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Pedagogia: considerata scienza nel 1800…

1600: teorie empiristiche di Loch.


fine ‘800: positivisti- la pedagogia deve spiegare e non solo comprendere
la realtà (in contrapposizione all’introspezione)

Rapporto circolare tra teoria e osservazione

Pedagogia come arte fino al 1800, poi scienza tradizionale con


carattere unitario, cumulativo, oggettivo e generalizzabile.

1900: scienze dell’educazione


Rapporto orientato dalla pedagogia (intenzionalità – Dewey).

Pedagogia: scienza con un proprio metodo sperimentale (attitudinale e non


sistemico).
Apprendimento e disagio cognitivo dell’apprendimento, luoghi formali e non.
Ricerca-azione: chi deve essere formato è attore e protagonista.
1953: De Bartolomeis- La pedagogia come scienza

La pedagogia è una scienza a sé stante, ma olistica delle altre scienze senza coincidere con nessuna di esse.
Pedagogia
Scienze dell’educazione: divergono e convergono con la pedagogia, che riflette su di esse
attraverso la filosofia. Scienze
pedagogiche
Scienze della formazione: formazione dell’essere umano dal punto Scienze
di vista ontogenetico e filogenetico. dell’educazione

Scienze della
formazione

Differenza tra educazione (intenzionale), formazione (comprende l’educazione), istruzione


(conoscenze) e apprendimento (senza finalità).

Educabilità: formazione della mente.

Statuto epistemologico della pedagogia:


Scienza ipercomplessa, due direzioni interpretative:
Pluralismo e dialetticità.
FENICE PEDAGOGICA

• La pedagogia come fenice che risorge dalle proprie ceneri,


si costruisce dalla sua decostruzione.

• Dialetticità di opposti (relazione prassi-teoria).

• Circolarità origine-fine.

• Concetto d’identità.

• Scienza dell’educazione → scienza complessa → scienza olistica.

• Statuto dismorfico e ipercomplesso.

• Impianto teorico autosufficiente e trasversale.


1900: modelli classici dell’insegnamento.

Caratteristiche:
- Relazione insegnante-studenti asimmetrica.
- Apprendimento come processo trasmissivo da insegnante (contenitore pieno) a studente
(contenitore vuoto).
- Efficacia dell’insegnamento valutata nella quantità di nozioni trasmesse.

3 tipologie:
➢ Teorie comportamentiste (1900-50)
➢ Teorie cognitiviste (1950-80)
➢ Teorie metariflessive (1980-90)

STUDI STUDI COGNITIVISTI STUDI


COMPORTAMENTISTI METARIFLESSIVI

APPRENDIMENTO Associazione stimolo- Elaborazione individuale Regolato dalle modalità


risposta delle info. dello studente

INFORMAZIONE Acquisita e ripetuta Acquisita con strategie Acquisita con strategie

ENFASI Insegnante Sullo studente Sullo studente


SITUAZIONE Ambientalizzata Apprendimento cumulativo Conosciuta e controllata
con difficoltà crescente dallo studente
COMPORTAMENTISTI COGNITIVISTI METARIFLESSIONE

TEORIA DELL’INSEGNAMENTO - Comportamento osservabile - Processi mentali - Attenzione sulla riflessione


- Mente come black box - Mente come computer - Obiettivo: consapevolezza sulle
- Riflesso condizionato - Apprendimento sequenziale (modello modalità di utilizzo delle strategie
- Teacher-centered, motivazione sequenziale di von Neumann: input> cognitive gestionali
traduzione> rappresentazione mentale > - Teoria della teoria: Gopnik e
conservazione> output). Wellman, l’attività mentale basata su
- Apprendimento significativo con unità di conoscenze empiriche che il bambino
significato acquisisce nello sviluppo
- Sistemi cognitivi diversi, intelligenza - Teoria della mente: capacità di
triarchica di Sternberg e intelligenze attribuire stati mentali a se stessi e
multiple di Gardner. agli altri comprendendo che questi
hanno stati mentali diversi dai propri
- Insegnante lascia emergere queste
teorie
- Rapporto asimmetrico perché
insegnante gestisce meglio le info.
CARATTERISTICHE DEL MODELLO - Mastery learning - Apprendimento dal semplice al - Insegnamento metacognitivo e
FORMATIVO - Tassonomia di Bloom complesso metaemotivo
- Apprendistato - Bruner: well formedness - Apprendimento implicito sempre presente
- Apprendimento per prova ed errori - Mente-contenitore: insegnante deve - Problema: informazioni implicite non
- Programmazione didattica con unità calibrare organizzate
didattiche - Strategie - Insegnamento metariflessivo con uso
- Insegnamento come modalità di controllo - Unità di significato, comprensione e non sistematico del lavoro
ripetizione - Verbalizzazione per esplicitare le
acquisizioni implicite
- Collaborare in gruppo
PRATICA NELLA CLASSE - Elogi e punizioni - Insegnamento individuale e multimodale - Ease of learning: info. offerte dall’insegnante
- Learning by doing - Organizzazione linguistica e capacità percepite dallo studente come facili da
- Autoshaping rielaborativa apprendere
- Tensione emotiva - Task-oriented - Judgement of learning: giudizio personale da
- Valutazione in itinere - In vitro. parte dello studente
- Feeling of knowing: sensazione di
conoscere un’info
- Prediction of total recall: previsione del
MODELLI CONTEMPORANEI:
Modelli contestualisti, culturalisti e costruttivisti → ambito del postcognitivismo
(dimensione percettiva e adattiva)

Soggetto che apprende come insieme olistico.


Studio della mente in vivo e non in vitro.

La conoscenza è un concetto complesso:


- Distribuito tra più soggetti (modelli contestuali)
- Incorporato nel rapporto tra mente e cervello (modelli costruttivisti)
- Situato in tempi, spazi e culture (modelli culturalisti)

Conseguenze:
- Mente non più separata dal corpo, messa a fuoco dell’apprendimento implicito
- Relazione insegnante-studente simmetrica
- Insegnante come facilitatore degli apprendimenti
CONTESTUALISTA CULTURALISTA COSTRUTTIVISTA
TEORIA DELL’INSEGNAMENTO - Analisi dei contesti naturali, sociali - Conoscenza come prodotto - Matrice di natura razionalista
e culturali contingente delle culture - Conoscenza come risultante di
- Acquisizione non lavoro personale - Mente socialmente distribuita ma processi di categorizzazione di dati
ma processo distribuito e situato situata in contesti temporali e selezionati e ordinati dalla mente
- Avviene in ambienti formali, non culturali specifici - Apprendimento come costruzione
formali e informali - Conoscenza relativa, peculiare e dei processi di conoscenza
- Mente downloaded con una propria struttura - Strutture della conoscenza con
- La classe è una comunità di - Motivazione intrinseca significato preciso
apprendimento - Intercultura - Soggetto-costruttore

MODELLO FORMATIVO - Formazione basata sulla relazione - Apprendistato - I giovani si rapportano a situazioni
tra studente e insegnante - Insegnante modello: relazioni complesse e diventano knowledge
- Insegnante come facilitatore e integrative o di distacco workers
mediatore - Studente culturalmente - Insegnante come guida
- Competenza valutata in base a responsabile: passaggio del - Insegnante on demand
come lo studente rielabora ed testimone
esprime il proprio punto di vista - Identità cognitiva

PRATICA NELLA CLASSE - Insegnante che favorisce lo scambio - Saperi esperienziali - Costruttivismo piagetiano
conversazionale - Insegnante esperto - Mente con due processi di
- Crollo totale dell’autoritarismo - scaffolding adattamento: assimilazione e
- Classe disposta in circolo accomodamento
- Valutazione della partecipazione - Piaget: sviluppo stadiale (4 stadi)
- Teorie neopiagetiane: cambiamento
concettuale come motore dello
sviluppo cognitivo
indipendentemente dall’età
- Bambino come scienziato
Modelli sperimentali dell’insegnamento: teorie dell’insegnamento che
valutano l’influenza delle neuroscienze e delle scienze biologiche nella
formazione.

Scienze bioeducative → approccio dialogico


→Modello epistemologico interazionista e integrativo: pluridisciplinarietà

Mente studiata in vivo


Diversi modelli di formazione:
- Arricchito
- Organismico
- Adattivo
MODELLO ARRICCHITO
- Ambiente predisposto in modo arricchito con una pluralità di stimolazioni.
- L’insegnante stimola le potenzialità dello studente con la strutturazione dell’ambiente di
apprendimento; ha quindi una responsabilità formativa.

- FORMAZIONE DELLE RETI NEURONALI:


attività di germogliamento (sprouting) e di sfrondamento.

- Mito dei primi tre anni di vita

- Metodologia multimodale:
- canale visivo, uditivo, tattile, olfattivo e gustativo nelle classi primarie
- canale uditivo e visivo nelle classi secondarie
- canale uditivo nelle superiori

Conoscenza sempre più astratta dalla percezione → sensazioni

Il processo di sviluppo avviene solo in determinate condizioni d’apprendimento con una


programmazione che stimola lo studente.
MODELLO ORGANISMICO

- Conoscenza embodied dentro un organismo.


- La mente è distinguibile dal cervello ma studiata attraverso il cervello stesso, dotato
di plasticità cerebrale, responsabile della disponibilità ad apprendere.

- L’apprendimento si divide in IMPLICITO ed ESPLICITO. Non possono essere


separati.
- L’apprendimento implicito è una percezione non consapevole e a livello senso
motorio facilita le risposte (SRT).

- L’insegnante deve progettare l’ambiente di apprendimento sia in modo esplicito che


implicito.
- Importanza della prossemica e corporeità.
- Il livello d’attenzione non è costante e i tempi di apprendimento sono diversi da
soggetto a soggetto.
• ESPLICITO & IMPLICITO
Separati: implicito si attiva in modo autonomo
Interrelati: implicito si attiva in modo interdipendente (antecedente cognitivo).
Teoria ombra
Teoria della modularità di Fodor
Problema rappresentazionale
L’implicito fa entrare le informazioni in maniera non ordinata → problema nella
gestione degli apprendimenti
Processi di emersione: implicito → esplicito → 2 modi: sincronia & diacronia.
L’apprendimento implicito è caratterizzato dall’ubiquità e presenza costante
(conoscenza procedurale).
• MODELLO ADATTIVO
• Conoscenza come non prevedibile → adattamento costante → progettazione adattiva

Diversità degli alunni


Differenza tra ambiti di conoscenza
Interazione tra materia e soggetto
Radicamento nella comunità
• Ambiente adattivo vs Ambiente di formazione (accoppiamento strutturale)
• Ambiente di formazione adattivo se l’interazione tra individuo e ambiente è reciproca.
• Relazione asimmetrica tra studente e insegnante che organizza l’ambiente di apprendimento.
• Educabilità → disagio cognitivo
• EDUCABILITà COGNITIVA:
adattamento dello studente a seconda del comportamento vincente o meno negli
ambienti di apprendimento adattivi e varia a seconda del feedback ed è attivabile
on demand.
• Interazione tra individuo e ambiente in modo adattivo: ricerca del feedback.
• L’elaborazione prototipale è implicita, quindi sempre presente.
• Un sistema cognitivo ha una componibilità strutturale, ovvero una molteplice
composizione evolutiva che lo configura come un prima ( strutturazione
diacronica del percorso personale degli apprendimenti dello studente).
• Il sistema cognitivo è invidivuale e integrato. → dimensioni elaborative e
processuale (esplicito) e emozionali, affettive e sensoriali (implicito).
• Compatibilità evolutiva
• Ogni individuo ha un potenziale cognitivo specifico che si modella attraverso
l’esperienza.
• L’elaborazione prototipale consiste in un pensiero elementare che può essere elaborato anche a
livello implicito. La domanda è: esplicito e implicito sono indipendenti (e quindi l’implicito si attiva
in modo autonomo) o sono in interazione (e quindi l’attivazione dell’esplicito è consecutiva
all’implicito)?
• TEORIA DELLE LOGICHE ELEMENTARI: funzione dell’implicito integrativa rispetto
all’esplicito, relazione on demand. (ruolo funzionale di natura adattiva – Reber)
• Implicito: invariabile, esplicito: variabile.
• TEORIA DELLA SEMPLESSITA’: proprietà filogenetica degli organismi viventi per cui la
diversa combinazione di regole semplici può generare formulazioni complesse. Superamento della
visione dicotomica del rapporto tra esplicito e implicito (polarity fallacy).
• Logiche elementari: funzioni cognitive, organizzative e gestionali alla base di pattern dinamici di
collegamento tra implicito ed esplicito.
• Strutture primarie del pensiero: due macroclassi sequenzialità e parallelismo, divise in unione,
separazione e correlazione.
• Questionario sull’identità implicita: aiuta a comprendere le logiche implicite usate nell’apprendere.

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