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APPLICAZIONE DELLA TERMOGRAFIA

NELL'INDIVIDUAZIONE E MAPPATURA
DEI TESSUTI DEGRADATI DELL OLIVO
Introduzione

Il telerilevamento è un metodo di indagine che viene utilizzato per studiare l'ambiente senza
che le apparecchiature utilizzate entrino in contatto con l'oggetto indagato.
Gli scanner termici o termocamere rientrano tra queste apparecchiature;esse sono in grado
di rilevare la radiazione infrarossa riflessa o quella emessa direttamente dai corpi e di
consentirne la visualizzazione sotto forma di immagini dette termografie.
Le numerose applicazioni della termografia in vari campi quali la medicina
preventiva,l'edilizia,l'industria ecc, sono basate sul fatto che questa tecnica permette di
rilevare variazioni di distribuzione di temperature superficiali derivanti in genere da
disomogeneità strutturali del materiale sottostante e quindi da differenti valori del suo
coefficente di conduttibilità.
Questo caso si verifica anche quando all' interno degli alberi sono presenti cavità o tessuti
degradati spesso originati da processi patologici dei quali ci si accorge ,visivamente
,quando ormai gli interventi curativi diventano drastici
.
Metodologia e strumenti

La termografia si limita solo ad osservare le differenze di temperature superficiali senza


“toccare” l'oggetto in esame,a differenza di altri procedimenti di indagine quali il succhiello
di Pressler,la percussione,il metodo Shigo,ecc che feriscono la pianta.
Lo strumento utilizzato è una termocamera con rilevatore microbolometro non raffreddato
120x120 pixel interpolato a 240x240 con intervallo di spettro 7.5 a 13 micron e con una
sensibilità termica di 0,1 C. Le immagini vengono visualizzate sul monitor in tempo reale e
poi registrate su SD. Lo strumento è dotato di una funzione isoterma che permette di
visualizzare con lo stesso colore tutte le parti con eguale temperatura.

Parte sperimentale
Quando una cavità o qualsiasi carenza strutturale del tessuto delle piante provoca una
differenza di temperatura superficiale del tronco o di una branca,questa si differenzierà sullo
schermo facendo apparire più chiara o più scura,la zona che è,rispettivamente,più calda o
più fredda della restante superficie. Utilizzando i falsi colori le zone con differenti
temperature risultano essere molto evidenti.
L'ideale per una buona ripresa termovisiva è il poterla effetuare dopo un periodo di
insolazione tale da creare un gradiente termico.

Termografia zona marcia Fotografia parte marcia

Parassitosi del legno

Le parassitosi del legno di natura fungina: le carie legnose

Uno dei problemi attualmente preoccupanti in campo vegetale è la cosiddetta patologia


delle “carie dei legni” che interessa gran parte degli uliveti e castagneti.

Le micosi del legno possono avere grandi responsabilità sull’indebolimento dei tessuti di
sostegno di un albero, poiché possono attaccare e “digerire” i tessuti delle radici, del
colletto, del tronco o dei rami.

Esistono centinaia di funghi superiori caratterizzati dalla capacità di demolire la cellulosa


e/o la lignina delle cellule del legno.

Il risultato della loro azione è una carie che può, non necessariamente, portare all comparsa
di cavità o disseccamenti dei rami.

Esistono funghi che degradano la lignina trasformano il legno in una massa fibrosa e
spugnosa, priva di tenacità quasi come un “pannello di polistirolo”.. Altri degradano la
cellulosa e fanno invece perdere al legno flessibilità ed elasticità rendendo la zona attaccata
“friabile come un grissino”.

Il risultato della loro azione è comunque sempre la degradazione del legno che, dopo anni,
diventa spugnoso o friabile ma comunque sempre di minor robustezza.

Spesso queste patologie sono accompagnate da attacchi di insetti che divorano il legno
scavando gallerie, contribuendo ulteriormente a diffondere i funghi patogeni; anche i batteri
la cui azione è agevolata dall’ambiente anaerobico provocato dai ristagni idrici sui tessuti
vegetali danneggiati e spugnosi, spesso danno un contributo determinante alla degradazione
dei tessuti legnosi.

Tutti questi patogeni hanno una diffusione nell’albero lenta, capace di protrarsi anche per
10-20 anni prima di manifestare esteriormente la loro azione.

L'utilizzo della diagnosi termografica permette quindi di mappare la presenza di legno in


degradazione e di intervenire o solamente monitorare lo sviluppo mantenendo un report
temico con cui effettuare raffronti in anni sucessivi.

Seguendo operazioni colturali quali:

rimozione delle sbrancature;

rimozione del seccume rameale;

dendrochirurgia arborea;

potature di alleggeimento della chioma;

si riesce ad ottenere una ripresa vegetativa della pianta ed una sua maggior stabilità statica

Esempi di termografie

Particolare di un ristagno Particolare a un anno dal intervento


con legno marciscente dopo rimozione del tessuto marcio
Come si può immediatamente notare la tempertura superficiale della pianta, dopo
l'intervento di rimozione, si è unifomata in tutta la cavità.

Pianta totalmente sana Temografia di una sezione di legno Immagine nel visibile della
affiancata ad olivo marcio all interno di una struttura sezione analizzata
slupato sana

Nella sezione analizzata sono chiaramente visibili le diverse strutture lignee.Le parti in
verde e blu scuro sono estremamente degradate e hanno una temperatura superficiale
decisamente inferiore rispetto alle parti di legno sano.

Termografia e visibile di tronco degradato

Uniformità termica della pianta.Indica tessuti omogeneei


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