il sottoscritto Ing. Zecca Raffaele, regolarmente iscritto all'Ordine degli Ingegneri di Lecce con
numero di iscrizione 2307 del 08/09/2003, è stato incaricato dalla ditta Carlà Autogru S.a.S., con
sede in Via Belgio n. 10 - 73100 Lecce (Le), al fine di:

Svolgere su Autogru ORMIG S.p.A., modello 70 TTV, N. Telaio: ZA97OTTVOHOA70105:

1. controllo straordinario per Ispezione Completa di un apparecchio di sollevamento così


come previsto dalla norma tecnica UNI ISO 9927-1:1997, dal D. Lgs. 09.04.2008 n.81 e
s.m.i.. A tal proposito, è stato altresì recepito il riferimento alle indicazioni espresse dal
D.M. 11.04.2011 e s.m.i. in termini dI verifiche supplementari da svolgersi in presenza di
macchine il cui periodo di vita (evidentemente inteso dalla prima commercializzazione)
risulti essere pari o maggiore a 20 anni.

2. Redigere relazione quale resoconto del controllo straordinario così come sopra definita,
indicando l’eventuale conformità della macchina all’utilizzo o le prescrizioni a tal fine,
accompagnata da analisi a fatica e stima di vita residua della stessa macchina.

3. La fase di verifica ispettiva sull'apparecchiatura di sollevamento di cui sopra è stata svolta


nel rispetto della legislazione vigenti e delle norme di buona tecnica e degli indirizzi di
corretta prassi, dal sottoscritto Ing. Esperto in possesso delle caratteristiche richieste al
punto 5.2.2 della norma UNI ISO 9927-1 del 1997 e della qualifica EN 473/ISO9712 di 2°
Livello, di cui si allega attestazione di conseguimento, vedi Allegato 1, Allegato 2 e Allegato
3 ultime pagine di tale relazione.

Il committente, proprietario ed utilizzatore dell'attrezzatura oggetto di analisi, ha fornito al


relazionante sia i dati tecnici riportati nel seguente resoconto, sia la documentazione necessaria
per descrivere nel dettaglio l'attrezzatura e indicazione del relativo tipo di utilizzo, sia con
riferimento al numero di cicli sviluppati nella vita dell'apparecchiatura che al diagramma
dell'intensità di carico a cui la stessa apparecchiatura è stata sottoposta nel tempo di
funzionamento. In ultimo il committente ha fornito la classe di funzionamento della autogru di cui
si relaziona.

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3. RIFERIMENTI NORMATIVI

Per la redazione della seguente relazione sono state seguite i riferimenti legislativi e normativi
guida di seguito riportati:

• D. Lgs. 09.04.2008 n.81 e s.m.i., Art.71 comma 11;

• D.M. 11.04.2011 e s.m.i. (con riferimento diretto ad art. 3.2.3 e punto 2 lettera c);

• Norma UNI-ISO 4301/1 - "Apparecchi di sollevamento. Classificazione. Generalità";

• Norma UNI-ISO 4301/2 - "Apparecchi di sollevamento. Classificazione. Gru mobili";

• Norma UNI-ISO 9927/1 - "Apparecchi di sollevamento. Ispezioni. Generalità";

• Norma UNI-ISO 4306-1:1990 - " Apparecchi di sollevamento - Vocabolario - Generalità";

• Norma UNI-ISO 4306-2:1994 - " Apparecchi di sollevamento - Vocabolario - Gru Mobili";

• Norma Tecnica ISO 12482-1;

• Norma Tecnica FEM 9.755;

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4. DESCRIZIONE DELL'APPARECCHIO DI SOLLEVAMENTO

Oggetto della presente Relazione è una Autogru meccanica e idraulica ORMIG S.p.A., modello 70
TTV con targa AV364004, n° telaio ZA97OTTVOHOA70105 con motore FIAT 8210.22 da 224 kw.

Parti essenziali dell' Autogru sono:

• Torretta girevole connessa a telaio movimentato a quattro assi.

• Telaio costituito da due longheroni in acciaio ad elevata resistenza con le estremità


allungate alle scatole degli stabilizzatori ed irrigidite da traverse. Il telaio poggia su quattro
assi, di cui tre traenti e tre sterzanti

• Il sollevamento del carico è effettuato tramite verricello idraulico con freno incorporato.

• Braccio scatolato telescopico a 4 sezioni incernierato alla torretta. Il braccio ha tre sfili, due
idraulici e uno meccanico. La macchina è dotata inoltre di una prolunga a traliccio
rastremata da 10 m e di un braccetto scatolato da 8,5 m. Pertanto la macchina è
equipaggiata con un verricello secondario per il sollevamento dei carichi. Pertanto la
proiezione orizzontale massima del braccio volata dell'asse di rotazione è pari circa a 5400
cm, mentre l'altezza del piano inferire di scorrimento all'articolazione del braccio è di circa
5500 cm.

• Il brandeggio del braccio è ottenuto mediante un cilindro idraulico a doppio effetto,


mentre il movimento di rotazione della torretta è realizzato tramite un motore idraulico
connesso ad un riduttore epicicloidale connesso ad una ralla tramite pignone.

• L'autogru è dotata di quattro stabilizzatori a trave a comando idraulico sfilabili


singolarmente.

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• La potenza per tutti i movimenti della autogru è prelevata dal motore diesel tramite pompe
idrauliche azionate da apposita presa di forza.

• L'arresto automatico di fine corsa dei verricelli avviene con un interruttore elettrico di
interdizione del circuito di alimentazione, mentre quello per il brandeggio e la fuoriuscita
delle prolunghe è determinata dall'intervento di una valvola di sovra pressione tarata e
inserita nel circuito idraulico.

• La macchina dispone di due cabine, una sul carro per la marcia su strada, l'altra sulla
torretta dotata di tutti i comandi per la guida e la movimentazione della gru.

• Gli organi di comando presenti sulla autogru sono meccanici ed elettrici tipo leva. Per
evitare un azionamento accidentale della autogru esistono pulsanti elettrici su ogni leva di
comando dei distributori e delle elettrovalvole.

Per approfondimenti in tal senso ed in generale, si rimanda al Libretto ISPESL allegato alla
macchina, denominato “CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE” del 16/10/1987.

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5. ISPEZIONI VISIVE/CND, MISURAZIONI, VERIFICHE


FUNZIONALI, TEST DI CARICO

Al fine di meglio approfondire e dare opportuna evidenza dei controlli espletati sul campo a bordo
macchina, si è predisposto un apposito documento, denominato ALLEGATO B a cui si rimanda e
che costituisce parte integrante della presente relazione, caratterizzato dal medesimo protocollo
interno e che individua, anche in ottemperanza alle indicazioni recepite dalla norma UNI ISO 9927-
1:1997 - Appendice A, i principali e più significativi controlli eseguiti, sia in termini di metodologia
sia di componenti verificati.

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6. RELAZIONE DI ACCERTAMENTO DEL PERODO RESIDUO DI


ESERCIZIO

La presente analisi ha l’obiettivo di comprendere o stimare, sulla base delle condizioni di


frequenza e del carico con cui è stato utilizzato l'apparecchio di sollevamento (verificabile o in
mancanza di dati certi presunto), se e quanti cicli di vita residui a fatica rimangono alla gru per
giungere a fine vita rispetto alla classe di funzionamento stabilita dal produttore. Gli apparecchi di
sollevamento infatti, come d’altronde la maggior parte delle macchine e degli impianti, sono
progettati per funzionare a “fatica” per un tempo definito. Allorquando si raggiunge il numero di
cicli previsti la struttura non conserva più le caratteristiche di tenuta strutturale garantite a
progetto e quindi non è più utilizzabile. Occorre dunque determinare la classe di funzionamento
della gru, definirne il regime di carico, attraverso il calcolo del fattore dello spettro di carico, in
modo tale da risalire ai cicli vita a fatica per cui l'apparecchio è stato progettato. Una volta
conosciuto tale limite e i cicli effettivamente svolti ad oggi, si potrà dare una valutazione
verosimile o comunque al meglio stimabile sulla vita residua a fatica della gru di cui si sta
relazionando.

Classificazione dell'apparecchio

Al momento dell'effettuazione della ispezione e presa visione dei documenti tecnici della gru su
autocarro di cui si sta trattando, è stata fornita dal proprietario/utilizzatore e committente la
documentazione riguardante la classe dell'apparecchio ma non quella di progetto (fascicolo
tecnico) riguardante le verifiche statiche/a fatica relative ai principali elementi strutturali ed ai
meccanismi. La classe di funzionamento è una A2. Con riferimento a quanto previsto dalla attuale

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normativa tecnica, in particolare in base alla norma UNI ISO 4301-2, l'apparecchio in oggetto
essendo classificato nel gruppo A2 corrisponde a:

• una condizione operativa definita: "Gru per impieghi generali con gancio - non usate per
servizio continuativo" (UNI ISO 4301-2- Prospetto I - Gruppi di classificazione delle gru
mobili);
• una condizione di servizio definita: Per "Servizio intermittente" (UNI ISO 4301-2-
Prospetto I - Gruppi di classificazione delle gru mobili).

Regime di carico

Per calcolare il regime di carico occorre definire il valore del fattore dello spettro di carico della
gru, derivante dai cicli compiuti sino ad ora dal macchinario (dalla data di omologazione
dell'apparecchio e per i soli periodi di attività) e dall'andamento del carico che ne ha
rappresentato l'utenza nel periodo di funzionamento. Il tutto con riferimento al carico totale della
macchina e al numero di cicli totali sviluppati dalla autogru.

Si fa presente che i dati relativi alla frequenza di utilizzo (cicli per periodo di funzionamento) e alla
tipologia dei carichi sollevati sono stati forniti dall'utilizzatore (vedi dichiarazione e tabella in
ALLEGATO A, Tabella 1, riportata anche qui di seguito).

Periodo di
Carico (% (N° cicli/giorno) x (n°giorni/anno) x
N° utilizzo/inattività
Pmax) (n°anni)
da anno a anno
Dal 16/10/1987 al
1 60% 9 * 200 * 26,6
17/04/2013

Tabella 1

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Il numero complessivo dei cicli di sollevamento effettuati CTOT EF è stato dunque calcolato e vale:

CTOT EF = ∑ n = 47.880 cicli


i

In tabella 1, inoltre, per il periodo di utilizzo vi è anche indicate la percentuale di carico sopportata
dall'apparecchio di sollevamento rispetto al Carico Massimo Nominale della gru. Per maggiore
dettaglio si rimanda ad ALLEGATO A.

SI è passati poi a calcolare il fattore dello spettro di carico K p che è dato dalla seguente formula:

 C  P m 
   
K p= ∑  i  i  
 T  MAX  
C P
 
Dove i simboli stanno per:

Numero medio di cicli di carico che si hanno a


C ciascun livello di carico
i

C Totale dei cicli di carico singoli a tutti i livelli


T
Le grandezze individuali di carico (livelli di
P carico) caratteristiche del servizio
MAX dell'apparecchio

P Carico consentito più pesante che deve essere


i sollevato dall'apparecchio

m 3

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Il fattore di spettro del carico nominale dell'apparecchio di sollevamento è quindi stabilito

ponendo il fattore dello spettro di carico calcolato al più vicino e più alto valore nominale di KP

seguendo il prospetto della tabella riportato nella Norma UNI ISO 4301-1 Prospetto II:

Nel caso di specie il fattore dello spettro di carico è approssimato al valore di 0,25; e il valore del
regime di carico corrisponde al valore Q2, sempre per la UNI ISO 4301-1 Prospetto II di cui si
riporta stralcio:

Fattore di spettro del carico Osservazioni


Regime di carico
nominale k P
Apparecchi che
Q2 (moderato) 0,25 movimentano carichi con
una certa frequenza e
normalmente moderati

Condizione di impiego

Avendo determinato la classe dell'apparecchio dal Prospetto I della Norma UNI ISO 4301-2 ed il
regime di carico dal Prospetto II della Norma UNI ISO 4301-1, la condizione di impiego può essere
determinata dal Prospetto III della Norma UNI ISO 4301-1 di cui si riporta uno stralcio:

La condizione di impiego è la U2. Di conseguenza il numero massimo di cicli operativi


dell'apparecchio è determinabile dal Prospetto I Norma UNI ISO 4301-1 di cui si riporta stralcio:

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Calcolo dei cicli e degli anni residui di lavoro in sicurezza


della gru

Ai fini del calcolo del numero teorico dei cicli residui e del numero teorico di anni nei quali la gru
può continuare a lavorare in condizioni di sicurezza, noto il massimo di cicli operativi (Ciclimax
derivati da Prospetto I Norma UNI ISO 4301-1) pari a 6,3*104 ed il numero dei cicli di utilizzo
forniti dall'utilizzatore è possibile stimare il numero teorico di cicli residui:

Cicliresidui = Ciclimax - CicliT0T EF = 15.120 cicli

Il numero di cicli residui è elevato, data la dichiarazione dell'utilizzatore della autogru


relativamente ai cicli che quest'ultima ha già compiuto. L'autogru dunque permane, in base ai
calcoli teorici, in una condizione di sicurezza dal punto di vista della vita a fatica, cioè la gru
potrebbe continuare a lavorare in sicurezza, con riferimento all'aspetto della resistenza a fatica,
per altri 8,4 anni, mantenendo il trend dello sfruttamento medio sino ad ora subito. E' evidente
come il calcolo matematico ipotizzi e si basi su una dichiarazione del proprietario della gru. Resta
atteso infatti che ove, per mera ipotesi e a titolo di esempio, la gru fosse stata utilizzata ad un
regime di carico superiore la sua classe di utilizzo non sarebbe più una U2, ma una U1, con la
conseguenza inequivocabile che la vita a fatica dell'autogru sarebbe già conclusa e la stessa non
potrebbe più essere adoperata dal committente. (ma questa è una mera ipotesi a dimostrazione
dell'importanza della precisa e corretta dichiarazione del proprietario dell'apparecchio di
sollevamento).

Ovviamente il valore calcolato di 8,4 anni è non certificabile (tecnicamente) a priori, relativamente
all’ulteriore impiego della macchina, per cui non è considerato significativo al fine della stima dei
successivi controlli completi prescritti dallo scrivente nel prosieguo della presente relazione.
Infatti, in termini rigorosi e cautelativi, a ben vedere non è possibile evidenziare un limite teorico
significativo del numero di anni in cui l'autogru possa continuare a lavorare in condizioni di

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sicurezza a causa del carattere di controllo “limitato” e necessariamente non completo qui svolto,
nonché delle tante e non prevedibili condizioni a contorno, più o meno gravose, che l’utilizzo della
macchina si troverà ad avere. D'altro canto rimane anche da evidenziare come il concetto di ciclo
che l'autogru compie è soggetto a variabili di utilizzo rispetto al concetto originario di ciclo di
progetto della stessa macchina, nel senso della durata del ciclo stesso, ma anche con riferimento
all'intensità di diagramma di forze dinamiche generate durante la movimentazione dei carichi da
parte dell'autogru. Nulla assicura che durante il funzionamento della autogru non siano stati
sviluppati tiri obliqui, oscillazioni del carico oltre le tolleranze accettabili o movimenti bruschi.

7. INDICAZIONI/PRESCRIZIONI DI MANUTENZIONE
PREVENTIVA E DI RIPRISTINO

In seguito all'indagine tecnica riportata e meglio approfondita nell’ALLEGATO B alla presente


relazione, in relazione allo stato di conservazione della macchina e in base ai rilievi effettuati
durante l'ispezione completa, per l'autogru con n.° di telaio ZA97OTTVOHOA70105 in oggetto,
anno di costruzione 1987, si riassumono di seguito gli indirizzi di monitoraggio e controllo di alcuni
suoi aspetti che potrebbero divenire critici in relazione alle future condizioni di utilizzo, che si
suggerisce debbano prevedere una apposita manutenzione preventiva, che il sottoscritto definisce
essenzialmente e cautelativamente da ottemperare entro tre mesi dal rilascio della presente
perizia. Tali controlli non costituiscono ad oggi vincolo nè ostacolo alla rimessa in esercizio
dell'attrezzatura in questione, che può dunque avvenire salvo le verifiche previste dagli Organi di
Sorveglianza deputati. Si ribadisce che entro la data del 12.07.2013, dunque, la macchina dovrà
essere sottoposta alla ulteriore manutenzione preventiva (cioè manutenzione non conseguente ad
un guasto o ad un'evidenza oggettiva di danneggiamento, ma tale da scongiurare il potenziale o
possibile derivare di condizioni non perfette di funzionamento o sicurezza) indicata dal sottoscritto
ingegnere, oltre a quella necessaria già richiesta sempre dal sottoscritto come cogente e per altro
già svolta sulla macchina in oggetto dal proprietario e committente 1. La macchina può dunque ad

1
Le prescrizioni necessarie che sono state richieste dal sottoscritto ingegnere al committente e che dallo stesso
devono essere eseguite prima di rimettere in uso la macchina sono riportate alle pagine 16 e 17 di tale perizia

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oggi operare normalmente. Le prescrizioni per la manutenzione preventiva indicate dallo scrivente
dovranno essere espletate e poi sottoposte alla verifica sempre del sottoscritto o di un ingegnere
esperto, entro tre mesi dalla data odierna. Si riportano sotto le prescrizioni per la "manutenzione
preventiva".

1. VERIFICA AVANZAMENTO ED EVENTUALE ELIMINAZIONE/ RIPRISTINO


DEI PUNTI DI OSSIDAZIONE, INDICATI NELLE FOTO ALLEGATO "B", CHE
SEBBENE TRASCURABILI DAL PUNTO DI VISTA FUNZIONALE E
STRUTTURALE POTREBBERO NEI PROSSIMI MESI ESTENDERSI
PALESANDO CONDIZIONI PIU' ESTESE DELLE PRESENTI.
2. VERIFICA ED EVENTUALE SOSTITUZIONE DELLA FUNE CONNESSA
ALL'ARGANO E SUPPORTANTE IL BOZZELLO CON GANCIO, DOPO UN
PERIODO DI FUNZIONAMENTO DI TRE MESI.
3. VERIFICA GLOBALE DEL CORRETTO SERRAGGIO DELLA
BULLONERIA/TIRANTERIA DELLA STRUTTURA PORTANTE E DEI
MECCANISMI DI MOVIMENTAZIONE POST MOVIMENTAZIONE DI CARICHI
NEI PROSSIMI TRE MESI DI VITA DELLA AUTOGRU (IL CONTROLLO DEL
SOTTOSCRITTO INGEGNERE E' STATO FATTO CON ESITO POSITIVO MA SI
VUOLE ESSERE CERTI DEL PERFETTO STATO DI TUTTA LA BULLONERIA).
4. NUOVO INGRASSAGGIO PARTI INTERESSATE.
5. ULTERIORI PROVE DI VERIFICA APPROFONDITA DI EVENTUALI PERDITE
DI OLIO DAL SISTEMA DI DISTRIBUZIONE, NELLA FASE DI
FUNZIONAMENTO DELL'APPARECCHIO, (DOVUTE AD USURA DELLE
GUARNIZIONI) ED EVENTUALMENTE SOSTITUZIONE KIT GUARNIZIONI
(SEPPUR NELLA ISPEZIONE VISIVA NON SI SIANO RILEVATE DA PARTE
DEL SOTTOSCRITTO INGEGNERE FUORIUSCITE DI OLIO, LA PRESENZA DI
SPORCO PRIMA DELLA PULITURA ESTERNA GENERALE SUGGERISCE DI
MONITORARE TALE ASPETTO).
6. VERIFICA E SOSTITUZIONE DELLE PULEGGE SUPPORTANTI LE FUNI IN
ACCIAIO PER LA MOVIMENTAZIONE DEL BOZZELLO CON GANCIO, CHE
PUR ESSENDO FUNZIONALI NELLE ZONE DI PASSAGGIO DELLE FUNI

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PRESENTANO SEGNI DI INIZIO DI USURE CHE NON E' IL CASO DI FAR


ESTENDERE.
7. VERIFICA DEGLI PNEUMATICI ANCHE CON L'AUSILIO DI CENTRI
GOMMISTI SPECIALIZZATI.

Inoltre, a titolo di ulteriore miglioramento e in ottemperanza alle disposizioni legislative in vigore,


benché tale suggerimento non sia direttamente connesso all’espletamento della presente
prestazione professionale e non riguardi la sicurezza specifica dell’apparecchio di sollevamento in
oggetto, si rammenta altresì di assicurare la presenza a bordo macchina e per l’operatore del
libretto o comunque di un manuale di uso e manutenzione, nonché di mantenere regolari e
complete registrazioni per almeno 3 anni degli interventi svolti sulla macchina e dei documenti a
corredo di tutti gli eventuali componenti e ricambi acquistati.

Si riportano sotto le "prescrizioni di ripristino" che sono state indicate dal sottoscritto ingegnere
al committente, condizioni sine qua non la macchina non poteva essere rimessa in funzione e in
operatività (Tali prescrizioni non sono riportate nell'allegato B connesso a tale perizia, perchè si
danno già per eseguite da parte del committente).

1. CONTROLLO DELLE TARGHETTE DI IDENTIFICAZIONE DELLA AUTOGRU,


DEI CARTELLI DI SICUREZZA, DELLE TABELLE DI PORTATA DELLA
AUTOGRU;

2. RIVERNICIATURA DEL TELAIO A TRALICCIO E DELLA PROLUNGA


SCATOLATA CHE SONO CONNESSI ALLA AUTOGRU PER AUMENTARE LA
VOLATA DELLA STESSA AUTOGRU;

3. CONTROLLO DEI DISPOSITIVI DI CONTATTO IDRAULICO ELETTRICO DI


FINE CORSA: VEDI INTERRUTTORE PER FINE CORSA VERRICELLO, VEDI
VALVOLE DI SOVRAPRESSIONE PER BRANDEGGIO MASSIMO E
MOVIMENTAZIONE SFILI A FINE CORSA.

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4. CONTROLLO DEI DISPOSITIVI DI CONTROLLO NELLA CABINA DI


COMANDO DELLA AUTOGRU: VEDI LEVE DI COMANDO E PULSANTI DI
ATTIVAZIONE DEL CONTROLLO DEI DISTRIBUTORI DI OLIO IDRAULICO.

5. CONTROLLO DI TUTTI I BULLONI/TIRANTERIA DI TENUTA. CONTROLLO


DELLE COPPIE DI SERRAGGIO DEI COLLEGAMENTI FILETTATI.

6. CONTROLLO DEL LIVELLO DELL'OLIO DEL CIRCUITO DI POTENZA.

7. LUBRIFICAZIONE DEGLI ORGANI/MECCANISMI DI MOVIMENTAZIONE.

8. CONTROLLO DEL DISCO DI BLOCCO DELLE FUNI CONNESSE AL


VERRICELLO.

8. RESOCONTO E CONCLUSIONI FINALI

Periodicità per il successivo controllo straordinario

Alla luce di quanto sopra esplicitato si può ritenere, seppur subordinando il tutto a quanto verrà
meglio esplicitato nelle conclusioni di tale perizia, che l'autogru con n° di telaio
ZA97OTTVOHOA70105 in oggetto possa ancora svolgere la parte finale dei cicli di lavoro sopra
calcolati, considerando uno condizione di servizio e di carico conforme a quella media con cui la
macchina ha sino ad oggi operato. Si rilascia tale autorizzazione con il vincolo che entro tre mesi
dal rilascio di tale perizia vengano espressamente seguite le prescrizioni riportate alla pagina 15 e
16 di tale perizia. La macchina di cui si perizia pur tuttavia dovrà essere sottoposta ad ulteriore

controllo con ispezione completa, dunque verifica e relazione di calcolo da parte di un


ingegnere esperto e secondo normativa vigente, al massimo entro due anni dalla presente

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indagine, ossia entro e non oltre il 12/04/15, al fine di verificarne nuovamente le


condizioni funzionali, strutturali, quindi di esercizio e l’eventuale vita residua a fatica, attraverso
un controllo con un’ispezione necessariamente completa (tale necessità verrà meglio esplicita e
riconnessa a motivazioni cogenti nella parte delle conclusioni di tale perizia).

Ad ogni modo, in relazione della durata e delle condizioni di funzionamento e del luogo di lavoro in
cui si troverà ad operare, l'apparecchio in oggetto deve essere ispezionato da un tecnico esperto
(come definito nella Norma UNI ISO 9927-5.2.1) o da un ingegnere esperto (come definito nella
Norma UNI ISO 9927-5.2.2) come e quando necessario ma almeno una volta all'anno.

Inoltre, in caso di circostanze particolari ed eccezionali occorsi alla macchina quali ad esempio:
eventi meteorici di forte intensità, l’effettuazione di un sollevamento anomalo, un lungo periodo
di inattività, rumorosità o deformazioni anomale, ecc.), è necessario così come prescritto per legge
e secondo norme tecniche, effettuare ulteriori controlli straordinari, indipendentemente dal limite
proposto dallo scrivente per il prossimo controllo.

Conclusioni

L'autogru con n° di telaio ZA97OTTVOHOA70105 in oggetto è stata verificata corrispondere a


quanto indicato nel CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE rilasciato il 16/10/1987 dall’ISPESL
competente e visionato dal sottoscritto.

Il comportamento dell'apparecchio durante le prove di carico effettuate è risultato regolare così


come sono risultati efficienti i dispositivi di sicurezza installati; dunque l'autogru solleva quanto
indicato da scheda tecnica e non oltre, con le dovute e comprensibili tolleranze del caso. Anche le
ulteriori ispezioni e misurazioni, qualitative e quantitative, svolte dal sottoscritto sull’apparecchio
sono risultate soddisfacenti e indicano uno stato in generale soddisfacente dell’apparecchio ai fini
strutturali e della sicurezza d’impiego dello stesso.

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La valutazione del periodo residuo di utilizzo della autogru in oggetto in condizioni di sicurezza non
ha evidenziato un limite teorico significativo essendo piuttosto elevato, per cui tale valore di 8,4
anni di vita residua a fatica, confermato dai calcoli, è da ritenersi indicativo in quanto, seppur
viene ricavato dai risultati delle ispezioni, dei controlli, degli accertamenti eseguiti sull'apparecchio
e dalle dichiarazioni della committenza, rimane assodato che si possano riscontrare situazioni di
danni e difetti, sull'apparecchio di sollevamento, non direttamente connessi al fenomeno della
fatica, ma bensì dovuti alla fase di produzione o conseguenti ad anomalie dei materiali impiegati,
comunque non rilevabili visivamente o a mezzo delle indagini espletabili ed espletate sul campo
nel caso in oggetto. Come rimane evidente che la dichiarazione quantitativa (effettuata dalla
committenza) dei cicli sviluppati dalla macchina nell'arco temporale di vita della stessa,
precedente alla verifica ventennale, non è detto che tenga conto della qualità e modalità/durata
del singolo ciclo per cui l'apparecchio di sollevamento è stato originariamente progettato. Come
non è detto che la condizione di servizio (con cui la macchina è stata utilizzata) sia quella per cui
l'apparecchio di sollevamento è stato progettato originariamente. Per tali motivazioni viene
auspicato ed indicato espressamente al punto 8 di tale perizia, un controllo completo al massimo
entro due anni dalla presente indagine, ossia entro e non oltre il 12/04/15.

Sulla base di tali considerazioni e tenuto conto delle indicazioni fornite dalle legislazioni e delle
Norme Tecnica di riferimento, non sussistono ragioni che impediscano l'ulteriore utilizzo
dell'apparecchio oggetto di Controllo Straordinario (a fronte di verifica supplementare legata al
superamento dei 20 anni di messa in servizio dell’apparecchio) purché siano osservate tutte le
prescrizioni e indicazioni di ripristino riportate nella presente relazione e nell’ALLEGATO B che fa
parte integrante della stessa. Le prescrizioni non vincolano l'autogru a non essere utilizzata per i
prossimi tre mesi, ma devono comunque essere espletate, come già richiamato sopra, entro e non
oltre il 12/07/2013.

Tutte le attività/lavorazioni discendenti dalla prescrizioni di cui sopra vanno eseguite e certificate
da tecnici qualificati e/o da officine autorizzate; in particolare, le attività di posa in opera vanno
comprovate da una opportuna dichiarazione di effettuazione dei lavori eseguiti a regola d'arte,
secondo legislazione e normative tecniche vigenti nonché secondo le indicazioni della presente

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relazione; mentre relativamente ai materiali e componenti impiegati vanno conservate le relative


schede tecniche e di sicurezza e certificati accompagnatori e di conformità.

Tali documenti dovranno comunque essere resi disponibili agli organi di vigilanza per le verifiche
periodiche o supplementari previste dalla legge.

Note e Limitazioni

La presente valutazione deve essere soggetta a revisione qualora si dovessero verificare variazioni
alle condizioni di utilizzo indicate dal proprietario ed utilizzatore dell’apparecchio.

L'utilizzatore deve attenersi alle istruzioni fornite dal Costruttore dell'apparecchio e comunque
effettuare manutenzione costante degli organi e meccanismi principali, attraverso personale
qualificato e sempre in ottemperanza alle prescrizioni legislative e normative in vigore, nonché
secondo i dettami della buona regola dell’arte.

Il sottoscritto si solleva da ogni responsabilità circa quanto non espressamente valutato o indicato
nella presente relazione e per eventuali impieghi non conformi che l'utilizzatore dovesse applicare
nel corso del funzionamento dell'apparecchiatura.

Porto Cesareo (LE), 12/04/2013


In fede

Ingegnere Esperto

Ing. Raffaele Zecca

Allegato 1

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