Sei sulla pagina 1di 68

ORDINE DEGLI INGEGNERI

DELLA PROVINCIA DI FROSINONE

CORSODI AGGIORNAMENTOIN
AGGIORNAMENTO INPREVENZIONE
PREVENZIONEINCENDI
INCENDI
DM 5 AGOSTO 22011

MODULO:
RESISTENZA AL FUOCO
DOCUMENTAZIONE DELLE PROCEDIMENTI
CERTIFICATIVA STRUTTUREDI
PREVENZIONE INCENDI
E SICUREZZA STRUTTURALE

Frosinone, Ordine degli Ingegneri, 16 settembre 2015


Frosinone, Ordine degli Ingegneri, 24 maggio 2018

Dott.Ing. Giovanni Rezoagli


IL DPR 151/2011
DPR 151/11
 Il titolare dell’attività SEGNALA,
con una dichiarazione di atto
notorio, l’inizio dell’attività;
 Il tecnico abilitato ASSEVERA la
conformità dell’attività ai requisiti
di prevenzione e sicurezza
antincendi.
 Il professionista antincendio
CERTIFICA (redazione dei
modelli CERT.IMP ; CERT.REI;
DICH.PROD)
Definizione di tecnico abilitato
e professionista antincendio
 tecnico abilitato: professionista iscritto in
albo professionale, che opera nell’ambito
delle proprie competenze professionali
stabilite dalle leggi e dai regolamenti vigenti;
 professionista antincendio: professionista
iscritto in albo professionale, che opera
nell’ambito delle proprie competenze
professionali stabilite dalle leggi e dai
regolamenti vigenti, ed iscritto negli elenchi
del Ministero dell'interno di cui all'articolo 16
del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139;
Il Fascicolo della «SCIA» segnalazione
certificata d’inizio attività

 La SCIA non è un documento unico,


ma piuttosto un fascicolo composto di
più parti sottoscritte da soggetti diversi.
Il titolare dell’attività
 Il titolare dell’attività, sotto la propria responsabilità,
consapevole delle pene stabilite per false
attestazioni e mendaci dichiarazioni, ai sensi:
 dell’art. 76 del d.p.r. n. 445/2000 (disposizioni in materia di
documentazione amministrativa),

 degli artt. 483 (falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico),
495 e 496 del c.p. (falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico
ufficiale sull’identità o qualità personali proprie o di altri) e..

…dell’art. 19, 6° co., della l. n. 241/1990,


 SEGNALA l’inizio dell’attività.
 ai sensi dell’art. 75 del d.p.r. n. 445/2000 «….. qualora
dal controllo effettuato emerga la non veridicità del contenuto
della dichiarazione resa, l’interessato decadrà dai benefici
conseguenti al provvedimento ottenuto sulla base della
dichiarazione non veritiera…..»
Legge 241/90
 Art. 19 comma 6
 Ove il fatto non costituisca più grave reato,
chiunque, nelle dichiarazioni o attestazioni o
asseverazioni che corredano la segnalazione di
inizio attività, dichiara o attesta falsamente
l’esistenza di requisiti ….. è punito con la reclusione
da uno a tre anni
Il titolare dell’attività

D.Lgs. 139/2006
 Art. 20 comma 1
 Chiunque, in qualità di titolare di una delle attività soggette al
rilascio del certificato di prevenzione incendi, ometta di richiedere il
rilascio o il rinnovo del certificato medesimo è punito con l’arresto
sino ad un anno o con l’ammenda da 258 a 2.582 euro. Quando si
tratta di attività che comportano la detenzione e l’impiego di prodotti
infiammabili, incendiabili o esplodenti, da cui derivano in caso
d’incendio gravi pericoli per l’incolumità della vita e dei beni , da
individuare con il D.P.R. previsto dall’art. 16 c. 1 (D.P.R. 151/2011,
almeno per le attività di categ. C)
Il tecnico abilitato
 Il tecnico abilitato, consapevole di :
 assumere la qualità di persona esercente un servizio di
pubblica necessità ai sensi degli artt. 359 e 481 del c.p.,
 della responsabilità penale che con la segnalazione
assume per dichiarazioni mendaci e falsa attestazione, ai
sensi dei già richiamati articoli del codice penale nonché
dell’art. 19, 6° co., della l. n. 241/1990 e successive
modificazioni;
 ASSEVERA la conformità dell’opera alle pertinenti
regole tecniche di prevenzione incendi e/o al
progetto approvato dal Comando in fase di
valutazione dello stesso.
Asseverare
 “affermare con solennità”, ossia porre in
essere una dichiarazione di particolare
rilevanza formale e di particolare valore
nei confronti dei terzi quanto a verità e
affidabilità del contenuto.
 Tale atto deve offrire le stesse garanzie
di legalità e correttezza dell’intervento,
che prima erano garantite dal
certificato di prevenzione incendi.
Articoli 359 e 481
 Art. 359 Persone esercenti un servizio di pubblica necessità
Agli effetti della legge penale, sono persone che esercitano un servizio
di pubblica necessità:
1) i privati che esercitano professioni forensi o sanitarie, o altre
professioni il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale
abilitazione dello Stato, quando dell’opera di essi il pubblico sia per legge
obbligato a valersi;
2) i privati che, non esercitando una pubblica funzione, ne’ prestando un
pubblico servizio, adempiono un servizio dichiarato di pubblica necessità
mediante un atto della pubblica Amministrazione.
 Art. 481 Falsità ideologica in certificati commessa da persone
esercenti un servizio di pubblica necessità
Chiunque, nell’esercizio di una professione sanitaria o forense o di un
altro servizio di pubblica necessità attesta falsamente in un
certificato, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è
punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire centomila a
un milione.
 Tali pene si applicano congiuntamente se il fatto è commesso a scopo di
lucro.
Il Professionista Antincendio

 Consapevole delle sanzioni stabilite dall’art. 20, 2° co., del


d.lg. n. 139/1996,
 elabora e redige le certificazione e/o le dichiarazioni atte a
comprovare che:
 gli elementi costruttivi,
 i prodotti,
 i materiali,
 le attrezzature,
 le macchine,
 i dispositivi e gli impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendi
 i componenti d’impianto rilevanti ai fini della sicurezza in caso
d’incendio,
 sono stati realizzati, installati o posti in opera secondo la
regola dell’arte, in conformità alla vigente normativa in
materia di sicurezza antincendio;
D.Lgs. 139/2006
 Art. 20 comma 2
 Chiunque, nelle certificazioni e dichiarazioni rese ai
fini del rilascio o del rinnovo del certificato di
prevenzione incendi, attesti fatti non rispondenti al
vero è punito con la reclusione da tre mesi a un
anno e con la multa da 103 a 516 euro. La stessa
pena si applica a chi falsifica o altera le certificazioni
e dichiarazioni medesime,
Attestazione di rinnovo periodico
di conformità antincendio (allegati)

 ASSEVERAZIONE, a firma di professionista antincendio,


attestante che le verifiche e la manutenzione degli impianti
finalizzati alla protezione attiva antincendi, con esclusione
delle attrezzature mobili di estinzione, sono state effettuate
in conformità alle istruzioni di uso e manutenzione previste
ed alle disposizioni vigenti applicabili e che, per gli stessi,
sono garantiti i requisiti di efficienza e funzionalità. La
stessa asseverazione deve riferirsi, ove installati, anche ai
prodotti e sistemi per la protezione di parti o elementi
portanti delle opere di costruzione finalizzati ad assicurare la
caratteristica di resistenza al fuoco.
Istanza di deroga (allegato)
 documentazione tecnica, a firma di professionista antincendio,
conforme a quanto previsto dall’Allegato I al decreto, integrata da una
valutazione sul rischio aggiuntivo conseguente alla mancata
osservanza delle normative di prevenzione incendi cui si intende
derogare e dalle misure che si ritengono idonee a compensare il
rischio aggiuntivo;
 In caso di utilizzo dell’approccio ingegneristico alla sicurezza
antincendio, la documentazione tecnica, a firma di professionista
antincendio, deve essere conforme a quanto previsto dall’Allegato I
al decreto, integrata da una valutazione sul rischio aggiuntivo
conseguente alla mancata osservanza delle normative di prevenzione
incendi cui si intende derogare e dalle misure che si ritengono idonee
a compensare il rischio aggiuntivo, determinate utilizzando le
metodologie dell’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio,
ivi compreso il documento contenente il programma per l’attuazione
del SGSA.
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale Vigili del Fuoco 2
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale Vigili del Fuoco 3
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale Vigili del Fuoco 4
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale Vigili del Fuoco 5
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale Vigili del Fuoco 6
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale Vigili del Fuoco 7
NOVITA’ DEI MODELLI 2014

Tutte le modifiche del modello PIN 2.2014 sono 
state orientate PER CONTENERE l’ambito di 
responsabilità del professionista che ASSEVERA;

SONO STATE ESCLUSE le generalizzate estensioni a 
tutte le attività ed a tutta la normativa 
applicabile;

La facoltà di inserire un elenco dettagliato delle 
certificazioni e dichiarazioni allegate è u t i l e 
per la ricostruzione ex‐post dell’operato 
dell’ASSEVERATORE

MinisteroMinistero  delldell’’IntInteernorno  –– CorpoCorpo  NazioNazionnaallee  Vigili
8 Vigili  deldel  FuocoFuoco
NOVITA’ DEI MODELLI 2014

Il modello PIN 3 è stato modificato nell’enunciato 
finale dell’ASSEVERAZIONE:

Si sancisce che l’asseverazione allegata al 
RINNOVO C.A. OPERA SOLO nell’ambito delle 
SCIA/CPI PRECEDENTI ;

Il professionista verifica solo il mantenimento 
delle dei requisiti e delle prestazioni di 
dispositivi, impianti e strutture SENZA ENTRARE 
NEL MERITO della conformità dell’attività a 
norme e/o progetti approvati (FATTE SALVE 
EVIDENTI E CONCLAMATE CARENZE!!!!)
MinisteroMinistero  delldell’’IntInteernorno  –– CorpoCorpo  NazioNazionnaallee  Vigili
9 Vigili  deldel  FuocoFuoco
PIN 3  2014

Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale Vigili del Fuoco 10
PIN 3  2014: ASSEVERAZIONE DEL 
PROFESSIONISTA

Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale Vigili del Fuoco 11
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale Vigili del Fuoco 12
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale Vigili del Fuoco 13
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale Vigili del Fuoco 14
DPR 151/11 E ALTRE INNOVAZIONI INTRODOTTE

semplificazione per il cittadino

un’opportunità per il professionista

ma anche una fonte di eventuali responsabilità


SINTESI DEL PANORAMA NORMATIVODI RIFERIMENTO
- L. 7 agosto 1990 n. 241: riguarda le norme in materia di
procedimento amministrativo ed accesso agli atti
- D.Lgs. 8 marzo 2006 n. 139: concernente il riassetto delle
funzioni dei Vigili del Fuoco
-
D.P.R. 1 agosto 2011 n. 151: contenente il Regolamento di
semplificazione dei procedimenti relativi alla prevenzione
incendi
D.M. 5 agosto 2011: concernente le procedure ed i requisiti per
-
l’iscrizione dei professionisti negli elenchi del Ministero
dell’Interno
D.M. 7 agosto 2012: afferente le modalità di presentazione
- delle istanze in materia di prevenzione incendi
Codice Penale: Artt. 359 e 481 Cp; eventualmente artt. 110,
- 113, 436, 437, 449, 451, 586, 589, 590 Cp
Norme tecniche
IL PASSAGGIO DALLA DIA ALLA SCIA
Con Il D.L. 78/2010, la modifica dell’art. 19 l. 241/90 sancisce il
passaggio dalla DIA alla SCIA
Prima il privato iniziava l’attività soggetta ad autorizzazione,
previo deposito della DIA, se la Pubblica Amm. non avesse avuto
nulla in contrario, con formazione del silenzio assenso dopo 30
gg
Ora inizia subito perché la sua segnalazione è “certificata”.
Che cosa significa questo?
Vuol dire che la collettività e la PA ripongono affidamento nella
certificazione di conformità del professionista
Cosa cambia per il professionista?
Ora il professionista è più esposto di prima, in quanto si assume la
responsabilità dell’asseverazione, che un tempo ricadeva sulla
PA
FONTI NORMATIVE DELLA SCIA E DEI CERTIFICATI ALLEGATI
- art. 16 c. 2, d.lgs. 139/06: il CPI è rilasciato dal Comando Prov.
VV.F. su istanza degli interessati

- art. 4 c. 1, DPR 151/11: l’istanza di rilascio del CPI viene presentata al


Comando Prov. VV.F. mediante presetazione della SCIA da parte dell'interessato

- art. 16 c. 4, d.lgs. 139/06:


- art. 4 c. 4, DPR 151/11: prevedono entrambi che il Comando acquisisce pure le
certificazioni attestanti la conformità delle attività alla normativa, rilasciate dai
professionisti
art. 4 c. 3, D.M. 7/8/12 (sulle modalità di presentazione delle istanze). Alla SCIA
-
sono allegati 2 tipi di certificazioni:

a) l'asseverazione del tecnico abilitato attestante la conformità ai requisiti


antincendio, cui sono allegati:
1. le certificazioni specialistiche atte a comprovare che elementi
costruttivi, prodotti, materiali, attrezzature, dispositivi e impianti
antincendio, sono stati realizzati ed installati in conformità alla
normativa antincendio;
2. per le attività in cat. A, la relazione tecnica e gli elaborati grafici a firma del
tecnico abilitato.
COSA DERIVA DA QUESTO INTRECCIO NORMATIVO?

Se la SCIA è una segnalazione che - grazie alle


certificazioni allegate - consente d’iniziare subito
l'attività, ne consegue che, di fatto, per le attività in
cat. A e B, il CPI ha lasciato il posto alla SCIA e
soprattutto agli allegati compilati dal professionista.

Il controllo successivo dei VV.F. non fa venir meno il


valore solenne del certificato, posto che nel frattempo
s’inizia l’attività proprio in virtù delle certificazioni
rilasciate dal professionista

SCIA + certificazioni allegate = CPI


ATTIVITÀ TIPO "B" o "C" DPR 151/2011
• art. 3 c. 1, DPR 151/11: prevede che i responsabili
delle attività assoggettate alle categorie B e C, devono
preventivamente richiedere ai VV.F. la valutazione dei
progetti mediante apposita istanza.

art. 3 c. 2, DPR 151/11: prevede che tali progetti



siano corredati da documentazione
prevista dal DM 7/8/12.
• art. 3 c. 2, DM 7/8/12: prevede che all'istanza di
valutazione del progetto venga allegata la
documentazione tecnica a firma del tecnico abilitato
che attesta la presenza di determinati requisiti.
RICAPITOLANDO
Abbiamo una SCIA compilata dal richiedente,
• cui viene allegata un'asseverazione
del tecnico,
• alla quale vengono allegate certificazioni
di altri tecnici diversamente specializzati.
In via propedeutica, solo per alcune tipologie di
attività più esposte(cat. Be C), è
necessario presentare richiesta di valutazione
del progetto,

cui è allegata documentazione tecnica
predisposta e sottoscritta da un professionista
abilitato.
È quindi il caso di domandarsi le
varie:
• asseverazioni ai fini della sicurezza antincendio

• asseverazioni ai fini della attestazione di


rinnovo
• certificazioni di elementi ai fini della resistenza al fuoco

• dichiarazioni relative a impianti

• documentazioni progettuali

• relazioni tecniche ed elaborati grafici

• ecc.

che valore hanno ai fini penali?


RISPOSTA
La troviamo negli artt. 481 e 359 cp
L’art. 481 cp punisce il falso in certificazioni,
commesso da persone che esercitano un servizio di
pubblica necessità.

Chi sono queste persone?

Secondo l’art. 359 cp, esercitano un servizio di pubblica


necessità coloro che esercitano professioni il cui
esercizio è vietato senza una speciale abilitazione
dello Stato, sempre che il pubblico sia obbligato per
legge ad avvalersi della loro opera:ingegneri, architetti,
geometri, periti e altri tecnici specializzati,
avvocati, notai, medici ecc..
Di conseguenza

dal combinato disposto dagli artt. 359 e 481 cp,


emerge
che, quali che siano le espressione utilizzate dalla
modulistica (asseverazione, certificazione,
dichiarazione, attestazione), essendo quello che
rilascia il professionista antincendio (soltanto abilitato
e/o specializzato), qualcosa di cui la collettività è
obbligata ad avvalersi, ai fini della legge penale si
tratta di una “certificazione”.
pertanto:
asseverazioni certificazioni dichiarazioni attestazioni
antincendio cfr. cert. rei. cfr. dich. prod. cfr. attest. rinn. period.
PIN 2.1. PIN 2.2. PIN 2.3. PIN. 3.

sono tutte espressioni equivalenti per la legge panale in quanto


riconducibili al concetto di certificazione. Non solo:
secondo la giurispru- documentazione
progettuale ha valore di
denza, anche la
e tecnica certificato
Certificare, asseverare, attestare, dichiarare significa affermare
che determinate circostanze o requisiti sono effettivamente
sussistenti, assumendosene la responsabilità
Nel caso specifico significa affermare solennemente, sotto la
propria responsabilità, la conformità ai requisiti antincendio
Chi assevera/certifica/dichiara/attesta una circostanza non vera
commette un falso in atto pubblico
Reati collegati a presupposti
soggettivi del tecnico
certificatore

DUE CATEGORIE DI
REATI CHE POSSONO
INTERESSARE IL
PROFESSIONISTA NEL
CAMPO DELLA
PREVENZIONE INCENDI

Reati connessi oggettivamente


alla autenticità della
certificazione rilasciata
RESPONSABILITÀ PENALE LEGATA A PRESUPPOSTI
SOGGETTIVI DEL TECNICO-CERTIFICATORE
Art. 359 e 348 cp:
A livello generale, siccome esercitano un servizio Art. 348 cp. Abusivo esercizio di
una professione
di pubblica necessità tutti i professionisti abilitati Chiunque abusivamente esercita
(alla professione) la cui attività è vietata senza una professione, per la quale è
avere conseguito l’abilitazione (ingegneri, richiesta una speciale abilitazione
architetti, geometri, periti ecc.), il soggetto non dello Stato, è punito con la
abilitato alla professione, che rilasci reclusione fino a sei mesi o con
un’asseverazione incorre in responsabilità penale la multa da 103 a 516 €
perché esercita abusivamente In assenza dell’abilitazione
Artt. 2, 3 e 4 del DM 5/8/2011 e 348 cp: (generica o specialistica), si
Andando più nello specifico, solo determinate rischia una contestazione per il
categorie di professionisti, iscritti ad albi reato di esercizio abusivo della
professione.
professionali, nonché negli elenchi del
Ministero Il problema si pone per gli atti
dell’Interno dopo aver frequentato un corso di 120 tipici, riservati a soggetti muniti
h, sono abilitati: 1) al rilascio di certificazioni ex di determinati requisiti
art. 16 d.lgs. 139/06; 2) alla redazione progetti
Chi agevola o permette
antincendio con approccio ingegneristico; 3) alla l’esercizio abusivo di attività
redazione documenti di gestione della sicurezza da parte di persone non
antincendio. Di conseguenza chi compie tali abilitate, può risponderne a
attività senza averne i requisiti esercita titolo di concorso. Quindi
abusivamente attenzione ai collaboratori.
RESPONSABILITÀ PENALE CONNESSA A
CERTIFICAZIONI RILASCIATE

Art. 20 c. 2, D.lgs. Art. 19 c. 6 L. Art. 481 C.p.:


139/06: 241/90: punisce con la
punisce con la punisce con la reclusione fino a 1
reclusione da 3 reclusione da 1 a 3 anno e con la multa
mesi a 3 anni e anni chi nelle da 51 a 516 euro chi,
multa da 103 a attestazioni, nell’esercizio di una
516 dichiarazioni o professione sanitaria
€ chi, nelle asseverazioni che o forense o di altro
certificazioni e corredano la SCIA, servizio di pubblica
dichiarazioni rese al dichiara falsamente necessità, attesta
fine del rilascio o del l’esistenza di falsamente, in un
rinnovo del CPI, requisiti richiesti certificato, fatti dei
attesta fatti non dalla legge quali l’atto è
rispondenti al vero o destinato a provare la
altera certificazioni verità
principio di specialità
già esistenti
STRUTTURA ANALITICA DELLA CERTIFICAZIONE FALSA

DELITTO INTERESSE REATO: REATO


TUTELATO - DI MERA PROPRIO
i vari falsi in CONDOTTA,
certificati è la pubblica fede: - DI PERICOLO, perché
- ISTANTANEO
sono tutti la fiducia che commissibile
delitti dal la generalità dei solo da soggetti
per tutti i reati di
momento che consociati e la PA abilitati al rilascio
falsità ideologica,
come pena ripone nella la tutela di certificazioni
viene autenticità degli dell’interesse di questo tipo,
comminata la atti pubblici protetto dalla diversamente
multa e/o la norma è anticipata: ricorre l’esercizio
reclusione non è necessario il abusivo
verificarsi di un
danno o altro
evento.
Il momento
consumativo
coincide con
la spendita
della condotta
segue

CONDOTTA DEL REATO ELEMENTO SOGGETTIVO


DEL REATO
consiste nell’attestare
fatti non corrispondenti al come tutti i reati di falso
vero e, pertanto, in una il reato è punito a titolo
falsa rappresentazione di dolo generico.
della realtà.
Il mero errore dovuto a
Nello specifico la colpa (negligenza
condotta consiste imprudenza e imperizia)
nell’asseverare la non è punibile.
conformità delle attività
ai requisiti antincendio
nell’apposito modulo, Più è ampio lo scostamento
benché esse non siano dal dato reale, più è difficile
conformi credere nell’errore
L’OGGETTO DELLA CERTIFICAZIONE ANTINCENDIO

L’oggetto è la conformità ai requisiti antincendio

Più precisamente, secondo l’art. 16 d.lgs. 139/06


“Il certificato di prevenzione incendi attesta:
1. il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa
di prevenzione incendi
2. e la sussistenzadei requisiti di sicurezza
antincendio nei locali, attività, depositi
impianti ed industrie …”
Il problema si pone perché l’identificazione di

tale normativa e di tali


requisiti non è immediata
segue

Secondo l’art. 15 c.1 d.lgs. 139/06 “Le norme tecniche di


prevenzione incendi sono adottate con decreto del Ministro
dell’Interno … sentito il Comitato centrale tecnico-scientifico per
la prevenzione incendi. Esse sono fondate su presupposti
tecnico-scientifici generali in relazione alle situazioni di rischio
tipiche da prevenire e specificano … le misure, i provvedimenti,
gli accorgimenti operativi intesi a ridurre le probabilità
dell’insorgere dell’incendio … e a limitare le conseguenze”.

Il citato decreto ministeriale, è stato emanato con il D.M. 3


agosto 2015, pubblicato sulla G.U. n.192 del 20.08.2015, ed
entra in vigore il 19.11.2015 (applicabile alle sole attività
non normate, vani si ascensori e montacarichi)
Ci si domanda quindi, per le attività normate,quale sia
la normativa e i requisiti antincendio cui fare riferimento
nelle certificazioni

Secondo l’art. 15 c. 3 d.lgs. 139/06 “Fino all’adozione


delle norme di cui al comma 1 … si applicano i criteri
tecnici che si desumono dalle finalità e dai principi di
base della materia …”
Anche il recente DM 7.8.12, che all'art. 4 c. 3, prevede che
alla SCIA venga allegata "asseverazione a firma del tecnico
abilitato, attestante la conformità dell'attività ai
requisisti di prevenzione incendi”, non spiega quali siano
i requisiti o dove reperirli.
Ne deriva che i requisiti, per adesso, non sono
tassativamente catalogati dal legislatore, quindi
dobbiamo ricavarli noi da un complesso di norme:
segue
I requisiti sono sparpagliati in vari atti normativi, italiani
e dell’UE, nonché in norme tecniche sulla
progettazione, costruzione ed esercizio di
attività. Tra gli atti normativi troviamo:

- Regolamento UE 305/11 sulle condizioni armonizzate


per la commercializzazione dei prodotti da (nuova CPD)

- D.lgs. 81/08 sulla sicurezza sul lavoro (TUSL)

- DPR 380/01 TU in materia edilizia


segue
Tra le norme tecniche a livello nazionale troviamo
numerose norme comunemente dette “verticali”, poiché
riferite a singoli comparti. Tra esse, p.es. troviamo:

- D.M. 37/08 sull’installazione degli impianti


- D.M. 1/2/86 recante “Norme di sicurezza antincendi
per la costruzione e l'esercizio di autorimesse e simili”

- D.M. 16/5/87 n. 246 recante “Norme di sicurezza


antincendi per gli edifici di civile abitazione”
D.M. 26/8/92 recante “Norme di prevenzione incendi
-
per l'edilizia scolastica”
D.M. 9/4/94 regola tecnica di prevenzione
-
incendi per le attività ricettive turistico-alberghiere
segue
- D.M. 19/8/96 regola tecnica di prevenzione
incendi per i locali di intrattenimento e di
pubblico spettacolo”

- D.M. 18/9/02 sulle regola tecnica di prevenzione


incendi per le strutture sanitarie pubbliche e private

- D.M. 14/5/04 regola tecnica di prevenzione


incendi per depositi di gas GPL con capacità
complessiva non superiore a 13 m3

- D.M. 22/2/06 regola tecnica di prevenzione


incendi in edifici e locali destinati ad uffici, ecc.
segue
Esistono inoltre linee guida per la valutazione dei rapporti
di sicurezza relativi alle attività industriali a rischio di
incidente rilevante, tra cui:

- DPCM 31/3/89 concernente rischi rilevanti connessi


a determinate attività industriali

- DM Ambiente 15/5/96 sui “Criteri di analisi e


valutazione dei rapporti di sicurezzarelativi
ai depositi di gas e GPL
- DM Ambiente 20/10/98 sulla “Valutazione dei rapporti di
sicurezza dei depositi di liquidi facilmente infiammabili
e/o tossici
segue
Altre norme tecniche contenenti misure e requisiti
antincendio sono contemplate dalle norme
armonizzate di buona tecnica a livello nazionale,
europeo e internazionale adottate da organismi
di normazione riconosciuti, quindi:
norme UNI, EN, ISO ecc.
Queste norme dovrebbero contribuire a costituire la
cosiddetta "regola dell'arte" di settore perché
spiegano "come fare bene le cose",
garantendo sicurezza, rispetto per l'ambiente e
prestazioni certe.
Si tratta di norme volontarie, la cui applicazione, pertanto,
non è obbligatoria, anche se conferiscono la presunzione
di conformità ai requisiti delle direttive.
segue
I requisiti, per le attività in cat. B e C,
sono contenuti anche nel progetto antincendio
approvato.

Il progetto deve essere ritagliato volta a volta sul


caso concreto, prevedendo delle misure appropriate.
Essi però, sovente prevedono misure generiche non
riscontrabili né dall’asseveratore, né dai VV.F. in sede
di verifica.

Pertanto, di fronte a progetti poco dettagliati, diventa


difficile certificare la conformità ai requisiti progettuali,
se non pericoloso
CONSEGUENZA
La conseguenza di tutto questo è che il perimetro
della certificazione attualmente non è ben delineato
Certificare la conformità ai requisiti antincendio, vuol dire
certificare la conformità rispetto a qualcosa a volte
che ad oggi non definito in modo tassativo dal
legislatore
Questo, in ottica di repressione dei reati, è potrebbe
allargare in modo indefinito il perimetro del reato,
mentre la legge penale dovrebbe essere chiara

e concisa
RIFLESSI SULLA MODULISTICA
il MOD. PIN. 2.1.

MOD.PIN. 2.1.:“… assevera la conformità …


ai requisiti di prevenzione incendi …”

Il termine di paragone su cui il professionista deve basare


la certificazione di conformità non è esplicitato dalla
modulistica ma va ricercato in tutti i disposti, le regole
tecniche e le norme volontarie
La modulistica estende perciò l’oggetto della
certificazione a tutti i requisiti astrattamente
immaginabili, ampliando di conseguenza il perimetro
del reato
SOLUZIONI MIGLIORATIVE
1. Catalogare in un unico corpo (TU) normativo diviso
per settori tutti i requisiti di prevenzione incendi - il
processo è iniziato con l'emenazione del "Codice"
2. Addivenire a progetti ben fatti, intesi come vestito su
misura per il caso concreto, per poi legare
l’asseverazione di conformità ai requisiti previsti dal
progetto presentato ed approvato dal Comando VV.F.
(cat. B e C)
3. Ritenere che l’asseverazione di conformità copra solo
quelle parti non coperte dal progetto antincendio
presentato e comunque tutte le attività in cat. A
4. Definire in modo più chiaro e specifico l'ambito di
applicazione dell’asseverazione , non rispetto a tutti
requisiti astrattamente previsti dal panorama
normativo e regolatorio.
CERTIFICAZIONI A CATENA E RESPONSABILITÀ
DI CIASCUN PROFESSIONISTA

Il tecnico che assevera la conformità dell’attività ai


requisiti antincendio estende la propria responsabilità
(anche penale) alle certificazioni allegate nella distinta?

3 diverse teorie
1a TEORIA
Ciascuno risponde soltanto del proprio operato

La responsabilità penale è personale, essendo preclusa


ogni forma di responsabilità oggettiva per il fatto altrui
(art. 27 Cost.)
I vari corpi normativi in materia antincendio non
prevedono particolari responsabilità al riguardo, mentre
in materie alquanto limitrofe, come quella della
sicurezza sul lavoro, si prevedono espressamente le
responsabilità in capo a ciascuno
La duplicazione delle certificazioni è illogica è
antieconomica
segue

La duplicazione delle certificazioni è dannosa perché


rischia di creare una sensazione di deresponsabilizza-
zione nei certificatori specialisti, i quali potrebbero
agire superficialmente garantiti dal fatto che in ogni
responsabilità ricadono sul certificatore finale
caso le
L’asseveratore finale molto spesso non è neppure
dotato delle competenze professionali per entrare nei
dettagli nelle certificazioni specifiche

L’asseveratore finale molto spesso non è neppure dotato


della strumentazione tecnica per entrare nei dettagli

nelle certificazioni specifiche


2a TEORIA

Il certificatore finale risponde anche della altre


asseverazioni

L’asseverazione di conformità non può consistere nella


mera verifica della presenza fisica e numerica di tutte le
certificazioni allegate, perché diversamente la legge non
avrebbe previsto un nuovo professionista a fare tale
verifica. Al contrario sarebbe bastato l’addetto allo
sportello. Quindi se è stata prevista l’asseverazione del
professionista abilitato, questo comporta un’assunzione di
responsabilità.
3a TEORIA

Il certificatore finale risponde in via residuale solo per


tutto quanto non è stato già certificato dagli altri
specialisti

Di conseguenza anche la sua responsabilità andrebbe


limitata specularmente
UNA POSSIBILE SOLUZIONE

In ciascuna di queste teorie c’è del vero, ma esse non


sono incompatibili tra loro

Il tecnico abilitato, per le attività in cat. B e C assevera la


completezza e la congruità tecnica delle misure
antincendio poste effettivamente in essere rispetto a
quelle previste dal progetto approvato dai VV.F..

Questo previa verifica della completezza e


dell’apparente congruità delle certificazioni allegate
nella distinta con il progetto e con l’opera finita,
senza entrare tecnicamente nel merito delle
singole certificazioni.
segue

Verificarne la completezza non significa solo contare le


certificazioni, ma verificare che vi sia la certificazione per
ciascun elemento per il quale essa è richiesta.
Verificarne la congruità significa verificare che non vi siano
anomalie palesi, es.: as built conforme all'aprovato,
materiali non diversi da quelli previsti, materiali installati
in modo difforme dai rapporti di prova, modelli
correttamente compilati senza omissioni
Ciò non esclude che il tecnico possa rispondere in via
residuale di tutto quanto non è fatto oggetto di specifiche
certificazioni e di quanto non è previsto dal progetto,
specie per le attività in cat. A che non lo prevedono o per
quanto non previsto dal progetto perché meno a rischio.
ANALOGIE CHE POSSONO

valere per altre certificazioni, tra cui alcune in


materia edilizia, ma non solo, p.es.:

- la certificazione di conformità agli strumenti urbanistici


del progettista
- la relazione di fine lavori con cui il direttore lavori attesta
la conformità dei lavori al progetto
- la certificazione di collaudo statico
- il certificato di agibilità
- i calcoli statici per le opere in conglomerato cementizio
- certificazioni energetiche
- certificazione di impatto
- sonoro ecc.
PROVA PROCESSUALE DELLA FALSITÀ

L’incidenza dell’errore umano e la connessione con il


livello di difformità dal dato reale
OSTACOLI OGGETTIVI E SOGGETTIVI NELLA
CERTIFICAZIONE

Piano oggettivo: ostacoli dovuti allo stato dei luoghi

Piano soggettivo: ostacoli dovuti alle capacità


e all’esperienza del professionista
CONNESSIONI CON REATI PIÙ GRAVI

Art. 586 Cp: morte o lesioni come conseguenza di


altro delitto doloso
Artt. 110 ss. Cp: concorso di persone nel reato diverso
da omicidio e lesioni colpose
Art. 113 Cp: cooperazione colposa e posizione di
garanzia (art. 40 cpv Cp)

Artt. 589 e 590 Cp: omicidio e lesioni colpose


Art. 449 Cp: delitti colposi di danno: incendio colposo
Art. 451 Cp: omissione colposa di cautele
Art. 437 Cp: rimozione od omissione dolosa di cautele
contro infortuni sul lavoro
Comando Provinciale VV.F. di Frosinone
Dott. Ing. Giovanni Rezoagli, Direttore Vicedirigente
E-mail giovanni.rezoagli@vigilfuoco.it

Potrebbero piacerti anche