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VII domenica Tempo ordinario – Anno C – -Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue

24febbraio 2019 infermità, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda


di bontà e misericordia.(Rit.)
Invocazione iniziale: O Spirito Paraclito, uno col -Misericordioso e pietoso è il Signore, lento all’ira
Padre e il Figlio, discendi a noi benigno e grande nell’amore.Non ci tratta secondo i nostri
nell'intimo dei cuori. Voce e mente si accordino peccati e non ci ripaga secondo le nostre
nel ritmo della lode, il tuo fuoco ci unisca in colpe.(Rit.)
un'anima sola. O luce di sapienza, rivelaci il -Quanto dista l’oriente dall’occidente, così egli
mistero del Dio trino ed unico, fonte d'eterno allontana da noi le nostre colpe. Come è tenero un
Amore. Amen. padre verso i figli, così il Signore è tenero verso
quelli che lo temono.(Rit.)
Colletta (II): Padre clementissimo, che nel tuo Dalla Prima lettera di san Paolo apostolo ai
Corinzi (15,45-49): Fratelli, il primo uomo,
unico Figlio ci riveli l’amore gratuito e
Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo
universale, donaci un cuore nuovo, perché
Adamo divenne spirito datore di vita. Non vi fu
diventiamo capaci di amare anche i nostri nemici
prima il corpo spirituale, ma quello animale, e
e di benedire chi ci ha fatto del male. poi lo spirituale. Il primo uomo, tratto dalla
Per il nostro Signore Gesù Cristo... terra, è fatto di terra; il secondo uomo viene
dal cielo. Come è l’uomo terreno, così sono
Dal Primo libro di Samuele (26,2.7-9.12- quelli di terra; e come è l’uomo celeste, così
13.22-23): In quei giorni, Saul si mosse e anche i celesti. E come eravamo simili
scese nel deserto di Zif, conducendo con sé all’uomo terreno, così saremo simili all’uomo
tremila uomini scelti d’Israele, per ricercare celeste. Parola di Dio.
Davide nel deserto di Zif. Davide e Abisài
scesero tra quella gente di notte ed ecco, Saul Dal Vangelo secondo Luca (6, 27-38): 27Ma a voi
dormiva profondamente tra i carriaggi e la sua che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici,
lancia era infissa a terra presso il suo capo, fate del bene a quelli che vi odiano, 28benedite
mentre Abner con la truppa dormiva all’intorno. coloro che vi maledicono, pregate per coloro
Abisài disse a Davide: «Oggi Dio ti ha messo che vi trattano male. 29A chi ti percuote sulla
nelle mani il tuo nemico. Lascia dunque che io guancia, offri anche l'altra; a chi ti strappa il
l’inchiodi a terra con la lancia in un sol colpo e mantello, non rifiutare neanche la tunica. 30Da'
non aggiungerò il secondo». Ma Davide disse a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose
ad Abisài: «Non ucciderlo! Chi mai ha messo tue, non chiederle indietro. 31E come volete
la mano sul consacrato del Signore ed è che gli uomini facciano a voi, così anche voi
rimasto impunito?». Davide portò via la lancia fate a loro. 32Se amate quelli che vi amano,
e la brocca dell’acqua che era presso il capo di quale gratitudine vi è dovuta? Anche i
Saul e tutti e due se ne andarono; nessuno peccatori amano quelli che li amano. 33E se
vide, nessuno se ne accorse, nessuno si fate del bene a coloro che fanno del bene a
svegliò: tutti dormivano, perché era venuto su voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i
di loro un torpore mandato dal Signore. Davide peccatori fanno lo stesso. 34E se prestate a
passò dall’altro lato e si fermò lontano sulla coloro da cui sperate ricevere, quale
cima del monte; vi era una grande distanza tra gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori
loro. Davide gridò: «Ecco la lancia del re: passi concedono prestiti ai peccatori per riceverne
qui uno dei servitori e la prenda! Il Signore altrettanto. 35Amate invece i vostri nemici, fate
renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e del bene e prestate senza sperarne nulla, e la
la sua fedeltà, dal momento che oggi il Signore vostra ricompensa sarà grande e sarete figli
ti aveva messo nelle mie mani e non ho voluto dell'Altissimo, perché egli è benevolo verso gli
stendere la mano sul consacrato del Signore». ingrati e i malvagi. 36Siate misericordiosi, come
Parola di Dio. il Padre vostro è misericordioso. 37Non
giudicate e non sarete giudicati; non
[Sal 102] Rit.:Il Signore è buono e grande condannate e non sarete condannati;
nell’amore. perdonate e sarete perdonati. 38Date e vi sarà
-Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me dato: una misura buona, pigiata, colma e
benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, traboccante vi sarà versata nel grembo, perché
anima mia, non dimenticare tutti i suoi
con la misura con la quale misurate, sarà
benefici.(Rit.) misurato a voi in cambio». Parola del Signore.
Un fratello della Libia venne da abba Silvano sul monte Panefo e gli disse: «Abba, ho un nemico che mi fa del
male; quand’ero nel mon­do mi ha rubato il mio campo, mi ha spesso teso insidie, ed ecco che ha assoldato della
gente per avvelenarmi. Voglio consegnarlo al giudice». L’anziano gli disse: «Fa’ ciò che ti dà pace, figliolo». E il
fratello disse: «Abba, se riceve il castigo, la sua anima non ne trarrà pro­fitto?» . L’anziano disse: «Fa’ come ti
pare, figliolo». Il fratello disse all’anziano: «Alzati, padre, preghiamo e poi vado dal giudice». L’anziano si alzò e
dissero il «Padre nostro». Come giunsero alle parole: «Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai
nostri debitori» (Mt 6,12) , l’anziano disse: «Non rimettere a noi i nostri de­biti, come noi non li rimettiamo ai
nostri debitori». Il fratello disse: «Non è così, padre». «E così, figliolo, — disse l’anziano — se veramente vuoi
andare dal giudice per vendicarti, Silvano non fa altra preghie-ra per te». E il fratello si prostrò e perdonò al suo
nemico.
Un uomo interrogò un anziano di Tebe e gli disse: «Dimmi, come potrò essere salvato?». L’anziano allora gli
rispose queste tre cose: «Siedi nella tua cella e fa’ silenzio; esamina i tuoi peccati e guardati dal giudicare
qualcuno».

Di abba Macario il Grande dicevano che diventò, come stascritto, un dio sulla terra (cfr. Sal 81 [82],6), perché,
come Diocopre il mondo, così abba Macario copriva le debolezze chevedeva come se non le vedesse, e quelle che
udiva, come se nonle udisse.

Abba Teodoro di Ferme interrogò abbaPambo: «Dimmi unaparola!». Con molta fatica gli disse: «Teodoro, va’,
abbimisericordia di tutti, perché la misericordia trova fiducia pressoDio».

«Accosta le tue mani alle membra dell’altro con tremore, come se toccassi l’altare stesso: realmente, infatti, è
tempio santo del Signore, mirabile nella giustizia» (Efrem il Siro)

Abba Doroteo chiedeva al fratello Dositeo: “Che c’è Dositeo? Che hai? Perché piangi?”. E Dositeo diceva:
“Perdonami, padre mio, mi sono arrabbiato e ho detto parole cattive al mio fratello”. Gli diceva l’abba: “E così,
Dositeo, ti sei arrabbiato e non ti vergogni di adirarti e di dire parole cattive al tuo fratello? Non sai che lui è
Cristo? E tu fai soffrire Cristo?” (Doroteo di Gaza)

«Non mi sono mai addormentato avendo rancore contro qualcuno; e, per quanto mi era possibile, non ho permesso
che qualcuno si addormentasse avendo del rancore contro di me» (abba Agatone)

«È dal prossimo che ci vengono la vita e la morte. Perché, se guadagniamo il fratello, è Dio che guadagniamo; e
se scandalizziamo il fratello, è contro Cristo che pecchiamo» (Antonio il Grande)

«Quanto più si è uniti al prossimo, tanto più si è uniti a Dio… Quanto più (i santi) si avvicinano a Dio, tanto più si
avvicinano gli uni agli altri e quanto più si avvicinano gli uni agli altri, tanto più si avvicinano a Dio… Quanto più
ci avviciniamo a Dio grazie all’amore per lui, tanto più ci uniamo in forza dell’amore del prossimo; quanto più ci
uniamo al prossimo, tanto più ci uniamo a Dio» (Doroteo di Gaza)

«Amiamoci dunque, affinché siamo amati da Dio. Siamo indulgenti l’un l’altro, ed egli indulgerà ai nostri peccati.
Non rendiamo male per male, e non ne riceveremo in cambio dei nostri peccati. Nel perdono per i fratelli
troveremo il perdono per i nostri errori. La misericordia di Dio si nasconde nella pietà verso il prossimo»
(Massimo il Confessore)
«“Non è possibile costruire una casa dall’alto verso il basso, ma dalle fondamenta verso l’alto”. Gli chiesero:
“Che significa questa parola?”. Disse loro: “Il fondamento è il prossimo, che tu devi guadagnare. Questo è il
primo dovere dal quale dipendono tutti i comandi di Cristo”» (Giovanni Nano).

«Perché odiare l’uomo che ti ha rattristato? Non lui ti ha fatto del male, ma il diavolo. Odia la malattia e non il
malato» (Sincletica)

«Bada a te stesso perché il male che ti separa dal fratello non si trovi in te piuttosto che in lui» (Massimo il
Confessore)

Colui che ha «nel naso il suo proprio puzzo non ne sente un altro, anche se si ferma sui cadaveri» (Sincletica)

«Si tenne una volta un consiglio a Scete su di un fratello che aveva peccato. I padri parlavano, ma il padre Pior
taceva. Infine, alzatosi, uscì e, preso un sacco, lo riempì di sabbia e se lo caricò sulle spalle. Mise poi un po’ di
sabbia in un cestino e se lo pose davanti. I padri gli chiesero: “Cosa significa ciò?”. Disse: “Questo sacco, che
contiene tanta sabbia, sono i miei peccati. Sono molti. E li ho lasciati dietro di me per non darmene pena e non
piangerli. Ed ecco che questi piccoli sbagli del mio fratello mi stanno davanti e io mi preoccupo di giudicarli. Non
bisogna fare così. Devo piuttosto portare i miei davanti a me, darmene pena, e pregare Dio di perdonarmi”. Allora
i padri, alzandosi, dissero: “Questa è davvero la via della salvezza”» (Pior)

«Signore Re, concedimi di vedere i miei errori e di non giudicare il mio fratello» (Efrem il Siro)

«Chi giudica prima di Cristo è anticristo» (abba Ammone)


«Chi crede che esista un giudizio non giudica nessuno ma sta attento a se stesso fino ai minimi dettagli» (Efrem il
Siro)
«Non c’è nulla che irriti tanto Dio, non c’è nulla che riduca tanto l’uomo a uno stato di spogliazione e di
abbandono da parte di Dio quanto il fatto di parlar male del prossimo, di giudicarlo o di disprezzarlo» (Doroteo di
Gaza)
«L’Anziano fu interrogato da un monaco più giovane: “Perché giudico continuamente i miei fratelli?”. “Perché
non conosci ancora te stesso”, fu la risposta. “Chi conosce se stesso non sta a guardare i fatti dei suoi fratelli”»
(Giovanni Mosco)

«Signore, nel tuo nome accolgo questo mutilato e gli darò il mio conforto sino alla morte, affinché io possa
salvarmi attraverso di lui. Concedimi la perseveranza necessaria perché possa servirlo» (Palladio)
Chiesero alcuni Anziano ad abbaPoemen: «“Se vediamo dei fratelli che sonnecchiano durante la liturgia, vuoi che
li scuotiamo, perché rimangano desti durante la veglia?”. Ma egli rispose loro: “Veramente, se io vedo un fratello
che sonnecchia, metto la sua testa sulle mie ginocchia e lo lascio riposare”».

«Se potessi incontrare un lebbroso, dargli il mio corpo e prendere il suo, lo farei volentieri: questo è l’amore
perfetto» (Agatone)

«Noi fedeli dobbiamo riguardare tutti gli altri fedeli come un solo essere e considerare che in ciascuno di loro c’è
il Cristo. Dobbiamo essere disposti, nei confronti di ciascuno, a un tale amore da essere pronti a dare per lui la
nostra propria vita; né dobbiamo in alcun modo dire o credere che qualcuno sia cattivo, ma, come abbiamo detto,
riguardare tutti come buoni. E se anche vedi qualcuno oppresso dalle passioni, non odiare il fratello, ma le
passioni che gli fanno guerra, e abbi ancor più misericordia di lui, tiranneggiato dalle concupiscenze e dalle
predisposizioni passionali, per paura che tu stesso non sia messo alla prova, soggetto come sei alla mutevolezza
della materia che ti assedia» (Simeone il Nuovo Teologo)

«Raccontavano del padre Giovanni il Persiano che un giorno vennero da lui dei malfattori. Egli prese un catino e
cominciò a lavar loro i piedi, ed essi, vergognatisi, cominciarono a pentirsi» (Giovanni il Persiano)

«Il padre Zenone disse: “Chi desidera che Dio esaudisca presto la sua preghiera, quando si alza e tende le mani al
Signore, prima di pregare per ogni altra cosa e per la sua stessa anima, deve pregare di cuore per i suoi nemici. È
per questa azione buona che Dio lo ascolterà, qualsiasi cosa poi gli chieda”»

«Chi odia il peccato tanto quanto i santi? Eppure non odiano chi ha commesso il peccato, non lo giudicano, non
fuggono lontano da lui, ma ne hanno compassione, lo consigliano, lo consolano, hanno cura di lui come di un
membro malato, fanno di tutto per salvarlo» (Doroteo di Gaza)

«Un tale ha bestemmiato? Non odiare lui, ma la bestemmia e il demonio che ha spinto a bestemmiare. Se odi il
bestemmiatore, tu hai odiato un uomo e quindi trasgredito il comandamento, e ciò che quello ha fatto con la parola
tu lo fai con l’azione. Ma se osservi il comandamento, mostra quello che è proprio dell’amore, e se puoi aiutalo,
per liberarlo dal male» (Massimo il Confessore)

«“Cos’è un cuore misericordioso?”. Rispose: “Un cuore che brucia per tutta la creazione: per gli uomini, per gli
uccelli, per le bestie, per i demoni, per ogni creatura. Quando pensa a loro e quando li vede, i suoi occhi versano
lacrime. Così grande e violenta è la compassione che serra il suo cuore, così grande la pazienza, che il suo cuore si
stringe, e non può sopportare, ascoltare o vedere alcun male o la minima tristezza in seno alla creazione. In
ragione di ciò, sempre offre preghiere e lacrime anche per gli animali privi di ragione, per i nemici della verità,
per quanti lo offendono, perché siano custoditi e perdonati; così fa anche per i serpenti, per la copiosa misericordia
che si muove nel suo cuore, senza misura, a somiglianza di Dio”» (Isacco il Siro)