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Sistemi elettronici, tecnologie e misure 

Relazioni di laboratorio - LED 5 squadra 2 tavolo 4 


 

 
Ihor Lisikevicych 2
​ 44804 
Antonio Macaluso ​234599 
Davide Mammone​ 238435 
Federico Schiavolini 2​ 36770   
 
 
Laboratorio 1 - Oscilloscopio Digitale 
 
Strumentazione 
 
● Oscilloscopio digitale Rigol DS1054 (Banda passante: 50 MHz, frequenza di 
campionamento 1 GSa/s,  
Ri = 1 MΩ±1%, Ci 15 pF±3 pF 
● Multimetro da banco HP Agilent 34401A 
● Generatore di segnali Rigol DG1022.  
 
Operazioni Preliminari 
 
Nella prima fase del laboratorio ci siamo cimentati nel calcolo di ampiezza e frequenza di 
un segnale sinusoidale, calcolandone l’incertezza di misura e la successiva compatibilità 
delle misure ottenute con i due strumenti. Abbiamo regolato il generatore di segnali così 
da ottenere un sinusoidale senza offset con picco-picco di 1V e frequenza 1 kHz. 
Collegando via cavo coassiale l’uscita del generatore all’ingresso CH1 dell’oscilloscopio. Il 
risultato ottenuto indica una Vpp di ​1,03V 
 

 
 
 
Misurazione del valore efficace 
 
L’incertezza relativa alla misura picco-picco ha due componenti: la prima è data dallo 
strumento e la seconda al posizionamento dei cursori da parte dell’operatore. δKv
Kv
rappresenta la DC gain accuracy dell’oscilloscopio. Abbiamo considerato un errore 
relativo sul numero di divisioni pari a 1/5 
 
δ V pp = V pp ( δKv
Kv +
δN div
N div ) = 1, 03 V (3% +
0,2
5,2 ) = 0, 071 V  
 
Valore efficace e relativa incertezza assoluta vengono calcolati dal valore picco-picco Vpp 
trovato, nel modo seguente: 
 
V pp
V ef f = 2√2
= 0, 364 V   
δV pp
δ V ef f = 2√2 = 0, 025 V  
 
Misurazione di frequenza 
 
Nel passo successivo ci dedichiamo alla misura del periodo del segnale con la sua 
frequenza. Utilizzando i cursori e la formula per l’incertezza adoperata precedentemente 
si ricavano i seguenti valori: 
 
T = 10 −3 s ± 0, 04 * 10 −3 s  
f = 1000 Hz ± 0, 04 Hz  
 
Verifica con multimetro 
 
Il prossimo passo dell’esperienza è quello di effettuare le misure con il multimetro 
digitale, del valore efficare e della frequenza del segnale sinusoidale. 
 
V ef f = 356, 33 ± 0, 03 mV  
δ V ef f = 0, 0041 ÷ 100 * 0, 356 + 0, 0006 ÷ 100 * 1, 000V = 0.00003146V  
f = 999, 934332Hz ± 0, 09998Hz  
δ f = 0.01 ÷ 100 * 999.934 = 0.99998  
 
Si può notare dalle misurazioni precedenti che le misure fatte con il multimetro si 
avvicinano moltissimo alle misure effettuate con l’oscilloscopio. 
 
Operazioni preliminari e misurazione del tempo di salita in condizioni di 
adattamento di impedenza 
 
Ci dedichiamo ora alla misurazione del tempo di salita del segnale ad onda quadra, con 
ampiezza 1V e frequenza un KHz. Dopo aver connesso il generatore all’oscilloscopio, 
aggiungiamo al cavo un resistore di valore 50Ω in parallelo con un connettore a T, così da 
avere sul cavo un’impedenza di ingresso di 50Ω dall’oscilloscopio. Dopo aver regolato 
opportunamente l’oscilloscopio così da visualizzare il fronte di salita del segnale, ci 
serviamo del comando risetime per misurare il tempo di salita: 
 
ts1 = 15, 20 ns  
 
La misura del tempo di salita presenta tuttavia un effetto sistematico dovuto al tempo di 
salita tso introdotto dall’oscilloscopio a causa della banda passante Bo. Tale tempo si 
indica con: 
 
0,35 0,35
ts0 = B = 50 M hz = 7ns  
 
Tale effetto sistematico non è trascurabile se confrontato con Ts1 ma rientra comunque 
nella situazione ts0 < ts1 in virtù della quale è possibile correggere l’effetto 
dell’oscilloscopio al fine di ottenere il tempo di salita del segnale di ingresso tss: 
 

tss =
 
√tsm 2 − tso 2 = √17, 80 2
− 7 2 = 16, 37 ns  

Tempo di salita con generatore ad alta impedenza (uso della sonda compensata) 
 
L’obiettivo della seconda parte del laboratorio è mostrare l’effetto del cavo sulla misura 
del tempo di salita. Per fare ciò colleghiamo una resistenza di 1kΩ in serie al generatore di 
segnale. 
 

 
 
In tali condizioni subentra, oltre alla resistenza introdotta e alla capacità d’ingresso 
dell’oscilloscopio, un nuovo effetto sistematico dato dal cavo coassiale che si comporta 
come una capacità concentrata di valore 100pF/m. Posta in parallelo a quella di ingresso, 
tale capacità crea un filtro passa-basso che riduce la banda passante del sistema di 
misura.  
 
 
 
Capacità totale (oscilloscopio + cavo) C tot = 13pF + 100pF = 113pF  
Resistenza del generatore “modificato” Rg = 1kΩ + 10Ω = 1050Ω  
1 1
Frequenza polo f p = 2π Rg Ctot =
* * 2π *1050*113*10 −12
= 1341, 38 kHz  
Tempo di salita dovuto al polo tsp = 0, 35/f p = 260, 93 ns ​(una verifica sperimentale ci 
ha fornito un valore del tempo di risalita pari a 248,0 ns, in figura) 
 

 
 
Si deduce allora che il cavo introduce un’eccessiva incertezza per cui sostituiamo il cavo 
coassiale con la sonda compensate, la quale mostra al generatore la sua capacità (10 volte 
inferiore a quella del sistema cavo + oscilloscopio). 
 
Dal manuale dello strumento 
 
Input Capacitance 
1X: 50 pF ​±​ 20 pF 
10X: 10PF ​±​ 5 pF 
10:1 or 1:1 
 
Il valore nominale di capacità della sonda utilizzata è: 
1 1
Cs = 10 pf + 100 pf  
 
Di conseguenza dobbiamo calcolare il nuovo valore della frequenza del polo e tempo di 
salita 
1
fp = 2π *Rg *Ctot = 13.433M HZ  
tsp = 0, 35/f p = 2.67 ns  
Una nuova verifica sperimentale ci ha fornito un valore del tempo di risalita pari a 3,4 ns. 
 
Operazioni preliminari e visualizzazione in assenza di aliasing 
 
L’aliasing è la perdita di informazione di un segnale a causa di un campionamento 
effettuato con frequenza di campionamento troppo bassa, che non rispetta per tanto il 
teorema del campionamento. Per questa terza parte del laboratorio, abbiamo collegato 
oscilloscopio digitale e generatore di segnali mediante un cavo coassiale e abbiamo 
regolato il generatore di segnali in modo tale da ottenere sul display dell’oscilloscopio 
una sinusoide con frequenza f = 100kHz e ampiezza 1V. 
 

 
 
Regolato l’oscilloscopio in modo tale da visualizzare il segnale, calcoliamo la minima 
frequenza di campionamento f c = 2f m = 200kHz  
 
 
Osservando lo schermo dell’oscilloscopio, alla velocità di scansione impostata, la 
frequenza di campionamento rimane quella di 1GHz, valore maggiore della frequenza di 
campionamento minima appena calcolata(200KHz): ciò significa che il teorema del 
campionamento è rispettato; è inoltre possibile calcolare il numero di campioni per 
periodo che è pari a 
 
campioni = f c * T segnale = 1GHz * 1/100KHz = 10000 campioni  
 
Il prossimo passo era quello di andare ad aumentare l’intervallo temporale di ogni 
divisione orizzontale del display, cioè diminuire la velocità di scansione, tanto che, per un 
valore di 20 μs/div, si ha una frequenza di campionamento pari a 1MHz. ll segnale sotto è 
visualizzato in modalità DOTS riducendo la profondità della memoria a 12 kSa 
 

 
 
 
Siccome la frequenza è superiore alla frequenza minima di campionamento il segnale 
visualizzato sembra diverso da quello in ingresso. Questo fatto può essere giustificato con 
il fatto che l’occhio umano considera i punti vicini se sono adiacenti nello spazio, ma i 
punti ottenuti devono essere considerati adiacenti temporalmente.Il teorema del 
campionamento `e soddisfatto in quanto l’oscilloscopio acquisisce 10 punti per periodo, 
ma l’immagine non rappresenta una sinusoide. In particolare si vedono delle righe poiché 
la frequenza del segnale e quella di campionamento sono sincrone. Infatti modificando la 
frequenza del segnale di ingresso e portandola a 100.1kHz il segnale che viene visualizzato 
sullo schermo non apparirà come sovrapposizione di sinusoidi con diversa fase. 
 

 
 
Se si riduce la velocità di scansione fino ad una frequenza di campionamento pari a 
100kHz, si presenta il fenomeno dell’aliasing.  
 
 
 
Il sottocampionamento porta ad avere una sinusoide 10 ms, di conseguenza si ha la 
frequenza di 100Hz, che risulta essere la differenza delle due frequenze, quella di 
campionamento e quella del segnale in ingresso. Quando riportiamo a 100 kHz la 
frequenza di campionamento, frequenza della sinusoide in ingresso e quella di 
campionamento diventano uguali, allora gli istanti di campionamento si avranno in punti 
diversi dell’ascissa. Di conseguenza sullo schermo viene visualizzata una retta.  
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Laboratorio 2 - Generatori di funzione e filtri RC 
 
Introduzione 
 
L’obiettivo dell’esperienza è lo studio della risposta in frequenza di filtri RC (passa basso e 
passa alto) tramite un oscilloscopio e un generatore di segnali. Sono state anche eseguite 
azioni preliminari volte ad apprendere il funzionamento delle apparecchiature, quali 
l’analisi dei limiti del generatore riguardo ampiezza, frequenza e natura dei possibili 
segnali. 
 
Strumentazione 
 
● Oscilloscopio digitale Rigol DS1054 (Banda passante: 50 MHz, frequenza di 
campionamento 1 GSa/s,  
Ri = 1 MΩ±1%, Ci 15 pF±3 pF 
● Multimetro da banco HP Agilent 34401A 
● Generatore di segnali Rigol DG1022.  
● Scheda con filtri RC premontati 
 
Sistema generatore-cavo-oscilloscopio 
 

 
 
Il generatore di segnali presenta una resistenza di 50Ω, il cavo BNC ha una capacità di 
80pF/m, mentre l’oscilloscopio presenta una resistenza d’ingresso di 1MΩ e una capacità 
di 15pF. Le due capacità sono collegate in parallelo tra loro, così come le due resistenze. 
 
Uso del generatore di segnali 
 
In base ai dati del manuale del generatore di segnali abbiamo ottenuto i valori massimi 
per ciascun tipo di segnale: 
 

 
 
Abbiamo, applicando diverse frequenze allo stesso segnale sinusoidale, verificato che 
l’ampiezza picco-picco registrata dall’oscilloscopio varia sempre di quantità ridotte, e che 
non esiste una frequenza oltre la quale tale ampiezza si riduce di un dB. Applicando 
invece al segnale un offset di 0,2 V sull’oscilloscopio compare una componente continua, 
che può venire tolta utilizzando l’accoppiamento di tipo AC, portando il segnale ad avere 
media nulla. 
 
Scheda con filtro RC 
 

 
 
 
Il circuito equivalente del filtro passa basso nella scheda presenta due condensatori in 
parallelo, ma in questo primo caso si inserisce solo il primo dei due, ottenendo una 
capacità equivalente di valore C​eq​ = 10 nF. 
 
Il valore di resistenza nominale è Rn=(1+-5%) K Ω , mentre la resistenza misurata con il 
multimetro risulta essere Rm=(1,024737+-0.00122) K Ω , il risultato della misurazione è 
compatibile con il valore nominale della resistenza. L’incertezza della misurazione è stata 
calcolata utilizzando i valori riportati sul datasheet, con una taratura effettuata da più di 
un anno e fondo scala 1 K Ω , sapendo che il multimetro utilizza quel fondo scala fino al 
20% del valore. 
 
 
δ Rm = ( 0.01
100 * 1, 02 +
0.001
100 * 1) KΩ  
δ Rn = 0, 05 KΩ  
ΔR = 0, 025 KΩ  
 
La frequenza di taglio è calcolata come 1/(2PiRmC) = 15,916KHz, con una incertezza 
relativa del 20%, calcolata come somma delle incertezze relative di Rm e C. Abbiamo 
usato Rm e non Rn poichè l’incertezza relativa su Rm è minore.  
 
Risposta nel dominio della frequenza di un filtro passa basso. 
 
Le misure di ingresso e uscita eseguite alle diverse frequenze sono riportate di seguito: 
 
f (Hz)  Vin (V)  Vout (V)  Dphi (°)  20*log(Vout/Vin) 

100   0,848 ± 0,025  0,832 ± 0,025  1,078  -0,1654 

300  0,84 ± 0,025  0,824 ± 0,025  1,081  -0,1670 

500  0,848 ± 0,025  0,832 ± 0,025  2,520  -0,1654 

1k  0,848 ± 0,025  0,832 ± 0,025  3,78  -0,1654 

5k  0,832 ± 0,025  0,8 ± 0,025  18,13  -0,4306 

10k  0,824 ± 0,025  0,716 ± 0,02  31,795  -1,2202 

16k  0,815 ± 0,025  0,592 ± 0,02  43,705  -2,7767 

20k  0,816 ± 0,025  0,512 ± 0,02  50,4  -4,0484 

25k  0,8 ± 0,025  0,448 ± 0,02  54,9  -5,0362 

30k  0,8 ± 0,025  0,4 ± 0,02  64,32  -6,0206 

40k  0,8 ± 0,025  0,312 ± 0,01  68,4  -8,1787 

50k  0,8 ± 0,025  0,264 ± 0,01  72,32  -9,6297 

100k  0,8 ± 0,025  0,136 ± 0,01  81,91  -15,391 

200k  0,8 ± 0,025  0,08 ± 0,01  86,1  -20 


 
 
Le incertezze percentuali sulle ampiezze solo calcolati con la seguente formula: 
−4 0,2
V = δKv Kv + δN div
N div = ( 10 /100 + 8 )=​ 0.025% 
 
Come è giusto per il filtro passa basso si ha una riduzione del valore di V​in​ con 
l’aumentare delle frequenze; di seguito è riportato il diagramma di Bode del modulo di 
A​v​(f), dal quale si evince come l’attenuazione per frequenze basse sia nulla 
 
 
 
Abbiamo poi commutato l’interruttore presente sulla scheda, inserendo quindi il secondo 
condensatore nel circuito: la nuova capacità equivalente ha valore di 20 nF e ci si aspetta 
una frequenza di taglio nominale pari a metà di quella precedente (f​t= 7,958 kHz). 
Vengono ora riportate le misure eseguite in questa seconda configurazione e il 
diagramma di Bode del modulo di A​v​(f): 
  
 
f (Hz)  Vin (V)  Vout (V)  Dphi (°)  20*log(Vout/Vin) 

100   0,848 ± 0,025  0,829 ± 0,025  1,08  -0,19683 

300  0,84 ± 0,025  0,823 ± 0,025  2,1903  -0,17759 

500  0,848 ± 0,025  0,822 ± 0,025  3,7890  -0,27048 

1k  0,848 ± 0,025  0,822 ± 0,025  7,9383  -0,27048 

5k  0,832 ± 0,025  0,703 ± 0,02  32,5423  -1,46336 

10k  0,824 ± 0,025  0,476 ± 0,02  51,9032  -4,76641 

16k  0,815 ± 0,025  0,421 ± 0,02  63,4385  -5,73751 

20k  0,816 ± 0,025  0,343 ± 0,02  70,5423  -7,52792 

25k  0,8 ± 0,025  0,290 ± 0,02  75,7623  -8,81384 

30k  0,8 ± 0,025  0,203 ± 0,02  79,3424  -11,9119 

40k  0,8 ± 0,025  0,186 ± 0,01  80,9323  -12,6715 


50k  0,8 ± 0,025  0,120 ± 0,01  84,4239  -16,4782 

100k  0,8 ± 0,025  0,09 ± 0,01  85,2541  -18,9769 

200k  0,8 ± 0,025  0,03 ± 0,01  88,7268  -28,5194 


 
 

 
 
Risposta nel dominio della frequenza di un filtro passa alto. 
 
Il filtro passa alto può essere rappresentato come segue, con valori di capacità e 
resistenza pari a C=10 nF e R=1 kOhm; da questi dati si ricava una frequenza nominale di 
taglio di 15,9 kHz. Seguono le misure effettuate con il filtro passa alto e il corrispondente 
diagramma di Bode: 
 
 
f (Hz)  Vin (V)  Vout (V)  Dphi (°)  20*log(Vout/Vin) 

100   0,848 ± 0,025  0,04 ± 0,01  -86  -26,5267 

300  0,848 ± 0,025  0,04 ± 0,01  -71  -26,5267 

500  0,848 ± 0,025  0,056 ± 0,01  -67  -23,6042 

1k  0,848 ± 0,025  0,072 ± 0,01  -63  -21,4213 

5k  0,848 ± 0,025  0,123 ± 0,01  -59  -16,7698 

10k  0,816 ± 0,025  0,432 ± 0,02  -57  -5,52413 


16k  0,8 ± 0,025  0,56 ± 0,02  -46  -3,09804 

20k  0,816 ± 0,025  0,624 ± 0,02  -39  -2,33011 

30k  0,8 ± 0,025  0,688 ± 0,02  -28  -1,31003 

40k  0,8 ± 0,025  0,736 ± 0,025  -21  -0,72424 

100k  0,8 ± 0,025  0,776 ± 0,025  -10  -0,26457 

200k  0,8 ± 0,025  0,784 ± 0,025  -4  -0,17548 

300k  0,8 ± 0,025  0,784 ± 0,025  -3  -0,17548 

400k  0,8 ± 0,025  0,784 ± 0,025  -3  -0,17548 

1M  0,8 ± 0,025  0,792 ± 0,025  1,8  -0,0873 


 
 

 
Esercitazione 3 - Misurazione di Temperatura con Arduino Uno 
 
Introduzione 
 
In questa esperienza si vuole realizzare un termometro digitale usando un sensore 
elettronico di temperatura (LM335) e una scheda Arduino (Arduino Uno). A questo scopo 
viene progettato il circuito di condizionamento del sensore in modo tale da rendere il 
dato presente all’uscita del sensore fruibile dal convertitore A/D. Ulteriore obiettivo è 
quello di stimare l’incertezza relativa alla temperatura rilevata. 
 
Strumentazione 
 
Sensore LM335 
 
Questo sensore legge la temperatura e in funzione ad essa produce una tensione in 
uscita che verrà poi collegata all’arduino che a sua volta rende il dato (un numero binario 
su 10 bit compreso tra 0 e 1023) disponibile al PC tramite USB. 
 
Sensibilità nominale :10 mV/K  
Campo di temperatura -40 ÷ 100 °C 
Incertezza strumentale a temperatura ambiente (modello deterministico)T = ± 2 °C 
Resistenza termica: 165 °C/W 
 
 
Descrizione dell’esperienza 
 
Il primo passo dell’esperienza è quello di riprodurre il circuito di condizionamento, 
composto da una resistenza R1 collegata all’alimentazione e in serie con il sensore, il 
quale è connesso a massa. Il circuito è inoltre collegato alla porta analogica dell’arduino, 
come mostrato in figura: 
 

 
 
La scelta del valore della resistenza R1 è legata al range di valori che la corrente Id può 
assumere per funzionare correttamente (tra 0,4 e 20 mA): 
 
La corrente I1 è quella che passa nella resistenza R1 ed è circa uguale a Id perché la 
corrente data dall’alimentazione è trascurabile. Siccome la temperatura prevista sta nel 
range 5:75 Celsius (278 - 348 Kelvin) si ricava che Vout può appartenere soltanto al range 
2.78 : 3.48 V 
 

 
 
Sostituendo nelle formule i valori di Id e Vout massimi e minimi si ricavano i valori di R1 
massimi e minimi, ovvero circa 450 Ohm per il minimo e 3800 Ohm per il massimo; 
la resistenza R1 che abbiamo posto nel circuito vale 2.2 KOhm perché è circa la metà del 
range dei valori possibili. 
  
A questo punto abbiamo riprodotto il circuito sulla breadboard e collegato quest’ultima 
all’arduino, per iniziare a misurare la temperatura, come mostrato in foto: 
 

 
 
D​out​ è il valore digitale che il convertitore interno ad Arduino manda al computer, ovvero 
il rapporto tra la tensione misurata e la tensione di quantizzazione, che a sua volta è il 
rapporto tra Vfr (pari alla tensione di alimentazione 5V) e 2^10, essendo 10 il numero di bit 
su cui opera il convertitore. Infine, grazie alla funzione data dal sensore, si scrive Vout 
come il prodotto tra sensibilità del sensore S e la temperatura misurata T. 
 

 
Si ricava quindi la temperatura T in funzione del valore digitale Dout. 

 
 
 
L’output generato da questa configurazione mostra valori di temperatura 
eccessivamente elevati. Ciò è dovuto dall’errore relativo a questa configurazione: infatti 
l’incertezza sulla temperatura si ricava secondo il modello deterministico utilizzando la 
seguente formula: 

 
Il primo e il terzo termine sono immutabili e corrispondono a circa 1 K, mentre il secondo, 
essendo la massima tensione possibile corrispondente a un D​out​ di 662, è pari a circa 16.2 
K. 
 
Per per diminuire l’incertezza del sistema si inserisce un partitore di tensione che rende la 
tensione V3, in ingresso al convertitore, pari a un quarto di Vout. 
 

 
 
 
 
A questo punto abbiamo scritto il codice per leggere i dati inviati dal sensore. Il codice 
utilizzato è il seguente: 
 

 
 
 
 
Esercitazione 1 - Analisi di circuiti con Diodi 
 
Introduzione: 
 
L’esperienza di laboratorio si basa sullo studio dei circuiti con diodi, e prevede misure atte 
al verificarne le caratteristiche sia statiche che dinamiche mediante i modelli teorici.  
 
Strumenti utilizzati: 
 
● Oscilloscopio Rigol modello DS1054 con frequenza massima di 50 MHz e sample 
rate di 1 GSa/s 
● Bread Board modello ZY-204 
● Generatore di segnali modello Rigol DG1022 
● Diodo 1N4148 
● Diodo Zener 1N5228 
● Alimentatore Rigol DP832 con tensione massima 240V 
● Multimetro da banco HP Agilent 34401A 
 
 
Procedimento 
 
Caratteristiche statiche 
 

 
 
In figura è rappresentato il circuito da analizzare. 
Usando il multimetro siamo arrivati a calcolare la resistenza R : 9.957 kOhm. 
La caratteristica statica Id del diodo 1N4148 richiesta è calcolata nella tabella sottostante. 
 
Ve, [V]  Vu, [V]  Id (diodo 1N4148), [A]  Vd, [V] 

-4  -0.035*10^-3  -3.5*10^-6  -3.99997 

-3.5  -0.035*10^-3  -3.5*10^-6  -3.49997 

-3  -0.035*10^-3  -3.5*10^-6  -2.99997 

-2  -0.031*10^-3  -3.1*10^-6  -1.99997 


-1  -0.026*10^-3  -2.6*10^-6  -0.99997 

0  0  0  0 

0.2  2.287*10^-3  2.287*10^-4  0.197713 

0.4  48.05*10^-3  4.8*10^-3  0.35195 

0.6  181.35*10^-3  1.8*10^-2  0.41865 

0.8  349.63*10^-3  3.4*10^-2  0.45037 

1  529.75*10^-3  5.3*10^-2  0.47025 

1.5  999.18*10^-3  9.9*10^-2  0.50082 

2  1481*10^-3  1.5*10^-1  0.519 


 

 
 
 
Grafico della caratteristica statica Id del diodo 1N4148. La transcaratteristica statica del 
diodo Vu=f(Ve) ha l’andamento riportato nel grafico seguente: 
 
 
 
 

 
 
La richiesta successiva prevede di sostituire il diodo 1N14148 con il diodo zener 1N5228. 
Il circuito da analizzare è quello riportato sopra. La caratteristica statica Id del diodo zener 
1N5228 richiesta è calcolata nella tabella sottostante. 
 
Ve, [V]  Vu, [V]  Id (diodo zener 1N5228), [A]  Vd, [V] 

-4  -1807*10^-3  -1.807*10^-4  -2.193 

-3.5  -1385*10^-3  -1.385*10^-4  -2.115 

-3  -989*10^-3  -9.89*10^-5  -2.011 

-2  -297*10^-3  -2.97*10^-5  -1.703 

-1  -7.3*10^-3  -7.3*10^-7  -0.993 


0  0*10^-3  0  0 

0.2  0.018*10^-3  1.8*10^-9  0.2 

0.4  1.044*10^-3  1.04*10^-7  0.399 

0.6  46.29*10^-3  4.629*10^-6  0.554 

0.8  199.26*10^-3  1.9926*10^-5  0.601 

1  388.11*10^-3  3.8811*10^-5  0.612 

1.5  863.53*10^-3  8.6353*10^-5  0.636 

2  1349.5*10^-3  1.3495*10^-4  0.651 


 

 
 
La tensione di soglia del diodo è calcolata come Vs = 0.611 V. 
La tensione di Breakdown è pari a Vbr = -2.01 V. 
 
Di seguito è riportato il grafico che rappresenta l’andamento di Vu=f(Ve): 
 
 
 
 
Raddrizzatore a semplice semionda 
 

 
 
In figura è mostrato il circuito da implementare. Una volta fatto, abbiamo eseguito le 
misure del valore picco picco della tensione in uscita con l’oscilloscopio DS1054 variando 
il valore della capacità C inserita e ottenendo i seguenti risultati :  
 
Con C=10nF -> Vu picco picco = 4,64 V 
 
L’andamento delle tensioni Ve e Vu è rappresentato sotto dove Ve è la forma d’onda 
gialla, Vu quella blu. Sull’asse verticale del grafico è riportata la tensione (2 V / divisione) 
mentre su quello orizzontale il tempo (500 µs / divisione). Le convenzioni per gli assi 
saranno ripetute anche per i grafici successivi. 
 
 
 
 
Con C=100nF -> Vu picco picco = 2,56 V 
 
L’andamento delle tensioni Ve e Vu è rappresentato sotto dove Ve è la forma d’onda 
gialla, Vu quella blu. 
 

 
 
Con C=1µF -> Vu picco picco = 0,48 V 
 
L’andamento delle tensioni Ve e Vu è rappresentato sotto dove Ve è la forma d’onda 
gialla, Vu quella blu. 
 
 
Il diodo è in regione di conduzione e filtra tutte le tensioni negative. Possiamo notare 
come il comportamento varii a seconda della capacità del condensatore utilizzata nel 
circuito : ad un aumento di questa corrisponde un tempo di scarica maggiore. 
 
Questo si può verificare esaminando i grafici riportati sopra, per capacità elevate il tempo 
di discesa della tensione d’uscita è maggiore. In particolare nel terzo grafico si nota che 
dalla tensione di picco picco si perdono solo 480 mV (V picco picco corrispondente). 
 
 
Rilevatore di Picco 
 

 
 
In figura è raffigurato il circuito da implementare. Una volta fatto, grazie all’oscilloscopio 
abbiamo ricavato la rappresentazione grafica sottostante di Ve e Vu. 
 
 
Dopo la fase di carica del condensatore dovuta alla tensione positiva, dovrebbe seguire 
una fase di scarica che però è bloccata a causa del diodo. Il condensatore mantiene la 
tensione di picco dell’ingresso; quando la tensione di ingresso varia, la tensione sul 
condensatore resta costante poiché la corrente di scarica del condensatore è bloccata dal 
diodo che non è più in conduzione. 
 
 
Circuito di protezione da scariche elettriche 
 

 
 
Infine abbiamo implementato il circuito per la protezione da scariche elettriche 
utilizzando due diodi 1N4148 come mostrato nella figura sottostante. 
Segue la rappresentazione tramite l’oscilloscopio di Ve e Vu 
 
 
 
La tensone di uscita Vu è stata calcolata come Vu,min = -560 mV e Vu,max = 640 mV. 
 
 
   
Esercitazione 2 - Misure su Amplificatori 
 
Introduzione 

​Analizzare il comportamento e misurare i parametri di moduli amplificatori e 


verificare alcune deviazioni rispetto al comportamento previsto con i modelli di prima 
approssimazione. E’ previsto il confronto tra i risultati dei calcoli e le misure. In questa 
esperienza alcuni dei comportamenti ​rilevati sperimentalmente mettono in evidenza i 
limiti dei modelli semplificati utilizzati nelle lezioni. 
 
 
Strumenti utilizzati 
 
● Generatore di segnali modello Rigol DG1022 
● Oscilloscopio Rigol modello DS1054 con frequenza massima di 50 MHz e 
sample rate di 1 GSa/s 
● Alimentatore Rigol DP832 con tensione massima 240 V  
● Circuito premontato: amplificatore modulo A2 
 
 
 
Parametri dell’amplificatore 
 
1. Guadagno a 800 Hz: avendo i valori nominali per l’amplificatore il guadagno Av 
varia nell’intervallo di valori accettabili (8.398-10.262), che convertito in dB 
corrisponde a (18.47-20.23). Dalla figura seguente, rappresentante il circuito con 
l’amplificatore, si ricava  
 
Av = V u /V i = 8, 47 (18, 56 dB)  
 

 
 
2. Resistenza equivalente in ingresso: l’intervallo di valori accettabili può essere 
calcolato a partire dai valori nominali ed è pari a (9.5-10.5) kOhm, successivamente 
applicando la formula del partitore di tensione al circuito soprastante (a Vs, R9, Ri), 
si ottiene un di Ri pari a 
 
Ri = 10, 48 kΩ  
 
 
 
 
3. Resistenza equivalente in uscita: l’intervallo di valori accettabili può essere calcolato 
a partire dai valori nominali ed è pari a (9.5-10.5) Ohm, successivamente per trovare 
il valore della resistenza equivalente in uscita applichiamo il partitore di tensione a 
Ru , R10 e Av *Vi nel circuito presentato sotto, otteniamo Ru pari a 
 
Ru = 997Ω  
 
 
 

 
 
 
 
Risposta in frequenza di amplificatore con celle RC esterne:  
 
Il circuito viene modificato nel modo seguente: gli interruttori vengono commutati in 
modo tale da connettere C10 e C5 in parallelo e C6 ed Ru in serie. Gli strumenti sono 
collegati come per l’esperimento precedente.  
   

 
 
La funzione di trasferimento è:  
 
Av *Ri*(C5+C10)*s
H (s) = (1+s*Ri*(C5+C10))*(1+s*Ru*C6)  
 
Gli zeri sono: ​z1=0 kHz​; 
Ci sono anche due poli​: f1 ~ 1,2 kHz e f2 ~ 16 kHz​; 
Sotto sono riportati i calcoli di Av per frequenze dai 300 Hz fino a 1MHz:  
 
 
Frequenza (Hz)  Pulsazione  |Av| (dB) da  |Av| (dB) da  |Av|  
da misura  (rad/s)  calcolo  misura 

300  1,88K  7,1  6,44  2,3 

1k  6,28K  15,5  14,9  5,54 

3k  18,85K  18,6  17,7  7,66 

10k  62,83K  17,9  16,9  7,02 

30k  188,50K  12,8  12,3  4,1 

100k  628,32K  3,35  3,11  1,43 

300k  1,88M  -6,1  -6,93  0,33 

1M  6,28M  -16,5  -28,0  0,04 


 
 
Possiamo notare che i valori misurati sono maggiori rispetto a quelli calcolati. Si nota 
anche che all’aumentare della frequenza si fa sempre più marcata la differenza tra valore 
teorico e quello calcolato. Sotto segue il diagramma di Bode del modulo di Av (in 
particolare, il grafico a​ zzurro​ rappresenta il diagramma tracciato in funzione di z1 , p1 e 
p2, il grafico ​blu​ presenta i valori calcolati e quello ​verde​ i valori teorici): 

 
Amplificatore invertente 
 

 
 
Si può notare l’inversione della fase, osservando la foto sopra: al picco positivo della 
tensione Vin (funzione gialla) corrisponde un picco negativo di Vout (funzione blu);  
Facendo i calcoli per Av si ha un valore pari a 9,84 mentre Ri è pari a 16,76 kOhm ( valore 
nominale è pari 15kOhm +- 5%). Effettuando le misure per si che Rout è trascurabile 
perchè inserendo un carico questa non cambia. 
 
   
Esercitazione 3 - Amplificatori Operazionali con Reazione 
 
Introduzione 
 
Gli obiettivi di questa esercitazione sono: Analizzare il comportamento di amplificatori 
operazionali (AO) reazionati , misurare i parametri di amplificatori realizzati con AO e 
verificare alcune deviazioni rispetto a quanto prevedibile con il modello di AO ideale. 
 
Strumenti utilizzati 
 
● Generatore di segnali modello Rigol DG1022 
● Oscilloscopio Rigol modello DS1054 con frequenza massima di 50 MHz e sample 
rate di 1 GSa/s 
● Alimentatore Rigol DP832 con tensione massima 240V 
● Circuito premontato di modulo A3 
 
 
Amplificatore non invertente 
 
In figura è mostrata la rappresentazione circuitale dell’amplificatore non invertente.  
 

 
Homework 
  
Per un amplificatore di tensione vale la relazione 
 
R1
V out = V in * (1 + R2 )  
 
Aver trovato Vout in funzione di Vin ci permette di calcolare il guadagno  
 
Av = V out/V in = 9, 33 V  
 
Per trovare la resistenza in ingresso si applica la formula  
 
Rin = Rid * (1 + (Ad * B ))  
 
dove B ha un valore pari a 
 
B = (R2 || Rid) / ((R || Rid) + R1)  
 
ottenendo Rin = 2,12*10^10 Ohm. 
 
La resistenza in uscita è invece data da 
 
R0
Rout = R2
1+(Ad* R1+R2 )
 

 
da cui ottengo 4,66*10^(-3) Ohm. 
 
Misure 
 
Tensione di uscita 
Vu=5,40 V con R5 inserita 
Vu=5,40 V con R5 non inserita 
 
Tensione di ingresso 
Vi=0,47 V con R3 inserita 
Vi=0,47 V con R3 non inserita 
 
Dai due valori ricaviamo il guadagno Av =Vu/Vi = 11,49, che possiamo esprimere in decibel 
con la formula Av(dB) = 20log10 (11,49) = 21,21 dB. Per calcolare la resistenza equivalente in 
ingresso si sostituisce all’amplificatore il suo circuito equivalente, ottenendo il circuito 
rappresentato nell’immagine sottostante. 
 

 
 
 
Troviamo dunque che la tensione sulla resistenza che vogliamo calcolare corrisponde 
numericamente alla tensione Vi misurata, ed è inoltre ottenuta con il partitore di 
tensione tra Ri e R3. Si trova la relazione 
 
Vi Ri
Vs = Ri+R3  
 
ricavando Ri troviamo che  
 
0,47V 1
Ri = 4, 7 kΩ * ( 0,5V ) * ( 1−(0,47/0,5) ) = 73633, 3Ω  
 
 
 

 
 
In modo analogo si trova la resistenza equivalente in uscita: 
in questo caso la tensione su R5, trovata anch’essa con un partitore, corrisponde alla 
tensione Vu e consente di trovare la relazione  
 
V u * (R5 + Ru) = Av * V i * R5  
 
Si trova quindi  
 
Ru = (1/5, 4 V ) * 2, 2 kΩ * (11, 49 * 0, 47 V − 5, 4 V ) = 0, 12Ω  
 
Entrambe le resistenze hanno valori che soddisfano il modello atteso: Ri ha un valore 
molto elevato (nell’ordine delle decine di migliaia di Ohm) mentre Ru è molto vicino a 
zero. 
 
Amplificatore invertente 
 
 

  
Homework 
 
Per l’amplificatore invertente in figura il guadagno Av è dato dal rapporto Vout/Vin, dove 
Vout è ricavata come 
 
V out = − ( R10
R9 ) * V in;  
 
Av vale quindi circa -4,54. 
 
La resistenza di ingresso si trova invece ponendo un generatore di tensione Vtest tra i 
terminali J9 e J14 ed eseguendo il rapporto tra Vtest e la corrente Itest che scorre in R9 : 
si ottiene quindi 
 
Rin = R9 + ( R10 + Ro
1+Ad ) = 22000, 5 Ω  
 
Allo stesso modo, con un generatore di corrente Itest tra J11 e J13 si trova Rout come 
 
Rout = (R1 + R2 + Ro)/((R1 * (1 + Ad)) + R2 + R0) = 2, 8 mΩ  
 
Misure 
 
Vu = 980 mV 
Vi = 140 mV 
Il guadagno dell’amplificatore è dato da Av = Vu/Vi = 7. 
Utilizzando l’oscilloscopio abbiamo verificato il comportamento prossimo all’idealità 
dei due morsetti dell’amplificatore: entrambi infatti presentavano rispetto al terminale di 
ground una tensione prossima a zero, di valore circa pari a 0,0018 V. 
 
Abbiamo infine identificato il livello per cui si identifica distorsione nel segnale d’uscita 
corrispondente a circa 4,1 V.  
 
In figura il ​segnale di uscita Vu senza distorsione​. 
 
 
 
Nella figura sottostante invece troviamo il​ segnale di uscita Vd distorto​ in seguito 
all’aumento dell’ampiezza. 
 

 
 
 
Amplificatore differenziale 
 

 
Homework 
 
Per l’amplificatore differenziale vale la formula Vout = (R10/R9 )*(Vi -V2 ); a seconda delle 
configurazioni la tensione V assume diversi valori, e pertanto cambia anche l’espressione 
di Vout (Vi): 
 
 
Configurazione  V2  Vout  Av  

1 (S8 chiuso)  Vi  1,7 V  0 

2 (S9 chiuso)  (⅔)*Vi  (R10/R9)*(Vi -Vi) = 0  1,51 

3 (S10 chiuso)  (1/3)*Vi  (R10/R9 )*(Vi -(⅔)*Vi ) = (Vi/3)*( R10/R9)  3,03 

4 (S11 chiuso)  0  (R10/R9)*Vi  4,54 


 
 
Misure 
 
 
Configurazione  Vu  Vi  Av (Vu/Vi)  Av(dB) = 
20log10(Av) 

1 (S8 chiuso)  1,7 V  1,7 V  1  0 

2 (S9 chiuso)  1,48 V  1,16 V  1,28  2,14 

3 (S10 chiuso)  4,52 V  0,62 V  7,29  17,25 

4 (S11 chiuso)  6,16 V  0,4 V  15,4  23,75 


 
 
Confrontando i guadagni ricavati dalle misure teoriche con quelli ottenuti dalle misure si 
nota una discordanza tra i due dovuta al fatto che i calcoli si basano su amplificatori 
operazionali ideali, mentre le misure vengono eseguite con operazionali reali, in questo 
caso distanti dal comportamento ideale. 
 
 
Amplificatore AC/DC 
 
 
Guadagni con diverse frequenze 
 
 
f  Vu  Vi  Av (Vu/Vi) 

100 Hz  15,6 V  1,6 V  9,75 

1 kHz  15,6 V  1,6 V  9,75 

10 kHz  15,6 V  1, 56 V  10 

100kHz  1,56 V  3,4 V  0,45 


 
 
Per individuare la frequenza a cui l’ampiezza misurata scende di 3 dB bisogna trovare il 
valore Vf che soddisfi la relazione Vu = Vf * 0,707. La frequenza a cui corrisponde Vf è la 
frequenza di taglio superiore che riduce di 3 dB l’ampiezza misurata. 
 
Sapendo che Vf è uguale a 10,67 V continuiamo ad aumentare la tensione fornita dal 
generatore fino a giungere al valore di 28,8 kHz. Si verifica l’effetto dell’offset prima di 
tutto misurando senza di esso, e questo ci da un valore di 15,1 V. 
 
Poi inserendo un offset pari a 1 V l’ampiezza misurata è invece 15,5 V; questa ampiezza 
è ottenuta anche con offset pari a -1 V. Ogni valore di offset successivo non modifica la 
misura. 
 
Ora verifichiamo che il condensatore C3 introduce un limite superiore di banda. Per farlo 
lo inseriamo nel circuito (chiudendo S1) e valutiamo la nuova frequenza di taglio 
superiore 
che corrisponde a 31 kHz. Nonostante l’aggiunta di C3 il guadagno Av non cambia e 
quindi aggiungiamo un valore di offset per modificare l’uscita: con un offset pari a 1 V si 
ottiene un’uscita Vu pari a 9,6 V e di conseguenza un guadagno Av = 6. 
 
Inserendo invece C4 o C5 nel circuito si nota come pur rimanendo invariati i valori di 
ingresso e uscita, e quindi il guadagno, cambi il limite inferiore di banda: con C4 è pari a 
25 kHz con C5 a 23 kHz.