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Elena Pagani-Cesa VC Treviso,20 luglio 2018

Orgoglio e preguidizio (contesto storico)

Jane Austen, autrice di “Orgoglio e Pregiudizio”, visse in un'epoca di ordine politico e sociale,
databile alla “Rivoluzione Gloriosa” del 1688, che alcuni storici chiamano “Il lungo Settecento” e
che si concluse approssimativamente nel 1832. Il romanzo è collocato storicamente nello stesso
periodo in cui Jane Austen visse, perciò la scrittrice prese spunto dalla sua esperienza per comporre
il suo più celebre romanzo.
Il panorama storico in cui è ambientato il romanzo, il Settecento, definito in Inghilterra anche come
Classicismo o Età Augustea, si configura come un periodo di grandi cambiamenti storici,
economici, culturali e sociali. Sin dalla metà del secolo, gli ideali illuministici di uguaglianza e
libertà iniziano a diffondersi in tutta Europa; di lì a pochi decenni sarebbero poi sfociati nella
Rivoluzione Francese e, parallelamente, in Inghilterra si sarebbe sviluppata la seconda Rivoluzione
Industriale.
Dal punto di vista economico-culturale i drastici cambiamenti dell’inizio del secolo XVIII, fra i
quali in particolar modo la nascita di una nuova classe sociale, ovvero la borghesia, influenzarono
notevolmente la cultura dell’epoca. Inoltre con la prima Rivoluzione Industriale iniziò una
progressiva ridistribuzione della ricchezza e cominciò a decadere il primato che le classi alte, come
l’aristocrazia, detenevano nei confronti della cultura.
In riferimento a quello sociale, invece, all’interno della società inglese, l’avvicinarsi della
Rivoluzione Francese, comincia a suscitare profondi turbamenti nell’opinione pubblica e a gettare
nel panico la classe conservatrice per il timore che le idee francesi possano destabilizzare il regno
sia dall’interno, tramite i filogiacobini, che dall’esterno, a causa delle minacce di invasione che, in
assenza di un esercito permanente, rendono necessaria la creazione di milizie di volontari, come
quella a cui appartiene George Wickham.
Orgoglio e Pregiudizio offre un fedele quadro della società inglese settecentesca, la quale individua
nell'amore e nel denaro le principali linee di forza che la governano. In generale la società inglese
dell’epoca si fonda sulla nozione non tanto di classe quanto su quella di “rank” (rango), che riflette
principalmente sulla ricchezza e anche sulla posizione sociale che una classe ha in relazione al
vertice, costituito dal re o dalla regina.
Perciò la Austen rivolge alla società un’attenta analisi durante le rare occasioni mondane che
rompono la monotonia della vita quotidiana. La scrittrice, infatti, mette in evidenza questo interesse
per il denaro aggiungendo alla descrizione fisico-morale di molti personaggi anche il reddito annuo,
le loro proprietà, definendoli ricchi o poveri. Il movente economico era alla base delle relazioni
sentimentali, che venivano anche regolate dalla provenienza sociale.
All’epoca, però, le donne avevano generalmente pochi diritti ed erano costrette ad un’anonima vita
in città o in provincia, rallegrata solo in parte dei balli e dai ricevimenti. Infatti nel romanzo Lizzy e
le sue sorelle non possono ereditare la proprietà paterna, di conseguenza è fondamentale che essi si
sposino con un uomo che possa mantenerle economicamente. Poche di loro erano in realtà felici
sotto il tetto coniugale e i matrimoni di interesse erano la regola.
Verso la fine del secolo si assiste in tutta Europa alla nascita di un nuovo movimento letterario, il
Romanticismo, che si contrappone, per poi sostituirsi, all’Illuminismo, ormai in decadenza, fino ad
esaurirsi intorno al 1830. In Inghilterra, al contrario di nazioni quali Italia e Germania, questa
corrente è prettamente poetica e incomincia ad accogliere i favori del pubblico grazie anche alla
disillusione nei confronti degli ideali della Rivoluzione Francese e il rifiuto della relativa cultura
umanistica.