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Guido Cavalcanti (Riassunto/Parafrasi)

A Firenze nessuna delle lodevoli usanze era rimasta a causa dell'avidità


cresciuta assieme alle ricchezze, durante una di queste usanze i nobili di
diversi quartieri della città si radunavano per banchettare e durante
questi banchetti venivano onorati i nobili sia stranieri che cittadini nei
giorni di gloria cavalcavano per la città partecipavano ai tornei che
venivano organizzati in occasione delle feste più importanti oppure per
onorare delle importanti vittorie. Betto Brunelleschi voleva che Guido
Cavalcanti entrasse a far parte della sua brigata era uno dei migliori
logici e filosofi anche se alla brigata non interessava, a loro interessava
piuttosto che fosse un uomo elegante, molto eloquente nel parlare ed
egli era, inoltre, determinato a conseguire i propri nobili obiettivi con le
sue ricchezze poteva rendere onore a chi riteneva degno. Tuttavia, Betto
non era mai riuscito ad averlo nella sua brigata poiché Guido estraniatosi
dalla società era impegnato nelle sue riflessioni filosofiche per
dimostrare la non esistenza di Dio. Un giorno Guido giunto al Battistero
di San Giovanni, colto di sorpresa, si vide alle spalle la brigata di Betto,
cominciarono ad infastidirlo per aver rifiutato il loro invito ad entrare
nella brigata contrariando la sua lotta per trovare una prova che neghi
l'esistenza di Dio, Guido vedendosi circondato rispose a quelli della
brigata che a casa loro avrebbero potuto dirgli quello che volevano,
dopodiché si liberò dall'accerchiamento spiccando un salto e se ne andò,
quelli della brigata cominciarono a dire che Guido fosse pazzo e quel che
diceva era insensato dato che il luogo dov'erano era considerato in egual
modo casa di tutti e non solo di quelli della brigata. Così intervenne
messer Betto dicendo agli altri che quella di Guido era la peggior offesa
perché con le sue parole aveva comparato i sarcofaghi alle case di quelli
della brigata lasciando intendere che loro sono considerati peggio dei
morti, grazie a tutto questo anche gli altri compresero le parole di Guido
e non lo infastidirono inoltre cominciarono a considerare messer Betto
molto intelligente.

1) Risulta fondamentale la premessa sulle <<brigate>> per introdurre la


situazione culturale, degli usi e costumi dell’aristocrazia della Firenze
passata, restituendoci così l’immagine di una nobiltà non solo dei titoli,
della ricchezza ma anche dell’intelletto, della cultura umanistica, per poi
portarla alla sua massima elevazione con il personaggio di Cavalcanti e
infine per compararla alla Firenze contemporanea all’età di scrittura del
Decameron mutata dall’avidità, come ci suggerisce Boccaccio.

2) Attraverso precisi riferimenti alla topografia cittadina che accompagnano


Cavalcanti nel suo percorso viene messo in risalto il Battistero di San
Giovanni, in particolare Boccaccio rivela l’attenzione alla porta chiusa del
Battistero, che può anche essere interpretata simbolicamente come la
chiusura di Cavalcanti verso la Religione Cattolica, altri elementi sono il
colonnato di porfido e i sarcofagi sul quale pose le mani per darsi uno
slancio, per uscire dalla mischia. Con questo passaggio Boccaccio mette
in risalto anche le virtù fisiche di Cavalcanti, le stesse virtù fisiche
ricercate nell’Umanesimo e nel Rinascimento, creando così nel
personaggio, non prima aver introdotto anche le sue virtù spirituali e
intellettuali, una perfetta armonia di corpo e spirito.

3) L’autore ritrae Guido come uno dei migliori esperti di filosofia e natura,
un uomo elegante e dai buoni costumi molto bravo nel parlare, ritraendolo
così diversamente dai compagni della brigata considerati ignoranti e
incolti.

6) la disgregazione sociale provocata dalla peste del Trecento, che investì


anche Firenze con una furia inaudita provoca, nella dimensione culturale
aristocratica la perdita delle lodevoli usanze, viene messo da parte
l’ideale di perfezione e le virtù umane di spirito e corpo, per lasciare
spazio alla crescente avidità nobiliare sulle ricchezze e sui titoli.
Cavalcanti nacque a Firenze da una delle famiglie più importanti, di
orientamento guelfo partecipò attivamente alla vita politica della città, di
Cavalcanti sono pervenuti 52 componimenti di profonda cultura filosofica
il tema che affascina più la critica è quello riguardante gli effetti
sconvolgenti dell’amore, la costruzione tecnica è molto sapiente e con
una dolce fluidità melodica.