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TITO MACCIO PLAUTO

Nacque a Sarsina tra il 255 e il 250 a.C. Il suo era un nome


d’arte: Maccio richiama una maschera della fabula atellana;
Plauto richiama una caratteristica fisica:”dai piedi piatti”;
Tito, il pagliaccio per il suo modo buffo di camminare.
L'autore non era di Roma ma era plebeo, secondo la tradizione
investì nel commercio il denaro che aveva guadagnato come
attore, ma perse tutto e finì in un mulino a girare la macina per
pagare i suoi debiti.
Plauto dedicò la sua vita interamente al teatro:
fu un attore professionista definito un’animale da palcoscenico
come il noto Totò, dirigeva inoltre una compagnia di attori.
Per Plauto muovere i personaggi sulla scena significava creare
un gioco di illusioni in cui prevalgono libertà e fantasia in un
luogo tutt’altro che realistico. Il suo intento era quello di far
ridere. Era un maestro nei giochi di parole, nei doppi sensi e
nelle battute improvvisate.
I personaggi smessa la recitazione cantavano e danzavano; più
che una commedia era un musical; i suoi sono personaggi veri
e propri ma tipi caratteristici.
Plauto si divertiva a destrutturare e ricomporre gli originali
greci creando uno strano e fantastico mondo greco-latino in
cui: l’ambientazione è greca i nomi sono greci le trame sono
greche ma la lingua e lo spirito sono latine; in realtà Plauto
usava i modelli greci come “stoffa” per confezionare un nuovo
testo. Inseriva scene da commedie greche diverse, prendendo
spunto da varie opere di diversi autori; “contaminatio”=
contaminazione.
Le prime commedie di Plauto risalgono alla seconda guerra
punica (218 a.C.), le ultime attorno nel 186 a.C.
Morì nel 184 a.C.
La sua carriera di commediografo durò per più di trent’anni, e il
suo successo continuò dopo la sua morte. Nel secolo
successivo sotto il nome di Plauto circolavano 130 commedie:
evidentemente, ai capocomici dell’epoca serviva il suo nome
serviva ancora per riempire i teatri, ma molte erano un falso. In
realtà le sue commedie erano 21 in tutto.
TRAME TIPICHE

Del doppio: esistono due dall’aspetto identico: i SIMILLINI


ovvero gli identici che in alcuni casi sono gemelli, che sono
scambiati l’uno per l’altro e che ignorano l’uno l’esistenza
dell’altro.

• Anfitrione
• Menecmi
• Bacchidi

Del “tipo”: intrecciano la trama d’amore con la creazione di


un personaggio “tipizzato”.

• Aulularia
• Miles Glorious
• Pseudolus

Del riconoscimento: lo schema è che una persona rapita o


abbandonata in gioventù alla fine di varie peripezie è
riconosciuta e ritrova i suoi cari.

• Captivi
• Poenulus
• Casina

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