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Analisi tecnica dei luoghi e delle evidenze post

incendio

Dalle analisi dei luoghi dell’incendio, si possono ricavare i seguenti dati necessari ad
una corretta impostazione del modello dinamico dell’incendio da simulare. Il locale
maggiormente interessato dall’incendio risulta essere la cucina, la cui possibile
disposizione dell’arredo presente è riportata nella seguente figura.

Figura 2: Pianta del locale cucina con evidenza degli arredi

Il locale cucina risultava essere arredato con un divano letto a due posti, di un
frigorifero, di un lavello con piano cottura dotato di pensili sovrastanti, di una credenza,
anch’essa dotata di pensili sovrastanti. Sulla credenza era posizionato un televisore con
tecnologia LED. Erano presenti inoltre, un tavolo e quattro sedie. La tabella seguente
riporta le caratteristiche salienti degli elementi d’arredo del locale cucina.

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Gli altri elementi d’arredo, invece, risultano essere stati appena interessati alla
partecipazione dell’incendio.
Alla luce di quanto osservato, si può considerare sufficiente per la ricostruzione
dinamica dell’incendio esaminare la combustione del solo divano, del frigorifero e
del pensile sul piano lavabo, all’interno del locale cucina, in quanto, tenendo conto
della limitatezza dei locali dell’appartamento interessati all’incendio, tali elementi
sono stati i maggiori responsabili della produzione dei fumi e gas tossici e del
calore che ha interessato tutti i locali durante l’evento incendio.

Nel locale camera da letto, durante le operazioni di sopralluogo, sono stati rinvenuti i
seguenti elementi di arredo:
Letto matrimoniale;
Comodino in legno;
Armadio in legno.
La Figura che segue riporta la pianta del locale camera da letto con evidenza degli
elementi d’arredo.

Figura 3: Pianta del locale camera da letto

Inoltre, all’interno di questo locale non si sono registrati danni da calore né elementi di
propagazione dell’incendio. Le analisi ed i rilievi fotografici effettuati dimostrano che i
locali sono stati invasi solo dal fumo e dai prodotti della combustione.
Nel locale Bagno, i danni più evidenti dell’incendio consistono nella invasione
dell’ambiente dai fumi e dai gas tossici: evidenti sono i segni di fuliggine presenti sulle
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pareti, sui sanitari e sugli elementi di arredo. Il locale, così come evidenziato dalla
rappresentazione in pianta della Figura 4, risulta essere privo di finestra e, pertanto,
durante le fasi dell’incendio si è comportato come un cul-de-sac con l’effetto di
intrappolare tutto il contenuto tossico dei fumi.

Box Doccia

Lavatrice

Figura 4: Pianta del locale Bagno


Dai rilievi fotografici, inoltre, si nota che i materiali plastici presenti sono stati riscaldati
e, quindi, rammolliti dai fumi caldi che hanno riempito il locale durante l’evoluzione
dell’incendio. Il materiale plastico più leggero, costituito da pannelli in metacrilato del
box doccia, sotto l’effetto dei fumi si è disciolto. Il calore si è mantenuto nella parte alta
del locale: dal pavimento a circa 70 cm non si registrano danni da calore, così come
dimostra il mancato rammollimento delle rifiniture in plastica della lavatrice e degli altri
elementi presenti nel bagno, evidenziati nella figura seguente.

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Modelli "a zone"

I "modelli a zone"[8], considerano l'ambiente o l'edificio suddiviso in un numero finito


di zone macroscopiche nelle quali le condizioni, che si sviluppano nel tempo, sono
considerate uniformi. Vengono cioè individuati specifici volumi di controllo, in numero
variabile in relazione al desiderato livello di dettaglio, all'interno dei quali vengono
valutate le singole grandezze rappresentative mediante gli algoritmi di calcolo.
Il più comune modello d'incendio del tipo "a zone" generalmente usa due volumi di
controllo per descrivere un ambiente: un volume (o layer) superiore e un volume (o
layer) inferiore, cosi come rappresentato nella figura seguente.

Figura 7: Modelli “a zone”

I modelli di campo o ''field models"

I "field models" considerano l'ambiente come suddiviso in un gran numero di piccole


celle tridimensionali, generalmente a forma di cubo o parallelepipedo. Per ciascuna di
tali celle vengono quindi valutate tutte le grandezze di interesse comprendenti
temperatura, composizione dell'aria, velocità e direzione. Il calcolo tiene conto delle
variazioni che intervengono in ciascuna cella per effetto di variazioni in quelle limitrofe.
Si basano sulla teoria della fluidodinamica che concerne la descrizione matematica del
comportamento fisico dei fluidi, sia gassosi che liquidi [9]. Le equazioni che governano
il moto dei fluidi sono note da oltre 150 anni, note come equazioni di Navier-Stokes.
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I valori di sviluppo del calore delle curve HRR per i mobili imbottiti, posso essere
ricavati da dati sperimentali contenuti in letteratura. Nel caso in esame, i valori di tasso
di rilascio termico e delle altre grandezze caratteristiche di incendio, sviluppo dei fumi e
rilascio delle sostanze tossiche del divano sono state ricavate dalla pubblicazione “Fire
behavior of Upholstered Furniture”[11] ed inserite nel programma di simulazione in
accordo alle caratteristiche esplicitate nella figura seguente.

Figura 8: Curva di rilascio termico (HRR) e caratteristiche di combustione del divano

Alla stessa maniera, attraverso lo studio della pubblicazione della sperimentazione


effettuata al VTT (Technical Research Center of Finland), istituto di ricerca Finlandese
equipollente al CNR italiano, dal titolo “Burning of Electrcial Household Appliances –
an Experimenta Study”[12], si è potuto ricavare lo sviluppo del rilascio termico
dell’incendio di un frigorifero e delle caratteristiche di sviluppo dei fumi e delle
sostanze tossiche durante la dinamica della combustione dell’elettrodomestico stesso.
Lo studio Finlandese [12], raccoglie i dati dell’incendio dei frigoriferi considerati dallo
sperimentazione in un diagramma temporale riportato nella Figura 9. Per l’utilizzo dei
dati sperimentali all’interno del modello e del software di simulazione, è stata effettuata
una interpolazione delle curve più rappresentative del tasso di rilascio termico che ha
condotto alla identificazione del “fire object” frigorifero all’interno di CFAST riportato
nella successiva Figura 10.

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importanza ricostruire lo stato e la configurazione delle aperture dei locali. Le aperture,
infatti, sono responsabili del trasporto dei fumi e del richiamo di aria “fresca”
dall’esterno o da altri locali con notevole influenza sullo sviluppo dell’incendio, dei suoi
effluenti, in termini di produzioni di fumi e rilascio delle sostanze tossiche, nonché delle
temperature che possono essere raggiunte negli ambienti dove ha luogo la combustione.
Facendo riferimento ai rilievi dimensionali, alle testimonianze ed alle tracce post
incendio, risulta ragionevole assumere la porta finestra di accesso alla cucina chiusa al
momento dell’innesco dell’incendio. Questa circostanza, oltre ad essere avvalorata dal
danno del serramento riportato nella Figura 12, è confermata anche dalla squadra dei
Vigili del Fuoco che ha condotto le operazioni soccorso tecnico urgente e di
spegnimento. Il serramento, comunque, per effetto delle temperature raggiunte durante
lo sviluppo dell’incendio, ha subito la rottura del vetro nella parte superiore.

Figura 12: particolare della porta finestra di accesso al locale cucina con evidenza del vetro rotto
dal calore sviluppatosi durante l’incendio

La stima dell’instante di apertura e l’influenza sulla dinamica dell’incendio da parte di


questa superficie di smaltimento dei fumi e del richiamo di aria dall’esterno verrà
discussa nella sezione ove vengono descritte le simulazioni effettuate e le ipotesi
assunte.
Il serramento della porta di comunicazione della cucina con la stanza da letto e la porta
finestra della stanza da letto si possono assumere in posizione aperta perché utilizzate,
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subito dopo l’innesco dell’incendio, dalla sig.ra Barigelli come via di fuga
dall’appartamento (cfr. Verbali sommarie informazioni rese dalla sig.ra Barigelli).

Figura 13: Vista della porta finestra di accesso della cucina e della porta finestra di accesso della
camera da letto

L’apertura della porta del disimpegno viene assunta in posizione di aperto, così come
rilevato dall’esame dei luoghi (cfr. Figura 14.) e acquisito dalle testimonianze degli
operatori VVF accorsi sul posto.

Figura 14:Particolare delle porte della camera da letto e del disimpegno (posizione di aperto)

La porta di accesso del bagno, considerata la completa copertura di fuliggine dovuta alla
deposizione dei fumi e la testimonianza del capo partenza dei Vigili del Fuoco, si può

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assumere come “socchiusa”, quindi non completamente chiusa a barriera dei fumi
dell’incendio né completamente aperta.
La tabella che segue riassume lo stato dei serramenti ipotizzato durante l’evoluzione
dell’incendio.

Tabella 3: Stato dei serramenti durante l’incendio


Stato
Serramento
Inizio Incendio Fine Incendio
Aperta (nella parte
Porta Finestra Cucina Chiusa superiore per la
rottura del vetro )
Porta Finestra Camera
Aperta Aperta
da letto
Porta fra Cucina e
Aperta Aperta
Camera
Porta fra Cucina e
Aperta Aperta
Disimpegno
Porta fra Disimpegno
Socchiusa Socchiusa
e Bagno

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Modello SW e Casi simulati
Dai rilievi geometri effettuati, con gli elementi descritti nelle sezioni precedenti,
si è potuta impostare la geometrica dell’appartamento, la posizione e lo stato dei
serramenti, nel Software CFAST utilizzato per la simulazione e ricostruzione della
dinamica dell’incendio. La Figura seguente riporta una vista 3D dell’appartamento così
come implementato nel SW di simulazione.

Bagno (cieco) Disimpegno Camera da letto

Cucina/Soggiorno

Figura 15: Vista 3D del Modello di appartamento utilizzato per la simulazione con evidenza dei
serramenti.

Per la ricostruzione dell’incendio è stato necessario procedere alla simulazione di


diversi scenari, denominati nel gergo “casi”. Il primo caso simulato – denominato caso
0, ha visto l’incendio del divano senza la presenza di altri elementi che partecipassero
all’evento, il secondo caso (caso1), invece ha comportato la simulazione del divano
innescato immediatamente dopo l’incendio con l’aggiunta del frigorifero innescato per
effetto delle fiamme e del “calore irraggiato” dal divano stesso ed il successivo innesco
del mobile in legno posto sopra il lavabo e piano cottura della cucina.
Il valore utilizzato per l’innesco successivo del mobile in legno è stato ricavato dalla
letteratura tecnica di settore [16] e posto pari a 10 kW/mq (Critical heat flux of wood).
Stabilizzato il modello di incendio con innesco immediato del divano e successivo
innesco per fiamme e calore del frigorifero, ci si è concentrati nel ricavare l’istante in
cui la temperatura raggiunta dallo strato caldo dei fumi (layer – strato – superiore del
modello a zone) ha rotto la parte superiore dei vetri della porta finestra della cucina.

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Dalla pubblicazione scientifica “Probabilistic simulation of glass fracture and fallout in
fire”[17], nella quale sono riportate prove in scala reale di vetri per serramenti
sottoposti a test di incendio, si è assunto come temperatura di rottura di un doppio vetro
con camera interna il valore di 450°C. Dalla curva tempo temperatura dello strato
superiore del caso divano-frigo con serramento chiuso, si è estrapolato l’istante di
rottura della parte superiore del serramento della porta finestra della cucina. La figura
che segue riporta il grafico temperatura tempo con evidenza dell’istante in cui vengono
raggiunti i 450 °C e, quindi si rompe il serramento nella parte superiore per il caso di
dinamica di incendio in argomento.
Upper Layer Temperature

700

600

500

400
°C

300

200

100

0
0 50 100 150 200 250 300 350 400
s

Figura 16: Temperatura della Cucina durante l’incendio relativa al Caso 1

L’istante in cui si raggiungono i 450°C risulta essere pari a 240 s (circa 4 minuti)
dall’inizio dell’incendio, così come evidenziato dalla figura seguente.

Figura 17: Istante di rottura del vetro nella parte superiore della porta finestra della cucina per il
raggiungimento della temperatura di 400°C.
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Il caso successivo, caso 2, è stato simulato con la rottura del vetro nella parte superiore
della porta finestra della cucina all’istante t= 240 s e, rappresenta, pertanto il modello
più rispondente alla dinamica dell’incendio occorso nell’appartamento.

Figura 18: Evidenza della dinamica di simulazione prima della rottura del vetro ( a sinistra) e dopo
la rottura del vetro ( a destra).

Questo caso è stato simulato con la porta del bagno aperta, successivamente il caso 3 è
stato simulato con la porta chiusa. Si rappresenta che ciascun serramento chiuso
presenta intorno al proprio telaio una apertura che si può assumere di ampiezza pari a
circa 1cm, per tener conto degli “spifferi” inevitabilmente presenti nei serramenti reali.
Sulla base del caso 3, il caso 4 è stato simulato con una apertura del serramento del
bagno pari al 10%, il caso 5 con il 20 %, il caso 6 con il 30%. La tabella che segue
riassume i casi simulati per la ricostruzione dinamica dell’incendio.

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Tabella 4: Ipotesi e Casi di simulazione dell’incendio
Sorgenti di Stato porta Tempo di
Simulazione Stato porta del bagno
incendio finestra cucina simulazione
Caso 0 Divano Chiusa Chiusa
Divano +
Caso 1 Frigorifero + Chiusa Chiusa
Pensile
Divano +
Chiusa a t=0 s
Caso 2 Frigorifero + Aperta
Aperta a t=240s
Pensile
Divano +
Chiusa a t=0 s
Caso 3 Frigorifero + Chiusa 2000 s
Aperta a t=240s
Pensile (33 minuti
Divano + circa)
Chiusa a t=0 s
Caso 4 Frigorifero + Aperta al 10%
Aperta a t=240s
Pensile
Divano +
Chiusa a t=0 s
Caso 5 Frigorifero + Aperta al 20%
Aperta a t=240s
Pensile
Divano +
Chiusa a t=0 s
Caso 6 Frigorifero + Aperta al 30%
Aperta a t=240s
Pensile

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Validazione del Modello di Incendio Ricostruito e
Simulato

Nell’ambito della Ingegneria della sicurezza antincendio – Fire Safety Engineering - e,


soprattutto nei casi di ricostruzione dinamica degli incendi, costruito il modello ed i casi
rappresentativi è necessario validare le simulazioni prendendo a riferimento tracce ed
evidenze specifiche lasciate dall’incendio e raccolte nello scenario post-incendio [18].
Nel caso in argomento, la validazione del modello è stata fatta tenendo in
considerazione le temperature che si possono ipotizzare nei vari locali secondo le
evidenze seguenti.
Nella cucina, il divano prima ed il frigorifero dopo hanno raggiunto la piena
combustione con temperature che hanno superato sicuramente i 500° C, in quanto il
termosifone di alluminio posto accanto al divano, ha iniziato la fase di rammollimento,
come evidenziato nella Figura 19. L’ipotesi di almeno 500°C è suppurata dal fatto che
la temperatura di fusione dell’allumino è di circa 600°C.

Figura 19: Termosifone con evidenza dei danni da calore


La parete posta dietro il divano ed il frigorifero ha raggiunto il colore bianco, pertanto,
secondo la letteratura tecnica di settore [19], si può stimare una temperatura non
inferiore ai 600°C.

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Figura 20: Parerti della Cucina sottoposte alle azioni del focolare (divano + frigorifero)

L’esame a vista del degrado del calcestruzzo e la colorazione biancastra degli elementi
strutturali e di tamponatura esterna consente di presupporre con buona approssimazione
un assoggettamento degli stessi a temperature prossime ai 600 - 650°C, Tabella 5.

Tabella 5: Processi fisici e meccanici connessi all’esposizione all’incendio del calcestruzzo.

Tale temperatura risulta confermata anche dalla rottura delle pignatte dell’intradosso del
solaio sovrastante (cfr. Figura 21): in [20] si è dimostrato sperimentalmente che le
pignatte del solaio in latero-cemento iniziano a danneggiarsi se sottoposte a fiamme, gas
e fumi caldi a partire dai 600 °C.

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Figura 21: Particolare dell’intradosso del solaio della Cucina con evidenza dei danni da incendio
Gli altri punti di validazione, sono rappresentati dall’assenza di partecipazione alla
combustione degli elementi di arredo della stanza da letto, in cui è probabile ipotizzare
una temperatura media durante l’incendio contenuta, con punte di breve durata solo
nello strato superiore della stanza prossime ai 400 °C.
Alla stessa maniera (cfr. Figura 5: Danni da calore nel bagno con evidenza dell’altezza
dello strato caldo dei fumi), per il fatto che gli elementi in plastica presenti nel bagno
sono stati solamente rammolliti dai fumi dell’incendio, in tale locale le temperature
devono essere comprese fra gli 80°C ed i 150°C, con punte di 200°C per tempi brevi e
solamente nello strato superiore del locale stesso.
Nella figure seguente si riportano i grafici delle simulazioni dei casi 2, 3, 4, 5 e 6, con
evidenza delle temperature dello strato superiore dei fumi per tutta la durata
dell’incendio simulato, del locale cucina.
700
Caso 2 T Cucina

600 Caso3 T Cucina

Caso4 T Cucina
500 Caso5 T Cucina

Caso6 T Cucina
400
[°C]

300

200

100

0
0 500 1000 1500 2000 2500
[s]

Figura 22: Temperatura della Cucina (Upper Layer – Strato Superiore)

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La Figura 22 dimostra che la dinamica dell’evoluzione dell’incendio all’interno del
locale cucina non risulta essere molto influenzata dallo stato della porta di ingresso del
locale bagno: questa variabile influisce in maniera marginale nella parte finale
dell’incendio, dopo circa 20 minuti. Si noti come le temperature massime raggiunte
nello strato superiore della cucina superano i 600°C e risultano essere in linea con i
danni registrati alle strutture dalle analisi post-incendio riportate sopra.
Oltre alle temperature sviluppate nella cucina, nel prossimo grafico (Figura 23) si
riportano le temperature raggiunte nella camera da letto per i casi 2, 3,4 5 e 6, sempre
nello strato superiore.

450
Caso 2 T Camera letto
400
Caso3 T Camera letto

350 Caso4 T Camera letto

Caso5 T Camera letto


300
Caso6 T Camera letto
250
[°C]

200

150

100

50

0
0 500 1000 1500 2000 2500
[s]

Figura 23: Temperatura dello strato superiore della Camera da letto.

Come rilevato nelle sezioni precedenti, nella camera da letto non si sono registrati danni
da incendio: non vi è stata partecipazione all’incendio degli arredi presenti. Le
temperature indicate nella Figura 23 superano per un breve periodo i 400 °C,
mantenendosi sempre al di sotto dei 250°C. Inoltre, le temperature più elevate hanno
interessato la parte superiore della camera da letto, non comportando energia sufficiente
all’innesco degli arredi presenti nella camera da letto. Le simulazioni effettuate
registrano, infatti, uno strato superiore che non è mai sceso al di sotto del metro di
altezza, così come evidenziato nella figura seguente .

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3,50
Caso 2 T Camera letto

3,00 Caso3 T Camera letto

Caso4 T Camera letto


2,50 Caso5 T Camera letto

Caso6 T Camera letto


2,00
[m]

1,50

1,00

0,50

0,00
0 500 1000 1500 2000 2500
[s]

Figura 24: Altezza dello strato dei fumi nella camera da letto

A conferma dei dati relativi all’altezza dello strato dei fumi, la Figura 25 riporta una
vista della Camera da letto, ove si mette in evidenza come lo strato dei fumi si sia
mantenuto al di sopra del termosifone, quindi ad una altezza dal pavimento mai
inferiore al metro.

Figura 25: Particolare della Camera da letto ripreso dalla porta finestra con evidenza dello strato
dei fumi.

Questa circostanza risulta essere verificata dai dati di uscita delle simulazioni effettuare,
dalle quali è stata calcolata l’altezza dello strato dei fumi caldi che, non è mai scesa al di
sotto del metro. Le temperature contenute e l’altezza dei fumi mai più bassa di 1 metro
giustificano la mancata partecipazione alla combustione del letto, coperte piumino
lenzuola e materasso e degli altri elementi di arredo. Come riportato in [16], la
temperatura di autoaccensione del legno risulta essere superiore ai 490 °C.

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Ricostruzione dinamica incendio del 4.12.2014
In ultimo, per la validazione del modello per ciascun caso significativo simulato, sono
state analizzate le temperature dei fumi all’interno del locale bagno, sempre nello strato
superiore del locale.

200,00
Caso 2 T Bagno
180,00
Caso3 T Bagno
160,00
Caso4 T Bagno

140,00 Caso5 T Bagno

120,00 Caso6 T Bagno


[°C]

100,00

80,00

60,00

40,00

20,00

0,00
0 500 1000 1500 2000 2500
[s]

Figura 26: Temperatura dei Fumi nel bagno per i casi considerati.

Lo scenario post incendio del locale bagno, come detto in precedenza, non presenta
danni da incendio ma solo il completo riempimento del locale con i prodotti della
combustione. Si sono registrati rammollimenti localizzati di elementi in plastica (cfr.
Figura 5: Danni da calore nel bagno con evidenza dell’altezza dello strato caldo dei
fumi), pertanto è ragionevole assumere che la temperatura massima raggiunta nel locale
bagno non debba aver superato i 100-120°C. Pertanto, il caso 2 ed il caso 6 della
simulazioni, possono non essere considerati per le successive analisi, in quanto le
temperature raggiunte non sono compatibili con i danni post incendio rilevati, così come
non si deve considerare il caso 3 dove la porta del bagno è in stato di chiuso e le
temperature raggiunte sono troppo basse rispetto ai danni registrati nel locale.
I casi 4 e 5 sembrano essere quelli che meglio si adattano alle analisi dei danni post
incendio del locale bagno: questi casi di simulazione, come riportato nella Tabella 4,
considerano la porta aperta per il 10% ed il 20% della sua superficie, quindi in linea con
la testimonianza del capo partenza dei Vigili del Fuoco, il quale ha dichiarato che
durante le operazioni di spegnimento e ritrovamento della salma, la porta del bagno
risultava essere “socchiusa”. Le successive analisi sui livelli di tossicità raggiunti
all’interno del locale bagno al fine di stabilire il più probabile istante di
“incapacitazione” e morte del sig. Barca a seguito dell’incendio, considereranno,
pertanto, solo i casi 4 e 5: porta del bagno aperta del 10% e del 20%, rispettivamente.
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carbonio, FEDCO e FED CO2 rispettivamente, e della FED totale all'interno del locale
bagno per i casi 4 e 5, risultati essere i più rappresentativi della ricostruzione dinamica
dell'incendio.
I grafici che seguono riportano i valori di FED per i casi 4 e 5 della simulazione
dinamica dell'incendio.

2,50
FED CO Caso 4
FED CO2 caso 4
2,00
FED TOT Caso 4

1,50
FED

1,00
0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 [minuti]

0,50

0,00

Figura 27: FED monossido, biossido di carbonio Caso 4 – locale bagno

2,50
FED CO Caso 4
FED CO2 caso 4
2,00
FED TOT Caso 4

1,50
FED

1,00
0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 [minuti]

0,50

0,00

Figura 28: FED monossido, biossido di carbonio Caso 5 – locale bagno

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Ricostruzione dinamica incendio del 4.12.2014
Dalla

2,50
FED CO Caso 4
FED CO2 caso 4
2,00
FED TOT Caso 4

1,50
FED

1,00
0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 [minuti]

0,50

0,00

Figura 27 e dalla

2,50
FED CO Caso 4
FED CO2 caso 4
2,00
FED TOT Caso 4

1,50
FED

1,00
0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 [minuti]

0,50

0,00

Figura 28, è possibile ricavare l'istante di tempo, misurato a partire dall'istante di inizio
dell'incendio, dove la FED totale raggiunge il valore unitario, comportando
l’“incapacitazione” del sig. Barca Francesco e, quindi la sua morte. L'istante più
probabile del decesso risulta essere, di conseguenza, pari a circa 8 minuti dopo l'inizio
dell'incendio.
A conferma dei dati ricavati con l'utilizzo del metodo del Fractional Effective Dose , si
è ricavato, sempre per il locale bagno, il valore della concentrazione di ossigeno
all'interno del locale stesso. I valori della concentrazione di ossigeno nel locale bagno
sono riportati nella figura seguente.

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25,0

%O2 Caso 4
20,0
%O2 Caso 5

15,0
%O2

10,0

5,0

0,0
0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 [minuti]

Figura 29: Concentrazione di Ossigeno, casi 4 e 5 – locale bagno


Anche le informazioni sulla concentrazione di ossigeno, mostrano una riduzione
prossima alla soglia di pericolo, pari al 10%, proprio intorno agli 8 minuti dall'inizio
dell'incendio.

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