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Micologia: ambito sviluppato negli ultimi trenta anni; in biologia, i funghi costituiscono un regno a

sé stante, di cellule eucarioti, uni o pluricellulari, che si nutrono per assorbimento: come il porcino
assorbe il nutriente dal terreno, così anche i funghi microscopici sono dotati di micelio che
consente un trofismo per assorbimento. La chitina, betaglucani e mannani sono i principali
costituenti della parete fungina. Le mannanoproteine sono la componente che fa da interfaccia col
mondo esterno: cambia il peso molecolare delle mannanoproteine, a definire diversità di recettore
cui la cellula può aderire. Il blastoconidio aderisce meno della forma ifale per via della espressione
di diverse mannanoproteine.
Rilevanza della micologia: la proliferazione di molti funghi è concentrica, la lesione è sferica, come
nel caso della tinea. I lieviti commensali sono normalmente presenti nelle mucose orale, del tratto
gastroeneterico e vaginale; in seguito a terapia antibiotica, la morte dei batteri fa sì che i funghi
vengano a disporre di recettori e fattori trofici; il mughetto era un segno frequente nei neonati, il
cui sistema immunitario non è ancora maturo. Nell’adulto la comparsa del mughetto è segno di
immunocompromissione e può suggerire HIV-positività, in un pz non AIDS conclamato
( presupponendo condizioni di igiene nromali). Se il test per l’HIV è negativo, si deve indagare
sempre nella direzione dell’immunocompromissione .Fino a 30 anni fa i funghi sostenevano solo
infezioni locali; con l’avvento dell’AIDS e lo sviluppo della chirurgia dei trapianti, sono venute
amanifestarsi infezioni micotiche sistemiche , da agenti opportunisti, ovvero normalmente non
patogeni (quale lo pseudomonas nell’acqua). A tali infezioni si è associato e si associa tutt’ora un
elevatissimo tasso di mortalità, tanto che devono contrastarsi soprattutto in termini di
prevenzione.

La candida albicans colpisce donne sane ed AIDS con la stessa frequenza: nelle seconda l’albicans
arriva a dare infezione sistemica: dunque, i CD4+ che sono colpiti nell’AIDS, non partecipano alla
difesa dall’infezione tout-court, ma nel contrastare lo sviluppo di questa in infezione sistemica.

Primi 4 trapianti, 4 morti per complicanze di tipo infettivo.


Gli aspergilli (muffe) sono di fatto ubiquitari, popolano qualsiasi ambiente; gli organismi con cui
normalmente si viene in contatto e che normalmente non sono patogeni e che invece nel caso del
pz con trapianto può causare una mortalità fino al 97%, sono per lo più funghi.
Nel pz che si avvia al trapianto, si deve evitare infezione in atto o potenziale; si procede all’analisi
delle cavità nasali e dell’espettorato, si procede alla bonifica del paziente; anche tampone
faringeo; se è presente si deve trattare.
Si applicano anche filtri al condizionamento, i parenti non entrano, divieto di aprire le finestre; la
pressione che si applica è positiva: i conidi restano al di fuori della stanza e non arrivano
nemmeno al filtro. Al contrario, i pazienti malati di tubercolosi si trovano in stanze con pressione
negativa, cosicché da trattenere il mycobatterio all’interno. V’è una zona filtro in cui il personale
sanitario si cambia. Prima di entrare si entra in una anticamera, prima di accedere alla camera vera
e proprio: stanza a flusso laminare, in cui l’aria, a causa della differenza di pressione, dilava le
superficie esterne degli abiti.
Solo a 2 mesi dall’intervento il pz può uscire, sempre dotato di mascherina.
L’aspergillo è il microrganismo più temuto nei casi di trapianto; candida nei sieropositivi.
In questi ultimi, la candida pone un rischio molto elevato soprattutto a livello gastroenterico.

Saccharomices cerevisiae è stato sempre stato impiegato per far lievitare il pane; la candida stessa
dà buon odore. Pasteur: perché alcuni vini vanno incontro a putrefazione (batteri gram-) e in altri
casi il vino è buono (lievito)? Il lievito, nel suo metabolismo, trasforma il glucosio in etanolo.
Phytophtora infestans causò in irlanda la carestia del 1845-47, colpendo le patate.
Penicillum notatum è stato scoperto da Fleming, per caso: il fungo vine a contatto con una piastra,
colonizzandone il bordo: nel suo sviluppo concnetrico, il lievito dà un alone in cui il batterio non
prolifera. Il fungo ha dunque rilasciato una sostanza ad attività antibatterica: da lì a 10 anni si
ottenne la penicillina. La penicillina è il farmaco che deve usarsi di più: gli antibiotici più moderni
vanno preservati. Nel 2050 l’antibiotico resistenza sarà la prima causa di morte.

Il mughetto fu descritto da ippocrate; il Kerion da Celso.

Miceti di itneresse medico

I miceti possono essere aerobi o anaerobi facoltativi, immobili, chemiosintetici (non mttono in
atto la fotosintesi) , eterotrofi (la fonte di carbonio è data da substrato organico). I lieviti sono
unicellualri, i miceti pluricellulari. La riproduzione può essere sessuata (forma perfetta o
teleomorfa) e asessuata (imperfetta o anamorfa).

La micologia medica tratta l’infezione sostenuta da funghi microscopici, che è di natura


parassitaria e si associa, quando sostenuta da alcune specie, alla produzione di micotossine; non
tratta le patologie da intossicazione alimentare (micetismo).

Gli unicellulari (lieviti) hanno forma ovalare e caratteristica; la riproduzione avviene per
gemmazione, non per scissione batterica come i batteri: una piccola parte della cellula si distacca.
Gli ifomiceti sono pluricellulari: l’unità funzionale è una “ifa”, una struttura filamentosa, tubulare,
data da cellule che possono distinguersi, per la presenza di strutture di divisione dette setti, ma
restano comunque in continuità, per la presenza di un poro: dunque, il setto di separazione,
laddove presente, non è mai completo.

I funghi sono ecuarioti, con organelli, ovvero strutture compartimentalizzate e un nucleo ben
definito con membrana nucleare.

La gemmazione si verifica secondo la seguente modalità: In un punto della parete si va a duplicare


il materiale genetico; si ha evaginazione della parete, entro cui si raccoglie una porzione di
citoplasma, contenente una copia del genoma e di ciascun organello, appena sintetizzato; il collo
della struttura viene progressivamente a restringersi fino a strozzarsi, causando il rilascio della
gemma. La cellula gemmante (madre) alla fine del processo presenta una cicatrice di
gemmazione: il numero delle cicatrici di gemmazione può servire a valutare l’età di una cellula di
lievito.

L’ifa è una struttura che si costituisce di tante cellule che restano in contatto fra di loro:
l’accrescimento dell’ifa non deriva solo dal contributo dell’ultima cellula, ma dall’intera colonne di
cellule: l’organismo si definisce infatti cenocitico ( ‘è continuità fra le cellule che lo compongono).
I setti possono essere di varia natura , ma sono comunque tutti pervi: in alcuni casi, a pervietà è
garantita da un semplice foro, attraverso cui possono transitare organelli ed il nucleo stesso; in
altri casi il poro è delimitato da strutture più complesse che bloccano il passaggio degli organelli
(come nel caso dei basidiomiceti).

Le ife possono essere asettate (setti molto rari) o settate. Vi sono però due ciroscostanze in cui il
setto si completa: in caso di necrosi di una porzione dell’ifa, la prima cellula integra dl tubulo
viene ad essere la cellula apicale e si dota di setto permanente; se una cellula dell’ifa avvia ciclo
replicativo sessuato, questa si separa dal resto dell’ifa, completando il setto. La cellula che va
incontro a ciclo di vita sessuato viene isolata da tutto il resto dell’ife.

Gemmazione o blastogonia: si parla di conidio se il ciclo di vota è asessuato; di spora se il ciclo di


vita è sessuato.

Le ifomicete sono organismi più complessi, in cui sussiste, per quanto primitivo, una forma di
differenziazione delle funzioni: v’è infatti un micelio vegetativo (micelio=ammasso di ife) , non
utile alla diagnosi, che è la struttura che presiede all’ assorbimento del nutrimento dal terreno; il
micelio aereo che dà origine ai corpi di fruttificazione. La valutazione della forma i quest’ultimo
consente diagnosi al microscopio. Dunque: Sulla base del corpo di fruttificazione , localizzato sul
micelio aereo, che il fungo produce durante ciclo di vita asessuata si fa diagnosi al microscopio (il
ciclo di vita sessuato, ovvero la forma telomorfa, dei funghi eterotallici si osserva con estrema
difficoltà in laboratorio (necessito di due colonie perché i gli eterotallici compino il ciclod i vita
sessuato).

Nel caso di sospetto di infezione da ifomicete, il bordo della lesione è la parte sui cui va impiegato
il tampone per effettuare un prelievo: è infatti alla periferia che si dispone ed emerge il micelio
aereo, per la natura morfologia delle ife.

Vi sono molti tipi di classificazione dei miceti: presenza o meno del ciclo d vita sessuato.
Le numerose specie in cui non sono state identificate le condizioni necessarie a indurre un ciclo di
vita sessuato, ergo di cui non è attestata la forma teleomorfa, appartengono al phylum dei
deuteromiceti . In tutti gli altri è conosciuta la riproduzione sessuata: è in base all’aspetto
morfologico del ciclo di vita sessuato, ergo dal tipo di spore prodotte, che si dividono nei seguenti
phyla: ascomiceti, basidiomiceti, zigomiceti.

Ascomiceti: riproduzione asessuata avviene tramite blastoconidi (termine che designa le spore
asessuali), o conidi, prodotti su conoidiofori molto differenziati morfologicamente (ergo, utili
all’identificazione!); riproduzione sessuata tramite ascospore, contenuti in aschi all’interno di
ascocarpi.
Riproduzione sessuale: l’organo sessuale “femminile” (riceve i nuclei) si dice ascogonio e si mette
in contatto con quello maschile, l’anteridio (rilascia i nuclei) attraverso un peduncolo di
conessione(tricogine). L’ascogonio “fecondato”, che si è separato dall’ifa originaria, costituisce una
ifa a sé, detta ascogena, entro cui si svilupperanno gli aschi contenenti le ascospore. L’ascocoarpo,
corpo di fruttificazione degli ascomiceti, struttura contenente gli aschi, in cui specializzano le ife
ascogene, si compone anche di ife sterili, aploidi. In base alla forma, il corpo di fruttificazione degli
ascomiceti si descrive come peritegio (con stretta apertura) apotecio (una struttura a coppa di
champagne, del tutto aperta) e il cleistotecio (chiuso, deve rompersi). E’ questa una struttura di
supporto in cui le spore devono essere preservate e portate a maturazione.

Basidiomiceti: presentano ballistospore: sembrano una balestra. Il basidio non ha spore al suo
interno, ma sulla superficie, cosicché basta un colpo di vento per far sì che la spora si allontani fino
a 6cm (la spora è grande 12 micron!).

Deuteromiceti: unicellulari o filamentosi; il ciclo di vita sessuato non è ancora dimostrato.


Zigomiceti: sono funghi eterotallici ed omotallici: i primi son originati dalla fusione di due cellule di
colonie di funghi diversi. Fanno questi riproduzione sessuata mediante zigospore ; le spore
asessaute non si chiamano conidi.
La riproduzione sessuata prevede lo scambio di materiale contenente nuclei fra due zigofori. Si dà
così origine a gametangi (sacchi contenenti gameti) multinucleati che si distaccano, tramite la
formazione di setti, dalle ife da cui sono originati (ife di supporto). I gametangi multinucleati
(zigote) ispessiscono la propria membrana ed emettono una struttura filamentosa, lo
sporangioforo, al termine del quale sviluppano lo sporangio, contenente le sporangiospore.
La riproduzione asessuata dà luogo alla formazione di spore asessuate che non si distinguono
nettamente dalle sporangiospore (spore sessuate), come avviene negli altri phyla (in cui, infatti, si
definiscono conidi): le spore asessuate si producono secondo la stessa modalità e sono anch’esse
contenute in sporangi. Ergo: le spore che si formano da ciclo di vita asessuato non possono
distinguersi da quelle originate da ciclo vitale sessuale, se non attraverso lo studio diretto. Le
spore che sono all’inizio tutte insieme, vengono separate tramite sepimentazione a livello dello
sporangio, che procede isolando prima gruppi di 3 (protospore) ed infine isolate del tutto
(sporangiospore). La columella, struttura di supporto, sostiene lo sporangio, legato allo
sporangioforo.
Tra gli zigomiceti rientrano organismi di più recente scoperta, i cosiddetti patogeni emergenti:
sono emersi con la pratica del trapianto di midollo. Fra questi i mucorales.

Blastogonia: il nucleo si avvicina ad un punto della cellula in cui si formerà un collaretto che
determinerà il distacco della cellula figlia da quella madre. La gemmazione o blastogonia è l’unica
forma di replicazione dei lieviti. Le cicatrici danno indicazioni sull’età: possono distinguersi.
Ifomiceti…: il tubulo si accresce al tip ifale, alla punta: alla crescita paretcipano tutte le cellule
dell’ifa, ciascuna contribuendo con qualcosa: enzimi, nuovi componenti di membrana…

La Candida albicans e la dubliniensis (nel 3% dei casi); la prima fu inizialmente descritta anche in
forma ifale. In condizione inducenti, il lievito può andare incontro a formazione del tubulo
germinativo, una vera e propria ifa; se incubo il lievito e lo si pone in sieroalbumina bovina a 37°
al 10%, per 2 ore, e il lievito appartiene alle specie sovradette, si nota che almeno alcune cellule
hanno sviluppato una ifa (o tubulo germinativo. Non danno dunque solo gemmazione, ma anche
tubulo germinativo: il setto sarà incompleto, come nelle ifomicete. Si formerà una vera e propria
ifa. La metodica diagnostica classica non distingue fra albicans e dubliniensis; si sua ora metodica
di
Possono formarsi delle pseudoife, con cellule associate, ma setti completi, con forma più a
parallelepipedo (??). E’ patogena nella forma ifale: a 37°, in condizioni predisponenti, dà infezione
vaginale.

Fino a 30 anni fa la diagnosi si basava dunque sull’induzione nel lievito della transizione a forma
ifale: si otteneva faceva incubando come sopra detto il lievito. Tale metodo ha lasciato il posto
all’impiego di sonde specifiche per candida albicans, grazie alle quali si è scoperta, inoltre,
dubliniensis.

I funghi dimorfi classici sono 5 e tutti propriamenti patogeni, non opportunisti ; albicans non è un
fungo dimorfo classico: sono questi funghi che a 37° sono in forma di lievito, a 20° in terreni
inducenti danno forma ifale (oposta di C. albicans). Sono questi patogeni, non opportunisti, ma
fortunatamente non presenti in italia. Per dimorfi si intende questa doppia forma chen assumono
in base alle condizioni di temperatura, presenza di nutrimento ed altri fattori.

La diagnosi in caso di ifomiceti si fa sulla base del corpo di fruttificazione cui dà luogo il ciclo di vita
asessuato; la diagnosi si fa con scotch test: si avvicina lo scotch al micelio aereo dell’ifomicete, e si
pone poi su di un vetrino per l’osservazione al microscopio.

Coltivazione: nel caso di un lievito la crescita avviene generalmente in 24 ore, sebbene la velocità
di crescita sia piuttosto variabile: si attendono, di solito, 5 giorni, per evitare falsi negativi. Gli
ifomiceti, comunque eterogenei per velocità di crescita, si analizzano dopo 20 giorni -si deve,
infatti, attendere, che sviluppino il corpo di fruttificazione.
La candida albicans può dare, per gemmazione, pseudoife; o, per germinazione, ife vere e proprie.

Un’altra classificazione si basa sul quadro clinico che l’infezione sostenuta da ciascun gruppo di
funghi viene a causare:
micosi superficiali :infezione che si limita allo strato corneo dell’epidermide a gli annessi cutanei,
con reazione immunitaria nulla o scarsissima;
micosi cutanee: l’infezione colpisce l’epidermide fino allo strato spinoso, può impiantarsi a carico
delle mucose e dell’orecchio esterno causando danni tissutali e risposta immunitaria
micosi sottocutanee: colpiscono la cute nella sua interezza e i tessuti sottocutanei. Possono
diffondersi per contiguità, ma anche per via linfatica. Rilevante reazione immunitaria.
micosi profonde (o sistemiche, o disseminate): infezioni che possono instaurarsi in sede
polmonare e da qui propagarsi, per via ematica, ad altri organi.

Esempi:
1)-malassensia furfur, normale commensale può causare PITIRIASI VERSICOLOR : prolifera se c’è
disponibilità di lipidi. Sostiene infezioni in chi si espone al sole cospargendosi di oli abbronzanti: la
malassensia prolifera ed impedisce alla cute di assumere pigmentazione. Da qui il nome: è
responsabile di macchie che rendono disuniforme l’abbronzatura Si limite virtualmente allo stato
corneo e agli annessi cutanei, nella maggior parte dei casi, malgrado sia conosciuto un caso di
infezione sistemica a carico di un neonato prematuro (alcuni ginecologi, in base a questo caso,
tendono a effettuare screening e trattamento preventivo).
2)-dermatofiti e candida sostengono infezioni cutanee (CANDIDOSI, DERMATOFITOSI,
FEOICOMICOSI, nel caso in cui l’ifa sia pigmentata, ZIGOMICOSI, IALOIFOMICOSI…). Possono
colpire le mucose con danni tissutali e , spesso, reazione immunitaria. Nel soggetto AIDS positivo
con mughetto si impiegano antimicotici a scopo preventivo (frequente lo sviluppo di farmaco
resistenza).
3)micosi sottocutanea (IALOIFOMICOSI, SPOROTRICOSI) virtualmente assenti alle nostre latitudini.
Difficile comprendere la via di infezione; coinvogono cute e tessuti sottocutanei, possono
diffondere per contiguità o per via linfatica, con rilevante reazione immmunitaria.
4) micosi profonda : solitamente a livello polmonare in seguito ad inalazione in caso di molti
funghi, con micosi per per via ematica, massima reazione immunitaria. Il criptococcus
neoformans è, ad esempio, capace di dare solo infezione sistemica (criptococcosi).

Infezione endogena ed esogena (il concetto può essere più complesso di quanto sembri: qualcuno
è portatore di organismi che poi possono sviluppare per ,ricombinazione genetica, proprietà
patogene: il confine fra specie patogena e commensale è unque labile. Inoltre, poiché Quello che
per uno è infezione esogena, per un atro può essere endogene : la composizione della flora
microbica dei vari distretti corporea è infatti estremamente eterogenea nella popolazione.

Micosi endemica e cosmopolite, in base alla distribuzione geografica.

Micosi professionale (veterinari ed agricoltori –polmone del contadino, fibrosi polmonare


mortale; tutti gli individui esposti ad ambiente caldo umido sono più esposti a infezioni cutanee
(parrucchiera…). Gli ambienti caldo-umidi favoriscono la crescita dei funghi: in alcune sedi, come
plica sottomammaria, plica inguinale (con stivali a coscia) specialmente durante l’impiego dei
pannoloni. E’ facile che il ristagno di sudore, urine e feci nel bambino, dia luogo a dermatite da
candida albicans. Quando associata all’impiego del pannolone ( e a igiene scarsa) dà luogo a
lesione che hanno fla orma proprio di una mutanda: non si tratta con antimicotico, ma
sostituendo il pannolone con teli di cotone (cilipà).
Unghia dell’atleta…; facile che attecchisca in chi lava i piatti tutto il giorno.

Esistono dermatofiti che possono definirsi antropofili, geofili e zoofili; microscosporum canis, ad
esempio, è un commensale del cane che può trasmettirsi all’uomo; altri funghi sono commensali
dell’uomo.

Micosi profonda endogena


Modalità di evoluzione di micosi locale(cutanea), sostenuta da specie commensale, a infezione
sistemica (profonda).
Può verificarsi che una terapia antibiotica, specialente se ad ampio spettro, si riveli, pur
lievamente, citotossica, così da creare alterazioni degli enterociti. La discontinuità nella mucosa,
laddove sia presente neutropenia (da AIDS, tipicamente: i pz HIV+ sono colpiti da candida con la
stessa frequenza della popolazione HIV-, ma sviluppan micosi profonde e non cutanee: i CD4+
devono dunque giocare un ruolo di rpimo piano nel contenimento della micosi a epidermide e
mucose), fa sì che la candida albicans, già favorita dall’aumentata disponibilità di substrati e di
recettori, associata al dimicrobismo, accede al circolo. Poiché il paziente si è supposto sotto
trattamento antibiotico e neutropenico, è probabile altresì che abia subito l’applicazione di un
accesso venoso. L’albicans, allora, aderisce alla sostanza plastica e vi costituisce biofilm. La micosi
profonda, rilevata la fungemia e riconosciuta albicans in emocoltura, viene trattata con
antimicotici sistemica. L’albicans viene dunque rimossa dal circolo, ma la placca di biofilm, entro la
quale le cellule fungine sono difficilmente raggiungibile dal farmaco per diffusione e laddove pure
raggiunte, vi sono poco suscettibili poiché poco attive dal punto di vista metabolico, rilascia nuove
cellule fungine e dà luogo nuovamente a fungemia. SI deve allora procedere alla rimozione e alla
sostiuzione dell’accesso venoso.

Infezioni profonde esogene:


in linea generale, accedono tramite il polmone. Il macrofago, che occupa le fenestrature dei
capillari può costituire un serbatoio di alcuni funghi, fra cui criptococcus neoformans, che
presentano tropismo proprio per le cellule del sistema reticolo-endoteliale. I macrofagi così
infettati, contengono in sede l’infezione, ma nel caso in cui si verifichi immunosoppressione, allora
l’infezione si manifesta e può disseminarsi. Perché si inneschi fungemia e infezione secondaria, è
dunque necessario che si verifichi un evento scatenante.
Gran parte della patogenicità del criptococco dipende proprio dalla sua capacità di infettare e di
persistere all’interno del macrofago alveolare, mettendo in atto, di fatto, un’efficace strategia di
evasione del sistema immunitario.
Dopo l’infezione, esso può essere degradato dal macrofago, o permanere in uno stato di latenza.
Esso può altresì infettare direttamente i macrofagi circostanti. Nell’indivisduo
immunocompromesso danno luogo a un fagosoma gigante e si liberano all’esterno tramite
esocitosi o dopo aver indotto la lisi del macrofago.

L’istoplasma capsulatum interessa il suolo contaminato da escrementi di pipistrelli ed altri uccelli,


specialmente nelle caverne…

La membrana è una barriera impermeabile alle molecole idrofile: doppio strato lipidico in cui sono
presenti proteine intrinseche ed estrinseche, ed in cui i lipidi si muovono liberamente e possono
subire movimenti rotazionali del tipo flip-flop (la testa idrofila del fosfolipide passa dal versante
esterno al versante interno, o viceversa. La funzione della membrana è di conentire il trasporto
dei soluti, la trasduzione del segnale, di ancorare il citoscheletro…; chitina sintetasi presente.
Lipidi di membrana sono: glicerofosfolipidi, sfingolipidi e steroli. Per quanto concerne gli steroli, i
funghi presentano zigosterolo ed ergosterolo al posto del colesterolo. Da qui la possibilità di
allestire farmaci attivi sulla membrana, selettivi per le cellule fungine: le due categorie di farmaci
che costituivano, fino a 10 anni fa, le uniche opzioni in termini di chemioterapia antifungina,
agiscono entrambi sull’ergosterolo (uno direttamente, l’altro indirettamente).
Gli steroli sono molecole compatte che influenzano la rigidità della membrana., ma anche la
proliferazione cellulare: ergo, quando la concnetrazione di ergosterolo scende sotto un valore
critico (<0,1 microgram per millilitro), la cellula non è più in grado di replicarsi.
Le due principali classi di farmaci ad azione antifungina sono:
-Polieni (il principale l’anfotericina B) che lega direttamente l’ergosterolo e lo sequestra,
abassandone la concentrazione (azione indiretta) così da indurre la formazione di pori e morte
celulare. Esercitano dunque azione fungicida.
-azoli che inibiscono la sintesi dell’ergosterolo, inibendo i passaggio da lanosterolo a lanosterolo
demetilato in posizione 14 (bloccano la 14 demetilasi). Si accumula, di conseguenza lanosterolo.
L’aumento di concentrazione di lanosterolo porta, per principio di Lehcatelier, a sintesi, attraverso
due passaggi, entrambi catalizzati da desaturasi, di 14alfamethildiolo. Né il lanosterolo, né il
14metil3,6,diolo possono vicariare la funzione dell’ergosterolo. Agisce da fungistatico:
l’impossibilità di sintetizzare l’ergosterolo porta a blocco della proliferazione dei funghi.
Il fluconazolo è ed è statoil più utilizzato anche a scopi preventivi negli AIDS conclamati. L’uso
estensivo ed intensivo ha causato l’insorgenza di resistenze. Per di più, la resistenza agli azoli
implica resistenza ai polieni: si realizza, infatti, tipicamente, per la perdita di funzionalità di una
saturasi che si associa ad accumulo di 14-methilfecosterolo, intermedio della sintesi del 14-
methil3,4diolo che è, questo sì, capace di vicariare l’azione dell’ergosterolo.
-echinocandine: costituiscono queste una nuova classe di farmaci antifungini, diretti contro la
sintesi del betaglucano. Sono efficaci contro specie fungine che assumono un ruolo centrale
nell’attuale quadro nosologico, tra cui Candida e Aspergillus. Non sono attivi contro Cryptococco.

La parete è una struttura estremamente rigida e resistente, che determina la resistenza della
cellula fungina alla pressione osmotica (ergo la possibilità di colonizzare ambienti
iper/iposomotici); media l’interazione con l’ambiente e con la superficie delle cellule dell’ospite,
dando il via all’infezione; mantiene la forma della cellula fungina; partecipa a determinarne la
virulenza, poiché la difende dall’aggressione del SI, nonché può condizionare, attraverso
determinati antigeni, l’ospite a favorire l’infezione fungina.
La parete cellulare si costituisce di omopolimeri di glucosio (beta-glucani), omopolimeri di
mannosio (mannani), e di omopolimeri di N-acetilglucosammina (chitina). Chitina e glucani sono
costituiti da legami del tipo beta, ergo sono inattaccabili dalle amilasi dell’ospite, almeno nel caso
dell’uomo. Il glucano beta1,3, rilasciato in quantità abbondante da diverse specie fungine che
sostengono infezione nell’uomo, può essere ricercato nei fluidi corporei e , specialmente nel
sangue, per formulare diagnosi di micosi profonda. La differente distribuzione di ciascun polimeri
fa sì che si distinguano nella parete cellulare una porzione microfibrillare, più rigida, data da
glucano e chitina (le proporzioni tra glucano e chitina sono gruppo-specficihe), da una porzione
plastica, costituita da glucano e mannano. La porzione plastica comprende gli strati più esterni,
che sono infatti (previdibilmente) ricchi di molecole di mannano legate a proteine: le
mannanoproteine (CWP= cell wall proteins), infatti, costituiscono i principali determinanti
antigenici fungini.

CANDIDA ALBICANS:

La profonda differenza in termini di adesività e patogenicità che intercorre fra Candida Albicans in
forma di lievito ed in forma ifale, dipende, tra l’altro, dal diverso corredo di mannanoproteine. Sia
la forma ifale che pseudoifale di Albicans presentano, infatti, mannanoproteine leganti fattori
complementari, tra cui C3d e iC3b. La proteina legante C3B presenta elevata omologia con il
recettore CR3, presente sui macrofagi, con cui dunque compete per C3b; il suo tasso di sintesi
aumenta in caso di iperglicemia. Presenta inoltre mannaproteine medianti l’adesione, che si
legano a fibrinogeno, laminina e fibronectina, tutte proteine abbondanti nella ECM.
Da qui, possono descriversi per Candida Albicans i seguenti fattori di virulenza:
-adesività (riconoscimento da parte di mannanoproteine di superficie, legate tramite ancore di GPI
alla porzione plastica della parete, di fibronectina, laminina e fibrinogeno. L’adesione è il primo
evento dell’infezione, poiché permette l’aumento di concnetrazione locale del microrganismo (le
cellule non adese vengono portate via dal flusso dilavante dei fluidi secreti dalle mucose; è questa
una forma di barriera all’aggressione dei patogeni. L’adesione può instaurarsi tramite meccanismi
aspecifici (ovvero, per la formazione di forze elettrostatiche di superficie o forze idrofobiche: la
cellula di albicans, nel passaggio da forma di lievito a forma ifale -germinazione-, accresce, infatti,
la propria idrofobicità di superficie sintetizzando proteine idrofobiche); o per mezzo di meccanismi
specifici, ovvero interazioni per complementarietà sterica fra mannanoproteine e recettori
cellulari o proteine della ECM.
-Invasività: l’aggressione dei tessuti dell’ospite è mediata da enzimi ad attività proteasica, fra cui le
aspartil proteasi extracellulare, che agiscono su vari proteine, fra cui transferrina, igA; da enzimi
diretti contro le membrane cellulari, ovvero fosfolipasi. Le cellule di albicans vengono ad
interagire con le cellule dell’ospite secondo due modalità:
Interazione proteina-carboidrato: s’instauraattraverso mannano proteine che sporgono dalla
parete cellulare, contenenti domini lectinici, che riconoscono, sul versante della cellula ospite,
molecole glucidiche, tra cui l-fucosio, mannosio e n-acetilglucosammina.
Interazione carboidrato-recettore ignoto: non se ne conoscono i dettagli, ma è mediata, sul
versante della cellula fungina, dal mannano: anticorpi antimannano sono infatti protettivi verso C.
Albicans.

Per quanto detto circa l’adesività, la forma blastocondiale (di lievito) di albicans, aderisce a cellule
endoteliali e matrice subendoteliale (da qui il ruolo della forma blastoconodiale nella diffusione
del microrganismo); la forma ifale, aderisce invece a fibronectina, laminina e collagene I e IV (tutte
proteine dotate del dominio arg-glyc-asp -ovvero RGD-, complementare a CR3).

Fattori di virulenza:
ADESIVITA’
ADSORBIMENTO A MATRICE EXTRACELLULARE e CELLULE DELL’OSPITE
CAPACITA’ di ESSERE FAGOCITATE DALLE CELLULE ESOFAGEE

PRODUZIONE DI BIOFILM: capacità dell’organismo infettante di venire ad installarsi all’interno di


una matrice polisaccacridica e di contribuire, con la sua stessa attività biosintetica, al suo
mantenimento ed accrescimento. Candida è capace di sostenere la formazione di biofilm in un
ampia gamma di materiali, compresi quelli che costituiscono protesi ed altri dispositivi
dell’ingegneria biomedica.

PRODUZIONE DI ENZIMI LITICI-

TRANSIZIONE BLASTOCONIDIO IFA e VICEVERSA ( Più in generale, la capacità di effettuare


switching fenotipico, ovvero capacità di rispondere a cambiamenti dell’ambiente modificando il
proprio piano di espressione genetica. Lo switching fenotipico può essere apprezzato dalle ben
evidenti alterazioni che le colonie di Albicans palesano in laboratorio, al realizzarsi di varie
condizioni (tra cui trattamento con raggi UV). Le modificazione associate allo switching sono di
natura reversibile.

Lesioni da candida albicans:


nella maggior parte delle lesioni non si riscontra solo candida albicans e/o dubliniensis (le uniche
due che danno switch blastocondiio-ifa) in forma ifale, ma anche blastoconidiale: pare dunque
che perché si instauri infezione, sono necessarie entrambe le forme allo stesso tempo.

Isolamento fungino:
Ahr Saburaut: terreno specifico per i funghi, addizionato con actidione, sostanza ad attività
antimicotica, oltre all’antibiotico: quale senso nell’aggiunta di actidione? I funghi di interesse
medico sono circa un centinaio, ergo devo eliminare i funghi ambientali (ifomiceti che riempono la
piastra con il micelio aereo, dando un effetto “cotone”, rendendone impossibile la lettura) che
fanno da contaminanti e crescono anche in periodi di tempo molto più ridotti. VI sono funghi di
interesse medico come aspergillo e criptococco sono però sensibili all’actidione: ergo devo
seminare sia il Saburaut da solo che quello addizionato con actidione.

SE SONO SICURO CHE SIA CANDIDA ALBICANS E VEDO IFE, ALLORA TRATTO; SE LA FORMA E’
BLASTOCONIDIALE E LA MICROBIOLOGIA MI INDICA CHE E’ CANDIDA ALBICANS, o DUBLINIENSIS
non tratto; se mi indica che è CANDIDA GLABRATA, ALLORA DEVO FARE CONSIDERAZIONE
CLINICHE.
Da forma blastoconidiale a forma ifale cambiano le mannanoproteine: la seconda si insinua,
trattiene le cellule che dovrebbero desquaamare e può proliferare.

Criptococcus neoformans : prende il nome di filobasidiella neoformans nella forma telomorfa.


Unico lievito di interesse medico capsulato: la capsula ha attività antifagocitaria ed è il principale
fattore di virulenza. Inoltre, sulla base del polisaccaride capsulare, di distinguono 5 sierotipi di
cryptococco, tra cui il neoformans.
Sostine infezioni soprattutto nei soggetti immunodepressi, tra cui HIV+, non trattati. E’ un
organismo poco esigente, presente, soprattutto, nelle feci di piccione. La capsula, oltre a conferire
proprietà di evasione immunitaria, lo protegge dai fattori esterni e dalla disidratazione: in
ambiente arido, infatti, la capsula idrofilica, collassa e blocca l’acqua, legandola.
L’opsonizzazione da parte del complemento non sempre è sufficiente: se hanno difficioltà di
interazione da soli, devono agire gli anticorpi anticapsulari. La capsula è per l’88 per cento fatta di
gluoronoxilmannano, scrsamente immunogenico: l’unica difesa è data dal complemento C3b.
Il criptococcus neoformans è normalemente nell’intestino degli uccelli: le feci si essiccano e la
capsula collassa, il microrganismo diviene di dimensioni più piccole e può eludere la barriera
mucociliare, se al di sotto dei 6 micron. I macrofagi, intercalati nell’epitelio, riconoscono il C3B
(CR3), dando luogo a internalizzazione: può rimanere latente per anni, finché non si va incontro a
immunodeficienza. E’ protetto da SI, dai farmaci, dalla competizione degli altri microrganismi

Il peggior nemico dei funghi è la disidratazione: una candida in acqua resta viva per moltissimo
tempo, benché rallenti nel suo metabolismo.

Criptococcus neoformans: 5 sierotipi. A:grubii; BC:gattii; D: varietà neoformans; AD: lieviti diploidi
originati dall’unione di ceppi di sierotipo A e D.

Manifestazione cliniche: raramente infezioni in ospiti immunocompetenti; cresce in terreni minimi


molto semplici, si trova nelle feci degli uccelli, negli alimenti, nel terreno; è organismo non
esigente. Grazie alle dimensioni ridotte raggiunge i macrofagi alveolari, rimanendovi a lungo
(serbatoio, riserva…): vi permane vivo. Se il soggetto è immunocompetente, l’infezione è locale e
latente. Se interviene, nel paziente infettato a carico dei macrofagi alveolari,
immunocomrpomissione, segue dispersione nel torrente circolatorio con disseminazione ed
infezione secondaria, la cui sede elettiva è il SNC. Il tropismo per il SNC del criptococco potrebbe
spiegarsi con l’alta concnetrazione di creatinina e asparagina, a questo livello (tessuto ad alta
richiesta energetica), o con la bassa concnetrazione di C3. L’infezione secondaria si manifesta
dunque, spesso, sotto forma di meningoencefalite, preceduta, in 1/3 dei casi da infezioni
cutanee, nella forma di éscare ed ulcerazioni.
Se cryptococcus neoformans non causa infezioni clinicamente rilevanti negli immunocompetenti,
ed è dunque un agente patogeno opportunista, il sierotipo gattii, al contrario, è patogeno tout-
court: questo infatti, disattiva, oltre all’opsonizzazione, anche la via alternativa del complemento!

Virulenza:
FENOLOSSIDASI: Oltre alla capsula, in presenza di substrato fenolico, la fenolossidasi di membrana
si attiva e, catalizzando l’ossidazione di composti fenolici, come la L-DOPA, causa deposizione di
melanina che si accumula nella parete. Il terreno viene a risultare pigmentato. La pigmentazione è
un fattore di virulenza: L-DOPA e DOPAMINA, sono substrati fenolici che causano l’espressione
della pigmentazione e sono tipici del SNC ( a ulteriore spiegazione del tropismo del fungo per il
tessuto nrvoso) . Il pigmento conferisce , all’esterno dell’ospite, resistenza ai raggi UV, al suo
interno, neutralizza le ROS rilasciate dalle cellule immunitarie, ergo resiste così al killing cellulare.
Per di più deprime il rilascio di citochine.
Persistenza intracellulare: disattivazione del killing cellulare, depressione della secrezione di
citochine (mediate dalla melanina) proprietà antifagocitiche della capsula, spiegano il fenomeno
della persistenza intracellulare, che il cryptococco sviluppa a carico dei macrofagi. Può proliferare
in uno o più vacuoli, infettare macrofagi vicini e dare, quando si è costituito fagosoma gigante, lisi
della cellula od andare incontro a esocitosi.
FOCUS SULL CAPSULA:
La capsula è di certo il più importante fattore di virulenza: se si esegue delezione sul gene per la
capsula, allora la virulenza di perde: è stato accertato secondo tutti i postulati di Koch. Nell’ospite
infettato, la capsula è abbondante.
La capsula è viscosa e polisaccaridica e si costituisce prevalentemente di glucoronoxil mannano
(xilosio, glucoronato e mannosio che cambiano nelle rispettive quantità tra i vari sierotipi).
E’ essa un carattere inducibile e non permanente del fungo, che questo sintetizza in condizioni
inducenti (aridità…).
Al microscopio si effettua colorazione con inchiostro di china, che non penetra nella capsula.
I ceppi che non hanno capsula vengono facilmente fagocitati e uccisi. Fattore complementare è
molto importante: data la scarsa immunogenicità della capsula, ovvero l’incapacità dell’organismo
infettato di riconoscere le molecole di membrana come antigeni e di porre conseguentemente in
atto un’efficace risposta umorale, con sintesi di anticopri opsonizzanti, l’opsonizzazione e
l’eliminazione delle cellule di cryptococco dipende dal solo fattore complementare C3, ergo dalla
sola via alternativa del complemento .

Sepsi criptococcicaCID: proliferazione di microrganismi in circolo, che può arrivare a causare


deplezione dei fattori del complemento , tanto più grave nel SNC, accanto a coagulazione
disseminata, e trombosi, shock settico, calo della pressione da intensa vasodilatazione e perdita
del carattere laminare del circolo, con marginalizzazione e più facile fuoriuscita del microrganismo
dal circolo con infezione dei tessuti. Può dunque innescare shock settico e insufficienza
multiorgano da shock.

Ulteriori fattori di virulenza:


-Depressione della secrezione di citochine
-Disarticolazione della rispsta immune con interferenza a livello dei meccanismi di presentazione
dell’antigene e stimolazione delle cellule Treg
-Crescita triptofano-indipendente: non risente della deprivazione intracellulare del triptofano
posta in atto dall’ospite
-Accanto alla melanina, anche il D-mannitolo disattiva le ROS.
-Efficaci meccanismi di acquisizione del ferro

Aspergillus (ascomiceti)
Microrganismo che si trova nel terreno, ubiquitario: emette nell’aria i conidi, estremamente
volatili. Causa patologie piuttosto diversificate: intossicazione da aflatossine, prodotte da
l’aspergillus flavus: allergia , tramite i conidi; aspergillosi polmonare invasiva, con infiammazione
granulomatosa necrotizzante.
La maggior parte delle manifestazione sono di tipo allergico.
Possono sostenere colonizzazione in cavità preformate: se finisce in una caverna tubercolare, ad
esempio, o in caso di enfisema o atelectasia ,non v’è più getto d’aria che lo espelle (sono
predisposti ad aspergillosi i pazienti con quadro pneumologico già compromesso):
può sviluppare infezione disseminata nel paziente immunodeficiente che dà morte nel 97% dei
casi.

Aspergillosi allergica (ipersensibilità del III tipo, da immunocomplesso):


-asma estrinseco: individui atopici;
-alveolite allergica estrinseca (ipersensibilità del III tipo): interessa soggetti anche non atopici che
inalino continuamente conidi. Polmone del contadino, del lavoratore del malto: si forma
complesso immune, solubile, che porta attivazione del complemento, con massiccio rilascio di
anafiltossine C3A e C5A . Queste inducono degranulazione dei mastociti. Il complesso antigene
anticorpo si localizza nello spessore dell’endotelio, dove, viene a verificarsi, da ultimo, necrosi
tissutale da rilascio di enzimi litici. Se il danno è cronico per inalazione cronica, si sviluppa trombo,
embolia con necrosi ischemica distale. L’inalazione e danno cronici portano a fibrosi polmonare,
fino a determinare insufficienza respiratoria.
-Aspergillosi broncopolmonare allergica.

Aspergillosi colonizzante: condizioni in cui il fungo colonizza cavità patologiche (come le caverne
tubercolari) o fisiologiche. In caso di esposizione cronica agli aspergilli, l’accumulo può essere
tale da essere rilevabile agli esami strumentali aspergilloma, o palla aspergillare, che va rimossa
chirurgicamente.

Aspergillosi invasiva:
polmonite, seguita da disseminazione ematica, con formazione di trombi ed embolia da emboli
settici.

Aspergillosi sono state attestate nei tessuti più disparati:


Le varie specie di aspergilli si distinguono, all’osservazione microscopica, tramite valutazione di
della forma del corpo di fruttificazione, ed in particolare tramite considerazioni sulla disposizione
delle fialidi, lunghe catene di conidi (hanno diverso aspetto da specie a specie: lisci, spinati, di vari
colori…). Il prelievo del materiale da analizzare si fa tramite scotch test. .
La specie particolare si trova in un passaggio successivo in agar-patata o l’agar zappec, fa assumere
dei colori particolari all’aspergillo (?).
Riassumendo: sulla base del conidio, al colore delle fialidi si distinguono le specie di aspergillo ,
che prendono infatti il nome proprio dalla colorazione (vd flavus)

Dermatofiti:
agenti eziologici delle tinee.
Si dividono in: antropofili zoofili e geofili. Gli zoofili sono i più frequenti.
Il cane è normalmente positivo a dermatofiti, quali microsporum canis. Chi si infetta coi
dermatofiti ha , in genere, un animale in casa, e il rapporto con l’animale è stretto: più frequente
nei bambini piccoli che vanno all’asilo; proprietari di animali, quali cavalli…
Esistono specie antropofile, per cui l’uomo è normale commensale: ciascuno dovrebbe avere il
proprio set di asciugamani, perché ciascuno ha il proprio microbiota, e con questo, i propri
dermatofiti.
Come indicato dal nome, i dermatofiti si nutrono di cheratina! Ne rompono i ponti disolfuro,e
degradano la cheratina, con produzione di solfiti e solfati, da ultimo.

Le tinee sono ormai rare; alcune forme possono portare ad alopecia permanente; quello più
frequente è lo zoofilo… Infettano cute ed annessi, hanno bisogno di cheratina, loro substrato
metabolico. Peptidi contenenti sulfocisteina sono il prodotto della degradazione delle cheratine…
manca.

Se interessa i capelli, si sviluppa parassitismo di 3 tipi:


1)TINEA A CARICO DEI CAPELLI:
Tinea Ectothrix: il micelio invade l’interno del capello, ma ma i conidi rivestono il capello e
formandovi tutt’intorno un manicotto. La lampada di Wood, che illumina con fluorescenza riesce a
evidenziare la natura di tinea ectotrhix, mettendo in evidenza la ifa. Se non dispongo della
lampada, faccio tampone alla periferia della lesione ed invio monconcino di capello se presente –
non è detto che capelli intorno siano infetti o meno.
Endothrix: ife e conidi parimenti presenti all’interno
Favoso: un miscuglio di ife e di globuli di grasso all’interno del capello.

2)TINEA A CARICO DI CUTE E ANNESSI


Interessano cute e annessi, con danni tissutali e importanti.
La tinea dà prurito: il grattamento fa sì che la mano possa poi autoioculare il fungo in altre sedi.
Non si dà solo terapia topica, ma anche sistemica. Sono queste infezioni cutanee, che danno
eccome rispsota immunitaria.

Diagnosi differenziale di tinea da micro, tricophyton e epidermophyton si fa sulla base


dell’aspetto dei conidi:
MACROCONIDI li presentano solo i microsporum canis. Il macroconide basta a fare diagnosi di
infezione da micosporium canis. Se dunque rimvengo macrconidi (cluster di conidi) in caso di
tinea, so che l’agente eziologico è mycosporium canis.

Poiché il macrocnidio non riesce a prelevarsi con lo scotch test, che dunque, in caso di infezione da
microsporum canis dà falso negativo, laddove vi sia sospetto di tinea dalla suddetta specie fungina,
si deve procedere alla coltura del campione in un terreno di coltura costituita da patata,
mantenuta opportunamente idratata. Dopo aver atteso un tempo necessario alla crescita fungina
(in alcuni casi 11 giorni) e aver apprezzato colorazione del terreno di coltura, segno della crescita
fungina, si procede. Si procede allora ad osservare la coltura in lattofenolo cotton blu: se si
osservano macroconidi, è confermata la diagnosi di tinea da microsporum canis; se si rileano
microconidi (distiguibili dalle echinulazioni) , si diagnostica tinea da trycophyton o
epidermophyton, in base alle caratteristiche peculiari delle stesse. Se non si osserva corpo di
fruttifivazione, allora, dopo aver atteso ulteriore tempo, si esegue lo stesso procedimento sui pezzi
di patata rimanenti.
(Lattofenolo cotton blu: una goccia. Ci si mette lo scotch nello scotch test: il macroconidio non si
riesce a prendre con lo scotch, è troppo grande. Si deve procedere a microcoltura:
bacchetta di vetro si taglia in due, così da avere due supporti di vetro; si prendono poi due vetrini
protaoggetto autoclavati rivesiti di carta(frammenti di scotch che virano di colore se esposti a 120°
per tempo necessario, il che docuemtna l’efficacia del trattamento in autoclave), si pigliano 6
vetrini copri oggetto anche questi foderati. Tutta questa piastra si impacchetta nella carta e si
nuovo con lo scotch con indicatore…: quando si ha da fare la diagnosi di tinea: lo scotch test
fallisce, si apre la piastra sottocappa, si mettono le due bacchette agli estremi, sulle bacchette un
vetrino portaoggetti, su di questo un terreno di agarpatata, poi tagliato con un bsituri sterile 4
cubetti di 0,8x0,8. Si separano i cubetti sul vetrino. Presa la paistra dove è cresciuto il fungo, tocco
il fungo con ago da infissione, ago piegato in cima, tipo uncinato: gratto la superficie
dell’ifomicete. Sul cubetto di terreno, al centro di ogni lato, eseguo seminazione: tocco sopra e
scendo sotto, per un paio di volte. Ripeto l’operazione per ogni lato del singolo cubetto. Ho 3
cubetti sul vetrino. Seminato l’ifomicete al centro di ogni lato di tutte e tre i cubetti, so appoggiano
tre vetrini coprioggetti su ciascun cubetto. Per evitare disidratazione, si butta qualche ml di acqua,
coì che non si disidrati il terreno (i funghi sono a lenta crescita, anche 11 giorni). L di fuori della
piastra scrivo nome e cognome del paziente. Perché in 3 blocchetti? Appena vedo un po’ di colore,
vedo un colroe che nasce al centro di ogni lato del cubetto: quando ritengo che sia cresciuto a
sufficienza e abbia dato le caratteristiche morfologiche , sposto tutto il lattofenolo cottonblu. Vado
allora a leggere il fungo:si è formato un pergolato: l’anguria si è sviluppato. Il trasferimento in
blocco di tutto il pergolato: il macroconidio è sulla porzione del vetrino cirocstante le porzioni del
terrno di coltura, quelle che non poggiavano sul terreno (micelio aereo, pergolato, si espande dal
terreno di coltura, tutto intorno). Le bacchette servono a mantenere idratato il terreno. Il
lattofenolo cotton blu colora il fungo. IL MACROCONIDIO NON SI VEDE: si mette di nuovo ad
incubare, di nuovo a 30°, lasciandovelo altri giorni; se non lo vedo anche al secondo vetrino,
aspetto più tempo, anche 4; mi manca solo il terzo vetrino, il secondo va sfruttato appieno (??)
Diagnosi microbiologica

Lo scopo è quello di identificare l’agente eziologico di una malattia infettiva: alla diagnosi può
associarsi una terapia efficace. La diagnosi è la parte più importante del ruolo del medico: la
diagnsoi può essere diretta o indiretta. La prima prevede che l’organismo sia isolato, ovvero che si
sia fatto crescere e possa sottoporsi agli studi più disparati (responsività ai farmaci, virulenza…); la
seconda fa invece leva sulla risposta immunitari dell’ospite all’agente infettivo: si ricercano gli
anticorpi: le prime a svilupparsi sono le igM, che indicano infezione recente: indicano infezione in
atto, ma non sono infrequenti falsi positivi –gravidanza?-. Le igG indicano infezione in atto da più
tempo: la presenza di igG anti HIV, è patognomico di infezione da HIV; in caso di anticorpi anti-
rosolia, si deve capire se l’infezione è in atto o la patologia è stata contratta.
L’anticorpo si rivela impiegando gli antigeni, che li legano; si può lavorare anche al contrario,
impiegando gli anticorpi per evidenziare il microrganismo (nel secondo caso si parla di
identificazione diretta, benché non si disponga del microrganismo sulla piastra).
L’indagine di tipo indiretto non può prescindere da ipotesi diagnostica ed è più lenta: per alcuni
organismi è l’unica praticabile, poiché alcuni non crescono in coltura.
In caso di sospetta infezione, possono analizzarsi campione di qualunque tipo, per la ricerca di
germi comuni, ovvero quelli che possono riprodursi nei terreni di coltura comunemente impiegati:
la clamydia, ad esmepio, è intracellulare obbligato, ergo il terreno deve arricchirsi con cellule. Il
terreno va dunque seminato. I terreni comuni sono: agar sangue, agar sale mannite, agar Sabaour,
agar cioccolato, agar manca. Dopo che l’organismo è cresciuto, si deve analizzare il microrganismo
in coltura pura, praticando una subcoltura da quella originaria. Può allora procedere con
antibiogramma ed identificazione.
Curva di andamento numerico di colonia batterica: latena, fase esponenziale, plateau (accumulo di
cataboliti, scarsità di fattori trofici), decrescita. Già nel 600, con l’invezione dell’ottica, si
identificarono i micorrganismi, nei loro aspetti morfologici: si mettono a punto terreni organici
complessi, fatti di brodo di carne, tuorlo d’uovo, senza che si sapesse cosa contenessero:
cionondiemno si definiva complesso, ovvero conteneni fattori chiaramente favorenti la crescita.
Accanto a questi terreni artificiali, contenenti quantità note di sostanze. Inizialmente il terreno era
liquido: lo sviluppo dei micorrganismi coincideva co l’intorbidimento. Lister è il primo a ricercare
colture pure con terreno liquido: procede con diluizione spinte, fino ad avere 5 provette di cui una
sola positiva. Ragionevole sicurezza che quello contenuto sia quello più abbondante.
Si prova col sangue coagulato, con la gelatina del brodo…: la moglie di Von Esser consiglia al marito
di introdurre l’agar, sostanza di grande aiuto, scioglie a 100 gradi, solidifica a 45° (è solido a 37°) e
non è fattore trofico per nessun micorganismo. Si arricchisce con sangue; con sangue riscaldato
(agar cioccolato, il più ricco). Si ideano terreni selettivi: agar mcconkey consente crescita dei
gram-; agar sale mannite dei gram+ : gli stafilococchi sono alofili; staphilococcus aureus fermenta
il mannitolo, così che si acidificazione del terreno: un indicatore di pH che cambia colore
(l’indicatore vira da rosa a giallo), indica avvenuta fermentazione del mannitolo. Differenziali o
discriminativi: un campione di urine può seminarsi con un’ansa, procedendo prima da un lato.
Distribuire per discriminare: progressiva diluizione della carica microbica. Alla fine si tocca il
terreno in due o tre punti separatamente, riuscendo sperabilmente ad isolare le singole colonie.
Questa procedura è funzionale all’allestimento di una subcoltura pura.
Ottengo Unità formante colonia (CFU), visibile ad occhio nudo: non può dirsi con certezza che tutti
i micororganismi che la costituiscono, originati da una stessa cellula iniziale, siano identici
(mutazioni inerenti al processo di divisione mitotica…).
La colonia ha una forma (puntiforme, irregolare, circolare, rizoide, filamentosa, fusiforme); diverse
tipologie di rilievo (convesso, cupoliforme…); un margine. Gli aspetti da valutare sono numerosi. Il
colore offre esso stesso indicazioni importanti. Se si inocula terreno liquido: si inclina provetta, si
deposita il microrganismo sulla porzione lasciata libera dal liquido; si rimette la provetta in
posizione verticale ed il microrganismo va in sospensione nel liquido (vedi slide). Non soluzione,
ma un corpo in sospensione.
Terreno a becco di clarino: inserito in una provetta poi inclinata su un piano, così che solidifichi “a
becco di clarino”: può seminarsi per infissione che per striscio. Lo scopo è differente: in superficie,
v’è O2, nella profondità del terreno vigono condizioni di anaerobiosi. I colori saranno diversi in
superficie ed in profondità.
Agar sangue: 5% di emazie di montone o di pecora. E’ ricco, vi crescno la maggior parte dei
microrganismi: gli streptococchi mancano della catalasi, enzima che degrada il perossido di
idrogeno, originante dalla via metabolica degli streptococchi stessi: questi crescono in agar sangue
od agar cioccolato, poiché la membrana delle emazie è una fonte di catalasi. Gli streptococchi,
cocchi gram+, disposti in catene, possono dar luogo ad aspetto alfa, beta o gamma emolitico:
-Il beta-emolitico degrada completamente le emazie: l’agar sangue in prossimità delle colonie
viene degradato completamente, a dare alone trasparente.
-l’alfa emolisi è solo parziale: v’è viraggio a verde del colore rosso delle emazie, che subiscono la
trasformazione della bilirubina (prodotto di degradazione dell’emoglobina) in biloverdina –
organismi viridanti, si dicono.
-gamma eloitici: non danno emolisi.

I microrganismi emofili crescono dunque in agar sangue o agar cioccolato: necessitano di fattori
liberati dalle emazie.

Agar sale-mannite

NaCl al 7.5%;
peptone;
mannitolo 1%;
rosso fenolo;
acqua distillata.

L’aureus fermenta il mannitolo, con acidificazione del terreno e viraggio al giallo dell’indicatore.
Terreno seminato da una parte con Aureus, da una parte con gram-. E’ selettivo per gli
stafilococchi, discriminativo per aureus (gli staphilococchi sono circa 30).

Agar McConkey

Selettivo per gram+ e discriminativo per presenza di lattosio come fonte di zucchero: in base al
microrganismoe d alla via metabolica attivata, può risalirsi all’impiego o meno del lattosio. In caso
affermativo si ha anche qui acidificazione: il colore rimane rosso se è avvenuta acidificazione; se il
microrganismo non è un lattosio-fermentante, ha dovuto porre in atto un’altra via che causa il
viraggio al marroncino. Un tempo gli organismi più interessanti da studiare, dei gram +, sono
schigella e salmonella proteus: degli enterici sono quelli che non sono lattosio-fermentanti. Si
impiega ancora molto: seleziona tutti i gram+ ed è discriminativo non solo lattosio-fermentanti da
lattosio fermentanti, ma anche batteri non appartneenti alle enterobatteriacee: crescono …
Manca, non chiaro.

Agar SS
Terreno selettivo per Salmonella e Schigella: la prima, nel portatore, colonizza la cistifellea,
resistendo agli acidi biliari. Pongo la concentrazione di sali biliari all’8.5 %, molto più elevato che
nel mcConkey. Quando ho un campione di feci, il 70% delle feci è costituito da batteri: molto
difficile isolare salmonella dalle feci. Per consentire la crescita, impiego la sopra detta
concentrazione di sali biliari, nonché fonte di zolfo (chi produce idrogenosolforato H2S, gas che
viene perso, normalmente: il ferro ferrico reagisce dando il solfuro ferrico che precipita, dando
luogo a puntino nero al centro della colonia. La colonia è NON lattosio fermentante (marrone), con
al centro un puntino nero dao da solfuro ferrico, che pricipia.

Fase esponenziale: ogni microrganismo presenta una replicazione con una durata a parte (E.Choli,
20 minuti; mycobacterium tubercolosis 20 ore: da qui la pendenza della fase esponenziale).

Terreno di arricchimento: selenito di sodio, usato ancora oggi per discriminare Salmonella e
Shigella: queste entrano immediatamente in fase di crescita esponenziale, la fase di latenza è
molto ridotta; i coliformi, commensali, entrano in fase esponenziale con un certo ritardo. Quando
è alterata la proporzione (i primi sono andati in crescita esponenziale, i secondi sono ancora fermi)
identifico le SS e allestisco una subcoltura su terreno del tipo AGAR SS –devo agire prima che i
coliformi vadano in fase esponenziale.

Coltivazione dei batteri:


-fonti organiche di nutrienti: zuccheri, AA
-sstanze inroganiche: ioni (fosfato, potassio, magnesio);
-temperatura data: in microbiologia medica i mesofili che proliferano meglio a 37°
-pH: Vibrione cholerae ha bisogno di pH alcalino.

Gli ioni giocano un ruolo principe nelle attività enzimatiche.

In talune circostanze, il microrganismo deve svilupparsi in anaerobiosi: l’O2, coi sui prodotti, può:
esercitare azione tossica; ostacolare la necessità di un baso potenziale redox di alcuni
mcirorgasmi; inibiscono enzimi essenziali contenenti gruppi sulfidrilici che vengono ossidati ed
inattivati da O2.

I microaerofili, si coltivano in giara: vi pongo candela che si spegne quando la CO2 è scesa al 5%; si
usano oggi bustine che in uno spazio ridotto creano condizioni di microaerofilia (?).
Cappa: all’interno flusso laminare di aria ad una certa potenza che dopo qualche minuto i batteri
sono stati aspirati e trattenuti su un filtro EPA (trattiene il 99,9 % dei microrganismi. Dopo aver
lavorato, si riaccende per 10 minuti. Esistono cappe per anaerobiosi: sportello di lato in cui si fa
entrare il materiale, da lavorare in anaerobiosi stretta. L’interno della cappa si collega con
bombole ad azoto, che si riversa all’interno, creando le condizioni desiderate: lavorando
dall’esterno, attraverso guantoni sigillati.
Come eseguire diagnosi microbiologica diretta: si può fare colorazione Gram, evidenziadno in sale
mannite, che si ha un cocco gram+, disposto in ammassi irregolari. Ipotizziamo di aver registrato
viraggio: vanno valutate le caratteristiche biochimiche. Si eseguono vari test: forma, presenza di
enzimi…: vari test metabolici, associo il genere come funzione di una combinazione di risultati per
vari parametri, riassumibili in una tabella. Questa metodologia si praticava fino a 20 anni fa: con
l’aumento del numero dei test metabolici, si è passati all’impiego di pannelli, una sequenza di
pozzetti ciascuno con substrato metabolico preciso, inserito dalla casa madre. Dopo circa 24 ore a
37°, si legge il risultato. Pozzetti molto piccoli: si vede il profilo metabolico. Sono entrati in uso, da
ultimo, i micropozzetti, card di piccole dimensioni, contenenti card con 64 micropozzetti, ciascuno
con un substrato. Un beccuccio blu in cima alla card è una cannuccia che esce dalla card, lunga
10cm. Si inserisce in una provetta contenente sospensione microbica ad una concnetrazione
precisa del microrganismo da diagnosticare. Il parametro che importa è la concentrazione di
microrganismi che si vogliono, tramite misurazione in mcFarland, con un densitometro. Lo
strumento fa sia da incubatore che da aspiratore: si depressurizza, aspirando il volume della
sospensione microbica e fa riempire uniformemente tutti e 64 i pozzetti. Dopo di questo, la
cannuccia viene sigillata col calore (evito aerosol infettanti per gli operatori e contaminazione). Ci
sono card per i gram + e card per i gram-. Anche la lettura è automatizzata: è eseguita dal
computer, che dispone di un database cui ricondurre l’esito ; dà genere e specie, con una
probabilità. Se la probabilità del 50%, la subcoltura non era stata allestita correttamente: non è
pura.
V’è anche un altro sistema esperto.

Antibiogramma:
l’allestimento di un antibiogramma consente di inquadrare la categoria clinica del patogeno
rispetto all’antibiotico, ovvero di valutare l’efficacia di un determinato composto nel trattamento
di infezioni sostenute da un dato patogeno.
Costituisce dunque un saggio di suscettibilità microbica a un pannello di sostanze antimicrobiche:
si valuta in vitro l’effetto delle sostanze sulla crescita microbica ricavando i valori di due parametri:
MIC: concentrazione minima inibente; MBC: concentrazione minima battericida che riesce a
ridurre del 99,9% la concnetrazione di un dato microrganismo nelle 24 ore.

Può essere allestito su terreno solido, secondo il metodo di Kirby-Bauer o su terreno liquido.

Procedura di Kirby Bauer:


1) Prima di procedere all’allestimento dell’antibiogramma, identifico il batterio come gram+ o
gram-; catalasi + o catalasi -: risalgo a priori a resistenze naturali di cui dispone il batterio,
scongiurando sprechi di risorse.
2) Si preleva un campione di batteri da una colonia isolata ( precedentemente ottenuta da
campione polimicrobico propagato con ansa sterile -semina in quadranti-, in 3 passaggi,
sulle diverse zone di una piastra sterile)
3) Si pone il campione in sospensione una provetta contenente fisiologica; si ottiene il
raggiungimento di un dato valore di OD (0,5 mcFarland , solitamente) al torbidimetro;
4) Si imbeve un tampone nella sospensione microbica e, passandolo uniformemente su una
piastra di agar sterile, si ottiene una cultura batterica a crescita uniforme. La piastra è una
piastra di Mueller-Hinton, contenente fattori di crescita per le più comuni specie di batteri.
Se si sospetta la presenza di batteri esigenti come meningococco o streptococcus
pneuomniae, si deve addizioanre con sangue. L’intera superficie della piastra si semina col
tampone più volte, ruotando ogni volta di 60° (circa 6 passate, in totale);
5) Si pongono sulla piastra dischetti di colore diverso, costituiti di carta bibula imbevuta di
diverse sostanze antimicrobiche, riportanti una sigla che indica l’antibiotico (cambiano con
le ditte).Il laboratorio non realizza i dischetti, ma li acquista: si conosce apriori non solo la
natura dell’antibiotico, ma è indicata anche la concentrazione della sospensione
microbica da impiegare per il saggio ed una tabella di interpretazione dei risultati, specie-
specifica.
6) La piastra subisce incubazione per 18 ore a 35° (si può aspettare fino a 48 ore, dopo di che
si ripete; il micobatterio per questo tempo di incubazione non dà alcun risultato(!).
7) Si misura il diametro degli eventuali aloni di inibizione della crescita formatesi intorno a
ciascun dischetto: grazie alle tabelle*, si risale, rapidamente, alla sensibilità o meno di un
determinato batterio ad un determinato antibiotico. Il grado di sensibilità è direttamente
proporzionale al diametro dell’alone di inibizione; la MIC è inversamente proporzionale allo
stesso. In base all’esito dell’antibiogramma così allestito, si può definire un battetrio
resistente, intermedio o sensibile: le tabelle di riferimento riportano i valori limite di
ciascunad i queste categorie, per ogni data combinazione di specie-batterica/antibiotico.
NON POSSO RISALIRE ALLA MIC col semplice antibiogramma: non conosco il valore della
concnetrazione critica.

*Le tabelle di riferimento sono ovviamente stilate sulla base di riscontri ottenuti in vivo, ergo
clinici: con la sperimentazione si risale al valore di cutoff, in termini di diametro dell’alone di
inibizione,in vitro cui corrisponde la dose efficace in vivo. Considerata l’insorgenza di resistenze, le
tabelle sono in continua evoluzione e vanno dunque consultate, se possibile, online; per di più,
dato che molti antibiotici sono molto recenti, non si dispone ancora delle relative tabelle.
Col tampone la quantità non è precisa, si spreme senza farlo grondare; con l’ansa v’è il rischio che
si rompa il terreno.

TECNICA DELLE DILUIZIONI SCALARI

E’ questa una metodica basata su coltivazione in terreni liquidi, a partire da campioni prelevate da
provette in cui la concentrazione diminuisce in modo scalare (diluizioni scalari).

1) In una serie di provette si introducono riduzioni scalari della concentrazione di antibiotico,


disciolto in fisiologica.
2) Ogni provetta si inocula con una quantità standard di microrganismo così da ottenere una
concentrazione fissa di batteri in sospensione) che, col procedere del grado di diluizione, si
viene a trovare in terreni in cui la concentrazione di antibiotico declina scalarmente (di 10
volte ad ogni passaggio). Si incuba solitamente a 35° per 18 ore
3) Si individua, fra le provette in cui la crescita è inibita, quella a grado di diluizione più
elevato. Poiché la concentrazione di antibiotico associata è nota, si risale così alla MIC*.
Dopo 18 ore si ispezionano per la presenza di torbidità, venendo ad evidenziare la MIC: la
più alta diluizione, o più bassa concentrazione sono concetti che so sovrappongono. Si può
fare in fisiologica.

*Oltre alla MIC, si può stabilire l’MBC, concentrazione alla quale si ha riduzione della crescita del
99,99%: dunque si è avuta riduzione di 3 logaritmi rispetto a quella che vi abbiamo messo. L’MBC
si ottiene solitamente per valori di concentrazione superiori di 2 o 3 volte, per antibiotici
batteriostatici. Si prelevano dunque campioni dalle provette in cui la concentrazione è uguale o
superiore alla MIC, andando a seminare su piastra  la cocnentrazione di antibiotico presente
nella provetta da cui si preleva un campione che palesa dopo incubazione di 18 ore (overnight)
una riduzione del 99.99 per cento rispetto a quella originaria, può definirsi MBC.
Determinazione della MBC: quando la concnetrazone utile di farmaco è molto più elevata della
MIC (non, dunque, nell’ordine delle 2-3 volte) si instaura resistenza: si prende come valore cutoff
una MBC pari a 32 volte la MIC, valore impossibile da raggiungere in vivo. Al test delle diluizioni
scalari, in questo caso si registra l’impossibilità ,de facto, di dimostrare l’MBC (solo 8 passaggi di
diluizione).

TECNICA DELLE MICRODILUIZIONI


Lo stesso principio della tecnica delle diluizioni scalari trova impiego nel metodo delle
microdiluizioni, in cui piccoli pozzetti sono dispsoti a formare una griglia di x file orizzontali (con x=
al numero di antibiotici) e y file verticali,( con y= numero dei valori di concentrazione).
I pozzetti su una stessa fila orizzontale contengono lo stesso antibiotico, a concnetrazioni
declinanti secondo un fattore fisso. Dopo averli inseminati, si valuta la crescita dopo opportuna
incubazione: il primo pozzetto da sinistra in cui v’è crescita, ha concentrazione di antibiotico pari
alla MIC.

E-TEST
E-Test (AB Biodisk): strumento commercializzato e brevettato che permette di ottenere la MIC
direttamente da coltura su terreni solidi. Striscia di carta o tessuto bibido di forma lineare (striscia)
trattato con antibiotico, la cui concentrazione varia, in maniera nota, come indicato dalla
graduzione: il valore corrispondente al punto in cui l’alone interseca la striscia graduata è la MIC.
Può valutarsi contemporaneamente la MIC di più antibiotici applicando più strisce sul medesimo
terreno: disposizione a stella, , badando di applicare l’estremità a concentrazione maggiore verso
l’esterno.

ciascuna fila orizzontale di pozzetti contiene un diverso antibiotico; l’uso do una piastra eprmette
di automatizzare il test. Nel pozzetto

Terreni di arricchimento: per definizione liquidi,

Microbiologia Speciale
Gli stafilococchi (stafilo= grappolo) e gli streptococchi, sono entrambi gram+; può discriminarsi fra
cocchi gram+ del genere staphilococcus da un gram + del genere streptococco in base lla presenza
o meno dell’enzima catalisi: i catalasi + sono stafilococchi.
Questi crescono su qualunque terreno, anche in elevate concentrazioni di sale (agar-mannite
presenta NaCl al 7.5 %) –alofilicità, proprietà con cui si intende, a ben vedere, la resistenza a
regimi di elevata pressione osmotica negativa e che può impiegarsi, al apri della positività alla
catalasi, come fattore di discriminazione.
Appurato che si sia in presenza di cocco gram +, catalasi +, il test della coagulasi ( si pone
stafilococco in plasma addizionato con anticoagulanti) permette di discriminare l’aureus da altri
stafilococchi, detti coagulasi-. L’aureus è anaerobio facoltativo, ed in quanto tale può uilizzare
substrati glucidici, quali il mannitolo, per processi fermentativi: la coltivazione in agar sale-
mannitolo, in cui il viraggio pH-dipendente dal rosa al giallo di una un’opportuna sostanza
colorante segnala l’avvenuta fermentazione, può permettere di escludere che si tratti di aureus. Se
il batterio si rivela fermentante secondo questa modalità, si deve comunque procedere al test
della coagulasi, poiché l’aureus non è il solo stafilococco fermentante( stafiloccoco emoliticus, ad
esempio, dà fermentazione)- l’unico altro staphilococcus che presenti coagulasi è
l’intemedius.Fanno parte della famiglia delle stafilococcacee, includenti anche altri generi, fra cui
salinicoccus…

Morfolgia: Staphyle significa grappolo: sono disposti in ammassi irregolari.Cocco, gram +, disposto
in ammassi regolari, immobile, asporigeno, anaerobio facoltativo, catalasi+, fermentante substrati
glucidici, fra cui mannitolo. Mesofili; pH ad ampio range (cresce entro be 5 unità di pH, tra 4 e 9);
crescono bene nei comuni terreni batteriologici; alofili; generalmente emolitici su agar sangue,
alcuni pigmentati (colore giallo aranciato su agar sangue, per produzione di beta-carotenoidi:
inizialmente, la microbiologia distingueva aureus da albus e citranueus, ora si conoscono un
numero di specie molto più elevato), generalmente acapsulato. Si trovano, generalmente sulla
cute; l’aureus anche nel vestibolo nasale anteriore; ha sviluppato infinità di meccanismi di
resistenza ai farmaci: da qui la grande importanza che riveste in ambito medico. 1)Molti fattori
virulenti; 2) è nel naso, oltre che nella cute, il che lo differenzia dalla maggior aprte della altre
specie dello stesso genere ; 3) resistenza diffusa agli antibiotici.
Il chirurgo va bonificato prima che entri in sala operatorio: se portatore di un ceppo resistente, il
chirurgo va analizzato e, se portatore di Aureus farmacoresistente, trattato con antibiotico locale,
finché non si attesti la scomparsa del ceppo resistente.

Lo stafilococco è generalmente acaspulato: può presentare microcapsula, non evidenziabile in


inchiostro di china, ma con l’impiego di anticorpi microcapsulari, che legano la microcapsula e ne
aumentano lo spessore.

Test della coagulasi: distinguo aureus da tutti gli altri. Questi ultimi sono meno virulenti, ma
comunque capaci di infettare (la capacità di tagliare il fibrinogeno a fibrina è di per sé un fattore di
virulenza: il coagulo offre al batterio protezione, limitandolo all’esposizione dei farmaci. La
principale specie patogena per l’uomo è aureus, repsonsabile dell’80% delle infezioni
suppurative: causa infezioni cutanee suppurative (classicamente, uno o più foruncoli -foruncolosi),
ma può produrre anche infezioni gravi in ampio spettro di sedi anatomiche (osteomelite,
meningite…). La patogenesi dipende spesso dalla produzione di tossine, come nel caso delle
patolgoie note come:
1)tossinfezione alimentare;
2)sindrome della cute scottata (SSSS);
3)sindrome dello shock tossico (TSS).

Si distinguono 11 sierotipi capsulari, distinti in base alla presenza e alle caratteristiche della
capsula:

-sierotipo 1 e 2 producono capsula abbondante:


1) la capsula conferisce consistenza mucosa, che si associa a spiccata adesività e tendenza a dare
biofilm, specialmente a livello delle valvole cardiache e delle protesi, siano esse ortopediche o
cardiovascolari; conferisce proprietà antifagocitarie importanti.
2)La presenza di un notevole spessore di peptidoglicano stimola la produzione di IL1, benché di
per sé la portata immunogenica sia nettamente inferiore rispetto a quella dell’LPS. Se di
quest’ultimo bastano microrgrammi a causare seri fenomeni infiamamtori, di acido teicocio,
lipoteicoico e peptidoglicano, presi singolarmente, occorrono milligrammi. Cionondimeno,
peptidoglicano e acido teicoico e lipoteicoico, se rilasciati insieme, presentano azione sinergica,
cosicché la propria portata immunologica raggiunge quella dell’LPS.
3) Aureus produce esotossine, molecole la cui immunogenicità è nettamente più elevata dell’LPS
dei gram-: possono indurre shock tossico in quantità pari a nanogrammi! Alla luce di quanto detto
sopra, si rivela inappropriato nel caso dell’aureus fare affidamento sulla semplificazione per cui lo
shock settico è appannaggio dei gram-: benché gram +, l’aureus è ben capace di determinare
shock settico e tossico.
4)Il polisaccaride A (acido taeicoico) media l’adesione alle superficie;
5) la proteina A lega gli anticorpi alla rovescia, ovvero sull’Fc e non sul FAB, inibendo
l’opsonizzazione;
5)Coagulasi “legata”o clamping factor: catalizza la conversione del fibrinogeno in fibrina,
provocando aggregazione degli stafilococchi: nel coagulo è molto più difficilmente raggiungibile
dai farmaci ed è esaltata la loro adesività agli endoteli. Accanto alla coagulasi, altre proteine
possono fungere da fattori di virulenza, favorendo l’adesione: recettori di membrana che legano
proteine della matrice extracellulare, quale la proteina legante la fibronectina. Nel loro insieme,
clamping factor e molecole di adesione alla matrice comportano stasi dei batteri sull’endotelio e
loro attecchimento.
dato dela presenza di batteri, che come primum movens del processo infettivo.
Esoenzimi (enzimi a natura secretoria):
-6)coagulasi libera: si lega al coagulase-reacting factor serico, per formare stafilotrombina, una
molecola simile alla trombina, che catalizza la formazione di fibrina da fibrinogeno ;
-7)stafilochinasi: ha azione anticoagulante, poiché converte il plasminogeno in plasmina. Se da un
lato la formazione di coaguli consente la costituzione di serbati batterici ben difesi dall’azione dei
farmaci disciolti nel plasma e favorisce la stasi e l’adesione, dall’altro, la possibilità di fluidificare il
coagulo ad adesione avvenuta facilita l’invasività del patogeno;
-8)ialuronidasi che depolimerizza l’acido ialuronico, facilitando la diffusione dell’infezione e dei
composti tossici che da questa propagano (una matrice extracellulare integra e compatta limita la
diffusione sia dei patogeni che delle sostanze che da questi diffondono)
- 9)lipasi: neutralizza l’attività antobatterica del sebo, aumentando la capacità di colonizzare la
cute;
-10)nucleasi: fosfodiesterasi temroresistente, non si sa che ruolo ricopra.

Produzione di esotossine, appartenenti a 4 gruppi:


-citolitiche:
alfa tossina, l’emolisina responsabile dell’emolisi in agar sangue operata dai ceppi : è letale e
dermonecrotica in animale da esperimento. Distrugge vari tipi di cellule:, ma colpisce,
precipuamente, monociti e piastrine si integra nella membrana cellulare aprendo un poro nella
membrana, così che si perda l’equilibrio idro-elettrolitico; beta tossina (sfingomielinasi), degrada
le sfingmieline ed agisce dunque su una varietà molto grande di bersagli cellulari; delta tossina
attiva su membrane; gamma tossina, costituita da due agenti sinergici; Leucocidina Panton-
Valentine: soprattutto agisce a carico di macrofagi e PMN determinando, in funzione della
quantità rilasciata, lisi dei PMN, o l’apoptosi: si crede che l’effetto di necrosi tissutale non sia da
imputare alla tossina stessa, quanto al rilascio, da parte dei leucociti in necrosi, di enzimi litici e
ROS.
-enterotossine: tossine che agiscono a livello intestinale. Esotossina si produce alla fine della fase
esponenziale, prima dell’inizio del plateau: l’esotossina è termoresistente e gatroresistente. Ha
raggiunto l’intestino: se l’ospite presenta il recettore, la tossina induce stimolazione del vago e ,
tramite questo, dei centri emetici sottocorticali, producendo vomito incoercibile. Sono prodotte
dal 30% degli aureus; i geni possono mappare su plasmide o cromosoma ed essere di origine
fagica. La A è la più comunemente associata a malattia, la B può provocare enterocolite
pseudomembranosa (formazione di una pseudomembrana sulla mucosa, data dal deposito di
cellule immunitarie). Può agire da superantigene: l’enterotossina non ha normale azione
antigenica, ma recluta un numero abnorme di cellule T, poiché interagisce non con l’intero TCR,
ma solo con una sua piccola porzione (Vbeta). La versione di Vbeta legante l’enterotossina sarà
presente in buona parte dei linfociti T (dal 5 al 30%, ben al di sopra dello 0,1 % attivato da un
normale antigene), cosicché un elevato numero di questi ultimi è attivato a produrre citochine.
Benché l’attività secretoria dei linfociti T helper sia decisamente meno marcata di quella dei
macrofagi, la loro attivazione in gran numero e il conseguente stimolo alla secrezione che questi
impartiscono alle APC, fa sì che il rilascio complessivo di citochine sia massiccio. Si producono così
grandi quantità di TNF alfa e IL2, nonché IL1 da parte delle APC, tali da causare shock tossico,
spesso letale. Alcuni superantigeni sono più efficienti, non si sa su che base. Il infocito T stimola il
macrofago tramite IFN gamma, per di più, alimentando ulteriormente la produzione di citochine.
-pirogenica: tossina 1 della sindrome da shock tossico, sindrome dello shock tossico. Scoperta per
caso, si configura anch’essa come come sueprantigene; con l’introduzione dei tamponi interni, a
lunga durata, per via della grande capacità assorbente, si assiste ad episodi di shock tossico . SI
evidenzia allora che il responsabile è Aureus (durante la mestruazione l’endoemtrio si sta
sfaldando e la tossina può pirogenica può facilmente accedere al circolo; il sangue costituisce un
ottimo terreno per la proliferazione del microrganismo, per di più). E’ avvenuta la loro
reintroduzione, con autonomia di 2 ore, così da far sì che il batterio, se anche contamina il
tampone, non abbia il tempo di produrre la esotossina.
-epidermolitica: tossine prodotte dai ceppi del gruppo fagico II: due tipi, tossina esfoliative A
(gene cromosomico) e B (plasmidiche), Diffondo per via ematica ed agiscono sui desmosomi dello
stato granuloso dell’epidermide. La loro produzione si avvia in seguito a stimoli piuttosto variegati,
come infezione influenzale: un ceppo che si trovi nel vestibolo anteriore nasalevenire ad
esprimere i geni della ETa o Etb. Degradati i desmosomi del granuloso, lucido e corneo si
distaccano: si producono bolle; sono colpiti soprattutto bambini (non sono maturi
immunolgoicamente, le esotossine sono legate e neutralizzate dagli anticorpi) e dai nefropatici
(non la espellono a livello renale, ergo questa viene ad accumularsi). Superinfezione possono
instaurarsi sulle bolle: l’introduzione di vaste soluzioni di continuo a carico degli strati superiori
dell’epidermide, causano alterata termoregolazione, tendenza alla disdidratazione e allo
sviluppo di processi infettivi (ricalca il quadro clinico dell’ustione).
La virulenza è dunque un fenomeno multifattoriale che comprende molti fattori che intervengono
sequenzialmente per determinare l’infezione e la malattia. Deve sopravviere su cute e mucose,
deve penentrare nei tessuti, sfugge alla fagocitosi, produce tossine --- compelta con i singoli
fattori.
E’ nromalmente un commensale di cute e mucose, specialmente narici e perineo. Infetta quando ci
sono soluzioni di continuo della barriera epidermica: il sebo contiene il microrganismo, lo
mantiene entro i limiti della commensalità. Sono infezioni localizzate, con forte infiamamzione e
necrosi tissutale. Possono causare gravi processi infettivi, in qqualunque organo. SI formano
ascessi, potenzialmente in qualunque distretto. VEDI SLIDE per qudro completo delle proprietà
dell’aureus.
Ascessi possono interessare vari distretti: ascesso cerebrale; impetigine, cellulite; setticemia…

Aureus: per lo più infezioni cutanee. Basta poco perché vada in circolo e si crei batteriemie,
endocardite, osteomelite, artrite settica, localizzazione metastatiche…; sindrome da shock
tossico; sindrome cute scottata, tossinfezione alimentare stafilococcia. In slide la percentuale di
casi in cui si trova aureus per ciasucna tipologia di aureus:più del 50% delle polmonite non
vengono diagnosticate…; in caso di SSSS, sulla cute, sulla lesione non trovo aureus, trovo solo la
tossina!

Infezioni cutanee: forme cliniche. Lo stafilococco si moltiplica, infiamma, produce essudato e


necrosi; alla base delle palpebre si forma orzaiolo: può ristagnare l’aureus laddove un ciglio non
riesca a fuoriusicre per l’accumulo di grasso (?); foruncolosi, data da produzine di favi, dati da
unione di più foruncoli, da cui può penetrare nei tessuti più profondi, dando batteriemia;
impetigine: infezione superficiale, piccola macula, pustola, rottura, crosta…

Batteriemia: aureus ne è causa comune. Epidermidis è il principale isolato da emocolture, ma nella


maggior parte dei casi è contaminante : se si isola aureus nel sangue, il dato è molto più rilevante
che isolare l’epidermidis. Non si può comunque escludere a priori che l’epidermidis sia l’agente
infettivo: normalmente è contaminante, ma non si può escludere. In una certa percentuale
l’epidermidis è davvero il responsabile dell’infezione.
OSteomelietie: propagazione tramite circolo ematico all’osso, dolore localizzato e febbre. Ascesso
di Brodie: focolaio isolato di stafiloccoco nella metafisi.
Artritre settica: stafilococco nel liquido sinoviale.

Polmonite; endocardite acuta, frequente nei soggetti con protesi valvolari, ma anche nei soggetti
sani che si droghino. L’endocardite acuta ha mortalità del 50%.

Tossinfezione alimentare da enterotossina: più comuni epidemia a carattere familiare. Cibi


preparati in anticipi, conservati freddi: la tossina è prodotta alla fine della fase esponenziale.
Sindrome dello shock tossico: TSST-1. La tossina è stata scoperta con l’introduzione dei tamponi
interni iperassorbenti. Localizzazione tipica la ferita chirurgica o la vagina appunto: per quanto
rigaurda la prima, una ferita chirurgica contaminata da aureus può essere focolaio di propagazione
della tossina, che in circolo si comporta da sueprantigene, causando rush cutaneo, ed altri effetti
molto gravi che possono esitare in shock.
Farmaco resistenza: l’aureus acquisisce facilmente farmacoresistenza. Negli ultimi 50 anni si sono
sviluppati ceppi resistenti a insulina e derivati, che si concentrano nelle aree in cui: un
microrganismo posto a contatto prolungato con un dato dosaggio di un farmaco dato, si sviluppa
farmacoresistenza: impongo selezione positiva su mutanti insensibili alla sostanza, tanto più forte
quanto più a lungo si protrae il contatto. Si verifica sostituzione di ceppo o sostituzione di specie,
laddove la resistenza non si sia verificata.
I ceppi si sono concentrati in ambiente nosocomiale e costituiscono oggi una delle più gravi fonti di
infezioni nosocomiali (compaia a 72 ore dalla dimissione). Si ritiene che 90% dei ceppi nosocomiali
sia resistente ai beta lattamici ?? MANCA.
Aureus è quello che ha sviluppato maggiore farmacoresistenza. Quella ai betalattamici può essere
extracromosomica o plasmidica, da espressione di beta-lattamasi; cromosomica o mutazionale,
detta meticillinica, per la sintesi di pencicilling-binding-protein con ridotta affinità per le penicilline
resistenti alla beta-lattamasi (meticilline). La maggior parte die ceppi resistenti alla meticillina sono
sensibili ad altri farmaci: quelli più indicati, la vancomicina e teicoplanina.
La diagnosi può effettuarsi tramite tampone, analisi di essudato, o emocoltura; si pratica esame
batterioscopico con colorazione Gram; l’isolamento si pratica su agar sangue, agar sale mannite,
per 34-48 ore, a 37°.
L’identificazione tramite test primari (catalasi, fermetazione di glucosio e mannite, coagulasi,
DNasi…).

Streptococcus:

Cocchi, gram+, in catenelle. Diplococco se la catena è data da due cocchi; sono immobili,
asporigeni, catalasi negativi: devono essere coltivati in agar sangue o agar cioccolato. Metabolismo
fermentativo omolattico (producono solo acido lattico): sono organismi esigenti. Non sintetizzano
alcuni AA, purine e pirimidine; necessitano di condizione di microaerofilia: nel dubbio si seminano
sempre due piastre, di cui una in condizioni di anaerobiosi, l’altra in microaerofilia (CO2 al 5%??).

Brown: studia produzione di emolisine: organismi che inducono emolisi completa (beta); parziale
(alfa-biliverdina); nulla (gamma emolisi). E’ molto importante distinguere le caratterstiche
emolitiche: se si trova alone trasparente, è quella la colonia che interessa, responsabile della
faringotonsillite.
Rebecca Lancefield studia la variabilità antigenica del carboidrato C per caratterizzare gli
streptococchi; si identificano così ben 20 Gruppi sierologici, indicati con le lettere dell’alfabeto
maiuscole. Per alcuni, v’è corrispondenza tra gruppo e specie (dire streptococcus beta emolitico di
gruppo A, equivale a dire streptococcus piogenes); per altre no: non ‘è corrispondenza univoca fra
specie e gruppi. Il piogenes è causa di faringite acute: l’agalactiae, è rilevante per il neonato, in cui
può dare morte in culla (nel giro dei primi 10 giorni), ma anche meningite; enterococco e
streptococcus bovis infettano le vie urinarie, ma possono dare anche endocardite. Molti altri
hanno tendenza alla produzione d endocardite. Il suis può dare meningite.
Nell’ambito dei viridantes, sono i microrganismi che danno carie (mits, mutans), ma in talune
circostanze anche endocardite. Lo pneumoniae non ha un gruppo secondo Lancefield.

I viridanti, cariogeni, sono normali commensali della cavità orale: in seguito a ferita possono
andare in circolo, disseminarsi nel circolo e causare endocardite. Come manifestazione post-
streptococciche, glomerulonefrite e febbre reumatica: se interessa i tessuti profondi, può dare
fascite necrosante.
L’Agalactiae può dare sepsi nel neonato e nella puerpera, infezioni cutanee, endocardite, artrite
settica. Vedi slide.
Piogenes: beta emolitico, di gruppo A: l’unico ospite è l’uomo. Molto alta la probabilità che si sia
portatori sani (20-25% nei bambini; meno del 5% negli adulti). La virulenza è data dalla capacità di
aderire e invadere, eludendo opsonizzazione e fagocitosi, producendo una lunga serie di enzimi e
tossine. E’ capsulato: la capsula si costituisce di acido ialuronico, non immunogenico.
Si difende dalla fagocitosi, produce un’infinità di enzimi e esotossina piroeniche: stessa distinzione
che vale nell’aureus.
La capsula ha dunque proprietà antifagocitarie: consente mimetismo antigenico; il peptidoglicano
ha attività pirogena, alterna la via alternativa del complemento, ha attività enrmodecrotica ed ha
effetto degenrativo sul miocardio; l’acido lipoteicoico si trova sulle fimbrie, dove fa da adesina. E’
tossica per numerose linee cellulari. Il carboidrati C rappresenta i 2/3 della parete: dà
crossreazione con una glicoproteina presente sulle valvole cardiache: è la base della febbre
reumatica! Gli anticorpi antiC sono dunque gli agenti primari delle malattie poststreptococcica.
Proteina F lega la fibronectina, molecola di sueperifcie che agisce da adesina e invasina.
La proteina M è la più importante, il principale fattore di virulenza: inbase al tipo di protiena M si
distinguono circa 100 sierotipi diversi di strept piogenes: da qui la possibilità di sviluppare infezioni
ricorrenti da streptococco. A seconda del sierotipo può legare varie molecole, tra cui il fibrinogeno,
bloccando l’attivazione del complemento per via alternativa: se si sviluppa anticorpo contro una
data proteina M, si è protetti contro quel sierotipo. Altre M legano anche altre molecole, fra cui il
fibrinogeno, così da impedire il legame dell’anticorpo, evitando l’attivazione del complemento per
via classica: nemmeno la via alternativa si attiva
La proteina lega il fattore H,regolatrice del complemento, il che fa sì che il c3b non si leghi, ma
finisca ad essere degradaro: l’opsonizzazione è inibita.
Può cosituirsi un dimero, in cui la proteina M si leha con l’acidolipoteicocio: gli anticorpi anti M
sono gli unici protettivi. Esistono proteine M di classe I e II: epitopo reumatogeno o nefritogeno;
solo qeulli della classe M1 possono dare febbre reumatica. Crossreattività:l’anticorpo che
riconosce questa molecola, riconosce anche molecole presenti nel cuore; entrambi possono dare
suppurazione e sequele renali.

Esoenzimi:
-emolisina S: ossigenostabile.
-emolisina O: ossigenostabile.
Coltivare il microrgananismo sia in condizioni di microaerofilia che in aerobiosi, ho maggiore
probabilità di ottenere l’alone: la diagnosi si ottiene visualizzando l’alone. Se non v’è alone, non v’è
diagnosi.
La O è altamente immunogena e cardiotossica; degrada emazie, PMN, macrofagi…: lega il
colesterolo determinando la lisi. Titolore Ab antistreptolisina è importante a valutare il rischio di
malattie post-streptococciche. Gli anticorpi non si formano nelle malattie cutanee.
La S tende a rimanere associata alal superficie batterica; è quella che è responsabile dell’emolisi in
condizioni di aerobiosi. Danneggia la membrana del fagosoma e le membrane cellulari, in
generale: altera
Steptochinasi= vd stafilchinasi
Desossiribonucleasi
C5a peptiasi (?)

Esotossina pirogeniche (SPE), anche dette eritrogeniche.


Sono prodotte da ceppi lisogeni per un fago. 4 tipi sierologici, agisocno come superantigene. Se vi
sono anticorpi ….: se non vi sono anticorpi si ha infezione, con produzione di tossine quali le
eritrogeniche che possono dare scarlattina; se si verifica replicazione in circolo v’è batteriemia.
Hanno effetto pirogeno: effetto della tossicità e ipersensibilitàò---- manca.

Test di Dick:
positivo se si verifica la comparsa di zona eritemato-indurativa: nell’altro braccio viene inoculata la
tossina inattivata al calore (controllo negativo). La positività del test indica mancanza di immunità
verso la SPE inoculata , mentre l’assenza di reazione…

Malattie da streptococco:Suppurative localizzate/sistemiche; non suppurative, ovvero


poststreptococciche.

Sup sistemiche: batteriemia con punto di origine non noto; sindrome da shock tossico; scarlattina.
Faringotonsillite streptococcica: può dare angine, otite media, mastoidite... Si palesa con le
placche: se il ceppo produce SPE può svilupparsi scarlattina, in base allo stato di sensibilizzazione
dell’individuo: nell’era preantibiotica, erano frequenti le complicanze suppurative (ascesso
peritonsillare, retrotonsillare…).
Infezioni cutanee: impetigine, che progredisce come un grappolo di vesciche, croste color miele;
erisipela: divisione netta fra zona infetta e non infetta sulla base della temperatura. L’infezione è a
volte più profonda : fascite necrotizzante, infezione che penentra attraverso la cute raggiungendo
lo strato muscolare: sostenuta da M1, detto killer.
Louis Ferdinand Celine studia perché la puerpera fosse esposta a morte da infezione: sede di vasi
aperti, in connessione col mondo esterno: sepsi puerperali e neonatali. Descrive trasmissioni di
agenti infettivi che non conosceva: diffusione a pelvi e peritoneo… Indaga.
Scarlattina: si verifica in individui che per precedenti infezioni da ceppi produttori di una diversa
SPE, abbiano sviluppato uno stato di ipersensibilità: occorre anticorpo anti speA…. Eruzione
cutanea: pallore perilabiale; bocca con lingua a lampone (papille ingrossate, non si vedono bene se
non ponendovi attenzione); eritema diffuso su tutto il corpo, febbre…

Malattie psotstreptococciche, non suppurative.


Febbre reumatiche: cuore, articolazioni, sottocutaneo. Poliartrite (75%), nel 30% pancardite; corea
(sintomo neurologico che comporta movimento inconsulto degli arti superiori o infeirori, tic…);
eritema marginato o nodoso (noduli sottocutaneu); artrlagie e artrite deformante. Processo
morboso su base autoimmunitaria, umorale e cellulo-mediata: si producono anticorpi con
proteine M di classe I, con epitopi reumatogeni. La malattia PSC, insorge 2-3 settimane dopo
l’infezione che si è avuta a livello della mucosa. E’ malattia grave ed invalidante: si fa tampone, se
presente streptococco, si fa terapia, prolungata per almeno 10 giorni, in questo caso (2
confezioni), così da evitare malattia PSC. M5 e M6, sierotipi a tropismo faringeo, sono
particolarmente reumatogeni.
La crossreazione avviene a carico di un numero elevatissimo di molecole espresse dal miocardio
(pancardite); dalle articolazioni; l’attività di superantigene dell’esotossina priogena.
Aumenta l’espressione sulla supericie di VCAM1…manca.

Si formano corpi di Aschoff sul tessuto valvolare ; si accumulano macrofagi e linfociti sui depositi di
fibrina, con infiltrazione da parte dei CD4+ che riconoscono per un meccanismo di mimetismo gli
antigeni del tessuto cardiaco… progressione e mantenimento del danno valvolare. I corpi si
formano sul margine della valvola, impedendo perfetta chiusura valvolare: insufficienza valvolare
ne consegue. Oltre al coinvolgimento del cuore, possono essere colpite le articolazioni: poliartrite
fussionaria )?).
Eritema marginato e/o nodoso: quello amrginaoto ha una parte centrale chiara, l’eritema è solo
alla periferia.
Corea di Sydenham: crossreattvità con componenti nervose. Prevede movimenti involontari,
rapidi, bilaterali, inconsulti, ma anche disturbi della parola, TIC, del portamento, della parola, ma
anche disfunzioni di tipo cognitivo, regressione del comportamento. Causa il PANS e il PANDAS:
sindrome neuropsichiatrica pediatrica acuta; disordine neuropsichiatrico autoimmune associato :
si associa sia allo streptococco di gruppo A che ad altri microrganismi che a cause non infettive:
servono tutti e 5 i criteri per fare diagnosi accertata (TIC, sintomi prepuberali, acuti e episodici,
associazione temporale con l’infezione, associazione con anormalità e iperattività motoria).

Glomerulonefrite post-streptococcica: malattia dell’infanzia. Sia classe I che II;M12 fra quelli da
faringotonsillite; m49 fra i ceppi associati a impetigine; vedi slide. Patogenesi autoimmunitaria
mediata da immunocomplessi: in un quadro di eccesso di antigene, i complessi immuni circolano,
sono piccoli e si accumulano presso il glomerulo renale: due complessi immuni sono in grado di
attivare il complemento per via classica, innescando il processo infiammatorio (istamina, cellule
infiamamzione, fattori chemiotatiici), che causa il rilascio di antigeni criptici per produzione di un
dannoper rilasco di enzimi dei neutrofili, che colpisce l’endotelio. Epitopi criptici, prima non
evidenti, vengono allora ad essere esposti, con crossreattività. Le lesioni sono spesso reversibili.
L’antibiotico non ne previene lo sviluppo di questa condizione.

Diagnosi di laboratorio:
-coltivo il batterio da indagare su agar sangue, agar sale mannite, Mcconkey…: in agar sangue
trovo colonia emolitica. Si fa allora colorazione gram+, pongo in microaerofilia (entrambe le
streptolisine agiscono, sia la O che la S). L’identificazione sierologica avviene tramite carboidarato
C oppure valuto la sensibilità alla bacitracina.
Si esegue anche il titolo anti-streptolisinico: ottenga la probabilità che il paziente sviluppi malattie
PStreptococciche.
fAccio diluiziioni scalari… aggiungo sale di coniglio al 5%, target su cui può esercitaris l’effetto
emoltiico della streptolisina: se è stata lageta dall’anticorpo, non dà effetto emolitico. La risposta si
dà con un titolo, declinato in unità Todd. Per più di 160 Todd, il test è positivo.

La terapia:mai descritti casi di resistenza da penicillina e betalattamici: non si eradica però perché
il farmaco non raggunge la sede per una serie di fattori, fra cui inattivazione, sede dell’infezione…;
può dimostrare resistenza alla eritromicina, dovuta all’eccessivo uso di macrolidi, più evidente che
in Italia che nel resto d’europa.

Pneuomoniae

Tende ad aggregarsi in catene molto brevi: tipicamente diplococchi, in cui le cellule sono disposte
a fiamma di candela o punta di lancia. Aspetto preciso, e importante per distinguerlo da altri
diplococchi, come quelli di naisseria (chicco di caffè). Immobili, asporigeni, capsulati quelli
patogeni.
Le colonie possono presentare un duplice aspetto: quando i microrganismi sono capsulati, la
colonia si dice a “goccia di rugiada”; quando acapsulati, sono detti rugosi; quando vecchia “a
pedina di dama, a cratere”; quando molto vecchia, la colonia scompare “Colonia fantasma”, per
autolisi.
Aspetto a goccia di rugiada, la colorazione verde, la crescita solo in agar sangue stabilisce che si
tratta di streptococco pneumoniae.
Test dell’optochina: lo streptococco è sensibile all’optochina, ovvero applicare l’optochina e
vedere se si crea un alone di inibizione; lo streptococcus pneumoniae è l’unico fra gli alfa viridante
sensibile. Non serve il test se è presente la capsula: presenta, in questo caso, aspetto mucoide
(aspetto smooth, contrapposto ad aspetto rough della forma acapsulata) . Fermentazione di
inulina; solubilità in bile: i sali biliari attivano una autolisina che scinde i legami
dell’immunocomplesso e fa sciogliere in bile. Reazione capsulare di Neufeld: anticorpi
anticomponenti capsulari sepcifici induce rifrangenza, rigonfiamento della capsula, che risulta
molto visibile, aumentata di spessore (è un artefatto, di fatto). La capsula costituisc ei principale
fattore di virulenza di Streptococcus pneumoniae: ha attività antifagocitaria. (10mila acapsulati, 10
capsulati in cavità peritoneale bastano ad ammazzare un topo: tre logaritmi).
Attività antifagocitaria, esercitata anche da legame di proteina H; è data da unità ripetute. I fattori
complementari legano e fanno da opsonine: in era preantibiotica, la guarigione poteva avvenire
solo per sviluppo dell’anticorpo: i fattori complementari non sono efficaci. L’immunità aspecifica
non è efficace, dunque. Il portatore è il soggetto sano; la percentuale varia con stagione ed età;
per lo più bambini e genitori con bambini. GLI ANTICORPI ANTICAPSULA SONO QUELLI PROTETTIVI.

La maggior parte degli staph. Pneumoniae , in caso di meningite, si ritrovano, tipicamente,


all’interno dei leucociti; batteri lattici, sensibili all’inulina, solubili in bile. Catalasi-, sono coltivabili
in agar sangue e agar cioccolato.
Reazione di Neufeld: è necessaria quando si è in presenza di microcapsula, difficilmente visibile in
microscopia; la capsula di normali dimensioni è normalmente visibile
La capsula rende il batterio inattaccabile da parte da del complemento: ciò spiega l’insorgenza dela
polmonite lobare franca; quanti guarivano dalla polmonite in era prantibiotica lo facevano per
l’instaurazione della rispsota immune specifica. La capsula è molto spessa e il C3 non riesce ad
attaccavirsi.

Esiste un numero di sierotipi pari a 100; si distinguono i sierotipi 1,3, 6, 14, 19, 23, coinvolti in
infezioni polmonari invasive; 3 coinvolto nelle otiti medie; 23 può dare meningite.
Fattori di virulenza:
-streptolisina detta pneuomolisi che lisa specialmente cellule epiteliali e fagociti ed induce rilascio
di TNF-alfa e IL1
-Proteasi pneumococcciche delle IgA1
-Psp: proteine pneumococciche di superficie. Manca.
-neuroaiminidasi: riduce, intacca la viscosità del muco e favorisce l’esposizione dei recettori sulle
cellule epiteliali
-ialuronidasi
-PAVa, molecola che agisce da invasina e adesina.

St. Pn. è dunque un membro stabile o transitorio della flora normale del nasofaringe di circa il 10 e
il 30% di soggetti adulti, fino a più del 50% dei bambini; per flora transitoria si intende l’insieme dei
batteri che si ritrovano in una data sede in seguito, tipicamente, a stati fisiologici particolari o
trattamenti farmacologici, quali antibioticoterapia.
Str. Pn. è responsabile del 2/3 delle polmonite contratte in comunità; la polmonite è lobare,
ovvero non deborda dal lobo; a volte si verifica empiema pleurico, complicazione che si verifica nel
3% dei casi di polmonite e che è tipica delle polmoniti che interessano le porzioni più esterne del
polmone: la polmonite spesso è diagnosticata grazie all’insorgenza di questa complicazione. La
polmonite deccorre infatti in maniera asintomatica, si stima nel 50% dei casi.
E’ responsabile di otite media acuta: un bambino su tre ha un epidosido di otite media
opneomcocc

Infezione dei seni paranasali


Possibili complicanze delle due condizioni sopra dette è la:

Meningite acuta purulenta: il decorso è diverso da quello della meningite da naisseriae; può essere
secondaria a batteriemia e a foci infettivi nominai sopra (sinusite, otite media, mastoidite
tipicamente per via diretta, senza batteriemia; polmonite, con insorgenza, nel mezzo, di
batteriemia).

Endocardite pneumococcica, anche in pazienti senza alterazioni delle valvole (la presenza di
compromissione pregressa delle valvole predispone all’instaurazione di endocarditi).

Artrite pneumococcia: artrite purulenta settica (il batterio si ritrova nel liquido sinoviale).

Polmonite pneumococcica

Si sviluppa per infezione endogena, laddove il batterio, normalmente presente, viene ad agire da
batterioopportunista, ovvero l’infezione si verifica ,cioè, quando vengono alterate le normali
difese naturali del tratto respiratorio, in seguito:
*rallentamento del riflesso epiglottale
*alterazione dell’apparato mucociliare
*alterazione della fagocitosi alveolare: se si verifica accumulo di fluidi negli alveoli, la fagocitosi di
superficie è inibita, resa più difficile. L’accumulo di liquido si verifica per fenomeno patologici
concomitanti, tra cui isnufficienza cardiaca, inalazione di gas irritanti, ma anche per
perfrigerazione (aumentano le secrezioni e può accumularsi liquido, di conseguenza).

Infezioni virale predispone al rishcio di polmonite: la vaccinazione antinfluenzale serve dunque a


dare copertura contro il rischio di insorgenza di malattie.

A volte, lo pneomococco prolifera prima nei bronchioli, sostenendo il processo infiammatorio, che
viene a coinvolgere i macrofagi e causa accumulo di essudato, ovveri di fluidi che possono agire da
terreno di coltura; l’infezione transita da un alveolo all’altro, ma non da un lobo all’altro. Quando
bronchioli ed alveoli sono bloccati da essudazione, v’è congestione (??).
Epatizzazione rossa: gli alveoli si ricolmano di cellule, fra cui emazie, tanto da venire a
rassomgiliare al tessuto epatico; il richiamo di cellule infiammatorie e lo stravaso di emazie dà
congestione vascolare.
Segue lo stadio di epatizzazioen griga: si veririca accumulo di fibrina sui globuli bianchi e sui globuli
rossi in varie fasi di disintegrazione. Manca
Fase di risoluzione, laddove intevriene la rispsota specifica e gli anticorpi riescono ad opsonizzare il
microrganismo; quando intervengono gli anticorpi,diviene efficace anche il complemento, con
fenoemno di sinergia.

Complicanze:
Endocardite, pericardite, meningite; batteriemia, che può essere fulminante in pazienti aspelnicio
HIV +. Tasso di mortalità… MANCA.
Vaccino antipneumococcico: vaccino allestito impiegando contro 23 sierotipi pneomococcici (che
sostengono il 90% dei casi di infezioni batteriche in USA: probabilmente diversa la situazione in
Europa, ma si ritiene comunque efficace). Il polisaccaride che non è un buon immunogeno, va
coniugato co una proteina, derivato della tossina difterica: non è offerto dal SSN; è consigliato, di
fatto in tutte le fasce d’età (approfondisci).
In base alla sintomatolgoia data e dalla sede, raccolgo campioni di diverso tipo:
-espettorato, di mattina appena svegli: si fa inspirare vapore (fumigazioni), che favorisce il distacco
dell’espettorato, raccolto poi in un campione per le urine. Si fa crescere a 37°, in microaerofilia, in
agar sangue/agar cioccolato. Si valuta poi la suscettibilità alla

Resistenze: reistenza alla penicillina ed ad altri farmaci. In slide. Scrivi.


Benché si pensasse stabile, in termini di suscettibilità agli antibiotici, la situazione è
profondamente cambiata negli ultimi decenni.

NEISSERIA

Famiglia delle neisseriaceae; tra le naisseriae, molte sono commensali (unico serbatoio è l’uomo:
da qui la presenza del batterio, in forma del tutto nell’orofarin). E’ un cocco (si parla di
meningococco e gonococco); la meningitidis è micro (?)capsulato. Sono favoriti da condizioni di
microaerofilia, per quanto aerobi; catalasi e ossidasi positivi, si dispongono in diplo, a chicco di
caffè.
Nel caso della meningititdis si semina il liquor in due piastre di agar cioccolato (su cui crescono
tutti batteri); naisseria gonorreae: si semina (tampone uretrale) solo su piastre di Thayer-Martin,
selettivo per neisseria meningitidis, gonorreae e … : devo usare un terreno selettivo poiché il
campione di partenza è polimicrobico- quando si vuole far diagnosi di gonorrea si deve inviare
prescrizione per ricerca di Naissera Gonorreae, poiché l’indagine è precisa (thayer Martin in
condizioni di aerofilia); se si invia il tampone per la ricerca dei germi comuni, si rischia di non
individuarla (falso negativo). CONCETTO FONDAMENTALE.

Gonococco e meningococco sono sensibili agli acidi grassi -si deve usare, per questo, tampone in
dacrone non in cotone-e sono molto labili in ambienti (UV, pH ed essiccamento); per la gonorreae
il contatto utile alla tramissione deve essere stretto, diverso per il meningitidis.
Sono questi organismi molto esigenti che crescono unicamente in agar sangue, agar cioccolato o in
Thayer Martin (agar cioccolato con antimicotici e antibiotici selettivi per N. Meningitidis: non si
userà mai nel seminarecampioni di liquor, che è di per sé sterile ed in cui devo evidenziare tutti gli
organismi presenti: il liquor si semina in agar-cioccolato), usato tipicamente nei campioni di urine…

Presentano dei pili di tipi IV, che danno luogo a motilità del tipo twitching ed agiscono anche da
adesine, nonché mezzo utile alla trasformazione benché il eningococco abbia un genoma di
dimensioni pari al 50% di quello di un batterio commensale comune come escherichia choli, esso
può acquisire nuovo DNA per trasformazione, dipendente proprio dal pilo.

Gram-: presenta pili, estremamente variabili, sulla membrana esterna, che presenta anche le
proteine della membrana esterna; in N.mening., la capsula.
Deve contrastare condizioni ambientali avverse: da qui rapida variazione genica e diversificazione,
per ricombinazione genica e trasferimento orizzontale di geni. L’aggressività, considerate le ridotte
dimensioni del genoma, dipende dalla capacità del batterio di acquisire materiale genetico
proveniente da altre specie: da qui, la necessità di riparare il DNA.

L’espressione del genoma è altamente dinamico:


-l’ampia capacità di acquisire materiale genetico dall’esterno, fa sì che venga a sintetizzare
numerose proteine; l’assetto genomico viene poi trasmesso in verticale, alle cellule figlie: molte
delle proteine sintetizzate mimano quelle dell’ospite (?).
La capsula protegge l’organismo dall’ambiente, evitando l’essiccamento: quando raggiunge una
sede ideale alla crescita, va incontro a perdita della capsula; viene a riesprimerla quando le
condizioni divengono nuovamente avverse. La capsula esercita funzione antifagocitaria ed è
tipicamente espressa quando il microrganismo si riversa all’esterno: facilita la sopravvivenza, sia
all’esterno che in circolo (antifagocitosi).
I sierogruppi A, B, C, W135 e Y sono i sierotipi, tra i 13, che sono legati a meningite. Presentano
acido sialico, sulla membrana esterna: esso è dunque, un fattore di virulenza molot irvelante
poiché permette mimetismo ed inibisce l’opsonizzazione, venendo a legare il fattore H ed inibendo
la formazione del MAC. L’acido è sulla superficie della capsula.
L’acido sialico è presente anche sull’LOS (lipolgoisaccaride) di N.Meningitidis, conferendogli
proprietà antifagocitarie, simil-capsulari; impedisce anche la funzione di alcune adesine.
La cellula di N. Meningitidis può essere in fase on, ed esprimere la capsula; oppure in fase off e non
farlo: l’espressione di un pacchetto di circa 100 geni è dunque molto variabile e dinamica.

I vaccini allestiti causano lo sviluppo di anticorpi capsulari di W135: non posso sfruttare l’acido
sialico per indurre vaccinazione (si finirebbe per incorrere in malattia autoimmune): vaccino contro
ceppo b, si basa su acido sialico??? DUBBIO, APPROFONDISCI….

Nella fase di colonizzazione è capsulato: senza capsula è estremamnete fragile -sensibile agli acidi
grassi?-; quando penetra nella cellula, divenendo intracellulare -intraleucocitaria,
intralinfocitaria?- (tipica sede di naisseria, tranne che per gonorreae) perde ovviamente la capsula;
se disseminato da qui nel circolo, torna ad esprimere la capsula così da godere di proprietà
antifagocitarie (miemtismo-inibizione del complemento). Entrano nel circolo per transitosi.
L’espressione della capsula dipende da variazione di fase spontanea (in base alla sede, vengono
selezionati quelli che causalmente siano in stato off-on favorevoli alle condizioni contingenti) o è
indotta da fattori ambientali o dal contatto cellula-ospite: da qui, la capacità di disseminare.
SI riconoscono dunque vari fenotipi di naisseriae M.:

Variazione di fase: conferisce al batterio la capacità di eludere le difese dell’ospite: questa non
interessa, come detto, solo la capsula, ma anche il LOS, che può essere sintetizzato in 12 forme
antigenicamente distinte, in virtù dell’aggiunta di un singolo residuo di acido sialico : in base al tipo
di LOS e una serie di proteine, tra cui PorA, Opc, proteine dell’opacità, pili e adesione specifiche).

La rilevanza relativa di C3b e anticorpi dipende dall’organismo.

Variazione di fase: interessa la coppia capsula-sialilato; ma anche un’altra ampia serie di proteine.
Colonizzazione: fenotipo non capsulato e non sialilato; la peridta sia della capsula che dell’acido
sialico su LOS può favorire la colonizzazione naso faringea a lungo termine; diventando
intracellulare elude le difese complementari e fagocitarie dell’ospite.

Le naisseriae patogene sono sempre competenti, durante l’intero ciclo di vita… CONFUSIONE.

PILi, MEMBRANA ESTERNA…. Vedi slide.

Opa, Opc, Porine…; variaizone di afse degli enzimi che regolano la sintesi.

Lipopolisccaride: 12 immunotipi
Ig-A proteasi

13 Sierogruppi, sulla base dei LOS; di questi 13, 5 sono quelli più frequentemente isoalti in casi di
meningite: A, B, C, W135, Y. Vanno conosciuti e ricordati: la meningite costituisce un’emergenza
medica, la terapia cambia fortemente, è quasi opposta tra streptococcus pneuomiae e neisseria
meningitidis; fra questi si deve ovviamente conoscere il sierogruppo.
Il 10% delle persone è positiva: costituisce un normale commensale: il serbatoio è la popolazione
umana. In fase interepidemica, 5-30% dei sani è colonizzato; durante la gittata epidemia, si ha una
percentuale di persone colonizzate pari al 70%.
La possibilità di essere infettati, dipende da una serie di fattori: l’immunità può derivare da una
serie di fattori, tra cui anche la crossreattività di anticorpi formati su epitopi di altre specie,
innocue (tra cui la lactamica…).
Può accadere che un fagocita fagociti la naisseria e la vada poi a secernere sul versante basale,
facendo da cavallo di troia; può penetrare attraverso una soluzione di continuo delle barriere; per
transcitosi; nel circolo l’organismo si dota nuovamente di capsula. Può allora moltiplicarsi,
raggiungendo l’encefalo dove può fuoriuscire

Attenzione nel decomprimere il distretto liquorale: il medico che fa il prelievo, può infettarsi; deve
fare massima attenzione. Nel lattante, le fontanelle sono ancora aperte: non si forma tensione
endocranica.

CD14 solubile: può attivare la cellula endoteliale, accanto ai macrofagi.

Si può avere anche semplice meningococciemia, ovvero rpesenza del meningococco in circolo,
incorrendo potenzialmente in petecchie, porpore…: sono queste dunque segni tipici dell’infezione
meningococcica.

Forme cliniche, in ordine di frequenza:


meningite
sepsi emorragica a decorso acuto
sepsi iperacuta
sepsi a decorso subacuto (cronico)

l micorrganismo è altres’ in circolo, e può dunque raggiungere altre sedi, tra cui polmone
(polmonite).
L’ipertensione si associa a vomito a getto improvviso, senza nausea; bradicardia; nel lattante
tensione della fontanella…;
Rigidità nucale e del tronco; posizione a cane da fucile; riflessi antalgici da… ; segni neurologici,
fotofoba, ipoacusia, riflessi addominali ridotti o assenti, turbe del respiro; febbre, stato stuporoso.

Epidemiologia: area subsahariana, tra etiopia e Senegal; 300 mila caso l’anno con un decimo d
questi che causa decesso; in Italia prevale in sierogruppo B, sebbene in toscana siano stati
rinvenuti dinfezioni da C.
Frequenza per età; frequenza relativa epr sierotipo.

Diagnosi di laboratorio: liquor; in caso di setticemia anche emocoltura, ovviamente; la peniccilina


non passa la barriera ematoencefalica, ma durante meningite meninfococcica essa è alterata e le
penicciline passa; cloramfenicolo; cefalosporine ad ampio spettro.

Chemioprofilassi: rampicina, ceftriazone o ciprofloxacina.

Vaccini: vaccini coniugato nel caso dello C; nel B, che contiene acido sialico, non possono allestirsi
vaccini anti-acido sialico: da qui lo studio delle proteine potenzialmente immunologiche, che
possano servire da epitopi nella formazione di anticorpi- reverse vaccinology (Men B). E’ sempre
utile vaccinarsi: è solo un vantaggio.

Naisseria Gonorrhoeae:

Causa della gonorrea: si pensava che il secreto emesso fosse seme; in realtà è essudato
mucopurulento abbondante (scolo è termina non medico): allestisco un vetrino, coloro con Gram
o blu di metilene (il secondo è preferibile: blu intenso all’interno di una cellula bianca); il gram dà
luogo a localizzazione più difficile del batterio dentro il polimorfonucleato, che è rosino (??)
approfonsici.

E’ attestata riferimento alla gonorrea sia nell’antico Egitto che nel Levitico; 62 milioni di casi l’anno
di Gonorrea, in netto aumento, soprattutto nelle aree etropolitane, specialmente tra gay e
transgender…; l’infezione è sempre diagnosticata: il secreto è così abbondante che finisce subito
dal medico.

I determinanti di virulenza: gli stessi di meningococco, tranne capsula.


Il sito di entrata è la cellula non ciliata del terzo distale dell’uretra maschile: nella donna, epitelio di
transizione cilindrico semplice della portio e vaginale quamoso pluristratificato ; nella donna la
sintomatologia è spesso assente. La donna spesso, non sa di essere l’untrice; l’uomo, al contrario,
lo sa.
L’entrata è per transcitosi; a differenza della meningititdis, l’infezione si localizza nella
sottomucosa; solo nell’1% dei casi o meno, l’infezione può andare in circolo, dando
potenzialmente meningite.
Nella sottomucosa, v’è richiamo di polimorfonucleati…: la quantità è così grande che i neturofili
vengono secreti. I neutrofili danneggiano le cellule dell’uretra, rilasicando enzimi idrolitici, ROS…:
da qui la loro fuoriuscita.( Il TNF alfa causa danno a carico delle epiteliali ciliate delle mucose e
secrezione dei polimorfonucleati, dunque. )
Il secreto inizialmente dà luogo a blenorragia; in un secondo momento gonorrea vera e propria.
Nell’uomo si manifesta come uretrite del terzo distale (?) ;può causare infezioni a carico
dell’epididimo e della prostata, dando luogo ad ascessi periuretrali; nella donna è asintomatica nel
20-80% dei casi; inizia come cervicite, raramente acuta; la vagina è un ambiente che, nella donna,
fertile, per azione degli estrogeni, è insopitale al batterio, che non vi attecchisce, se non, dunque,
nella femmina prepubere.
Utero, salpingi (sterilità e gravidanze extrauterine) ed addirittura ascessi tubo-ovarici fino a PID.
Vedi sopra.

Il neonato, passando nel canale del parto, puòl infettarsi a livello oculare, incorrendo in oftalmia
neonatorum, fino alla cecità.
Quando c’è setticemia, i micorrganismo èuò raggiungere la cute (lesione , la capsula sinoviale; nel
50% dei casi … RESISTENZE…MANCA.

Diagnosi di laboratorio: varie forme di campioni…; blu di metilene o …: il microgansimo


intraleucocitario si individua bene, specialmente col blu di metilene.

Si crese in Thayer-Martin, in microaerofilia: aerobi, favoriti in condizioni di microfilia; test di


ossidazione; ma soprattutto identificazione con le normali metodiche…

Enterobatteriaceae:

tanti generi, normali commensali dell’intestino, dell’uomo o degli animali: si ritrovano, tipicamente
in materiale in decompsoizione, nel terreno…; normali commensali del tratto GI di uomo ed
animali:
nel secondo caso trasmissione orofecale, tipicamente da contaminazione di alimenti;

Fifer: beve brodocoltura di vibrione del colera: ha molta fortuna: il vibrione è estremamente
sensibile al pH acido dello stomaco; e lui stesso non era acloridrico, altrimenti sarbebe morto
cozze e ostriche sono i principali vettori: nell’epatogastrio (?? NO) dell’ostrica le salmonelle, ad
esempio, si replicano a dimsisura:

Bacilli gram-, mobili o immobili (se mobili per ciglia peritriche); aerobi, anaerobi facoltativi;
asporigene; tutti in grado di fermentare il glucosio, producendo acido o acido e gas; ossidasi
negativi; catalasi positivi; alcuni lattosio fermentati, altri no (salmonella, schigella e proteus). In
questa famiglia, si ritrovano i patogeni enterici classici, escherichia choli (normale commensale
dell’intestino), in cui sussistono però sierotipi patogeni (indagine di tipo sieorlogico); ora molto
importante klebsiella pneumoniaedi cui alcuni ceppi, carbapenemasi positivi, hanno sviluppato
-KPC-; ( a PISA, ora epidemia da New Delghi Betallatamase producer -NDM-, verso cui non c’è
terapia); proteus vulgaris che si muove per sciamaggio : se si pone un batterio di questa specie,
esso dà sciamaggio (diversi rispetto agli alri gram-) approfondisci.

Samonelle e schigella , per cui un tempo si usava agar mcconkey con lattosio (non fermentano)
serve oggi ad individuare altre specie gram – (pseudomonas…).

In aerobiosi danno ossidazione: per definizione, gli enterobatteri sono ossidasi negativi.
Test dell’ossidasi: stricia di nitrocellulosa: v’è una moelcola che fa da ccetrice di elettroni al psoto
dell’ossigeno; se la sostanza si ; a 30 secondi il risultato è attendibile; a distanza di più tempo, le
specie che hanno il citocromo… decade il valore dle test: falso positivo. Test usato in passato, il
cui valore s’è stato dimostrato scarso dalla scienza per quest’ultima dinamica.

Caso di morti per sindromi uremico-emolitica in Germania, circa 10 anni fa, da contaminazione di
cibo da escherichia choli capace di produrre tossina del tipo (?); circa due anni dopo si è risaliti al
fatto che l’alimento contaminato erano i germogli di soia, importati dall’Egitto, dove alcuni ceppi di
E.Choli aveva acquisito la capacità di produrre la tossina della schigella: possono identifirsi non
analisi di tipo sierologico (anticopri anti escherichia choli O 157?).

-I capsulati presentnao l’antigene K, ad eccezione della salmonella tiphi, che dispone di una
microcapsula, evidenziabile tramite impiego di anticorpi anticapsulati, detta antigene V ( V sta per
virulenza: i ceppi di salmonella typhi, dotati di capsula, sono più virulenti).
-antigene O

Anticorpo contro antigene O, costituito da LPS, è indice di infezione più recente: il lipopolisacaride
ha infatti minore capacità di indurre “memoria immunitaria”; viceversa, anticorpi anti H, costituiti
dal flagello, possono indicare infezione pregressa, dacché, in quanto molecole proteica, permette
la costituizione di una memoria immunitaria duratura (indicazioni utili sull’epoca dellinfezione
deriva dalla classe di anticorpi: IgM o IgG).

Fattori di virulenza:
-capsula
-

-resistenza al killing cellulare.


MANCa.

Escherichia CHoli:
La sua concentrazione è indice di livello di igiene ambientale; è normalmente saprofita, ma
costituisce, al tempo stesso, il principale responsabile delle infezioni ascendenti a carico del tratto
urinario. Accanto a e. Choli commensali, esistono ceppi patogeni, fra cui gli enteropatogeni,
enteroemorragici: se il medico sospetta la presenza di un particolare ceppo di Escherichia Choli,
allora deve espressamente richiederne la ricerca al laboratorio.

Klebsiella Enterobacter e Serratia:


LA NewDheli metallo carbapenemase producer è un ceppo che costituisce un grosso rischio in
ambito nocosomiale. Sostengono ifezioni delle vie urinarie, polmonite, infezioni di ferite e sepsi.

Salmonella, Schigella e Campilobacter:


Salmonella comprende più di 2500 sierotipi. La classificazione è estremamente complessa: si
distinguono salmonelle maggiori e minori; importante la salmonella tiphi, responsabile di infezioni
che prendono le mosse dall’ileo (porta di entrata ) ma che si amnifesta a livello sistemico,
causando obnubilamento del sensorio.
La schigella produce una potente tossina, responsabile di morte cellulare
Proteus: motilità particolare rispetto a tutti gli altri batteri: riempie tutta la piastra, laddove
seminato al centro. Si rilevano ondulazioni che dal punto di inoculo si muove verso la periferia:
anche in vivo, ha una tendenza a propagare attraverso i tessuti, a diffondere. E’ presente nel suolo
e nell’intestino dell’uomo: dopo E.Choli sono i maggiori reposnabili delle infezioni urinarie.
MANCA uno.

Se la sorgente di microrganismi infettanti è esogena, nell’individuo sano può svilupparsi infezione


dell’intestino che può essere invasiva
Se l’infezione, sia essa endogena o esogena, si verifica nell’individuo immunocompromesso, essa
può divenire sistemica, invasiva: qualunque specie, ma in particolare klebsiella, può diffondere ad
altri distretti, fino a causare la morte per sepsi.

Salmonella: bacilli gram-, asporigeni, mobili per flagelli peritrichi, non fermentanti il lattosio,
microcapsulati. Presenta gli antigeni H, O e V (microcapsula). L’ultimo pare sia fortemente
associato alla virulenza dei diversi ceppi. Le salmonelle maggiori si differenziano da quelle maggiori
in relazione allo spettro d’ospite: le minori infettano principlamente gli animali e causano affezioni
che ricadono nella categoria delle zoonosi; nel caso delle salmonelle maggiori, è l’uomo l’ospite
naturale e si trasmettono per via orofecale. Si viene dunque infettati dalle feci di un individuo
infetto o portatore (per portare, si intende un individuo che abbia superato l’infezione, ma abbia
subito colonizzazione della cistifellea, cosicché ad ogni spremitura della stessa, sia immesso nel
suo tratto GI una certa dose di batteri). Mentre per le salmonelle minori, l’infezione si instaura se
si è itnrodotta una carica pari o superiore di 10^6, al contrario, per le salmonelle maggiori, basta
una carica di 10^3; cambia anche il periodo di incubazione: le prime danno infezione locale, che
guarisce spontaneamente e che si amnifesta a …. Giorni; per le maggiori, l’infezione è sistema
(ileo-tifo)si manifesta con una latenza di 7-14 giorni.
L’incidenza di salmonellosi non tifoidee presenta un andamento piuttosto costante: le
manifestazioni sono comunque meno frequenti delle ifnezione da staphilococcus auerus
enterotossico. Quando se ne ingerisca una quanittà sufficiente, danno infezione: richiamano
neutrofili, i microrganismi sono fagocitati e uccisi; sono rilasciate citoichine infiammatorie che
causano infiammazione acuta di ileo e cieco. I sintomi si amnfiestano a 6-72 ore; rari gli sviluppi
sistemici; …
Salmonella Typhi: causa la condizione nota come ileo-tifo. La trasmissione è orofecale, ovvero per
ingestione di feci umane che abbiano contaminato gli alimenti. In teoria, possibile anche
contaminarsi per contaminazione di cibo od oggetti per contatto con le mani di un infetto.
Principali vettori di infezione: molluschi (nel cui epatopancreas il batterio si moltiplica,cosicché la
carica micorbica aumenti sostanzialmente).

Febbre tifoide: 21 milioni


Febbre paratifoideMANCA

Tifo addominale: infezioen sistemica che si rpolunag per 4 settimane o settenari. Aderiscono alla
mucosa, stabilizzazio; orchestrano la proprio internalizzazione da parte delle cellule M. Il batterio
riesce a penetrare nelle cellule non fagocitarie attraverso la secrezione di proteine effettrici che
causano cambiamenti fisiologici nelle cellule della mucosa: attraverso ….. iniettano fattore di
riorganizzazione dell’actina che conferisce proprietà fagocitiche alle cellule della mucosa, che
normalmente non ne dispongono. Viene allora espulsa per trasnsitosi sula versante basale, presso
cui p…
Il genoma di salmonella contiene due isole di patogenicità: geni che, quando espressi, dterminao
la patogenicità. Isola di patogeencità di tipo 2 codifica per le proteineSPI-1: codifica per proteine
che attraverso sitema di secrezione di tipo III è immessa nelle cellule della mucosa e ne induce
riorrganizzazione dle ctoscheltro: SipB, in paticolare, si lega ed attiva la caspasi, disattivando la
risposta infiammatoria ed innescato apoptosi; SPI2 conferisce al batterio capacità di resistere al
killing extracellulare.
Cellula M: si localizzano a ridosso delle placche del Peyer, tessuto di tipo MALT, localizzato nel
tenue in sede opposta all’inserzione del mesentere. Possono essere attraversate per transcitosi. Si
dicono M, poiché presentano tante pliche microscopiche (microfold), nelle cui insenature sono
alloggiate le DC. Peculiarità delle cellule M è che queste permettono il passaggio di solo alcune
specie, tra cui salmonella typhi, e che non processano in alcun modo le cellule che vengono ad
attraversarle: le recano alle cellula fagocitaria ospitate fra le sue pliche basali, deputate, queste sì,
al processamento ; dopo aver attraversato, senza esserne modificate o alterate, le cellule M, i
batteri vengono a contatto col tessuto linfoide.
I batteri che presentano affinità per le cellule epiteliali M,
Anche le cellule della mucosa, in seguito all’azione dei fattori batterici di riorganizzazioni
del’actina, immessi dalla cellula attraverso sistema di secrezione di tipo 3, internalizzano i batteri.

L’attivazione di SPI2 gioca un ruolo fondamentale allo sviluppo della batteremia: solo quelle che ne
attivano la trascrizione possono resistere al killing intracellulare e vengono dunque selezionate.

Sulla superfiice della mucosa, peptidi antimicrobici, IgA, batteri saprofiti… manca.

Il micorrganismo eprviene dunque per transictosi ai follicoli linfoidi intestinali, dopo aver
attraversato la barriera mucosa, sia essa costituita da cellule M o enterocita: raggiunge allora i
linfonodi mesenterici, dove si instaura una prima fugace : i batteri vengono eliminati, poiché non
esprimono le isole di aptogeneicità: il sistema reticolo endoteliale riesce dunque a eliminarli.
In seguiot, però, salmonella viene a esprimere le isole di patogenicità: resiste ora al killing
intracellulare, così che si sviluppa una batteriemia secondaria, con comparsa dei sintomi a 7-14
giorni, tra cui rialzo febbrile. Attraverso il circolo, può raggiungere anche le placche del Peyer, sia
per via ematica, direttamente, sia attraverso il fegato. Da qui, tramite le vie biliari, cistifellea: da
qui,a d ogni spremitura, in corrispondenza del pasto, torna nel tratto GI. Da qui, penetra
nuovamente la mucosa e da qui giunge nelle placche del Peyer, nuovamente: fenomeno di
Sanarelli-Scharzaman: se inoculo a tempo zero, per via endoveonsa lipopolisaccaride,e dopo 24
ore faccio lo stesso, si ha necrosi emorragia bilaterale del surrene: è necessario un secondo
contatto con il LPS. Si verifica allora fenomeno di Sanarelli-Scharzman locale: in seguito a
sensibilizzazione locale, necrosi delle placche del Peyer: necrosi che può coinvolgere un grosso
vaso o la parete dell’intestino stesso, per formazioen di escara, ulcera…. ??. Entrambi i fenomeni
avvengono quando il paziente è in via d guarigione e mortali. La morte può sopraggiungere anche
in seguito a shock endotossico dopo la batteriemia primaria.

Nel primo settenario: febbre a gradini, fino a 40-41 gradi, che può protrarsi anche per 4-8
setttimane, se non tratta. Tumefazione midollare delle palcche e dei follicoli
Nel secondo settenario: febbre continuo-remittente, necrosi delle placche e dei follicoli
… MANCA.

VEDI SLIDE CHE DESCRIVE IL PROCESSO E DESCRIVI QUI.


Tifo: obnulimamento per congestione dei vasi meningei.
Bradicardia relativa è patognomonica: azioen endotossica eccitante il vago, fa sì che si crei una
discrepanza nell’usuale rapporto fra temperatura e frequenza cardiaca.
Meteorismo
…… Altri segni patognomonici.

Complicanze:
emorragie e perforazione itnestinali
peritonite
setticemia
insuffcienza epatica e successivamente encefalopatia epatica per accumulo di sostanze azotate
non metabolizzate dal fegato
morte

stato di portatore cronico nel … %

Brucella:
descritta per la prima volta da Bruce, medico militare inglese di stanza a Malta. L’infezione è
definita come febbre di Malta, febbre Mediterraneo o ;
cresce in microaerofilia; catalasi e ossidasi +; è organismo molto esigente, tanto che è stato
allestito un test sierologico, per la difficicoltà di isolamento: nell’ambiente esterno resiste molto
bene, coem ad esempio in sangue mantenuto a 4 gradi, ma anche in formaggio prodotto con latte
fresco, dove perdura per almeno 60 giorni. Sopravvive dunque, tipicamente in prodotti caseari non
stagionati o prodotti con latte non pastorizzato: la brucellosi è prevalentemente diffusa in
Sardegna.
Specie: Brucella melitensis, brucella abortus, brucella suis, brucella canis: benché sia invalso l’uso
di questi temrine, designano di fatto, tutte brucella melitensis; le differeenze sono minime.

E’ diffusa particolarmente in paesi dell’europa mediterranea, messico, africa nordoccidentale… Il


serbatoio è costituito da animali da allevamento, ma nelle zone a bassa prevalenza può essere
importante anche la sua diffusione nel cane. L’animale si infetta al pascolo: come garantire che
l’ambiente non sia stato contaminato da un animale selvatico positivo alla brucella, così che
l’animale d’allevamento, benchè controllato, possa esserne infettata?

Col consumo di latte UHT, il problema non sussite;

La brucellosi è una zoonosi: si localizza nell’animale in organi sessuali primari e secondari, poiché
contengono D-eritritolo: può dunque propagarsi per via sessuale, per via alimentare da “madre in
figlio”; durante il parto dell’animale può essere contaminato il veterinario, l’allevatore e gli animali
intorno: la palcenta è fatta di vasi che durante il parto.
La contagiosità è elevata: basta che il microbiologo lo annusi perché sussista il rischio di contagio.
Anche a Pisa, dove il consumo di latte UHT aveva di fatto reso estremamente rari i casi di brucella,
v’è stata esposizione involontaria dei microbiologi.

L’uomo è ospite occasionale. L’uomo acquisice l’infezione per via alimentare, per via aerogena o
congiuntivale (al momento del distacco della placenta); per autoinoculazione, tipica dei veterinari
e degli addetti zootecnici, che praticavano vaccinazione degli animali con Buc19 o Rev 1 (ceppi vivi
attenuati). La vaccinazione è oggi vietata.
Brucella: organismo intracellulare facoltativo che riesce a eludere i meccanismi di difesa
dell’ospite: si replica al loro interno, in modo sincrono: le cellule del sistema reticoloendoteliale, a
un certo stadio saranno tute infettate e libereranno, nello stesso momento, il batterio: LPS e rialzo
termico febbre ondulante. Per individuare il batterio, è bene eseguire il prelievo di sangue per
emocoltura subito prima del prevedibile rialzo termico, circa 30 minuti prima: la febbre è infatti
indotta dal rilascio di LPS, ergo quando gran parte dei batteri sono morti. Il rilascio di LPS spiega
l’andamento chiaramente ondulate, molto preciso. E’ ondulante, sia nell’andamento quotidiano,
che nell’andamento nelle settimane vedi slide.

Passate in vitro, le cellule passano da fneotipo S, più virulento, a fenotipo R, meno virulento: con le
sierodiagnsoi di Wright, si ricercano gli antigeni di brucella:
della abortus, antigene A,
della melitensisi, M
della suis, entrambi
Della canis, nessuna delle due, poiché esprime sempre la fase R, non esprime né l’antigene A, né
l’antigene M.

Poiché la sierodiagnosi si effettua con antigeni dell’abortus, ergo A e M, esso può risultare
negativo nel caso di infezione da canis. Si preferisce spesso il test di Wright sull’emocoltura:
l’organismo è

Il lipopolisaccaride del fenotipo S:


1) rpeviene la sintesi di mediatori immunitari
2) consente a brucella
3) altera la capacità di presentazione dell’antigene
4)..

Penentra nella cellula attarverso il sistema di secrezione di tipo IV (VirB), indispensabile


nella’desione e nell’entrata del batterio. Altri fatori di virulenza. Omp25 e omp22; Hsp60… manca.
Sono agenti biologici di gruppo3: costituiscono a tutti gli effetti arma biologica.
Le manifestaizone si rpesentano a 2-3 settimane, come febbre di origine sconosiuta. V’è una forma
acuta o cronica, dopo alcuni mesi o fin dall’inizio.
Forma acuta: febbre ondulante, rialzi termici di sera con profusa sudorazione -odore di fieno
bagnato-.
La forma cronica deirva da mancato trattamento o da infezione sostenuta da un ceppo non
particolarmente virulento (?): possono esservi ricadute anche oltre 6 mesi, sotto forma di … , in
base al focolaio di ifnezione.

Quando in circolo, può arrivare ovunque, interessando nel 50% dei casi il sistema scheletrico,
tipicamente di ginocchio o anca nel bambino; può dare endocardite, complicanza che si amnfiesta
in meno del 2% dei casi e che è responsabili delle forme mortali di brucella; può esservi
embolizzazione settica…. MANCA. Non possono monitorarsi del tutto gli animali selvatici.

EMOFILI:
microrganismi che necessitano di fattore X e fattore V (vu), che inizialmente s’ea supposto fosse
una vitamina, ma che è in realtà coenzima NAD.
Cocco bacilli gram -;
-immboli

Crescono in agar cioccolato.


Tra questi Haemophilus influenzae, resposabile della maggior parte dei casi di meningite
nell’infazia. Altri sono normali commensali della cavità nasale e faringea; haemopilus aegiptius e
ducreyi; l’ultimo causa l’ulcera molle, in contrapposizioen all’ulcera dura, tipica del trepoenma
pallidum, subspecie ?, e si trasmette per via sessuale.
Alcuni mcirorganismi, non capsulati, si dicono non typable, ovvero non tipizzabili: possono
sostenre infezioni a carico di numerosi distretti, tra cui epiglottide (epiglottite causa morte per
asfissia se molto severa), meningi…
Haemophilus influenzae è stato così denominato poiché si è ritenuto inizialmente reponsabile
della pandemia influenzale dle 1890.
MANCA.
Quelli acapsulato sono molto diffusi nella
Ceppi capsulati: molto meno rappresentati.

Si distingiono 6 biotipi: e 6 sierotipi sulla base di antigeni capsulari.


HI1B: vaccino contro biotipo I reposnabile dela maggior parte dei casi di meningite nel bambino.

Può contirbuire, parallizzando le ciglia della barriera mucociliare e degradando le IgA, infezione da
streptococco pneumoniae. Si dota per recettori di lattoferrina e transferrina, per acquisire il ferro;
ha tossine emolitiche a ruolo patogenentico ignoto??

Sierotipo B: unico che attaversi gli spazi, dando batteriemia e poi meningite, che si sviluppa dopo i
6 mesi dalla nascita, quando decadono le concnetrazioni di anticorpi provenienti dalla madre (IgG
tramite placenta, di tutte le classi tramite colostro). La vaccinazione è obbligatorio; esistono altresì
anticorpi naturali che possono cross-reagire: i ceppi capsulati, diversi dal B, raramente sostengono
malattia, in casi molto rari, ma possibili (in tal caso, se cerco in PCR il B, il risultato è negativo, ma
in coltura il microrganismo cresce!).

Diagnosi di laboratorio:

Vaccino coniugato: componente capsulare unita a componente proteica, così che avvenga
passaggio per il timo, con sviluppo di rispsota immunitaria, con memoria.

Bordetella

Pertussis
Parapertussis
Bronchiseptica
Holmesii: colpisce i soggetti splenectomizzati.

Coccobacilli; dotati di fmbrie, con cui aderiscono all’epitelio ciliato di trachea e bronchi;
microrganismi esigenti; sensibili agli acidi grassi; sono a lenta crescita. Crescono in agar sangue-
patata-glicerolo (terreno di Bordet-Gengou): l’albumina nel sangue lega infatti acidi grassi.
Le colonie sono piccole, lisce e trasparenti, con sottile alone beta-emoltiico: dopo un numero di
passaggi in vitro…

Unico ospite è l’uomo: aderiscono tramite emoagglutinina, la pertactina e la tossina della


pertosse. Una volta colonizzato l’epitelio, producono tossine che inducono infiammazione, necrosi
e riduzione dell’attvità fagocitaria. I meccanismi patogeneici si devono al lipooligosaccaride, che
contiene lipide A o lipide Z. L’oligosaccaride è mitgeno per linfociti e induce il rilascio di IL1 dai
monociti.

Il locus genico vir o bvg regola l’espressione dei vari fattori di virulenza: modulazione fenotipica.
Microrganismo si dice in fase I quando esprime i fattori di virulenza, ovvero tossina pertosse…
Dopo alcuni passaggi in vitro, passa a microrganismo in fase II, III e IV: fasi
Attività di ADP-ribodilazioen su Gi: esotossina prodotta da ; tossina del tipo AB: v’è una subunità A
che è attiva e una subunità B che media il legame… approfondisi.
L’azioen biologica è: auemnttaa secrezioen di insulina, alterata attvazioen immunitatia…
Tossina dermonecrotica
Adenilaoto Ciclasi
Citotossina trachale: tossica per le ciliate
Emoagglutinina filamentosa

Manifestaizone cliniche: trasmessa per via inalatoria ed altamente contagiosa. Si distingue una
fase di colonizzazione (tossiemica) e una fase tossiemica o parossisitica. Nella prima fase i sintomi
sono piuttosto generici, ergo difficilmente riconscibili: febbre, tosse moderata, malessere.
La seconda fase, i segni e i sintomi divengono molto evidenti: la tosse diviene parossistica,
portando a cianosi, rantolo inspiratorio detto “urlo”. Può arrivare a provocare vomito, cianosi,
convulsione, fino all’ipossia cerebrale grave nel neoanto che può riportarne ritardo mentale. In
questa fase il batterio non v’è, di fatto ed il suo isolamento è difficile: non v’è febbre, la linfocitosi
periferica è spiccata
Grafico: intensità della tosse: inizialmente, nella fase catarrale, si può fare facilmente ricerca del
batterio, ponendo una piastra di fronte alla bocca del bambino mentre tossisce; mano a mano che
l’intensità della tosse aumenta, diminuisce la possibilità di isolare il batterio (tramite indicazione
chiara del sospetto di bordetella pertussis) , aumenta la possibilità di identificare tramite indagine
indiretta, sierologica, tramite saggi ELISA per la ricerca di IgA e IgG specifici per la tossina
pertussinca e emagglutinina filamentosa: si devono porre a confronto i risultati su due prelievi
eseguiti a distanza.

E’ malattia endemica: si manifesta come epidemia in modo ciclico. I soggetti colpiti hanno meno di
5 anni; la massima mortalità è nel primo anno di vita. Negli ann ’50 fu introdotto un primo vaccino,
cositutito da sospesnione di bordetelle uccise, associata ai tossoidi tetanico e difterico. Questo
vaccino ha causato però complicazioni.
Vaccini acellulari oggi impiegati
La terapia è efficace in fase catarrale, del tutto inattiva in fase parossistica.

CLAMIDIE

Sono questi microrganismi intracellulari obbligati, poiché incapaci di produrre ATP. Devono
dunque procurarsi ATP della cellule ospite: inizialmente sono stati considerati virus, fino alla
scoperta che esso contiene sia DNA che RNA. Il termine clamidia deriva dalla ; è intracellulare
obbligato, poichP parassita di energia.
Può considerarsi, assimilarsi a gram – poiché contiene LPS; la parete non contiene però
peptidoglicano, ergo non può essere catacologato secondo il sistema d gram.
E’ questa una cellula metabolicamente inattiva, resistente all0ambinte esterno: il corpo
elementare, forma infettante, per le modalità di vita è affine a una spora. Dopo aver infettato,s i
trasforma in corpo reticolare, forma ad attivo metabolismo: il ciclo di vita è dunque bifasico, ata
l’alternanza tra corpo elementare e corpo reticolare.
Il corpo reticolare, più all’interno dela cellula ospite, si replica. Forma il corpo da inclusione: la
cellula dell’ospite è repleta di corpi reticolari, così da subire spostamento del nucleo della cellula
per aumenta della pressione intracitoplasmatica. E’ proprio il corpo da inclusione, ovvero lo
spostamento del nucleo, il riscontro tipico e patognomonico dell’infezione da clamidia.

Specie: pecorum, pneumoniae, psitaci, trachomatis; non sono incluse clamidie degli invertebrati e
delel amebe.
Due generi diversi sono stati distinti: clamidia, in cui l’unico patogeno è la trachomatis; clamidofila,
in cui quelli patogeni sono
Il corpo eleenatare è sferico intrachomatis e psittacii, priforme in pneumoniae. L’inclusioen
sostenuta da trachomatis, contiene glicogeno, evidenziabile tramite colorazione di Lugol (?): è così
possibile identificare la trachomatis. E’ questa l’unica delle 3
Ceppi diversa della trachomatis sostengono infezione dell’occhio o del tratto genitourinario;
cladimodofila pneumoniae, causa infezioni del sistema respiratorio ed è stat psota in relazioen con
malattia di Alzheimer coltre che con l’aterosclerosi… MANCA MANCA

La parete cellulare è formata da molti residui di cisteina: struttura molto compatta, che quando
penetra nella cellula deve disfarsi allentarsi, permettendo idratazione… MANCA (Similiudine con la
tunica).

Antigeni:
genere specifici
Specie o gruppo specifici:
MOMP: 1: su questa base 19 serovar; OMP2, 3… MANCA
OMP2:

Il ciclo di crescita è dunque bifasico: parassita intracellulare obbligato. Perché possa moltiplicarsi
deve essere all’interno della cellula. Il corpo infettante lega la cellula bersaglio con la costituzione
di numerosi legami deboli: viene internalizzato nella cellula dell’ospite attraverso un vacuolo, che
ne costituisce il mantello (vescicola derivante alla membrana cellulare dell’ospite). Dopo circa 18
ore avviene la differenziazioen in corpo reticolare che dovrà procuarsi sbstrati energetici: tra 18 e
48 ore, avvengono numerose replicazini. Fra le 48 le 72 ore, vi sarà cambiamento di fase, con
passaggio a corpo elementare: potrà allora fuoiruscire dalla cellula per lisi della cellula stessa o
rilascio per esocitosi.
Le inclusioni non si fondono con lisosomi: deve dunque bloccare in qualche maniera la formazione
dle fagolisosoma.
MANCA.

La liberazione dei corpi esocellulari o per lisi, in base alla specie, porta ll’infezione di cellule vicine.

Sintesi: adesione tramite legami deboli; formazione di vacuolo a spese della membrana
citoplasmatica; trasformazione del corpo elementare in corpo reticolare per idratazione e rottura
della compattezza di membrana; per acqusiizione di ATP dalla cellula ospite, va incontro a
replicazione; switch fenotipico a corpi elementari, con successivo rilascio secondo due modalità
alternative.

Corpi elementari e corpi reticolatri a confronto:


descrivi.

Trasformazione fra corpo elementare e reticolare: dopo 0-9 ore, il corpo reticolare si forma per
rottura di ponti disolfuro delle proteine…, con aumento dela permeabilità e idratazione del
materiale genetico, che diviene allora attivo. Tra le 9 e 24 ore sono sintetizzate le proteine Inc, che
mettono in connessione le inclusioni contenenti corpo reticolare col nucleo o citoplasma della
cellula ospite : sono questi filamenti che guidano l’assunzione di nutrienti e la secrezione di fattori
da parte del batterio. Inibiscono la formaizone del fagolisosoma; portano alla fusione delle singole
inclusioni; mediano il trasporto dei fattori necessari al batterio verso le inclusioni; bloccano
l’apoptosi. Ta le 24 e le 48 ore, si ricostituiscono i ponti disolfuro. Se nelle inclusioni si localizzano
moelcole come l’INF gamma, il batterio può permanere nella forma di corpo reticolare, dando
persistenza.
Quando il corpo reticolare s’è replicato, si trasforma dunque nuovamente in corpo elementare:
processi di condensazione del DNA è analoga a quella che v’è nella spora, quando si trasforma il
nucleo in protoplasto. Dopo le 48 ore, i copri elementari sno nuovament eèresneti ed infetanti: se
si inibisce lo switch a corpo elementare, allora si incorre in persistenza dell’infezione.
Proteine INC, si organizzano in una struttura esagonale: si organizza nella membrana del vacuolo la
formaizone di estrflessioni (??). Le proteine INC, dunque, hanno struttura precisa: le proiezioni di
sueprficie dei cropi elementari…: il citoplasma , circonadato da membrana lipdica e da un
rivestiento esterno più rigida, per la presenza di ponti disolfuro. Le estrflessioni, visualizzabili in
microscopia elettronica, si producono “ a fiore”: si specula che i filamenti in questione facciano da
sistemi di secrezione di tipo III, da iniettori, che determinano movimento di materiale fra cellula
batterica e cellula ospite.

In vivo, dterminan scarsi effett citopatici, ma evidenti fenomeno infiammatori, per coinvolgimento
di linfociti T e B; in fase cronica di monociti/macrofagi. La lesione tipica è di tipo fibrotico, per via
dell’attivazione citochine-mediata della fibrogenesi. La patogenesi è dunque attivata.
-Eparani e componente glucanica delle MOMP mediano l’adesione
- Inc inibisce la fusione del lisosoma con il fagosoma
-MIP (macrophage infectivity potentiator) potenzia la capcità di infettare i macrofagi
-fattori stimolanti i linfociti T a produrre:
TNF ?--> cicartrizzazione, fibrosi.
INF gamma—> persistenza.
Manifestazioni cliniche:

Sierotipi A, B, Ba e C: TRACOMA endimico del Nord Africa. Se la congiutntiva palpebrale della


palebra superiore è fibrotica, la rima diviene un cordino rigido, fibrotico che subisce ectropion o
entropion (rovesciamento verso l’esterno o verso l’interno). Nel secondo caso, le ciglia, rivolte
verso l’interno grattano la cornea, inducendone neovascolarizzazione, che vi porta, coi vasi, anche
la clamydia. Si forma allora il trachoma, ovvero un panno che sta al davanti della pupilla e crea
cecità (panno corneale). L’infezione, è tipica del nord Africa, del MedioOriente e di alcune parti
dell’India. E’ questa la seconda causa nel mondo di cecità dopo la cataratta.
I sierotipi, da D a K, sono causa di infezioni genitourinarie, dell’apparato maschile e ; nel maschio
danno le cosiddette uretriti non gonococciche. La trasmissione avviene a livello del terzo distale (?
Dell’uretra??). Il medico ciuccio sospetta gonorrea: dà infatti secrezioni mucupurulenti filanti,
meno evidenti dei quelle gonococciche ???. Se si somministra penicillina, allora
Il medico dve: considerare tutte le infezioni che il paziente può aver contratto, accertarne la
tipologia ed applicare terapia adatta: non certo penicillina, poiché il batterio non ha il
peptiddoglicano.
Nell’uomo: epididimite, prostatite cronica, sindrome di reiter (artrite, uretrite e uveite).

Nella donna, la porta d’entrata è la protio uterina: la calmidia non si instaura in vagina, dove i
latobacillini acidificano l’ambiente. In vagino solo in epoca prepuberale o nela donna in
menopausa.
Può portarsi fino alle Tube di Falloppie, Retto ed espandersi fino al cavo del Douglas.
Quando l’infezioe è recidivante, può arrivare ad infettare, tipicamene alla seconda recidiva, la tuba
controlaterale con svvilppo di sterilità;

Può trasmettersi al neonato nel moemnto della nascita e polmonite.

Sierotipi L1, L2 e L3: linfogranuloma venereo.


Periodo di incubazione di 2-3 settmane: inizialmente lesione della mucosa vaginale o del retto
negli omosessuali; nelle fasi più tardive infiammazione granulomatosa dei linfonodi regionali
(linfoadenopatie satellite); evoluzione in fistole e retrazioni cicatriziali.

Clamydophila Psittaci (zoonosi):


colpisce i volatili. Si trasmette all’uomo per inalazioni di feci di animali infetti: causa faringite,
bronchite, polmonite interstiziale e esacerbazione dell’asma. La via respiratoria è la più facile via di
trasmissione.
MANCA.

E’ stata rinvenuta in tessuto

MANCA.

Che tipo di campione mandare ?


In caso di campione urinario, si deve prelevare il primo mitto, che contiene le cellule di
sfaldamento. E’ totalmente diffrente rispetto all’urinocoltura, eseguita su mitto intermedio.
Nel caso della congiutnivite, bisogna eseguire scarificazione corneale (sfregamento vigoroso). Nel
caso del tampone cervicale, si impiega tampone rigido, proprio adibito ad asportare le cellule.

Rickettsie

Descritte da Ricketts, anch’esse parassiti intracellulari obbligati. Disposti a coppie, asporigeni,


immobili, labili in ambiente esterno. L’ospite naturale sono i mammiferi e i piccoli roditori: fanno
parte della famiglia che un tempo conteneva nche COziella Burnetii. A differenza di qeus’tulima, le
ricettise non trasmesse da artropodi ematofagi o aracnidi, come zecche.
I pidocchi depositano le feci, che causano prurito: il grattamento fa sì che vi sia autoinoculo delle
ricckettsie; nel caso di zecche e piattole, è il morso che può determinare la trasmissione all’uomo e
ai mammiferi; ad altri artropodi la trasmissione è per via transovarica.
Si distinguono in : gruppo del Tifo; gruppo della febbre maculosa. Rispettivamente causate da
rickettsia prowazekii e typhi. Nota storica: durante la campagna di Russia di napoleone, l’esercito
fu falcidiato rpobabilemnte dalla prima: causa tifo esantematico. La penetrazione avviene
attraverso la cute o per inalazione del pidocchio. La seconda causa il dermotifo endemico:
penetrazione attraverso la cute di feci infette, serbatoio ne è il ratto.

Il tifo esantematico è prodotto dalla puntura del pidocchio epdiculus . Il pidocchio si infetta
suggendo il sangue da un ospite infetto. Le condizioni cattive igieniche sono fortemente associate.
Il batterio causa necrosi degli endtoeliociti del microciroclo, da cui aumentata permeabilità
vascolare, emorragie localizzate e lesioni cutanee di tipo emorragico.
Una volta liberate dalle cellule, vengono fagocitate dai macrofagi: sono internalizzate dal
macrosoma, ma resistono al killing intracellulare. La diminuzion della capacità replicativa dipende
dall’azione degli anticorpi. La patogenesi è legata alle lesioni vascolari: si produce febbre elevata,
con cefalea ed esantema maculo-papulare che dal tronco diffonde alle estremità. Se non tratato
evolve nella forma petecchiale ed emorragica. La risoluzione è spontanea in 2-3 settimane: alcune
volte, perisste nel sistema reticolo endoteliale e dà luogo, per riattivazione, alla malattia di brill-
Zinzer (?), manifestaizone più lieve.

Le lesioni evolvono in zone ischmiche confluenti agli arti inferiori. La febbre maculosa, è causata da
specie trasmesse tutte da zecche, tranne la akari. Tutte queste prendono il nome dalla regione in
cui sono più rappresentate. Il serbatoio dlle ricketsei sono animali selvatici e cani, per lo più.
La Rickettsia eickettsii cauusa la febbre delle montgane (?), febbre grave anche in giovani
immunocompetenti.
La diffusione è dal tronco agli arti, all’opposto di quanto avviene nel gruppo del tifo (??) manca.
Possono isolarsi in coltura, o diagnosticarsi tramite PCR; può altresì farsi indagine sierologica
indiretta: il Gol Standars è l’immunfluorescenza indiretta o tramte agglutinazione con ceppo ???
MANCA. Sierodiagnsoi di Weil-Felix: si notò causalemtne che i pazienti affetti dalle varie ricckettsie
riuscivano a reagire con anticorpi OX (?), stipiti di Proteus. Sulla base di profili di rispsota
sierologica, si può dunque arrivare a fare diagnsoi di patolgoia.

Le spirochete sono microrganismi a spirale, già descritti da Anthony Van Livhoenuke. Il treponema
pallidum, subspecie pallidu, è stato però così dfinito prorpio così invisibile al micorscpio ottico,
poiché più sottile della risoluzione massima del microscopio. Sono regolari in treponema e
lectospira; irregolari in borrelia. Sono asporigne, immobili; capaci di dividersi per scissione
binaria…; un tempo considerate anerobie, oggi capaci di ossidare il glucosio. Normalmente il
flagello è esterno: presentano queste, invece, endoflgagelli: hanno un cupo di inserzione a un
capo, avvolgono il corpo stando all’intenro della membrana esterna, vi corre tutto intorno, avendo
punti di inserzione alle due estremità. La spira haun’ampiezza o passo. Le spirochete

Trepo sta per avvolgimento; pallidum poiché più sottile dle limite di risoluzione del microscopio
ottico. Il termine deriva da Sifilio, dal poema di Fracastoro del 1530. E’ presente nelle regioni
desertiche… subspecie. MANCA.

Non si coltiva in vitro; si può coltivare in testicolo di coniglio: il ceppo di Nickolds


Infezione da HIV E sifilide presistenti favoriscono l’infezione da aprte dell’altro

MANCA TUTTO.

Perché avvenga il contagio del feto, la spirochetemia deve verificarsi alla fine del quarto mese,
laddove la placenta è già pienamente formata: tanto più grave è il qusdro infettivo, quanto più la
spirochtemia avviene in prossimità dle quarto emse (si verifica sifilide congenita fetale, con morte
intrauterina, cui può conseguire aborto o termine gravidanza con feto morto). Se, invece, la
spirochetemia si verifica ad uno stadio più tardivo, le conseguenze sono meno severe: sifilide
congenita post natale…

Se si verifica sifilide congenita post-natale tardiva, il cui esordio è in età ; è caratterizzata da triade
di Hutchinson…

E’ fondamentale dunque, conoscere lo stato della puerpera: se la madre è stata curata durata la
gravidanza, poiché si sa che l’antibiotico non raggiunge l’utero in concnetrazioni sufficienti, il
bambino deve considerarsi malato; se la madre non è stata curata….. MANCA.

Diagnosi: comparsa di una lesione unica e dura.

Diagnosi: nell’essudato si valuta la vitalità del microrganismo, rilevandone la mobilità in campo


scuro (?)
. Poiché l’infezione non è rapidamente letale, non v’è motivo di affrettare la diagnosi esponendosi
a rischio di contagio, ad esempio scarificando l’ulcera: è consigliabile effettuare diagnosi tramite
metodo sierologico, dopo aver atteso il tempo encessario perché il titolo anticorpale risulti
rilevabile.

Due tipi di anticorpi:


diagnostici, o reagine: Wasserman rileva che nei soggetti che manifestano sifilide, il siero reagisce
con il cuore di bue…
reazione di Wassermann: il siero del paizente è posto per 30 minuti a 56 gradi, così da eliminare il
complemento del paziente; si aggiunge allora complemento fresco dal coniglio, specie che è
raramente colpita da difetti genetici a carico delle proteine complementari. Vi pongo allora emazie
di montone e anticorpi antiemazie di montone (sistema rilevatore, che consente di valutare ..?): se
vengono lisate, il complemento funziona. Devo allora, appuratone il funzionamento, effettuare
diluizioni scalari del siero, fino alla concentrazione per cui avviene un’unica reazione (valore di
diluizione… ??).
Si aggiunge allora cardiolipina, per evideniziare o meno la presenza di anticopri

La specificità è alta: i falsi negativi si verificano solo laddove il paziente sia nel periodo finestra.
L’esame va dunque ripetuto a distanza di un certo lasso di tempo; se negativo a tre mesi dal primo
test, allora si esclude il falso negativo.
Possono verificarsi tante falsi posotivi, epr interferenza da parte di una lunga serie di condizioni,
fra cui molte condizioni reumatologiche (la Wasserman si pratica, infatti, ancora, in ambito
reumatolgoico), ma anche vaccinazione o gravidanza: donna in gravidanza, positiva al
Wassermann, va dunque tranquillizzata, prima di disporre ulteriori accertamenti.

VDRL positiva richiede che si disponga il test treponema specifico: FTA-ABS. Test di
immunofluorecenza indiretta. SI impiega il ceppo di Nichols: se nel siero del paziente è presente
l’antcicorpo, questo reagisce con ‘antigene e viene ad essere evidenziato con un anti-anticorpo.
Nell’attuale ABS, la specificità per treponema pallidum subsp. Pallidum aumenta operando
preadsoribemnto con treponemi apatogeni di Reiter degli avetuali ancticorpi di gruppo del siero in
esame.

TEST di Nelson-Mayer: si isola il treponema pallidum vivo, isolato dal testicolo di coniglio. SI
aggiunge siero del paziente e complemento…

TEST di emoagglutinazione per T. pallidum (TPHA):si verifica emoagglutinazione. Le varie emazie,


adsdorbto l’antigene, formando l’anticopro. Il test risulta positivo dopo… manca.

Corynebacteriaceae: dal temrine “clava”. Hanno infatti forma di clava, ovvero sono slargati per la
presenza di . Bacilli pleomorfi, asporigeni, aerobi facoltativi, immobili, assumono al vetrino un
aspetto a palizzata, o a ideogrammi cinesi, oa V o a L. Nel complesso, dà luogo a figure simili a
ideogrammi cinesi.

Poiché sia patogeno, deve essere lisogeno per il fago beta (ovvero, capace di indurre ciclo lisogeno
nel fago beta). La specie patogena è corynebacterium diphteriae, che produce la tossina difterica.
Esistono comunque altre specie patogene per l’uomo.

La crescita avviene su terreni selettivi, contenenti tellurito di potassio, sostanza che ne è ridotta a
tellurio metallico. Queste colonie assumono così un colore nero (precipita il metallo?).
Epidemiologia: i paesi occidentali, ove si pratica la vaccinazione, vedono un rischio di difterite
molto ridotto; al cotnrario, paesi in cui per

Difterite viene dal termine difteria, ovvero membrana: la patologia fu scoperta da Klebs,; si
ipotizzò che la patogenesi dipendesse da una sostanza solubile; prelevato un campione ed
avendone fatto opportuno filtraggio, si risalì alla presenza di tossina termolabile, tramite
somminsitrazione in animale…
Terreno di Loeffler: parzialmente selettivo, permette un primo isolamento, anche se è eprmissivo
anche verso streptococchie pneumococchi.
Terreno addizionato con tellurito di potassio: terreno pienamento selettvo. VI si descrivono tre tipi
di colonie: gravis, mitis e intemerdius, i quali differisocno per tempo di generazione, ma non per
patogenciità.
Fattori di virulenza: esotossina di virulenza: è espressa in condizioni limitanti il ferro. Nel siero, il
ferro libero è legato a latoferrina e transferrina, ergo basso: il ferro libero induce un repressore
che blocca la sintesi della tossina. E’ una tossina del tipo AB, in cui si ritrovano due legami
disolfuro: penetra nell’organismo nel punto in cui si è stabilito il corynebacterium, il quale non dà
disseminazione sistemica, ma piuttosto infezione localizzata. La tossina, questa sì, entra nel
circolo: lega questa un recettore sulla membrana della cellula ospite (vari tipi di tessuti, fra cui
mocardio), venendo internalizzata in un endosoma. Il sito catalitico A è tagliato, ma resta legato a
B tramite ponti disolfuro: poiché l’endosoma va incontro a acidficazione, i legami disolfuro si
rompono, così che il segmento A possa uscirne e catalizzare ADP-ribosilazione a carico di EF2
(elongation factor 2), bloccando così la sintesi proteica.
L’azione profilattica del siero si verifica se somminsitrato precocemente

La trasmisione è esclusivamente inerumana (tipicamente fra bambini); nelle zone tropicali sono
atetstate forme cutanee, associate ad ulcere. Il corynebacterium prolifera localmente, inducendo
infiammazione, così da causare lesioni dall’apparenza membranacea: si tratta, in realtà di una
pseudomembrana, costitutita da un’area necrotica che laddove staccata causa sanguinamento e
può indurre asfissia, specialmente nel bambino.
La tossina ha predilezione per il tessuto muscolare striato del cuore: pul dinurre alterazione del
ritmo (
-pul colpire SNC: paralisi del palato molle, plineurite e paralisid egli arti infeiori… MANCA.

Immunità: per appurare la presenza di antitossina in circolo, può effettuarsi il test di Schick. Se si
inocula in un braccio la tossina, e sul braccio controlatera la tossina inativata, in base ai risultati
posso rilevare: immunità, sucettibilità o iper

Il medico deve applicare sieroprofilassi specifica quanto più preocecemente: la letalità associata
all’infezione è proporzionale al ritardo con cui si effettua il trattamento.
La vaccinazione è estremamente importante.
Si inocula il tossoide di Ramon, ovvero tossina trattata con formaldeide e allume (proluna il
periodo in cui la tossina è esposta dalle APC, ergo amplia la probabilità che venga attivata la
produzione di anticorpi: quale il termine per definire questo fneomeno? Non “immunogenciità”);
iniezione intramuscolo … in slide.
Il mantenimento dell’immunità richeide richiamo fra 10 e 11 anni.
Sono attestati casi in pazienti con età superiore ai 50 anni: si sta attualmente valutando
l’opportunità di un richiamo in età più avanzata.

Diagnosi di laboratorio:
Va valutata la lisogenicità per fago beta, che determina la possibilità o meno di produrre tossine: il
ceppo si dimsotra tossigeno con test di tossinogenesi in vivo, o in itro, tramite prova di
precipitazione Elek
Si seminano strisce parallele di campioni di batteri: alcuni di questi campioni…….: diffonde
l’anticorpo e diffonde l’antigene: si forma una banda nella zona di equivalenza; striscia di
nitrocllulosa imbevuta con anticorpo…
Bacillus Anthracis:
così definito poiché quando infetta la cute, causa lesioni nere (carbonchio). Genere bacillus; specie
anthracis…
Usato come arma terroristica: ultimo episodio in America nel 2001. Arma batteriologica: se
diagnsoticato in fase preoce, è trattabile; se la diagnosi, è tardiva non v’è possibilità di cura.

Il microrganismo cresciuto a 42, 43 gradi, il micorganismo perde parte della virulenza: Pasteur
impiega ceppi così attenuati per vaccinare le greggi. Da un punto di vista

Diagnosi di specie: non sempre sicura. Anthracis e cereus possono essere non dicriminati
opportunamente negli esami da laboratorio.

Gli erbivori si infettano in seguito a lesioni del cavo orale o della faringe: in caso contrario, la spora
germina nel tratto GI, riprocendosi. Glie rbivori sono dunque serbatoi del batterio, ne causano la
riproduzione.
Se un animale muore per carbonchio, il pascolo è contaminato da spore: da qui, la ; se un animale
muore per carbonchio, la carcassa è

Gli individui suscettibili a contrarre l’infezione sono quelli che lavorino con le pelli di animali infetti
(mandriani, fabbricantidi spazzole con setole di animali), conciatori…, microbiologhi.
Il microrganismo bastoncellare, gram+, con estremitò piatte, immobile; in vitro può dare luogo ad
aspetto a canna di bambù. La spora è centrale e non deforma l’aspetto della cellula. V’è poi la
capsula, costitutiad a acido D-glutammico: lo sviluppo della capsula dipende dalla presenza di CO2
(microaerofilia) e bicarbonato di sodio. La casula ha funzione antifagocitario. Strato S, costitutio da
SAP (surface array protein) e EA1 (extractable antigen 1).
La colonia ha un aspetto a caput medusae, ovvero presenta amrgini frastagliati. Non è emoltiico su
agar sangue e in presenza di CO2/bicarbonat assume aspetto mucoide, liscio, per la sintesi della
capsula.

Fattori di virulenza:
capsula: polimero di acido D-glutammico; sono stati sequenziati sia il gene codificante per la
sintesi, che quella per dep (per la degradazinìone).
-ceppi senza capsula hanno ridotta virulenza (Dose letale è maggiore di 4 logaritmi)

Tossina binaria di tipo AB; tre porzioni: antigene protettivo (importante poichP consente il
binding), fattore dell’edema, fattore letale. Nessuna delle tre, di per sé, esercita funzione dannosa;
la tossina minima consta di antigene protettivo, che media l’adesione, e uno degli altri due
antigeni. Il fattore delle’dema è repsonsbaile dell’ipersecrezione di liquidi e ioni dalle cellule; il
fattore letale digerisce alcune map chinasi, inducendo la morte della cellula.

ATR: antigene protettivo che taglia in due porzioni: una più grande ed una più piccola. Insieme

Azione della tossina: eptamero, endoproteasi serinica calcio-dipendnete, che taglia l’antigene
protettivo in due molecole, di diverse dimensioni…; la parte grande lega il fattore dell’edema ed il
fatot
Il complesso, ovvero l’eptamero, compelssato con fattore dell’edema o fattore letale, è inglobato e
internalizzato dalla cellula: nell’endosoma si verifica acidifcazione, in seguito a cui l’eptamero
inietta fattore letale e dell’edema nel citosol

Fattore dell’edema: porta a produzione di


pXO1:plasmide che in seguito a coltura in 42, 43° viene perso. E’ il ceppo con questo palsmide,
contenente geni regolatori e della capsula, che è eprso nel ceppo usato da Pasteur per la
vaccinazione
pXO2:contiene gene regolatria acpA e per la sintesi della capsula (capBCA). Viene perso dal
batterio spontaoneamnete o dopo coltivazione con novbiocina.

Quando uno dei due plasmidi viene perso, il ceppo resta vitale, ma perde la patogenciità. MANCA.
Malttia tipica degli erbivori: normalmente mantneuta dall’apparato gastroenterico.

Filtri: ripeiegature estremamente sottili che trattengono tutto quello che vi passi in mezzo; poi
inceneriti.

Borrelia: spirocheta che ha molte cose in comune col treponema: alparid el trponema non ha LPS
ed andamento a stadi della patologia correlata: al pari del treponema, l’ultimo stadio è
caratterizzato dall’assenza del batterio e non è trattabile.
Spirale irregolare, che si muove per torsione e rotazione; è colorabile con colorazione di Giiemsa e
Wright.
E’ tipica infezione da vettori: zecche o pidocchi, tipicamente.
Le patologie che causa sono:
-febbre ricorrente endemica: sosenuta da arie specie di borrelia, che infettano la zecca molle e che
si trasmettono per via transovarica da zecca a zecca. La zecca contagia il roditore; il roditore
infetto può a sua volta contagiare le zecche. La trasmissione transoarica fa sì che nel ciclo
endemico, il batterio possa rimanere vitale per 15 anni: il contagio da aprte delle zecche avviene
col morso.
-Febbre ricorrente epidemica: borrelia recurrentis, il cui ospite naturale è l’uomo, specialmente in
condizioni di scarsa igiene. Linoculo avviene quando l’insetto è schiacciato durante grattamento da
pruruito.
-Boriellosi di Lyme: si caratterizza per febbre ricorrente. Febbre alta, che si abbassa per la
produzone di anticorpi; v’è nuovamente rialzo termico in seguito evasione del batterio tramite
shift antigenico : v’è dunque una successione rialzo termico e apiressia, per un totale di anche 10
cicli. Disrtibuzione di Borrelia Burgdorfri: trasmessa dalla zecca dura, infetta l’uomo che è ospite
terminale. La diffusione della malattia dipende dalla localizzazione di burgdorferi; l’infezione
avviene nei boschi, ergo i casi si concnetrano in tarda primavera, periodo in cui il vettore, per di
più, comincia a nutrirsi.
Aspetto di endoborrelia: membrana esterna come in treponeam, priva di LPS; il terine è statp
coniato in seguito a numerosi casi di artrite giovanile nella contea di Lyme.
Si verifica esantema dell’eritema cronico migrante, che è indice di borreliosi, e che si sviluppa
intorno al morso della zecca; l’eritema, in seguito, scompare. Se non curata, la borriellosi evolve
nella seconda fase, sintomi che scompaiono ad alcuni mesi, con evoluzione in Lyme al terzo stadio,
condizione che non può più trattarsi.
Leptospyra: può sopravviere epr diverse settimane nell’acqua; l’opsite naturale è il ratto, dove
prolifera a livello dei tubuli renali; l’urina di ratto pul contaminare le acque, venendo così a
contagiare, indirettemanete, animali sia da pascolo che da cortile, ma anche l’uomo. L’uomo è
ospite terminale: non può verificarsi contagio da uomo a uomo.

Patogenicità delle leptospire

Manfiestazione:
asintomatica o similinfluenzale, ergo segni e sintomi piuttosto ; guarisce nel 90% dei casi in un
settimana; può evolvere in meningite asettica, forma in cui non si rileva presenza di microrganismi
nel liquor e che è associata a bassa mortalità.

Forma generalizzata: malattia itterico o di Weil: è convolto il fegato.

E’ un microrganismo sottile, capace di attraversare; possono isolarsi dal sangue e dal liquor;
all’inizio non è detto che il liquor sa psoitivo per il batterio. Similarità con le malattia sostentue da
altre spirochete: il danno prosegue indipendnetenemte dalla presenza del batterio ed è dunque
immunomediato (immunopatogenesi).

Leptospirosi possono suddividersi in:


anitteriche
anitteriche: morbo di Weil:

Relazione fra sintomi e

Leptospira: troppo sottile…


Sangue e liquor nei primi 10 giorni;
tempo di incubazione di 4 mesi: serve richeista esplicita e laboratorio specializzato.

Esame sierologico: test di agglutinazione al microscopio.

Clotridium: sporigeni. Clostridium è in genere anaerobio obbligato, in alcuni casi aerotollerante. La


cappa si ricolma di gas diversi dall’ossigeno, prima di cominciare a manipolare il clostridium; nel
caso degli aerotolleranti, i microrganismi resistono per un breve lasso di tempo a contatto con
l’ossigeno, ergo possono essere manipolati, se si agisce in fretta, ed inserita, subito dopo, in un
contenitore adatto, dove s’è maniplata la composizione dell’aria con l’impiego di “bustine”
apposite.

-Anerobi srtretti: O2 è tossico, attraverso la formazione di H2O2 e formazione di radicali liberi;


necessità di bassi potenziale redox, terzo motivo…

I principali agenti etiologici sono: clostridium tetani; clostridium botulinum; clostridium


eprfringens; clostridium difficile.

Clostridium botulinum: sporigeno, anerobio obbligato, gram +,


Marmellata e zucchero: l’aggiunta di una certa quantità di zucchero permette di innalzare la
pressione osmotica a valori tali da inibire la crescita del botulino: se dunque, si realizzano alimenti
di questo tipo con aggiunta di poco zucchero v’è il rischio di contaminazioen da clostridium
botulinum; così anche nel prosciutto, specilmente nella porzione più vicina all’osso, può attecchire
il botulino, se non si tratta con quantità sufficienti di Sali.

Le tossine sono termolabili: si formano per taglio idrolitico di protossine da parte di proteasi e
sono costituiti,a lla fine, da un due subunità (vcatena pesante B e A, parte attica) tenute insieme
da pnte disolfuro: la neurotossina inibisce il rilascio di acetilcolina a livello della placca
neuromuscolare, tipicamente ;è molecola molto potente: la DL per il topo è 0,1nanogrammi/chilo.
Il recettore, ganglisosidico, lega la tossina intera: avviene internalizzaizone con formazioen di
endosoma, che è successivamente sottoposto ad acidifcazione. Avviene allora la fuoriuscia della
catena leggera, ovvero del frammento A, che interagisce con le proteine SNARE, ovvero la
sinaptobrevina, proteina che guida la fusione delle vesicole contenenti acetilcolina con la
membrana, ove si localizzano proteine SNAP35 e sintaxina. La tossina, dunque, ingerita
direttamente (nelle matrici alimentarsi di cui si è parlato, sussistono le condizioni di anaerobiosi e
temperatura necessarie alla germinazione delle spore, che danno luogo alla fo, è assorbita a livello
di duodeno e digiuno: da qui arriva alla placca neuromusoclare.

Azione intracellulare: la vscicola presenta proteina di emmbrana associata ala vesciola, detta
VAMP, du cui agiscono le neuortossine botuliniche …; la C sulla sintaxina..: in sintesi, ogni tossina
agisce su un target specifico, bnché l’effetto finale sia sovrapposto, ovvero l’impossibilità da parte
del motoneurone di rilasciare acetilcolina e , di conseguenza, paralisi flaccida.

Botulismo neonatale: contratto dal neonato in seguito a ingestione di miele, che può esser
contaminato con le spore. La spora, ingerita dal neonato, non trova l’opposizione della flora
microbica intestinale (che costituisce uno dei fattori dell’immunità aspecifica) e può dunque
attecchire, dare germinazione e tossina. Lo stesso fenomeno può verificarsi nel’audlto affetto da
grave dismicrobismo a livello della mucosa intestinale, ovvero alterazioni gravi della flora
intestinale.
Può verificarsi altresì botulismo da ferita se v’è ifnezione cocnomitante da microrganismi capaci di
alterare lo stato redox a livello della lesione .
Possono essere interessati anche i nervi cranici, con diplopia, disfonia…; l’exitus i verifica per
interruzione della respirazione, da paralsii del diaframma e dei muscoli espiratori.
La mortalità è del 10/15%.

Diagnosi: è importante documentare in feci, contenuto gastrico .. la presenza di tossina; la terapia


si fa col siero.
Controllo del botulismo alimentare:
-alimenti a bassa acidità: pH superiore a 4.5. Si deve praticare trattamento termico ad 80° per tre
volte, ad un giorno di distanza.
Alimenti a bassa acidità refrigerati: trattamento temrico+refrigerazione
Alimenti acidi: fattore di controllo è il pH+trattamento termico.
Tetano: epidemiologia in figura.
49000 morti per tetano neonatale solo nel 2016.
Tra 2001 e 2010 in Italia i casi di tetano sono notevomnete ridotti; se si considera l’età, il rischio
aumenta all’aumentare della stessa, poiché cala l’immunizzazione operata dal vaccino.
Clostridium tetani: bastoncello che produce endospore deformanti temrinali. Il bastoncello è a
bacchetta di tamburo o a racchetta: produce una tetanospasmina e una tetatolisina, simile alla
streptolisina.

La tetatnospamina è codifficata da un plasmide. E’ prodotta come unica catena polipeptidica, con


un solo ponte disolfuro: il taglio proteolitico, da parte di proteasi extracellulari, sinetizzate da altre
specie batteriche, fa sì che si distinguano due subunità, tenute insieme da ponte disolfuro (tossina
labile?).
Il legame alla membrana della tossina è anche qui mediato da recettore gangliosidico. La porzione
più esterna
Il tipo di lesione che deve verificarsi perché si rischi di contrarre tetano, è che la ferita sia
lacerocontusa, così che vi si sviluppi all’interno una codnizione di anaerobiosi tale da permettervi
la germinazione della spora, che è, di fatto, ubiquitaria. Infezione concomitante da parte di altri
batteri può partecipare a rendere le codnizioni particolarmente favorevoli alla germinaizone.
Anche questa tossina interagisce col ganglioside, è internalizzata nell’endosoma, che si acidifca: si
rompe allora il ponte disolfuro, il frammento A può fuoriuscirne ed arrivare, per via retrograda
assonale, fino alle corna anteriori del midollo spinale, dove si trasferisce nell’interneurone
inibitore (di Renshaw?), che inibisce la contrazione muscolare. L’interneurone contiene anch’esso
vescicole, contenenti però glicina o GABA . La tossina inibisce l’azioen di rilascio evsicale mediato
da sinaptobrevina e SNAP25/sintaxina. Ciò causa paralisi spastica , poiché il rilascio di acetilcolina è
costante.

La spora è ubiquitaria: laddove contamini ferite da compressione (ergo, non sanguinanti);


tetano neonatale: al momento del aprto è reciso il cordone. Il monconcino, nel giro, di qualche
giorno, subisce necrosi e si distacca. Se è stato contaminato con spora, allora questa può
germinare: il neonato è però coperto dall’immunità conferita dalla madre. Ergo, se la madre è
vaccinata, e lo stato di immunità ancora valido (richiami eseguiti correttamente), il bambino ne
riceve gli anticorpi ed è protetto.

Forme cliniche:
se la tossina è prodotta in grande quantità, può diffondere in circolo: la paralisi spastica si pakesa
dapprima nel massetere, muscolo il cui nervo motore è il più breve del corpo: si verifica allora
trisma; la contrazione spastica discende poi agli altri muscoli, fino all’opistotono.
Il tetano locale si verficia in soggetti vaccinati, il cu stato di immunità si sia indebolito per aver
mancato di effettuare i dovuti richiami.

Anatossina:
la sieroprofilassi si somministra in casi di ferite da compressione, in abbinamento al vaccino (nel
paziente già rpecedentemente vaccinato, il vaccino ha valore di richiamo, così da causare rispsota
immunitaria potente e rapida; si deve somminsitrare quanto più preocemente, perché gli
anticorpi, ovviamente, non hanno alcuna azione e la tossina è penetrata all’interno
Chi sia guarito dal tetano non sviluppa alcuna immunità: il batterio non permane sufficientemente
a lungo in circolo, penetra subito nelle cellule nervose.

Perfringesn: proudce un ampio numero di tossine.


Questi batteri si dividono in 5 sierotipi.
A: induce gangrena gassosa, cellulite, infezioni dell’apparato genitale femminile, infezioni
intraddominale, polmonari… La gangrena gassosa, che si verifica in seguito a contaminazione di
ferite traumatiche aperte o operatorie: il tessuto ischemico consente l’accumulo di acido lattico,
che abbassa il pH inducendo attivazione di catepsine tissutali: l’idrolisi idrolisi delle proteine
induce germinazione della spora e formazione delle forme vegetative, che producono una lunga
serie di tossine, tra cui ialuronidasi….: il danno tissutale che ne consegue causa la produzione di
gas che causa ulteriore compressione e espansione dell’ischmeia, con allargamentop del danno (!).
L’infezione può allora propgaarsi al tessuto muscolare sano, fino alla riduzione della contrattilità
del miocardio, con sviluppo di shock per crollo della resistenza vascolare, fino all’exitus. Nei cais
pià gravi, si deve procedere con amputazione,a livello di una zona in cui il clostridium non sia
ancora arrivato.

Enterotossina: componente strutturale della tunica: lega i recettori di cellule itnestinale, dove
causa perdita di acqua e proteine, diarrea, alterazione delle congiunzioni intercellulari; citochine
con processo infiammatorio, che aggrava il danno alla mucosa intestinale, le cui cellule vanno
incotntro ad apoptosi.

Patogenesi: contaminazione di carni alimentri con spore: le spore sopravvivono alal cottura, lo
spore gemrinano…

B:enterotossemia
C:enterotossiemia; gruppo 4 e 5 enterite necrotica. La beta tossina, laddove manchi la tripsina a
livello intestinale, per assuznione di patate dolci (contenenti inbiitori della tripsina), malnutrizione
o infestaizone da ascaris lumbricoides, può attivarsi, inducendo malattia necrosante acuta. Questa
conizione causa morte nel 50% dei casi per eprforazione intestinale.

Alfa tossina: fosfolipasi C che idrolizza la fosfatiilclorina sulla membrana cellulare, causando la
morte della cellula per lisi. L’azioen della lecitinasi su ahar tuorlo d’uovo si evidenzia con una zona
di opalescenza attorno alle singole colonie. Nella zona del vetrino in cui v’è anitocpro per la
tossina, la reazione non si verifica. Reazione di N?

CLostridium dfificile: normale saprofita, commensale. In seguito a trattamento prolungato con


antibiotici, può verificarsi un incremento di carica del batterio in questione, che può venire a
causare condizioni poco gravi, quale lieve diarrea, o molto serie, quale la colite
pseudomembranosa.
La somministrazione di clindamicina, cefalosporine ed ampicillina può alterare l’equilibrio della
flora microbica, così che
AMCNA
Il 5% di acidi biliari primari (taurocolato e glicocolato) vengono prodotti e secreti nel duodeno e
riassorbiti nell’ileo terminale; il crasso ne trasforma circa il 5% in…
Il normale microbiota esprime sialidasi con cui tagli gli zuccheri e libera acido sialico: i batteri
fermentati convertono i carboidrati in acidi grassic he servono a nutrire la normale flora batterica
intestinale. I Sali biliari primari, inducono la trasformazione delle spore in forma vegetativa: il
micorbiota, intatto, trasforma i Sali biliari primari in secondati così da eliminare le cellule di
clostidium difficile gemrinate.
Laddove si sia praticta terapia con i batteri sopra detti, il microbiota ora presente, resistente alle
sostanze antibiotiche, produce succinato, subtsrato trofico per clostridium difficile e non attiva più
i Sali biliari primari in secondari: si producono, dunque, le condizini ideali per la gemrinazione e la
crescita di clostridium difficile. Viene allora ad esprimere, all’inizio della fase stazionaria della sua
curva di crescita, le tossina A, enterotossina, la tossina B, citotossina, fattore di adesione,
ialuronidasi e formazione di spore: la rpoduzione di sproe da parte del soggetto, sepcialmente in
ambito nosocomiale, aumenta il rischio di contagio degli altri pazienti.

La forma vegetativa è flagellata e mobile (?approfodnisci): può spostarsi fino al colon, dove
aderisce e produce le esotossine. La tossina a e b agiscono da GTPasi, che porta alla glicosilazione
e rottura delle giunzioni intercellulari e dell’integrità tissutale; esottossina binaria,a d attività ADP-
ribosilante. Le tossine danneggiano le cellule; si richiamano cellule infiammatorie; si rilasciano
ROS, RNS, con danneggiamento dele cellule…: è questa la condizione di colite
pseudomembranosa. Ulteriore descrizione…

Trapianto di feci: molto efficace nel ripristino della normale flora intestinale.

La diagnosi si fa: tampone rettale (NON FECALE), che si macchi feci, perché si possa fare indagine
molecolare e/o sierologica : col molecolare si ricercano i geni per la tossina; con la sierologia la
tossina, direttamente. Può capitare che si rinvegna il gene per la tossina, ma non la tossina stessa,
che non è stata ancora espressa. Poiché il test dell’ELISA perde di attendibilità oltre l’ora, o il
campione si analizza fresco, o ci si accontenta di ricercare il gene.